Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 8 Aprile 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 36
MOZIONE 2014-01420
"CAMBIARE NOME A CORSO UNIONE SOVIETICA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE D'AMICO IN DATA 25 MARZO 2014.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201401420/002,
presentata in data 25 marzo 2014, avente per oggetto:

"Cambiare nome a corso Unione Sovietica"

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Mi permetta una battuta, Consigliere D'Amico, so che con lei posso farla: rammento
solo che nel lontano 2001 un candidato a Sindaco della Città di Torino fece una
proposta di questo genere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Consigliere
Cassiani come sempre suggerisce, ma suggerisce male. Purtroppo, in quell'occasione
la proposta non fu accolta e vedete gli strascichi.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Io non mi sottraggo alla discussione di questa proposta di mozione, perché, anzi, è
troppo tempo che è inserita all'ordine del giorno e per vari motivi poi non abbiamo
mai avuto modo di discuterla.
Presidente, cercherò di riprovare a far ragionare quest'Aula, sperando di avere
migliore fortuna del Collega che nel 2001 fece la stessa proposta.
Questa proposta nasce dal fatto che qualche mese fa (l'anno scorso) quest'Aula tolse
la cittadinanza onoraria al Duce d'Italia, Sua Eccellenza Benito Mussolini e le
motivazioni espresse...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Scusi se la interrompo, Consigliere D'Amico.
Per cortesia, se avete dei commenti da fare relativamente all'intervento, dopo avrete
diritto di intervenire al microfono, non abbiamo bisogno di sottofondi.
Prego, Consigliere D'Amico, prosegua il suo intervento.

D'AMICO Angelo
Quindi, questa cittadinanza onoraria è stata tolta, perché non si riteneva opportuno
che nell'Albo d'Oro della Città di Torino fosse presente il Duce d'Italia, in quanto
personaggio che ha commesso gravi reati, si è macchiato di gravi colpe. Questo
pensiero per alcuni può essere condivisibile, per altri, come il sottoscritto, non lo è,
però è passato e fu tolta la cittadinanza onoraria a Sua Eccellenza Benito Mussolini.
Usando lo stesso criterio, ho pensato che la nostra Città ha un corso denominato
"corso Unione Sovietica" e non credo sia necessario che il sottoscritto ricordi ai
Consiglieri che questa Nazione, questa grossa potenza (che oggi non esiste neanche
più, o perlomeno non ha quel nome e anche geograficamente non è composta come
allora) si è coperta di gravissimi crimini, di gravissimi reati contro l'umanità. Allora,
usando lo stesso principio e lo stesso criterio, ho deciso di proporre questa mozione
ed eventualmente potrei suggerire anche un nome in sostituzione: propongo, quindi,
di cambiare la denominazione di "corso Unione Sovietica" con "corso Martiri del
Comunismo".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, la Presidenza è qui,
lei non presiede. Si attenga al ruolo di Consigliere.
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
La simpatia e la stima che ho verso il Consigliere D'Amico, in qualche modo, mi
rende difficile dire le cose che voglio ora dire, perché il Consigliere è una persona
simpatica, seria e stimabile, però forse... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Certo, queste sono le premesse, però forse quest'oggi il Consigliere D'Amico è in
vena di umorismo, la voglio mettere su questo piano, pur comprendendo che questa
proposta di mozione risulta essere particolarmente datata. Io non voglio
assolutamente riesaminare in quest'Aula la storia del secolo che ci siamo lasciati alle
spalle, anche perché non ho le capacità, le competenze e le cognizioni per poterlo
fare; forse il Consigliere D'Amico può anche aver fatto bene - su un piano formale,
ma dubito su un piano sostanziale - a riferirsi al signor Mussolini, al Duce Benito
Mussolini, al dittatore Mussolini come Sua Eccellenza Mussolini; credo che in
un'Aula consiliare, in un'Aula pubblica questo tipo di definizione, che era una delle
definizioni nominalistiche che gli furono attribuite all'epoca, quando vigeva il
regime fascista, non venisse più richiamata da tempo, però confondere un'esperienza
quale quella di un dittatore (credo che il fatto sia sufficientemente riconosciuto,
rinvierei anche alla definizione, dal punto di vista lessicale, del significato che ha il
termine "dittatore", termine che era già usato in alcune fasi dell'epoca romana con
una certa consuetudine, abitudine e anche correttezza rispetto alle forme di governo
che vigevano in quel momento) e confrontare, per l'appunto, l'idea che il Sigillo
Civico, un'onorificenza, una cittadinanza, un'intitolazione, un busto di un dittatore
possa o meno essere mantenuto o riproposto, con, invece, una Nazione, che ha avuto
sicuramente aspetti positivi e aspetti negativi in una storia che non è stata breve, mi
sembra essere un po' uno scivolone. Potremmo riproporre alcune cose, ma non
voglio togliere, limitare o condizionare l'intervento del Consigliere Cassiani, che
probabilmente interverrà dopo di me, quindi non cito altre Nazioni, magari anche
belligeranti, nel secondo conflitto mondiale, però una cosa è il dato storico, una cosa
è il riconoscimento del ruolo che una Nazione ha avuto, un'altra cosa è il
riconoscimento a una persona, a questa, come ad altre, che hanno avuto delle
responsabilità gravi, gravissime che sono responsabilità personali, sono
responsabilità individuali, sono anche certamente responsabilità politiche, ma sono
responsabilità la cui pesantezza risulta essere consegnata alla storia e alla storia di
tutti noi. Ribadisco, altro è, come dire, voler cancellare dalla toponomastica di questa
Città una Nazione.
Allora dovremo cancellare - così non tolgo la parola al Consigliere Cassiani - corso
Stati Uniti? Forse perché il corso Stati Uniti è nato da una lotta e da una guerra
civile, che ha visto, credo, decine di migliaia di morti, che ha avuto uno sterminio
degli indigeni di quel Continente, che ha preceduto quella lotta civile, ad esempio?
Mi sembrerebbe un'ipotesi un po' anacronistica e fantasiosa oggi, nel 2015, quella di
voler procedere ad una simile affermazione.
Allo stesso modo - mi spiace, Consigliere D'Amico -, è un'affermazione
anacronistica e fantasiosa, nel 2015, eliminare dalla toponomastica la dizione di
"corso Unione Sovietica", quando poi, paradossalmente - e mi avvio alla conclusione
-, coloro che oggi vorrebbero ricostruire, forse, non la storia, che non si ricostruisce,
ma la struttura, dal punto di vista del dominio territoriale, che ha in qualche modo
contraddistinto quell'esperienza, quella dell'Unione Sovietica, non sono certo
personalità politiche vicine alla sinistra, né di questo Paese, né alla sinistra
internazionale, perché tutto si può dire del signor Putin, ma certamente non che abbia
delle simpatie da questo punto di vista, ed è proprio lui che vuole, in qualche modo,
insieme ad altri, ricostruire quella visione imperialistica, ma, ripeto, la storia è altro
rispetto alla politica corrente.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Solo simpaticamente, perché il Consigliere Angelo D'Amico, oltre a condividere
l'Ufficio di Presidenza della V Commissione, è anche un Consigliere serio ed
impegnato. Ovviamente, immagino, capisco e comprendo che si debba fare quella
che ideologicamente è una battaglia politica, anche un po' mediatica, perché, in
qualche modo, questo è un tema che avrà un'eco giornalistica, però, ritornando alla
serietà della vicenda della toponomastica, credo che - mi ha un po' anticipato il
Consigliere Trombotto - la Germania del secondo conflitto bellico abbia fatto non
meno vittime, disastri e massacri di quanti l'Unione Sovietica. A nessuno a
Orbassano, a Rivoli o a Collegno è venuto in mente di cancellare la via dedicata alla
Germania, tanto meno a Milano viale Turchia, per quello che è stato fatto dai Turchi
nei confronti degli Armeni nel secolo scorso. Se vogliamo poi raccontare gli
stermini, gli omicidi e i massacri della storia, cambieremmo ovviamente la
toponomastica e anche la storia.
Io credo che la toponomastica vada lasciata lì a rappresentare una storia, così come la
storia: ognuno scrive quella che, in qualche modo, piace, poi però esiste la storia
storiografica ufficiale e la storia che ognuno veramente può piegare alle proprie
condizioni ideologiche, culturali e storiche.
Io ritengo che, per esempio, siano stati evocati in numerose piazze della Città episodi
straordinariamente drammatici, di sangue, che rappresentano battaglie, morti e
massacri; detto questo, piegarli al volere di qualcuno, che la pensa in un modo o in
un altro, diventa, secondo me, un fatto che non può più avere cittadinanza a ormai 70
anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e a molti anni dalla vicenda che ha
coinvolto l'Unione Sovietica da una parte, così come la Jugoslavia, che non esiste
più come Stato, come sappiamo, ma comunque mantiene una storia che non può
essere cancellata tirando una riga su una via che rappresenta quella storia.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Intervengo perché, dato che si è parlato di storia, ritengo giusto spiegare come mai
proprio l'Unione Sovietica, cioè non bisognerebbe ricordare l'Unione Sovietica per
quello che rappresenta: pensiamo al pogrom, pensiamo a quello che è successo in
Polonia con la pulizia etnica, pensiamo a quello che è successo in Finlandia sui raid,
in Estonia, in Jugoslavia, in Cecoslovacchia, ai campi Gulag di Stalin. I morti
quantificabili del comunismo sono miliardi nella storia. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ho detto del comunismo, non quelli della Cina, Consigliere Viale.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Per cortesia, fate finire il Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Perché, a differenza dello sterminio nazista, i morti dello sterminio comunista nell'ex
Unione Sovietica non si potranno mai calcolare, perché non ci sarà mai la possibilità
di poter intervenire.
Io oggi dico che quella è una tristissima pagina della storia, neanche tanto più
recente, che però andrebbe cancellata, esattamente come si vuole cancellare quella
pagina di storia del nazismo.
Corso Unione Sovietica oggi rappresenta quello che rappresenterebbe, se l'avessimo,
un corso Terzo Reich. Magari il Sindaco la pensa diversamente, però io credo che gli
orrori dell'Olocausto di Stalin siano paragonabili, se non superiori, a quelli di Hitler.
Quindi, ricordare oggi il nome di uno Stato che ha ancora le mani sporche di sangue,
vuol dire macchiarsi le proprie mani con lo stesso sangue di quelle persone che sono
morte in Russia e in ex Unione Sovietica.
Per questo motivo la riflessione sarà perpetua sul motivo per il quale noi dobbiamo
ricordare gente che ha ucciso. Ripeto, oggi dire "corso Unione Sovietica" significa
dire "corso Terzo Reich". Io credo che una Città come Torino dovrebbe cancellare
dalla sua storia quella triste pagina che l'ex Unione Sovietica ha rappresentato. Se
non vogliamo denominarla "Martiri dell'Unione Sovietica", un "corso Russia"
andrebbe benissimo.
Se volessimo agevolare la toponomastica, basterebbe inserire sotto "già corso ex
Unione Sovietica", esattamente come succede con tante altre vie di Torino.
Questo riconsegnerebbe un minimo di dignità a tutte quelle persone che sono morte
per mano comunista.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Oggi facciamo un bel ripasso di storia.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Mi spiace dover affrontare l'argomento, comunque ci tengo a chiarire che il
Movimento 5 Stelle si pone oltre le ideologie, quindi sicuramente non può essere
accusato di simpatie o di preferenze tra la destra e la sinistra, sicuramente non manca
di rispetto né alle idee di destra, né alle idee di sinistra, però sicuramente non accetta
le dittature, né di destra né di sinistra. Così come non condivido l'apprezzamento che
è stato fatto prima verso Benito Mussolini, anche solo nei titoli; non condivido
neanche un apprezzamento verso l'Unione Sovietica. Credo che basti - e lo consiglio
a tutti - andare a farsi un giro nei Paesi Baltici, in Ungheria o comunque nei Paesi
dell'Est Europa, parlare con chi ci ha vissuto ed è cresciuto lì, andare a vedere i
musei della occupazione sovietica e i musei dedicati a quanto è successo negli anni
del comunismo, per capire che effettivamente questo per una buona metà d'Europa è
stata una tragedia.
Detto questo, però, ciò che vorrei veramente dire è che credo che il Consiglio
Comunale di una Città che ha gravissimi problemi sociali di ogni genere, per non
dire che ha una parte significativa della città ridotta alla fame, forse dovrebbe
dedicare il proprio tempo ad altre cose e non a queste battaglie ideologiche. che
francamente lasciano il tempo che trovano. Quindi, penso che, di fronte alla semplice
e pratica esigenza di non costringere migliaia di torinesi che abitano in corso Unione
Sovietica, di aziende, eccetera, a cambiare il proprio indirizzo, i propri dati, a
spendere soldi e a preoccuparsi di una cosa del genere in un momento già così
difficile, tutto il resto della discussione potrebbe tranquillamente passare in secondo
piano.
È giusto che la Città si occupi anche della toponomastica, perché dobbiamo sapere
dove andare, ma francamente non mi metterei a creare complicazioni ai cittadini per
un'ennesima discussione ideologica, che fuori da questa Sala lascia veramente il
tempo che trova.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Il precedente intervento ha un po' anticipato la mia proposta, che intendo formulare
in maniera ufficiale. Io penso che il Consigliere D'Amico sia stato frainteso.
Secondo me il Consigliere ha voluto indicare che l'Unione Sovietica non esiste più.
Per cui, corso Unione Sovietica potrebbe essere sostituito, come diceva il Collega
Ricca, con corso Russia. Questa potrebbe essere una proposta percorribile.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Rammento a tutti che quella strada è divisa in tre tronconi: via Sacchi, corso Turati e
corso Unione Sovietica.
La parola al Consigliere Troiano.

TROIANO Dario
Intervengo solo perché a fronte di una proposta di mozione ideologica, ci sono state
soltanto proposte ideologiche. La realtà è molto più semplice. Io invito i Consiglieri
Comunali, che magari sono Consiglieri da più di un mandato, di studiarsi la storia
della città.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Comune di Torino decise
semplicemente di onorare le quattro grandi potenze che avevano aiutato l'Italia, e
anche la Germania, a uscir fuori da quel buco nero in cui si erano cacciati. Le quattro
Nazioni a cui sono stati intitolati quattro sedimi stradali sono: corso Francia, corso
Inghilterra, corso Stati Uniti e corso Unione Sovietica.
Già nel 2001 mi permisi di sconsigliare all'amico candidato Onorevole Roberto
Rosso di intraprendere una strada di questo tipo. Intanto perché non aveva molto
senso, ma poi ci sono delle aggravanti specifiche, perché se alla vecchietta di 90
anni, oggi, andiamo a spiegare che sostituiamo il nome di corso Unione Sovietica
con un nome di fantasia... perché sono tutti nomi fantasiosi: la Russia era uno degli
stati dell'Unione Sovietica. La storia di questo continente è stata fatta dall'Unione
Sovietica, non dalla Russia.
Siccome io ho già spiegato il perché dell'intitolazione di un corso importante della
nostra città a corso Unione Sovietica: quella è storia, tutto il resto è fantasia.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Il ragionamento del Consigliere Troiano - sono contento che sia intervenuto prima di
me - in realtà è perfettamente coerente con la premessa del presentatore della
proposta di mozione. Dire che ai tempi dell'Unione Sovietica questa potenza è stata
avvertita da Torino come una potenza liberatrice, che in quel momento non andava
valutata invece per tutti gli eccidi, i genocidi, le persecuzioni e le purghe da milioni
di morti che avrebbe posto dopo, è un po' come dire che quando Benito Mussolini è
stato insignito della cittadinanza onoraria era uno statista di questo Paese (forse non
si era neanche ancora nella guerra mondiale, se non sbaglio), andava bene così,
perché è storia.
Il paradosso è che le premesse sono identiche. Il Consigliere D'Amico ha vinto, non
bisogna neanche più votare, perché ha dimostrato lo strabismo con il quale questo
centrosinistra guarda la storia. Per cui, se il giudizio politico su Mussolini che date è
quello solo di dittatore, senza vederne le possibili luci nei venti anni di governo,
allora va tolta, anche se è un provvedimento di decenni fa, la cittadinanza onoraria,
mentre altre Amministrazioni Comunali di centrosinistra non l'hanno fatto, per
esempio, e non credo che siano filo-fasciste, a meno che non si voglia andare nel
ridicolo.
Dall'altra parte, invece, la proposta di togliere il nome - voglio fare una precisazione
- non di una nazione, ma di un regime, che sono due cose diverse, perché non è
Russia o Confederazione degli Stati Indipendenti, ma è Unione Sovietica, che porta
al soviet, che era un regime ideologizzato, non porta al popolo russo o ai popoli che
erano governati a quel tempo da quel regime.
Per cui, mi stupirei se arrivasse un'indicazione di voto diversa dall'approvazione,
perché altrimenti bisognerebbe pensare che ci sia un'apologia dei crimini sovietici in
questa Sala Rossa. E io, sinceramente, non lo credo. Per cui intervengo nella serenità
della consapevolezza che ci sarà un'approvazione all'unanimità. Se invece ci saranno
dei piccoli problemi amministrativi e toponomastici, come è già stato fatto in altri
casi, verranno verificati in quella sede.
Il passaggio è storico-politico, non è altro. Il fatto di pensare che l'Unione Sovietica
passi alla storia semplicemente come una delle 4 o 5 potenze vincitrici della Seconda
Guerra Mondiale è riduttivo, perché in realtà verrà - anche se forse non da questa
maggioranza, ma dall'umanità - ricordata come una delle più spietate dittature che
abbiano insanguinato la storia dell'uomo.
Intendiamoci, questa votazione sarebbe solo conseguente a questo giudizio, che è
ampiamente condiviso nella cittadinanza. Certo che se la votazione andrà
diversamente, capirò: questa è una Città che ci ha messo 60 anni e più a intitolare un
giardino ai martiri delle foibe.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale. Le rammento che ha tre minuti.

VIALE Silvio
Sono contento che si discuta questa proposta di mozione, perché è la seconda volta
che discutiamo di questioni di toponomastica in Consiglio Comunale, anche se il
Regolamento dice di non farlo, tant'è vero che la proposta su Pasolini fu dichiarata
non ammissibile.
Tecnicamente è possibile farlo, perché basta mettere sotto ex Unione Sovietica,
mettendo sopra cosa vogliamo. È stato già fatto, perché il primo pezzo di corso
Unione Sovietica si chiama corso Filippo Turati, modificato da questo Consiglio
Comunale negli anni '60. E se non sbaglio corso Unione Sovietica comincia non dal
numero 1, ma da un numero successivo, non ricordo più quale; quindi è già stato
fatto.
Rimane un aspetto che secondo me è fondamentale ed è questo: ho fatto finta di non
ascoltare l'intervento dei Consiglieri Trombotto e Cassiani, perché mi
convincerebbero del contrario, mentre il Consigliere Troiano è stato più cauto. Il
problema non è discutere chi nella storia ha fatto più crimini, o più Gulag. Il punto
non è chi ha fatto più morti nella storia, ma è molto semplice: corso Unione Sovietica
in quel momento ricordava una delle potenze vincitrice della seconda guerra
mondiale, che hanno favorito quello che siamo oggi.
Pensare di non ricordare questo aspetto, con tutti i giudizi che la storia darà poi...
peraltro ho già sentito giudizi sugli Stati Uniti... fa parte della contemporaneità, però
rimane quello. È come se oggi ci fosse da qualche parte la via Sacro Romano
Impero: non è che andiamo a eliminarla perché il Sacro Romano Impero non c'è più
da tantissimo tempo, o la Repubblica Romana o qualunque altra cosa.
Quindi credo che la proposta di mozione sia da respingere, semplicemente perché è
strumentalmente e volutamente politica e come tale merita una risposta storico-
politica contraria.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Informo il Consigliere Viale che non è stato commesso un errore, perché è vero che
la discussione verte sulla proposta di cambiamento del nome di un corso, ma
l'impegnativa della proposta di mozione chiede al Presidente del Consiglio di
inserire, in Commissione Toponomastica, la variazione di denominazione del corso,
seguendo proprio la procedura prevista dal Regolamento.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Intanto questa proposta di mozione ha già sortito un effetto, perché siamo riusciti ad
aprire il dibattito all'interno di quest'Aula. Al Consigliere Cassiani dico che io posso
essere accusato anche di essere un fascista, questo per me non è un problema, ma non
di utilizzare questa richiesta di modificare il nome di corso Unione Sovietica per
avere una vista mediatica. Perché per chi mi conosce, e credo che sono pochi i
giornalisti che mi conoscono, anche perché io sono uno che non manda mai
comunicati stampa; voi direte "perché non fai nulla"; questo è un altro discorso, ma
non sono abituato a mandare comunicati stampa; non lo farò neanche quest'oggi e
non l'ho fatto quando ho presentato questo provvedimento. Quindi non è
assolutamente una questione mediatica.
Il Consigliere Marrone ha già espresso il mio pensiero per quanto riguarda le
modalità in cui sono state assegnate sia la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini,
che alla Unione Sovietica. Proprio per lo stesso motivo per cui è stata tolta la
cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, perché la storia ci ha detto, o vi ha detto,
che Benito Mussolini si è macchiato di gravi crimini, lo stesso è accaduto per
l'Unione Sovietica.
Quindi, io non ho fatto altro che usare lo stesso principio, non è una
strumentalizzazione politica. Dopodiché, se ciò non avverrà, vorrà dire che corso
Unione Sovietica verrà individuato dai cittadini come un corso dedicato a una
nazione che si è macchiata di crimini di guerra.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
mozione:
Presenti 34, astenuti 2, favorevoli 8, contrari 24.
La proposta di mozione è respinta.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)