| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201501158/002, presentata in data 20 marzo 2015, avente per oggetto: "Incidente ambientale per incendio di rifiuti elettronici" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ringrazio anche il Consigliere Bertola che mi dà l'occasione di ripercorrere quanto è avvenuto il 18 marzo u.s.; ovviamente è stata data tempestiva comunicazione agli organi di informazione, sul sito del Comune di Torino, ma penso che possa essere utile l'occasione per riepilogare quanto è accaduto. Nel pomeriggio del 18 marzo u.s. in via Paolo Veronese 202 a Torino si è sviluppato un incendio presso lo stabilimento della Transistor S.r.l., azienda che recupera rifiuti, quali apparecchiature elettriche, che arrivano dalle isole ecologiche, e plastica; si stima che siano bruciate alcune tonnellate di materiale. Il monitoraggio dell'aria è stata effettuato da personale tecnico di ARPA Piemonte, in servizio di pronta disponibilità per le emergenze ambientali. A seguito dell'allertamento ad opera del Servizio Emergenze, il 118 si è recato sul luogo dell'incidente, insieme tra l'altro ad alcuni nostri funzionari, compreso il sottoscritto. Il monitoraggio ha inizialmente interessato le zone a ridosso del luogo dove è avvenuto l'incendio e, successivamente, a tutela della popolazione potenzialmente esposta ai fumi che si sono sviluppati, si è spinto fino a una distanza di circa tre chilometri dall'evento in direzione sud, verso piazza Rivoli, con particolare attenzione alle aree residenziali. Riassumendo in breve quanto rilevato da ARPA, gli inquinanti che si sono generati nelle zone limitrofe l'incendio non sono in quantità rilevante e sono sotto la soglia di allarme. I dati delle sostanze volatili sono molto bassi; su questi valori non ci sono dunque preoccupazioni di sorta, i valori rilevati nell'area sono infatti gli stessi di altre zone di Torino. È chiaro che i valori all'interno della struttura dove si è verificato l'incendio, invece, presentano livelli più alti, ma su questo riferirò puntualmente. Più nello specifico, l'eventuale presenza di inquinanti aerodispersi è stata verificata mediante sistemi di monitoraggio in continuo, in grado di dare una risposta immediata in merito all'eventuale presenza dei principali prodotti della combustione, soluzione compatibile con la gestione di una situazione di emergenza. Gli analizzatori in continuo in dotazione permettono l'immediata identificazione delle sostanze, qualora le stesse si presentino con una concentrazione superiore agli LRS, cioè i limiti di rilevabilità strumentale. I rilevamenti hanno interessato alcune sostanze, in particolare idrocarburi, biossido di carbonio, monossido di carbonio, ammoniaca, i cosiddetti COV, i composti organici volatili, ammine, fosfine, cloro, biossido di cloro, acido cianidrico, idrogeno solforato. Le misurazioni effettuate in prossimità del luogo dove si è sviluppato l'incendio, a breve distanza di tempo dal suo spegnimento, circa le ore 22.00 dello stesso giorno, hanno evidenziato la presenza, seppure a bassa concentrazione, di composti organici volatili, monossido di carbonio e ammoniaca; tutte le altre sostanze erano ben al di sotto dei limiti di rilevabilità strumentale. Dato che, invece, la concentrazione dei composti organici volatili ha superato i limiti di rilevabilità strumentale, si è provveduto a ricercare l'eventuale presenza di acido cloridrico, acido fluoridrico e diossido di zolfo mediante l'uso di alcune fiale di rilevamento ad effetto colorimetrico a disposizione del personale intervenuto. I test hanno dato esito negativo, escludendo la presenza delle sopraccitate sostanze. Alle ore 23.00 dello stesso giorno, allontanandosi anche solo di poche decine di metri, le concentrazioni di tutti i sopraccitati parametri scendeva al di sotto dei limiti di rilevabilità strumentale; analisi specifiche hanno escluso anche la presenza di acido cloridrico, acido fluoridrico e diossido di zolfo. Alle ore 11.00 del mattino successivo, quindi del 19 marzo 2015, è stato effettuato un nuovo monitoraggio dell'area presso tutte le stazioni oggetto di verifica. La sera precedente è stato rilevato che la concentrazione di tutte le sostanze tossiche ricercate, compresi i COV, si sono sempre mantenute al di sotto dei limiti di rilevabilità strumentale. Ho una tabella che poi allego alla documentazione, se richiesta dal Consigliere, che dettaglia quanto sto dicendo rispetto ai monitoraggi della mattina del 19 marzo. Come già sottolineato precedentemente, è diversa l'entità delle concentrazioni rilevate all'interno dei locali interessati dall'incendio, che in alcuni casi superava anche di 10 volte la concentrazione esterna. I locali nei quali è stato vietato l'accesso da parte dell'Azienda Sanitaria Locale sono stati e saranno sottoposti ad opportuni interventi di bonifica, molti dei quali in realtà, visto che l'interpellanza è stata presentata a ridosso dell'incendio, si sono già svolti. Al momento attuale gli uffici sono stati bonificati e sono già utilizzati dagli impiegati; i locali più vicini all'incendio, invece, sono ancora oggetto di bonifica, al termine di questa operazione si procederà alla bonifica dei locali dove si è sviluppato l'incendio. Rispetto al punto 3) dell'interpellanza, che chiede "perché non siano state emesse nella serata del 18 marzo comunicazioni ufficiali e tempestive", le comunicazioni ufficiali sono passate attraverso i comunicati stampa pubblicati anche sul sito del Comune e naturalmente tempestivamente sul sito dell'ARPA, che davano notizia che non vi erano motivi di allarme, né di procedere ad evacuazioni. L'evento, seppur significativo, è stato infatti contenuto nel tempo e nei volumi interessati e non ha mai assunto caratteristiche tali da poter rappresentare un pericolo immediato di tossicità. L'ARPA, l'Agenza Regionale per la Protezione Ambientale, l'Azienda Sanitaria Locale competente, i funzionari dei Vigili del Fuoco hanno deciso di non intraprendere misure restrittive. Come dimostrano i dati rilevati in tutte le fasi del monitoraggio, il fenomeno che ha sicuramente causato disagi e preoccupazioni in molte zone della città per l'odore provocato dalla combustione di materiali plastici non ha determinato rischi per l'ambiente e per la salute dei cittadini. Il problema è rientrato nel giro di poche ore, come dimostra la progressiva normalizzazione dei COV e il monitoraggio effettuato la mattina successiva, sia in prossimità del capannone incendiato e fino a circa tre chilometri di distanza. L'interpellante chiede ancora al punto 4): "quali ulteriori azioni sono state o saranno intraprese per valutare l'impatto di lungo termine dell'incidente sulla salute e sull'ambiente". Come già detto, sono state attivate ASL e ARPA che hanno compiuto tempestivamente i loro rilievi. Tra l'altro, approfitto per ringraziare per il lavoro svolto. L'ASL ha vietato l'accesso alle strutture finché non sarà certificata la bonifica, che si sta già compiendo. Si evidenzia inoltre la disponibilità di ARPA ad eseguire un ulteriore approfondimento tecnico, consistente nella determinazione degli IPA, cioè gli idrocarburi policiclici aromatici, sostanze che si possono formare durante la combustione dei materiali interessati e che vengono assorbite su particolato e risultano di particolare rilievo sotto il profilo tossicologico. Questi saranno eseguiti naturalmente su campioni di polveri riferiti al giorno dell'incendio, rilevati da filtri dei campionatori gravimetrici posizionati nelle centraline fisse presenti in Città. L'attività di monitoraggio permetterà di verificare se in quella giornata la concentrazione degli idrocarburi policiclici aromatici è significativamente diversa da quella degli altri giorni. Infine, il Consigliere chiede "se non ritengano opportuno, almeno a titolo precauzionale, chiudere al pubblico i parchi, i giardini e i cortili scolastici, in attesa di valutare le ricadute degli inquinanti nel terreno". Per quanto detto sopra, non si è ritenuto necessario adottare misure restrittive come la chiusura al pubblico di parchi, giardini e cortili scolastici. Non sono state previste misure precauzionali particolari ad eccezion fatta del divieto di accesso, come già più volte richiamato, alla struttura dove si è verificato l'incendio, mentre per tutta la zona vicina non vi sono dati rilevati da ARPA tali da decidere per la chiusura di scuole e uffici. Questa valutazione, tra l'altro, è stata fatta nel corso della serata, mentre eravamo lì in sopralluogo con tutti i funzionari e i tecnici presenti. L'ARPA - tengo a sottolineare questo, perché è stata una misura concordata - ha effettuato sopralluoghi presso alcuni istituti scolastici e, in particolare, presso l'istituto scolastico Carlo Grassi, dove non sono emersi problemi causati dall'incendio; inoltre, per prossimità, si è svolto un sopralluogo all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate, dove anche in questo caso non si è rilevato nulla di importante. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio per la risposta esaustiva, vorrei poi vedere i dati specifici, se fosse possibile. Sono contento di sapere a posteriori che non si sia trattato di nulla di così pericoloso e grave per la salute, però l'episodio è stato molto significativo e, visto dall'Amministrazione, forse è stato tranquillo e gestibile, nulla di grave e buona informazione, ma visto da parte della popolazione non è stato affatto così. Posso, infatti, segnalare, abitando nella zona di piazza Rivoli, quindi non proprio così vicino all'incendio, che quella sera semplicemente uscendo dalla Metropolitana in piazza Rivoli verso le 19.00, tornando a fine giornata, non solo la puzza era insopportabile e ci si chiedeva immediatamente cosa stesse succedendo, ma dava veramente fastidio alle persone. Anche barricandosi in casa, tirando giù le serrande e così via, c'era bruciore agli occhi, c'era difficoltà a respirare e se è così per una persona adulta normale, penso che anche per gli anziani e per i bambini la cosa sia stata molto problematica. In tutta questa situazione l'unica informazione che, in realtà, la città ha avuto, pur capendo che si trattava di una serata particolare, per via dei fatti accaduti a Tunisi, sono state due righe sul sito web del quotidiano "la Stampa", dove l'ARPA assicurava di non preoccuparsi. Questa cosa in realtà non è servita a calmare le preoccupazioni, perché purtroppo viviamo nell'era dei social network, dove migliaia di persone si rimandavano le informazioni più assurde su cosa stava succedendo. C'era gente che diceva di scappare. Anche il Consigliere Comunale che cerca di riportare un po' di razionalità e calma in questa situazione, però totalmente privo di informazione, non è che possa concludere un granché. In effetti, ci sono state anche famiglie che, semplicemente per precauzione, non sapendo cosa stesse succedendo, ma cominciando a vedere i bambini che si lamentavano per il bruciore, sono scappate dalla città e sono andate da qualche altra parte a trascorrere la serata. Allora, forse sarebbe il caso, magari per il futuro, per ulteriori situazioni di questo genere, che speriamo non si verifichino, ma potrebbero capitare di nuovo, di avere pronto un piano di comunicazione un po' più strutturato, magari avendo qualcuno nell'ufficio stampa della Giunta o del Consiglio, che possa stare sui social network per la serata a vedere cosa succede e a far girare informazioni rassicuranti e spiegare la situazione. Magari anche l'ARPA o la Protezione Civile, però che ci sia qualcuno che sia in grado di gestire la comunicazione di un'emergenza del genere. Se magari chi è dentro l'evento è lì e fa il sopralluogo, ha l'ARPA davanti e viene tranquillizzato perché tutto sommato non si è trattato di una grande evenienza, però ha impattato tutta la parte ovest della Città, quindi parliamo di 300-400.000 persone. La comunicazione, secondo me, è stata decisamente carente. Per quanto riguarda, invece, le ricadute ambientali, sono contento di sapere che le misurazioni hanno dato esito quasi totalmente negativo, che non c'è niente di grave a medio e lungo termine. Sicuramente la nostra preoccupazione era quella di valutare la ricaduta nelle zone circostanti, anche perché comunque alcuni di questi composti volatili, diossine, che inevitabilmente si generano quando si brucia immondizia elettronica di vario genere, a temperature non adatte alla combustione, che poi ci sia un accumulo nel terreno, perché quello che succede è che questi elementi precipitano e quindi magari nell'aria la concentrazione sul momento non è eccessiva, ma accumulandosi nei giorni nel terreno possono comunque creare problemi. Per questo chiedevamo se c'è stato un piano di monitoraggio dei cortili, dei giardini della zona immediatamente circostante, non in tutta la zona ovest, ma negli isolati attorno all'edificio che è andato a fuoco. Sono contento di sentire che c'è stato un monitoraggio in un paio di edifici, all'Agenzia delle Entrate, eccetera, immagino che l'ARPA abbia fatto tutte le analisi necessarie per cui, per carità, trattandosi di un organismo responsabile, avrà fatto tutto l'occorrente, però volevamo segnalare questa preoccupazione proprio perché comunque credo che sia il caso magari, adesso passato un mese, due mesi, eccetera, di andare a fare ulteriori verifiche e capire se quanto si è depositato sulla superficie, in particolare nel terreno, è in quantità pericolosa oppure no. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Se l'interpellante è d'accordo, proporrei all'Assessore, in considerazione del fatto che nella risposta parlava del possesso dei dati, di inviarli all'Ufficio di Presidenza della Commissione, in modo tale da farli avere ai Consiglieri facenti parti della Commissione. Se poi sarà necessario più avanti, proprio sulle ultime cose che diceva l'interpellante, magari si valuterà un aggiornamento della situazione, se ci sono elementi nuovi in Commissione. L'interpellanza è discussa. |