| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla richiesta di comunicazioni sul saccheggio del canile di via Germagnano. La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Il 24 febbraio noi abbiamo raccolto la denuncia di una dipendente dell'ENPA, relativa ad un grave episodio accaduto nella notte tra il 23 e il 24 febbraio, e abbiamo successivamente inoltrato notizia di reato alla Procura della Repubblica per furto aggravato. La signora ha riferito che, tra le ore 18.00 del 23 febbraio e le ore 07.50 del 24 febbraio, alcuni soggetti si sono introdotti all'interno della struttura di via Germagnano ed hanno asportato degli alimenti collocati nei distributori automatici, una macchina fotografica digitale ed una videocamera. La cosa grave è che all'interno dell'edificio - e credo che questo sia il danno più rilevante - sono state aperte e scassinate diverse porte e sono stati divelti degli armadietti - le serrature e i lucchetti -, anche se, almeno a quanto è stato riferito, non è stato rubato nulla. La storia del rapporto tra l'ENPA e i suoi vicini, se così possiamo sostenere, è lunga e l'Amministrazione è stata più volte sollecitata ad intervenire e siamo intervenuti. Siamo intervenuti parecchie volte: facendo costruire un muro, mettendo un cancello, avendo degli accorgimenti alla viabilità e intensificando i controlli. Da ultimo, anche perché analoghe segnalazioni ci vengono fatte anche dagli operatori dell'AMIAT, e io stessa ho più volte risposto a vostre interpellanze, e credo che sia addirittura fissato un sopralluogo la prossima settimana, promosso dalla Presidenza della III Commissione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ecco, giovedì. Dicevo, abbiamo deciso due cose: innanzitutto di incrementare il numero di unità giornaliere che effettuano i controlli esclusivamente su Germagnano, e quindi li abbiamo portati a sei, con lo scopo principale di provare a prevenire gli atti di vandalismo, e questo è già accaduto in sostanza, non è una decisione di oggi, ma avviene già dalla scorsa settimana, quindi dal 23 febbraio. In seconda battuta, abbiamo deciso di intensificare i controlli (stamattina ho anche risposto a un'interpellanza del Consigliere Magliano proprio sullo stesso argomento) per il corso di educatore cinofilo, che è stato organizzato dall'ENPA e che si svolge - anzi, è già iniziato - dal 28 febbraio fino al 6 marzo, quindi aumenteremo i passaggi di questo personale già aumentato. Da ultimo, grazie all'offerta che ci ha fatto AMIAT, abbiamo deciso di utilizzare una parte degli uffici della palazzina AMIAT come postazione (fissa o semi-fissa, a seconda degli interventi che poi saranno chiamati a fare) da parte del personale del Nucleo Nomadi, che quindi faranno i controlli nel campo e utilizzeranno questi uffici della palazzina come punto di osservazione, quindi nei momenti in cui non ci saranno i controlli sul campo. Si tratta di una sperimentazione, quindi cercheremo di capire se questo metodo funzioni e se sarà possibile ottenere dei miglioramenti; altrimenti saremo ancora chiamati, sia in Commissione che in Aula, per provare a cambiare di nuovo le nostre modalità di intervento. Credo che con l'Assessore Lavolta - che adesso non vedo - sia stato programmato anche un altro incontro con i volontari dell'ENPA, credo addirittura oggi pomeriggio, a cui parteciperò, e cercherò di capire se una soluzione del genere possa aiutarli e in quale misura; inoltre, cercheremo di capire anche quale sia l'entità del danno, se ci sia un'assicurazione che copra questo danno e se ci sia anche qualcos'altro che l'Amministrazione possa fare. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho iscritti per l'intervento i Consiglieri Furnari e Trombotto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ha ragione, Consigliere, essendo il richiedente, prima interviene il Consigliere Marrone. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio La ringrazio, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore Tedesco per aver aggiornato la Sala Rossa sulla buona notizia che nell'area siano comunque state incrementate le misure di vigilanza e di sicurezza da parte della Polizia Municipale. Tuttavia, come ho scritto nella richiesta di comunicazioni, volevo porre l'accento sul tema del risarcimento del danno. Sappiamo bene che non è la prima volta che si verificano questi episodi di saccheggi notturni; purtroppo, in questo caso l'entità dei danni è stata da record, perché si parla di diverse migliaia di Euro (pare 10.000), ma in realtà le molestie che hanno dei responsabili ben identificati, ovvero gli occupanti dei vicini insediamenti nomadi, sono quotidiane e anche diurne: sappiamo di auto di volontari rigate, prese a sassate, sappiamo di danneggiamenti per reperire rame nella struttura, questa volta sappiamo anche di gesti veramente solo di cattiveria, cioè di carne lanciata a caso nelle gabbie dei cani, che hanno provocato delle inevitabili zuffe, quindi anche danni proprio fisici agli animali ospitati nella struttura. Quindi, riteniamo che ci sia un duplice aspetto, oltre che la sicurezza, di prevenzione da calcolare nell'area, e il primo ritengo che sia di stretta competenza comunale, ovvero il risarcimento del danno. Sono contento che ci sia un ulteriore approfondimento con i volontari, perché quello che vorrei ricordare, dalle carte che riguardano quel campo nomadi, è questo: sapete benissimo che l'area autorizzata, quindi il campo autorizzato di via Germagnano, rientra nel secondo lotto, lettera B, del famigerato capitolato d'appalto da 5 milioni meno IVA che il Governo ha stanziato per l'emergenza nomadi. Sappiamo che quel lotto, in particolare, è un lotto da 1.300.000 Euro, grosso modo, e comprende interventi su Germagnano regolare, autorizzato, Germagnano abusivo e strada dell'Aeroporto; in particolare, leggo che, per quel che riguarda l'area sosta autorizzata Germagnano, l'obiettivo principale è la riorganizzazione dell'area prossima all'area sosta autorizzata, e tra le azioni obiettivo c'è la messa in sicurezza dell'area prossima all'aera sosta autorizzata. Non solo, la lettera del capitolato va molto più nel dettaglio, perché dice che sarà contemplata l'assegnazione in termini gestionali dell'intera area sosta autorizzata in campo al privato sociale, che si prende i quattrini, del 1.300.000 Euro assegnato al lotto. Per completare il quadro, vorrei ricordare anche l'articolo 16 del capitolato d'appalto, che è un contratto che la Città ha sottoscritto con l'aggregazione di associazioni e cooperative sociali SelaRom, che, intitolato "Assicurazioni per danni a terzi" - in realtà il titolo più opportuno era "Responsabilità" -, afferma questo, ovvero: "Ogni responsabilità per danni che, in relazione all'espletamento del servizio o a cause ad esso connesse, derivassero al Comune o a terzi, cose o persone, si intenderà senza riserve od eccezioni, a totale carico della ditta aggiudicataria". Ora, questa è una responsabilità di tipo oggettivo da custode, sostanzialmente, da gestore, e quindi io sono dell'idea che questa Amministrazione comunale debba rivendicare con coraggio e con orgoglio che, se ci sono delle realtà che vengono profumatamente pagate da questa Amministrazione comunale per fare cose che evidentemente non fanno o fanno male, ovvero gestire quell'area sosta, che, vorrei ricordare, è autorizzata con lo stemma e il patrocinio del Comune di Torino, allora in tal caso, quando c'è qualcuno che sbaglia, chi sbaglia paga. E allora quei quattrini - 10.000 Euro, che su un milione e mezzo non è tanto - anderebbero richiesti a quelle realtà che si sono assunte contrattualmente una responsabilità. Io credo che questo sia un atto dovuto e, se l'Amministrazione non ha il coraggio di esigere questi quattrini da chi ha sbagliato, allora si deve assumere in prima persona la propria responsabilità e andare evidentemente a pagarli in prima persona, come Giunta o come Amministrazione comunale. Perché, vedete, io non voglio aprire altri capitoli - e mi avvio alla conclusione -, ma bisogna veramente fare delle grandi verifiche su come vengono spesi questi soldi, perché sta girando una voce preoccupante, che poi vorrò verificare nero su bianco: che addirittura alcune strutture di social housing, alle quali sono stati indirizzati, a pagamento della Città e della Prefettura, nomadi tolti da Lungo Stura, addirittura siano di proprietà dei famigerati "re delle soffitte". Se questo fosse confermato, sarebbe di una gravità inaudita, e questo lo andremo a verificare. Concludendo, mi sento di dire che chiaramente il tema, a monte della riorganizzazione dei campi nomadi, richiede una programmazione - su questo sono d'accordo - che non può essere solo comunale. Posso, se è interesse - anche se mi sembra basso - dei Consiglieri in Aula, ricordare che in Consiglio Regionale ci sarà la riassunzione di una proposta di Legge, presentata già nel 2011, che va a porre una normativa degli insediamenti autorizzati, limitandone il tempo massimo di permanenza a 90 giorni, e il numero massimo di componenti ospiti, ovvero 50 unità. Se veramente c'è la volontà di arrivare ad una soluzione a monte di questo problema, auspico e chiedo a voi di farvi latori ai vostri Colleghi anche in quella sede, di arrivare veramente al dunque, perché - e concludo veramente - ricordo che la Legge Regionale, che disciplina il nomadismo anche per la Città di Torino, risale al 1993, quindi forse c'è del lavoro da fare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Furnari. FURNARI Raffaella Devo dire che sono alquanto esterrefatta per tutta questa situazione, nel senso che sono anni che si parla di questo problema di via Germagnano, sono anni che continuiamo a fare i sopralluoghi in via Germagnano, sono anni che parliamo, parliamo, parliamo, ma fatti fino ad ora non se ne sono visti, o almeno io non li ho visti; non se qualcuno di voi li abbia visti, ma io personalmente non li ho visti. Sappiamo perfettamente che il problema nomadi non è risolvibile, perché lo sappiamo, non ci prendiamo in giro. Non si riesce a risolvere il problema nomadi. Allora, a questo punto, visto che non riusciamo a risolvere il problema nomadi, perché purtroppo è così, allora a questo punto risolviamo il problema ENPA. Assessore Tedesco, i controlli ben vengano, ma non bastano, perché è da anni che ci sono i controlli, per certi periodi si sono anche intensificati, però purtroppo poi si sono verificati altri atti vandalici. Allora a questo punto io chiedo: per quale motivo non riusciamo a trovare una soluzione alternativa, ovvero una struttura diversa da quella di via Germagnano per l'ENPA? Cerchiamo, naturalmente insieme all'ENPA, un'altra struttura, una struttura diversa, che sia comunque lontano da via Germagnano, perché comunque continuiamo a non tutelare gli operatori, a non tutelare i volontari e comunque mi risulta che ci siano problemi anche nel canile sanitario, perché ogni tanto i nomadi vanno anche al canile sanitario. Quindi, a questo punto, io dico: cerchiamo una struttura che sia idonea per l'ENPA, in modo che risolviamo completamente questa situazione, perché il problema nomadi non verrà risolto, non nell'immediato, neanche domani, non abbiamo la bacchetta magica per risolvere il problema nomadi. È inutile che ci prendiamo tutti in giro, lo sappiamo benissimo che il problema nomadi non sarà risolto, perché non è di facile risoluzione. Allora, a questo punto, chiedo anche all'Assessore Lavolta, considerato che avrà un incontro con l'ENPA, di chiedere loro se abbiano voglia di avere un'altra struttura e di cercarla insieme, ma questa volta, per lo meno, cerchiamo di risolvere la questione totalmente. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Come Presidente della Commissione Ambiente, voglio esprimere tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà, che credo e immagino di poter esprimere anche a nome dei componenti della Commissione, nei confronti dell'Ente Nazionale della Protezione Animali per gli ultimi fatti che hanno riguardato il canile di loro proprietà, e in questa occasione vorrei anche ringraziarli per l'attività che, da ormai più di un secolo, viene svolta non solo localmente, ma anche sull'intero territorio nazionale da parte dell'ENPA. Come diceva il Consigliere che mi ha preceduto, in questi anni vi sono stati numerosi sopralluoghi, e io stesso sono stato artefice di uno, l'ultimo in ordine di tempo, che vi è stato proprio pochissime settimane orsono. In quell'occasione i responsabili dell'ENPA hanno voluto portare, o meglio, riportare all'attenzione dei Commissari componenti la Commissione la situazione nella quale sono costretti a svolgere la propria attività; in particolare, in quell'occasione è stata fatta una segnalazione, che mi pare che all'interno della discussione di queste comunicazioni non sia stata più ripresa, ma che è stata oggetto di un'interpellanza discussa questa mattina, che era stata presentata da parte del Consigliere Magliano - che ringrazio -, Consigliere che, tra l'altro, molto correttamente, lo stesso giorno del sopralluogo da parte della Commissione mi aveva, appunto, anticipato che avrebbe proceduto alla sua formulazione. Questa interpellanza riguarda il problema dell'accesso alla struttura dell'ENPA. Sentivo il Consigliere Furnari che avanzava delle proposte di carattere patrimoniale, di un'individuazione di una nuova sede; ovviamente, qualora questo fosse possibile, sarei io il primo a sottoscrivere un'ipotesi di questo genere, ma, Consigliere Furnari, come è stato ben ricordato anche questa mattina, è bene ricordare che in questo caso stiamo parlando di una struttura che è di proprietà dell'ENPA, che ha costruito a proprie spese da un certo numero di anni l'edificio che accoglie, per l'appunto, in primo luogo e in particolar modo i cani; quindi, io credo sia una proposta sicuramente interessante e ragionevole, ma di difficile attuazione. Diversamente, io credo che la Città possa e debba farsi carico, invece, di quelle problematiche che ancora oggi sono state ribadite da parte del Consigliere Magliano, cioè, in primo luogo, quella di consentire di garantire un'accessibilità in condizioni minime di sicurezza, anche e soprattutto - sperando che non ve ne sia la necessità - per eventuali mezzi di soccorso che dovessero, in qualche modo e per qualsiasi motivo, dover intervenire. Capisco che si tratta di un problema che riguarda in primo luogo un Assessore, che quest'oggi non vedo presente in Aula, cioè l'Assessore alla Viabilità e al Suolo Pubblico, però, trattandosi - come è stato ricordato ancora stamane - di un collegamento con una strada pubblica (e lo dico anche rispetto all'incontro che ci sarà tra poco con l'ENPA, e lo dico anche rispetto all'audizione che era già stata programmata per dopodomani in VI Commissione, sempre con i responsabili dell'ENPA), credo che la Città debba assumere degli impegni concreti, ai quali dare attuazione, intanto, come una prima risposta concreta e fattiva alle richieste che vengono avanzate, anche perché in questo caso si tratterebbe - ne sono abbastanza convinto - di una competenza realizzabile concretamente da parte della Città. Non aggiungo altro, perché sappiamo qual è la situazione nella quale versa ormai la via Germagnano: è una situazione che - mi spiace doverlo dire, ma lo dico virgolettato - "sta sfuggendo di mano" praticamente, e non vado oltre anche rispetto al mio ruolo, come noto, di dipendente dell'AMIAT, che giustamente mi impedisce qui di poter rappresentare altri tipi di problematiche. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho iscritti per l'intervento, nell'ordine, i Consiglieri Ricca, Magliano, Bertola e Viale. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Siamo all'ennesimo "ve l'avevamo detto", perché, Assessore, se potessimo avere la possibilità di essere ascoltati dall'Assessore stesso, già nel 2011... Presidente! PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, Consiglieri! RICCA Fabrizio Nel 2011 quest'Aula respinse la proposta di un presidio fisso della Polizia Municipale in via Germagnano per tutelare l'ENPA, il canile municipale e i dipendenti dell'AMIAT, con la motivazione che eravamo di nuovo i soliti "brutti e cattivi", perché? Perché non ce n'era bisogno. E oggi sentiamo l'Assessore Tedesco che i controlli in via Germagnano verranno addirittura incrementati a 6 al giorno! Numero davvero importante! Ci sono i nomadi in via Germagnano che tremano per i 6 controlli al giorno che verranno fatti dalla Polizia Municipale. Sono già lì che non sanno più come fare. Inoltre, l'inserimento del Nucleo Nomadi all'interno della sede dell'AMIAT è un palliativo che arriva tre anni in ritardo, perché è da tre anni che chiediamo che in quella zona di territorio ci sia un presidio fisso. Però, Assessore, la cosa che mi fa preoccupare è che lei già mette le mani avanti e dice: "Se non migliora, cercheremo di cambiare ulteriormente le modalità d'intervento". Evidentemente, dicendo questa cosa, siete sicuri che questo tipo di soluzione è provvisoria e non porterà ad alcun risultato, anche perché è da tre anni che si parla di problemi legati all'area di via Germagnano ed è da tre anni, quasi quattro - io chiaramente posso parlare per il tempo che sono in quest'Aula -, che continuate a non offrire alcun tipo di soluzione! E adesso sentirle dire che, se la situazione non migliorerà, troveremo qualche altro tipo di soluzione, sembra quasi una sconfitta prima di iniziare, perché non c'è la sicurezza di poter provare a risolvere il problema. Io sono convinto che il problema dei nomadi a Torino si possa risolvere, anzi, sono convinto che si può risolvere. Chiaramente, per risolvere un problema del genere, ci vuole qualcuno che sappia di cosa si sta parlando, anche perché è da 25 anni che c'è un problema nomadi a Torino ed è da 25 anni che in questa Città nessuno è capace a risolvere la questione. Quindi, forse la riflessione che dovrebbe fare questa Giunta, anziché quella di accorciare le distanze con i cittadini, andando a fare referendum farlocchi in giro per il centro della città - perché in periferia non c'è la voglia di andare, e forse neanche la conoscenza del territorio -, è quella di impegnarsi e mettersi davvero a lavorare, magari chiedendo a qualcuno che il problema lo ha già risolto. Io vi consiglio di sentire gli Uffici del Sindaco di Verona, così vi possono spiegare come si può risolvere il problema nomadi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Io l'ho già fatto questa mattina in Aula, però, anche rispetto all'interpellanza che ho fatto questa mattina sul tema, cercherei di raccontare una storia. Presidente, lei non ama la campanella, però faccia qualcosa! PORCINO Giovanni (Presidente) Mi scusi Consigliere. Scusi, Consigliere Cassiani le dispiace se proseguiamo i lavori? È l'ennesimo richiamo, non sappiamo più come dirglielo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei ci deve consentire di proseguire gli interventi. Grazie. Prego, Consigliere Magliano, prosegua pure il suo intervento. MAGLIANO Silvio Presidente, io racconterò una storia, la storia di alcuni volontari che negli anni Settanta decidono, invece che chiedere a qualche Assessore di riferimento uno spazio gratuito o con un affitto irrisorio, di acquistare uno spazio di terra; lo acquistano, costruiscono sopra quello che noi definiamo canile, ma è un rifugio-ambulatorio sociale, lo costruiscono e lì iniziano un'attività. Questa attività, di fatto, è collegata alla rete stradale della nostra città attraverso via Germagnano 8, quindi hanno anche un passaggio. A me spiace che sto parlando con un Assessore che non ascolta, per cui poi chiederò altri minuti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per cui, questa struttura, gestita completamente da volontari, quindi non quella del Comune, dove ci sono i volontari dell'ENPA, ma questa struttura pian piano cresce, c'è questa strada che collega la struttura alla nostra rete viabile, per cui la possibilità dei volontari, ma anche dei proprietari dei cani, di potersi recare lì. Dopodiché, negli ultimi anni accade che, alla luce dell'insediamento del campo in quella zona, già iniziano a rinunciare al servizio di pensione diurna e notturna; questo, per un'associazione di volontariato, vuol dire rinunciare a numerose erogazioni liberali, cioè a numerose possibilità di poter continuare le loro attività. Che cosa capita poi? Che ancora andiamo avanti e questa strada regolarmente viene ridotta dal punto di vista dello spazio dove possono arrivare i mezzi, perché dal campo qualcuno spinge i new jersey, e questa strada ad oggi non permette... Presidente, è impossibile proseguire con questo brusio. PORCINO Giovanni (Presidente) Consiglieri, è l'ultima volta che vi richiamo, dopodiché sospendo la seduta. Bisogna rimanere in silenzio, oppure vi prego di uscire. È l'ultimo richiamo, dopodiché sospenderò la seduta. Grazie. Prego, Consigliere Magliano, prosegua il suo intervento. MAGLIANO Silvio Tenga conto poi solo del tempo in cui non sono riuscito a parlare. Ad oggi, se capitasse qualcosa ad un volontario o capitasse qualcosa alla struttura, questa strada, di fatto, non permette né ad ambulanze, né ai vigili del fuoco di poter accedere alla struttura dell'ENPA. Questo è un problema di sicurezza, perché non è una strada privata, è una strada pubblica, primo dato. Secondo dato: l'ENPA, ad oggi, prima di questo atto vandalico, ha già speso 12.000 Euro... Presidente, però così è impossibile intervenire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, evitiamo di interloquire. Consiglieri Cassiani e Carbonero, non interloquiamo. Abbia pazienza, Consigliere Magliano. Oltre ad una certa soglia, credo che diventi una questione di educazione. Prego, Consigliere Magliano, prosegua il suo intervento. MAGLIANO Silvio L'ENPA ha già speso 12.000 Euro, perché nei precedenti "attacchi" alla struttura ha dovuto sostenere una spesa di 12.000 Euro per iperconsumo rispetto alle proprie bollette, la sostituzione della centralina e la modifica del contatore, peraltro tutte spese che l'Associazione, essendo di volontariato, ha dovuto mettere di tasca propria (e i Consiglieri lo sanno). Tuttavia, c'è un altro aspetto, di cui abbiamo già discusso: l'ENPA, negli ultimi anni, ha dovuto affittare un lembo di terra tra la sua proprietà e il campo, perché questo lembo di terra permetteva una forma di autotutela rispetto al lancio di pietre e bottiglie di vetro verso l'area dove i cani riescono a sgambare un po' e dove ci sono i volontari. Aumentando la dimensione del campo, questo lembo di terra non basta più, tant'è vero che oggi l'ENPA e i suoi volontari non riescono ad uscire, il più delle volte, perché sono preoccupati che parta questo tipo di lancio di oggetti contro volontari e cani. Ma la vera domanda è: voi lo sapete di chi è quel lembo di terra che l'ENPA paga? È del Comune, cioè l'ENPA continua a pagare l'affitto di uno spazio, che io ho verificato prima con i volontari, che non serve ai cani e ai volontari per poter fare l'attività della sgambatura, diciamo così, ma serve solo a difendersi. E io mi chiedo, dopo quello che è capitato, se non abbia più senso che il Comune dica: "L'affitto non ce lo date, perché non siamo in grado di garantire una sicurezza", primo dato. Secondo dato: i danni che l'ENPA in questi giorni cercherà di quantificare chi li paga? Questa è una domanda. Questa Associazione di volontariato, che non ha voluto chiedere uno spazio, ma ha voluto acquistarlo, facendo un investimento, oggi si deve difendere con una sorta di recinto, come se fosse in un castello medievale, dal lancio di pietre e vetri e, nello stesso tempo, paga l'affitto a chi in teoria dovrebbe garantirgli un minimo di sicurezza. Per cui, da questo punto di vista, io evidentemente non entro sulla questione del campo di via Germagnano, perché penso che, dopo lo sgombero di Lungo Stura Lazio, di fatto i nomadi si siano riversati tutti lì, per cui è inutile sprecare altre parole su una problematica che, a mio giudizio, almeno da questa Amministrazione, non verrà risolta, ma almeno sull'ENPA...! E mi spiace, perché l'idea del Consigliere Furnari secondo me era assolutamente calzante: spostiamo questa realtà in un posto in cui possa raggiungere le finalità statutarie. Il problema è che la struttura è loro, per cui non possono pensare di lasciare tutto lì, perché ci avranno investito decine di migliaia di Lire prima e di Euro adesso. Per cui io chiedo alla Giunta di fare un ragionamento su come potremmo permettere a questi volontari di continuare a svolgere la loro attività. Io immagino almeno due cose: 1) risarcirli del danno di una mancata sicurezza; 2) di sospendere il pagamento dell'affitto di questo terreno, che è pure nostro, che loro utilizzano come struttura di salvaguardia rispetto all'attività che svolgono. Detto questo, però, ci rendiamo conto che, anche quando ci sono persone che liberamente, in modo volontario - quindi non retribuite -, cercano di occuparsi di un bene della città, come può essere la tutela, dal punto di vista igienico-sanitario, dei nostri animali, non sono sicuri in una zona come quella. Per cui, queste sono le proposte che faccio. Dopo questa giornata, in cui l'ENPA è qui sotto, in piazza Palazzo di Città, e magari si discuterà di loro sulle pagine dei giornali, mi auguro che la Giunta si faccia carico di aiutare chi volontariamente cerca di provare a risolvere un problema in modo gratuito e si sente completamente abbandonato, in termini di sicurezza e anche di investimenti personali, perché, parlando con i volontari, spesso, quando ci sono questi danni, non aspettano progetti, progettini o prebende dalla politica, ma mettono i soldi di tasca loro per continuare ad andare avanti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Innanzitutto io spero che questa sia l'occasione in cui si riesce a risolvere o, perlomeno, a far cambiare qualcosa in questa situazione, perché ricordo che l'ENPA è già venuto più volte in Commissione - o noi in sopralluogo - in questi tre-quattro anni di tornata amministrativa, lamentando questo problema, per cui non è che questa sia la prima volta in cui il problema si manifesta, forse è la volta che è arrivato un punto di rottura, quindi spero che si riesca a prendere una decisione. Io ho già avuto modo di dire come la penso sull'episodio proprio il giorno in cui è successo, ma credo che il punto vero sia non tanto rinforzare i passaggi dei Vigili ed il controllo in generale sul territorio, ma capire chi è stato, individuando persone, con nomi e cognomi, e assicurandole alla giustizia, perché qualunque altra strada sarebbe una strada di responsabilità collettiva, in cui si dice che i nomadi sono tutti colpevoli oppure sono tutti innocenti, ma di fatto non si riesce né ad individuare delle responsabilità, né a prendere dei provvedimenti. Invece, se noi riuscissimo, con queste persone, a distinguere tra chi commette reati e chi non li commette, e far capire anche a loro che c'è una differenza tra commettere reati e non commetterli, in termini di conseguenza per se stessi e per il proprio futuro, credo che questo sarebbe un messaggio che potrebbe cambiare il rapporto tra le comunità Rom e la nostra Città. E, per quanto non sia facile - perché sicuramente è molto più difficile rispetto ad un approccio generico o di assistenza o anche di discriminazione -, però è l'unico strumento con cui possiamo sperare di cambiare qualcosa nella situazione dei rapporti tra la Città e i Rom. Certamente io capisco che questo sia estremamente difficile e sia forse un'utopia, però, a questo punto, l'unica altra alternativa è quella che ho già sentito invocare da diversi Colleghi, cioè quella di dire: "Se non possiamo rendere la situazione sotto controllo, spostiamo i canili da qualche altra parte", cosa che peraltro è stata in parte ventilata anche in un nostro sopralluogo, perché ricordo che, proprio in occasione del sopralluogo di qualche settimana fa, è venuto fuori che noi, grazie ad un lascito di un cittadino benemerito, probabilmente potremo costruire un nuovo canile sanitario in un'altra zona, non in via Germagnano, ma in strada Cuorgnè, dove già c'è l'altro, e quindi in questo modo potremmo liberare la struttura attualmente comunale, che potrebbe essere utilizzata dall'ENPA al posto di quella dell'altro lato di via Germagnano, che non è difendibile, o comunque trovare il modo di rendere la situazione più gestibile, ammesso che questo interessi all'ENPA poi, perché comunque è vero che l'ENPA ci ha investito dei soldi, è una struttura di sua proprietà ed ha tutto il diritto di poterla utilizzare, ma penso che siano talmente disperati che, in qualche modo, potrebbero persino essere costretti ad abbandonarla, non riuscendo a viverla in sicurezza. Però, il problema è che questa soluzione prefigura una cosa che è veramente preoccupante per questa Città, cioè l'idea che tutte le attività che ancora ci sono in quella zona di via Germagnano, dalle attività legate agli animali alle attività dell'AMIAT, debbano progressivamente spostarsi e andare da un'altra parte, perché noi non siamo in grado di garantirne la sicurezza e la convivenza con i nomadi che sono lì, e non soltanto con il campo più o meno regolare, ufficialmente regolare, ma con le norme di insediamento abusivo che si è sviluppato e sta continuando a svilupparsi anche come rifugio di quelli che sono andati via da Lungo Stura Lazio, almeno in parte. Per cui, probabilmente dopo ne parleremo, però, di fatto, ad uno sgombero dell'altra parte, che probabilmente è quella più visibile anche da parte dei cittadini, corrisponde comunque un aumento - almeno, così è stato registrato nelle ultime settimane e negli ultimi mesi - della parte di via Germagnano, che è meno visibile alla cittadinanza e alle persone, perché via Germagnano è una strada cieca e bisogna andarci apposta, quindi occhio non vede, cuore non duole. Però, attenzione, perché ci stiamo mettendo nella direzione di creare quella che potrebbe diventare una vera e propria favela brasiliana in una città del Nord Italia, perché stiamo creando una zona sostanzialmente chiusa in se stessa e inaccessibile, se non tramite un passaggio chiuso sotto la ferrovia; oltre la ferrovia potrebbe diventare una terra di nessuno, in cui, da una parte le persone vengono abbandonate in un ghetto, a vivere nelle baracche, in condizioni assolutamente indegne, dall'altra diventa un porto di mare per qualunque attività criminosa, di cui la Città perde completamente il controllo, e non stiamo parlando soltanto del tirare i sassi in testa alla gente o del tirare l'immondizia, ma parliamo anche di furti, di commercio d'armi - come è stato detto per il campo ex Aeroporto -, parliamo di reati veramente pesanti e preoccupanti. Per cui, attenzione, nel senso che quella che può essere una soluzione di breve termine, anche inevitabile - perché comunque la priorità numero uno è garantire la sicurezza di chi si dedica meritoriamente agli animali -, però può configurare un problema serio, nel lungo termine, di perdita totale di controllo su un'area della città. Chiaramente, un problema del genere non è affrontabile soltanto con le forze del Comune e non è affrontabile comunque soltanto con un po' di assistenza e un po' di passaggi di Vigili, cioè si pone veramente un problema serio di recupero di una parte degli abitanti di questa città, ad una forma integrata di vita dignitosa per loro e comunque rispettosa delle norme e degli altri. Credo che questa sarà sicuramente la grande sfida del prossimo periodo, però concludo ritornando al punto iniziale, cioè o noi riusciamo ad indentificare chi sono gli autori di questi atti, quali sono le famiglie che magari fanno crescere i bambini e i ragazzi, insegnandoli a tirare i sassi in testa alla gente per divertimento, e noi riusciamo a prendere dei provvedimenti in modo che queste persone cambino il loro comportamento e che i loro figli, bambini e ragazzi abbiano delle prospettive diverse da quelle del proseguire questi comportamenti, oppure, con la generica attitudine di dire: "Facciamo qualche controllo in più", non risolveremo sicuramente niente. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io credo che oggi dobbiamo, in qualche modo, ammettere la nostra impotenza nei confronti del problema concreto, perché non fu un errore in assoluto, ma a posteriori è stato sicuramente un errore sottovalutare il fatto che il canile dell'ENPA - e poi l'altro canile sanitario di fronte, ma quello dell'ENPA - è l'unica struttura torinese a fianco di un campo nomadi, confinante, peraltro sul retro. Non ce ne son altre. Quindi, la sensazione che sia ostaggio degli umori, 24 ore su 24, di chi occupa il campo nomadi è fortissima e, da questo punto di vista, non possiamo che prenderne atto. Trovare soluzioni. Ovviamente potrei ripetere tutte le cose che hanno detto i Consiglieri fino adesso e cavarmela lì, dopodiché, da questo punto di vista, non c'è un'assunzione di responsabilità, perché non basta denunciare la questione, dobbiamo trovare delle soluzioni. Quindi, io credo che la Città debba fare uno sforzo. La prima questione è, in qualche modo, risolvere il punto della strada di accesso, che chiaramente è il primo punto per cercare di dare almeno un parvenza di attenzione alla questione. Poi, per il resto, è ovvio che la soluzione definitiva non può che essere lo spostamento del canile e dell'attività, nel senso che non ce n'è un'altra; l'altra soluzione potrebbe essere lo spostamento del campo nomadi, però quello già è stato uno spostamento a seguito della chiusura dell'Arrivore. Quindi, diciamo che il male minore del campo nomadi di via Germagnano, con tutte le strutture edilizie, le cose che venivano fatte all'epoca erano in funzione dello sgombero e della chiusura del campo nomadi di strada dell'Arrivore, il che è accaduto, per cui, in qualche modo, questo bisogna anche riconoscerlo. Allora io credo che la soluzione non possa che essere quella, però è una soluzione a lungo termine. Nell'immediato è chiaro che la via d'accesso è una maggior difesa, è sicuramente possibile; questo vuol dire spendere soldi, perché è ovvio che noi possiamo anche dire che in realtà i responsabili del danneggiamento e del vandalismo dell'ultimo episodio sono sconosciuti, io mi immagino già affermazioni molto dure, a parte che è già stato assodato che non c'è un responsabile diretto, non basta dire "i nomadi"; ma, se dicessimo "i nomadi", domani arriverebbe una protesta, un querela ufficiale delle associazioni a tutela dei nomadi. Ho sentito molto volentieri il Consigliere Trombotto - non è polemica, ma è semplicemente uno stato d'atto -, mi piacerebbe sentire il Consigliere Curto accanto. Il giorno in cui decidessimo di mettere una barriera alta 6 metri tra il canile e il campo nomadi, ovviamente qualcuno direbbe che in realtà chi è in gabbia sono quelli dell'ENPA, qualcun altro potrebbe sostenere che in gabbia sono invece i nomadi dall'altra parte. Quindi, davvero io non so cosa aggiungere - perché è una questione su cui dibattiamo da tantissimo tempo -, se non il fatto di rivedere, nel contesto complessivo, la questione dei canili, tenendo presente che alcune cose sono state fatte, e di costruire un nuovo canile sanitario e spostare l'attuale sede dell'ENPA, fatte salve tutte le prescrizioni e le questioni riguardo al fatto che quella è una struttura privata e tutto quello che la concessione di una struttura pubblica e tutto il resto comportano. Si potrebbe anche fare una permuta, dopodiché il problema sarebbe: cosa ci mette la Città di Torino lì? Perché - scusate la battutaccia, il Consigliere Furnari, la più animalista di noi, me la consentirà -, se lì non ci possono stare nemmeno i cani, è davvero difficile trovare per cosa potrebbe essere usata tale struttura; forse potremmo fare una piccionaia, ritornando ad altre cose. Quindi, questo è il problema reale. Senza andare a toni esasperati, però, dato lo status quo che l'ENPA lì c'è, alcuni piccoli accorgimenti e comunque un impegno da parte della Città in questa direzione ci possono essere, prima di tutto quello della strada. Dopodiché, la strada vuol dire poi difenderla dalle macerie, dall'immondizia e da tutto quello che, in qualche modo, verrebbe riversato lì da nomadi e non nomadi, perché poi alla fine, sapendo che la colpa andrebbe ai nomadi, chiunque dovesse passare, potrebbe farlo. Concludo, Presidente, mi permetta solo una battuta: se in questi giorni il Sindaco ha usato la parola "incivile" per quanto riguarda quello che è successo l'altra sera in piazza Cavour, non so che temine si possa utilizzare per via Germagnano. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo per i tre minuti residui del suo Gruppo. LIARDO Enzo Sì, grazie. Il Presidente è con il cronometro. Vorrei soltanto aggiungere alcune considerazioni, per rafforzare un po' l'intervento della Collega del mio Gruppo, Furnari. Non bisogna assolutamente neanche pensare di trovare delle soluzioni spot rispetto al problema, perché vorrei ricordare alla Commissione che, quando siamo andati in visita in via Germagnano, una sola notte non c'è stato il presidio notturno, una sola notte su 365, e praticamente si sono trovati divelta la cassa, che per fortuna era vuota, ma l'hanno completamente sradicata. Stiamo parlando di una notte. Non c'è stato il presidio, perché logisticamente non potevano esserci, perché avevamo eseguito dei lavori. È bastata una notte e hanno divelto la cassa. Perciò, pensare di trovare delle soluzioni attraverso quello che proponeva l'Assessore Tedesco, per quanto riguarda un eventuale rafforzamento dei Vigili, in un presidio magari all'interno dell'AMIAT, mi sembra veramente come continuare a spendere dei soldi e vanificare ogni tipo di intervento. Perciò, bisognerebbe andare in maniera decisa di fronte ad una situazione in cui si sposti la seda dell'ENPA e agevolare in tutti i modi lo spostamento di questa Associazione. Quindi, io non punterei su soluzioni palliative, perché comunque si spenderebbero ulteriori soldi, seppur magari a piccole dosi alla volta; perciò, ritengo che sia necessario prendere il problema proprio alla radice e cercare di trovare una soluzione. È vero - e concludo il mio intervento, così il Presidente sarà contento e abbiamo risparmiato un minuto -, devo sottolineare l'aspetto di cui ha parlato il Consigliere Furnari rispetto al fatto che sarebbero soldi spesi inutilmente, perciò tanto vale cercare di risolvere il problema alla radice. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Il mio intervento non vuole essere fuori dal coro; anzi, esprimo la mia più ferma condanna nei confronti degli atti compiuti da questi signori presso il canile di via Germagnano. Sicuramente l'Amministrazione deve adoperarsi in tutte le sue forme per garantire sicurezza alle persone che operano in quella struttura, come è giusto che sia, perché la sicurezza deve essere garantita a qualsiasi cittadino che risiede a Torino. Dico questo perché nel merito dei danni subiti dall'associazione ENPA, presso il canile di via Germagnano, vorrei ricordare all'Aula che l'Associazione che gestisce l'attuale canile ha partecipato a un capitolato di appalto per la gestione di queste strutture, e riceve la cifra di circa 4 milioni di Euro per la gestione di tali strutture. Ripeto, io condanno in maniera ferma questo atteggiamento, però è anche vero che se gli stessi danni fossero stati arrecati a un'altra associazione, che magari agisce in un ambito diverso da quello degli animali, come si comporterebbe il Comune? Pagherebbe i danni anche a queste persone? Io credo che, a fronte di un capitolato d'appalto che prevede l'esborso da parte dell'Amministrazione di circa 4 milioni di Euro a favore dell'ENPA, l'ENPA debba trovare il modo, magari un'assicurazione, per prevenire questi danni, sennò il criterio non è uguale per tutti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Però è così. Nel momento in cui io partecipo a un bando, prendo dal Comune 4 milioni di Euro (precisamente 3.983.000,00 Euro), mi devo tutelare anche da eventuali attacchi di questo genere. L'Amministrazione deve fare la sua parte, e questo è innegabile, ma, ripeto, così come lo deve fare per l'ENPA, lo deve fare per tutta la cittadinanza e per tutti gli esercizi che lavorano in città. Quindi, esprimo ferma condanna nei confronti di questi vili atteggiamenti da parte degli zingari, però facciamo attenzione, perché non credo che sia corretto che questi danni siano pagati dall'Amministrazione Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ho altri Consiglieri iscritti, dunque chiudiamo le comunicazioni sul saccheggio del canile di via Germagnano. |