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PORCINO Giovanni (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201500959/002, presentata in data 11 marzo 2015, avente per oggetto: "Dehors utilizzati come dormitori da senza tetto in zona Vanchiglia" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Il dehors a cui fa riferimento l'interpellanza del Consigliere Magliano è quello di via Santa Giulia 21/A, che è stato autorizzato con una concessione a validità quinquennale, con decorrenza dal 7 giugno 2011 fino al giugno 2016, intestato alla Dodi S.a.s., che è la società intestataria della licenza commerciale. Il Regolamento COSAP vigente non prescrive l'obbligo, per il titolare di una concessione che autorizza l'occupazione del suolo pubblico con dehors, di comunicare la rinuncia all'occupazione. Però, a seguito del ricevimento dell'interpellanza, il 19 marzo 2015, il Servizio COSAP ha verificato presso la banca dati del commercio, la SIAP, lo stato di attività dell'esercizio pubblico di somministrazione ed è risultato attivo. Quindi, la comunicazione di cessazione non è stata data neanche al commercio. Per quanto riguarda, invece, gli aspetti sanzionatori, la vicenda è piuttosto nota, perché il 26 agosto 2014 il Corpo di Polizia Municipale ha verbalizzato alla società Dodi S.a.s., ai sensi dell'articolo 18 del Regolamento Comunale 257 COSAP, accertando l'occupazione abusiva e notificando il verbale al titolare della società. Il 7 ottobre 2014 l'Ufficio Sanzioni Occupazioni Temporanee del suolo pubblico ha predisposto un provvedimento di contestazione per mancato rinnovo; secondo il Regolamento, le concessioni vengono date per 5 anni, ma ogni anno si deve chiedere il rinnovo, che non era stato richiesto, quindi ha applicato l'indennità calcolata per 30 giorni di occupazione e la sanzione prevista, pari all'indennità suddetta, maggiorata del 50%, complessivamente di 1.110 Euro. Questa sanzione era l'unica applicabile, perché l'occupazione non si configurava come abusiva, ma la violazione era riferita alla mancata presentazione dei rinnovi annuali. A seguito della richiesta del Servizio, il Corpo di Polizia Municipale ha effettuato un'ulteriore verifica il 20 marzo 2015 e ha confermato la presenza del dehors di via Santa Giulia 21; a seguito di quest'ultimo accertamento il Servizio COSAP ha predisposto un provvedimento di avvio del procedimento di decadenza e il 3 aprile 2015 lo ha trasmesso al Corpo di Polizia Municipale per la notifica. Con questo provvedimento è stato assegnato alla società il termine di 5 giorni dalla data di notifica per presentare le eventuali osservazioni, come previsto dalle vigenti norme in materia di provvedimenti amministrativi, e ad oggi - quindi ormai sono passati 10 giorni - non ha ancora ricevuto copia del procedimento notificato, cioè la Polizia Municipale non è ancora riuscita a notificare il provvedimento. Tuttavia, decorso questo termine, l'Ufficio dehors provvederà a notificare alla società il provvedimento di decadenza della concessione e, successivamente a questo provvedimento di decadenza notificato, sarà inviato al Corpo di Polizia Municipale l'accertamento dell'occupazione abusiva. In caso di inadempimento, la struttura dovrà essere rimossa d'ufficio, con addebito delle spese a carico dell'esercente. Quindi, è evidente che c'è una cessazione di attività, ma anche una certa inerzia da parte del titolare della licenza, che è al momento irreperibile. Per quanto riguarda, invece, la gestione di quel dehors - questa è la nota che mi sono fatta predisporre dal Comandante Gregnanini, dalla Polizia Municipale -, in realtà è stata sempre piuttosto complessa: a partire dal 2009, nelle varie gestioni che si sono succedute, il titolare del locale di via Santa Giulia è stato più volte contravvenuto, in quanto il dehors non presenta il regolare rinnovo della concessione annuale per l'occupazione del suolo pubblico. A seguito della chiusura definitiva dell'attività, più o meno tra gennaio e febbraio, è stata richiesta l'emissione di un'ordinanza di rimozione della struttura all'Ufficio dehors, continuativo della Direzione COSAP. Successivamente all'episodio di cronaca occorso al senza fissa dimora deceduto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio di quest'anno presso il dehors oggetto dell'interpellanza, sono stati effettuati i passaggi in orario serale e notturno per accertare la presenza di altri indigenti e inviarli a farsi aiutare dai volontari del Servizio Itinerante Notturno, SIN, ex BOA; in qualche occasione sono stati reperiti alcuni soggetti, che però hanno rifiutato qualsiasi forma di sostegno. Al momento, l'unico locale chiuso, con ancora il dehors allestito in zona Vanchiglia, è quello di via Santa Giulia 21/A. Nel corso del 2014, nel territorio della Circoscrizione 7, gli agenti della Polizia Municipale hanno controllato 115 dehors continuativi, riscontrando 14 irregolarità, sanzionate ai sensi degli articoli 20 del Codice della Strada e 18 del Regolamento COSAP, più varie segnalazioni alla Direzione COSAP per accertamenti. Analogamente per quanto attiene i dehors stagionali, le verifiche sono risultate 39, con l'accertamento di due violazioni ai sensi degli articoli 27 e 20 del Codice della Strada e 18 del Regolamento COSAP. Questa è la risposta degli Uffici. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore della risposta. Chiedo all'Assessore se sia poi possibile avere magari le note, in modo tale da non far confusione sulle tempistiche. È evidente che questa interpellanza nasce dal fatto che sotto quel dehors, purtroppo, è deceduta una persona, ma soprattutto perché vorrei capire dai Regolamenti tutte le tempistiche, perché purtroppo siamo in uno Stato in cui chi viola le regole, chi non paga le tasse, ha sempre qualche termine in più per mettersi a posto; al di là dei tempi, se uno aveva già deciso due o tre anni fa che non avrebbe più pagato quel tipo di tassa per questo dehors, ha messo la Città nella condizione di non poter intervenire. È ormai da 10 giorni che deve arrivare questa segnalazione al titolare; a questo punto, è evidente che il titolare non ha alcun interesse: o subentrerà qualcun altro, oppure verrà smantellato a spese nostre. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, verrà smantellato da noi e poi le spese saranno messe in conto al proprietario. Io segnalo due cose: una è che evidentemente, quando ci sono luoghi di quel tipo, per forza diventeranno ricovero di persone che, quando fa freddo, piove o nevica, si riparano là sotto, e questo comunque rappresenta un problema per chi vive lì. L'Assessore sa meglio di me che tante volte la persona che poi è mancata aveva ricevuto un caffè dalle persone, quindi non si tratta di un problema solo di razzismo, ma è anche un problema di mancanza di controllo di quella zona, perché si crea una struttura dove le persone possono andare a dormire; allo stesso tempo, quello che mi preoccupa è l'iter delle procedure che la Città deve mettere in campo - che saranno normativa nazionale, regionale e poi Regolamenti comunali -, quando, dal comportamento del titolare (e dalla sua nota qui in Aula emerge che ormai sono due anni e mezzo che avremmo già potuto capirlo), è evidente che quella persona non avrebbe avuto alcuna intenzione di far lavorare quel dehors in maniera continuativa. Per cui io sono preoccupato della longevità dei tempi che noi abbiamo per andare a togliere una struttura, quando quella struttura non ha più senso di esistere, anche perché è vero che abbiamo comminato una multa da 1.000 Euro e rotti, però io ho i miei seri dubbi che quella realtà, per la struttura societaria che ha, ci possa portare ad avere degli incassi, dal punto di vista del rientro. Quindi, ringrazio l'Assessore per le risposte. Pongo sempre un punto di domanda: se i termini che noi poniamo sono dei termini perentori, ordinatori, che sono necessari per una normativa più alta della nostra, in termini di gerarchia delle fonti, perché, visto che i dehors sono un tema non banale e permettono, però, di fare ulteriori incassi da parte del locale, sono sempre un po' preoccupato quando, nelle more dei termini, queste persone continuano a fare quello che vogliono e, anzi, poi creano un problema sociale, perché non so se quella persona sarebbe andata a dormire in una struttura del Comune, questo non lo possiamo sapere. È chiaro che, se gli creiamo ad hoc dei ricoveri di quella tipologia, non controllati, dove l'unica assistenza è quella della società, che guarda una persona che è in difficoltà e prova ad aiutarla, questo di sicuro non rende più sicure le nostre strade. Io spero di ricevere la documentazione, in modo tale di dare anche atto di cosa ha fatto la Città anche prima del decesso. Mi preoccupano, però, queste tempistiche così lunghe, perché, di fatto, noi siamo sempre nelle mani di chi, se ha già deciso che non vorrà saldare il suo debito con la Città, non lo farà e lascerà lì una struttura che toglie posti di parcheggio, dà la possibilità non solo alle persone in difficoltà (perché poi la persona che è mancata è una persona che aveva deciso di fare quella vita), ma spesso può essere anche ricovero e ricettacolo di ben altre tipologie di soggetti, non per forza persone che, non per colpa loro, si trovano in quella condizione. Quindi, ringrazio l'Assessore e per me la risposta è assolutamente esauriente. Ho capito l'iter, mi conferma l'Assessore che questo è l'iter che noi seguiamo tutte le volte che c'è una situazione di questo tipo. Mi spaventa un po' vedere che ci vogliono circa due anni - e ci vorrà ancora qualche mese - per tirare giù quel dehors e ridare quello spazio alla cittadinanza o a chi vorrà fare un altro investimento o a chi vorrà parcheggiare lì la sua auto. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |