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Estratto dal verbale della seduta di Venerdì 27 Febbraio 2015 ore 10,30
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-00138
REFERENDUM CONSULTIVO - CAMPI NOMADI.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione di iniziativa consiliare
n. mecc. 201500138/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 3
dicembre 2014, avente per oggetto:

"Referendum consultivo - Campi nomadi"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La seduta riprende se ritira quel manifesto.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
È ritirato. Questo solo per ricordare un elemento, cioè nella giornata di ieri abbiamo
assistito ad uno sgombero con la forza - quindi, con le ruspe mandate dalla Questura
e dalla Prefettura - di 60 nomadi che non aderivano al progetto di appalto comunale e
prefettizio, perché arrivati successivamente al censimento o direttamente perché non
aderenti al progetto dei cosiddetti "patti di emersione".
La domanda è: come mai bisognava per forza pagare - ovvero, sprecare - 5 milioni di
Euro, se, alla fine, si arriva comunque a fare gli sgomberi con la forza pubblica e con
le ruspe? È questa la vera domanda.
Per me l'occasione è utile per presentare anche la proposta di mozione di
accompagnamento, che chiede una verifica puntuale di quella che sarà l'opera di
questo appalto, che è stato concesso ad un raggruppamento temporaneo di una serie
di associazioni e cooperative sociali sotto il nome Selarom, per capire esattamente
come avranno usato questi soldi. Una deliberazione di iniziativa popolare votata da
questo Consiglio Comunale ed una deliberazione di Giunta ci hanno detto che questo
intervento era per il superamento dei campi nomadi; non è terminato neanche il
superamento di Lungo Stura e, infatti, si vede che si è costretti a ricorrere in ogni
caso alla forza pubblica.
La domanda è: scaduto questo capitolato d'appalto, che recita "ottobre 2015", i
campi nomadi saranno superati? Come temo io, saranno ancora più grandi (perché
Germagnano abusivo è raddoppiato, strada dell'Aeroporto si è ampliato
abusivamente fino al fiume e corso Tazzoli è stabilizzato) o, invece, sarà raggiunto
l'obiettivo?
E la domanda conseguente è: come sono stati spesi questi quattrini? Se le forze
politiche, in onestà intellettuale, non hanno paura di andare a verificare come è stato
speso anche l'ultimo centesimo di quei 5 milioni di Euro, voti sì, per il censimento e
per l'ispezione, peraltro fatti dalla Polizia Municipale (quindi, non da noi, ma dalla
forza pubblica più idonea a farlo), a novembre 2015, per cui un mese dopo la
scadenza dell'appalto. Spero che la votazione sia favorevole, che si arrivi
all'approvazione e che nessuno abbia paura che anche a Torino salti fuori uno
scandalo tipo "Mafia Capitale".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Soprattutto a quest'ultima affermazione credo che si debba rispondere che la cultura
e l'esperienza di questa Città vanno in tutt'altra direzione, rispetto a chi voleva
sgomberare i campi nomadi, e invece ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi
di tutti. Partirei proprio da questo: chi sbandiera il fatto che in altre città i campi
nomadi non esistono, mente, non dice il vero, perché i campi nomadi esistono anche
in altre città che vengono considerate all'avanguardia (ad esempio, Padova). Non è
assolutamente vero che lì i campi nomadi non ci sono.
Su questa materia, con le Commissioni Consiliari e con la Giunta - impegnata al
massimo livello -, non abbiamo mai nascosto niente. Siamo andati a fare decine di
sopralluoghi, abbiamo fatto decine di audizioni ed abbiamo approvato - ovviamente,
emendata - una deliberazione di iniziativa popolare, quindi è evidente che la Giunta,
utilizzando i fondi a disposizione, in un sistema articolato di governo del problema
con le altre Istituzioni ed informata - penso - sullo stato reale delle situazioni che si
creano nei campi nomadi (ed è dimostrato anche dagli interventi fatti dai Vigili
Urbani, dalle forze dell'ordine e dai presidi delle forze dell'ordine), su questo tema
non solo non ha abbassato la guardia, ma sta lavorando.
A fronte dei problemi che nessuno nega, di base ci sono anche il diritto di
cittadinanza ed il diritto umano delle persone; c'è la responsabilità di chi governa ad
avere un approccio politico, che parta comunque anche da un approccio umanitario,
che mai deve essere smentito ed ignorato. In questo senso e con la massima
trasparenza, i fondi utilizzati sono rendicontati e credo che dietro questa proposta vi
sia una fortissima strumentalità e, pur avendola colta, abbiamo comunque portato in
Sala Rossa la proposta di deliberazione, perché non sfugge a nessuno che la si poteva
bocciare già in Conferenza dei Capigruppo riunita congiuntamente con la IV
Commissione.
Come è stato detto prima, nessuno vuole mettere il bavaglio a nessuno e, infatti, ne
stiamo discutendo in questa sede. Credo che la nostra risposta non potrà che essere
negativa, proprio per la strumentalità - oltre che per i costi - di un quesito
assolutamente inadeguato, perché, se si volesse trattare la materia sulla
partecipazione, non si affronterebbe con un quesito così.
Quindi, anche a nome del Gruppo (non so se interverranno altri Colleghi), dichiaro la
nostra posizione fermamente contraria.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Il tema è veramente delicato. Vorrei ricordare al Consigliere Centillo la frase di una
signora durante una Commissione che lei stava presiedendo: "Non ce la facciamo
più". Questa è la frase che quella cittadina ha detto in quella Commissione, in
particolar modo su corso Tazzoli. Sostanzialmente, il dato è questo e non può essere
trascurato da un'Amministrazione che voglia cambiare verso, come dice il Presidente
del Consiglio - ma mi sembra che non succeda granché -, a questa Città. Dovrebbe
utilizzare questo strumento per chiedere realmente una consultazione ai cittadini e
per capire che cosa interessa ai cittadini sul tema dei nomadi.
Questo sarebbe un partito democratico nel vero senso della parola e non un partito
che, invece, ha paura di sottoporre ai cittadini torinesi un quesito che sa già - perché
sicuramente sarà così - che verrebbe approvato a larghissima maggioranza.
Perché c'è questa paura? Continuo a sostenere, da Consigliere Comunale e quindi da
istituzione politica di Torino, che c'è una parte della sinistra di questa Città che vuole
mantenere aperti quei campi rom abusivi; non ci sono altre spiegazioni.
Noi voteremo convintamente a favore di questo referendum e vorremmo che
facessero altrettanto i Consiglieri Comunali della maggioranza, perché è l'occasione
giusta per chiedere ai cittadini, che non ce la fanno più, che cosa pensano di questi
campi rom e, poi, attuare con maggiore forza le politiche conseguenti. In realtà, mi
sembra che, invece, ci si arrenda ancora una volta a coloro che nella sinistra vogliono
mantenere - come avviene dal 1975 - questi campi rom, che ormai hanno raggiunto
dei livelli intollerabili.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Non voglio entrare nel merito (come ha cercato di fare qualcuno, sia da una parte che
dall'altra), ma vorrei affrontare il problema solo ed esclusivamente per quanto
riguarda l'impatto che un referendum può avere nei confronti dei cittadini. Agli altri
due referendum, bene o male, abbiamo votato (ci siamo astenuti o abbiamo votato
contro), perché ritenevamo (da una discussione che abbiamo effettuato tra noi) che si
trattava di problematiche che potevano e non potevano interessare alla cittadinanza.
Se ci esprimiamo e vogliamo andare sempre nella direzione di una maggiore
democrazia e partecipazione (questi sono termini che, normalmente, ho sempre visto
usare ed anche abusare da parte della sinistra), ritengo che sia importante parlare di
questo (non facendo l'errore di entrare in discorsi più o meno razzistici) e,
soprattutto, dobbiamo dare voce ai cittadini.
Riprendo quanto detto dal Consigliere Tronzano: ci sono dei quartieri in cui le
persone non sono assolutamente razziste, ma non riescono più a sopportare tutto
quello che accade attorno ai rom e non riescono più a sopportare l'aria che respirano,
perciò, secondo me, bisogna governare queste situazioni e - lo ripeto - non in senso
razzistico o in maniera autoritaria nel cacciare, ma affrontandole. In realtà, queste
situazioni non vengono affrontate, ma vengono lasciate lì, sperando che magari
qualcosa accada, ma al posto delle situazioni positive, non possono che accadere
situazioni negative, in quanto la tensione tra i cittadini sta aumentando. Vorrei
rendere partecipe il Vicesindaco di questo, visto che si occupa di queste situazioni e
lo fa anche bene, ma, molte volte, anche lei non ha gli strumenti per farlo. Diamo ai
cittadini questo strumento, affinché anche l'Amministrazione possa avere la
possibilità di poter intervenire in qualche modo e di cercare di risolvere i problemi. Il
nostro Gruppo voterà convintamente a favore del referendum, proprio per dare
questa opportunità ai cittadini.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Sarò brevissimo: noi non condividiamo l'approccio della Lega Nord sui campi
nomadi. Peraltro il quesito, come già fatto notare anche in Conferenza dei
Capigruppo, è scritto in maniera sufficientemente ambigua da far sì che credo che
nessuno voterebbe mai "no", nel senso che, essenzialmente, chiede se si vuole che
non ci siano più i campi e credo che questo sia condiviso da tutti. Però non riaprirei
tutta la discussione e direi semplicemente che, comunque, è giusto chiamare i
cittadini a prendere una posizione, possibilmente chiarendo un po' meglio le due
posizioni diverse tra il "sì" ed il "no", in modo che i cittadini possano fare una scelta
significativa. Per questo motivo, saremo favorevoli all'indizione del referendum.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Parto da una dichiarazione fatta prima dal Consigliere Centillo, che in questo
momento non è in Aula, quando ricordava che la Giunta e l'Assessore hanno ben
presenti la situazione e l'attuale stato dei campi nella nostra Città, per cui io rispondo
che questo è ancora più grave. Infatti, se è così nota la situazione, la risposta che
dobbiamo dare deve essere diversa, perché non possiamo accettare l'episodio di non
più di due giorni fa, per il quale, per esempio, l'Enpa è stata vandalizzata da
intrusioni di nomadi (con i quali convive ormai da anni), che ne hanno già combinate
di tutti i colori; allo stesso modo, non possiamo accettare le denunce che, più volte,
sono state fatte in Commissione dai cittadini (le ultime provengono dai residenti
vicino al campo abusivo di corso Tazzoli). Certo, se poi, per esempio, le nostre
risposte sono quelle di aver dato e realizzato i servizi igienici per i residenti in un
campo abusivo, come successo in corso Tazzoli, evidentemente, allora, la strada non
è quella giusta.
Ben venga una proposta di deliberazione che consente ai cittadini di esprimersi, che
vuole dare voce ai cittadini, affinché, finalmente, dicano la loro su che cosa pensano.
Evidentemente, non sono arrivate, da parte di questa Amministrazione, le risposte
giuste e sufficienti a garantire la sicurezza del nostro territorio e dei nostri cittadini.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Per quanto riguarda gli altri referendum, ho avuto una posizione un po' diversa,
perché credo che su alcune materie il referendum possa avere un senso, anzi possa
essere un aiuto da parte della cittadinanza nei confronti dell'Amministrazione, o che
ci siano temi che comunque, in un certo senso, possano consentire ad un'Istituzione
di non dividersi, ma di supportare l'Amministrazione.
Credo, invece, che ci siano temi sui quali il referendum sia incompatibile, cioè temi
sui quali lo stesso istituto del referendum non ci dovrebbe essere per un motivo
semplice: anche la nostra Assemblea Costituente ne aveva discusso, perché, se
iniziamo a porre dei quesiti alla cittadinanza sul pagamento dell'IMU o delle tasse, la
prima lezione che insegnano a Diritto Costituzionale è che probabilmente l'esito è
scontato su simili argomenti.
Proprio per questo motivo è nata la rappresentanza, perché, se demandassimo tutto
all'elettore attraverso il referendum, potremmo trovare sistemi diversi e potremmo
porre in votazione qualunque cosa ed i nostri rappresentanti all'interno delle Aule dei
Consigli Comunali, dei Consigli Regionali e del Parlamento potrebbero anche non
esistere. Credo quindi che ci siano dei temi sui quali si debba agire con differenza.
Per quanto riguarda questo quesito, che cosa significa dire che non vogliamo sul
nostro territorio i campi nomadi? Li vogliamo sul territorio di Nichelino? O di
Moncalieri? Dove li vogliamo? Perché significa non assumersi una responsabilità e,
forse, toglierci un problema. Ricordo che c'è stato lo stesso dibattito per quanto
riguarda il termovalorizzatore. Avevamo fatto la Commissione Bobbio, che aveva
individuato dei siti, e poi tutti i Comuni hanno iniziato a non affrontare il problema,
finché si è arrivati nella classifica e si è deciso di metterlo sul territorio di Torino,
perché la Città si è assunta una responsabilità.
Capisco i problemi che, in un certo senso, possono creare i campi nomadi e sono
anche d'accordo che, forse, si possano porre in essere alcune regole un po' più
stringenti all'interno di queste strutture (maggiori controlli, educazione, situazioni di
convivenza ed anche una graduale ridefinizione sul territorio nazionale). Si può
ragionare su tutto, ma, secondo me, porre un quesito di questa natura è, in primo
luogo, propaganda elettorale e, poi, porta ad uno scontro tra la popolazione e crea
l'odio; è un po' come usare la clava dell'ISIS per poi affrontare il tema della
convivenza con gli stranieri o con religioni diverse dalle nostre.
Credo che questo referendum possa solo fare male per come è posto, perché si mette
la pancia, la più brutta, sul pugno di una votazione da parte dei nostri elettori e,
magari, lo si fa coincidere con un'elezione (che può essere quella nazionale, quella
regionale o quella delle Amministrazioni Comunali), concentrando il dibattito
politico ed elettorale solo su questa vicenda. Non è così che si affronta la materia; la
si deve affrontare in maniera costruttiva. Tra l'altro, abbiamo un Assessore che è
molto disponibile e sensibile su questi temi ed è anche realista, quindi piuttosto
facciamo delle proposte in tal senso, ragioniamo tutti insieme, ma non è questo lo
strumento più adatto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho particolarmente apprezzato l'intervento del Consigliere Sbriglio, che credo abbia
ricostruito con puntualità la differenza che c'è fra coinvolgere la cittadinanza
all'interno di decisioni democratiche, con processi di democrazia partecipativa, e
provare a strumentalizzare lo stomaco di questa cittadinanza per cercare di farle dire
quello che è ovvio che venga detto. Questo è un atteggiamento che trovo
estremamente demagogico, profondamente violento e che, per certi versi, mi dà
anche un po' il voltastomaco.
Provo a spiegarmi: mi sembra il tentativo di una forza politica, la Lega Nord (la cito
per nome e cognome), di ripulirsi la coscienza, quella coscienza verde sempre più
macchiata di nero da anni di inefficienza governativa.
Mi fa un po' sorridere pensare che il Segretario di questa forza politica, che è stato
Capogruppo in una città come Milano in un momento in cui il Ministro degli Interni
del Paese era un rappresentante dello stesso partito politico, che disegnava quella
forma di intervento che oggi, ad anni di distanza e con molto ritardo, viene permesso
di applicare anche alla Città di Torino, sprecava le risorse attraverso il Vicesindaco
De Corato in una serie sistematica di sgomberi che non hanno determinato nulla per
quella città, se non l'esplosione degli insediamenti irregolari e la moltiplicazione del
problema.
Vorrei sapere per quale ragione, nel momento in cui c'era un vero consenso -
preoccupante, dal mio punto di vista - intorno a quelle misure e, quindi, c'era
contemporaneamente la disponibilità amministrativa addirittura a livello governativo,
la disponibilità amministrativa a livello cittadino ed il consenso popolare, non sia
accaduto il miracolo che invoca il Consigliere Carbonero: la dissoluzione e la
sparizione delle popolazioni Rom e Sinti dalla città di Milano. La ragione è semplice:
le persone, fortunatamente, non evaporano (se non con processi fisici che altri hanno
applicato nella storia), le persone esistono, vanno incontrate, rispettate e bisogna
capire con queste come si possono costruire i margini di un patto sociale, che, per
esempio, nel caso del lavoro dell'Assessore Tisi si definisce patto di emersione.
Questo non vuol dire, mi rivolgo al Consigliere Marrone, che non si debba fare
un'azione puntuale di controllo di gestione, da un lato, e, dall'altro lato, far partire
anche un'azione - io credo - più politica di analisi pacata ed intelligente degli
strumenti che sono stati messi in campo e di come questi strumenti possano essere
migliorati, ma non si può non riconoscere lo sforzo di questa Amministrazione -
sicuramente, la prima delle grandi città italiane - per mettere in campo politiche
alternative su questo tema, che non prescindono dalla presa d'atto che queste persone
esistono e che è interesse di tutti, soprattutto dei futuri cittadini di Torino, provare ad
integrarle e farci i conti. Per questa ragione, credo che i due temi vadano
profondamente disgiunti, perché, se tenuti insieme, sono soltanto un fatto
strumentale.
Consigliere Marrone, la invito a ritirare la mozione di accompagnamento e a non
prestarsi ad un'azione di strumentalizzazione. Quella mozione può essere ragionata
anche insieme e le dico - può immaginare - una cosa estremamente coraggiosa.
Diversamente non posso che registrare l'ennesimo tentativo strumentale, a mesi di
distanza dalla discussione dei controllori sulla navetta 69, e poi sarebbe interessante
andare a vedere che cosa succede oggi sulla navetta 69, registrare che cosa è
successo dopo tutta la nostra montagna di discussioni e strumentalizzazioni,
provando finalmente ad aprire una fase costruttiva, che segua l'impegno della Giunta
di Torino, per fare il punto, nel merito, su come sono stati spesi i soldi, su quali sono
le nuove prassi che sono state sperimentate con successo, su quali sono le prassi che,
invece - nuove o vecchie che siano -, non funzionano e provare tutti quanti a fare un
passo avanti.
Temo che, purtroppo, il tempo non ci aiuti; siamo ad un anno dalle elezioni comunali
e capisco che ognuno stia preparando i propri strumenti e stia affilando le frecce al
proprio arco.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Sarò telegrafico: il Consigliere Centillo ha già espresso l'opinione del Gruppo, ma
vorrei fare due precisazioni anche in merito a quanto detto dal Consigliere Bertola.
Invito i Consiglieri Appendino e Bertola, rivolgo a loro un appello accorato (anche in
nome dei valori, delle idee e dei pensieri che hanno sempre espresso in quest'Aula),
a cambiare idea ed atteggiamento, perché su questi argomenti il merito non è distinto
dal metodo.
Faccio un esempio: se, domani mattina, un Consigliere - anche di maggioranza -
presentasse una proposta di referendum per consentire l'installazione delle slot
machine in ogni angolo della città, mi batterei come un leone per impedire la
celebrazione di quel referendum, perché ritengo che quella questione crei un danno
alla mia comunità ed ai cittadini che devo cercare di rappresentare.
Lo stesso discorso vale su questo tema. Porre questo quesito vuol dire ingannare i
cittadini torinesi ed io non posso consentire che vengano ingannati. La responsabilità
non è esclusivamente amministrativa e su questo tema la Città sta facendo tutta la sua
parte, mentre sono altri quelli che forse non stanno facendo la propria parte.
Dobbiamo affrontare le questioni, ma non possiamo buttare in pasto alla pancia delle
persone una questione che riguarda essere umani ed un problema della Città in
quanto tale. Quindi, non vengo meno ai miei ideali di attenzione verso tutti per
salvaguardare il metodo, tenuto conto che i cittadini torinesi hanno bisogno e stiamo
cercando di dare una risposta anche rispetto a corso Tazzoli; stiamo facendo delle
scelte che vanno nella direzione giusta, perché, quando parliamo di tutti i cittadini,
parliamo innanzitutto dei cittadini torinesi, in quanto, giustamente, chi vive il
problema in prossimità ha gravi difficoltà. Dobbiamo tenerne conto, ma non
risolviamo la questione strumentalizzando e facendo demagogia.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Sarò molto più realista. Sono contento che quella di oggi sia stata una discussione
alta ed ormai siamo arrivati ad una fase per cui questo referendum non passerà e lo
sappiamo già.
Vorrei solo far notare che fare politica e cercare voti non è peccato; d'altra parte,
ognuno fa la propaganda che meglio crede. Il quesito proposto dalla Lega Nord è
esattamente la Direttiva Europea per cui l'Italia rischia di essere condannata e che
prevede il superamento dei campi nomadi. Peraltro, la loro formulazione, a parte:
"far rimuovere", per cui io propongo nel mio emendamento "superare" (perché nella
mozione presentata dalla maggioranza ed approvata dal Consiglio Comunale è
prevista la dizione "superare"), non facendo distinzione tra campi nomadi abusivi e
regolari, prevede tutto. Non posso che condividere il quesito, lasciando perdere la
premessa, l'iniziativa ed il resto. Ecco perché voterò a favore: un po' perché la
discussione oggi, al di là del merito, è stata favorevole o contraria al referendum e il
fatto che il Partito Democratico abbia deciso come Gruppo di votare contro lo ha
accentuato e quindi mantengo una posizione di distinguo (però questo è un aspetto
secondario, ma sostanziale, di oggi). Nel merito, questo referendum non passerà,
però il fatto di superare i campi nomadi è già un argomento che ha visto pronunciarsi
questo Consiglio Comunale ed è previsto dalla Direttiva Europea. Non ho dubbi che
il Vicesindaco e l'Assessore Tedesco andranno in quella direzione nei tempi e nelle
modalità in cui sarà possibile. Di conseguenza, voterò a favore per ribadire questo
concetto.
Per quanto riguarda la proposta di mozione del Consigliere Marrone, a differenza del
Consigliere Curto, voterò a favore, perché non sono d'accordo sulla data "novembre
2015", che rischia di essere un assist per la campagna elettorale… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Finisce l'appalto, ma la data potrebbe essere quella
dell'assist per la campagna elettorale. Voglio rimuovere questo aspetto meschino e
credo che si debba procedere ad un censimento, anche per conoscere il fenomeno,
per cui non vedo ostacoli; quindi, sono favorevole, perché la questione dei campi
nomadi deve essere affrontata.
Il rischio è che, per una questione ideologica posta dalla Lega Nord in modo
ideologico, si risponda in modo ideologico, dando adito all'idea che la maggioranza -
il centrosinistra e la sinistra - non voglia parlare ed affrontare questo argomento ed è
per questo motivo che ritengo sia sbagliato. Quindi, voterò a favore, ma non invito a
votare a favore, perché il risultato sarà, indipendentemente dal mio voto, come i
precedenti.
Per quanto riguarda la proposta di mozione presentata dal Consigliere Marrone, vi
invito invece a pensarci, perché un atto presentato dal Consigliere Marrone non è
detto che sia sbagliato per principio e per partito preso, anche se il sospetto è molto
forte.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
Sono già state dette molte cose, ma vorrei riprendere quest'ultimo intervento, che ha
richiamato atti già discussi all'interno di questo Consiglio Comunale, che hanno dato
un chiaro indirizzo al lavoro della Giunta, che peraltro erano assunti sulla base di una
deliberazione di iniziativa popolare e che, quindi, raccoglieva già una forte
espressione dei cittadini, che vedevano proprio nel superamento dei campi rom la
strada da seguire.
All'interno di questa ipotesi di referendum c'è scritto: "con tutti i mezzi possibili a
disposizione del Sindaco" e credo che il lavoro collegiale che sta facendo la Giunta
(nella mia persona e in quelle degli Assessori Tedesco e Lavolta) rappresenti
esattamente questa volontà di mettere in sinergia tutte le azioni (secondo le varie
competenze sociali, di legalità ed anche ambientali) volte a raggiungere questo
obiettivo.
Credo che dobbiamo essere onesti con noi stessi e con i cittadini e rappresentare che
non basta dire qual è l'obiettivo finale, ma bisogna anche dire come raggiungerlo.
Questa Amministrazione si è assunta la responsabilità di elaborare un percorso, di
sottoporlo all'attenzione della politica dei cittadini e delle forze sociali della città e di
individuare una strada con l'obiettivo non semplice, ma possibile, del superamento
dei campi, attraverso - come dicevo - un'azione sinergica che tenga insieme aspetti di
solidarietà con quelli di legalità, con gli strumenti - lo sottolineo - a disposizione
delle Pubbliche Amministrazioni e dei Sindaci (del Sindaco in modo particolare).
Nel sottolineare questi aspetti, vorrei anche riprendere altre - se mi permettete -
illazioni che sono state fatte per precisare alcuni dati della settimana scorsa, che
riportano quello che è il lavoro dell'Amministrazione che si è sviluppato anche
attraverso il progetto "La Città Possibile", che peraltro è stato assegnato a seguito di
regolare bando di gara ad un raggruppamento di cooperative sociali, all'interno di
una partnership di rete che comprende molti altri soggetti (tra i quali la Pastorale
Migranti, la Fondazione Don Mario Operti, il Cicsene, Opera Nomadi, Asai). Lo dico
perché questo è un lavoro che ha visto e vede una grossa rete di soggetti impegnati
nella stessa direzione. Come è stato detto più volte in Commissione, tutto il percorso
è costantemente monitorato dalla Prefettura e la liquidazione economica avviene
previa verifica delle avvenute azioni.
Secondo i dati disponibili, sono stati liquidati, dei cosiddetti 5 milioni di Euro (che,
in realtà, non sono 5 milioni, lo vorrei precisare in questa sede), circa 800.000 Euro
per le azioni già svolte. Il progetto non comprende interventi soltanto in Lungo Stura,
ma in quasi tutti i campi presenti nella città, con interventi diversificati. Lungo Stura
è una priorità ed è uno degli interventi più impegnativi, ma è previsto che vi siano
attività anche rivolte agli altri campi. Un altro soggetto che è partner importante e
significativo, perché ha un ruolo anche di presidio e monitoraggio in particolari
situazioni, è la Croce Rossa.
L'importo totale del finanziamento del Ministero - posto che, ad oggi, quella è la
cifra che è stata pagata - è di 4.400.000 Euro, perché va considerata al netto
dell'IVA, e di questi solo 3.200.000 Euro sono spendibili a bando per interventi
sociali, mentre una parte, circa 400.000 Euro, è per il lavoro di Croce Rossa e
un'altra parte riguarda interventi di carattere più strutturale, utili anche a migliorare
le condizioni dell'area dove insistono i campi e non soltanto, ma dei cittadini che
vivono in quel quartiere.
Scusate se ho voluto riportare questi dati, ma credo che non sia accettabile sentire
alcune considerazioni fatte su una Città che si sta impegnando nelle sue forze sociali
e di volontariato migliori per riuscire ad affrontare questo tema, con la serietà che
richiede e non soltanto con degli slogan. Concludo il mio intervento dicendo che
l'impegno, come ho ricordato, congiunto continuerà nella direzione che questo
Consiglio ha indicato, nell'ottica del superamento dei campi a partire dall'intervento
di Lungo Stura che è in corso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Dichiaro conclusa la discussione sulla proposta di deliberazione.
Passiamo all'analisi dell'emendamento, presentato dal Consigliere Viale.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento:
presenti 26, astenuti 3, favorevoli 4, contrari 19.
L'emendamento è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
presenti 26, astenuti 2, favorevoli 12, contrari 12.
La proposta di deliberazione non è approvata.

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