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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Aprile 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2007-01057
?PERCHE' NON SI CONSENTE AI CICLISTI DI UTILIZZARE LA METROPOLITANA??PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE DOMENICO GALLO IN DATA 21 FEBBRAIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200701057/02, presentata in data
21 febbraio 2007, avente per oggetto:
"Perché non si consente ai ciclisti di utilizzare la metropolitana?"
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PREMESSO
che sabato 3 febbraio è stato impedito ad un gruppo di ciclisti di utilizzare la metropolitana per
raggiungere Collegno;
CONSIDERATO
che l'uso integrato della metropolitana e della bicicletta può essere un buon sistema per
spingere le persone a spostarsi senza far ricorso all'auto;
VISTO
che la Città sta gradualmente prospettando la pedonalizzazione dell'area centrale a cominciare
dalla eliminazione della possibilità di sostare in diverse vie;
RITENENDO
che bisognerà sempre più favorire l'uso della bicicletta per raggiungere il centro storico;
INTERPELLA
Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:
1) per quale motivo non sia possibile far utilizzare la metropolitana ai ciclisti;
2) se non sia opportuno predisporre un apposito regolamento per favorire questa forma di
trasporto integrato;
3) se non sia possibile prevedere la possibilità di far salire i ciclisti nell'ultima carrozza;
4) se per questo tipo di servizio non sia opportuno individuare un biglietto formula attraverso
il quale far fronte agli eventuali maggiori costi per il trasporto.
F.to Domenico Gallo

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Abbiamo già affrontato altre volte la questione riguardante la possibilità di utilizzare la
bicicletta nei trasferimenti in metropolitana, ma, allo stato attuale, a quanto risponde
GTT, non è risolvibile perché il Regolamento d'Esercizio, stilato da GTT, ma approvato
dall'USTIF, cioè dal soggetto di garanzia della sicurezza, non prevede, sulla
metropolitana, l'accesso di passeggeri che abbiano oggetti ingombranti (e tra questi, le
biciclette).
Questa misura del Regolamento d'Esercizio scaturisce da problemi di sicurezza per
prevenire rischi in fase di accesso alle banchine d'ingresso, nella fase
dell'incarrozzamento, nonché durante il viaggio.
Il tipo di treni che caratterizzano la metropolitana di Torino (i treni VAL), in tutte le
città in cui esiste questo tipo di convoglio (Lille, Rennes, Tolosa, Roissy) non
permettono il trasporto della bicicletta. Le vetture, come ben sappiamo, sono più piccole
rispetto a quelle delle vecchie metropolitane (non su gomma e non automatiche); hanno
una lunghezza di 13 metri e 1,80 metri di larghezza. Hanno tre porte scorrevoli
affacciate alle corrispondenti banchine. Ci sono, quindi, difficoltà a far salire un
passeggero con la bicicletta a mano, mentre, le carrozze ferroviarie dei treni, o di altri
tipi di metropolitana, hanno una zona riservata all'incarrozzamento e al fissaggio della
bicicletta.
Questi elementi del Regolamento sulla sicurezza, che presiedono la nostra
metropolitana, non permettono l'accesso alle vetture con la bicicletta. A favore di chi si
muove in multimodalità (con la bicicletta per dei tratti e con la metropolitana, per altri
tratti) abbiamo, invece, incrementato in tutte le stazioni della città, la posa di stalli per
ancorare le biciclette.
Hanno affrontato così il problema anche le città in cui il sistema VAL è in applicazione.
Credo che l'Assessore Mangone stia lavorando alla creazione di parcheggi per biciclette
pubbliche, che potrebbero essere posizionati agli ingressi della metropolitana per
permettere questa molteplicità di mezzi. Mi pare difficile trovare modalità per
modificare l'attuale sistema e le regole di funzionamento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Ovviamente, non mi ritengo soddisfatto, ma capisco le ragioni. Comprendo il fatto che
il Regolamento non preveda la possibilità, per motivi di sicurezza, di far accedere le
biciclette alla metropolitana, però, penso che, se ci fosse la volontà non tanto politica,
ma dell'Azienda GTT, di predisporre un altro Regolamento e caratteristiche di un certo
tipo di trasporto, dal mio punto di vista, si potrebbe ovviare alle domande poste, in
questo caso, da un gruppo di ciclisti che, il 3 febbraio, non è riuscito ad accedere alla
metropolitana.
Io indicavo, Assessore, nei quesiti posti dall'interpellanza, alcune possibili soluzioni. La
metropolitana di Torino consente, praticamente, corse ravvicinate di due, tre, quattro,
cinque minuti e non è detto che le biciclette vi entrino in massa. Se una o due biciclette,
per volta, accedono ad una carrozza, non credo possano provocare chissà quali problemi
di sicurezza, però - ripeto -, penso sia una questione di volontà, più che, come è stato
risposto, di problemi strutturali.
Nella mia interpellanza ho suggerito l'idea di un biglietto Formula, che potrebbe anche
essere una soluzione, perché, chiaramente, una bicicletta occupa più spazio che, quindi,
dovrebbe essere pagato. Visto che ci stiamo orientando verso l'idea di un centro sempre
più pedonalizzato, di un trasporto integrato e che la bicicletta è un mezzo di trasporto
con caratteristiche ecologiche che rispettano l'ambiente, credo che bisognerebbe fare un
tentativo per verificare quali modalità possano consentire l'accesso delle biciclette nella
metropolitana.
Le soluzioni tecniche ci sarebbero e le ho dette all'inizio del mio intervento. Il passaggio
dei treni della metropolitana sono frequenti e, quindi, le biciclette non accederebbero in
massa in una carrozza. Comunque, prendo atto della risposta.
Credo che si possa andare nella direzione da noi auspicata modificando il Regolamento
e che credo possibile soltanto se - ripeto - ci sarà la volontà dell'Azienda GTT ed anche
degli Assessorati all'Ambiente ed alla Viabilità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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