| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201500389/002, presentata in data 2 febbraio 2015, avente per oggetto: "Area ex ISVOR, cantiere infinito e opere pubbliche mancanti" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Risponderò articolando la risposta nei sette quesiti posti. Al punto 1) rispondiamo che, fermi restando i termini per l'esecuzione dell'intervento di cui al punto 5), sono state richieste all'impresa costruttrice informazioni sul possibile cronoprogramma operativo, ad oggi non pervenute. 2) Il contributo di costruzione previsto, pari a Euro 3.955.076,00, è stato integralmente versato. L'ulteriore somma relativa alla monetizzazione delle aree a servizi pubblici, pari ad Euro 2.840.880,00, risulta versata in sede di stipula della convenzione. Con pratica edilizia del 22 dicembre 2014, protocollo 2014 1520655, è stata richiesta una Variante riguardante essenzialmente opere interne, attualmente in corso di istruttoria. 3) Con la deliberazione del Consiglio Comunale n. mecc. 201000968/009 del 23 luglio 2010, di approvazione del permesso di costruire convenzionato relativo all'area ex ISVOR, era previsto l'impegno della Città di indicare con il soggetto attuatore, d'intesa con la Circoscrizione 8, un'area idonea per la collocazione di un asilo nido, da realizzare a cure e spese del soggetto attuatore stesso, per un importo pari ad Euro 1.300.000,00. A seguito di una serie di ricognizioni puntuali sul territorio della Circoscrizione 8, è stata ritenuta come idonea l'unica area da anni in disuso denominata piazzale Parri, posta all'angolo tra via Tiziano Vecellio e il controviale di corso Massimo D'Azeglio, di proprietà demaniale. Su detta area è stato sviluppato un progetto di fattibilità dell'asilo, sul quale si sono di massima espressi positivamente, per quanto di rispettiva competenza, il Servizio Edilizia Scolastica e il Presidente della Circoscrizione 8. Per dare corso alla realizzazione dell'asilo nido in questione è in corso di perfezionamento la sdemanializzazione dell'area succitata. L'impegno e la realizzazione dell'asilo nido è disciplinato dall'articolo 6 della relativa convenzione stipulata il 2 novembre 2010, che recita: "In relazione alla previsione di realizzare un edificio di pubblico interesse da destinare ad asilo nido, sull'area che sarà indicata dalla Città, il proponente si impegna a realizzare, a titolo di contributo aggiuntivo e a propria esclusiva cura e spese, tutte le opere edilizie necessarie, escluse le decorazioni e l'arredo mobile per un ammontare complessivo di circa Euro 1.300.000,00. La realizzazione dell'asilo nido dovrà essere ultimata entro 24 mesi dall'approvazione da parte della Città del progetto esecutivo presentato dal proponente, ai sensi del successivo articolo 12, e contestuale consegna dell'area, o qualora l'area di intervento non fosse immediatamente disponibile, entro 24 mesi dalla consegna dell'area stessa da parte della Città. La consegna alla Città dell'asilo nido dovrà avvenire previo collaudo dell'edificio. Qualunque importo derivante dai conteggi definitivi, relativi alla realizzazione dell'asilo nido, sarà comunque a carico del proponente che dovrà consegnare l'opera finita in tutte le componenti edilizie". 4) In merito alla possibilità di realizzare l'asilo nido all'interno dell'area oggetto del cantiere, si ricorda che tale ipotesi contenuta in una versione del progetto proposto è stata ritenuta non idonea in sede di discussione della II Commissione e, pertanto, annullata a favore di quanto predetto. 5) Sulle tempistiche relative all'attuazione, si segnala che su richiesta del soggetto attuatore è stata concessa una proroga per l'ultimazione dei lavori del permesso di costruire convenzionato 48/C/2011 al 19 dicembre 2020 e per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione al 2 novembre 2019. 6) Il rispetto delle prescrizioni introdotte dall'articolo 22, comma 11, del Regolamento del Verde Pubblico e Privato relative alle porzioni di area libera da destinare a verde in piena terra sono state ottemperate prevedendo la realizzazione del 10% in area piena terra posta nel cortile degli edifici, in prossimità dello spigolo tra corso Dante e corso Massimo D'Azeglio, nonché con una quota pari al 20% con verde pensile, verticale e orizzontale posto sempre all'interno del cortile dei nuovi edifici. 7) In merito agli adempimenti in materia di pulizia dei marciapiedi, si rimanda a quanto previsto dal Regolamento per la Gestione dei Rifiuti Urbani e dal Regolamento di Pulizia Urbana. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Noi abbiamo presentato questa interpellanza che, ovviamente, non è la prima su questa vicenda, che, peraltro, è ormai lunga e annosa e comincia, come lei ha ricordato, nella passata tornata amministrativa e, ho appreso adesso dalla risposta, finirà nel 2020, se va bene, per cui parte delle preoccupazioni che hanno portato all'interpellanza stanno proprio nel fatto che i cittadini che già, come noto, si sono opposti al progetto, sono andati, hanno fatto ricorso arrivando fino al Consiglio di Stato, insomma hanno dei problemi consistenti con il cantiere che sorge davanti a loro, se lo trovano per di più in uno stato di avanzamento molto lento, perché, vista credo l'attuale situazione economica, risulta che quanto è stato costruito è soltanto una parte di quanto doveva essere realizzato e, per di più, la vendita delle unità immobiliari non sta andando benissimo, almeno da quanto risulta dalle informazioni in nostro possesso, quindi chiaramente tutta la realizzazione del processo è rallentato. Da questo punto di vista, uno degli obiettivi di questa interpellanza era chiedere alla Città un po' più di attenzione per quanto succede in questa area e, in generale, in tutte queste grandi trasformazioni, nel senso che ormai, proprio a causa della situazione economica, ci troviamo in una condizione in cui questi cantieri partono e non si sa quando finiscono. Questo però non è bello, perché se già uno può magari avere un problema con il progetto realizzato una volta finito, immaginiamo una persona che vive lì e si trova davanti un cantiere enorme che occupa due isolati praticamente, che però rimane in uno stato di metà dell'avanzamento lavori, con tutti i conseguenti impatti sulla vivibilità, sull'ambiente, sul rumore, polveri, eccetera. Quindi si chiede che la Città cerchi di accelerare la realizzazione di questi lavori e non di concedere proroghe all'infinito, in modo da permettere al cantiere di rimanere aperto sempre più avanti. A maggior ragione quando, come è successo in questo caso, poi l'ultima parte che viene realizzata sono i pubblici servizi, che sono obbligatori per legge. Questo è un film già visto, peraltro, perché ricordo, per esempio, il primo che mi viene in mente è l'intervento di via Benevento-via Rosazza, eccetera, anche lì i palazzi erano venduti da dieci anni e ancora bisogna realizzare i servizi pubblici previsti nell'intervento. Anche qui sembra che siamo un po' in questa situazione, perché capisco che adesso si è scelto di fare l'asilo su un'altra area, a due o tre isolati di distanza, quindi va bene, però adesso dice che l'area è da sdemanializzare, insomma ci siamo persi nella burocrazia, però anche qui l'asilo forse lo vedremo nel 2020, mentre i palazzi hanno incominciato ad essere realizzati già da qualche anno; lo stesso dicasi per la piazza e per il parcheggio che capisco anche che possano essere l'ultima cosa che si realizzi, però anche lì sembra che passino sempre in secondo piano. Quello che si chiederebbe all'Amministrazione è, perlomeno, di fare quanto è nella propria possibilità nell'interazione con il costruttore per garantire la vivibilità del cantiere finché esso rimarrà aperto. Ciò significa, intanto, cercare di avere questo cronoprogramma, che è stato richiesto e non è stato fornito; quindi, se riuscissimo a conoscere le intenzioni del costruttore sarebbe meglio, anche per permettere al quartiere di organizzarsi e, poi, garantire un minimo di pulizia. Capisco che, per quanto riguarda la risposta all'ultimo punto, si rimandi semplicemente al Regolamento di Polizia Urbana, però una volta che rimandate ai Regolamenti magari si potrebbe avere qualche interlocuzione con il costruttore, piuttosto che, intanto, mandare i Vigili Urbani a controllare la situazione e cercare di ricondurre a miti consigli il costruttore, affinché, ad esempio, si preoccupi di mantenere la pulizia, come è doverosa, dei marciapiedi e di tutto quello che è di sua competenza, cercando di ridurre l'impatto anche in termini di degrado sul quartiere circostante. A questo punto, visto che la risposta è già stata rinviata da alcune settimane, non ho capito se c'è speranza che questo cronoprogramma arrivi a breve o se l'idea è che non arriverà mai, per cui mi chiedo se rimandare l'interpellanza in Commissione, sperando che, nel giro di qualche settimana, arrivino ulteriori informazioni e magari in quella sede avremo la possibilità di approfondire alcune delle questioni rimaste. Non so se questa ipotesi sia realistica, ma mi sembra un buon modo di proseguire. Visto che stiamo ancora aspettando dal costruttore le informazioni sul cronoprogramma, chiederei di rimandare l'interpellanza in Commissione e di rivederla tra qualche settimana con le informazioni aggiuntive. PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico al Consiglio Comunale che questa interpellanza viene rimandata in Commissione per approfondimenti. |