| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201403051/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 15 luglio 2014, avente per oggetto: "Bilancio di Previsione 2014 - Relazione Previsionale e Programmatica - Bilancio Pluriennale per il triennio 2014-2015-2016. Approvazione". PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'analisi degli emendamenti. L'emendamento n. 408, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento n. 408 prevede 11.700,00 Euro di riduzione sul Turismo, spese pubblicitarie, e 17.500,00 sul Turismo, contributi a terzi. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 408: presenti 25, favorevoli 24, contrari 1. L'emendamento n. 408 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 409, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento n. 409 prevede 3.186,00 Euro e 661,00 Euro dal Settore Ponti, Infrastrutture, opere, provviste e contributi. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 409: presenti 25, favorevoli 24, contrari 1. L'emendamento n. 409 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 410, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento n. 410 prevede 370.000,00 Euro di riduzione in spese per illuminazione pubblica nel Settore Partecipazioni Comunali, dovute a risparmi energetici. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 410: presenti 26, favorevoli 25, contrari 1. L'emendamento n. 410 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 411, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento n. 411 prevede 10.000,00 Euro di riduzioni di spese nella gestione, erogazione, autorizzazioni e permessi delle Partecipazioni Comunali. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 411: Presenti 26, favorevoli 25, contrari 1. L'emendamento n. 411 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 412, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento n. 412 prevede 1.986,00 Euro nella Direzione Ambiente delle economie, e 12.226,00 nelle procedure amministrative urbanistiche di economia. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 412: presenti 26, favorevoli 25, contrari 1. L'emendamento n. 412 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 413, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Con questo emendamento togliamo 4.684,00 Euro dall'ERP (Edilizia abitativa Pubblica Residenziale). PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 413: presenti 26, favorevoli 25, contrari 1. L'emendamento n. 413 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 414, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) 2.850,00 Euro, Protezione Civile. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Scusate, sarò ripetitiva, ma, avendo sentito cinque emendamenti di fila da 1.000,00- 2.000,00 Euro, non posso fare a meno di intervenire. Ribadisco; invito di nuovo i Gruppi a ripensare a quanto è stato detto dal Capogruppo in quest'Aula, prendendosi una responsabilità, perché qui è stato detto che i 7.000,00 Euro del nostro emendamento non risolvono il mondo, ma noi stiamo continuando a votare emendamenti da 500,00-600,00-1.000,00-2.000,00 Euro, quindi mi sembra che, forse, la posizione del PD dovrebbe essere rivista a fronte dei singoli emendamenti che stiamo votando continuamente in quest'Aula. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 414: presenti 23, favorevoli 19, contrari 4. L'emendamento n. 414 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 415, presentato dal Sindaco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento sottrae 228,00 Euro per materiale vario, 52.100,00 Euro per riqualificazioni spese varie di spazio pubblico e 71.000,00 per la tutela animali. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Intervengo brevemente, non per riprendere quanto detto dal Consigliere Appendino ed entrare nel merito di quello che è demagogia o meno, ma per fare rilevare una cosa. Stiamo discutendo circa una sessantina di emendamenti, non mi ricordo per l'esattezza quanti siano, me lo può ricordare, Presidente? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque, tutti gli emendamenti sono con segno "-" davanti. Ce n'è solo uno con segno "+", che è quello dell'emergenza freddo (+150.000,00 Euro). Da questa parte dell'Aula c'è la netta sensazione che questo sia il motivo per cui una maggioranza, che oggi si trova a discutere del Bilancio Preventivo, sta ancora insieme. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, è per i poveri, Consigliere Paolino. Sono due giorni che scodinzola nei corridoi cercando di mettere insieme una maggioranza che discute a partire dai 7 milioni di taglio al welfare e oggi noi ci troviamo ad assistere a questa che è una vera e propria farsa, dove si decide di votare dei tagli di 228,00 Euro. Ma ragazzi! Io credo che questa sia l'unica cosa che occorre far rilevare da questa parte dell'Aula e troviamo veramente surreale che, in occasione di questa discussione, ci sia un solo emendamento (+ 150.000,00 Euro) che abbia un alcunché di programmazione da parte di questa Amministrazione Comunale. Tutto il resto è Bilancio tecnico e tagli. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Approfitto per ringraziare gli Uffici del lavoro che è stato fatto, perché, vedendo tutti questi singoli emendamenti, dev'essere stato fatto un lavoro enorme e andare a recuperare 220,00 Euro da una parte e dall'altra, evidentemente, dovrebbe far capire a tutti a quest'Aula in che situazione siamo. Mi unisco a quanto detto dal Consigliere Greco Lucchina e ribadisco lo spirito dell'emendamento che ha presentato il Movimento 5 Stelle, perché se, da un lato, magicamente arrivano 150.000,00 Euro, che vengono tutti destinati all'emergenza freddo, quando due o tre giorni fa ci era stato detto chiaramente che le risorse non c'erano e che si andava a raschiare il barile, evidentemente qualche domanda anche da questi banchi ce la si pone. Poi, ci si pone ancora di più la domanda quando, per giustificare un voto contrario ad un emendamento e ad una scelta fatta personalmente da un Gruppo, che vuole devolvere delle risorse subito e vincolarle a delle spese del welfare, ci venite a dire che siamo populisti e che per questo non può essere votato. Penso che la maggioranza oggi stia dando un pessimo spettacolo. Lo dico, perché, come opposizione, che - mi sento di dire - ha sempre agito, comunque, in modo responsabile e nel merito, ci sentiamo altamente presi in giro, sia per quanto accaduto nelle Commissioni precedenti, sia perché, addirittura, nel poco che possiamo fare, veniamo tacciati di populismo con delle spiegazioni che, dal mio punto di vista, non stanno né in cielo né in terra e non ci date neanche la possibilità di utilizzare liberamente, o quantomeno di vincolare, delle risorse, come tra l'altro è nostro diritto fare, dal mio punto di vista. Avreste fatto più bella figura quantomeno ad astenervi, permettendo al Gruppo Consiliare che ha presentato l'emendamento di portare avanti la sua linea politica. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei aggiungere un'altra questione, che noi, come Gruppo di minoranza, abbiamo notato proprio in questo Consiglio. Vorrei anche l'attenzione del Capogruppo Paolino, perché alla fine della prima parte abbiamo proprio notato questo. Noi abbiamo avuto un atteggiamento non dico responsabile - non voglio ripetere sempre le stesse cose -, però un atteggiamento abbastanza rassegnato su quello che è l'andamento economico di questa Città. Sappiamo - e l'abbiamo dichiarato proprio ieri, io personalmente - che l'atteggiamento che voi avete assunto in questi anni (non voi, ma chi vi ha preceduto) ha portato e ha determinato la situazione economica di questa Città. Abbiamo notato, però, un'altra cosa che ci infastidisce di più e siamo abbastanza al limite per cambiare atteggiamento in questa fase. Noi - ripeto e sottolineo - siamo stati abbastanza tranquilli e abbiamo notato delle cose in questo Bilancio, come in quelli passati, che speravamo di non vedere più, cioè che le istanze e le richieste di SEL vengono, in qualche modo, assecondate dalla maggioranza. In una fase in cui - scusatemi la frase volgare - non ce n'è per nessuno... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È volgare. PORCINO Giovanni (Presidente) Consiglieri, per favore! Consigliere Liardo, prosegua. LIARDO Enzo Non so, Consigliere Centillo, che cosa si sente dire alle spalle... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In una fase dove non ce n'è per nessuno, speravamo che appunto... Abbiamo appena votato in maniera contraria l'emendamento che tagliava qualcosa per la Protezione Civile e vedere che si ritorna alla stessa sceneggiata - lo diciamo mettendo le mani avanti, come sta facendo SEL -, se l'atteggiamento è questo e si ripete, allora io penso che anche l'atteggiamento della minoranza possa cambiare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Sul discorso generale, concordo con quello che hanno detto i Colleghi fino adesso. È un po' triste vedere che, sostanzialmente, funziona che un partito si sceglie una cosa, che è poi più o meno positiva, e che alla fine tutta la Città va a convergere i soldi su quello, tagliando però da altre parti. In particolare, la domanda che volevo fare è relativa al taglio di 71.000,00 Euro sulla tutela animali; vorrei capire a che cosa si riferisce questo taglio, ricordando che la tutela animali ha un grosso stanziamento, che, però, è quasi interamente coperto dalle spese fisse per il canile e, poi, per il resto vive di piccoli progetti con piccole cifre, per cui siamo al punto che non riusciamo più a mettere neanche le fontanelle nelle aree cani. Per carità, l'emergenza freddo è anche prioritaria, però vorrei capire che cosa stiamo andando a tagliare sulla tutela degli animali. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Vedo che il pranzo ha rinvigorito l'opposizione, mi fa piacere, perché evitiamo altre pause per il futuro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perché intervenite... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho detto che la pausa pranzo ha rinvigorito l'opposizione, perché, per la parte in cui ci sono stati, li ho visti abbastanza sonnolenti, almeno da quella parte lì. A parte questo, volevo solamente intervenire per dire che, visto che non c'ero quando è stato discusso l'emendamento del Movimento 5 Stelle, anch'io avrei detto al Consigliere Appendino che l'emendamento era populista, ma, proprio perché era populista, avrei anche votato a favore, o fatto passare, considerandolo una sorta di rivoluzione liberale, nel senso che era una elemosina fatta liberamente da loro. Preso atto della questione, non mi sembra una cosa così fondamentale. Peraltro, io sono sempre abbastanza contrario a quella moda per cui ogni tanto qualcuno propone di destinare il gettone della seduta a qualche iniziativa, perché ogni volta ce ne sarebbero cento meritevoli per qualche motivo. Per cui, a me dispiace che l'Aula abbia respinto questa intenzione del Movimento 5 Stelle; dopodiché, l'emendamento rimane populista e l'intenzione pure. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per una breve integrazione, al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Ovviamente nulla per i 150.000,00 Euro per l'emergenza freddo, questo vorrei sottolinearlo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 415: presenti 25, favorevoli 24, contrari 1. L'emendamento n. 415 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 416, presentato dal Sindaco Fassino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento riduce le spese di funzionamento di "Informagiovani" per 5.000,00 Euro e le attività di sostegno per contributo su "Informagiovani" per 8.800,00 Euro. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Non ho capito, siamo la Città con la disoccupazione giovanile più in crescita di tutta Italia e tagliamo l'Informagiovani? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per carità, magari non serve. Allora, se non serve lo tagliamo tutto, però, se serve, disinvestire proprio sul lavoro giovanile, boh! PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 416: presenti 26, astenuti 1, favorevoli 24, contrari 1. L'emendamento n. 416 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 417, presentato dal Sindaco Fassino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Si tratta di 200.000,00 Euro per minori indennizzi nel Settore Tempo Libero, 12.400,00 Euro per i Laboratori della Rigenerazione Urbana, 142.000,00 Euro nell'intervento macro che ottiene Rigenerazione, Economato, Lavoro e formazione, Edilizia, 2.296,00 di stampati in meno per il Settore Economato. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 417: presenti 27, favorevoli 25, contrari 2. L'emendamento n. 417 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Se nessuno si oppone, Consiglieri, porrei in discussione l'emendamento n. 356, per il quale era stato richiesto il rinvio, in precedenza, dopo la pausa. Nessuno si oppone. L'emendamento n. 356, presentato dall'Assessore Passoni, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento in oggetto sostituisce, con emendamento, il vecchio testo del Piano Dismissioni 2014 con il nuovo Allegato, che è quello depositato agli atti la settimana scorsa, anzi, la settimana precedente. L'emendamento, di fatto, cambia, rispetto al precedente, alcuni punti; in particolare, integra con due terreni, un terreno a pagina 3, cioè un terreno sito in via Madonna delle Salette angolo via Sostegno, con un'area sita in Collegno in via Catania 31 e un fabbricato in strada Comunale Mongreno, che sono inseriti a pagina 3, con un terreno sempre riferito alle dismissioni di via Baiardi con un terreno al confine con Pecetto, con un alloggio di via Cernaia 30 e un terreno di via Asigliano Vercellese, di corso Regina Margherita 400 e di viale Curreno. Questo nella parte che titola "Dismissioni nuovi immobili", cioè immobili non ancora inseriti in precedenti Piani di dismissioni. Poi, nella sezione "Immobili inseriti in precedenti Piani di dismissioni", in realtà non abbiamo inserito nulla, perché abbiamo riportato testualmente gli immobili dei Piani già approvati in anni precedenti, che sono stati riportati integralmente e, pertanto, non modificati. È stata poi inserita la Sezione n. 3 che si chiama "Immobili attualmente adibiti a logistica comunale", e inseriti nel presente Piano, ai fini di cui all'articolo 16 bis della Legge urbanistica Regionale, che contengono alcuni immobili (principalmente si parla di via Palazzo di Città 7, con annesso retro di pazza IV Marzo, via Nino Bixio, via San Francesco da Paola, via Corte d'Appello, ex Prefettura, la Curia Maxima, piazza San Giovanni e via Bazzi - la Caserma in via Massena 105 no, questa è permuta -) per i quali la Città ha ricevuto comunicazione di avvio della nuova procedura, di cui alla Legge n. 248/2005, che consiste nella procedura per la quale lo Stato forma annualmente degli elenchi di immobili dello Stato, del Demanio, ma anche delle Regioni, dei Comuni e delle Province, su cui vengono avviate procedure di due diligence, al fine di valutare se questi immobili corrispondano a requisiti di alienabilità e valorizzazione, e se lo Stato, le Regione, le Province - ovviamente per quello che potevano fare - ed i Comuni abbiano i requisiti per attingere. Attingere a cosa? Alla norma del 2005, che prevede che, nel caso in cui la Città o la Regione o lo Stato alienino beni con determinate caratteristiche, ciò avvenga con procedure facilitate, ovvero, se sono esperite aste pubbliche, si può procedere a trattativa privata, se vengono alienati beni con certe modalità, una quota parte di questa alienazione - mi pare il 10% - confluisce alla riduzione anticipata del debito pubblico nazionale. Allora, l'Amministrazione, essendo in possesso di beni, che ovviamente in parte sono stati istruiti con due diligence precedenti - e questi sono in particolare Curia Maxima, Corte d'Appello 10 e via San Francesco da Paola - e in parte per immobili non ancora oggetto di valutazione, due diligence e scenari a destinazione futura, in ottemperanza all'articolo 16 bis, ha inserito nel testo della deliberazione questi beni, che non sono quindi in autorizzazione ai beni immobili da alienare nella prima sezione del Piano, ma sono - come dice la declaratoria in modo molto chiaro - inseriti solo ai fini dell'articolo 16 della L.U.R.. Ma cosa dice questo fantomatico articolo 16 bis della L.U.R.? Dice sostanzialmente che "nei procedimenti di riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di cui al... - e cita le normative - se il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari comporta Variante al P.R.G., lo stesso è trasmesso all'Ente competente alla gestione urbanistica che adotta la relativa Variante". Tradotto, se non c'è prima l'inserimento nel Piano della valorizzazione, che non è ancora autorizzazione alla dismissione, neanche può essere avviato l'iter di valutazione delle eventuali Varianti. Pertanto - poi l'articolo 16 bis stabilisce i limiti -, noi non possiamo esimerci, se vogliamo completare le due diligence, di fare il procedimento di valutazione e di studio della variante urbanistica di questi manufatti. Questo non significa in alcun modo che l'Amministrazione intenda né cedere in blocco i fabbricati, né tantomeno anticipare deliberazioni, che comunque dovrebbero essere redatte specificatamente sulle fattispecie di quella che l'anno scorso fu fatta su via Bardonecchia, e l'Aula ha un'esperienza concreta in materia, perché l'anno scorso via Bardonecchia fu inserita in assestamento, quindi dopo la Variante, e per questo non fu inserita nell'elenco prima, perché fu prima fatta la Variante e poi deliberata l'alienazione e l'adeguamento al Piano vendite, mentre qui partiamo con il verso giusto, inseriamo i beni nella possibilità di fare la Variante e poi dovremo fare la Variante, eventualmente, a livello di autorizzazione alla vendita. Dicevo, via Bardonecchia come esempio concreto. Ma, sostanzialmente, l'Aula discuterà e deciderà se e quali beni eventualmente dismettere dentro un percorso che, naturalmente, prevede tutti gli iter di causa. Quindi, almeno due livelli di Variante urbanistica in Consiglio e almeno una deliberazione di alienazione, qualora necessario. Peraltro, tengo a precisare che in materia, se non si avvia il procedimento di studio e valorizzazione, non sarà mai possibile neanche valutare l'adozione di questa misura su questi immobili, perché, se non si comincia l'ipotesi di Variante, su di essa non si fa la verifica in due diligence del valore e, conseguentemente, non si verifica se sia conforme alle prescrizioni della Legge che ho citato poc'anzi, non parte nulla. Pertanto, di fatto, non inserire questi immobili non significa venderli o non venderli, significa non studiare nemmeno la possibilità di poterli realizzare. Immagino che la discussione sia nata anche dal fatto che si tratta di immobili attualmente impegnati, in gran parte, in attività di funzionamento Comunale. Sul merito, poi, è chiaro che l'Amministrazione ha in mente di razionalizzare continuamente l'utilizzo delle strutture pubbliche che ha in dotazione. Io non faccio mistero del fatto che, quando la Città destina un edificio, come la Curia Maxima, ad uffici comunali, con quelle volumetrie e con quei costi di gestione, non sta gestendo economicamente in modo efficiente le risorse pubbliche, perché sono uffici che sono stati destinati, in una fase pre-olimpica, a rappresentanza, in quella fase storica, e oggi sono destinati in gran parte ad uffici comunali, con altezze, superfici, volumetrie e costi di riscaldamento, illuminazione e gestione che sono ovviamente molto onerosi. Ciò non toglie che non ci sia una preoccupazione sull'impiego, l'uso e la conservazione di quegli immobili, peraltro alcuni chiaramente vincolati, ma naturalmente, se non parte un iter di studio e valorizzazione della due diligence, non potrà neanche partire un dibattito sull'eventuale utilizzazione diversa, anche diretta, o la conservazione, o semplicemente la dismissione, senza preoccuparci nemmeno dell'uso diverso, come peraltro in via Bardonecchia, dove la Variante deliberò che fosse destinato ad attività di tipo residenziale, da produttivo che era in provenienza. Ergo, se non parte il percorso, non si può neanche discutere di destinazioni. Questo emendamento, ovviamente, consegue il fatto che a luglio - e qui spiego il perché delle circostanze temporali - non era ancora noto il fatto che il Ministero, con Decreto, avrebbe riaperto i termini - che ha riaperto, peraltro, qualche giorno fa - per ricandidare le due diligence secondo la procedura di cui alla Legge citata, cioè la n. 248. Quindi, l'emendamento è stato necessario non perché non lo pensassimo sin dall'inizio; quindi, vorrei tranquillizzare coloro i quali, eventualmente leggendo, tratti in inganno dalle letture giornalistiche, abbiano pensato ad un intervento tampone. In realtà, la norma non prevedeva più l'inserimento di questi immobili negli elenchi, perché quella norma non era stata reiterata; è stata reiterata successivamente, tant'è vero che la normativa è stata ricomunicata all'Ente non più tardi di qualche settimana fa, con una nota addirittura del Ministero delle Finanze a firma Padoan, che ha ricomunicato agli Enti Locali e alle Regioni il fatto di essere anch'essi ricompresi nella facoltà di cui alla Legge n. 248, e che pertanto solo allora la Città ha potuto fare un emendamento per riavviare la due diligence di cui parlavo sopra. È un atto di accelerazione della dismissione? No. È un atto che permette la valutazione, entro poche settimane, del destino di questi immobili nel tempo, che naturalmente dibatteremo ancora, non soltanto in via preliminare, ma comunque dibatteremo in ogni caso per adottare una Variante o per deliberare, eventualmente, una dismissione immobiliare in tal senso. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio È con rammarico che io dichiaro il mio voto contrario a questo emendamento. Lo dichiaro, nonostante i chiarimenti che sono stati ora forniti all'Aula ufficialmente da parte dell'Assessore Passoni, che ringrazio per i chiarimenti forniti. Credo che comunque, da quando è giunta la lettera del Ministro Padoan o da quando, dal mese di luglio, si è resa nota la possibilità della ricandidatura delle due diligence, degli immobili già oggetto di due diligence, vi sarebbero potuti essere comunque dei momenti di confronto, da parte della Giunta, con il Consiglio. Mi rendo conto che stiamo parlando, almeno per una parte degli immobili oggetto di questo emendamento, di una procedura che è iniziata, o perlomeno della quale si è discusso, sono comparse anche notizie sui giornali in questi ultimi due anni, però, detto tutto ciò, credo che sia mancato un dialogo che avrebbe potuto esserci e che - mi si consenta - io stigmatizzo anche; evidentemente, probabilmente, la responsabilità non è di nessuno dei presenti quest'oggi, in questo momento, in quest'Aula, però stigmatizzo, perché non mi sembra essere un costume positivo quello poi di far uscire, da parte di qualcuno, perché immagino che il giornalista - che credo sia anche presente in questo momento, o lo era prima - de "La Repubblica" non si sia chiaramente inventato ciò che ha scritto, e quindi ciò che ha scritto, evidentemente, qualcheduno glielo avrà detto, probabilmente, forse, interpretando male le questioni, visto che di fatto l'Assessore Passoni ha proceduto a smentire parte di ciò che oggi è stato, con intera pagina, riportato sul "La Repubblica". Detto questo, però - e mi avvio alla conclusione, per non abusare della pazienza dei presenti -, circostanzio anche meglio quello che è il motivo del mio voto contrario su questo emendamento, che riguarda nello specifico un palazzo, un immobile di quelli che sono inseriti all'interno di questo elenco della Sezione n. 3, perché, io ritengo che la Città di Torino non debba neppure prendere in considerazione l'ipotesi, visto che qui parliamo di un'istruttoria preliminare di cessione di edifici che fanno parte comunque della propria storia; parlo ovviamente della Curia Maxima, non parlo di altri edifici, che hanno, chiaramente, altro tipo di significato, non solo storico, ma anche architettonico, perché - ma credo di dire cose sufficientemente note a tutti i presenti -, quando parliamo della Curia Maxima, parliamo di un edificio la cui costruzione è iniziata nel 1720, ed è un'opera dello Juvarra, conclusa tra il 1838 e il 1839, e che ha ospitato la Regia Camera dei Conti e la Magistratura del Senato del Piemonte, vigente il Regno di Vittorio Amedeo II. PORCINO Giovanni (Presidente) La invito a concludere, Consigliere. TROMBOTTO Maurizio Concludo. Dico questo perché, a mio giudizio, questa Città ha già commesso un errore, al quale io credo e spero si stia cercando di rimediare, rispetto alla vicenda della Cavallerizza Reale, e oggi si vuole commettere un secondo errore, che non mi vedrà partecipe. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Ringrazio anch'io l'Assessore Passoni per i chiarimenti, che mi appaiono soddisfacenti. Vorrei solo fare una raccomandazione. Siccome, neanche fra le righe, ma esplicitamente l'Assessore ci ha detto che la Giunta sta valutando una riorganizzazione della logistica Comunale, sarei curioso di sapere quando la Giunta sarà in grado di riferire al Consiglio, trattandosi la materia patrimoniale di una delle poche materie ancora di competenza del Consiglio. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Non possiamo negare la sorpresa che noi abbiamo avuto questa mattina, nel vedere che fra gli emendamenti - e credo che sarebbe ipocrita negarlo da parte di tutti i Consiglieri, soprattutto la maggioranza - che ci erano stati definiti come emendamenti tecnici, in riduzione della spesa dell'Ente, per provare a gestire questo taglio degli 8 milioni, compariva un emendamento che aveva una natura differente. Hanno sbagliato i Consiglieri Comunali di maggioranza a non accorgersi che nella mole di emendamenti c'era anche questo, o si sarebbe potuto segnalare in Commissione questa cosa? Credo che sia una discussione anche poco interessante, ma che ci allontanerebbe dal merito della questione. Il merito - e questo è veramente il punto - è che lo spirito della norma, che non è tanto l'articolo 16 bis della Legge Urbanistica Regionale, ma quella nazionale a cui la Legge Urbanistica Regionale fa riferimento, cioè la Legge n. 133, individua che l'Esecutivo, quindi la Giunta e il Consiglio devono essere edotti della volontà della proprietà, cioè quella di avviare un processo dismissivo, razionalizzativo su quegli immobili. E qui arriva il punto fondamentale. Se nell'allegato del 2013 - ce l'ho qui in mano, Assessore Passoni - questi immobili non erano riportati, indipendentemente dalle cose che venivano scritte prima su "La Stampa" e poi su "La Repubblica", se nell'allegato licenziato quest'estate dalla Giunta Comunale non venivano riportati, ma vengono riportati solo nell'emendamento di oggi, viene contraddetto uno dei punti fondamentali della Legge, che dice appunto che "...per procedere al riordino gestionale e valorizzativo del patrimonio immobiliare, Regione, Provincia e Comune, delibera con l'organo di governo individuando e redigendo apposito elenco sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi". Immagino che la Giunta Comunale non abbia potuto farlo, perché la Giunta non ha rideliberato quell'elenco. E, dall'altra parte - ma è il vero punto, secondo me, la vera cosa che ci porta ad avere delle perplessità -, la Legge dice una cosa chiarissima, dice: "...uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali". Adesso, o noi stiamo dicendo... PORCINO Giovanni (Presidente) La prego di concludere, Consigliere. CURTO Michele No, io ho tre minuti, Presidente. Sono Capogruppo. O noi stiamo dicendo... PORCINO Giovanni (Presidente) Li ha usati il suo Collega Trombotto, Consigliere. CURTO Michele Doveva richiamarlo. O noi stiamo dicendo che gli Uffici di tutti i nostri Assessori non sono strumentali all'utilizzo per questo Ente, o altrimenti non si capisce perché lo siano diventati 12 giorni fa con un emendamento di quella natura. Io penso che, da questo punto di vista, ci sia un problema. Detto questo, non sono contrario nel merito ai singoli interventi. Via Bazzi - lo dico al Consigliere Trombotto - è diverso dalla Curia Maxima, e questo è chiarissimo, questo è quello che intendiamo dire come Sinistra Ecologia e Libertà. Intendiamo dire che le trasformazioni, soprattutto quelle che dobbiamo comunicare ai nostri 10.000 dipendenti, che credo leggendo l'articolo di questa mattina si siano chiesti in che stato sia l'Ente per cui lavorano, e se avranno un ufficio dopodomani, in mancanza di una suggestione, io credo debbano vederci tutti quanti coinvolti, Giunta e Consiglio. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere, la invito a concludere. CURTO Michele E, soprattutto - e con questo concludo -, vorrei evitare di avere altre sette Cavallerizze, perché lei c'era all'epoca, Assessore, io non c'ero e vorrei evitare di ripetere quella scelta. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Credo che, in termini di approccio, la riflessione che il Consigliere La Ganga ci ha fatto sia quella giusta. La ringraziamo, Assessore, per averci meglio spiegato qual è l'iter procedurale che ci porterà a quella che è una valutazione, prima di poter affrontare nei termini giusti - e parlo, ovviamente, delle Varianti -, l'eventuale dismissione patrimoniale di quello che è l'oggetto ovviamente della discussione, che sono questi immobili. Però, mi consenta una piccola polemicuccia, anche di basso livello. Lei nel suo intervento ha detto una cosa precisa: che noi, riferendoci a questi Uffici Comunali, abbiamo bisogno sostanzialmente di razionalizzare quelli che sono i costi di gestione, perché Uffici ad alta rappresentanza, soprattutto voluti in epoca olimpica. Sono passati un po' di anni. Quali sono state le valutazioni che in questi anni le Amministrazioni Comunali - che sono state poi le stesse, che vanno in continuità con quella di oggi - hanno fatto? Perché se ne parla solo adesso? Forse perché raschiamo il barile? PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Intervengo soltanto per una banalissima questione. Io ero rimasto, quando ero Consigliere Comunale - poi non lo sono più stato per 10 anni -, che alla Curia Maxima l'ipotesi era quella di mettere i musei in una struttura unica per salvaguardare spazio e per ritrovare tutta una serie di situazioni. Poi, a sorpresa ovviamente, una maggioranza simile, analoga - quindi non è che me ne tiro fuori -, decise diversamente. Credo che quella scelta sia stata sbagliata. Lo dico con molta franchezza, perché oggi, avessimo edificato lì i musei, avremmo avuto un grosso polo di attrazione, meno spese e valorizzato molto di più le nostre collezioni, mentre sono molto sparpagliate in giro. Però, è chiaro che questo è un altro discorso. Per il resto, condivido l'impostazione che l'Assessore ha dato, perché mi sembra quella di buonsenso, necessaria in questo momento. Non vedo altre possibilità. Poi ognuno può recriminare, come io faccio per questo, ma non risolve il problema. Voglio solo ricordare al Consigliere Trombotto che la Curia Maxima - io ho realizzato un po' quando pontificava - era anche la sede delle prigioni, della giustizia e della forca in questa città. Veniva lì posta regolarmente e via dicendo. Quindi, non è un problema storico, anzi, tutto sommato il valore attuale di quel palazzo, purtroppo, nella destinazione attuale per il Comune di Torino rischia di essere anche un lusso, e questo è qualcosa che bisogna tenere presente, perché dispiacerà per chi, come chiunque di noi, deve cambiare posto di lavoro o ufficio, ma non è sicuramente quella la priorità, il mantenere gli uffici dei dipendenti, quelli che sono storicamente creati. Peraltro, tutti i dipendenti comunali che oggi sono alla Curia Maxima, sono lì da poco tempo, cioè da quando sono stati abbandonati dagli Uffici Giudiziari. Quindi, non c'è nemmeno una condizione storica in cui sono rimasti per un bel po' di tempo. Peraltro, questa Città ha recuperato il Lingottino di corso Racconigi, che non lo era, come sede di uffici, ed è in grado di trovare i cambiamenti e gli aggiustamenti necessari. Credo che sia corretto impostare tutta la materia in termini di razionalità e di, chiamiamola, spending review, perché è il termine più utilizzato, però in un modo non soltanto più del manifestare una magnificenza, che in realtà poi non corrisponde alle nostre capacità effettive. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Non vorrei disturbare il Sindaco e il Capogruppo di SEL, però va bene fare una due diligence e valutare, per carità, se uno può ottimizzare, risparmiare, eccetera, però che ci sia una condivisione sia delle scelte dell'impatto sull'organizzazione comunale, ma anche, nel momento in cui questi edifici dovessero venire poi alienati e si dovessero aprire trasformazioni urbanistiche, anche della parte urbanistica, perché qui ci stiamo concentrando forse sulla parte legata all'organizzazione, ma credo che, almeno per alcuni casi, l'impatto urbanistico potrebbe essere significativo. Quindi, prima di decidere cosa fare veramente, sarebbe opportuna una discussione seria. PORCINO Giovanni (Presidente) Chiedo ai Consiglieri di rimanere seduti ai propri posti a seguire i lavori, in modo da evitare di perdere tempo inutilmente. La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Presidente, perché deve riprendere i Consiglieri ogni volta che sto per intervenire io? PORCINO Giovanni (Presidente) No, ma era a beneficio di tutti, Consigliere, non era una reprimenda a lei. Non si senta chiamato in causa. PAOLINO Michele Sembrava un pregiudizio. PORCINO Giovanni (Presidente) Intervenga, prego. PAOLINO Michele Volevo precisare alcune cose rispetto a questa vicenda, che, dopo i chiarimenti avvenuti sia nell'ambito della maggioranza, sia in Aula con l'Assessore Passoni, ci porta ad approvare e a votare favorevolmente questo emendamento, perché riteniamo che si possa procedere su questa strada, che non è una strada immediata di dismissioni, ma di valutazione di opportunità che la Città si dà rispetto ad un patrimonio immobiliare, rispetto al quale noi dobbiamo fare dei ragionamenti. La Curia Maxima è uno spazio espositivo naturale direi, oggi è una sede mal utilizzata e sottoutilizzata rispetto alle sue capacità e alle sue potenzialità. È stato detto da tutti, oggi ci dotiamo dello strumento per cominciare a fare ragionamenti anche di natura tecnica e amministrativa rispetto al futuro utilizzo di quello spazio e anche rispetto ad altri immobili, che non è più conveniente che la Città abbia in quelle condizioni. Già era stato fatto un ragionamento in passato, ricordo l'Urbanistica, che negli anni Novanta era dislocata in decine e decine di siti diversi; fu acquistato da parte della Città l'immobile di via Meucci ad un prezzo conveniente e tutti gli Uffici dell'Urbanistica sparsi in giro per la Città furono accorpati lì dentro. È necessario fare un ragionamento di allocazione, che parte dal rasserenare i dipendenti, perché i dipendenti sapranno che andranno a lavorare in condizioni migliori rispetto a quelle di oggi; quindi, io non mi preoccuperei. Un'altra rassicurazione: questo emendamento non precostituisce in alcun modo nessuna Cavallerizza. Questo va detto in maniera molto chiara. Questa Amministrazione sta affrontando il problema della Cavallerizza e sta cercando di risolverlo, anche in discontinuità rispetto al passato, con una logica che tenga conto della vocazione e delle potenzialità di quel sito e anche di quello che è il pensiero di una parte importante della città, che ha delle aspettative su quell'immobile e su quello che si può fare in quell'immobile. E allora su questo dobbiamo davvero essere sereni. Dobbiamo essere assolutamente sereni: approvando questo emendamento, non andremo a precostituire situazioni rispetto alle quali oggi abbiamo preoccupazione. Quindi, lo votiamo con convinzione. Invitiamo anche tutta la Giunta ad avere un atteggiamento di maggior dialogo e di maggior chiarezza al proprio interno e con la propria maggioranza. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Comincerò, naturalmente, dalle considerazioni di merito, perché mi pare di poter seguire quanto ha detto il Consigliere La Ganga circa il fatto che quando - dico "quando" perché non lo è in questo momento - sarà maturo che la Città affronti la discussione su un piano di rivoluzione logistica dei nostri Uffici, sicuramente non tramite il Piano di dismissioni ne parleremo, ma ne parleremo tramite un Piano di razionalizzazione. Tocco il tema e poi lo lascio velocemente. Se la Città di Torino deve fare un polo di servizi unitario, come ha scelto la Regione Piemonte, se deve fare un polo di servizio unitario e dove deve farlo, se deve invece andare avanti parcellizzando le funzioni, dipenderà anche dal fatto che - e lo ricordo sempre - la stessa riforma del decentramento cambierà radicalmente la presenza della Città nel territorio, perché, se facciamo sei Circoscrizioni, ci dobbiamo scordare l'idea di avere 57 sedi distribuite per tutta la Città. Tolti i servizi di prossimità. Quelli di prossimità sono una cosa, le sedi amministrative sono un'altra cosa. Allora, si parte da lì a concepire una logistica comunale, non dalla politica urbanistica o da quella patrimoniale. Voglio essere molto chiaro. Quindi, finché non c'è quel disegno assestato, non ci sarà un disegno di logistica da proporre. Ma sono il primo che dice: "Accettiamo la sfida e l'impegno a presentarlo puntualmente, quando avremo questo quadro". Per arrivare in quel momento, al tempo utile, maturi nelle decisioni e nelle valutazioni, servono degli atti di studio propedeutico. Oggi noi siamo in grado di dire, con una certa ragionevolezza, che probabilmente non avremo più nemmeno forse una Divisione Lavori Pubblici unitaria o forse sì. E qui, devo dire, non ho una risposta, ho solo una domanda. Allora potremmo anche dirci che il concetto del Palazzo dei Lavori Pubblici - astraggo il concetto all'estremo - potrebbe non essere neanche più attuale in una Città municipalizzata e riorganizzata, o magari sì. Questa decisione non la facciamo, non la prendiamo oggi, non la prendiamo in un piano di valutazioni e di due diligence, la prenderemo quando avremo quel contesto complessivamente in esame. A riprova della buona fede delle parole che dico e della bontà delle iniziative della Giunta, segnalo che in questo momento la Città non ha iscritto nel Piano il valore di questi immobili al fine di monetizzare celermente qualche situazione estemporanea. Sono in un Piano, allegato al Piano medesimo, al fine della Legge n. 16 bis della L.U.R. esclusivamente perché, se non c'è neanche lo studio di fattibilità planivolumetrico urbanistico, non si può neanche valutare. Allora, la preoccupazione che ci sia una rincorsa oggi alla stravendita o alla vendita accelerata è una falsa preoccupazione. Se dovrà esserci un'iniziativa di questo tipo, nel tempo, tra tre mesi, sei mesi, un anno, l'Aula esaminerà la Variante e anche il provvedimento di dismissione immobiliare. Ma se non abbiamo idea di quali sono i punti di caduta e non siamo autorizzati a studiarli, perché l'articolo 16 ci dice che la Variante si fa solo se il Consiglio lo inserisce nel Piano, non partiremo mai. Io ho capito che c'è il tentativo legittimo di bloccare qualunque iniziativa di valorizzazione immobiliare del patrimonio cittadino. Io posso capire la volontà in questo senso, ma non possiamo avere paura di affrontare la riconversione degli spazi pubblici solo per l'esperienza positiva, negativa, problematica di altri spazi pubblici. Mi rivolgo ai Consiglieri Trombotto e Curto, cioè non penso che si possa evocare strumentalmente la vicenda Cavallerizza come un elemento delle dismissioni, sono 20 anni che la Città dismette immobili pubblici, guidando processi di valorizzazione e di coinvolgimento, e questo ha sempre avuto, in condizioni normali, di beni che non hanno complessità eccessivamente strategiche, come quel manufatto in particolare, che peraltro non è tutto della Città, eccetera, eccetera, penso che abbiamo l'esperienza e gli strumenti e l'expertise per poterlo fare in modo assolutamente intelligente e con la condivisione del Consiglio Comunale. Il Consigliere Greco Lucchina dice: "Perché lo facciamo ora?", e ha ragione. Io non ho problemi a dire che l'ho detto, e lo direi davanti ad un pubblico di qualunque genere: all'epoca ci fu un dibattito in Città nel 1999, io avevo la delega al Patrimonio per quell'anno e ci fu una discussione se dovevamo vendere Palazzo Mazzonis o la Curia Maxima o altro? E chi era Consigliere all'epoca se lo ricorda bene. E la mia tesi fu: "Non vendiamo, non trasformiamo Palazzo Mazzonis in un museo, perché è piccolo, ma vendiamolo e facciamo un museo altrove". E questa è storia della Città, non è una recriminazione, è storia della Città. E quella Giunta, tuttavia, scelse diversamente per ragioni diverse. Io difendo quella scelta, in quanto non mi sottraggo alle responsabilità politiche di allora. Ma è inutile negare che c'è stata una lunga discussione. C'è anche un documento ufficiale, uno studio di fattibilità del Patrimonio di allora, che prospettava scenari, scenari anche diversi. Ora, questo sta a significare che le politiche patrimoniali e le fasi storiche sono in divenire, non c'è mai il bianco e il nero e l'assolutismo nelle scelte, si può anche sbagliare, Consigliere Greco Lucchina, ma penso che la Città abbia fatto bene a conservare per questi anni una sede di rappresentanza, finché la rappresentanza è stata in quella sede. Penso a uffici aulici, sedi olimpiche quant'altro. Oggi, obiettivamente, con questo contesto economico e sociale, forse quella sede non ce la si può più permettere per usi diretti della Città di Torino e per logistica comunale. Questa è l'unica cosa che cambia la sensibilità, non il pentimento nel passato, ma la congiuntura attuale. Aggiungo, io continuo a non capire il ragionamento tecnico che ha prospettato il Consigliere Curto. Cioè, se fosse vero quello che dice io Consigliere Curto, che - scusi, Consigliere Curto - sta mettendo artatamente l'uovo e la gallina in ordine di comodo, cioè secondo una convenienza della tesi che vogliamo dimostrare, il tema è: siccome è strumentale, non si può vendere. Io dovrei dirle che tutti gli immobili che abbiamo venduto fino ad oggi, da 20 anni fa, erano tutti strumentali. Diventano non strumentali quando, con Variante urbanistica, si sdemanializzano, li si rende disponibili non al servizio pubblico, ma li si rende disponibili a servizio privato, residenza, ASPI e quant'altro e vengono derubricati patrimonialmente nell'inventario da beni indisponibili a beni disponibili. Non si può invocare adesso, come se fossimo tutti - mi scusi - francamente un po' scemi, il fatto che non si può cedere un bene strumentale. Lo sappiamo benissimo, se no non avremmo messo in deliberazione all'articolo 16 bis l'emendamento urbanistico, per avviare la valutazione della Variante, perché senza la Variante non c'è disponibilità del bene. Quindi, non è un problema ostativo, è proprio la ragione per la quale si parte da lontano a studiare una ridestinazione di quel fabbricato e non la si può dare a babbo morto. Invece, via Bazzi è un caso diverso, è a servizi privati, probabilmente la Variante non servirà, è un caso molto distinto, ma forse via Bazzi devo dire che mi pare di percepire non infiammi il dibattito, in quanto è un po' meno aulico l'insediamento. Invocare, infine, due cose, che sono l'atteggiamento e la professionalità dei dipendenti comunali, Consigliere Curto, lo trovo riprovevole, lo dico chiaramente, perché francamente io non penso che questo sia un argomento intelligente, è un argomento che crea allarmismo inutile, che crea, su una non notizia, una finta notizia, cioè che domani si tolga la scrivania dal tavolo, che non è vero, e francamente mi sembra assolutamente inaccettabile. Lo dico da Assessore al Personale, non da Assessore al Patrimonio. E sono molto chiaro. La seconda considerazione finale è questa: scusate, premesso che discuteremo in tutte le sedi e nei tempi necessari di quali beni dismettere, ma è però possibile che ci sia qualcuno, in questa Città, in questa Amministrazione, senza dividere tra organismi deliberativi, di indirizzo, di controllo, di governo, che deve farsi carico di reperire in qualche modo risorse per quelle iniziative di investimento, di progresso sociale che tutti invochiamo in Aula, e poi, quando ci dobbiamo assumere la responsabilità di fare quelle scelte per creare le risorse nel fare quegli investimenti di progresso sociale, non partecipiamo? È mai possibile che l'atteggiamento della politica sia ridotto a questo livello?! Cioè, finché si tratta di spendere e assumere il merito dell'investimento per il progresso della società, tutti vogliamo farlo, e quando dobbiamo decidere come trovare le risorse nelle tasse e nelle vendite, invece, noi alziamo le mani e non lo facciamo?! Cioè, è possibile questo?! Francamente, io non entro nel merito della politica e del rapporto, ma il senso di responsabilità e di appartenenza al programma di questa Città sta nelle cose belle e nelle cose meno belle, non soltanto in quelle belle, signori! Allora, deve essere chiaro che quella responsabilità ce la assumiamo tutti insieme su tutto il programma, altrimenti credo sia un grosso problema. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 356: presenti 29, astenuti 2, favorevoli 24, contrari 3. L'emendamento n. 356 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 418, a firma del Gruppo Lega Nord e del Consigliere Liardo. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 418: presenti 31, favorevoli 7, contrari 24. L'emendamento n. 418 è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 419, presentato dal Sindaco Fassino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento prevede una riduzione di 26.000,00 Euro sul Settore Partecipazioni per contributi vari a terzi. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 419: presenti 25, favorevoli 24, contrari 1. L'emendamento n. 419 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 420, presentato dal Sindaco Fassino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Non di riduzione, ma di storno si tratta, di circa 15.000,00 Euro, riferito all'interno dei settori dei mercati. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 420: presenti 26, astenuti 2, favorevoli 24. L'emendamento n. 420 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 421, presentato dal Sindaco Fassino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento n. 421 prevede anch'esso uno storno di 15.000,00 Euro all'interno del Servizio Fondi Europei. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 421: presenti 26, favorevoli 25, contrari 1. L'emendamento n. 421 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 422, presentato dal Sindaco Fassino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento prevede 1.599,00 Euro di riduzione di spesa nel progetto Sviluppo fondi europei. Sono spese amministrative. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 422: presenti 25, favorevoli 24, contrari 1. L'emendamento n. 422 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 423, presentato dal Sindaco Fassino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento credo sia l'ultimo tra quelli di riduzione di spesa, se ricordo bene. Prevede 5.000,00 Euro in meno dei contributi erogati dal Commercio, e 8.818,00 Euro almeno nelle spese di funzionamento del Commercio, rimborso spese. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 423: presenti 24, favorevoli 23, contrari 1. L'emendamento n. 423 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Gli emendamenti n. 423 bis e n. 423 ter sono ritirati. L'emendamento n. 424, presentato dall'Assessore Tedesco, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) In realtà, si tratta di un emendamento alla Relazione, il cui riporto di una frase non corrette è sostituita con dei refusi tipo 3,5 al posto di 2,5, sia nel testo che nella numerazione dell'Allegato 3, Volume 1, della Relazione stessa. Però per effetto di errori e non per effetto di scelte. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 424: presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. 424 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 425, presentato dall'Assessore Passoni, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento, in realtà, è un refuso: cambia il periodo da "anticipazioni" alla "D.L. n. 35", ma per mero errore materiale. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 425: presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. 425 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 426 al n. 442, presentati dall'Assessore Passoni. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo accorpamento è stato possibile anche perché, in effetti, si tratta di una serie di modificazioni riferite ad errori materiali, che sono facilmente evincibili: codici ISTAT, sigle nella Relazione, indicazione di dati identificativi, ma nulla che abbia l'impronta del tratto politico o di variazione di indirizzo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 426 al n. 442: Presenti 23, favorevoli 23. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 426 al n. 442 è approvato. |