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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Marzo 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-00402
COMPLESSO IMMOBILIARE DI PROPRIET? COMUNALE DENOMINATO ARCATE (EX MOI). CONVENZIONE AI SENSI DELL'ARTICOLO 19 DELLE NUEA DI P.R.G. TRA CITTA', POLITECNICO DI TORINO E UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO. APPROVAZIONE.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201500402/009,
presentata dalla Giunta Comunale in data 3 febbraio 2015, avente per oggetto:

"Complesso immobiliare di proprietà comunale denominato Arcate (ex MOI).
Convenzione ai sensi dell'articolo 19 delle NUEA di P.R.G. tra Città, Politecnico di
Torino e Università degli Studi di Torino. Approvazione".

della proposta di mozione n. mecc. 201500831/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Curto in data 2 marzo 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201500402/009) 'Complesso
immobiliare di proprietà comunale denominato Arcate (ex MOI). Convenzione ai
sensi articolo 19 NUEA di P.R.G. tra Città, Politecnico di Torino e Università degli
Studi di Torino. Approvazione'".

della proposta di mozione n. mecc. 201500819/002, presentata dai Consiglieri Greco
Lucchina, Marrone, Liardo e Furnari in data 2 marzo 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201500402/009) - Complesso
immobiliare di proprietà comunale denominato Arcate (ex MOI). Convenzione ai
sensi dell'articolo 19 della NUEA di P.R.G. tra Città, Politecnico di Torino e
Università degli Studi di Torino. Approvazione".

della proposta di mozione n. mecc. 201500820/002, presentata dai Consiglieri Ricca
e Carbonero in data 2 marzo 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201500402/009) - Complesso ex
MOI".

della proposta di mozione n. mecc. 201500829/002, presentata dal Consigliere
Bertola in data 2 marzo 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201500402/009). Verifica
dell'opportunità di proseguire nella convenzione con Parcolimpico S.r.l.
relativamente alle Arcate ex MOI".

e della proposta di mozione n. mecc. 201500831/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Curto in data 2 marzo 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201500402/009) 'Complesso
immobiliare di proprietà comunale denominato Arcate (ex MOI). Convenzione ai
sensi articolo 19 NUEA di P.R.G. tra Città, Politecnico di Torino e Università degli
Studi di Torino. Approvazione'".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 26/02/2015 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
In Aula mi limiterò ad una sommaria illustrazione della proposta di deliberazione,
che è stata esaminata dalle Commissioni competenti nel corso di più sedute. Si tratta
di una proposta di deliberazione che prevede il convenzionamento, ai sensi
dell'articolo n. 19 delle nostre norme di attuazione del Piano Regolatore, delle Arcate
MOI, identificate dal nostro Piano Regolatore come area a servizi pubblici.
In data 9 dicembre 2014, l'Università degli Studi ed il Politecnico di Torino hanno
rappresentato alla Città, attraverso una manifestazione di interesse, la possibilità di
sviluppare all'interno del compendio delle Arcate un importante progetto atto a
localizzare negli immobili più volte citati un importante polo di aggregazione
interuniversitario tra l'Università degli Studi (in particolar modo, la Facoltà di
Medicina e Chirurgia) ed il Politecnico di Torino per la realizzazione del Centro di
Ricerca Biomedico Politecnico.
L'oggetto della manifestazione di interesse è stato rappresentato a tutti i Consiglieri e
distribuito nel corso della seduta della Commissione. Con deliberazione del 15
dicembre 2014, la Giunta ha ritenuto, in virtù di tale manifestazione di interesse, di
sospendere l'efficacia del bando patrimoniale deliberato in data 15 luglio 2014, che
prevedeva il rilascio, attraverso procedure ad evidenza pubblica, di bando
patrimoniale del compendio delle Arcate, stante il rilevantissimo interesse pubblico e
soprattutto la natura pubblica dei soggetti che l'hanno rappresentato, in quanto il
progetto in sé e la vocazione che si immagina di sviluppare all'interno delle Arcate
MOI è parsa all'Amministrazione di assoluta preminenza rispetto a qualunque altra
ipotesi.
In virtù di questi elementi, sono stati condotti gli opportuni approfondimenti tecnici e
in raccordo con l'Università degli Studi e con il Politecnico di Torino è stato steso un
disciplinare di convenzione urbanistica, che è agli atti, allegato alla proposta di
deliberazione in discussione e in votazione questa sera.
La medesima proposta di deliberazione è stata oggetto di un esame abbastanza
approfondito in Commissione. La Commissione ha audito i vertici delle Università,
che hanno rappresentato ai Consiglieri i contenuti specifici di questo progetto,
soprattutto per quanto riguarda le ricadute positive che si potranno avere per lo
sviluppo delle politiche, della ricerca e dell'innovazione tecnologica, per la
costruzione di posti di lavoro, per l'attrazione di imprese e, in generale, per lo
sviluppo di politiche virtuose per la nostra Città.
Oltretutto, nella valutazione di merito ci è parso che la soluzione proposta all'interno
della manifestazione di interesse dell'Università e del Politecnico fosse pienamente
coerente con gli obiettivi di riuso e rifunzionalizzazione delle Arcate e, soprattutto,
con l'esigenza di riqualificare una porzione di Torino che, in virtù della difficoltà di
allocazione delle Arcate e dei problemi di occupazione delle palazzine del villaggio
ex MOI, sta soffrendo da un po' di tempo un degrado complessivo crescente.
Per queste ragioni, è stata presentata all'attenzione del Consiglio Comunale la
proposta di deliberazione in discussione, che prevede, come è noto ai Consiglieri che
hanno seguito la discussione, il rilascio delle Arcate, attraverso una procedura di
concessione urbanistica per un periodo di 30 anni a titolo gratuito, e dell'intero
compendio delle Arcate, ivi incluse quelle che sono state conferite dalla Città alla
Fondazione 20 marzo 2006 e che, in virtù di questo conferimento, ad oggi sono
gestite da Parcolimpico S.r.l., che è il gestore operativo degli immobili post olimpici.
La convenzione demanda ad accordi negoziati tra Università, Politecnico e
Parcolimpico l'impegno anche di carattere eventualmente finanziario tra i medesimi
soggetti per l'utilizzo delle Arcate e prevede una serie di clausole che riassumo in
questi termini: ovviamente, vi sarà una stipula formale della convenzione ed entro 12
mesi i due Atenei si sono fatti carico di far partire i lavori all'interno del compendio
delle Arcate. Il tempo a valle della firma della convenzione sarà utile per la cessione
delle Arcate in capo ai due Atenei, che ne assumeranno la responsabilità e
svilupperanno il progetto, ovviamente in raccordo con la Città, che manterrà
all'interno delle Arcate il presidio costituito dalla palazzina H di sinistra, proprio per
rappresentare anche simbolicamente la propria presenza.
Ringrazio la Commissione che ha colto l'importanza strategica di questo intervento
per la Città, non tanto e non solo per quanto riguarda il riuso del compendio delle
Arcate, che comunque è una ferita aperta di questa città, ma soprattutto perché ha
saputo cogliere gli elementi di grande potenzialità che ha, per estensione e soprattutto
per la forza dei soggetti proponenti, un progetto di questo tipo, che auspichiamo
possa svilupparsi nel migliore dei modi, visto che contribuisce a costruire un tassello
fondamentale anche nell'auspicata Città della Salute e della Scienza, che la Regione
Piemonte immagina di allocare, in raccordo con la Città e con l'Università degli
Studi, nell'area di FIAT Avio e, in qualche modo, sotto questo profilo lo
consideriamo un'anticipazione.
Ci sarebbero molte cose da dire, però credo che sia utile limitarsi a questo breve
sunto, anche perché la questione è stata ampiamente trattata nelle Commissioni
Consiliari.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Vi ricordo che la discussione della proposta di deliberazione è congiunta con le 4
proposte di mozione.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Prima di intervenire, vorrei capire, dato che la discussione è congiunta e che le
proposte di mozione sono state distribuite all'inizio del Consiglio, se si può avere,
almeno per quanto riguarda il mio atto di indirizzo, il parere della Giunta
preventivamente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Non mi sottraggo alla discussione e faccio solo riferimento a questi elementi. Sono
pervenute quattro proposte di mozione di accompagnamento. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Scusi, andrò a memoria e spero di non dimenticare nulla.
Per quanto riguarda la proposta di mozione presentata dal Consigliere Bertola, il
parere è negativo, perché il Consigliere Bertola, al di là di alcune affermazioni che fa
nella narrativa, immagina un percorso che non è attuabile, così come peraltro da me
riportato in più occasioni nella discussione in Commissione, e sostanzialmente
associa un elemento di convenzionamento urbanistico ad un elemento che attiene ai
rapporti tra la Fondazione 20 marzo 2006 ed il soggetto privato, che nulla hanno a
che vedere con l'oggetto specifico della proposta di deliberazione.
Esprimo personalmente, ma credo di averlo già detto in Commissione e lo ribadisco
in Aula, un parere sostanzialmente favorevole alla proposta di mozione presentata
dai Consiglieri Appendino e Curto, che chiedono alla Giunta di farsi parte attiva per
verificare le condizioni di un rilascio a titolo gratuito non solo da parte della Città,
ma anche da parte di Parcolimpico. Sotto questo profilo, come ho già detto, mi farò
parte attiva; non esiste un obbligo convenzionale, ma certamente proveremo a
sviluppare questa interlocuzione.
Le altre due proposte di mozione invece, una presentata dalla Lega Nord e l'altra dai
Consiglieri Greco Lucchina, Marrone, Liardo e Furnari, nella versione che considero
integrata (quindi, con l'emendamento), sostanzialmente pongono il problema delle
palazzine occupate nel complesso delle Arcate. Fondamentalmente, le due questioni
sono completamente disgiunte, perché ricordo all'Aula che le palazzine MOI non
sono nella disponibilità della Città e, pertanto, le palazzine oggetto di occupazione
abusiva (oltretutto sotto sequestro, come è noto) non sono nelle condizioni di poter
essere nella disponibilità della Città.
Mi pare ovvia anche la ragione politica per cui si tende ad accoppiare ad un elemento
positivo come quello dell'occupazione delle Arcate MOI (in questo caso, da parte
dell'Università e del Politecnico) l'occupazione abusiva delle palazzine. Non ho
particolari riferimenti, perché, sostanzialmente, nel testo emendato si chiede di
verificare le condizioni per la liberazione delle palazzine e su questo tema lascio la
parola al Consiglio. Di per sé, non vi è alcun problema a venire ulteriormente a
riferire relativamente a quello che è lo stato dell'arte delle palazzine ex MOI, ben
consapevoli però, lo dico formalmente a verbale, di dove albergano le responsabilità,
che non sono in questo momento ascrivibili in alcun modo alla Città di Torino, in
quanto né è proprietaria degli immobili, né è in connessione funzionale l'oggetto
della proposta di deliberazione, perché si tratta di proposte di mozione di
accompagnamento ad una proposta di deliberazione che, però, non attiene al tema
delle palazzine. Lascio, quindi, la valutazione alle forze politiche. Di per sé, se il
Consiglio lo ritiene, per quanto riguarda il tema delle impegnative previste, si può
tranquillamente venire a riferire nelle Commissioni opportune rispetto allo stato
dell'arte delle palazzine.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Nell'intervenire sulla proposta di deliberazione, in realtà mi ricollego
all'interpretazione sulle proposte di mozione dell'Assessore, ovvero se si chiede al
Consiglio di votare una proposta di deliberazione che costituisce per la prima volta
una concreta prospettiva di rilancio di tutta quell'area, ricordiamo che è diversa la
compagine proprietaria, ma è sostanzialmente unitaria la struttura di quell'area.
Infatti, l'ex MOI è tanto l'ex mercato ortofrutticolo delle Arcate, tanto le nuove
palazzine olimpiche, che, peraltro, sono anche strutturalmente connesse dalla stesse
recinzione. Lo ricordo perché, altrimenti, sembra che parliamo di due elementi, uno
sulla Luna e uno su Marte.
Ovviamente, in questo caso si sta chiedendo una cosa sola, cioè mentre ricordiamo
che le Arcate sono, insieme alla Circoscrizione, quindi di totale disponibilità diretta
dell'Amministrazione Comunale, è vero che la proprietà delle palazzine è del Fondo
Città di Torino, che - l'Assessore mi correggerà magari -, per un terzo, è di Prelios,
che è l'ente gestore e capofila, per un terzo di Banca Intesa Sanpaolo e, per un terzo,
del Comune di Torino. In queste proposte di mozione (anche se con una leggera
sfumatura, ma il tema è quello) si chiede a questa Amministrazione Comunale di
attivarsi e di essere parte attiva nella sede che le è propria, ovvero il Tavolo
Provinciale della Sicurezza (dove è a stretto contatto con la Prefettura e la Questura),
per verificare le condizioni di una tempestiva esecuzione di quanto, peraltro, ha già
deciso in piena autonomia il Tribunale di Torino, ovvero il sequestro di quelle
palazzine.
Credo che il Consigliere Greco Lucchina interverrà più compiutamente sul tema, ma
se si decide una vocazione universitaria di ricerca per le Arcate, è inutile non creare
le condizioni per i tanti privati che sappiamo essere interessati a realizzare residenze
universitarie vicine a quelle che ci sono già dell'Edisu, nelle palazzine attualmente
occupate, e non attivarsi, nei limiti dei poteri di questa Amministrazione, per
consentire la realizzazione, a chi lo voglia, di quelle residenze universitarie, peraltro
con un ritorno economico, per quota parte di un terzo, anche per la Città di Torino.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ripercorrerò qui in Aula, anche per il verbale, quanto è accaduto in Commissione e
qualche osservazione che ho fatto in Commissione la rifarò anche oggi a verbale,
perché mi sembra doveroso anche nei confronti del Consiglieri che non hanno
partecipato alle Commissioni e, quindi, magari non hanno approfondito l'atto.
Faccio una premessa che mi sembra doverosa e vorrei che l'Assessore Lo Russo mi
ascoltasse, perché riferirò quanto accaduto in Commissione e, visto che era presente,
mi sembra giusto riportarle e che, eventualmente, possa ribattere. Faccio una
premessa obbligatoria e doverosa che riguarda me, ma penso anche altri Consiglieri
che in Commissione hanno posto delle osservazioni, in particolare osservazioni
critiche sulla proposta di deliberazione che oggi approveremo.
Sono ben contenta, lo dico a verbale, che la Città decida di utilizzare un'area per un
progetto tanto maestoso, come sembrerebbe essere questo che riguarda i due Atenei
impegnati. Assessore, sgomberiamo quindi subito il dubbio, lo dico nelle mie prime
parole, dal fatto che chi non approva questa proposta di deliberazione e l'impianto
che è stato costruito sia contrario ad una partnership tra la Città ed i due Atenei.
Come amministratore della Città (Assessore, come lei, anzi, lei ha un ruolo ben più
importante del mio) penso che sia giusto procedere con questi progetti, ma che sia
anche giusto cercare di tutelare al massimo l'interesse della Città. Quando parlo di
interesse della Città, penso che questo sia anche approvare un atto che non generi
alcuna preoccupazione, né dal punto di vista dell'eventuale danno erariale (di cui ho
già parlato in Commissione), né dal punto di vista dell'atto in quanto tale.
Ho anche presentato degli emendamenti ed entrerò poi nel merito, quando li
voteremo, ma non sono un attentato al progetto, non vogliono distruggere il progetto,
bensì cercano di essere un contributo motivato, secondo me, e ragionevole (anche
dalle osservazioni che ho posto in Commissione) per cercare di migliorare un
progetto che nel suo spirito condividiamo.
Assessore, in Commissione, quando abbiamo audito i due Atenei, se non ricordo
male (poi, magari, mi potrà correggere) lei ha definito "sgarbo istituzionale" - mi
sembra che abbia utilizzato proprio queste parole o, comunque, era questo il senso -
chiedere delle garanzie ai due Atenei, che sono Enti Pubblici, ci mancherebbe,
nessuno vuole mettere in dubbio la loro credibilità, però penso che, in realtà, quando
si decide come Città di dare in concessione un'area tanto importante e con una
valenza di questo genere sia doveroso, come amministratori, chiedere delle garanzie
a degli Atenei. Quindi, non penso che sia uno sgarbo istituzionale, ma che sia rigore
amministrativo ed è questo l'intento con cui abbiamo proposto anche gli
emendamenti che vedremo dopo.
Questi sono i dubbi che ho, che ho detto in Commissione e che riporto anche qui in
Aula; il primo riguarda i tempi.
Da dicembre, quando è stato bloccato l'atto del bando (come ha detto anche
l'Assessore in Commissione), ad oggi non sono stati fatti grandi passi in avanti, cioè
non c'è un business plan o uno stanziamento di risorse; dico la verità, l'ho detto
anche in Commissione, non ho ben capito (ma, probabilmente, sfugge a me) il
motivo per cui si sia andati così in fretta sulla convenzione, quando io condividevo
l'intento di bloccare la proposta di deliberazione e il bando in attesa di un progetto
presentato dall'Università di Torino. Sinceramente, non capisco tutta questa fretta in
una seconda parte, perché evidentemente, secondo me e anche per quella che è stata
l'interlocuzione con gli Atenei, in realtà non sono emerse molte certezze dagli
Atenei.
L'altro grande tema che ho posto agli Atenei e per cui ho delle perplessità e delle
preoccupazioni (ma, sicuramente, l'Assessore si farà garante di questo nelle fasi
successive) è quali siano le priorità degli Atenei. Non credo che sia sgarbo
istituzionale - torno alla Commissione -, ma che sia normale sapere dagli Atenei, che
sono impegnati in moltissime operazioni sulla città (le conosciamo tutti, dalla Città
della Salute all'ex Manifattura Tabacchi) e sono numerosi gli interventi che devono
fare, di fronte a questo ulteriore impegno che si sta chiedendo loro come rientri nelle
loro priorità, perché, Assessore, la preoccupazione è una sola e ce l'abbiamo tutti:
che quell'area torni a vivere il più presto possibile. Quindi, sono lecite queste
domande e, allo stesso modo, sono leciti gli emendamenti che ne scaturiscono, non
sono uno sgarbo istituzionale.
Ho, invece, dei dubbi - torno al secondo tema - sulla proposta di deliberazione in
quanto tale e, in particolare, sugli aspetti patrimoniali. L'ho anticipato nel primo
intervento, da questa proposta di deliberazione di fatto emerge, secondo me, che la
Città di Torino si carica di tutti gli oneri e lascia gli onori al soggetto privato. Allora,
qui entra anche la mozione di accompagnamento. Mi chiedo se non c'era o ci sarà
modo per far sì che il privato si carichi almeno di un parte dell'onere, quanto meno
una parte di quello che stiamo facendo noi, perché se il progetto è strategico - io lo
condivido - ed abbiamo una partnership con un soggetto privato, penso che, allo
stesso modo, anche il soggetto privato si debba fare carico degli oneri e non solo
degli onori.
Non lo abbiamo mai bandito, per cui non sapremo mai, in realtà, se c'era qualcun
altro che aveva interesse, anzi, dico di più, noi sapevamo che c'era qualcuno che
aveva interesse, perché una manifestazione di interesse c'è stata ed hanno risposto 30
soggetti, tra cui un soggetto in particolare era GL Events, che era in contrasto con il
soggetto che fa parte di Parcolimpico; per cui la situazione precedente ci vedeva
nella possibilità di incassare circa 140.000,00 Euro.
Non penso che l'interesse primario della Città sia incassare - e qui ricordo la
discussione fatta in Commissione -, ma ritengo doveroso che la Città e
l'Amministrazione si tutelino, perché, quando ha una partnership con un soggetto
privato, non è possibile, come avviene qui, che la Città si carichi di tutti gli oneri ed
il soggetto privato si carichi e benefici degli onori.
La stessa cosa avviene non solo per quanto riguarda il canone, ma anche sulle Aspi,
cioè sull'area commerciale. Anche in questo caso ho cercato di emendare la proposta
di deliberazione e vedremo che cosa accadrà durante la discussione. Secondo me,
tutte le deliberazioni precedenti erano molto chiare, cioè si passava da una situazione
in cui c'era questo famoso 25%, che su tutta l'area è diviso sui singoli lotti, e poi non
si capisce bene il motivo (avrò questo dubbio storico, perché l'ho chiesto tantissime
volte in Aula e non ho mai avuto risposta) per cui Parcolimpico, ad un certo punto,
ha cambiato idea, togliendo G più I, che sono le famose stecche davanti, e decidendo
che come Città non abbiamo più mandato di bandire anche quell'area. Nel bando,
quindi, si stabilisce che una parte delle Aspi viene scomputata e si divide quel
famoso 15,1%; non ho ancora capito (la sollecito di nuovo, provando a chiedere)
perché Parcolimpico abbia cambiato idea in quell'istante. Per me è una domanda
legittima, anche se poi la risposta non è doverosa, però il dubbio continuo ad averlo.
Anche sulla SLP non si capisce che cosa succederà, perché comunque se è definita
dal Piano Regolatore sul 25% dell'intera area, questo è il ragionamento che abbiamo
fatto molte volte in Commissione, e da quel 25% la parte retrostante di fatto non la
assorbe tutta, è chiaro che si va a caricare su G più I, che sono le stecche davanti,
tutta la parte commerciale (che, tra l'altro, è fuori dal protocollo).
Guarda caso, chi ha in convenzione e in uso quella parte davanti è di nuovo il
soggetto privato e, quindi, il soggetto privato si prende il canone e si tiene in modo
indiretto tutte le Aspi sulla parte davanti.
Molti Consiglieri, anche del Partito Democratico, hanno in parte condiviso queste
storture (se non ricordo male, sono state definite così), dicendo che però il problema
sta nel manico, queste sono le parole del Consigliere Alunno o La Ganga, e che noi
non possiamo fare niente; il problema sta nel manico, cioè nel rapporto che abbiamo
con Parcolimpico, che deriva da un accordo fatto nel passato. Penso che alcune
storture non siano accettabili e siano rimediabili con gli emendamenti. Se le storture
ci sono, e qui faccio un appello al Partito Democratico, allora sarebbe anche ora di
cercare di mettere mano a queste storture e cercare di prendere posizione.
Secondo me, da questa vicenda emerge che il conflitto tra Città e Parcolimpico ha
più volte bloccato le procedure, per cui non siamo arrivati a bando, e la situazione è
rimasta in stallo per parecchio tempo. Non solo, nel tempo Parcolimpico non ha
adempiuto - e qui probabilmente qualcuno interverrà e ribadirà quanto è avvenuto - e
più volte ci sono stati dei problemi, per cui, di fatto, il soggetto privato non ha fatto
quello che doveva fare. Ora siamo nella situazione paradossale per cui, a fronte di
tutto questo passato, ci troviamo costretti, da un certo punto di vista, ad ammettere
che il soggetto privato si prende gli onori e noi gli oneri; io dico che, per carità, voi
dovete assumervi la responsabilità, come è giusto che sia, di questa situazione, ma
cerchiamo di cambiarla ed apriamo un dibattito sulla gestione del post olimpico,
visto che sono passati 10 anni; facciamolo in modo critico e cerchiamo di trovare una
soluzione, perché, dal mio punto di vista, queste situazioni sono del tutto
inaccettabili.
Interverrò di nuovo sugli emendamenti, che, in realtà, propongono alcune cose
fattibili (non so come si esprimerà l'Assessore a tal proposito); in qualche modo, si
può mettere qualche vincolo, non penso che sia uno sgarbo istituzionale - lo
ribadisco -, perché, a forza di parlare di sgarbo istituzionale, di fatto si mette la Città
in una condizione che, a mio parere, non le permette di poter garantire una serie di
diritti.
Detto ciò, ringrazio l'Assessore per la discussione che è stata fatta in Commissione,
che, al di là dei toni, è sempre stata il più possibile nel merito. Penso che non sia una
questione di non vedere e non capire il progetto in quanto tale, ma ritengo che il
"nascondere", tra virgolette, la maestosità di un progetto senza voler entrare nel
merito e nelle specifiche non sia il modo migliore per affrontare la proposta di
deliberazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Vorrei integrare quanto già detto dal Consigliere Marrone. Capisco la disponibilità
da parte della Giunta e, in particolare, dell'Assessore Lo Russo, che ha manifestato
attenzione rispetto alle proposte di mozione di accompagnamento (sia la nostra, che
quella presentata dalla Lega Nord, che hanno un'impegnativa molto simile).
Questo rientra anche sulle sue dichiarazioni, Assessore Lo Russo; ho letto un articolo
dell'8 febbraio 2015: "Boom di investitori per costruire nuove residenze
universitarie", per cui è pertinente parlare di queste proposte di mozione di
accompagnamento alla proposta di deliberazione, che ci vede oggettivamente
contenti di un'azione amministrativa che, rispetto a tante altre, può convincere anche
parte di questa minoranza consiliare.
Il tema è la richiesta dell'esecuzione tempestiva del sequestro delle palazzine
olimpiche, che è vero che è disposto dal Tribunale, ma nell'impegnativa si chiede
che la Città si rivolga agli organi competenti. Non deve farlo la Città, lo deve fare la
Questura di concerto con le Prefetture e, quindi, ci riferiamo direttamente al
Ministero dell'Interno, che deve trovare una soluzione adeguata e dovrà trovare gli
spazi per ospitare le persone che, se il sequestro sarà esecutivo, avranno bisogna di
una nuova collocazione; stiamo parlando di questo.
Visto che il tema è dibattuto e evidentemente non ci aspettiamo che questo venga
fatto domani mattina, chiediamo semplicemente che una mozione che era già stata
approvata venga recepita con forza da questa Amministrazione Comunale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Parafrasando un vecchio adagio, possiamo dire che, questa volta, la ricerca ci salverà
davvero o, almeno, la ricerca salverà il buco olimpico che avevamo nella zona
dell'ex MOI. Visto che si tratta di un centro biomedico, abbiamo trovato anche la
medicina giusta e la Città deve andare fiera dell'operazione che stiamo facendo.
Dobbiamo andare fieri dell'operazione, perché tutti i Consiglieri devono rivendicare
il lavoro che hanno fatto e devono dire alla Giunta di aver fatto la cosa giusta.
Probabilmente, quello che non andava dipendeva dalla situazione che si è
incancrenita e che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni nella zona dell'ex MOI, ma
adesso possiamo guardarla con ottimismo.
Comprendo i dubbi, le perplessità o, comunque, le preoccupazioni del Consigliere
Marrone; le condivido. Sono convinto che chi, come la Giunta, sposa un progetto di
questo tipo abbia tutta la volontà di andare incontro ad uno sviluppo di una residenza
universitaria che investa anche particolari situazioni, come quelle sottolineate dal
Consigliere Marrone.
Non so se si può parlare di sgarbo istituzionale, come ha detto l'Assessore, forse non
si tratta di quello, ma, quanto meno, di una scarsa fiducia nei confronti di due
istituzioni che fanno un investimento non proprio da sprovveduti: decidono di
investire, decidono di riqualificare una zona e, quindi, decidono di rilanciare
un'operazione molto importante. Conosciamo quello che è il villaggio, quello che è
l'ex MOI e quelli che sono i buchi a cui dobbiamo far fronte; poi, i cittadini diranno
grazie di fronte a questa operazione. Dobbiamo rivendicare quello che sta
succedendo, perché, se lo consideriamo in sé solo come un elemento di
riqualificazione della zona, allora finisce lì (e già sarebbe un'operazione da applausi),
ma, in realtà, è un volano per quello che sarà un progetto più ampio che si sta
costruendo: quello di una città universitaria che si sta ampliando, sta diventando città
di ricerca, che accoglie gli studenti e si sta trasformando in qualcosa di davvero
importante.
Abbiamo ascoltato i Rettori - la Commissione ha lavorato bene -, gli interventi dei
Consiglieri e le perplessità. Il fatto stesso che tre proposte di mozione raccolgano
l'aspetto positivo sottolinea un dato importante della proposta di deliberazione: cioè
il voler andare incontro a quelle che sono le esigenze dei Consiglieri.
È una delle poche proposte di deliberazione su cui non sento astio o volontà di
andare contro, ma vi è la necessità di trovare i giusti correttivi rispetto ad
un'operazione che potrebbe anche essere migliore di quella che è. Per una volta, la
Giunta ed il Consiglio stanno facendo la cosa giusta ed i primi a beneficiarne saranno
i cittadini di via Giordano Bruno.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ringrazio il Consigliere Carretta, perché credo che con il suo intervento abbia
rappresentato la parte construens del ragionamento; spero di non fare l'altra parte, ma
ritengo che, per certi versi, alcune domande vadano poste, perché, altrimenti, non ci
si spiegherebbe perché, per esempio, un gruppo di maggioranza come il nostro abbia
votato contro la liberazione dell'atto o perché, per esempio, ci sia una serie di
emendamenti ad una proposta di mozione di accompagnamento a firma mia e del
Consigliere Appendino.
Partirei da una domanda un po' retorica, Assessore, perché mi sembra fondamentale:
ci si può davvero opporre a recuperare un luogo del degrado? Lei è stato Capogruppo
del Partito Democratico in quest'Aula e quindi ne conosce i difetti ma anche i pregi,
cioè la passione che insieme a tanti altri Consiglieri mettiamo, e le pare possibile che
vi sia contrarietà ad un'operazione che, al 95%, è positiva? Un'operazione che
chiama in causa i due Atenei, un'operazione che restituisce un pezzo della Città,
un'operazione che ridà anche un po' di speranza: si reinveste a Torino e lo si fa nella
Torino dei saperi.
C'è, però, un "ma" e non è tanto quello che è scritto nella proposta di deliberazione,
perché si vede che è certosinamente costruita per lasciare un pezzo che non è scritto
(non so se è per trovare una quadra tra i due firmatari o per un'altra ragione), ma
quello che è sicuro è che nella proposta di deliberazione si parla della vocazione,
anche se, poi, manca un pezzo di realtà. Diciamolo, perché così capiamo tutti
insieme: nella proposta di deliberazione non si dice che cosa sarà dell'Aspi, però,
devo dire correttamente, lei ci ha chiarito, per la maggior parte, che cosa sarà
dell'Aspi: lo daremo alla gestione di Parcolimpico, nelle due stecche di cui parlava
prima il Consigliere Appendino.
Nella proposta di deliberazione non si dice che cosa farà Parcolimpico, ma
l'Assessore, altrettanto correttamente, ce lo ha detto in Commissione e adesso
ragiona sulla nostra proposta di mozione di accompagnamento: il Comune darà
gratuitamente - ha recuperato una mia sollecitazione e la ringrazio - gli spazi, mentre
Parcolimpico prezzerà i suoi. Giustamente, lei dirà che Parcolimpico è una società
commerciale e deve fare introito; ha ragione, per carità, ma per quegli introiti
Parcolimpico avrebbe avuto dei doveri, che penso vadano fotografati oggi, prima di
girare una pagina.
Il 23 settembre 2014, il Patrimonio scriveva a Parcolimpico e, riferendosi al famoso
bando che non mai è stato pubblicato, diceva: "Si richiede cortesemente di verificare
per le porzioni del compendio di competenza la corrispondenza dell'attuale stato
degli impianti tecnici con quanto descritto nell'allegata relazione impiantistica
costituente allegato al bando stesso. In particolare, si richiede di confermare che non
vi siano stati negli ultimi mesi furti di materiale, vandalismi o danneggiamenti agli
impianti, che modificano la situazione di fatto descritta nella relazione, come
parrebbe essere invece avvenuto, stante le comunicazioni informali pervenute al
Servizio scrivente".
Questa lettera veniva poi reiterata il 22 ottobre 2014, sempre dal Patrimonio e
sempre a Parcolimpico, e, tra le altre cose, si diceva: "Si sollecita infine la
trasmissione della relazione impiantistica completa, aggiornata allo stato attuale, al
fine della sua allegazione al bando di gara".
In data 12 novembre 2014, vi è stato un terzo sollecito (perché non liberavano il
bando di gara), questa volta addirittura a firma dell'Assessore Passoni e del Sindaco
Fassino, per dire a Parcolimpico di muoversi a dare questo bando, in quanto
bisognava procedere e noi, in Consiglio Comunale, non capivano perché non si
proseguiva, ma poi abbiamo scoperto che il Sindaco, tra l'altro, gli ha scritto: "Si
rammenta infine di far pervenire agli Uffici dell'Area Patrimonio la relazione
impiantistica, inviata in data 23 settembre, integrata ed aggiornata, poiché la stessa
costituisce, come precedentemente comunicato, allegato al bando".
In altri termini, che cosa chiedevano il Settore Patrimonio, che è ne deputato,
l'Assessore e, poi, addirittura il nostro Sindaco? Una cosa normale, cioè che
Parcolimpico riscontrasse i suoi doveri, che sono - come giustamente diceva prima il
Consigliere Appendino - gli oneri, perché, poi, si possono riconoscere gli onori, a
patto che vengano verificati gli oneri.
Che cosa abbiamo scoperto nella Commissione Controllo di Gestione della settimana
scorsa, con lei presente e la ringrazio, anche questa volta, del lavoro di
approfondimento, seppure saltuario, che stiamo facendo sul post olimpico? Abbiamo
fatto una scoperta su tutti quei materiali e quelle pertinenze; oggi avrei voluto
proiettare un bellissimo video, lo riguardavo l'altro giorno, della RAI che mostrava il
Villaggio Olimpico aperto e faceva vedere questi tavoli e queste sedie, ma soprattutto
questa strumentazione aggiornatissima al 2006, che non sarebbe stata obsoleta nel
2015, come, per esempio, una cucina da 3.600 coperti, che mi risulta fu acquistata
per oltre 1.500.000 Euro. Nell'ultima sessione della Commissione Controllo di
Gestione, abbiamo scoperto che non è rimasta traccia di quella cucina. Non si capisce
che fine abbia fatto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo capisco, però è una
cucina che vale 1.500.000 Euro, Sindaco, ci sarà una sproporzione. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Non so quanto possa valere dopo 10 anni.
Quello che so per certo è che sono state sporte tre denunce rispetto alla situazione
attuale delle Arcate; sono denunce firmate da Parcolimpico: una è del 23 ottobre
2014, una del 29 ottobre 2014 e una del 30 gennaio 2015. È come se, negli anni
precedenti, le Arcate non fossero vissute ed è come se non ci fosse stata un'incuria.
Soprattutto riguardo a queste denunce, l'ufficiale verbalizzatore chiede giustamente a
Parcolimpico se abbiano un'assicurazione e Parcolimpico non risponde e, soprattutto,
non produce una lista dei manufatti che sarebbero stati danneggiati e degli impianti
che sarebbero andati distrutti, perché, sostanzialmente, non si ritiene doveroso.
Vedo il Sindaco scrollare la testa, però gli vorrei leggere la concessione tra noi e
Parcolimpico. Lo capisco, sarà deprimente, ma è così. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). La concessione, firmata nel 2012, dopo anni che aspettavamo,
recita: "La gestione prevede altresì la cura ed il mantenimento dei siti attraverso
l'esercizio delle attività di pulizia e manutenzione, secondo le modalità definite nel
capitolato speciale". Dice ancora: "Il concessionario si impegna ad effettuare
puntualmente manutenzione come da capitolato speciale, secondo le indicazioni ivi
previste, annualità per annualità. La manutenzione deve essere funzionale a che, alla
scadenza della concessione, i siti presentino condizioni di buono stato manutentivo".
E ancora la concessione dice: "Il concessionario è tenuto alla stipula di una polizza di
tipo all risks a tutela della proprietà dai danni e dalle perdite parziali o totali di
impianti ed attrezzature, opere e manufatti ricevuti in concessione, verificatesi nel
corso dell'esecuzione di contratto di concessione". Ovviamente, comprende un largo
spettro di fatti, dalle catastrofi naturali agli eventi atmosferici, fino agli atti vandalici
ed ai sabotaggi.
In altri termini, Assessore Lo Russo, la responsabilità dei concessionari è totale e
credo che non sia accettabile l'idea che questi concessionari non facciano sapere alla
Città di Torino qual è lo stato dell'impiantistica o, più in generale, dei luoghi, tanto
che uno spazio come quello, che fino all'anno scorso è stato utilizzato per una
manifestazione di bassissimo impatto come Paratissima, quest'anno non si sia reso
ipotizzabile.
Per questo motivo, con il Consigliere Appendino ho presentato un emendamento che
ha proprio questo compito: affiancare semplicemente gli oneri agli onori, inserendo:
"La Giunta Comunale, prima che si proceda nell'operazione, realizzerà un accurato
stato di fatto delle strutture e degli impianti a carico dell'Area Patrimonio della Città
di Torino ed un inventario dei beni mobili ed immobili. Lo stato di fatto e
l'inventario andranno puntualmente confrontati con i verbali di consegna degli spazi
all'atto della firma della concessione a Parcolimpico, ovviamente prevedendo gli
adeguati indennizzi in caso di mancanze ed inadempienze".
Credo che il punto sia semplice. Non ritengo che, oggi, dobbiamo discutere del post
olimpico, ma non possiamo fare la discussione che stiamo facendo prescindendo dal
post olimpico. A 10 anni di distanza da quel 2005, quando furono consegnati i siti, è
arrivato il momento di fare un po' un bilancio di come sono stati costruiti (è
avvenuto molto tempo fa, ma è ancora importante, come abbiamo visto nella
Commissione Legalità con il Consigliere Nomis), di come sono stati gestiti durante
le Olimpiadi, di come, poi, sono stati assegnati, di come, oggi, vengono gestiti, di
come vengono manutenuti, di come viene garantita l'apertura e di quale sia il piano
industriale. Credo che questa sia una grande questione politica, perché non investe
soltanto la dimensione amministrativa-gestionale di questo Consiglio. Sindaco, mi
rivolgo a lei, questa questione investe la politica.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La prego di concludere il suo intervento, Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho finito, Presidente. Dico questo perché Muttoni è venuto a dire in una
Commissione Consiliare che in questo Consiglio ci sono i suoi nemici; io non penso,
non sapevo neanche come fosse fatto, ma ritengo che in città lui abbia degli amici ed
è comprovato dai fatti che si occupi di finanziarli.
Vi è un ultimo passaggio che ci tengo a fare: sarà mia cura e sono convinto che si
debba arrivare ad una fase valutativa sul post olimpico. È per questo motivo che,
nelle prossime settimane, proporrò, insieme ai Colleghi, una Commissione Speciale
che abbia il compito di verificare lo stato del post olimpico, la gestione e, soprattutto,
le disponibilità della Legge n. 65.
Penso, inoltre, che vi sia il punto dell'indipendenza, che fu sottolineata nella mozione
di indirizzo del Consiglio Comunale su Csea. Questo Consiglio Comunale aveva
detto che avremmo preferito che non vi fossero commistioni tra i rappresentanti
amministrativi della nostra Città, gli Uffici e i Dirigenti, e le Fondazioni, soprattutto
quando queste hanno un potere di controllo in una situazione così delicata.
Per questo motivo, nella giornata odierna, con i Capigruppo Troiano, Bertola,
D'Amico, Sbriglio e Levi-Montalcini abbiamo ritenuto opportuno presentare la
candidatura dell'avvocato Antonella Musy al Consiglio di Amministrazione della
Fondazione 20 Marzo 2006.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Di fronte a questa proposta di deliberazione, vorrei fare una riflessione. Dopo 4 anni
di niente assoluto, contestualizzati in una città che cade a pezzi (pensiamo a quelle
che sono oggi le richieste di comunicazioni che abbiamo discusso e tutte quelle che
avete respinto e che andranno in Commissione), quindi con tutti i problemi che ha
Torino, finalmente arriva un atto su cui si può discutere ed entrare nel merito e che si
può votare favorevolmente. Noi non siamo per il "no" a priori, in quanto
riconosciamo la bontà di determinate operazioni, soprattutto fatte in contesti molti
difficili, quale quello dell'ex MOI in generale, che, automaticamente, andrà a sanare
tutta una serie di situazioni all'interno di una zona che, fino ad oggi, è stata
abbandonata a se stessa. È per questo motivo che diciamo che, finalmente, viene
fatto qualcosa di buono, perché, per la prima volta, la Città riesce ad andare a fare
un'unione con i due nostri Atenei e a creare qualcosa che, a questo punto, è
riconosciuto anche a livello mondiale, viste le audizioni del Rettore dell'Unito e del
Politecnico che ci spiegano quanto questa operazione farà del bene alla Città.
Quando ci troviamo di fronte a operazioni fatte in maniera intelligente e capace, non
si può essere che favorevoli.
Contrariamente a quello che è il tono polemico con cui normalmente viviamo in
quest'Aula, perché Torino ha tutta una serie di problemi che, in maniera
disinteressata, si fa finta di non vedere, un'operazione di questo tipo va invece
sottolineata, anche perché la mia paura è che possa restare l'ultima di questa tornata
amministrativa.
Oltre a votare favorevolmente, cerchiamo di mettere un puntino su una "i", che però
è importante, perché non ci può essere un'operazione di questo tipo senza un
intervento 50 metri più in là, quello sulle palazzine dell'ex MOI. So perfettamente
che non è competenza di questa Amministrazione, ormai, in quanto tutte le
operazioni di liberazione delle palazzine sono passate in capo alla Digos, però, anche
per dare la possibilità alla Circoscrizione e al quartiere di avere una panoramica più
chiara su quello che succederà, vorremmo che la Giunta venisse in Conferenza dei
Capigruppo a dirci quali saranno le tempistiche e le modalità della liberazione del
luogo.
Ci piacerebbe poter votare proposte di deliberazione di questo genere tutte le
settimane, ma siamo consapevoli che, forse, non ce n'è la capacità.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Intervengo brevemente, solo per dire che il nostro Gruppo voterà favorevolmente a
questa iniziativa che crediamo sia oggettivamente fondamentale per la zona. Sono
anni che ci battiamo - chi era già nella scorsa tornata amministrativa lo sa - per una
rivitalizzazione di quella zona.
È chiaro che, all'interno di questo provvedimento, ci sono anche degli elementi da
verificare, ma le parole del direttore Virano mi hanno tranquillizzato perché
all'interno c'è anche una parte commerciale che sarà di vicinato, quindi non sarà di
una superficie di supermercato. Questo è fondamentale perché piazza Galimberti,
come sappiamo tutti, sta soffrendo molto a sfavore del commercio. Quindi, è
fondamentale che questa attività commerciale sia premiante per i negozi di vicinato.
Naturalmente, la portata non è soltanto questa, è molto più ampia ed è molto più
grande. Credo che il settore biomedicale, delle biotecnologie, insomma questo settore
della ricerca sia oggettivamente uno dei punti di forza sul quale Torino dovrà basare
il proprio sviluppo per il futuro.
Pertanto, non capisco l'accanimento del Consigliere Curto su questa specifica
proposta di deliberazione. Mi pare che lui, insieme al Consigliere D'Amico, abbia
presentato insieme un emendamento o una mozione - adesso non ricordo - che chiede
di inventariare quello che c'è dentro quella struttura. Su questo voterò a favore.
Credo che anche il Consiglio possa esprimersi favorevolmente, anche se - ripeto -
non capisco l'accanimento contro questa proposta di deliberazione, che tutto
sommato crediamo sia positiva per il futuro di Torino. Naturalmente, prima
facciamo, meglio sarà per Torino.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Credo di dover intervenire, se non altro per spiegare la mia proposta di mozione di
accompagnamento che è stata velocemente liquidata dall'Assessore Lo Russo in
maniera negativa. Diciamo che non mi sono stupito di questo, però il motivo per cui
ho presentato una mozione specificatamente su questo punto, che riguarda la
concessione a Parcolimpico di una parte delle Arcate del MOI, quindi dell'oggetto
del progetto, è che lo ritengo l'unico vero problema di questa operazione.
In generale, trovo l'operazione positiva. Certo, ovviamente, c'è il dubbio se poi si
potrà realizzare perché siamo in uno stato di progetto molto iniziale; gli Atenei ce
l'hanno chiarito: non ci sono ancora i soldi, non ci sono ancora i partner, ci sono
delle discussioni in atto, ma nulla di concreto e, quindi, c'è comunque il rischio
evidente che fra un anno o due anni ci si trovi con un nulla di fatto e aver perso del
tempo, però la Città direttamente o tramite la Fondazione 20 Marzo, Parcolimpico,
eccetera, in dieci anni non è riuscita a cavare un ragno dal buco riguardo all'utilizzo
di queste cose, quindi francamente questo è il primo progetto serio di cui sento
parlare in dieci anni e vale sicuramente la pena di provare.
Personalmente, condivido soltanto una parte delle osservazioni della mia Collega,
perché penso che degli Atenei ci si debba fidare, almeno fino a prova contraria.
Però, condivido le preoccupazioni riguardo al trattamento economico e al rapporto
con Parcolimpico, perché, comunque, è evidente, a chi osservi la situazione, che
Parcolimpico ha avuto in gestione una parte delle Arcate con una convenzione, che
io sono andato a leggermi nel dettaglio, che prescrive chiaramente che l'oggetto della
convenzione stessa sia la valorizzazione economica, cioè, sostanzialmente, metterci
dentro qualunque cosa di qualunque genere, ma che faccia vivere il complesso e porti
a delle entrate. In più, specifica chiaramente che l'oggetto è anche la manutenzione e
la conservazione dei siti, parlando esplicitamente di conservarli in condizioni di
decoro e di efficienza.
Chi ha visto le immagini o le foto di come sono ridotti questi locali ha,
evidentemente, la sensazione del fatto che questi locali non siano stati tenuti in
condizione di decoro e di efficienza e che il concessionario abbia mancato al proprio
compito, tant'è vero che, come è stato scritto su tutti i giornali nello scorso autunno,
l'ultimo potenziale utente, almeno temporaneo, di quelle Arcate, cioè Paratissima, è
dovuto scappare dicendo che era assolutamente impossibile utilizzarle a qualunque
scopo, perché devastate, e che andavano a svolgere la loro attività da un'altra parte.
Questa è la prova del fatto che il concessionario ha fallito su due punti: a), a tenere le
Arcate in una condizione anche solo utilizzabile; b), a raggiungere l'obiettivo di
valorizzarle e metterle in operazione.
Allora, se io sono il proprietario di un bene e lo do in gestione a qualcuno, pur con
l'intermediazione della Fondazione 20 Marzo, per sfruttarlo e valorizzarlo, se questa
persona non solo non lo valorizza, non riesce a trovarci uno scopo, ma non riesce
neanche a mantenerlo e lo lascia in una condizione, a quanto mi risulta, di mezza
distruzione se non intera, ritengo che esistano ampiamente tutte le condizioni per
revocare la concessione e riprendermelo.
Se si leggono le clausole della convenzione, secondo me ci sono ampiamente gli
estremi per revocare, almeno limitatamente a quel sito, la concessione da parte della
Fondazione 20 Marzo a Parcolimpico. Quindi, quello che diceva la mozione molto
semplicemente è abbastanza simile a quello che ha poi detto il Consigliere Curto,
cioè di andare ad esaminare la situazione, fare un resoconto scritto di quello che c'è e
che non c'è, verificando come era la situazione quando queste Arcate sono state
consegnate a Parcolimpico, se ci sono state quindi delle distruzioni di valore, di
oggetti, di impianti significative e, sulla base di quello, valutare se esiste la
condizione per revocare la concessione e, a questo punto, far ritornare il bene
pubblico alla sua proprietà, alla Città, e darlo gratuitamente agli Atenei per realizzare
il progetto, eliminando anche il problema del compenso che gli Atenei dovrebbero a
Parcolimpico.
In subordine, se non ci sono le condizioni di revocare la concessione, andare a vedere
se perlomeno ci siano dei danni da farsi pagare, delle penali, qualcosa da chiedere a
Parcolimpico, e, magari, con quest'arma in mano, negoziare anche semplicemente
l'utilizzo gratuito da parte degli Atenei senza stare a revocare la convenzione, ma
permettendo agli Atenei di ottenere le Arcate gratuitamente.
Trovo veramente scorretto che, se la situazione sta come io ho capito e come mi
risulta, che ci sia un privato che, alla fine, guadagnerà per tutti i prossimi 30 anni
dall'utilizzo a scopo pubblico, per un progetto pubblico, da parte di due enti pubblici
come gli Atenei, di una proprietà pubblica come quella della Città, senza aver fatto
nulla per realizzare questo progetto (perché il progetto lo ha concepito e portato
avanti la Città) semplicemente per una rendita di posizione, per un compito che si era
preso e che non ha mai realizzato.
Questa mi sembra veramente una pessima gestione del bene pubblico e mi chiedo
anche quanto sia legittima. Questa per me è la pregiudiziale su questa operazione,
perché, altrimenti, io sarei stato assolutamente disponibile a sostenerla e a portarla
avanti perché nel complesso mi sembra veramente un'ottima operazione.
Il fatto che, adesso, si sia trovato per fortuna, per il bene di tutti, del quartiere e della
Città, una destinazione per queste Arcate, che speriamo si concretizzi veramente, non
può però prescindere dalla valutazione di quello che è successo prima e non si può
dire che, comunque, adesso verranno risistemate e lasciamo perdere il resto, chi ha
dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.
Questo atteggiamento, secondo me, non è accettabile, come non è accettabile quello
che ho sentito dire da qualche Consigliere a margine, che, in fondo, anche se è una
cucina da 1.500.000 Euro chi se ne frega, cosa volete che sia dopo dieci anni.
Francamente, 1.500.000 Euro è una cifra significativa e se la collettività spende
1.500.000 Euro per una cucina, che, tra l'altro, magari sarebbe servita per le varie
emergenze di questa città, dire che tanto sta lì da 10 anni e ormai è vecchia, quindi la
buttiamo via, mi sembra veramente un modo di gestire la cosa pubblica totalmente
inaccettabile.
Per questo motivo, ho presentato la proposta di mozione nel senso che ho descritto.
Pensavo che fosse semplicemente una cosa normale da fare, da proprietario di un
bene che è stato dato in concessione e gestito in questo modo.
Dopodiché, prendo atto del parere negativo della Giunta, vedrò come si esprimerà
l'Aula, quindi mi dispiace che non si possa riaprire questo capitolo, ma condivido se
non altro la proposta del Consigliere Curto di una Commissione d'indagine più
generale su tutto quello che è successo sul posto olimpico.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Intervengo per fare una considerazione, perché le Arcate del MOI, di cui stiamo
parlando, sono state realizzate per le Olimpiadi. Le Olimpiadi invernali si sono svolte
nel 2006, per nove anni sono state vuote ed inutilizzate. Viene portato un progetto,
secondo me, di grande valore, perché non solo utilizza le Arcate, ma le utilizza per
un progetto molto importante, su cui le due Università insieme investono per la
realizzazione lì di un incubatore di significativo valore in materia di tecnologie
sanitarie, che diventa corredo e parte integrante del progetto della Città della Salute.
Il fatto che, di fronte a tutto questo, discutiamo di cose importantissime, ma afferenti,
direttamente o indirettamente, da quanto sono costate le cucine, a cosa deve
succedere nelle palazzine di fianco, lo posso capire, ma lo trovo - scusatemi lo sfogo
- deprimente, perché bisogna avere una scala di valori quando si discutono le cose.
Se si vuole fare una discussione sul Parcolimpico si fa, ma non si prende
strumentalmente occasione di una proposta di deliberazione di questo valore per
discutere di questioni che, rispetto all'oggetto della proposta di deliberazione, sono
del tutto insussistenti. Questo è il mio parere.
Infine, siccome tutti qui dicono che è importantissimo questo progetto e che sono
d'accordo, lo hanno detto anche i Consiglieri che hanno espresso delle riserve,
ricordo che - capisco che ormai la politica è travolta da logiche mediatiche devastanti
- nei regimi parlamentari assembleari consapevoli e seri c'è anche lo strumento
dell'astensione, che viene invocato esattamente quando si condivide un progetto e
non se ne condivide il dettaglio. Non necessariamente non condividere un dettaglio
significa votare contro un progetto se lo si considera di grande valore.
Per questo, chiedo a chi ha espresso delle riserve su questo o quel punto, se si valuta
il progetto nella sua consistenza di valore per la Città e per il futuro di questa Città,
se non si vuole votare a favore, di astenersi perché mi sembra più ragionevole.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Grazie, Sindaco.

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