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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione di iniziativa consiliare n. mecc. 201500138/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 3 dicembre 2014, avente per oggetto: "Referendum consultivo - Campi nomadi" PORCINO Giovanni (Presidente) La seduta riprende se ritira quel manifesto. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio È ritirato. Questo solo per ricordare un elemento, cioè nella giornata di ieri abbiamo assistito ad uno sgombero con la forza - quindi, con le ruspe mandate dalla Questura e dalla Prefettura - di 60 nomadi che non aderivano al progetto di appalto comunale e prefettizio, perché arrivati successivamente al censimento o direttamente perché non aderenti al progetto dei cosiddetti "patti di emersione". La domanda è: come mai bisognava per forza pagare - ovvero, sprecare - 5 milioni di Euro, se, alla fine, si arriva comunque a fare gli sgomberi con la forza pubblica e con le ruspe? È questa la vera domanda. Per me l'occasione è utile per presentare anche la proposta di mozione di accompagnamento, che chiede una verifica puntuale di quella che sarà l'opera di questo appalto, che è stato concesso ad un raggruppamento temporaneo di una serie di associazioni e cooperative sociali sotto il nome Selarom, per capire esattamente come avranno usato questi soldi. Una deliberazione di iniziativa popolare votata da questo Consiglio Comunale ed una deliberazione di Giunta ci hanno detto che questo intervento era per il superamento dei campi nomadi; non è terminato neanche il superamento di Lungo Stura e, infatti, si vede che si è costretti a ricorrere in ogni caso alla forza pubblica. La domanda è: scaduto questo capitolato d'appalto, che recita "ottobre 2015", i campi nomadi saranno superati? Come temo io, saranno ancora più grandi (perché Germagnano abusivo è raddoppiato, strada dell'Aeroporto si è ampliato abusivamente fino al fiume e corso Tazzoli è stabilizzato) o, invece, sarà raggiunto l'obiettivo? E la domanda conseguente è: come sono stati spesi questi quattrini? Se le forze politiche, in onestà intellettuale, non hanno paura di andare a verificare come è stato speso anche l'ultimo centesimo di quei 5 milioni di Euro, voti sì, per il censimento e per l'ispezione, peraltro fatti dalla Polizia Municipale (quindi, non da noi, ma dalla forza pubblica più idonea a farlo), a novembre 2015, per cui un mese dopo la scadenza dell'appalto. Spero che la votazione sia favorevole, che si arrivi all'approvazione e che nessuno abbia paura che anche a Torino salti fuori uno scandalo tipo "Mafia Capitale". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Soprattutto a quest'ultima affermazione credo che si debba rispondere che la cultura e l'esperienza di questa Città vanno in tutt'altra direzione, rispetto a chi voleva sgomberare i campi nomadi, e invece ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Partirei proprio da questo: chi sbandiera il fatto che in altre città i campi nomadi non esistono, mente, non dice il vero, perché i campi nomadi esistono anche in altre città che vengono considerate all'avanguardia (ad esempio, Padova). Non è assolutamente vero che lì i campi nomadi non ci sono. Su questa materia, con le Commissioni Consiliari e con la Giunta - impegnata al massimo livello -, non abbiamo mai nascosto niente. Siamo andati a fare decine di sopralluoghi, abbiamo fatto decine di audizioni ed abbiamo approvato - ovviamente, emendata - una deliberazione di iniziativa popolare, quindi è evidente che la Giunta, utilizzando i fondi a disposizione, in un sistema articolato di governo del problema con le altre Istituzioni ed informata - penso - sullo stato reale delle situazioni che si creano nei campi nomadi (ed è dimostrato anche dagli interventi fatti dai Vigili Urbani, dalle forze dell'ordine e dai presidi delle forze dell'ordine), su questo tema non solo non ha abbassato la guardia, ma sta lavorando. A fronte dei problemi che nessuno nega, di base ci sono anche il diritto di cittadinanza ed il diritto umano delle persone; c'è la responsabilità di chi governa ad avere un approccio politico, che parta comunque anche da un approccio umanitario, che mai deve essere smentito ed ignorato. In questo senso e con la massima trasparenza, i fondi utilizzati sono rendicontati e credo che dietro questa proposta vi sia una fortissima strumentalità e, pur avendola colta, abbiamo comunque portato in Sala Rossa la proposta di deliberazione, perché non sfugge a nessuno che la si poteva bocciare già in Conferenza dei Capigruppo riunita congiuntamente con la IV Commissione. Come è stato detto prima, nessuno vuole mettere il bavaglio a nessuno e, infatti, ne stiamo discutendo in questa sede. Credo che la nostra risposta non potrà che essere negativa, proprio per la strumentalità - oltre che per i costi - di un quesito assolutamente inadeguato, perché, se si volesse trattare la materia sulla partecipazione, non si affronterebbe con un quesito così. Quindi, anche a nome del Gruppo (non so se interverranno altri Colleghi), dichiaro la nostra posizione fermamente contraria. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Il tema è veramente delicato. Vorrei ricordare al Consigliere Centillo la frase di una signora durante una Commissione che lei stava presiedendo: "Non ce la facciamo più". Questa è la frase che quella cittadina ha detto in quella Commissione, in particolar modo su corso Tazzoli. Sostanzialmente, il dato è questo e non può essere trascurato da un'Amministrazione che voglia cambiare verso, come dice il Presidente del Consiglio - ma mi sembra che non succeda granché -, a questa Città. Dovrebbe utilizzare questo strumento per chiedere realmente una consultazione ai cittadini e per capire che cosa interessa ai cittadini sul tema dei nomadi. Questo sarebbe un partito democratico nel vero senso della parola e non un partito che, invece, ha paura di sottoporre ai cittadini torinesi un quesito che sa già - perché sicuramente sarà così - che verrebbe approvato a larghissima maggioranza. Perché c'è questa paura? Continuo a sostenere, da Consigliere Comunale e quindi da istituzione politica di Torino, che c'è una parte della sinistra di questa Città che vuole mantenere aperti quei campi rom abusivi; non ci sono altre spiegazioni. Noi voteremo convintamente a favore di questo referendum e vorremmo che facessero altrettanto i Consiglieri Comunali della maggioranza, perché è l'occasione giusta per chiedere ai cittadini, che non ce la fanno più, che cosa pensano di questi campi rom e, poi, attuare con maggiore forza le politiche conseguenti. In realtà, mi sembra che, invece, ci si arrenda ancora una volta a coloro che nella sinistra vogliono mantenere - come avviene dal 1975 - questi campi rom, che ormai hanno raggiunto dei livelli intollerabili. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Non voglio entrare nel merito (come ha cercato di fare qualcuno, sia da una parte che dall'altra), ma vorrei affrontare il problema solo ed esclusivamente per quanto riguarda l'impatto che un referendum può avere nei confronti dei cittadini. Agli altri due referendum, bene o male, abbiamo votato (ci siamo astenuti o abbiamo votato contro), perché ritenevamo (da una discussione che abbiamo effettuato tra noi) che si trattava di problematiche che potevano e non potevano interessare alla cittadinanza. Se ci esprimiamo e vogliamo andare sempre nella direzione di una maggiore democrazia e partecipazione (questi sono termini che, normalmente, ho sempre visto usare ed anche abusare da parte della sinistra), ritengo che sia importante parlare di questo (non facendo l'errore di entrare in discorsi più o meno razzistici) e, soprattutto, dobbiamo dare voce ai cittadini. Riprendo quanto detto dal Consigliere Tronzano: ci sono dei quartieri in cui le persone non sono assolutamente razziste, ma non riescono più a sopportare tutto quello che accade attorno ai rom e non riescono più a sopportare l'aria che respirano, perciò, secondo me, bisogna governare queste situazioni e - lo ripeto - non in senso razzistico o in maniera autoritaria nel cacciare, ma affrontandole. In realtà, queste situazioni non vengono affrontate, ma vengono lasciate lì, sperando che magari qualcosa accada, ma al posto delle situazioni positive, non possono che accadere situazioni negative, in quanto la tensione tra i cittadini sta aumentando. Vorrei rendere partecipe il Vicesindaco di questo, visto che si occupa di queste situazioni e lo fa anche bene, ma, molte volte, anche lei non ha gli strumenti per farlo. Diamo ai cittadini questo strumento, affinché anche l'Amministrazione possa avere la possibilità di poter intervenire in qualche modo e di cercare di risolvere i problemi. Il nostro Gruppo voterà convintamente a favore del referendum, proprio per dare questa opportunità ai cittadini. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Sarò brevissimo: noi non condividiamo l'approccio della Lega Nord sui campi nomadi. Peraltro il quesito, come già fatto notare anche in Conferenza dei Capigruppo, è scritto in maniera sufficientemente ambigua da far sì che credo che nessuno voterebbe mai "no", nel senso che, essenzialmente, chiede se si vuole che non ci siano più i campi e credo che questo sia condiviso da tutti. Però non riaprirei tutta la discussione e direi semplicemente che, comunque, è giusto chiamare i cittadini a prendere una posizione, possibilmente chiarendo un po' meglio le due posizioni diverse tra il "sì" ed il "no", in modo che i cittadini possano fare una scelta significativa. Per questo motivo, saremo favorevoli all'indizione del referendum. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Parto da una dichiarazione fatta prima dal Consigliere Centillo, che in questo momento non è in Aula, quando ricordava che la Giunta e l'Assessore hanno ben presenti la situazione e l'attuale stato dei campi nella nostra Città, per cui io rispondo che questo è ancora più grave. Infatti, se è così nota la situazione, la risposta che dobbiamo dare deve essere diversa, perché non possiamo accettare l'episodio di non più di due giorni fa, per il quale, per esempio, l'Enpa è stata vandalizzata da intrusioni di nomadi (con i quali convive ormai da anni), che ne hanno già combinate di tutti i colori; allo stesso modo, non possiamo accettare le denunce che, più volte, sono state fatte in Commissione dai cittadini (le ultime provengono dai residenti vicino al campo abusivo di corso Tazzoli). Certo, se poi, per esempio, le nostre risposte sono quelle di aver dato e realizzato i servizi igienici per i residenti in un campo abusivo, come successo in corso Tazzoli, evidentemente, allora, la strada non è quella giusta. Ben venga una proposta di deliberazione che consente ai cittadini di esprimersi, che vuole dare voce ai cittadini, affinché, finalmente, dicano la loro su che cosa pensano. Evidentemente, non sono arrivate, da parte di questa Amministrazione, le risposte giuste e sufficienti a garantire la sicurezza del nostro territorio e dei nostri cittadini. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Per quanto riguarda gli altri referendum, ho avuto una posizione un po' diversa, perché credo che su alcune materie il referendum possa avere un senso, anzi possa essere un aiuto da parte della cittadinanza nei confronti dell'Amministrazione, o che ci siano temi che comunque, in un certo senso, possano consentire ad un'Istituzione di non dividersi, ma di supportare l'Amministrazione. Credo, invece, che ci siano temi sui quali il referendum sia incompatibile, cioè temi sui quali lo stesso istituto del referendum non ci dovrebbe essere per un motivo semplice: anche la nostra Assemblea Costituente ne aveva discusso, perché, se iniziamo a porre dei quesiti alla cittadinanza sul pagamento dell'IMU o delle tasse, la prima lezione che insegnano a Diritto Costituzionale è che probabilmente l'esito è scontato su simili argomenti. Proprio per questo motivo è nata la rappresentanza, perché, se demandassimo tutto all'elettore attraverso il referendum, potremmo trovare sistemi diversi e potremmo porre in votazione qualunque cosa ed i nostri rappresentanti all'interno delle Aule dei Consigli Comunali, dei Consigli Regionali e del Parlamento potrebbero anche non esistere. Credo quindi che ci siano dei temi sui quali si debba agire con differenza. Per quanto riguarda questo quesito, che cosa significa dire che non vogliamo sul nostro territorio i campi nomadi? Li vogliamo sul territorio di Nichelino? O di Moncalieri? Dove li vogliamo? Perché significa non assumersi una responsabilità e, forse, toglierci un problema. Ricordo che c'è stato lo stesso dibattito per quanto riguarda il termovalorizzatore. Avevamo fatto la Commissione Bobbio, che aveva individuato dei siti, e poi tutti i Comuni hanno iniziato a non affrontare il problema, finché si è arrivati nella classifica e si è deciso di metterlo sul territorio di Torino, perché la Città si è assunta una responsabilità. Capisco i problemi che, in un certo senso, possono creare i campi nomadi e sono anche d'accordo che, forse, si possano porre in essere alcune regole un po' più stringenti all'interno di queste strutture (maggiori controlli, educazione, situazioni di convivenza ed anche una graduale ridefinizione sul territorio nazionale). Si può ragionare su tutto, ma, secondo me, porre un quesito di questa natura è, in primo luogo, propaganda elettorale e, poi, porta ad uno scontro tra la popolazione e crea l'odio; è un po' come usare la clava dell'ISIS per poi affrontare il tema della convivenza con gli stranieri o con religioni diverse dalle nostre. Credo che questo referendum possa solo fare male per come è posto, perché si mette la pancia, la più brutta, sul pugno di una votazione da parte dei nostri elettori e, magari, lo si fa coincidere con un'elezione (che può essere quella nazionale, quella regionale o quella delle Amministrazioni Comunali), concentrando il dibattito politico ed elettorale solo su questa vicenda. Non è così che si affronta la materia; la si deve affrontare in maniera costruttiva. Tra l'altro, abbiamo un Assessore che è molto disponibile e sensibile su questi temi ed è anche realista, quindi piuttosto facciamo delle proposte in tal senso, ragioniamo tutti insieme, ma non è questo lo strumento più adatto. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ho particolarmente apprezzato l'intervento del Consigliere Sbriglio, che credo abbia ricostruito con puntualità la differenza che c'è fra coinvolgere la cittadinanza all'interno di decisioni democratiche, con processi di democrazia partecipativa, e provare a strumentalizzare lo stomaco di questa cittadinanza per cercare di farle dire quello che è ovvio che venga detto. Questo è un atteggiamento che trovo estremamente demagogico, profondamente violento e che, per certi versi, mi dà anche un po' il voltastomaco. Provo a spiegarmi: mi sembra il tentativo di una forza politica, la Lega Nord (la cito per nome e cognome), di ripulirsi la coscienza, quella coscienza verde sempre più macchiata di nero da anni di inefficienza governativa. Mi fa un po' sorridere pensare che il Segretario di questa forza politica, che è stato Capogruppo in una città come Milano in un momento in cui il Ministro degli Interni del Paese era un rappresentante dello stesso partito politico, che disegnava quella forma di intervento che oggi, ad anni di distanza e con molto ritardo, viene permesso di applicare anche alla Città di Torino, sprecava le risorse attraverso il Vicesindaco De Corato in una serie sistematica di sgomberi che non hanno determinato nulla per quella città, se non l'esplosione degli insediamenti irregolari e la moltiplicazione del problema. Vorrei sapere per quale ragione, nel momento in cui c'era un vero consenso - preoccupante, dal mio punto di vista - intorno a quelle misure e, quindi, c'era contemporaneamente la disponibilità amministrativa addirittura a livello governativo, la disponibilità amministrativa a livello cittadino ed il consenso popolare, non sia accaduto il miracolo che invoca il Consigliere Carbonero: la dissoluzione e la sparizione delle popolazioni Rom e Sinti dalla città di Milano. La ragione è semplice: le persone, fortunatamente, non evaporano (se non con processi fisici che altri hanno applicato nella storia), le persone esistono, vanno incontrate, rispettate e bisogna capire con queste come si possono costruire i margini di un patto sociale, che, per esempio, nel caso del lavoro dell'Assessore Tisi si definisce patto di emersione. Questo non vuol dire, mi rivolgo al Consigliere Marrone, che non si debba fare un'azione puntuale di controllo di gestione, da un lato, e, dall'altro lato, far partire anche un'azione - io credo - più politica di analisi pacata ed intelligente degli strumenti che sono stati messi in campo e di come questi strumenti possano essere migliorati, ma non si può non riconoscere lo sforzo di questa Amministrazione - sicuramente, la prima delle grandi città italiane - per mettere in campo politiche alternative su questo tema, che non prescindono dalla presa d'atto che queste persone esistono e che è interesse di tutti, soprattutto dei futuri cittadini di Torino, provare ad integrarle e farci i conti. Per questa ragione, credo che i due temi vadano profondamente disgiunti, perché, se tenuti insieme, sono soltanto un fatto strumentale. Consigliere Marrone, la invito a ritirare la mozione di accompagnamento e a non prestarsi ad un'azione di strumentalizzazione. Quella mozione può essere ragionata anche insieme e le dico - può immaginare - una cosa estremamente coraggiosa. Diversamente non posso che registrare l'ennesimo tentativo strumentale, a mesi di distanza dalla discussione dei controllori sulla navetta 69, e poi sarebbe interessante andare a vedere che cosa succede oggi sulla navetta 69, registrare che cosa è successo dopo tutta la nostra montagna di discussioni e strumentalizzazioni, provando finalmente ad aprire una fase costruttiva, che segua l'impegno della Giunta di Torino, per fare il punto, nel merito, su come sono stati spesi i soldi, su quali sono le nuove prassi che sono state sperimentate con successo, su quali sono le prassi che, invece - nuove o vecchie che siano -, non funzionano e provare tutti quanti a fare un passo avanti. Temo che, purtroppo, il tempo non ci aiuti; siamo ad un anno dalle elezioni comunali e capisco che ognuno stia preparando i propri strumenti e stia affilando le frecce al proprio arco. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Sarò telegrafico: il Consigliere Centillo ha già espresso l'opinione del Gruppo, ma vorrei fare due precisazioni anche in merito a quanto detto dal Consigliere Bertola. Invito i Consiglieri Appendino e Bertola, rivolgo a loro un appello accorato (anche in nome dei valori, delle idee e dei pensieri che hanno sempre espresso in quest'Aula), a cambiare idea ed atteggiamento, perché su questi argomenti il merito non è distinto dal metodo. Faccio un esempio: se, domani mattina, un Consigliere - anche di maggioranza - presentasse una proposta di referendum per consentire l'installazione delle slot machine in ogni angolo della città, mi batterei come un leone per impedire la celebrazione di quel referendum, perché ritengo che quella questione crei un danno alla mia comunità ed ai cittadini che devo cercare di rappresentare. Lo stesso discorso vale su questo tema. Porre questo quesito vuol dire ingannare i cittadini torinesi ed io non posso consentire che vengano ingannati. La responsabilità non è esclusivamente amministrativa e su questo tema la Città sta facendo tutta la sua parte, mentre sono altri quelli che forse non stanno facendo la propria parte. Dobbiamo affrontare le questioni, ma non possiamo buttare in pasto alla pancia delle persone una questione che riguarda essere umani ed un problema della Città in quanto tale. Quindi, non vengo meno ai miei ideali di attenzione verso tutti per salvaguardare il metodo, tenuto conto che i cittadini torinesi hanno bisogno e stiamo cercando di dare una risposta anche rispetto a corso Tazzoli; stiamo facendo delle scelte che vanno nella direzione giusta, perché, quando parliamo di tutti i cittadini, parliamo innanzitutto dei cittadini torinesi, in quanto, giustamente, chi vive il problema in prossimità ha gravi difficoltà. Dobbiamo tenerne conto, ma non risolviamo la questione strumentalizzando e facendo demagogia. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Sarò molto più realista. Sono contento che quella di oggi sia stata una discussione alta ed ormai siamo arrivati ad una fase per cui questo referendum non passerà e lo sappiamo già. Vorrei solo far notare che fare politica e cercare voti non è peccato; d'altra parte, ognuno fa la propaganda che meglio crede. Il quesito proposto dalla Lega Nord è esattamente la Direttiva Europea per cui l'Italia rischia di essere condannata e che prevede il superamento dei campi nomadi. Peraltro, la loro formulazione, a parte: "far rimuovere", per cui io propongo nel mio emendamento "superare" (perché nella mozione presentata dalla maggioranza ed approvata dal Consiglio Comunale è prevista la dizione "superare"), non facendo distinzione tra campi nomadi abusivi e regolari, prevede tutto. Non posso che condividere il quesito, lasciando perdere la premessa, l'iniziativa ed il resto. Ecco perché voterò a favore: un po' perché la discussione oggi, al di là del merito, è stata favorevole o contraria al referendum e il fatto che il Partito Democratico abbia deciso come Gruppo di votare contro lo ha accentuato e quindi mantengo una posizione di distinguo (però questo è un aspetto secondario, ma sostanziale, di oggi). Nel merito, questo referendum non passerà, però il fatto di superare i campi nomadi è già un argomento che ha visto pronunciarsi questo Consiglio Comunale ed è previsto dalla Direttiva Europea. Non ho dubbi che il Vicesindaco e l'Assessore Tedesco andranno in quella direzione nei tempi e nelle modalità in cui sarà possibile. Di conseguenza, voterò a favore per ribadire questo concetto. Per quanto riguarda la proposta di mozione del Consigliere Marrone, a differenza del Consigliere Curto, voterò a favore, perché non sono d'accordo sulla data "novembre 2015", che rischia di essere un assist per la campagna elettorale… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Finisce l'appalto, ma la data potrebbe essere quella dell'assist per la campagna elettorale. Voglio rimuovere questo aspetto meschino e credo che si debba procedere ad un censimento, anche per conoscere il fenomeno, per cui non vedo ostacoli; quindi, sono favorevole, perché la questione dei campi nomadi deve essere affrontata. Il rischio è che, per una questione ideologica posta dalla Lega Nord in modo ideologico, si risponda in modo ideologico, dando adito all'idea che la maggioranza - il centrosinistra e la sinistra - non voglia parlare ed affrontare questo argomento ed è per questo motivo che ritengo sia sbagliato. Quindi, voterò a favore, ma non invito a votare a favore, perché il risultato sarà, indipendentemente dal mio voto, come i precedenti. Per quanto riguarda la proposta di mozione presentata dal Consigliere Marrone, vi invito invece a pensarci, perché un atto presentato dal Consigliere Marrone non è detto che sia sbagliato per principio e per partito preso, anche se il sospetto è molto forte. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Vicesindaco. TISI Elide (Vicesindaco) Sono già state dette molte cose, ma vorrei riprendere quest'ultimo intervento, che ha richiamato atti già discussi all'interno di questo Consiglio Comunale, che hanno dato un chiaro indirizzo al lavoro della Giunta, che peraltro erano assunti sulla base di una deliberazione di iniziativa popolare e che, quindi, raccoglieva già una forte espressione dei cittadini, che vedevano proprio nel superamento dei campi rom la strada da seguire. All'interno di questa ipotesi di referendum c'è scritto: "con tutti i mezzi possibili a disposizione del Sindaco" e credo che il lavoro collegiale che sta facendo la Giunta (nella mia persona e in quelle degli Assessori Tedesco e Lavolta) rappresenti esattamente questa volontà di mettere in sinergia tutte le azioni (secondo le varie competenze sociali, di legalità ed anche ambientali) volte a raggiungere questo obiettivo. Credo che dobbiamo essere onesti con noi stessi e con i cittadini e rappresentare che non basta dire qual è l'obiettivo finale, ma bisogna anche dire come raggiungerlo. Questa Amministrazione si è assunta la responsabilità di elaborare un percorso, di sottoporlo all'attenzione della politica dei cittadini e delle forze sociali della città e di individuare una strada con l'obiettivo non semplice, ma possibile, del superamento dei campi, attraverso - come dicevo - un'azione sinergica che tenga insieme aspetti di solidarietà con quelli di legalità, con gli strumenti - lo sottolineo - a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni e dei Sindaci (del Sindaco in modo particolare). Nel sottolineare questi aspetti, vorrei anche riprendere altre - se mi permettete - illazioni che sono state fatte per precisare alcuni dati della settimana scorsa, che riportano quello che è il lavoro dell'Amministrazione che si è sviluppato anche attraverso il progetto "La Città Possibile", che peraltro è stato assegnato a seguito di regolare bando di gara ad un raggruppamento di cooperative sociali, all'interno di una partnership di rete che comprende molti altri soggetti (tra i quali la Pastorale Migranti, la Fondazione Don Mario Operti, il Cicsene, Opera Nomadi, Asai). Lo dico perché questo è un lavoro che ha visto e vede una grossa rete di soggetti impegnati nella stessa direzione. Come è stato detto più volte in Commissione, tutto il percorso è costantemente monitorato dalla Prefettura e la liquidazione economica avviene previa verifica delle avvenute azioni. Secondo i dati disponibili, sono stati liquidati, dei cosiddetti 5 milioni di Euro (che, in realtà, non sono 5 milioni, lo vorrei precisare in questa sede), circa 800.000 Euro per le azioni già svolte. Il progetto non comprende interventi soltanto in Lungo Stura, ma in quasi tutti i campi presenti nella città, con interventi diversificati. Lungo Stura è una priorità ed è uno degli interventi più impegnativi, ma è previsto che vi siano attività anche rivolte agli altri campi. Un altro soggetto che è partner importante e significativo, perché ha un ruolo anche di presidio e monitoraggio in particolari situazioni, è la Croce Rossa. L'importo totale del finanziamento del Ministero - posto che, ad oggi, quella è la cifra che è stata pagata - è di 4.400.000 Euro, perché va considerata al netto dell'IVA, e di questi solo 3.200.000 Euro sono spendibili a bando per interventi sociali, mentre una parte, circa 400.000 Euro, è per il lavoro di Croce Rossa e un'altra parte riguarda interventi di carattere più strutturale, utili anche a migliorare le condizioni dell'area dove insistono i campi e non soltanto, ma dei cittadini che vivono in quel quartiere. Scusate se ho voluto riportare questi dati, ma credo che non sia accettabile sentire alcune considerazioni fatte su una Città che si sta impegnando nelle sue forze sociali e di volontariato migliori per riuscire ad affrontare questo tema, con la serietà che richiede e non soltanto con degli slogan. Concludo il mio intervento dicendo che l'impegno, come ho ricordato, congiunto continuerà nella direzione che questo Consiglio ha indicato, nell'ottica del superamento dei campi a partire dall'intervento di Lungo Stura che è in corso. PORCINO Giovanni (Presidente) Dichiaro conclusa la discussione sulla proposta di deliberazione. Passiamo all'analisi dell'emendamento, presentato dal Consigliere Viale. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento: presenti 26, astenuti 3, favorevoli 4, contrari 19. L'emendamento è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: presenti 26, astenuti 2, favorevoli 12, contrari 12. La proposta di deliberazione non è approvata. |