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PORCINO Giovanni (Presidente) Sono giunte due richieste di comunicazioni analoghe, la prima da parte del Consigliere Marrone e la seconda del Consigliere Ambrogio sull'incontro con i tassisti. La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Innanzitutto, Presidente, mi unisco alla condanna unanime di questo Consiglio nei confronti delle gravi affermazioni fatte contro una giornalista de "la Stampa". Con il Sindaco e l'Assessore Mangone abbiamo incontrato poco fa una delegazione dei tassisti e li abbiamo ascoltati. Abbiamo esposto loro un ventaglio di possibilità che stiamo valutando per aiutare la categoria a contrastare il fenomeno dell'abusivismo. Questo fenomeno non si contrasta solamente con la repressione nei confronti degli autisti di Uber, ma ampliando il ventaglio di possibilità promozionali, di offerte, anche in ordine, per esempio, agli stalli che la Città può aiutare a pubblicizzare. Questi rappresentanti si sono dimostrati molto propositivi, quindi domani li incontreremo per ascoltare meglio e nel dettaglio queste proposte che valuteremo con attenzione nei prossimi giorni. Si è parlato quindi della possibilità di aumentare gli stalli a disposizione dei taxi, per esempio, in prossimità dei musei, davanti alla Galleria d'Arte Moderna, piuttosto che vicino al Museo Egizio, dove ormai il picco giornaliero di visitatori aumenta di giorno in giorno. Si è parlato della possibilità di pubblicizzare meglio l'app dei tassisti, sulla falsariga di quello che fa anche Uber; si è parlato della possibilità di adire a una sorta di taxi collettivo, quindi di iniziare un tavolo nell'ambito anche della Città Metropolitana per poter cambiare anche il regolamento ed, eventualmente, poter inserire la possibilità del carpooling o del taxi collettivo. Nei prossimi giorni vaglieremo tecnicamente tutte queste possibilità, che crediamo utili, accanto al contrasto dell'abusivismo e quindi, come ho già detto anche a loro, non possiamo perseguire l'app, possiamo perseguire gli autisti e continueremo a farlo; accanto a questo, però, offriamo anche la possibilità per i tassisti di ampliare le loro prospettive in ordine al lavoro. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sono un po' perplesso dopo questa relazione. Ringrazio l'Assessore per averci voluto aggiornare, però sembrano quasi delle misure, per carità tutte giustissime, ma di aiuto alla categoria taxi nella concorrenza con Uber, quando invece, se partiamo dall'assunto che ritengo essere condiviso da tutti, almeno questo mi ricordo dei precedenti dibattiti, cioè che Uber è abusivo, non bisogna ragionare su come i taxi possono lavorare meglio di Uber, bisogna impedire che lavori Uber perché è abusivo: mi sembra una cosa abbastanza logica. Come eravamo rimasti in questa Sala Rossa? Che a seguito di diverse votazioni in Consiglio Comunale, l'Amministrazione Comunale ed il Sindaco Fassino attendessero chiarimenti, più operativi che altro, dal Governo. Sono passati, penso di poter dire, ormai dei mesi, di sicuro più di uno, e di chiarimenti non ne sono arrivati, anzi il Ministro che li doveva dare non c'è più e invece Uber c'è ancora, perché evidentemente nel centrosinistra si fa così. Ora, qual è il punto? A fronte di un evento come l'Ostensione della Sindone, che vedrà accorrere giorno per giorno masse intere di persone, di turisti e di pellegrini da tutte le parti del mondo, l'idea non dovrebbe essere di dire ai tassisti come possiamo aiutarli a lavorare meglio rispetto ai vantaggi di Uber, dovrebbe essere la garanzia dell'applicazione della legalità e della repressione dell'abusivismo. A me piacerebbe sentire numeri sul perché Torino ha un livello di sequestri così basso, da quello che abbiamo visto sui giornali, rispetto alle altre metropoli italiane. Questa Amministrazione Comunale ha un piano di incremento delle operazioni di Polizia Municipale nel periodo dell'Ostensione per la repressione dell'abusivismo, Uber ha già annunciato di incrementare gli investimenti operativi in quel periodo per fare maggiori profitti: bisogna dare un segnale preciso, dicendo a chi lavora onestamente, pagando le licenze e assumendosi tutti gli oneri dell'esercizio legale di una professione, che con gli abusivi non ci stiamo, li reprimeremo e li fermeremo. Questo credo sia quello non tanto che si aspettano i tassisti, ma che in realtà è l'obbligo di qualunque Amministrazione Comunale di qualsiasi colore dire e fare. Aggiungo solo un elemento: la nostra preoccupazione sul contrasto di un simile fenomeno operativamente funzionante ed efficace prima della Sindone è anche in altre sedi una preoccupazione condivisa. La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale del Piemonte, che di sicuro non ha al momento un Presidente di Fratelli d'Italia, all'unanimità ha dato una corsia veloce, che è la Commissione Legislativa, che quindi pone direttamente in Aula il provvedimento, le proposte di legge mia e degli alleati del centrodestra, per andare a dare alla Regione lo strumento di blocco sull'app. Finché però ciò non avverrà, e mi auguro che ci sia una certa celerità da parte del centrosinistra, dopo che queste proposte di legge sono già state approvate dal CAL, quindi dal Consiglio che rappresenta le Autonomie Locali presso il Consiglio della Regione Piemonte, alla luce di questa manifestazione, di questa disperazione, anche della tensione che c'è e che non può mai autorizzare comportamenti lesivi della dignità delle persone, che siano giornalisti o meno, uomini e donne, ma che di sicuro è palpabile, un'Amministrazione matura dà dei segnali chiari di rassicurazione e li deve dare su base di elementi certi. Spero che magari in una replica finale l'Assessore Tedesco o il Sindaco Fassino dicano che durante l'Ostensione della Sindone avremo "x" volanti che gireranno, "x" operazioni di rintraccio dei driver abusivi, "x" operazioni di repressione contrasto dell'abusivismo: questo è quello che tutti noi ci aspettiamo da loro. L'impressione, e concludo, Presidente, è che si vada ad attendere le sentenze del Giudice di Pace. Posto che, in realtà, adesso stanno arrivando, paradossalmente, anche quelle che hanno confermato rassicurano, ma anche quelle che hanno contestato i provvedimenti di sequestro, come è successo a Genova, in realtà, si limitavano a richiamare formalmente un'errata contestazione che andava da parte della Polizia Municipale nella direzione dei taxi e non degli NCC, intesi come articoli richiamati dalla contestazione, ma sono formalismi. Nel merito, in questo Paese - grazie al cielo - anche la giurisprudenza sta confermando che l'abusivismo non è ammissibile e non lo è se si tratta del vu comprà con gli accendini, ma non lo è nemmeno - e lasciatelo dire a uno di destra - se è una multinazionale con la testa in California e soprattutto con il portafogli in California e i driver invece sfruttati e disoccupati qui a Torino, in Italia. Quindi, guardate, non solo un'amministrazione, ma una forza di sinistra deve tutelare il lavoro, dateci i dati e le garanzie su questa tutela. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Ringrazio, ovviamente, per aver concesso le comunicazioni, però continua ad esserci una posizione ambigua, lo dicevamo mesi fa e continua ad essere così, nel senso che questa Amministrazione in Aula ribadisce l'illegalità del servizio Uber, ci dice che è un servizio abusivo, però poi le risposte che in realtà si danno alla categoria ufficiale, che è quella dei tassisti, l'unica che deve esistere e che ha titolo per esistere, non sono consequenziali. Prima l'Assessore faceva anche riferimento per esempio nel piccolo, che però sono provvedimenti che questa Amministrazione potrebbe prendere con una certa facilità, anche per gli spazi messi a disposizione. Ho presentato un'interpellanza sugli spazi di stazionamento dei taxi a Porta Susa, che comunque è una stazione importante della nostra Città, dove non c'è, non esiste un cartello che indichi dov'è lo stazionamento taxi e quando si esce dalle porte principali non ci sono stazionamenti, non ci sono fermate, cioè vedi le persone che escono con i bagagli alla ricerca di una macchina, di un taxi e che cosa succede? Che in questo modo aiutiamo gli illegali, perché loro si presentano tutti davanti con i mezzi, appena sanno che arrivano treni importanti, per cui c'è un'uscita di persone consistente, si piazzano davanti all'uscita, senza avere la scritta taxi e aspettano i clienti. Questo è anche un modo semplice, però non è stata fatta una postazione, uno stazionamento e in qualche modo si favorisce la presenza degli illegali. Nelle settimane scorse abbiamo assistito ad uno sciopero annunciato in questa Città da parte dei lavoratori GTT; anche qui Uber lancia il servizio di trasporto gratuito per chiunque chiami: noi qui non facciamo nulla, non diciamo nulla. Vorrei anche sapere la ragione per la quale non sia possibile, per esempio, oscurare il sito di Uber, vorrei saperne tecnicamente le ragioni, perché noi ce la mettiamo tutta e devo dire che collaboriamo in questo senso nel segnalare anche a questa Amministrazione tutte le forme di illegalità, laddove si fanno delle collaborazioni con locali che mettono a repentaglio la vita e l'attività e il lavoro della categoria ufficiale, l'unica che dovrebbe esistere. In questo senso, vorrei avere delle risposte e basta nasconderci dietro a vuoti normativi che non esistono. L'ultimo appello lo faccio all'Assessore Mangone, che adesso non c'è, c'è l'Assessore Tedesco, c'è il Sindaco, c'è il Presidente di questo Consiglio e il Presidente Ventura, perché i tassisti chiedono di essere ricevuti in Commissione da mesi. Il 23 novembre scorso il Presidente Ventura ha dichiarato che avrebbe ricevuto in Commissione sia i rappresentanti di Uber che i rappresentanti dei tassisti, Uber è stato ricevuto e i tassisti no. Ogni settimana in Commissione riceviamo rappresentanti, o persone illustri, personaggi che ci parlano di sharing economy e che sostengono queste nuove applicazioni che continuano a presentare comunque forme di irregolarità e illegalità. Quindi mi appello anche al Presidente Ventura perché convochi al più presto una Commissione congiunta con il Presidente Carretta, invitando i rappresentanti dei tassisti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Approfitto solo per aggiungere due o tre cose. La prima è chiedere al signor Sindaco di attestare, così come all'Assessore Tedesco, la bontà di questa manifestazione che si è svolta oggi, nel senso che è stata pacifica, non ci sono stati scontri di nessun genere, perché ho visto i prodromi da parte del Capogruppo Paolino di un tentativo di iniziare ad attaccare la categoria a seguito di alcuni insulti, peraltro singoli, che tutti noi abbiamo condannato nei confronti di una giornalista. Quindi, signor Sindaco, faccio un appello a lei perché questa è stata una manifestazione assolutamente pacifica, che non deve incidere sulla legittimità della protesta della categoria. In secondo luogo, è giusto dare misure di sostegno, Assessore, la questione degli stalli è importante, direi anche determinante, se vogliamo, per il buon andamento dei lavoratori di questa categoria e, pertanto, tutto ciò che viene è sicuramente importante e utile, quindi bene avete fatto. Se loro sono soddisfatti, se loro hanno fatto le proposte è perché probabilmente sentono la necessità di avere da voi qualche tipo di risposta in questo senso. Credo, però, che la loro prima preoccupazione, signor Sindaco e signori Assessori, sia quella di avere certezze sulla illegalità dell'applicazione di Uber. Ricordo che a Milano, dai dati che sono in mio possesso, sono stati sequestrati circa 80 mezzi in due anni. Quindi, 80 mezzi sequestrati significa un'attenzione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono un tentativo di azione di contrasto rispetto a un fenomeno che a Milano la Polizia Municipale ritiene illegale, quindi non vedo perché anche a Torino non si possa iniziare un'attività di questo genere, che credo aiuterebbe ad evitare due cose fondamentali. La prima, dal punto di vista umano e morale, è l'esasperazione dei lavoratori che hanno oggettive difficoltà in questo mercato difficile, in questa crisi difficile, e quindi gli uomini di sinistra che rappresentano la Città oggi e che sono al governo credo che dovrebbero farsi carico dell'esasperazione dei cittadini e non dire che stanno sbagliando o che Uber è legale, quando l'Assessore stesso ha detto che non lo è. La seconda è contrastare l'abusivismo, che sicuramente è un'esigenza più da questa parte dei banchi della Sala Rossa, però è chiaro che anche l'abusivismo è un fenomeno in crescita anche nei taxi, ma non solo di Uber, anche quei taxi che vediamo a Porta Palazzo o da altre parti, come diceva prima il Consigliere Ambrogio. Poi ricordo a tutti che i tassisti non votano tutti a destra, questa è una battaglia di principio, è una battaglia di libertà. Essere liberali significa essere all'interno di una cornice, cioè bisogna stabilire delle regole e all'interno di quelle il mercato si batte, si arricchisce, si impoverisce, ma perlomeno uno sa con quali regole sta giocando, altrimenti, se non esistono, c'è la deregolamentazione, cosa che sicuramente non ci appartiene, c'è il liberismo che è una cosa che sicuramente non ci appartiene. Vedo sorridere sotto i baffi il Consigliere Trombotto, ma è così, noi siamo per l'economia sociale di mercato, si legga pure la Carta dei Valori di Forza Italia, quindi è inutile sorridere, ma è proprio così. Essere liberisti non significa essere di Forza Italia, essere liberali significa essere all'interno di Forza Italia, ma con regole molto precise. Anche gli articoli che leggo ogni tanto dei liberali che dicono che Uber fa bene al mercato, certo che fa bene al mercato, nel momento in cui è regolamentato sia dal punto di vista fiscale sia dal punto di vista regolamentare, perché altrimenti diventa una cosa all'interno di qualcos'altro che già esiste, ma che per loro non vale. Questo non significa essere liberali. Pertanto io le chiedo, Assessore, di intervenire presso il Governo affinché faccia chiarezza il più presto possibile su questa vicenda e di tutelare dal punto di vista umano l'esasperazione di questi tassisti, perché realmente hanno grandi difficoltà che forse dando dei segnali sia come li avete dati voi oggi, rispondendo ad alcune questioni pratiche, sia come chiediamo noi da questi banchi da tempo su Uber, potrebbero essere mitigate e garantire loro un lavoro un po' più sereno. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Da una Città che tollera i parcheggiatori abusivi davanti agli ospedali, da una Città che tollera i venditori abusivi sotto i portici di piazza Castello - e chi avesse fatto ieri una passeggiata in centro poteva vederli -, da una Città che tollera un servizio taxi abusivo non è che ci si potesse aspettare tanto di più, ovvero saranno sei mesi che continuiamo a parlare dello stesso argomento e da sempre la risposta è che non si può solamente fare repressione. Quello però è un sistema, perché Torino che guarda al 2015, Torino che si immagina con questo nuovo piano decennale, che cerca di andare avanti, è già indietro di sei mesi rispetto a tante altre città, penso a Milano, Bologna, Roma, che hanno già fatto qualcosa, sono già intervenute in questa materia. Milano ha fatto una ottantina di sequestri, a Bologna i numeri sono quasi gli stessi, a Roma Uber non esiste più. Signor Sindaco, lei che non è soltanto Sindaco dei torinesi, ma è anche Presidente di tutti i Sindaci, quasi come fosse un Sindaco d'Italia, dato che adesso il Ministro dei Trasporti fa anche parte del suo Partito e con cui il dialogo dovrebbe essere più semplice, dovrebbe andare da lui come Presidente dell'ANCI e fare oscurare l'applicazione come è stato fatto in Francia, Germania e Spagna, perché fa il bene dei suoi cittadini. In questa maniera non tollera più l'abusivismo. Oggi non intervenire in maniera forte, con la carica che lei ha, vuol dire fregarsene, vuol dire non guardare in faccia la realtà perché le persone qua fuori sono disperate. Sono persone che stanno perdendo giorno dopo giorno il lavoro e, probabilmente, non sarà qualche azione repressiva, che oggi siamo fermi sotto la decina, a cambiare le sorti di questa multinazionale che ha già deciso di implementare, come diceva prima il Consigliere Marrone, nel periodo della Sindone il lavoro sulla città. Quindi, anziché fare annunci, anziché pensare al futuro, anziché guardare avanti, guardiamo ad oggi, dove ci sono famiglie messe in difficoltà da una multinazionale che qua non lascia niente. Quindi, signor Sindaco, faccia qualcosa e faccia in fretta perché le persone sono davvero al limite. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ventura. VENTURA Giovanni Pregherei solo i Consiglieri, prima di sollevare delle accuse, che, come diceva anche qualche altro Consigliere, sono pesanti e rimangono, sarebbe meglio leggere gli ordini del giorno quando si va in Commissione a discutere. La convocazione di Uber è stata fatta per una Commissione congiunta di II più III, richiesta in Aula dai Consiglieri. A me ad oggi nessun tassista e nessun Consigliere mi ha fatto richiesta di audizione, quindi non potete accusare nessuno di non aver svolto il proprio lavoro, non potete accusare nessuno. Quando voi avete chiesto in Aula per tre volte comunicazioni su Uber e avete chiesto l'audizione di Uber, non avete chiesto di sentire nessun tassista. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Tutti avete chiesto l'audizione di Uber. PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, non interrompiamo. VENTURA Giovanni Che venisse ricevuta l'avete chiesto voi ed è stata mandata in Commissione. Allora oggi recepisco la volontà di sentire i tassisti e, per quanto mi riguarda, saranno convocati come sempre è stato fatto per tutte le Commissioni quando un Consigliere mi ha chiesto di audire qualche persona. Ad oggi non ho nessuna richiesta di convocazione per l'audizione dei tassisti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Oggettivamente ritengo che la vicenda di Uber non possiamo risolverla né noi qui a Torino né questo pomeriggio, ma sicuramente coinvolge un pezzo di città importante, che sono i lavoratori del servizio pubblico di taxi. Lo dico chiaramente, Consigliere Ambrogio, non possiamo essere noi della Città ad oscurare i siti, perché non siamo la Magistratura, non abbiamo questa competenza e meno male. Se si ritiene vengano perpetrati reati attraverso questo sito, è bene che qualcuno faccia un esposto alla Procura. A me non pare che sia stato mai, ad oggi, oscurato né in Italia né in altri Paesi d'Europa, sicuramente. Detto questo, è possibile che ci siano dei reati lì dietro, o una istigazione a compiere degli atti che sono contrari. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) No, ma non può farlo sicuramente l'Amministrazione Comunale. L'oscuramento di un sito è un atto tipico della Magistratura. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La segnalazione può farla qualsiasi cittadino. Se lei ritiene che sia una vergogna fa un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica in corso Vittorio e un PM sicuramente le risponde se è un sito da oscurare o meno, dopo aver fatto fare un'indagine di Polizia Postale, che ne verifica i requisiti. Detto questo, devo anche dire che i sequestri che si stanno compiendo non solo a Torino, a Milano, ne parlava il Consigliere Tronzano, sono un po' pochi: 80 in due anni, quindi 40 all'anno. Noi in tre mesi siamo a 11, ho verificato questa mattina con le prime udienze fissate per la settimana prossima, nelle quali capiremo cosa diranno i giudici alle prime impugnazioni, le sanzioni, le ammende, il sequestro dell'auto e il ritiro della patente. C'è un'attenzione importante su questo perché ci sono stati in nemmeno tre mesi 11 sequestri e si tratta di un'attività di individuazione non semplice, ne abbiamo anche un esempio giornalistico. I conducenti di Uber non si avvicinano direttamente al luogo dove avvengono i grandi eventi, perché sanno benissimo che potrebbero essere beccati dai tassisti, per cui è molto difficile intercettarli, lo si può fare solo attraverso un'indagine vera con la persona a bordo, dove ci sia stato il pagamento e tutta una serie di questioni importanti. Nel dire che, ovviamente, sono dalla parte della legalità sempre, anche al di là delle strumentalizzazioni politiche, a me non interessa sapere se qui sotto ci sono tassisti di destra, di sinistra o di centro, sono dei lavoratori. Ce ne saranno di sicuro che votano il centrosinistra, il centrodestra, non mi interessa, pagano l'INAIL, pagano l'INPS, pagano le tasse comunali, hanno una licenza che gli consente di condurre il loro taxi e, da quando fortunatamente dal 2001 questa licenza è vendibile, lo Stato ogni volta che c'è una compravendita perde circa 35.000,00 Euro di tasse, che non è una cosa da poco, ma è anche la liquidazione di questi signori, per cui anche questo è un aspetto che va tutelato. È evidente che non sono contrario a priori a valutare, come fanno molti, il fatto che il mondo sta cambiando e che c'è una domanda diversa di mobilità, però a leggi vigenti - e su questo mi trovo in parte a concordare con quanto diceva il Consigliere Marrone - questo non è consentito. Per cui fa bene la Polizia Municipale, mi auguro che ci siano controlli più intensi, anche perché ci possono essere i primi casi di sinistri gravi o mortali da una parte e/o violenze nei confronti di qualcuno, e/o accertamenti del fatto che questi autisti non hanno nessun tipo di controllo circa i tempi di guida, per quanto guideranno ancora, che cosa fanno, mentre invece sono obbligatori i controlli di un nucleo di Polizia Municipale ad hoc per i tassisti. Con lo 0,1 di alcolemia nel sangue viene ritirata la licenza, non si transige giustamente sul trasporto pubblico e così dobbiamo tutelare i cittadini anche da parte di chi in modo un po' "spontaneo", tra virgolette, decide di fare un'attività che, invece, deve avere coscienza e conoscenza di un mezzo, di un tipo di percorso, di che cosa si sta facendo e soprattutto non aver lavorato eventualmente dodici ore di giorno e poi fare la notte per arrotondare, perché questo rischia di diventare un pericolo per l'incolumità pubblica e personale sia di chi guida che di chi viene trasportato. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Mentre sto provando a capire da settimane il merito della questione, che è sicuramente delicato, che tira in ballo la vita reale di alcune persone, come quelle che sono qui sotto, devo dire che faccio sempre più fatica a capire la modalità, la metodologia che viene applicata in particolare da parte di alcuni del segmento dei tassisti. Lungi da me il voler fare quello dai guanti bianchi, quello che si scandalizza, però devo dire che trovo toni e soprattutto atteggiamenti che non mi convincono fino in fondo. È innegabile che il mondo stia cambiando e si faccia complicato e duro per una classe media, a volte medio povera che aveva provato ad accumulare un patrimonio, basta vedere la situazione dei giornalisti, la situazione dei farmacisti. Ve li ricordate quelli che avevano acquistato le videoteche? Affittavano film e poi, a un certo punto, dalla sera alla mattina è arrivato lo streaming e nel giro di uno o due anni quelle persone si sono trovate senza un'attività economica e spesso anche in grandissima difficoltà. Questo non vuol dire che si possa giustificare qualunque cosa, ma non si può far finta che non ci siano esigenze nuove. In questo mi sembra ci sia un po' l'atteggiamento, soprattutto da parte di alcune forze di opposizione in questa Aula, di chi indica con il dito la luna, ma si fissa sul dito anche perché quel dito è interessato per certi versi. Allora, credo che il vero punto sia il cambio del modello trasportistico di questa Città, il diritto sia di chi ne è stato parte fino ad oggi, ma anche dei tanti, dei moltissimi che vorrebbero immaginare una mobilità diversa e magari la possibilità di ragionare al di fuori degli schemi, per provare ad evitare di mettere gli uni contro gli altri. Mi autodenuncio: ho preso Uber qualche giorno fa, volevo capire, volevo provare ad indagare, sono stato caricato da un signore sui 63-64 anni che ha guadagnato per la corsa 7,00 Euro, l'ho fatto chiamare da una persona perché non avevo l'applicazione. Questo signore mi ha raccontato di come lui, gestore di un albergo, si è trovato a un certo punto in mezzo a una strada perché non gli è stata rinnovata la concessione e persona, diciamo, avanti nell'età, aspettando di arrivare alla pensione, aveva appena acquistato la macchina e ha trovato quella come unica forma per patrimonializzare e arrivare alla pensione. Penso sia giusto che una società straniera registrata in un altro Paese sfrutti il signor Guglielmo contro i tassisti qui sotto? La risposta è certamente no. Possiamo semplicemente girarci dall'altra parte e fare di volta in volta i tifosi degli uni o dell'altro schieramento? Credo altrettanto, penso non sia accettabile. Pensiamo di poter assistere a scene per cui il signor Guglielmo viene assalito dai signori qui sotto o magari in futuro, perché no, il panettiere aggredisce la signora araba che vende illegalmente il pane al mercato, il venditore di vestiti aggredisce il marocchino che vende le cinture illegalmente lì davanti, perché se il modello è questo, lì finiremo. Allora penso che inevitabilmente a noi sta il compito di provare ad immaginare una città differente partendo da questo. Per esempio, se ci sono delle persone che hanno il diritto a spostarsi e sono diversamente abili e non siamo più in grado di garantire con i nostri Bilanci il loro diritto e, diciamo la verità, anche chi sta qui sotto non è che abbia fatto sforzi straordinari per provare ad andargli incontro, non troverei scandaloso immaginare un Uber sociale gestito dal Politecnico di Torino, piuttosto che da altri soggetti, in un modello di community per rispondere a quel diritto che considero prevalente. E non considererei altrettanto scandaloso che, per esempio, tutte le nuove licenze, chiaramente in una forma diversa, perché la licenza secondo me ci deve essere, vadano mano a mano ad indennizzare chi oggi le ha quelle licenze. Sarebbero tutti d'accordo i soggetti qui sotto? Mi risulta che alcuni Comuni abbiano provato a farlo, vogliamo dirci la verità che non sempre la compravendita di queste licenze, che non è legale in tutte le forme, lo ricordava bene qualcuno, è stata fatta a nero e non in maniera dichiarata, allora forse abbiamo qualche problema in più. Vorrei fare un invito a tutte le parti di mettere in campo la ragionevolezza, senza fare il tifo per una società della globalizzazione, credo di essere insospettabile da questo punto di vista, ma che ci mette un dito negli occhi, ci ricorda che la nostra Città è cambiata e che noi abbiamo il compito di governare questo cambiamento. Questo vale anche per chi in questo momento sta manifestando. Se chi oggi sta manifestando ci chiede un'interlocuzione per governare questo cambiamento, penso che sia ben accetto; se invece chi sta oggi manifestando ci chiede semplicemente la conservazione di uno stato di fatto che, ormai, l'utilizzo di un sistema trasportistico dice che non è più accettabile, bene, allora credo che questo non abbia futuro. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio A me spiace che questa discussione finisca spesso per essere una discussione di parti, di tifosi delle due parti. Riflettendo su quanto avviene anche nell'opinione pubblica, a me capita molto spesso di discutere di Uber on line e sui social network e anche lì sostanzialmente ci sono i tifosi, i tassisti da una parte e buona parte del resto della società che dice di voler andare in giro su una specie di taxi pagandolo meno, perché poi la richiesta della gente, più o meno condita da commenti su caste, corporazioni e cose varie, è quella. Io ho un bel daffare a cercare di far capire quali sono i termini veri della questione, che purtroppo spesso anche i media non sono riusciti a far passare molto chiaramente, cioè il fatto che, al di là di quanto possiamo ritenere giusto o sbagliato, esistono delle leggi, almeno io ho letto le leggi del Codice della Strada e mi pare che sia palese che in questo momento è illegale un servizio di trasporto come quello di Uber e quindi i tassisti in questo momento hanno tutto il diritto di pretendere che le istituzioni siano attive nel far rispettare queste leggi. Su questo effettivamente la Città potrebbe provare a fare qualcosa di più, perché mi sembra che, nonostante gli sforzi, i risultati pratici siano stati deludenti. Quello che volevo dire è che questo discorso, impostato su chi difende i tassisti a spada tratta, pensando forse di ottenere dei voti dai tassisti, chi invece difende gli altri per motivi di calcolo elettorale, secondo me non è utile perché, alla fine, non credo che sia giusto che la politica guardi a chi vincerà le cause e a cosa dirà la Legge. Credo che la politica dovrà prendere in mano la situazione e decidere una nuova regolamentazione del settore, cosa che però non può fare il Consiglio Comunale di Torino, ma dovrebbe fare il nostro Governo nazionale. In particolare, sarebbe forse ora che dopo sei mesi i partiti di governo, invece di limitarsi a ricevere i tassisti, ricevere Uber e dire che gli piace tanto Uber, gli piacciono tanto i tassisti, facessero qualcosa di utile e facessero una nuova regolamentazione che permetta però, se vogliamo, sicuramente di non fermare il progresso ed anche la possibilità di nuove forme di economia della condivisione e così via, però a parità di garanzie per l'utente e del tipo di concorrenza nei confronti di chi fa già questo mestiere. Tra l'altro segnalo che in questa vicenda forse quelli che nessuno rappresenta, perché pensa siano forse quelli messi meglio, non lo sono, sono gli autisti Uber che, in realtà, se uno va a vedere come funziona questo servizio, sono altrettanto sfruttati dei tassisti che, eventualmente, dovranno abbassare ancora le tariffe, perché il tassista Uber guida una macchina senza garanzie, è vero che non gli viene chiesto niente, ma di fatto non gli viene neanche dato un granché e non si rende conto, probabilmente, che i soldi che riceve sembrano allettanti, perché sembra un rimborso chilometrico fruttuoso, eccetera, però togliendo poi il 20% che dà ad Uber e tenendo conto di quello che costerà e di cui se ne renderanno conto dopo la manutenzione dell'auto, il cambio dell'auto e così via, alla fine veramente sono gli autisti Uber che si stanno indebitando per far fare i soldi a Uber. Anche nel calcolo del prezzo vero, il prezzo di Uber dovrà salire, ma non perché c'è una casta, una corporazione che si deve difendere, ma perché il prezzo vero del servizio non è quello che sta facendo in questo momento Uber, ancora di più se ci vogliamo mettere sopra una multinazionale, o un intermediario che vuole guadagnare il suo 20% e quindi questo si aggiunge ai costi. Queste però sono considerazioni che dovrebbe prendere in mano qualcuno al Governo nazionale, al Ministero dei Trasporti, per produrre, in tempi rapidi, una regolamentazione che evidenzi tutti questi effetti e ponga fine a questo Far West. Da una parte ci sono i tassisti, spesso sbagliando - anzi, quasi sempre, purtroppo - queste modalità di protesta, con cui si rendono antipaticissimi da soli e non capiscono che così portano solo acqua ad Uber, dall'altra parte ci sono gli autisti, che cercano di fare il servizio e, in mezzo, c'è questa società americana che svolge il suo mestiere, la società per affari, e, probabilmente, in Italia lo fa meglio che altrove, perché, forse, in Italia non siamo così bravi come da altre parti a far rispettare le nostre Leggi e ad adeguare le nostre Leggi al tempo che cambia. Questo è l'invito che mi sento di rivolgere al Sindaco, come Presidente dell'ANCI: sollecitare un intervento legislativo a livello nazionale, perché è l'unico modo che ci può portare veramente fuori da questa situazione, che è spiacevole per tutti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Sono un po' lento, ci ho impiegato quasi quattro anni, però, alla fine, ho capito qual è l'obiettivo di questa Amministrazione, cioè - a parte far fare le pagliacciate al Consigliere Viale - legalizzare l'abusivismo, ma non a casaccio, quello organizzato, che ha alle spalle dei centri forti di potere, delle multinazionali, o delle associazioni amiche, che gestiscono tutto un certo tipo di commercio e di attività. Dico questo perché, adesso, tutti avete esaurito l'argomento Uber, siete stati tutti molto chiari: esiste una multinazionale e fa quello che vuole, qui fa la fame e là incassa, e questo glielo permettiamo e nessuno si oppone. Sono stato al suk tre settimane fa: pane venduto in mezzo alla strada, falci, aratri, qualunque tipo di oggetto contundente - ed arrugginito - che potrebbe anche ferire e far male, attrezzi da cantiere, che qualcuno sta piangendo, erano lì, in bella vista, in vendita, ma non si fa niente e non si dice, perché non ho visto nessuno che controllava. Non parliamo di rom ed altri. Non ultimo - ringrazio il Sindaco che sta uscendo, ma ha ragione, perché sarà molto più importante di quello che potrò dire io -, venerdì mattina (ve lo dico, così lo sapete) mi sono permesso di mandare all'Assessore e a qualcun altro, via e-mail, il manifesto del Gabrio in cui si annunciava che la sera lì ci sarebbe stato un concerto, chiedendo, visto che stavolta sono arrivato per tempo e non dopo, di fare qualcosa. Non sono stato neanche degnato di un "vaffa". Potevano dirmi di farmi i fatti miei oppure di non preoccuparmi - come fanno sempre -, perché sarebbero intervenuti, invece non sono stato neanche degnato di un "vaffa". È chiaro e finalmente, dopo 4 anni, l'ho capito: l'obiettivo finale di questa Amministrazione è riuscire, nel più breve tempo possibile (e quindi, immagino, entro l'anno), a legalizzare tutto ciò che è abusivo, ma, attenzione, lo ripeto, non mi riferisco all'abusivo del poveraccio, ma all'abusivo controllato. Ribadisco che si tratta dell'abusivo controllato da multinazionali (e, quindi, da poteri economici importanti), piuttosto che da associazioni amiche, cioè tutto ciò che fa catino, tutto ciò che può sostenere un partito o un'Amministrazione che zoppica di suo - perché, poi, ha bisogno di essere sostenuta da questi poteri forti - porta finalmente alla legalizzazione. Ringrazio per le mancate risposte e per questo atteggiamento, ma, attenzione, perché è ormai da qualche settimana che, finalmente, sento - e non capitava più da tanto tempo - la gente abbastanza arrabbiata. Non arrabbiata come i tassisti qui sotto, che possono avere più o meno ragione e possono essere più o meno arroganti, si tratta di gente comune, che, fino all'altro ieri, vi ha votato perché ha creduto in voi, ma non aveva ancora capito il meccanismo per cui la gente non viene considerata se non ha dei poteri alle spalle che contano per aiutarvi e sostenervi. Quindi, fate attenzione, perché, secondo me, a questo giro la gente è veramente arrabbiata in generale, in quanto è stufa di essere presa in giro con delle parole che finiscono dove iniziano gli interessi; finisce il pensiero per la gente dove iniziano gli interessi forti, quelli di potere, che a voi sono molto cari. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Dopo l'intervento del Consigliere Carbonero, gli auguro di aspettare ancora per altri 20 anni che cambi il giro, perché sono 20 anni che sento dire che la gente è stufa e che la prossima volta cambierà il giro. Anche loro hanno governato altre città e non mi sembra che Roma o Milano abbiano meno abusivismo o che i loro centri sociali abbiano fatto meno di quello che fanno a Torino. Detto questo, per tornare sul punto dei tassisti, credo che, almeno tra di noi, bisognerebbe cominciare a correggere alcune osservazioni che non sono esatte. Una delle più comuni, che ho sentito anche oggi ed è il motivo per cui intervengo, è quella che la licenza è la liquidazione; questo non è vero in alcuna attività professionale. Questa è una cosa che i tassisti hanno capito in questi mesi di discussione: la licenza è qualcosa che permette di svolgere un'attività. Quando poi verrà restituita o verrà venduta, il prezzo dipenderà dal momento in cui questo accadrà. Se uno compra un ristorante sotto al Comune e paga la licenza un tot, quel prezzo non sarà garantito tra 20 o 30 anni, quando la rivenderà; si sposta il Comune, crolla il prezzo e quella licenza varrà molto meno. Questo vale per tutte le attività commerciali, compresa una questione come quella dei taxi, per i quali le licenze in origine sono state date dal Comune, tanto è vero che le polemiche sono iniziate con Bersani, che voleva tentare la liberalizzazione dei taxi, che poi è finita come sappiamo. Se c'è una cosa su cui oggi l'Italia deve riflettere, senza mettere in dubbio o in crisi gli interessi dei tassisti come categoria, è andare verso una maggiore liberalizzazione del settore, che permetta un abbassamento delle tariffe e formule più ampie, fatti che in Italia non sono permessi, se non nell'affitto delle auto. A Roma, Uber non c'è, perché, quando qualcuno di noi viene invitato a congressi o convegni o da ditte che pagano la macchina, la macchina che viene a prenderti all'aeroporto non è quasi mai un taxi, ma un'auto a noleggio. Quindi, la categoria… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho detto legale, dopodiché vuol dire che la categoria sta cambiando. Credo che su questo occorrerà che tutti facciano una riflessione e che si autorizzino nuove forme di trasporto o noleggio. Peraltro, il Car sharing è già una concorrenza ai tassisti ed è una concorrenza, in qualche modo, anche sleale, così come altri tipi di iniziative. Una cosa che mi ha colpito, grazie ai pochi tassisti che conosco, è il modo in cui, oggi, la categoria è più consapevole e come la categoria veda certamente in modo favorevole ma con un certo distacco gli ultras, che, poi, vengono qui davanti e, con il supporto di altri ragazzotti, urlano slogan e fanno un po' di cagnara, tanto per fare. La categoria, di per sé, è molto più responsabile e sa che le cose cambiano poco a poco. Se dobbiamo proporre tutta la questione soltanto sul garantire il valore delle licenze, questo è qualcosa che vedrà chiunque sempre in difficoltà, perché non è possibile che una categoria abbia un tot fisso; peraltro, il settore commerciale è andato verso la liberalizzazione delle licenze ed è abbastanza naturale e normale che questo accada anche per i taxi. Termino qui il mio intervento, ma so che la discussione verrà ripresa più volte, non finirà qui. Speravo che, non avendo più il Comune la Commissione Taxi, i Consiglieri Comunali fossero meno coinvolti nella questione e vorrei ricordare che, quando abbiamo ascoltato Uber in Commissione, il rappresentante dei tassisti era presente ed è intervenuto. Era presente, ha preso appunti, ha interloquito ed è intervenuto, quindi non è vero che non si è parlato dei tassisti. Si è parlato, sì, informalmente, ma anche quasi formalmente, in Commissione, consentendogli di intervenire in quella sede ed il Consigliere Ventura, che presiede la Commissione, annuisce, perché lo ricorda anche lui. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, la parola, per la replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Interverrò brevemente, perché, come è già accaduto la volta scorsa, anche in questo caso, evidentemente, non sono stata chiara nel corso del mio primo intervento. Non c'è alcuna ambiguità nell'atteggiamento dell'Amministrazione. Continuo a ripetere che noi consideriamo illegale l'app Uber Pop, ma non abbiamo alcuna possibilità di perseguire l'app, per cui noi contrastiamo gli autisti di Uber Pop. Qui non c'è alcuna ambiguità: l'abbiamo fatto e continuiamo a farlo. Non si possono paragonare i nostri numeri con quelli di altre città, soprattutto con Milano, perché, a Milano, Uber Pop è sbarcata due anni fa; sono stati 80 o 82 (per la precisione) i sequestri, però - lo ripeto - tutti dissequestrati, e, quindi, sono 80 o 82 gli autisti che sono stati denunciati riferibili a quel periodo di tempo. I nostri sequestri partono invece da novembre, cioè da quando Uber Pop è sbarcata a Torino. Non stiamo aspettando l'esito dei ricorsi al Giudice di Pace per decidere come intervenire, noi continuiamo ad intervenire sulla base di quello che ho detto prima, cioè consideriamo Uber Pop illegale e, poi, gli esiti del ricorso ci potranno certamente dare delle indicazioni su come eventualmente tarare o modificare la nostra attività sanzionatoria. Questa è l'unica cosa che posso dire riguardo all'esito dei ricorsi al Giudice di Pace. Inoltre, non abbiamo neanche cercato di barattare una repressione più moderata con l'offerta di pubblicizzare meglio l'attività dei tassisti; ho detto semplicemente che non basta reprimere: accanto alla repressione e all'attività sanzionatoria, noi offriamo alla categoria delle possibilità per migliorare la loro attività e per aumentare i numeri della loro attività. Questo è quello che, assieme a loro, esamineremo nei prossimi giorni. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Dichiaro terminate le comunicazioni. |