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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) È stata presentata una richiesta di comunicazioni del Sindaco da parte dei Consiglieri Appendino e Bertola in merito a quale sia la situazione attuale e quali siano gli accordi e le possibili conseguenze su Torino relative al DEF. La parola al Sindaco. SINDACO Rispondo volentieri, sapendo che la discussione sul DEF è appena iniziata; è stato depositato e, adesso, sarà oggetto di discussione in Parlamento. Soprattutto, occorre avere presente che il DEF è un documento di indirizzi, ma il vero documento che assumerà le decisioni relative e che diventerà cogente sarà la Legge di Stabilità, che si esaminerà nel mese di settembre. Il DEF, come avete visto, è stato presentato nei giorni scorsi ed è ispirato da una logica di natura espansiva, cioè il tentativo, attraverso una serie di misure indicate nel DEF e delle quali i giornali hanno dato ampia informazione, finalizzato a ridurre il prelievo fiscale, con l'obiettivo quindi di liberare, per questa via, risorse (per le famiglie da dedicare ai consumi e per le imprese per accrescere la disponibilità per politiche di investimenti) e, al tempo stesso, stimolare la ripresa attraverso misure di sostegno agli investimenti, sia pubblici che privati, con uno sforzo teso a far uscire il Paese da una troppo lunga stagnazione per collocarlo su binari di crescita. In questo contesto, noi - quando dico "noi" intendo l'ANCI - abbiamo posto l'esigenza di conoscere gli orientamenti del Governo e, in particolare, gli ordinamenti indicati nel DEF relativamente alle politiche degli Enti Locali ed alla condizione della finanza locale, atteso che, tra il 2010 e il 2015, è stato chiesto agli Enti Locali uno sforzo di contribuzione al risanamento pubblico piuttosto rilevante, ammontante a circa 17 miliardi e mezzo di Euro (la metà come contributo al Patto di Stabilità e l'altra metà come riduzione di risorse). La nostra richiesta al Governo era tanto più pressante perché, nei giorni precedenti alla pubblicazione del DEF, i giornali, dando indiscrezioni che non spetta a me valutare nella loro fondatezza, davano conto di possibili ulteriori tagli e riduzioni di risorse per il sistema degli Enti Locali. Naturalmente, questo ha sollevato inquietudine e preoccupazione nei Sindaci e negli amministratori locali, atteso che il DEF e la Legge di Stabilità dell'anno scorso avevano definito le dinamiche di finanza locale dei prossimi anni (2015, 2016 e 2017) e che il mutamento di questa dinamica con ulteriori tagli avrebbe comportato una situazione di difficile sostenibilità per i Comuni. L'incontro che si è svolto giovedì mattina ha avuto l'esito di stabilire dei punti fermi, che sono stati ampiamente propalati dall'informazione, ma che vorrei riassumere in questa sede. La prima questione è relativa ai tagli. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato formalmente - l'ha ripetuto più volte nel corso dell'incontro, poi ho visto che ha avuto modo di dirlo in qualche dichiarazione successiva - che per ciò che riguarda la programmazione finanziaria da parte del Governo vale la programmazione contenuta nel DEF approvato lo scorso anno e nella relativa Legge di Stabilità e che non è intenzione del Governo variare questa dinamica e queste prospettive con ulteriori tagli agli Enti Locali. Abbiamo preso atto di questa dichiarazione fatta dal Presidente del Consiglio in una sede ufficiale, nel corso di un incontro formale, ed alla presenza di molte persone, per cui non possiamo che considerare che sarà così. Il secondo argomento che è stato discusso in quella sede riguarda una serie di questioni relative all'esercizio 2015 dei Bilanci; noi, in particolare, abbiamo posto l'esigenza che venga reistituito il fondo compensativo di 625 milioni di Euro che era stato istituito nel 2014 per evitare che 1.800 Comuni, nel passaggio dalle vecchie aliquote IMU alle nuove aliquote TASI, subissero una perdita di gettito. Questa richiesta è stata considerata fondata e mercoledì mattina vi sarà un incontro in sede tecnica per entrare nel merito e vedere come reistituire il fondo. Inoltre, vi è la questione relativa ai mutui erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti ai Comuni; abbiamo posto due questioni; intanto, che l'accordo sulla rinegoziazione, che era stato fatto in sede di discussione della Legge di Stabilità, decollasse, perché, fino a questo momento, per via di una serie di ritardi di natura burocratica, nessun Comune ha ancora avuto la possibilità di rinegoziare i mutui su cui il Governo aveva dato la disponibilità. Al tempo stesso, abbiamo posto una questione più generale, cioè la ridefinizione dei tassi di interesse a cui i mutui vengono erogati dalla CDP, considerato che i tassi praticati oggi dalla CDP sono più alti del tasso medio di un istituto bancario sulla base delle logiche di mercato. Su tali questioni il Governo ha ritenuto che le nostre richieste fossero fondate. Erano presenti all'incontro il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo di Gabinetto di Padoan (non il Ministro, perché era all'estero) ed il Sottosegretario all'Economia, Baretta, e, in quella sede, è stata data disposizione dal Presidente del Consiglio di procedere ad avviare finalmente la rinegoziazione e ad aprire la discussione con l'ANCI sulla ridefinizione dei tassi di interesse applicati dalla Cassa Depositi e Prestiti. Abbiamo ancora posto la questione dei Comuni montani e dei Comuni che hanno terreni agricoli e, in particolare, la nuova fiscalità che è stata determinata con Decreto del 2014, modificato da un Decreto correttivo adottato l'ultimo giorno del 2014; secondo noi, non è soddisfacente per affrontare questa materia. In particolare, qual è il nodo? Come sapete, tutta la politica di Bilancio, e quindi anche nelle sue partite fiscali, è fondata sull'accertamento. La predisposizione, da parte di Legge, che obbliga i Comuni ad erogare allo Stato le quote di IMU percepite sulla base dell'accertamento e non sulla base del riscosso determina un delta, che è oneroso per tutti, ma per i piccoli Comuni anche un minimo scostamento può essere esiziale, data la dimensione minima dei bilanci. Con il Decreto correttivo avevamo già ottenuto che si introducesse, a valle del prelievo fiscale, una verifica sul delta tra il riscosso e l'accertato per ciò che riguarda la fiscalità agricola e montana, ed abbiamo chiesto che non ci sia solo la verifica, ma che alla verifica poi subentri un provvedimento di compensazione in ragione tale che non ci sia semplicemente la presa d'atto di uno scostamento, perché quello scostamento per i piccoli Comuni può essere pregiudiziale della stessa possibilità di governare le proprie finanze. Infine, le ultime due questioni. Abbiamo posto il problema di dare corso ad alcune intese che avevamo già sottoscritto con il Governo, ma che non hanno avuto gli strumenti normativi di attuazione: l'intesa sul superamento di tutte le norme ordinamentali ed i vincoli ordinamentali che, nel corso del tempo, sono stati imposti ai Comuni, l'intesa fatta in Conferenza Unificata sulla rimodulazione in basso delle sanzioni per gli enti successori alle Province, per le Province in cui si sia sfondato il Patto di Stabilità ed il riparto del fondo di solidarietà sulla base di criteri che erano stati convenuti nella Conferenza Stato-città; su queste cose abbiamo chiesto che ci sia lo strumento normativo, chiedendo che su questi e su tutti gli altri aspetti si vada, come avevamo proposto nelle settimane scorse, ad un Decreto Enti Locali che regoli l'intera materia. Sul tema del Decreto Enti Locali l'ipotesi che è stata ventilata (e per noi dell'ANCI andrebbe bene) è che, se - come è possibile - nell'arco di questa settimana o la prossima si procede all'accordo tra Governo e Regioni sulla spesa sanitaria, si vada ad un unico Decreto che regoli questo accordo che disciplina le altre questioni che investono gli Enti Locali. Infine, vi era la questione, che era la più complicata e che, per ora, è rimasta aperta (vedremo se nell'incontro di mercoledì mattina riusciremo a trovare una soluzione), del ritardo del taglio di un miliardo per le Città Metropolitane. Nell'accordo intervenuto tra Governo ed ANCI si era determinata un'intesa che ripartiva questo miliardo in 260 milioni di Euro circa a carico delle 10 Città Metropolitane ed i restanti 740 milioni di Euro a carico delle 100 nuove Province di secondo grado, eredi delle Province precedenti; fin qui l'accordo c'è. Il problema è subentrato perché il taglio dei 260 milioni di Euro, sulla base di una serie di parametri, ha fatto registrare un'onerosità particolarmente alta per le Città Metropolitane di Firenze, di Roma e di Napoli. Per dare la dimensione, il 75% dei 260 milioni di taglio sono su quelle tre Città e, quindi, il problema è di rendere sostenibile questo taglio. Stiamo lavorando su più ipotesi: rimodulare all'interno del saldo dei 260 milioni di Euro il riparto, ma questo significa aggravare il taglio per gli altri e ridurlo sulle tre Città - fatto non semplicissimo, ovviamente -, o, come abbiamo chiesto, dare corso all'articolo n. 24 del Decreto Legislativo n. 68/2011 sul Federalismo Fiscale che prevedeva alcune poste di Bilancio a favore delle Città Metropolitane e, specificatamente, i diritti portuali ed aeroportuali. Per fare un esempio, una misura di questo genere risolverebbe i problemi della Città Metropolitana di Roma; infatti, il flusso di traffico di un aeroporto come Fiumicino, con un diritto aeroportuale di due Euro a passeggero - cioè minimo - moltiplicato per il numero dei passeggeri, determinerebbe il cash flow necessario alla Città Metropolitana di Roma per risolvere i suoi problemi. Vi sono comunque altre misure compensative che stiamo discutendo con il Ministero dell'Economia. Questo problema è aperto, dobbiamo trovare una soluzione e stiamo cercando di risolvere la questione. Questo è il quadro; va da sé che, rispetto agli impegni che il Governo ha assunto, ci attendiamo che poi siano coerentemente tradotti negli strumenti normativi necessari e, quindi, adesso quello che ci attendiamo è questo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio il Sindaco per le informazioni che ci ha dato. Le avevo lette, in gran parte, sui giornali, però credo che sia giusto che un tema così importante venga trattato anche in Sala Rossa, perché, oggi abbiamo parlato di tante cose, ma questa può cambiare la gestione per quest'anno ed i prossimi anni del Comune di Torino. Devo dire che ho ascoltato tutto, ma, forse ero distratto dalle porte che si aprivano e si chiudevano, non ho capito, alla fine, la cifra, cioè quanti sono i milioni di Euro in meno su cui, come Comune di Torino, probabilmente potremo contare nel 2015 rispetto al 2014, che è già stato un anno di tagli rispetto al 2013, che già aveva subito dei tagli rispetto al 2012 e così via. Sempre sugli organi di stampa (mettendo insieme i tagli dei trasferimenti, altre voci ed ammortamenti) sono girate cifre dell'ordine di 150.000.000 Euro, ma non so se fossero sparate giornalistiche o cifre realistiche; sicuramente, su un Bilancio, che comunque è di circa 1,2 miliardi di Euro, rappresenta un taglio molto pesante e, a questo punto, potrebbe veramente mettere a rischio gran parte dei servizi, i quali, in parte, sono già stati pesantemente ridotti. Solo la settimana scorsa, effettuando un sopralluogo in un centro diurno per disabili, la prima lamentela delle famiglie dei disabili è stata che, da quando sono stati tagliati i buoni taxi, spendono molti soldi al mese per i trasporti e, comunque, non si possono più permettere tutti i trasporti, per cui i ragazzi rimangono chiusi in casa; chiaramente, ho paura di quello che potrebbe succedere con ulteriori tagli. Il Sindaco ha ragione quando accenna al fatto che, negli ultimi 6 o 7 anni, sugli Enti Locali è stato riversato il 50% dei tagli della spesa pubblica, a fronte del fatto che gli Enti Locali contano circa per un quarto della spesa pubblica totale dello Stato italiano e, quindi, hanno già pagato molto più degli Enti centrali. Di conseguenza, forse andrebbe fatta una riflessione anche con il Governo su questo punto, però sicuramente c'è da capire che cosa possiamo fare anche noi di fronte a tagli di queste dimensioni, che potrebbero essere drammatici, oltre che battere cassa. Allo stato in cui siamo, è difficile entrare più nel dettaglio di così, perché siamo comunque ad un livello generico di cifre che ballano e poi, una volta saputa la realtà dei dati, si dovrà entrare nel merito e cercare di capire - credo che, probabilmente, ogni forza politica farà delle proposte - come gestire una situazione del genere. È certo che si pone sempre più pesantemente l'esigenza di capire come possiamo ridurre non il debito in assoluto, con la politica che è stata fatta negli ultimi anni, ma l'esborso che ogni anno facciamo per pagare i debiti e gli interessi. È chiaro che dirlo adesso è facile, perché, con il senno di poi, se la Città di Torino non si fosse indebitata così pesantemente nei 10 anni di gestione precedente (passando da 1 a 5 o 6 miliardi di Euro di debito), adesso non avremmo il problema di dover dedicare un quarto delle nostre uscite a pagare i debiti alle banche, invece di spenderle per servizi o altro. Quindi, dato che la situazione ormai è quella, forse sarà il caso di cominciare a capire veramente come si può rinegoziare questo debito, perché credo che la Città di Torino abbia delle difficoltà, a fronte del taglio dei trasferimenti, a continuare a destinare tutta questa parte delle risorse soltanto per pagare le banche e in più non è assolutamente ipotizzabile un ulteriore aumento delle tasse, come purtroppo è stato ventilato. Fa specie che, alla fine, rimpallandosi i tagli tra Governo centrale ed Enti Locali, la soluzione sia sempre quella di aumentare le tasse ai cittadini. A questo proposito, vorrei anche dire, visto che ha menzionato la Città Metropolitana, che ho letto - anche in questo caso non so con quanta precisione - dell'idea di introdurre una nuova tassa sui viaggi aerei, cioè sui biglietti aeroportuali, per finanziare le Città Metropolitane; vorrei far notare che, se è vero che parliamo di 2 Euro di tassa (che può non sembrare tanto), su un mercato dove i biglietti costano 30 o 40 Euro, 2 Euro di tassa rappresentano il 5%, quindi il rischio è che diventi una penalizzazione per gli aeroporti che si trovano all'interno delle Città Metropolitane. Visto che non tutti gli aeroporti a cui Caselle fa concorrenza sono all'interno di Città Metropolitane (Malpensa o anche Cuneo non lo sono), il rischio è di penalizzare ulteriormente il nostro aeroporto, che è già in difficoltà, con l'introduzione di un'altra tassa, che poi ne ammazza ulteriormente la competitività. Pur capendo l'esigenza di mantenere in piedi la Città Metropolitana (anche se, forse, si potrebbe fare un'ennesima riflessione sull'effettiva utilità di questo Ente), vi chiedo, per favore, di non andare a prendere i soldi lì. Per il resto, magari aspettiamo che l'Assessore Passoni porti in Commissione dati più precisi, ma speriamo di avere il prima possibile una cifra precisa dei tagli sul nostro Bilancio per il prossimo anno. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ringrazio anche io il Sindaco per queste comunicazioni. Credo che, per una volta, le barricate che tutti i Sindaci d'Italia hanno in qualche modo alzato nei confronti del Governo ci abbiano portato, per voce del Sindaco Fassino (che è anche Presidente dell'ANCI), alcune rassicurazioni importanti: in particolare, la ridefinizione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti e sul tasso di interesse, che, a mio modo di vedere, è il tentativo da parte del Governo di trovare una soluzione sul fondo compensativo immutato di 625.000.000 di Euro, che, in qualche modo, spetta ai Comuni d'Italia. Ci tengo però a fare questa riflessione: secondo me, occorre impegnare maggiormente il Governo, in vista di quella che è la Legge di Stabilità e lo "sblocca crediti", a dar corso a quelli che sono gli investimenti che la stessa Legge di Stabilità dovrebbe prevedere, riferendomi in maniera particolare alle grandi città (per esempio, alle Metropolitane e non solo). Concludo il mio intervento (che voleva essere semplicemente un ringraziamento per il lavoro fatto dal Sindaco in qualità di Presidente dell'ANCI), ma sottolineo che credo che ci sia la necessità, per esempio, di affrontare per la prima volta un nuovo Bilancio con i nuovi criteri di armonizzazione finanziaria (mi riferisco ai residui attivi). Il mio invito, dai banchi dell'opposizione, a questa Amministrazione è di procedere sempre con il rigore che in questi anni è stato raggiunto in buona parte, ma che invitiamo ancora a perseguire come via maestra per arrivare, come ogni volta facciamo, alla chiusura dei Bilanci stessi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Per quanto riguarda la questione Torino, aspettiamo che l'Assessore Passoni venga ad illustrarci i dati in Commissione, in modo che si possa essere più precisi; vorrei, però, approfittare di questa occasione per dire al Sindaco, in qualità di Presidente dell'ANCI e quindi in grado di interloquire con il Governo, alcune delle nostre preoccupazioni. Continuo a ribadire che è necessario prestare attenzione alla Cassa Depositi e Prestiti. Il fatto di abbassare i tassi della Cassa Depositi e Prestiti sui mutui erogati dalla stessa è un rischio che si abbina - lo dico ancora una volta - al fatto che, in questo momento, stiamo usando il tesoretto della Cassa Depositi e Prestiti, che è molto elevato e che dipende in gran parte dai piccoli risparmiatori, per fare operazioni finanziarie o immobiliari. Nella sostanza, signor Sindaco, stiamo usando il tesoretto della Cassa Depositi e Prestiti per acquisire immobili, per fare mutui e quindi, probabilmente, per traslare - è la mia preoccupazione, naturalmente - questo tipo di tesoretto che abbiamo in Cassa Depositi e Prestiti sulle spalle di chi verrà più avanti; queste spalle sono, purtroppo, quelle dei piccoli risparmiatori. È questa la mia grande preoccupazione, anche se la mia voce è piccola rispetto al contesto nazionale. Il fatto di abbassare gli interessi dei mutui erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti mi preoccupa ancora di più. Lo segnalo perché è qualcosa che dico da tempo e, probabilmente, non è solo la mia preoccupazione, per cui voglio comunque ricordarlo. Un altro aspetto che voglio sottolineare riguarda il fatto simpatico che lei ha detto che c'erano numerose persone presenti alla riunione con il Presidente del Consiglio e probabilmente è perché, indirettamente, si aspettano tutti che lui dica la verità e speriamo che sia così, perché, altrimenti, saremmo in braghe di tela. Ricordiamo al Presidente del Consiglio che, se vuole chiudere i Comuni - lo dico al Presidente della I Commissione, Consigliere Altamura - o le Città Metropolitane, ci sta riuscendo. Se questo è il suo intento, ce lo dica con franchezza, così almeno ci prepariamo, perché il fatto di proseguire nella direzione che ha intrapreso il Presidente del Consiglio credo che presuma oggettivamente un accentramento di poteri, che è completamente l'opposto di tutto un impianto a cui, per 20 anni, abbiamo lavorato, cioè il decentramento (dalla Bassanini in poi, fino alla devolution ed al federalismo fiscale, che avevamo abbozzato nel 2011). Quindi, è bene che il Presidente del Consiglio ci dica esattamente dove vuole andare, perché le Città Metropolitane ed i Comuni italiani così non vanno da nessuna parte, soprattutto la Città Metropolitana di Torino, di cui ho l'onore di far parte. Ricordiamo a Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, che l'articolo n. 118 della Costituzione prevede che le funzioni siano tutte trasferite ai Comuni o alle Città Metropolitane, quindi questo articolo o è cambiato o, comunque, bisogna tenerne conto. Forse, all'interno del ragionamento è utile ricordarglielo. Faccio ancora presente una questione - mi rivolgo al Sindaco -, che riguarda un aspetto importante relativo alle nostre pensioni, alle pensioni dei cittadini. Ricordo sempre che le pensioni sono legate al PIL di questo Stato. Se il PIL decresce, le nostre pensioni saranno più povere; se il PIL sale, le nostre pensioni saranno più ricche. Se questo dato non viene tenuto in considerazione, Sindaco, credo che tra qualche anno, o anche soltanto tra un decennio, ci ritroveremo tutti ad avere pensioni ridicole, visto come sta andando il Prodotto Interno Lordo in questi anni. Quindi, credo sia il caso che il Presidente del Consiglio non si balocchi troppo tra uno 0,7 e uno 0,4, il quantitative easing e tutto queste cose, ma cerchi di dire realmente la verità a quei poveri pensionati, tra i quali ci saremo anche noi, che avremo una pensione da fame, e che ponga dei correttivi perlomeno sulla questione del PIL, perché - ricordo - al PIL è legata anche la nostra pensione del futuro. Dico ancora due cose rapidissime. Mi ha stupito il suo intervento a Porta a Porta, perché non ho capito per quale motivo lei abbia difeso con grande forza l'idea che la tassazione sugli immobili non fosse aumentata in questi anni. Non riesco a capire il perché di questo ragionamento, se vuole poi ce lo spiega. Innanzitutto, Vespa ha presentato le slide e l'impressione di coloro che sono nel settore e anche dei cittadini che comprano le case è quella che l'IMU sulla seconda casa ci stia costringendo a vendere le seconde case, che sono un patrimonio dei nostri nonni e dei nostri genitori. Allora, volevo capire perché lei abbia difeso questo tipo di idea. Anche tra amici abbiamo discusso di questo, rispetto al fatto che il Sindaco di Torino difendesse questo aspetto, mentre invece Vespa dicesse il contrario e io stesso dicevo che, secondo me, da 9 miliardi che era con Berlusconi ai 40 di oggi, secondo i miei dati, la tassazione sugli immobili è molto aumentata. L'ultima cosa, questa la dico per Torino, è che, secondo i dati che noi abbiamo, ma anche secondo le dichiarazioni di esponenti della maggioranza, il Settore della cultura continua a non pagare le difficoltà di Bilancio della Città di Torino. Allora, in questo senso, aspetteremo l'Assessore Passoni in Commissione per capire se questo sia il trend. Vuol dire che, all'interno di questi tagli che succedono sulla Città di Torino, la Cultura o paga pochissimo o non paga e va più a carico... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate, allora dico la fonte... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Tronzano, si rivolga alla Presidenza. TRONZANO Andrea Dico la fonte: l'ha detto l'Assessore Passoni in I Commissione. Perdonatemi, non volevo fare il nome, ma mi costringete; l'Assessore Passoni ha detto che la Cultura continua a non pagare e continuano a pagare, invece, il Settore assistenza e altri settori. Questo è quello che dice lui in I Commissione. Chiedo scusa, non volevo fare il cognome in Aula, ma, siccome non è una spifferata - io non leggo "Lo Spiffero" -, volevo far presente questo aspetto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Invito i Colleghi, gentilmente, a non fare il coro durante mentre interviene un Collega. La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Eviterò, Consigliere Tronzano, di commentare "Lo Spiffero". Concordo sul fatto che la discussione nella Commissione abbia riguardato alcuni punti della presentazione del Bilancio, che però, come lei ha detto, l'Assessore Passoni si riserva di illustrare compiutamente nelle Commissioni già da mercoledì, visto che il percorso che abbiamo condiviso sarà l'approvazione del nostro Consuntivo 2014 e l'inizio della discussione sul Bilancio Previsionale del 2015. Lei ha già citato anche alcune cifre; ricordo anche io, a nome del gruppo del Partito Democratico, come le preoccupazioni paventate dall'Assessore Passoni rispetto ai 150 milioni del possibile disallineamento sul Previsionale 2015 abbiano effettivamente creato molta preoccupazione. Dalle parole che abbiamo ascoltato dal Sindaco e, soprattutto, dagli interventi che sono stati fatti, in particolare non solo per le barricate alzate in difesa di tutti i Comuni, se è vero che sugli aspetti legati a IMU/TASI e sui limiti, quindi sui massimali, 6‰ piuttosto che il 3‰, c'è stata una divergenza e si è a lungo disquisito nella discussione che è stata fatta proprio da Vespa a Porta a Porta, sugli aspetti legati alla discussione più generale, il Sindaco ha tenuto una posizione estremamente chiara e condivisa da tutti i suoi Colleghi in collegamento, tra l'altro - ricordo - Colleghi di centrodestra. Quindi, solo sulla tassazione degli immobili c'è stata una divergenza rispetto a questo punto, visto che ho ascoltato con molta attenzione quella discussione che riguardava proprio il Bilancio. È altrettanto vero che, invece, la trattativa messa in piedi con il Governo fa sperare che le proposte avanzate dal Sindaco, in quanto Presidente Nazionale dell'ANCI, a favore dei Comuni, che - ricordiamolo - impattano sulla spesa pubblica e sul debito pubblico per il 5%, per il 7%, è evidentemente un percorso che è iniziato adesso. Il mantenimento di quel limite, unito ai 625 milioni, unito alla ridiscussione ovviamente dei vincoli legati non solamente al tasso di interesse della Cassa Depositi e Prestiti, ma direi anche a forti lacciuoli che ancora - questo è ovviamente un invito al Sindaco - bloccano quel minimo sviluppo che può essere possibile legato alla rigidità del Patto di Stabilità, che è uno dei punti su cui i Comuni effettivamente oggi stanno pagando il prezzo maggiore. L'impegno che ha preso il Sindaco in Aula mi sembra sia stato chiaro. Forse, la caduta di stile in tutta questa vicenda è stata quella del Presidente del Consiglio rispetto alla battuta sulla Provincia di Torino che aveva sforato il Patto di Stabilità, probabilmente dovrebbe informarsi bene dal suo Collega Delrio rispetto anche a tante altre ex Province e attuali Città Metropolitane. Rispetto al tema Napoli, Firenze e Roma, in particolare Napoli e Roma, e direi anche Milano, negli anni hanno avuto trattamenti particolarmente di favore da tutti i Governi. Lei me ne è testimone, questa è una discussione che abbiamo più volte fatto, mentre la Città di Torino da questo punto di vista non ha mai potuto usufruire di leggi speciali. Quindi, auguriamoci che l'impegno che il Presidente del Consiglio deve mantenere con il Sindaco Fassino, Presidente dell'ANCI, ci porti in quella direzione. La discussione sarà ancora lunga, quindi probabilmente potremmo anche avere qualche sorpresa, anche se io mi auguro di no. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ringrazio il Sindaco Fassino per averci aggiornato sulla situazione della discussione fra i Comuni da lui rappresentati e il Governo nazionale. Devo dire che registro il tono del suo intervento, che è un tono sostanzialmente più positivo, che alleggerisce probabilmente le sue dichiarazioni della scorsa settimana, che avevano poi portato al confronto con il Governo e non posso ovviamente che ringraziarlo di aver provato almeno a prendere le parti dei Comuni italiani, per la rappresentanza che ha in capo alla Presidenza dell'ANCI. Devo dire, però, dall'altra parte che non mi è chiaro come invece siano superate le preoccupazioni relative agli obblighi che precedentemente il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria poneva in capo alla Città di Torino. Per capirci, quelli che venivano richiamati poco fa anche dal Consigliere Altamura, i famosi 150 milioni circa di tagli che ci sarebbero in capo a un Bilancio che cuba circa 1 miliardo e 300 milioni e che, se abbiamo capito bene dagli spifferi aperti dell'incontro che c'è stato tra l'Assessore Passoni e il Gruppo consiliare del Partito Democratico, sarebbero sì riducibili a 130 milioni, ma comunque si tratterebbe sempre di 130 milioni e cioè il 10% del Bilancio oggi disponibile. Riteniamo, quindi, che sia una cifra cospicua, per certi versi molto preoccupante e, siccome stiamo parlando di soldi che stiamo già spendendo, perché siamo nel 2015, riterremmo opportuno accelerare, Consigliere Altamura, quanto più possibile un confronto formale all'interno delle sedi proprie del Consiglio Comunale per capire che cosa ne sarà del Bilancio della Città di Torino e per evitare la situazione dello scorso anno: la spiacevole contingenza di finire a panino fra un Bilancio che è troppo presto per discuterlo, ma non è troppo presto per approvarlo, il cosiddetto Bilancio tecnico di settembre-ottobre, e invece l'aggiustamento che facemmo a novembre che era troppo tardi per discuterlo, ma non era troppo tardi per approvarlo, cioè quello che subimmo a novembre del 2014. Invece, io riterrei che sia urgente trasformare le cose che ha detto oggi il Sindaco in una discussione consiliare che ci permetta di capire come l'Esecutivo spenda i soldi a tutt'oggi, se risponda al vero o se sia invece soltanto un'illazione giornalistica il fatto che si sia preferito Torino Capitale Europea dello Sport rispetto all'infanzia e alle politiche sociali, cosa che mi stupirebbe perché non appartiene alla cultura del centrosinistra e della gestione della nostra Città, o se, come appunto dice "Lo Spiffero" oggi... Ma non lo voglio citare, perché sarebbe un errore. Invece, credo che sia non solo diritto ma dovere di questo Consiglio Comunale capire come sta andando e dove sta andando la gestione del nostro Ente. Per certi versi - con questo concludo - condivido la preoccupazione sulla gestione della Cassa Depositi e Prestiti in senso generale che sta avvenendo nel Paese e anche su questo mi piacerebbe una volta avere la possibilità di avere un confronto con il Sindaco Fassino anche per il suo ruolo di Consigliere di Amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti. Credo che, da un lato, la Cassa sia una straordinaria opportunità di finanza pubblica, ancorché giustamente remunerata, trattandosi di correntismo postale, di avere una leva per lo sviluppo; dall'altra parte, mi chiedo se le ultime operazioni, in particolare quelle immobiliari, faccio per esempio riferimento a quella che ha investito la Città di Torino e che ha riguardato la dismissione del Demanio militare, rappresentino efficacemente ed effettivamente la possibilità migliore per rispondere, da un punto di vista pubblico, alla grave crisi sociale che colpisce le nostre società e anche la Città di Torino e, dal punto di vista della Cassa Depositi e Prestiti, per valorizzare quello che è, sì, un patrimonio pubblico, ma che rimane un correntismo privato fatto da parte dei milioni di italiani che hanno deciso di investire i loro soldi nelle Poste e telegrafonici. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sicuramente è un dibattito interessante, però condivido molte note di ansia emerse in interventi non solo dei Colleghi dell'opposizione, ma anche della maggioranza rispetto poi alla correttezza definitiva di quelli che sono i messaggi che arrivano dal Governo. Cioè, riassumendo, non vorrei che poi un domani ci trovassimo a commentare su Twitter un hashtag "FassinoStaiSereno". Ancora troppe volte, anche successivamente a queste ipotetiche rassicurazioni (che, poi, confrontate con un taglio di 130-150 milioni di Euro, tanto rassicuranti non sarebbero), il leitmotiv di questo Governo - se non sbaglio, nelle ultime ore, di sicuro negli ultimi giorni - è sempre stato quello, da toni veramente da campagna elettorale, di indicare come unica fonte di sperpero pubblico le Amministrazioni locali, senza aver mai neanche osato mettere in discussione vagamente le guarentigie intoccabili dei Ministeri e delle Amministrazioni centrali. Mi chiedo: chi, se non le Amministrazioni locali (che stanno subendo delle mazzate paurose prive di precedenti e che poi sono quelle a diretto contatto con la cittadinanza, che giustamente protesta per i tagli dei servizi anche essenziali e collegati a dei diritti fondamentali sanciti anche costituzionalmente), dovrebbe puntare il dito contro quei principati, che sono le Amministrazioni centrali e mettere in discussione una volta per tutte i loro sprechi di funzionamento? Esistono dei regimi di strutturalità del Governo centrale, in tutte le sue varie articolazioni, che gridano vendetta al cielo e a questa Aula, così come a quelle tante sale comunali dove magari con qualità più alta, oggi magari di meno, ci sono ancora degli amministratori che tentano di dare delle risposte concrete ai propri concittadini. Questo, Sindaco, è un punto strettamente politico, che - se lei avrà mai il coraggio di portare avanti fino alla fine - avrà, nella massima onestà intellettuale che ci ha sempre contraddistinto in questi frangenti, il massimo sostegno anche delle forze di opposizione, se c'è condivisione e se c'è un ritorno positivo per la Città. Quando io, poi, leggo i vari articoli che affermano l'esistenza di un tesoretto ancora da quantificare, su cui adesso tutti giocano a lanciare l'asticella più in alto sul possibile riutilizzo, e quando vedo che il Governo già annuncia la volontà di utilizzare questo tesoretto raccolto con estremi sacrifici e tagli anche di servizi, ma anche con bastonate fiscali prive di precedenti (l'IMU agricola magari interessa poco Torino, però è davvero l'ennesima vergogna), la vera domanda è: possibile che, se il Governo dice di voler destinare questo tesoretto alle pensioni minime, o al sostegno alla povertà, si passi a un messaggio in cui si tagliano i servizi delle Amministrazioni decentrate, che sono dei diritti, e li si restituisce come cortesia del Governo centrale? Cortesia che poi diventa clientelarismo ed elemosina e si passa da un diritto costituzionale, quindi, ad una carità di Stato. A questo, numeri alla mano, il Sindaco Fassino, come Presidente dell'ANCI, deve dire no, perché, oggettivamente, non può essere tutto limitato - di questo poi se ne accorgerà anche dai toni un po' irridenti di certi media, periodici e quotidiani - al fatto che tutto sembri sempre una sorta di baruffa interna al PD, risultato di controversie rispetto ad alcuni strapuntini ottenuti o non ottenuti, presenti o futuri. Spazzi via qualunque ambiguità o qualunque possibile mala voce, che, peraltro, non arriva dall'opposizione, bensì dagli stessi media, con una sfida politica a questo Esecutivo, perché non sono i singoli numeri a spaventarci, o, meglio, quelli ci spaventano, ma l'impostazione politica di fondo che ho testé riassunto a indignarci profondamente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Intervengo brevemente. Non ripeto le cose che ho detto prima, però devo precisare due questioni. La prima riguarda la Cassa Depositi e Prestiti. La Cassa Depositi e Prestiti è stata istituita, a suo tempo, per essere lo strumento di finanziamento degli Enti Locali. Non è che se le si chiede di avere una politica di sostegno agli Enti Locali la si devia dalla sua missione di istituto, perché la missione di istituto è quella. In questi anni, la Cassa Depositi e Prestiti è cresciuta molto, è gestita secondo criteri di mercato e di managerialità di impresa, tant'è vero che ha chiuso il Bilancio 2014 con un arricchimento significativo dei propri assi patrimoniali e un andamento economico più che soddisfacente. Quindi, credo che sia legittimo che, avendo come missione quella di sostenere gli Enti Locali, si chieda una politica di tassi di interesse sui mutui che sia quantomeno in linea con i tassi di interesse che altre banche praticano, visto che oggi siamo a tassi superiori a quelli dei normali istituti bancari che non hanno per compito di istituto quello che ha la Cassa Depositi e Prestiti. La Cassa Depositi e Prestiti ha fatto una serie di operazioni di acquisizioni immobiliari, sia di immobili statali sia di immobili locali, che, intanto, sono a Patrimonio, quindi, come tali, arricchiscono, e, secondo, la Cassa Depositi e Prestiti questi immobili li reimmette sul mercato, non li tiene per sé, con un'operazione che liquidi e renda solvibili questi beni patrimoniali che sono stati acquisiti per alleviare Stato ed Enti locali, ma che sono destinati ad essere messi sul mercato in ragione tale che Cassa Depositi e Prestiti torni nella disponibilità dei valori corrispondenti. Sulla questione del Bilancio, vorrei che ci fosse equilibrio. Capisco che, avvicinandosi la campagna elettorale, c'è la tentazione di mettersi a fare numeri, però noi non siamo ancora ad oggi a conoscenza, per esempio, di tutte le poste di Bilancio che sono nelle voci "entrate". Esempio: acquisito, con l'incontro con il Presidente del Consiglio, che il fondo sui 625 milioni sarà reistituito, come verrà reistituito e quale sarà il riparto per i Comuni non lo sappiamo ancora, cominceremo a discuterne mercoledì. Quanto comporti per il Bilancio del Comune di Torino non lo sappiamo ancora. Quindi, quella cifra che l'Assessore Passoni ha enunciato - dicendo che, allo stato attuale, c'è un delta di 150 milioni - è allo stato attuale, non è il saldo. Anche l'anno scorso, quando abbiamo cominciato a fare il Bilancio, c'era un delta che poi via via abbiamo colmato e vale anche adesso. La difficoltà sta nel fatto che non tutte le poste in entrata sono oggi note e conosciute e quindi è evidente che, mentre sono note le uscite, non sono note ancora tutte le entrate, quindi c'è un delta. Dopodiché, come abbiamo fatto tutti gli anni, lavoreremo per creare le condizioni per realizzare l'equilibrio di Bilancio; mi sembra del tutto evidente. Proseguiremo in una politica che, in presenza di una riduzione di risorse pubbliche, non rinunci però agli obiettivi di investimento nei vari settori, ricorrendo ad un allargamento delle risorse private che si uniscano a quelle pubbliche. Questa è una strategia che abbiamo perseguito ogni anno e lo faremo anche quest'anno, proprio perché non vogliamo ridurre l'offerta. Quindi, discuteremo e ragioneremo, ma il Bilancio è obiettivamente un'operazione in progress che stiamo costruendo alla luce del fatto che non tutte le poste di Bilancio, su cui noi possiamo valere per garantirci l'equilibrio, oggi sono ancora note. Penso sia evidente che siamo in un contesto nel quale le finanze pubbliche degli Enti Locali sono in tensione, non lo scopriamo oggi, sono anni che è così e anche quest'anno noi saremo chiamati a fare un Bilancio in una condizione di tensione, ma l'obiettivo che noi ci proponiamo è quello di garantire l'equilibrio di Bilancio. Segnalo una cosa: c'è un tema molto difficile da discutere, perché ha una tecnicalità molto complessa, ma quel tema c'è. Da quest'anno, è entrato in vigore il nuovo sistema di contabilità, molto complicato, che ha reso più rigida la redazione dei Bilanci. Si può apprezzare adesso l'operazione fatta negli ultimi due anni di portare tutta la spesa della cultura dal conto capitale alla spesa corrente, perché, con le nuove regole di contabilità, da quest'anno non potremo finanziarla con il conto capitale come si poteva fare prima, per fare un esempio, e così altre cose. Quindi, la redazione del Bilancio è resa più complessa quest'anno, perché il nuovo sistema di contabilità, che va verso l'equivalenza competenza-cassa, che dovrà valere definitivamente a partire dal 2016 con il superamento del Patto di Stabilità (perché, evidentemente, se hai l'equivalenza di competenza-cassa sta lì il vincolo), rende più rigida la redazione del Bilancio. Quindi, una maggiore difficoltà nel definire il Bilancio quest'anno non è data soltanto dalla dimensione dei flussi, ma è data anche dal fatto che il quadro delle regole è assai più complesso e più rigido e ti obbliga a tener conto di vincoli che fino all'anno scorso non c'erano o erano meno rigidi e che oggi lo sono. Detto questo, è ovvio che stiamo lavorando, a partire dall'Assessore Passoni, dando tutte le informazioni necessarie per arrivare entro il 31 maggio a presentare il Bilancio e a presentarlo secondo i criteri di equilibrio. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Sindaco. |