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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201303012/002, presentata dai Consiglieri Viale e Troiano in data 10 aprile 2013, avente per oggetto: "Progetto Torino (sì) muove per i referendum consultivi (road pricing)". PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 24/04/2014 la Conferenza dei Capigruppo e le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Segnalo che è stata presentata una proposta di mozione d'accompagnamento n. mecc. 201500719/002, a firma dei Consiglieri Bertola, Troiano e Viale in data 23 febbraio 2015, avente per oggetto: "Svolgimento dei referendum comunali anche in forma telematica". La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Questa proposta di referendum consultivo è prevista dallo Statuto ed è prevista dalle Leggi attualmente vigenti ed è un modo per chiedere ai cittadini torinesi di pronunciarsi sulla proposta o meno di un pedaggio, che è il "road pricing", finalizzato alla costruzione di opere pubbliche legate alla viabilità. In particolare, nell'intenzione dei proponenti, servirebbe per finanziare la seconda Linea della Metropolitana. È un meccanismo ormai utilizzato ampiamente in giro per il mondo e parte dalla considerazione che attualmente la Città di Torino non è in grado di costruire la seconda Linea della Metropolitana, al di là che faccia parte del piano di programma dell'Amministrazione o del programma elettorale dell'attuale maggioranza, e presumo di quasi tutte le maggioranze future e anche delle opposizioni. Tant'è vero che l'ultima proposta emersa è quella che riguarda la riconversione del Passante della linea ferroviaria come surrogato di Metropolitana. In realtà è un'ottima iniziativa ed è un'ottima via di integrazione della Metropolitana, ma non sostituisce la seconda Linea, quella che dovrebbe incrociare la prima Linea e passare sotto il centro. Ecco perché questa proposta, di cui mi sono fatto portatore - poi altri Colleghi hanno aggiunto la firma -, ha un Comitato promotore, ha avuto una discussione in questa città ed è stata discussa per molto tempo. Nel merito, tutto ciò non ha nulla a che spartire con l'Area C di Milano o con aree di ZTL ambientale per la riduzione del traffico, infatti l'Area C di Milano in questi anni ha dimostrato di non aver influito molto, quasi niente, per quanto riguarda i livelli di inquinamento che riguardano la Città Metropolitana e un'area molto più vasta. L'andamento del PM10 e di altri inquinanti nella città di Milano, compresa l'Area C, è analoga a tutta l'Area Metropolitana ed è analoga a quella della città di Torino. Il fatto che nella Città di Torino sia leggermente superiore dipende da questioni geografiche e di altro tipo, ma l'Area C di Milano è servita per ridurre l'afflusso di automobili e, quindi, decongestionare il centro in una città che è attraversata da ben tre Linee di Metropolitana per il centro. L'Area C ha una copertura di stazione Metropolitana che non ha nulla da invidiare a Londra, a Parigi e ad altre città più note e famose per le loro linee di Metropolitana. Purtroppo, Torino non è in quella situazione. Qui non si tratta di definire un'area più piccola ambientale, che, peraltro, se dovesse essere decisa un'area ambientale tipo Area C di Milano a Torino non dovrebbe essere il centro, ma dovrebbe essere la zona Nord, cioè piazza Rebaudengo, la zona più inquinata della città di Torino. Il punto è strategico ed è quindi di proporre con il "road pricing" una forma di finanziamento che è dovuta ad un pedaggio minimo, diciamo 1 Euro, che permette quindi di aver il finanziamento per la costruzione della seconda Linea di Metropolitana ed eventualmente altre opere, ma sempre legate ai trasporti. Volevo sottolineare che qui non stiamo decidendo se fare il "road pricing", che tipo e che estensione, stiamo decidendo semplicemente di consultare i torinesi per dare un via libera o uno stop ad una iniziativa di questo tipo, di cui poi le forze politiche se ne prenderanno carico e decideranno. Concludo, ricordando come io mi aspetto dal Consiglio Comunale una forte sensibilità verso il pronunciamento dei cittadini alla partecipazione e, quindi, la possibilità di attuare uno strumento come quello consultivo, perché è abbastanza assurdo e ridicolo che a Torino abbiamo avuto un referendum consultivo circa 30 anni fa, quello che diede il via libera e legittimò le pedonalizzazioni della zona centrale (ricordiamo le polemiche su via Garibaldi). Quel referendum vide l'80% e oltre dei torinesi favorevoli e diede poi il via a tutte quelle pedonalizzazioni centrali e a quella cultura che ha portato poi alla pedonalizzazione di piazza Castello in parte, piazza San Carlo, via Lagrange, via Carlo Alberto e ad avere gran parte del centro pedonalizzato. Quindi, il pronunciamento dei cittadini è qualcosa di importante e sarebbe abbastanza curioso che il Consiglio Comunale non ripetesse un'esperienza 30 anni dopo, nonostante sia previsto e confermato nei propri Regolamenti e nel proprio Statuto, ma non soltanto, perché, mentre all'epoca (1985-1986, non ricordo bene quando ci fu quel referendum) fu iniziativa del Comune di Torino in assenza di Leggi nazionali, oggi noi abbiamo anche un quadro legislativo nazionale che permette ed incoraggia questo tipo di consultazioni. Ecco perché mi sembra utile e necessario. Qual è l'ostacolo? Ci sono due ostacoli: il primo è di maggioranza. Il nostro Regolamento prevede che un referendum possa essere indetto se ottiene 21 voti, quindi non basta la maggioranza semplice del Consiglio Comunale. Se qui votassimo e fossimo 17 a favore e 15 contrari verrebbe, di fatto, approvato il referendum, ma non ai fini della sua attuazione, perché non ha 21 voti a favore; ci dev'essere la maggioranza dei Consiglieri assegnati (mi scusino i Colleghi se lo ricordo, ma molte volte i nostri Regolamenti non li abbiamo così sulla punta delle dita). Il secondo ostacolo è quando farlo. Ho proposto un emendamento tecnico, perché la proposta di deliberazione, siccome è vecchia ed è rimasta in stand by, a bagnomaria nella Conferenza dei Capigruppo molto a lungo, diceva "di indire il seguente referendum consultivo da svolgersi in concomitanza delle prossime elezioni politiche del 2013", ma, ovviamente, queste sono passate. Allora, ho presentato un emendamento che dice: "in concomitanza con le prossime elezioni", vincolando in qualche modo l'effettuazione dei referendum alle prossime elezioni, quindi non da solo. Poi, il Consiglio Comunale, qualora fosse obbligato, può sempre revocarlo e io sono favorevole - da galantuomo, quando dico una cosa la mantengo -, quindi non chiedo che il referendum venga fatto da solo, ma in occasione di eventuali prossime elezioni che permettano l'accorpamento. Ne abbiamo, sostanzialmente, tre possibili: le elezioni politiche - non auspicate da me -, qualora il Governo dovesse cadere e il Parlamento dovesse andare ad essere rinnovato; le elezioni regionali - non auspicate da me -, qualora le note vicende giudiziarie al TAR, eccetera, dovessero portare a rifare le elezioni regionali; il referendum confermativo sulle modifiche costituzionali - non dico se auspicato o meno, perché è una questione molto importante -, che il Premier e il Governo si sono impegnati a fare e che, al termine dell'iter delle modifiche costituzionali, dovrebbe essere fatto entro sei mesi e, quindi, arriverebbe di sicuro ancora nella situazione nostra. Ecco perché l'emendamento che ho presentato l'altro giorno ha quel significato, cioè, di fatto, vincola e, se si ritiene che non vincoli in modo chiaro, sono disponibilissimo ad aggiungere una formula migliore per cui i referendum approvati oggi si facciano solo se in questo ultimo scorcio di legislatura consiliare ci saranno elezioni a cui abbinarli e non andare ad un'elezione da sola. Lo dico perché non ho visto troppo entusiasmo tra i Consiglieri Comunali, quindi questo potrebbe spingere alcuni Consiglieri a votare a favore di un abbinamento, mentre non sarebbero magari d'accordo a spendere per un referendum autonomo. Sulla spesa - dico l'ultima cosa così evito di ripetermi dopo -, la spesa per i referendum autonomi fatti dal Consiglio Comunale (perché, poi, chi è contrario oggi, domani ne proporrà un altro e sarà il primo a dire che è scandaloso non farlo) dipende anche dal numero di seggi che si farebbero, che, sicuramente, sarebbero minori. Non si farebbero mille seggi; si potrebbero fare alcuni seggi per Circoscrizione, tra l'altro abbiamo dei modelli delle primarie fatti da forze politiche che hanno dato anche un'indicazione ed è più semplice. Oltretutto, gli scrutatori sarebbero dipendenti comunali, quindi con una riduzione dei costi molto forte. Mi dispiace che l'Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo in tre anni non siano riusciti a stimare quali sarebbero i costi di un referendum consultivo comunale, che chiaramente lascia un punto interrogativo che può essere utilizzato in un senso o nell'altro. Quindi, invito tutti i Consiglieri a votare a favore di questo referendum per chiedere ai cittadini se attuare o meno una forma di "road pricing", lasciando poi le modalità alla responsabilità politica di chi governerà questa città. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio In primo luogo, a nome del Gruppo consiliare, dichiaro un voto favorevole da parte di Sinistra Ecologia e Libertà alla proposta di quesito referendario che è stata avanzata dal Comitato che si è costituito appositamente e che qui è stato rappresentato dal Consigliere Viale. Il nostro è un voto favorevole a sostegno di questa iniziativa, intanto per un principio di carattere generale, ovvero la "restituzione dello scettro al principe" inteso come popolo sovrano, come ebbe modo di intitolare molti anni fa un suo libro, significativo sull'argomento, un autore, un politologo sufficientemente noto in questa città, cioè Pasquino. Il nostro è anche un voto convintamente favorevole per il merito della questione, così come è stata anche rappresentata quest'oggi da parte del Consigliere Viale. In Europa sono ormai numerose le città - città importanti, di dimensioni significative - che hanno adottato uno strumento quale quello del road pricing; ne voglio citare soltanto tre: nel 2003 la città di Londra, per quanto riguarda la parte centrale della conurbazione urbana, dal 2006 la città di Stoccolma e, ancor prima di queste due città, la città di Oslo dal 1990. Tra l'altro, proprio nel caso specifico della città di Oslo, il sistema - che, evidentemente, è ormai consolidato da tempo, da circa 25 anni - ha trovato un consenso molto ampio da parte della cittadinanza, sia rispetto all'applicazione del sistema tariffario, (le tariffe, in quel caso, sono modeste, contenute, sufficientemente popolari e sostenibili da parte di chiunque), ma anche proprio rispetto al collegamento e alla funzionalità che l'applicazione di uno strumento come il road pricing può avere come finanza di scopo, in aiuto, a sostegno, a supporto di un'Amministrazione locale nella realizzazione di opere, che siano, però, chiaramente indicate in modo esplicito. Nel caso specifico, come ha già detto anche il Consigliere Viale, la proposta avanzata da parte del Comitato referendario riguarda e stabilisce un collegamento diretto, con la possibilità della realizzazione della seconda Linea di Metropolitana, Linea di cui questa città ha bisogno. Con i prossimi completamenti nella zona ovest della conurbazione urbana, la Linea 1 di Metropolitana serve già una parte significativa della popolazione, ma ne esclude un'altra parte, anch'essa significativa. La Linea 2 della Metropolitana andrebbe, quindi, a completare e rafforzare un sistema di trasporto pubblico che potrà dimostrare di avere un impatto minore, anche dal punto di vista ambientale, rispetto all'attuale sistema trasportistico misto, pubblico e privato, e sicuramente, come è già avvenuto per la Linea 1 della Metropolitana, porterebbe a un trasferimento significativo di passeggeri dal trasporto privato a quello pubblico. Quindi, per concludere, come ho detto e ripetuto, il nostro voto è favorevole, sia per un ragionamento più di natura politica di carattere generale, sia rispetto al merito e al contenuto della proposta. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Troiano. TROIANO Dario Innanzitutto voglio ringraziare il Consigliere Viale, che, in assenza del compianto amico Alberto Musy, ha mantenuto viva l'idea del road pricing. A completamento di quanto detto dal Consigliere Viale, voglio ricordare che si tratta di una materia che è nel programma della maggioranza, ma che è stata assunta proprio in seguito alla richiesta di Alberto Musy di inserire questa modalità nel programma del Sindaco Fassino. Io non faccio un intervento sul merito dei referendum, perché il Consigliere Viale ne ha già parlato e credo che i Consiglieri del Gruppo Lega Nord, sottoscrittori della terza richiesta referendaria, faranno altrettanto; io vorrei parlare dei referendum. In questi giorni ho sentito diverse idee, diverse opinioni in merito ai referendum; ho sentito dire da qualcuno che i referendum non si devono fare perché costano. Io credo che la democrazia abbia un costo, se no potrei dare questa bella notizia, che magari potrebbe anche interessare almeno alcuni Consiglieri: nel 2016 non votiamo per il Consiglio Comunale, perché è un costo votare; manteniamo lo stesso Consiglio Comunale e andiamo avanti così, con buona pace anche del Sindaco Fassino, che per altri cinque anni dovrà rifare il Sindaco, magari obtorto collo. Qualcun altro dice che ci penserà la Giunta. Consiglieri, scusate, io sono rientrato in Consiglio Comunale poco più di un anno fa dopo, due anni in cui la Giunta avrebbe dovuto occuparsi del tema e non mi risulta che se ne sia occupata. Quindi, credo che questo potrebbe essere uno stimolo, una sollecitazione in più nei confronti della Giunta, che peraltro ha assimilato e ha assunto i principi, non parlo di tutti e tre i referendum, ma di quello sul road pricing, che mi sembra essere quello che interessa di più, dal punto di vista dell'efficacia. Qualcuno dice che non si sono mai fatti. A parte che il Consigliere Viale ha ricordato che, invece, sono stati fatti, ma il fatto che non siano mai stati fatti non vuol dire che non si debbano fare in futuro; anche perché, se il problema è questo, allora facciamo una modifica allo Statuto ed eliminiamo l'ipotesi dei referendum. Perché mantenere all'interno del nostro Statuto un'ipotesi che, per un motivo o per un altro, poi non viene mai affrontata e non viene mai portata a giudizio dei cittadini? Mi dispiacerebbe una cosa, Presidente: che ci fosse un'indicazione di partito su questo tema. Io mi onoro di essere il Presidente del Gruppo dei Moderati in Comune. Io voterò convintamente "sì" su tutti e tre i referendum, anche su quello del Gruppo Lega Nord, perché questo non vuol dire condividere il merito dei referendum, vuol dire condividere l'idea del referendum. PORCINO Giovanni (Presidente) Scusi se la interrompo, Consigliere. C'è un po' di brusio e non riusciamo a sentire. Chiederei ai Colleghi un po' più di silenzio. TROIANO Dario Sul merito, io non condivido quasi nulla della richiesta di referendum proposta dai Consiglieri del Gruppo Lega Nord, ma questo non significa che i cittadini non si possano esprimere su questo tema. Gli emendamenti apportati dal Consigliere Viale sono, secondo me, interessanti e in parte rispondono ad alcune perplessità; quindi, io credo che, votando gli emendamenti, sia votabile, nel suo complesso, ogni singola deliberazione. In subordine, sullo Statuto, se ci sono problemi nell'accettazione di questo tipo di principio, modifichiamolo. Lo modifichiamo nei termini di modalità di presentazione, di numero di firme, che oggi non è previsto, per poterlo ammettere. Capisco anche io che ci sia il rischio, che peraltro a livello nazionale purtroppo abbiamo già verificato, dove per 25 anni in questo Paese non sono stati fatti referendum, e poi di colpo, a parte alcune fondamenta del nostro vivere civile, sono stati votati, poi francamente molti altri invece sono stati più un abuso che altro, però la voce dei cittadini secondo me è Vangelo e va data. Un ultimo aspetto. In accompagnamento alle tre deliberazioni, c'è stata poi, insieme al Consigliere Bertola - che credo vorrà parlarne personalmente -, una modalità, che, da una parte, risponde a questa esigenza di economicità nella consultazione referendaria e, dall'altra parte, in qualche modo, fa ritornare un po' Torino, che negli ultimi anni si è distinta per un suo forte investimento sull'innovazione, anche in termini culturali. In realtà, il documento presentato dal Consigliere Bertola e da me - e credo anche dal Consigliere Viale, che ha aggiunto la firma - propone una modalità di voto che, da una parte, riduce i costi del voto stesso e, dall'altra, dà un'innovazione del suo sistema di voto, che io credo dovrà essere affrontato prima o poi in questo Paese, perché non ne possiamo più di scrutini che durano addirittura giorni, senza magari dare alla fine un risultato definitivo dei medesimi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea L'appello del Consigliere Troiano mi trova favorevole, perché è la stessa valutazione che stavo per fare io. Allora inizierei prima dalla questione referendum, per poi entrare nel merito. Presidente, la questione referendum è questa: se veramente il PD - e lo dico al Capogruppo Paolino - apprezza e ama lo strumento referendum consultivo, per fare in modo che i cittadini abbiano la possibilità di scegliere e di essere consultati, allora li approva tutti e tre. A questo punto, io chiederei al Presidente l'inversione dell'ordine del giorno: quindi, il primo referendum che stiamo votando è quello del Consigliere Viale, il secondo sarà quello del Gruppo Lega Nord e il terzo sarà il secondo referendum del Consigliere Viale. Perché questo? Perché, se questa è l'intenzione reale del PD, cioè di non dare indicazioni di voto negative nei confronti di uno strumento fondamentale per i cittadini, lo vogliamo vedere. Allora io chiedo al Presidente se, per favore, può poi mettere in votazione l'inversione dell'ordine del giorno. Perché dico questo? Perché, nel momento in cui io, maggioranza di governo, devo consultare i cittadini, sono in grado di dire che questo strumento mi va bene sempre. Se, invece, va bene soltanto per alcuni, e quindi soltanto per il contenuto di alcuni di questi e non per lo strumento referendum, tanto vale che scelga il Consiglio Comunale. Non c'è bisogno di consultare i cittadini, se noi siamo convinti - come dice il Consigliere Viale - che il road pricing sia una cosa giusta, sia una cosa sacrosanta. Noi stiamo facendo questa azione per cercare di far capire che il referendum consultivo è uno strumento fondamentale per la democrazia, e allora bisogna votarli tutti e tre. Nel momento in cui, invece, si votano soltanto due di questi tre, a questo punto tanto vale non sprecare dei soldi, dire al Consiglio Comunale: "Votate tranquillamente, facciamo noi una proposta di deliberazione in cui facciamo entrare il road pricing". Questo è il ragionamento. Pertanto, Presidente, se non invertiamo l'ordine del giorno, se non si votano tutti e tre i referendum, vuol dire che a voi i referendum non interessano. Non è che interessa il referendum consultivo per consultare le persone, ma interessa il contenuto del referendum. Allora arriviamo al contenuto, se vogliamo parlare del contenuto. Il mio voto sarà contrario, nel momento in cui il PD dovesse scegliere di non votare tutti e tre i referendum in maniera positiva. Il mio voto sarà contrario, perché io ritengo che il road pricing sia una baggianata. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non esageriamo. Lo dice Chiamparino. Non esageriamo. Io in questo caso posso provare ad esagerare, perché il road pricing, Presidente, non per parole del Consigliere Tronzano, ma per ricerche fatte, 1) ha l'obiettivo di ridurre la congestione del traffico, 2) ha l'obiettivo di limitare le esternalità negative, 3) ha l'obiettivo di aumentare le entrate della Pubblica Amministrazione. Capogruppo Paolino, mi segua, se può. Allora io dico... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, dal Capogruppo io non sono ossessionato, ma è lei che poi decide tutte queste cose, Capogruppo Paolino, e allora parlo con lei. PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, rivolgiamoci alla Presidenza e non interloquiamo. TRONZANO Andrea È lui che decide. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora dimostratelo che non è lui che decide. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lui ha detto di no. Lui ha detto che il referendum del Gruppo Lega Nord non lo vota. Dimostratemelo che non decide il Capogruppo. PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, Consiglieri! Evitiamo di interloquire e rivolgiamoci alla Presidenza. Consigliere Tronzano, si rivolga alla Presidenza. TRONZANO Andrea Allora, Presidente, parlo a lei, così entriamo nell'argomento tecnico. Ridurre la congestione del traffico, le esternalità negative, Presidente, e aumentare le entrate tributarie. 1) Il traffico a Torino è praticamente nullo ormai, non entra più nessuno a Torino, il centro è praticamente svuotato, abbiamo limitato dappertutto gli ingressi, pertanto non c'è bisogno di decongestionare il traffico, anzi, piuttosto ci sarebbe bisogno di togliere la ZTL Ambientale, che sta creando realmente problemi ambientali. 2) Entrate per la Pubblica Amministrazione. Aumentiamo di nuovo delle entrate, e siamo già a quasi 500-600 milioni di tasse a carico dei cittadini torinesi. Ne mettiamo altre, addirittura a chi entra, a portare magari benefici nella Città di Torino? Aumentiamo ancora le tasse? Complimenti! Aumentiamo! 1 Euro, 5 Euro, non lo so, aumentiamo pure. Lo dico ironicamente. Poi le ricordo, Presidente, che i permessi ZTL costano. Abbiamo già il road pricing. Il permesso blu costa 100 Euro; il permesso arancione, quello grigio, quello viola, che ci sono attualmente, costano, quindi abbiamo già sostanzialmente un road pricing, abbiamo già un ingresso all'interno delle casse del Comune per potersi muovere all'interno della città. Quanto costerà quello nuovo? Dopodiché, Presidente, sempre dal punto di vista dei contenuti, se leggiamo quello che dice il referendum, sentite la domanda: "Volete Voi che il Comune di Torino realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità pulita, attraverso l'applicazione agli autoveicoli di un sistema di accesso a pagamento nell'area cittadina o su parte di essa..." (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è una parentesi "...(esclusi quelli ad emissioni zero ed esclusi i residenti)...", e qui ecco che entra lo stratosferico: "...utilizzando il denaro ricavato per finanziare il completamento della Linea 1 della Metropolitana e la realizzazione della Linea 2, per migliorare e ammodernare le piste ciclabili, l'efficienza dei mezzi pubblici e la viabilità veicolare?". Evviva! Mille! Numeri! Chi non è d'accordo con questa domanda, Presidente? Soltanto un pazzo! Allora, se andiamo a fare un referendum di questo genere, con una domanda di questo genere, credetemi, stiamo prendendo in giro i cittadini torinesi, perché, se pensate che con il road pricing finanziamo la Linea 1, che tra l'altro è già stata finanziata, o la Linea 2, che costa 600 milioni di Euro, o se finanziamo le piste ciclabili e l'efficienza dei mezzi pubblici, avete sbagliato! Avete sbagliato segno! Quindi, Presidente, per concludere, sono assolutamente contrario sul contenuto del road pricing, Torino è già morta! Mettere un'ulteriore gabella, mettere ulteriori tasse su chi entra in questa città, sarebbe la fine di questa città. Dall'altra parte, invece, voterò a favore se il PD - e quindi il Capogruppo Paolino - dirà che tutti i referendum consultivi sono cosa saggia e cosa utile alla democrazia. Allora, a quel punto, se anche il referendum del Gruppo Lega Nord verrà votato favorevolmente, il Consigliere Tronzano voterà a favore. Però, prima di tutto, le chiedo di invertire l'ordine del giorno, per vedere la buona fede di questi paladini della democrazia, che sono il Partito Democratico. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere, dato che la proposta di inversione dell'ordine dei lavori riguarda il punto successivo, io la rinvierei al momento successivo al completamento della discussione su questo punto. Consigliere Tronzano, è d'accordo? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). D'accordo. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Condivido la discussione nelle modalità in cui si è svolta fino adesso, scindendo ovviamente quello che è l'aspetto dell'iniziativa referendaria rispetto a quello che è l'aspetto più tecnico, che riguarda uno strumento, che è quello del road pricing. Condivido quanto detto dal Consigliere Tronzano e mi ha preceduto. Ognuno di noi deve avere particolare attenzione a quello che è il referendum e, quindi, il rivolgersi evidentemente ai cittadini, che hanno in mano uno strumento per poter dire la loro. Però, nel merito, la penso diversamente rispetto al Consigliere Tronzano: io non sono pregiudizialmente contrario al road pricing. Mi spiego meglio: trovo strumentale che questa richiesta sia accompagnata da una cosa precisa, che è un obiettivo, cioè quello di finanziarie delle opere pubbliche. Mi spiego meglio: il Consigliere Viale, che adesso è uscito, potrebbe farsi promotore, con un sito, con un movimento, eccetera, di attività di crowdfunding. Non può venire dai cittadini, che poi - ha ragione il Consigliere Tronzano - pagano delle gabelle, per farsi finanziare la Linea 2! Quando io personalmente, con una mozione di accompagnamento al Bilancio, propongo il project financing, che è la finanza di progetto per i parcheggi pertinenziali, mi chiedo: perché non può essere fatto anche per le opere tipo il prolungamento della Metropolitana? Il tema è questo. Gli obiettivi del road pricing sono ben noti, li ha detti bene il Consigliere Tronzano, e sono: la finalità della riduzione del congestionamento del traffico, ma questo impone delle scelte precise da parte di questa Città, una Città che oggi vede in quest'Aula l'assenza del Sindaco e dell'Assessore ai trasporti. Ma si può discutere di road pricing, senza che il Sindaco Fassino e l'Assessore Lubatti siano presenti in Aula? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma calendarizzateli bene questi Consigli Comunali! Perché poi, quando liberate il road pricing, ve lo intestate! È roba nostra! Allora ha ragione il Consigliere Tronzano, quando dice che il secondo fine è quello dell'incremento delle entrate della Pubblica Amministrazione. E poi bisogna anche dirsi che queste scelte, in base a come vengono elaborate, vanno a colpire le diverse categorie di utenti, che possono essere i commercianti, i lavoratori, i consumatori in genere. Questo - aggiungo - non è che non impone delle riflessioni, perché ci sono delle piattaforme di information technology, che, in qualche modo, devono essere implementate per permettere a road pricing di esistere. E il Comune di Torino sta zitto. Visto che il Consigliere Viale sostiene questa maggioranza, si preoccupi di dire al suo Sindaco, prima di prevedere lo strumento dell'iniziativa referendaria, di verificare se ci siano le modalità per coprire, proprio in termini di copertura finanziaria, queste piattaforme. Vado oltre. Ci siamo posti il tema del fatto che poi la capacità di finanziare queste infrastrutture passa evidentemente da una rivisitazione del Trasporto Pubblico Locale - ed è per questo che mi arrabbio non vedendo l'Assessore Lubatti in Aula -, che deve assorbire necessariamente quello che è l'incremento dell'utenza, che deriva da un trasferimento di modalità del Trasporto Pubblico Locale stesso; allora l'incremento della rete e gli avanzamenti dei progetti previsti dal Piano Urbano di Mobilità devono andare di pari passo con la creazione dell'area stessa. Poi nessuno ha parlato della connessione con quella che è la sosta. Ci siamo posti il problema che c'è la necessità di individuare una relazione, evidentemente tariffaria, tra chi dovrà pagare questa gabella - perché ha ragione il Consigliere Tronzano a definirla tale -, quindi il pedaggio del road pricing, con quelle che sono le tariffe di sosta, sia in superficie che in struttura? Questa minoranza consiliare è disponibile a discutere di road pricing con la Giunta, però la Giunta esca allo scoperto. Venga l'Assessore Lubatti, ci presenti un progetto, se ce l'hanno, perché noi siamo convinti che non ce l'abbiano, perché io ricordo - e l'ho ricordato la scorsa volta, quando ho chiesto il rinvio della discussione proprio perché non c'era il Sindaco - che questa discussione avvenne circa sei mesi dopo la nostra proclamazione e vedeva coinvolti proprio il Sindaco e il compianto Consigliere Musy, ma sono passati più di tre anni! Quindi, oggi ci troviamo a votare questo atto e dobbiamo concentrare la nostra attenzione su quella che è l'iniziativa referendaria. A questo punto, credo che la richiesta del Consigliere Tronzano dell'inversione dell'ordine dei lavori trovi rispondenza anche nel mio consenso e in quello dei Consiglieri del mio Gruppo consiliare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Consiglieri, io devo dire la verità: mi sembra che il dibattito sia molto confuso, perché premetto che considero lo strumento della tassazione di scopo uno strumento moderno, utile e, talora, quasi l'unico per realizzare certi obiettivi. Sono personalmente favorevole allo strumento del road pricing, ma la discussione che stiamo facendo è un'altra. Intanto devo dire - e mi dispiace che non sia presente l'Assessore Lubatti - che la questione, che era nel programma del Sindaco, è stata, sostanzialmente, colpevolmente trascurata, cioè la materia non è istruita; questo non è trascurabile, perché un conto è discutere di un road pricing che interessa una porzione della città, e un conto è istituire un road pricing che riguarda i confini della città. Perché è rilevante? Mi pare evidente: il tributo di scopo viene sottoposto a referendum presso i cittadini che devono pagare il tributo. Qui noi stiamo discutendo di un'ipotesi di referendum in cui si fa il referendum con cittadini che sono esclusi dal pagamento del tributo, che decidono, con un referendum, di introdurre un tributo ad altri. Mi pare una cosa che va al di là della demenza, perché il soggetto istituzionale nuovo c'è, è la Città Metropolitana. La dimensione del problema è una dimensione metropolitana. Personalmente ritengo che, il giorno in cui si decidesse di fare un referendum tra i cittadini della Città Metropolitana sul tema del road pricing, io sarò coerentemente favorevole; ma fare un referendum chiedendo ai torinesi: "Volete che i non torinesi paghino per entrare a Torino?" mi sembra una stupidaggine. Intanto l'esito è scontato, l'effetto psicologico è di accentuare la contrapposizione tra la Città e gli altri Comuni intorno, in una logica esattamente opposta a quella del disegno metropolitano che stiamo cercando, con fatica, di costruire. Tutto questo per un'impostazione propagandistica e, dall'altra parte, per il colpevole ritardo dell'Assessore competente, che non ci ha messo in condizione di discutere meglio dell'argomento. Io vi chiedo scusa se parlo con franchezza, ma ogni tanto la franchezza è necessaria per discutere di questioni importanti. Quindi, io credo che, se non vogliamo trasformare un moderno strumento come il road pricing nella riedizione di una gabella medievale, che istituisce il diritto di transito all'interno di un territorio, dobbiamo, per forza di cose, approfondire l'argomento, avere un'ipotesi su cui discutere e, su quella base, decidere l'ambito territoriale che deve essere coinvolto nel referendum, senza di che, facciamo propaganda, ma a mio parere non risolviamo assolutamente il problema. È evidente, poi, che l'istituzione di un road pricing va costruita - ma questo mi pare che sia presente anche nelle posizioni di molti altri - dando una specifica finalizzazione, e non stabilendo che va a beneficio generico del Bilancio del Comune di Torino. Da questo punto di vista, credo che l'ipotesi di destinarlo ad investimenti nel settore della mobilità e dei trasporti sia corretto. Quindi, quando sarà il momento, credo che così dovrà essere confermato. Mi auguro che la Città Metropolitana affronti rapidamente il tema e che si possa discutere con l'Assessore Lubatti delle ipotesi che mi risulta siano state studiate, ma che non sono mai pervenute ad una discussione politica. Finché la questione non sarà impostata così, francamente ritengo che votare un referendum di questo genere sia assolutamente inutile, anzi, a mio parere è controproducente. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Il mio intervento è stato preceduto da quello di quasi tutti i Consiglieri di questa Sala. È importante capire che la cosa che per nessun motivo un'Amministrazione seria debba fare è quella di non permettere ai suoi concittadini, alla gente che vive la propria città, di poter esprimere un giudizio, un pensiero o una valutazione su quello che è il futuro della propria città. Non importa quale sia l'argomento. Lo dico molto serenamente e non perché siamo i propositori del referendum sugli zingari, ma semplicemente perché se davvero questa Sala oggi avrà la forza di imbavagliare quello che può essere il pensiero e la decisione dei propri cittadini, allora non è un'Amministrazione, è un insieme di persone, sedute ad occupare e a scaldare gli scranni, che non fanno il loro dovere, che è quello di farsi voce espressiva dei propri concittadini ed esprimere quello che è il loro volere e, nel momento in cui gli si chiede direttamente di farlo, loro li imbavagliano. Allora non funziona. Quindi, indipendentemente da quello che sia il referendum, indipendentemente dalla decisione o meno di invertire l'ordine dei lavori - credo che l'inversione non sarà accettata, perché credo che l'ipocrisia non abbia limiti, e questa scena l'abbiamo vista più volte -, io comunque voterò "sì" ai referendum. Lo ripeto, non mi interessa quale sia l'argomento, non ne faccio una bandiera, ma faccio il mio dovere da Amministratore, e cioè far sì che i cittadini possano esprimere il loro parere, il loro giudizio e la loro volontà. Fate attenzione a non imbavagliare la volontà dei vostri concittadini. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho iscritti ancora nell'ordine, per gli interventi, i Consiglieri Bertola, Paolino e Altamura. La parola al Consigliere Bertola BERTOLA Vittorio Io non parlerò tanto della sostanza di questo quesito referendario, anche se comunque, visto che il dibattito si è concentrato anche su questo, qualcosa la vorrei dire, e cioè che, da una parte, il Movimento 5 Stelle è a favore degli strumenti che servono a riequilibrare il rapporto tra il trasporto privato e quello pubblico, e quindi è anche concepibile far pagare chi usa il mezzo privato per investire sul mezzo pubblico; dall'altra parte, in questo momento effettivamente imporre nuove tassazioni, nuove gabelle di vario genere è difficile, quindi bisogna valutarlo bene. In particolare, comunque, è sostanzialmente impossibile esprimersi su qualunque ipotesi di road pricing, senza aver definito chi ne sarebbe affetto, quale sarebbe il perimetro interessato e così via, perché è molto diverso far pagare l'ingresso a una piccola area del centro o farlo pagare a livello di confini comunali o magari a livello, addirittura, dell'arco della Tangenziale. Quindi, semmai l'Amministrazione, avendolo nel programma, avrebbe dovuto usare questi 4 anni per arrivare ad uno studio con delle ipotesi sul tappeto. Nel caso in cui si facesse il referendum, raccomando ai proponenti di chiarire esattamente che tipo di road pricing e dove verrebbe applicato, per permettere ai cittadini una valutazione concreta; dopodiché, noi comunque voteremo favorevolmente all'istituzione del referendum, per poi decidere con una consultazione come prendere posizione sul tema specifico, perché noi comunque riteniamo che sia importante che i cittadini possano esprimersi su questa e su tante altre questioni. Qui verrei al punto generale, cioè allo strumento del referendum consultivo, che peraltro è esclusivamente consultivo, quindi rappresenta comunque un'indicazione di principio, tant'è vero che, secondo noi, bisognerebbe invece adottare anche qui altri strumenti un po' più incisivi, per permettere veramente ai cittadini di prendere decisioni su punti specifici. Per questo motivo noi sosteniamo una proposta di deliberazione di iniziativa popolare del Comitato di cittadini, che verrà prossimamente presentata, per istituire anche il referendum propositivo, ma comunque perlomeno lo strumento che c'è, cioè il referendum consultivo, andrebbe utilizzato, proprio perché siano i cittadini a dare indicazioni all'Amministrazione Comunale e al Consiglio Comunale. Questo perché, purtroppo per i politici, i cittadini si sono un po' stancati di dare una delega in bianco, di votare una volta ogni 5 anni una persona, che poi magari nel suo mandato cambia partito due o tre volte, cambia idea, perché sostanzialmente quello che chiedono i cittadini è di poter essere poi consultati sulle singole cose, specialmente sulle singole cose che li interessano direttamente. Peraltro, questo è un fenomeno che nasce da molti decenni con lo sviluppo dell'attivismo, dell'NGO, insomma, di tante forme di partecipazione, che costituiscono i metodi con cui i cittadini, parallelamente al votare alle elezioni, si interfacciano con le Istituzioni per portare avanti posizioni su argomenti specifici che li interessano particolarmente. L'evoluzione di questo procedimento, dalle grandi NGO che c'erano magari una volta, è arrivare proprio alla consultazione diretta dei cittadini frequente, su temi di interesse specifico, basandosi sul principio che chiaramente non tutti parteciperanno, parteciperà soltanto una piccola parte della cittadinanza, che è quella che però è interessata e ha approfondito il problema; per questo motivo noi, in generale, siamo anche contrari all'utilizzo dei quorum sui referendum. Nello specifico, crediamo, quindi, che l'unica posizione corretta e rispettosa del diritto dei cittadini di esprimersi sull'amministrazione della loro città sia quella di essere favorevoli ai referendum, lasciando che siano i cittadini ad esprimersi e magari poi, nel momento in cui i referendum si terranno, prendendo posizione per il "sì" o per il "no", come Movimento 5 Stelle, a seconda dello specifico quesito. Inoltre, l'ultima cosa che vorrei aggiungere è che, proprio per far fronte al problema, comunque comprensibile e anche giustificato, del costo che ha una consultazione su una città di un milione di abitanti, noi abbiamo presentato una mozione di accompagnamento, firmata anche dai Consiglieri Troiano e Viale, che chiede di lavorare sulla possibilità di tenere i referendum anche in forma elettronica; questo perché la Città di Torino dispone già di una piattaforma, che si chiama "Torino Facile", in cui i cittadini si iscrivono in maniera autenticata, quindi verificandone l'identità, e che già oggi permette di svolgere un rapporto amministrativo telematico con la Città, ad esempio per avere i certificati anagrafici, quindi permette già di interagire con identità certificata. Quindi, non si capisce perché non si possa tenere un referendum o una consultazione di questo genere, permettendo semplicemente alle persone di avere il proprio account su questa piattaforma e, lì dentro, di cliccare su "sì" o su "no", con un costo sostanzialmente nullo per l'Amministrazione comunale. Chiaramente non tutti i cittadini avrebbero accesso a questa possibilità, per motivi di aggiornamento telematico o disponibilità, per cui sarebbe comunque necessario avere anche un certo numero di seggi fisici, però questi potrebbero essere in numero estremamente ridotto, abbattendo notevolmente i costi. Quindi, la nostra mozione - che, a prescindere dal fatto che poi siano approvate o bocciate le tre proposte di referendum, si applica in generale, quindi spero che l'Aula la possa comunque approvare - chiede semplicemente che si promuova questa piattaforma, quindi si cerchi di incrementare la partecipazione dei cittadini e il numero di cittadini che hanno un account su questa piattaforma, e la si utilizzi, per come è possibile, per lo svolgimento di queste consultazioni o, in futuro, di altre consultazioni comunali che dovessero essere deliberate da questo Consiglio Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Solo un breve telegramma, anche perché il Consigliere La Ganga, semel in anno, mi ha anticipato almeno su due valutazioni, che però vorrei riprendere anche con un punto che, a mio parere, per quest'Aula è stato forse non sufficientemente evidenziato e che riguarda direttamente la Giunta. Io credo che la Giunta che amministra questa Città abbia, al suo interno, alcuni Assessori che hanno esplicitamente ricevuto la delega da parte del Sindaco, anche per un tema come quello della Mobilità e, in particolare, anche per un tema come quello della delega all'Area Metropolitana. È evidente - e in questo sono assolutamente d'accordo con la valutazione fatta dal Consigliere La Ganga - che questa iniziativa abbraccia uno spazio territoriale ben più vasto della cinta daziaria di Torino. Il tema vero non è solamente quello di decidere aprioristicamente cosa si potrà finanziare e come, senza però identificare lo strumento, senza identificare la tipologia di soggetto che deve sostenere questa iniziativa e, soprattutto, quale tipo di iniziativa si possa sostenere in una discussione che mi risulta nella Città Metropolitana non sia stata fatta. Io credo, però, che il convitato di pietra sia anche l'Assessore Lubatti. Il referendum sulle pedonalizzazioni - citato correttamente dal Consigliere Silvio Viale - vide la partecipazione della cittadinanza e anche un'adesione che superò l'80% e sicuramente diede il via poi alle grandi trasformazioni di questa città, che negli ultimi 15 anni hanno visto una grande accelerazione e grandi risultati ottenuti. Anche sulle pedonalizzazioni, se vogliamo - lo dico usando una battuta che appartiene al lessico latino -, in cauda venenum, forse un pochettino in ritardo siamo, visto che siamo a un anno dalla chiusura di questo mandato amministrativo, e non vorrei che dovessimo tutte le volte inaugurare 20 metri di via Roma, anche perché questi 20 metri di via Roma li abbiamo già inaugurati tre volte. Allora, dal momento che ci manca un convitato di pietra, e dal momento politicamente ha rilevanza per tutta l'Area Metropolitana, e in assenza del Sindaco soprattutto, che dovrebbe essere lo stimolo principale, credo che gli strumenti di coinvolgimento siano giustamente i referendum (come è stato proposto dal Consigliere Viale e sostenuto anche da altri Consiglieri), ma anche le deliberazioni di iniziativa consiliare, che potrebbero avere una condivisione maggiore, una forza maggiore, a fronte di un percorso sicuramente più condiviso, ma anche più concertato, perché non ci sono soltanto i cittadini - e anche di questo quest'Aula non ha parlato ed è grave -, ma ci sono anche e soprattutto le attività produttive, le categorie economiche e finanziarie, quelle che sostengono il tessuto produttivo di questa città. Nessun coinvolgimento di chi entra ed esce dalla città per consegnare tonnellate di derrate di ogni tipo e genere, prime e alimentari; pensiamo solamente al CAAT, che è a Grugliasco. Io mi faccio questa domanda, che nessuno si è fatto: qualcuno ha avuto modo di pensare che è necessario anche il coinvolgimento delle attività produttive? Qualcuno ha avuto modo di parlare o confrontarsi con la Camera di Commercio? Qualcuno ha avuto modo di parlare e confrontarsi con i settori produttivi di questa città? Io non voglio cavalcare nulla e, anzi, anticipo che mi asterrò su questo voto, però ritengo anche che il percorso sicuramente doveva essere seguito, anche e soprattutto dalla Giunta, in un modo diverso, e lo dico con profondo dispiacere. PORCINO Giovanni (Presidente) Chiedono di intervenire i Consiglieri Cassiani e Paolino. La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Intervengo brevemente soltanto per dire che anche io sono contento che il Consigliere Tronzano abbia la nostra posizione su questo tema, perché in realtà è una vicenda che... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, perché vi sono varie motivazioni su questa vicenda, quelle riportate dal Consigliere Altamura e quelle riportate dal Consigliere La Ganga le faccio mie, sulla valutazione delle inadempienze palesi rispetto a un tema così delicato e soprattutto al fatto che si arrivi a questa discussione anche in queste condizioni politiche, e questo è un tema. Poi ho una mia posizione personale che riguarda i referendum consultivi, che in questo momento sarebbero un impegno economico di una rilevanza insopportabile per le casse pubbliche, e inoltre credo che il Consiglio Comunale, da questo punto di vista, sia in grado di fare le sue scelte. Non vogliamo togliere la parola agli elettori, tanto meno dire che non bisogna esprimersi sul referendum, però se lo strumento referendario, anche presente nel nostro Statuto, viene in qualche modo utilizzato in questa misura, io credo che sui grandi temi si possa fare straordinariamente ricorso, su temi come questi, che sono di ordinaria amministrazione e dei quali qualunque Giunta, in qualunque Città Metropolitana d'Italia, si occupa in modo regolare, credo che non ci sia la necessità di rivolgersi ai cittadini con questa frequenza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Troiano, se mi avesse ascoltato, l'ho detto un minuto fa: è una questione che avrebbe dovuto affrontare in modo ordinario la Giunta in questi anni e, in particolare - lo ripeto, con il Consigliere La Ganga, il Consigliere Altamura e l'ha detto anche il Consigliere di SEL, Trombotto - il problema è che c'è qualcuno che ha una delega su questo. Se noi arriviamo a questo dibattito, è una responsabilità della politica e, in particolare, della Giunta e, in particolare, di chi ha la delega. Lo dico a verbale, senza tema di smentita, perché non possiamo arrivare in queste condizioni a un dibattito di questa serietà e, soprattutto, farci in qualche modo pressare da una vicenda referendaria, quando la vicenda potrebbe essere discussa, affrontata e dibattuta in una sede istituzionale, come la Commissione e il Consiglio Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Mi sono permesso di portare un bicchiere d'acqua al Consigliere Tronzano, perché per noti motivi sapevo che la buvette è chiusa, quindi non facevo in tempo a portargli una camomilla, perché faccio fatica a comprendere l'ossessione che lo ha colpito da un po' di tempo rispetto al Capogruppo del PD, avendo chiesto al Gruppo del PD di fare un percorso insieme in merito alla Città Metropolitana. Spero e penso che non sia solo tatticismo o essere salito su un autobus; io pensavo che fosse qualcosa di più. Invece vengo in quest'Aula e trovo un'ossessione continua rispetto al Gruppo del PD. Stia tranquillo, il Gruppo del PD le dirà quello che pensa rispetto a questo e agli altri due referendum, e può decidere come ritiene, di metterlo prima, dopo, di fianco; non c'è nessun problema, siamo qui per discutere tutti i punti all'ordine del giorno. Per chiudere la questione, preoccupiamoci della nostra opinione e del contributo che ciascuno di noi può dare alla discussione in questa Aula e alla costruzione di una città migliore, a partire dai lavori di quest'Aula. Per quanto riguarda il merito del referendum, tutti i Consiglieri del PD che si sono espressi hanno indicato la nostra opinione rispetto al merito. Noi siamo disponibili dall'inizio di questa tornata amministrativa a discutere sul merito del road pricing. Pensiamo che sia una questione da affrontare, è scritto nei nostri documenti, non abbiamo avuto sostanzialmente un riscontro. E anche in questa occasione (comprendo che questo è un Consiglio straordinario e quindi l'Assessore Lubatti non poteva essere presente) mi sento di sollecitare ancora una volta l'Assessore Lubatti a lavorare seriamente e concretamente in questa direzione. Noi dobbiamo risolvere il problema dell'accesso alla nostra città insieme e nell'ambito della Città Metropolitana. Non possiamo pensare di farlo contro qualcuno, ma è necessario regolamentare i flussi di traffico nella nostra città. E tutti si facciano carico dei costi che il traffico comporta, non solo i cittadini torinesi. Questa è la questione del merito. Sulla questione del referendum, credo che ci siano molti strumenti di coinvolgimento della partecipazione popolare. Su questo tema credo che non sarebbe stato demagogico e strumentale se si fosse lavorato su una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, perché una proposta di deliberazione di iniziativa popolare non pone un quesito dicendo: "volete che i cittadini di Collegno paghino una tassa per entrare in Torino, così voi avete le strade riparate", ma si sarebbe potuto mettere un provvedimento più articolato e più complessivo. Sarebbe stato molto più serio utilizzare questo strumento, proprio perché noi non abbiamo paura di mettere il bavaglio ai cittadini. Ci confrontiamo tutti i giorni con i cittadini, che attraverso il voto scelgono i propri rappresentanti e pongono in quell'occasione una responsabilità in capo a noi. Proprio perché sono stato delegato a rappresentarli, sento la responsabilità di farmi interprete del pensiero dei cittadini, non li voglio in nessun modo imbavagliare, ma voglio cercare di capire, di conoscere, di interpretare e farmi carico della opinione dei cittadini. L'opinione dei cittadini su questo tema per me è molto chiara, non ho bisogno di indire un referendum per sapere come la pensano rispetto al quesito referendario. Quello strumento c'è e i cittadini, se ritengono, possono anche utilizzare - l'ho già detto - altri strumenti di partecipazione. Per queste motivazioni noi voteremo contro questa proposta di deliberazione, perché vogliamo che non ci siano dubbi rispetto anche a chi ritiene di utilizzare e strumentalizzare l'opinione dei cittadini e non vuole affrontare in maniera seria il tema, che invece noi riteniamo serio, di garantire la manutenzione delle strade, la fruibilità della città, l'accesso alla città e, contemporaneamente, una qualità dell'aria e della vita migliore. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Non volevo intervenire, perché condivido quanto ha detto il mio Collega Bertola, ma devo dire che le ultime parole del Consigliere Paolino mi hanno sollecitato. Io trovo veramente grave che il Capogruppo del Partito Democratico dica che chi si fa carico di promuovere un'iniziativa popolare e partecipativa strumentalizza il tema. Consigliere, io le chiedo, lo ha detto anche lei, cosa si deve fare se avete delle Linee programmatiche, che avete votato, in cui c'è scritto una cosa e non viene fatta, avete un Assessore che non si prende carico del problema e non fa nulla, perché ad oggi non c'è nulla. Allora, dire che strumentalizzare significa far partire un dibattito in città... perché lo sapete meglio di me come funziona il referendum. Un referendum non si fa solo per votare "sì" o "no", ma lo si fa perché si avvia un iter che è il più aperto possibile, perché un referendum fa partire un dibattito in città. E lo fa partire molto di più, permettetemi di dire, rispetto a delle assemblee di maggioranza, chiuse magari in un Gruppo, o una Giunta in cui non sappiamo cosa accade. Io penso che uno strumento come questo sia lo strumento giusto, non solo per coinvolgere i cittadini all'interno di una discussione e permettere di votare, perché, Consigliere Paolino, che lo faccia la Giunta con una deliberazione, che lo faccia il Consiglio Comunale con una deliberazione di iniziativa popolare, è sempre Torino (o cittadini o rappresentanza eletta) che sta decidendo cosa fare su un territorio che non li riguarda. Quindi non è che sia così grande la distanza tra le due cose. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, Consigliere Paolino, la sostanza è sempre la stessa. Se vogliamo aprire un dibattito e lo si vuole fare in modo aperto e trasparente, io dico che il referendum è il modo migliore per farlo, perché non è solo il voto dei cittadini, ma è tutta la discussione che si apre sul tema. Forse questo permetterebbe davvero di dare quella svolta che in realtà la vostra Giunta non è stata in grado di fare. E dico di più, rispondendo alle vostre tematiche. Io ho una posizione diversa sul tema: secondo me il referendum, e io lo voterò convintamente, non è uno strumento che deve essere posto in parallelo alle incapacità di una Giunta; secondo me è uno strumento diverso, che ha dei principi diversi e che serve per far partecipare. È uno strumento che nulla toglie alla democrazia rappresentativa a cui il Consigliere faceva riferimento. Io sono contenta che il Consigliere si senta di rappresentare bene i cittadini e ci mancherebbe, ognuno di noi probabilmente lo fa al meglio. Ma questo nulla toglie al fatto che, in parallelo a strumenti di democrazia rappresentativa, partano dei percorsi di democrazia partecipativa, perché uno alimenta e aiuta l'altro. Su questo tema, secondo me, è molto utile far partire il dibattito. Ribadisco e concludo che un referendum non è solo un voto, è tutta una serie di discussioni, di dibattiti che si aprono in città, ed è ora che lo si faccia il più possibile. Le Commissioni, i Consigli e le Giunte, permettetemi di dirlo, non sono sufficienti per portare avanti un dibattito che forse per troppo tempo è rimasto chiuso qui. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Io credo che nel dibattito siano emerse già molte cose. Per quanto ci riguarda la posizione l'ha espressa il mio Collega Trombotto, che segue i temi che stanno all'interno delle proposte referendarie. Tengo però soltanto a ricordare un aspetto che credo tenga insieme democrazia rappresentativa con democrazia partecipativa. Uno dei due temi era molto caro al nostro ex compagno Alberto Musy. Credo che questo faccia un po' cortocircuito, Collega Paolino. Io sono sicuro che se Alberto avesse accompagnato il nostro percorso di questi anni in quest'Aula, forse la democrazia rappresentativa sarebbe stata sufficiente per aprire un dibattito sul road pricing. La mancanza della sua voce penso che si faccia sentire tutti i giorni. Quindi considero positivo, ed è una delle ragioni che ci porterà a votare la proposta referendaria, la possibilità di discutere di road pricing anche attraverso un eventuale referendum. Inoltre, devo dire la proposta del Collega Viale, cioè quella di ottimizzare la possibilità referendaria, legandola ad una elezione di altra natura, quindi a una dimensione organizzativa logistica già prevista, credo ulteriormente semplifichi la possibilità referendaria. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io ringrazio tutti i Colleghi perché oggi mi pare di assistere a un altro Consiglio Comunale. Finalmente si discute di qualche cosa, non si tratta soltanto di un iter in cui si arriva ad approvare la proposta di deliberazione, tra maggioranza e opposizione, con interventi vari e articolati, non condivisi da me, in gran parte, però finalmente si è discusso. Perché il tema esiste, esiste sia il tema di merito, su cui non c'è un pronunciamento, c'è una proposizione, sia per la questione storica dei referendum, sia per il pronunciamento popolare. A me dispiace che oggi il Partito Democratico mantenga una posizione di ostilità al pronunciamento referendario del popolo. Una posizione che pensavo fosse relegata agli Anni '70, ma se oggi passassero le posizioni che ho sentito, in questo Paese saremmo ancora senza aborto e divorzio. Se all'epoca la posizione fosse stata com'era, noi sappiamo cosa pensa il popolo, senza iniziative referendarie, non ci sarebbero stati i progetti di Legge, e così pure tutte le volte successive. Ecco perché oggi dico al Partito Democratico, lo dico ai Consiglieri del Consiglio Comunale, e non credo che rappresentino la posizione del Partito Democratico in senso lato, che credo sia una posizione strumentale, politica, interna a questo Consiglio, di paura, perché in tre anni non abbiamo fatto nulla sul road pricing. Non si può accusare l'Assessore, con il quale abbiamo fatto riunioni di maggioranza. Non si può accusare il Sindaco, che chiaramente dipende dagli umori della propria maggioranza, perché se è vero, Consigliere Paolino, che io posso presentare una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, o anche una mia proposta di deliberazione sul road pricing, su un tema di questo tipo, pensare che lo si possa fare senza supporto degli uffici e di consulenze appropriate, dal punto di vista trasportistico, è pia illusione, è demagogia. Qui non si tratta di fare una deliberazione di iniziativa consiliare sul testamento biologico, cosa che abbiamo fatto, o sulle unioni civili, cosa che abbiamo fatto, poi stravolte e cambiate dal Consiglio Comunale. Si tratta di fare un intervento in cui l'Assessore, il Sindaco e una maggioranza intenzionata ci mettano mesi di lavoro e di studio e di documentazione, non basta mettere due paline e un semaforo. Ecco perché nel merito qui non si tratta di discutere di road pricing. Mi fa piacere che il Capogruppo Paolino dica siamo favorevoli, voglio vedere anche gli atti concreti o dei fatti. Soprattutto se oggi venisse respinta la proposta di una consultazione, di cui non temo né la frequenza né il risultato. Il giorno in cui votasse solo il 20% e l'80% dicesse "no", ne prenderei atto. Se votasse il 20% e l'80% dicesse "sì", è responsabilità della politica decidere come e dove farlo. Spero che molti Consiglieri del Partito Democratico in questa Aula mantengano la possibilità di fare un referendum consultivo, nei limiti molto cauti in cui è stata presentato. Devo dire un'altra cosa. Io non condivido la debolezza del pensiero del Consigliere La Ganga, che di solito è molto acuto e molto preciso. Ritengo sia sbagliato ritenere che un referendum debba essere valutato in base a chi paga e a chi conviene il "sì" o il "no". È qualcosa di assolutamente illegittimo, non ha senso, perché il problema non è il pagare quelli di fuori o quelli dentro. L'Area C di Milano, quando hanno fatto la proposta, aveva un perimetro, ma le modalità esatte le hanno fatte dopo la deliberazione. Qualsiasi referendum dà le indicazioni, poi le modalità esatte verranno stabilite dopo. Qualunque sia l'area cittadina, il cittadino di Rivoli, o il cugino di Rivoli di un cittadino torinese, passando dovrà pagare il suo Euro. Esattamente come paga le tangenziali, le autostrade e altri pedaggi. Quindi, il problema non è decidere a chi conviene pagare, chi decide e chi non decide, perché è un senso di responsabilità generale. Si tratta di capire se questa Città pensa a uno sviluppo trasportistico che recuperi un ritardo di decenni per quanto riguarda la Metropolitana, le Linee ferroviarie e tutto il resto. Perché la Città, nata sulla FIAT e sull'automobile, che hanno condizionato gran parte del mondo politico, da destra a sinistra, o recupera un ritardo rispetto alle metropoli europee e mondiali della stessa dimensione, cioè 1.500.000 di abitanti, come è l'Area Metropolitana di Torino, o è destinata a contribuire al proprio declino. Ecco perché il referendum sul road pricing è una proposta che chiede ai cittadini un senso di responsabilità in assenza di un'iniziativa della politica, perché la politica in questi anni è rimasta assente. I cittadini danno un input, che potrà essere seguito o no dai responsabili della politica, ma siccome la decisione finale spetta al Consiglio Comunale, se farlo e come farlo, è maggiormente sbagliato non permettere ai cittadini di pronunciarsi. Ecco perché spero che oggi il Consiglio Comunale voti a favore di questo referendum e dia la possibilità ai cittadini di pronunciarsi. |