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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Dicembre 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 24
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2014-07176
IMMOBILI DI PROPRIET? COMUNALE DESTINATI ALLA LOGISTICA COMUNALE. NUOVI INTERVENTI DI RAZIONALIZZAZIONE E CONSEGUENTI VALORIZZAZIONI. VENDITA A FONDO GESTITO DA CDPI SGR S.P.A. DELL'EDIFICIO "EX PRETURE" DI VIA CORTE D'APPELLO 10. CORRISPETTIVO EURO 7.000.000,00.
Interventi

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201407176/131,
presentata dalla Giunta Comunale in data 19 dicembre 2014, avente per oggetto:

"Immobili di proprietà comunale destinati alla logistica comunale. Nuovi interventi di
razionalizzazione e conseguenti valorizzazioni. Vendita a fondo gestito da CDPI SGR
S.p.A. dell'edificio 'Ex Preture' di via Corte d'Appello 10. Corrispettivo Euro
7.000.000,00".

e della proposta di mozione n. mecc. 201407203/002, presentata dai Consiglieri
Marrone, Altamura e Appendino in data 22 dicembre 2014, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201407176/131) 'Immobili di proprietà
comunale destinati alla logistica comunale. Nuovi interventi di razionalizzazione e
conseguenti valorizzazioni. Vendita a fondo gestito da CDPI SGR S.p.A. dell'edificio
'Ex Preture' di via Corte d'Appello 10. Corrispettivo Euro 7.000.000,00'".

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
È stata presentata una mozione di accompagnamento a firma dei Consiglieri Marrone,
Altamura, Appendino. Gli emendamenti presentati sono stati ritirati dal Consigliere
Marrone.
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
La deliberazione in oggetto ha due obiettivi, uno dei quali ovviamente molto ambizioso,
che è riformare complessivamente la logistica comunale dei prossimi tre-quattro anni e,
naturalmente, con ciò farò qualche accenno oggi in sede di deliberazione per l'articolo
93, ma accogliendo la richiesta del Consiglio che fu fatta già quando approvammo
l'integrazione al piano alienazioni della volta precedente. Chiedo naturalmente che
l'argomento venga iscritto alle Commissioni competenti come argomento di discussione
generale e completo per un approfondimento poi sul piano strettamente logistico e
organizzativo.
La deliberazione comunque introduce già alcuni elementi fondamentali e disegna un
perimetro, raccontando le trasformazioni della logistica comunale degli ultimi dieci
anni, partendo dalle dismissioni - sono oltre una ventina - operate in questo decennio, e
andando ad individuare la politica che fino ad oggi ha consentito di ridurre il numero di
fitti passivi consistentemente per onere e per quantità e ha consolidato negli immobili
comunali di proprietà le situazioni di erogazione dei servizi.
In particolare, le due operazioni principali, cioè via Bologna 74, attualmente Divisione
Ambiente e Vigili Urbani, e via Meucci sono i due poli che hanno attratto più attività,
ma sono comunque accompagnati da numerosi altri interventi che hanno migliorato il
profilo della logistica comunale.
In particolare, la fase 2 ha un livello di esigenza più sottile ancora. Ovvero, la Città sta
sostanzialmente andando ad individuare la pianta organica di circa diecimila dipendenti,
che naturalmente operano dentro circa trecento sedi, o poco più, compresi ovviamente
scuole, impianti sportivi direttamente gestiti, sostanzialmente sono una quarantina le
principali sedi logistiche di erogazione dei servizi della Città, dentro i quali vi sono
fabbricati importanti, alcuni dei quali oggetto già di riqualificazioni significative, cito
per esempio l'ex FIP, fabbrica di pianoforti sita in corso Racconigi, e altri, i quali hanno
avuto interventi di maquillage o di mantenimento, ma che naturalmente richiedono
interventi di manutenzione fondamentalmente importante nei prossimi tre anni.
Si annoverano tra essi sostanzialmente alcuni edifici, che sono via San Francesco da
Paola 3, attualmente sede della Cultura e sede condivisa della via traversa con Uffici
della Regione Piemonte in dismissione; il complesso di via Bazzi 4/6, un'area misto
produttivo che sostanzialmente ha ricoperto il ruolo di essere il luogo, sede logistica dei
Servizi Educativi; via Corte d'Appello 10 attualmente, sede degli Uffici della Casa, ma
in realtà ex Ufficio delle Preture dove per oltre mezzo secolo il Tribunale di Torino
aveva collocato le sue sedi logistiche fondamentali; gli edifici di via Corte d'Appello,
16, detta Curia Maxima, che ovviamente non è oggetto di valorizzazioni, ma che
evidentemente non si presta, per tipologia edilizia e per costi, all'utilizzo della Civica
Amministrazione sul piano Uffici; e piazza San Giovanni 5, cioè il Palazzo dei Lavori
Pubblici, ora attualmente occupato dagli Uffici di natura tecnica, che progressivamente
ha esigenze di interventi di manutenzione consistente.
A ciò si aggiunga che questi Uffici, che sono spesso edifici ristrutturati negli anni
Cinquanta-Sessanta e che hanno quindi problemi di coibentazione, necessitano non solo
di interventi di manutenzione straordinaria e messa a norma, ma costano, anche in
termini di utenze e di servizi, parecchie centinaia di migliaia di Euro all'anno.
Complessivamente nella deliberazione sono riportate alcune delle più recenti
valutazioni che sono decisamente consistenti.
Atteso che per finanziare un Piano della logistica comunale serve una politica di risorse
che naturalmente può essere reperita soltanto recuperando efficienza di costi di gestione,
dall'altra parte recuperando spese, finanziamenti in conto capitale tesi da una
ricollocazione generale, la Città intende avviare un programma che nel biennio-triennio
possa realizzare questa trasformazione.
A tal fine, ha bandito una manifestazione di interesse a carattere nazionale per fabbricati
siti sul territorio della Città, ovviamente, tesa a recuperare in quella sede una
disponibilità di fabbricati esistenti o aree con fabbricati realizzandi chiavi in mano, per
un totale di oltre millequattrocento postazioni di lavoro e naturalmente prevedendo, con
successiva valutazione che attualmente è in corso sul piano economico e funzionale, le
opportunità ovviamente di attingere a tale soluzione.
Al momento, in questo primo tentativo concluso nella prima metà di dicembre, sono
pervenute cinque proposte all'Amministrazione, cinque proposte di fabbricati in parte
realizzati in conversione e in parte realizzandi, per le quali naturalmente sono in corso
attualmente valutazioni in ordine alla proposta tecnica, all'efficienza della proposta e al
costo naturalmente delle offerte pervenute; premesso che si tratta di mere
manifestazioni di interesse e non già di trattative o di procedure di acquisizione, per le
quali l'Amministrazione, sia chiaro, dovrebbe comunque preparare, successivamente a
questo atto, un piano di puntualizzazione della logistica comunale che preveda poi
tempi, modalità, trasferimenti e soluzioni da verificarsi di volta in volta dentro un
percorso ovviamente quadro, dentro quello che potremmo chiamare una sorta di
programmazione biennale della logistica.
Per addivenire alle valorizzazioni necessarie a reperire questi investimenti, ovviamente,
è necessario usare tutti gli strumenti oggi disponibili. Il primo che si è manifestato e
appalesato è stata la procedura di due diligence che l'Amministrazione ha effettuato
utilizzando gli organismi della SGR Cassa Depositi e Prestiti già nell'anno 2013,
quando già ci si interessò alla valorizzazione di tre fabbricati, in particolare erano Curia
Maxima, via Corte d'Appello 10 e via San Francesco da Paola, i quali furono sottoposti
a una valutazione di carattere generale e di carattere tecnico-economico per valutare
l'eventuale conversione urbanistica e la valorizzazione.
Il Consiglio, come voi già sapete, ha deliberato le varianti urbanistiche già di due sui tre
dei fabbricati considerati nell'anno 2014, ha approvato la Variante in via Corte
d'Appello 10, ha approvato la Variante in via San Francesco da Paola e ha confermato,
ovviamente, la destinazione di via Bazzi misto produttivo e, pertanto, ha reso conforme
urbanisticamente l'immobile di via Corte d'Appello 10 ad essere trasferito al Fondo
SGR Cassa Depositi con questo atto che inizia il percorso di cui parlavamo.
Nella fattispecie il valore del fabbricato conferito al Fondo, ceduto, è pari a 7 milioni di
Euro, che è superiore in quanto la valutazione dell'Ufficio Civico Amministrativo della
Città è stato di 6,7 milioni circa ed è superiore di circa 300.000,00 Euro al valore da noi
stimato e, pertanto, dichiarato congruo dal Civico Ufficio Comunale; oltre al fatto che
naturalmente è profittevole il fatto che la Città non debba iniziare percorsi di
manutenzione e ristrutturazione, ma che debba caricarsi in questa prima fase della
ricollocazione entro il 31 dicembre 2015 di un numero, ancora per il momento limitato,
di dipendenti, nonché dell'Assessorato alla Casa e Servizi Sociali.
Ribadisco che questo percorso, lo ricorderete, è stato stabilito con una procedura che il
Ministero delle Finanze governa direttamente, procedura già avviata nel 2013 con
riferimento in particolare ad un immobile non di logistica, ma ad un immobile
importante, l'ex edificio scolastico formativo di via Bardonecchia, che seguì la
medesima procedura anche se non era destinato né originariamente, né successivamente
ad attività di logistica comunale.
In questo senso, quindi, il percorso si apre con questa deliberazione che afferma il primo
tassello, cioè la cessione del fabbricato, e si chiuderà solo quando - presumo nei primi
mesi del 2015 - avremo il quadro complessivo delle opportunità definitive per la
ricollocazione e fatto uno studio complessivo in masterplan sulla ricollocazione
complessiva degli Uffici Comunali.
In tal senso, pertanto, la deliberazione di oggi afferma il perimetro e il programma, non
afferma ovviamente ancora le destinazioni finali di questi edifici, ma si limita a iniziare
la cessione cominciando dal fabbricato che, per ragioni di convenienza, opportunità e
per facilità di conversione - veniva peraltro, ribadisco, dagli Uffici Giudiziari dismessi -,
si presta meglio di altri ad essere valorizzato per primo.
Con ciò pertanto il Consiglio ci dà mandato a partecipare all'atto di cessione di questo
fabbricato a Euro 7 milioni, inizia così il percorso e, ribadisco, chiederei poi alla
Commissione, specialmente perché la I Commissione non ha potuto discutere del
provvedimento in quanto, per ragioni di tempo, si è dovuti arrivare in questo momento,
tempo che - vorrei essere chiaro - è stato contingentato non per una lentezza
procedimentale della Città, ma perché le valutazioni dell'operazione del Ministero si
sono perfezionate il giorno 17 dicembre, pertanto fino ad allora nessun Comune
italiano, nessun Ministero, nessun Ente Pubblico ha potuto formalizzare ovviamente il
valore che veniva comunicato quale valore della due diligence. Pertanto, decorso il 17
dicembre, abbiamo deliberato in Giunta e chiesto necessariamente l'articolo 93.
Per recuperare questo percorso accelerato, che ovviamente non è voluto
dall'Amministrazione, naturalmente chiederei l'iscrizione in I Commissione di
provvedimenti, di comunicazioni in materia di logistica comunale, quando nel mese di
gennaio avremo naturalmente modo di affrontare complessivamente il piano della
rilocalizzazione.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Sicuramente in una fase così difficile da un punto di vista patrimoniale per i Comuni in
generale e per il nostro in particolare, qualunque operazione che vada a creare liquidità,
soprattutto a poter essere deviata poi sulla spesa in conto capitale con una
valorizzazione, quantomeno una razionalizzazione degli immobili, non ha poi senso di
essere, quantomeno se non approvata, quantomeno bloccata; ed è per questo che ci
siamo anche determinati nella scelta di rinunciare alla facoltà dell'ostruzionismo.
Sappiamo che parliamo anche soprattutto di palazzi aulici, che forse sono gli unici ad
avere ancora un mercato, sappiamo che parliamo sostanzialmente di palazzi istituzionali
che possono, in una ricollocazione degli uffici, essere diversamente razionalizzati e
diversamente ricollocati, però, proponendo la mozione di accompagnamento, abbiamo
voluto fissare un preciso indirizzo politico, che abbia anche una volta tanto conseguenze
pratiche direttamente apprezzabili da quella fascia della cittadinanza maggiormente
colpita dalla crisi.
D'accordo con la Presidenza della I Commissione, quindi con il Presidente Altamura e
il Vicepresidente Appendino che hanno sottoscritto il documento, abbiamo presentato
questa mozione che chiede di non limitare le politiche immobiliari del Comune a
dismissioni, anche se legittime, ma bensì andare a provare a sperimentare quella che è la
proposta che storicamente cerchiamo di avanzare dell'autorecupero a fini di edilizia
popolare.
Devo dire che l'idea non è neanche poi solo farina del mio sacco, nella misura in cui mi
piace riconoscere che è venuta fuori in modo del tutto trasversale in un dibattito in
Commissione su un'altra mia mozione, che è un po' più da battaglia, quindi oggi la
lasciamo lì dove sta, che però devo dire, anche con condivisione di esponenti della
maggioranza, mi ricordo in particolare il Consigliere Trombotto, e l'ormai ex, ma ai
tempi ancora in carica, Vicepresidente Marta Levi, si era andati a riflettere che, in attesa
di una definizione normativa da parte della Regione Piemonte su un progetto ad ampio
respiro e ad ampio raggio dell'autorecupero, il Comune di Torino individuasse un
immobile senza particolare destinazione predeterminata per cercare di avviare una
prima sperimentazione sul singolo caso per verificarne la fattibilità.
La possibilità è stata individuata con la collaborazione della Giunta e dell'Assessore
Passoni in una palazzina di via Cavagnolo, oggetto di un bando di assegnazione ad
associazioni culturali andato deserto, l'idea che si possa individuare questa palazzina
per dare una possibilità di individuazione, chiaramente con evidenza pubblica - questo
l'abbiamo scritto perché qui si vuole portare avanti un'idea, non di sicuro favorire
qualcuno rispetto a qualcun altro - per dare la possibilità a una o più delle migliaia di
famiglie in emergenza abitativa, bloccate dalla burocrazia e da una Legge Regionale che
sappiamo non funzionare al passo con i tempi, che aspettano una casa popolare e che
quindi si trovano nei requisiti per averne diritto, possano ridurre il tempo di attesa
mediante assegnazione di questa palazzina secondo il modello di autorecupero e quindi,
dietro il patto di contribuire con il proprio lavoro al restauro e alla manutenzione della
stessa, chiaramente dietro riduzione dei canoni dovuti rispetto al lavoro che è stato
prestato.
Credo che sia una soluzione di buon senso, non è un caso che trovi il consenso
trasversale, addirittura la prima forza ad averla proposta in Regione Piemonte, poi
ripreso da Fratelli d'Italia, non era di sicuro una forza di centrodestra. E quindi un modo
per dire che in realtà giuste sono le politiche, quando sono oculate, e non svendite di
dimissioni immobiliari, è anche vero però che le politiche immobiliari del Comune non
possono ridursi a fare cassa.
Se riusciremo, come spero, auspico, ad approvare questa mozione, quindi avere un
indirizzo politico che ci consenta di verificarne l'attuazione nei confronti della Giunta,
sono convinto che una volta tanto la cittadinanza, in particolare quella che si sente
maggiormente abbandonata ed esposta a una crisi economica senza rimedi, quantomeno
nel breve periodo, sarà in grado di apprezzare una buona volontà condivisa da parte di
questa Sala Rossa.
Per questo motivo ho voluto presentare anche la mozione, contestualmente al dibattito e
invito tutti i Consiglieri, perché sarebbe un bel segnale, ad approvarla e a votarla
positivamente.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Hanno chiesto di intervenire il Consigliere Trombotto e, poi, il Consigliere Altamura.
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Il mio intervento sarà diviso in due parti. Una prima che riguarda ovviamente la
proposta di deliberazione illustrata da parte dell'Assessore Passoni e, poi, la seconda
che riguarda invece la mozione di accompagnamento, illustrata dal Consigliere
Marrone.
Per quanto riguarda la proposta da parte dell'Assessore Passoni, cioè quella di una
sostanziale razionalizzazione nell'uso, nelle proprietà, nell'impiego degli immobili di
proprietà della Città di Torino, anche un numero significativo che tra l'altro attualmente
ospitano delle sedi anche importanti e significative, dove lavorano una parte dei
diecimila dipendenti circa che richiamava l'Assessore.
Sul disegno complessivo, credo che non possa non esservi un sostegno anche da parte
del Gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà nel momento che questo disegno complessivo
va a risolvere un problema di frammentazione e di distribuzione delle sedi degli
Assessorati di questa Città che sono evidentemente figli di una politica passata, legata
anche alla storia del patrimonio immobiliare della Città stessa.
Dopodiché però non posso non nascondere, invece, la motivazione per la quale
comunque personalmente avevo votato contro l'allegato al Bilancio delle dismissioni
immobiliari, cosa di cui avevo anche dato motivazione in questa stessa Aula, rispetto
alla scelta di porre in vendita anche l'immobile di via Corte d'Appello 16.
Questo immobile non è oggetto della presente proposta di deliberazione, è stato oggetto,
come ricordava in precedenza l'Assessore Passoni, di una valutazione, di una due
diligence recentemente insieme con altri due immobili, quello di via Corte d'Appello 10
e di via San Francesco da Paola. Al momento mi sembra che non sia stata avanzata
alcuna ipotesi di Variante di Piano Regolatore su quell'immobile di via Corte d'Appello
16.
Colgo l'occasione del dibattito di quest'oggi, se pure riguardante un immobile limitrofo,
per ribadire la richiesta in termini ufficiali di stralciare dalle operazioni immobiliari, da
questo elenco l'immobile di via Corte d'Appello 16, perché, a differenza di tutti gli altri
immobili, questo ha delle sue caratteristiche, delle sue specificità e delle sue peculiarità.
Nel senso che, senza nulla togliere all'importanza e al significato degli altri immobili,
penso anche a quello di via San Francesco da Paola che ha ospitato in passato anche un
Convento, se non erro, senza nulla togliere all'immobile di via Corte d'Appello 10, che
è un interessante edificio dell'Ottocento, del XIX secolo, ma via Corte d'Appello 16,
come avevo già avuto modo di dire nel mio precedente intervento qualche settimana fa,
è invece un vero e proprio pezzo della storia, non certamente della storia secondaria di
questa Città.
Quindi chiedo per l'appunto all'Amministrazione di valutare se effettivamente vi è la
necessità, probabilmente sì dal punto di vista economico, ma l'utilità dal punto di vista
anche simbolico, e i simboli talune volte hanno anche, e questo credo che sia uno di
quei casi, di procedere in futuro, perché non è di questo che stiamo parlando adesso, ma
in futuro alla dismissione di quell'immobile.
Tra l'altro, ho anche proceduto ad una richiesta di accesso agli atti dal quale non
risultava alcun atto formale da parte dell'Amministrazione su questo immobile, rispetto
ad una relazione, un rapporto con soggetti terzi, dopodiché mi sembra di aver riletto da
qualche parte, invece, un interessamento significativo da parte di una catena alberghiera
internazionale sull'immobile stesso. Quindi chiederei che vi fosse una smentita rispetto
a questo interessamento, oppure invece che questo consesso, visto che non è secondario,
quindi la Sala Rossa sia portata a conoscenza del fatto che esistono invece,
evidentemente ad un livello del tutto ufficioso e non ufficiale, delle relazioni, dei
rapporti con un soggetto terzo sull'immobile di via Corte d'Appello 16.
Andando velocemente invece alla conclusione di questo intervento, per quanto riguarda
la proposta del Consigliere Marrone che ho visto con piacere, è stata fatta propria anche
dal Presidente e dal Vicepresidente della I Commissione, non posso che confermare il
sostegno ad una sperimentazione rispetto ad un'ipotesi di autoricostruzione che vedano
come soggetti protagonisti le fasce deboli di questa Città, che hanno evidentemente
delle difficoltà, dal punto di vista economico oltre che sociale, ad inserirsi in una
condizione normale e ordinaria di disponibilità dell'abitazione.
Tra l'altro il Consigliere Marrone ometteva, perché forse gli era troppo complicato e
difficile riconoscere, seppur in parte lo ha fatto, la primogenitura nel dibattito in
Consiglio Regionale rispetto a questa proposta, che, se non erro, è correttamente
attribuibile all'allora Consigliere Regionale, credo della Federazione della Sinistra,
Eleonora Artesio. Quindi credo che su temi concreti, importanti e significativi, vedo con
piacere che si riescono anche a superare e ad abbattere gli steccati ideologici che invece
talune volte, magari anche con ragione, dividono gli schieramenti.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Intanto apprezzo anche l'intervento fatto dal Consigliere Trombotto, visto che è in
discussione, e non è la prima volta, l'argomento dismissioni immobiliari, ma soprattutto
valorizzazione.
Se il tema vero soprattutto di questi ultimi mesi con l'Assessore Passoni, con le Varianti
Urbanistiche portate avanti anche dall'Assessore Lo Russo, è quello di verificare anche
una riorganizzazione su questo tema, lo dico anche in particolare al Consigliere Greco
Lucchina che nell'ultimo Consiglio aveva ribadito questa posizione, che fra l'altro ho
completamente condiviso, da qui a un mese - mi rivolgo all'Assessore Passoni –
dovremmo in Commissione affrontare ovviamente il tema della riorganizzazione, sia
per quanto riguarda la logistica e, più in generale, un po' tutto quello che riguarda il
nuovo piano di smobilitazione dal punto di vista prettamente delle dismissioni
immobiliari, ma riorganizzazione della logistica anche ovviamente con una forte
valorizzazione degli attuali edifici di proprietà pubblica.
Su questo punto, in modo particolare, però, mi permetto un'osservazione - mi rivolgo
all'Assessore - perché nell'intervento del Consigliere Trombotto l'aspetto legato alla
Curia Maxima e alla proposta di un possibile stralcio della vendita della Curia Maxima,
via Corte d'Appello 16 non mi vede, almeno a titolo personale, particolarmente
d'accordo per due ordini di motivi. Al di là del fatto che, come è già stato discusso in
Commissione, gli aspetti legati ai vincoli della Soprintendenza ovviamente sono
importanti, così come sicuramente è importante il valore storico, ma è altrettanto
evidente che solamente di gestione dell'immobile i costi di oltre 200.000,00 Euro l'anno
sono significativi, per uffici estremamente aulici e per una mancata riorganizzazione che
finora doveva essere affrontata e non è stata fatta. Credo invece che quell'immobile
potrebbe essere valorizzato e credo, mi auguro anzi, che la Giunta su questo punto nei
prossimi mesi possa presentarci un'ulteriore deliberazione che riguardi via Corte
d'Appello 16, in particolare la Curia Maxima.
Ringrazio il Consigliere Marrone per il lavoro fatto in Commissione sulla mozione che
ho condiviso anche con gli emendamenti, in particolare per quanto riguarda l'aspetto
legato a via Cavagnolo, tra l'altro un bando andato più volte deserto, quindi credo che il
tentativo sia assolutamente importante per l'individuazione di nuclei familiari in
emergenza abitativa e, più in generale, per un tentativo anche di trovare nuove forme di
progettualità su un argomento così delicato per la nostra Città. Quindi il nostro voto sarà
favorevole.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Sarò molto breve, volevo solo esprimere due concetti.
Il primo è che evidentemente, come hanno detto anche tanti Consiglieri prima di me,
non si può che non condividere l'obiettivo che, ha detto anche l'Assessore, è
decisamente ambizioso, di riformare la logistica del Comune, quindi arrivare ad una
soluzione più efficiente per diminuire tutta una serie di oneri che sono la manutenzione
ordinaria, straordinaria, le utenze. Sono tutte citate in deliberazione, quindi non è
necessario ripercorrere quanto è scritto.
Certo è che devono essere fatte, secondo me, due osservazioni. La prima che su un
obiettivo così importante trovo che sia un po' un peccato per il Consiglio Comunale che
sino ad oggi, poi spero riusciremo a fare questa Commissione a breve in I, il tema sia
stato affrontato con articoli portati in Aula, deliberazioni portate in Aula ex articolo 93,
o comunque emendamenti a piani di dismissione di Bilancio, che di fatto non ci hanno
permesso di approfondire il tema e di discuterlo proprio nel merito. Perché se è pur
vero, ribadisco, è condivisibile l'obiettivo, devo dire che ho letto la deliberazione e non
ho assolutamente chiaro qual è l'iter che vorrà percorrere l'Amministrazione, perché ci
sono ancora moltissimi dubbi.
È certo che incasseremo questi 7 milioni a Bilancio e mi sembra che questo sia in realtà
l'obiettivo primario di questa deliberazione, cioè incassare i 7 milioni entro il 2014.
Tutto il resto è rimandato al 2015, quindi è rimandato ovviamente il vincolo di spesa,
cioè si parla di un vincolo, ma poi bisognerà finanziarlo nel 2015. Non si sa
evidentemente come andranno a finire le manifestazioni di interesse e tutta una serie di
dubbi che affronteremo più avanti.
Quindi mi sembra che in realtà la priorità di questa deliberazione sia, come abbiamo
detto più volte, constatare che la riforma deve essere fatta, ma mi sembra che l'obiettivo
sia prettamente finanziario, perché approvarla entro il 31 dicembre, salvo che - non ero
in Conferenza dei Capigruppo, quindi non lo so - ci siano motivi per cui se non
deliberiamo entro fine anno, quindi lo chiedo all'Assessore, non possiamo incassare
questi 7 milioni all'anno, ma vanno persi, non capisco perché l'iter non debba andare
insieme, quindi entrata, uscita, quindi rimandare tutto al 2015.
E la domanda che mi pongo, e pongo all'Assessore, quindi, è: a che punto siamo
rispetto ai 192 milioni di investimenti che mi sembra fosse più o meno la cifra prevista a
Bilancio 2014? Perché esprimo forte preoccupazione. Se c'è una pressione, una
necessità di velocizzare l'introito di questi 7 milioni, mi chiedo a che punto siamo
rispetto a quegli introiti e a che punto siamo rispetto agli equilibri del Patto di Stabilità.
La dico ancora in modo più diretto: non vorrei che questi 7 milioni siano in qualche
modo un'accelerata, una forzatura per poter garantire in realtà come obiettivo primario
gli equilibri del 2014.
Se così è, ne prendo atto, però vorrei sapere effettivamente se siamo in questa
situazione. Se non lo è, vorrei essere rassicurata, visto che abbiamo acceso un mutuo,
abbiamo fatto molte operazioni straordinarie quest'anno per garantire gli equilibri a fine
anno, ne abbiamo parlato anche poche settimane fa sull'assestamento di Bilancio, vorrei
essere rassicurata sul fatto che gli equilibri, siamo ormai a dieci giorni dalla fine
dell'anno, effettivamente verranno mantenuti.

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