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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201201813/002, presentata in data 12 aprile 2012, avente per oggetto: "Divieto di caccia su tutto il territorio comunale" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Potrebbe sembrare un aspetto pleonastico, in realtà il Regolamento per il benessere animale non vieta la caccia, ma vieta di molestare la fauna selvatica, peraltro autoctona (e non si capisce bene perché no quella migratoria), fatto salvo le Leggi sulla caccia. È altrettanto vero che, oggi, per il combinato disposto di varie Leggi e normative, è probabile che nessun pezzo del territorio cittadino sia soggetto a caccia, mentre una volta alcune zone (nei laghetti della Falchera, a Villaretto e nella collina) lo erano. A maggior ragione mi sembra normale che la Città di Torino decida che sul suo territorio non si cacci, senza se e senza ma. È questa la questione. Dopodiché, se le normative nazionali di altro tipo diranno altre cose, vedremo, ma è una presa di posizione molto forte. Peraltro se si mettessero dei cartelli anche all'entrata della città, questo rafforzerebbe il messaggio. Questo è molto semplice, perché ribadisce una sensibilità, ma anche una sicurezza per quanto riguarda la situazione torinese. Noi abbiamo parlato di un'ordinanza nelle modalità, che può anche essere propedeutica ad una modifica del Regolamento sul benessere animale, ma la cosa importante (un po' come prima per i taxi) è che si pronunci il Consiglio Comunale. Per questo motivo invito i Consiglieri a votare a favore, tranne chi è favorevole alla caccia, ovviamente. Naturalmente, ritengo legittimo che in questo Consiglio Comunale ci siano dei Consiglieri che siano favorevoli alla caccia e, quindi, per principio contrari a ogni determinazione diversa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Questa proposta di mozione mi ha un po' stupito, perché, come diceva lo stesso presentatore, almeno all'apparenza sembrerebbe un po' anacronistica, anche perché è con stupore, sicuramente anche per mia ignoranza, che apprendo ora che vi sono ancora delle aree della città di Torino nelle quali è eventualmente possibile (uso "eventualmente possibile") la pratica della caccia. Qualora questo fosse reale, il mio voto non può che essere a favore ed a sostegno di questa proposta di mozione. Dato che però è presente anche l'Assessore all'Ambiente chiedo che chiarisca, qualora lui lo ritenga, qual è la situazione reale all'interno del territorio cittadino, perché vorrei evitare di votare una proposta che potrebbe anche non avere una sua concretezza ed un suo senso reale. Nel caso di specie, se questo fosse, chiederei ai proponenti di ritirare la proposta stessa. Mi chiedo se vi siano realmente delle aree, seppure evidentemente poco antropizzate e marginali rispetto al contesto abitativo, quali quelle che citava lo stesso Consigliere Viale, che però ha usato dei termini e dei verbi rivolti al passato, quindi vorrei capire se lui stesso sia effettivamente a conoscenza del fatto che vi sia ancora la possibilità della pratica della caccia in città; ovviamente, se fosse così, come ho detto, assicurerei il mio sostegno nei confronti della proposta di mozione. Chiedo, quindi, la possibilità di sentire anche l'Assessore. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ho sottoscritto questa proposta di mozione insieme al Consigliere Viale ormai quasi tre anni fa e sono lieto che finalmente, seppure ci siano voluti tre anni, siamo riusciti a portarla in votazione. È vero che, probabilmente (ma, in realtà, non lo sa nessuno con certezza), ci sono tutta una serie di divieti derivati e secondari relativi alla tipologia dei vari terreni nella città di Torino che fanno sì che anche nelle zone comunque agricole, che ancora esistono (specialmente nella periferia a nord della Stura, nonché nelle zone collinari), sia di fatto vietata la caccia. Credo che però sia bene avere una dichiarazione chiara, di principio e senza tentennamenti che stabilisca che, al di là di quelle che possono essere altre normative provinciali, regionali e di altri enti, Leggi nazionali, eccetera (che poi, peraltro, in futuro potrebbero anche eventualmente cambiare), la Città di Torino ripudia la caccia e non vuole che sul suo territorio, anche dove sarebbe possibile (perché ci sono delle aree selvagge, di bosco e di campi, dove c'è della fauna), a qualcuno venga in mente di mettersi a sparare; la Città di Torino deve dichiarare che assolutamente non vuole la caccia. Spero che, nel 2015, non sia necessario spiegare perché bisogna essere contro la caccia. Peraltro, ormai 25 anni fa, ci fu un referendum nel quale il 95% degli italiani che andarono a votare si espresse contro la caccia. Due anni fa avrebbe dovuto esserci un referendum regionale, che è stato scippato in maniera incredibile, impedendo così ai piemontesi di esprimersi in merito, su un argomento che probabilmente avrebbe dato più o meno lo stesso esito. La gran parte della popolazione italiana ha chiesto di smettere di cacciare e questo a prescindere da come la si pensa sugli animali; questa richiesta arriva non soltanto da parte di chi ha una sensibilità animalista molto sviluppata, da parte di chi magari è vegetariano o vegano, ma, in generale, da persone che magari hanno un approccio meno intenso alla tematica degli animali, che non sono vegetariane, ma hanno un animale di compagnia o semplicemente non capiscono perché nel 2015 e non nel 3000 a.C. l'essere umano debba uccidere per piacere, non avendo più alcuna necessità di ammazzare questi animali, se non, appunto, per divertimento. Senza voler affrontare qui tutta la questione dei temi animalisti più stretti, penso però che almeno su questo argomento sarebbe bene che il Consiglio Comunale ribadisse che non vuole la caccia a Torino con un voto possibilmente unanime, perché, purtroppo, quando si affronta il tema poi emergono sempre delle misteriose resistenze, per cui siamo sempre tutti favorevoli, ma, magicamente, al momento buono la politica si tira indietro e trova sempre una buona ragione per non prendere una posizione contro la caccia. Quindi, chiedo che oggi ci sia un voto chiaro per eliminare la caccia da tutto il territorio del Comune di Torino. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per una breve integrazione, al Consigliere Viale. VIALE Silvio I siti sono abbastanza ambigui, però leggo: "Ambito Territoriale di Caccia 'Collina Torinese'. ATCTO5 è costituito dai territori dei Comuni di Andezeno, Arignano, (…) Settimo Torinese e Torino". Dopodiché, è probabile che sia un refuso del sito dell'Ambito Territoriale di Caccia Torino 5 Collina Torinese, ma, se il Comune di Torino è messo nella collina torinese, è possibile che qualche spicchio ci possa sfuggire. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Vorrei semplicemente dire che, come i Consiglieri sanno, abbiamo avuto, circa due anni fa, modo di approfondire questo tema; in particolare, ci siamo confrontati con l'allora Provincia di Torino sul Piano Faunistico Venatorio Provinciale. Quell'occasione era stata utile perché ci aveva consentito di verificare come l'unica zona di Torino dov'è consentito l'esercizio della caccia è teoricamente quella al confine con il Comune di Borgaro Torinese, in particolare la zona del Villaretto. In quella sede, come il Consigliere Viale sa, avevamo anche avuto modo di verificare che, nell'esercizio dell'attività di caccia, le distanze minime da dover rispettare dalle abitazioni di fatto non venivano soddisfatte e quindi già in quella sede, due anni fa, avevamo verificato che nel territorio della città di Torino vige sostanzialmente il divieto di caccia. È un'affermazione di principio quella che vuole portare avanti questa proposta di mozione e, tra l'altro, è un'affermazione di principio condivisibile anche da questa Giunta, per cui, riconoscendone il valore politico e simbolico, per quanto ci riguarda nulla osta alla sua approvazione da parte del Consiglio Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22. La proposta di mozione è approvata. |