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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201500989/002, presentata in data 12 marzo 2015, avente per oggetto: "Un altro zoo a Torino?" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) No, non ci sarà nessun altro zoo a Torino. Il Consigliere Furnari chiede - e la ringrazio per aver presentato questa interpellanza - quali siano le manifestazioni di interesse pervenute rispetto alla valorizzazione del Parco Michelotti, che è già stato oggetto di discussione con l'approvazione della deliberazione da parte del Consiglio Comunale nel gennaio scorso. Alla data del 24 marzo (ovviamente, è il periodo preso come riferimento rispetto all'interpellanza), sono pervenute agli Uffici della Città quattro manifestazioni di interesse. La prima, del 2012, proviene da un'associazione culturale; gli aspetti rilevanti del progetto sono la realizzazione di uno spazio attrezzato per bambini, la progettazione giochi, lo sviluppo di sette diritti significativi - questa era una parte interessante del progetto -, una piazza coperta con tensostruttura, l'accoglienza con funzioni di galleria protetta con caffetteria, un'area dedicata al wellness, allo sport, una palestra con attività commerciali, ricerca pertinente al wellness, tensostruttura da 2.500 metri quadrati e centro avventura per adulti. Una seconda manifestazione di interesse, del 2013, proviene da uno studio privato di ingegneria; gli aspetti rilevanti di questo progetto sono una piscina, un acqua park, una pista di atletica rettilinea, una palestra di roccia ed un orto per bambini e scuole. Vi è una terza proposta, proveniente da una S.p.A., che è giunta nel luglio del 2014. In questo caso, gli aspetti rilevanti del progetto prevedono la riqualificazione integrale dell'area, una collaborazione con l'Università di Torino - in particolare, con i Dipartimenti di Matematica, Fisica e Scienze Naturali -, un'articolazione differenziata, ma integrata, di alcune funzioni (come un progetto didattico per bambini e scuole) - che ispirano le diverse aree geografiche oggetto della manifestazione di interesse -, una creazione di ecosistemi ambientali all'aperto ed al chiuso con architetture e tematizzazioni scenografiche delle aree suddivise per zone climatiche (Europa, Cina, Amazzonia, eccetera) ed un impianto complessivamente caratterizzato da sostenibilità gestionale ed energetica. Vi è una quarta proposta, giunta sempre nel medesimo periodo del 2014 da uno studio di architettura privato torinese; in questo caso, gli aspetti rilevanti del progetto prevedono una fattoria didattica utile a familiarizzare con la natura rurale. Questo progetto, in accordo con un allevatore della prima cintura torinese, prevede animali da cortile fino ad arrivare ad animali grandi delle fattorie, filiere produttive di miele, formaggio e marmellate, un parco avventura sugli alberi esistenti ed un centro polifunzionale, collocato nella Casa della Giraffa, con sala conferenze, eventi, mostre e sale computer. Nell'interpellanza si chiede inoltre quali siano i criteri del bando di affidamento, oltre a quelli citati nella deliberazione sopra menzionata, che è quella approvata dal Consiglio Comunale; per quanto concerne il secondo punto di questa interpellanza, al momento non è possibile illustrare i criteri del bando di concessione, in quanto è in fase di costruzione e puntuale definizione (siamo proprio alla fine e, quindi, potrebbe essere pubblicato nei prossimi giorni) e gli stessi potranno essere diffusi al momento della pubblicazione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Furnari. FURNARI Raffaella Sono infondate le nostre paure sul discorso che questo parco potrebbe essere gestito da Zoom e, quindi, avere una succursale di Zoom a Torino? Mi sembra di avere compreso questo, perché, finora, pare che non ci siano state richieste in tal senso da parte di Zoom, o ho capito male? Anche sul discorso della fattoria didattica c'è da fare una riflessione per quanto riguarda gli animali. Lei sa benissimo che bisognerebbe sentire la Consulta Animalista e capire in che modo eventualmente, se si cedesse a questa società (che non ho ben compreso quale sia), loro vorrebbero utilizzare gli animali, anche perché poi si rischia di fare la fine di alcune fattorie didattiche in cui gli animali non vengono trattati benissimo. Assessore, visto che sa che c'è una petizione da parte del Comitato NO ZOO e che ci sono delle petizioni da parte di alcuni cittadini che non vogliono gli animali in corso Casale, vorrei capire meglio se è infondata la paura di avere una struttura come Zoom che lo gestisce ed avere una sua succursale a Torino; a quel punto, saremmo tutti tranquilli. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per un'integrazione, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Riformulando così l'interpellanza, questa ovviamente merita una risposta che spero sia soddisfacente per il Consigliere Furnari. Abbiamo già svolto una parte di questa discussione in fase di approvazione di una deliberazione che il Consiglio Comunale ha votato e nel corso della quale abbiamo chiarito che vogliamo che venga soddisfatto e pienamente rispettato il Regolamento che tutela gli animali in città, che è stato approvato dal Consiglio Comunale. Quindi, il perimetro della nostra discussione è ben definito all'interno di una regolamentazione che è del Comune. Rispetto all'interlocuzione, non a caso ho letto le diverse manifestazioni d'interesse e non i proponenti. L'ho fatto semplicemente perché, se tra pochi giorni andremo a pubblicare una gara ad evidenza pubblica (ovviamente, sono sicuro che sarà trasparente), non sta a me oggi - e non leggo certo così la sua domanda - entrare nel merito di un'interlocuzione con un soggetto piuttosto che un altro; sono sicuro che la sua non è una richiesta per prendere in esame una proposta piuttosto che un'altra, perché questa sarebbe un'ingerenza che credo non sia nell'interesse di nessuno praticare in questo momento. Ci tengo a dire che anche io ho letto il contenuto di quella petizione, che un po' richiama il principio che discutevamo prima, cioè l'eccessivo allarmismo e l'eccessiva preoccupazione, ma, come abbiamo chiarito e, se è opportuno, lo dico anche in questa sede, al Parco Michelotti non ci sarà uno zoo. Questo ce lo siamo già detti e, se è il caso, lo ripetiamo. Abbiamo fatto diversi sopralluoghi, abbiamo interloquito con il Consiglio Comunale e ci sono stati anche degli atti di indirizzo da parte di alcuni movimenti e partiti politici. Il lavoro che abbiamo contributo a fare è sufficientemente capace di garantire che lì non ci sarà uno zoo e non ci sarà una succursale di uno zoo, ma qualcosa di diverso, i cui principi ispiratori sono quelli che abbiamo indicato nella deliberazione e che, più puntualmente, verranno definiti all'interno di un bando di gara, che, quando verrà completato da parte degli Uffici competenti, sarà immediatamente pubblicato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Furnari. FURNARI Raffaella Ringrazio per la risposta l'Assessore. Immaginiamo che non ci sarà un altro zoo a Torino, naturalmente la mia era una provocazione, una domanda quasi retorica. In realtà, il vero problema riguarda il discorso degli animali e lei sa quanto io tenga a questo argomento. Quello che si vuole veramente è tutelare gli animali, ma penso che questo valga anche per lei, non lo metto in dubbio. Quindi, nel momento in cui ci sarà il bando, vorremmo capire se chi eventualmente vincerà questo bando avrà intenzione di utilizzare degli animali ed in che modo lo farà; sarà questa la nostra vera preoccupazione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Assessore mi corregga, ma, se non ho colto male la sua risposta, nella prima parte della risposta lei ha di fatto affermato che il Regolamento sussistente nella Città di Torino non può che essere applicato integralmente e quindi, a prescindere da chi gestirà il parco, non si potrà far altro che rispettare il Regolamento previsto dalla nostra Città. L'interpellanza è discussa. |