Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Gennaio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 12

Comunicazioni del Sindaco su: "Azione di contrasto al fenomeno di Uber pop".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alle comunicazioni del Sindaco aventi ad oggetto "Azione di contrasto al
fenomeno di Uber Pop".
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Io riferirò molto brevemente, perché avevo già risposto un'altra volta in Aula alle
comunicazioni e da allora, in effetti, facendo seguito a quelle comunicazioni, come
Polizia Municipale ci siamo attivati e abbiamo iniziato un'intensa attività d'indagine,
da cui sono scaturiti ben due interventi contro il fenomeno, che hanno portato a una
serie di misure nei confronti dei veicoli e dei cosiddetti "autisti di Uber".
È stata contestata tutta una serie di articoli: l'articolo 86, comma 2, del Codice della
Strada; l'articolo 82, commi 8 e 10, del Codice della Strada; l'articolo 116, commi 16
e 18, del Codice della Strada.
Quindi, abbiamo fatto seguito a quanto avevamo garantito in Aula la volta scorsa.
Tuttavia, mi preme dire una cosa. Io, esattamente come il Ministro Lupi, credo che ci
troviamo di fronte ad un esercizio abusivo della professione. Dopodiché, non la
risolviamo solamente così. Non la risolviamo dicendo che è una questione di ordine
pubblico, perché, se va tutelato il diritto alla concorrenza, è altrettanto vero che ci
devono essere poche regole, ma semplici e chiare per tutti.
Per cui, esattamente come ha anche ribadito in una serie di comunicati stampa, che
stavo qui consultando, la Commissione Europea dice che il servizio di trasporto
automobilistico Uber è una soluzione innovativa che offre servizi di taxi, però è
altrettanto vero che Uber si deve adattare esattamente al quadro delle regole già
esistenti.
Quindi, nell'attesa di una normativa diversa, Uber deve rispettare la legislazione
esistente. Dopodiché, però, è un problema di cui deve assolutamente farsi carico il
Ministro dei Trasporti, perché non è neanche oggettivamente possibile che il
problema venga scaricato sui singoli Comuni, che, è vero, devono continuare a
colpire l'illegalità, laddove viene riscontrata, però è altrettanto vero che non
possiamo agire sulla normativa.
Quindi, io mi auguro che anche il servizio Uber vada ricondotto all'interno di un
quadro generale di regole più chiare.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ricordo i tempi di intervento per il dibattito: cinque minuti a Gruppo, sono i tempi
ordinari.
Ho già iscritti, nell'ordine, i Consiglieri Ambrogio, Troiano e Ricca.
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Io ho fatto questa richiesta di comunicazione
perché è necessario capire quali siano oggi le intenzioni dell'Amministrazione, e
bene ho fatto, bene abbiamo fatto a fare questa richiesta, perché oggi l'Assessore mi
sembra un po' meno convinta di un mese fa, nel senso che noi ci siamo lasciati a
novembre-dicembre con un impegno, in quest'Aula, in Sala Rossa, da parte degli
Assessori Tedesco e Mangone, che ribadivano quanto già dichiarato dal Ministro
Lupi: "Il servizio Uber Pop è illegale e noi, come Amministrazione Comunale - se
vuole leggiamo qualche titolo di giornale o i vari comunicati che sono usciti -,
attiveremo una serie di azioni, come Polizia Municipale, per contrastare il
fenomeno".
Bene, noi ci lasciamo a novembre-dicembre del 2014 con questi buoni propositi, ben
recepiti sia da questi banchi dell'opposizione, sia, probabilmente, da buona parte
degli operatori del settore.
Nel frattempo, la Polizia Municipale dovrebbe aver attivato tutta una serie di
indagini, quindi un'intelligence comunale, per contrastare il fenomeno.
Ora, io mi chiedo: se questa intelligence è stata attivata, come è possibile che per
giorni e giorni un teatro torinese abbia pubblicizzato il servizio gratuito di Uber Pop
per gli ospiti, i frequentatori dello spettacolo, e la cosa fosse nota e conosciuta in vari
ambienti, e noi, che dovremmo aver appunto attivato un'intelligence a livello
comunale, eravamo gli unici a non saperlo? Come mai gli Assessori e la Giunta
Comunale erano gli unici a non saperlo? Tanto da determinare poi i fatti che sono
accaduti la scorsa settimana in via Madama Cristina, fatti - e questo lo voglio mettere
in evidenza - che, quasi quasi, fanno passare un messaggio opposto, e cioè che la
categoria dei taxisti è quella che, in qualche modo, ha creato dei problemi di ordine
pubblico.
Forse non è ben chiara la questione! Forse non è chiaro che Uber Pop è un servizio
illegale e che chi lo esercita è abusivo e che quindi gli operatori, ovviamente taxisti,
che peraltro hanno tutti i titoli per sostare, anche un'ora prima del termine di uno
spettacolo, davanti ad un teatro, perché rientra tra le competenze che hanno, proprio
per l'esercizio del loro servizio pubblico; e visto che Uber Pop esercita abusivamente
ugualmente un servizio pubblico, perché non c'era nessuno a bloccarli?
Voglio sapere: ma quanti mezzi sono stati sanzionati, quanti sequestrati e per quanti
si è proceduto con la confisca? Perché se no noi facciamo dei begli annunci in
quest'Aula e li pubblicizziamo attraverso l'Ufficio Stampa del Consiglio Comunale,
però poi agli annunci non conseguono i fatti.
Addirittura, succede che sui giornali noi leggiamo delle dichiarazioni di persone che
esercitano il servizio Uber Pop, che si sono sentite in qualche modo aggredite dai
taxisti.
Allora, Uber Pop non ha paura della Polizia Municipale, non ha paura che le
Istituzioni, in qualche modo, intervengano e li fermino, li blocchino. No, hanno paura
di chi, nel giusto, legalmente esercita la propria professione.
Allora c'è qualcosa che non mi torna, Assessori, visto che sono presenti tutti e due e
li ringrazio. Mi spiace che oggi non ci sia il Sindaco, ma probabilmente avremo
modo di affrontare nuovamente l'argomento, perché su questo non basta dire che il
Ministro dichiara, ma poi ci deve mettere..., noi dobbiamo cominciare a fare la nostra
parte, perché non so se la Polizia Municipale l'altra sera fosse presente, ma avrebbe
dovuto saperlo già con un certo anticipo, perché se l'intelligence sa meno di un
qualunque cittadino di Torino, forse non funziona così bene.
Allora voglio sapere, se era avvisata e se ne era a conoscenza, che cosa ha fatto, quali
sanzioni sono state elevate e quali sequestri sono stati fatti in quella serata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Troiano.

TROIANO Dario
Ringrazio l'Assessore, perché secondo me ha detto una cosa importante, pur
riconoscendo gli interventi fatti dall'Amministrazione con i cinque sequestri.
Peraltro, vorrei prima verificare, vorrei che questi sequestri vengano confermati,
perché, se questo è un mezzo per arrivare a un fine, bisogna poi che vengano
confermati questi sequestri.
Io non faccio nessuna battaglia di retroguardia contro Uber Pop.
Noi alcune settimane fa abbiamo audito in Commissione quello che è il riferimento
italiano di Uber Pop, al quale sono state diverse domande, molto puntuali, da parte
dei Colleghi Commissari. In realtà, al di là dell'ammissibilità o meno di questa
professione e dell'abusivismo che è dichiarato dai Consiglieri che hanno chiesto le
comunicazioni, c'è un problema di fondo: noi abbiamo capito chiaramente che il
sistema che Uber ha in Italia è un sistema di elusione fiscale.
Mi spiego. Uber fornisce una piattaforma, alla quale, per i più svariati motivi socio-
economici, aderisce tutta una serie di soggetti che cercano di fare quel tipo di attività.
L'80% di quello che i drivers incassano - non per contanti, ma per addebito su carta
di credito - viene restituito ai conducenti stessi, quindi Uber ha in pancia un 20% che
viene gestito in questo modo. Io prego di fare attenzione sulla modalità, perché
questa, sì, è imbarazzante e deve lanciare un segnale d'allarme.
Tolti i costi generali, e quindi spesabili dal punto di vista fiscale, di Uber Italia S.r.l.,
tutto il resto va - e non c'è una cifra fissa, ma è una cifra variabile - in
riconoscimento alla piattaforma olandese, perché questa è la verità. La piattaforma ha
sede in Olanda e quindi, con un accordo tra le parti, basta variare il compenso alla
piattaforma per generare un reddito zero sul territorio nazionale.
Questa è una cosa che noi dovremmo affrontare, ovviamente a livello nazionale. Non
è che l'ultima delle invenzioni per non far atterrare sul nostro territorio la fiscalità.
Quindi, questo è un tema di cui bisognerà parlare, che non è di specifica attribuzione
dell'Assessore, né dell'Amministrazione Comunale, però bisognerà parlarne.
Tutto ciò premesso, bisogna anche dire una cosa: come non si fermano gli oceani con
le mani e non si impedisce l'immigrazione clandestina per Decreto Legge, noi
dobbiamo in qualche modo renderci conto che è cambiata un'epoca, che siamo di
nuovo in una trasformazione epocale e abbiamo bisogno di avere dei contraddittori e
degli accordi con soggetti di questo genere, perché, come l'Amministrazione
Comunale cerca di sequestrare i mezzi di Uber - vedremo poi con quale risultato -,
allo stesso modo Italo Treno o Ferrovie dello Stato dovrebbero fare un'azione dello
stesso tipo nei confronti di BlaBlaCar, che fa un altro tipo di servizio, condivide le
tratte, perché, nel momento in cui noi vietiamo questa roba a Torino, guardate che
non è bastato vietarla, perché le modalità cambieranno, diventerà una
compartecipazione di percorrenza e qualcuno continuerà a fare quel mestiere.
Quindi, noi dobbiamo assolutamente metterci in condizione di poter trattare.
Guardate, non lo dice un cittadino torinese italiano, è lo stesso atteggiamento che
hanno avuto le grandi città americane, Washington in testa, che, dopo aver fatto una
guerra senza limiti a questo tipo di fenomeno, si sono seduti intorno a un tavolo. Per
esempio, il Comune di San Francisco, attraverso la San Francisco Municipal Agency
Transportation, ha seduto Uber intorno a un tavolo e ha raggiunto degli accordi.
La stessa cosa dovremmo fare qui, perché non si salva il problema con una
comunicazione richiesta agli Assessori in Aula, o con dei sequestri - ribadisco,
vedremo che fine faranno i sequestri -, ma bisogna aprire un tavolo di trattativa.
Oltretutto, io trovo che questo sia uno stimolo anche nei confronti della categoria dei
taxisti.
Guardate, a Roma Uber Pop non ha successo. Non ha successo perché è una città in
cui Uber ha preferito concentrarsi di più su quello che è chiamato il servizio "black";
cioè le auto di categoria superiore, complice il fatto che, con l'NCC a Roma, la saga
dei Ministeri ha molto lavoro, e non andava a disturbare la lobby dei taxisti.
La stessa cosa a Torino non c'è. Noi abbiamo, invece, una situazione diversa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere.

TROIANO Dario
Finisco subito, Presidente. Abbiamo una categoria che deve aggiornarsi, perché la
categoria dei taxisti si deve aggiornare.
Come in tutte le cose, anche in questa si sono apportate delle innovazioni. Finisco
subito, Presidente, è solo una valutazione a margine. Uno degli strumenti smart,
intelligenti e innovativi che Uber ha apportato è quella che è una garanzia sia per il
trasportato, sia per il conducente: il pagamento con carta di credito, perché il
pagamento per contanti fa sì che sul mezzo pubblico possa salire chiunque, invece il
controllo che viene effettuato con un pagamento certificato e verificato prima,
ovviamente risolve molti problemi.
Chiedo - e concludo - all'Assessore di convocare un tavolo, insieme alle cooperative
esistenti e anche ad Uber, perché bisogna farlo tutti insieme, il più velocemente
possibile, per poter superare il problema.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio l'Assessore della risposta, perché io sono contentissimo di sentir dire da
questa Amministrazione che si sta facendo qualcosa. Esattamente come si sta
facendo qualcosa con i venditori abusivi, che in questo momento stanno vendendo la
loro merce davanti ai negozi in via Garibaldi, senza pagare un Euro di tassa.
Si sta facendo qualcosa, come si sta facendo qualcosa di quei parcheggiatori abusivi
davanti agli ospedali, proprio in questo momento: stanno lì andando a chiedere
l'Euro alle persone che vanno a fare le visite. Esattamente come si sta facendo
qualcosa contro lo spaccio nelle periferie, nelle nostre strade. Sì, si sta facendo
qualcosa, però con zero risultato.
Allora chiediamoci se quello che state facendo oggi in questa città sia reale, oppure
siano solo annunci in Consiglio Comunale e sui giornali, perché noi non vogliamo
soltanto sentire delle parole con le quali si dice: "Stiamo facendo qualcosa", ma
vorremmo delle azioni concrete.
Oggi queste azioni concrete non vengono fatte, perché noi tolleriamo, in questo
momento tolleriamo l'illegalità.
Io voglio ricordare che noi in questa Città abbiamo la fortuna di avere il Sindaco, che
è anche Presidente dell'ANCI. Il Presidente dell'ANCI può andare dal Ministro, che
fa parte del suo Governo, a dirgli: "Ministro, intervenga a fare qualcosa! Faccia come
hanno fatto in Spagna, in Francia a chiudere, a oscurare completamente Uber".
Bisogna fare questo e non dire: "Bisogna fare qualcosa, stiamo facendo, abbiamo
fatto due sequestri", perché non basta.
Mentre lei è qui a dirci: "Stiamo facendo qualcosa", ci sono persone che aprono
l'applicazione, chiamano il driver, si fanno venire a prendere e commettono
un'illegalità, mentre noi stiamo discutendo di questa cosa.
È qui che bisogna ragionare: o si interviene, ma non si parla, si interviene, come
hanno fatto anche altre Amministrazioni, oppure si smette di parlare e si lascia che i
taxisti si vadano a fare anche giustizia da soli per non essere prevaricati, e loro hanno
tutta la mia solidarietà per l'azione che hanno fatto, e forse hanno dato anche un bel
segnale a questa città di come si può provare a risolvere i problemi, tanto che io ho la
fortuna/sfortuna di avere dei contatti con il mondo di Uber, che mi dice che in questo
weekend le corse sono diminuite.
Quindi, io vorrei un'azione davvero più forte.
Poi, Consigliere Troiano, i taxi hanno la possibilità del POS. (INTERVENTI FUORI
MICROFONO). Evidentemente qualcuno di voi non li prende e prende Uber. I taxi
hanno la possibilità di poter pagare con il POS.
Io ho visto il Sindaco, che è entrato per dare la presenza, e mi piacerebbe, magari alla
fine di questa discussione, sentirlo accendere il microfono e dire che andrà dal
Ministro Lupi a chiedere che venga oscurato il servizio a livello nazionale, perché
questo è un problema che riguarda tutti i Comuni italiani.
Quindi, anziché venirci a raccontare che qualcosa si può fare, fatelo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho ancora iscritti, per gli interventi, i Consiglieri Marrone, Tronzano e Sbriglio.
Consigliere Marrone, la sua Collega di gruppo ha già utilizzato il numero di minuti
previsto per il suo Gruppo; eccezionalmente le concedo due minuti, considerando
che il suo è il Gruppo proponente, chiedendole però di attenersi ai tempi.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Gentilissimo, Presidente. In realtà, a me basta quasi solo mostrare un'immagine, che
è l'applicazione di Uber aperta, ed è la tracciabilità degli attuali driver, perché Uber
traccia quelle che sono le vetture del loro servizio, e noi siamo in grado di vedere -
basta essere registrati - che ci sono otto vetture che in questo momento orbitano e
gravitano intorno al Palazzo Civico, non so se per circondare anche noi qui, o se
invece perché evidentemente è ormai una realtà così diffusa, ma anche così
facilmente tracciabile, che la vera domanda diventa un'altra: posto che è facilissimo
andare ad applicare le regole contro l'esercizio abusivo della professione da parte di
questa società, perché addirittura il loro sistema consente di tracciare le vetture, c'è la
volontà politica di farlo oppure no?
In questo faccio seguito a quello che ha detto il Consigliere della Lega Nord,
Fabrizio Ricca, per chiedere: ma veramente si pensa di risolvere il problema solo
andando ad effettuare singoli sequestri - dico "singoli" perché, come ho dimostrato,
basterebbe che la Polizia Municipale si registrasse e andasse a recuperarne una alla
volta, perché ha addirittura la mappa del satellitare, e, se non lo fa, mi chiedo se
manchi davvero la volontà di farlo -, o invece si vuole arrivare a un gradino
superiore, ovvero quello di agire legalmente nei confronti della società?
Questa è una società che, per quanto abbia la filiale italiana, è una holding che ha le
radici addirittura a San Francisco.
Abbiamo l'Amministratrice Delegata che compare a impartirci lezioni di libero
mercato tutti i giorni da quasi tutti i quotidiani locali.
Possibile che questa Amministrazione non abbia un indirizzo di questa società, a cui
far pervenire una diffida legale a continuare nel portare avanti un'attività
imprenditoriale che è abusiva, a discapito invece di chi paga le licenze e paga le
tasse, e dall'altra parte, invece, si consenta anche di promuovere attività di
sponsorizzazione in luoghi pubblici che sono risapute da tutti - perché i taxisti lo
sapevano -, a quanto pare, tranne da questa Amministrazione?
Le regole, quando ci sono, o si rispettano o si violano. Il vostro dovere è farle
rispettare, non interpretarle o discuterle.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Nell'ultima comunicazione, a cui rispose l'Assessore, ci fu detto che Uber Pop è
illegale. Questo è il dato. Quindi, l'Assessore conferma a tutt'oggi che è illegale.
Pertanto, noi vogliamo sottolineare questo aspetto dell'illegalità, perché dobbiamo
cercare di evitare che la disperazione, la speranza della disperazione si basi
sull'illegalità, perché oggi molti Uber sono portati a utilizzare questo strumento per
cercare di uscire dal momento difficile della propria situazione economica.
Quindi, basare una speranza sull'illegalità, secondo me, è un danno, Assessore.
Questo è il primo dato.
Il secondo dato è che io voglio difendere la categoria dei taxisti, legittimamente e
lecitamente, perché dietro alle licenze dei taxisti ci sono delle vite, ci sono delle
pianificazioni di pensione, ci sono delle famiglie.
Quindi, non è che noi possiamo, per la globalizzazione o perché oggi dobbiamo
cercare di evitare battaglie di retroguardia, che, per carità, sono da evitare, ma in
questo caso assolutamente sono da tutelare queste categorie, nonostante le
innovazioni tecnologiche che può portare Uber Pop.
Quindi, dobbiamo assolutamente difendere la categoria dei taxisti, e credo che su
questo la Città debba dire una parola chiara.
I miei Colleghi di opposizione hanno illustrato anche come cercare di fare, e penso
che la Città debba incidere, debba impegnarsi, anche perché poi scaturiscono i
fenomeni del "fai da te", e quindi della difesa del proprio posto di lavoro, anche
attraverso azioni criticabili, di violenza, nei confronti di persone che utilizzano
questo strumento di Uber Pop.
Quindi, io chiedo realmente all'Assessore di provare anche ad evitare che, ad
esempio, la categoria di Uber venga audita in Commissione. Io non ho capito perché
abbiamo audito Uber in quella Commissione. Chi è che l'ha convocata? Come mai?
Era successivamente alla dichiarazione dell'Assessore, in Consiglio Comunale, che
diceva che Uber era illegale.
Quindi, non capisco chi abbia convocato questa Commissione e, tutto sommato, mi
aveva stupito questo atteggiamento, anche a seguito delle sue inequivocabili parole.
Pertanto, Assessore, teniamo conto che dietro le licenze dei taxisti ci sono delle vite,
e che anche il free-floating, che sarà dato dal Comune di Torino, sicuramente non è
un competitor dei taxisti, ma può già creare anche lì una situazione di nocumento.
Quindi, facciamo attenzione e almeno le cose illegali evitiamole, fino a prova
contraria.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Io sarò rapido. Ho sentito l'intervento dell'Assessore e a me piacerebbe capire anche
qual è la posizione che abbiamo, non solo dal punto di vista formale. Ho sentito
anche gli interventi di alcuni Consiglieri. Ma noi siamo sicuri di vincere le battaglie
legali?
Io sono anche un po' stupito da alcuni interventi. Perché non dialogare con Uber? Io
credo che un'Amministrazione debba dialogare con tutti, sia con i taxisti, sia con
Uber.
E io mi pongo le domande, perché questo è contemperare i vari interessi. Quali sono
le esigenze dei taxi? Però abbiamo sentito parlare delle esigenze dei consumatori?
Io capisco che è giusto tutelare chi ha lottato per pagare una licenza. Forse 10 anni fa
bisognava risolvere il problema della concorrenza, perché io di professione faccio
l'avvocato e probabilmente, se da domani non facessero più esami, oppure se
facessero gli esami con 300 posti in Italia, probabilmente sarei più felice, però credo
che il mondo continui ad andare avanti.
Credo, spero e mi auguro che questa soluzione non sia poi il risultato di una battaglia
legale, ma sia il risultato di un intervento del Legislatore, perché si può anche
perseverare nelle azioni, che possono essere sporadiche, e io non biasimo
l'Assessore, perché magari i Vigili Urbani fermeranno qualcuno, ma probabilmente
questi andranno avanti e magari faranno tutti i gradi di giudizio, magari arriveranno
in Cassazione, magari arriveranno alla Corte Europea, magari scopriremo che il
nostro Paese verrà sanzionato, ma io credo che il processo a Uber, o la tutela dei taxi,
non si debba fare qui, ma si debba magari fare in qualche Aula di Tribunale.
Ho sentito anche parlare di aspetti fiscali. Allora benissimo signori, facciamo le
denunce, così almeno creiamo giurisprudenza e, come succede nel nostro Paese, a
dettarci la linea sarà la Magistratura, e a volte ci toglie anche dei sassolini.
Allora io penso al mondo che sta andando avanti, prima è stata citata dal Collega la
piattaforma di BlaBla, io penso a Airbnb. Signori, sono tutte realtà che stanno
andando avanti in tutto il mondo, cioè queste realtà, Uber, che è in tutti i Paesi, in
250 Paesi mi sembra, BlaBla adesso non so in quali Paesi sia, Airbnb, voglio dire,
chi decide non va in un albergo, ma va in una casa, viene ospitato e paga. Caso
strano, tutte queste operazioni vengono fatte con delle transazioni, a differenza
magari di altri sistemi.
Io chiedo all'Assessore una riflessione che vada al di là della difesa ad oltranza.
Io capisco che alcune forze politiche in quest'Aula abbiano consenso dalla categoria
dei taxisti, anche io ho tanti amici taxisti, però credo che tutte le situazioni si
debbano adeguare con le esigenze.
Io penso alle migliaia di ragazzi che escono la sera, e che non prendono il taxi perché
i costi dei taxi effettivamente sono elevatissimi, ma non per colpa dei taxisti, per
colpa di un sistema che con il tempo si è ingessato.
Assessore, vada a vedere quante sanzioni ci sono state. Il sito del Comune di Torino
riporta al 2013, non ancora al 2014, per gli etilometri. Quante persone, anziché
utilizzare il proprio mezzo, vorrebbero utilizzare qualcosa di alternativo, per magari
passare una sera, bere un bicchiere di vino e non trovarsi magari con tutte le
ripercussioni che si hanno, perché poi quando si viene fermati per l'etilometro non ne
consegue soltanto una sanzione, innanzitutto c'è il pericolo che si può portare
guidando in stato di ebbrezza, e poi c'è tutta una trafila che ne consegue, addirittura
un processo penale.
Allora io vorrei che quest'Aula riflettesse su questi elementi e non prendesse delle
posizioni a priori, perché ripeto abbiamo perso tante battaglie nelle aule di tribunale,
ma è importante che poi si trovi una soluzione.
Io credo che il finale di tutte le soluzioni sia l'interesse dei consumatori, affinché ci
sia un servizio, affinché ci sia una concorrenza seria, affinché uno possa avere dei
trasporti alternativi in questo Paese.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Muzzarelli.

MUZZARELLI Marco
Credo che diverse cose siano già state dette sul tema dell'approfondimento delle
regole, perché credo che su questo ambito non si possa fare altrimenti. So che c'è
stata anche un'affermazione del Presidente Camanzi, dell'autorità dei trasporti,
proprio su questo tema, dicendo che valeva la pena approfondire, e in questo
momento è necessario farlo, proprio perché anche in altre città italiane si sta
ragionando su questi temi.
Io penso che proprio attorno al tema delle regole sia necessario anche fare un
ragionamento rispetto alla sicurezza dei clienti, cioè chi usufruisce di alcuni servizi è
necessario che sia in qualche modo tutelato, oltre che, come diceva il Consigliere
Sbriglio, anche come consumatore.
Io però vorrei allargare il tema su altri due elementi che secondo me sono
interessanti, anche attorno al tema Uber e al tema taxi. Il primo è che siamo di fronte
a un evento di quelli che vengono chiamati "distracting technologies", cioè quando la
tecnologia in modo irruento entra anche nelle nostre azioni quotidiane.
Penso che quello che è successo con Uber sia stato un momento in cui anche nelle
nostre città si sia realizzato l'effetto in cui dei mercati potenziali sono diventati dei
mercati reali, perché molto probabilmente alcune delle persone che oggi come oggi
usufruiscono del servizio Uber forse non avrebbero mai usufruito del servizio taxi,
anzi molto probabilmente è così.
Uber, d'altronde, non è un soggetto che si occupa di trasporti, è un soggetto che fa
tecnologia, perché questo è il suo mandato. La diminuzione dei costi di transazione
ha fatto sì che questi mercati in qualche modo si siano aperti.
La questione che io metto attorno alle distracting technologies è questa: Torino -
perché questo a mio parere è il tema nel nostro caso - ha un ecosistema che in
qualche modo accoglie e accompagna l'innovazione, perché di questo stiamo
parlando in questo ambito.
Sappiamo come funzionano i taxi e credo che siano organizzati oggi come immagino
50 anni fa, con il classico centralino che prende le chiamate e prenota i taxi. Qui
stiamo parlando di innovazione. Allora, una città come Torino, che in qualche modo
vuole provare a concorrere anche sulle tematiche della Smart City, può
accompagnare e accogliere l'innovazione?
Vedo due strade possibile rispetto a questo tema, che a mio parere sono state citate
anche negli interventi. La prima strada è rendere complementari i servizi, cioè
cercare di capire come l'elemento taxi o l'elemento Uber o chiunque usufruisca di
nuove tecnologie, anche per fare servizi di questo tipo, possano essere resi
complementari, in modo che nessuno dei due vada a rubare parti di mercato che
possono essere disponibili agli altri.
Ritengo che sia importante proteggere ovviamente la categoria dei taxi, ma dall'altro
lato penso che sia anche essenziale accompagnare questa categoria al cambiamento,
legato proprio alla innovazione, che, a mio parere, nella nostra città dovrebbe essere
di casa.
Penso che su questo possa essere anche interessante fare dei ragionamenti sul
costruire una mobilità moderna sulla nostra città, perché la mobilità non è solo più
basata sul Trasporto Pubblico Locale. Lo vediamo costantemente: il Bike sharing,
piuttosto che il Car sharing, o altre forme di mobilità, si devono intersecare
all'interno del nostro territorio.
Il secondo elemento, citato anche dal Consigliere Troiano, riguarda il Tavolo istituito
a San Francisco. Peraltro, Uber è nato in quella zona, quindi aveva tutti gli interessi a
costruire il Tavolo proprio in quel territorio. Io penso che possiamo realizzare
qualcosa che nelle altre città italiane si sta evidenziando e che noi, a Torino,
potremmo anticipare rispetto alle altre città, cioè avere un mandato per poter
accompagnare il cambiamento.
Torino può fare questa cosa? Possiamo usare questo evento, che sta diventando forte
(le azioni avvenute la scorsa settimana non sono state di poco conto), per
accompagnare il cambiamento e per fare da apripista per altre città italiane proprio
sui temi dell'innovazione?

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Io sottoscrivo buona parte di quello che ha detto il Consigliere Muzzarelli, ma farei
un passaggio in più su questo tema. Chiedo anche all'Assessore di provare a
ragionare insieme su come rendere sistemico l'aspetto forse più interessante che ha
questo servizio.
Di fatto, nonostante i Regolamenti approvati dal Consiglio Comunale, che le
cooperative taxi devono rispettare quando sottoscrivono un accordo, i clienti che
usufruiscono del servizio taxi non hanno la possibilità fino in fondo di verificare la
qualità del servizio. Questo è previsto nei nostri Regolamenti, ma alla fine nessun
utente lo fa.
La forza di Uber è che quando il cliente scende dall'auto ha la possibilità di
esprimere un voto sul servizio attraverso un'applicazione. Come sapete bene, Uber
ha una votazione che va da zero a cinque. Se un autista di Uber riceve nell'ultimo
mese, o mese e mezzo, o due mesi, adesso non ricordo con esattezza, una valutazione
inferiore a quattro e mezzo, da zero a cinque, gli viene tolta la possibilità di essere un
autista di Uber.
Visto che da questo punto di vista il nostro Regolamento dice delle cose ben precise
su come una persona che guida un taxi deve offrire quel tipo di servizio, ed essendo
io una persona che usa regolarmente i taxi, mi piace discutere con chi ha fatto un
investimento su quel lavoro, perché forse la vera discrasia di questo paese è quanto è
costata la licenza.
La licenza ha un costo che equivale a una casa. Quella licenza storicamente è stata
anche la possibilità di un padre di dare al figlio una possibilità di lavoro, oppure di
avere delle risorse che gli permettessero di vivere l'età della pensione con più
tranquillità.
Questo è il problema del nostro paese, perché questo è un problema atavico. Io ho
letto tutto ciò che ha detto l'Authority dei trasporti su questo problema e le due leggi
dello Stato Italiano che ad oggi regolano questo sistema. Quindi, conducenti a
noleggio, piuttosto che questa nuova formulazione. Perché noi oggi - e su questo
sono d'accordo con il Consigliere Muzzarelli - ci troviamo di fronte a un problema
che si è posto quando per assurdo i privati si scambiavano le canzoni; e qui il
Consigliere Bertola potrebbe darci una mano. Quindi, la tecnologia supera le regole e
per assurdo si impone come logica di mercato.
Io, Assessore, avrei due punti da tenere in considerazione. Il primo, tante volte si
dice che gli utenti che utilizzano il sistema taxi hanno la possibilità di fare le loro
rimostranze. Per quel che so, tutte le volte che uno segnala a un tassista che non
rispetta il Regolamento, in termini di servizio pubblico, a quel tassista non viene
sollevato alcun tipo di problema, alcun tipo di... non so come definirlo, però l'utente
non ha la possibilità di dire che è stato trasportato da qualcuno che non ha fatto
quello che doveva fare, a fronte del costo del servizio.
Esempi banali, stupidi: in macchina non puoi telefonare se sei un conducente; in
macchina non si tiene la radio a un certo livello sonoro; se arrivo con una valigia,
scende il tassista, prende la valigia e la mette dentro il bagagliaio; se piove, idem.
Cose che per esperienza, e per esperienza diffusa tra chi utilizza questo servizio,
regolarmente capitano. Infatti, sono tanti i tassisti che dicono che sono i loro colleghi
che non puliscono l'auto; cioè pongono temi veri. Per cui quello che noi paghiamo
non trova una corrispondenza rispetto al servizio.
L'altro tema, Assessore, che secondo me potrebbe essere sensato, è quindi capire
come valutare fino in fondo quel servizio. Solo che - e questo è il vero nodo - stiamo
dicendo a uno che non va fino in fondo nella sua capacità di offrire un servizio
pubblico, perché ha un investimento molto grande alle spalle, e quindi lì si
contrappone la concertazione. Mi scuso se uso questo termine, ma alla fine funziona
così.
Secondo aspetto, sul tema dei consumatori. A mio giudizio però ci sono dei luoghi e
delle sacche dove Uber potrebbe essere un grande alleato. A Genova mi
raccontavano che la cooperativa che gestisce i servizi ha discusso con i propri utenti,
i tassisti, e ha tolto la bandiera, perché quando il mercato va avanti, tu devi cercare di
contrapporti con altre logiche e con altre soluzioni.
Io pongo, e lo pongo qui in chiusura del mio intervento, il tema del trasporto delle
persone disabili. Se domani Uber, per assurdo, si ponesse come un soggetto in grado
di offrire dei mezzi accessibili, mentre tutto quello che noi abbiamo prodotto con i
buoni taxi, ad oggi, è che nessuno li usa più, perché con quella tariffa, se va bene, fai
il giro dell'isolato, noi, come Amministrazione, che cosa diremo, visto che con la
stessa spesa, Uber è in grado di portare una persona disabile da casa fino al centro
diurno e riportarlo a casa?
Secondo me, ci sono delle scelte che non possiamo fare in modo ideologico. È chiaro
che la normativa è nazionale, ma bisogna anche tener conto di quello che accade a
livello locale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Innanzitutto vorrei tranquillizzare chi ha visto nella mia risposta un cambio di
atteggiamento riguardo all'ultima volta. Io la penso alla stessa maniera e lo ribadisco.
A normativa esistente, il servizio Uber Pop è illegale.
Mi permettevo - questo però forse non è stato colto fino in fondo - di lanciare una
qualche riflessione. Al riguardo, apprezzo gli interventi dei Consigliere Sbriglio,
Muzzarelli e Magliano. Dicevo che, avendo anche letto un comunicato stampa della
Commissione Europea, ho cercato semplicemente di suggerire una riflessione.
È un servizio innovativo, dal punto di vista tecnologico. Anzi, aggiungerei che in
questo caso parliamo di sharing economy. Non a caso qualcuno qui si stupiva del
fatto che Uber fosse stata convocata in Commissione. Uber è stata convocata anche a
Palazzo Chigi, nell'ambito di un importantissimo congresso sulla sharing economy.
Ha ragione anche il Capogruppo Marrone quando dice che non è solo con i sequestri
che risolveremo la situazione. Io però faccio l'Assessore alla Polizia Municipale e,
ripeto, a normativa esistente noi quello possiamo fare.
Poi è anche vero che non sappiamo come vanno a finire, perché aspettiamo che
vengano confermati, eccetera. Però l'ultimo intervento è solo del 29 dicembre: ci
siamo arrivati dopo una lunga indagine, e quando ci siamo piazzati fuori dal Teatro
Colosseo, visto quello che è successo, non è stato possibile portare a termine nessun
tipo di intervento, perché non c'erano i clienti. Questi tipi di interventi hanno una
loro efficacia quando il conducente viene trovato con il cliente all'interno, si certifica
il passaggio di denaro, eccetera.
Ma ripeto, non ne usciamo se da qui non veniamo fuori con una riflessione su un
cambio della normativa, perché non è lasciando la patata bollente ai singoli Comuni
e alle singole Polizie Municipali, che risolveremo la situazione.
Volevo chiedere al Capogruppo Ricca quali sono i Paesi che hanno bandito Uber
Pop. Possiamo citare per esempio il caso della Germania. Il Tribunale di Francoforte
aveva bandito l'applicazione, ma due settimane dopo però ha dovuto annullare la
sentenza. Quindi, non ci fermiamo alla notizia del primo giorno. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Non è assolutamente così. Ci sono alcuni tribunali che
emettono delle sentenze che qualche settimana dopo, puntualmente, vengono
annullate.
Per questo auspicavo un intervento normativo a livello nazionale, perché ripeto non è
lasciando la palla ai singoli Comuni, che non possono che applicare i regolamenti
esistenti, che risolveremo la situazione. Guardiamo le questioni.
Ho trovato molto interessante quanto è stato detto dai Consiglieri Magliano, Sbriglio
e Muzzarelli. Cioè introduciamo anche il punto di vista dell'utente e del
consumatore. Questa affermazione non è banale. È da qui che deve partire una
riflessione. Dopodiché, far partire una riflessione non vuol dire dimenticare che, al
momento, Uber è un esercizio abusivo della professione. Per cui, continueremo a
reprimerlo.
Però, ripeto, mi permetto di suggerire una riflessione un po' più approfondita al
Consiglio Comunale e alle Commissioni; un po' come si è fatto oggi in questa Aula.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Le comunicazioni sono effettuate.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)