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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201403482/007, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 luglio 2014, avente per oggetto: "Indirizzi per l'Esercizio 2014 del sistema tariffario dei Servizi Educativi" LEVI Marta (Vicepresidente) Comunico che in data 17/09/2014 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati sette emendamenti e un subemendamento da parte della Giunta. La parola all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Partirei, se mi è consentito, dal subemendamento che non era stato illustrato in V Commissione, per precisare che si tratta di un intervento formale, per meglio dire ad una parte dell'atto amministrativo, il primo rigo, che era stato tagliato con la fotocopiatrice. Quindi, vengono riproposte esattamente le diciture che erano contenute in quel primo rigo dell'atto che è stato presentato in Commissione. Però, da quel testo, sfortunatamente mancava esattamente la prima frase nella sua dicitura completa. Passo, invece, all'illustrazione della proposta di deliberazione e, quindi, all'illustrazione degli emendamenti che cambiano, direi completamente, il senso della deliberazione che era stata approvata in Giunta e, poi, quindi, proposta in Consiglio quest'estate. In particolare, nel momento in cui venne approvata quella proposta di deliberazione, eravamo ancora in attesa della pronuncia del TAR e, in attesa che la pronuncia del TAR venisse depositata, ci sembrava più prudente confermare il sistema tariffario che era stato deliberato dal Consiglio Comunale l'anno prima. A deposito della sentenza del TAR e avendo preso anche cognizione di quelle che sono le motivazioni contenute nella pronuncia, abbiamo ritenuto di adeguare la nostra proposta di deliberazione, così come è stato illustrato in sede di Commissione. In particolare, ricordo che il TAR ha riconosciuto ampio potere discrezionale all'Amministrazione Comunale di fare quelle opportune valutazioni di politica economico sociale di stampo prettamente solidaristico (il TAR si esprime esattamente così: "Valutazioni di stampo solidaristico"), per effetto delle quali l'Amministrazione può anche essere legittimamente indotta a fissare la tariffa piena per l'ultima fascia reddituale in misura superiore al costo diretto e indiretto del pasto. Abbiamo preferito, anche per non strumentalizzare la pronuncia della Magistratura amministrativa, citare questo passaggio della sentenza del TAR in modo testuale. Questo è l'emendamento n. 1, laddove invece si diceva: "in attesa del deposito della sentenza del TAR". L'emendamento n. 2, ovviamente, abroga quella frase che diceva: "confermare quanto approvato lo scorso anno dal Consiglio Comunale". L'emendamento n. 3 va a sopprimere quella previsione che confermava la tariffa forfettaria per le scuole primarie. Arriviamo, poi, all'emendamento n. 4, che è il vero e proprio cuore del provvedimento. Vediamo che cosa si prevede. Intanto, direi che viene introdotta una grande novità per quanto riguarda le tariffe della ristorazione scolastica. In particolare, viene previsto il passaggio alla prenotazione puntuale, che l'anno scorso - come ricordate - avevamo per le tariffe della ristorazione della scuola secondaria di primo grado; quest'anno, questa sperimentazione viene estesa a tutte le scuole primarie, sicché tutta la scuola dell'obbligo andrà a regime con prenotazione puntuale dei pasti. Questo ci consente, ovviamente, di evitare sprechi di cibo, ma anche sprechi di risorse. Inoltre, siccome alla prenotazione puntuale si accompagna il pagamento puntuale dei soli pasti consumati, anche questo consentirà alle famiglie un risparmio, nella misura in cui si andranno a pagare soltanto i pasti effettivamente consumati. Un'altra novità che abbiamo introdotto riguarda le fasce reddituali che sono state spacchettate in modo da renderle più continue e con meno gradini rispetto a quelle precedenti; mi riferisco, per esempio, a quelle fasce che andavano tra 9 e 15, o tra 15 e 24, che oggi vengono sdoppiate, in modo da garantire una capacità contributiva più equa. Il sistema, proprio perché va nella direzione del pagamento puntuale dei soli pasti consumati, prevede anche una quota di iscrizione annuale che viene parametrata ogni anno sulla base del calendario scolastico regionale. Quest'anno, come sappiamo, sono 175 i giorni in cui si può usufruire del servizio di ristorazione. Per questa quota di iscrizione, che è una copertura parziale dei costi indiretti di organizzazione del servizio a carico della Città, si prevede, ovviamente, una quotazione differenziata per fasce ISEE, così come viene prevista una diversa entità della quota a seconda che si tratti dei cinque rientri previsti per la scuola primaria o del rientro nella secondaria di primo grado (ne abbiamo calcolato soltanto uno, anche se, spesso, nella secondaria di primo grado sono due, però, anche qui, abbiamo cercato un "favor" verso le famiglie). Quindi, quota fissa differenziata a seconda che i rientri siano quelli della scuola primaria o della scuola secondaria di primo grado, differenziazione sulla base delle fasce ISEE e, poi, l'importo viene suddiviso in due rate che saranno da pagare a novembre e a marzo. Dalle tabelle che abbiamo distribuito in Commissione (mi riferisco alle tabelle che sono allegate alla proposta di deliberazione e che ne costituiscono parte integrante), che indicano quelle che saranno le tariffe da pagare da parte delle famiglie a seconda della loro fascia reddituale ISEE, e anche dalle altre tabelle che abbiamo fatto avere ai Consiglieri, che, invece, vanno a suddividere la quota parte della quota di iscrizione in modo giornaliero, è possibile raffrontare qual era la tariffa dello scorso anno con la tariffa di quest'anno. Da questo confronto, è possibile percepire lo sforzo da parte di questa Amministrazione in un contesto di risorse sempre più ridotte, che, proprio in questi ultimissimi giorni, ha visto la Città essere soggetto di un ulteriore taglio di 8 milioni. A fronte di tutto ciò, quest'anno le tariffe della ristorazione scolastica andranno a vedere mediamente una riduzione di 0,20-0,30 Euro circa a pasto, mettendo insieme sia la quota di iscrizione per singolo pasto sia quanto previsto invece per il pagamento puntuale del pasto consumato. In questo modo, la scelta di questa Giunta è anche di restituire alle famiglie quella parte di risparmio che, in qualche modo, riusciamo ad ottenere dal capitolato dell'appalto del servizio di ristorazione, che quest'anno andrà a regime con quelle modifiche, anche rispetto a quelli che sono i carichi economici del contratto e, poi, anche attraverso il sistema della prenotazione puntuale che consentirà anche all'Amministrazione di avere un controllo, a questo punto preciso e puntuale, del costo dei pasti da corrispondere alle aziende di ristorazione. Questo per quanto riguarda le tariffe della ristorazione scolastica, in un nuovo sistema completamente rivisitato, che, però, prevede una riduzione di 0,20-0,30 Euro/pasto, moltiplicato per 175 pasti. Abbiamo, poi, le tariffe dei nidi. In questo caso, abbiamo semplicemente un adeguamento al tasso di inflazione programmato, così come è stato previsto per altri servizi della Città. Per quanto riguarda, invece, le scuole dell'infanzia, anche in questo caso abbiamo introdotto per questo servizio l'ISEC. Come ricorderete, con una deliberazione del Consiglio Comunale dello scorso anno, introducemmo l'ISEE Convenzionata, cioè quell'ISEE che permette di prendere in considerazione, ai fini dell'imputazione reddituale, i redditi di entrambi i genitori, al di là del fatto che siano o meno conviventi con il minore. Questa ci sembra un'innovazione importante da estendere, perché, di fatto, riconosce anche la pluralità e i diversi modi con cui la genitorialità viene vissuta oggi in questa città, ma dall'altra parte è anche una risposta a quegli escamotage che, purtroppo, in alcuni casi venivano posti in essere rispetto alla non convivenza o, tra virgolette, "false" attestazioni anagrafiche quanto alla residenza e alla composizione del nucleo familiare. Oggi noi con l'ISEC ricomponiamo il reddito di entrambi i genitori e quindi abbiamo una giusta ed equa attribuzione della fascia. Anche per la scuola dell'infanzia ci siamo esercitati nello stesso tipo di intervento che abbiamo fatto per le fasce tariffarie della ristorazione. Anche qui, abbiamo diminuito il gradino che separava una fascia dall'altra e, nella stessa misura, in modo uniforme a quanto previsto per la ristorazione, abbiamo spacchettato le fasce più ampie (quella che andava da 9 a 15 o da 15 a 24 e tra 24 e 32), le abbiamo sdoppiate e poi è stato praticato un aumento corrispondente mediamente al tasso di inflazione, che, ovviamente, è parametrato al proprio interno, nel senso che la parte più bassa della fascia ha un aumento più basso (sempre, ovviamente, all'interno del tasso di inflazione), mentre quella alta ha un aumento un po' più consistente. Questo per quanto riguarda, in linea generale, la deliberazione sulle tariffe, che, una volta approvata dal Consiglio Comunale, guiderà la tariffazione dei servizi fino alla fine dell'anno. Vorrei, poi, ricordare che con il percorso "Crescere 0-6", che è quel percorso partecipativo sui servizi per l'infanzia che abbiamo condotto in città e che è stato, in svariati momenti, oggetto di confronto anche con le Commissioni Consiliari, con i componenti del Consiglio Comunale e i Capigruppo delle varie forze politiche, si sono proposti alcuni interventi e tra questi anche la possibilità di introdurre, per quanto riguarda i nidi, oltre al tempo breve e al tempo ordinario, una terza possibilità di uscita anticipata, anziché alle ore 16.30 alle ore 15.30, ovviamente senza toccare quello che è l'impianto e l'arco orario attualmente vigente, che rimane. Ci tengo a dire che questa è una sperimentazione che immaginiamo di far partire da gennaio, anche per quanto riguarda le scuole dell'infanzia. Entrambe prevedono una riduzione della tariffa, nel caso dei nidi del 18% e per la scuola dell'infanzia del 25%, con uscita alle ore 14.00 in entrambi i casi dopo il pasto. Questo per venire incontro ad un forte calo di iscrizione nei servizi per l'infanzia, determinato ovviamente da una situazione occupazionale che ben conosciamo, oltre che dalla diminuzione fortissima delle nascite. Cito solo un dato: da 2.400 nascite, nel 2013 siamo passati a 1.600; vuol dire un terzo di nascite in meno. In molti Comuni della Provincia, come i Consiglieri sanno, ci sono dei servizi per l'infanzia comunali che stanno chiudendo. Infatti, molti Colleghi rappresentanti di altri Comuni ci stanno chiedendo una mano e li incontreremo nell'ambito proprio del progetto istituzionale che sta per trovare avviamento, quello della Città Metropolitana. Credo che questa sia una direzione che, in un momento di criticità, senza mettere in discussione quello che è l'orario normale, ci consente di provare a proporre alle famiglie, a fronte di una consistente riduzione, la possibilità di far accedere i loro bambini ai nostri servizi in condizioni di maggior favore. Diversamente, ed è quello che stiamo verificando, avremo un calo delle iscrizioni. Che cosa significa? Significa che questi bambini perderanno questa opportunità, perderanno ogni opportunità educativa, non essendo iscritti per quelle ragioni ai servizi per l'infanzia. Ho già detto in Commissione che sono sperimentazioni che immaginiamo di far partire a gennaio in alcuni servizi, valutando quello che sarà il gradimento delle famiglie. Mi sono naturalmente impegnata a portare la proposta di sperimentazione in Commissione prima di adottare qualsiasi provvedimento, e ripeto questo intendimento. Però, vorrei che fosse colto l'aspetto marginale che riguarderà credo due, tre servizi, non di più. Però, dovevamo indicarlo nella deliberazione sulle tariffe, proprio perché questo è rilevante ai fini della deliberazione di oggi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Nel riconoscere il lavoro degli anni passati, che l'Assessore ha messo in campo nella modalità in cui andavamo a cercare di capire i nuclei familiari com'erano composti (quindi, anche famiglie che, di fatto, erano due nuclei diversi, ma si usava l'escamotage di dichiarare di essere unico genitore per aver diritto a certi servizi), io però non posso non rilevare che, nonostante quello che ha detto l'Assessore, il dato demografico è un dato sul quale noi non possiamo fare nulla. Quello che penso, però, è che invece questa Città poteva fare tanto (penso al Consigliere Genisio, con il quale regolarmente abbiamo discusso anche sulle Linee programmatiche del Sindaco). Il dato di oggi dice che c'è una politica che noi facciamo per le famiglie in difficoltà, quindi a loro verrà riservato un trattamento di aumento veramente minimo. Anche l'Assessore ha affermato questo in Commissione, dicendo che giustamente siamo di fronte ad una difficoltà, il cui peso innanzitutto dev'essere portato maggiormente da chi può permetterselo. Però non posso, come Gruppo del Nuovo Centrodestra, non verificare e constatare una totale assenza sul tema delle politiche familiari. Cioè - non vorrei essere frainteso su questo - è chiaro che le risorse sono poche, ed è una scelta politica dove metterle. Noi ci siamo inventati l'ISEC, che è la struttura comunale che permette di ragionare su una serie di fattori in più. Io vedo in questo una misura che deve tenere conto del fatto che si fanno meno figli (e che, spesso, e anche fortunatamente a mio giudizio, i figli non sono solo italiani, ma sono anche di altre etnie e di altri Paesi), ma non c'è, su questo come su altro, una politica di incentivo alla natalità. Questo evidentemente è un dato piccolo, perché stiamo parlando delle mense, e chiedo ai Consiglieri di avere la lungimiranza di capire l'intervento. Non sto dicendo che da questo si può far ripartire su quanto costano le mense, ma, nello stesso tempo, mi rendo conto che c'è un'assenza pressoché totale di investimenti su quello che può essere l'aiuto alla natalità. Non è solo un problema dell'Assessore Pellerino, ci mancherebbe. Però devo sottolinearlo, perché evidentemente l'idea di pensare ad un tempo ridotto, che permette alle famiglie magari in difficoltà di andare a prendere il figlio prima a scuola, va bene, ma noi non stiamo cercando di pensare a quella che è oggi la famiglia, la fatica che sta facendo, se ha uno, due o più figli, e, nonostante le risorse minime che abbiamo, non stiamo cercando di esaminare e di disegnare un welfare che sostenga chi invece, nonostante tutto e tutti, investe nel futuro. Quindi, lo dico, perché mi rendo conto che la preoccupazione dell'Assessore è quella di far pesare il meno possibile su chi già ha poco, ma non è solo un problema legato all'Assessore Pellerino, perché, invece, dal punto di vista della garanzia rispetto al fatto che, chi riceve un sostegno, lo riceve perché ne ha diritto, e quindi i furbetti, come facemmo all'Edisu, anche qui li stiamo mettendo da parte, però questa è l'ennesima misura che dice: se ho quattro risorse, su che cosa le vado a mettere fino in fondo? Secondo me, la scommessa - e il clima del Consiglio dice che è veramente l'ultima delle priorità, e questo mi spiace per i miei Colleghi e per i Colleghi della maggioranza - è che quei quattro soldi che abbiamo o li mettiamo su chi oggi investe nel futuro di questo Paese e di questa città, mettendo al mondo dei figli, tenendo conto dei redditi che le famiglie hanno, oppure il dato di contenimento che l'Assessore cerca di contenere, quindi di far sì che chi è in difficoltà paghi meno, ma solo perché abbiamo una riduzione delle nascite, sarà solamente una politica difensiva e mai una politica di proposizione di nuove politiche. Questa è l'unica cosa che mi preoccupa, questo è l'ennesimo segnale che, di fatto, fin quando la Città non metterà sul piatto e metterà nell'agenda politica un vero sistema di quoziente familiare, fattore famiglia, chiamiamolo come vogliamo, ma che sostenga chi rischia il suo futuro, noi saremo sempre in politica difensiva, cioè facciamo pagare meno chi è in grado di pagare meno, un po' di più chi può pagare di più, ma non stiamo sostenendo le giovani coppie come Città per dire: quello che farete in futuro, sarà sostenuto. Questo era il mio intervento ed è un intervento che però aveva una nota, che voglio rimarcare, il passaggio all'ISEC secondo me è un passaggio che però dice che chi oggi si prende la responsabilità di mettere al mondo un figlio, non può più nascondersi nel doppio gioco del ragazzo padre, o della ragazza madre, ma che se ne fanno carico. Non vedo, però, da questo punto di vista - su questo è una cosa piccola, lo ripeto -, uno sviluppo e un'ipotesi di sostegno alla famiglia tradizionale, ma che soprattutto mette al mondo dei figli e che quindi noi sosteniamo in questo tentativo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Io ripercorrerò quelle che sono già state le mie osservazioni in Commissione, perché comunque ci tenevo a metterle a verbale. Innanzitutto, anch'io voglio ringraziare gli Uffici e l'Assessorato per il lavoro che è stato fatto, perché, comunque, il lavoro (anche fortemente sollecitato dalle polemiche che ci sono state) che ha portato all'introduzione di un aumento notevole delle fasce di reddito è stato oggettivamente un bel lavoro, e io penso che si riparta, o meglio, si parta con un piede sicuramente migliore rispetto al passato. Con un aumento ISTAT dell'1,5 è sicuramente, immagino, il meglio che si potesse fare. Quindi, ritengo che sia stato fatto il possibile. Non condivido, però, in parte - e forse può sembrare assurdo detto da Consiglieri di opposizione, ma io dico quello che penso - uno sconto così elevato. Lo so che può sembrare assurdo, però uno sconto così elevato, del 18% da una parte e il 25% dall'altra in base a nidi o materne, mi suscita dei dubbi. È ovvio che il ragionamento è più ampio, nel senso che se io avessi la certezza - cosa che non ho, perché poi evidentemente non ci può essere - che il 18% e il 25% sono, di fatto, lo sconto - e più o meno, Assessore, è questo quello che ci siamo detti in Commissione, quindi non aggiungo nulla di più, però ci tenevo a lasciarlo a verbale -, se io avessi la certezza che uno sconto del 18% e uno sconto del 25% riflettono il costo diretto di riduzione della mensa, perché non mangio la merenda, lo potrei anche capire, però evidentemente è una percentuale molto più alta, e in questa percentuale molto più alta lei vede - giustamente, perché poi ognuno ha un suo ruolo - un incentivo, anzi, questa è già una parola mia, lei vede la possibilità di attrarre le iscrizioni, io vedo nel medio-lungo periodo un incentivo a sminuire, invece, quello che è il servizio che la Città deve dare, perché è ovvio che la percentuale di riduzione della tariffa è una leva su cui si basano le iscrizioni. E in un momento del genere, in cui la situazione economica è quella che è, e la situazione delle famiglie è così grave, probabilmente fa gola una riduzione del 18% e del 25%. Io non vorrei che poi ci si trovasse in una situazione in cui, tra un anno o due anni, il numero di iscrizioni a questa fascia un po' più ridotta sia talmente elevato da giustificare che la Città, in qualche modo, vada a tagliare un servizio, perché si hanno risparmi, in realtà indiretti, su personale, eccetera. Qui fuori verbale qualcuno mi ha detto che forse era stata vista la mia visione, quindi per questo penso che le tariffe, in realtà, riflettano anche quella che è la nostra visione e il ruolo che noi vogliamo dare alle politiche educative della Città. Io penso che la Città debba, invece, spingere sempre di più per un ruolo fondamentale nell'educazione e nel suo ruolo educativo; quindi, a me questa leva così forte spaventa un po'. Detto ciò, mi rendo conto che si tratta di una sperimentazione, e ne sono ben contenta, però, Assessore, le sperimentazioni, in quanto tali, servono anche ovviamente per vagliare delle strade. Io prendo atto del fatto che comunque si parte da gennaio, quindi si inizia con tre o quattro scuole e se ne riparlerà; spero che ci sarà una discussione ampia nella Commissione Consiliare, perché comunque - ribadisco - poi vedremo i dati e vedremo effettivamente i genitori come risponderanno, però evidentemente, essendo la tariffa una leva, è altrettanto evidente che, di conseguenza, direttamente o indirettamente, avrà un effetto nel medio-lungo periodo sul servizio e sull'offerta che la Città di Torino vuole dare. Questo non possiamo nasconderlo. Quindi, per carità, ben venga, ribadisco, ho anche fatto i complimenti per il lavoro svolto, però mi rimane questo dubbio, quindi io comunque non parteciperò al voto della proposta di deliberazione, nonostante ci sia questa parte, e mi auguro che in quella sede si potrà riaffrontare la discussione su un orizzonte temporale un po' più lungo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io credo che ogni tipo di soluzione abbia vantaggi e svantaggi, lo vediamo anche soltanto dal modo con cui poi ognuno fa riferimento, si adegua e fa delle scelte. Ho chiesto di intervenire soltanto perché voglio ribadire a verbale che non condivido assolutamente la posizione del Consigliere Magliano, che peraltro trovo molto confusa, perché credo che non si deduca da queste cose se una politica sia a favore o non a favore delle famiglie. Al di là del fatto che parto dal presupposto che chi ha scelto di fare solo uno o due figli, non ha un quoziente morale inferiore di chi ha scelto di farne sette o otto. Fare figli è una scelta e una responsabilità, e anche per chi fa molti figli si tratta una scelta che dipende dalla... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Consigliere Liardo, ha poco da fare così, lei non ha otto figli, e io non credo che chi ha otto figli abbia un valore morale maggiore di me, che ho scelto di farne uno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, siccome lei ha detto che la politica della famiglia deve tendere anche a favorire i figli, allora io aggiungo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io non credo che la politica della famiglia debba favorire i figli, deve favorire la scelta delle persone che responsabilmente mettono al mondo i figli, ed è una cosa umana, credo naturale, volerli sani peraltro, è naturale e normale. Allora, siccome anche questo fa parte del mio lavoro e del modo con cui affronto le cose, credo che in un Consiglio Comunale si possa dire ciò che si vuole, si possa criticare l'Assessore Pellerino per le graduatorie in 50.000 modi, rifarle tutte, eccetera, ma criticare il fatto che non c'è una politica a favore delle famiglie, come se il fare più figli sia un valore positivo in assoluto, lo può essere per alcuni di noi, ma non lo è in assoluto. Peraltro, le è sfuggito anche "famiglia tradizionale", quando paradossalmente credo che oggi le fasce più deboli siano proprio quelle delle famiglie non tradizionali che hanno figli, perché molte volte si tratta di single, di famiglie separate e di tutte le situazioni che abbiamo intorno ogni giorno; e chiunque ha avuto figli in età scolare, l'ha potuto verificare con mano nelle classi che gli stavano attorno. Ecco perché credo che, se vogliamo discutere delle tariffe e del modo con cui favorire le rette per alcune fasce sociali, io sono d'accordissimo; se si vuole dare un valore legittimo di altro tipo, devo sottolineare che non è la sola posizione. Anzi, non è la posizione etica assolutamente più corretta per tutti. Credo che in una società plurale ci siano molte posizioni e molte situazioni. Ecco perché mi sembra che la soluzione trovata dall'Assessore Pellerino in questo modo rispetti questo tipo di contesto; e, non a caso, ha visto una critica da parte di chi ha la sua posizione in modo un po' rigido, proprio perché vede, invece, un difetto della difesa di quella che è la famiglia tradizionale. Dopodiché, lo ripeto - e concludo il mio intervento, lo dico adesso perché potrebbe capitare lo spunto altre 50.000 volte -, credo che fare figli sia una scelta etica di responsabilità di ognuno. I figli sono, prima di tutto, di chi li fa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Innanzitutto vorrei fare un plauso all'intervento del Consigliere Magliano, che è stato estremamente chiaro, e non riesco a capire - ma lo capisco - l'intervento del Consigliere Viale, che comunque è sempre molto pretestuoso. Io penso alla sinistra italiana, che molte volte si rifà alla politica economica francese. Io quest'estate ho avuto un confronto con amici francesi, e la politica che la Francia ha effettuato in questi ultimi 20 anni è a favore della famiglia - una parola che magari può infastidire il Consigliere Viale -, cioè in Francia hanno veramente investito in maniera massiccia, ma non l'hanno fatto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Chiedo scusa, Consigliere Viale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, facciamo intervenire il Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Io non faccio nessuna disquisizione se siano i maghrebini o i francesi o gli italiani, dico soltanto che è stata fatta una politica secondo me saggia - cosa che l'Italia non ha fatto - a favore delle politiche della famiglia, perché comunque è risaputo il fatto che... Però diventa difficile, guardi, rinuncio... PORCINO Giovanni (Presidente) Chiedo scusa, Consiglieri, consentiamo al Consigliere Liardo di intervenire. Prego, Consigliere Liardo, continui. LIARDO Enzo Ci sono delle discussioni parallele. Comunque, Presidente, io faccio già la mia dichiarazione di voto: proprio per il lavoro che è stato fatto, anche proprio di natura logistica dell'Assessorato, parteciperemo al voto, al contrario di come facciamo abitualmente, e il nostro sarà un voto di astensione, proprio per premiare la parte di lavoro che comunque abbiamo condiviso con l'Assessore. Ringrazio per l'educazione del Consigliere Viale, come sempre. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliere. Mi scuso per la confusione in Aula. La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Premetto subito che voterò la proposta di deliberazione, ma anche con una certa convinzione, non soltanto per premiare lo sforzo, anche intellettuale, che è stato profuso per cercare di correggere situazioni economiche che non dipendono dalla Città. Io non so se sarà positivo o meno far uscire i bambini alle 15.30 anziché alle 16.00, perché da qualche parte escono alle 16.00-16.15, quindi valuteremo come verrà interpretato anche questo progetto, che giustamente è stato definito sperimentale in alcune scuole, che penso saranno individuate anche in relazione ai bambini residenti. Penso che abbiamo letto tutti il rapporto pubblicato, tra l'altro, sui giornali ed è vero, la nostra città è organizzata e strutturata, a livello di nascite e di bambini in età di fascia nido e primarie, in modo molto differente. Ci sono situazioni di povertà, sono concentrate in alcune zone e non in altre, quindi può essere anche interessante leggere come una maggiore flessibilità favorisca l'inserimento di bambini e contemporaneamente l'aiuto alle mamme, magari per riuscire a trovare lavoro. Però, visti gli interventi del Consigliere Magliano e del Consigliere Viale, io mi riallaccio brevemente al programma del Sindaco approvato dal Consiglio Comunale nelle prime sedute. Il programma quinquennale aveva dei riferimenti al sostegno e allo sviluppo anche della famiglia, e comprendeva anche un accenno all'individuazione del quoziente familiare, da utilizzare come indicatore per l'erogazione di servizi e tariffe conseguenti. Quel punto entrò in discussione, mise immediatamente l'Aula in fibrillazione, e io fui una che votò contro gli emendamenti che cambiarono quello che era il testo originale proposto dal Sindaco. Lo ricordo dopo tanti anni, non ne abbiamo mai più fatto menzione, però l'inserimento nel programma del quoziente familiare forse era troppo costrittivo, però aveva un significato non rivolto alla famiglia tradizionale e basta, ma era un'attenzione sull'attivazione di tariffazioni, detrazioni fiscali e non; ne abbiamo tutti i giorni per effetto di norme anche statali, abbiamo votato un atto deliberativo proprio oggi, le cui conseguenze mi sembra comportino una diminuzione di entrate abbastanza significativa nelle casse dell'Amministrazione Comunale. Allora - e mi rivolgo al Sindaco, alla Giunta, ma anche ai componenti del Consiglio - mi piacerebbe che facessimo un momento di riflessione su cosa può voler dire quoziente familiare, sostegno alla genitorialità, senza entrare nelle barriere ideologiche che ogni volta noi tiriamo fuori, perché credo sia anche offensivo, nel rispetto delle individualità e dei vari soggetti, ma riflettere seriamente su quello che intendiamo attivare verso la fine della nostra tornata amministrativa, per lasciare a chi verrà dopo di noi un percorso già tracciato di sostegno ai nuclei - e io uso qui, come ho usato da altre parti, anche se qualcuno mi ha un po' criticata - delle nuove famiglie, dei nuovi modelli di famiglia, perché non possiamo fare distinzione tra i bisogni delle persone e i bisogni delle famiglie. Ma forse varrebbe la pena, perché tra detrazioni in base all'ISEE, detrazioni sull'IRPEF, detrazioni su quant'altro, a qualche fascia, interventi assistenziali - io l'ho già chiesto, l'avevo già anche posto -, noi abbiamo famiglie che lasciamo nel circuito assistenziale e continuiamo a lasciarle lì da tanti e tanti anni: è questo che la nostra Città vuole costruire come futuro? Siamo una Città che vuole diventare, diventa, lo è già, Città universitaria, Città dello sviluppo, ci apriamo a tutte le culture, comprese quella della finanza etica e sostenibile, poi non ci chiediamo quanto e come interveniamo con le nostre detrazioni, aiuti e sostegni che lasciano ogni cosa allo status quo, anzi, impoveriscono comunque il livello culturale e non aiutano le famiglie ad essere protagoniste del proprio divenire. Perché io sono convinta che lo Stato abbia delle competenze, ma sono anche convinta di non voler essere guidata dallo Stato e dal modello unico, che mi dice a che ora mi posso alzare, a che ora posso andare a dormire e che colore di capelli devo avere, perché questo è un po' quello che noi stiamo creando. Anziché aiutare i cittadini ad attivarsi, perché gli creiamo le facilitazioni di percorso, noi gli diciamo cosa devono fare. Questo non è favorire lo sviluppo e la crescita, ed è su questo che mi piacerebbe un confronto serio, dove diciamo tutto quello che pensiamo, senza preclusioni, ma finalizzato al futuro della città. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ho altri Colleghi iscritti per l'intervento. Chiudiamo la discussione sulla proposta di deliberazione e procediamo con l'esame degli emendamenti. L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24. L'emendamento n. 1 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'emendamento n. 2, c'è un subemendamento. Il subemendamento all'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione il subemendamento all'emendamento n. 2: presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24. Il subemendamento all'emendamento n. 2 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2 così subemendato: presenti 24, astenuti 1, favorevoli 23. L'emendamento n. 2 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22. L'emendamento n. 3 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22. L'emendamento n. 4 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 5, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22. L'emendamento n. 5 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 6, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22. L'emendamento n. 6 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 7, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7: presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24. L'emendamento n. 7 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla proposta di deliberazione. La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Come ho già anticipato prima, dichiaro che non parteciperemo al voto. Volevo soltanto fare due considerazioni, anche in seguito al dibattito che è stato fatto. Sinceramente, a me ha un po' stupito il dibattito iniziato dal Consigliere Magliano, che poi, in qualche modo, è proseguito nell'identificare nella tariffa della mensa uno strumento che deve o non deve favorire famiglie tradizionali, non tradizionali, quoziente familiare, eccetera. Consigliere Genisio, non è che io non riconosca la flessibilità, certo che riconosco la flessibilità, e non penso che l'Ente Comune debba dire ai genitori cosa devono fare dei propri figli, ci mancherebbe, ognuno ha la libertà di farlo. Però è altrettanto vero - e in questo senso si poneva il mio intervento - che, se da un lato c'è la flessibilità, dall'altro c'è anche l'utilizzo di una leva, che ha degli effetti diretti o indiretti, che uno può condividere o non condividere. Però è chiaro che uno sconto così alto, del 25%, non è correlato direttamente allo sconto reale sulla mensa, a quanto costa la merenda in meno. A me sembra oggettivo, perché se no mi chiedo come sia possibile che l'anno scorso abbiamo fatto tutti questi aumenti, e che, anche in seguito a quello che è stato fatto, con un ricorso, eccetera, e questa sensibilità sul tema della tariffa, oggi si possa dire che il 25% è applicabile. Quindi, secondo me, nell'ottica del fatto che in realtà si sta ridisegnando un sistema, io penso che, se ci fosse lo spazio di intervenire nell'abbassare il 25% per tot teste - perché poi alla fine lo si spalma -, io personalmente probabilmente preferirei andare ad infierire, o meglio, ad aiutare le fasce ISEE più deboli, anziché incentivare in un certo modo, in modo indiretto, il non utilizzo la fascia. Quindi, io dico semplicemente che la riflessione che dovrà essere fatta quando si parlerà di sperimentazione non è solo legata alla flessibilità, perché, in nome della flessibilità, tra l'altro, io personalmente, nella mia breve storia politica, ho visto passare di tutto e di più; secondo me non è una questione di flessibilità sì o flessibilità no, è una questione di dove noi vogliamo andare ad incentivare le politiche e chi vogliamo andare ad aiutare e chi meno. E io in questo penso che un ragionamento debba essere fatto, perché comunque, anche se si inizia con una sperimentazione, si sta parlando - ribadisco - di uno sconto molto, molto elevato. Il 25% è uno sconto che ha chiaramente un effetto sul soggetto che decide o meno di iscriversi ad un certo servizio. Però può anche essere che - leggiamola in un altro modo, la leggo in modo maligno, anche se non è questo il mio intento - una famiglia che è in difficoltà, perché magari si trova in una situazione in cui magari c'è una difficoltà economica, siccome noi, come Città, andiamo a spingere l'incentivo dello sconto del 25%, di fatto gli stiamo togliendo un servizio, sfruttando il fatto che questa famiglia si trova in una situazione di difficoltà. Io non voglio arrivare a quel punto, e sono sicura che l'Assessore non voleva fare quello, però gli elementi sono tanti nell'ottica di fare una politica del genere. Io invito l'Aula a ragionare su tutti, perché c'è anche una politica dietro. Non ora, ma ci sarà e bisogna rifletterci. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Intervengo per la dichiarazione di voto. Ovviamente la proposta di deliberazione è stata ampiamente discussa anche all'interno della Commissione; dopodiché, il giorno successivo, con un po' di stupore, abbiamo avuto modo di leggere su un quotidiano torinese che il Movimento 5 Stelle, ma anche Sinistra Ecologia e Libertà, avevano aperto un confronto e una polemica nei confronti dell'Assessore proprio in sede di discussione della proposta deliberativa. Invero, in realtà, non è nel senso che quindi io non posso che confermare, in questa dichiarazione di voto, che vi sarà un voto favorevole alla proposta di deliberazione. Chiaramente, il ragionamento era altro, era legato in parte anche alle cose che ha ricordato ora il Consigliere Appendino e alle preoccupazioni di un'influenza negativa sul sistema educativo e sul senso di comunanza tra i bambini; in particolar modo, nel momento che alcuni di questi, per scelta dei genitori, dovessero lasciare in anticipo la struttura scolastica rispetto ad altri, quindi, di conseguenza, anche un sentirsi in parte diversi rispetto alle altre bambine e agli altri bambini che compongono lo stesso nucleo scolastico. Tuttavia, dal momento che ancora quest'oggi l'Assessore ha ribadito che trattasi, appunto, di una sperimentazione e ha confermato la piena e totale disponibilità - come è giusto che sia - ad un confronto serrato con il Consiglio, all'interno della Commissione competente, e proprio per le motivazioni che dicevo in precedenza, il voto non potrà che essere favorevole. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Vogliamo credere - ma non so se sarà proprio come noi stiamo dicendo - che questo sconto sia venuto anche grazie ad un bando di gara che ha consentito il 10% di risparmio, quindi vogliamo credere che questo sconto sia determinato dall'utilizzo di qualche risorsa anche in merito a questo. Tuttavia, pensiamo ancora che i pasti siano troppo cari, Assessore, ed è per questo che noi ci asterremo, in attesa che quanto noi stiamo dicendo ormai da tempo veda la sua declinazione finale, cioè che il pasto a 7,00 Euro circa sia ancora troppo caro. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: presenti 30, astenuti 7, favorevoli 23. La proposta di deliberazione è approvata. PORCINO Giovanni (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22. L'immediata eseguibilità è concessa. |