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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201401420/002, presentata in data 25 marzo 2014, avente per oggetto: "Cambiare nome a corso Unione Sovietica" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Mi permetta una battuta, Consigliere D'Amico, so che con lei posso farla: rammento solo che nel lontano 2001 un candidato a Sindaco della Città di Torino fece una proposta di questo genere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Consigliere Cassiani come sempre suggerisce, ma suggerisce male. Purtroppo, in quell'occasione la proposta non fu accolta e vedete gli strascichi. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Io non mi sottraggo alla discussione di questa proposta di mozione, perché, anzi, è troppo tempo che è inserita all'ordine del giorno e per vari motivi poi non abbiamo mai avuto modo di discuterla. Presidente, cercherò di riprovare a far ragionare quest'Aula, sperando di avere migliore fortuna del Collega che nel 2001 fece la stessa proposta. Questa proposta nasce dal fatto che qualche mese fa (l'anno scorso) quest'Aula tolse la cittadinanza onoraria al Duce d'Italia, Sua Eccellenza Benito Mussolini e le motivazioni espresse... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Scusi se la interrompo, Consigliere D'Amico. Per cortesia, se avete dei commenti da fare relativamente all'intervento, dopo avrete diritto di intervenire al microfono, non abbiamo bisogno di sottofondi. Prego, Consigliere D'Amico, prosegua il suo intervento. D'AMICO Angelo Quindi, questa cittadinanza onoraria è stata tolta, perché non si riteneva opportuno che nell'Albo d'Oro della Città di Torino fosse presente il Duce d'Italia, in quanto personaggio che ha commesso gravi reati, si è macchiato di gravi colpe. Questo pensiero per alcuni può essere condivisibile, per altri, come il sottoscritto, non lo è, però è passato e fu tolta la cittadinanza onoraria a Sua Eccellenza Benito Mussolini. Usando lo stesso criterio, ho pensato che la nostra Città ha un corso denominato "corso Unione Sovietica" e non credo sia necessario che il sottoscritto ricordi ai Consiglieri che questa Nazione, questa grossa potenza (che oggi non esiste neanche più, o perlomeno non ha quel nome e anche geograficamente non è composta come allora) si è coperta di gravissimi crimini, di gravissimi reati contro l'umanità. Allora, usando lo stesso principio e lo stesso criterio, ho deciso di proporre questa mozione ed eventualmente potrei suggerire anche un nome in sostituzione: propongo, quindi, di cambiare la denominazione di "corso Unione Sovietica" con "corso Martiri del Comunismo". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, la Presidenza è qui, lei non presiede. Si attenga al ruolo di Consigliere. La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio La simpatia e la stima che ho verso il Consigliere D'Amico, in qualche modo, mi rende difficile dire le cose che voglio ora dire, perché il Consigliere è una persona simpatica, seria e stimabile, però forse... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, queste sono le premesse, però forse quest'oggi il Consigliere D'Amico è in vena di umorismo, la voglio mettere su questo piano, pur comprendendo che questa proposta di mozione risulta essere particolarmente datata. Io non voglio assolutamente riesaminare in quest'Aula la storia del secolo che ci siamo lasciati alle spalle, anche perché non ho le capacità, le competenze e le cognizioni per poterlo fare; forse il Consigliere D'Amico può anche aver fatto bene - su un piano formale, ma dubito su un piano sostanziale - a riferirsi al signor Mussolini, al Duce Benito Mussolini, al dittatore Mussolini come Sua Eccellenza Mussolini; credo che in un'Aula consiliare, in un'Aula pubblica questo tipo di definizione, che era una delle definizioni nominalistiche che gli furono attribuite all'epoca, quando vigeva il regime fascista, non venisse più richiamata da tempo, però confondere un'esperienza quale quella di un dittatore (credo che il fatto sia sufficientemente riconosciuto, rinvierei anche alla definizione, dal punto di vista lessicale, del significato che ha il termine "dittatore", termine che era già usato in alcune fasi dell'epoca romana con una certa consuetudine, abitudine e anche correttezza rispetto alle forme di governo che vigevano in quel momento) e confrontare, per l'appunto, l'idea che il Sigillo Civico, un'onorificenza, una cittadinanza, un'intitolazione, un busto di un dittatore possa o meno essere mantenuto o riproposto, con, invece, una Nazione, che ha avuto sicuramente aspetti positivi e aspetti negativi in una storia che non è stata breve, mi sembra essere un po' uno scivolone. Potremmo riproporre alcune cose, ma non voglio togliere, limitare o condizionare l'intervento del Consigliere Cassiani, che probabilmente interverrà dopo di me, quindi non cito altre Nazioni, magari anche belligeranti, nel secondo conflitto mondiale, però una cosa è il dato storico, una cosa è il riconoscimento del ruolo che una Nazione ha avuto, un'altra cosa è il riconoscimento a una persona, a questa, come ad altre, che hanno avuto delle responsabilità gravi, gravissime che sono responsabilità personali, sono responsabilità individuali, sono anche certamente responsabilità politiche, ma sono responsabilità la cui pesantezza risulta essere consegnata alla storia e alla storia di tutti noi. Ribadisco, altro è, come dire, voler cancellare dalla toponomastica di questa Città una Nazione. Allora dovremo cancellare - così non tolgo la parola al Consigliere Cassiani - corso Stati Uniti? Forse perché il corso Stati Uniti è nato da una lotta e da una guerra civile, che ha visto, credo, decine di migliaia di morti, che ha avuto uno sterminio degli indigeni di quel Continente, che ha preceduto quella lotta civile, ad esempio? Mi sembrerebbe un'ipotesi un po' anacronistica e fantasiosa oggi, nel 2015, quella di voler procedere ad una simile affermazione. Allo stesso modo - mi spiace, Consigliere D'Amico -, è un'affermazione anacronistica e fantasiosa, nel 2015, eliminare dalla toponomastica la dizione di "corso Unione Sovietica", quando poi, paradossalmente - e mi avvio alla conclusione -, coloro che oggi vorrebbero ricostruire, forse, non la storia, che non si ricostruisce, ma la struttura, dal punto di vista del dominio territoriale, che ha in qualche modo contraddistinto quell'esperienza, quella dell'Unione Sovietica, non sono certo personalità politiche vicine alla sinistra, né di questo Paese, né alla sinistra internazionale, perché tutto si può dire del signor Putin, ma certamente non che abbia delle simpatie da questo punto di vista, ed è proprio lui che vuole, in qualche modo, insieme ad altri, ricostruire quella visione imperialistica, ma, ripeto, la storia è altro rispetto alla politica corrente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Solo simpaticamente, perché il Consigliere Angelo D'Amico, oltre a condividere l'Ufficio di Presidenza della V Commissione, è anche un Consigliere serio ed impegnato. Ovviamente, immagino, capisco e comprendo che si debba fare quella che ideologicamente è una battaglia politica, anche un po' mediatica, perché, in qualche modo, questo è un tema che avrà un'eco giornalistica, però, ritornando alla serietà della vicenda della toponomastica, credo che - mi ha un po' anticipato il Consigliere Trombotto - la Germania del secondo conflitto bellico abbia fatto non meno vittime, disastri e massacri di quanti l'Unione Sovietica. A nessuno a Orbassano, a Rivoli o a Collegno è venuto in mente di cancellare la via dedicata alla Germania, tanto meno a Milano viale Turchia, per quello che è stato fatto dai Turchi nei confronti degli Armeni nel secolo scorso. Se vogliamo poi raccontare gli stermini, gli omicidi e i massacri della storia, cambieremmo ovviamente la toponomastica e anche la storia. Io credo che la toponomastica vada lasciata lì a rappresentare una storia, così come la storia: ognuno scrive quella che, in qualche modo, piace, poi però esiste la storia storiografica ufficiale e la storia che ognuno veramente può piegare alle proprie condizioni ideologiche, culturali e storiche. Io ritengo che, per esempio, siano stati evocati in numerose piazze della Città episodi straordinariamente drammatici, di sangue, che rappresentano battaglie, morti e massacri; detto questo, piegarli al volere di qualcuno, che la pensa in un modo o in un altro, diventa, secondo me, un fatto che non può più avere cittadinanza a ormai 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e a molti anni dalla vicenda che ha coinvolto l'Unione Sovietica da una parte, così come la Jugoslavia, che non esiste più come Stato, come sappiamo, ma comunque mantiene una storia che non può essere cancellata tirando una riga su una via che rappresenta quella storia. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Intervengo perché, dato che si è parlato di storia, ritengo giusto spiegare come mai proprio l'Unione Sovietica, cioè non bisognerebbe ricordare l'Unione Sovietica per quello che rappresenta: pensiamo al pogrom, pensiamo a quello che è successo in Polonia con la pulizia etnica, pensiamo a quello che è successo in Finlandia sui raid, in Estonia, in Jugoslavia, in Cecoslovacchia, ai campi Gulag di Stalin. I morti quantificabili del comunismo sono miliardi nella storia. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho detto del comunismo, non quelli della Cina, Consigliere Viale. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, fate finire il Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Perché, a differenza dello sterminio nazista, i morti dello sterminio comunista nell'ex Unione Sovietica non si potranno mai calcolare, perché non ci sarà mai la possibilità di poter intervenire. Io oggi dico che quella è una tristissima pagina della storia, neanche tanto più recente, che però andrebbe cancellata, esattamente come si vuole cancellare quella pagina di storia del nazismo. Corso Unione Sovietica oggi rappresenta quello che rappresenterebbe, se l'avessimo, un corso Terzo Reich. Magari il Sindaco la pensa diversamente, però io credo che gli orrori dell'Olocausto di Stalin siano paragonabili, se non superiori, a quelli di Hitler. Quindi, ricordare oggi il nome di uno Stato che ha ancora le mani sporche di sangue, vuol dire macchiarsi le proprie mani con lo stesso sangue di quelle persone che sono morte in Russia e in ex Unione Sovietica. Per questo motivo la riflessione sarà perpetua sul motivo per il quale noi dobbiamo ricordare gente che ha ucciso. Ripeto, oggi dire "corso Unione Sovietica" significa dire "corso Terzo Reich". Io credo che una Città come Torino dovrebbe cancellare dalla sua storia quella triste pagina che l'ex Unione Sovietica ha rappresentato. Se non vogliamo denominarla "Martiri dell'Unione Sovietica", un "corso Russia" andrebbe benissimo. Se volessimo agevolare la toponomastica, basterebbe inserire sotto "già corso ex Unione Sovietica", esattamente come succede con tante altre vie di Torino. Questo riconsegnerebbe un minimo di dignità a tutte quelle persone che sono morte per mano comunista. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Oggi facciamo un bel ripasso di storia. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Mi spiace dover affrontare l'argomento, comunque ci tengo a chiarire che il Movimento 5 Stelle si pone oltre le ideologie, quindi sicuramente non può essere accusato di simpatie o di preferenze tra la destra e la sinistra, sicuramente non manca di rispetto né alle idee di destra, né alle idee di sinistra, però sicuramente non accetta le dittature, né di destra né di sinistra. Così come non condivido l'apprezzamento che è stato fatto prima verso Benito Mussolini, anche solo nei titoli; non condivido neanche un apprezzamento verso l'Unione Sovietica. Credo che basti - e lo consiglio a tutti - andare a farsi un giro nei Paesi Baltici, in Ungheria o comunque nei Paesi dell'Est Europa, parlare con chi ci ha vissuto ed è cresciuto lì, andare a vedere i musei della occupazione sovietica e i musei dedicati a quanto è successo negli anni del comunismo, per capire che effettivamente questo per una buona metà d'Europa è stata una tragedia. Detto questo, però, ciò che vorrei veramente dire è che credo che il Consiglio Comunale di una Città che ha gravissimi problemi sociali di ogni genere, per non dire che ha una parte significativa della città ridotta alla fame, forse dovrebbe dedicare il proprio tempo ad altre cose e non a queste battaglie ideologiche. che francamente lasciano il tempo che trovano. Quindi, penso che, di fronte alla semplice e pratica esigenza di non costringere migliaia di torinesi che abitano in corso Unione Sovietica, di aziende, eccetera, a cambiare il proprio indirizzo, i propri dati, a spendere soldi e a preoccuparsi di una cosa del genere in un momento già così difficile, tutto il resto della discussione potrebbe tranquillamente passare in secondo piano. È giusto che la Città si occupi anche della toponomastica, perché dobbiamo sapere dove andare, ma francamente non mi metterei a creare complicazioni ai cittadini per un'ennesima discussione ideologica, che fuori da questa Sala lascia veramente il tempo che trova. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Il precedente intervento ha un po' anticipato la mia proposta, che intendo formulare in maniera ufficiale. Io penso che il Consigliere D'Amico sia stato frainteso. Secondo me il Consigliere ha voluto indicare che l'Unione Sovietica non esiste più. Per cui, corso Unione Sovietica potrebbe essere sostituito, come diceva il Collega Ricca, con corso Russia. Questa potrebbe essere una proposta percorribile. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Rammento a tutti che quella strada è divisa in tre tronconi: via Sacchi, corso Turati e corso Unione Sovietica. La parola al Consigliere Troiano. TROIANO Dario Intervengo solo perché a fronte di una proposta di mozione ideologica, ci sono state soltanto proposte ideologiche. La realtà è molto più semplice. Io invito i Consiglieri Comunali, che magari sono Consiglieri da più di un mandato, di studiarsi la storia della città. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Comune di Torino decise semplicemente di onorare le quattro grandi potenze che avevano aiutato l'Italia, e anche la Germania, a uscir fuori da quel buco nero in cui si erano cacciati. Le quattro Nazioni a cui sono stati intitolati quattro sedimi stradali sono: corso Francia, corso Inghilterra, corso Stati Uniti e corso Unione Sovietica. Già nel 2001 mi permisi di sconsigliare all'amico candidato Onorevole Roberto Rosso di intraprendere una strada di questo tipo. Intanto perché non aveva molto senso, ma poi ci sono delle aggravanti specifiche, perché se alla vecchietta di 90 anni, oggi, andiamo a spiegare che sostituiamo il nome di corso Unione Sovietica con un nome di fantasia... perché sono tutti nomi fantasiosi: la Russia era uno degli stati dell'Unione Sovietica. La storia di questo continente è stata fatta dall'Unione Sovietica, non dalla Russia. Siccome io ho già spiegato il perché dell'intitolazione di un corso importante della nostra città a corso Unione Sovietica: quella è storia, tutto il resto è fantasia. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Il ragionamento del Consigliere Troiano - sono contento che sia intervenuto prima di me - in realtà è perfettamente coerente con la premessa del presentatore della proposta di mozione. Dire che ai tempi dell'Unione Sovietica questa potenza è stata avvertita da Torino come una potenza liberatrice, che in quel momento non andava valutata invece per tutti gli eccidi, i genocidi, le persecuzioni e le purghe da milioni di morti che avrebbe posto dopo, è un po' come dire che quando Benito Mussolini è stato insignito della cittadinanza onoraria era uno statista di questo Paese (forse non si era neanche ancora nella guerra mondiale, se non sbaglio), andava bene così, perché è storia. Il paradosso è che le premesse sono identiche. Il Consigliere D'Amico ha vinto, non bisogna neanche più votare, perché ha dimostrato lo strabismo con il quale questo centrosinistra guarda la storia. Per cui, se il giudizio politico su Mussolini che date è quello solo di dittatore, senza vederne le possibili luci nei venti anni di governo, allora va tolta, anche se è un provvedimento di decenni fa, la cittadinanza onoraria, mentre altre Amministrazioni Comunali di centrosinistra non l'hanno fatto, per esempio, e non credo che siano filo-fasciste, a meno che non si voglia andare nel ridicolo. Dall'altra parte, invece, la proposta di togliere il nome - voglio fare una precisazione - non di una nazione, ma di un regime, che sono due cose diverse, perché non è Russia o Confederazione degli Stati Indipendenti, ma è Unione Sovietica, che porta al soviet, che era un regime ideologizzato, non porta al popolo russo o ai popoli che erano governati a quel tempo da quel regime. Per cui, mi stupirei se arrivasse un'indicazione di voto diversa dall'approvazione, perché altrimenti bisognerebbe pensare che ci sia un'apologia dei crimini sovietici in questa Sala Rossa. E io, sinceramente, non lo credo. Per cui intervengo nella serenità della consapevolezza che ci sarà un'approvazione all'unanimità. Se invece ci saranno dei piccoli problemi amministrativi e toponomastici, come è già stato fatto in altri casi, verranno verificati in quella sede. Il passaggio è storico-politico, non è altro. Il fatto di pensare che l'Unione Sovietica passi alla storia semplicemente come una delle 4 o 5 potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale è riduttivo, perché in realtà verrà - anche se forse non da questa maggioranza, ma dall'umanità - ricordata come una delle più spietate dittature che abbiano insanguinato la storia dell'uomo. Intendiamoci, questa votazione sarebbe solo conseguente a questo giudizio, che è ampiamente condiviso nella cittadinanza. Certo che se la votazione andrà diversamente, capirò: questa è una Città che ci ha messo 60 anni e più a intitolare un giardino ai martiri delle foibe. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. Le rammento che ha tre minuti. VIALE Silvio Sono contento che si discuta questa proposta di mozione, perché è la seconda volta che discutiamo di questioni di toponomastica in Consiglio Comunale, anche se il Regolamento dice di non farlo, tant'è vero che la proposta su Pasolini fu dichiarata non ammissibile. Tecnicamente è possibile farlo, perché basta mettere sotto ex Unione Sovietica, mettendo sopra cosa vogliamo. È stato già fatto, perché il primo pezzo di corso Unione Sovietica si chiama corso Filippo Turati, modificato da questo Consiglio Comunale negli anni '60. E se non sbaglio corso Unione Sovietica comincia non dal numero 1, ma da un numero successivo, non ricordo più quale; quindi è già stato fatto. Rimane un aspetto che secondo me è fondamentale ed è questo: ho fatto finta di non ascoltare l'intervento dei Consiglieri Trombotto e Cassiani, perché mi convincerebbero del contrario, mentre il Consigliere Troiano è stato più cauto. Il problema non è discutere chi nella storia ha fatto più crimini, o più Gulag. Il punto non è chi ha fatto più morti nella storia, ma è molto semplice: corso Unione Sovietica in quel momento ricordava una delle potenze vincitrice della seconda guerra mondiale, che hanno favorito quello che siamo oggi. Pensare di non ricordare questo aspetto, con tutti i giudizi che la storia darà poi... peraltro ho già sentito giudizi sugli Stati Uniti... fa parte della contemporaneità, però rimane quello. È come se oggi ci fosse da qualche parte la via Sacro Romano Impero: non è che andiamo a eliminarla perché il Sacro Romano Impero non c'è più da tantissimo tempo, o la Repubblica Romana o qualunque altra cosa. Quindi credo che la proposta di mozione sia da respingere, semplicemente perché è strumentalmente e volutamente politica e come tale merita una risposta storico- politica contraria. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Informo il Consigliere Viale che non è stato commesso un errore, perché è vero che la discussione verte sulla proposta di cambiamento del nome di un corso, ma l'impegnativa della proposta di mozione chiede al Presidente del Consiglio di inserire, in Commissione Toponomastica, la variazione di denominazione del corso, seguendo proprio la procedura prevista dal Regolamento. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Intanto questa proposta di mozione ha già sortito un effetto, perché siamo riusciti ad aprire il dibattito all'interno di quest'Aula. Al Consigliere Cassiani dico che io posso essere accusato anche di essere un fascista, questo per me non è un problema, ma non di utilizzare questa richiesta di modificare il nome di corso Unione Sovietica per avere una vista mediatica. Perché per chi mi conosce, e credo che sono pochi i giornalisti che mi conoscono, anche perché io sono uno che non manda mai comunicati stampa; voi direte "perché non fai nulla"; questo è un altro discorso, ma non sono abituato a mandare comunicati stampa; non lo farò neanche quest'oggi e non l'ho fatto quando ho presentato questo provvedimento. Quindi non è assolutamente una questione mediatica. Il Consigliere Marrone ha già espresso il mio pensiero per quanto riguarda le modalità in cui sono state assegnate sia la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, che alla Unione Sovietica. Proprio per lo stesso motivo per cui è stata tolta la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, perché la storia ci ha detto, o vi ha detto, che Benito Mussolini si è macchiato di gravi crimini, lo stesso è accaduto per l'Unione Sovietica. Quindi, io non ho fatto altro che usare lo stesso principio, non è una strumentalizzazione politica. Dopodiché, se ciò non avverrà, vorrà dire che corso Unione Sovietica verrà individuato dai cittadini come un corso dedicato a una nazione che si è macchiata di crimini di guerra. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 34, astenuti 2, favorevoli 8, contrari 24. La proposta di mozione è respinta. |