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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Febbraio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 11

Richieste di comunicazioni al Sindaco su: "ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato sui buoni taxi".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'ultima richiesta di comunicazioni a firma del Consigliere Marrone: "C'è
chi è costretto a ricorrere a Uber. Chiarimenti circa le tempistiche di ottemperanza alla
sentenza del Consiglio di Stato sui buoni taxi per ciechi e ipovedenti".
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
La Conferenza dei Capigruppo ha ritenuto opportuna la discussione di questo punto in
Consiglio Comunale. In quella sede ho già comunicato che mi atterrò in particolare alla
parte riguardante il sottoscritto sulla sentenza del Consiglio di Stato, con un commento
rispetto a quanto il Consiglio di Stato ha determinato relativamente alla deliberazione di
Consiglio Comunale sul Regolamento per l'erogazione del trasporto disabili,
comunemente chiamato buono taxi.
Il Consiglio di Stato ha, sostanzialmente, espresso una sentenza che sottolinea la piena
legittimità dello strumento dell'ISEE. La sentenza, che è un documento pubblico ed è
scaricabile dal sito del TAR e del Consiglio di Stato, ma evidentemente posso metterla a
disposizione della Presidenza e quindi di tutti i Consiglieri Comunali, in più di un
passaggio sottolinea come sia assolutamente legittima la scelta da parte
dell'Amministrazione di utilizzare lo strumento dell'ISEE per individuare la quantità di
sostegno economico da erogare ai singoli utenti portatori di disabilità nella necessità di
muoversi in città e nell'utilizzare in particolare i taxi e i mezzi attrezzati forniti dalla
Azienda Tundo, che ha vinto una regolare gara emanata dalla Città per muoversi e
raggiungere la propria destinazione.
Sottolineo che questo è uno dei pochissimi casi in Italia dove esiste ancora un sostegno
alla mobilità della disabilità ed è uno strumento che aveva avuto bisogno di una
revisione importante, che il Consiglio Comunale ha approvato e sostenuto all'inizio del
mandato andando a ritoccare il Regolamento a sostegno di quello strumento e che aveva
permesso la continuità del servizio. Lo sottolineo perché, ricorderete, una delle
motivazioni che ci aveva portato alla revisione del Regolamento era proprio
l'indeterminatezza della spesa e della prevedibilità della spesa, quindi
l'informatizzazione di tutti gli strumenti per le dotazioni dei singoli utenti.
Ci tengo a sottolineare che questa revisione del Regolamento ha portato ad oggi
all'ampliamento degli utenti, perché dopo una decina d'anni nella quale avevamo le
liste d'attesa completamente bloccate, oggi possiamo dire di aver inserito nuovi utenti
che hanno la stessa legittima necessità di movimento per la città e le stesse disabilità
degli altri utenti che in questo momento sono attivi, ma che, per mancanza di risorse
complessive e per una quantità così importante di disabili, non eravamo mai riusciti a
soddisfare nella loro totalità.
Abbiamo fatto un passo avanti importante, andiamo ancora a lavorare in questa
direzione e l'ISEE ci aveva permesso di ridistribuire di fatto le risorse disponibili a una
pluralità di utenti, tenendo in considerazione le dotazioni patrimoniali e reddituali dei
singoli utenti.
Il TAR sottolinea quindi la legittimità di questo strumento - lo dico con grande
trasparenza, essendo questa la sede più alta ed istituzionale della Città di Torino -, al
contrario di quanto riportato erroneamente dai giornali nei primi articoli che abbiamo
letto sulla sentenza del TAR, dove nessuno ha chiesto al Comune di Torino di fare un
passo indietro e nessuno ha dichiarato illegittimo lo strumento dell'ISEE. Vi invito a
leggere puntualmente la sentenza, ma si contesta un altro elemento che, invece, deve
essere oggetto di una correzione perché, questo sì, viene dichiarato illegittimo, cioè
viene definita come non legittima la differenziazione tra disabili.
Quindi bene lo strumento ISEE, bene o male, ma comunque legittimo, mettiamola così,
viene però ritenuta illegittima la differenza tra i singoli disabili, quindi illegittimo il
fatto che quel Regolamento individui come destinatari dello strumento ISEE soltanto
una parte di disabili.
Il Consiglio di Stato dice di decidere se quello strumento diventi un criterio per
l'erogazione dei servizi, anche sulla mobilità dei disabili, così come si fa già in tante
altre occasioni (penso ai servizi scolastici, penso agli altri servizi che la Città eroga già
utilizzando lo strumento dell'ISEE), ma lo si faccia con la totalità dei disabili oppure si
cancelli lo strumento.
La Città quindi deve prendere atto di questa sentenza, applicarla, non credo che debba
essere commentata, come non credo sia giusto commentare le sentenze, le si applica.
In questi giorni ho iniziato una riflessione con gli uffici tecnici e chiederò poi al
Consiglio Comunale di approfondire la questione per arrivare a una deliberazione di
Consiglio Comunale che vada a modificare quel Regolamento, perché dobbiamo di fatto
prendere atto di questa sentenza.
Come ho detto alla Conferenza dei Capigruppo, il tema Uber tocca questo ragionamento
soltanto per il fatto che l'associazione dei disabili ha deciso di sottoscrivere una
convenzione con Uber, decisione che è stata assunta da più di un soggetto all'interno di
questa Città, e sulla quale, come ho detto, non avendo una competenza diretta, non sono
in questo momento in grado di esprimere nessun tipo di valutazione.
Avendolo ampiamente preannunciato nella Conferenza dei Capigruppo, mi taccio qui,
perché penso di aver dato le informazioni che erano di mia competenza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ricordo che i tempi di intervento sono di cinque minuti a Gruppo.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Assessore, come le ho già anticipato in Conferenza dei Capigruppo, nessuno le chiede
di rendere conto su Uber, diciamo che però le chiedevamo - e rinnoviamo questa
richiesta, perché su questo non ci ha detto nulla - di spiegarci le tempistiche di
adeguamento del Regolamento alla sentenza del Consiglio di Stato, perché Uber, non in
quanto Uber, ma in quanto servizio abusivo e illegittimo, si inserisce nel vuoto che è
proprio il vulnus di questo Regolamento che ha portato a una discriminazione tra diversi
disabili. Non credo, infatti, che i non vedenti siano contenti di doversi affidare a un
servizio abusivo di trasporto pubblico non di linea: si sono trovati costretti per assenza
di alternative in termini di sostenibilità economica.
Se è vero, come dicono loro, che Uber costa meno dei taxi, il taxi, con il buono taxi
parametrato allo stesso livello di disabili motori, costa meno di Uber.
Per cui dov'è che entra in gioco il suo Assessorato e questa Amministrazione
Comunale? Nel ripristinare al più presto l'osservanza di questo diritto alla mobilità
anche dei non vedenti, con la stessa parametrazione dei disabili motori, che
inevitabilmente contribuirà a riportarli in quella che è la legalità.
Intendiamoci, nessuno rimprovera al Comune, questo si è detto anche in Conferenza dei
Capigruppo, di aver favorito un'intesa con Uber, mi viene da dire menomale, perché di
sicuro il Comune già non lo reprime Uber, ma che addirittura vada a sollecitarne le
intese sarebbe davvero paradossale, ma non le sfuggirà che più passa il tempo
nell'ottemperanza dell'Amministrazione Comunale alla sentenza del Consiglio di Stato
e più tempo un servizio abusivo come Uber sarà nelle condizioni di lucrare
illegittimamente in concorrenza sleale nei confronti di tassisti NCC, approfittandosi di
quello che è un sacrosanto diritto legittimo dei non vedenti alla mobilità, che però è un
diritto che, se è violato non totalmente, ma parzialmente, lo è non da Uber ma
dall'Amministrazione Comunale di Torino.
Sicuramente mi sento di dirle questo: se la Città non avesse resistito
amministrativamente e anche a livello giudiziario con i ricorsi amministrativi, cioè
resistendo ai ricorsi amministrativi delle associazioni di non vedenti avesse sin
dall'inizio accolto le loro istanze per una parificazione alle altre disabilità, non ci
sarebbe mai stata questa intesa.
Quindi purtroppo una corresponsabilità c'è, quello che le chiediamo Assessore è di
darci tempistiche certe e, speriamo noi, davvero immediate e tempestive di
adeguamento di questo Regolamento alla sentenza del Consiglio di Stato, almeno per
porre fine, dopo che questa intesa purtroppo è già stata sviluppata, a questa
discriminazione, così almeno anche ai non vedenti sarà consentito di ritornare nella
legalità, usufruendo dei buoni taxi, così come è stato riconosciuto un loro diritto, nella
misura che è stata loro riconosciuta dal Consiglio di Stato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Visto che vedo che anche l'Assessore Lubatti si interessa di Uber, faccio una riflessione
ma lo faccio a chi in questo momento sta avendo questa sorta di accanimento, per capire
anche qual è il concetto di illegalità. Anche gli scioperi erano illegali ai tempi, poi
probabilmente il diritto, la giurisprudenza e alcune opere hanno consentito che la
legalità si è conformata alla giustizia e abbiamo avuto altri principi.
Infatti giustamente il Consigliere Marrone fa l'esempio, caro Assessore Lubatti, noi
come GTT continuiamo a mandare in giro gente che sanziona gli automobilisti sapendo
che sta svolgendo un'attività definita illegittima non da principi o da Consiglieri
Comunali, ma da Giudici di Pace, addirittura dalla Cassazione, però continuiamo in
questo modus operandi.
Una riflessione però su quanto spenderemmo in meno grazie a questo sistema e al
sistema dei buoni taxi sarebbe interessante iniziare già a farla, ma questo glielo dico,
Assessore, anche in una prospettiva in cui il legislatore su questo tema iniziasse a dare
veramente un segnale.
L'aveva dato Bersani dieci anni fa, probabilmente questa partita non è stata portata
avanti, adesso ne stanno rispondendo in maniera negativa gli stessi tassisti, perché se
all'epoca si fosse affrontato questo tema in maniera forte, probabilmente non avremmo
la Città paralizzata dai tassisti, giustamente perché loro perdono il lavoro, ma dall'altra
parte ci sono le esigenze dei consumatori e adesso scopriamo che tra i consumatori ci
sono anche i disabili e queste persone hanno forse più necessità di altri, perché una
persona, usando il termine, normale, ma poi normodotata, può accedere a diversi
servizi. Qua ci troviamo di fronte a persone che non possono accedere perché il servizio
è impossibile, quindi rimane la scelta, o rimango a casa oppure utilizzo il sistema di
Uber.
Mi pongo questa domanda e qualcuno se la deve porre anche politicamente, se il
legislatore o la Giurisprudenza - perché poi queste battaglie andranno avanti - aprisse
alla concorrenza e cancellasse l'oligopolio su questi trasporti, probabilmente avremmo
delle differenze.
All'epoca forse se la normativa non avesse toccato solo alcuni settori, come li ha toccati
giustamente, perché io svolgo una professione dove questo sistema è andato a toccare
giustamente delle cose, credo che si debba ragionare su questo tema e nello stesso
tempo dare dei tempi, perché effettivamente ci sono persone che hanno acquistato una
licenza e adesso se la vedono bruciata nell'aria, però non può durare ancora tanto e
quindi iniziamo a ragionarci perché altrimenti ci troviamo fra qualche anno con la
bomba che ci scoppia in mano, quando magari qualcuno avrà portato avanti le battaglie
e le sentenze si dovranno rispettare.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Dopo aver sentito il dibattito, intervengo per dire che sono molto contento di avere un
aggiornamento su una vicenda importante e fondamentale per i disabili della città e per
le associazioni che si sono trovate a fare ricorso contro il Comune di Torino per una
deliberazione - motivata da ragioni di Bilancio - che ha penalizzato fortemente la
mobilità di tutti i disabili, pur applicando condizioni diverse a seconda del tipo di
disabilità. Sentite le comunicazioni, trovo un po' preoccupante che il dibattito in Aula si
concentri sul fatto se sia meglio Uber o il taxi e se i soldi dei disabili, loro o nostri, dati
per sovvenzionare il trasporto debbano andare ad Uber o ai tassisti.
Il punto dovrebbe essere il diritto alla mobilità dei disabili e, di conseguenza, che questa
venga espletata sicuramente con mezzi legali, quindi con i taxi, o, se diventerà un
servizio in regola con tutte le norme fiscali ed economiche (cosa che, al momento, non
pare essere, ma vedremo), con Uber. Deve essere garantita a tutte le categorie di disabili
la possibilità di spostarsi, di avere una vita normale, di poter lavorare e, per quanto
possibile, di poter partecipare, come tutti i cittadini, alla vita della città.
Su questo, se possibile, mi aspetterei una discussione ed un approfondimento in IV ed in
II Commissione, per capire come sarà modificato effettivamente, alla luce della
sentenza, il Regolamento e, quindi, se la scelta dell'Amministrazione sarà di applicare
l'ISEE per tutti o di non applicarlo più per nessuno, ricordando però che, forse, proprio
su questo tema l'Amministrazione dovrebbe cercare, pur nelle difficoltà attuali, di
trovare un po' di risorse per ripristinare questo servizio.
Anche quando furono introdotti i tagli - ormai, due o tre anni fa -, si disse che, in realtà,
era una questione temporanea, che si sarebbero trovate nuove risorse, che si sarebbero
anche fatte convenzioni e studiati nuovi modi di trasporto (magari né taxi, né Uber),
cioè altri modi di trasporto collettivo, per permettere ai disabili di spostarsi spendendo
meno, però, onestamente, non si è visto nulla di tutto questo.
Chiedo, quindi, che si approfondisca in Commissione il tema specifico della mobilità
dei disabili, per sapere, alla luce della sentenza, come verrà modificato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ritengo gravissimo che l'Amministrazione costringa i non vedenti, in questo caso, a
doversi rivolgere a chi svolge un'attività illegale; sottolineo il termine "illegale", in
quanto è stato confermato, la scorsa settimana, dall'Assessore Tedesco.
Vorrei vedere un intervento forte ed immediato per risolvere, prima di tutto, la
questione dei buoni taxi, non solo per i non vedenti, ma per tutti i disabili, anche perché
posso immaginare che, quest'anno (visti i tagli che sono programmati e quelli di cui
l'Assessore Passoni ha già anticipato qualcosa), si potrà di nuovo verificare un taglio
verso quelli che sono i fondi destinati per i buoni taxi.
È chiaro che, poi, bisogna fermare immediatamente anche questi tipi di accordi, perché,
essendo abusivi, non sappiamo chi siano questi individui; è davvero molto preoccupante
affidare delle persone non vedenti ad individui di cui non si sa assolutamente nulla e
che, in più, operano in maniera illegale.
Vorrei che la Giunta fosse un po' più attenta a questi fatti ed anche meno superficiale
quando si parla di questo argomento, perché è molto importante, soprattutto trattandosi
di persone che sono obbligate a rivolgersi - ma in questa Città ormai non ci stupiamo
più di nulla - ad un servizio illegale per poter risparmiare dei soldi.
È fondamentale che ci si attivi immediatamente per risolvere questa situazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Non ho compreso la risposta dell'Assessore Lubatti, che può arrivare solo fino ad un
certo punto, in quanto è una risposta a metà (non può andare oltre per una questione di
competenze). Intanto, oggi mi sarei aspettata che, oltre a lui, fossero eventualmente
presenti gli Assessori che possono compensare l'altra metà della risposta (quindi,
l'Assessore Tedesco, l'Assessore Mangone o, soprattutto, il Sindaco), invece non c'è
nessuno, hanno lasciato l'Assessore Lubatti e credo che sia un suo dovere venire
comunque in Aula e relazionare.
La polemica che è uscita sui buoni taxi per i disabili è solo una delle conseguenze che
derivano da un'Amministrazione Comunale che, in qualche modo, è negligente e non fa
applicare una Legge nazionale, in vigore, esistente e che deve obbligare ciascuno di voi;
in queste settimane, abbiamo ascoltato il grande impegno che questa Amministrazione
sta mettendo, però, giorno dopo giorno, apriamo i giornali e scopriamo che tutti i giorni
si aggiunge qualcuno che offre servizi pubblici con società che, in qualche modo, sono
abusive.
Assessore Lubatti, la risposta ce la deve dare lei e deve essere il primo a farsi portavoce,
perché è l'Assessore alla Viabilità; Uber si muove abusivamente, nell'illegalità ed in
concorrenza sleale nei confronti di una categoria che ha una regolare licenza, che è
iscritta ad un albo e che paga regolarmente le tasse nel nostro Paese. Lei, come
Assessore alla Viabilità, deve prendere a cuore la questione e, la prossima volta, deve
venire in Aula e fornirci le risposte, non a metà, ma a tutto campo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Visto che alcuni Consiglieri hanno toccato la vicenda dei buoni taxi, vorrei sottolineare
che, a seguito dell'esito del ricorso al Consiglio di Stato fatto dall'Unione Ciechi
Italiani, credo - ne ho già parlato con l'Assessore - che quanto prima bisognerà riunire
una Commissione sia per esaminare il ricorso, sia per capire quali provvedimenti si
intendano adottare.
Spero che, nel giro di pochi giorni, sia possibile fare questo approfondimento, perché i
tempi che abbiamo a disposizione sono abbastanza brevi e, certamente, non possiamo
pensare di tornare indietro rispetto ad esigenze che abbiamo e, soprattutto, rispetto al
diritto alla mobilità.
Quindi, credo che su questo argomento dovremo procedere al più presto ad un
approfondimento e ribadisco la richiesta nei confronti dell'Assessore Lubatti di una
disponibilità a breve con le Associazioni, anche in relazione alla gestione del transitorio
e della modifica del Regolamento (qualora si pensi, come immagino, di andare in questa
direzione).

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Araldi.

ARALDI Andrea
Mi sembra che sul tema specifico ci siano tre aspetti: il primo è quello che riguarda la
nostra Amministrazione; non ho sentito dire da nessuno di coloro che la rappresentano
che non vi siano attenzione, verifica o sanzionamento di tutti i comportamenti non
corretti (che siano quelli di Uber o di altri tassisti abusivi che non utilizzano Uber).
Non ho dubbi e non vedo chi possa sollevare, a ragion fondata, dei dubbi sul fatto che i
nostri Vigili Urbani non facciano rispettare tutte le norme; mi pare che dire che questa
Amministrazione non si prenda cura di far rispettare le norme sia, perlomeno,
un'affermazione vuota o strumentale.
C'è poi l'aspetto giudiziario; è di questi giorni la notizia che, relativamente al quadro
giuridico (non quello normativo, ma quello dei Tribunali e comunque in Italia non sono
i Tribunali a fare la Legge), per il Giudice di Pace del Tribunale di Genova - vedremo
come si svilupperà - non è così pacifica l'interpretazione di queste norme.
Il terzo aspetto (che, in realtà, mi sembra essere il vero argomento che stiamo trattando)
riguarda il diritto: il diritto che c'è ed il diritto che ci dovrebbe e potrebbe essere, quale
che sia il punto di vista.
Per quanto riguarda questo dibattito, in cui si deve considerare che esistono degli
imprenditori con tutte le loro ragioni (i tassisti), esistono i cittadini, esistono le
Pubbliche Amministrazioni ed esistono nuovi strumenti tecnologici che rendono più o
meno possibili delle cose, evidentemente, da un punto normativo (ma non è questo il
nostro compito), è necessaria un'ampia riflessione, quali che siano gli esiti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Alcuni Consiglieri hanno detto delle cose che condivido, però penso che, in particolare,
ci siano due punti che andrebbero chiariti.
Nonostante il grandissimo sforzo di una parte delle opposizioni sul tema del confronto
tra i tassisti ed Uber, credo che al centro della richiesta di comunicazioni o, almeno,
quello che considero al centro della richiesta di comunicazioni è un diritto intoccabile,
cioè il diritto alla mobilità di persone che sono diversamente abili e che, quindi,
rischiano di non vedere riconosciuto questo diritto all'interno della nostra città,
nonostante Torino, da sempre - e questo per riconoscimento delle stesse Associazioni di
malati e di diversamente abili -, sia stata all'avanguardia rispetto al loro diritto alla
mobilità.
Credo che, da questo punto di vista, la polemica su Uber ci permetta di fare una
riflessione che dovremmo riuscire a rilanciare: si tratta di un servizio privato, a carattere
lucrativo, organizzato per community, che si rivolge ad una community e che riesce a
trovare spazio all'interno della nostra Città. Indipendentemente dal fatto se sia giusto o
sbagliato, per quanto riguarda la vicenda di Uber e dei tassisti - che affronterò subito
dopo - credo che la riflessione che andrebbe fatta immediatamente sia relativa allo
spazio immenso che c'è rispetto a politiche pubbliche di diritto al trasporto ed alla
possibilità di fare in maniera no profit quello che, oggi, Uber organizza in maniera
profittevole, quindi, sostanzialmente, sistemi di mobilità alternativa comunitari e
collettivi che si rivolgono ad una comunità tenuta insieme, purtroppo, dalla difficoltà,
come può essere la comunità dei diversamente abili.
In altre parole, richiedo all'Amministrazione di pensare modalità e modelli nuovi per
rispondere al diritto alla mobilità.
Non intendo essere penalizzante nei confronti del sistema dei tassisti della città, però mi
ha un po' stupito che, un anno fa (quando ci fu la prima discussione da questo punto di
vista, che ha investito il Bilancio di tutta la Città e, quindi, anche e dolorosamente la
parte che riguardava il diritto alla mobilità dei diversamente abili), non ci sia stata una
volontà, una capacità ed anche una disponibilità a fare squadra, a ripensare il proprio
servizio, a riqualificarlo ed a proporlo in una nuova forma, perché la realtà della Città
era cambiata, mentre, oggi, la vicenda dei diversamente abili viene utilizzata come
strumento, come corpo contundente, in questo scontro tra Uber ed i tassisti.
Credo che ci sia un enorme spazio per ragionare su nuove politiche di mobilità e sulla
possibilità di organizzare servizi collettivi; detto in una frase, come ho fatto prima, per
fare senza interesse economico quello che, oggi, fa Uber, diciamolo anche, sul piccolo
interesse che hanno invece gli operatori di Uber.
Domani ci sarà lo sciopero dei tassisti, convocato a Torino, e c'è già chi si organizza.
Non intendo difendere Uber; in questi due mesi, li ho studiati ed ho verificato l'interesse
speculativo di una società registrata all'estero ma che fa profitto su una necessità di casa
nostra, però, dall'altra parte, è chiarissimo che questo interesse e questo profitto
vengono permessi da un mercato che, oggi, è troppo rigido. Vorrei che si riflettesse e si
rimettessero in ordine gli interessi pubblici e collettivi; se è chiaro ed indiscutibile che,
per primo, arriva il diritto alla mobilità di chi fa fatica a spostarsi, credo che, subito
dopo, arrivi il diritto alla mobilità collettiva di una città che, a tariffe ragionevoli,
vorrebbe avere servizi all'altezza di quelli offerti in altre parti d'Europa.
È Uber la risposta? Non credo. Si possono avere risposte migliori di quelle che abbiamo
oggi? Ne sono sicuro.
Penso che la discussione corretta, anche alla luce dello sciopero di domani, sia quella di
immaginare nuovi sistemi e di dire che il mondo (volente e, in parte, anche nolente) sta
cambiando, così come molti mercati, per cui immaginare rendite di posizione e difese
corporative non sempre è nell'interesse di quelle posizioni e di quegli stessi gruppi
organizzati.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni.

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