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PORCINO Giovanni (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201500708/002, presentata in data 23 febbraio 2015, avente per oggetto: "Un MAO sempre più svizzero?" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Nel rispondere all'interpellanza ho chiesto ed ho ottenuto dalla Fondazione Musei Torino una relazione, credo, puntuale sui vari interrogativi posti. Partirei dal primo che chiedeva: "chi, oltre al dottor Biscione, abbia risposto alla 'call'". Alla scadenza del termine del 19 dicembre previsto nel bando per la selezione del direttore del MAO sono pervenute 18 candidature. Secondo quesito: "quale sia il contenuto del progetto vincente presentato dal dott. Biscione". La Fondazione Torino Musei mi ha allegato alla nota che sto leggendo il progetto presentato dal dottor Biscione, che, ovviamente, lascio a disposizione dei Consiglieri e che, credo, descriva sufficientemente bene qual è stato l'oggetto del contenuto progettuale proposto dal dottore medesimo. Terzo interrogativo: "come sia stata scelta la composizione della commissione che ha valutato il nuovo direttore e come mai ci fossero ben due soggetti stranieri e un professore di Udine". Al fine di valutare le candidature pervenute in ottemperanza al mandato ricevuto dal Consiglio Direttivo della Fondazione del 19 dicembre è stata nominata una commissione internazionale di alto livello scientifico composta dal prof. Giovanni Curatola, ordinario di Archeologia e Storia dell'Arte Musulmana presso l'Università di Udine, considerato tra i massimi esperti internazionali di arte islamica, dal prof. Gilles Béguin, conservatore generale onorario del patrimonio in Francia, ex direttore del Museo Cernuschi di Parigi ed ex membro del comitato scientifico della Fondazione Torino Musei e dal prof. Jules Carsten accademico di chiara fama, direttore di prestigiosi musei di arte presso la città di Copenaghen. La Commissione, composta da indiscusse e alte professionalità, ha esaminato in autonomia le candidature e al termine ha fornito alla Fondazione le proprie valutazioni. Quarto quesito: "se la commissione abbia ritenuto o meno di portare a colloquio tutti i candidati o uno solo". La commissione ha proposto una short list di quattro candidati tra le 18 candidature pervenute, dopo aver valutato i curricula e i progetti presentati e senza chiamare a colloquio i candidati. Quinto quesito: "come mai il soggetto vincitore della 'call', antropologo di formazione, non soddisfi, almeno dall'estratto del CV pubblicato sul sito della Fondazione, il requisito delle competenze in lingue orientali". Si precisa - questa è la risposta - che la conoscenza delle lingue orientali non era un requisito del bando. Tra i requisiti del bando si richiedeva esclusivamente la buona conoscenza della lingua italiana e inglese. Sesto quesito: "come mai sul CV non si faccia riferimento all'esperienza del dott. Biscione nel comitato scientifico del museo di Lugano e se la commissione ne fosse a conoscenza". Il Curriculum Vitae pubblicato nel comunicato stampa è, ovviamente, un estratto di quello presentato dal dott. Biscione in sede di selezione; nel Curriculum Vitae completo sono infatti specificati gli incarichi di carattere scientifico ricoperti, tra i quali quello di membro del comitato scientifico del Museo delle Culture di Lugano nel periodo 2005-2010, quindi la commissione ne era pertanto a conoscenza. Quesito 7): "se si ritenga opportuno che chi dovrà decidere sull'accordo del MAO con il Museo di Lugano sia (o sia stato) un membro del comitato scientifico dello stesso Museo di Lugano nonché amico dell'attuale direttore che ha svolto una consulenza per il riassetto del MAO". Si fa presente la presentazione del documento "Stato dell'arte e interventi di riassetto del MAO", utile per la ridefinizione dell'assetto gestionale e organizzativo del Museo, anche al fine di garantire al nuovo direttore del MAO la necessaria autonomia organizzativa e scientifica. Il rapporto tra la Fondazione Torino Musei e la città di Lugano è stato risolto consensualmente già prima della nomina del nuovo direttore del MAO. La collaborazione con la città di Lugano, oltre alla realizzazione del documento sopraccitato, ha reso possibile la realizzazione della mostra "L'incanto delle Donne del Mare. Fosco Maraini", visitata da 20.700 visitatori con un utile da parte della Fondazione di circa 50.000 Euro. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore delle risposte. Chiedo solo, eventualmente, all'Assessore se è disponibile a specificare se ho capito bene: di fatto la Fondazione Torino Musei ha deciso di rescindere il contratto con Lugano? Quindi dei 66.000 Euro annui per quattro anni su cui la Fondazione Torino Musei aveva la possibilità contrattualmente di rescindere, valgono solo per il 2014 e quindi dal 2015 in avanti, la Fondazione Torino Musei a nome del MAO non avrà più alcun esborso nei confronti di Lugano? Chiederei solo conferma di questo. Continuo ad avere delle perplessità, invece, su come è avvenuta questa nomina. A prescindere dalla vicenda dell'accordo con Lugano, su cui ho forti perplessità, e l'Assessore lo sa, ne abbiamo discusso tantissime volte, quindi non voglio ripetermi e non voglio neanche che l'Assessore si ripeta. Effettivamente si è concluso l'accordo, nel senso che magari continua ad esserci una parte di collaborazione in qualche modo continuativa, non a scopo oneroso, per cui le due parti continueranno a collaborare, ma non c'è una richiesta da parte del Museo di Lugano di ricevere delle risorse. Sinceramente mi spiace perché considero comunque uno spreco i 66.000 Euro del primo anno, ma quantomeno sono contenta perché dal 2015 in poi questo esborso non ci sarà più. Tornando sullo specifico di questa nomina, o meglio di questo bando, ho due perplessità: a differenza di come è avvenuto in altri casi, anche nostri, ad esempio nel caso del Museo A come Ambiente, che tra l'altro è un tema su cui ho avuto molte cose da ridire, oppure come è avvenuto ad esempio nel caso della call fatta dal Museo di Siena, non ho visto alcuna graduatoria verbalizzata. Immagino che in realtà una graduatoria sia stata stilata dal Consiglio, dalla Fondazione Torino Musei, perché deve essere verbalizzata in qualche modo, visto che tra l'altro mi ha detto che ci sono 18 persone che hanno risposto al bando e, di queste, quattro sono state portate ai colloqui. Mi piacerebbe sapere effettivamente qual è la graduatoria e perché non è stato deciso di pubblicarla on line. Lo dico perché questo secondo me permetterebbe innanzitutto di tutelare il vincitore, ma anche tutti coloro che hanno partecipato al bando, trattandosi di call pubblica. Mi permetta inoltre di dissentire su una cosa che a me ha lasciato un po' perplessa, cioè il tema delle competenze. Ho guardato il bando e a me risultava che in realtà fossero richieste competenze in lingue orientali e storia dell'arte orientale. Il fatto che un bando pubblicizzato a livello internazionale faccia sì che poi in qualche modo venga dato il ruolo e venga di fatto indicato un personaggio che non ha queste due competenze, mi fa pensare due cose: o che nessuno all'interno dei 18 candidati avesse queste competenze e, allora abbiamo fatto una call internazionale, un bando internazionale, evidentemente abbiamo messo dei requisiti a cui nessuno è stato in grado di rispondere, oppure, dall'altra parte, che qualcuno ha deciso che, in realtà, quei requisiti non erano più fondamentali e allora la domanda sorge spontanea. Ma se quei due requisiti non erano fondamentali, allora tanto valeva non metterli nel bando, perché a quel punto altri soggetti che avevano competenze, non quelle specifiche, ma simili a colui che ha vinto potevano in qualche modo partecipare. Quindi su questo continuo ad avere forti perplessità. Probabilmente nel momento in cui mi auguro verrà accolto l'appello e pubblicata in modo trasparente la graduatoria, verrà pubblicato secondo me anche sul sito il progetto che ha presentato il dott. Biscione vincitore, si capirà magari qualcosa di più, però in realtà dal bando ho identificato queste due competenze come necessarie e non mi risulta che ci siano nel curriculum del vincitore, quindi mi lascia davvero un po' perplessa. Poi l'altro tema riguarda la commissione. Capisco la necessità di far sì che la composizione della commissione sia il più internazionale possibile, riconosco sicuramente le competenze dei soggetti individuati, però la domanda mi sorge un po' spontanea: è possibile che l'unico membro italiano all'interno di una commissione debba essere per forza un soggetto che arriva, guarda caso, da Udine, la città da cui proviene il vincitore? Mi rendo conto che forse le mie sono paranoie, però, se si mettono insieme tutte le cose che sono accadute in questo ultimo anno circa la vicenda del Museo di Lugano e anche la conclusione di questa nomina, ci sono una serie di coincidenze che sono dal mio punto di vista al limite dell'incredibile. Intanto il fatto che questa persona nominata fosse nel comitato esecutivo del Museo di Lugano, mi sento di poter dire che è quasi in conflitto di interesse. Poi ben venga, ho già appreso che, se così è, la decisione è stata presa prima e quindi questo effettivamente distoglie in parte il problema. Certo è che mi sembra un po' di rivedere, di risentire Castellani che diceva che a Torino si conoscono sempre tutti, il mondo è piccolo e sembrerebbe anche qui, perché poi alla fine sono sempre le stesse persone in qualche modo, da Scuderi alla vicenda di Biscione, alla vicenda di queste risorse che escono; non lo so, ho veramente fortissime perplessità. Detto ciò concludo chiedendo due cose: la prima, se mi conferma che le risorse dal 2015 in poi non verranno più spese dalla Fondazione Torino Musei; la seconda, in tema di trasparenza, che venga pubblicata la graduatoria, che venga pubblicato sul sito il progetto del vincitore in modo tale che tutti possano vedere effettivamente come è stato fatto. Tra l'altro, ribadisco non chiedo nulla di strano perché mi risulta che in tanti altri casi, ad esempio al Museo A come Ambiente, la graduatoria sia stata pubblicata. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Mi sembra doveroso rispondere ai tre quesiti formulati dal Consigliere. Rispetto alla questione relativa alla graduatoria, voglio spiegare per l'ennesima volta in questa Aula che il sottoscritto è protempore come rappresentante della Città di Torino all'interno della Fondazione Musei Torino, come Consigliere della Fondazione ho partecipato alla discussione preventiva rispetto alla ricerca del nuovo direttore. Ho riferito già in quest'Aula su un'altra interpellanza che il rapporto con il Museo di Lugano, che era stato costituito, venuto meno il rapporto di lavoro con il precedente direttore del MAO, proprio per impostare ovviamente un piano progettuale specifico rispetto al futuro di questo museo, si è concluso prima delle date ipotizzate e appena abbiamo avuto contezza di questo documento importante sulla riprogettazione del Museo e del suo futuro abbiamo inteso interrompere consensualmente il rapporto con il Museo di Lugano e a quel punto indire ovviamente una call pubblica per la ricerca del nuovo direttore, perché riteniamo come dall'inizio che ovviamente un Museo, oltre che avere un proprio indirizzo di carattere strutturale, debba essere affidato alla competenza di un direttore. Anche in questo caso come Consigliere all'interno del Comitato Direttivo ho valutato il bando pubblico, lo abbiamo approvato. Abbiamo dato mandato alla Presidenza di seguire la strada di una commissione di carattere internazionale, vista la materia. Sappiamo che si tratta di un Museo di Arti Orientali, quindi di un mondo specifico, nel quale ovviamente vi devono essere degli interpreti che siano al massimo livello delle possibilità della Fondazione di poter valutare i progetti specifici presentati dai ricorrenti. Le valutazioni sono state fatte sui 18 curricula e sui 18 progetti presentati dai candidati. Sono stati fatti esclusivamente da questa commissione, la quale ci ha riportato una valutazione, sottoponendo al Comitato Direttivo una rosa di quattro persone che a loro modo di dire rispondevano meglio di tutti gli altri ai requisiti richiesti dal bando. All'interno di questa rosa di quattro persone la commissione ha segnalato all'unanimità come il dottor Biscione fosse la persona a loro modo di giudicare, tra virgolette, più "completa" in relazione a quel compito. Sulla base di questa valutazione, quindi non c'è una graduatoria, prima Appendino, secondo Braccialarghe, terzo e quarto, eccetera. C'è una valutazione in cui la commissione dice che, tra i 18 candidati, prenderebbe in considerazione questi quattro signori, che hanno presentato questi tipi di progetti. A loro giudizio hanno al loro interno un'eccellenza, che segnalano e, sulla base di questi elementi, dopo una discussione, il Consiglio Direttivo all'unanimità ha deciso di conferire la nomina al dott. Biscione. L'ho consegnato questa mattina qui, ed è quello che posso fare, mentre adesso chiederò alla Fondazione se non ritenga opportuno farlo sul proprio sito. Io consegno qui, come dovere nei confronti del Consiglio, il progetto presentato dal dottor Biscione e, quindi, per me è già pubblico, in quanto è stato presentato a voi in questa sede; starà alla Fondazione decidere se pubblicarlo o meno all'interno del proprio sito. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per una breve replica, al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Assessore, sarò molto breve, perché, in realtà, l'interpellanza parte da un presupposto che è proprio la conclusione dell'interpellanza di novembre e ricordo, sono andata a leggere il verbale, che, allora, lei aveva detto: "(…) L'accordo esiste ed è un accordo, per come è scritto, dal quale il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Torino Musei può recedere (…). Sulla motivazione di proseguire o meno, molto dipenderà dal fatto che si individui un nuovo direttore del MAO - lo abbiamo fatto - e dal giudizio che il nuovo direttore del MAO darà sul proseguimento o meno di questa collaborazione". Ci eravamo lasciati così, tra l'altro con il precedente che ricorderà della dottoressa Pagella, che in Commissione aveva detto che l'intenzione era di rescindere, e poi la dottoressa Asproni aveva sconfessato quanto detto dalla dottoressa Pagella, dopo che il Museo di Lugano aveva fatto in qualche modo una rettifica a mezzo stampa. Su questo, oggi ho appreso una cosa diversa: in realtà, se ho capito bene, la Fondazione Torino Musei ha deciso prima di rescindere (di questo ne prendo atto e sono contenta). Ribadisco che, quando si fa una call pubblica, in primo luogo bisogna farsi carico (e la ringrazio), come ha detto anche oggi rispetto alla Fondazione Torino Musei, di pubblicare il progetto vincitore che ha presentato il dott. Biscione; quindi, accolgo questa notizia con piacere e, a questo punto, se non è possibile, perché non è stata fatta una graduatoria (ma, personalmente, questo mi stupisce un po'), farò l'accesso agli atti per sapere effettivamente chi sono i 18 soggetti e che cosa hanno presentato. Dal punto di vista della trasparenza ed avendo forti perplessità sulle competenze del soggetto rispetto a quanto è descritto nel bando, mi farò carico personalmente di fare un accesso agli atti (mi rendo conto che lo farò presso la Fondazione Torino Musei). PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |