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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Febbraio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 21

Discussione su rapporto conclusivo dell'attivitą della Commissione Consiliare Speciale di promozione della cultura della legalitą e del contrasto dei fenomeni mafiosi ed indirizzi all'Amministrazione.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ammettiamo, fuori termine, l'emendamento annunciato dal Consigliere Curto e
procediamo con la discussione.
Chiedo ai Colleghi un po' di silenzio.
La parola al Consigliere Nomis.

NOMIS Fosca
Gentili componenti della Giunta, care Consigliere e cari Consiglieri, la Commissione
Consiliare Speciale di promozione della cultura della Legalità e del contrasto dei
fenomeni mafiosi è stata voluta e la sua istituzione votata da tutte le forze politiche di
questo Consiglio il 19 marzo del 2012. Decisione che prendemmo all'ombra
dell'indagine Minotauro, i cui risultati ci scossero profondamente e ci diedero la
tragica conferma del radicamento della 'ndrangheta nel nostro territorio.
Abbiamo reagito. La Città si è costituita Parte Civile nel processo Minotauro e il
Consiglio Comunale ha istituito la Commissione, avviando così un percorso di
approfondimento sul tema e di ricognizione dei possibili interventi nelle materie di
competenza dell'Amministrazione Comunale.
Abbiamo deciso di farlo coinvolgendo la Città e per primi in Italia abbiamo, come
componenti permanenti della Commissione, attori esterni che possono giocare un
ruolo importante, per le competenze e per il ruolo che hanno, nel contrasto alle
organizzazioni criminali, e che voglio ringraziare per il contributo che ci hanno dato.
La Commissione ha individuato alcuni filoni di lavoro, che ritrovate approfonditi
nella Relazione che stiamo discutendo, ovvero educazione e percezione della
legalità, racket ed usura, appalti e grandi opere, beni confiscati, gioco d'azzardo,
agromafie e piano anticorruzione.
In Aula mi soffermerò soltanto su alcuni di questi aspetti, perché purtroppo non c'è il
tempo per approfondirli tutti, ma ovviamente troverete maggiori informazioni nella
Relazione completa.
Come sapete, la Commissione ha realizzato, con l'Università degli Studi di Torino,
con la Camera di Commercio di Torino e con Libera, la ricerca "Criminalità
organizzata, contesto di legalità e sicurezza urbana. Un'indagine tra gli operatori
economici di Torino", i cui risultati sono stati presentati lo scorso febbraio in Sala
Rossa e che trovate anche in allegato alla Relazione.
Dai 501 questionari raccolti in quattro zone di Torino, le cui Circoscrizioni sono state
attivamente coinvolte (che sono Barriera di Milano, Mirafiori Nord, Santa Rita,
Vanchiglia-Vanchiglietta e San Donato), emerge che fra gli intervistati non c'è
consapevolezza delle leggi anti-usura e anti-racket e delle tutele previste per chi
intende denunciare. Soprattutto la mancanza di conoscenza delle prime risulta
preoccupante, in un contesto in cui le organizzazioni criminali hanno grande
disponibilità di liquidità, che spesso gli operatori economici non trovano presso le
banche.
La Commissione ha quindi invitato l'Assessorato competente e la Polizia Municipale
ad attivare dei percorsi di formazione sulla materia, affinché quest'ultima possa
essere in grado di indirizzare gli operatori economici alla denuncia presso le Autorità
competenti, con le quali esiste già un rapporto di collaborazione, che è stato
ulteriormente formalizzato con la firma di un Protocollo tra la Polizia Municipale e la
Procura il 27 ottobre scorso. Sono quindi stati realizzati due corsi, fra giugno e
dicembre scorso, che hanno coinvolto complessivamente circa 110 agenti della
Polizia Municipale, quindi questo possiamo annoverarlo tra i risultati della nostra
attività.
Un altro elemento rilevante della ricerca da sottolineare in questa sede è come i
cittadini abbiano una percezione non ingenua della presenza e delle modalità di agire
delle organizzazioni criminali: per citare un dato, il 26,4% dei cittadini ha dichiarato
che, a fronte di minacce per pagare il pizzo, sarebbe disponibile a chiudere l'attività e
a cambiare zona, il che esprime la chiara volontà di non sottomettersi a rapporti di
forza tipici delle organizzazioni criminali.
Come ci ha ricordato il Prefetto durante un incontro con la Commissione, questo è un
aspetto molto importante: la sensibilità e la consapevolezza dei cittadini sono
fondamentali nella lotta alle mafie.
La stessa ricerca ci dice anche come la percezione del legame fra politica e
corruzione sia stretto e diffuso e come questo crei distanza fra i cittadini e le
Istituzioni. Si tratta di un dato che non sorprende e purtroppo spesso le notizie di
cronaca danno atto di questo legame perverso, ma queste situazioni devono essere
uno sprone a rafforzare la credibilità e la rispettabilità delle Istituzioni, per chi ci
lavora e per chi le rappresenta, perché queste devono essere le principali alleate dei
cittadini nella lotta alle organizzazioni criminali.
È importante sottolineare come, oltre agli obiettivi d'indagine scientifica, questo
lavoro abbia rappresentato un'occasione importante di sensibilizzazione per
aumentare la soglia di guardia sia degli operatori economici locali, sia delle
organizzazioni di categoria e degli Enti Pubblici del territorio rispetto a fenomeni di
illegalità e alle cosiddette zone grigie fra legalità ed illegalità.
La stessa ricerca verrà realizzata nel Comune di Chivasso e nella zona 10 di Milano,
il che ci consentirà di confrontare i risultati del nostro lavoro con altre due realtà
territoriali che hanno peraltro potuto beneficiare di un lavoro già realizzato da questa
Amministrazione, in una logica di riuso virtuoso fra Pubbliche Amministrazioni.
Un altro tema oggetto di particolare attenzione della Commissione, considerate le
competenze della Pubblica Amministrazione e l'attenzione delle organizzazioni
criminali in questo settore, è quello delle gare di appalto: un ampio lavoro di
ricognizione è stato fatto con gli Uffici competenti del Comune e le sue Aziende
partecipate, che sono stazioni appaltanti. Sono emerse come preoccupanti le
situazioni di società a capitale pubblico che vedono anche una partecipazione del
Comune, ma che sono di diritto privato, e quindi, a fronte di pareri legali in materia,
operano di fatto, nell'assegnazione delle committenze, come privati e non come
stazioni appaltanti pubbliche, ovvero senza procedure di gara ad evidenza pubblica.
Sono inoltre state oggetto di approfondimento le modalità di aggiudicazione delle
gare da parte del Comune, con particolare attenzione al criterio del massimo ribasso,
considerato che negli ultimi anni i ribassi sono passati da una media del 20% al 40-
45% (e fino ad oltre il 50% per alcune partecipate), da un lato rispondendo alla
contrazione di risorse della Pubblica Amministrazione e alla necessità di individuare
un criterio oggettivo nell'aggiudicazione di un bando, ma dall'altro esponendo le
aziende sane a rischi imprenditoriali elevati.
In questo contesto la Commissione ha sostenuto un percorso avviato dall'Assessorato
competente per contratti e appalti e dalla Filiera delle costruzioni, formata da
Collegio Costruttori Edili - ANCE Torino, Gruppo Materiali da Costruzione e
Associazione Imprese di Impianti Tecnologici dell'Unione Industriale di Torino,
CNA, Confartigianato e Ascomed, che porterà la firma di un protocollo d'intesa
propedeutico e ad una deliberazione della Giunta Comunale che recepirà questo
Protocollo, dando così atto, in realtà, a quanto già previsto dall'articolo 82, comma 3
bis del Decreto Legislativo n. 163/2006, che prevede in sostanza lo scorporo del
costo della manodopera, con conseguente divieto di ribasso sullo stesso, per tutte le
gare aggiudicate con il criterio del prezzo più basso.
L'applicazione del Protocollo dovrebbe essere estesa anche alle società partecipate.
L'auspicio è che questa iniziativa possa garantire effettive condizioni di
concorrenzialità, tutelando le aziende "sane" da quelle che hanno forte disponibilità
di liquidità proveniente dal mercato illegale e impiegano lavoro nero, falsando così i
prezzi delle gare.
Attenzione è stata anche dedicata alle grandi opere, e in particolare alla TAV, il cui
Commissario di Governo, Mario Virano, è stato audito due volte in Commissione in
fasi diverse, la seconda a seguito dell'operazione San Michele. In questa seconda
audizione il Commissario ha ampiamente illustrato gli sforzi che sono in corso per
armonizzare le legislazioni francese ed italiana in materia di appalti pubblici e
normativa antiriciclaggio, in particolare il Commissario in quella sede ha annunciato
l'accordo per l'utilizzo della normativa antimafia italiana su tutta la filiera dell'opera
su entrambi i versanti, considerata la scarsa competenza in materia sul lato francese.
Preoccupanti, invece, sono state le risposte riguardanti le opere preliminari e
collaterali di importo comunque notevole (alcune centinaia di milioni di Euro), che
sono state realizzate e saranno realizzate al di fuori delle suddette normative e
accordi bilaterali.
Altro tema di competenza dell'Amministrazione Comunale è la gestione dei beni
confiscati alle organizzazioni criminali, che, in ultima istanza, arrivano all'Agenzia
del Demanio ai Comuni.
Grazie al lavoro in collaborazione con l'Assessorato e gli Uffici competenti, è stata
individuata una modalità di bando pubblico per raccogliere proposte progettuali dalle
associazioni per l'utilizzo dei beni confiscati che ne valorizzino l'impiego a scopo
sociale, come previsto dalla Legge. Il primo bando pubblico per un bene confiscato,
che è un alloggio in corso Vigevano 50, è stato pubblicato proprio in questi giorni sul
sito del Comune; anche questo lo possiamo annoverare fra i risultati che ha portato a
casa questa Commissione.
Una Commissione che si chiama nel suo titolo "Commissione per la promozione
della cultura della Legalità" e che quindi nel corso del propria attività ha promosso
diverse iniziative in collaborazione con l'Assessorato all'Istruzione, con le scuole e
con le associazioni, proprio per promuovere con ragazze e ragazzi una cultura della
legalità, ritenendo che questa sia una chiave fondamentale per costruire un contesto
che sia libero dalle mafie, tema che è stato peraltro sottolineato da diverse
associazioni che sono venute in audizione e che hanno sottolineato come sia
fondamentale far crescere questa cultura della legalità fra i cittadini.
Altri sono i temi che abbiamo affrontato, in realtà, nei lavori della Commissione che
ritrovate nella Relazione: citavo il tema delle agromafie, su cui abbiamo lavorato con
l'Assessore Pellerino per avviare un percorso che ci consenta di lavorarci in futuro ad
esempio, così come su avviso pubblico.
In questa Commissione abbiamo lavorato un po' come la Commissione stessa è
costituita, quindi sentendo la Città, abbiamo ascoltato la Procura, le forze dell'ordine,
gli ordini professionali, i centri di ricerca, le associazioni, gli Enti Pubblici e privati,
la stampa specializzata, e voglio ringraziarli tutti per la disponibilità e il tempo
dedicato in audizione.
Questo è il modo in cui abbiamo lavorato e che ci ha consentito di portare a casa i
risultati che ad oggi abbiamo ottenuto, che però vorremmo che fossero un passo di un
percorso che deve ancora, secondo quanto emerso in Commissione, giungere a
compimento. Quindi, il tema che sottoponiamo, oltre all'attenzione rispetto alla
Relazione e alla mozione di accompagnamento, è quello di poter proseguire i lavori,
come Commissione, anche da qui al termine del mandato, individuando delle aree di
lavoro in particolare, che ritrovate anch'esse nella mozione, che sono per noi di
particolare attenzione e che la Commissione ha ritenuto di dover approfondire
ulteriormente. Su questo penso che anche i Colleghi di Commissione interverranno,
ma i titoli e i capitoli di cui abbiamo parlato prima sono sicuramente temi che
richiederanno auspicabilmente ancora il nostro lavoro.
L'ultimo spunto è quello di una delle primissime audizioni che abbiamo fatto: la
Procura, ed in particolare l'allora Procuratore Capo Caselli ci disse che la Procura è
un notaio di quello che è successo. Allora a noi sta il compito importantissimo di fare
in modo che ciò non avvenga, che quindi le organizzazioni criminali non si infiltrino
nelle nostre realtà economiche e nel nostro tessuto politico amministrativo, e per fare
questo bisogna stringere le maglie tutti insieme di quegli spazi che si vengano a
creare lavorando, a partire dalle Istituzioni, che hanno sicuramente una responsabilità
centrale, ma con tutti i soggetti che operano sul territorio a diversi livelli, che devono
essere degli alleati strategici, per consentirci di riuscire veramente a vincere questa
battaglia contro le organizzazioni criminali anche nel nostro territorio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Vicepresidente della Commissione, Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Io ringrazio, oggi sarà la giornata dei ringraziamenti ovviamente, visto che siamo alla
fine parziale di un percorso, spero solo parziale e che possa proseguire.
Sarà la giornata dei ringraziamenti e voglio partire dal Presidente Fosca Nomis, che,
da quando ha preso in mano la Presidenza della Commissione, ha fatto, insieme a
tutti gli altri, devo dire, un lavoro meticoloso. Ovviamente, oltre a lei, ci sono tutti i
partecipanti Commissari della Commissione, i Commissari interni, ma moltissimi
Commissari esterni, che hanno partecipato con assiduità, talvolta hanno rimproverato
anche noi, Consiglieri Comunali, di aver partecipato e di esser più presenti di noi;
questo a dimostrazione del fatto che gli argomenti che abbiamo trattano erano di
grande interesse per il territorio.
Di incontri ne abbiamo fatti tanti, con la Procura di Torino, le Forze dell'Ordine, gli
Assessori e gli Uffici Comunali, quando non era possibile direttamente con gli
Assessori, comunque erano presenti gli Uffici Comunali; le Aziende partecipate del
Comune sono venute tutte a trovarci, le abbiamo incontrate, anche con molte
domande da parte dei Commissari perché l'interesse era forte; le Agenzie nazionali,
gli Ordini professionali, l'Università, i Centri di Ricerca, e anche giornalisti esperti
del settore, magari chi, come a uno degli ultimi incontri, un giornalista torinese è
venuto a riportare l'esperienza personale di approfondimenti fatti proprio in queste
materie.
Gli argomenti trattati sono stati molti e hanno riguardato comunque, in maniera
molto stretta, il territorio, anche il territorio torinese.
Quindi, la ricerca che abbiamo fatto e di cui già avete sentito parlare, perché si è
svolta anche nell'anno passato, è quella sul racket, "Criminalità organizzata, contesto
di legalità e sicurezza urbana", un'indagine che è stata fatta tra gli operatori
economici di Torino.
Ricordate, abbiamo individuato porzioni di territorio della nostra città e alcune
circoscrizioni, quelle che, evidentemente, sono state ritenute più calde o di maggiore
interesse, quindi Barriera di Milano, Mirafiori Nord, Santa Rita, Vanchiglia-
Vanchiglietta e San Donato.
Spesso non sono emerse problematiche così forti, però certo la richiesta anche di
avere maggiore supporto, di fronte alla conoscenza di questi problemi, quindi una
maggiore vicinanza tra gli operatori economici e le Forze dell'Ordine, ci hanno
sollecitato anche un iter che passa attraverso la formazione stessa delle Forze
dell'Ordine che poi si recano sul luogo e si confrontano con le persone che vengono
coinvolte da episodi di illegalità e altro.
Oltre al lavoro sul racket, abbiamo proseguito anche con il lavoro sugli appalti, che è
stato molto interessante e che ha puntato soprattutto su quelle che sono le modalità di
aggiudicazione delle gare da parte del Comune, con particolare riguardo al criterio
del massimo ribasso: come diceva prima il Presidente Nomis, siamo passati da una
media del 20% al 40-45%, fino ad arrivare al 50% in alcune delle nostre partecipate.
Parlando dell'argomento degli appalti, abbiamo affrontato anche il problema della
TAV, quindi una parte dedicata alle grandi opere, e abbiamo incontrato più volte il
Commissario di Governo Mario Virano.
Abbiamo affrontato il tema anche all'interno delle scuole, quindi quella che è
l'educazione e la percezione che si ha del valore della legalità. Come Commissione,
siamo stati promotori di quella che è stata la rappresentazione teatrale dedicata a Pino
Masciari, che, come sapete, è un testimone di giustizia, oltre che un cittadino
onorario di Torino. Come Commissione, abbiamo partecipato anche alla spettacolo
dedicato alla morte di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo; quindi, anche la parte
dedicata ai giovani e alle nuove generazioni non è mancata.
Ricordo anche i temi più caldi che riguardano la città e i quartieri della nostra città,
quindi abbiamo incontrato alcune Associazioni, come per esempio gli abitanti di
piazza Vittorio e delle zone di San Salvario, che oggi, anche se non quotidianamente,
purtroppo sono tra i quartieri che lamentano situazioni di illegalità e quindi
richiedono un supporto e un'assistenza da parte dell'Amministrazione locale; anche
loro sono stati auditi, con l'impegno da parte nostra di seguirli anche in un percorso
di maggiore controllo del territorio.
Sul gioco d'azzardo - lo diceva prima anche il Presidente - abbiamo incontrato
diverse associazioni di esercenti e abbiamo preso atto un po' della politica da
seguire, cioè che il gioco legale è sicuramente l'arma migliore per combattere la
diffusione del gioco illegale, che poi, a sua volta, è una delle maggiori fonti di
finanziamento delle organizzazioni criminali.
Insomma, il lavoro che è stato fatto credo sia molto; ritengo sia condiviso quanto
riportato dai firmatari, ma anche - immagino - da molti Colleghi presenti in
Consiglio, anche l'opportunità di proseguire questo percorso non solo, per ora la
mozione impegna fino alla fine di questo mandato, ma a mio giudizio sarebbe
opportuno che la Commissione Legalità divenisse, quasi al pari delle altre
Commissione permanenti, un impegno preciso da parte delle Amministrazioni locali,
e lo potrebbe essere proprio istituendola come Commissione permanente.
Quindi, io invito tutti a leggere più nel dettaglio la Relazione, che riporta dei dati ben
precisi, e ad approvare la mozione che prevede una prosecuzione dei lavori.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Naturalmente mi unisco ai complimenti, anche se, essendo stata costituita nel 2012,
eravamo ancora PdL, quindi non ho potuto partecipare, ha partecipato per noi il
Consigliere Ambrogio; quindi, Forza Italia è stata fuori da questa Commissione, ma
è come se avesse partecipato, in quanto il Consigliere Ambrogio ci ha ben
rappresentati.
Volevo solo dare un suggerimento, più che introdurmi in ragionamenti difficili: ho
visto che sul bando si fa specifica attenzione alle mense comunali, che mi sembra un
rapporto interessante e utile; non capisco, però - ed è qui che chiedo al Presidente
della Commissione se sia stato valutato -, se magari qualche attenzione al fenomeno
della movida, nel senso complessivo, potesse essere data oppure no, essendo un tema
borderline, dove comunque si può cercare di fare qualche ragionamento. Quindi,
volevo capire dal Presidente della Commissione se lo abbiano approfondito o se sia
una cosa che potremmo aggiungere, come attenzione, con un emendamento.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Oggi il ringraziamento va ai Colleghi e alle Colleghe, a cominciare dal Presidente
Fosca Nomis e dalla Vicepresidente Ambrogio per il lavoro svolto in questi mesi.
Io mi sono aggiunto in corsa al lavoro della Commissione antimafia e ho trovato una
grande disponibilità ed una predisposizione a cercare di fare nel miglior modo
possibile il proprio lavoro.
L'abbiamo definita, come Consiglio Comunale, Commissione di educazione alla
cultura della Legalità, però devo dire che questa Commissione ha avuto al capacità di
svolgere secondo me quello che poi deve essere - io credo - il suo vero ruolo
informale, quello di collettore e di coagulante di malta delle cose che accadono in
città e che tengono insieme, per capirci, da un lato l'educazione alla cultura della
legalità con il lavoro di indagine e di approfondimento che svolgono tanto i media
quanto, ovviamente, gli Uffici della Procura della Repubblica.
In questo vorrei ringraziare i Colleghi che hanno lavorato ben prima e ben più di me,
perché mi sembra che il lavoro finale sia un lavoro, senza esagerare, all'onor del
mondo, che merita di essere letto, questo lo dico a tutti Colleghi del Consiglio
Comunale: so che abbiamo tanti atti da leggere, ma, vi prego, per la nostra attività
politica e la nostra attività amministrativa in Città, questa Relazione merita di essere
letta e, per certi versi, considerata, non tanto come un lavoro finito, quanto come un
lavoro aperto, che va rilanciato, dotato gli strumenti più idonei, io non so se la
Commissione sia, di per sé, lo strumento più idoneo, sarebbe sbagliato che la
Commissione parlasse di se stessa, ma credo che sicuramente non ci si possa fermare
qui. I contenuti di questa Relazione lo dimostrano: noi dobbiamo assolutamente
andare avanti e, soprattutto, evitare che si dica che questa Commissione sia stata un
moto umorale, una risposta quasi psicologica di una politica torinese che si sentiva
messa sotto accusa dall'indagine Minotauro del 2011.
Tuttavia, i Consiglieri mi permetteranno di sottolineare tre punti che io trovo
particolarmente significativi: mi ha sorpreso e mi ha un po' amareggiato il fatto che
due di questi tre punti, che pur stavano nella Relazione, credo per un mero errore di
segreteria, non abbiano trovato posto - unici, peraltro - nell'impegnativa della
mozione.
Intendo leggerli per quelli che sono: "La Commissione ritiene opportuno
approfondire i seguenti temi: 1) appalti e grandi opere, con particolare attenzione al
monitoraggio dell'implementazione del Protocollo d'Intesa, propedeutico ad una
deliberazione della Giunta Comunale che recepirà il Protocollo stesso, dando così
atto all'applicazione dell'articolo 82" , questo c'era in realtà, mancava la seconda
parte, dove c'era scritto "TAV e all'armonizzazione della normativa fra Italia e
Francia su questo tema, nonché alla gestione della filiera della Sitaf, in una fase così
delicata di passaggio della compagine di proprietà".
Ci tengo a citarlo perché, con l'indagine San Michele, noi ci siamo ritrovati alcune
partecipate pubbliche, voglio ricordarlo, in particolare la Sitaf e la gestione
dell'aeroporto, che avevano concesso in forma di appalto o di subappalto a delle
aziende controllate da soggetti sottoposti a misure strettamente restrittive per
pericolosità sociale.
Io credo che abbiamo il dovere, non solo, ci corre l'obbligo morale di svolgere
un'azione amministrativa di verifica nei confronti di questi soggetti. È stata una
casualità che è stata intercettata dagli investigatori, nella ricostruzione, la struttura
delle 'ndrine sul nostro territorio o è la prassi? Con quali forme, per esempio, la
Sitaf, che non è più la società pubblica, concede i propri appalti?
Nel giugno di quest'anno io ho fatto l'accesso agli atti, che ad oggi non è stato
ancora esaudito, lo sa bene la Conferenza dei Capigruppo, perché abbiamo avuto
modo di ascoltare anche il vertice di Sitaf; ancora oggi non sappiamo con quali
procedure Sitaf e le sue controllate concedono i loro appalti.
C'è poi il punto delle opere collaterali dell'alta velocità, stiamo parlando di appalti, o
meglio, di non appalti, stiamo parlando di affidamenti di lavori per centinaia di
milioni di Euro, che non saranno sottoposti alla normativa, attenzione però,
Presidente Nomis, il Protocollo tra Italia e Francia non prevede l'utilizzo della
normativa antimafia: il Protocollo fra Italia e Francia prevede l'utilizzo della
normativa antimafia per la concessione di appalti, sono due cose differenti. Quindi,
non ha ragione il Presidente Cantone e non ha ragione neanche il dottor Virano, sono
due cose diverse, bisogna capirsi. Per capirci, la normativa antimafia prevede
l'inversione dell'onere della prova, per cui, se c'è stato un giusto arricchimento, sono
io che devo dimostrare come c'è stato quell'arricchimento.
La normativa antimafia prevede la confisca preventiva, il congelamento dei beni,
tutte cose che non sono previste dalla normativa antimafia sugli appalti, che invece è
quella con cui fino ad oggi ci siamo accordati con i francesi, e io lo ritengo un fatto
importante.
Ma poi rimane la questione, credo importantissima, delle opere collaterali. Allora io
vorrei che il commissario Virano, che è venuto due volte in Commissione antimafia,
è venuto l'ultima volta in Conferenza dei Capigruppo, finalmente ci rispondesse
perché, nella realizzazione del cantiere della TAV, si è deciso di spacchettare la
realizzazione in due sottolotti, di fatto eludendo non la normativa antimafia, ma
qualsiasi basilare normativa sul controllo degli appalti, e si sia deciso di affidare quel
cantiere a due soggetti, Italcoge e La Martina, che di fatto fanno parte dello stesso
sodalizio economico, e per indagini svariate della Magistratura anche criminale.
E allora vorrei sapere perché c'è stata la possibilità per Toro di infilarsi con i
subappalti all'interno di quel cantiere, e perché un cantiere, che è giustamente chiuso
alle verifiche, un luogo difficilmente accessibile, diventi tanto facilmente permeabile
da alcuni interessi, non tutti purtroppo legittimi, in questo caso stiamo parlando di
interessi criminali.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Devo invitarla a concludere, Consigliere.

CURTO Michele
Un ultimo passaggio - me lo permetta Presidente, perché lo considero il più
importante - è quello che, invece, riguarda il sistema D'Agostino e la Rosso
Costruzioni.
Un punto che viene richiamato dall'emendamento, che viene richiamato dalla
Relazione, con cui si dice una cosa precisa: per 16 anni D'Agostino, sottoposto a
stringenti misure cautelari, considerato soggetto pericoloso, ha realizzato subappalti
per una delle due importanti imprese torinesi e, attenzione, non ha fatto movimento
terra, cioè l'attività basso-criminale, ha realizzato calcestruzzi, gli esoscheletri delle
costruzioni. Quando in un'attività edificatoria i calcestruzzi vengono conquistati
dalla criminalità organizzata, questo è un segnale inconfondibile della qualità della
permeazione criminale all'interno del tessuto economico.
Allora noi non possiamo non porci il problema e l'interrogativo di come sia possibile
che un soggetto di questo tipo, che era già sottoposto a misure di garanzia all'inizio
degli anni 2000, abbia potuto realizzare i più importanti siti olimpici che sono stati
realizzati a Torino, dal Palavela al noto Villaggio Olimpico ex MOI passando per lo
Star Trek dell'hockey. Visto che le dichiarazioni di Rosso davanti ai Magistrati
hanno riconosciuto che D'Agostino era il capocantiere dei calcestruzzi e visto che i
controlli nel 2006 venivano svolti dalle Pantere di Polizia, bisognerebbe capire come
sia stato possibile che un soggetto di questo tipo abbia potuto abitare i nostri cantieri
senza che nessuno lo abbia segnalato.
La ringrazio, Presidente, io le chiedo scusa per il tempo tolto, ma volevo aprire
alcune finestre sull'ottimo lavoro e il gran servizio che hanno svolto i Colleghi e le
Colleghe della Commissione antimafia, a cui io mi sono aggiunto solo all'ultimo
momento e il merito va sicuramente a loro e al Presidente Nomis e al Vicepresidente
Ambrogio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Io mi unisco, ovviamente, nel complimentarmi con tutti i Consiglieri, ed in
particolare con il Presidente per il lavoro svolto ed anche per la dedizione e
l'impegno con i quali lo ha affrontato.
Volevo soltanto aggiungere un mio punto di vista, spero condiviso, ma che riguarda
un punto molto piccolo sul quale ovviamente, pur avendo firmato e non ritirando al
firma dalla Relazione, però non condivido quanto si dice al capoverso 5
nell'impegnativa della mozione, ed è il motivo per cui ho presentato un
emendamento nel quale chiedo di espungere dalla mozione tale punto.
Al punto 5 si dice: "Monitorare i fenomeni del gioco d'azzardo illegale...", va
benissimo, "...implementare iniziative di educazione e sensibilizzazione, volti a
tutelare le fasce più vulnerabili che rischiano la dipendenza del gioco d'azzardo" e
questa mi pare sia assolutamente una priorità, abbiamo fatto anche un'importante
audizione con Lottomatica, con la quale abbiamo intrapreso, secondo me, un
rapporto assolutamente costruttivo, sia per quanto riguarda questo tipo di
monitoraggio che per quanto riguarda le iniziative di educazione e di controllo a
questo fenomeno di illegalità.
Il punto successivo, invece, non mi trova d'accordo, perché richiedere un intervento
legislativo alla Regione Piemonte in materia di limitazione del gioco sul territorio, a
me pare che sia una di quelle solite soluzioni nelle quali si rischia di limitare da una
parte quello che è lecito dall'altra.
In materia di gioco (gestito dai Monopoli di Stato) esiste una normativa nazionale
puntale che vale per tutti e che su questo tema è molto rigorosa. Ora, chiedere alla
Regione di fare un ulteriore intervento legislativo, che in qualche modo sarebbe in
contrasto con la normativa nazionale, per chiedere ulteriori e successive limitazioni,
rischierebbe soltanto di avere il risultato di non poter fare a Torino quello che si può
fare a Pont Saint Martin, da una parte, o ad Albenga, dall'altra, facendo quella che si
chiama concorrenza sleale. Questo è un atteggiamento un po' demagogico, che
dovremmo cercare di eliminare sempre dai nostri atti.
Io sono assolutamente d'accordo che il gioco d'azzardo va combattuto e che le mafie
che lo gestiscono vanno combattute, ma il gioco legale gestito dai Monopoli di Stato,
dove Lottomatica è venuta a raccontarci che, per statuto, investe oltre il 7% del suo
utile in attività culturali e ricreative, non può essere combattuto con la stessa ferocia
con la quale combattiamo le mafie e l'illegalità.
Per cui chiedo che venga cancellata, al quinto punto dell'"Impegna", la frase
"richiedere un intervento legislativo...", perché mi pare assolutamente demagogico.
Fare una legge più restrittiva in Piemonte, oltre che a essere costituzionalmente
illegittimo, perché una Legge Regionale non può essere in contrasto con una
disciplina nazionale, rischierebbe soltanto di avere, nelle more della decisione della
Corte Costituzionale, un Piemonte diverso da tutte le altre Regioni d'Italia e
provocherebbe una migrazione di chi vuole giocare legalmente.
Per l'illegalità è evidente che sono d'accordo con quello che ha scritto e detto la
Presidente Nomis. E per questo chiedo al Consiglio Comunale di fare un'azione
secondo me assolutamente coerente, cioè togliere questo punto e dire che la Regione
si occupi di applicare le normative nazionali, che sul punto sono molto ferree, invece
di fare interventi legislativi in contrasto con la normativa nazionale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Nomis.

NOMIS Fosca
Ringrazio i Colleghi per il dibattito e colgo l'occasione per rinnovare ancora il
ringraziamento ai Consiglieri che hanno fatto parte della Commissione nell'ultimo
periodo, ma anche chi ha fatto parte prima, perché ci sono state una serie di
evoluzioni in itinere in questi anni di lavoro.
Io vorrei soltanto rispondere brevemente ad alcuni spunti che sono emersi dall'Aula.
Un tema riguarda le mense, che citava prima il Consigliere Tronzano. Quella delle
mense è un'area di lavoro in cui abbiamo solo aperto la finestra, ma che dobbiamo
ancora approfondire. Ma con l'Assessore Pellerino abbiamo incominciato a
ragionare, per capire come inserire nel prossimo bando, che verrà pubblicato nel
2016, degli elementi che ci consentano sostanzialmente di parlare di un pranzo per le
persone che mangiano nelle mense del Comune, usando un po' uno slogan, "libero
dalle mafie", per far diventare questa in realtà un'occasione anche di educazione,
soprattutto dei bambini della nostra città.
Quindi, usare lo strumento del pasto, di quello che loro mangiano, per raccontare la
storia che ci sta dietro; quindi, trasformare anche il pasto in uno strumento di
educazione alla legalità.
Questa è soltanto una finestra che abbiamo aperto, ma è uno di quei temi su cui, nel
caso in cui volessimo continuare a portare avanti questa attività, sarebbe una delle
aree di lavori sulle quali c'impegneremo.
Il tema della movida è stato oggetto di approfondimento, perché come citava anche
la Vicepresidente, sono state audite le associazioni delle zone. La lente con cui
abbiamo guardato questo tema è quella della legalità, quindi il tema del rispetto della
legalità in questi contesti.
Uno dei temi che è emerso, che potremmo accogliere come area di lavoro che ci
potrebbe competere, nel caso in cui la Commissione continuasse il proprio impegno,
è soprattutto l'attenzione che alcune organizzazioni criminali possono rivolgere ai
locali per il riciclaggio del denaro.
Quindi, questo è un tema che è stato sollevato. Abbiamo anche invitato le
associazioni di farsi promotrici di attenzione, eventualmente di denuncia, laddove ci
siano gli elementi per poterlo fare. Perché, ovviamente, il compito della
Commissione non è quello di essere una Commissione d'indagine, come la
Commissione Parlamentare, ma di conoscenza, di raccolta d'informazioni, di
elaborazione e di indirizzo, soprattutto rispetto alla nostra Amministrazione.
Quindi, su questo tema c'è la massima disponibilità a integrarlo, perché è un tema in
realtà che abbiamo affrontato in Commissione.
Per quello che riguarda, invece, l'ampliamento della mozione di indirizzo ai punti
che sollevava il Consigliere Curto, si tratta di trasferire sostanzialmente quello che
c'è nella relazione all'interno della mozione d'indirizzo, perché erano dei temi che
erano contenuti all'interno della mozione.
Quindi, si tratta di creare un copia-incolla, banalmente, da un documento all'altro,
ma che giustamente ci consente di ricomporre quelle indicazioni che c'erano nella
relazione, riportandole anche all'interno della mozione d'indirizzo, che poi è quella
che impegna l'Amministrazione, insieme a tutta la relazione, perché la relazione è
parte integrante della mozione stessa.
Per quello che riguarda il tema del gioco d'azzardo, so che è un tema delicato, sul
quale non ritornerei, perché è stato oggetto di grandi approfondimenti, anche qui in
Sala Rossa. In Commissione abbiamo cercato di affrontare il tema ancora una volta
con la prospettiva della legalità, accennando solo altri temi che invece sono di
competenza di altre Commissioni, come la IV Commissione e la Commissione Diritti
e Pari Opportunità, con le quali abbiamo lavorato; temi che vorremmo rimandare al
corretto mittente.
L'oggetto che abbiamo approfondito è il confine tra gioco legale e gioco illegale,
quindi come queste due dimensioni si toccano. Ma abbiamo anche posto l'attenzione,
sapendo che questa è anche una sensibilità del Consiglio Comunale, su come
l'ampliamento del gioco legale, rispetto a quello illegale, sicuramente consente di
ridurre, confinare un fenomeno sicuramente negativo, ma che nello stesso tempo ha
bisogno di essere osservato con particolare attenzione, perché anche il gioco legale
ha delle esternalità negative. Questo è il tema e i confini all'interno dei quali
abbiamo affrontato l'argomento.
Ringrazio, tra l'altro, il Consigliere Cassiani, che aveva suggerito l'audizione con
Lottomatica, che è stata un'occasione molto interessante di approfondimento, per
guardare questo tema anche da un altro punto di vista.
Concludo con dei ringraziamenti sentiti, perché credo che insieme abbiamo portato
avanti un lavoro, abbiamo fatto delle proposte e abbiamo anche ottenuto dei risultati
rispetto all'attività amministrativa. Quindi, il ringraziamento va al Consiglio
Comunale, ma anche alla Giunta, che ci ha affiancato sempre nelle nostre attività,
garantendo anche la sostenibilità del lavoro della Commissione, perché quello che
abbiamo proposto, essendo diventato parte dell'attività amministrativa, possiamo
dire che in ogni caso abbiamo seminato qualche cosa nella nostra Amministrazione
su questo tema, sapendo che qualsiasi iniziativa venga presa successivamente dal
Consiglio Comunale, sicuramente l'impegno che deve essere preso da parte di queste
istituzioni, ma di tutte le altre realtà, nel contrasto alle organizzazioni criminali, è un
impegno davvero importante, che non deve lasciare spazio a un mondo che si sta
piano piano sempre più infiltrando e radicando.
Questo fenomeno purtroppo non è nuovo, perché il Procuratore Capo Bruno Cacci è
stato ucciso a Torino più di trent'anni fa, dalla 'ndrangheta. Quindi, arriviamo un po'
tardi, ma ci siamo. Credo che portare avanti questo lavoro sia importante anche per
ricordare la sua figura.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Intervengo per esprimere pieno apprezzamento da parte mia e della Giunta per il
lavoro della Commissione e per dire che ovviamente condivido la mozione di
accompagnamento e la parte impegnativa. Da parte dell'Amministrazione Comunale
c'è tutta la determinazione a operare lungo le linee indicate dalla Commissione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il dibattito sul rapporto conclusivo dell'attività della Commissione è concluso.

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