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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201500928/002, presentata in data 9 marzo 2015, avente per oggetto: "Incendio e degrado del Palazzo del Lavoro" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Relativamente al primo quesito, rispondo in questi termini. Con deliberazione del Consiglio Comunale, n. meccanografico 201402464/009 del 1° luglio 2014, è stato dato mandato alla Direzione dell'Area Urbanistica di attivare apposito accordo di programma in variante al PRG, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 del Decreto Legislativo n. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo 17 bis, comma 2 della LUR 56/77 e successive modifiche ed integrazioni, finalizzato all'approvazione del progetto di conservazione e valorizzazione del Palazzo del Lavoro e di riqualificazione delle aree limitrofe. Infatti, in data 26 novembre 2013, la società Pentagramma Piemonte S.p.A., attuale proprietaria del Palazzo del Lavoro, nel confermare l'interesse all'intervento, ha presentato un'ipotesi progettuale pienamente coerente con quanto evidenziato nella sentenza del Consiglio di Stato n. 2446 del 6 maggio 2013, con richiesta di variante in accordo di programma, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 del Decreto Legislativo n. 267/2000 e del citato articolo 17 bis della LUR. La nuova proposta progettuale, confermativa nei contenuti e nelle finalità rispetto a quella originaria, prevede in sintesi il recupero funzionale del Palazzo del Lavoro mediante l'insediamento di un centro commerciale classico, l'impegno a realizzare interventi di recupero e riqualificazione del Parco Italia '61, la possibile realizzazione di un parcheggio pubblico ed opere di sistemazione superficiale nell'area contigua al Palavela, nonché l'adeguamento viabilistico, esteso anche al Comune di Moncalieri, al fine di restituire nuova qualità ambientale ed economica alla porta Sud della città (il Consigliere Bertola ricorderà la discussione sul famoso sottopasso di corso Maroncelli). In alternativa alla realizzazione del parcheggio contiguo al Palavela, si valuterà la monetizzazione del medesimo con contestuale sistemazione dell'area a verde pubblico e la possibile localizzazione di ulteriori funzioni ludico-ricreative, tra cui la ruota panoramica. La disciplina urbanistica ritenuta più idonea è quella delle Zone Urbane di Trasformazione che consente, attraverso una specifica scheda, di coordinare gli interventi prevedendo alcune prescrizioni volte alla salvaguardia dell'edificio e delle aree circostanti. In particolare, il progetto di riqualificazione individua un'area circoscritta da via Ventimiglia a corso Unità d'Italia e corso Maroncelli che, in direzione Nord, si estende su parte del Parco Italia '61, oltre il Palazzo a Vela, per una superficie totale pari a circa 181.000 metri quadrati. Inoltre, a seguito della nuova destinazione a centro commerciale, la superficie prevista a servizi assoggettati all'uso pubblico dal permesso di costruire convenzionato, annullato dalla citata sentenza del Consiglio di Stato, viene inclusa nella SLP che passa così da 28.000 a 43.000 metri quadrati. Tutto ciò premesso, al fine di approvare il progetto di conservazione e valorizzazione del Palazzo del Lavoro e di riqualificazione delle aree limitrofe, è stata convocata apposita Conferenza dei Servizi, in sede della quale verrà altresì attivata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica. La prima seduta della Conferenza dei Servizi era convocata per l'8 aprile. Nell'ambito di tale Conferenza, ai sensi del Decreto Legislativo n. 152/2006, viene svolta anche la prima sessione della verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica. La seconda sessione di lavoro relativa alla procedura di VAS, alla quale sono invitati unicamente i soggetti competenti in materia ambientale, è stata convocata il 20 aprile p.v. Riguardo al quesito numero 2, che leggo: "Se siano a conoscenza delle cause dell'incendio del 19 febbraio e dei danni provocati, se vi siano stati danni strutturali, e se siano stati presi provvedimenti dalla proprietà dell'edificio per scongiurare il rischio di ulteriori incendi", do lettura della risposta del Comandante della Direzione del Corpo della Polizia Municipale, che ha relazionato alla Giunta: "L'episodio a cui si fa riferimento nell'interpellanza è occorso nel pomeriggio del 19 febbraio u.s. presso il Palazzo del Lavoro. Sul posto sono intervenute varie pattuglie della Polizia Municipale per regolare la circolazione stradale durante le fasi di intervento dei Vigili del Fuoco. L'incendio è avvenuto nella struttura ha interessato esclusivamente alcune masserizie depositate all'interno e non ha visto il coinvolgimento/ferimento di persone. Al termine dell'attività di spegnimento, il personale di vigilanza preposto ha effettuato la regolare chiusura dei cancelli dell'edificio". Inoltre, in ordine al tema della sicurezza strutturale, la Direzione Servizi Tecnici per l'Edilizia Pubblica, Sistema Sicurezza e Pronto Intervento precisa che il Servizio fornisce supporto alla Centrale Operativa della Polizia Municipale in tutti casi in cui la stessa è chiamata ad intervenire su dissesti statici o incendi per finalità legate alla tutela della pubblica e privata incolumità. Tale attività di supporto tecnico all'azione della Polizia Municipale è talvolta anche di carattere preventivo, ovvero viene richiesta non necessariamente in occasione delle emergenze in atto di pronto intervento, ma anche per attività di ricognizione e messa in sicurezza di criticità che, se non tempestivamente arginate, potrebbero determinare concrete situazioni di pericolo. Fatte queste premesse, si precisa che, nel caso in questione, la Città si era già attivata precedentemente all'incendio verificatosi il 19 febbraio u.s., proprio a seguito di una segnalazione del Nucleo Progetti Operativi del Corpo di Polizia Municipale, Servizio Polizia Commerciale, nella quale veniva richiesto un sopralluogo congiunto per valutare i necessari interventi di messa in sicurezza da adottarsi nell'immediato da parte della proprietà per arginare possibili pericoli per l'incolumità delle persone che irregolarmente, quanto frequentemente, scavalcano le recinzioni e si introducono furtivamente nel Palazzo. La richiesta era, anzi, motivata dal fatto che, durante la normale perlustrazione di servizio del Nucleo Progetti Operativi, in particolare il controllo dei veicoli in stato di abbandono nella località in discorso, in data 2 ottobre 2014 si procedeva al fermo di due minorenni intenti a scavalcare la recinzione dell'ex Palazzo del Lavoro. Dal sopralluogo era scaturita un'ordinanza dirigenziale di esecuzione lavori urgenti, la numero 1186/2014 del 7 novembre 2014, notificata alla proprietà Pentagramma Piemonte S.p.A., di cui il legale rappresentante è il signor Giovanni Paviera, presso la CDP, nella quale veniva ordinato di eseguire entro 30 giorni dalla data di notifica, cito: lavori di messa in sicurezza dell'immobile finalizzati ad impedire l'accesso a persone non autorizzate mediante lo sbarramento degli accessi, con particolare attenzione alle zone con pericolo di caduta nel vuoto e presentazione a questo Ufficio, da parte della proprietà, di un'attestazione dell'avvenuto ripristino delle condizioni di sicurezza, facendo carico alla stessa proprietà di adottare, nel frattempo, tutti gli accorgimenti o lavori previsionali ritenuti necessari a tutelare la pubblica e privata incolumità. La proprietà si faceva parte diligente nell'esecuzione dei lavori richiesti, che certificava con relazione tecnica del 29 gennaio 2015, a firma dell'ingegner Antonio Madaro dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino n. 8101J. Specificando che le situazioni di pericolo sussistono solo per coloro che si addentrano clandestinamente nel Palazzo e non per coloro che, invece, percorrono le strade e i marciapiedi esterni alla recinzione, sono stati realizzati i seguenti interventi: chiusura di tutti i fori perimetrali nella recinzione, apposizione di cartelli di divieto e di avvertimento sulla recinzione, pulizia da arbusti e materiale vario nelle aree esterne al fabbricato ricomprese nell'area recintata di pertinenza dello stesso, chiusura di tutte le aperture esterne (tombini, pozzetti), chiusura di tutte le aperture sugli infissi privi di vetro, chiusura di tutti gli scavi operati all'interno del fabbricato (probabilmente, saggi strutturali), chiusura di tutte le rampe e scale di accesso ai piani superiori, rimozione di tutto il materiale pericolante negli interni e allontanamento di rifiuti e materiale accatastato negli interni. Si precisa che il fabbricato risulta sorvegliato dalla società di vigilanza MLG Servizi Srl con sede a Venaria Reale, viale Buridani n. 2. In ordine al quesito numero 2 dell'interpellanza, cioè quello che faceva riferimento all'incendio del 19 febbraio, gli elementi di risposta forniti dal citato servizio civico sono i seguenti: nonostante gli interventi eseguiti si è, comunque, verificato un ulteriore accesso non autorizzato alle aree interne del fabbricato da parte probabilmente di alcuni individui senza fissa dimora, che improvvisavano un modesto falò. Si ribadisce che gli interni erano stati da poco svuotati da rifiuti, arredi e materiali vari anche infiammabili, con i quali l'effetto dell'incendio sarebbe stato di dimensioni più importanti. In realtà, il cimento termico non ha interessato alcuna struttura del fabbricato che, in conseguenza, non ha subito alcun danno strutturale. Tale circostanza è stata accertata dal personale tecnico dell'Ufficio scrivente congiuntamente con la squadra dei Vigili del Fuoco intervenuta alle ore 18.25 del 19 febbraio 2015. Da quanto sopra si evince che, nonostante gli interventi di messa in sicurezza eseguiti, il controllo del territorio eseguito dal Corpo di Polizia Municipale e l'attività del servizio di vigilanza privato, le aree risultano essere complessivamente indifendibili dall'accesso di senza dimora che cercano rifugio al coperto per difendersi da pioggia e freddo. Tale situazione, come è comprensibile, potrà mutare solo nel momento in cui l'edificio verrà concretamente occupato dal cantiere per i lavori di riqualificazione ed utilizzato in modo stabile. In ordine al terzo quesito dell'interpellanza, "se non ritengano opportuno, nelle more della partenza dei lavori per il recupero dell'edificio, intervenire presso la sua proprietà, se necessario anche con apposita ordinanza, affinché venga garantito il rispetto dei Regolamenti Comunali in termini di manutenzione e decoro delle facciate del Palazzo e dell'area verde che lo circonda", in ordine alla manutenzione e decoro delle facciate - chi scrive è sempre la competente Direzione civica, che è quella dei Servizi tecnici per l'Edilizia Pubblica, Sistema Sicurezza e Pronto Intervento -, da una ricognizione visiva eseguita si evince che le facciate costituite da elementi metallici a vista appaiono in un discreto stato conservativo sotto il profilo della stabilità statica degli elementi costitutivi. Sarebbe certamente necessario un intervento di manutenzione per il recupero conservativo degli elementi edilizi, inclusa la tinteggiatura di finitura esterna, che ovviamente fa parte del progetto di recupero del fabbricato di cui al punto 1. Non si evidenziano pertanto strumenti impositivi per anticipare tali interventi. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La prego di concludere. LO RUSSO Stefano (Assessore) Purtroppo, devo completare la risposta. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) È per i tempi. LO RUSSO Stefano (Assessore) Volentieri, però la domanda del Consigliere credo necessiti di adeguata risposta. Poi, è stata richiesta una risposta orale, quindi devo darne lettura; se invece veniva richiesta in forma scritta, avrei potuto trasmettere tranquillamente il testo ai Consiglieri Bertola ed Appendino. Posso proseguire, Presidente? MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Prego, continui pure. LO RUSSO Stefano (Assessore) Grazie. Non si evidenziano, pertanto, strumenti impositivi per anticipare tali interventi in quanto un'ordinanza dirigenziale, ai sensi dell'articolo 34 del vigente Regolamento edilizio, è applicabile per interventi di messa in sicurezza di strutture edilizie con criticità sotto il profilo statico. Riguardo al decoro, si rimanda alle valutazioni del competente Servizio comunale per le valutazioni di merito, precisando che, per esperienza diretta su stabili ricadenti nel territorio comunale, la situazione del fabbricato in oggetto non appare più grave rispetto alla maggior parte degli edifici pubblici e privati che versano nelle medesime condizioni di inutilizzo. Riguardo al verde, le aree interne sono state recentemente oggetto di intervento da parte della proprietà, sebbene specifiche valutazioni sulla possibilità di emettere comunque ordinanza per interventi sul verde orizzontale e quello verticale, ad esempio la sfrondatura degli individui arborei debordanti dalla recinzione e aggettanti sul marciapiede pubblico viene rimandata ai competenti Servizi comunali con dirette competenze sul verde pubblico e sul suolo pubblico. In ogni caso, mi pare di poter dire che la questione in ordine alle problematiche sollevate, traendo spunto dall'incendio del 19 febbraio, in ordine allo stato del Palazzo del Lavoro, può metterci tranquilli sotto i seguenti profili: certamente, sulla base delle valutazioni fornite dai competenti Uffici tecnici, sulla staticità dell'immobile che non è compromessa. Certamente, abbiamo un grave problema di rendere inaccessibile l'edificio vuoto a persone che si introducono nell'edificio illegalmente. Questo è un tema che, peraltro, non riguarda solo Palazzo del Lavoro, ma riguarda molti altri edifici. Credo che, ovviamente, la migliore delle risposte possibili che può dare la Città sia quella di completare celermente l'iter deliberativo di carattere amministrativo e partire quanto prima con la riqualificazione del Palazzo del Lavoro e alla realizzazione delle opere viabilistiche connesse, onde poter, da un lato, far tornare ad onor del mondo uno dei meravigliosi palazzi, progettati dall'architetto Nervi, che versa in grave stato di abbandono e di sporcizia, e dall'altro risolvere un annoso problema viabilistico che riguarda l'accessibilità da Sud, da Moncalieri verso la Città di Torino. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Cercherò di essere breve. Per carità, va detto - anche a onore dell'Assessore Lo Russo - che questa vicenda è indicativa dei tempi dell'urbanistica in Italia e a Torino, perché ne stiamo discutendo dal primo giorno che siamo qui, quindi sono ormai quattro anni che la cosa va avanti, con ritardi però, peraltro, non imputabili a chi come noi si è sempre opposto al progetto, ma imputabili magari ad errate scelte amministrative e poi smentite dai competenti tribunali. Al di là di questo, l'interpellanza nasce da questo episodio dell'incendio, che sarà stato anche modesto (non ho ben capito l'espressione tecnica usata), però si è visto in tutto il quartiere, ha un po' spaventato anche chi abita vicino ed è finito pure sui giornali, quindi ci ha portato a chiedere che cosa sia successo, nel senso che non vorremmo che poi l'edificio andasse interamente a fuoco. Capisco che, finché è abbandonato, è quello che è, però magari servirebbe un po' di sorveglianza. Ho letto con piacere la risposta che dice che per ora non ci sono ancora problemi strutturali, però, intanto, abbiamo fatto una serie di lavori che dovevano risolvere a gennaio il problema degli accessi non autorizzati e dei rischi di incendio e, poi, tre settimane dopo c'è stato l'incendio a seguito di un ingresso non autorizzato e così via. Capisco, però, anche la difficoltà oggettiva. Chiederei, magari, di avere copia scritta della risposta, perché anche la lettura, pur cercando di stare nei tempi, è stata un po' veloce, quindi vorrei leggere esattamente le note che l'Assessore ha letto a verbale. Quindi, anche se l'interpellanza è a risposta orale, credo sia possibile, come succede milioni di volte, riassumercela a verbale e poi darci la nota scritta. A parte questo, per quanto riguarda il decoro, capisco che la valutazione sia che ci sono tanti altri edifici pubblici non molto ben messi dal punto di vista della manutenzione, però quello è proprio all'ingresso della città ed è visibile; questo forse è un giudizio personale, però non credo che chi passa di lì abbia l'impressione che tutto sommato vada bene, che sia un po' malmesso, ma che non sia così grave, perché si vedono chiaramente facciate mezze arrugginite, sommerse di vegetazione che cresce in maniera incolta, che sborda sulla strada e non è molto decorosa. Dopodiché, ovviamente, capisco che questo sia anche legato ai tempi del cantiere. Venendo alla prima domanda, non ho capito la risposta relativamente a quando partirà e quali siano i tempi di realizzazione previsti. Ho capito che siamo in mezzo alla procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS, che ho capito che non è ancora conclusa, quindi in realtà ci sarà poi anche una pubblicazione e tutte le procedure previste dalla Legge. Non ho capito se ci sia una vaga idea di quando saranno avviati questi lavori, perché naturalmente un conto è dire che lo teniamo così, in uno stato di degrado, per sei mesi e poi fra sei mesi partirà il cantiere, e un conto è dire che il cantiere partirà tra tre anni, quindi bisognerebbe capire anche questo. Giustamente, lei ha richiamato la necessità di ulteriori atti amministrativi e tutto l'iter da completare, ed effettivamente credo che forse su questo sarebbe necessario anche un approfondimento, perché non ho capito quali degli atti che abbiamo fatto noi nella prima versione del progetto siano stati annullati, oltre alla Variante urbanistica; ad esempio, l'alienazione che fu fatta del terreno intorno è ancora valida o anche quella è stata annullata e dovremo rifare l'alienazione patrimoniale? Vorrei capire quale sia esattamente l'iter di atti che ancora mancano per poter mandare avanti questo progetto, e quindi capire quali siano i prossimi passi di questa vicenda. Non so se sia possibile rimandare la questione in Commissione o darci l'impegno a un aggiornamento dopo la Conferenza dei Servizi, non so come vogliate procedere. Sicuramente il progetto merita la massima attenzione da parte del Consiglio Comunale e non so se rimandare l'interpellanza o darci l'appuntamento per un aggiornamento sull'iter procedurale per capire esattamente cosa manchi, quali siano i futuri step amministrativi e i tempi previsti per arrivare da qui alla fine del progetto, perché su questo non ho avuto risposta. Capisco la difficoltà di stimare dei tempi, però vorrei capire meglio quali sono le prospettive di questo progetto. Quindi, se possibile, andrei in Commissione su questo punto. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Una breve considerazione di metodo, Presidente. Gli istituti di sindacato ispettivo del Consiglio sono differenziati appositamente, in qualche modo, per trovare giuste collocazioni degli argomenti nelle sedi proprie. Io non ho alcuna difficoltà ovviamente - a parte che sono tenuto a farlo, quindi ci mancherebbe altro -, se il Consigliere Bertola richiede risposta scritta all'interpellanza, va benissimo, io farò produrre risposta scritta; pregherei soltanto di fare la richiesta in via formale all'Ufficio Urbanistica, a questo punto, tramutando l'interpellanza a risposta orale in interpellanza a risposta scritta, in maniera tale che, sotto al profilo formale, siamo tutti d'accordo. Sono assolutamente disponibile a venire a raccontare la situazione del Palazzo del Lavoro in Commissione rispetto ai punti sollevati o non sollevati e a tutti quelli che saranno oggetto di discussione politica. Ben venga la discussione sul Palazzo del Lavoro, che, anzi, fornirà all'Amministrazione l'occasione per rappresentare in maniera plastica quanto il sistema di regole urbanistiche e ambientali, e in formato di combinato disposto, di questo Paese e di questa regione, produce l'assurdità. Per cui, giustamente, condivido Consigliere Bertola, è folle il fatto che noi, a distanza di anni, siamo ancora a parlare di procedure, quando in qualunque Paese sviluppato avremmo già visto certamente i cantieri partire. Quindi, sono assolutamente d'accordo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio La richiesta non è di avere la risposta scritta all'interpellanza, è di acquisire copia delle note, in quanto capisco la necessità di leggerle in fretta, però, per capire esattamente cosa è stato detto, posso riascoltare la registrazione dell'Assessore che legge alla velocità della luce tutti i testi, ma se ho una fotocopia del testo è più facile capire le cose, come succede milioni di volte. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Consigliere Bertola, come lei sa, l'Assessore è tenuto a rispondere oralmente in Aula e non a fornire i documenti. Alcuni Assessori, per facilitare il lavoro dei Consiglieri, producono già il testo. Questa è una libera scelta dell'Assessore, che non è tenuto a lasciarle nulla, però mi pare che ci sia tutta la disponibilità a darle gli atti e ad andare in Commissione. Magari, se lei farà una richiesta ufficiale via mail, avrà modo di avere quel prezioso papello che è nelle mani del nostro Assessore. L'interpellanza è discussa per l'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, viene mandata in Commissione, le danno la documentazione e in più la Commissione. |