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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Aprile 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 30

Comunicazioni del Sindaco su: "Incontro con la delegazione dei rappresentanti dei tassisti".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Sono giunte due richieste di comunicazioni analoghe, la prima da parte del
Consigliere Marrone e la seconda del Consigliere Ambrogio sull'incontro con i
tassisti.
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Innanzitutto, Presidente, mi unisco alla condanna unanime di questo Consiglio nei
confronti delle gravi affermazioni fatte contro una giornalista de "la Stampa".
Con il Sindaco e l'Assessore Mangone abbiamo incontrato poco fa una delegazione
dei tassisti e li abbiamo ascoltati. Abbiamo esposto loro un ventaglio di possibilità
che stiamo valutando per aiutare la categoria a contrastare il fenomeno
dell'abusivismo. Questo fenomeno non si contrasta solamente con la repressione nei
confronti degli autisti di Uber, ma ampliando il ventaglio di possibilità promozionali,
di offerte, anche in ordine, per esempio, agli stalli che la Città può aiutare a
pubblicizzare.
Questi rappresentanti si sono dimostrati molto propositivi, quindi domani li
incontreremo per ascoltare meglio e nel dettaglio queste proposte che valuteremo con
attenzione nei prossimi giorni. Si è parlato quindi della possibilità di aumentare gli
stalli a disposizione dei taxi, per esempio, in prossimità dei musei, davanti alla
Galleria d'Arte Moderna, piuttosto che vicino al Museo Egizio, dove ormai il picco
giornaliero di visitatori aumenta di giorno in giorno.
Si è parlato della possibilità di pubblicizzare meglio l'app dei tassisti, sulla falsariga
di quello che fa anche Uber; si è parlato della possibilità di adire a una sorta di taxi
collettivo, quindi di iniziare un tavolo nell'ambito anche della Città Metropolitana
per poter cambiare anche il regolamento ed, eventualmente, poter inserire la
possibilità del carpooling o del taxi collettivo.
Nei prossimi giorni vaglieremo tecnicamente tutte queste possibilità, che crediamo
utili, accanto al contrasto dell'abusivismo e quindi, come ho già detto anche a loro,
non possiamo perseguire l'app, possiamo perseguire gli autisti e continueremo a
farlo; accanto a questo, però, offriamo anche la possibilità per i tassisti di ampliare le
loro prospettive in ordine al lavoro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Sono un po' perplesso dopo questa relazione. Ringrazio l'Assessore per averci voluto
aggiornare, però sembrano quasi delle misure, per carità tutte giustissime, ma di aiuto
alla categoria taxi nella concorrenza con Uber, quando invece, se partiamo
dall'assunto che ritengo essere condiviso da tutti, almeno questo mi ricordo dei
precedenti dibattiti, cioè che Uber è abusivo, non bisogna ragionare su come i taxi
possono lavorare meglio di Uber, bisogna impedire che lavori Uber perché è abusivo:
mi sembra una cosa abbastanza logica.
Come eravamo rimasti in questa Sala Rossa? Che a seguito di diverse votazioni in
Consiglio Comunale, l'Amministrazione Comunale ed il Sindaco Fassino
attendessero chiarimenti, più operativi che altro, dal Governo. Sono passati, penso di
poter dire, ormai dei mesi, di sicuro più di uno, e di chiarimenti non ne sono arrivati,
anzi il Ministro che li doveva dare non c'è più e invece Uber c'è ancora, perché
evidentemente nel centrosinistra si fa così.
Ora, qual è il punto? A fronte di un evento come l'Ostensione della Sindone, che
vedrà accorrere giorno per giorno masse intere di persone, di turisti e di pellegrini da
tutte le parti del mondo, l'idea non dovrebbe essere di dire ai tassisti come possiamo
aiutarli a lavorare meglio rispetto ai vantaggi di Uber, dovrebbe essere la garanzia
dell'applicazione della legalità e della repressione dell'abusivismo.
A me piacerebbe sentire numeri sul perché Torino ha un livello di sequestri così
basso, da quello che abbiamo visto sui giornali, rispetto alle altre metropoli italiane.
Questa Amministrazione Comunale ha un piano di incremento delle operazioni di
Polizia Municipale nel periodo dell'Ostensione per la repressione dell'abusivismo,
Uber ha già annunciato di incrementare gli investimenti operativi in quel periodo per
fare maggiori profitti: bisogna dare un segnale preciso, dicendo a chi lavora
onestamente, pagando le licenze e assumendosi tutti gli oneri dell'esercizio legale di
una professione, che con gli abusivi non ci stiamo, li reprimeremo e li fermeremo.
Questo credo sia quello non tanto che si aspettano i tassisti, ma che in realtà è
l'obbligo di qualunque Amministrazione Comunale di qualsiasi colore dire e fare.
Aggiungo solo un elemento: la nostra preoccupazione sul contrasto di un simile
fenomeno operativamente funzionante ed efficace prima della Sindone è anche in
altre sedi una preoccupazione condivisa.
La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale del Piemonte, che di sicuro
non ha al momento un Presidente di Fratelli d'Italia, all'unanimità ha dato una corsia
veloce, che è la Commissione Legislativa, che quindi pone direttamente in Aula il
provvedimento, le proposte di legge mia e degli alleati del centrodestra, per andare a
dare alla Regione lo strumento di blocco sull'app. Finché però ciò non avverrà, e mi
auguro che ci sia una certa celerità da parte del centrosinistra, dopo che queste
proposte di legge sono già state approvate dal CAL, quindi dal Consiglio che
rappresenta le Autonomie Locali presso il Consiglio della Regione Piemonte, alla
luce di questa manifestazione, di questa disperazione, anche della tensione che c'è e
che non può mai autorizzare comportamenti lesivi della dignità delle persone, che
siano giornalisti o meno, uomini e donne, ma che di sicuro è palpabile,
un'Amministrazione matura dà dei segnali chiari di rassicurazione e li deve dare su
base di elementi certi.
Spero che magari in una replica finale l'Assessore Tedesco o il Sindaco Fassino
dicano che durante l'Ostensione della Sindone avremo "x" volanti che gireranno, "x"
operazioni di rintraccio dei driver abusivi, "x" operazioni di repressione contrasto
dell'abusivismo: questo è quello che tutti noi ci aspettiamo da loro.
L'impressione, e concludo, Presidente, è che si vada ad attendere le sentenze del
Giudice di Pace. Posto che, in realtà, adesso stanno arrivando, paradossalmente,
anche quelle che hanno confermato rassicurano, ma anche quelle che hanno
contestato i provvedimenti di sequestro, come è successo a Genova, in realtà, si
limitavano a richiamare formalmente un'errata contestazione che andava da parte
della Polizia Municipale nella direzione dei taxi e non degli NCC, intesi come
articoli richiamati dalla contestazione, ma sono formalismi.
Nel merito, in questo Paese - grazie al cielo - anche la giurisprudenza sta
confermando che l'abusivismo non è ammissibile e non lo è se si tratta del vu
comprà con gli accendini, ma non lo è nemmeno - e lasciatelo dire a uno di destra -
se è una multinazionale con la testa in California e soprattutto con il portafogli in
California e i driver invece sfruttati e disoccupati qui a Torino, in Italia. Quindi,
guardate, non solo un'amministrazione, ma una forza di sinistra deve tutelare il
lavoro, dateci i dati e le garanzie su questa tutela.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Ringrazio, ovviamente, per aver concesso le comunicazioni, però continua ad esserci
una posizione ambigua, lo dicevamo mesi fa e continua ad essere così, nel senso che
questa Amministrazione in Aula ribadisce l'illegalità del servizio Uber, ci dice che è
un servizio abusivo, però poi le risposte che in realtà si danno alla categoria ufficiale,
che è quella dei tassisti, l'unica che deve esistere e che ha titolo per esistere, non
sono consequenziali. Prima l'Assessore faceva anche riferimento per esempio nel
piccolo, che però sono provvedimenti che questa Amministrazione potrebbe prendere
con una certa facilità, anche per gli spazi messi a disposizione.
Ho presentato un'interpellanza sugli spazi di stazionamento dei taxi a Porta Susa, che
comunque è una stazione importante della nostra Città, dove non c'è, non esiste un
cartello che indichi dov'è lo stazionamento taxi e quando si esce dalle porte
principali non ci sono stazionamenti, non ci sono fermate, cioè vedi le persone che
escono con i bagagli alla ricerca di una macchina, di un taxi e che cosa succede? Che
in questo modo aiutiamo gli illegali, perché loro si presentano tutti davanti con i
mezzi, appena sanno che arrivano treni importanti, per cui c'è un'uscita di persone
consistente, si piazzano davanti all'uscita, senza avere la scritta taxi e aspettano i
clienti. Questo è anche un modo semplice, però non è stata fatta una postazione, uno
stazionamento e in qualche modo si favorisce la presenza degli illegali.
Nelle settimane scorse abbiamo assistito ad uno sciopero annunciato in questa Città
da parte dei lavoratori GTT; anche qui Uber lancia il servizio di trasporto gratuito per
chiunque chiami: noi qui non facciamo nulla, non diciamo nulla.
Vorrei anche sapere la ragione per la quale non sia possibile, per esempio, oscurare il
sito di Uber, vorrei saperne tecnicamente le ragioni, perché noi ce la mettiamo tutta e
devo dire che collaboriamo in questo senso nel segnalare anche a questa
Amministrazione tutte le forme di illegalità, laddove si fanno delle collaborazioni
con locali che mettono a repentaglio la vita e l'attività e il lavoro della categoria
ufficiale, l'unica che dovrebbe esistere. In questo senso, vorrei avere delle risposte e
basta nasconderci dietro a vuoti normativi che non esistono.
L'ultimo appello lo faccio all'Assessore Mangone, che adesso non c'è, c'è
l'Assessore Tedesco, c'è il Sindaco, c'è il Presidente di questo Consiglio e il
Presidente Ventura, perché i tassisti chiedono di essere ricevuti in Commissione da
mesi. Il 23 novembre scorso il Presidente Ventura ha dichiarato che avrebbe ricevuto
in Commissione sia i rappresentanti di Uber che i rappresentanti dei tassisti, Uber è
stato ricevuto e i tassisti no.
Ogni settimana in Commissione riceviamo rappresentanti, o persone illustri,
personaggi che ci parlano di sharing economy e che sostengono queste nuove
applicazioni che continuano a presentare comunque forme di irregolarità e illegalità.
Quindi mi appello anche al Presidente Ventura perché convochi al più presto una
Commissione congiunta con il Presidente Carretta, invitando i rappresentanti dei
tassisti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Approfitto solo per aggiungere due o tre cose. La prima è chiedere al signor Sindaco
di attestare, così come all'Assessore Tedesco, la bontà di questa manifestazione che
si è svolta oggi, nel senso che è stata pacifica, non ci sono stati scontri di nessun
genere, perché ho visto i prodromi da parte del Capogruppo Paolino di un tentativo di
iniziare ad attaccare la categoria a seguito di alcuni insulti, peraltro singoli, che tutti
noi abbiamo condannato nei confronti di una giornalista.
Quindi, signor Sindaco, faccio un appello a lei perché questa è stata una
manifestazione assolutamente pacifica, che non deve incidere sulla legittimità della
protesta della categoria.
In secondo luogo, è giusto dare misure di sostegno, Assessore, la questione degli
stalli è importante, direi anche determinante, se vogliamo, per il buon andamento dei
lavoratori di questa categoria e, pertanto, tutto ciò che viene è sicuramente
importante e utile, quindi bene avete fatto. Se loro sono soddisfatti, se loro hanno
fatto le proposte è perché probabilmente sentono la necessità di avere da voi qualche
tipo di risposta in questo senso.
Credo, però, che la loro prima preoccupazione, signor Sindaco e signori Assessori,
sia quella di avere certezze sulla illegalità dell'applicazione di Uber. Ricordo che a
Milano, dai dati che sono in mio possesso, sono stati sequestrati circa 80 mezzi in
due anni. Quindi, 80 mezzi sequestrati significa un'attenzione… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Sono un tentativo di azione di contrasto rispetto a un
fenomeno che a Milano la Polizia Municipale ritiene illegale, quindi non vedo perché
anche a Torino non si possa iniziare un'attività di questo genere, che credo
aiuterebbe ad evitare due cose fondamentali.
La prima, dal punto di vista umano e morale, è l'esasperazione dei lavoratori che
hanno oggettive difficoltà in questo mercato difficile, in questa crisi difficile, e
quindi gli uomini di sinistra che rappresentano la Città oggi e che sono al governo
credo che dovrebbero farsi carico dell'esasperazione dei cittadini e non dire che
stanno sbagliando o che Uber è legale, quando l'Assessore stesso ha detto che non lo
è.
La seconda è contrastare l'abusivismo, che sicuramente è un'esigenza più da questa
parte dei banchi della Sala Rossa, però è chiaro che anche l'abusivismo è un
fenomeno in crescita anche nei taxi, ma non solo di Uber, anche quei taxi che
vediamo a Porta Palazzo o da altre parti, come diceva prima il Consigliere
Ambrogio.
Poi ricordo a tutti che i tassisti non votano tutti a destra, questa è una battaglia di
principio, è una battaglia di libertà. Essere liberali significa essere all'interno di una
cornice, cioè bisogna stabilire delle regole e all'interno di quelle il mercato si batte,
si arricchisce, si impoverisce, ma perlomeno uno sa con quali regole sta giocando,
altrimenti, se non esistono, c'è la deregolamentazione, cosa che sicuramente non ci
appartiene, c'è il liberismo che è una cosa che sicuramente non ci appartiene.
Vedo sorridere sotto i baffi il Consigliere Trombotto, ma è così, noi siamo per
l'economia sociale di mercato, si legga pure la Carta dei Valori di Forza Italia, quindi
è inutile sorridere, ma è proprio così. Essere liberisti non significa essere di Forza
Italia, essere liberali significa essere all'interno di Forza Italia, ma con regole molto
precise.
Anche gli articoli che leggo ogni tanto dei liberali che dicono che Uber fa bene al
mercato, certo che fa bene al mercato, nel momento in cui è regolamentato sia dal
punto di vista fiscale sia dal punto di vista regolamentare, perché altrimenti diventa
una cosa all'interno di qualcos'altro che già esiste, ma che per loro non vale. Questo
non significa essere liberali.
Pertanto io le chiedo, Assessore, di intervenire presso il Governo affinché faccia
chiarezza il più presto possibile su questa vicenda e di tutelare dal punto di vista
umano l'esasperazione di questi tassisti, perché realmente hanno grandi difficoltà che
forse dando dei segnali sia come li avete dati voi oggi, rispondendo ad alcune
questioni pratiche, sia come chiediamo noi da questi banchi da tempo su Uber,
potrebbero essere mitigate e garantire loro un lavoro un po' più sereno.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Da una Città che tollera i parcheggiatori abusivi davanti agli ospedali, da una Città
che tollera i venditori abusivi sotto i portici di piazza Castello - e chi avesse fatto ieri
una passeggiata in centro poteva vederli -, da una Città che tollera un servizio taxi
abusivo non è che ci si potesse aspettare tanto di più, ovvero saranno sei mesi che
continuiamo a parlare dello stesso argomento e da sempre la risposta è che non si può
solamente fare repressione. Quello però è un sistema, perché Torino che guarda al
2015, Torino che si immagina con questo nuovo piano decennale, che cerca di andare
avanti, è già indietro di sei mesi rispetto a tante altre città, penso a Milano, Bologna,
Roma, che hanno già fatto qualcosa, sono già intervenute in questa materia. Milano
ha fatto una ottantina di sequestri, a Bologna i numeri sono quasi gli stessi, a Roma
Uber non esiste più.
Signor Sindaco, lei che non è soltanto Sindaco dei torinesi, ma è anche Presidente di
tutti i Sindaci, quasi come fosse un Sindaco d'Italia, dato che adesso il Ministro dei
Trasporti fa anche parte del suo Partito e con cui il dialogo dovrebbe essere più
semplice, dovrebbe andare da lui come Presidente dell'ANCI e fare oscurare
l'applicazione come è stato fatto in Francia, Germania e Spagna, perché fa il bene dei
suoi cittadini. In questa maniera non tollera più l'abusivismo.
Oggi non intervenire in maniera forte, con la carica che lei ha, vuol dire fregarsene,
vuol dire non guardare in faccia la realtà perché le persone qua fuori sono disperate.
Sono persone che stanno perdendo giorno dopo giorno il lavoro e, probabilmente,
non sarà qualche azione repressiva, che oggi siamo fermi sotto la decina, a cambiare
le sorti di questa multinazionale che ha già deciso di implementare, come diceva
prima il Consigliere Marrone, nel periodo della Sindone il lavoro sulla città.
Quindi, anziché fare annunci, anziché pensare al futuro, anziché guardare avanti,
guardiamo ad oggi, dove ci sono famiglie messe in difficoltà da una multinazionale
che qua non lascia niente. Quindi, signor Sindaco, faccia qualcosa e faccia in fretta
perché le persone sono davvero al limite.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ventura.

VENTURA Giovanni
Pregherei solo i Consiglieri, prima di sollevare delle accuse, che, come diceva anche
qualche altro Consigliere, sono pesanti e rimangono, sarebbe meglio leggere gli
ordini del giorno quando si va in Commissione a discutere.
La convocazione di Uber è stata fatta per una Commissione congiunta di II più III,
richiesta in Aula dai Consiglieri. A me ad oggi nessun tassista e nessun Consigliere
mi ha fatto richiesta di audizione, quindi non potete accusare nessuno di non aver
svolto il proprio lavoro, non potete accusare nessuno.
Quando voi avete chiesto in Aula per tre volte comunicazioni su Uber e avete chiesto
l'audizione di Uber, non avete chiesto di sentire nessun tassista. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO) Tutti avete chiesto l'audizione di Uber.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, non interrompiamo.

VENTURA Giovanni
Che venisse ricevuta l'avete chiesto voi ed è stata mandata in Commissione. Allora
oggi recepisco la volontà di sentire i tassisti e, per quanto mi riguarda, saranno
convocati come sempre è stato fatto per tutte le Commissioni quando un Consigliere
mi ha chiesto di audire qualche persona. Ad oggi non ho nessuna richiesta di
convocazione per l'audizione dei tassisti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Oggettivamente ritengo che la vicenda di Uber non possiamo risolverla né noi qui a
Torino né questo pomeriggio, ma sicuramente coinvolge un pezzo di città
importante, che sono i lavoratori del servizio pubblico di taxi. Lo dico chiaramente,
Consigliere Ambrogio, non possiamo essere noi della Città ad oscurare i siti, perché
non siamo la Magistratura, non abbiamo questa competenza e meno male. Se si
ritiene vengano perpetrati reati attraverso questo sito, è bene che qualcuno faccia un
esposto alla Procura. A me non pare che sia stato mai, ad oggi, oscurato né in Italia
né in altri Paesi d'Europa, sicuramente.
Detto questo, è possibile che ci siano dei reati lì dietro, o una istigazione a compiere
degli atti che sono contrari. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) No, ma non
può farlo sicuramente l'Amministrazione Comunale. L'oscuramento di un sito è un
atto tipico della Magistratura. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La
segnalazione può farla qualsiasi cittadino. Se lei ritiene che sia una vergogna fa un
esposto-denuncia alla Procura della Repubblica in corso Vittorio e un PM
sicuramente le risponde se è un sito da oscurare o meno, dopo aver fatto fare
un'indagine di Polizia Postale, che ne verifica i requisiti.
Detto questo, devo anche dire che i sequestri che si stanno compiendo non solo a
Torino, a Milano, ne parlava il Consigliere Tronzano, sono un po' pochi: 80 in due
anni, quindi 40 all'anno. Noi in tre mesi siamo a 11, ho verificato questa mattina con
le prime udienze fissate per la settimana prossima, nelle quali capiremo cosa diranno
i giudici alle prime impugnazioni, le sanzioni, le ammende, il sequestro dell'auto e il
ritiro della patente.
C'è un'attenzione importante su questo perché ci sono stati in nemmeno tre mesi 11
sequestri e si tratta di un'attività di individuazione non semplice, ne abbiamo anche
un esempio giornalistico. I conducenti di Uber non si avvicinano direttamente al
luogo dove avvengono i grandi eventi, perché sanno benissimo che potrebbero essere
beccati dai tassisti, per cui è molto difficile intercettarli, lo si può fare solo attraverso
un'indagine vera con la persona a bordo, dove ci sia stato il pagamento e tutta una
serie di questioni importanti.
Nel dire che, ovviamente, sono dalla parte della legalità sempre, anche al di là delle
strumentalizzazioni politiche, a me non interessa sapere se qui sotto ci sono tassisti di
destra, di sinistra o di centro, sono dei lavoratori. Ce ne saranno di sicuro che votano
il centrosinistra, il centrodestra, non mi interessa, pagano l'INAIL, pagano l'INPS,
pagano le tasse comunali, hanno una licenza che gli consente di condurre il loro taxi
e, da quando fortunatamente dal 2001 questa licenza è vendibile, lo Stato ogni volta
che c'è una compravendita perde circa 35.000,00 Euro di tasse, che non è una cosa
da poco, ma è anche la liquidazione di questi signori, per cui anche questo è un
aspetto che va tutelato.
È evidente che non sono contrario a priori a valutare, come fanno molti, il fatto che il
mondo sta cambiando e che c'è una domanda diversa di mobilità, però a leggi vigenti
- e su questo mi trovo in parte a concordare con quanto diceva il Consigliere Marrone
- questo non è consentito.
Per cui fa bene la Polizia Municipale, mi auguro che ci siano controlli più intensi,
anche perché ci possono essere i primi casi di sinistri gravi o mortali da una parte e/o
violenze nei confronti di qualcuno, e/o accertamenti del fatto che questi autisti non
hanno nessun tipo di controllo circa i tempi di guida, per quanto guideranno ancora,
che cosa fanno, mentre invece sono obbligatori i controlli di un nucleo di Polizia
Municipale ad hoc per i tassisti. Con lo 0,1 di alcolemia nel sangue viene ritirata la
licenza, non si transige giustamente sul trasporto pubblico e così dobbiamo tutelare i
cittadini anche da parte di chi in modo un po' "spontaneo", tra virgolette, decide di
fare un'attività che, invece, deve avere coscienza e conoscenza di un mezzo, di un
tipo di percorso, di che cosa si sta facendo e soprattutto non aver lavorato
eventualmente dodici ore di giorno e poi fare la notte per arrotondare, perché questo
rischia di diventare un pericolo per l'incolumità pubblica e personale sia di chi guida
che di chi viene trasportato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Mentre sto provando a capire da settimane il merito della questione, che è
sicuramente delicato, che tira in ballo la vita reale di alcune persone, come quelle che
sono qui sotto, devo dire che faccio sempre più fatica a capire la modalità, la
metodologia che viene applicata in particolare da parte di alcuni del segmento dei
tassisti. Lungi da me il voler fare quello dai guanti bianchi, quello che si scandalizza,
però devo dire che trovo toni e soprattutto atteggiamenti che non mi convincono fino
in fondo.
È innegabile che il mondo stia cambiando e si faccia complicato e duro per una
classe media, a volte medio povera che aveva provato ad accumulare un patrimonio,
basta vedere la situazione dei giornalisti, la situazione dei farmacisti. Ve li ricordate
quelli che avevano acquistato le videoteche? Affittavano film e poi, a un certo punto,
dalla sera alla mattina è arrivato lo streaming e nel giro di uno o due anni quelle
persone si sono trovate senza un'attività economica e spesso anche in grandissima
difficoltà.
Questo non vuol dire che si possa giustificare qualunque cosa, ma non si può far finta
che non ci siano esigenze nuove.
In questo mi sembra ci sia un po' l'atteggiamento, soprattutto da parte di alcune forze
di opposizione in questa Aula, di chi indica con il dito la luna, ma si fissa sul dito
anche perché quel dito è interessato per certi versi.
Allora, credo che il vero punto sia il cambio del modello trasportistico di questa
Città, il diritto sia di chi ne è stato parte fino ad oggi, ma anche dei tanti, dei
moltissimi che vorrebbero immaginare una mobilità diversa e magari la possibilità di
ragionare al di fuori degli schemi, per provare ad evitare di mettere gli uni contro gli
altri.
Mi autodenuncio: ho preso Uber qualche giorno fa, volevo capire, volevo provare ad
indagare, sono stato caricato da un signore sui 63-64 anni che ha guadagnato per la
corsa 7,00 Euro, l'ho fatto chiamare da una persona perché non avevo l'applicazione.
Questo signore mi ha raccontato di come lui, gestore di un albergo, si è trovato a un
certo punto in mezzo a una strada perché non gli è stata rinnovata la concessione e
persona, diciamo, avanti nell'età, aspettando di arrivare alla pensione, aveva appena
acquistato la macchina e ha trovato quella come unica forma per patrimonializzare e
arrivare alla pensione.
Penso sia giusto che una società straniera registrata in un altro Paese sfrutti il signor
Guglielmo contro i tassisti qui sotto? La risposta è certamente no.
Possiamo semplicemente girarci dall'altra parte e fare di volta in volta i tifosi degli
uni o dell'altro schieramento? Credo altrettanto, penso non sia accettabile.
Pensiamo di poter assistere a scene per cui il signor Guglielmo viene assalito dai
signori qui sotto o magari in futuro, perché no, il panettiere aggredisce la signora
araba che vende illegalmente il pane al mercato, il venditore di vestiti aggredisce il
marocchino che vende le cinture illegalmente lì davanti, perché se il modello è
questo, lì finiremo.
Allora penso che inevitabilmente a noi sta il compito di provare ad immaginare una
città differente partendo da questo. Per esempio, se ci sono delle persone che hanno il
diritto a spostarsi e sono diversamente abili e non siamo più in grado di garantire con
i nostri Bilanci il loro diritto e, diciamo la verità, anche chi sta qui sotto non è che
abbia fatto sforzi straordinari per provare ad andargli incontro, non troverei
scandaloso immaginare un Uber sociale gestito dal Politecnico di Torino, piuttosto
che da altri soggetti, in un modello di community per rispondere a quel diritto che
considero prevalente.
E non considererei altrettanto scandaloso che, per esempio, tutte le nuove licenze,
chiaramente in una forma diversa, perché la licenza secondo me ci deve essere,
vadano mano a mano ad indennizzare chi oggi le ha quelle licenze. Sarebbero tutti
d'accordo i soggetti qui sotto? Mi risulta che alcuni Comuni abbiano provato a farlo,
vogliamo dirci la verità che non sempre la compravendita di queste licenze, che non
è legale in tutte le forme, lo ricordava bene qualcuno, è stata fatta a nero e non in
maniera dichiarata, allora forse abbiamo qualche problema in più.
Vorrei fare un invito a tutte le parti di mettere in campo la ragionevolezza, senza fare
il tifo per una società della globalizzazione, credo di essere insospettabile da questo
punto di vista, ma che ci mette un dito negli occhi, ci ricorda che la nostra Città è
cambiata e che noi abbiamo il compito di governare questo cambiamento.
Questo vale anche per chi in questo momento sta manifestando. Se chi oggi sta
manifestando ci chiede un'interlocuzione per governare questo cambiamento, penso
che sia ben accetto; se invece chi sta oggi manifestando ci chiede semplicemente la
conservazione di uno stato di fatto che, ormai, l'utilizzo di un sistema trasportistico
dice che non è più accettabile, bene, allora credo che questo non abbia futuro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
A me spiace che questa discussione finisca spesso per essere una discussione di parti,
di tifosi delle due parti.
Riflettendo su quanto avviene anche nell'opinione pubblica, a me capita molto
spesso di discutere di Uber on line e sui social network e anche lì sostanzialmente ci
sono i tifosi, i tassisti da una parte e buona parte del resto della società che dice di
voler andare in giro su una specie di taxi pagandolo meno, perché poi la richiesta
della gente, più o meno condita da commenti su caste, corporazioni e cose varie, è
quella. Io ho un bel daffare a cercare di far capire quali sono i termini veri della
questione, che purtroppo spesso anche i media non sono riusciti a far passare molto
chiaramente, cioè il fatto che, al di là di quanto possiamo ritenere giusto o sbagliato,
esistono delle leggi, almeno io ho letto le leggi del Codice della Strada e mi pare che
sia palese che in questo momento è illegale un servizio di trasporto come quello di
Uber e quindi i tassisti in questo momento hanno tutto il diritto di pretendere che le
istituzioni siano attive nel far rispettare queste leggi. Su questo effettivamente la
Città potrebbe provare a fare qualcosa di più, perché mi sembra che, nonostante gli
sforzi, i risultati pratici siano stati deludenti.
Quello che volevo dire è che questo discorso, impostato su chi difende i tassisti a
spada tratta, pensando forse di ottenere dei voti dai tassisti, chi invece difende gli
altri per motivi di calcolo elettorale, secondo me non è utile perché, alla fine, non
credo che sia giusto che la politica guardi a chi vincerà le cause e a cosa dirà la
Legge. Credo che la politica dovrà prendere in mano la situazione e decidere una
nuova regolamentazione del settore, cosa che però non può fare il Consiglio
Comunale di Torino, ma dovrebbe fare il nostro Governo nazionale.
In particolare, sarebbe forse ora che dopo sei mesi i partiti di governo, invece di
limitarsi a ricevere i tassisti, ricevere Uber e dire che gli piace tanto Uber, gli
piacciono tanto i tassisti, facessero qualcosa di utile e facessero una nuova
regolamentazione che permetta però, se vogliamo, sicuramente di non fermare il
progresso ed anche la possibilità di nuove forme di economia della condivisione e
così via, però a parità di garanzie per l'utente e del tipo di concorrenza nei confronti
di chi fa già questo mestiere.
Tra l'altro segnalo che in questa vicenda forse quelli che nessuno rappresenta, perché
pensa siano forse quelli messi meglio, non lo sono, sono gli autisti Uber che, in
realtà, se uno va a vedere come funziona questo servizio, sono altrettanto sfruttati dei
tassisti che, eventualmente, dovranno abbassare ancora le tariffe, perché il tassista
Uber guida una macchina senza garanzie, è vero che non gli viene chiesto niente, ma
di fatto non gli viene neanche dato un granché e non si rende conto, probabilmente,
che i soldi che riceve sembrano allettanti, perché sembra un rimborso chilometrico
fruttuoso, eccetera, però togliendo poi il 20% che dà ad Uber e tenendo conto di
quello che costerà e di cui se ne renderanno conto dopo la manutenzione dell'auto, il
cambio dell'auto e così via, alla fine veramente sono gli autisti Uber che si stanno
indebitando per far fare i soldi a Uber.
Anche nel calcolo del prezzo vero, il prezzo di Uber dovrà salire, ma non perché c'è
una casta, una corporazione che si deve difendere, ma perché il prezzo vero del
servizio non è quello che sta facendo in questo momento Uber, ancora di più se ci
vogliamo mettere sopra una multinazionale, o un intermediario che vuole guadagnare
il suo 20% e quindi questo si aggiunge ai costi.
Queste però sono considerazioni che dovrebbe prendere in mano qualcuno al
Governo nazionale, al Ministero dei Trasporti, per produrre, in tempi rapidi, una
regolamentazione che evidenzi tutti questi effetti e ponga fine a questo Far West. Da
una parte ci sono i tassisti, spesso sbagliando - anzi, quasi sempre, purtroppo - queste
modalità di protesta, con cui si rendono antipaticissimi da soli e non capiscono che
così portano solo acqua ad Uber, dall'altra parte ci sono gli autisti, che cercano di
fare il servizio e, in mezzo, c'è questa società americana che svolge il suo mestiere,
la società per affari, e, probabilmente, in Italia lo fa meglio che altrove, perché, forse,
in Italia non siamo così bravi come da altre parti a far rispettare le nostre Leggi e ad
adeguare le nostre Leggi al tempo che cambia.
Questo è l'invito che mi sento di rivolgere al Sindaco, come Presidente dell'ANCI:
sollecitare un intervento legislativo a livello nazionale, perché è l'unico modo che ci
può portare veramente fuori da questa situazione, che è spiacevole per tutti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Sono un po' lento, ci ho impiegato quasi quattro anni, però, alla fine, ho capito qual è
l'obiettivo di questa Amministrazione, cioè - a parte far fare le pagliacciate al
Consigliere Viale - legalizzare l'abusivismo, ma non a casaccio, quello organizzato,
che ha alle spalle dei centri forti di potere, delle multinazionali, o delle associazioni
amiche, che gestiscono tutto un certo tipo di commercio e di attività. Dico questo
perché, adesso, tutti avete esaurito l'argomento Uber, siete stati tutti molto chiari:
esiste una multinazionale e fa quello che vuole, qui fa la fame e là incassa, e questo
glielo permettiamo e nessuno si oppone. Sono stato al suk tre settimane fa: pane
venduto in mezzo alla strada, falci, aratri, qualunque tipo di oggetto contundente - ed
arrugginito - che potrebbe anche ferire e far male, attrezzi da cantiere, che qualcuno
sta piangendo, erano lì, in bella vista, in vendita, ma non si fa niente e non si dice,
perché non ho visto nessuno che controllava. Non parliamo di rom ed altri. Non
ultimo - ringrazio il Sindaco che sta uscendo, ma ha ragione, perché sarà molto più
importante di quello che potrò dire io -, venerdì mattina (ve lo dico, così lo sapete)
mi sono permesso di mandare all'Assessore e a qualcun altro, via e-mail, il manifesto
del Gabrio in cui si annunciava che la sera lì ci sarebbe stato un concerto, chiedendo,
visto che stavolta sono arrivato per tempo e non dopo, di fare qualcosa. Non sono
stato neanche degnato di un "vaffa". Potevano dirmi di farmi i fatti miei oppure di
non preoccuparmi - come fanno sempre -, perché sarebbero intervenuti, invece non
sono stato neanche degnato di un "vaffa".
È chiaro e finalmente, dopo 4 anni, l'ho capito: l'obiettivo finale di questa
Amministrazione è riuscire, nel più breve tempo possibile (e quindi, immagino, entro
l'anno), a legalizzare tutto ciò che è abusivo, ma, attenzione, lo ripeto, non mi
riferisco all'abusivo del poveraccio, ma all'abusivo controllato. Ribadisco che si
tratta dell'abusivo controllato da multinazionali (e, quindi, da poteri economici
importanti), piuttosto che da associazioni amiche, cioè tutto ciò che fa catino, tutto
ciò che può sostenere un partito o un'Amministrazione che zoppica di suo - perché,
poi, ha bisogno di essere sostenuta da questi poteri forti - porta finalmente alla
legalizzazione.
Ringrazio per le mancate risposte e per questo atteggiamento, ma, attenzione, perché
è ormai da qualche settimana che, finalmente, sento - e non capitava più da tanto
tempo - la gente abbastanza arrabbiata. Non arrabbiata come i tassisti qui sotto, che
possono avere più o meno ragione e possono essere più o meno arroganti, si tratta di
gente comune, che, fino all'altro ieri, vi ha votato perché ha creduto in voi, ma non
aveva ancora capito il meccanismo per cui la gente non viene considerata se non ha
dei poteri alle spalle che contano per aiutarvi e sostenervi. Quindi, fate attenzione,
perché, secondo me, a questo giro la gente è veramente arrabbiata in generale, in
quanto è stufa di essere presa in giro con delle parole che finiscono dove iniziano gli
interessi; finisce il pensiero per la gente dove iniziano gli interessi forti, quelli di
potere, che a voi sono molto cari.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Dopo l'intervento del Consigliere Carbonero, gli auguro di aspettare ancora per altri
20 anni che cambi il giro, perché sono 20 anni che sento dire che la gente è stufa e
che la prossima volta cambierà il giro.
Anche loro hanno governato altre città e non mi sembra che Roma o Milano abbiano
meno abusivismo o che i loro centri sociali abbiano fatto meno di quello che fanno a
Torino.
Detto questo, per tornare sul punto dei tassisti, credo che, almeno tra di noi,
bisognerebbe cominciare a correggere alcune osservazioni che non sono esatte. Una
delle più comuni, che ho sentito anche oggi ed è il motivo per cui intervengo, è
quella che la licenza è la liquidazione; questo non è vero in alcuna attività
professionale. Questa è una cosa che i tassisti hanno capito in questi mesi di
discussione: la licenza è qualcosa che permette di svolgere un'attività. Quando poi
verrà restituita o verrà venduta, il prezzo dipenderà dal momento in cui questo
accadrà. Se uno compra un ristorante sotto al Comune e paga la licenza un tot, quel
prezzo non sarà garantito tra 20 o 30 anni, quando la rivenderà; si sposta il Comune,
crolla il prezzo e quella licenza varrà molto meno. Questo vale per tutte le attività
commerciali, compresa una questione come quella dei taxi, per i quali le licenze in
origine sono state date dal Comune, tanto è vero che le polemiche sono iniziate con
Bersani, che voleva tentare la liberalizzazione dei taxi, che poi è finita come
sappiamo. Se c'è una cosa su cui oggi l'Italia deve riflettere, senza mettere in dubbio
o in crisi gli interessi dei tassisti come categoria, è andare verso una maggiore
liberalizzazione del settore, che permetta un abbassamento delle tariffe e formule più
ampie, fatti che in Italia non sono permessi, se non nell'affitto delle auto. A Roma,
Uber non c'è, perché, quando qualcuno di noi viene invitato a congressi o convegni o
da ditte che pagano la macchina, la macchina che viene a prenderti all'aeroporto non
è quasi mai un taxi, ma un'auto a noleggio. Quindi, la categoria… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Ho detto legale, dopodiché vuol dire che la categoria sta
cambiando.
Credo che su questo occorrerà che tutti facciano una riflessione e che si autorizzino
nuove forme di trasporto o noleggio. Peraltro, il Car sharing è già una concorrenza ai
tassisti ed è una concorrenza, in qualche modo, anche sleale, così come altri tipi di
iniziative. Una cosa che mi ha colpito, grazie ai pochi tassisti che conosco, è il modo
in cui, oggi, la categoria è più consapevole e come la categoria veda certamente in
modo favorevole ma con un certo distacco gli ultras, che, poi, vengono qui davanti e,
con il supporto di altri ragazzotti, urlano slogan e fanno un po' di cagnara, tanto per
fare. La categoria, di per sé, è molto più responsabile e sa che le cose cambiano poco
a poco.
Se dobbiamo proporre tutta la questione soltanto sul garantire il valore delle licenze,
questo è qualcosa che vedrà chiunque sempre in difficoltà, perché non è possibile che
una categoria abbia un tot fisso; peraltro, il settore commerciale è andato verso la
liberalizzazione delle licenze ed è abbastanza naturale e normale che questo accada
anche per i taxi.
Termino qui il mio intervento, ma so che la discussione verrà ripresa più volte, non
finirà qui. Speravo che, non avendo più il Comune la Commissione Taxi, i
Consiglieri Comunali fossero meno coinvolti nella questione e vorrei ricordare che,
quando abbiamo ascoltato Uber in Commissione, il rappresentante dei tassisti era
presente ed è intervenuto. Era presente, ha preso appunti, ha interloquito ed è
intervenuto, quindi non è vero che non si è parlato dei tassisti. Si è parlato, sì,
informalmente, ma anche quasi formalmente, in Commissione, consentendogli di
intervenire in quella sede ed il Consigliere Ventura, che presiede la Commissione,
annuisce, perché lo ricorda anche lui.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, la parola, per la replica, all'Assessore
Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Interverrò brevemente, perché, come è già accaduto la volta scorsa, anche in questo
caso, evidentemente, non sono stata chiara nel corso del mio primo intervento. Non
c'è alcuna ambiguità nell'atteggiamento dell'Amministrazione. Continuo a ripetere
che noi consideriamo illegale l'app Uber Pop, ma non abbiamo alcuna possibilità di
perseguire l'app, per cui noi contrastiamo gli autisti di Uber Pop. Qui non c'è alcuna
ambiguità: l'abbiamo fatto e continuiamo a farlo.
Non si possono paragonare i nostri numeri con quelli di altre città, soprattutto con
Milano, perché, a Milano, Uber Pop è sbarcata due anni fa; sono stati 80 o 82 (per la
precisione) i sequestri, però - lo ripeto - tutti dissequestrati, e, quindi, sono 80 o 82
gli autisti che sono stati denunciati riferibili a quel periodo di tempo. I nostri
sequestri partono invece da novembre, cioè da quando Uber Pop è sbarcata a Torino.
Non stiamo aspettando l'esito dei ricorsi al Giudice di Pace per decidere come
intervenire, noi continuiamo ad intervenire sulla base di quello che ho detto prima,
cioè consideriamo Uber Pop illegale e, poi, gli esiti del ricorso ci potranno
certamente dare delle indicazioni su come eventualmente tarare o modificare la
nostra attività sanzionatoria. Questa è l'unica cosa che posso dire riguardo all'esito
dei ricorsi al Giudice di Pace.
Inoltre, non abbiamo neanche cercato di barattare una repressione più moderata con
l'offerta di pubblicizzare meglio l'attività dei tassisti; ho detto semplicemente che
non basta reprimere: accanto alla repressione e all'attività sanzionatoria, noi offriamo
alla categoria delle possibilità per migliorare la loro attività e per aumentare i numeri
della loro attività. Questo è quello che, assieme a loro, esamineremo nei prossimi
giorni.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Dichiaro terminate le comunicazioni.

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