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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201500299/002, presentata in data 26 gennaio 2015, avente per oggetto: "Tariffe dell'acqua, di certo c'è solo la stangata" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) È un po' di volte che rispondo su questo tema, però questa volta nell'interpellanza sono state aggiunte altre cose. Provo a fare una piccola sintesi, perché il tema è enorme, lungo e complesso. Se il Presidente me ne dà facoltà, provo a fare una sintesi, però poi fornirei al Capogruppo Bertola due promemoria molto dettagliati e soprattutto molto lunghi, quindi fornirei anche una risposta scritta. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Ne ha facoltà. TEDESCO Giuliana (Assessore) A dicembre 2014 avevo già risposto a un'interpellanza generale che aveva proprio ad oggetto i rincari della bolletta SMAT, nella quale avevo illustrato, sulla base di tutta la documentazione inviatami dalla società, le motivazioni a supporto dell'aumento della tariffa SMAT. Oggi cercherò di chiarire anche gli ultimi dubbi sollevati da questa interpellanza. Rispetto al primo punto, l'ATO3 mi ha fatto pervenire una nota, con allegata la lettera inviata il 22 dicembre scorso al Difensore Civico Regionale, l'avvocato Caputo, in risposta alla sua nota del 24 novembre, che, sostanzialmente, riporta quanto sto per dirvi; però, ripeto, fornirò nota scritta. Le significative modifiche normative hanno visto, nel 2011, il trasferimento all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico delle funzioni in materia di regolazione e di controllo servizi idrici e, in un secondo tempo, nel 2012, l'elaborazione di un nuovo metodo tariffario hanno fisiologicamente allungato i tempi di approvazione del Piano d'Ambito. Nelle more della transizione dal metodo tariffario normalizzato al metodo tariffario idrico è stato adottato un metodo transitorio che non richiedeva l'immediata adozione del Piano, il quale non avrebbe potuto essere adottato perché non erano note le regole tariffarie sottostanti l'elaborazione del piano economico-finanziario. Con la deliberazione di approvazione del metodo tariffario idrico, l'Autorità per l'energia, il gas e il sistema idrico ha anche stabilito che nel metodo tariffario idrico fossero quantificati e approvati, dagli enti di ambito entro il 30 giugno 2014, gli eventuali conguagli relativi a periodi precedenti l'entrata in vigore, quindi questo era stabilito espressamente dall'Autorità. In seguito alla nuova metodologia tariffaria, l'ATO3 ha approvato un aggiornamento del piano economico-finanziario, del programma degli interventi e un altro aggiornamento del primo. Con questi aggiornamenti si è sostanziata quindi la revisione del Piano d'Ambito secondo il nuovo metodo. Lo scostamento tra la tariffa deliberata da ATO3 e quella applicata dal gestore nel Bilancio di SMAT è sempre stata evidenziata, comunicata ed approvata con proprie deliberazioni dall'ATO3, che aveva stabilito, proprio nelle more di quanto aveva detto l'Autorità, che il recupero sarebbe avvenuto secondo le modalità stabilite dall'Autorità, cioè in occasione della revisione triennale del Piano d'Ambito. SMAT ha poi convenuto con ATO3 di far ripartire il conguaglio su un triennio, quindi il costo pro capite si è aggravato di 0,50 centesimi di Euro al mese. I proventi che derivano da questo meccanismo di conguaglio vanno a ridurre l'indebitamento della società per gli investimenti effettuati e l'omesso addebito di questo conguaglio agli utenti finali avrebbe comportato la mancata imponibilità fiscale, quindi con conseguente accertamento da parte della Corte dei Conti di un danno erariale pari a 18 milioni di Euro. Questo è l'omesso addebito di questo conguaglio. Presidente, ho fatto una sintesi di quanto mi ha richiesto il Capogruppo, poi però darò nota scritta. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Abbiamo deciso di presentare questa interpellanza anche insieme ai comitati referendari circa il referendum dell'acqua, perché comunque c'erano ancora delle cose non chiarite nelle occasioni precedenti: in particolare la questione della lettera al Difensore Civico. Mi fa piacere aver sentito riportare la risposta di SMAT, però credo che anche la Città, essendo stato interpellato direttamente il Difensore Civico, avrebbe dovuto rispondere formalmente alla sua richiesta. Questo non è un punto secondario, perché, in questa vicenda, la sensazione che si ha da parte nostra che poniamo domande alla Amministrazione è che l'Amministrazione veda SMAT, ATO e Amministrazione Comunale come un tutt'uno che, di fatto, rappresenta un interesse unico, mentre invece non dovrebbe essere così, nel senso che chi amministra SMAT fa gli interessi di SMAT S.p.A. e non di nessun altro, l'ATO dovrebbe gestire il servizio idrico nell'interesse della collettività, la Città però dovrebbe prendere le parti dei cittadini, cioè dovrebbe essere la Città ad andare a chiedere spiegazioni all'ATO e poi dall'ATO a SMAT su questo conguaglio e su alcune cose che effettivamente lasciano molto perplessi. Per esempio un'altra, che è richiamata anche nell'interpellanza, è che effettivamente questo conguaglio riguarda il 2008 e viene addebitato adesso nel 2014 e, in teoria, la Legge stabilisce cinque anni per la prescrizione delle richieste fiscali. Poi è vero che, probabilmente, già dal 2011 era scritto in un allegato che ci sarebbe stato un conguaglio, tra l'altro la velocità con cui è stato deliberato, poi nel 2014, applicato in bolletta, eccetera, sostanzialmente credo abbia impedito a chiunque di fare ricorso. L'Amministrazione avrebbe anche potuto dire all'ATO e l'ATO a SMAT che nel 2014 la prescrizione era già avvenuta, che senso ha chiedere indietro soldi del 2008? La Legge prescrive che il servizio idrico venga tariffato con tariffe che servono a coprire i costi, compresi gli investimenti, gli ammortamenti, eccetera, però SMAT quei costi li ha sostenuti regolarmente negli anni 2008-2012 ed è andata tranquillamente in utile, quindi non si capisce bene la situazione. Sicuramente tutti i conti fatti in queste deliberazioni saranno stati fatti a regola d'arte, però non si capisce come sia possibile che una società, che è già in utile, dica che per stare nei costi deve aumentare il proprio utile chiedendo indietro altri soldi. Questo meccanismo, al di là di tutte le cose che ci siamo detti, onestamente non lo abbiamo ancora capito. Anche la questione del Piano d'Ambito, al di là della discussione formale sul fatto che il Piano d'Ambito, almeno da quello che ho capito io, deve essere rivisto, non basta approvarne dei pezzettini ogni tanto che vanno a rivedere qualcuno degli allegati, per cui in teoria la Legge obbliga ogni tre anni di rivedere il Piano d'Ambito, perché è quello il piano che prevede anche i costi di investimento certificati, li stabilisce e quindi di lì in poi arrivano le tariffe. Noi siamo fermi al 2009 e infatti l'altra domanda è: l'Amministrazione adesso è sicura che non avremo ulteriori sorprese del genere? Non è che poi nel 2015, nel 2016 scopriamo che ci sono altri conguagli, perché a posteriori nel frattempo ci sono stati altri cali dopo il 2012? Poi si crea un problema di fondo che è l'impossibilità per i cittadini, per le aziende, eccetera, di avere un costo certo del servizio idrico e di vedersi continuamente fare, magari ogni anno, ogni due anni, un conguaglio per gli anni precedenti, non quantificato a priori, non noto, se non magari andandosi a scavare le deliberazioni dell'ATO, che peraltro cambiano, perché le cifre di questo conguaglio riportate nei vari anni sono completamente diverse, quindi non avere nessun tipo di certezza sulla gestione del servizio idrico. È molto comodo per chi gestisce un'azienda chiedere un conguaglio a posteriori perché si è fatto troppo poco utile, per quanto sia regolato da norme. Non è che uno se le inventa così, però c'è anche una flessibilità della politica nel modo in cui viene gestito il servizio idrico. Qui sembra, sostanzialmente, che SMAT decide che ha bisogno di recuperare più soldi per fare utili maggiori, anche se poi tornano agli enti pubblici, per carità, e tutti a catena gli vanno dietro, nessuno difende mai l'interesse del cittadino ad avere tariffe certe, le più basse possibili e a non vedere del lucro sul servizio idrico. Adesso leggeremo la nota nel dettaglio e vedremo se sollevare altre questioni, però in tutta questa vicenda più si fanno domande e più in realtà i dubbi, invece di venire risolti, onestamente aumentano. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Tedesco, per una breve replica. TEDESCO Giuliana (Assessore) Ho sintetizzato la mia risposta anche perché i tempi dell'interpellanza sono limitati. Credo che attraverso la nota il Capogruppo Bertola avrà modo di chiarire qualche altro dubbio. Volevo solo precisare qualcosa brevemente. Innanzitutto, non vorrei sbagliarmi, ma ne sono abbastanza certa, poi verificherò, la lettera del Difensore Civico non era indirizzata alla Città, ma ad ATO, anche perché il quesito era sul gestore SMAT, ed è per questo che non abbiamo risposto. Secondo, capisco anche quando si dice: "Non è che un'azienda ha un certo fabbisogno e mette un conguaglio"; no, perché in realtà questo conguaglio, essendo la tariffa adottata nelle more di una revisione, è stato sin dall'inizio evidenziato nei Bilanci SMAT. Quindi non è che ci siamo svegliati nel 2013 e abbiamo deciso che c'era un conguaglio da fare: era già stato evidenziato sin dall'inizio ed è per questo che posso dirle che l'eventuale omissione di quell'addebito poteva portare a un problema di natura fiscale. Ultima cosa, chiedeva il Capogruppo circa eventuali altri conguagli nei prossimi anni: no, perché nel Bilancio non è stato inserito altro. Si ricollega a quando dicevo che non è una cosa improvvisa, perché sin da quando si decise di adottare il metodo tariffario transitorio il conguaglio è stato evidenziato nei Bilanci di SMAT e nelle deliberazioni di ATO. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |