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Estratto dal verbale della seduta di Venerdì 27 Febbraio 2015 ore 10,30
Paragrafo n. 10
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2013-07423
PROGETTO TORINO (SI') MUOVE PER I REFERENDUM CONSULTIVI (CONSUMO DI SUOLO).
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201307423/002,
presentata dai Consiglieri Viale, Bertola e Troiano in data 1° luglio 2013, avente per
oggetto:

"Progetto Torino (Sì) muove per i referendum consultivi (consumo di suolo)".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Questo referendum consultivo si occupa di un tema che la Città di Torino ha già
affrontato perché c'è un Regolamento del verde, c'è il Piano Regolatore, ci sono
situazioni varie, e si inserisce in una discussione che ormai è all'ordine del giorno
anche in Regione e sul piano nazionale, che riguarda il consumo di suolo dove non
necessario. So che all'interno della maggioranza vi sono state alcune reazioni molto
stizzite come se passando un referendum, peraltro consultivo, si vietasse di costruire
qualunque cosa in piena terra. Non è così, basta leggere il quesito che dice: "Volete
voi che il Comune di Torino adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie
volte a ridurre il consumo di suolo - quindi non è vietare - attraverso innanzi tutto: a)
la redazione e periodica revisione di carte relative al consumo di suolo, nelle quali
siano individuate e quantificate le aree libere da edificazione, le aree edificate in uso
e le aree edificate dismesse o degradate", quindi una mappatura che vuol dire
conoscere, cosa che oggi nessun Consigliere Comunale presente sa. Oggi se
chiedessi al Capogruppo Paolino, con tutto il rispetto, o anche al Consigliere Lo
Spinuso qui davanti, che è molto attento ed è ormai un veterano di queste Aule, qual
è la mappatura e la dimensione delle aree libere a Torino non lo saprebbe.
Sicuramente mi dice piazza D'Armi, fa dei riferimenti, ma non lo sa, nemmeno nella
sua dimensione.
Ecco perché la prima cosa è conoscere. "b) il prioritario riutilizzo - non l'obbligo -
delle aree edificate dismesse e/o degradate, vincolando l'individuazione degli ambiti
di trasformazione, le Varianti dei Piani Regolatori e i nuovi Piani Regolatori" e
quindi tutti atti del Comune, è un vincolo politico ovviamente essendo un referendum
consultivo, "alla predisposizione delle cartografie sul consumo di suolo". Anche qui
non si tratta di un obbligo a non consumare il suolo e ad utilizzare gli edifici
dismessi, ma è prioritario in funzione delle Varianti e dei nuovi Piani Regolatori, di
competenza del Consiglio Comunale, che si assumono.
Quindi si tratta di un pronunciamento dei cittadini se ritengono che la Città di Torino
e il suo sviluppo debba ulteriormente consumare il suolo oppure no. Dopodiché vi è
una compensazione di tipo ambientale, che è quella di cui il Consigliere Grimaldi ci
ha lungamente detto, perché chiaramente vi è una forza in questa direzione. Abbiamo
fatto anche delle deliberazioni che purtroppo vengono accantonate e non attuate,
infatti esistono deliberazioni attuate, quelle non attuate e quelle accantonate che non
vengono prese in considerazione.
In conclusione, questo referendum si inserisce in una dinamica ambientale, che è
ormai nazionale e in Regione Piemonte vede tutte le associazioni ambientaliste
coinvolte per ridurre l'utilizzo dei suoli dove non necessario. Non impone, non
obbliga l'Amministrazione, non solo per il consultivo, ma anche nel linguaggio parla
di priorità e delega gli atti dell'Amministrazione. Nonostante questo referendum, se
domani questo Consiglio Comunale decidesse con una Variante di edificare tutta
piazza d'Armi facendo, per esempio, un'enorme caserma, lo può fare, se ne assume
le responsabilità, poi saranno i cittadini a valutare la volta dopo se mandarli a casa o
rinnovare la fiducia.
Ecco perché a me non sono piaciuti certi allarmismi, in quanto tradiscono
l'intenzione; evidentemente, c'è un'intenzione esagerata.
Oltretutto, sono uno che ha sempre approvato quasi tutte le Varianti, sia nelle tornate
amministrative degli Anni 90 sia adesso, compreso l'ultimo parcheggio di piazza
Gran Madre. Chi ha votato contro il parcheggio di piazza Gran Madre non può che
essere favorevole al tema posto dal quesito, altrimenti sarebbe ipocrita, vorrebbe dire
che quel voto non era dettato da questioni ambientali, ma da amicizie particolari del
vicinato; banalmente, è quello il punto.
Oggi, invece, sfido i Consiglieri Comunali a fare, come prima, una bella discussione,
con i toni non dico da condominio, ma è ovvio che la nostra cultura è quella,
veniamo tutti dal condominio. Mi aspetto una bella discussione di merito sul quesito
e non soltanto la fedeltà ad alcuni principi astratti. Proprio come la deliberazione sui
parcheggi di piazza Gran Madre dell'altro giorno, dove votai a favore, mette
fortemente in difficoltà i Colleghi che hanno votato contro quel provvedimento, ma
propongo questo referendum e sono per questa linea.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho iscritti a parlare il Consigliere Trombotto e, poi, il Consigliere Tronzano.
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Allora, su questo secondo referendum, analogamente al precedente, sia per un
ragionamento politico di carattere generale che per il merito dello stesso, il voto del
Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà sarà favorevole.
Guardiamo con particolare interesse e curiosità alle modalità con le quali si
esprimerà l'Aula, anche perché sul consumo di suolo teoricamente, perlomeno dai
banchi di questa maggioranza, non dovrebbero esservi dubbi sul votare una proposta
referendaria che ha questo come proprio oggetto. Lo dico perché voglio ricordare
uno degli elementi fondamentali con i quali è stata costruita l'ultima campagna
elettorale dell'oramai disciolta Provincia di Torino, da parte dell'allora candidato alla
Presidenza Antonio Saitta, che ha fatto proprio della riduzione e del contenimento
del consumo del suolo uno dei propri elementi fondamentali, sia del proprio
programma elettorale sia poi degli strumenti di cui si è dotato successivamente il
Consiglio Provinciale, con l'approvazione del nuovo piano territoriale di
coordinamento provinciale. Ricordo ancora con sufficiente nettezza anche le pagine
dei quotidiani torinesi che furono comprati da parte della Provincia proprio per
comunicare, anche con dovizia di dettagli, questo tipo di scelta.
Dico questo perché se già abbiamo colto con stupore la scelta da parte del Gruppo
Consiliare Comunale del Partito Democratico di votare contro la precedente proposta
di quesito referendario sul road pricing, un analogo voto contrario su di una proposta
referendaria che riguarda il consumo di suolo credo che determinerebbe perlomeno
una sorta di corto circuito politico all'interno del Partito Democratico, che dovrebbe
a questo punto chiarirsi un minimo le idee rispetto alle proposte politiche che ha
avanzato e sostenuto con forza in anni recentissimi all'interno di questo territorio e
che poi, invece, assume con un segno completamente opposto all'interno di questa
Città.
Il Consigliere Viale non è entrato più di tanto nel merito - almeno, così mi è parso -
del quesito referendario, occorre quindi ricordare alcuni dati che credo siano
opportuni e utili al dibattito e alla discussione. In particolar modo, dal 1982 ad oggi
si è perso il 17% della superficie agraria in Italia, che non mi sembra sia un dato
trascurabile. Per quanto riguarda il Piemonte, si è consumato in questi ultimi anni il
6% dell'intero territorio regionale.
Ora crediamo che sia veramente necessario passare dalle dichiarazioni politiche alle
scelte concrete, nette, precise e chiare per le quali si affermi con sufficiente nettezza
che il suolo da utilizzare non può che essere ormai quello che risulta già essere
compromesso, che non è possibile e immaginabile che ci possa essere ancora un
ulteriore consumo di suolo non compromesso.
Tra l'altro voglio anche ricordare che proprio questa Aula, e lo voglio sottolineare,
perché qui voglio capire questo corto circuito politico che si verrebbe a determinare,
ripeto soprattutto all'interno del Gruppo del Partito Democratico, ha approvato in
questo mandato una proposta di deliberazione che bloccava proprio il consumo di un
ulteriore utilizzo di suolo agricolo all'interno di questa Città. Quindi vorrei capire
con quali motivazioni il Capogruppo del Partito Democratico, il Consigliere Michele
Paolino, sosterrà un voto contrario smentendo se stesso e smentendo questo Gruppo
rispetto agli atti assunti recentemente all'interno di questa Aula.
Inoltre, e mi avvio a terminare questo intervento, voglio ricordare che all'interno del
quesito referendario, oltre che consegnare la scelta dei cittadini e l'individuazione di
una priorità nell'utilizzo delle aree già compromesse, viene anche proposta
l'istituzione di un fondo di compensazione ecologica per la realizzazione di opere
che abbiano una loro valenza ambientale.
Per queste motivazioni, credo che l'Aula debba sostenere con un proprio voto
favorevole la proposta del quesito referendario.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sul road pricing avevamo sempre avuto una posizione chiara, univoca dall'inizio
della legislatura dicendo no. Per quanto riguarda il consumo di suolo, questo
concetto è maturato nel tempo anche all'interno delle parti non ambientalistiche, non
ideologicamente condizionate dall'ambientalismo spinto.
Sul consumo di suolo credo che non ci siano più dubbi sul fatto che debba essere
stoppato, neanche all'interno della nostra parte politica; però, Presidente, quanto
stiamo cercando di votare è sicuramente una cosa positiva, ma dobbiamo a tutti gli
effetti avere qui anche l'Assessore all'Urbanistica o perlomeno i tecnici; perché? Lo
dico anche al Consigliere Viale, perché all'interno di questo quesito, che
sottoporremo ai cittadini, vorrei capire se c'è anche un meccanismo di
compensazione, Presidente. Ovvero, è giusto limitare il consumo di suolo e su questo
ne siamo assolutamente convinti, tant'è che voteremmo sì a questo referendum, però
vorremmo essere certi che all'interno del quesito non si castri la possibilità, da parte
degli operatori del settore, cioè i costruttori, di costruire anche su zone che oggi sono
adibite a verde attraverso meccanismi di compensazione: se si costruisce su una
porzione di verde, si deve dare alla città una porzione altrettanto ampia da disporre a
verde.
All'interno del quesito non so - ma per mia ignoranza perché magari c'è scritto - se
questo meccanismo sia previsto o se è già previsto, come diceva per esempio il
Consigliere Viale, all'interno del Piano Regolatore. Quindi avrei bisogno, prima che
il nostro Gruppo voti con coscienza a favore, che sia chiarito questo fatto. Adesso
non so se il Presidente Carretta della II Commissione può farlo o chi possa farlo,
Presidente, quindi la invito se c'è il Direttore Virano o qualcuno che possa venirci a
spiegare questo tipo di dato che a me manca e vorrei averlo per poter votare sì con
certezza, senza dubbio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Ogni volta viene chiesto al PD di fare un po' la prova d'amore, ma vorrei ci fosse un
po' di chiarezza rispetto all'istituto del referendum e al quesito che viene posto e se
noi abbiamo contezza rispetto al gioco che andiamo a innescare con questo quesito.
Allora, voglio rasserenare il Consigliere Trombotto: il Partito Democratico è
contrario al consumo di suolo e lo sta dimostrando in questi anni con molte
deliberazioni portate avanti da Assessori di questa maggioranza, con iniziative di
questo Gruppo Consiliare, con azioni concrete, la penultima è quella dell'area
Combi, è stata una delle motivazioni che ci ha spinti a bloccare quella proposta di
Variante e così anche la Variante che ha trasformato quelle che erano indicate nel
Piano Regolatore come aree verdi e le ha riportate istituendo la categoria delle aree
agricole.
Allora, la Città di Torino è talmente impegnata in maniera seria sul fatto di evitare
che il suolo libero venga utilizzato per realizzazioni che l'ha scritto nel proprio Piano
Regolatore del 1995. A questo si è uniformato sempre, cosa che non è avvenuto in
altre parti dell'Area Metropolitana: mi riferisco in particolare alle zone limitrofe alla
Città di Torino.
Penso alle scelte, che non condivido in nessun modo, fatte dall'Amministrazione di
Collegno di realizzare pesanti insediamenti commerciali in aree agricole, categoria
A1. Non mi sembra che il Consigliere Trombotto si sia andato a incatenare davanti a
casa dell'allora Sindaco D'Ottavio o davanti a casa dell'attuale Sindaco Casciano e
che ci siano state battaglie da parte sua su questo tema, però ha fatto un
ragionamento talmente generale che bisogna essere onesti su questa roba qua.
Fuori dalla Città di Torino molti Comuni hanno consumato pesantemente suolo per
scelte che hanno fatto in base a ragionamenti loro, rispetto allo sviluppo delle loro
città e delle loro comunità; non sto a sindacare, hanno fatto scelte diverse.
Questa Città non solo non ha fatto questa scelta, ma ha perseguito una strada non
conveniente, perché probabilmente quegli investimenti sarebbero rimasti sulla Città
di Torino, ma lo ha fatto con coerenza.
Allora indire un referendum che dice: volete che ci sia o non ci sia il consumo di
suolo, vorrebbe dire disconoscere il lavoro che la Città di Torino ha fatto; quindi dire
che chi è contro il referendum, è contro una linea che dice: preserviamo il suolo, è
una fandonia, non so come definirla, è una ipocrisia inaccettabile.
Noi siamo contro il consumo di suolo a Torino, a Pinerolo, a Osasio, a Collegno;
siamo per il fatto che in questa Città Metropolitana ci sia un'attenzione particolare
per le zone di trasformazione, ripensando la Città Metropolitana, ma difendendo gli
spazi di verde dedicati all'agricoltura che ci sono in questo ambito.
Quindi non permettiamo che venga strumentalizzato questo argomento, perché su
questa battaglia noi ci siamo e lo abbiamo espresso in tutti i modi.
Ho l'impressione che, invece, fare il referendum vorrebbe dire creare confusione,
cioè far passare il messaggio che non ci siano le norme che tutelano il suolo della
Città di Torino.
Altra questione, invece, sul fondo di compensazione ecologica. Condivido che
nell'ambito dei piani di trasformazione ci debba essere un fondo di compensazione
ecologica, credo che proprio per il rispetto del fondo non si debbano sprecare soldi
che invece potrebbero essere utilizzati, non c'è bisogno di convocare un referendum
per istituire un fondo di compensazione ecologica. Quindi siamo disponibili a
sottoscrivere una mozione consiliare che chieda alla Giunta di istituire un fondo di
compensazione ecologica, a fare un ragionamento insieme per istituirlo, credo che
con le Varianti che arriveranno si possa fare un ragionamento insieme alla Giunta in
questa direzione, credo che sia nella dimensione delle competenze del Consiglio
Comunale e quindi possiamo farlo; condivido quella parte.
Il referendum introdurrebbe un pensiero sbagliato rispetto a quello che la Città ha
fatto, al quadro normativo che la Città si è data e alle battaglie che in questo
Consiglio abbiamo combattuto, proprio per difendere il nostro territorio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Io non ripeterei tutto il discorso già fatto sui referendum in generale, per cui rimando
all'intervento relativo al referendum precedente.
Volevo soltanto precisare che su questo referendum, in particolare, ho anche
aggiunto la mia firma, perché questo è un tema su cui il Movimento 5 Stelle si è
impegnato a lungo e in cui crede, per cui, nonostante tutte le giustificazioni che ho
sentito riguardo al consumo del suolo nostro e degli altri, crediamo che sia
importante darci uno stop serio e riutilizzare la quantità ancora notevole di aree a
disposizione del territorio del Comune di Torino e di edifici industriali di altro genere
semiabbandonati prima di continuare a costruire, come purtroppo questa
Amministrazione ha fatto e ha già deciso in numerose occasioni su prati verdi e su
aree agricole o comunque ancora disponibili per il verde.
Riteniamo anche che sia importante che in questo caso siano i cittadini a esprimersi,
proprio perché questo è un tema su cui ci sono state tante doppiezze da parte della
politica, e che ci siano tante forze politiche che si sono schierate sempre a favore, che
hanno magari aderito anche al forum nazionale che sul tema si è sviluppato, alle
proposte di referendum, alle proposte di lavoro che chiedevano già il censimento dei
locali delle aree disponibili, inutilizzate, che è previsto anche nel referendum, e però,
nonostante abbiano preso queste posizioni, hanno sempre agito in maniera totalmente
contraria nella loro azione amministrativa.
Per cui forse crediamo che sia il caso che siano i cittadini a mandare un messaggio
forte alle Istituzioni di questa Città, affinché si smetta di utilizzare il suolo che è
prezioso per il nostro futuro e si cominci veramente a fare una politica di riutilizzo di
quanto è già stato compromesso in passato e che potrebbe tranquillamente essere
riutilizzato. Spesso non viene fatto semplicemente per via del costo delle bonifiche,
che peraltro dovrebbe andare su chi negli anni ha guadagnato con l'uso di questi
terreni per fini industriali e non venire continuamente scaricato sulla collettività, però
riteniamo che sia opportuno che siano i cittadini ad esprimersi e che si esprimano
favorevolmente dando il messaggio chiaro alla politica sullo stop al consumo di
suolo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Io volevo solo fare una battuta al Consigliere Paolino, adesso mi aspetto il terzo
intervento, perché io ho messo… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No no,
ma poi forse nella prossima deliberazione capiremo meglio qual è la posizione del
Partito Democratico sui referendum, perché lei prima rispondendo mi ha detto se la
maggioranza non è d'accordo nel merito del referendum non si fa il referendum,
ultimo intervento della deliberazione precedente. E ora mi sta dicendo che, invece, se
voi siete d'accordo non si fa un referendum, perché evidentemente si sconfessa la
Giunta.
Allora dica chiaramente, Consigliere Paolino, che i referendum noi non li vogliamo
perché rappresentiamo totalmente la Città e non vogliamo utilizzare quell'istituto,
oppure ci spieghi se è una questione di merito o di metodo, perché così non mi
sembra che funzioni tanto.
Poi non rifaccio tutte le considerazioni che ho già fatto sulla validità dello strumento,
penso che anche su questo tema sia importante aprire il dibattito che nulla ha a che
vedere con sconfessare o meno l'operato della Giunta, questa è una mia posizione
personale, non capisco sinceramente quale sia la posizione del Partito Democratico
sullo strumento referendario, perché da un intervento all'altro ci si contraddice pure e
quindi non capisco.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la replica, al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
La replica è molto semplice. Al Consigliere Tronzano dirò che il referendum è
consultivo e dice, in via prioritaria, di evitare il consumo di suolo, questo vuol dire
che quando si fa è compensato da un mantenimento del suolo a disposizione.
Al Consigliere Paolino non so cosa replicare, perché dice che è già fatto, fosse già
fatto, qualcuno ha detto ma, perché, è la prima volta che lo sento, evidentemente il
già fatto non è già fatto. Oggi si pone un quesito ai cittadini per chiedere se a Torino,
e non nel resto del mondo, in questo momento il consumo di suolo per edificazione
non deve aumentare e deve essere quindi mantenuto stabile, mediante ovviamente
compensazioni.
Peraltro il Piano Regolatore, dove già prevede la concentrazione di SLP che viene
utilizzata, prevede rimanga libera l'altra zona, quindi è in qualche modo fatto, il
meccanismo è già previsto. Invito quindi a votare a favore di questo referendum,
sperando che il risultato sia migliore di quello precedente e non capisco perché il
Partito Democratico invece di votare contro, sapendo che il referendum senza i
propri voti non ottiene i 21 voti necessari, non si astenga, dando invece il sapore di
essere assolutamente contrario alla consultazione.
Se l'obiettivo è evitare la consultazione per dire noi saremmo favorevoli perché ci
piace il rapporto con i cittadini, eccetera, basterebbe ancora adesso astenersi e i voti
favorevoli non saranno mai 21, considerate le assenze e le dichiarazioni di voto. Ecco
perché mi dispiace la dichiarazione del mio Capogruppo, che per altri versi dimostra
molta competenza, oggi ha un po' toppato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, passiamo all'analisi degli emendamenti.
Sono stati presentati due emendamenti, uno da parte del Gruppo Lega Nord e il
secondo dal Consigliere Viale.
L'emendamento n. 1, presentato dal Gruppo Lega Nord, è omologo sostanzialmente
a quello riferito alla deliberazione precedente, per cui evitiamo il dibattito e passiamo
alla votazione.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 22, contrari 22.
L'emendamento n. 1 è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 2, presentato dal Consigliere Viale, anche
questo omologo a quello della deliberazione precedente.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
Presenti 20.
Avendo risposto 20 Consiglieri ed avendo constatato l'assenza del numero legale,
procediamo ad una nuova verifica del numero legale.

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