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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Gennaio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2014-07167
ACCORDO DI PROGRAMMA IN VARIANTE AL P.R.G. AI SENSI DEL COMBINATO DISPOSTO DELL'ARTICOLO 34 D.LGS. 267/2000 E S.M.I. E DELL'ARTICOLO 17 BIS, COMMA 2, DELLA L.U.R. 56/1977 E S.M.I. INERENTE LA RAZIONALIZZAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE CASERME DE SONNAZ, CESARE DI SALUZZO E LA MARMORA. RATIFICA.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201407167/009,
presentata dalla Giunta Comunale in data 19 dicembre 2014, avente per oggetto:

"Accordo di programma in variante al P.R.G. ai sensi del combinato disposto
dell'articolo 34 D. Lgs. 267/2000 e s.m.i. e dell'articolo 17 bis, comma 2, della L.U.R.
56/1977 e s.m.i. inerente la razionalizzazione e valorizzazione delle caserme De
Sonnaz, Cesare di Saluzzo e La Marmora. Ratifica.".

e della proposta di mozione n. mecc. 201500072/002, presentata dai Consiglieri Curto e
Marrone in data 12 gennaio 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201407167/009 'Accordo di programma
in variante al P.R.G. ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 D. Lgs. 267/2000
e s.m.i. e dell'articolo 17 bis, comma 2 della L.U.R. 56/1977 e s.m.i. inerente la
razionalizzazione e valorizzazione delle caserme De Sonnaz, Cesare di Saluzzo e La
Marmora. Ratifica'".

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Comunico che in data 08/01/2015 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Come sappiamo, il Consigliere Curto ha ritirato alcuni emendamenti alla proposta di
deliberazione; ne rimane solo uno, a cui è stato presentato un subemendamento, che sta
per essere distribuito.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
La proposta di deliberazione in discussione è molto importante ed attiene alla ratifica
dell'accordo di programma in Variante al Piano Regolatore ai sensi dell'articolo n. 34
del Testo Unico sugli Enti Locali.
L'oggetto riguarda il progetto di razionalizzazione e di valorizzazione di tre caserme
molto importanti della nostra città (la caserma De Sonnaz, la caserma Cesare di Saluzzo
e la caserma La Marmora), che hanno una storia antica dal punto di vista della vicenda
che riguarda le interlocuzioni tra il Ministero della Difesa e la Città di Torino e che,
come peraltro rilevato in narrativa, in data 7 agosto 2014 sono state oggetto di un
Protocollo d'Intesa firmato dal Sindaco, dal Ministero della Difesa e dall'Agenzia del
Demanio, che, nel frattempo, era diventata la proprietaria di queste tre caserme.
Pertanto, l'oggetto della proposta di deliberazione è la ratifica dell'accordo di
programma, che costituisce uno degli allegati della proposta di deliberazione, che ha ad
oggetto la Variante Urbanistica atta alla valorizzazione del patrimonio immobiliare,
proprio in seguito ad operazioni di dismissione.
Si tratta di un elemento molto importante, perché, come è noto al Consiglio, le tre
caserme sono ubicate in posizioni molto rilevanti della città: due insistono sulla
Circoscrizione Centro-Crocetta e quella di via Asti insiste sulla Circoscrizione 8; in
particolar modo, quest'ultima caserma è legata alla memoria storica della città per i
tragici fatti occorsi soprattutto durante l'ultimo conflitto mondiale.
Il progetto di Variante che è stato negoziato tra i soggetti interlocutori, che poi hanno
sottoscritto l'accordo di programma (cioè, il Ministero della Difesa, l'Agenzia del
Demanio e la Città di Torino), ha proprio lo scopo di individuare destinazioni d'uso
compatibili con una valorizzazione di carattere immobiliare e, soprattutto, coerente con
l'intorno dei sedimi. Sono previste funzioni che, in qualche modo, contemperano
l'esigenza, da un lato, di individuare modalità di valorizzazione economicamente
sostenibili e, dall'altro lato, di fare operazioni che, in qualche modo, preservano la
memoria storica (peraltro si tratta di immobili in larga parte soggetti a vincolo
ambientale e paesaggistico) e, contemporaneamente, preservano anche la compatibilità
urbanistica nell'intorno di riferimento.
Mi pare che il dato politico da far emergere, come peraltro è già accaduto nella proficua
ed utile discussione che abbiamo avuto in Commissione, sia il fatto che ci occupiamo di
uno spazio esistente che oggi è dismesso. Cioè, si tratta di un immobile dello Stato che
oggi è dismesso, che per decenni non è stato utilizzato dai cittadini nella loro
universalità e che, a valle di quello che speriamo essere un progetto di valorizzazione
proficuo e celere, potrà tornare, anche per quanto riguarda i vincoli che sono indicati
all'interno delle schede normative del Piano Regolatore, all'uso veramente pubblico,
cioè in un uso che sia, in qualche modo, possibile per i cittadini. In particolar modo, mi
preme sottolineare l'operazione che, in qualche modo, è delineata per quanto riguarda la
caserma di via Asti, in cui i cittadini, una volta ultimata la trasformazione, potranno
godere della corte interna e dei porticati che saranno assoggettati ad uso pubblico.
Mi pare doveroso ringraziare la Commissione Consiliare che, proprio nella seduta dell'8
gennaio, ha svolto un dibattito proficuo; ritengo anche che siano emersi rilevanti
elementi di carattere politico, che la discussione in ordine agli emendamenti ed alla
proposta di mozione presentata dal Consigliere Curto vada in un'ottica che, in qualche
modo, ci sentiamo di condividere e che, peraltro, l'atto deliberativo che stiamo per
accingerci a votare, cioè la Variante Urbanistica, di fatto preconfigura in termini di
compatibilità urbanistica.
Illustrerò gli emendamenti, come ho già avuto modo di fare in Commissione. Di fatto,
sono adeguamenti della narrativa, in quanto la proposta di deliberazione è uscita dalla
Giunta in fase ex ante alla stipula dell'accordo di programma vero e proprio, e due
emendamenti recepiscono - parlo ovviamente di quelli presentati dalla Giunta - i pareri
delle Circoscrizioni 1 e 8.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Vi sono delle richieste di intervento? Perché, se non vi sono richieste di intervento e se
siete d'accordo... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). La mia domanda è solo per
capire come procedere con i lavori. Visto che, in questo momento, gli emendamenti non
sono in mano ai Capigruppo, alla luce del ritiro dei 25 emendamenti del Consigliere
Curto e nell'economia dei lavori dell'Aula, io farei così: ho gli emendamenti presentati
dalla Giunta, ma evidentemente, se non sono almeno nelle mani dei Capigruppo, è
impossibile procedere, tenendo conto che è stato presentato anche un subemendamento.
Se siete d'accordo, sospenderei la trattazione di questa proposta di deliberazione.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho chiesto se vi erano dei Consiglieri che
volevano intervenire e non ho visto alcuna mano alzata, per cui cercavo di capire come
procedere, altrimenti avrei dovuto cambiare l'ordine dei lavori e sospendere la proposta
di deliberazione.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio l'Assessore, perché è un intervento intelligente, che va in una direzione ben
chiara: riconvertire delle zone urbane che, oggi, sarebbero inutilizzate o, comunque,
utilizzate male. Sono contento che si inizi ad intravedere un cambio di politica in questa
città, che va fuori da quella che è stata la classica cementificazione a cui abbiamo
assistito fino ad oggi.
Sono però un po' preoccupato per il futuro, perché abbiamo una città che ha un grande
bisogno di spazi verdi e di ritrovare un contatto diverso con quella che è la natura che
circonda la nostra città. In tutto questo tempo, non ho mai visto, forse anche per
problemi economici (posso immaginare che gli oneri di urbanizzazione facciano più
comodo alle casse della città rispetto a quelli che potrebbero essere altri tipi di
interventi), e però mi piacerebbe vedere una politica lungimirante, che, nei prossimi sei,
sette o dieci anni, attui degli interventi chiari su quelle che possono essere nuove aree
verdi nella città, perché abbiamo tanto bisogno di aree verdi, di spazi comuni e di luoghi
della città in cui si possano riconvertire, in luoghi completamente diversi, l'ex, diciamo,
urbanizzazione, l'ex manifatturiero e l'ex industria.
Questa proposta di deliberazione non va in quel senso, perché, di fronte a questa
riconversione (da militare a vedremo poi che cosa ci verrà sottoposto nei prossimi mesi
o nei prossimi anni, dipende da quanto dura ancora questa Consiliatura Comunale),
dovremo capire che cosa verrà fuori.
La mia preoccupazione è la mancanza di lungimiranza nell'individuare quegli spazi e,
quindi, il mio invito è all'Assessore, che so che è sensibile su questo tema, ed è anche al
Sindaco, perché sono convinto che anche la sua percezione delle aree di riconversione
della città vogliono andare in quel senso: basta case e più prati.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Curto

CURTO Michele
Come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà abbiamo seguito con attenzione l'iter di
questa proposta di deliberazione; è un iter che, inevitabilmente, discende da una
decisione del Governo centrale, che, negli scorsi mesi, ha provato ad utilizzare la leva
della Cassa Depositi e Prestiti per avviare un duplice processo: da un lato, un processo
di riduzione del debito pubblico e, dall'altro lato, processi di trasformazione urbana, a
valle di quello che è un patrimonio di cui è ricco l'intero Paese, ma, in particolare, di un
patrimonio che segna la città di Torino: l'ex patrimonio militare è la più ampia
dotazione del Ministero della Difesa.
È chiaro che l'operato della Giunta è stato, da un lato, orientato e, in parte, anche
limitato da quella che è stata un'operazione nazionale. Vorrei partire da qui,
permettetemi, esprimendo un giudizio rispetto all'operazione del Governo nazionale,
che se, da un lato, genera sicuramente, attraverso la leva di Cassa Depositi e Prestiti, un
tentativo di operazione, per certi versi anche anticiclica, di carattere generale di
trasformazione urbana, dall'altro lato segna sicuramente il limite di ridurre questo tipo
di operazione ad un'operazione appunto di carattere economico-finanziario di riduzione
del debito pubblico e che consegna ai Comuni uno spazio limitato di coazione su quelli
che poi però sono più che beni, sono intere aree delle nostre città.
Se, per esempio, si pensa alla città di Torino, si parla di porzioni significative già in
questa proposta di deliberazione, ma di prospettive ancora più significative se si pensa
al patrimonio della città di Torino, che è quello, ad esempio, dell'ex Distretto Militare,
dell'ex ospedale Riberi e di un numero molto significativo di beni e, soprattutto, di
metrature e di cubature. Per questa ragione abbiamo provato, come Gruppo di Sinistra
Ecologia Libertà, ad armonizzare il progetto, messo in campo dalla Giunta a valle
dell'intervento del Governo centrale, con quelle che avevamo ritenuto, insieme al
Consiglio Comunale, alcune delle priorità della nostra città.
Proprio per la parzialità di questo primo atto che andiamo ad affrontare, ma anche per la
speranza che questo atto genera rispetto alle prospettive per il futuro, abbiamo voluto,
da un lato, ragionare sull'emendabilità di questo atto, con un confronto che è stato fatto
anche a latere del Consiglio Comunale, con la Giunta e con la nostra maggioranza,
rendendoci conto che non possiamo fermare l'azione deliberativa ed anche la necessità
di procedere rispetto all'accordo di programma in questo primo lotto dismissivo che è
generato da queste tre caserme, in particolare dalla caserma di via Asti, che,
indubbiamente, è la più significativa in termini storici, oltre che in termini di metrature;
dall'altro lato, abbiamo ritenuto necessario affiancare una mozione di indirizzo al
percorso (quindi, alla proposta di deliberazione) che è stato costruito dalla Giunta,
perché, già nell'ottobre del 2013, il Consiglio Comunale aveva individuato le caserme
come potenziali polmoni operativi rispetto al tema del disagio abitativo e
dell'emergenza abitativa della città, sia per quanto riguarda il patrimonio in dismissione,
come le tre caserme di cui parliamo oggi, sia per quanto concerne il patrimonio ancora a
disposizione del Ministero della Difesa.
All'indicazione ed alla mozione di indirizzo che presentammo in quell'occasione (e che
fu approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio Comunale) rispose poi un'azione
di diverse parti del Consiglio Comunale, penso, per esempio, al Consigliere Magliano,
che oggi presiede, che agì politicamente (ricordo una sua intervista al quotidiano La
Stampa), penso all'azione dei Consiglieri Genisio e Centillo, Presidenti di
Commissione, che decisero, in un'interlocuzione con il Comando Militare datata 30
giugno 2014, di provare a confrontarsi e capire se c'erano, appunto, i margini per
operare.
Purtroppo, oggi quel percorso si trasforma in questa parziale operazione urbanistica, che
però non nega la possibilità, anzi è coerente con la possibilità di utilizzare, almeno per
parte, quelle metrature e quelle risorse per quelle priorità. Presidente, mi conceda ancora
pochi secondi per dire qual è la ragione e quali sono i punti della proposta di mozione
che proponiamo in accompagnamento alla proposta di deliberazione, oltre ad un
emendamento che, per certi versi, chiede alla proposta di deliberazione di accogliere la
descrizione di questo percorso che ha fatto il Consiglio Comunale.
Il primo punto riguarda la richiesta alla Giunta, nella sua collegialità, di un
ragionamento più ampio sul tema del Demanio Militare, non solo quello in dismissione,
ma anche quello ancora a disposizione, per le vocazioni e per le sollecitazioni che, per
esempio, l'Assessore Lo Russo ha citato in queste settimane. Penso, per esempio, alla
possibilità di Torino Città Universitaria per quanto riguarda l'ex Distretto Militare o per
quanto riguarda l'ex ospedale Riberi (punto che ci sta particolarmente a cuore) stiamo
parlando di una struttura assolutamente pronta per accogliere situazioni di emergenza e
di disagio abitativo, ristrutturata con fondi del Comune, della Provincia e della Regione
destinati alle Olimpiadi, per cui credo che vada rilanciato il punto della utilizzabilità di
quelle strutture anche solo per periodi temporanei.
Il secondo punto riguarda l'individuazione delle risorse generate attraverso l'operazione
di valorizzazione di una parte di quelle risorse; abbiamo individuato una misura
equivalente (quindi, non proprio quelle risorse, ma non importa) e sono risorse
equivalenti a quelle generate per il tema del disagio abitativo.
Il terzo punto (e termino il mio intervento, scusandomi per aver sforato il tempo a mia
disposizione), che riguarda il tema della caserma di via Asti - che, come dicevamo
prima, è la più significativa -, è la possibilità di cercare (mi rivolgo al Sindaco, anche
per il suo ruolo all'interno della Cassa Depositi e Prestiti, che tanto ha giovato in questi
mesi alla città di Torino) un'operazione congiunta e sinergica rispetto a quella caserma,
che è pietra angolare della storia di questa città e che meriterebbe di essere restituita alla
città per il 70° anniversario del 25 aprile (essendo il luogo dove venivano imprigionati e
torturati i partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale attivi sul nostro territorio),
essendo una pertinenza che potrebbe vedere una contemporanea azione di social
housing, con i fondi previsti proprio dalla Cassa Depositi e Prestiti (che in questa azione
è sostanzialmente la nuova proprietaria di quelle strutture), la possibilità di ospitare
residenze collettive, per esempio, universitarie, come è stato evocato anche nella
discussione pubblica, e la possibilità di utilizzare le risorse generate da questa
valorizzazione direttamente dalla Città di Torino, per porzione, in un'azione di sostegno
al disagio abitativo e all'emergenza abitativa.
Quello che evocavamo due anni fa era una messa a disposizione diretta di quelle
pertinenze; immagino che questo sia un argomento che verrà fuori. Il Governo ha fatto
un'altra scelta (criticabile per parte, ma sicuramente un'altra scelta) e credo che la
proposta di mozione di indirizzo e la proposta di deliberazione (l'una non in contrasto
con l'altra, anzi, assolutamente coerenti l'una e l'altra) provino ad indicare un percorso,
da un lato, per valorizzare economicamente la trasformazione urbanistica e per
trasformare ridestinando alla città aree importanti della stessa e, dall'altro lato, per
riutilizzare in parte o nella loro interezza quelle aree e quelle risorse per quella che
riteniamo la situazione di maggiore importanza in questo momento nella città, cioè il
diritto all'abitare, che, purtroppo, la crisi economica e la situazione che stanno vivendo
molti torinesi viene in questo momento negato a molte famiglie.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Non entrerò nel merito - perché è già stato fatto dall'Assessore - della proposta di
deliberazione, così come non entrerò nel merito della proposta di mozione presentata ed
illustrata dal Consigliere Curto; dichiaro solo che, al di là di quelli che sono i contenuti
della proposta di mozione, bisogna comunque riprendere con freddezza quelli che sono
gli aspetti positivi della proposta di deliberazione che stiamo discutendo.
Riporto solo per dovere di cronaca quella che è stata forse la parte più interessante della
discussione in Commissione, dove in realtà, partendo da quella che era la necessità di
approfondire gli elementi della proposta di deliberazione, abbiamo virato invece sulla
necessità di procedere verso elementi di accelerazione o, comunque, che andassero
verso delle soluzioni meno farraginose da un punto di vista urbanistico. Secondo me,
secondo la Commissione e secondo l'analisi che è stata fatta all'interno della
Commissione, questa proposta di deliberazione potrebbe diventare un caso
paradigmatico per quelle che sono le azioni che si potranno compiere tra un po'.
Ripartendo da quelli che sono gli elementi, questa proposta di deliberazione porta a
razionalizzare, ad efficientare ed a riqualificare, non porta solo ad una riconversione,
Consigliere Ricca; lei parlava di una riconversione, che, ahimè, dobbiamo mettere da
parte, perché, in questo caso, ritengo che sia complicato buttare giù le caserme e mettere
dei prati verdi per la cittadinanza.
Quando si parla di riqualificazione e di riconversione, si intende restituire alla città parti
importanti del tessuto urbano, ma si intende anche restituire ai cittadini beni e servizi
che servono per migliorare la qualità della vita e del vivere comune. Si tratta, quindi, di
una rigenerazione che va di pari passo con il riprendersi in mano pezzi di città
importanti per restituirli ai cittadini sotto forma di servizi e di beni e, in quest'ottica, ben
venga la proposta di mozione presentata dal Consigliere Curto. Però partiamo anche
dall'azione, perché dobbiamo sottolineare l'impegno di questa Giunta nel portare avanti
un'azione fondamentale in quest'ottica con il Demanio.
Si tratta di un'azione che è partita, se non sbaglio, nel mese di agosto, con la firma, il 7
agosto, del Protocollo direttamente a Roma, ma, prossimamente, il Consiglio sarà
chiamato a confrontarsi su quella che sarà la valenza dei servizi che saremo in grado di
restituire ai cittadini e solo in quel momento potremo dire di aver portato a termine
un'azione di riqualificazione e davvero rigenerante per il tessuto della città e per gli
interessi dei cittadini.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Innanzitutto, ci tengo a sottolineare quello che il sottoscritto ed il Consigliere La Ganga
hanno già detto in Commissione, ovvero il fatto che, in questo caso, la Sovrintendenza
rischia di rallentare e di rendere troppo cementificato il ragionamento sullo sviluppo e
sul cambio di destinazione di queste caserme. Pertanto, secondo me, la politica
dovrebbe provare ad intervenire (naturalmente, non in maniera immediata, ma nel
tempo), ragionando sui criteri che la Sovrintendenza probabilmente non ritiene
anacronistici, ma il mercato - purtroppo o per fortuna - sì.
A me interessa ragionare con l'Assessore. Oggi approverete questo atto e su questa
proposta di deliberazione io non esprimerò il mio voto, perché a me interessa quello che
succederà ed è quello che sto per dire. A me interessa capire dove vuole andare la Città,
Assessore, perché, se è vero che oggi c'è necessità di emergenza abitativa (e vorrei
anche chiedere al Consigliere Curto se le risorse destinate saranno utilizzate in altre
parti della città o se verranno utilizzate per quelle strutture e per fare lì l'emergenza
abitativa; vorrei capire questo, che può essere un concetto valido), però, nella sostanza,
queste tre caserme sono il prodromo per fare qualcosa di utile in prospettiva per la città.
Dove vuole andare la Città? Mi piacerebbe sentire la risposta dell'Assessore,
naturalmente se può fornirla in questo momento.
Siamo pieni di piani strategici, ad esempio Torino 2025 l'abbiamo illustrato in tutte le
salse ed in tutto il mondo, e adesso vorrei capire se per queste tre caserme ipotizziamo
qualche utilizzo che sia utile per questa città, perché, se devo pensare qualcosa, le vedo
utili nell'aspetto produttivo, nello sviluppo delle attività produttive e nello sviluppo
economico di questa città; non vedo azioni che siano così ridondanti o che siano già
presenti in città. Assessore, il primo ragionamento effettivo è questo: come le
utilizziamo? Cioè, la Città dove vuole andare nello sviluppo economico e come usiamo,
in base a questo programma ed a questa traiettoria, queste caserme? Mi piacerebbe
sentire una risposta, perché credo che possa essere interessante per tutti.
Il secondo ed ultimo ragionamento riguarda invece un'attività che a me sta a cuore,
come ad altri Consiglieri, cioè lo sport. Probabilmente, oggi manca all'interno della città
di Torino una Cittadella dello Sport; ci sono tante situazioni, ma non c'è un vero fulcro
che determini la sensazione che questa città investa su questo tema. Probabilmente,
come diceva l'Assessore in Commissione, non sono queste le tre caserme più adatte per
questo tipo di ragionamento, ma vorrei iniziare a mettere questo argomento sul piatto,
perché credo che sia utile in prospettiva.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Partiamo dalla considerazione che se vi è una certa quantità di immobili in disuso,
anche immobili di grandi dimensioni e di impatto in pieno centro, e si riesce a
riutilizzarli e a farne qualcosa, è sicuramente un passo avanti, però questa proposta di
deliberazione è sostanzialmente un'opportunità perduta.
La Giunta, in questi quasi quattro anni d'amministrazione, più volte ha parlato anche sui
giornali anche a gran voce dell'idea di riutilizzare le caserme per l'emergenza abitativa,
per scopi sociali, per far fronte a tutte quelle mancanze di spazi abitativi di cui spesso si
sente parlare - un po' paradossali, visto che a Torino degli spazi ci sarebbero, nel senso
che abbiamo decine di migliaia di appartamenti vuoti che non si riesce in nessun modo,
nonostante anche le proposte fatte da noi, a rimettere in circolo e a riutilizzare per chi
non ha una casa -. Comunque, spesso si è detto che le caserme già di proprietà statale
sarebbero potute essere una valvola di sfogo; si è parlato concretamente di questo e, poi,
alla fine dei conti, l'unico progetto che arriva sulle caserme non è né la sede
universitaria, né l'utilizzo sportivo, né l'utilizzo come ospitalità per le famiglie in
difficoltà, ma è semplicemente una valorizzazione economica a privati.
Quindi, forse, tutto quello che è stato detto in questi anni erano soltanto parole, slogan,
belle uscite sui giornali per fare bella figura, ma, poi, non seguite da fatti. Dico questo
perché anche noi, come IV Commissione, abbiamo avuto l'opportunità, sei mesi fa, a
giugno, di andare direttamente a parlare col Demanio Militare nei loro uffici insieme al
Vicesindaco Tisi e di discutere la possibilità di avere, tra l'altro, proprio queste caserme
in uso gratuito, e di utilizzarle per l'emergenza abitativa o per scopi sociali. Oltretutto, il
Demanio Militare è stato totalmente disponibile e ci ha detto che c'è anche
l'opportunità, garantita da una Legge, di averle addirittura in proprietà gratuitamente
senza dover pagare un corrispettivo, fatto salvo, poi, che chiaramente il Comune deve
farsene carico, quindi deve avere i soldi per ristrutturarle e gestirle e credo che sia lì che
questo progetto si è arenato.
Io l'ho chiesto in Commissione e mi spiace che non ci sia il Vicesindaco, perché mi
sarebbe piaciuto sentire anche da parte sua l'esito di questo progetto, perché, quando se
ne era parlato con il Consiglio Comunale sei mesi fa, era rimasto un po' da vedere e da
valutare se la Giunta avrebbe avuto la possibilità di trovare i fondi necessari per
trasformare almeno la caserma di via Asti, che era la più adatta, in unità abitative. Però,
senza aver saputo più niente, ci troviamo di fronte ad una deliberazione che, invece,
destina ad altro queste caserme, con la sola parziale compensazione del fatto che
riceveremo una quota di percentuale, quindi una nostra percentuale, sugli eventuali
guadagni e valorizzazioni che farà il Demanio dalla vendita a privati di queste caserme.
Riguardo alla caserma De Sonnaz, spero che sarà confermata l'idea di metterci degli
uffici statali; si parlava della Corte dei Conti, del TAR, comunque di altri uffici
giudiziari che adesso sono in affitto. Almeno lì la collettività avrà probabilmente un
risparmio di spese e, quindi, tutto sommato, mi sembra un'operazione sensata.
La caserma Cesare di Saluzzo pare destinata, sostanzialmente, ad appartamenti, per cui
si abbatterà la parte meno bella per costruire un bel palazzo nuovo in pieno centro e del
resto non si sa cosa se ne farà, perché, oggettivamente, bisogna dire che la parte più
storica e da tutelare della caserma è difficile da riutilizzare.
Per via Asti si parla di residenza universitaria, ma anche qui, a domanda, mi è stato
detto che, poi, in realtà, non c'è nessuna ipotesi concreta più di tanto, quindi se ne parla,
sperando che, prima o poi, piova dal cielo un privato che metta i soldi, che si prenda
questa caserma e la ristrutturi a spese sue e ci faccia non appartamenti di lusso in
precollina, ma una residenza universitaria. Speriamo, però prima lo voglio vedere, cioè
vorrei capire, intanto, se si presenterà qualcuno, che cosa succederà e se, alla fine,
l'esito di questa vendita della caserma di via Asti non sarà quello di avere altri
appartamenti, negozi e uffici in una zona di gran pregio.
Purtroppo, è perfettamente legittimo fare nuovi appartamenti, ma diciamo la
destinazione sociale sarebbe stata assolutamente preferibile.
Ricordo anche che la caserma di via Asti in passato è già stata ampiamente ristrutturata
con fondi pubblici per ospitare i profughi, che, poi, sono stati rigirati in altre parti della
città e adesso sono in gran parte finiti ad occupare il MOI. Quindi, soldi pubblici sono
già stati spesi per ritrasformare quella caserma in uno spazio che potesse accogliere
delle famiglie, o dei gruppi in difficoltà. Però, come sempre si fa da noi, magicamente,
si spendono i soldi pubblici, si fa il progetto e, poi, i soldi pubblici risultano
sostanzialmente sprecati, perché, alla fine, del progetto si butta via tutto e poi si dice che
non c'erano i soldi per ritrasformare queste caserme per l'emergenza abitativa.
Allora, forse, bisogna andarsi a chiedere come abbiamo speso questi soldi negli ultimi
10-15 anni, perché forse l'investimento era addirittura già stato fatto e si sarebbe trattato
semplicemente di utilizzare bene quello che già si era costruito con soldi pubblici dal
2006 o giù di lì e di mantenerlo attivo per poter ospitare le famiglie e le persone in
emergenza abitativa.
Quindi, sostanzialmente, questa proposta di deliberazione non avrà il nostro voto
favorevole, non avrà il nostro via libera, perché prima ci sarebbe piaciuto perlomeno
avere una discussione approfondita anche appunto con chi è responsabile del welfare,
sul fatto che, effettivamente, non ci siano alternative che permettano di dedicare almeno
la caserma di via Asti alle necessità sociali e alle emergenze abitative. Invece, detta
così, francamente - oltretutto, è passata in tre o quattro giorni, perché la deliberazione è
stata aggiunta al Consiglio Comunale giovedì scorso ed oggi viene approvata -, ci
sembra un'occasione perduta e non invece un tentativo di fare il massimo di quello che,
comunque, è un patrimonio pubblico.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io non entrerò troppo nel merito della proposta di deliberazione; ritengo che, comunque,
qualunque valorizzazione di patrimonio immobiliare al momento non utilizzato sia
positiva e, quindi, non debba essere assolutamente ostacolata. In merito alla mozione
d'accompagnamento, voglio però ricordare - ma, con onestà intellettuale, lo stava già
anticipando il Consigliere Curto - che, in realtà, questa operazione urbanistica contrasta
con un indirizzo che già la Sala Rossa aveva dato all'unanimità, che era quello di
utilizzare questo patrimonio direttamente a fine di contrasto all'emergenza abitativa.
È vero, noi condividiamo questa proposta di mozione; come la scorsa proposta di
mozione, riguardante l'emergenza freddo a Torino, io l'ho anche volentieri sottoscritta e
la voteremo, perché cerca di salvare il salvabile quantomeno nella destinazione di
risorse e nel cercare sulle altre strutture militari o ex militari escluse da questa
operazione di riproporre la destinazione abitativa. Però, così come lo scorso indirizzo è
stato disatteso da questa Giunta, io vorrei qualche garanzia che anche in futuro non
venga disatteso. E il motivo per cui informalmente chiedevo agli Uffici se era possibile
avere una presenza diretta dell'Assessore Passoni è che questa è una proposta di
mozione di accompagnamento ad un'operazione urbanistica e, quindi, è giusto che sia
l'Assessore Lo Russo a presentarla, ma gli indirizzi e i contenuti della mozione non
c'entrano con l'operazione urbanistica, quindi non è l'Assessore Lo Russo che ci deve
dire se la Giunta è favorevole o meno, o meglio, lo può fare a nome della Giunta se si
sente di prendere un impegno a nome dell'Assessore Passoni; in caso contrario, o il
Sindaco Fassino o il Vicesindaco Tisi ci dovrebbero dire che cosa pensano di questo
indirizzo, nella consapevolezza, non dico nel rimpianto o rimorso, di aver già disatteso
questo indirizzo, perché io vorrei solo sottolineare che tutti i passi che sono stati tentati
e che ricordava il Consigliere Curto, come le attività dei Presidenti Genisio e Centillo e
le interlocuzioni del Vicepresidente Magliano, sono stati di sicuro degli indirizzi
dell'Aula per cercare di dare attuazione a questo monito politico, però sostanzialmente
sono stati disattesi.
Quindi, io dico solo questo. Ci sono altre proposte di mozione dello stesso tipo, come la
destinazione degli appartamenti di proprietà comunale che vanno deserti alle gare di
vendita, oppure le sperimentazioni dell'autorecupero che devono ancora essere
sottoposte a verifica di attuazione, quindi non inquiniamo il nostro ottimismo con
fosche previsioni, però, visto che questa già sappiamo che è stata disattesa, riguardo
diciamo al piano B che è presentato da questa proposta di mozione, io credo che
politicamente sia importante una rassicurazione preventiva della Giunta, che deve
arrivare da chi nella Giunta si occupa di tema di Bilancio e di patrimonio e non
dell'urbanistica.
Credo che l'Assessore Lo Russo, in cuor suo, ci direbbe che è perfettamente d'accordo,
ma non se ne può assumere la responsabilità diretta.
Quindi, ben venga questo genere di valorizzazione, se si accompagna all'indirizzo
proposto da Sinistra Ecologia e Libertà che noi condividiamo, però - intendiamoci -
siamo già stati scottati da questa Giunta su questo singolo tema, per cui una
rassicurazione preventiva sottoforma di parere della Giunta, ma non dell'Assessore Lo
Russo, se non a nome di tutta la Giunta, se si sente di impegnarsi, deve arrivare prima
della votazione.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Intervengo brevemente, in quanto il Capogruppo ha già illustrato la proposta di mozione
che va, ovviamente, a migliorare quella che è la proposta di deliberazione e va anche a
precisare quelli che sono gli ambiti sui quali noi stiamo discutendo, perché non stiamo
discutendo, in realtà, di edifici che vengono acquisiti al Patrimonio della Città di
Torino, ma stiamo discutendo di tre edifici (due, in particolare, che hanno una loro
importanza storica significativa) per i quali la Città di Torino svolge sostanzialmente
una funzione di facilitazione, ovvero la proprietà rimane in capo allo Stato, ma la Città
di Torino, attraverso una Variante al Piano Regolatore, consente - come deriva,
ovviamente, dal contenuto stesso della Variante - di poter disporre di una destinazione
d'uso diversa da quella che risulta essere originariamente prevista.
Dico questo perché alcuni interventi che sono sottoscrivibili dal punto di vista teorico e
generale per il loro contenuto politico, però poi debbono anche confrontarsi con quello
che è lo strumento di cui stiamo discutendo in questo momento, ovvero un accordo di
programma e non, come dicevo, un'acquisizione patrimoniale.
Quindi, diversamente da chi mi precedeva, cioè dal Consigliere Marrone, credo che, in
questo caso, la proposta di mozione di accompagnamento sia lo strumento più adeguato
e più corretto.
Dopodiché, venendo brevemente - perché ho già avuto modo di dire molte cose nel
corso dei lavori della II Commissione - all'intervento che è stato fatto anche in questa
sede, quindi che manifesta una linea di coerenza da parte del Capogruppo di Forza
Italia, io però mi trovo esattamente su una posizione opposta rispetto a quella che lui ha
espresso, nel senso che - la esemplifico con un'affermazione che non vuole essere uno
slogan - meno male che esistono le Soprintendenze e meno male che esistono organismi
dello Stato, uffici dello Stato che svolgono un'azione di tutela e di conservazione di
quelli che sono edifici che hanno una loro rilevanza e un loro significato storico. Ha
ragione il Consigliere La Ganga, che in Commissione aveva citato una delle tre ex
caserme, quella della Polizia di Stato, che, sicuramente, da questo punto di vista, non si
contraddistingue in modo particolare e significativo, ma le altre due caserme, invece,
hanno una loro rilevanza, un loro pregio architettonico e storico che non va
assolutamente sottovalutato e che sarebbe un errore stravolgere.
Quindi, mi sembra che la scelta che è stata fatta da parte dell'Amministrazione
Comunale, nel facilitarne un cambio di destinazione d'uso, salvaguardandone però gli
aspetti architettonici, sia coerente per l'appunto con quelle che sono le indicazioni date
da parte dello Stato e, visto che viviamo in un Paese dove l'uso della deregulation o
della delegificazione, in qualche modo, risulta anche esser imperante, mi auguro che
proprio questa non sia la direzione nella quale si possa andare in futuro.
Infine, proprio leggendo l'atto deliberativo insieme con la proposta di mozione di
accompagnamento, che, come ho già avuto modo di dire, lo arricchisce, credo che
invece questa Amministrazione stia ben operando nel momento che si pone con senso di
responsabilità e non semplicemente andando ad inseguire aspetti teoricamente ed
astrattamente pienamente condivisibili, ma poi difficili da rendere concreti, si stia
ponendo con senso di responsabilità la domanda su come questi spazi e come questi
vuoti urbani possano concretamente essere utilizzati e impiegati.
Mi auguro veramente che il mercato possa e voglia dare una risposta positiva a questo
tipo di azione, anche se le condizioni del mercato fanno immaginare ben altro.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola, per la replica, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Intervengo per alcune puntualizzazioni generate dal dibattito, partendo dalla questione
sollevata dal Consigliere Ricca in ordine alla politica sulle aree verdi.
Ovviamente, la questione che riguarda la trasformazione delle caserme rende
compatibile fino ad un certo punto questo indirizzo politico. Ciò nonostante, Consigliere
Ricca, come avrà modo di vedere leggendo le schede normative, potrà assolutamente
verificare lei stesso che proprio sul compendio più rilevante, cioè quello di via Asti, la
previsione urbanistica che s'immagina è proprio quella di dotare una superficie a verde
pubblico attrezzato, anzi cito testualmente: "Aree per spazi pubblici e parco per il gioco
e per le attrezzature di interesse comune proprio nella corte centrale", proprio perché
siamo assolutamente convinti di quello che lei ha detto e, peraltro, operiamo in questa
direzione non solamente su questo specifico atto deliberativo, ma ovunque è possibile.
Rispondendo a quanto chiedeva il Consigliere Marrone, in relazione alla mozione del
Consigliere Curto, anticipo che - ovviamente, sono presenti sia il Sindaco che il
Vicesindaco -, da un punto di vista sostanziale, la mozione così come subemendata dal
Consigliere Curto, in realtà, è accoglibile in quanto rende un chiaro indirizzo politico
che traguarda le risorse generate dalla trasformazione. Ovviamente, risiede nella
disponibilità piena del Consiglio Comunale la decisione in ordine alla locazione delle
risorse.
Sul piano specifico dell'emergenza abitativa, confermo che eventuali interventi di
realizzazione del cosiddetto social housing sono pienamente compatibili con la
destinazione d'uso a valle della Variante urbanistica e che, pertanto, proprio nell'ottica
di favorire il più possibile l'apertura rispetto alle possibili destinazioni funzionali,
abbiamo valutato di proporre destinazioni d'uso che, qualora emergessero esigenze
particolari o vi fossero risorse dedicate, possano certamente trovare impegno e impiego
all'interno dei compendi elencati.
Chiudo questa breve replica rispondendo al Consigliere Tronzano, che individuava
alcuni elementi in ordine alla scelta di trasformazione della Città. Il Consiglio
Comunale, alla fine del 2013, ha votato un programma delle trasformazioni urbane,
dandosi un obiettivo ambizioso, che era quello di collocare almeno gli atti deliberativi
in un orizzonte temporale intercorrente tra il 2013 e 2014; posso certamente affermare
che quel programma è stato attuato per oltre il 95% e che, pertanto, in questi termini, la
strategia che si coglieva in quella deliberazione proposta dal Sindaco e dall'Assessore
all'Urbanistica all'attenzione del Consiglio Comunale è chiaramente non solo
identificata ed identificabile, ma anche operativamente messa in campo.
È del tutto evidente che, pertanto, come sempre facciamo come Consiglio Comunale,
occorre inquadrare l'elemento particolare della trasformazione singola e specifica,
ancorché di dimensioni, in questo caso, di una certa rilevanza, in un quadro più ampio e
generale che sono l'insieme degli atti urbanistici che, periodicamente, il Consiglio
Comunale, particolarmente in quest'ultimo periodo, ha affrontato proprio nell'ottica
della trasformazione della città a partire dalla zona Nord, dall'asse di corso Romania,
dall'area dei laghetti Falchera, dall'area del Centro congressi Westinghouse, dall'area di
TNE, a tutte quelle che sono state le Varianti anche di carattere più puntuale e più
specifico come i singoli specifici lotti attraverso il Decreto sviluppo, quello che riguarda
il Palazzo del Lavoro, l'area Thyssen, eccetera. Insomma, a me pare assolutamente
chiara quella che è la strategia di trasformazione urbana e di politica urbanistica della
Città, che, peraltro, l'Amministrazione sta portando avanti in piena coerenza col
programma di Governo e in piena coerenza con quanto il Consiglio Comunale stesso ha
deliberato proprio sul finire del 2013.
Per quanto riguarda la vicenda dei vincoli di Soprintendenza, confermo che noi
riteniamo certamente utile il fatto che l'attenzione in ordine alla conservazione della
memoria storica del patrimonio edilizio sia un elemento importante; lo strumento che,
certamente, verificherà questo tipo di coerenza è lo strumento urbanistico esecutivo, di
cui, come ho già avuto modo di dire in Commissione, non c'è alcun problema da parte
della Giunta a venire a relazionare - speriamo quanto prima - non appena verrà trovato
lo sviluppatore immobiliare, certamente all'attenzione della Commissione e del
Consiglio.
Ringrazio davvero il Consiglio Comunale di aver colto in pieno il senso di questo atto
deliberativo, che colloca peraltro Torino tra le prime Città in Italia a svolgere questo
tipo di operazione di carattere urbanistico proprio sul patrimonio del Demanio. Questo
mi pare certamente un punto di orgoglio, che va in qualche modo a premiare una qualità
amministrativa che ci vede certamente in prima fila.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
Grazie, Assessore Lo Russo.

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