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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di mozione n. mecc. 201403150/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Centillo, Genisio, Nomis e Cassiani in data 9 luglio 2014, avente per oggetto: "Interventi per favorire l'accesso del genere meno rappresentato nei Consigli di Amministrazione e nei Collegi Sindacali nel rispetto della Legge n. 120/2011". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Onofri. ONOFRI Laura Si tratta della Legge 120/2011, la cosiddetta Legge Golfo Mosca. Ne abbiamo già trattato in occasione delle nomine nei Consigli di Amministrazione delle Aziende Partecipate, ribadendo l'importanza di questa Legge. La Città fa parte di un Tavolo, che si chiama "Più Donne nei CdA", insieme alla Regione, alla Consigliera di Parità e alla Commissione Regionale Pari Opportunità. Questo Tavolo è stato costituito per favorire il genere meno rappresentato, che sono in questo caso le donne, perché ci sono delle statistiche e dei dati che parlano. Questo Tavolo si è occupato di fare un corso di formazione per le donne, perché normalmente le donne vanno a questi appuntamenti formate. Hanno avuto accesso a una formazione gratuita; è stato ideato un database dove non tutte le donne possono accedere, ma solo quelle che hanno certe caratteristiche e certe qualità; quindi anche questo è molto importante. Queste donne che sono state inserite in questo database saranno poi informate dei vari bandi che arriveranno dai Comuni di tutta la Regione. Essendo la Città di Torino parte attiva e uno dei principali attori del Tavolo, si è pensato di chiedere che gli uffici, nel momento in cui c'è la pubblicazione sul sito dei bandi, possano dare la stessa informativa anche al Tavolo, perché chiaramente sapere con un anticipo congruo che c'è un bando permette alle donne inserite in questa mailing list di averne subito conoscenza e di poter, quindi, proporre la loro candidatura. Abbiamo avuto due Commissioni, abbiamo sentito anche gli Uffici, che erano informati, l'Assessore Tedesco, e tutti hanno convenuto dell'importanza, perché c'è già una pubblicità, perché la pubblicità che viene attualmente fatta dalla Città per le sue Partecipate sul sito internet è di libero accesso a tutti, il problema sono le Partecipate delle Partecipate. Quindi, noi chiediamo anche che la Città richieda alle Partecipate delle Partecipate di dare una maggiore pubblicità e di inviare l'informativa anche a questo Tavolo, nello stesso momento in cui appunto già si dà pubblicità. Credo che questo sia un aiuto concreto che la Città, che fa parte di questo Tavolo, può dare a questo progetto importante, che segue una Legge importante, che già adesso ha visto i suoi effetti, perché noi avevamo un 7% di donne presenti nei Consigli di Amministrazione, in tutta la Nazione, e siamo passati al 27%, con un aumento considerevole. Noi abbiamo tempo fino al 2022, perché la Legge poi andrà in scadenza, per cercare di cambiare un modello culturale, per cercare di invertire una rotta che non fa bene al Paese, perché se non ci sono le donne anche nei Consigli di Amministrazione non si ha una visione differente. Quindi è importante che ci siano. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Mi unisco a quello che diceva il Consigliere Onofri. Non fa bene al Consiglio Comunale che come Vicepresidente sia stato eletto un uomo al posto di una donna. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io continuo a mantenere la mia totale contrarietà alle cosiddette quote rosa, in quanto una persona deve essere scelta per il metodo e non per il sesso. Questo è forse il limite più grande che hanno determinati movimenti in questo Paese, perché se ragioniamo e osserviamo la situazione del Nord Europa, dove le quote rosa non esistono, scopriamo che c'è una parità quasi totale. Finché si continuerà in questa direzione, ovvero a guardare prima del merito il sesso della persona che va a ricoprire un determinato incarico, rischiamo di nominare delle persone meno competenti di altre, solo ed esclusivamente perché hanno un sesso diverso, che può essere sia maschile che femminile. Io non capisco perché in un CdA composto di cinque persone, in cui ci sono sei candidature, cinque bravissime donne e un uomo che ha dei meriti dubbi, non possano essere scelte solo cinque donne. Io sono convinto che se ci fossero sei candidature, di cui cinque donne tutte brave, dovrei nominare le cinque donne, non un genere diverso esclusivamente per il sesso. Questa, inoltre, è una di quelle situazioni che crea anche imbarazzi, perché ci troviamo persone inserite in un contesto in cui non c'entrano niente, ma che nominate solo perché appartengono a un genere "protetto". Colgo l'occasione per dare il benvenuto al Vicepresidente Cuntrò, di cui rispetto il lavoro, e ribadisco che sono convinto che non ci debba essere la quota rosa, perché un'Aula deve scegliere per meriti e non per genere. Quindi, è per questo che sono contrario a questo tipo di proposta di mozione. Mi piacerebbe che tutte quelle persone che cercano di portare avanti un determinato tipo di discorso lo facessero guardando al merito dei curriculum che vengono presentati, e non se c'è "M" o "F" nella casella sesso. Mi piacerebbe che si parlasse di merito delle persone che entrano all'interno del CdA. In merito alla carica di Vicepresidente del Consiglio Comunale, se ci fossero state tre donne molto capaci, una sarebbe stata nominata. Evidentemente in questo Consiglio... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Siamo intervenuti più volte su questo tema, quindi sicuramente non dirò delle cose nuove e probabilmente per qualcuno neanche interessanti; però intanto si fa riferimento a delle norme di Legge e non andrebbe neanche specificato che le norme di Legge sono da rispettare. E noi, in realtà, vogliamo andare oltre le norme di Legge. Corrisponde al falso il fatto che nel Nord Europa, in altri Paesi, non ci siano le quote rosa, o meglio le quote, perché le quote non sono a vantaggio esclusivamente delle donne, sono a vantaggio del genere meno rappresentato. Per una Venaria ci sono 100 casi alla rovescia. Non si tratta di considerare l'aspetto della competenza soltanto quando si tratta di nominare le donne, perché l'aspetto della competenza - lo sappiamo benissimo, la politica e l'antipolitica lo riportano spesso - non riguarda semplicemente una nomina legata al genere, ma può riguardare altri fenomeni, che sono i correntismi, le appartenenze, le parentele, le corporazioni, cioè tutta una serie di altre cose che esulano dal genere. Qui non si tratta neanche di chiedere che le donne vengano nominate in base alla quota decisa dagli uomini, si tratta di avere dei criteri chiari e definiti, che peraltro nella proposta di mozione fanno riferimento anche a corsi di formazione. Con l'Assessore Tedesco abbiamo fatto un lavoro molto interessante; l'Assessore ha sempre considerato questi aspetti nelle deliberazioni. Nel Paese c'è un movimento che fa riferimento anche alla Legge Mosca, che ha portato all'applicazione della Costituzione, perché la Costituzione è stata modificata per poter avere quelle che si chiamano azioni positive, perché esiste una discriminazione legata al genere che si esercita nei luoghi di potere. Quindi, io non solo con piacere ho sottoscritto la proposta di mozione, ma con forte convinzione, perché cambiare il Paese significa cambiarlo anche da queste cose, che non sono piccole. Non scegliendo le donne, come dire, più vicine al capo, ma scegliendo le persone che sono maggiormente capaci e rappresentative, uomini e donne, nell'ambito del principio dell'antidiscriminazione, che corrisponde al fatto che nessun sesso può essere rappresentato al di sotto del 40%, anche se qualcuno dice il 33%. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Questo atto era passato in Conferenza dei Capigruppo con una richiesta di liberazione rapida per l'Aula, che era stata negata. Voglio ricordarlo questo aspetto, anche perché credo che quando qualcuno sbaglia debba riconoscerlo. Io fui tra quelli che avendo letto l'atto con troppa rapidità, lo aveva ricondotto a una volontà di modificare il Regolamento sulle nomine, quindi di intervenire sul meccanismo previsto dalla Legge. Invece credo che la valenza dell'atto sia un'altra: quella di provare a lavorare sui meccanismi concreti che portano alla costruzione delle nomine. Sia per la difesa del genere meno rappresentato, ma proprio per la costruzione dell'alternativa all'interno del governo delle Partecipate, e anche per altri temi che attraversano le Partecipate, io ritengo la proposta di mozione come un atto utile. Inoltre, sono contento che la valutazione della Conferenza dei Capigruppo possa essere superata oggi dalla espressione dell'Aula. Devo però anche dire che credo vada fatta una valutazione più complessiva sul tema delle nomine. Sono tante - spero che questa si aggiungerà alle altre - le mozioni di indirizzo di quest'Aula sul tema delle nomine nelle Partecipate. Voglio ricordarlo, il potere di nomina, soprattutto nelle Città, è prevalentemente di carattere monocratico, cioè stiamo parlando prevalentemente di scelte che farà il Sindaco Fassino. Io però, Presidente, credo che prima che queste scelte vengano fatte, ora che ci troviamo di fronte a un ampio e significativo numero di nomine da effettuare, a un anno dalla fine del mandato, e anche a un modificato intendimento del Legislatore, che è intervenuto per esempio sul tema delle quiescenze, abbiamo anche votato le mozioni in questo Consiglio Comunale, io ritengo, Presidente, che sarebbe interessante fare una verifica contemporanea, alla presenza del Sindaco, di tutte le mozioni, per svolgere quell'azione di dissuasione morale e aprire con il Sindaco una discussione su quali sono gli indirizzi da dare alle nostre partecipate. Per esempio penso alla procedura di nominare al di fuori dei dettami di Legge funzionari o dirigenti comunali all'interno delle Partecipate, spesso con incarichi riconducibili o prossimi all'azione che si svolge all'interno della Amministrazione Comunale. Per esempio questo è un argomento su cui il Consiglio Comunale si pronunciò proprio in sede della nota mozione di indirizzo votata alla fine dell'indagine sul Consorzio CSEA, che per esempio meriterebbe di essere ricordata, e così altre. Per questo, Presidente, colgo l'occasione, spero non me ne abbiano le Colleghe che hanno proposto l'atto, anzi penso che sia proprio questo il momento per farlo, per richiamare la necessità di una discussione politica su chi rappresenta la Città nei cosiddetti organismi di sotto governo. Questa cosa ovviamente la dico innanzitutto alla nostra maggioranza, perché non possiamo lasciare che le cose scivolino. Penso che invece dobbiamo esser padroni del nostro destino, ancorché il destino passa attraverso l'espressione e la volontà del Sindaco Fassino. Ci tenevo a ricordare questa cosa. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Genisio. Le rammento che ha a disposizione tre minuti. GENISIO Domenica Oltre a ringraziare il Consigliere Onofri, ringrazio anche il Consigliere Curto per le frasi che ha detto poc'anzi. Noi ci eravamo abbastanza stupiti nell'apprendere che la Conferenza dei Capigruppo non avesse inserito all'Ordine del Giorno, già le scorse settimane, questa proposta di mozione, perché ci sembrava un atto di indirizzo condiviso, discusso più di una volta in Commissione. Si tratta di un atto che di per sé non toglie nulla al genere maschile, semplicemente chiede di informare più dettagliatamente tutta una serie di organismi di partecipazione e di ampliare la trasparenza all'informazione. Ringrazio il Consigliere Curto anche per l'aspetto politico del suo intervento. È vero, le nomine sono un atto monocratico, però credo che sia importantissimo dare applicazione anche agli atti di indirizzo che questo Consiglio Comunale si è dato negli anni. Nessuna critica nei confronti delle persone nominate fino ad oggi, però sarebbe veramente interessante capire come meglio si possa garantire il cambiamento e anche un po' il rinnovamento dei soggetti che gestiscono le nostre Società Partecipate e le Partecipate delle Partecipate. Spero, quindi, che non si chiuda oggi questo momento di confronto, che deve essere sereno, che comprenda la questione di genere, che sia maggioranza o minoranza non ci importa. Ricordo al Consigliere Ricca che negli altri Paesi non si parla più di quote, perché si è ampiamente superato quel percorso. Oggi dobbiamo ancora superare il concetto, che non è di discriminazione, ma di abitudine e di consuetudine, per cui si ritiene che le donne per essere nominate in qualche Consiglio o alla Direzione di qualche grande realtà, debbano dimostrare, non so in quale modo, di essere preparate almeno quanto gli uomini. Normalmente lo sono, basta guardare i dati delle nostre Università e delle capacità che le donne hanno. Semplicemente occorrono ancora questi atti, perché il genere maschile è ancora abituato a pensare di essere l'unico in grado di... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Nell'annunciare che sono convintamente favorevole a questa proposta di mozione, che d'altra parte non fa che proseguire una strada da molto tempo, ormai percorsa con crescenti risultati positivi, che dimostra che è una linea giusta, voglio esprimere - solo perché resti agli atti del Consiglio Comunale - il vivo rammarico che non vi sia nessun rappresentante della Giunta sui banchi di competenza. Io credo che questo sia un atto importante, sarebbe stato utile avere il parere della Giunta, non perché possa essere ovviamente divergente, ma perché, siccome è un documento che impegna a comportamenti successivi, non vedo perché la Giunta non debba essere coinvolta in questo. D'altra parte come regola generale credo che almeno un rappresentante del Governo debba essere sempre ai banchi di un'assemblea mentre è riunita. Spero che questa mia sollecitazione venga riferita al Sindaco, perché prenda gli opportuni provvedimenti. |