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RICCA Fabrizio (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201405873/002, presentata in data 21 novembre 2014, avente per oggetto: "Casa del quartiere di San Salvario" RICCA Fabrizio (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Provo a distinguere, perché nell'interpellanza vengono messe insieme, quasi a confrontarle, due situazioni molto diverse, che sono quelle relative alla Casa del quartiere di San Salvario e quella relativa all'associazione "Sei Più". Partiamo dalla prima, la Casa del quartiere di San Salvario. Con una deliberazione della Giunta Comunale dell'ottobre del 2006, per la realizzazione della Casa del quartiere (allora il progetto si chiamava Convergente Casa delle Culture), è stato assegnato all'Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario (che è un'associazione di secondo livello, che ad oggi vede associate trenta associazioni e realtà del territorio, non solo associazioni culturali, ma anche associazioni di commercianti, comitati dei cittadini, le tre parrocchie che convergono su San Salvario, eccetera) l'immobile di via Morgari 14, per la durata di 30 anni, dalla data dell'immissione nel possesso dei locali, senza corrispettivi di denari, salvo l'applicazione di un canone ricognitorio pari a 51,00 Euro annui. A fronte, però, di un contestuale impegno da parte dell'Agenzia per lo sviluppo di San Salvario a cofinanziare, con un importo di 350.000,00 Euro, i lavori di manutenzione straordinaria realizzati dalla Città. Vale a dire, la Città allora investì circa il 70% delle risorse nella riqualificazione dei bagni che erano abbandonati e chiusi da molto tempo e l'Agenzia di San Salvario cofinanziò con un importo di 350.000,00 Euro a suo carico. In realtà, una parte consistente di questi 350.000,00 Euro erano frutto della partecipazione dell'Agenzia di San Salvario - quindi non della Città - a un bando Vodafone, che finanziava progetti di rigenerazione urbana, sociale e culturale delle periferie italiane. Quindi, furono loro a vincere il bando e a cofinanziare i lavori di ristrutturazione. Conclusi i lavori nel 2009 è stato approvato un disciplinare di concessione e l'Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario ha versato l'importo dovuto alla Città, ottenuto grazie alla partecipazione al bando della Fondazione Vodafone. La concessione è di fatto a titolo gratuito, a fronte dei servizi svolti a favore della collettività e del cofinanziamento dei lavori di ristrutturazione, quindi sono commisurati sia all'investimento nella riqualificazione del sito, sia ai servizi e alle attività, quasi tutte gratuite, che vengono svolte sul territorio. Quindi l'importo di 51,00 Euro non ha un significato economico, piuttosto ha un significato giuridico ricognitorio, volto a riconoscere il titolo di proprietà dell'immobile in capo al soggetto pubblico, così come previsto dalla Legge dell'11 luglio 1986 n. 390, che consente di riconoscere il canone ricognitorio, a fronte sia di un investimento del soggetto gestore, per la riqualificazione, sia dell'interesse collettivo e pubblico. Segnalo che ad oggi la Casa del Quartiere, che è una delle nove Case del Quartiere della Città, è una sede condivisa - non è ad uso esclusivo di nessuno - da circa cinquanta associazioni territoriali; viene considerato un progetto virtuoso, perché è sostenibile sulla gestione, non prevede finanziamenti pubblici nella gestione, grazie alla partecipazione a bandi nazionali, regionali e privati. La Casa del Quartiere insieme alle altre Case del Quartiere ha vinto un finanziamento, è arrivata prima al bando "Che fare", con fondi esclusivamente privati, quindi ha ottenuto un finanziamento grazie alla qualità dei progetti presentati, sostenibili grazie ai contributi delle singole associazioni che, utilizzando il luogo, copartecipano sia con attività di volontariato, quindi di competenze messe a disposizione, sia con risorse. È una situazione virtuosa, visti i tempi, che consente attività differenziate, che riguardano target diversi della popolazione (anziani, bambini, adulti, fasce deboli ed altro), come d'altronde mi sembra che sia perfettamente richiamato anche dal testo dell'interpellanza. Quindi la mia risposta è che non è stato fatto un favore, ma la Casa del Quartiere è una delle politiche pubbliche di intervento in territori complessi, che, quindi, grazie al combinato dell'investimento dei gestori, 350.000,00 Euro di Fondazione Vodafone e le attività che vengono svolte che sono autosostenibili, consente di avere un presidio territoriale importante. Veniamo invece alla situazione dell'Associazione Sei Più, che fino al 2011 ha utilizzato i locali di via Arquata 2, che erano locali di proprietà ATC, dati in gestione al Comune di Torino nell'arco di tempo del contratto di quartiere di via Arquata, durante il quale è stato previsto un lavoro di accompagnamento sociale e quindi sono stati dati da ATC gratuitamente alla Città e poi sono stati restituiti nel 2011 a conclusione del contratto di quartiere. Quindi concluso il contratto di quartiere, i locali sono tornati nella piena disponibilità di ATC. Conosco molto bene la situazione e anche il lavoro che fa l'Associazione Sei Più. Li abbiamo e li ho incontrati più volte, perché più volte sono state proposte loro soluzioni di condivisione con altri e di collaborazione, in particolare nell'unica proprietà in quella piccola porzione di quartiere che è via Arquata, nell'unica proprietà interamente della Città, che è "La Baraca", che è un centro riqualificato grazie al contratto di quartiere, perché il resto è di proprietà ATC. Loro, in realtà, chiedono - comprensibile, però rende difficile trovare una soluzione - un uso esclusivo e non condiviso di una sede e chiedono di poter rimanere nella sede di via Arquata 2, di proprietà ATC, con un affitto a titolo ricognitorio. Ci siamo più volte fatti interpreti, sia formalmente, sia informalmente, con la Presidenza dell'ATC e con l'Agenzia Territoriale della Casa affinché potessero tenere in conto l'esigenza di non applicare un canone commerciale a un'attività che di commerciale ha poco, anzi in realtà vede molto lavoro di volontariato e pochi, anzi quasi nessun introito né in termini di contributi pubblici, né di altro genere. Quindi non posso far altro che sottolineare il fatto che la nostra volontà è quella, da un lato, di trovare soluzioni, sperando che l'Associazione Sei Più sia anche disponibile alla condivisione di sedi con altri, oppure che l'ATC possa riconsiderare l'applicazione del canone, che sicuramente è oneroso rispetto all'attività dell'Associazione. VENTURA Giovanni (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Divido in due la mia risposta. Sono soddisfatto dei dati forniti, forse sarà poi opportuno, magari in altra sede, essendo l'Agenzia del Quartiere comunque un soggetto giuridico che fa riferimento al Comune, o è un soggetto autonomo...? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Poi valuteremo se fare l'accesso agli atti, ma solo per capire un aspetto: di fatto l'investimento che viene fatto, Assessore, è di 350.000,00 Euro grazie a un bando Vodafone. Questi 350.000,00 Euro, in combinato disposto con la Città, servono per fare una ristrutturazione e la concessione viene data per trent'anni. Questo vuol dire che è come se pagassero 10.500,00 Euro all'anno per i metri quadrati che hanno a disposizione. Poi bisognerebbe calcolare i vari piani di ammortamento, però stiamo dicendo che... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi questo è il dato, 10.500,00 Euro. Io ho messo in contrapposizione le due iniziative solo perché veniva proposto, per neanche sessanta metri quadrati, un canone di 6.000,00 Euro all'anno all'Associazione Sei Più. Mi spiace però dover constatare che c'era la possibilità, non del suo Assessorato, ma dell'Assessorato alle Politiche Sociali, di co-contribuire con l'Associazione Sei Più per pagare il canone dell'ATC, perché spesso è una misura che viene fatta. Non c'è stata la volontà politica, non sua, Assessore, ma del Vicesindaco con le deleghe alle Politiche Sociali, perché è una delle modalità con le quali spesso la Città, rendendosi conto del valore sociale di quell'iniziativa, co-partecipa facendosi carico di una parte degli affitti che ATC richiede. Sulla miopia di ATC non voglio dire nulla, dovrebbero preoccuparsi di far pagare le bollette il giusto, di fare delle ristrutturazioni vere degli immobili, invece che scaricare su chi, come in questo caso in via Arquata, si occupava di bambini che arrivano da situazioni più diverse, bambini che vivono in situazioni di disagio sociale, piuttosto che extracomunitari, facevano un lavoro molto bello. L'unica preoccupazione che ho, Assessore, è che forse questo lavoro non ripartirà più, perché l'associazione ormai è ferma da quattro mesi, non sappiamo dove siano finiti quei bambini e non so neanche se dopo il trattamento riservato dalle istituzioni tout court, quindi tutte insieme, la Presidente e i volontari di questa Associazione abbiano ancora voglia di fare gratuitamente, da volontari, con passione, con efficacia il loro compito, per il bene di quello spazio di città che vive delle difficoltà che conosciamo, alla luce di una politica che non ha saputo, voluto o cercato di aiutarli fino in fondo. Chiaro è che il tema del mettersi insieme, come sa, Assessore, per alcune realtà può funzionare, tipo la Casa del Quartiere, per altre realtà, che magari hanno micro fragilità, problemi un po' più consistenti, diventa più complicato stare insieme, ma non per scelta dell'associazione, ma per quello che viene fatto. Invece, sull'altro tema della Casa del Quartiere, la ringrazio per la risposta. Non penso sia stata inserita una clausola di riconteggio dal punto di vista dell'affitto. Quindi questo affitto non supera alcun tipo di inflazione, alcun tipo di aumento, quindi saranno sempre cinquantuno virgola qualcosa rispetto ai futuri anni. Visto che dal punto di vista politico, a mio giudizio, alcune operazioni di questo tipo sono state fatte per sostenere alcune realtà di quartiere, alcune realtà che funzionano anche molto bene, ma che poi negli anni forse sono riuscite a creare un volano positivo dal punto di vista delle risorse, sarà mia cura fare attenzione alla situazione. Avevo messo plasticamente in corrispondenza questi due dati, che evidentemente hanno due storie diverse, però, visto che questa Città, ancora prima, su altre tipologie di concessione di spazi forse ha fatto dei business plan che a volte erano troppo positivi dal punto di vista della concessione che veniva data, questo mi pare un po' troppo restrittivo, nel senso che evidentemente si poteva chiedere l'aumento ISTAT dell'affitto e nel caso in cui, invece, il volano di risorse che invece con un'ottima gestione la Casa del Quartiere è in grado di realizzare, forse si poteva rivedere il canone dopo dieci anni: ci dite come sta andando e capiamo se la Città può essere gratificata per l'investimento fatto, per la concessione data, perché siete autosostenibili. Secondo me sarebbe stato un criterio di buonsenso - ma ognuno amministra come gli pare e piace -, visto che tra l'attività interna di ristorazione, l'affitto che le associazioni danno alla Casa del Quartiere, mi pare che questa realtà goda di ottima salute ed, essendo in questa situazione, avrei inserito una clausola per rivedere la tariffa, in un confronto leale e franco tra un'istituzione e un soggetto privato. Infatti, non tutti i soggetti privati in questa città possono vantare una grande convenzione con la Città e tutta una serie di partenariati, perché - ma lo dico in via generale, Assessore, non solo su questo punto - se uno va a vedere le concessioni di immobili che questa Città negli ultimi dieci anni ha dato, oggi stiamo restringendo molto, stiamo chiedendo a tutti di mettere un canone quasi commerciale e ci sono delle concessioni pluriennali per cui, non solo questo, ma penso altri luoghi sui quali farò interpellanze, penso al Jazz Club, ad esempio, realtà che poi nell'attività di ristorazione ti fanno l'apericena a 10,00 Euro, 8,00 o 9,00 Euro, hanno una concessione di qualche centinaio di euro al mese, se va bene, se va male, annui. Per cui, ci sono state, a mio giudizio, delle concessioni, nel rispetto della normativa, non sto dicendo che qualcuno si è fatto il suo prezzo per i suoi amici e gli ha concesso i locali, dico solo che - ma questo lei lo sa meglio di me - uno può interpretare in mille modi utilizzando i coefficienti o molto alti, o molto bassi, in base alle persone che ha davanti. Per cui, Presidente, sono soddisfatto della risposta dell'Assessore e la ringrazio; l'unica preoccupazione che ho, ma su questo l'Assessore può integrare, è dal punto di vista giuridico: l'Agenzia del Quartiere quindi è un soggetto interamente privato e i Consiglieri Comunali non hanno la possibilità di fare accesso agli atti sui bilanci per capire come sta funzionando quella realtà? Oppure, avendo una convenzione con noi, c'è la possibilità di fare un accesso agli atti per il controllo di una realtà alla quale abbiamo dato uno spazio nostro? È una domanda che va al di fuori di ogni polemica. Era solo per capire come stanno andando realtà alle quali abbiamo dato una concessione per 52,00 Euro annui, ma alla luce di un loro investimento da 350.000,00 Euro, avendo vinto un bando Vodafone, se c'era la possibilità effettivamente di capire questa realtà come sta funzionando, se è in equilibrio di bilancio o no, perché - ma questo lo dico col senno di poi e non lo auguro evidentemente alla Casa del Quartiere - in altri casi, soprattutto sul tema sportivo, ci siamo trovati di fronte a realtà associative che non erano in grado di onorare l'affitto che gli avevamo chiesto, quindi con gravi problemi della Città, perché in quei casi c'era una fideiussione di mezzo. Volevo capire solo questo. Per il resto, sono soddisfatto della risposta. VENTURA Giovanni (Consigliere f.f. di Presidente) La parola all'Assessore Curti, per una breve replica. CURTI Ilda (Assessore) Replico brevemente, facendo anche una proposta. Al di là dell'interpellanza, credo che potrebbe essere interessante approfondire in Commissione lo stato dell'arte delle nove Case del Quartiere della Città, che hanno tutte storie diverse, ma credo che possa essere interessante entrare nel merito e capire come funzionano e anche come riescono a creare autosostenibilità, perché questo è stato uno dei principi fondamentali su cui abbiamo lavorato, sapendo che sono tutte nate in una fase di restrizione delle possibilità di contributi pubblici e quindi l'attenzione alla sostenibilità sulla gestione è stata, fin da subito, presa come elemento fondamentale per la progettazione. Quindi credo che possa essere interessante una sorta di restituzione di bilancio sociale della Casa del Quartiere di San Salvario, ma in generale delle nove Case del Quartiere. Questa è la proposta. Dal punto di vista della domanda che lei mi faceva, l'Agenzia di San Salvario è un'associazione di secondo livello, quindi giuridicamente è un soggetto di terzo settore privato, convenzionato con la Città. Non so risponderle adesso, ma le risponderò al più presto, se formalmente e giuridicamente è possibile fare un accesso agli atti nei confronti di un'associazione, questo non lo so, ma le rispondo. Credo che non ci sia, però, nessun problema da parte dell'Agenzia comunque di fornire i propri bilanci, anche se non c'è un obbligo di legge. Aggiungo che proprio per evitare di trovarsi in una situazione dove le difficoltà di gestione potessero creare problemi, la Casa del Quartiere di San Salvario è gestita dall'Agenzia di San Salvario, ma in convenzione è previsto un comitato di indirizzo che non ha responsabilità nella gestione, perché è interamente a carico dell'Agenzia, ma il comitato di indirizzo è composto dall'Assessore pro tempore alla rigenerazione urbana, che sono io, dal Presidente della Circoscrizione e dal Presidente dell'Agenzia, che almeno due volte all'anno, alla fine e all'inizio dell'anno, valuta la programmazione, il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo; si riunisce almeno due volte l'anno, se non di più, proprio per lavorare in corso d'opera e non lasciare completamente sola una realtà, per poi scoprire alla fine che ci sono problemi. Quindi è un luogo di raccordo tra le politiche pubbliche e le attività private di terzo settore, che consentono anche di intervenire sulle criticità se dovessero emergere nel corso del tempo. In ogni caso, se il Consigliere è d'accordo, potremmo fare, nel corso del 2015, quando sarà calendarizzabile, una restituzione di come funzionano le Case del Quartiere, cosa generano e cosa sono. VENTURA Giovanni (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa. |