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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alle comunicazioni del Sindaco aventi ad oggetto "Azione di contrasto al fenomeno di Uber Pop". La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Io riferirò molto brevemente, perché avevo già risposto un'altra volta in Aula alle comunicazioni e da allora, in effetti, facendo seguito a quelle comunicazioni, come Polizia Municipale ci siamo attivati e abbiamo iniziato un'intensa attività d'indagine, da cui sono scaturiti ben due interventi contro il fenomeno, che hanno portato a una serie di misure nei confronti dei veicoli e dei cosiddetti "autisti di Uber". È stata contestata tutta una serie di articoli: l'articolo 86, comma 2, del Codice della Strada; l'articolo 82, commi 8 e 10, del Codice della Strada; l'articolo 116, commi 16 e 18, del Codice della Strada. Quindi, abbiamo fatto seguito a quanto avevamo garantito in Aula la volta scorsa. Tuttavia, mi preme dire una cosa. Io, esattamente come il Ministro Lupi, credo che ci troviamo di fronte ad un esercizio abusivo della professione. Dopodiché, non la risolviamo solamente così. Non la risolviamo dicendo che è una questione di ordine pubblico, perché, se va tutelato il diritto alla concorrenza, è altrettanto vero che ci devono essere poche regole, ma semplici e chiare per tutti. Per cui, esattamente come ha anche ribadito in una serie di comunicati stampa, che stavo qui consultando, la Commissione Europea dice che il servizio di trasporto automobilistico Uber è una soluzione innovativa che offre servizi di taxi, però è altrettanto vero che Uber si deve adattare esattamente al quadro delle regole già esistenti. Quindi, nell'attesa di una normativa diversa, Uber deve rispettare la legislazione esistente. Dopodiché, però, è un problema di cui deve assolutamente farsi carico il Ministro dei Trasporti, perché non è neanche oggettivamente possibile che il problema venga scaricato sui singoli Comuni, che, è vero, devono continuare a colpire l'illegalità, laddove viene riscontrata, però è altrettanto vero che non possiamo agire sulla normativa. Quindi, io mi auguro che anche il servizio Uber vada ricondotto all'interno di un quadro generale di regole più chiare. PORCINO Giovanni (Presidente) Ricordo i tempi di intervento per il dibattito: cinque minuti a Gruppo, sono i tempi ordinari. Ho già iscritti, nell'ordine, i Consiglieri Ambrogio, Troiano e Ricca. La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Ringrazio l'Assessore per la risposta. Io ho fatto questa richiesta di comunicazione perché è necessario capire quali siano oggi le intenzioni dell'Amministrazione, e bene ho fatto, bene abbiamo fatto a fare questa richiesta, perché oggi l'Assessore mi sembra un po' meno convinta di un mese fa, nel senso che noi ci siamo lasciati a novembre-dicembre con un impegno, in quest'Aula, in Sala Rossa, da parte degli Assessori Tedesco e Mangone, che ribadivano quanto già dichiarato dal Ministro Lupi: "Il servizio Uber Pop è illegale e noi, come Amministrazione Comunale - se vuole leggiamo qualche titolo di giornale o i vari comunicati che sono usciti -, attiveremo una serie di azioni, come Polizia Municipale, per contrastare il fenomeno". Bene, noi ci lasciamo a novembre-dicembre del 2014 con questi buoni propositi, ben recepiti sia da questi banchi dell'opposizione, sia, probabilmente, da buona parte degli operatori del settore. Nel frattempo, la Polizia Municipale dovrebbe aver attivato tutta una serie di indagini, quindi un'intelligence comunale, per contrastare il fenomeno. Ora, io mi chiedo: se questa intelligence è stata attivata, come è possibile che per giorni e giorni un teatro torinese abbia pubblicizzato il servizio gratuito di Uber Pop per gli ospiti, i frequentatori dello spettacolo, e la cosa fosse nota e conosciuta in vari ambienti, e noi, che dovremmo aver appunto attivato un'intelligence a livello comunale, eravamo gli unici a non saperlo? Come mai gli Assessori e la Giunta Comunale erano gli unici a non saperlo? Tanto da determinare poi i fatti che sono accaduti la scorsa settimana in via Madama Cristina, fatti - e questo lo voglio mettere in evidenza - che, quasi quasi, fanno passare un messaggio opposto, e cioè che la categoria dei taxisti è quella che, in qualche modo, ha creato dei problemi di ordine pubblico. Forse non è ben chiara la questione! Forse non è chiaro che Uber Pop è un servizio illegale e che chi lo esercita è abusivo e che quindi gli operatori, ovviamente taxisti, che peraltro hanno tutti i titoli per sostare, anche un'ora prima del termine di uno spettacolo, davanti ad un teatro, perché rientra tra le competenze che hanno, proprio per l'esercizio del loro servizio pubblico; e visto che Uber Pop esercita abusivamente ugualmente un servizio pubblico, perché non c'era nessuno a bloccarli? Voglio sapere: ma quanti mezzi sono stati sanzionati, quanti sequestrati e per quanti si è proceduto con la confisca? Perché se no noi facciamo dei begli annunci in quest'Aula e li pubblicizziamo attraverso l'Ufficio Stampa del Consiglio Comunale, però poi agli annunci non conseguono i fatti. Addirittura, succede che sui giornali noi leggiamo delle dichiarazioni di persone che esercitano il servizio Uber Pop, che si sono sentite in qualche modo aggredite dai taxisti. Allora, Uber Pop non ha paura della Polizia Municipale, non ha paura che le Istituzioni, in qualche modo, intervengano e li fermino, li blocchino. No, hanno paura di chi, nel giusto, legalmente esercita la propria professione. Allora c'è qualcosa che non mi torna, Assessori, visto che sono presenti tutti e due e li ringrazio. Mi spiace che oggi non ci sia il Sindaco, ma probabilmente avremo modo di affrontare nuovamente l'argomento, perché su questo non basta dire che il Ministro dichiara, ma poi ci deve mettere..., noi dobbiamo cominciare a fare la nostra parte, perché non so se la Polizia Municipale l'altra sera fosse presente, ma avrebbe dovuto saperlo già con un certo anticipo, perché se l'intelligence sa meno di un qualunque cittadino di Torino, forse non funziona così bene. Allora voglio sapere, se era avvisata e se ne era a conoscenza, che cosa ha fatto, quali sanzioni sono state elevate e quali sequestri sono stati fatti in quella serata. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Troiano. TROIANO Dario Ringrazio l'Assessore, perché secondo me ha detto una cosa importante, pur riconoscendo gli interventi fatti dall'Amministrazione con i cinque sequestri. Peraltro, vorrei prima verificare, vorrei che questi sequestri vengano confermati, perché, se questo è un mezzo per arrivare a un fine, bisogna poi che vengano confermati questi sequestri. Io non faccio nessuna battaglia di retroguardia contro Uber Pop. Noi alcune settimane fa abbiamo audito in Commissione quello che è il riferimento italiano di Uber Pop, al quale sono state diverse domande, molto puntuali, da parte dei Colleghi Commissari. In realtà, al di là dell'ammissibilità o meno di questa professione e dell'abusivismo che è dichiarato dai Consiglieri che hanno chiesto le comunicazioni, c'è un problema di fondo: noi abbiamo capito chiaramente che il sistema che Uber ha in Italia è un sistema di elusione fiscale. Mi spiego. Uber fornisce una piattaforma, alla quale, per i più svariati motivi socio- economici, aderisce tutta una serie di soggetti che cercano di fare quel tipo di attività. L'80% di quello che i drivers incassano - non per contanti, ma per addebito su carta di credito - viene restituito ai conducenti stessi, quindi Uber ha in pancia un 20% che viene gestito in questo modo. Io prego di fare attenzione sulla modalità, perché questa, sì, è imbarazzante e deve lanciare un segnale d'allarme. Tolti i costi generali, e quindi spesabili dal punto di vista fiscale, di Uber Italia S.r.l., tutto il resto va - e non c'è una cifra fissa, ma è una cifra variabile - in riconoscimento alla piattaforma olandese, perché questa è la verità. La piattaforma ha sede in Olanda e quindi, con un accordo tra le parti, basta variare il compenso alla piattaforma per generare un reddito zero sul territorio nazionale. Questa è una cosa che noi dovremmo affrontare, ovviamente a livello nazionale. Non è che l'ultima delle invenzioni per non far atterrare sul nostro territorio la fiscalità. Quindi, questo è un tema di cui bisognerà parlare, che non è di specifica attribuzione dell'Assessore, né dell'Amministrazione Comunale, però bisognerà parlarne. Tutto ciò premesso, bisogna anche dire una cosa: come non si fermano gli oceani con le mani e non si impedisce l'immigrazione clandestina per Decreto Legge, noi dobbiamo in qualche modo renderci conto che è cambiata un'epoca, che siamo di nuovo in una trasformazione epocale e abbiamo bisogno di avere dei contraddittori e degli accordi con soggetti di questo genere, perché, come l'Amministrazione Comunale cerca di sequestrare i mezzi di Uber - vedremo poi con quale risultato -, allo stesso modo Italo Treno o Ferrovie dello Stato dovrebbero fare un'azione dello stesso tipo nei confronti di BlaBlaCar, che fa un altro tipo di servizio, condivide le tratte, perché, nel momento in cui noi vietiamo questa roba a Torino, guardate che non è bastato vietarla, perché le modalità cambieranno, diventerà una compartecipazione di percorrenza e qualcuno continuerà a fare quel mestiere. Quindi, noi dobbiamo assolutamente metterci in condizione di poter trattare. Guardate, non lo dice un cittadino torinese italiano, è lo stesso atteggiamento che hanno avuto le grandi città americane, Washington in testa, che, dopo aver fatto una guerra senza limiti a questo tipo di fenomeno, si sono seduti intorno a un tavolo. Per esempio, il Comune di San Francisco, attraverso la San Francisco Municipal Agency Transportation, ha seduto Uber intorno a un tavolo e ha raggiunto degli accordi. La stessa cosa dovremmo fare qui, perché non si salva il problema con una comunicazione richiesta agli Assessori in Aula, o con dei sequestri - ribadisco, vedremo che fine faranno i sequestri -, ma bisogna aprire un tavolo di trattativa. Oltretutto, io trovo che questo sia uno stimolo anche nei confronti della categoria dei taxisti. Guardate, a Roma Uber Pop non ha successo. Non ha successo perché è una città in cui Uber ha preferito concentrarsi di più su quello che è chiamato il servizio "black"; cioè le auto di categoria superiore, complice il fatto che, con l'NCC a Roma, la saga dei Ministeri ha molto lavoro, e non andava a disturbare la lobby dei taxisti. La stessa cosa a Torino non c'è. Noi abbiamo, invece, una situazione diversa. PORCINO Giovanni (Presidente) La invito a concludere, Consigliere. TROIANO Dario Finisco subito, Presidente. Abbiamo una categoria che deve aggiornarsi, perché la categoria dei taxisti si deve aggiornare. Come in tutte le cose, anche in questa si sono apportate delle innovazioni. Finisco subito, Presidente, è solo una valutazione a margine. Uno degli strumenti smart, intelligenti e innovativi che Uber ha apportato è quella che è una garanzia sia per il trasportato, sia per il conducente: il pagamento con carta di credito, perché il pagamento per contanti fa sì che sul mezzo pubblico possa salire chiunque, invece il controllo che viene effettuato con un pagamento certificato e verificato prima, ovviamente risolve molti problemi. Chiedo - e concludo - all'Assessore di convocare un tavolo, insieme alle cooperative esistenti e anche ad Uber, perché bisogna farlo tutti insieme, il più velocemente possibile, per poter superare il problema. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio l'Assessore della risposta, perché io sono contentissimo di sentir dire da questa Amministrazione che si sta facendo qualcosa. Esattamente come si sta facendo qualcosa con i venditori abusivi, che in questo momento stanno vendendo la loro merce davanti ai negozi in via Garibaldi, senza pagare un Euro di tassa. Si sta facendo qualcosa, come si sta facendo qualcosa di quei parcheggiatori abusivi davanti agli ospedali, proprio in questo momento: stanno lì andando a chiedere l'Euro alle persone che vanno a fare le visite. Esattamente come si sta facendo qualcosa contro lo spaccio nelle periferie, nelle nostre strade. Sì, si sta facendo qualcosa, però con zero risultato. Allora chiediamoci se quello che state facendo oggi in questa città sia reale, oppure siano solo annunci in Consiglio Comunale e sui giornali, perché noi non vogliamo soltanto sentire delle parole con le quali si dice: "Stiamo facendo qualcosa", ma vorremmo delle azioni concrete. Oggi queste azioni concrete non vengono fatte, perché noi tolleriamo, in questo momento tolleriamo l'illegalità. Io voglio ricordare che noi in questa Città abbiamo la fortuna di avere il Sindaco, che è anche Presidente dell'ANCI. Il Presidente dell'ANCI può andare dal Ministro, che fa parte del suo Governo, a dirgli: "Ministro, intervenga a fare qualcosa! Faccia come hanno fatto in Spagna, in Francia a chiudere, a oscurare completamente Uber". Bisogna fare questo e non dire: "Bisogna fare qualcosa, stiamo facendo, abbiamo fatto due sequestri", perché non basta. Mentre lei è qui a dirci: "Stiamo facendo qualcosa", ci sono persone che aprono l'applicazione, chiamano il driver, si fanno venire a prendere e commettono un'illegalità, mentre noi stiamo discutendo di questa cosa. È qui che bisogna ragionare: o si interviene, ma non si parla, si interviene, come hanno fatto anche altre Amministrazioni, oppure si smette di parlare e si lascia che i taxisti si vadano a fare anche giustizia da soli per non essere prevaricati, e loro hanno tutta la mia solidarietà per l'azione che hanno fatto, e forse hanno dato anche un bel segnale a questa città di come si può provare a risolvere i problemi, tanto che io ho la fortuna/sfortuna di avere dei contatti con il mondo di Uber, che mi dice che in questo weekend le corse sono diminuite. Quindi, io vorrei un'azione davvero più forte. Poi, Consigliere Troiano, i taxi hanno la possibilità del POS. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Evidentemente qualcuno di voi non li prende e prende Uber. I taxi hanno la possibilità di poter pagare con il POS. Io ho visto il Sindaco, che è entrato per dare la presenza, e mi piacerebbe, magari alla fine di questa discussione, sentirlo accendere il microfono e dire che andrà dal Ministro Lupi a chiedere che venga oscurato il servizio a livello nazionale, perché questo è un problema che riguarda tutti i Comuni italiani. Quindi, anziché venirci a raccontare che qualcosa si può fare, fatelo. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho ancora iscritti, per gli interventi, i Consiglieri Marrone, Tronzano e Sbriglio. Consigliere Marrone, la sua Collega di gruppo ha già utilizzato il numero di minuti previsto per il suo Gruppo; eccezionalmente le concedo due minuti, considerando che il suo è il Gruppo proponente, chiedendole però di attenersi ai tempi. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Gentilissimo, Presidente. In realtà, a me basta quasi solo mostrare un'immagine, che è l'applicazione di Uber aperta, ed è la tracciabilità degli attuali driver, perché Uber traccia quelle che sono le vetture del loro servizio, e noi siamo in grado di vedere - basta essere registrati - che ci sono otto vetture che in questo momento orbitano e gravitano intorno al Palazzo Civico, non so se per circondare anche noi qui, o se invece perché evidentemente è ormai una realtà così diffusa, ma anche così facilmente tracciabile, che la vera domanda diventa un'altra: posto che è facilissimo andare ad applicare le regole contro l'esercizio abusivo della professione da parte di questa società, perché addirittura il loro sistema consente di tracciare le vetture, c'è la volontà politica di farlo oppure no? In questo faccio seguito a quello che ha detto il Consigliere della Lega Nord, Fabrizio Ricca, per chiedere: ma veramente si pensa di risolvere il problema solo andando ad effettuare singoli sequestri - dico "singoli" perché, come ho dimostrato, basterebbe che la Polizia Municipale si registrasse e andasse a recuperarne una alla volta, perché ha addirittura la mappa del satellitare, e, se non lo fa, mi chiedo se manchi davvero la volontà di farlo -, o invece si vuole arrivare a un gradino superiore, ovvero quello di agire legalmente nei confronti della società? Questa è una società che, per quanto abbia la filiale italiana, è una holding che ha le radici addirittura a San Francisco. Abbiamo l'Amministratrice Delegata che compare a impartirci lezioni di libero mercato tutti i giorni da quasi tutti i quotidiani locali. Possibile che questa Amministrazione non abbia un indirizzo di questa società, a cui far pervenire una diffida legale a continuare nel portare avanti un'attività imprenditoriale che è abusiva, a discapito invece di chi paga le licenze e paga le tasse, e dall'altra parte, invece, si consenta anche di promuovere attività di sponsorizzazione in luoghi pubblici che sono risapute da tutti - perché i taxisti lo sapevano -, a quanto pare, tranne da questa Amministrazione? Le regole, quando ci sono, o si rispettano o si violano. Il vostro dovere è farle rispettare, non interpretarle o discuterle. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Nell'ultima comunicazione, a cui rispose l'Assessore, ci fu detto che Uber Pop è illegale. Questo è il dato. Quindi, l'Assessore conferma a tutt'oggi che è illegale. Pertanto, noi vogliamo sottolineare questo aspetto dell'illegalità, perché dobbiamo cercare di evitare che la disperazione, la speranza della disperazione si basi sull'illegalità, perché oggi molti Uber sono portati a utilizzare questo strumento per cercare di uscire dal momento difficile della propria situazione economica. Quindi, basare una speranza sull'illegalità, secondo me, è un danno, Assessore. Questo è il primo dato. Il secondo dato è che io voglio difendere la categoria dei taxisti, legittimamente e lecitamente, perché dietro alle licenze dei taxisti ci sono delle vite, ci sono delle pianificazioni di pensione, ci sono delle famiglie. Quindi, non è che noi possiamo, per la globalizzazione o perché oggi dobbiamo cercare di evitare battaglie di retroguardia, che, per carità, sono da evitare, ma in questo caso assolutamente sono da tutelare queste categorie, nonostante le innovazioni tecnologiche che può portare Uber Pop. Quindi, dobbiamo assolutamente difendere la categoria dei taxisti, e credo che su questo la Città debba dire una parola chiara. I miei Colleghi di opposizione hanno illustrato anche come cercare di fare, e penso che la Città debba incidere, debba impegnarsi, anche perché poi scaturiscono i fenomeni del "fai da te", e quindi della difesa del proprio posto di lavoro, anche attraverso azioni criticabili, di violenza, nei confronti di persone che utilizzano questo strumento di Uber Pop. Quindi, io chiedo realmente all'Assessore di provare anche ad evitare che, ad esempio, la categoria di Uber venga audita in Commissione. Io non ho capito perché abbiamo audito Uber in quella Commissione. Chi è che l'ha convocata? Come mai? Era successivamente alla dichiarazione dell'Assessore, in Consiglio Comunale, che diceva che Uber era illegale. Quindi, non capisco chi abbia convocato questa Commissione e, tutto sommato, mi aveva stupito questo atteggiamento, anche a seguito delle sue inequivocabili parole. Pertanto, Assessore, teniamo conto che dietro le licenze dei taxisti ci sono delle vite, e che anche il free-floating, che sarà dato dal Comune di Torino, sicuramente non è un competitor dei taxisti, ma può già creare anche lì una situazione di nocumento. Quindi, facciamo attenzione e almeno le cose illegali evitiamole, fino a prova contraria. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Io sarò rapido. Ho sentito l'intervento dell'Assessore e a me piacerebbe capire anche qual è la posizione che abbiamo, non solo dal punto di vista formale. Ho sentito anche gli interventi di alcuni Consiglieri. Ma noi siamo sicuri di vincere le battaglie legali? Io sono anche un po' stupito da alcuni interventi. Perché non dialogare con Uber? Io credo che un'Amministrazione debba dialogare con tutti, sia con i taxisti, sia con Uber. E io mi pongo le domande, perché questo è contemperare i vari interessi. Quali sono le esigenze dei taxi? Però abbiamo sentito parlare delle esigenze dei consumatori? Io capisco che è giusto tutelare chi ha lottato per pagare una licenza. Forse 10 anni fa bisognava risolvere il problema della concorrenza, perché io di professione faccio l'avvocato e probabilmente, se da domani non facessero più esami, oppure se facessero gli esami con 300 posti in Italia, probabilmente sarei più felice, però credo che il mondo continui ad andare avanti. Credo, spero e mi auguro che questa soluzione non sia poi il risultato di una battaglia legale, ma sia il risultato di un intervento del Legislatore, perché si può anche perseverare nelle azioni, che possono essere sporadiche, e io non biasimo l'Assessore, perché magari i Vigili Urbani fermeranno qualcuno, ma probabilmente questi andranno avanti e magari faranno tutti i gradi di giudizio, magari arriveranno in Cassazione, magari arriveranno alla Corte Europea, magari scopriremo che il nostro Paese verrà sanzionato, ma io credo che il processo a Uber, o la tutela dei taxi, non si debba fare qui, ma si debba magari fare in qualche Aula di Tribunale. Ho sentito anche parlare di aspetti fiscali. Allora benissimo signori, facciamo le denunce, così almeno creiamo giurisprudenza e, come succede nel nostro Paese, a dettarci la linea sarà la Magistratura, e a volte ci toglie anche dei sassolini. Allora io penso al mondo che sta andando avanti, prima è stata citata dal Collega la piattaforma di BlaBla, io penso a Airbnb. Signori, sono tutte realtà che stanno andando avanti in tutto il mondo, cioè queste realtà, Uber, che è in tutti i Paesi, in 250 Paesi mi sembra, BlaBla adesso non so in quali Paesi sia, Airbnb, voglio dire, chi decide non va in un albergo, ma va in una casa, viene ospitato e paga. Caso strano, tutte queste operazioni vengono fatte con delle transazioni, a differenza magari di altri sistemi. Io chiedo all'Assessore una riflessione che vada al di là della difesa ad oltranza. Io capisco che alcune forze politiche in quest'Aula abbiano consenso dalla categoria dei taxisti, anche io ho tanti amici taxisti, però credo che tutte le situazioni si debbano adeguare con le esigenze. Io penso alle migliaia di ragazzi che escono la sera, e che non prendono il taxi perché i costi dei taxi effettivamente sono elevatissimi, ma non per colpa dei taxisti, per colpa di un sistema che con il tempo si è ingessato. Assessore, vada a vedere quante sanzioni ci sono state. Il sito del Comune di Torino riporta al 2013, non ancora al 2014, per gli etilometri. Quante persone, anziché utilizzare il proprio mezzo, vorrebbero utilizzare qualcosa di alternativo, per magari passare una sera, bere un bicchiere di vino e non trovarsi magari con tutte le ripercussioni che si hanno, perché poi quando si viene fermati per l'etilometro non ne consegue soltanto una sanzione, innanzitutto c'è il pericolo che si può portare guidando in stato di ebbrezza, e poi c'è tutta una trafila che ne consegue, addirittura un processo penale. Allora io vorrei che quest'Aula riflettesse su questi elementi e non prendesse delle posizioni a priori, perché ripeto abbiamo perso tante battaglie nelle aule di tribunale, ma è importante che poi si trovi una soluzione. Io credo che il finale di tutte le soluzioni sia l'interesse dei consumatori, affinché ci sia un servizio, affinché ci sia una concorrenza seria, affinché uno possa avere dei trasporti alternativi in questo Paese. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Muzzarelli. MUZZARELLI Marco Credo che diverse cose siano già state dette sul tema dell'approfondimento delle regole, perché credo che su questo ambito non si possa fare altrimenti. So che c'è stata anche un'affermazione del Presidente Camanzi, dell'autorità dei trasporti, proprio su questo tema, dicendo che valeva la pena approfondire, e in questo momento è necessario farlo, proprio perché anche in altre città italiane si sta ragionando su questi temi. Io penso che proprio attorno al tema delle regole sia necessario anche fare un ragionamento rispetto alla sicurezza dei clienti, cioè chi usufruisce di alcuni servizi è necessario che sia in qualche modo tutelato, oltre che, come diceva il Consigliere Sbriglio, anche come consumatore. Io però vorrei allargare il tema su altri due elementi che secondo me sono interessanti, anche attorno al tema Uber e al tema taxi. Il primo è che siamo di fronte a un evento di quelli che vengono chiamati "distracting technologies", cioè quando la tecnologia in modo irruento entra anche nelle nostre azioni quotidiane. Penso che quello che è successo con Uber sia stato un momento in cui anche nelle nostre città si sia realizzato l'effetto in cui dei mercati potenziali sono diventati dei mercati reali, perché molto probabilmente alcune delle persone che oggi come oggi usufruiscono del servizio Uber forse non avrebbero mai usufruito del servizio taxi, anzi molto probabilmente è così. Uber, d'altronde, non è un soggetto che si occupa di trasporti, è un soggetto che fa tecnologia, perché questo è il suo mandato. La diminuzione dei costi di transazione ha fatto sì che questi mercati in qualche modo si siano aperti. La questione che io metto attorno alle distracting technologies è questa: Torino - perché questo a mio parere è il tema nel nostro caso - ha un ecosistema che in qualche modo accoglie e accompagna l'innovazione, perché di questo stiamo parlando in questo ambito. Sappiamo come funzionano i taxi e credo che siano organizzati oggi come immagino 50 anni fa, con il classico centralino che prende le chiamate e prenota i taxi. Qui stiamo parlando di innovazione. Allora, una città come Torino, che in qualche modo vuole provare a concorrere anche sulle tematiche della Smart City, può accompagnare e accogliere l'innovazione? Vedo due strade possibile rispetto a questo tema, che a mio parere sono state citate anche negli interventi. La prima strada è rendere complementari i servizi, cioè cercare di capire come l'elemento taxi o l'elemento Uber o chiunque usufruisca di nuove tecnologie, anche per fare servizi di questo tipo, possano essere resi complementari, in modo che nessuno dei due vada a rubare parti di mercato che possono essere disponibili agli altri. Ritengo che sia importante proteggere ovviamente la categoria dei taxi, ma dall'altro lato penso che sia anche essenziale accompagnare questa categoria al cambiamento, legato proprio alla innovazione, che, a mio parere, nella nostra città dovrebbe essere di casa. Penso che su questo possa essere anche interessante fare dei ragionamenti sul costruire una mobilità moderna sulla nostra città, perché la mobilità non è solo più basata sul Trasporto Pubblico Locale. Lo vediamo costantemente: il Bike sharing, piuttosto che il Car sharing, o altre forme di mobilità, si devono intersecare all'interno del nostro territorio. Il secondo elemento, citato anche dal Consigliere Troiano, riguarda il Tavolo istituito a San Francisco. Peraltro, Uber è nato in quella zona, quindi aveva tutti gli interessi a costruire il Tavolo proprio in quel territorio. Io penso che possiamo realizzare qualcosa che nelle altre città italiane si sta evidenziando e che noi, a Torino, potremmo anticipare rispetto alle altre città, cioè avere un mandato per poter accompagnare il cambiamento. Torino può fare questa cosa? Possiamo usare questo evento, che sta diventando forte (le azioni avvenute la scorsa settimana non sono state di poco conto), per accompagnare il cambiamento e per fare da apripista per altre città italiane proprio sui temi dell'innovazione? PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Io sottoscrivo buona parte di quello che ha detto il Consigliere Muzzarelli, ma farei un passaggio in più su questo tema. Chiedo anche all'Assessore di provare a ragionare insieme su come rendere sistemico l'aspetto forse più interessante che ha questo servizio. Di fatto, nonostante i Regolamenti approvati dal Consiglio Comunale, che le cooperative taxi devono rispettare quando sottoscrivono un accordo, i clienti che usufruiscono del servizio taxi non hanno la possibilità fino in fondo di verificare la qualità del servizio. Questo è previsto nei nostri Regolamenti, ma alla fine nessun utente lo fa. La forza di Uber è che quando il cliente scende dall'auto ha la possibilità di esprimere un voto sul servizio attraverso un'applicazione. Come sapete bene, Uber ha una votazione che va da zero a cinque. Se un autista di Uber riceve nell'ultimo mese, o mese e mezzo, o due mesi, adesso non ricordo con esattezza, una valutazione inferiore a quattro e mezzo, da zero a cinque, gli viene tolta la possibilità di essere un autista di Uber. Visto che da questo punto di vista il nostro Regolamento dice delle cose ben precise su come una persona che guida un taxi deve offrire quel tipo di servizio, ed essendo io una persona che usa regolarmente i taxi, mi piace discutere con chi ha fatto un investimento su quel lavoro, perché forse la vera discrasia di questo paese è quanto è costata la licenza. La licenza ha un costo che equivale a una casa. Quella licenza storicamente è stata anche la possibilità di un padre di dare al figlio una possibilità di lavoro, oppure di avere delle risorse che gli permettessero di vivere l'età della pensione con più tranquillità. Questo è il problema del nostro paese, perché questo è un problema atavico. Io ho letto tutto ciò che ha detto l'Authority dei trasporti su questo problema e le due leggi dello Stato Italiano che ad oggi regolano questo sistema. Quindi, conducenti a noleggio, piuttosto che questa nuova formulazione. Perché noi oggi - e su questo sono d'accordo con il Consigliere Muzzarelli - ci troviamo di fronte a un problema che si è posto quando per assurdo i privati si scambiavano le canzoni; e qui il Consigliere Bertola potrebbe darci una mano. Quindi, la tecnologia supera le regole e per assurdo si impone come logica di mercato. Io, Assessore, avrei due punti da tenere in considerazione. Il primo, tante volte si dice che gli utenti che utilizzano il sistema taxi hanno la possibilità di fare le loro rimostranze. Per quel che so, tutte le volte che uno segnala a un tassista che non rispetta il Regolamento, in termini di servizio pubblico, a quel tassista non viene sollevato alcun tipo di problema, alcun tipo di... non so come definirlo, però l'utente non ha la possibilità di dire che è stato trasportato da qualcuno che non ha fatto quello che doveva fare, a fronte del costo del servizio. Esempi banali, stupidi: in macchina non puoi telefonare se sei un conducente; in macchina non si tiene la radio a un certo livello sonoro; se arrivo con una valigia, scende il tassista, prende la valigia e la mette dentro il bagagliaio; se piove, idem. Cose che per esperienza, e per esperienza diffusa tra chi utilizza questo servizio, regolarmente capitano. Infatti, sono tanti i tassisti che dicono che sono i loro colleghi che non puliscono l'auto; cioè pongono temi veri. Per cui quello che noi paghiamo non trova una corrispondenza rispetto al servizio. L'altro tema, Assessore, che secondo me potrebbe essere sensato, è quindi capire come valutare fino in fondo quel servizio. Solo che - e questo è il vero nodo - stiamo dicendo a uno che non va fino in fondo nella sua capacità di offrire un servizio pubblico, perché ha un investimento molto grande alle spalle, e quindi lì si contrappone la concertazione. Mi scuso se uso questo termine, ma alla fine funziona così. Secondo aspetto, sul tema dei consumatori. A mio giudizio però ci sono dei luoghi e delle sacche dove Uber potrebbe essere un grande alleato. A Genova mi raccontavano che la cooperativa che gestisce i servizi ha discusso con i propri utenti, i tassisti, e ha tolto la bandiera, perché quando il mercato va avanti, tu devi cercare di contrapporti con altre logiche e con altre soluzioni. Io pongo, e lo pongo qui in chiusura del mio intervento, il tema del trasporto delle persone disabili. Se domani Uber, per assurdo, si ponesse come un soggetto in grado di offrire dei mezzi accessibili, mentre tutto quello che noi abbiamo prodotto con i buoni taxi, ad oggi, è che nessuno li usa più, perché con quella tariffa, se va bene, fai il giro dell'isolato, noi, come Amministrazione, che cosa diremo, visto che con la stessa spesa, Uber è in grado di portare una persona disabile da casa fino al centro diurno e riportarlo a casa? Secondo me, ci sono delle scelte che non possiamo fare in modo ideologico. È chiaro che la normativa è nazionale, ma bisogna anche tener conto di quello che accade a livello locale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Innanzitutto vorrei tranquillizzare chi ha visto nella mia risposta un cambio di atteggiamento riguardo all'ultima volta. Io la penso alla stessa maniera e lo ribadisco. A normativa esistente, il servizio Uber Pop è illegale. Mi permettevo - questo però forse non è stato colto fino in fondo - di lanciare una qualche riflessione. Al riguardo, apprezzo gli interventi dei Consigliere Sbriglio, Muzzarelli e Magliano. Dicevo che, avendo anche letto un comunicato stampa della Commissione Europea, ho cercato semplicemente di suggerire una riflessione. È un servizio innovativo, dal punto di vista tecnologico. Anzi, aggiungerei che in questo caso parliamo di sharing economy. Non a caso qualcuno qui si stupiva del fatto che Uber fosse stata convocata in Commissione. Uber è stata convocata anche a Palazzo Chigi, nell'ambito di un importantissimo congresso sulla sharing economy. Ha ragione anche il Capogruppo Marrone quando dice che non è solo con i sequestri che risolveremo la situazione. Io però faccio l'Assessore alla Polizia Municipale e, ripeto, a normativa esistente noi quello possiamo fare. Poi è anche vero che non sappiamo come vanno a finire, perché aspettiamo che vengano confermati, eccetera. Però l'ultimo intervento è solo del 29 dicembre: ci siamo arrivati dopo una lunga indagine, e quando ci siamo piazzati fuori dal Teatro Colosseo, visto quello che è successo, non è stato possibile portare a termine nessun tipo di intervento, perché non c'erano i clienti. Questi tipi di interventi hanno una loro efficacia quando il conducente viene trovato con il cliente all'interno, si certifica il passaggio di denaro, eccetera. Ma ripeto, non ne usciamo se da qui non veniamo fuori con una riflessione su un cambio della normativa, perché non è lasciando la patata bollente ai singoli Comuni e alle singole Polizie Municipali, che risolveremo la situazione. Volevo chiedere al Capogruppo Ricca quali sono i Paesi che hanno bandito Uber Pop. Possiamo citare per esempio il caso della Germania. Il Tribunale di Francoforte aveva bandito l'applicazione, ma due settimane dopo però ha dovuto annullare la sentenza. Quindi, non ci fermiamo alla notizia del primo giorno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è assolutamente così. Ci sono alcuni tribunali che emettono delle sentenze che qualche settimana dopo, puntualmente, vengono annullate. Per questo auspicavo un intervento normativo a livello nazionale, perché ripeto non è lasciando la palla ai singoli Comuni, che non possono che applicare i regolamenti esistenti, che risolveremo la situazione. Guardiamo le questioni. Ho trovato molto interessante quanto è stato detto dai Consiglieri Magliano, Sbriglio e Muzzarelli. Cioè introduciamo anche il punto di vista dell'utente e del consumatore. Questa affermazione non è banale. È da qui che deve partire una riflessione. Dopodiché, far partire una riflessione non vuol dire dimenticare che, al momento, Uber è un esercizio abusivo della professione. Per cui, continueremo a reprimerlo. Però, ripeto, mi permetto di suggerire una riflessione un po' più approfondita al Consiglio Comunale e alle Commissioni; un po' come si è fatto oggi in questa Aula. PORCINO Giovanni (Presidente) Le comunicazioni sono effettuate. |