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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 16 Aprile 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2015-00928
"INCENDIO E DEGRADO DEL PALAZZO DEL LAVORO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA E APPENDINO IN DATA 9 MARZO 2015.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201500928/002, presentata in
data 9 marzo 2015, avente per oggetto:

"Incendio e degrado del Palazzo del Lavoro"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Relativamente al primo quesito, rispondo in questi termini. Con deliberazione del
Consiglio Comunale, n. meccanografico 201402464/009 del 1° luglio 2014, è stato
dato mandato alla Direzione dell'Area Urbanistica di attivare apposito accordo di
programma in variante al PRG, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 del
Decreto Legislativo n. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo
17 bis, comma 2 della LUR 56/77 e successive modifiche ed integrazioni, finalizzato
all'approvazione del progetto di conservazione e valorizzazione del Palazzo del
Lavoro e di riqualificazione delle aree limitrofe.
Infatti, in data 26 novembre 2013, la società Pentagramma Piemonte S.p.A., attuale
proprietaria del Palazzo del Lavoro, nel confermare l'interesse all'intervento, ha
presentato un'ipotesi progettuale pienamente coerente con quanto evidenziato nella
sentenza del Consiglio di Stato n. 2446 del 6 maggio 2013, con richiesta di variante
in accordo di programma, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 del
Decreto Legislativo n. 267/2000 e del citato articolo 17 bis della LUR.
La nuova proposta progettuale, confermativa nei contenuti e nelle finalità rispetto a
quella originaria, prevede in sintesi il recupero funzionale del Palazzo del Lavoro
mediante l'insediamento di un centro commerciale classico, l'impegno a realizzare
interventi di recupero e riqualificazione del Parco Italia '61, la possibile
realizzazione di un parcheggio pubblico ed opere di sistemazione superficiale
nell'area contigua al Palavela, nonché l'adeguamento viabilistico, esteso anche al
Comune di Moncalieri, al fine di restituire nuova qualità ambientale ed economica
alla porta Sud della città (il Consigliere Bertola ricorderà la discussione sul famoso
sottopasso di corso Maroncelli).
In alternativa alla realizzazione del parcheggio contiguo al Palavela, si valuterà la
monetizzazione del medesimo con contestuale sistemazione dell'area a verde
pubblico e la possibile localizzazione di ulteriori funzioni ludico-ricreative, tra cui la
ruota panoramica.
La disciplina urbanistica ritenuta più idonea è quella delle Zone Urbane di
Trasformazione che consente, attraverso una specifica scheda, di coordinare gli
interventi prevedendo alcune prescrizioni volte alla salvaguardia dell'edificio e delle
aree circostanti. In particolare, il progetto di riqualificazione individua un'area
circoscritta da via Ventimiglia a corso Unità d'Italia e corso Maroncelli che, in
direzione Nord, si estende su parte del Parco Italia '61, oltre il Palazzo a Vela, per
una superficie totale pari a circa 181.000 metri quadrati.
Inoltre, a seguito della nuova destinazione a centro commerciale, la superficie
prevista a servizi assoggettati all'uso pubblico dal permesso di costruire
convenzionato, annullato dalla citata sentenza del Consiglio di Stato, viene inclusa
nella SLP che passa così da 28.000 a 43.000 metri quadrati.
Tutto ciò premesso, al fine di approvare il progetto di conservazione e valorizzazione
del Palazzo del Lavoro e di riqualificazione delle aree limitrofe, è stata convocata
apposita Conferenza dei Servizi, in sede della quale verrà altresì attivata la procedura
di Valutazione Ambientale Strategica. La prima seduta della Conferenza dei Servizi
era convocata per l'8 aprile. Nell'ambito di tale Conferenza, ai sensi del Decreto
Legislativo n. 152/2006, viene svolta anche la prima sessione della verifica di
assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica. La seconda sessione di lavoro
relativa alla procedura di VAS, alla quale sono invitati unicamente i soggetti
competenti in materia ambientale, è stata convocata il 20 aprile p.v.
Riguardo al quesito numero 2, che leggo: "Se siano a conoscenza delle cause
dell'incendio del 19 febbraio e dei danni provocati, se vi siano stati danni strutturali,
e se siano stati presi provvedimenti dalla proprietà dell'edificio per scongiurare il
rischio di ulteriori incendi", do lettura della risposta del Comandante della Direzione
del Corpo della Polizia Municipale, che ha relazionato alla Giunta: "L'episodio a cui
si fa riferimento nell'interpellanza è occorso nel pomeriggio del 19 febbraio u.s.
presso il Palazzo del Lavoro. Sul posto sono intervenute varie pattuglie della Polizia
Municipale per regolare la circolazione stradale durante le fasi di intervento dei
Vigili del Fuoco. L'incendio è avvenuto nella struttura ha interessato esclusivamente
alcune masserizie depositate all'interno e non ha visto il coinvolgimento/ferimento di
persone. Al termine dell'attività di spegnimento, il personale di vigilanza preposto ha
effettuato la regolare chiusura dei cancelli dell'edificio".
Inoltre, in ordine al tema della sicurezza strutturale, la Direzione Servizi Tecnici per
l'Edilizia Pubblica, Sistema Sicurezza e Pronto Intervento precisa che il Servizio
fornisce supporto alla Centrale Operativa della Polizia Municipale in tutti casi in cui
la stessa è chiamata ad intervenire su dissesti statici o incendi per finalità legate alla
tutela della pubblica e privata incolumità. Tale attività di supporto tecnico all'azione
della Polizia Municipale è talvolta anche di carattere preventivo, ovvero viene
richiesta non necessariamente in occasione delle emergenze in atto di pronto
intervento, ma anche per attività di ricognizione e messa in sicurezza di criticità che,
se non tempestivamente arginate, potrebbero determinare concrete situazioni di
pericolo.
Fatte queste premesse, si precisa che, nel caso in questione, la Città si era già attivata
precedentemente all'incendio verificatosi il 19 febbraio u.s., proprio a seguito di una
segnalazione del Nucleo Progetti Operativi del Corpo di Polizia Municipale, Servizio
Polizia Commerciale, nella quale veniva richiesto un sopralluogo congiunto per
valutare i necessari interventi di messa in sicurezza da adottarsi nell'immediato da
parte della proprietà per arginare possibili pericoli per l'incolumità delle persone che
irregolarmente, quanto frequentemente, scavalcano le recinzioni e si introducono
furtivamente nel Palazzo. La richiesta era, anzi, motivata dal fatto che, durante la
normale perlustrazione di servizio del Nucleo Progetti Operativi, in particolare il
controllo dei veicoli in stato di abbandono nella località in discorso, in data 2 ottobre
2014 si procedeva al fermo di due minorenni intenti a scavalcare la recinzione
dell'ex Palazzo del Lavoro.
Dal sopralluogo era scaturita un'ordinanza dirigenziale di esecuzione lavori urgenti,
la numero 1186/2014 del 7 novembre 2014, notificata alla proprietà Pentagramma
Piemonte S.p.A., di cui il legale rappresentante è il signor Giovanni Paviera, presso
la CDP, nella quale veniva ordinato di eseguire entro 30 giorni dalla data di notifica,
cito:
lavori di messa in sicurezza dell'immobile finalizzati ad impedire l'accesso a persone
non autorizzate mediante lo sbarramento degli accessi, con particolare attenzione alle
zone con pericolo di caduta nel vuoto e presentazione a questo Ufficio, da parte della
proprietà, di un'attestazione dell'avvenuto ripristino delle condizioni di sicurezza,
facendo carico alla stessa proprietà di adottare, nel frattempo, tutti gli accorgimenti o
lavori previsionali ritenuti necessari a tutelare la pubblica e privata incolumità. La
proprietà si faceva parte diligente nell'esecuzione dei lavori richiesti, che certificava
con relazione tecnica del 29 gennaio 2015, a firma dell'ingegner Antonio Madaro
dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino n. 8101J.
Specificando che le situazioni di pericolo sussistono solo per coloro che si
addentrano clandestinamente nel Palazzo e non per coloro che, invece, percorrono le
strade e i marciapiedi esterni alla recinzione, sono stati realizzati i seguenti
interventi: chiusura di tutti i fori perimetrali nella recinzione, apposizione di cartelli
di divieto e di avvertimento sulla recinzione, pulizia da arbusti e materiale vario nelle
aree esterne al fabbricato ricomprese nell'area recintata di pertinenza dello stesso,
chiusura di tutte le aperture esterne (tombini, pozzetti), chiusura di tutte le aperture
sugli infissi privi di vetro, chiusura di tutti gli scavi operati all'interno del fabbricato
(probabilmente, saggi strutturali), chiusura di tutte le rampe e scale di accesso ai
piani superiori, rimozione di tutto il materiale pericolante negli interni e
allontanamento di rifiuti e materiale accatastato negli interni. Si precisa che il
fabbricato risulta sorvegliato dalla società di vigilanza MLG Servizi Srl con sede a
Venaria Reale, viale Buridani n. 2.
In ordine al quesito numero 2 dell'interpellanza, cioè quello che faceva riferimento
all'incendio del 19 febbraio, gli elementi di risposta forniti dal citato servizio civico
sono i seguenti: nonostante gli interventi eseguiti si è, comunque, verificato un
ulteriore accesso non autorizzato alle aree interne del fabbricato da parte
probabilmente di alcuni individui senza fissa dimora, che improvvisavano un
modesto falò. Si ribadisce che gli interni erano stati da poco svuotati da rifiuti, arredi
e materiali vari anche infiammabili, con i quali l'effetto dell'incendio sarebbe stato di
dimensioni più importanti.
In realtà, il cimento termico non ha interessato alcuna struttura del fabbricato che, in
conseguenza, non ha subito alcun danno strutturale.
Tale circostanza è stata accertata dal personale tecnico dell'Ufficio scrivente
congiuntamente con la squadra dei Vigili del Fuoco intervenuta alle ore 18.25 del 19
febbraio 2015.
Da quanto sopra si evince che, nonostante gli interventi di messa in sicurezza
eseguiti, il controllo del territorio eseguito dal Corpo di Polizia Municipale e
l'attività del servizio di vigilanza privato, le aree risultano essere complessivamente
indifendibili dall'accesso di senza dimora che cercano rifugio al coperto per
difendersi da pioggia e freddo. Tale situazione, come è comprensibile, potrà mutare
solo nel momento in cui l'edificio verrà concretamente occupato dal cantiere per i
lavori di riqualificazione ed utilizzato in modo stabile.
In ordine al terzo quesito dell'interpellanza, "se non ritengano opportuno, nelle more
della partenza dei lavori per il recupero dell'edificio, intervenire presso la sua
proprietà, se necessario anche con apposita ordinanza, affinché venga garantito il
rispetto dei Regolamenti Comunali in termini di manutenzione e decoro delle
facciate del Palazzo e dell'area verde che lo circonda", in ordine alla manutenzione e
decoro delle facciate - chi scrive è sempre la competente Direzione civica, che è
quella dei Servizi tecnici per l'Edilizia Pubblica, Sistema Sicurezza e Pronto
Intervento -, da una ricognizione visiva eseguita si evince che le facciate costituite da
elementi metallici a vista appaiono in un discreto stato conservativo sotto il profilo
della stabilità statica degli elementi costitutivi. Sarebbe certamente necessario un
intervento di manutenzione per il recupero conservativo degli elementi edilizi,
inclusa la tinteggiatura di finitura esterna, che ovviamente fa parte del progetto di
recupero del fabbricato di cui al punto 1. Non si evidenziano pertanto strumenti
impositivi per anticipare tali interventi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La prego di concludere.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Purtroppo, devo completare la risposta.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
È per i tempi.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Volentieri, però la domanda del Consigliere credo necessiti di adeguata risposta. Poi,
è stata richiesta una risposta orale, quindi devo darne lettura; se invece veniva
richiesta in forma scritta, avrei potuto trasmettere tranquillamente il testo ai
Consiglieri Bertola ed Appendino.
Posso proseguire, Presidente?

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Prego, continui pure.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Grazie. Non si evidenziano, pertanto, strumenti impositivi per anticipare tali
interventi in quanto un'ordinanza dirigenziale, ai sensi dell'articolo 34 del vigente
Regolamento edilizio, è applicabile per interventi di messa in sicurezza di strutture
edilizie con criticità sotto il profilo statico. Riguardo al decoro, si rimanda alle
valutazioni del competente Servizio comunale per le valutazioni di merito,
precisando che, per esperienza diretta su stabili ricadenti nel territorio comunale, la
situazione del fabbricato in oggetto non appare più grave rispetto alla maggior parte
degli edifici pubblici e privati che versano nelle medesime condizioni di inutilizzo.
Riguardo al verde, le aree interne sono state recentemente oggetto di intervento da
parte della proprietà, sebbene specifiche valutazioni sulla possibilità di emettere
comunque ordinanza per interventi sul verde orizzontale e quello verticale, ad
esempio la sfrondatura degli individui arborei debordanti dalla recinzione e
aggettanti sul marciapiede pubblico viene rimandata ai competenti Servizi comunali
con dirette competenze sul verde pubblico e sul suolo pubblico.
In ogni caso, mi pare di poter dire che la questione in ordine alle problematiche
sollevate, traendo spunto dall'incendio del 19 febbraio, in ordine allo stato del
Palazzo del Lavoro, può metterci tranquilli sotto i seguenti profili: certamente, sulla
base delle valutazioni fornite dai competenti Uffici tecnici, sulla staticità
dell'immobile che non è compromessa. Certamente, abbiamo un grave problema di
rendere inaccessibile l'edificio vuoto a persone che si introducono nell'edificio
illegalmente. Questo è un tema che, peraltro, non riguarda solo Palazzo del Lavoro,
ma riguarda molti altri edifici. Credo che, ovviamente, la migliore delle risposte
possibili che può dare la Città sia quella di completare celermente l'iter deliberativo
di carattere amministrativo e partire quanto prima con la riqualificazione del Palazzo
del Lavoro e alla realizzazione delle opere viabilistiche connesse, onde poter, da un
lato, far tornare ad onor del mondo uno dei meravigliosi palazzi, progettati
dall'architetto Nervi, che versa in grave stato di abbandono e di sporcizia, e dall'altro
risolvere un annoso problema viabilistico che riguarda l'accessibilità da Sud, da
Moncalieri verso la Città di Torino.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Cercherò di essere breve. Per carità, va detto - anche a onore dell'Assessore Lo
Russo - che questa vicenda è indicativa dei tempi dell'urbanistica in Italia e a Torino,
perché ne stiamo discutendo dal primo giorno che siamo qui, quindi sono ormai
quattro anni che la cosa va avanti, con ritardi però, peraltro, non imputabili a chi
come noi si è sempre opposto al progetto, ma imputabili magari ad errate scelte
amministrative e poi smentite dai competenti tribunali.
Al di là di questo, l'interpellanza nasce da questo episodio dell'incendio, che sarà
stato anche modesto (non ho ben capito l'espressione tecnica usata), però si è visto in
tutto il quartiere, ha un po' spaventato anche chi abita vicino ed è finito pure sui
giornali, quindi ci ha portato a chiedere che cosa sia successo, nel senso che non
vorremmo che poi l'edificio andasse interamente a fuoco. Capisco che, finché è
abbandonato, è quello che è, però magari servirebbe un po' di sorveglianza.
Ho letto con piacere la risposta che dice che per ora non ci sono ancora problemi
strutturali, però, intanto, abbiamo fatto una serie di lavori che dovevano risolvere a
gennaio il problema degli accessi non autorizzati e dei rischi di incendio e, poi, tre
settimane dopo c'è stato l'incendio a seguito di un ingresso non autorizzato e così
via. Capisco, però, anche la difficoltà oggettiva.
Chiederei, magari, di avere copia scritta della risposta, perché anche la lettura, pur
cercando di stare nei tempi, è stata un po' veloce, quindi vorrei leggere esattamente
le note che l'Assessore ha letto a verbale. Quindi, anche se l'interpellanza è a
risposta orale, credo sia possibile, come succede milioni di volte, riassumercela a
verbale e poi darci la nota scritta.
A parte questo, per quanto riguarda il decoro, capisco che la valutazione sia che ci
sono tanti altri edifici pubblici non molto ben messi dal punto di vista della
manutenzione, però quello è proprio all'ingresso della città ed è visibile; questo forse
è un giudizio personale, però non credo che chi passa di lì abbia l'impressione che
tutto sommato vada bene, che sia un po' malmesso, ma che non sia così grave,
perché si vedono chiaramente facciate mezze arrugginite, sommerse di vegetazione
che cresce in maniera incolta, che sborda sulla strada e non è molto decorosa.
Dopodiché, ovviamente, capisco che questo sia anche legato ai tempi del cantiere.
Venendo alla prima domanda, non ho capito la risposta relativamente a quando
partirà e quali siano i tempi di realizzazione previsti. Ho capito che siamo in mezzo
alla procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS, che ho capito che non è
ancora conclusa, quindi in realtà ci sarà poi anche una pubblicazione e tutte le
procedure previste dalla Legge. Non ho capito se ci sia una vaga idea di quando
saranno avviati questi lavori, perché naturalmente un conto è dire che lo teniamo
così, in uno stato di degrado, per sei mesi e poi fra sei mesi partirà il cantiere, e un
conto è dire che il cantiere partirà tra tre anni, quindi bisognerebbe capire anche
questo.
Giustamente, lei ha richiamato la necessità di ulteriori atti amministrativi e tutto l'iter
da completare, ed effettivamente credo che forse su questo sarebbe necessario anche
un approfondimento, perché non ho capito quali degli atti che abbiamo fatto noi nella
prima versione del progetto siano stati annullati, oltre alla Variante urbanistica; ad
esempio, l'alienazione che fu fatta del terreno intorno è ancora valida o anche quella
è stata annullata e dovremo rifare l'alienazione patrimoniale? Vorrei capire quale sia
esattamente l'iter di atti che ancora mancano per poter mandare avanti questo
progetto, e quindi capire quali siano i prossimi passi di questa vicenda.
Non so se sia possibile rimandare la questione in Commissione o darci l'impegno a
un aggiornamento dopo la Conferenza dei Servizi, non so come vogliate procedere.
Sicuramente il progetto merita la massima attenzione da parte del Consiglio
Comunale e non so se rimandare l'interpellanza o darci l'appuntamento per un
aggiornamento sull'iter procedurale per capire esattamente cosa manchi, quali siano i
futuri step amministrativi e i tempi previsti per arrivare da qui alla fine del progetto,
perché su questo non ho avuto risposta.
Capisco la difficoltà di stimare dei tempi, però vorrei capire meglio quali sono le
prospettive di questo progetto.
Quindi, se possibile, andrei in Commissione su questo punto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Una breve considerazione di metodo, Presidente. Gli istituti di sindacato ispettivo del
Consiglio sono differenziati appositamente, in qualche modo, per trovare giuste
collocazioni degli argomenti nelle sedi proprie.
Io non ho alcuna difficoltà ovviamente - a parte che sono tenuto a farlo, quindi ci
mancherebbe altro -, se il Consigliere Bertola richiede risposta scritta
all'interpellanza, va benissimo, io farò produrre risposta scritta; pregherei soltanto di
fare la richiesta in via formale all'Ufficio Urbanistica, a questo punto, tramutando
l'interpellanza a risposta orale in interpellanza a risposta scritta, in maniera tale che,
sotto al profilo formale, siamo tutti d'accordo.
Sono assolutamente disponibile a venire a raccontare la situazione del Palazzo del
Lavoro in Commissione rispetto ai punti sollevati o non sollevati e a tutti quelli che
saranno oggetto di discussione politica.
Ben venga la discussione sul Palazzo del Lavoro, che, anzi, fornirà
all'Amministrazione l'occasione per rappresentare in maniera plastica quanto il
sistema di regole urbanistiche e ambientali, e in formato di combinato disposto, di
questo Paese e di questa regione, produce l'assurdità. Per cui, giustamente, condivido
Consigliere Bertola, è folle il fatto che noi, a distanza di anni, siamo ancora a parlare
di procedure, quando in qualunque Paese sviluppato avremmo già visto certamente i
cantieri partire. Quindi, sono assolutamente d'accordo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
La richiesta non è di avere la risposta scritta all'interpellanza, è di acquisire copia
delle note, in quanto capisco la necessità di leggerle in fretta, però, per capire
esattamente cosa è stato detto, posso riascoltare la registrazione dell'Assessore che
legge alla velocità della luce tutti i testi, ma se ho una fotocopia del testo è più facile
capire le cose, come succede milioni di volte.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Consigliere Bertola, come lei sa, l'Assessore è tenuto a rispondere oralmente in Aula
e non a fornire i documenti. Alcuni Assessori, per facilitare il lavoro dei Consiglieri,
producono già il testo. Questa è una libera scelta dell'Assessore, che non è tenuto a
lasciarle nulla, però mi pare che ci sia tutta la disponibilità a darle gli atti e ad andare
in Commissione. Magari, se lei farà una richiesta ufficiale via mail, avrà modo di
avere quel prezioso papello che è nelle mani del nostro Assessore.
L'interpellanza è discussa per l'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Certo, viene mandata in Commissione, le danno la documentazione e in più la
Commissione.

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