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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201407167/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 19 dicembre 2014, avente per oggetto: "Accordo di programma in variante al P.R.G. ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 D. Lgs. 267/2000 e s.m.i. e dell'articolo 17 bis, comma 2, della L.U.R. 56/1977 e s.m.i. inerente la razionalizzazione e valorizzazione delle caserme De Sonnaz, Cesare di Saluzzo e La Marmora. Ratifica.". e della proposta di mozione n. mecc. 201500072/002, presentata dai Consiglieri Curto e Marrone in data 12 gennaio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201407167/009 'Accordo di programma in variante al P.R.G. ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 D. Lgs. 267/2000 e s.m.i. e dell'articolo 17 bis, comma 2 della L.U.R. 56/1977 e s.m.i. inerente la razionalizzazione e valorizzazione delle caserme De Sonnaz, Cesare di Saluzzo e La Marmora. Ratifica'". MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Comunico che in data 08/01/2015 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Come sappiamo, il Consigliere Curto ha ritirato alcuni emendamenti alla proposta di deliberazione; ne rimane solo uno, a cui è stato presentato un subemendamento, che sta per essere distribuito. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) La proposta di deliberazione in discussione è molto importante ed attiene alla ratifica dell'accordo di programma in Variante al Piano Regolatore ai sensi dell'articolo n. 34 del Testo Unico sugli Enti Locali. L'oggetto riguarda il progetto di razionalizzazione e di valorizzazione di tre caserme molto importanti della nostra città (la caserma De Sonnaz, la caserma Cesare di Saluzzo e la caserma La Marmora), che hanno una storia antica dal punto di vista della vicenda che riguarda le interlocuzioni tra il Ministero della Difesa e la Città di Torino e che, come peraltro rilevato in narrativa, in data 7 agosto 2014 sono state oggetto di un Protocollo d'Intesa firmato dal Sindaco, dal Ministero della Difesa e dall'Agenzia del Demanio, che, nel frattempo, era diventata la proprietaria di queste tre caserme. Pertanto, l'oggetto della proposta di deliberazione è la ratifica dell'accordo di programma, che costituisce uno degli allegati della proposta di deliberazione, che ha ad oggetto la Variante Urbanistica atta alla valorizzazione del patrimonio immobiliare, proprio in seguito ad operazioni di dismissione. Si tratta di un elemento molto importante, perché, come è noto al Consiglio, le tre caserme sono ubicate in posizioni molto rilevanti della città: due insistono sulla Circoscrizione Centro-Crocetta e quella di via Asti insiste sulla Circoscrizione 8; in particolar modo, quest'ultima caserma è legata alla memoria storica della città per i tragici fatti occorsi soprattutto durante l'ultimo conflitto mondiale. Il progetto di Variante che è stato negoziato tra i soggetti interlocutori, che poi hanno sottoscritto l'accordo di programma (cioè, il Ministero della Difesa, l'Agenzia del Demanio e la Città di Torino), ha proprio lo scopo di individuare destinazioni d'uso compatibili con una valorizzazione di carattere immobiliare e, soprattutto, coerente con l'intorno dei sedimi. Sono previste funzioni che, in qualche modo, contemperano l'esigenza, da un lato, di individuare modalità di valorizzazione economicamente sostenibili e, dall'altro lato, di fare operazioni che, in qualche modo, preservano la memoria storica (peraltro si tratta di immobili in larga parte soggetti a vincolo ambientale e paesaggistico) e, contemporaneamente, preservano anche la compatibilità urbanistica nell'intorno di riferimento. Mi pare che il dato politico da far emergere, come peraltro è già accaduto nella proficua ed utile discussione che abbiamo avuto in Commissione, sia il fatto che ci occupiamo di uno spazio esistente che oggi è dismesso. Cioè, si tratta di un immobile dello Stato che oggi è dismesso, che per decenni non è stato utilizzato dai cittadini nella loro universalità e che, a valle di quello che speriamo essere un progetto di valorizzazione proficuo e celere, potrà tornare, anche per quanto riguarda i vincoli che sono indicati all'interno delle schede normative del Piano Regolatore, all'uso veramente pubblico, cioè in un uso che sia, in qualche modo, possibile per i cittadini. In particolar modo, mi preme sottolineare l'operazione che, in qualche modo, è delineata per quanto riguarda la caserma di via Asti, in cui i cittadini, una volta ultimata la trasformazione, potranno godere della corte interna e dei porticati che saranno assoggettati ad uso pubblico. Mi pare doveroso ringraziare la Commissione Consiliare che, proprio nella seduta dell'8 gennaio, ha svolto un dibattito proficuo; ritengo anche che siano emersi rilevanti elementi di carattere politico, che la discussione in ordine agli emendamenti ed alla proposta di mozione presentata dal Consigliere Curto vada in un'ottica che, in qualche modo, ci sentiamo di condividere e che, peraltro, l'atto deliberativo che stiamo per accingerci a votare, cioè la Variante Urbanistica, di fatto preconfigura in termini di compatibilità urbanistica. Illustrerò gli emendamenti, come ho già avuto modo di fare in Commissione. Di fatto, sono adeguamenti della narrativa, in quanto la proposta di deliberazione è uscita dalla Giunta in fase ex ante alla stipula dell'accordo di programma vero e proprio, e due emendamenti recepiscono - parlo ovviamente di quelli presentati dalla Giunta - i pareri delle Circoscrizioni 1 e 8. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Vi sono delle richieste di intervento? Perché, se non vi sono richieste di intervento e se siete d'accordo... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). La mia domanda è solo per capire come procedere con i lavori. Visto che, in questo momento, gli emendamenti non sono in mano ai Capigruppo, alla luce del ritiro dei 25 emendamenti del Consigliere Curto e nell'economia dei lavori dell'Aula, io farei così: ho gli emendamenti presentati dalla Giunta, ma evidentemente, se non sono almeno nelle mani dei Capigruppo, è impossibile procedere, tenendo conto che è stato presentato anche un subemendamento. Se siete d'accordo, sospenderei la trattazione di questa proposta di deliberazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho chiesto se vi erano dei Consiglieri che volevano intervenire e non ho visto alcuna mano alzata, per cui cercavo di capire come procedere, altrimenti avrei dovuto cambiare l'ordine dei lavori e sospendere la proposta di deliberazione. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio l'Assessore, perché è un intervento intelligente, che va in una direzione ben chiara: riconvertire delle zone urbane che, oggi, sarebbero inutilizzate o, comunque, utilizzate male. Sono contento che si inizi ad intravedere un cambio di politica in questa città, che va fuori da quella che è stata la classica cementificazione a cui abbiamo assistito fino ad oggi. Sono però un po' preoccupato per il futuro, perché abbiamo una città che ha un grande bisogno di spazi verdi e di ritrovare un contatto diverso con quella che è la natura che circonda la nostra città. In tutto questo tempo, non ho mai visto, forse anche per problemi economici (posso immaginare che gli oneri di urbanizzazione facciano più comodo alle casse della città rispetto a quelli che potrebbero essere altri tipi di interventi), e però mi piacerebbe vedere una politica lungimirante, che, nei prossimi sei, sette o dieci anni, attui degli interventi chiari su quelle che possono essere nuove aree verdi nella città, perché abbiamo tanto bisogno di aree verdi, di spazi comuni e di luoghi della città in cui si possano riconvertire, in luoghi completamente diversi, l'ex, diciamo, urbanizzazione, l'ex manifatturiero e l'ex industria. Questa proposta di deliberazione non va in quel senso, perché, di fronte a questa riconversione (da militare a vedremo poi che cosa ci verrà sottoposto nei prossimi mesi o nei prossimi anni, dipende da quanto dura ancora questa Consiliatura Comunale), dovremo capire che cosa verrà fuori. La mia preoccupazione è la mancanza di lungimiranza nell'individuare quegli spazi e, quindi, il mio invito è all'Assessore, che so che è sensibile su questo tema, ed è anche al Sindaco, perché sono convinto che anche la sua percezione delle aree di riconversione della città vogliono andare in quel senso: basta case e più prati. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Curto CURTO Michele Come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà abbiamo seguito con attenzione l'iter di questa proposta di deliberazione; è un iter che, inevitabilmente, discende da una decisione del Governo centrale, che, negli scorsi mesi, ha provato ad utilizzare la leva della Cassa Depositi e Prestiti per avviare un duplice processo: da un lato, un processo di riduzione del debito pubblico e, dall'altro lato, processi di trasformazione urbana, a valle di quello che è un patrimonio di cui è ricco l'intero Paese, ma, in particolare, di un patrimonio che segna la città di Torino: l'ex patrimonio militare è la più ampia dotazione del Ministero della Difesa. È chiaro che l'operato della Giunta è stato, da un lato, orientato e, in parte, anche limitato da quella che è stata un'operazione nazionale. Vorrei partire da qui, permettetemi, esprimendo un giudizio rispetto all'operazione del Governo nazionale, che se, da un lato, genera sicuramente, attraverso la leva di Cassa Depositi e Prestiti, un tentativo di operazione, per certi versi anche anticiclica, di carattere generale di trasformazione urbana, dall'altro lato segna sicuramente il limite di ridurre questo tipo di operazione ad un'operazione appunto di carattere economico-finanziario di riduzione del debito pubblico e che consegna ai Comuni uno spazio limitato di coazione su quelli che poi però sono più che beni, sono intere aree delle nostre città. Se, per esempio, si pensa alla città di Torino, si parla di porzioni significative già in questa proposta di deliberazione, ma di prospettive ancora più significative se si pensa al patrimonio della città di Torino, che è quello, ad esempio, dell'ex Distretto Militare, dell'ex ospedale Riberi e di un numero molto significativo di beni e, soprattutto, di metrature e di cubature. Per questa ragione abbiamo provato, come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà, ad armonizzare il progetto, messo in campo dalla Giunta a valle dell'intervento del Governo centrale, con quelle che avevamo ritenuto, insieme al Consiglio Comunale, alcune delle priorità della nostra città. Proprio per la parzialità di questo primo atto che andiamo ad affrontare, ma anche per la speranza che questo atto genera rispetto alle prospettive per il futuro, abbiamo voluto, da un lato, ragionare sull'emendabilità di questo atto, con un confronto che è stato fatto anche a latere del Consiglio Comunale, con la Giunta e con la nostra maggioranza, rendendoci conto che non possiamo fermare l'azione deliberativa ed anche la necessità di procedere rispetto all'accordo di programma in questo primo lotto dismissivo che è generato da queste tre caserme, in particolare dalla caserma di via Asti, che, indubbiamente, è la più significativa in termini storici, oltre che in termini di metrature; dall'altro lato, abbiamo ritenuto necessario affiancare una mozione di indirizzo al percorso (quindi, alla proposta di deliberazione) che è stato costruito dalla Giunta, perché, già nell'ottobre del 2013, il Consiglio Comunale aveva individuato le caserme come potenziali polmoni operativi rispetto al tema del disagio abitativo e dell'emergenza abitativa della città, sia per quanto riguarda il patrimonio in dismissione, come le tre caserme di cui parliamo oggi, sia per quanto concerne il patrimonio ancora a disposizione del Ministero della Difesa. All'indicazione ed alla mozione di indirizzo che presentammo in quell'occasione (e che fu approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio Comunale) rispose poi un'azione di diverse parti del Consiglio Comunale, penso, per esempio, al Consigliere Magliano, che oggi presiede, che agì politicamente (ricordo una sua intervista al quotidiano La Stampa), penso all'azione dei Consiglieri Genisio e Centillo, Presidenti di Commissione, che decisero, in un'interlocuzione con il Comando Militare datata 30 giugno 2014, di provare a confrontarsi e capire se c'erano, appunto, i margini per operare. Purtroppo, oggi quel percorso si trasforma in questa parziale operazione urbanistica, che però non nega la possibilità, anzi è coerente con la possibilità di utilizzare, almeno per parte, quelle metrature e quelle risorse per quelle priorità. Presidente, mi conceda ancora pochi secondi per dire qual è la ragione e quali sono i punti della proposta di mozione che proponiamo in accompagnamento alla proposta di deliberazione, oltre ad un emendamento che, per certi versi, chiede alla proposta di deliberazione di accogliere la descrizione di questo percorso che ha fatto il Consiglio Comunale. Il primo punto riguarda la richiesta alla Giunta, nella sua collegialità, di un ragionamento più ampio sul tema del Demanio Militare, non solo quello in dismissione, ma anche quello ancora a disposizione, per le vocazioni e per le sollecitazioni che, per esempio, l'Assessore Lo Russo ha citato in queste settimane. Penso, per esempio, alla possibilità di Torino Città Universitaria per quanto riguarda l'ex Distretto Militare o per quanto riguarda l'ex ospedale Riberi (punto che ci sta particolarmente a cuore) stiamo parlando di una struttura assolutamente pronta per accogliere situazioni di emergenza e di disagio abitativo, ristrutturata con fondi del Comune, della Provincia e della Regione destinati alle Olimpiadi, per cui credo che vada rilanciato il punto della utilizzabilità di quelle strutture anche solo per periodi temporanei. Il secondo punto riguarda l'individuazione delle risorse generate attraverso l'operazione di valorizzazione di una parte di quelle risorse; abbiamo individuato una misura equivalente (quindi, non proprio quelle risorse, ma non importa) e sono risorse equivalenti a quelle generate per il tema del disagio abitativo. Il terzo punto (e termino il mio intervento, scusandomi per aver sforato il tempo a mia disposizione), che riguarda il tema della caserma di via Asti - che, come dicevamo prima, è la più significativa -, è la possibilità di cercare (mi rivolgo al Sindaco, anche per il suo ruolo all'interno della Cassa Depositi e Prestiti, che tanto ha giovato in questi mesi alla città di Torino) un'operazione congiunta e sinergica rispetto a quella caserma, che è pietra angolare della storia di questa città e che meriterebbe di essere restituita alla città per il 70° anniversario del 25 aprile (essendo il luogo dove venivano imprigionati e torturati i partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale attivi sul nostro territorio), essendo una pertinenza che potrebbe vedere una contemporanea azione di social housing, con i fondi previsti proprio dalla Cassa Depositi e Prestiti (che in questa azione è sostanzialmente la nuova proprietaria di quelle strutture), la possibilità di ospitare residenze collettive, per esempio, universitarie, come è stato evocato anche nella discussione pubblica, e la possibilità di utilizzare le risorse generate da questa valorizzazione direttamente dalla Città di Torino, per porzione, in un'azione di sostegno al disagio abitativo e all'emergenza abitativa. Quello che evocavamo due anni fa era una messa a disposizione diretta di quelle pertinenze; immagino che questo sia un argomento che verrà fuori. Il Governo ha fatto un'altra scelta (criticabile per parte, ma sicuramente un'altra scelta) e credo che la proposta di mozione di indirizzo e la proposta di deliberazione (l'una non in contrasto con l'altra, anzi, assolutamente coerenti l'una e l'altra) provino ad indicare un percorso, da un lato, per valorizzare economicamente la trasformazione urbanistica e per trasformare ridestinando alla città aree importanti della stessa e, dall'altro lato, per riutilizzare in parte o nella loro interezza quelle aree e quelle risorse per quella che riteniamo la situazione di maggiore importanza in questo momento nella città, cioè il diritto all'abitare, che, purtroppo, la crisi economica e la situazione che stanno vivendo molti torinesi viene in questo momento negato a molte famiglie. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Carretta. CARRETTA Domenico Non entrerò nel merito - perché è già stato fatto dall'Assessore - della proposta di deliberazione, così come non entrerò nel merito della proposta di mozione presentata ed illustrata dal Consigliere Curto; dichiaro solo che, al di là di quelli che sono i contenuti della proposta di mozione, bisogna comunque riprendere con freddezza quelli che sono gli aspetti positivi della proposta di deliberazione che stiamo discutendo. Riporto solo per dovere di cronaca quella che è stata forse la parte più interessante della discussione in Commissione, dove in realtà, partendo da quella che era la necessità di approfondire gli elementi della proposta di deliberazione, abbiamo virato invece sulla necessità di procedere verso elementi di accelerazione o, comunque, che andassero verso delle soluzioni meno farraginose da un punto di vista urbanistico. Secondo me, secondo la Commissione e secondo l'analisi che è stata fatta all'interno della Commissione, questa proposta di deliberazione potrebbe diventare un caso paradigmatico per quelle che sono le azioni che si potranno compiere tra un po'. Ripartendo da quelli che sono gli elementi, questa proposta di deliberazione porta a razionalizzare, ad efficientare ed a riqualificare, non porta solo ad una riconversione, Consigliere Ricca; lei parlava di una riconversione, che, ahimè, dobbiamo mettere da parte, perché, in questo caso, ritengo che sia complicato buttare giù le caserme e mettere dei prati verdi per la cittadinanza. Quando si parla di riqualificazione e di riconversione, si intende restituire alla città parti importanti del tessuto urbano, ma si intende anche restituire ai cittadini beni e servizi che servono per migliorare la qualità della vita e del vivere comune. Si tratta, quindi, di una rigenerazione che va di pari passo con il riprendersi in mano pezzi di città importanti per restituirli ai cittadini sotto forma di servizi e di beni e, in quest'ottica, ben venga la proposta di mozione presentata dal Consigliere Curto. Però partiamo anche dall'azione, perché dobbiamo sottolineare l'impegno di questa Giunta nel portare avanti un'azione fondamentale in quest'ottica con il Demanio. Si tratta di un'azione che è partita, se non sbaglio, nel mese di agosto, con la firma, il 7 agosto, del Protocollo direttamente a Roma, ma, prossimamente, il Consiglio sarà chiamato a confrontarsi su quella che sarà la valenza dei servizi che saremo in grado di restituire ai cittadini e solo in quel momento potremo dire di aver portato a termine un'azione di riqualificazione e davvero rigenerante per il tessuto della città e per gli interessi dei cittadini. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Innanzitutto, ci tengo a sottolineare quello che il sottoscritto ed il Consigliere La Ganga hanno già detto in Commissione, ovvero il fatto che, in questo caso, la Sovrintendenza rischia di rallentare e di rendere troppo cementificato il ragionamento sullo sviluppo e sul cambio di destinazione di queste caserme. Pertanto, secondo me, la politica dovrebbe provare ad intervenire (naturalmente, non in maniera immediata, ma nel tempo), ragionando sui criteri che la Sovrintendenza probabilmente non ritiene anacronistici, ma il mercato - purtroppo o per fortuna - sì. A me interessa ragionare con l'Assessore. Oggi approverete questo atto e su questa proposta di deliberazione io non esprimerò il mio voto, perché a me interessa quello che succederà ed è quello che sto per dire. A me interessa capire dove vuole andare la Città, Assessore, perché, se è vero che oggi c'è necessità di emergenza abitativa (e vorrei anche chiedere al Consigliere Curto se le risorse destinate saranno utilizzate in altre parti della città o se verranno utilizzate per quelle strutture e per fare lì l'emergenza abitativa; vorrei capire questo, che può essere un concetto valido), però, nella sostanza, queste tre caserme sono il prodromo per fare qualcosa di utile in prospettiva per la città. Dove vuole andare la Città? Mi piacerebbe sentire la risposta dell'Assessore, naturalmente se può fornirla in questo momento. Siamo pieni di piani strategici, ad esempio Torino 2025 l'abbiamo illustrato in tutte le salse ed in tutto il mondo, e adesso vorrei capire se per queste tre caserme ipotizziamo qualche utilizzo che sia utile per questa città, perché, se devo pensare qualcosa, le vedo utili nell'aspetto produttivo, nello sviluppo delle attività produttive e nello sviluppo economico di questa città; non vedo azioni che siano così ridondanti o che siano già presenti in città. Assessore, il primo ragionamento effettivo è questo: come le utilizziamo? Cioè, la Città dove vuole andare nello sviluppo economico e come usiamo, in base a questo programma ed a questa traiettoria, queste caserme? Mi piacerebbe sentire una risposta, perché credo che possa essere interessante per tutti. Il secondo ed ultimo ragionamento riguarda invece un'attività che a me sta a cuore, come ad altri Consiglieri, cioè lo sport. Probabilmente, oggi manca all'interno della città di Torino una Cittadella dello Sport; ci sono tante situazioni, ma non c'è un vero fulcro che determini la sensazione che questa città investa su questo tema. Probabilmente, come diceva l'Assessore in Commissione, non sono queste le tre caserme più adatte per questo tipo di ragionamento, ma vorrei iniziare a mettere questo argomento sul piatto, perché credo che sia utile in prospettiva. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Partiamo dalla considerazione che se vi è una certa quantità di immobili in disuso, anche immobili di grandi dimensioni e di impatto in pieno centro, e si riesce a riutilizzarli e a farne qualcosa, è sicuramente un passo avanti, però questa proposta di deliberazione è sostanzialmente un'opportunità perduta. La Giunta, in questi quasi quattro anni d'amministrazione, più volte ha parlato anche sui giornali anche a gran voce dell'idea di riutilizzare le caserme per l'emergenza abitativa, per scopi sociali, per far fronte a tutte quelle mancanze di spazi abitativi di cui spesso si sente parlare - un po' paradossali, visto che a Torino degli spazi ci sarebbero, nel senso che abbiamo decine di migliaia di appartamenti vuoti che non si riesce in nessun modo, nonostante anche le proposte fatte da noi, a rimettere in circolo e a riutilizzare per chi non ha una casa -. Comunque, spesso si è detto che le caserme già di proprietà statale sarebbero potute essere una valvola di sfogo; si è parlato concretamente di questo e, poi, alla fine dei conti, l'unico progetto che arriva sulle caserme non è né la sede universitaria, né l'utilizzo sportivo, né l'utilizzo come ospitalità per le famiglie in difficoltà, ma è semplicemente una valorizzazione economica a privati. Quindi, forse, tutto quello che è stato detto in questi anni erano soltanto parole, slogan, belle uscite sui giornali per fare bella figura, ma, poi, non seguite da fatti. Dico questo perché anche noi, come IV Commissione, abbiamo avuto l'opportunità, sei mesi fa, a giugno, di andare direttamente a parlare col Demanio Militare nei loro uffici insieme al Vicesindaco Tisi e di discutere la possibilità di avere, tra l'altro, proprio queste caserme in uso gratuito, e di utilizzarle per l'emergenza abitativa o per scopi sociali. Oltretutto, il Demanio Militare è stato totalmente disponibile e ci ha detto che c'è anche l'opportunità, garantita da una Legge, di averle addirittura in proprietà gratuitamente senza dover pagare un corrispettivo, fatto salvo, poi, che chiaramente il Comune deve farsene carico, quindi deve avere i soldi per ristrutturarle e gestirle e credo che sia lì che questo progetto si è arenato. Io l'ho chiesto in Commissione e mi spiace che non ci sia il Vicesindaco, perché mi sarebbe piaciuto sentire anche da parte sua l'esito di questo progetto, perché, quando se ne era parlato con il Consiglio Comunale sei mesi fa, era rimasto un po' da vedere e da valutare se la Giunta avrebbe avuto la possibilità di trovare i fondi necessari per trasformare almeno la caserma di via Asti, che era la più adatta, in unità abitative. Però, senza aver saputo più niente, ci troviamo di fronte ad una deliberazione che, invece, destina ad altro queste caserme, con la sola parziale compensazione del fatto che riceveremo una quota di percentuale, quindi una nostra percentuale, sugli eventuali guadagni e valorizzazioni che farà il Demanio dalla vendita a privati di queste caserme. Riguardo alla caserma De Sonnaz, spero che sarà confermata l'idea di metterci degli uffici statali; si parlava della Corte dei Conti, del TAR, comunque di altri uffici giudiziari che adesso sono in affitto. Almeno lì la collettività avrà probabilmente un risparmio di spese e, quindi, tutto sommato, mi sembra un'operazione sensata. La caserma Cesare di Saluzzo pare destinata, sostanzialmente, ad appartamenti, per cui si abbatterà la parte meno bella per costruire un bel palazzo nuovo in pieno centro e del resto non si sa cosa se ne farà, perché, oggettivamente, bisogna dire che la parte più storica e da tutelare della caserma è difficile da riutilizzare. Per via Asti si parla di residenza universitaria, ma anche qui, a domanda, mi è stato detto che, poi, in realtà, non c'è nessuna ipotesi concreta più di tanto, quindi se ne parla, sperando che, prima o poi, piova dal cielo un privato che metta i soldi, che si prenda questa caserma e la ristrutturi a spese sue e ci faccia non appartamenti di lusso in precollina, ma una residenza universitaria. Speriamo, però prima lo voglio vedere, cioè vorrei capire, intanto, se si presenterà qualcuno, che cosa succederà e se, alla fine, l'esito di questa vendita della caserma di via Asti non sarà quello di avere altri appartamenti, negozi e uffici in una zona di gran pregio. Purtroppo, è perfettamente legittimo fare nuovi appartamenti, ma diciamo la destinazione sociale sarebbe stata assolutamente preferibile. Ricordo anche che la caserma di via Asti in passato è già stata ampiamente ristrutturata con fondi pubblici per ospitare i profughi, che, poi, sono stati rigirati in altre parti della città e adesso sono in gran parte finiti ad occupare il MOI. Quindi, soldi pubblici sono già stati spesi per ritrasformare quella caserma in uno spazio che potesse accogliere delle famiglie, o dei gruppi in difficoltà. Però, come sempre si fa da noi, magicamente, si spendono i soldi pubblici, si fa il progetto e, poi, i soldi pubblici risultano sostanzialmente sprecati, perché, alla fine, del progetto si butta via tutto e poi si dice che non c'erano i soldi per ritrasformare queste caserme per l'emergenza abitativa. Allora, forse, bisogna andarsi a chiedere come abbiamo speso questi soldi negli ultimi 10-15 anni, perché forse l'investimento era addirittura già stato fatto e si sarebbe trattato semplicemente di utilizzare bene quello che già si era costruito con soldi pubblici dal 2006 o giù di lì e di mantenerlo attivo per poter ospitare le famiglie e le persone in emergenza abitativa. Quindi, sostanzialmente, questa proposta di deliberazione non avrà il nostro voto favorevole, non avrà il nostro via libera, perché prima ci sarebbe piaciuto perlomeno avere una discussione approfondita anche appunto con chi è responsabile del welfare, sul fatto che, effettivamente, non ci siano alternative che permettano di dedicare almeno la caserma di via Asti alle necessità sociali e alle emergenze abitative. Invece, detta così, francamente - oltretutto, è passata in tre o quattro giorni, perché la deliberazione è stata aggiunta al Consiglio Comunale giovedì scorso ed oggi viene approvata -, ci sembra un'occasione perduta e non invece un tentativo di fare il massimo di quello che, comunque, è un patrimonio pubblico. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io non entrerò troppo nel merito della proposta di deliberazione; ritengo che, comunque, qualunque valorizzazione di patrimonio immobiliare al momento non utilizzato sia positiva e, quindi, non debba essere assolutamente ostacolata. In merito alla mozione d'accompagnamento, voglio però ricordare - ma, con onestà intellettuale, lo stava già anticipando il Consigliere Curto - che, in realtà, questa operazione urbanistica contrasta con un indirizzo che già la Sala Rossa aveva dato all'unanimità, che era quello di utilizzare questo patrimonio direttamente a fine di contrasto all'emergenza abitativa. È vero, noi condividiamo questa proposta di mozione; come la scorsa proposta di mozione, riguardante l'emergenza freddo a Torino, io l'ho anche volentieri sottoscritta e la voteremo, perché cerca di salvare il salvabile quantomeno nella destinazione di risorse e nel cercare sulle altre strutture militari o ex militari escluse da questa operazione di riproporre la destinazione abitativa. Però, così come lo scorso indirizzo è stato disatteso da questa Giunta, io vorrei qualche garanzia che anche in futuro non venga disatteso. E il motivo per cui informalmente chiedevo agli Uffici se era possibile avere una presenza diretta dell'Assessore Passoni è che questa è una proposta di mozione di accompagnamento ad un'operazione urbanistica e, quindi, è giusto che sia l'Assessore Lo Russo a presentarla, ma gli indirizzi e i contenuti della mozione non c'entrano con l'operazione urbanistica, quindi non è l'Assessore Lo Russo che ci deve dire se la Giunta è favorevole o meno, o meglio, lo può fare a nome della Giunta se si sente di prendere un impegno a nome dell'Assessore Passoni; in caso contrario, o il Sindaco Fassino o il Vicesindaco Tisi ci dovrebbero dire che cosa pensano di questo indirizzo, nella consapevolezza, non dico nel rimpianto o rimorso, di aver già disatteso questo indirizzo, perché io vorrei solo sottolineare che tutti i passi che sono stati tentati e che ricordava il Consigliere Curto, come le attività dei Presidenti Genisio e Centillo e le interlocuzioni del Vicepresidente Magliano, sono stati di sicuro degli indirizzi dell'Aula per cercare di dare attuazione a questo monito politico, però sostanzialmente sono stati disattesi. Quindi, io dico solo questo. Ci sono altre proposte di mozione dello stesso tipo, come la destinazione degli appartamenti di proprietà comunale che vanno deserti alle gare di vendita, oppure le sperimentazioni dell'autorecupero che devono ancora essere sottoposte a verifica di attuazione, quindi non inquiniamo il nostro ottimismo con fosche previsioni, però, visto che questa già sappiamo che è stata disattesa, riguardo diciamo al piano B che è presentato da questa proposta di mozione, io credo che politicamente sia importante una rassicurazione preventiva della Giunta, che deve arrivare da chi nella Giunta si occupa di tema di Bilancio e di patrimonio e non dell'urbanistica. Credo che l'Assessore Lo Russo, in cuor suo, ci direbbe che è perfettamente d'accordo, ma non se ne può assumere la responsabilità diretta. Quindi, ben venga questo genere di valorizzazione, se si accompagna all'indirizzo proposto da Sinistra Ecologia e Libertà che noi condividiamo, però - intendiamoci - siamo già stati scottati da questa Giunta su questo singolo tema, per cui una rassicurazione preventiva sottoforma di parere della Giunta, ma non dell'Assessore Lo Russo, se non a nome di tutta la Giunta, se si sente di impegnarsi, deve arrivare prima della votazione. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Intervengo brevemente, in quanto il Capogruppo ha già illustrato la proposta di mozione che va, ovviamente, a migliorare quella che è la proposta di deliberazione e va anche a precisare quelli che sono gli ambiti sui quali noi stiamo discutendo, perché non stiamo discutendo, in realtà, di edifici che vengono acquisiti al Patrimonio della Città di Torino, ma stiamo discutendo di tre edifici (due, in particolare, che hanno una loro importanza storica significativa) per i quali la Città di Torino svolge sostanzialmente una funzione di facilitazione, ovvero la proprietà rimane in capo allo Stato, ma la Città di Torino, attraverso una Variante al Piano Regolatore, consente - come deriva, ovviamente, dal contenuto stesso della Variante - di poter disporre di una destinazione d'uso diversa da quella che risulta essere originariamente prevista. Dico questo perché alcuni interventi che sono sottoscrivibili dal punto di vista teorico e generale per il loro contenuto politico, però poi debbono anche confrontarsi con quello che è lo strumento di cui stiamo discutendo in questo momento, ovvero un accordo di programma e non, come dicevo, un'acquisizione patrimoniale. Quindi, diversamente da chi mi precedeva, cioè dal Consigliere Marrone, credo che, in questo caso, la proposta di mozione di accompagnamento sia lo strumento più adeguato e più corretto. Dopodiché, venendo brevemente - perché ho già avuto modo di dire molte cose nel corso dei lavori della II Commissione - all'intervento che è stato fatto anche in questa sede, quindi che manifesta una linea di coerenza da parte del Capogruppo di Forza Italia, io però mi trovo esattamente su una posizione opposta rispetto a quella che lui ha espresso, nel senso che - la esemplifico con un'affermazione che non vuole essere uno slogan - meno male che esistono le Soprintendenze e meno male che esistono organismi dello Stato, uffici dello Stato che svolgono un'azione di tutela e di conservazione di quelli che sono edifici che hanno una loro rilevanza e un loro significato storico. Ha ragione il Consigliere La Ganga, che in Commissione aveva citato una delle tre ex caserme, quella della Polizia di Stato, che, sicuramente, da questo punto di vista, non si contraddistingue in modo particolare e significativo, ma le altre due caserme, invece, hanno una loro rilevanza, un loro pregio architettonico e storico che non va assolutamente sottovalutato e che sarebbe un errore stravolgere. Quindi, mi sembra che la scelta che è stata fatta da parte dell'Amministrazione Comunale, nel facilitarne un cambio di destinazione d'uso, salvaguardandone però gli aspetti architettonici, sia coerente per l'appunto con quelle che sono le indicazioni date da parte dello Stato e, visto che viviamo in un Paese dove l'uso della deregulation o della delegificazione, in qualche modo, risulta anche esser imperante, mi auguro che proprio questa non sia la direzione nella quale si possa andare in futuro. Infine, proprio leggendo l'atto deliberativo insieme con la proposta di mozione di accompagnamento, che, come ho già avuto modo di dire, lo arricchisce, credo che invece questa Amministrazione stia ben operando nel momento che si pone con senso di responsabilità e non semplicemente andando ad inseguire aspetti teoricamente ed astrattamente pienamente condivisibili, ma poi difficili da rendere concreti, si stia ponendo con senso di responsabilità la domanda su come questi spazi e come questi vuoti urbani possano concretamente essere utilizzati e impiegati. Mi auguro veramente che il mercato possa e voglia dare una risposta positiva a questo tipo di azione, anche se le condizioni del mercato fanno immaginare ben altro. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola, per la replica, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Intervengo per alcune puntualizzazioni generate dal dibattito, partendo dalla questione sollevata dal Consigliere Ricca in ordine alla politica sulle aree verdi. Ovviamente, la questione che riguarda la trasformazione delle caserme rende compatibile fino ad un certo punto questo indirizzo politico. Ciò nonostante, Consigliere Ricca, come avrà modo di vedere leggendo le schede normative, potrà assolutamente verificare lei stesso che proprio sul compendio più rilevante, cioè quello di via Asti, la previsione urbanistica che s'immagina è proprio quella di dotare una superficie a verde pubblico attrezzato, anzi cito testualmente: "Aree per spazi pubblici e parco per il gioco e per le attrezzature di interesse comune proprio nella corte centrale", proprio perché siamo assolutamente convinti di quello che lei ha detto e, peraltro, operiamo in questa direzione non solamente su questo specifico atto deliberativo, ma ovunque è possibile. Rispondendo a quanto chiedeva il Consigliere Marrone, in relazione alla mozione del Consigliere Curto, anticipo che - ovviamente, sono presenti sia il Sindaco che il Vicesindaco -, da un punto di vista sostanziale, la mozione così come subemendata dal Consigliere Curto, in realtà, è accoglibile in quanto rende un chiaro indirizzo politico che traguarda le risorse generate dalla trasformazione. Ovviamente, risiede nella disponibilità piena del Consiglio Comunale la decisione in ordine alla locazione delle risorse. Sul piano specifico dell'emergenza abitativa, confermo che eventuali interventi di realizzazione del cosiddetto social housing sono pienamente compatibili con la destinazione d'uso a valle della Variante urbanistica e che, pertanto, proprio nell'ottica di favorire il più possibile l'apertura rispetto alle possibili destinazioni funzionali, abbiamo valutato di proporre destinazioni d'uso che, qualora emergessero esigenze particolari o vi fossero risorse dedicate, possano certamente trovare impegno e impiego all'interno dei compendi elencati. Chiudo questa breve replica rispondendo al Consigliere Tronzano, che individuava alcuni elementi in ordine alla scelta di trasformazione della Città. Il Consiglio Comunale, alla fine del 2013, ha votato un programma delle trasformazioni urbane, dandosi un obiettivo ambizioso, che era quello di collocare almeno gli atti deliberativi in un orizzonte temporale intercorrente tra il 2013 e 2014; posso certamente affermare che quel programma è stato attuato per oltre il 95% e che, pertanto, in questi termini, la strategia che si coglieva in quella deliberazione proposta dal Sindaco e dall'Assessore all'Urbanistica all'attenzione del Consiglio Comunale è chiaramente non solo identificata ed identificabile, ma anche operativamente messa in campo. È del tutto evidente che, pertanto, come sempre facciamo come Consiglio Comunale, occorre inquadrare l'elemento particolare della trasformazione singola e specifica, ancorché di dimensioni, in questo caso, di una certa rilevanza, in un quadro più ampio e generale che sono l'insieme degli atti urbanistici che, periodicamente, il Consiglio Comunale, particolarmente in quest'ultimo periodo, ha affrontato proprio nell'ottica della trasformazione della città a partire dalla zona Nord, dall'asse di corso Romania, dall'area dei laghetti Falchera, dall'area del Centro congressi Westinghouse, dall'area di TNE, a tutte quelle che sono state le Varianti anche di carattere più puntuale e più specifico come i singoli specifici lotti attraverso il Decreto sviluppo, quello che riguarda il Palazzo del Lavoro, l'area Thyssen, eccetera. Insomma, a me pare assolutamente chiara quella che è la strategia di trasformazione urbana e di politica urbanistica della Città, che, peraltro, l'Amministrazione sta portando avanti in piena coerenza col programma di Governo e in piena coerenza con quanto il Consiglio Comunale stesso ha deliberato proprio sul finire del 2013. Per quanto riguarda la vicenda dei vincoli di Soprintendenza, confermo che noi riteniamo certamente utile il fatto che l'attenzione in ordine alla conservazione della memoria storica del patrimonio edilizio sia un elemento importante; lo strumento che, certamente, verificherà questo tipo di coerenza è lo strumento urbanistico esecutivo, di cui, come ho già avuto modo di dire in Commissione, non c'è alcun problema da parte della Giunta a venire a relazionare - speriamo quanto prima - non appena verrà trovato lo sviluppatore immobiliare, certamente all'attenzione della Commissione e del Consiglio. Ringrazio davvero il Consiglio Comunale di aver colto in pieno il senso di questo atto deliberativo, che colloca peraltro Torino tra le prime Città in Italia a svolgere questo tipo di operazione di carattere urbanistico proprio sul patrimonio del Demanio. Questo mi pare certamente un punto di orgoglio, che va in qualche modo a premiare una qualità amministrativa che ci vede certamente in prima fila. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) Grazie, Assessore Lo Russo. |