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CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201406228/002, presentata in data 28 novembre 2014, avente per oggetto: "Rincari bolletta SMAT" CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Innanzitutto, per meglio comprendere il sistema, molto complesso, che porta alla determinazione della tariffa per l'erogazione del servizio idrico integrato all'interno dell'Ambito territoriale ATO 3, vale la pena ricordare un paio di cose. Innanzitutto l'Autorità d'Ambito, quindi l'ATO 3, e la SMAT, nel 2004 stipulano la convenzione di servizio per la gestione del servizio idrico integrato, che viene redatta sulla base di quelle che sono le disposizioni legislative vigenti. Questa convenzione stabilisce che la tariffa costituisce corrispettivo del servizio prestato e che la stessa, cioè la tariffa, è determinata nel rispetto dei limiti che sono consentiti dal metodo tariffario normalizzato di cui al Decreto del 1 agosto 1996, e viene applicata dal gestore SMAT agli utenti sulla base di quelli che sono i consumi riscontrati. Quindi, la tariffa d'ambito è fissata dall'ATO 3 su base presuntiva e dipende direttamente da una rilevante serie di valori che poi devono essere valutati e validati a consuntivo. Tra questi valori rientrano i costi sostenuti e i proventi che poi vengono effettivamente riscossi dall'applicazione dell'articolazione tariffaria sugli utenti. Durante tutto il periodo di gestione, SMAT rendiconta puntualmente all'Autorità d'Ambito ogni singolo componente previsto dalla normativa contabile, tra cui a consuntivo i ricavi, gli investimenti e i relativi ammortamenti, i mutui e gli oneri finanziari. Quindi ogni anno viene evidenziata una differenza tra la tariffa d'Ambito e quella applicata da SMAT. Questa tariffa, quindi la differenza, è risultata inferiore. Io ho pronto un prospetto che posso eventualmente fornire ai Consiglieri. Per esempio, nel 2008 questo differenziale era -2,4%, nel 2009 era -2,6%, nel 2010 era -2%, nel 2011 era -3,9%. Tra l'Autorità d'Ambito e la SMAT, quindi, sono stati effettuati una serie di approfondimenti, a seguito di cui è stata accertata l'esistenza di un credito complessivo per SMAT di circa 46 milioni di Euro, di cui 18 milioni di Euro sono relativi a oneri fiscali. Quindi in questa condizione di un credito certo ed esigibile, e in considerazione della presenza di una norma che è stata emanata dall'Autorità per l'energia, eccetera, SMAT ha chiesto all'Autorità d'Ambito l'autorizzazione all'applicazione del conguaglio. Per minimizzare sull'utenza, SMAT ha ripartito questo credito su un triennio e ha aggravato il costo pro capite di circa 0,50 Euro al mese. Poi, al punto n. 2 dell'interpellanza si chiede se la Città abbia fatto i dovuti approfondimenti in relazione al documento di SMAT, eccetera. In sede di approvazione, in effetti l'Assemblea dei Comuni soci di SMAT ha approvato questo Bilancio a larga maggioranza. In questo Bilancio effettivamente il conguaglio era nettamente evidenziato. Il Bilancio poi è stato approvato con il voto favorevole del 91,73% del capitale. Ovviamente il voto favorevole era anche della Città di Torino. Vale la pena poi sottolineare che in considerazione dei notevoli investimenti effettuati, cioè circa 700 milioni di Euro, SMAT si trova gravata di un indebitamento di 280 milioni di Euro. Quindi, la stessa Assemblea ha ritenuto opportuno destinare l'80% dell'utile in autofinanziamento, proprio per ridurre questo indebitamento. Sull'ultimo punto: "se e come intenda intervenire per evitare l'aumento della tariffa ex post". La definizione della tariffa del Servizio Idrico Integrato, compresi i conguagli, non compete alla Città di Torino o a nessuno degli altri 289 soci della SMAT, ma unicamente all'Autorità d'ambito e all'Autorità per l'energia elettrica gas e per i sistemi idrici, secondo i dettami di una normativa consolidata. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Personalmente non condivido quanto le hanno riferito rispetto a questa interpellanza generale, noto però che continuiamo ad inseguire cavilli burocratici giuridici, piuttosto che guardare al reale peso del problema per le tasche dei cittadini, nel senso che i cittadini hanno avuto questo aumento nell'ultima bolletta di settembre-ottobre. Le preannuncio che molti cittadini stanno già iniziando a chiedere questo rimborso e, se la valutazione rimarrà quella da parte di SMAT, inviterei a non versare i pagamenti di settembre-ottobre dell'anno prossimo, il 2015, perché effettivamente è necessario prima di tutto chiarire se si tratta di un aumento ex post della tariffa; cosa che peraltro, secondo me, è nella sostanza. In questo caso, si parla di conguaglio tariffario, ma non è altro che la contabilizzazione di ulteriori oneri atti ad assicurare un ulteriore arricchimento del servizio reso; questo è il dato essenziale. Inoltre, e le cito rapidamente anche un passaggio della mia interpellanza, è chiaro che le tariffe negli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 hanno ampiamente corrisposto a quanto prevedeva la direttiva UE n. 2000/60, che è citata dall'ATO come copertura integrale dei costi, e hanno inoltre contribuito al conseguimento per il gestore degli utili di cui sopra, cioè quelli che abbiamo definito in oltre 69.485.000,00. Pertanto riteniamo che all'Autorità d'ambito compete la definizione della tariffa - come giustamente dice lei -, ma naturalmente la politica della Città ha facoltà anche di intervenire e riteniamo che l'Autorità d'ambito e la SMAT non abbiano adeguatamente tenuto in considerazione questi parametri che mettiamo in evidenza nell'interpellanza. Riteniamo che questo sia un abusivo aumento ex post della tariffa e, pertanto, invitiamo la politica della Città per il 2015 a tornarci sopra, perché oggettivamente immagino che le Associazioni Consumatori, che - abbiamo visto - hanno attivato delle procedure che mirano al rimborso di quanto non dovuto, faranno il loro corso, quindi rischiamo di trovarci in mezzo ad una situazione abbastanza caotica anche e soprattutto dal punto di vista economico. Pertanto, Assessore, ribadisco la nostra posizione, ribadisco il fatto che la Città debba all'interno di SMAT, all'interno dell'ATO 3 far sentire la sua voce, perché credo che in questo caso i cittadini, nonostante siano stati virtuosi andando contro gli inviti della Città a consumare meno acqua, se la siano ancora una volta presa in un piede e conseguentemente abbiano dovuto pagare cose che in realtà non avrebbero dovuto essere pagate. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Nessuno contesta ovviamente la buona gestione dal punto di vista tecnico di SMAT, però mi sembra che siamo qui ancora una volta a dimostrare quanto la spinta legale, ma anche politica, del referendum del 2011 sostanzialmente si sia esaurita perché è stata ignorata dalla Istituzioni. Infatti, il principio che stava alla base della campagna politica del 2011, a cui in teoria hanno aderito anche i partiti dell'attuale maggioranza, era quello che non si dovesse fare lucro in particolare sull'acqua che è un servizio vitale. Invece qui siamo addirittura in una situazione in cui, pur avendo SMAT fatto ampi utili in questi anni, facendone ancora nei prossimi, a posteriori si coglie l'occasione di introdurre un aumento, cioè per il futuro, sostanzialmente retroattivo sulla base di quanto successo negli anni precedenti, perché ci viene detto che sostanzialmente non abbiamo pagato abbastanza, abbiamo pagato troppo poco l'acqua negli anni scorsi. Questo è veramente assurdo, perché vuol dire utilizzare il servizio idrico come un bancomat. E, anzi, non perde occasione di sfruttare tutti gli spazi concessi dalla legislazione e dalle norme per aumentare al massimo la possibilità di fare utili sull'acqua che poi vanno sicuramente ai Comuni, quindi vanno alla proprietà pubblica, vanno a gestire i servizi, però di fatto si scaricano sul servizio idrico. In particolare, la cosa che non convince è il fatto che questo aumento delle tariffe viene giustificato con la necessità di effettuare investimenti legati ad un Piano d'ambito che però dovrebbe venire aggiornato ogni tre anni, mentre mi pare che l'ultima volta sia stato approvato nel 2009. In realtà, stiamo ancora proseguendo, secondo me, senza grande chiarezza su un piano di investimenti, perché potremmo magari, anche alla luce della mutate condizioni economiche, decidere che certi investimenti possono essere finanziati in altra maniera, possono essere procrastinati, si possono rivedere magari al ribasso i costi delle opere. Perlomeno credo che le Amministrazioni Comunali, la nostra come quella di altri Comuni, prima di accettare a scatola chiusa una richiesta di aumento da parte di SMAT, per quanto giustificata in base ad una serie di deliberazioni, di norme, eccetera, ma comunque relativa alla copertura dei costi, forse le Amministrazioni dovrebbero essere, nell'interesse dei cittadini, una controparte in grado di verificare questi calcoli, verificare l'opportunità di sostenere questi costi e questi investimenti. Invece, la sensazione è che l'Autorità d'ambito sia sostanzialmente una scatola vuota che fa quello che chiede SMAT e, quindi, sostanzialmente si limita a ratificare acriticamente le richieste di SMAT. Ovviamente l'ideale sarebbe avere un'Amministrazione che, invece, combatte per tenere il più basse possibili le tariffe idriche e quindi non accetta questo genere di aumenti e così via, però perlomeno l'ideale sarebbe che ci fosse una possibilità per il futuro di chiedere a SMAT di rivedere puntualmente il Piano d'ambito e comunque di contenere gli investimenti al necessario. Quindi nessuno vuole lasciare morire la rete dell'acquedotto per mancanza di manutenzione, assolutamente, però vorrei essere convinto che queste enormi spese di investimento siano effettivamente necessarie. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) L'interpellanza generale è discussa. |