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VENTURA Giovanni (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201501088/002, presentata in data 17 marzo 2015, avente per oggetto: "Museo dello Sport" VENTURA Giovanni (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Gallo. GALLO Stefano (Assessore) Ovviamente ringrazio il Consigliere Magliano perché nell'interpellanza ha fatto riferimento alle problematiche del Museo dello Sport, che abbiamo discusso in tantissime Commissioni pubbliche, in cui abbiamo sviscerato il tema sotto ogni profilo, ma sono contento perché dà ancora una volta l'opportunità di rifare un attimo il punto su questa vicenda. Intanto, bisogna inquadrare il rapporto tra Città e Museo dello Sport dal punto di vista generale come un rapporto di sostanziale concessione di locali per allestire questa serie di cimeli importantissimi in questo Museo, dove sostanzialmente la Città ha aiutato questo insediamento facendo tutto quanto possibile dal punto vista della promozione di questa attività, che, peraltro, ricordo è senza contributi pubblici. Dal punto di vista generale, la Giunta e il Consiglio Comunale avevano anche nelle varie Commissioni espresso alcune posizioni, alcune fattibilità di alcune operazioni e la Città si è prodigata a dargli visibilità. È stata data la presenza al Salone del Gusto per quanto riguarda lo stand della Città di Torino, a varie conferenze stampa e in varie sedute all'interno del Salone del Libro per la promozione del Museo; è stata prevista la presenza alla Festa dello Sport degli ultimi due anni; è stata fatta sede anche di conferenze stampa; è stato sviluppato il rapporto con il Torino FC, che è sito nello Stadio Olimpico come principale affittuario; è stata addirittura messa la fermata del bus turistico del circuito sightseeing della Città davanti al Museo dello Sport e sono state sviluppate delle integrazioni con la Tessera Musei di Torino e con tutto il discorso di Turismo Torino. L'intervento della Città a supporto di questa iniziativa, ripeto, è senza contributi pubblici, quindi è privata. Quanto abbiamo già discusso nelle "n" Commissioni è che questo Museo, già dall'inizio, ha avuto una serie di problemi legati al fatto che le persone lo vadano a vedere. Per essere molto esplicito, c'è un'affluenza molto bassa che sostanzialmente è determinata, a mio avviso, da due componenti che ho già detto nelle varie Commissioni: una è legata al Museo che, per come è stato concepito, non ha un appeal se non al di fuori degli addetti ai lavori, dei professionisti dello sport e, secondo, invece una cosa molto più importante è il discorso che la cultura sportiva in questa Città è ancora da sviluppare e non è presente. Tanto è vero che proprio questa componente dello sviluppo della cultura sportiva, che poi fa sì che le persone della Città vadano a vedere un museo come quello dello sport, è oggetto proprio di un asse di intervento specifico dei tre di Torino 2015 che sono: manifestazioni agonistiche, manifestazioni dedicate allo sport paraolimpico di base e proprio un filone dedicato agli enti culturali, che devono sviluppare attività di tipo culturale, ma polarizzate al tema sportivo, proprio perché se vogliamo fare una rivoluzione culturale, che poi è l'obiettivo di Torino 2015, mettendo lo sport al centro della vita dei cittadini, al centro della vita pubblica, dobbiamo per forza investire su questi filoni. Da questo punto di vista, questo investimento trova ancora più riscontro rispetto alle indicazioni di un problema, una crisi del Museo dello Sport, che sostanzialmente è determinato dal fatto che le persone non lo vanno a vedere e quindi sono in una situazione di difficoltà e rispetto ad alcuni temi, come per tutti i concessionari di questa Città, è del tutto evidente che, se loro salderanno (perché sono indietro con le ultime due annualità dei pagamenti), potranno continuare la loro attività, come per qualsiasi altro concessionario della Città… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono indietro di due annualità e sono lì da tre anni. Se salderanno le loro inadempienze, come per tutti gli altri concessionari della Città, potranno continuare a fruire delle condizioni della concessione, altrimenti gli Uffici saranno obbligati, con sommo dispiacere (per un'attività che era prevista essere di punta di quell'importante asse di intervento culturale che dicevo prima), a procedere con un provvedimento di revoca rispetto alle concessioni che sono state attribuite. VENTURA Giovanni (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore per la risposta. Io mi pongo sempre la questione: se ad una mostra non ci sono avventori, non me la prendo per forza con il fatto che i cittadini sono ignoranti, magari non è una bella mostra. Sto dicendo che se la gente non va forse non è solo colpa della coscienza non ancora matura che lo sport sia al centro della vita di tutti noi, ma forse è perché all'interno non ci sono dei pezzi di pregio che mobilitano le persone a prendere i figli e a portarli lì. Lei è stato uno degli Assessori che si è trovato a dover gestire situazioni in cui la Città aveva dato in concessione degli spazi di sua proprietà con dei business plan approvati che erano da esposto alla Corte dei Conti e parliamo di impianti sportivi. In questo caso, la mia preoccupazione è solo una: si tratta di una S.r.l. e, se danno il giro, rischiamo di avere un'altra perdita, perché sono due anni che non ci danno i 30.000 Euro dovuti e penso che non ci abbiano neanche dato l'8% degli incassi realizzati nel corso di ciascuna attività del Museo (perché era questo l'accordo, 30.000 Euro all'anno per stare lì - almeno da quello che ho visto agli atti -, più una percentuale sull'incasso). Sono due anni che non pagano e la Città ha la possibilità di escutere la polizza, quella da 60.000 Euro. La mia preoccupazione, Assessore, è solo di non trovarci poi, da un giorno all'altro, con questa realtà che può dichiarare fallimento (essendo una S.r.l.) ed avere una perdita a Bilancio, in questo caso già di 60.000 Euro (in quanto non sono stati pagati i primi due anni), più la percentuale sui biglietti. La seconda preoccupazione è che tutto questo nasca dalla segnalazione di ex collaboratori che sono molto preoccupati perché, proprio come non stanno pagando la Città, non stanno pagando i fornitori (sia aziende, che professionisti che hanno lavorato lì). Evidentemente, essendo un'interpellanza, in questo luogo pubblico non farò alcun nome e cognome, però ho incontrato persone che vivono una criticità molto forte; se uno è in ritardo con l'Amministrazione, si pensa che si possa fare un piano di rientro, ma se non si sta saldando chi ha lavorato per la realizzazione dello stesso e quindi sono debiti che chi realizza e gestisce il Museo ha da un anno o due con delle persone, secondo me è un po' più grave. Ho presentato questa interpellanza per avere maggiore chiarezza sul tema e per mettere un punto fermo (anche se, sicuramente, mi auguro che riprenda l'attività e rifiorisca tutto), in modo tale che almeno vi siano dei segnali che indicano che lì rischiamo di non incassare quello che dovremmo. L'interpellanza serviva per avere queste risposte e, in tal senso, ringrazio l'Assessore. Sono molto preoccupato per questa situazione, anche perché, a meno che non capiti qualcosa di eccezionale, nella sua risposta l'Assessore ha declinato tutto quello che l'Amministrazione ha fatto per rendere fruibile quel posto. Penso che, negli ultimi 10 anni, non ci siano stati interventi di logistica così attenti su altre realtà culturali; si è fatto veramente di tutto per utilizzare quel luogo ed invitare le persone a visitarlo. Facciamo solo attenzione perché, come Città, abbiamo fatto degli investimenti dal punto di vista della logistica e sono preoccupato che, nel 2016, ci ritroveremo qui a raccontarci la storia che quelle due annualità sono diventate tre e che il Museo non riesce più ad andare avanti. Lo volevo dichiarare a verbale e ringrazio l'Assessore per la risposta. VENTURA Giovanni (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa. |