Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Aprile 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 15

RELAZIONE PREDISPOSTA DALL’AGENZIA PER I SERVIZI PUBBLICI LOCALI AI SENSI DELL’ART. 72, COMMA 2, DELLO STATUTO DELLA CITTA’
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
È doveroso premettere che, nel 2006, l'Agenzia ha dovuto operare a regime ridotto, trovandosi per circa 10 mesi nella totale incertezza sul rinnovo della Commissione amministrativa. Sono state svolte, comunque, tutte le attività istituzionali, prima tra queste, la redazione della Relazione tecnico-finanziaria e sull'operatività delle concessionarie di servizi pubblici locali di rilevanza economica 2005, seguita dall'aggiornamento per il 2006, qui in esame.
A questo proposito, è bene ricordare che l'indagine viene realizzata esclusivamente sulla base dei Bilanci ufficiali e che quelli ad oggi disponibili sono relativi all'esercizio 2005. Per questo motivo non compaiono, per esempio, analisi sulla fusione di AEM Torino con AMGA, i cui effetti potranno essere valutati con la Relazione del prossimo anno.
Nel 2005, il complesso delle Aziende monitorate ha confermato i trend di crescita dei ricavi già osservato negli anni precedenti. In testa alla classifica degli incrementi, in termini assoluti e percentuali, si trova AEM Torino S.p.A., con un incremento dei ricavi, pari al 44,65%, legato all'entrata in funzione del terzo gruppo termoelettrico di Moncalieri, che ha trainato la crescita del volume di attività prodotto dalle Aziende oggetto della presente analisi. Anche AMIAT S.p.A. registra un incremento sensibile, pari al 7,72%. La SMAT S.p.A., l'AEM Distribuzione S.p.A. e la GTT S.p.A. si assestano rispettivamente al 4,89%, al 4,84% e al 3,17%, testimoni di un anno di notevole crescita del volume di attività misurato dalla voce 'ricavi'. Sostanzialmente invariato è il volume di attività di SAGAT S.p.A. (0,21%), mentre una lieve flessione, pari al -2,32%, è stata registrata da AES S.p.A..
Nel 2005, il volume complessivo dei ricavi per le Aziende osservate ha raggiunto il valore di 1.301 milioni di Euro, contro i 1.141 milioni del 2004, quindi con una crescita del 14% rispetto all'anno precedente. Nell'esercizio 2005, i ricavi risultano prodotti al 59% dal settore energia (AEM Torino S.p.A., AEM Distribuzione S.p.A. e AES S.p.A. congiuntamente), al 15% dal settore acqua (la SMAT), seguito dal settore ambiente e territorio (cioè AMIAT) con il 14%, mentre il settore trasporti (GTT) pesa per il 9%; infine, i servizi aeroportuali chiudono la gamma dei settori analizzati con il 3%.
Il valore della produzione nell'esercizio ha raggiunto complessivamente 1.668 milioni di Euro, con un incremento del 12,08% rispetto all'anno precedente", come recita testualmente la Relazione.
Nel corso dell'esercizio, l'andamento delle spese per i servizi ed acquisti netti ha consentito di consolidare il risultato ottenuto nello scorso anno, in cui si era invertito il trend negativo del margine operativo lordo, segnalato nel corso degli anni precedenti. Per il complesso delle Aziende osservate, il margine operativo lordo ha manifestato segni consistenti di miglioramento, fatta eccezione per una lieve flessione di SMAT e SAGAT.
Le società in esame hanno complessivamente generato un margine operativo lordo pari a circa 374 milioni di Euro contro i 349 milioni dell'anno precedente, per un'incidenza sul totale del valore delle produzioni del 22,4% circa. Il valore aggiunto prodotto nel corso del 2005 si manifesta coerente con le linee evolutive dei dati sino a qui presentati.
Per il complesso delle Aziende osservate, il valore aggiunto evidenzia una tendenza alla crescita, con un picco particolarmente positivo per AEM Torino. Le sole società che hanno visto un'erosione del valore aggiunto sono state SMAT (-6,43%) e SAGAT (-3,12%). Le società osservate hanno complessivamente generato un valore aggiunto pari a 798 milioni di Euro, in crescita del 5,87% rispetto all'anno precedente, per un'incidenza sul totale del valore delle produzioni di circa il 47,8%.
Analizzando le linee di tendenza del rapporto tra il risultato di Bilancio e i ricavi si può concludere che l'esercizio 2005 registra per AEM Torino una fortissima crescita dei ricavi e un aumento significativo del reddito d'esercizio e per AEM Distribuzione una buona crescita dei ricavi, concretizzata in un aumento coerente del risultato d'esercizio. AES S.p.A. registra una lieve flessione dei ricavi, cui fa seguito una contrazione della redditività, con l'utile netto in diminuzione. AMIAT registra un aumento sostenuto dei ricavi di vendita, che non riesce tuttavia a tradursi in una crescita del risultato d'esercizio, che, invece, rimane in flessione (e, anche qui, sarebbe interessante capire perché, dovendo registrare un aumento dei ricavi, invece non c'è crescita del risultato d'esercizio, anzi questo tende a diminuire). GTT ha una lieve crescita dei ricavi di vendita e una sostanziale invarianza del risultato d'esercizio. SMAT S.p.A. ha una buona crescita dei ricavi, che, tuttavia, non riesce a tradursi in risultato, ma è in lieve flessione rispetto all'esercizio precedente. SAGAT ha una sostanziale riconferma dei volumi di ricavi dell'anno precedente, cui fa seguito, tuttavia, un risultato netto in significativo rialzo.
Torno alla lettura della relazione. "Gli utili netti complessivamente prodotti evidenziano un'importante crescita rispetto all'anno precedente, passando da 110.058.000 Euro a 114.353.000 Euro. Decisivo alla produzione dell'utile netto complessivo appare il contributo del settore energetico. Nel 2005, infatti, gli utili netti risultano prodotti al 96,87% dal settore energia (cioè AEM Torino, AEM Distribuzione e AES congiuntamente); per il 6,37% dal settore dei servizi aeroportuali (SAGAT); per l'1,82% dal settore acqua; per l'1,06% dal settore ambiente e territorio; e, infine, per lo 0,24% dal settore trasporti.
Viene consolidata, quindi, una tendenza in atto già da alcuni anni, che vede in continua crescita il peso del settore energia rispetto agli altri settori, sotto il profilo sia del fatturato, sia dei risultati economici che ne conseguono. È proprio il settore energia che ha visto crescere con maggior forza i risultati di Bilancio.
Gli utili complessivamente prodotti dalle 3 società dell'energia qui osservate hanno registrato uno scostamento di circa il 4,87%. In buona crescita anche il risultato di SAGAT e GTT, in contrazione SMAT, mentre una riduzione significativa si registra su AMIAT, che ha quasi dimezzato l'utile prodotto nell'esercizio precedente.
Il costo del personale, importante voce all'interno della struttura di costo delle Aziende osservate, ha complessivamente manifestato una dinamica espansiva in linea con l'anno precedente, pari al 4,66%, significativamente inferiore rispetto alla crescita del valore della produzione, che è aumentato, invece, del 12% (quindi, mentre il valore della produzione aumenta del 12%, l'incremento del costo del personale è di un terzo rispetto a quel dato), a conferma di un trend che testimonia la presenza di un importante recupero di efficienza.
Tuttavia, il percorso virtuoso che emerge dal dato di sintesi complessivo non pare coinvolgere tutte le aziende osservate; infatti, oltre al settore energetico - che a fronte di una crescita del valore della produzione (pari al 20,33%), ha addirittura ridotto la voce "costo del personale" rispetto all'anno precedente (dello 0,19%) -, solo il settore trasporti ha saputo contenere la crescita del costo del personale entro il valore di crescita della produzione.
I settori "Ambiente e Territorio", "Acque e servizi aeroportuali", al contrario, hanno manifestato una dinamica di crescita del costo del personale superiore rispetto alla crescita del valore della produzione.
Questo, per dire quali sono, a grandi linee, i contenuti dell'analisi tecnico-finanziaria che la nostra Agenzia ha predisposto per valutare i risultati tecnico-finanziari delle società che sono sottoposte alla sua supervisione. L'Agenzia, però, nel corso del 2006, non ha fatto solo questo; per il Consiglio Comunale, sono stati elaborati pareri obbligatori su proposte di deliberazione relative ai servizi pubblici locali, in particolare, sulla gestione del servizio di metropolitana, sui controlli e informazione ai cittadini sulla mobilità, sui servizi cimiteriali, sulla viabilità invernale e, più di recente, sui servizi di cremazione (SOCREM di Torino) o, ancora, sul canone relativo alla sosta a pagamento nei parcheggi interrati San Carlo e Torre Romana.
Sono stati, inoltre, preparati di recente, su esplicita richiesta del Presidente del Consiglio Comunale (quindi a nome della Conferenza dei Capigruppo, quindi a nome del Consiglio Comunale di Torino), indagini e studi. Una è sulla gestione dei servizi aeroportuali SAGAT, dalla quale, ad esempio, è emerso, con molta chiarezza, che i risultati economici portati dalla SAGAT sono positivi per quanto attiene alla gestione dei servizi di competenza, in qualche modo, del socio privato, mentre così non è in relazione ai servizi di competenza del socio pubblico. Così come abbiamo, soltanto pochi giorni fa, avuto uno studio sull'impatto che la Legge Finanziata 2007 ha sulla produzione di energia termica da rifiuti, cioè, rispetto al termovalorizzatore.
In seguito all'insediamento della nuova Commissione Amministrativa, l'Agenzia sta organizzando altre iniziative che sono state stabilite nel programma di attività quinquennale, approvato nel mese di febbraio dalla Conferenza dei Capigruppo. Tra queste, le indagini sulla soddisfazione dei cittadini presso i Servizi pubblici locali o, come si suol dire, di customer satisfaction. Essendo stati, nel 2006, gli organi dell'agenzia in regime di prorogatio dei poteri, non è stato possibile, l'anno scorso, svolgere le due consuete inchieste annuali. Diventa fondamentale riprendere al più presto, nel 2007, per conservare il collegamento con la sede storica, che continua dal 2000. Le indagini verranno condotte in due distinti periodi dell'anno, nei quali i servizi vengono erogati in condizioni diverse, e assumono, quindi, caratteristiche diverse (ad esempio la raccolta rifiuti nel periodo estivo o nel periodo invernale, che, ovviamente, non sono la stessa cosa).
Inoltre, il coordinamento dell'azione e dell'effettiva utilizzazione (da parte delle aziende sottoposte alla verifica e al controllo dell'Agenzia) del sistema di monitoraggio interno per il rispetto del D. Lgs. n. 231 del 2001 (relativo alla lotta alla corruzione nelle aziende), che disciplina la responsabilità amministrativa degli enti, derivante dalla commissione o tentata commissione di determinate fattispecie di reati (di cui la corruzione è l'elemento più importante). Si parte con una prima verifica presso i concessionari dell'attuale livello di cura degli obblighi di legge, per procedere, quindi, nei modi più opportuni (attraverso dei convegni o un seminario) ad un rilancio del tema, con il fine di stimolare l'impiego costante dei meccanismi di controllo previsti, supportati dagli appositi applicativi informatici, approvati, a suo tempo, dalla Conferenza dei Capigruppo e dalle aziende.
Infine, l'Agenzia proporrà alle aziende di seguire la terza fase di un percorso di formazione e di riorganizzazione mirato alla crescita della qualità nei processi organizzativi. Le aziende hanno già conseguito negli anni scorsi, prime in Italia, il secondo livello di qualità, attestato da un organismo imparziale e qualificato, l'Associazione Italiana di Cultura della Qualità. I livelli di maturità aziendale, presi a riferimento per le certificazioni, sono stati quelle della EFQM, cioè European Foundation for Quality Management, che usano modalità coerenti a livello europeo e applicabili a tutte le organizzazioni impegnate in un percorso di crescita di TQM (Total Quality Management). Le stesse aziende hanno manifestato interesse e motivazioni per proseguire nel loro percorso di crescita e provare a conseguire, tra le prime in Europa, il terzo livello di qualità EFQM.
Con questo, credo che possiamo - e lo dico con molta franchezza - considerare in maniera estremamente positiva il lavoro svolto dalla nostra Agenzia nel corso del 2006. Ripeto, ha dovuto operare in una condizione di difficoltà, per la mancata conferma del rinnovo della Commissione Amministrativa, ma, ciò nonostante, non ha mai fatto mancare il suo apporto, il suo contributo, il suo aiuto, ogniqualvolta lo si sia richiesto. Peraltro, mi pare che avere potuto rinnovare la Commissione Amministrativa ci metta oggi nella condizione di poter chiedere all'Agenzia un ulteriore impegno, per far sì che, su una serie di questioni, il loro apporto continui ad essere il più utile ed efficace possibile. Mi riferisco, in particolare, all'ultima cosa chiesta loro di fare, che è quella della verifica della nuova convenzione tra i soci pubblici e i soci privati in SAGAT, che è stata di recente trasmessa ai Capigruppo. Quest'ultima relazione, che, ovviamente, non entra a far parte della relazione tecnica rispetto al 2006, dimostra, per l'ennesima volta, l'alta qualità degli interventi della nostra Agenzia e, inoltre - chiedo scusa ai Consiglieri se uso questo linguaggio -, credo che sarebbe opportuno, necessario, utile e doveroso, che anche tutti i Consiglieri leggessero, con molta attenzione, i pareri e le relazioni che vengono prodotte dalla nostra Agenzia, perché sono utilissime per riuscire a definire una partecipata e convinta adesione - quando questa c'è - alle deliberazioni proposte dalla Giunta.
Credo che sia importante e eclatante che l'Agenzia sia sempre in grado di mettere a disposizione dei colleghi degli elementi. Lo dico con molta partecipazione e anche con orgoglio, perché l'Agenzia è molto invidiata dai Consigli Comunali delle grandi città italiane e anche dalle piccole, le quali, spesso, non hanno strutture come la nostra.
Con questo ho terminato la mia relazione e vi chiedo scusa del tempo intercorso. A questo punto, sono aperte le richieste di intervento da parte dei Capigruppo, che hanno a disposizione 10 minuti, e dei Consiglieri che hanno a disposizione 5 minuti.
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Credo che il lavoro svolto dall'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali del Consiglio Comunale di Torino sia un lavoro, per noi Consiglieri (in particolare per noi Consiglieri al primo mandato), assolutamente importante. Ci tenevo a formulare il mio ringraziamento pubblico per il lavoro svolto dall'Agenzia in questo primo anno di attività amministrativa e per i pareri sempre precisi e puntuali che l'Agenzia ha prodotto nel valutare le deliberazioni poste dalla Giunta all'attenzione del Consiglio, in materia di servizio pubblico locale.
Oggi affrontiamo un tema importante, con un orizzonte di grosso cambiamento in materia di servizi pubblici locali. Abbiamo svariati esempi - il tempo, purtroppo, non permette l'elencazione di quali questi siano - di un grosso cambiamento nel mercato dei servizi pubblici locali. Credo che il Consiglio Comunale di Torino debba fare un'attenta riflessione sulle caratteristiche delle proprie aziende, come queste si pongano nel contesto dei servizi che svolgono e come, in qualche modo, la Città possa rispondere alle esigenze che arrivano dai cittadini in materia di soddisfacimento dei loro bisogni.
Formulo un invito all'Agenzia (che, tra l'altro, vedo presente in Aula): provare a stilare un documento, nel campo delle proprie attività (riferite a quest'anno), a supporto dei lavori del Consiglio Comunale, sul tema specifico del concetto di controllo analogo delle aziende partecipate da parte dell'Amministrazione, che detiene il pacchetto azionario.
Credo che questo sia un tema determinante per il futuro dei Servizi Pubblici Locali di Torino, così come credo che capire quale sia il grado dell'attuale controllo da parte dell'Amministrazione Civica rispetto alla libertà che le nostre aziende hanno nel muoversi in un giusto contesto di mercato, sia un tema molto importante.
L'Agenzia potrebbe offrire al Consiglio Comunale un utile servizio, attraverso la produzione di una documentazione analitica, atta a verificare e misurare, sulla scorta di quanto, magari, è già stato fatto anche in altre situazioni, il grado e il livello del controllo che l'Amministrazione stessa esercita sulle aziende.
Questo è esteso ad un discorso ampio e generale; non si riferisce soltanto ed unicamente alla singola deliberazione riferita al singolo servizio.
Uno dei problemi che, credo, dovremo affrontare, in particolar modo, se, come ritengo, il Governo nazionale accelererà fortemente in direzione dell'approvazione del Disegno di Legge Lanzillotta sulla liberalizzazione del mercato, credo sia proprio quello di verificare se esistano, e quali siano, possibili appigli giuridici che permettano l'affidamento "in house". Ricordiamo che uno dei paletti che permette questa tipologia di affidamento del servizio è proprio quello del controllo analogo.
Questo è il primo elemento per il quale credo sia importante che questo venga fatto.
Il secondo è citato alla pagina 4 (avevo già avuto modo di farne cenno durante la discussione, relativamente al Bilancio) della relazione prodotta dall'Agenzia, la quale fa riferimento alla pronuncia 17/2006 della Corte dei Conti della Regione Lombardia che prevede, nella valutazione del Bilancio della Città di Torino, la presenza delle valutazioni sui Bilanci delle aziende partecipate.
E' evidente, quindi, che questo elemento di controllo, da parte dell'amministrazione cittadina, in particolare, del Consiglio Comunale, chiamato a votare il principale documento della nostra attività amministrativa, che è il Bilancio, si esplichi anche nella valutazione dei Bilanci delle aziende partecipate.
Invito, quindi, nel programma di lavoro dell'Agenzia per il prossimo 2007, a fare, proprio in virtù delle sentenze giurisprudenziali e in virtù di quanto io credo stia accadendo a livello nazionale, un lavoro analitico che consenta al Consiglio Comunale di mettere, in qualche modo, in correlazione, tra loro, i dati e organizzare una vera politica di indirizzo rispetto alle politiche di indirizzo delle nostre partecipate.

LO RUSSO Stefano
Credo che il lavoro svolto dall'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali del Consiglio Comunale di Torino sia un lavoro, per noi Consiglieri (in particolare per noi Consiglieri al primo mandato), assolutamente importante. Ci tenevo a formulare il mio ringraziamento pubblico per il lavoro svolto dall'Agenzia in questo primo anno di attività amministrativa e per i pareri sempre precisi e puntuali che l'Agenzia ha prodotto nel valutare le deliberazioni poste dalla Giunta all'attenzione del Consiglio, in materia di servizio pubblico locale.
Oggi affrontiamo un tema importante, con un orizzonte di grosso cambiamento in materia di servizi pubblici locali. Abbiamo svariati esempi - il tempo, purtroppo, non permette l'elencazione di quali questi siano - di un grosso cambiamento nel mercato dei servizi pubblici locali. Credo che il Consiglio Comunale di Torino debba fare un'attenta riflessione sulle caratteristiche delle proprie aziende, come queste si pongano nel contesto dei servizi che svolgono e come, in qualche modo, la Città possa rispondere alle esigenze che arrivano dai cittadini in materia di soddisfacimento dei loro bisogni.
Formulo un invito all'Agenzia (che, tra l'altro, vedo presente in Aula): provare a stilare un documento, nel campo delle proprie attività (riferite a quest'anno), a supporto dei lavori del Consiglio Comunale, sul tema specifico del concetto di controllo analogo delle aziende partecipate da parte dell'Amministrazione, che detiene il pacchetto azionario.
Credo che questo sia un tema determinante per il futuro dei Servizi Pubblici Locali di Torino, così come credo che capire quale sia il grado dell'attuale controllo da parte dell'Amministrazione Civica rispetto alla libertà che le nostre aziende hanno nel muoversi in un giusto contesto di mercato, sia un tema molto importante.
L'Agenzia potrebbe offrire al Consiglio Comunale un utile servizio, attraverso la produzione di una documentazione analitica, atta a verificare e misurare, sulla scorta di quanto, magari, è già stato fatto anche in altre situazioni, il grado e il livello del controllo che l'Amministrazione stessa esercita sulle aziende.
Questo è esteso ad un discorso ampio e generale; non si riferisce soltanto ed unicamente alla singola deliberazione riferita al singolo servizio.
Uno dei problemi che, credo, dovremo affrontare, in particolar modo, se, come ritengo, il Governo nazionale accelererà fortemente in direzione dell'approvazione del Disegno di Legge Lanzillotta sulla liberalizzazione del mercato, credo sia proprio quello di verificare se esistano, e quali siano, possibili appigli giuridici che permettano l'affidamento "in house". Ricordiamo che uno dei paletti che permette questa tipologia di affidamento del servizio è proprio quello del controllo analogo.
Questo è il primo elemento per il quale credo sia importante che questo venga fatto.
Il secondo è citato alla pagina 4 (avevo già avuto modo di farne cenno durante la discussione, relativamente al Bilancio) della relazione prodotta dall'Agenzia, la quale fa riferimento alla pronuncia 17/2006 della Corte dei Conti della Regione Lombardia che prevede, nella valutazione del Bilancio della Città di Torino, la presenza delle valutazioni sui Bilanci delle aziende partecipate.
E' evidente, quindi, che questo elemento di controllo, da parte dell'amministrazione cittadina, in particolare, del Consiglio Comunale, chiamato a votare il principale documento della nostra attività amministrativa, che è il Bilancio, si esplichi anche nella valutazione dei Bilanci delle aziende partecipate.
Invito, quindi, nel programma di lavoro dell'Agenzia per il prossimo 2007, a fare, proprio in virtù delle sentenze giurisprudenziali e in virtù di quanto io credo stia accadendo a livello nazionale, un lavoro analitico che consenta al Consiglio Comunale di mettere, in qualche modo, in correlazione, tra loro, i dati e organizzare una vera politica di indirizzo rispetto alle politiche di indirizzo delle nostre partecipate.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Apprezzo il lavoro svolto dall'Agenzia; discutere la relazione non è soltanto un fatto di tradizione, ma significa prendere atto e ribadire, ancora una volta, l'importanza del ruolo che quest'ultima sta assumendo (ruolo che, credo, debba crescere sempre di più, anche in previsione della trasformazione che vivranno i Servizi Pubblici Locali, attraverso la privatizzazione).
Questa è una previsione che, francamente, guardiamo con molta perplessità e auspichiamo che il Parlamento possa varare un provvedimento legislativo capace di attribuire alle Amministrazioni Comunali, il diritto di decidere quale debba essere il modo di gestire i Servizi Pubblici Locali.
Noi temiamo, invece, che la direzione sulla quale si sta lavorando sia quella di imporre, comunque, una scelta dall'alto e che i Servizi Pubblici Locali non saranno più tali, ma privatizzati (se mi consentite la contraddizione).
Questa evoluzione, ripeto, la vediamo con molta perplessità e speriamo che il Parlamento, in qualche modo, prima di legiferare, possa fare attenzione, possa non incidere su modelli tradizionali sì, ma che, sicuramente, hanno dimostrato capacità di gestione efficiente, come è stata efficiente la gestione, appunto, dei nostri Servizi.
Questa, come premessa: in questa chiave, l'agenzia può avere veramente un ruolo significativo, un ruolo anche propositivo, un ruolo, soprattutto, di supporto. Su questo concetto voglio essere chiaro anche con il Presidente, che è in Aula.
Parlo del supporto dell'agenzia al Consiglio Comunale, non di sostituzione dell'agenzia al ruolo dell'Amministrazione Comunale e dei suoi Uffici. Lo dico con molta determinazione, perché c'è un passaggio finale della relazione dove si indica, come esempio, la linea d'azione della Città di Roma, dove si parla della istituzione di organi terzi che dovrebbero verificare ed effettuare dei controlli ed un monitoraggio.
Noi crediamo che quel compito debba essere esercitato dalla Città, dall'Amministrazione Comunale, dai suoi Uffici, dai suoi Dirigenti, che sono strumenti fondamentali, organici, addentro alla macchina comunale.
Quel passaggio lo colgo come un modo di esternare un compito che noi già, di fatto, possiamo esercitare attraverso i nostri Uffici. Non so se questo fosse l'intendimento dell'Agenzia nella valutazione di questo aspetto, però, lo voglio riferire in base ad un mio punto di vista, che è quello di credere alle energie che ha, al suo interno, l'Amministrazione Comunale. Energie, ripeto, Uffici e Dirigenti, che hanno le capacità e le professionalità di compiere e svolgere compiti di monitoraggio e controllo.
Non abbiamo bisogno di organi terzi. Su questo noi punteremo e su questo solleciteremo l'attenzione. Credo che la proposta sia legittima; sicuramente, non è un modo di demonizzare, dal nostro punto di vista, l'iniziativa di Roma, ma pensiamo che la strada da percorrere possa essere diversa e che la soluzione stia all'interno della nostra macchina comunale.
Ribadiamo la necessità che il compito dell'Agenzia debba essere quello tradizionale, fin qui svolto in maniera ottimale; che il compito sia di supporto e non sostitutivo.
Un po' come il ragionamento che si fa sul volontariato, come movimento che molti vedono come sostitutivo del compito dello Stato rispetto alla gestione dei servizi.
Il volontariato è importante e può avere compiti sicuramente integrativi e non sostitutivi dei compiti dello Stato. E così, nel piccolo, deve essere quello dell'Agenzia e voglio richiamare questo aspetto citando un momento importante della sua azione: quello sulla SOCREM.
Il parere sulla SOCREM è la modalità di azione che deve mettere in campo l'Agenzia, la quale sull'argomento ha costretto, tra virgolette, il Consiglio Comunale a dibatterne insieme. Questo ci ha condotti, come Consiglio Comunale, ad una sintesi, impostando una deliberazione che cerca di migliorare quel genere di servizio, di dare un nuovo ruolo all'Amministrazione Comunale, di ottenere un canone superiore sulla base delle trasformazioni avvenute nella nostra città. Penso che quello sia il compito dell'Agenzia (compito che sta svolgendo molto bene)! Così come è stato fatto per quanto attiene alla SAGAT per la quale, comunque, avete fornito, al Consiglio Comunale, elementi di informazione importantissimi nei quali avete colto gli aspetti positivi di una gestione, così come avete colto anche criticità molto forti sulla questione dei lavoratori della SAGAT, sullo spezzettamento dell'azienda e delle società partecipate che, negli ultimi tempi, sono proliferate come funghi.
Penso che sia questo il ruolo dell'Agenzia e, in base a questo, esprimiamo una valutazione positiva sulla relazione.
Una relazione importante che ci ha fatto capire, almeno per quanto riguarda il Bilancio del 2005, quale sia stato il ruolo importante delle nostre aziende. Ruolo delle nostre aziende che sono fondamentali per la costruzione di un modello sociale equo, un modello sociale efficace, un modello sociale dalla parte dei cittadini e degli utenti. Certo, non tutto va bene. Ci sono cose, ovviamente, sulle quali intervenire, ma credo che il compito delle nostre aziende, in questi anni, sia stato, nella difficoltà e nel contesto sociale, importantissimo.
Da quelle aziende credo sia derivata una tenuta del modello sociale della nostra città; a partire dal ruolo che ha avuto l'AEM fino a qualche tempo fa, agli utili che da quell'azienda sono derivati.
Lo stesso Trasporto Pubblico Locale, credo, con la difficoltà che questo servizio incontra, comunque, è un servizio capace di dare risposte all'esigenza di mobilità dei nostri cittadini.
La nostra preoccupazione, rispetto all'evoluzione della normativa sui Servizi Pubblici Locali, ci mette nella posizione di essere sentinelle per la tutela di un patrimonio della Città, rappresentato dalle Aziende partecipate e, quindi, dai Servizi Pubblici Locali. Invito anche i Consiglieri a riflettere su cosa sta accadendo in Parlamento rispetto a questa materia, che non è solamente la costruzione di una normativa comunitaria o europea. Credo che sia più il frutto di una scelta politica, che si sta svolgendo in questo Paese, come anche in altri dell'Europa.
Penso che il privato possa essere un soggetto importante anche nelle nostre Aziende, ma che il ruolo fondamentale del Pubblico sia strategico e che debba essere orientato a difendere la gestione pubblica dei Servizi Pubblici Locali. Anche l'Agenzia può avere un ruolo importante, perché quando nella Relazione ci parlano di grado di funzionalità, di grado di positività nella gestione e colgono le criticità, ci aiutano a capire cosa stia accadendo in questo Paese e nella nostra città.
Voglio anche presentare un punto critico della Relazione: quello sui diritti dei lavoratori delle Aziende. Credo che bisognerebbe prestare più attenzione a questo ed anche al grado di soddisfacimento dei cittadini. C'è un grado di soddisfacimento dei cittadini in questa città? Su questo non trovo risposta nella Relazione, come non trovo risposta sull'importante suggerimento sull'attesa dei contratti di servizio. Questa è una parte cruciale della Relazione.
Nel momento in cui andiamo ad impostare un contratto di servizio, ci giochiamo il ruolo di quel servizio ed è in quel momento che difendiamo l'utenza (che preferisco chiamare persone, cittadini) di questa città. Quello è il momento importante. La strutturazione, l'impostazione di un contratto di servizio diventa fondamentale, proprio in quella logica, di cui parlavo prima, di trasformazione, di evoluzione normativa. Nella Relazione se ne parla; invece, sulla parte dei diritti dei lavoratori delle Aziende, come sui diritti dei cittadini, direi che l'Agenzia debba agire con più fermezza e con maggiore approfondimento, anche facendo un'analisi nelle singole Aziende di come i lavoratori svolgono il loro lavoro, sui livelli di sfruttamento che ci sono, sui turni, sulle difficoltà, sulle questioni dell'inidoneità.
In tutte queste cose, penso che l'Agenzia possa avere un ruolo più determinato rispetto a quello presente nelle pagine di questa Relazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Ringrazio l'Agenzia per il lavoro svolto e credo che si debba dare il giusto rilievo alla Relazione ed al tema dei Servizi Pubblici, proprio perché è uno dei temi che possono qualificare l'attività del Consiglio Comunale.
Ricordo che ho presentato, come prima firmataria, una mozione di accompagnamento alla Linee Programmatiche 2006-2011 proprio sul tema delle Aziende partecipate, che è stata approvata da quest'Aula.
La considerazione di partenza, che trovo all'interno della Relazione, è che i Servizi Pubblici sono uno strumento essenziale per l'esercizio dei diritti di cittadinanza e della democrazia, quindi, è fondamentale porre in correlazione le forme di gestione, la composizione delle proprietà e le modalità di erogazione del servizio con la qualità del servizio reso, i risvolti occupazionali e lavorativi - a cui faceva prima accenno il Consigliere Gallo -, i costi tariffari, nonché le modalità democratiche di gestione del servizio stesso.
Ricordo - vi sono già state delle considerazioni in merito - che il raggiungimento di questo obiettivo, nelle Linee Programmatiche 2006-2011, era inteso considerando come strategicamente necessario mantenere il controllo pubblico delle imprese dei Servizi Pubblici. In quest'ottica, le Aziende debbono fornire un servizio efficiente, moderno ed economico, ma l'Amministrazione deve indirizzare le proprie Aziende non esasperando la remunerazione dei fattori produttivi. Di questo, nella Relazione, trovo un accenno e, infatti, si parla della remunerazione più alta possibile.
Credo che sia fondamentale avere, accanto alla remunerazione, come elemento guida, come stella polare, la responsabilità sociale nel suo complesso, che è fatta di tanti elementi. Sicuramente, i servizi sono alla base della definizione del welfare locale e ricordo quanto è scritto nella Relazione: ad esempio, il Regolamento dell'ATO 3 per l'acqua ha previsto riduzioni tariffarie importanti per particolari fasce di reddito, combinate con il numero dei componenti del nucleo familiare. Misure di questo tipo sono interessanti, soprattutto nel momento in cui continuiamo a parlare di un numero significativo di nuclei familiari a basso reddito e delle politiche da mettere in campo per contrastare la povertà.
Un altro elemento sociale di valutazione è dato dalla qualità dell'occupazione offerta dalle Aziende. La mozione che citavo prima impegnava l'Amministrazione a promuovere l'occupazione stabile, con un'attenzione anche alla qualità degli appalti. Purtroppo, la scorsa estate c'è stato un incidente mortale ad un dipendente di un'azienda che lavorava indirettamente per la SMAT e, sicuramente, su questo fronte dobbiamo aumentare i controlli ed avere la possibilità di rendere più esplicita questa nostra attività.
Un'altra considerazione importante da fare è che la massima remunerazione dei fattori produttivi è data, certamente, dal valorizzare le Aziende come elementi di sviluppo territoriale fondamentali e, in quest'ottica, debbono, per esempio, essere valutate le possibili alleanze con altre realtà operative.
Sembra importante che, in futuro, approfondiamo meglio il ruolo di Iride sullo sviluppo locale ed anche come possa essere promossa, per esempio, l'alleanza con l'aostana CVA, anche perché CVA si caratterizza positivamente anche per le politiche ambientali.
L'altro elemento importante di valutazione è dato dall'impatto ambientale dell'operato delle Aziende. Chiederei all'Agenzia, per la prossima Relazione, avendo, magari, più tempo per la sua preparazione, di costruire un capitolo specifico sull'impatto ambientale delle singole Aziende, che metta insieme i Bilanci ambientali delle Aziende che già li fanno e che permetta, quindi, al Consiglio una valutazione complessiva.
Proprio nell'esame della proposta di mozione sul rispetto del Protocollo di Kyoto, abbiamo visto, in Commissione Ambiente, come alcune delle Aziende stiano già lavorando in questa direzione. Ad esempio, sul tema dell'inquinamento atmosferico, è importante sottolineare - come viene detto nella Relazione - che con la linea 1 della metropolitana si stima che 12.500 persone abbiano lasciato il mezzo privato per utilizzare quello pubblico. Sicuramente, è fondamentale pensare al rinnovamento dei mezzi pubblici, però, penso che con le Aziende si possa anche pensare ad una riorganizzazione della loro mobilità; ad esempio, l'ex AEM Distribuzione ha già ottimizzato gli spostamenti dei suoi operatori nei tragitti lavorativi, utilizzando un sistema informatico a questo proposito. Potrei continuare sul risparmio energetico negli edifici, solo per citare un altro filone di lavoro.
La valutazione strettamente economica deve essere complementare a quella del Bilancio sociale ed ambientale delle Aziende, all'interno dei quali uno spazio rilevante occupa sicuramente anche la qualità del servizio offerto. Su di esso può incidere il contratto di servizio, che deve riuscire a garantire livelli di servizio facilmente monitorabili e, a questo scopo, chiederei all'Agenzia di discutere in Commissione Ambiente come procedere per il monitoraggio della qualità percepita dello stato di pulizia della città, che AMIAT si è impegnata a mantenere ad alti livelli, nonostante i tagli di Bilancio.
Concludo, ricordando che nella mozione di accompagnamento alle Linee Programmatiche, si impegna l'Amministrazione a definire un disegno organico per le Aziende partecipate, con l'obiettivo di evitare costi aggiuntivi e la frammentazione del controllo pubblico.
Non mi sfugge che questa riorganizzazione sarà necessariamente collegata alla normativa nazionale, che dovrebbe essere approvata nei prossimi mesi. Tuttavia, uno dei principi cardine della sussidiarietà che verrà messa in atto non potrà essere quello di trasferire ai privati servizi efficienti e mantenere pubblici quelli in perdita, a carico della comunità.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cugusi.

CUGUSI Vincenzo
Vorrei, innanzitutto, ringraziare i componenti dell'Agenzia ed il loro Presidente per il lavoro svolto. La Relazione di quest'anno dà parecchi spunti di riflessione.
Una prima riflessione di carattere generale è che ogni abitante di Torino è, in parte, proprietario di IRIDE, di SMAT, di AMIAT e SAGAT, quindi ha diritto che queste aziende vengano gestite e governate con efficacia, economicità ed efficienza, al fine di erogare un servizio di qualità ed efficiente ed economico, sia per il cittadino utente, sia per il Bilancio della Città.
A questo proposito, l'Agenzia ha fatto bene a predisporre questo modello di contratto di servizio, che vorremmo vedere sia in I Commissione che nelle altre Commissioni competenti. Si tratta di un contratto di servizio a tutela degli interessi sia della Città che dei cittadini, e prevede la possibilità di negoziare standard qualitativi e quantitativi del servizio e di negoziare le garanzie in materia ambientale ed occupazionale, in modo che, come voi dite, i lavoratori impiegati siano attori e non vittime degli obiettivi di recupero di gestione aziendale.
Un buon contratto di servizio risulta essere un ottimo strumento dell'azione di indirizzo e controllo del Consiglio Comunale in materia dei servizi pubblici locali; questa è una prerogativa che, seppur garantita, riesce di difficile attuazione da parte del singolo Consigliere, oggi che la proprietà delle aziende è a maggioranza pubblica; quindi, immaginate cosa succederà, se si andrà a gara, quando i cosiddetti "gestori indipendenti" saranno altri, orientati soltanto alla realizzazione di un profitto.
Quindi, occorre vigilare affinché i servizi pubblici locali siano sottratti alle logiche del mercato e affinché il criterio della concorrenza non sia la chiave unica per avere servizi di qualità.
La proprietà pubblica delle aziende rappresenta la garanzia del diritto di accesso per tutti ai servizi pubblici; accesso che è un fattore di democrazia, coesione sociale e progresso economico.
Oggi c'è un grande interesse dei gruppi finanziari e industriali per il settore dei servizi pubblici. Ingenti capitali, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa, si muovono in questo settore, dove il rischio è minimo e, qualora ci fosse, ricadrebbe sul soggetto pubblico, mentre il profitto è certo e costante.
Tutti, indistintamente, hanno bisogno dell'acqua, dell'energia elettrica e dei trasporti.
La privatizzazione di Telecom, di Autostrade, degli acquedotti pubblici del Lazio e della Toscana sono sotto gli occhi di tutti e sono l'esempio di quanto dicevo: investimenti azzerati, tariffe aumentate e, conseguentemente, copiosi dividendi agli azionisti.
Riallacciandomi a quanto sottolineato anche dall'Agenzia, vorrei intervenire a proposito della vicenda AEM-AMGA e dell'espansione della nostra Azienda Energetica Municipale: nella relazione dell'Agenzia viene suggerito al Consiglio di tentare di contemperare le esigenze aziendali di realizzare fusioni in qualsiasi parte d'Italia e del mondo (tra l'altro, abbiamo appreso dai giornali che anche SAGAT, dopo Bologna e Firenze, ha programmi di espansione all'estero) con la diversa esigenza di sviluppare cooperazioni con le realtà operative più vicine, per consentire che lo sviluppo economico possa diventare volano di sviluppo territoriale e non soltanto aziendale. Questo mi sembra sacrosanto.
A questo proposito, l'alleanza di cui parlava anche il Consigliere Cerutti tra IRIDE e la Società Energetica Valdostana, rappresenta un passo verso il collegamento con il territorio, ma anche un forte significato ambientale, perché questa società produce energia da fonte rinnovabile, che è l'acqua. Sempre a proposito dell'espansione delle nostre aziende, bisognerà porre particolare attenzione al fatto che la presenza di SMAT, tramite la partecipata SAP, negli acquedotti siciliani a Palermo, non pregiudichi l'affidamento in house che abbiamo per l'acqua.
Invece, per quanto riguarda SAGAT, condivido tutte le considerazioni finali fatte dall'Agenzia e, per quanto riguarda i nuovi patti parasociali e la loro articolazione, è auspicabile che il peso dei soci pubblici abbia una giusta valenza e che il rinnovo di questa convenzione consenta, in particolare, alla Città di Torino (che è il socio pubblico maggioritario) un impegno gestionale più marcato e consenta, altresì, a noi, Consiglieri Comunali, di avere un'effettiva e fattuale informazione sulle vicende dell'Azienda, affinché questa sia l'ultima volta che veniamo a conoscenza dei programmi di SAGAT dai giornali.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Vorrei ringraziare il Presidente dell'Agenzia, Carlo Foppa, e tutti i componenti dell'Agenzia per il lavoro svolto, per le analisi, le relazioni, i vari pareri rilasciati, e per le indagini che hanno svolto e che sicuramente svolgeranno.
Da neofita del Consiglio Comunale, devo dire che quello dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali è uno degli aspetti dei quali, da cittadino, ero assolutamente all'oscuro.
Ritengo che sia un'Agenzia assolutamente importante, che, come Consigliere, dovrò, tra virgolette, "sfruttare" molto di più (nel senso buono del termine, naturalmente), anche in previsione di quanto sta accadendo a livello nazionale e locale.
Ritengo che la prima parte di questa Relazione sia importantissima, e la leggo: "L'impegno prioritario dell'Agenzia è il supporto al Consiglio Comunale nell'attività di monitoraggio e di valutazione delle attività delle aziende...", questo è il punto assolutamente principale, che prende ancora più valore proprio nell'ottica dei cambiamenti che si stanno verificando.
Ritengo (e non sono il solo) che la partita dei prossimi anni sia non tanto (permettetemi una battuta) sul fatto che, da una parte, facciano un Partito Democratico (io aggiungo: Cristiano), e dell'altra facciano un Partito Conservatore (magari Cristiano, perché ci vuole sempre), ma ritengo che la partita importante dei prossimi anni sia proprio quella sui servizi pubblici locali.
Lei, Presidente, all'inizio dell'illustrazione della Relazione, ha letto una serie impressionante di dati, oserei dire, tutti positivi (e meno male) di queste aziende pubbliche. Peccato che il cittadino (nella fattispecie torinese, ma qualunque cittadino in generale) non si accorga di questi impressionanti dati positivi.
Questa è la partita che sarà importante combattere nei prossimi anni, proprio perché (non solo secondo me, ma anche, quantomeno, parte del Partito che rappresento in quest'Aula) non bisogna che la logica di mercato superi tutto il resto.
Mi sembra davvero che troppa gente, troppi partiti mettano sempre più davanti il discorso della logica di mercato, dimenticando assolutamente i cittadini, coloro i quali mi piace tanto chiamare cittadini comuni, ovvero i soliti che lavorano, hanno figli e fanno sacrifici; proprio loro continuano e - temo - continueranno sempre più a non vedere su di loro le ripercussioni di questi "impressionanti dati positivi", perciò, ripeto che, anche per questo motivo, nei prossimi anni, sfrutterò molto di più l'Agenzia.
Com'è stato citato prima, in sede parlamentare sta avvenendo un dibattito molto importante su questo tema - naturalmente, non dovrei dirlo a voi, che, per questioni professionali, siete molto più a conoscenza del problema rispetto a me -, tale proprio perché va a toccare il vero potere che ci sarà nei prossimi anni, il quale esula assolutamente da ideologie o quant'altro, entrando invece fortemente in quello che non bisogna assolutamente seguire, ossia la logica di mercato; però, non vado oltre, poiché entreremmo in tutta una serie di discorsi che, secondo me, esulano da questo dibattito.
Aggiungo che, nei pochi mesi in cui ho potuto seguire, in Sala Rossa, le questioni portate avanti dall'Agenzia, ritengo valido il suo apporto al Consiglio (beninteso, non lo dico per piaggeria, poiché non è né mio interesse né mia abitudine) e, forse, sarebbe opportuno che noi Consiglieri, io per primo, la utilizzassimo maggiormente, come certamente avverrà, almeno per quanto mi riguarda.
Riallacciandomi, poi, al discorso precedente del Consigliere Cugusi, certe cose farebbe piacere saperle prima, anziché dai giornali.
Seppure da perfetto ignorante del problema, ritengo - per me cittadino, prima che Consigliere Comunale - un grosso punto interrogativo, per esempio, la questione della cessione a Terna di tutta una serie di cose di Iride. Da cittadino, cioè, che non conosce il problema, vedo che, un anno fa, vi è stata una fusione fra AEM ed AMGA, che ha dato luogo a Iride; dopo sei-otto mesi, per un valore di "impressionanti" 50 milioni di Euro, Iride cede a Terna tutta una serie di cose (linee, centrali, eccetera); ebbene, questo è un discorso che non riesco a capire, su cui magari chiederò lumi anche all'Agenzia.
Naturalmente, sarà tutto legittimo, però, la giustezza di determinate operazioni non si basa soltanto sulla legittimità, poiché è pacifico che queste varie operazioni siano legittime, ossia legali, ma devo capire se siano realmente opportune e vantaggiose per i cittadini.
Devo proprio capirlo, poiché, veramente, non vorrei che, in questa politica con la "p" minuscola che, ormai, si sta avviando (non solo a Torino, naturalmente, ma anche a livello nazionale) alla fine, si guardi sempre e soltanto il discorso di questi "dati finali" (+, +, +), senza mai ritenere che dovrebbero andarsi a posare un po' di "più" - scusate il gioco di parole - sui cittadini comuni!
Ringrazio ancora e, sicuramente, "romperò benevolmente le scatole" al Presidente dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, Carlo Foppa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Forti del fatto che non saranno mai "rotture di scatole" sufficientemente ampie...
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Mi associo ai ringraziamenti formulati all'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, innanzitutto per l'accuratezza con cui è riuscita a fornirci questi dati, nonostante il lavoro a metà regime per quanto riguarda il 2006.
È evidente che il compito svolto dall'Agenzia, per i Consiglieri Comunali, abbia un ulteriore significato, alla luce dell'importanza strategica che i servizi pubblici locali stanno assumendo anche a livello nazionale.
In questi mesi, il dibattito politico nazionale si è molto incentrato sul futuro dei servizi pubblici locali, l'ultima frontiera delle liberalizzazioni, ed è evidente come la discussione sia giunta, oggi, ad una situazione di stallo, per impostazioni diverse.
Rileggendo i dati e il CD Rom fornitoci dall'Agenzia, le considerazioni da fare sarebbero molte, azienda per azienda, e, in molti casi, come ha detto anche il Consigliere Lo Russo, per i Consiglieri alla prima esperienza è difficile entrare fino in fondo nelle scelte delle aziende.
Ci sono, però, alcuni processi e meccanismi di portata nazionale, che, anche per il Consiglio Comunale e per la Città di Torino, riteniamo dovrebbero essere approfonditi: ad esempio, uno studio sulle esternalizzazioni e sulle cessioni di servizio operate dalle aziende nel corso degli anni, per poter valutare appieno, come ho già detto al Presidente Foppa, i costi sostenuti, la qualità dei servizi erogati dalle aziende e le condizioni applicate ai lavoratori nel settore dei servizi pubblici locali, a partire dalle aziende che interessano direttamente la nostra Città; infatti, molto spesso (l'abbiamo visto in fenomeni e processi industriali ed economici di più alta portata), il controllo si sfilaccia progressivamente e, come primo elemento, le condizioni di lavoro peggiorano, man mano che la filiera e la catena delle esternalizzazioni si alimenta.
Molti Consiglieri hanno sottolineato l'importanza dell'informazione preventiva al Consiglio Comunale. In questi mesi, a partire dalla costituzione di Iride dalla fusione di AEM e AMGA, abbiamo assistito ad una ridda di voci su molte aziende (non ultime, quelle sul trasporto pubblico locale), anche a fronte della nuova Legge Regionale (la quale imporrà, dal 1° settembre 2007, a meno di deroghe o proroghe dell'ultimo minuto, la pubblicazione dei bandi), ed è evidente che un terreno come quello del trasporto pubblico locale non possa vedere il Consiglio Comunale quale semplice e mero esecutore di una volontà assunta dalle aziende, nel qual caso dalla GTT.
Evidentemente, il trasporto pubblico locale interessa quotidianamente centinaia di migliaia di cittadini torinesi, ed è altrettanto evidente che, in queste settimane e mesi, abbiamo assistito ad un dibattito molto interessante sui giornali, senza che questo Consiglio Comunale abbia potuto o abbia mai discusso del futuro del trasporto pubblico locale.
Nella fase di discussione del Bilancio è emersa la volontà e la richiesta, come ricorderete, di utilizzare i fondi derivanti dai maggiori introiti e dalla variazione della sosta blu, per investimenti, in un settore come quello del trasporto pubblico, che, come emerge dai dati che ci sono stati consegnati oggi in supplemento, necessita di uno svecchiamento marcato.
Quella richiesta da parte dei Consiglieri, però, indica anche un malessere che riguarda l'azienda citata che interessa tutte le altre aziende municipalizzate, ovvero l'impossibilità sostanziale, indipendentemente dal fatto che si sia in maggioranza o in opposizione, di riuscire ad entrare nei processi e nelle politiche che le aziende stesse perseguono al loro interno. Su questo terreno si mette in gioco la delega che abbiamo ricevuto dai cittadini torinesi e la possibilità reale degli stessi cittadini di poter vigilare sulla qualità dei servizi pubblici che le aziende gestiscono per conto della Città.
I movimenti sottolineano la battaglia contro il DDL Lanzillotta (abbiamo apprezzato il fatto che non venga citato nella relazione), perché non possiamo non vigilare su un settore in cui i Consigli Comunali devono e possono decidere, sostituendo il falso mito del mercato amico (come spesso viene esaltato da illustri economisti e da esponenti politici locali e nazionali) con la partecipazione dei cittadini, delle associazioni dei consumatori, dei lavoratori e dei sindacati, che da anni si battono per la tutela dei servizi pubblici locali come luogo e spazio di democrazia.
Mi fa piacere parlare del DDL Lanzillotta, perché speriamo, tra un anno, di non dover discutere una relazione sui servizi pubblici locali che prenda già atto di questo decreto legge, in quanto la sfida contenuta nel DDL Lanzillotta è una sfida politica ed economica. L'altro giorno leggevo i dati sul potenziale economico rappresentato dal mercato dell'acqua (parliamo di cifre che sfiorano i 10 miliardi di Euro) e, visto che il DDL Lanzillotta è fermo alla Commissione Affari Istituzionali del Senato, anche su questo chiederemo al Ministro una voce chiara alle esigenze sottolineate dai movimenti che si battono per la ripubblicizzazione dell'acqua e per esaltare l'importanza dell'acqua come bene comune.
Abbiamo visto che molto spesso il controllo pubblico non basta; non è sufficiente che le aziende siano a maggioranza pubblica e cito un esempio emblematico che riguarda la nostra Città, la quale vede una società controllata dal Comune di Torino, la SMAT, partecipare alle gare d'appalto condotte nella provincia di Palermo per la gestione dell'acqua; in un momento in cui il dibattito politico nazionale si confronta anche sull'acqua, ci sono delle avanguardie sul territorio nazionale, che, come negli anni scorsi, procedono sul terreno della privatizzazione e i casi, a partire dall'acqua nelle Regioni in cui questi processi sono stati avviati, parlano di tariffe lievitate e di una progressiva noncuranza dei servizi pubblici erogati alla cittadinanza.
In questo senso, è evidente che gli strumenti legislativi attuali non bastano ed è necessario, al di là del confronto politico, come chiesto da più parti (dai movimenti, dalla CGIL, dall'ARCI e dalla rete del Nuovo Municipio), dotare le nostre Amministrazioni, in aggiunta a strumenti come l'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, di un Osservatorio permanente sugli effetti delle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, che sia in grado di analizzare in maniera critica, analitica e non ideologica quali siano stati in Italia gli effetti delle liberalizzazioni, a partire dai servizi pubblici locali.
La sfida contenuta nei servizi pubblici locali ci parla chiaramente dell'ultimo attacco alla credibilità dei Consigli Comunali che, qualora venissero privati anche della possibilità di incidere sulle scelte delle aziende, sulla qualità dei servizi erogati e delle tariffe, vedrebbero fortemente messa in crisi la loro rappresentatività.
Nella relazione ho letto con piacere alcuni passaggi che esaltano la necessità, a partire dai contratti di servizio, della cura con cui le Amministrazioni, in particolare la nostra, devono prestarsi alla preparazione di buoni contratti di servizio; un aspetto è emblematico, perché la frase finale ci ricorda molto spesso quale sia il principio ispiratore di molte aziende che operano a livello nazionale e locale, ovvero il rischio che queste aziende, qualora non si definiscano contratti di servizio efficaci ed efficienti per l'Amministrazione, per loro stessa definizione possano perseguire il solo scopo di lucro.
Nei prossimi mesi saremo chiamati a livello nazionale a fare scelte coraggiose in ambito dei servizi pubblici locali e l'auspicio che formulo alla Giunta è che, a partire dal servizio pubblico locale e dalle sfide contenute nella nuova legge regionale, questo Consiglio Comunale non sia chiamato a ratificare decisioni assunte in altre sedi e non venga informato, come dicevano alcuni Consiglieri, dai giornali o dagli organi di informazione, di processi che attengono pienamente alla delega che abbiamo ricevuto dai nostri elettori, che ci parla anche dell'agibilità democratica e della qualità della nostra rappresentanza in quest'Aula.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Mi unisco anch'io al coro di complimenti nei confronti dell'Agenzia sui Servizi Pubblici Locali, ma se mi permette vorrei fare una battuta: questo Consiglio Comunale non ha 51 Consiglieri, ma 52 ed il cinquantaduesimo è Carlo Foppa, che è sempre qui presente! Potremmo farlo Consigliere ad honorem. Lo vedo presente a tutti i Consigli Comunali; magari nella riforma dello Statuto e del Regolamento potremmo proporre che ci siano 52 Consiglieri e non 51... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ho sentito; la vista l'ho persa, ma le orecchie le ho ancora abbastanza buone nonostante l'età e così entriamo già nel tema degli over 60 che affronteremo stasera, sul quale ci divertiremo.
Il lavoro dell'Agenzia è dovuto all'impegno del Presidente Foppa e, mi permetta, anche alla capacità dei suoi Commissari, gran parte dei quali, vorrei sottolineare, arrivano da un'esperienza in Consiglio Comunale e penso che questo voglia dire parecchio.
Sono d'accordo con quanto detto dal Consigliere Lo Russo nel suo intervento e vorrei collegarmi anch'io alla pronuncia della Corte dei Conti della Regione Lombardia (pronuncia 17/2006), riportata a pagina 4 della relazione: penso che sia molto importante che i debiti delle società partecipate degli Enti Locali debbano essere tenuti in considerazione per il rispetto del Patto di Stabilità.
Ritengo che questo sia un passaggio importantissimo, che fa chiarezza nel rapporto tra la Pubblica Amministrazione e le sue partecipate, induca la Pubblica Amministrazione ad essere - usiamo un termine morbido - più "attenta" all'attività non solo gestionale, ma amministrativa delle sue partecipate e porti l'Agenzia a svolgere questo ruolo di collegamento e di controllo.
Un altro dato che penso emerga dalla relazione e che considero importante sia quello di poter effettuare, tra virgolette, un "controllo uniforme", la possibilità di un accesso uniforme non solo all'interno della stessa azienda - e qui viene ben specificato -, perché è opportuno vedere nei vari settori qual è l'andamento amministrativo ed economico-finanziario, ma, se non ho inteso male, anche di uniformità nel rapporto tra le aziende; pertanto, vedere come questa uniformità ci possa essere all'interno dei servizi pubblici offerti al cittadino.
Anche io ritengo che sia importante il ruolo dell'Agenzia nell'attività di controllo e, in alcuni casi (anche per quanto riguarda il Consiglio Comunale), nell'espressione di suggerimenti e di pareri; infatti, il Consiglio Comunale, più volte, ha chiesto all'Agenzia dei pareri o l'Agenzia si è fatta parte attiva (citerò i casi della SOCREM e del TOROC) esprimendo alcuni pareri che sono pervenuti al Consiglio Comunale.
Secondo me, il ruolo più importante è quello del controllo, della verifica economica ed amministrativa, ma anche della tutela di quello che, comunemente, potremmo definire il "nostro concittadino". A mio parere, il fatto che vi sia attenzione affinché i servizi offerti abbiano una loro valenza e una loro risposta nei confronti dei cittadini deve essere considerato un valore non solo democratico, ma importante in una società complessa come la nostra.
Vorrei dire al Consigliere Cassano (ma, probabilmente, entreremo nel merito in un'altra occasione) che sono d'accordo con lui sul fatto che non si debba parlare sempre dell'"amico" mercato, ma, mi permetta la battuta, non possiamo nemmeno sempre definire il mercato "nemico". Il mercato non può essere sempre amico e non è neanche sempre nemico, quindi, probabilmente, all'interno di questo delta tra l'alfa e l'omega, è possibile trovare il modo di offrire ai nostri concittadini dei servizi che (come ha detto, mi pare, il Consigliere Gallo) siano efficaci, efficienti e, soprattutto, economici. È necessario riflettere su questo aspetto, senza tenere posizioni che siano predeterminate o basarci sulle ideologie.
Concordo sulla necessità di incentivare tutta la politica dei contratti di servizio, perché rappresenta uno strumento per poter passare dalle parole ai fatti.
Per quanto riguarda la Relazione e i documenti aggiuntivi - che, cortesemente, il Presidente e l'Agenzia ci hanno fatto pervenire -, proprio partendo dalle affermazioni generali (dal ruolo di controllo e amministrativo al ruolo di servizio), vorrei fare due riflessioni a proposito di GTT e AMIAT, laddove, a mio parere, il servizio dovrebbe essere diverso.
Il Presidente ci ha fornito le tabelle dei veicoli di GTT che servono (è il termine più esatto) la nostra città, in relazione ad una richiesta che era stata fatta, che non riguardava solo la quantità dei mezzi ed i loro passaggi (quindi, il servizio offerto ai cittadini), ma un tema che, oggi, è di grande attualità: l'inquinamento.
Oltre alla tabella, che è abbastanza indicativa, ci sono alcuni commenti dell'Agenzia (qui mi permetto una battuta, non per personalizzare, ma abbiamo fatto anche i cartelli), però non vorrei che l'Agenzia e lei, Presidente, foste stati contagiati dalla "Sindrome Mangone" (o, spersonalizzando, dalla "Sindrome dell'Assessore all'Ambiente"), perché, dall'analisi di questi dati, emerge il fatto che il parco mezzi della Città di Torino, in specifico della GTT, è ancora molto inquinante.
Questo parco mezzi è costituito da veicoli Euro 1, Euro 2 ed Euro 0; è vero che c'è una tendenza ad acquisire veicoli Euro 4, perché il parco mezzi è in rinnovamento, ma, per quanto ci riguarda, questo rinnovamento avviene ancora molto lentamente. Inoltre, non condivido il ragionamento per cui si ammette che il parco mezzi di GTT è inquinante, però, calcolando quante persone può trasportare il mezzo pubblico rispetto all'inquinamento parallelo del mezzo privato, in realtà il mezzo pubblico viene considerato sempre più conveniente del mezzo privato (o, magari, ho compreso male io). Questa riflessione non la condivido, perché, per prima cosa (mi permetto di fare un'affermazione che è banale e che, di solito, si fa in famiglia), bisogna guardare a "casa nostra". Se vogliamo fornire delle indicazioni ai cittadini - lo abbiamo fatto anche in senso coercitivo e, spesso, dalla sera alla mattina, ed è questo il motivo per cui mi sono permesso di parlare di "Sindrome dell'Assessore all'Ambiente" -, dobbiamo fare in modo di essere un esempio, accelerando il rinnovamento del nostro parco mezzi.
Vorrei fare un'altra eccezione a questa nota dell'Agenzia: è giusto che la GTT faccia circolare i mezzi meno inquinanti nella ZTL storica e in quella ambientale, però (e, anche in questo caso, mi permetto una battuta politica), bisogna ribadire che la vostra maggioranza presta sempre meno attenzione nei confronti delle fasce deboli della popolazione e delle periferie. Sicuramente mi potreste rispondere che la zona centrale registra maggiori tassi di inquinamento per il sovraffollamento di veicoli, però è anche vero (e basta fare un giro nelle periferie della città) che ci sono molti mezzi inquinanti che circolano nelle periferie! Questa è una contraddizione che penso l'Agenzia dovrebbe far emergere nei confronti della GTT.
Queste tabelle sono sicuramente importanti; mi auguro rappresentino uno stimolo per l'Amministrazione Comunale e per l'Assessore competente, che sono già impegnati in questa direzione - ma non possiamo nascondere i problemi di Bilancio - per procedere ad un rinnovo celere dei veicoli.
Per quanto riguarda, invece, l'AMIAT, nella Relazione (ma sono dati che conosciamo) Torino viene citata come città record per la raccolta differenziata. Sono contento che si sia raggiunto il 38%, ma vorrei ricordare (lo faccio in ogni occasione possibile) che un ex Assessore (che, adesso, si occupa di affari internazionali per il Governo) aveva affermato che avremmo addirittura superato il Decreto Ronchi, che, alcuni anni fa, prevedeva, in un certo numero di anni, il 45%.
Questo Assessore, che è creativo (per questo motivo, secondo me, adesso si occupa di affari internazionali per il Governo italiano), aveva addirittura ipotizzato che si superasse il 45%, ma ciò non è avvenuto.
Allora, vi fu una grande incoerenza della maggioranza che governava questa Città, perché l'Assessore competente e il Sindaco non ebbero nemmeno il coraggio di inserire nel Piano dei Rifiuti l'ipotesi dell'inceneritore (alias termovalorizzatore), per la paura (parliamo di 7 o 8 anni fa, quindi un secolo fa, poi, adesso, con il Partito Democratico, due secoli addirittura), viste le posizioni tenute dalla sinistra, di usare questo termine, che non si poteva assolutamente nominare!
A fronte di questo 38%, di fatto (questo, però, non emerge dalla Relazione dell'Agenzia), c'è un "non servizio" nei confronti dei nostri cittadini, perché, oggi, possiamo dire - usando una battuta che ho fatto più volte - che la raccolta differenziata costa: infatti, costa di più smaltire la buccia dell'anguria che comprare l'anguria! Evidentemente c'è qualcosa, sul piano economico, che deve essere rivisto, anche se siamo "in progress". Inoltre, il sistema porta a porta - e mi riferisco soprattutto ad Urban 2 - non ha funzionato, perché è vero che abbiamo raggiunto livelli importanti per una cultura ambientalista (e, personalmente, ritengo di fare parte di questa cultura, che deve ancora crescere nella nostra città), però abbiamo procurato e continuiamo a procurare grandi disagi ai nostri concittadini. Probabilmente, bisogna ancora rivedere qualcosa per poter procedere in questa direzione.
Ho voluto fare questi due esempi specifici per dire che è necessario un maggiore rapporto tra Consiglio Comunale e Agenzia e tra Agenzia e Consiglio Comunale, ma anche cercare di tradurre queste bellissime affermazioni (che, in alcuni casi, hanno già dato degli input importanti) in azioni pratiche per fornire dei servizi che voglio ribadire, devono essere efficaci, efficienti ed economici.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Mi unisco anch'io (e non voglio essere blasfemo) agli osanna nei confronti dell'Agenzia.
È stato un buon lavoro, ma, al di là del lavoro che abbiamo letto nella relazione, esiste un rapporto importante, dato dallo strumento che il Consiglio Comunale di Torino ha, che è evidente che stia proprio nell'operato dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali di questo Comune. Darò subito un incarico all'Agenzia, perché vorrei che indagasse sull'ambiente in cui lavorano i Consiglieri Comunali e, cioè sulla temperatura di questa Sala! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non abbiamo un sindacato, è vero! Dovremmo, in qualche modo, organizzarci in questo senso. È una battuta che riguarda Iride, una delle società che non è ancora tra quelle valutate all'interno della relazione dell'Agenzia per il loro operato perché recente.
Al di là di questo, volevo fare una considerazione che ritengo, in qualche modo, lasciare a questo Consiglio Comunale. Nella relazione, si legge e si evince come ci sia un sostanziale trend positivo, in termini di ricavi e di utili, di tutte le aziende cosiddette municipalizzate, oggi tutte società affermate, il cui trend si è dimostrato in forte crescita positiva.
Ripercorro un po' il ragionamento che abbiamo fatto in sede di Bilancio: stiamo parlando di anni non contemplati da questa relazione, che però conferma questo trend verificato negli anni successivi e nel Bilancio Preventivo 2007.
Vorrei rivolgere una domanda non all'Agenzia, ma al Sindaco e a chi amministra questa Città. Queste aziende, che producono risultati di questa portata, devono rimanere in una logica esclusivamente di mercato, oppure questo risultato può essere, in termini di valutazioni di Bilancio, spalmato sul territorio di questa città fra i cittadini torinesi? Abbiamo richiesto una risposta alla Giunta, in sede di approvazione di Bilancio, tanto più quando abbiamo visto, con molto favore, alcuni utili positivi, che alcune aziende hanno portato alla nostra attenzione in questi ultimi Bilanci. Ce n'è una fra tutte - che verrà contemplata dall'anno prossimo - che ha prodotto dei grandi risultati.
Il Consigliere Cugusi, nel suo intervento, ha parlato di efficacia, di efficienza e di economicità, che sono tre aspetti fondamentali per la conduzione di un'azienda, ma per la conduzione probabilmente di un'azienda esclusivamente privata. Noi offriamo dei servizi e dobbiamo offrire dei servizi che abbiano efficacia, dobbiamo sicuramente offrire dei servizi che siano efficienti, ma che siano, soprattutto, economici anche per chi li utilizza.
Gli aumenti, per esempio, di quest'ultimo Bilancio, che si ripercuoteranno sui cittadini di questa città, non sono la conseguenza logica di quello che leggiamo in un Bilancio delle aziende e in questa relazione. Vorrei lasciare una riflessione: vedo sempre l'Assessore Sestero, di cui apprezzo la presenza, a rappresentare la Giunta in Consiglio Comunale. Spero che si faccia carico di inoltrare questo messaggio al Sindaco, perché ritengo importante un'ulteriore riflessione su quanto abbiamo detto.
Un altro aspetto che voglio sottolineare è che penso sia determinante un più stretto rapporto tra l'Agenzia e il Consiglio Comunale. Mi rivolgo al Presidente della Commissione del Controllo di Gestione. Noi abbiamo una possibilità e un'opportunità che è proprio data da questa Presidenza e, rispetto a questa, penso che utilizzare al meglio l'Agenzia sia non solo un nostro compito, ma essenzialmente un nostro dovere. Grazie ancora al Presidente e a tutti i componenti per il lavoro che hanno svolto, sperando che possa essere realmente più utile per i cittadini torinesi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Ringrazio l'Agenzia per l'ottimo lavoro svolto, perché ci consente di svolgere alcune considerazioni sull'attività delle aziende municipalizzate, delle aziende partecipate dall'Amministrazione Comunale e, poi, perché ci offre anche l'occasione di svolgere considerazioni di carattere più generale sull'amministrazione dei servizi e sull'organizzazione delle varie aziende, nonché sul rapporto fra Agenzia, Consiglio Comunale e aziende che sono sotto la vigilanza dell'Agenzia.
Parto con la prima considerazione, senza riprendere le molte e condivisibili osservazioni fatte dai Consiglieri dell'Ulivo che mi hanno preceduto. C'è stato più di un intervento, da parte del Consigliere Cerutti, del Consigliere Cugusi, del Consigliere Lo Russo. Vorrei evidenziare come questo Consiglio Comunale abbia, quasi all'unisono, sottolineato la necessità di far sì che i mezzi pubblici siano più moderni, meno inquinanti, capaci di svolgere al meglio quella funzione di trasporto senza, con ciò, rendere insalubre l'ambiente e, soprattutto, senza essere, a loro volta, un fattore di congestionamento del traffico. Mi sembra che il Consiglio Comunale, su questo, si sia pronunciato in maniera unanime. Innanzitutto l'Agenzia ha consentito a quest'Aula di trovare un punto condiviso. Devo essere sincero, è un punto condiviso sul quale, forse, il buonsenso ci poteva già fare immaginare che saremmo arrivati a tale soluzione.
Quello che, invece, non è ancora condiviso - ma spero e sono sicuro che, proprio grazie al lavoro dell'Agenzia, adesso sarà condiviso - è la necessità di investire in quell'ambito e, quindi, la ragionevolezza della manovra di Bilancio che abbiamo predisposto poche settimane fa, nella quale abbiamo chiesto un sacrificio ad alcuni soggetti.
Penso all'incremento della tassa sull'occupazione del suolo pubblico, che tanta polemica ha suscitato in questa Aula; penso, quindi, al sacrificio che abbiamo chiesto a quegli esercenti commerciali che dagli investimenti della Città hanno tratto, come tutta quanta la città, del resto, un significativo beneficio.
Penso anche a quel sacrificio che noi chiediamo ai cittadini che continueranno a recarsi in centro con l'auto e che, quindi, pagheranno la sosta nei parcheggi della GTT, qualche Euro in più.
Penso ai sacrifici che abbiamo chiesto ai residenti che, grazie all'intervento della Pubblica Amministrazione hanno la possibilità di disporre del suolo pubblico quasi come se fosse una specie di parcheggio privato.
Insomma, tutte queste richieste di sacrifici e la mozione che noi abbiamo proposto e che abbiamo approvato (la quale chiede a GTT di investire tutti questi maggiori introiti nel rinnovo del parco mezzi e, quindi, nella riqualificazione dell'offerta del servizio pubblico), mi sembra che oggi trovino, dalla relazione dell'Agenzia, una conferma in ordine alla bontà. È evidente: gli investimenti pubblici e il potenziamento dei servizi pubblici costano. É chiaro che sarebbe quanto mai bello se questi costi fosse possibile realizzarli senza imporre mai nessuna spesa ai cittadini.
Sarebbe bello se noi vivessimo in un mondo nel quale alla spesa pubblica non corrisponde un sacrificio, una spesa privata, ma, a me pare che, a tutt'oggi, una ricetta per arrivare a questa soluzione ancora non ci sia. Quindi, da questa relazione traggo conforto in ordine alla priorità di procedere ad una destinazione dei maggiori introiti, derivante dall'aumento delle tariffe sul suolo pubblico (suolo pubblico in senso lato, perché la COSAP e i parcheggi hanno una relazione) proprio per migliorare il servizio di trasporto pubblico e migliorarlo per renderlo, non soltanto più veloce e più efficiente, ma anche meno inquinante. Sugli altri profili non mi soffermo, perché sono stati ampiamente analizzati.
Chiudo su un passaggio che riguarda, soprattutto, il futuro: vorremmo (è stato detto anche da altri Consiglieri) che il rapporto tra Consiglio e Agenzia, in futuro, sia ancora più stringente.
Io credo che il Consiglio dovrebbe, ancora di più, avvalersi del supporto dell'Agenzia, perché, attraverso le indagini di approfondimento dell'Agenzia stessa, i Consiglieri sono messi nella condizione di conoscere meglio la realtà che devono amministrare e, dunque, secondo il motto di Sant'Agostino: "Per volere bisogna conoscere" (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sono preparato. Ma Sant'Agostino, devo essere sincero, ha scritto tutto ciò un po' prima... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Quindi, insomma... Peraltro, che la conoscenza preceda la volontà lo ha detto anche Giordano Bruno (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Proprio per mettere in guardia da un certo integralismo non fondato su una conoscenza della realtà. Però, mentre noi dobbiamo avvalerci di più dell'Agenzia, credo sia necessario che anche l'Agenzia si avvalga maggiormente delle strutture comunali.
Sia chiaro che guardo tutto ciò in prospettiva, non è una critica al passato. Lo voglio mettere a verbale: non c'è nessuna critica al passato, c'è un auspicio per il futuro.
Dico questo: auspico che, in futuro, l'Agenzia sia messa nelle condizioni di poter maggiormente valorizzare ed utilizzare la struttura della macchina comunale e, quando dico questo, penso alle professionalità presenti nella nostra Amministrazione Comunale che, in alcuni casi, hanno anche la certificazione formale di queste professionalità. Pensiamo all'Ufficio Legale, pensiamo, per esempio, a quanti potrebbero essere i contributi che noi potremmo avere dalla stessa Amministrazione Comunale! Pensiamo a quante professionalità abbiamo al nostro interno, per lo svolgimento di perizie e approfondimenti! Pensiamo a quanto gli stessi Uffici della Giunta si avvalgono di professionalità, per conoscere i dati di fatto!
Allora, laddove c'è una certezza, o una garanzia, per lo meno, di deontologia professionale, noi potremmo realizzare delle economie, proprio avvalendoci di quegli stessi studi, di quegli stessi approfondimenti, che sono poi il presupposto per consentire e alla Giunta di amministrare, e al Consiglio di svolgere le proprie funzioni di indirizzo e controllo.
Lo pongo, questo, come un tema che guarda, naturalmente, al domani; non al dopodomani.
Credo che sarebbe quanto mai interessante, se noi riuscissimo, a partire dai prossimi mesi, a organizzare una serie di approfondimenti, indagini conoscitive, verificando quanto noi possiamo acquisire dalla stessa professionalità presente nella macchina comunale, perché il tema della Pubblica Amministrazione, il tema della valorizzazione delle competenze, delle energie e delle esperienze che interne alla macchina comunale, è centrale per chi vuole difendere il Settore Pubblico.
Siccome noi, qui, abbiamo messo in piedi un'Agenzia, non soltanto allo scopo di conoscere meglio e meglio esercitare la funzione di indirizzo e controllo sulle aziende, ma l'abbiamo messa in atto muovendo dal presupposto che le aziende debbano rimanere pubbliche, nelle diverse accezioni in cui oggi il termine Pubblico può essere impiegato, allora, oggi, dobbiamo anche rappresentarci, ogni qualvolta poniamo al centro la necessità di un intervento pubblico: nell'erogazione dei servizi, così come nella gestione delle attività economiche, della valorizzazione della struttura pubblica, del personale pubblico. E, oggi, il modo migliore, ne sono convinto, per difendere la Pubblica Amministrazione (e tutto ciò che va sotto la sfera del Pubblico) sia quello di realizzare, per davvero, quella riorganizzazione e quella valorizzazione delle professionalità al nostro interno che ci consentirebbero non solo di risparmiare, ma anche di meglio motivare tutto quel personale che, oggi, non è, forse, messo appieno nella condizione di offrire alla sua città l'insieme delle competenze e delle esperienze che ha maturato, o che ha acquisito.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Mina.

MINA Alberto
Volevo fare soltanto qualche osservazione di carattere politico sul dibattito, che si è svolto oggi pomeriggio.
Concordo con il Consigliere Giorgis sul fatto che questa relazione consenta di fare una riflessione sulla gestione e organizzazione di servizi di pubblica utilità, in relazione ad un organismo quale il Consiglio Comunale, con la rispettiva Giunta.
Mi ha stupito sentire, nel dibattito, posizioni profondamente contraddittorie, ma, soprattutto, non sentire mai e non scorgere, neanche nella relazione, la legislazione in corso, in materia, che obbligherà molto presto ad assumere, decisamente, posizioni sulla strategia da adottare nei confronti dei soggetti privatizzati che erogano servizi pubblici.
Quando il Ministro Lanzillotta ha dichiarato di avere fatto un colpo di mano per inserire nel Decreto Bersani il 13 bis che obbligava, in qualche modo, ad una interpretazione unilaterale dell'erogazione del servizio nei confronti del soggetto di proprietà e quando lo stesso Ministro dichiara di essere al lavoro, per costruire un percorso legislativo che renda cogente l'alternativa sistematica tra proprietà pubblica e, quindi, unilateralità di funzione nei confronti del servizio pubblico del soggetto partecipato, oppure, apertura al mercato, credo che questo debba essere il punto che questa relazione, peraltro dovuta e organica all'interno della vita ordinaria del Comune, dovrebbe portare la Giunta, e il Consiglio stesso, ad una riflessione.
Nel dibattito ho sentito, in seno alla maggioranza, posizioni assolutamente diverse. Addirittura, con accenti che, se fossero presi sul serio, contraddirebbero (mi permetta l'espressione un po' polemica), il fatto che si possa trovare, su questo, una strategia condivisa nel merito dei servizi di pubblica utilità.
Su questo sarebbe interessante capire che cosa, una forza riformista, pensi del rapporto tra proprietà e funzione, perché l'aspetto della proprietà e la designazione della funzione di pubblica utilità non sono per niente determinati da una cogenza del fatto che il capitale sia del Comune, o di una parte del mercato, o in parte del mercato e in parte del Comune.
Come si qualifica la funzione pubblica (problema che tutti i contratti di servizio pongono)? Se il punto è stabilire quali siano i parametri di pubblico servizio (e su questi mantenere un rigoroso controllo), la questione della proprietà verrebbe immediatamente equilibrata e non affrontata ideologicamente.
Altro problema, quello delle reti. È chiaro che quest'ultimo ponga, su questo merito, una fattispecie ben identificabile e ben scorporabile dal resto del dibattito sui servizi e, peraltro, regolata e presidiata con grande attenzione in sede europea.
Quello che io chiedo, cogliendo l'occasione della riflessione espressa, oggi, in Aula sulla relazione della nostra Agenzia, è che questi punti possano essere messi all'ordine del giorno anche perché, comunque, dovranno esserlo.
Se il Governo mantenesse quanto indicato, la normativa sarebbe profondamente modificata rispetto a quella attuale, senza ignorare una schizofrenia esistente.
A me pare che, come ha dimostrato il Governo, il percorso di riforma che la Legge Lanzillotta sta seguendo sia profondamente diverso da quello del Ministro Bersani.
In quest'Aula, per esempio, esiste un'idea sulla gestione di IRIDE che ha una connotazione molto precisa, che potremmo definire liberal-liberista, con una connotazione e un controllo che vanno messi in atto con il contratto di servizio, non stabilendo chi debba avere le proprietà dell'azionariato e, dall'altra parte, posizioni che sono assolutamente incompatibili con questo indirizzo.
Questa chiarificazione credo che gioverebbe molto al dibattito politico, alla trasparenza degli atti ed anche alla cittadinanza, per capire bene quale sia l'intenzione dei suoi governanti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Suggerirei al Consigliere Giorgis, che fa alcune osservazioni, di essere più cauto, per non incappare in alcuni infortuni.
Il primo infortunio è quello di scatenare una logomachia a colpi di citazioni e lui sa che noi abbiamo la fortuna di avere nel nostro Gruppo degli assi, quindi, lo vorrei prevenire, proprio per un fatto di solidarietà tra Colleghi.
Il secondo è di non insistere su un tema che, in linea di principio, è assolutamente condivisibile, cioè quello della valorizzazione delle professionalità interne, per due ragioni. La prima, perché - mi perdonerà se uso accenti un po' "carossiani", ma, in questo caso, ci stanno - ci vuole un bel coraggio, da parte di un qualificato esponente di maggioranza che ha difeso una serie di Bilanci con consulenze ed incarichi professionali di un certo tipo, comportarsi, poi, dall'altra parte, come i tarocchi, che hanno un diritto ed un rovescio. Abbiamo un Capogruppo de L'Ulivo al "diritto", che sostiene le consulenze a Bilancio, con la validità del Bilancio e quello al "rovescio" che, poi, nella seduta successiva, dice: "Valorizziamo le professionalità interne", tra l'altro, scegliendo un esempio non particolarmente efficace.
Non ho niente contro l'Avvocatura della Città di Torino; faccio soltanto due osservazioni. La prima è un'esperienza di carattere personale. Richiesta dell'indirizzo di studio di un avvocato iscritto al Foro di Torino, l'Avvocatura ci ha risposto che non ha l'Albo degli avvocati del Foro di Torino dell'anno, quindi, altro che professionalità interne! Date almeno gli strumenti per lavorare, perché c'è da chiedersi come facciano a farlo; mi risulta che l'ultimo Albo che hanno sia quello di due anni fa. Per fortuna, abbiamo nel nostro Gruppo un bravo avvocato, che ha potuto supplire anche ai bisogni dell'Avvocatura.
La seconda osservazione riguarda il dato del contenzioso. Non sono competente in questo campo, quindi, non so valutare se la difesa degli interessi della Città sia perseguita al massimo del risultato da parte dell'Avvocatura, ma so per certo che c'è una cospicua parte di indennizzi che l'Amministrazione dà ai privati sul contenzioso, che mi pare stia lì a dimostrare che, forse, sarebbe opportuno indagare anche su quell'aspetto, perché è vero che non rispondono in solido, però, diventa un paradosso constatare che, ogni volta che si apre un contenzioso, poi, la Città in qualche maniera, si dota di un'Avvocatura e, alla fine, nove volte su dieci deve corrispondere o il pagamento delle spese processuali, o degli indennizzi, eccetera. Diventa quasi una beffa!
Tolta questa parentesi, passerei al tema centrale, che è quello sollevato dal Consigliere Mina. Mi stupisce che sia stato l'unico ad aver tolto il velo, il panno che copriva il convitato di pietra; si è parlato per due ore di Servizi Pubblici Locali e non si è parlato del tema, cioè che i Servizi Pubblici Locali, così come siamo abituati a conoscerli, nel loro esercizio, in funzione unica e monopolista, sono destinati a finire. Può non piacere al Consigliere Cassano, che vede nel mercato un nemico, anche se, magari, non sia necessario vederlo come amico. Un dato di fatto è che c'è una convergenza tra le coalizioni che si fronteggiano (centrodestra e centrosinistra) nell'andare ad intervenire su questo mondo stratificato, cresciuto, incrostato vorrei dire, delle piccole "IRI" regionali, che, ormai, non tiene più alla prova della regolamentazione complessiva (anche in punto di principio, se non in dettaglio) dei servizi erogati dallo Stato.
Non si capisce, perché, ormai, si va verso una forma di correlazione tra il servizio esercito dall'ex monopolista e forme di intervento, di presenza, di opportunità di scelta, da parte del consumatore, di soluzioni alternative private di mercato. Questo è un tema col quale bisognerà comunque confrontarsi ed è allarmante che, su un dettaglio come quello dei veicoli impattanti (che siano di GTT o di AMIAT), il Consigliere Giorgis dica: "Ma come fate ad essere a favore se, poi, sul Bilancio abbiamo aumentato le tariffe" - sottinteso questo - "per comprare i mezzi ecologici avete votato contro?".
Il tema non è questo, caro Consigliere Giorgis, perché sarebbe come se io avessi una macchina vecchia che non funziona, andarsi continuamente dal meccanico, il quale mi chiede ogni volta 5 mila Euro, 10 mila Euro, 15 mila Euro. Dopo un po', mi scoccio e dico: "Sapete che c'è di nuovo? Cambio macchina e vado da un altro concessionario".
Il tema non può essere quello che, a prescindere dai risultati gestionali, in funzione di monopolio, l'Azienda deve presentare il conto al cittadino torinese. Non si può continuare su un piano di questo genere e questo vale, soprattutto, per quell'esempio citato dal Consigliere Giorgis, ma potrebbe valere anche per AMIAT. È un dato minimale, ma è simbolico, che AMIAT, sul Piano di 67 veicoli che ha presentato oggi, ne abbia 34 che l'Assessore Mangone, probabilmente, condannerebbe alla non circolazione, perché, poi, anche questo non si sa, ma l'Assessore Mangone, se non in pubblico, comunque, ha già fatto intendere chiaramente che l'orientamento dell'Amministrazione, per esempio, è quello di scoraggiare il più possibile i veicoli a gasolio, a parte il Gecam, perché, dati i risultati delle verifiche dell'ARPA, su 67 veicoli, 34 sarebbero condannati.
L'Assessore considera un "Vangelo" i dati forniti dall'ARPA, ma dovremmo discutere anche di questo, perché io, su queste rilevazioni, sul posizionamento delle centraline, eccetera, vorrei che, un giorno, si facesse una riflessione scevra da idolatria pseudoambientalista, perché tutti gli strumenti credo siano soggetti a verifica ed, eventualmente, a critica. L'ARPA è uno strumento, non un oracolo, quindi, credo che si possa anche, un giorno, aprire una discussione. Se questi veicoli fossero di aziende private, eventualmente, in concorrenza od in alternativa a quella pubblica, o come opzione aggiuntiva, integrativa di servizio, l'azienda privata che concorresse a fornire questi servizi non potrebbe utilizzare i mezzi che oggi usa GTT, piuttosto che AMIAT, perché l'Assessore Mangone ha già fatto intendere chiaramente che anche i diesel Euro 2 sono destinati ad essere esclusi, alla luce di queste rilevazioni ARPA.
Il tema principale è quello di avere delle aziende che, per quanto ce ne possa parlare bene l'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, poi, rispondano anche ad un concetto di funzionamento che sia adeguato ai tempi, ad un concetto di funzionamento che non può più vedere un monopolio, a prescindere dai risultati di gestione - lo ha detto bene il Consigliere Mina -, che non può più vedere il Comune di Torino o la Regione Piemonte come ufficiali pagatori a piè di lista, quali che siano le richieste ed i risultati e mi pare che, visto che il Consigliere Giorgis ha citato questo tema, la parte di Bilancio relativa a GTT quest'anno sia proprio stato, invece, un segnale di arretramento in questo senso. Mi è sembrato di tornare ai tempi in cui non c'era l'Agenzia, quando GTT si dava i voti e si diceva che era brava e, poi, sulla base di queste positive valutazioni, presentava il conto alla Città di Torino.
Mi piacerebbe anche sentire, da parte dell'Amministrazione, una riflessione su questi intendimenti che non sia soltanto sugli equilibri azionari o sulla proprietà, ma anche sul tema dei contratti di servizio (come è stato, giustamente, detto), sul tema delle valutazioni dei risultati e degli obiettivi e sul tema dell'incentivo ad una gestione che pesi meno sul pubblico, che è la questione più importante.
Per non sembrare che io sia il nemico di GTT, parliamo di AMIAT. Non possiamo avere un'azienda (che domani potrebbe ritrovarsi a concorrere con un'altra impresa), che dà un servizio che, nelle 4 sfere, è considerato il meno soddisfacente e che dispone di mezzi vecchi, che, se appartenessero a un qualsiasi privato - azienda o cittadino privato -, non potrebbero neanche circolare, quindi figuriamoci esercire un servizio! Credo che questa situazione sia sotto gli occhi di tutti. Il Sindaco stesso è più volte intervenuto, non so se a beneficio più dei titoli dei giornali che di vere azioni positive volte a modificare questi aspetti di gestione insoddisfacente.
Credo che il tema che la Giunta non può più evitare, anche a costo di scontentare qualcuno in maggioranza (d'altra parte, quando si ha quasi il 70%, è quasi fisiologico non poter accontentare tutti), sia esattamente questo, e non altro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gandolfo.

GANDOLFO Salvatore
Ringrazio il Presidente dell'Agenzia dei Servizi, Carlo Foppa, nonché tutte le persone che hanno collaborato per la redazione della Relazione, anche per l'attività svolta, quantomeno per quanto ho potuto appurare in questi ultimi 8 mesi, da quando faccio parte di questo Consiglio Comunale.
Molti argomenti trattati dal Consigliere Mina erano già stati analizzati da altri Consiglieri, anche della maggioranza; per esempio, il Consigliere Lo Russo ha svolto delle considerazioni che andavano nella stessa direzione.
Intervengo semplicemente per aggiungere una piccola precisazione, che non ho trovato nell'ambito della Relazione dell'Agenzia dei Servizi. Quando la gestione di un determinato servizio viene affidata a un'azienda che svolge delle attività di servizi pubblici per il Comune di Torino, questa non può essere lo strumento per risolvere tutta una serie di problemi e, quindi, per l'ottimizzazione dei servizi. Mi riferisco, in particolare, alla questione che riguarda la gestione degli appalti: i servizi affidati, da parte delle società pubbliche, ad aziende private non possono essere gestiti a prezzi estremamente bassi. Quindi, quando i servizi vengono esternalizzati dalle società pubbliche tramite appalti, è necessario verificare i prezzi che vengono applicati. Questo controllo può essere effettuato dall'Agenzia dei Servizi, in modo da evitare che i servizi affidati a terzi vengano svolti con contratti di appalto non dico illegali, ma irregolari, quali, ad esempio, collaborazioni coordinate continuative e collaborazioni occasionali.
Questo, oltre a garantire la qualità dei servizi, permetterebbe di non innescare un sistema di cosiddetta concorrenza sleale sul mercato. Il fatto che venga consentito l'utilizzo di contratti che servono esclusivamente a concordare prezzi più bassi, chiaramente impedisce alla Pubblica Amministrazione di avere servizi adeguati e di qualità.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Innanzitutto ringrazio il Consigliere Mina. Mi spiace che non sia così presente da poter sollecitare la nostra attenzione come ha fatto stasera, perché effettivamente ha centrato alcuni argomenti che credo siano molto importanti.
Nell'introduzione al dibattito di stasera, non mi sono permesso di affrontare questioni di carattere politico, perché ritenevo che non fosse compito mio affrontare le questioni, in termini politici, con una relazione sulla Relazione dell'Agenzia. Sono molto grato ai Colleghi intervenuti perché, effettivamente, per quanto riguarda le questioni legate all'erogazione dei servizi pubblici, l'aspetto politico è quello fondamentale.
A tale proposito, convengo con quanto detto non soltanto dal Consigliere Mina, cioè, credo che la questione che sottende alla proposta Lanzillotta sulla privatizzazione e sulla liberalizzazione dei servizi pubblici (ognuno aggiunga l'aggettivazione che ritiene più opportuna) sia il nodo politico, che, però, avremo da qui in avanti.
La discussione di oggi riguarda l'attività dell'Agenzia dei Servizi nel corso del 2006, in funzione di quanto noi abbiamo assegnato all'Agenzia. Credo che questa sia la prima questione e credo che si debba ragionare tentando di scindere la responsabilità politica sul controllo che attiene al Consiglio Comunale da quello che, invece, è uno strumento operativo che il Consiglio Comunale di Torino si è dato, che è l'Agenzia, il cui lavoro si svolge nella misura, nella qualità e nella quantità che il Consiglio stesso decide.
Noi non possiamo, né dobbiamo chiedere all'Agenzia di svolgere un ruolo di controllo politico sull'attività delle aziende sottoposte al controllo di merito da parte del Consiglio Comunale. Il controllo politico dipende dal Consiglio Comunale, non dall'Agenzia.
Quindi, oggi il nostro ruolo è diverso rispetto a quello che ha l'Agenzia. In questo senso mi permetto di dire che non condivido alcune delle affermazioni che ho sentito questa sera.
Io condivido quanto scritto nella Relazione dell'Agenzia in merito al fatto di affidare ad un soggetto terzo questa possibilità di verifica e di controllo (intendendo per soggetto terzo l'Agenzia stessa), perché la terziarietà dell'Agenzia è determinata dal fatto che dipende da noi e non è sottoposta ad altri o ad altro controllo, che non sia direttamente quello del Consiglio Comunale.
Non vorrei dilungarmi, però mi pare che, dalla discussione di stasera, emerga con forza la necessità di approfondire il tema, ma non credo che ciò possa avvenire semplicemente attraverso la normale attività del Consiglio Comunale, secondo cui uno o più Consiglieri, o più forze politiche, propongono un ordine del giorno o una mozione su questa o quell'altra azienda, oppure sulle modalità di funzionamento dell'Agenzia in merito a qualcosa.
Sicuramente, questo dovrà avvenire, ma ritengo opportuno che molte delle questioni discusse, invece, vengano affrontate secondo le modalità ed i tempi necessari ad un approfondimento dei temi, che permettano non solo ai Consiglieri di farsi un'idea precisa su come stiano funzionando le cose, ma producano anche atti amministrativi conseguenti.
Quindi, come ha detto anche il Consigliere Cerutti, se l'Agenzia intervenisse maggiormente e meglio nei lavori di Commissione, sarebbe cosa opportuna, ma ciò dipende dalle Commissioni stesse.
Se, cioè, la Commissione invitasse l'Agenzia ad esprimere, con una forma di relazione o di rapporto colloquiale - chiamatelo come volete -, una modalità d'interlocuzione con la Commissione stessa, niente e nessuno potrebbe impedirlo; inoltre, come la Conferenza dei Capigruppo può chiedere all'Agenzia di svolgere determinate inchieste o di redigere relazioni, allo stesso modo, i Presidenti di Commissione possono chiedere all'Agenzia d'interloquire con la Commissione stessa per operare, eventualmente, in un certo modo.
Perciò, mi pare che, qualora il Presidente del Consiglio Comunale, domani, sottoponesse all'attenzione della Conferenza dei Capigruppo un convegno di studio sul DDL Lanzillotta e sulle sue ricadute nell'Amministrazione di Torino (cioè un posto in cui, per mezza giornata, si potrebbe magari ascoltare qualche esperto, ragionare, approfondire e, successivamente, decidere eventualmente di operare e mettere in atto delle deliberazioni consiliari), potrebbe anche succedere che la Conferenza dei Capigruppo decidesse un'audizione speciale del Presidente dell'Agenzia, per sviluppare meglio una serie di ragionamenti che sono stati fatti.
La materia per discutere c'è tutta; però, mi auguro che la discussione, così com'è stata stasera, interessante, partecipata ed anche fruttuosa, continui su questo piano; altrimenti, si arriverebbe a scaramucce come quelle appena sentite fra il Consigliere Ventriglia ed il Consigliere Giorgis, circa la logomachia e sul fatto che Sant'Agostino possa contare o meno più di qualcun altro, che credo non interessi a nessuno.
Sarebbe opportuno e necessario, invece, che questa discussione proseguisse nelle sedi opportune (che mi pare siano, fondamentalmente, le Commissioni competenti in materia), in relazione alle singole questioni che stanno dentro l'Agenzia.
Ringrazio tutti per la partecipazione e la correttezza con cui il dibattito si è svolto; ciò dimostra, ancora una volta, che questo Consiglio Comunale, quando vuole, è in grado di affrontare i temi con una certa tranquillità, benché molto impegnativi e seri, per le ricadute che hanno nella vita dei nostri concittadini.
Pertanto, consideriamo concluso il dibattito sulla relazione predisposta dall'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)