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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200701057/02, presentata in data 21 febbraio 2007, avente per oggetto: "Perché non si consente ai ciclisti di utilizzare la metropolitana?" Il sottoscritto Consigliere Comunale, PREMESSO che sabato 3 febbraio è stato impedito ad un gruppo di ciclisti di utilizzare la metropolitana per raggiungere Collegno; CONSIDERATO che l'uso integrato della metropolitana e della bicicletta può essere un buon sistema per spingere le persone a spostarsi senza far ricorso all'auto; VISTO che la Città sta gradualmente prospettando la pedonalizzazione dell'area centrale a cominciare dalla eliminazione della possibilità di sostare in diverse vie; RITENENDO che bisognerà sempre più favorire l'uso della bicicletta per raggiungere il centro storico; INTERPELLA Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere: 1) per quale motivo non sia possibile far utilizzare la metropolitana ai ciclisti; 2) se non sia opportuno predisporre un apposito regolamento per favorire questa forma di trasporto integrato; 3) se non sia possibile prevedere la possibilità di far salire i ciclisti nell'ultima carrozza; 4) se per questo tipo di servizio non sia opportuno individuare un biglietto formula attraverso il quale far fronte agli eventuali maggiori costi per il trasporto. F.to Domenico Gallo COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Sestero. SESTERO Maria Grazia (Assessore) Abbiamo già affrontato altre volte la questione riguardante la possibilità di utilizzare la bicicletta nei trasferimenti in metropolitana, ma, allo stato attuale, a quanto risponde GTT, non è risolvibile perché il Regolamento d'Esercizio, stilato da GTT, ma approvato dall'USTIF, cioè dal soggetto di garanzia della sicurezza, non prevede, sulla metropolitana, l'accesso di passeggeri che abbiano oggetti ingombranti (e tra questi, le biciclette). Questa misura del Regolamento d'Esercizio scaturisce da problemi di sicurezza per prevenire rischi in fase di accesso alle banchine d'ingresso, nella fase dell'incarrozzamento, nonché durante il viaggio. Il tipo di treni che caratterizzano la metropolitana di Torino (i treni VAL), in tutte le città in cui esiste questo tipo di convoglio (Lille, Rennes, Tolosa, Roissy) non permettono il trasporto della bicicletta. Le vetture, come ben sappiamo, sono più piccole rispetto a quelle delle vecchie metropolitane (non su gomma e non automatiche); hanno una lunghezza di 13 metri e 1,80 metri di larghezza. Hanno tre porte scorrevoli affacciate alle corrispondenti banchine. Ci sono, quindi, difficoltà a far salire un passeggero con la bicicletta a mano, mentre, le carrozze ferroviarie dei treni, o di altri tipi di metropolitana, hanno una zona riservata all'incarrozzamento e al fissaggio della bicicletta. Questi elementi del Regolamento sulla sicurezza, che presiedono la nostra metropolitana, non permettono l'accesso alle vetture con la bicicletta. A favore di chi si muove in multimodalità (con la bicicletta per dei tratti e con la metropolitana, per altri tratti) abbiamo, invece, incrementato in tutte le stazioni della città, la posa di stalli per ancorare le biciclette. Hanno affrontato così il problema anche le città in cui il sistema VAL è in applicazione. Credo che l'Assessore Mangone stia lavorando alla creazione di parcheggi per biciclette pubbliche, che potrebbero essere posizionati agli ingressi della metropolitana per permettere questa molteplicità di mezzi. Mi pare difficile trovare modalità per modificare l'attuale sistema e le regole di funzionamento. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Ovviamente, non mi ritengo soddisfatto, ma capisco le ragioni. Comprendo il fatto che il Regolamento non preveda la possibilità, per motivi di sicurezza, di far accedere le biciclette alla metropolitana, però, penso che, se ci fosse la volontà non tanto politica, ma dell'Azienda GTT, di predisporre un altro Regolamento e caratteristiche di un certo tipo di trasporto, dal mio punto di vista, si potrebbe ovviare alle domande poste, in questo caso, da un gruppo di ciclisti che, il 3 febbraio, non è riuscito ad accedere alla metropolitana. Io indicavo, Assessore, nei quesiti posti dall'interpellanza, alcune possibili soluzioni. La metropolitana di Torino consente, praticamente, corse ravvicinate di due, tre, quattro, cinque minuti e non è detto che le biciclette vi entrino in massa. Se una o due biciclette, per volta, accedono ad una carrozza, non credo possano provocare chissà quali problemi di sicurezza, però - ripeto -, penso sia una questione di volontà, più che, come è stato risposto, di problemi strutturali. Nella mia interpellanza ho suggerito l'idea di un biglietto Formula, che potrebbe anche essere una soluzione, perché, chiaramente, una bicicletta occupa più spazio che, quindi, dovrebbe essere pagato. Visto che ci stiamo orientando verso l'idea di un centro sempre più pedonalizzato, di un trasporto integrato e che la bicicletta è un mezzo di trasporto con caratteristiche ecologiche che rispettano l'ambiente, credo che bisognerebbe fare un tentativo per verificare quali modalità possano consentire l'accesso delle biciclette nella metropolitana. Le soluzioni tecniche ci sarebbero e le ho dette all'inizio del mio intervento. Il passaggio dei treni della metropolitana sono frequenti e, quindi, le biciclette non accederebbero in massa in una carrozza. Comunque, prendo atto della risposta. Credo che si possa andare nella direzione da noi auspicata modificando il Regolamento e che credo possibile soltanto se - ripeto - ci sarà la volontà dell'Azienda GTT ed anche degli Assessorati all'Ambiente ed alla Viabilità. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |