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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 16 Aprile 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 18
MOZIONE 2015-00554
(MOZIONE N. 49/2015) "USO DEL LINGUAGGIO DI GENERE NEGLI ATTI DELLA CITT? DI TORINO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI ONOFRI ED ALTRI IN DATA 12 FEBBRAIO 2015.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di mozione n. mecc. 201500554/002, presentata
dai Consiglieri Onofri, Centillo e Scanderebech in data 12 febbraio 2015, avente per
oggetto:

"Uso del linguaggio di genere negli atti della Città di Torino".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Rinuncio al mio intervento, nel principio di fraternità che abbiamo inserito anche
nello Statuto della Città Metropolitana e che mi auguro che venga inserito qui,
perché dovrebbe guidare un po' il comportamento degli amministratori. Visto che
amministriamo una città, credo che sia necessario anche un minimo di
comportamento educato e rispettoso delle diversità. Di conseguenza, rinuncio al mio
intervento, perché sicuramente non avrebbe facilitato il dialogo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Vi ricordo che gli emendamenti si possono presentare e poi vedremo che cosa fare.
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Intervengo, non perché sollecitata, ma avevo già chiesto la parola, per cui posso
rispondere tranquillamente al quesito posto dal Consigliere Tronzano.
Ho firmato questa proposta di mozione perché, già nella precedente tornata
amministrativa, quando ho ricoperto la carica di Capogruppo, mi veniva spontaneo
firmare "la Capogruppo", come mi è sempre venuto spontaneo firmare "la
Consigliera". Nelle deliberazioni di Giunta e non, le dirigenti donne si firmano "il
dirigente", per cui, secondo me, non dobbiamo imporre un cambiamento radicale, ma
tenere alta l'attenzione e sensibilizzare l'opinione pubblica.
Nell'ambiente dell'agorà politica, per storia o per tradizione, la componente maschile
è sempre stata maggioritaria; ci sono molti altri ambienti (ad esempio, quello
militare, oppure, in generale, quello delle Forze dell'Ordine) in cui la maggioranza è
sempre maschile e, in quei casi, usare i termini "la soldatessa" è ovvio che suona
male, però dovremmo riuscire a sensibilizzare ed a far sì che sempre più persone
adottino un linguaggio più corretto verso tutto il genere. Pensiamo anche solo a
quando usiamo la carta intestata: "dottore" e " dottoressa" si usano già; si usa di
meno - si è iniziato ad usare solo negli ultimi anni - scrivere "la Consigliera",
piuttosto che il Consigliere, e, magari, non suona bene l'uso di "Assessora" o
intestare la carta intestata agli Assessori e "alle Assessore", però, secondo me, con il
tempo, è necessario sensibilizzare e tenere alta l'attenzione, facendo questo percorso.
Se c'è ancora chi fa queste battute, vuol dire che, forse, c'è ancora di più questa
esigenza.
A me viene in mente un confronto con un tema che avevamo dibattuto nella scorsa
tornata amministrativa, cioè il patto generazionale; chi era presente se lo ricorda. In
quest'Aula, tutti (i più giovani ed i più adulti) abbiamo sottoscritto questo patto, che
era a livello nazionale e in cui si chiedeva ai più anziani di fare un passo indietro per
far sì che i giovani potessero avere più spazio - ad esempio, nel campo politico - o
che venissero affiancati da persone più grandi.
Detto ciò, tutti, anche i più anziani, si sono ricandidati e sono in quest'Aula, pur
avendo sottoscritto e firmato quel patto, ma era per sensibilizzare l'opinione pubblica
e serve per far capire che si tratta di un tema importante, che, oggi, va affrontato
ancora di più con un'attenzione alta; di conseguenza, la mia firma su questo atto è
sentita, perché, secondo me, bisogna iniziare a parlarne ed a cambiare qualche
abitudine. Se dopo la votazione di questa proposta di mozione, anche solo i 13.000
dipendenti del Comune - o quanti sono oggi - riceveranno una comunicazione con su
scritto che, anziché firmare "il dirigente", si inizierà a firmare "la dirigente", secondo
me sarà un bel gesto.
Detto ciò, non bisognerà rifare nuovi timbri o quant'altro, ma, quando quel timbro si
romperà, magari verrà rifatto con "la funzionaria" o "la dirigente", non per forza
deve cambiare tutto o c'è un'imposizione a partire da questo istante.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Sono stati depositati tre emendamenti; il primo emendamento, presentato dal
Consigliere Onofri, l'ho letto prima. È stato presentato un emendamento dal
Consigliere Viale ed un altro emendamento dal Consigliere Ricca; la Presidenza li ha
accolti, ma li dobbiamo sottoporre al voto per l'accettazione. In attesa delle
fotocopie, in maniera tale che li possiate leggere e poi votare per l'accoglimento o
meno, la parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ringrazio la Consigliera Scanderebech per aver esposto in maniera compiuta e
convincente la proposta di mozione; è chiaro che è molto corretto parlare de: "la
dirigente" o "il dirigente", ma è un altro conto parlare de "la Sindaca" o "il Sindaco",
de "la Vicesindaca" o "l'Assessora".
Se l'emendamento che riguarda la lingua italiana verrà approvato, credo che potremo
votare questa proposta di mozione. Naturalmente, ritengo che chi ha ascoltato il
dibattito dall'esterno non sia rimasto impressionato nella maniera giusta, perché
credo che ci siano cose molto più importanti, ma, visto che è questo il contenuto
della proposta di mozione, noi ci adeguiamo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Onofri.

ONOFRI Laura
Credo che, dopo questo ampio dibattito, anche acceso, tutti gli interventi siano
arricchenti, anche quelli che, giustamente, sono contrari. Però proprio questo mi fa
capire che c'è ancora un'assoluta necessità di intervenire in questo senso; anzi, avrei
sperato che questa necessità non ci fosse, invece questo dibattito, così come quello in
Commissione, me lo ha fatto capire.
Vorrei chiedere ai Consiglieri che sono intervenuti in maniera critica se gli
piacerebbe, nel momento in cui ci si rivolge a loro, essere chiamati "la Consigliera
Liardo" o "la Consigliera Ricca"; proviamo anche solo per un mese ad invertire
questa tendenza. Credo che non piacerebbe a nessuno, come a molte donne non piace
essere nominate al maschile, perché "Consigliere" è un termine maschile.
Non bisogna andare lontano, è questo che continuo a ripetere: fortunatamente, la
nostra lingua è ricca ed è molto complessa, ma mi sembra che, oggi, nessuno si
scandalizzi a sentire parlare di "operaia", "commessa" o "postina"; ormai sono
termini per i quali nessuno si chiede perché vengono detti al femminile. Chiediamoci
perché tutte queste resistenze vengono sui ruoli apicali; è questo il punto di caduta.
Nessuno si chiede per quale motivo si dice "operaia" o "commessa", perché ci sono
sempre state le operaie e le commesse, ma, oggi come oggi, molte donne iniziano…
Consigliere Tronzano, non voglio dire che siamo ai livelli di 50 anni fa, perché
abbiamo fatto dei passi avanti, abbiamo il Parlamento più rosa. È tutto giusto, ma
proprio per questo…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Collega Onofri, lei aveva a disposizione due minuti.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Intanto, ringrazio il Presidente ed approfitto di poterlo chiamare ancora così, prima
che venga votata questa proposta di mozione. Inizio questo intervento chiedendo
scusa a tutti i cittadini che ci stanno guardando e che, chiaramente, non posso che
trarre le conseguenze da questo spettacolo. Poi ci lamentiamo perché i cittadini si
disaffezionano dalla politica, ma credo che, oggi, ne abbiamo dato un ottimo
esempio.
Per entrare nel merito, finalmente cade la maschera di questa maggioranza e
scopriamo, così come ha appena affermato la Collega Onofri - così sono sicuro di
non sbagliare -, quelle che sono le necessità e le esigenze di chi governa questa Città,
perché ha appena detto che lei vede che ce ne è necessità. Oggi, le necessità di
quest'Amministrazione sono declinare al maschile o al femminile determinati nomi,
tralasciando e mettendo da parte la disoccupazione giovanile che abbiamo in città.
Torino è la prima città per disoccupazione giovanile; ci sono famiglie in stato di
povertà e tutti coloro che non hanno le case, ma noi di che cosa discutiamo?
Discutiamo se utilizzare "Sindaco" o "Sindaca", "Assessore" o "Assessora".
Finalmente è caduta questa maschera e mi auguro che i media presenti all'interno di
quest'Aula se ne siano accorti; questa è una notizia: oggi sono queste le necessità
dell'Amministrazione che governa questa Città.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Siamo in attesa di distribuire gli emendamenti.
La parola al Consigliere Paolino; ha a disposizione tre minuti.

PAOLINO Michele
Vorrei rispondere al Consigliere D'Amico, che, come al solito…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Paolino, parli con la Presidenza.

PAOLINO Michele
Intervengo in seguito all'intervento del Consigliere D'Amico, che, come al solito,
utilizza la strada più semplice, probabilmente non conoscendo il motivo per cui è
stato iniziato questo percorso. Oggi, il Consiglio Comunale è stato convocato su
esplicita richiesta della minoranza, per discutere interpellanze e proposte di mozione
ed assorbire un po' di arretrato, per cui non dica: "Questa è la vostra priorità", perché
è una bugia.
Inoltre, il Consiglio Comunale discute sulla base dei provvedimenti che i singoli
Consiglieri o le singole Consigliere ritengono di proporre e si concorda insieme un
Ordine del Giorno, ma non è attraverso l'Ordine del Giorno del Consiglio Comunale
che si stabiliscono le priorità della vita…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Mi scusi. Consigliere Sbriglio, si faccia accompagnare dalla Collega Levi-
Montalcini, per cortesia.
Prego, Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Credo che sia molto strumentale ricondurlo su questo punto. Le Consigliere hanno
posto, nei termini previsti, una questione che non solo a loro, ma a molti di noi sta a
cuore, cioè incidere, per quello che ci compete, sul cambio di mentalità e di
atteggiamento rispetto al genere. È questo il tema, diciamolo chiaramente. Vogliamo
vivere in una società e vogliamo condizionare la società affinché un genere prevalga
sull'altro? Questo è il tema. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A me non fa
paura che anche questo Consiglio Comunale ragioni, finché è in grado di ragionare -
poi si passa in fretta dal confronto alla tifoseria -, su come noi possiamo cambiare le
cose, compresa la nostra lingua, che, grazie al cielo, è probabilmente quella più in
evoluzione ed è molto più viva di ciascuno di noi.
È una lingua che si evolve e che tiene conto di quelle che sono le esigenze del tempo.
L'esigenza del tempo che, oggi, viene rappresentata qui è che venga riconosciuta una
parità di genere che non sempre, anche nel linguaggio, è riconosciuta. Questo viene
chiesto in particolare dalle nostre Consigliere, quindi è importante che noi si sia al
loro fianco e che non appartenga soltanto a qualcuno questa battaglia, ma che sia un
po' più ampia.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
A me dispiace soltanto che, ogni qual volta ci siano le condizioni, il Capogruppo del
Partito Democratico si esprima rivolgendosi ai banchi dell'opposizione parlando di
garbo istituzionale e strumentalizzazioni. Reputo che il Consigliere D'Amico abbia
un po' esagerato nel suo intervento, ma, detto questo, anche il Consigliere Paolino,
ogni qualvolta qualcosa non lo convince, ripete "strumentale" e "garbo istituzionale".
Ritengo che il Consigliere D'Amico volesse semplicemente dire che, al di là di
questa proposta di mozione, la calendarizzazione all'Ordine del Giorno è chiara e ne
prevede altre; parlo di: "Contrasto all'abusivismo commerciale sul suolo pubblico",
"Tratta metropolitana Lingotto-Bengasi", "Promozione del ruolo di Torino come
capitale della Alta Formazione", "Azioni di contrasto al fenomeno dell'inquinamento
luminoso", cioè argomenti che interessano tutti. Al di là di quelle che sono, senza
entrare nel merito, posizioni personali e mozioni di indirizzo, che è facoltà di
ciascuno dei Consiglieri presentare, il dibattito acceso ha evidenziato, in qualche
modo, quelle che sono divergenze nel modo di pensare; per questo motivo, invito
semplicemente il Capogruppo del Partito Democratico a rivolgersi a questa
minoranza consiliare non usando più le parole "strumentalizzazione" e "garbo
istituzionale".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cervetti.

CERVETTI Barbara
Inizialmente, quando è stata esposta la proposta di mozione, non avevo intenzione di
intervenire - e, infatti, intervengo proprio all'ultimo -, in quanto mi sembrava che la
proposta di mozione non avesse chissà quale oggetto e non la ritenevo di così grande
importanza, ma non perché non fosse importante, bensì perché, per me, l'oggetto era
abbastanza scontato.
Dopo questo ampio dibattito, ringrazio invece le tre firmatarie di questa proposta di
mozione, perché capisco che, invece, questo atto è sacrosanto, in quanto, al di là di
chi dice che ci sono argomenti più importanti - e non entro nella strumentalizzazione
di questa frase, perché sono inutili gli esempi di che cosa è importante o non lo è in
maggioranza ed in minoranza -, oggi l'importanza della proposta di mozione la
riassumo così - e vorrei far riflettere, non oggi nel dibattito, ma nei prossimi giorni,
gli uomini di questa Aula -, con questa frase. Invito gli uomini di quest'Aula che
hanno una figlia femmina o ai quali auguro di averla, di pensare se ad una donna,
verso i 30-35 anni (quando c'è il famoso orologio biologico e sente la necessità di
avere un figlio, ma ha giustamente intrapreso anche la carriera lavorativa), il padre
dice di fare dei figli perché è il momento giusto, questa gli risponde che non può
perché le rubano il posto, perché non le rinnovano il contratto, perché non le
rinnovano la borsa di studio, perché l'uomo, che non chiede la maternità, le prende il
posto. Se non siamo ipocriti, a chi dice che c'è la parità o a chi non lo dice ma pensa
che oggi ci sia la parità, dobbiamo ricordare che tutti sappiamo, tramite i social
network o per conoscenze personali (fra amicizie o casi avvenuti in famiglia), che
questo succede.
Vi sfido qui a dire che una donna nell'età biologica, che coincide con la normale età
in cui (per formazione personale, o in un percorso universitario, o di professionalità)
si trova anche a puntare su una carriera, non viene stoppata in un'altissima
percentuale. Arrivo a dire questo perché penso proprio che, forse, oggi è giusto
partire da quella che ritenevo una banalità, da una dicitura data per scontata, per
agire. Se, fuori da quest'Aula, sono una dottoressa o una signora, perché, in
quest'Aula, non posso essere la Consigliera o la Vicecapogruppo? Non a tutti poteva
venire in mente di presentare una simile proposta di mozione, a me non sarebbe
venuto in mente, ma perché opporsi di fronte a qualcuno che, invece, propone questo
oggetto? Non capisco perché ci si debba opporre. Perché è neutro? Non è neutro,
quelli erano i casi del latino (maschile, femminile e neutro). Femminile e maschile,
non è neutro. Quindi, oggi ringrazio chi ha presentato questa proposta di mozione,
ma, a parte il ringraziamento, vorrei sottolineare che non deve essere una lotta di
destra o di sinistra, questa deve essere una lotta trasversale, una lotta moderna delle
donne di oggi e vorrei che fosse la lotta degli uomini di oggi, perché avranno delle
figlie e li invito a riflettere in tal senso.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Nel frattempo, avete ricevuto le copie degli emendamenti. Prima di procedere alla
votazione della proposta di mozione, dobbiamo votare gli emendamenti.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). È già scaduto il termine. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Sì, un attimo. Facciamo intervenire i presentatori degli
emendamenti; ha chiesto di intervenire la Collega Onofri, anche se io avevo già letto
l'emendamento.
Procediamo per ordine di presentazione. Purtroppo, il Consigliere Viale non è
presente, ma ve lo leggo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La faccio
allontanare anche dalla tribuna del pubblico. L'emendamento è stato presentato alle
ore 15.45 dal Consigliere Viale e recita: "Impegna l'Ufficio di Presidenza a
presentare entro 90 giorni un testo aggiornato al linguaggio di genere dello Statuto
della Città di Torino".
La parola al Consigliere Onofri.

ONOFRI Laura
Io aggiungerei anche i Regolamenti. (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non intervenga dalla tribuna, altrimenti la faccio allontanare.
La parola, per l'illustrazione dell'ultimo emendamento, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Al secondo capoverso (perché mi pare che l'emendamento n. 1 vada a sopprimere il
primo capoverso e, quindi, diventerebbe il primo capoverso), dopo: "ad adeguare",
chiedo di aggiungere: "nel rispetto della lingua italiana tutta"; inoltre, al secondo
capoverso, dopo: "linguaggio di genere", si chiede di aggiungere: "nel rispetto della
lingua italiana".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Per rispondere alla Consigliera Centillo, fuori verbale, io la voto, perché è una cosa
di buonsenso e, se si rispetta la lingua italiana, non vi è alcun tipo di vincolo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 1, presentato dalla Consigliera Onofri, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 23, favorevoli 23.
L'emendamento n. 1 è approvato.

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