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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Marzo 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 21

Comunicazioni del Sindaco su: "Sgombero campo nomadi di Lungo Stura Lazio".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla richiesta di comunicazioni avente per oggetto lo sgombero del campo
rom di Lungo Stura Lazio e sul futuro collocamento degli abitanti.
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Rispondo molto brevemente, anche perché la comunicazione è molto semplice.
Giovedì abbiamo fatto un intervento sul secondo settore di Lungo Stura Lazio, che
porterà poi ad un superamento definitivo, credo entro la fine di questo mese o
all'inizio del mese prossimo.
Abbiamo sgomberato un certo numero di persone, è rimasto l'ultimo settore, in cui ci
sono 150 persone che hanno i requisiti per essere potenziali beneficiari dei patti di
emersione. Chiaramente, essendo su base volontaria, bisogna poi capire se accettano
di aderire a questi patti. Per tutti gli altri, invece, sono in corso le verifiche.
Premesso che, ovviamente, chi non ha i requisiti per aderire a questi patti, verrà
sgomberato esattamente come è stato fatto per gli altri due settori.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Sorrido amaramente, perché, di fronte ad un'operazione pianificata da quando sono
stati stanziati i famosi 5 milioni di Euro (parliamo del 2011, quindi sono 4 anni
abbondanti), questa Amministrazione non ha assolutamente idea di come gestire la
situazione. Fate gli sgomberi perché siete arrivati al punto di essere obbligati a
sgomberare quell'angolo di vergogna di questa città, ma non sapete dove mandare la
gente.
Ci sono 150 persone, nei cui confronti avete giustamente fatto un intervento,
demolendogli le baracche, che sono in giro per la città e non sanno dove andare. I più
fortunati hanno degli amici in via Germagnano e si sono spostati in massa là. Per tutti
gli altri, avete lasciato per la strada 150 persone, senza la minima idea di dove
sistemarli.
Dopo 4 anni che avete in mano questa situazione, sapete che 150 persone sono
possibili beneficiari dei patti di emersione. Ma non si sa se accetteranno, perché
l'adesione è volontaria. Se non accettano, cosa fate?
Per gli altri, Assessore, è caduto il silenzio, perché non avete di nuovo assolutamente
idea di come gestire la situazione. Questo mi preoccupa, perché ci sono altri campi
nomadi da chiudere a Torino, ci sono altri campi nomadi che rientrano in quel
progetto, ma voi oggi dimostrate che non sapete come gestire la situazione.
È assolutamente vergognoso che si faccia un intervento di quel tipo e non si pensi,
mezz'ora dopo aver demolito le baracche con le ruspe, a come mandarli via da
Torino. Io sono portato a pensare che, presi dall'affanno, li sistemerete in qualche
casa, magari togliendo spazi all'emergenza abitativa. Se sarà così, preparatevi
all'inferno.
Però è fondamentale che assumiate la consapevolezza che avete fatto un intervento
senza neanche immaginare cosa sarebbe successo un minuto dopo la demolizione.
Questi si chiamano interventi spot.
Voi siete intervenuti in Lungo Stura Lazio per fare in modo che sui giornali apparisse
il titolo "Sgomberato Lungo Stura Lazio", ma sostanzialmente non avete risolto il
problema, perché quelle persone rimangono a Torino, non se ne andranno.
Il numero della popolazione rom (sono stufo di parlare di nomadi, visto che sono
fermi da vent'anni nello stesso posto) non cambia. Ci sarà una piccola parte che
magari aderirà a questi patti di emersione e si metterà in regola, e nei prossimi mesi
capiremo cosa succede. La restante parte farà un altro accampamento. Alcuni di
questi, da venerdì, hanno preso le loro cose e si sono sistemati in corso Giulio
Cesare. Questo è avvenuto perché non siete stati capaci di ipotizzare una soluzione.
Ho visto che in Aula c'era il Vicesindaco, fino ad un secondo fa. Vorrei che
intervenisse, dato che il titolare delle deleghe, e ci dicesse come verrà gestita la
situazione.
È chiaro che avete fatto del buonismo e dell'immobilismo uno stile di conduzione
amministrativa. Vorremmo vedere un intervento forte e incisivo, in questo senso, il
prima possibile, perché queste persone - ripeto - stanno girando per la zona.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
A commento di questo intervento, se la forza pubblica sgombera con le ruspe
(parliamo di centinaia di nomadi al di fuori del programma di emersione
dell'appalto), allora perché abbiamo speso soldi per le altre centinaia di nomadi per
convincerli con le buone?
Io ricordo che quando abbiamo dibattuto su quale fosse la concezione del
superamento dei campi nomadi, il senso che ha poi ispirato le politiche della Giunta è
stato quello di dire che andavano convinti ad andar via volontariamente. Allora, però,
non si capisce come mai, se questo progetto esclude interi settori, cioè centinaia di
persone, si dica che se, per un determinato settore, ci sono i soldi, allora vanno bene
le misure di sostegno (casa, lavoro, social housing, albergo o affitto pagato). Invece,
se un settore non è compreso, perché non è coperto dai soldi, allora va bene la ruspa.
Qual è la logica di tutto ciò? O ci dite che siete contrari a quegli sgomberi, fatti con
la forza, altrimenti c'è un'assoluta contraddizione in termini. Concordo con la Lega
nel dire che se si sgombera un campo nomadi, il minimo di razionalità vorrebbe che
si chieda alle stesse forze dell'ordine che sgomberano, di presidiare, almeno
nell'imminenza, gli altri campi nomadi, perché diventa un automatismo che, in
questo caso, Germagnano diventi il travaso naturale di tutti quelli che si spostano,
perché costretti ad andare via da Lungo Stura.
Ed è qui che torniamo alla richiesta di vigilanza costante delle forze dell'ordine nei
campi torinesi, perché sennò diventa veramente un gioco di vasi comunicanti. Però
non è questo quello che vogliamo. Noi vogliamo, sì, un piano di sgomberi, ma
programmato, coerente, accompagnato da politiche serie, che vertano sui rimpatri,
piuttosto che su misure provvisorie di sostegno alla casa, al lavoro, parametrati
sull'anno di copertura di appalto.
Altrimenti siamo convinti che ce li ritroveremo tutti in Lungo Stura. Al di là dei titoli
sui giornali, sono pronto a scommettere che a novembre del 2015, Lungo Stura sarà
ancora, anche se parzialmente, occupato abusivamente dai nomadi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Vorrei fare una domanda precisa al Vicesindaco, ma mi sembra che non sia più in
Aula. Io ho cercato la risposta, proprio per evitare di fare questa domanda, in maniera
ufficiale, all'interno del Consiglio Comunale.
Su un giornale cittadino è stata pubblicata la notizia circa l'eventualità di inserire
tutti i nomadi che sono rimasti fuori dal contesto di cui i miei Colleghi hanno parlato
prima, i 150 nomadi che pare stiamo vagando per la città... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, è stato detto questo, Sindaco. Io sto riportando quello che ha
detto un Consigliere che mi ha preceduto.
Per questo vorrei chiedere direttamente al Vicesindaco se è vera la notizia che queste
persone potrebbero essere sistemate nella vecchia sede della Protezione Civile. Non
so se questa notizia sia vera, spero di no; è stata riportata da un organo di stampa
cittadino, provocando parecchio allarme; io ho ricevuto molte telefonate.
Mi spiacerebbe se fosse così, perché prenderei veramente posizione. In quel quartiere
c'era un supermercato che è stato chiuso... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
La mia è solo una domanda, non è né una critica, né un attacco; questo sia ben
chiaro. Però in quella zona è stato chiuso un supermercato, che era sicuramente
importante per gli anziani, che sono tanti in quella zona. Tra l'altro, il palazzo della
Protezione Civile non è stato ancora ripristinato, perché l'ATC non ha fatto le dovute
manutenzioni. Per cui, è rimasto anche quel vuoto, che bisognerebbe colmare, in
qualche modo.
Perciò, ripeto, la mia è solo una domanda rivolta al Vicesindaco.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Abbiamo finito con gli interventi.
La parola, per la conclusione, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
In realtà, rispetto a quel che ho detto, non ho più molto da dire. Però su quest'ultimo
passaggio del Consigliere Liardo, vorrei specificare che non è stata utilizzata la
palazzina della Protezione Civile per sistemare i rom. È stata data la possibilità alle
persone fragili, ai vecchi e ai bambini, probabilmente solo alle donne con bambini,
oppure alle donne incinte, di usufruire, eventualmente, per una o due notti della
palestra della Protezione Civile. Ma non è stata utilizzata da nessuno, esattamente
come la volta precedente, perché le donne incinte sono state ricollocate in altre
strutture.
Quindi, è stata data la possibilità, nel caso in cui ci fossero stati bambini, a fini
umanitari, di avere un tetto sulla testa per una o due notti, ma, esattamente come
l'altra volta, non né stata utilizzata da nessuno, perché tutti hanno trovato
collocazione presso parenti o amici, e le donne incinta presso le strutture che le
hanno accolte.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo. Un minuto.

LIARDO Enzo
Mi sembra che l'Assessore abbia parlato anche di eventuali accompagnatori di sesso
maschile. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No. Allora mi sono sbagliato

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Le comunicazioni sono state effettuate.

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