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PORCINO Giovanni (Presidente) Sono state presentate due richieste di comunicazioni aventi il medesimo oggetto: la prima è stata proposta dal Consigliere Appendino e la seconda dal Consigliere Liardo, i quali chiedono di riferire in ordine ai fatti accaduti all'interno del Consiglio della Circoscrizione 5; inoltre, il Consigliere Appendino chiede quali azioni l'Amministrazione Comunale intenda attuare, con particolare riferimento all'articolo n. 10, comma 2, del Regolamento del Decentramento, ovvero lo scioglimento anticipato del Consiglio. Queste richieste comunicazioni sono state accolte. La parola, per le comunicazioni, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nelle richieste di comunicazioni si chiede di precisare, per quanto riguarda quella avanzata dal Capogruppo Liardo del Gruppo NCD, "lo stato dei fatti in merito alle vicende che stanno emergendo nel Consiglio della Circoscrizione 5" e, a proposito di quella proposta dal Consigliere Appendino, "a fronte di quanto accaduto presso la Circoscrizione 5, si chiede di riferire in Aula in merito ad eventuali azioni che l'Amministrazione Comunale intende attuare con particolare riferimento a quanto previsto dall'articolo 10, comma 2, del Regolamento del Decentramento avviando l'iter per lo scioglimento anticipato del Consiglio". Quanto emerge della vicenda è legato alle informazioni di stampa, in quanto, ad oggi, l'Amministrazione è a conoscenza dell'accesso agli atti attuato dall'Autorità Giudiziaria, ma tuttora le informazioni vengono informalmente soltanto dagli organi di stampa. Circa un anno fa (quindi, febbraio-marzo 2014), emergeva, a mezzo stampa, la notizia che si sarebbe avviata una verifica di legittimità su atti compiuti dalla Circoscrizione 5, che aveva ad oggetto le modalità di convocazione e verbalizzazione, in particolare delle Giunte Circoscrizionali, ed altre circostanze che, ad oggi, sono ancora oggetto di indagine; pochi giorni fa, si è appreso a mezzo stampa che sono stati recapitati avvisi di garanzia ad alcuni soggetti espressione del Consiglio della Circoscrizione e - sembrerebbe - anche ad un esponente della struttura tecnica. L'ipotesi di reato immaginata nella ricostruzione dei fatti a mezzo stampa è quella di truffa aggravata, sia per quanto attiene i rimborsi al datore di lavoro, sia per quanto attiene la presenza fisica e, quindi, il gettone di presenza di alcuni esponenti nelle sedute degli organi soggetti a gettone (Giunte, Commissioni o Consiglio, cioè quello che, in questo caso, determina l'attribuzione del gettone); nella fattispecie, si parla di Giunte di Circoscrizione. In riferimento alla prima richiesta di comunicazioni, tengo a precisare che, sin da quando l'Amministrazione ebbe notizia - sempre tramite stampa - dell'ipotesi di reato che si andava a verificare e dell'indagine della Magistratura, si è inteso immediatamente rimarcare, con una nota circolare interna del 21 marzo 2014 a firma del dottor Ferrari e poi emanata e diffusa a firma del sottoscritto alla Conferenza dei Presidenti di Circoscrizione, quali sono i principi generali per la corretta verbalizzazione delle Giunte Circoscrizionali, per il rilascio di permessi spettanti ai Consiglieri per il datore di lavoro, per il rimborso per assenza dal luogo di lavoro e, ovviamente, per la verbalizzazione delle sedute, che naturalmente avrebbero dovuto essere applicati tassativamente, rammentando peraltro principi di Legge noti o, semplicemente, quanto già in essere nel normale buon andamento dell'Amministrazione, anche con riferimento agli organismi centrali, Giunta e Consiglio Comunale. Ribadisco che la nota, siglata in data 21 marzo, è stata distribuita e diffusa e, peraltro, è stata anche ripresa a mezzo stampa sulla cronaca locale da una testata giornalistica nazionale. In questa fase, a noi, in quanto Assessorato al Decentramento e Civica Amministrazione, non sono pervenute ulteriori informazioni relativamente a quanto trapelato a mezzo stampa. Se confermate, queste informazioni rilevano una certa gravità, trattandosi di reati che sono circoscritti al tema della truffa aggravata e, peraltro, con possibili profili di falso ideologico, e quindi devo dire che vi deve essere una delicatezza evidentemente non solo delle indagini, ma anche della materia oggetto di valutazione da parte della Magistratura. Siamo nella fase degli avvisi di garanzia e, pertanto, l'indagine non è attualmente conclusa (come, evidentemente, denota la stessa fase dell'emanazione degli avvisi), tanto meno siamo in una fase di giudizio o alla conclusione di un procedimento nell'ultimo grado di giurisdizione. In tal senso, noi prendiamo atto delle informazioni ed abbiamo il dovere di accertare che le circostanze che sono oggetto di indagini intanto non si siano verificate e non si verifichino in altre Circoscrizioni e per di più nella carenza di strumenti di verifiche legate alla verbalizzazione degli strumenti che sono in atto ordinariamente nel sistema della convocazione e della verbalizzazione delle adunanze che hanno per oggetto il decentramento. A mio modo di vedere, a ciò si è adempiuto con la tempestiva circolare di un anno fa e, naturalmente, avremo cura di verificare tempestivamente se anche dalla circolare in poi queste previsioni tassative sono state effettivamente applicate in modo corretto e puntuale. Circa il tema più specifico della richiesta di comunicazioni del Movimento 5 Stelle, ricordo che l'ipotesi evocata dalle richieste di comunicazioni si riferisce all'articolo n. 10, comma 2, del Regolamento del Decentramento (poi ampiamente richiamato nello Statuto della Città, in particolare all'articolo n. 57, comma 2), ovvero: "Lo scioglimento è disposto con ordinanza motivata del Sindaco nei casi di cui alle lettere b) e c) - per il venir meno della metà più uno dei membri per il normale funzionamento - ed è deliberato dal Consiglio Comunale a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti nel caso di cui alla lettera a), su proposta del Sindaco e previa diffida inviata dal Sindaco stesso a tutti i Consiglieri della Circoscrizione interessata". La lettera a): "per gravi e persistenti violazioni di Legge o dello Statuto" è poi di fatto disciplinata all'inverso da una fonte superiore, cioè dallo Statuto, all'articolo n. 57, comma 2, dove si fa riferimento di nuovo all'articolo n. 10 della Circoscrizione con lo stesso tenore e si precisa che nel caso di cui alla lettera a) con deliberazione del Consiglio Comunale, adottata con la maggioranza delle procedure richieste per l'adozione dello Statuto, si delibera la decadenza. "Nel caso di cui alla lettera a), il Sindaco, con provvedimento motivato di contestazione inviato a tutti i Consiglieri della Circoscrizione interessata, invita il Consiglio di Circoscrizione a presentare al Consiglio Comunale le proprie deduzioni, nel termine di 15 giorni, dichiarandone sospesa ogni altra funzione. Trascorso inutilmente il suddetto termine o nel caso non si ritengano fondate le giustificazioni addotte, il Consiglio Comunale dispone lo scioglimento entro i successivi 20 giorni". Questa fattispecie potrebbe essere applicabile al caso, tuttavia, lo preciso solo in termini generali, quando si parla di gravi e persistenti violazioni di Legge, bisogna che siano non solo accertate, ma anche determinate da un procedimento che ne specifichi effettivamente l'accertamento ed anche la conclusione. In questo caso, vi è il dubbio se sia opportuno o meno che il procedimento venga avviato prima della conclusione dell'indagine penale e, conseguentemente con essa, prima della dichiarazione di accertamento del falso o della truffa aggravata, così come riporta questa ipotesi di reato, non per un generico garantismo, ma perché, effettivamente, in questo momento l'indagine della Magistratura è l'unica fonte attendibile ed autorevole per determinare l'effettivo compimento dei fatti ed anche l'ipotesi di reato. Ne deriverebbe che, qualora l'ipotesi accertata non fosse di truffa aggravata, ma di irregolarità amministrative tese a viziare atti o a produrre effetti minori rispetto al deliberato, la sanzione potrebbe anche non essere lo scioglimento del Consiglio, ma la controdeduzione, atteso che si tratta di provvedimenti amministrativi e non di illeciti di natura penale. Questa distinzione è basata su informazioni giornalistiche e non su comunicazioni formali. Pertanto, segnalo che, in questo momento, l'Amministrazione può percorrere due possibili strade, che sta vagliando attentamente: la prima è non invocare in questo momento l'articolo n. 57, comma 2, attendendo la fase conclusiva dell'indagine penale e, con ciò, eventualmente il rinvio a giudizio (e, conseguentemente, attivando il procedimento solo in tal senso); la seconda che valuteremo è l'eventuale possibilità di avviare la richiesta di diffida o di contestazione, sospendendone gli effetti fino alla conclusione dell'indagine penale, ovvero, sostanzialmente, senza pregiudicare la decorrenza dei termini di cui al comma 2, in virtù dell'assenza dell'acclarata certezza dei fatti oggetto di contestazione. Personalmente, propendo per la seconda ipotesi, cioè per il fatto che si vada ad aprire il procedimento di cui all'articolo n. 37, comma 2, non pronunciandone gli effetti conclusivi, ma, sostanzialmente, gli effetti accertativi e facendo invece combaciare l'eventuale effetto sanzionatorio nel momento in cui eventualmente si concluderà l'indagine penale con esito positivo, cioè con l'accertamento di responsabilità (che non sarà ancora in via di sentenza di primo grado, ma in via di rinvio a giudizio), che potrà conclamare la fattività e la certezza di avvenimenti che hanno sicuramente generato disturbo amministrativo, se non ovviamente anche illecito di natura penale aggravato. In tal senso, premesso che l'Amministrazione non sottovaluta l'accaduto e che non vi è alcuna intenzione di banalizzare l'accaduto, si intenderebbe procedere in questa seconda modalità, riservandosi collegialmente di esaminare questa soluzione nelle sedi opportune e, non ultima, secondo l'indicazione dell'Amministrazione e del Sindaco, che è il titolare del potere di contestazione di prima battuta. Ciò nell'ottica di creare i presupposti di garanzia minima dell'operato delle persone, che, fino ad accertamento della propria responsabilità con un rinvio a giudizio e probabilmente - nella fattispecie successiva - con una sentenza passata in giudicato, non si possa in qualche modo concludere con un iter negativo o conclusivo una procedura di questo genere. Un'altra cosa è avviare il preavviso (che è il secondo livello di step, dopo la circolare) per la richiesta di chiarimenti, che attiene alla sfera amministrativa, però poi intenderemo comunque sospendere gli effetti di decorrenza del pronunciamento della deliberazione di decadenza del Consiglio Circoscrizionale fino a quando non sarà conclusa la fase penale che stavo dicendo poc'anzi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore Passoni per le risposte; devo dire che mi aspettavo un intervento del Sindaco, proprio perché, come diceva anche l'Assessore Passoni, ho letto il Regolamento e, tra l'altro, la procedura non è così chiara per come è scritta, dal mio punto di vista, ma mi è chiaro che tutto parte dalla volontà del Sindaco. L'articolo n. 10, comma 2, dice chiaramente, visto che siamo alla fattispecie citata dall'Assessore della lettera a): "Su proposta del Sindaco e previa diffida inviata dal Sindaco stesso a tutti Consiglieri della Circoscrizione interessata". In tal senso, oggi mi aspettavo un intervento del Sindaco, che mi auguro possa quanto meno concludere il dibattito, dicendo, anche in funzione degli interventi degli altri Consiglieri, se sia o meno necessario ed opportuno procedere con questa procedura. Penso che sia doveroso farlo, perché, se è vero che comunque la Magistratura deve fare il suo corso, è anche vero che, di fronte ad una situazione del genere (che è di una gravità inaudita, perché, se devo riassumere banalmente, se verrà accertato, si è trattato di un servirsi delle Istituzioni, anziché servirle), è necessario che vi sia un forte segnale politico e, quindi, condivido quanto detto dall'Assessore Passoni, bisogna iniziare subito ed avviare l'iter con una diffida da parte del Sindaco, perché è il minimo che si deve fare. Ovviamente, aspetto di sapere che cosa ne pensa il Sindaco, anche perché, tra l'altro, c'è anche... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Me lo auguro; io mi aspettavo il suo intervento, perché le richieste di comunicazioni sono rivolte al Sindaco e la procedura prevede che sia lei, signor Sindaco... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, la Costituzione prevede anche che un Consigliere possa sollecitare un intervento del Sindaco, oppure no? Tra l'altro, è il Sindaco che deve far partire la procedura, o sbaglio? Perché un Consigliere Comunale non può fare nulla in questa sede, quindi mi sembra opportuno sollecitarla - se vorrà - ad intervenire nel merito, perché il silenzio è tutto e niente dal mio punto di vista. Immagino che il Sindaco sostenga la posizione dell'Assessore Passoni, ma immagino che come Sindaco - e, secondo me, ha fatto male, fino ad oggi, a non proferire verbo su questa questione - debba prendere una posizione netta e, quindi, la invito, a fronte alla gravità di quanto è emerso e di quanto sta emergendo, a prendere una posizione, a dire che non si può amministrare in questo modo e, soprattutto, a far partire la diffida, che può partire soltanto da lei, signor Sindaco. Questo è il mio appello. PORCINO Giovanni (Presidente) Ricordo ai Consiglieri che hanno a disposizione cinque minuti per Gruppo per intervenire. La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Non entro nel merito della richiesta, che è stata formulata dal Movimento 5 Stelle. Ho ascoltato con attenzione l'Assessore Passoni e mi sembra di aver compreso che, sostanzialmente, la volontà da parte della Giunta è di attendere gli esiti della giustizia e, di conseguenza, quelli che saranno i risultati del procedimento giudiziario in corso. Ragionevolmente, non posso credere che, al di là delle notizie giornalistiche che tutti possediamo, nel frattempo non si sia avviata anche una verifica o un'analisi (non voglio dire un'indagine interna) dal punto di vista amministrativo, anche perché i fatti, perlomeno per come sono stati riportati dai giornali, mi permetto di dire che non sono solo gravi, ma sono più che gravi, qualora dovessero essere confermati. Lo dico anche sulla base della mia esperienza personale, avendo avuto l'onore di presiedere una Circoscrizione di questa Città per 14 anni: mai mi sarei immaginato, come Presidente di Circoscrizione, di chiedere al direttore di quella stessa Circoscrizione o al funzionario da lui incaricato di non partecipare ai lavori della Giunta e di non certificare le presenze reali ed effettive del Presidente e dei componenti della Giunta stessa. Probabilmente, per quelle che sono le mie caratteristiche, sono una persona particolarmente ingenua e magari poco adatta a svolgere e ricoprire un ruolo politico, ma sono anche una persona fondamentalmente onesta e un'affermazione come questa, cioè chiedere al direttore, al dirigente o ad un funzionario di non svolgere il proprio ruolo e la propria funzione, non l'avrei neanche mai immaginata. Vorrei credere e sperare che siamo di fronte a notizie in qualche modo mal interpretate e non correttamente rappresentate, però, da quel poco che leggo e da quel poco che riesco a comprendere, comincio ad avere dei forti dubbi che ciò che sta emergendo sia distante da ciò che è realmente avvenuto; se questo sarà confermato, lo ripeto e lo sottolineo, siamo di fronte a fatti particolarmente gravi. Credo che chi ricopre dei ruoli politici ed istituzionali non possa tacere di fronte a fatti di questo genere: non si può tacere mai, ma soprattutto in questo momento particolare, visto che da poco abbiamo terminato un lavoro come Commissione Speciale di riforma delle Circoscrizioni, e non si potrà tacere quando, tra poco, come Consiglio Comunale ci accingeremo a proseguire quel lavoro, discutendo e - mi auguro - finalmente votando, dopo altri precedenti tentativi andati a vuoto, quella riforma che le Circoscrizioni ormai necessitano. Ne hanno un fondamentale bisogno e credo che fatti come questi non facciano che confermare la necessità che si metta mano alle Circoscrizioni, modificando completamente quelle che sono state le regole finora vigenti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei riprendere dalla conclusione dell'intervento del Consigliere Trombotto e vorrei sottolineare la sua onestà nel dichiarare le cose in maniera netta. Proprio per questo motivo, Consigliere Trombotto, sa che cosa è successo in questi giorni? La Circoscrizione, visto che questo fatto… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se vengo disturbato durante l'intervento, mi prenderò altri cinque minuti, potete chiamate anche i Vigili Urbani. Come giustamente diceva l'Assessore, questo è un fatto del 2013; si sapeva di questa spada di Damocle ed ho sempre sentito dire (soprattutto dagli ambienti di sinistra) di avere fiducia nella Magistratura, fiducia che confermo anche io, ma, nonostante ciò, sa che cosa è successo, Consigliere Trombotto? Mi rivolgo a lei perché ha fatto delle affermazioni che voglio sottoscrivere. Per quanto riguarda il Regolamento dei Centri d'incontro (vi chiederete che cosa c'entra), c'è stata una degenerazione, ho denunciato dei fatti, visto che ho vissuto 11 anni in quella Circoscrizione (non rinnego la mia azione e non voglio assolutamente fare opera di sciacallaggio in questo momento), ed invito il Sindaco a recarsi più spesso in quell'ambiente. Lì, il patrimonio pubblico è diventato cosa loro, non cosa nostra. Sto facendo delle affermazioni ben precise e, rispetto a questo, sa che cosa sono riusciti a fare proprio in questi giorni? A rimandare un atto che qui avevamo votato a maggioranza, dicendo a tutti i Consiglieri della maggioranza che l'hanno votato con me che loro hanno fatto un atto che è sbagliato, perché ha messo un po' d'ordine per quanto riguarda i Centri d'incontro. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Liardo, stiamo parlando di un altro argomento. LIARDO Enzo Ho capito, ma i fatti si ricollegano l'uno con l'altro, sono concatenati, oppure vuole inserirsi nel mio pensiero? PORCINO Giovanni (Presidente) Purché si attenga al dibattito. LIARDO Enzo Procedo e non vorrei più essere interrotto. Presidente, i fatti sono concatenati, perché la deliberazione, per quanto riguarda i Centri d'incontro, è diventata esecutiva il 29 dicembre, per cui era già operativa, Sindaco. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non faccia dell'ironia, Sindaco, anche se non ho un linguaggio forbito come lei, mi può capire perfettamente. Sto parlando della deliberazione dei Centri d'incontro, che il Consiglio Comunale, che lei rappresenta in qualità di Sindaco, ha votato. Guardi che cosa è successo dopo che è diventata esecutiva: in quella Circoscrizione se ne sono infischiati dell'atto che è stato votato ed hanno detto che le tessere non solo non si pagavano più 10,00 Euro, ma 25,00 Euro (questo è datato 9 gennaio). Si rende conto dell'arroganza di questi signori? Volevo renderla partecipe di questo, Sindaco, ma non era un'accusa nei confronti di questo Consiglio Comunale che ha votato l'atto. Volevo sottolineare che questi signori pensano che la cosa pubblica sia cosa loro, ma non è così; sono anni che cerchiamo di dirlo anche all'opposizione, ma questo non è avvenuto. Adesso mi ricollego al fatto (però, Presidente, ha visto che comunque c'era una congiunzione tra l'una e l'altra cosa?) proprio per dire che questi, con una spada di Damocle sulla testa, si sono permessi di far votare un atto, che tra l'altro è illegittimo e che ho già denunciato nelle sedi opportune, addirittura con una maggioranza minima di 13 a 12 (hanno fatto rientrare un Consigliere, cancellando una firma di uscita, per votarla). Questo è il clima che si respira nella Circoscrizione 5 ed è per questo motivo che dico che, da parte del Consiglio Comunale, ci deve essere una presa di posizione; ovviamente, bisogna dare tutto lo spazio alla Magistratura, però mi sembra che siano fatti non circoscritti ed estremamente chiari rispetto a quello che i giornalisti hanno riferito e, di solito, i giornalisti sono abbastanza cauti prima di affermare certe cose. Assessore Passoni, su questa situazione lei ha fatto le sue dichiarazioni giustamente in maniera garantista, però bisogna valutare le vicende che derivano da quella Circoscrizione nella maniera esatta, cercando di essere giusti ed avendo uno spaccato corretto. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sicuramente, è giusto che abbia suscitato un momento di dibattito in Sala Rossa lo scandalo che si è scatenato su questa vicenda degli assessorini - definiamoli così - della Circoscrizione 5 e devo rendere onore alla maggioranza di non aver voluto zittire la discussione. Sinceramente, non ritengo che quest'Aula debba commissariare la Circoscrizione per una questione di avvisi di garanzia, perché, effettivamente, i procedimenti e, in particolare, quelli penali sono fatti di diversi passaggi. Paradossalmente, penso che, ragionando sul fatto che i componenti del Movimento 5 Stelle in Regione hanno avuto una fase in cui erano indagati e poi la loro posizione è stata archiviata, sarebbe stato assurdo se, allora, avessero chiesto al Consigliere Regionale Bono di dimettersi perché era indagato in una parte della Legislatura per dei rimborsi, visto che poi la sua posizione è stata archiviata, mentre altri hanno avuto un proscioglimento successivo e molti processi sono in corso. Ritengo, però, che una fortissima censura debba arrivare da questo Consiglio Comunale, più ancora che dalla Giunta, alla Circoscrizione 5 o, meglio, alla sua Presidenza ed alla Presidenza delle Commissioni, non per il procedimento penale, ma per le assurde giustificazioni che sono state anticipate sugli organi di stampa a difesa di quei Presidenti di Commissione. Leggere che un Presidente di Commissione, che adesso è Presidente di Circoscrizione, afferma che nel momento in cui si verificavano delle riunioni di Giunta Circoscrizionale lui era al lavoro e, quindi, percepiva anche i rimborsi dal datore di lavoro, perché non sapeva che c'era la convocazione, mi preoccupa molto di più dell'eventuale condanna penale che ne seguirebbe, perché è cialtroneria amministrativa. Non si può davvero pensare che un Presidente di Commissione non sappia quando viene convocata la riunione di Giunta; questa è una giustificazione magari processualmente legittima, ma politicamente ed amministrativamente inammissibile. Sono contento che l'Assessore Passoni abbia sostanzialmente annunciato un'inchiesta interna, però, a beneficio della trasparenza, ricordo che lo strumento reale di indagine e di inchiesta del Consiglio Comunale è la Commissione d'Indagine del Consiglio stesso e mi dispiace che, dalla vicenda di CSEA in poi, sia stata praticamente sepolta dal tabù dell'ignominia e dell'inammissibilità da parte della vostra maggioranza, perché, in realtà, è uno strumento serio, se seriamente utilizzato, ed è uno strumento previsto dallo Statuto di questa Città e dal Regolamento del Consiglio Comunale. Sono dell'idea che, se davvero la maggioranza afferma - come è stato anticipato dall'Assessore Passoni - di voler fare trasparenza a prescindere dal giudizio penale, lo strumento è la Commissione d'Inchiesta Consiliare. Invito, quindi, la Presidenza del Consiglio a predisporre una proposta di deliberazione che possa anche consentire a quest'Aula di avvalersi di questo strumento per fare chiarezza, perché non mi piace il ragionamento per cui, se oggi qualcuno sbaglia, sugli errori individuali c'è omertà e, invece, si taglia la rappresentanza democratica del futuro. Piuttosto diciamo ai Consiglieri di Circoscrizione che si azzera il gettone, tanto chi lo prende senza rubare prende una miseria, affinché questa non venga utilizzata come scusa e clava per andare ad accorpare e sciogliere i Consigli di Circoscrizione in futuro, perché sarebbe veramente di una scorrettezza inaudita coprire chi ha sbagliato ieri e oggi, per penalizzare la rappresentanza dei territori di domani. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Vorrei dire due cose: la prima è riferita, innanzitutto, al fatto che abbiamo acconsentito, senza dubbi e tentennamenti (mi fa piacere che lo riconosca anche la minoranza), che venissero svolte le comunicazioni, perché, in questo momento, c'è bisogno non solo di chiarezza, ma che tutti siano messi sullo stesso livello d'informazione. Anche il dibattito che si sta svolgendo dimostra (a parte il fatto di andare a collegare - fatto legittimo - questa vicenda con altre, così come le cose che diceva il Consigliere Marrone poc'anzi) che, probabilmente, abbiamo uno scarso, come è anche comprensibile che sia, livello d'informazione. In questo caso, è bene che, così come ha fatto, la Giunta ci dia tutte le informazioni in suo possesso e ci dica esattamente quello che intende fare e come intende procedere. Rispetto a questa vicenda, non posso che condividere il percorso individuato dall'Assessore Passoni. L'unica considerazione che mi sento di fare è questa. Senza entrare nel merito rispetto a quello che ciascuno di noi ha fatto - molti di noi sono stati Consiglieri o Presidenti di Circoscrizione e hanno lunghe esperienze amministrative, e anche in Consiglio Comunale ciascuno di noi cerca di svolgere al meglio il proprio mandato, cercando di conciliare un mandato amministrativo e politico con il proprio lavoro, con la propria famiglia, con le proprie necessità, con grande fatica e grande impegno da parte di tutti -, ora è necessario che si lavori tutti quanti insieme, fuori da ogni strumentalizzazione, affinché l'asticella dell'etica sia messa sul livello più alto possibile e non si debba gioire perché un altro è inciampato o perché magari ci sono stati errori rispetto ai quali la Magistratura, in maniera non banale, sta facendo la propria parte, ma perché noi riteniamo la politica uno dei momenti più alti della vita di una comunità. Per noi, innanzitutto, è un onore poter servire la nostra comunità locale e dobbiamo farlo nella maniera più trasparente, più cristallina e con il più alto livello di etica possibile. Quindi, l'invito è davvero ad uniformare a questo tutti i nostri atteggiamenti. Ogni volta che noi facciamo una scelta dobbiamo chiederci se questa, oltre che procurare un po' di visibilità a me, provoca un po' di danno all'Istituzione, perché salvaguardare l'Istituzione viene prima di quel po' di notorietà che può dare un atto, che può essere indossare una maglietta o svillaneggiare un collega, o contrappormi in maniera accesa giusto per farmi notare. Prima di tutto, viene l'Istituzione e su questo ci dev'essere davvero uno sforzo e dobbiamo, io credo insieme, non contro, lavorare affinché si possa ridare dignità e fiducia rispetto alle Istituzioni che noi siamo chiamati a rappresentare, perché qui si svolge qualcosa di fondamentale che è l'esercizio democratico. E non voglio entrare nella retorica rispetto al dono che c'è stato concesso nel poter svolgere questo ruolo in libertà e in democrazia. Allora, noi che crediamo in questo, cioè crediamo nelle Istituzioni, crediamo nella partecipazione, crediamo negli spazi di confronto con i cittadini e nel fatto di poter lavorare per loro e insieme a loro, dobbiamo impegnarci anche in questa fase, anche partendo da episodi di questo genere, per cercare di crescere, non di portare la palla dall'altra parte, non nello sperare che la nostra controparte ne abbia danno, ma noi dobbiamo salvaguardare le Istituzioni innanzitutto e su questo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io so, Consigliere Tronzano, come mi sono comportato e credo che lei me ne possa dare testimonianza. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho ancora iscritti a parlare i Consiglieri Tronzano e Bertola. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ascoltare il Capogruppo Paolino fa sempre piacere, perché l'eloquio è provvido di buoni spunti, ma sicuramente le mie risposte non piaceranno a lui, perché io ricordo a tutti che in Regione Piemonte, con ignominia, il centrodestra è a casa e nessuno è ancora stato condannato, forse uno o due. Io vi ricordo solo questo esempio, perché calza perfettamente dato che voi dite a noi di non strumentalizzare le questioni. Ma da che pulpito arriva una cosa di questo genere! Vi rendete conto che cosa state dicendo e che cosa ci state chiedendo? In Regione Piemonte avete distrutto la vita di persone, che non sono ancora state condannate; le avete già distrutte di fronte all'opinione pubblica e adesso ci chiedete responsabilità nei confronti della Circoscrizione, per un danno che è altrettanto grave se non peggio! Questa è la vostra richiesta? E su questo io non ci sto, Capogruppo Paolino. Noi siamo garantisti fin da subito e io spero che quanto successo sulla Circoscrizione 5 non sia vero e che le indagini dimostrino quanto siano infondate le supposizioni che sono state fatte in questi giorni; lo spero, lo auspico e non attacco sicuramente le persone oggi sottoposte a questa ignominia e a questa gogna, però al tempo stesso vi chiedo di smetterla di prenderci in giro. Siamo arrivati a dei livelli insostenibili per noi, per il centrodestra in questa Città. Spero che la stampa, in senso generale, voglia fare chiarezza su questo dato, perché non è pensabile che soltanto noi siamo i mariuoli, siamo quelli che rubano e per gli altri, invece, c'è sempre qualcuno che li salva. Siete sottoposti a firme false, a finanziamento illecito dei partiti, a truffa, come noi e forse più di noi, e quindi c'è una questione morale all'interno del PD, Capogruppo Paolino, e allora prendetene atto e smettetela di farci la morale! Lo diceva Berlinguer, non rappresentate più il cittadino oggi, voi rappresentate un coacervo di potere e basta dopo 30 anni, all'interno di questa Città, quindi è ora che la smettiate. PORCINO Giovanni (Presidente) Non interloquite, per favore, e rivolgetevi alla Presidenza. TRONZANO Andrea Chiedo scusa se ho alzato la voce, ma questo frangente lo meritava. Voglio spezzare una lancia a favore delle centinaia di amministratori sani, probi, integerrimi, integri che governano questa Città, e spero vivamente che sulla Circoscrizione 5 le accuse siano infondate e si manifestino come tali, perché questa sarebbe una vittoria per le Istituzioni, questo sarebbe difendere le Istituzioni. Poi, pongo una domanda ancora al Vicedirettore Ferrari: come è pensabile, Vicedirettore, che un suo funzionario, che è un funzionario dello Stato, non partecipi nella verbalizzazione delle Commissioni, o sia costretto - questa non è un'accusa, ci mancherebbe, è una domanda -, non si sa per quale motivo, a stare fuori dalle Commissioni o non partecipare. Non capisco come voi abbiate potuto accettare una cosa di questo genere. Chiudo questo intervento abbastanza accorato, pregando il Capogruppo Paolino e il suo partito di smetterla di farci le prediche: la questione morale è vostra e soltanto vostra dopo 30 anni ininterrotti che governate questa Città. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Paolino, per fatto personale in ordine a cosa? Ci spieghi qual è il fatto personale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Benissimo, allora proseguiamo. Consigliere Tronzano, scusate però... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Calmatevi entrambi, la seduta non è autogestita. Siete intervenuti entrambi, quindi proseguiamo. La parola al Consigliere Bertola. Le ricordo che ha due minuti a disposizione. BERTOLA Vittorio Anch'io sono rimasto un po' perplesso dall'intervento del Capogruppo del Partito Democratico, ma non voglio farne una polemica politica. Chiederei, però, ai Consiglieri di maggioranza, ma anche di minoranza, di tutto il Consiglio, di mettersi nei panni di un cittadino torinese che, nelle ultime due settimane, apre i giornali e legge, prima, di uno che dice che dava fondi neri, viaggi a politici di tutti gli schieramenti e che addirittura dice di aver dato al Presidente della Regione finanziamenti in nero per campagna elettorale (cosa tutta da verificare); poi, viene fuori la questione delle firme false, per cui dopo che la precedente Giunta Regionale è stata sciolta, di fatto, dai tribunali per firme false, eccetera, anche questa sarà sciolta per firme false; adesso, esce questa storia sulle Giunte della Circoscrizione 5 e non c'è da stupirsi se poi il risultato è una delegittimazione totale delle Istituzioni di questa Città. Questa è la cosa veramente preoccupante. Però, se uno vuole evitare questa strada, quindi evitare magari di trovarsi alle prossime elezioni con un'affluenza del 20% e chissà cosa può succedere dopo, bisogna che la politica batta un colpo, che dia un segnale del fatto che al suo interno queste cose non sono più accettabili e che prenda dei provvedimenti immediati. Per questo noi abbiamo chiesto di far partire la procedura della diffida subito. Questo è un atto politico, peraltro, per cui capisco e comprendo l'idea del garantismo di aspettare e vedere il procedimento penale, però devo dire che, comunque, ci sono dei segnali anche amministrativi abbastanza chiari a cui appigliarsi e, politicamente, una volta si usava che se un politico veniva colpito anche solo dal sospetto di una roba del genere, o magari anche molto meno grave, si faceva da parte per il tempo necessario a chiarire le cose. Quindi, anche la politica, nel senso dei partiti, può prendere magari qualche iniziativa nei confronti dei propri Consiglieri, del Presidente di Circoscrizione, o delle persone che li rappresentano nella Circoscrizione, perché io del mio Consigliere di Circoscrizione 5 sono orgoglioso, ma credo che, forse, alcune parti politiche potrebbero non esserlo altrettanto e non solo per quest'ultimo episodio, ma per tante altre cose che sono venute fuori in questi anni di gestione di questa consiliatura della Circoscrizione 5. Per cui, forse, un'iniziativa politica ci vorrebbe da parte dei partiti e da parte delle Istituzioni per chiarire che queste cose non sono tollerate e non rappresentano la totalità dell'atteggiamento della politica rispetto alla gestione della cosa pubblica. Oggi, ad esempio, abbiamo in votazione una proposta di deliberazione che riguarda la distribuzione dei gettoni, che spero potrà venire approvata e passata alle Circoscrizioni per dimostrare che immediatamente si prendono provvedimenti anche rispetto a questa questione, per cui dei segnali politici si possono dare. Quello che io chiedo è che vengano dati immediatamente e possibilmente che anche il Sindaco li dia a verbale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Sindaco, prima della conclusione dei Colleghi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). SINDACO Intervengo adesso perché ci sono di là i rappresentanti sindacali dei lavoratori della Città Metropolitana che mi aspettano da un'ora ed è giusto andare a parlare. Voglio dire poche parole, poi concluderà l'Assessore Passoni. Condivido totalmente quello che ha detto l'Assessore Passoni. Prima questione: abbiamo tutti interesse a difendere la buona politica e a difendere l'onorabilità delle Istituzioni, quindi è chiaro che, di fronte a comportamenti che ledano la credibilità delle Istituzioni, della politica e delle singole persone che in politica e nelle Istituzioni sono impegnate, abbiamo il dovere di prendere provvedimenti che siano di tutela. Per questo noi abbiamo preso provvedimenti già circa un anno fa, perché - come è stato richiamato dall'Assessore Passoni - un anno fa, quando emersero i fatti su cui poi le indagini hanno avuto prosieguo, noi emanammo una circolare dell'Amministrazione molto precisa e molto stringente relativamente alle modalità di svolgimento delle riunioni delle Commissioni, delle Giunte, ai permessi, alle verbalizzazioni. Tutte cose che sono note perché quella circolare è pubblica. Di quella circolare i giornali diedero ampia informazione; ho qui la copia di uno dei quotidiani cittadini che dedicò ampio spazio alla circolare mandata dall'Amministrazione nel marzo del 2014, cioè quasi esattamente un anno fa. Quindi, fin dall'inizio abbiamo assunto un atteggiamento di assoluta chiarezza. Mi auguro che quella circolare abbia fatto sì che, da quel momento in poi, comportamenti come quelli su cui si svolgono indagini, che sono precedenti a quella circolare, non si siano più ripetuti. In ogni caso, sugli episodi che sono oggetto dell'indagine della Magistratura abbiamo avviato un'ispezione interna per acquisire tutti gli elementi informativi necessari. Contemporaneamente, l'indagine della Magistratura sta proseguendo e arriverà alle sue conclusioni e, nel momento in cui arriveranno le conclusioni dell'indagine della Magistratura, assumeremo anche i comportamenti sanzionatori necessari, qualora la conclusione della Magistratura sia di conferma delle responsabilità su cui si sta indagando. Mi pare un comportamento chiaro e lineare. Detto questo, io penso che le responsabilità penali siano responsabilità prima di tutto personali, è un fondamento dello stato di diritto: le responsabilità penali non sono mai responsabilità collettive, ma individuali. Chi ha sbagliato viene chiamato a rispondere dei propri errori e pagherà sulla base della Legge le responsabilità che si è assunto e che eventualmente ha violato. Non credo che sia interesse di nessuna parte politica accreditare l'idea che episodi di questa natura rappresentino le Istituzioni e la politica. Io sono il Presidente dell'ANCI, cioè di un'associazione a cui sono iscritti 8.000 Comuni, che rappresenta 100.000 amministratori, perché tanti sono gli amministratori locali in Italia. Il 99,9% di quei 100.000 amministratori svolge, come quelli che sono in questa Sala, la propria funzione, dedicando la propria attività, passione, dedizione, competenza, tempo e non credo che sia assolutamente moralmente giusto rappresentare tutto questo invece come una gigantesca associazione all'illegalità, se non addirittura a delinquere. Tutelare l'onorabilità delle Istituzioni e l'onorabilità e la dignità di chi nelle Istituzioni lavora è un compito che abbiamo tutti insieme, questo sì in solido, collettivamente, indipendentemente dall'essere maggioranza od opposizione ed essere di questo o di quel partito, perché gli errori di pochi non possono rappresentare la delegittimazione dell'onestà di molti. Credo che questa sia l'unica linea di condotta che noi possiamo assumere, che è chiara, trasparente ed è prima di tutto a tutela della legalità e della credibilità delle Istituzioni che siamo chiamati a guidare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto, scusandomi per non avergliela concessa prima. CURTO Michele Ci mancherebbe Presidente. Ringrazio lei e anche il Sindaco, oltre ai Colleghi che mi hanno preceduto. Sindaco, io penso che lei abbia profondamente ragione: la difesa delle Istituzioni spetta a tutti quanti noi in maniera collettiva, ma vorrei chiedere a lei e a quest'Aula - se non mi fosse toccato parlare dopo che lei la lascia - se questa difesa coincida con la difesa d'ufficio di chi le Istituzioni sempre le rappresenta. Le parlo con onestà, perché, Sindaco, lei ha giustamente centrato il punto amministrativo, ma temo abbia volutamente mancato il punto politico. A cosa mi riferisco? Non è qualunque un'eventuale responsabilità della Circoscrizione 5 - voglio sottolineare "l'eventuale responsabilità" -, Circoscrizione che governiamo insieme e che vede in questo momento indagati i rappresentanti del Partito Democratico nonché di Sinistra Ecologia e Libertà, con la forma dell'avviso di garanzia. Stiamo parlando di figure prevalentemente apicali, prima che del mondo amministrativo torinese, del mondo politico torinese - Sindaco, parlo come se lei fosse qui davanti ad ascoltarmi -, l'ex Segretario del Partito Democratico oggi Onorevole, nonché, ed io lo so bene essendomi confrontato con lei democraticamente alle primarie, onorevole organizzatrice del suo consenso, Sindaco. Per questa ragione, mi sarei aspettato da lei un'altra risposta, anche di carattere più politico, che non vuol dire né un atto di accusa né un atto di assoluzione, ma un atto di corresponsabilità rispetto al proprio ruolo politico in questa Città, che non può essere continuamente rimandato sine die fino a quando intervenga la Magistratura. Avrei preferito, pertanto, un'assunzione politica sulla modalità con cui viene organizzato il consenso, sulla modalità con cui questo consenso viene rappresentato e sulla modalità, anche come Amministrazione politica, che tocca. Per questa ragione, sono d'accordo con il Consigliere Trombotto che, se i fatti fossero confermati, sarebbe di estrema gravità, perché si metterebbe in discussione quello che è quasi lo scantinato della nostra rappresentanza. Diego Novelli dice che il Comune è il piano terra dell'architrave democratico, e allora le Circoscrizioni per certi versi sono appunto lo scantinato, quel luogo dove tutta la partecipazione può incontrarsi. Se venisse messo in discussione quel meccanismo da quello che sarebbe - se fosse confermato, lo ripeto - un vero e proprio falso volontario, credo che sarebbe un tradimento profondo, probabilmente irreversibile, della fiducia dei torinesi. Per questo, ogni atto che compiremo e il modo con cui risponderemo a quello che sta capitando determinerà la cifra politica e morale del nostro modo di amministrare la Città. Pertanto, Sindaco, mi auguro che avremo modo di riaprire la discussione politica che oggi non è stato possibile fare, se non per la legittima pressione delle opposizioni... PORCINO Giovanni (Presidente) La invito a concludere, Consigliere. CURTO Michele Chiedo scusa, Presidente ho terminato. Per adesso, il dibattito, che io rispetto, sta tutto dentro il Partito Democratico. Dall'altra parte, invito ad aprire una verifica amministrativa. Ce n'è stata una, se ho capito bene, in capo alla Giunta e, su questo sono d'accordo con il Consigliere Marrone, è corretto che questa verifica venga messa a disposizione del Consiglio. Quindi è corretto, Presidente, che venga convocata al più presto una Conferenza dei Capigruppo con questo titolo, che ci sia la possibilità di acquisire i materiali prodotti e trasferiti alle altre Circoscrizioni e i materiali acquisiti da parte del dottor Ferrari e che ci sia la possibilità di valutare da parte di questo Consiglio Comunale la possibilità di un'indagine conoscitiva sui fatti avvenuti per capire quanto siano allargati, quanto siano estesi, quale ne sia la gravità e quale sia la responsabilità dei nostri funzionari e dei nostri rappresentanti nelle Circoscrizioni. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Viale, il suo Gruppo ha già consumato il tempo a disposizione, eccezionalmente le concedo un minuto. Prego, Consigliere Viale. VIALE Silvio Intervengo solo per replicare al Consigliere Tronzano e per lasciare a verbale che non c'è un attacco al centrodestra, perché sul caso Giovine c'è una sentenza e Cota è stato destituito dalla sentenza del TAR, non da un decreto del centrosinistra. Quindi, quando lui con molto calore si attacca al centrosinistra, capisco che possa ritenere che le attuali vicende sulle firme autenticate male o false di una parte, presentate dalle liste di Chiamparino, siano analoghe, ma, in realtà, al momento la situazione non è quella, per cui è un suo auspicio. E lo stesso ragionamento per cui Cota chieda, con una manifestazione a fine marzo, che, per riparare ad un'ingiustizia, debba decadere Chiamparino, faccio notare che l'ingiustizia sono le sentenze dei Tribunali di questa Repubblica, quindi, come tale, mi sembra fuori luogo. Nel merito, ho ascoltato con molto interesse la relazione dell'Assessore Passoni e io, non so se in dissenso, o in integrazione con la condivisione di alcuni elementi del mio Gruppo, credo che gli elementi per una diffida ci sarebbero; poi, riguardo al fatto che si debba fare o meno una valutazione ulteriore, l'Assessore Passoni l'ha posta come un'eventualità, ma nella mia risposta ritengo di dire che, a mio giudizio, gli elementi ci sarebbero, attivando delle procedure che non comportano poi delle cose finali. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Chiamparino se ne dovrebbe andare per coerenza, non solo per le firme, "Se alzo le tasse, vado a casa". Comunque, rimanendo sul tema, io sono garantista e sono convinto che, così come in Costituzione si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, non è con i forconi che cambieremo il Paese, anzi, è con la ragione. Inviterei sia il Sindaco che i vertici del Partito Democratico a fare una riflessione: se è opportuno che gli indagati oggi facciano un passo indietro, non dalla Circoscrizione, non mi sognerei mai di chiedere una cosa di questo tipo, perché appunto sono garantista, però almeno dalla Presidenza e dalla Giunta di quella Circoscrizione, perché ad oggi capisco anche la diffidenza dei cittadini a mettersi nella condizione di farsi governare da chi ha delle accuse di questo tipo. Devono continuare a rimanere in quell'Aula e ad esercitare la loro funzione di amministratori fino a quando non ci sarà, se ci sarà, io mi auguro di no, un intervento della Magistratura. È chiaro che far fare a loro un passo di lato sarebbe un esercizio democratico importante e ridarebbe fiducia ai cittadini di quella Circoscrizione riguardo al fatto che chi li amministra è comunque nel giusto. Nel momento in cui tutto sarà risolto, chi ne avrà titolo potrà riprendersi quello che lascia oggi. Questo sarebbe un bellissimo segnale da parte di chi amministra quella Circoscrizione verso la cittadinanza, non solo della Circoscrizione 5, ma di tutta Torino. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ho altri Consiglieri iscritti, quindi chiudiamo il dibattito ed interviene per la replica l'Assessore Passoni. |