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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Settembre 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2014-03482
INDIRIZZI PER L'ESERCIZIO 2014 DEL SISTEMA TARIFFARIO DEI SERVIZI EDUCATIVI.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201403482/007,
presentata dalla Giunta Comunale in data 29 luglio 2014, avente per oggetto:

"Indirizzi per l'Esercizio 2014 del sistema tariffario dei Servizi Educativi"

LEVI Marta (Vicepresidente)
Comunico che in data 17/09/2014 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati sette emendamenti e un subemendamento da parte della Giunta.
La parola all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
Partirei, se mi è consentito, dal subemendamento che non era stato illustrato in V
Commissione, per precisare che si tratta di un intervento formale, per meglio dire ad una
parte dell'atto amministrativo, il primo rigo, che era stato tagliato con la fotocopiatrice.
Quindi, vengono riproposte esattamente le diciture che erano contenute in quel primo
rigo dell'atto che è stato presentato in Commissione. Però, da quel testo,
sfortunatamente mancava esattamente la prima frase nella sua dicitura completa.
Passo, invece, all'illustrazione della proposta di deliberazione e, quindi, all'illustrazione
degli emendamenti che cambiano, direi completamente, il senso della deliberazione che
era stata approvata in Giunta e, poi, quindi, proposta in Consiglio quest'estate. In
particolare, nel momento in cui venne approvata quella proposta di deliberazione,
eravamo ancora in attesa della pronuncia del TAR e, in attesa che la pronuncia del TAR
venisse depositata, ci sembrava più prudente confermare il sistema tariffario che era
stato deliberato dal Consiglio Comunale l'anno prima.
A deposito della sentenza del TAR e avendo preso anche cognizione di quelle che sono
le motivazioni contenute nella pronuncia, abbiamo ritenuto di adeguare la nostra
proposta di deliberazione, così come è stato illustrato in sede di Commissione.
In particolare, ricordo che il TAR ha riconosciuto ampio potere discrezionale
all'Amministrazione Comunale di fare quelle opportune valutazioni di politica
economico sociale di stampo prettamente solidaristico (il TAR si esprime esattamente
così: "Valutazioni di stampo solidaristico"), per effetto delle quali l'Amministrazione
può anche essere legittimamente indotta a fissare la tariffa piena per l'ultima fascia
reddituale in misura superiore al costo diretto e indiretto del pasto.
Abbiamo preferito, anche per non strumentalizzare la pronuncia della Magistratura
amministrativa, citare questo passaggio della sentenza del TAR in modo testuale.
Questo è l'emendamento n. 1, laddove invece si diceva: "in attesa del deposito della
sentenza del TAR".
L'emendamento n. 2, ovviamente, abroga quella frase che diceva: "confermare quanto
approvato lo scorso anno dal Consiglio Comunale".
L'emendamento n. 3 va a sopprimere quella previsione che confermava la tariffa
forfettaria per le scuole primarie.
Arriviamo, poi, all'emendamento n. 4, che è il vero e proprio cuore del provvedimento.
Vediamo che cosa si prevede. Intanto, direi che viene introdotta una grande novità per
quanto riguarda le tariffe della ristorazione scolastica. In particolare, viene previsto il
passaggio alla prenotazione puntuale, che l'anno scorso - come ricordate - avevamo per
le tariffe della ristorazione della scuola secondaria di primo grado; quest'anno, questa
sperimentazione viene estesa a tutte le scuole primarie, sicché tutta la scuola
dell'obbligo andrà a regime con prenotazione puntuale dei pasti. Questo ci consente,
ovviamente, di evitare sprechi di cibo, ma anche sprechi di risorse. Inoltre, siccome alla
prenotazione puntuale si accompagna il pagamento puntuale dei soli pasti consumati,
anche questo consentirà alle famiglie un risparmio, nella misura in cui si andranno a
pagare soltanto i pasti effettivamente consumati.
Un'altra novità che abbiamo introdotto riguarda le fasce reddituali che sono state
spacchettate in modo da renderle più continue e con meno gradini rispetto a quelle
precedenti; mi riferisco, per esempio, a quelle fasce che andavano tra 9 e 15, o tra 15 e
24, che oggi vengono sdoppiate, in modo da garantire una capacità contributiva più
equa.
Il sistema, proprio perché va nella direzione del pagamento puntuale dei soli pasti
consumati, prevede anche una quota di iscrizione annuale che viene parametrata ogni
anno sulla base del calendario scolastico regionale. Quest'anno, come sappiamo, sono
175 i giorni in cui si può usufruire del servizio di ristorazione. Per questa quota di
iscrizione, che è una copertura parziale dei costi indiretti di organizzazione del servizio
a carico della Città, si prevede, ovviamente, una quotazione differenziata per fasce
ISEE, così come viene prevista una diversa entità della quota a seconda che si tratti dei
cinque rientri previsti per la scuola primaria o del rientro nella secondaria di primo
grado (ne abbiamo calcolato soltanto uno, anche se, spesso, nella secondaria di primo
grado sono due, però, anche qui, abbiamo cercato un "favor" verso le famiglie).
Quindi, quota fissa differenziata a seconda che i rientri siano quelli della scuola primaria
o della scuola secondaria di primo grado, differenziazione sulla base delle fasce ISEE e,
poi, l'importo viene suddiviso in due rate che saranno da pagare a novembre e a marzo.
Dalle tabelle che abbiamo distribuito in Commissione (mi riferisco alle tabelle che sono
allegate alla proposta di deliberazione e che ne costituiscono parte integrante), che
indicano quelle che saranno le tariffe da pagare da parte delle famiglie a seconda della
loro fascia reddituale ISEE, e anche dalle altre tabelle che abbiamo fatto avere ai
Consiglieri, che, invece, vanno a suddividere la quota parte della quota di iscrizione in
modo giornaliero, è possibile raffrontare qual era la tariffa dello scorso anno con la
tariffa di quest'anno. Da questo confronto, è possibile percepire lo sforzo da parte di
questa Amministrazione in un contesto di risorse sempre più ridotte, che, proprio in
questi ultimissimi giorni, ha visto la Città essere soggetto di un ulteriore taglio di 8
milioni.
A fronte di tutto ciò, quest'anno le tariffe della ristorazione scolastica andranno a vedere
mediamente una riduzione di 0,20-0,30 Euro circa a pasto, mettendo insieme sia la
quota di iscrizione per singolo pasto sia quanto previsto invece per il pagamento
puntuale del pasto consumato.
In questo modo, la scelta di questa Giunta è anche di restituire alle famiglie quella parte
di risparmio che, in qualche modo, riusciamo ad ottenere dal capitolato dell'appalto del
servizio di ristorazione, che quest'anno andrà a regime con quelle modifiche, anche
rispetto a quelli che sono i carichi economici del contratto e, poi, anche attraverso il
sistema della prenotazione puntuale che consentirà anche all'Amministrazione di avere
un controllo, a questo punto preciso e puntuale, del costo dei pasti da corrispondere alle
aziende di ristorazione.
Questo per quanto riguarda le tariffe della ristorazione scolastica, in un nuovo sistema
completamente rivisitato, che, però, prevede una riduzione di 0,20-0,30 Euro/pasto,
moltiplicato per 175 pasti.
Abbiamo, poi, le tariffe dei nidi. In questo caso, abbiamo semplicemente un
adeguamento al tasso di inflazione programmato, così come è stato previsto per altri
servizi della Città.
Per quanto riguarda, invece, le scuole dell'infanzia, anche in questo caso abbiamo
introdotto per questo servizio l'ISEC. Come ricorderete, con una deliberazione del
Consiglio Comunale dello scorso anno, introducemmo l'ISEE Convenzionata, cioè
quell'ISEE che permette di prendere in considerazione, ai fini dell'imputazione
reddituale, i redditi di entrambi i genitori, al di là del fatto che siano o meno conviventi
con il minore. Questa ci sembra un'innovazione importante da estendere, perché, di
fatto, riconosce anche la pluralità e i diversi modi con cui la genitorialità viene vissuta
oggi in questa città, ma dall'altra parte è anche una risposta a quegli escamotage che,
purtroppo, in alcuni casi venivano posti in essere rispetto alla non convivenza o, tra
virgolette, "false" attestazioni anagrafiche quanto alla residenza e alla composizione del
nucleo familiare. Oggi noi con l'ISEC ricomponiamo il reddito di entrambi i genitori e
quindi abbiamo una giusta ed equa attribuzione della fascia.
Anche per la scuola dell'infanzia ci siamo esercitati nello stesso tipo di intervento che
abbiamo fatto per le fasce tariffarie della ristorazione. Anche qui, abbiamo diminuito il
gradino che separava una fascia dall'altra e, nella stessa misura, in modo uniforme a
quanto previsto per la ristorazione, abbiamo spacchettato le fasce più ampie (quella che
andava da 9 a 15 o da 15 a 24 e tra 24 e 32), le abbiamo sdoppiate e poi è stato praticato
un aumento corrispondente mediamente al tasso di inflazione, che, ovviamente, è
parametrato al proprio interno, nel senso che la parte più bassa della fascia ha un
aumento più basso (sempre, ovviamente, all'interno del tasso di inflazione), mentre
quella alta ha un aumento un po' più consistente.
Questo per quanto riguarda, in linea generale, la deliberazione sulle tariffe, che, una
volta approvata dal Consiglio Comunale, guiderà la tariffazione dei servizi fino alla fine
dell'anno.
Vorrei, poi, ricordare che con il percorso "Crescere 0-6", che è quel percorso
partecipativo sui servizi per l'infanzia che abbiamo condotto in città e che è stato, in
svariati momenti, oggetto di confronto anche con le Commissioni Consiliari, con i
componenti del Consiglio Comunale e i Capigruppo delle varie forze politiche, si sono
proposti alcuni interventi e tra questi anche la possibilità di introdurre, per quanto
riguarda i nidi, oltre al tempo breve e al tempo ordinario, una terza possibilità di uscita
anticipata, anziché alle ore 16.30 alle ore 15.30, ovviamente senza toccare quello che è
l'impianto e l'arco orario attualmente vigente, che rimane.
Ci tengo a dire che questa è una sperimentazione che immaginiamo di far partire da
gennaio, anche per quanto riguarda le scuole dell'infanzia. Entrambe prevedono una
riduzione della tariffa, nel caso dei nidi del 18% e per la scuola dell'infanzia del 25%,
con uscita alle ore 14.00 in entrambi i casi dopo il pasto. Questo per venire incontro ad
un forte calo di iscrizione nei servizi per l'infanzia, determinato ovviamente da una
situazione occupazionale che ben conosciamo, oltre che dalla diminuzione fortissima
delle nascite. Cito solo un dato: da 2.400 nascite, nel 2013 siamo passati a 1.600; vuol
dire un terzo di nascite in meno.
In molti Comuni della Provincia, come i Consiglieri sanno, ci sono dei servizi per
l'infanzia comunali che stanno chiudendo. Infatti, molti Colleghi rappresentanti di altri
Comuni ci stanno chiedendo una mano e li incontreremo nell'ambito proprio del
progetto istituzionale che sta per trovare avviamento, quello della Città Metropolitana.
Credo che questa sia una direzione che, in un momento di criticità, senza mettere in
discussione quello che è l'orario normale, ci consente di provare a proporre alle
famiglie, a fronte di una consistente riduzione, la possibilità di far accedere i loro
bambini ai nostri servizi in condizioni di maggior favore. Diversamente, ed è quello che
stiamo verificando, avremo un calo delle iscrizioni. Che cosa significa? Significa che
questi bambini perderanno questa opportunità, perderanno ogni opportunità educativa,
non essendo iscritti per quelle ragioni ai servizi per l'infanzia.
Ho già detto in Commissione che sono sperimentazioni che immaginiamo di far partire
a gennaio in alcuni servizi, valutando quello che sarà il gradimento delle famiglie.
Mi sono naturalmente impegnata a portare la proposta di sperimentazione in
Commissione prima di adottare qualsiasi provvedimento, e ripeto questo intendimento.
Però, vorrei che fosse colto l'aspetto marginale che riguarderà credo due, tre servizi,
non di più. Però, dovevamo indicarlo nella deliberazione sulle tariffe, proprio perché
questo è rilevante ai fini della deliberazione di oggi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Nel riconoscere il lavoro degli anni passati, che l'Assessore ha messo in campo nella
modalità in cui andavamo a cercare di capire i nuclei familiari com'erano composti
(quindi, anche famiglie che, di fatto, erano due nuclei diversi, ma si usava l'escamotage
di dichiarare di essere unico genitore per aver diritto a certi servizi), io però non posso
non rilevare che, nonostante quello che ha detto l'Assessore, il dato demografico è un
dato sul quale noi non possiamo fare nulla. Quello che penso, però, è che invece questa
Città poteva fare tanto (penso al Consigliere Genisio, con il quale regolarmente abbiamo
discusso anche sulle Linee programmatiche del Sindaco).
Il dato di oggi dice che c'è una politica che noi facciamo per le famiglie in difficoltà,
quindi a loro verrà riservato un trattamento di aumento veramente minimo. Anche
l'Assessore ha affermato questo in Commissione, dicendo che giustamente siamo di
fronte ad una difficoltà, il cui peso innanzitutto dev'essere portato maggiormente da chi
può permetterselo.
Però non posso, come Gruppo del Nuovo Centrodestra, non verificare e constatare una
totale assenza sul tema delle politiche familiari.
Cioè - non vorrei essere frainteso su questo - è chiaro che le risorse sono poche, ed è
una scelta politica dove metterle. Noi ci siamo inventati l'ISEC, che è la struttura
comunale che permette di ragionare su una serie di fattori in più. Io vedo in questo una
misura che deve tenere conto del fatto che si fanno meno figli (e che, spesso, e anche
fortunatamente a mio giudizio, i figli non sono solo italiani, ma sono anche di altre etnie
e di altri Paesi), ma non c'è, su questo come su altro, una politica di incentivo alla
natalità.
Questo evidentemente è un dato piccolo, perché stiamo parlando delle mense, e chiedo
ai Consiglieri di avere la lungimiranza di capire l'intervento. Non sto dicendo che da
questo si può far ripartire su quanto costano le mense, ma, nello stesso tempo, mi rendo
conto che c'è un'assenza pressoché totale di investimenti su quello che può essere
l'aiuto alla natalità. Non è solo un problema dell'Assessore Pellerino, ci mancherebbe.
Però devo sottolinearlo, perché evidentemente l'idea di pensare ad un tempo ridotto, che
permette alle famiglie magari in difficoltà di andare a prendere il figlio prima a scuola,
va bene, ma noi non stiamo cercando di pensare a quella che è oggi la famiglia, la fatica
che sta facendo, se ha uno, due o più figli, e, nonostante le risorse minime che abbiamo,
non stiamo cercando di esaminare e di disegnare un welfare che sostenga chi invece,
nonostante tutto e tutti, investe nel futuro.
Quindi, lo dico, perché mi rendo conto che la preoccupazione dell'Assessore è quella di
far pesare il meno possibile su chi già ha poco, ma non è solo un problema legato
all'Assessore Pellerino, perché, invece, dal punto di vista della garanzia rispetto al fatto
che, chi riceve un sostegno, lo riceve perché ne ha diritto, e quindi i furbetti, come
facemmo all'Edisu, anche qui li stiamo mettendo da parte, però questa è l'ennesima
misura che dice: se ho quattro risorse, su che cosa le vado a mettere fino in fondo?
Secondo me, la scommessa - e il clima del Consiglio dice che è veramente l'ultima delle
priorità, e questo mi spiace per i miei Colleghi e per i Colleghi della maggioranza - è
che quei quattro soldi che abbiamo o li mettiamo su chi oggi investe nel futuro di questo
Paese e di questa città, mettendo al mondo dei figli, tenendo conto dei redditi che le
famiglie hanno, oppure il dato di contenimento che l'Assessore cerca di contenere,
quindi di far sì che chi è in difficoltà paghi meno, ma solo perché abbiamo una
riduzione delle nascite, sarà solamente una politica difensiva e mai una politica di
proposizione di nuove politiche.
Questa è l'unica cosa che mi preoccupa, questo è l'ennesimo segnale che, di fatto, fin
quando la Città non metterà sul piatto e metterà nell'agenda politica un vero sistema di
quoziente familiare, fattore famiglia, chiamiamolo come vogliamo, ma che sostenga chi
rischia il suo futuro, noi saremo sempre in politica difensiva, cioè facciamo pagare
meno chi è in grado di pagare meno, un po' di più chi può pagare di più, ma non stiamo
sostenendo le giovani coppie come Città per dire: quello che farete in futuro, sarà
sostenuto.
Questo era il mio intervento ed è un intervento che però aveva una nota, che voglio
rimarcare, il passaggio all'ISEC secondo me è un passaggio che però dice che chi oggi
si prende la responsabilità di mettere al mondo un figlio, non può più nascondersi nel
doppio gioco del ragazzo padre, o della ragazza madre, ma che se ne fanno carico.
Non vedo, però, da questo punto di vista - su questo è una cosa piccola, lo ripeto -, uno
sviluppo e un'ipotesi di sostegno alla famiglia tradizionale, ma che soprattutto mette al
mondo dei figli e che quindi noi sosteniamo in questo tentativo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Io ripercorrerò quelle che sono già state le mie osservazioni in Commissione, perché
comunque ci tenevo a metterle a verbale.
Innanzitutto, anch'io voglio ringraziare gli Uffici e l'Assessorato per il lavoro che è
stato fatto, perché, comunque, il lavoro (anche fortemente sollecitato dalle polemiche
che ci sono state) che ha portato all'introduzione di un aumento notevole delle fasce di
reddito è stato oggettivamente un bel lavoro, e io penso che si riparta, o meglio, si parta
con un piede sicuramente migliore rispetto al passato.
Con un aumento ISTAT dell'1,5 è sicuramente, immagino, il meglio che si potesse fare.
Quindi, ritengo che sia stato fatto il possibile. Non condivido, però, in parte - e forse
può sembrare assurdo detto da Consiglieri di opposizione, ma io dico quello che penso -
uno sconto così elevato. Lo so che può sembrare assurdo, però uno sconto così elevato,
del 18% da una parte e il 25% dall'altra in base a nidi o materne, mi suscita dei dubbi.
È ovvio che il ragionamento è più ampio, nel senso che se io avessi la certezza - cosa
che non ho, perché poi evidentemente non ci può essere - che il 18% e il 25% sono, di
fatto, lo sconto - e più o meno, Assessore, è questo quello che ci siamo detti in
Commissione, quindi non aggiungo nulla di più, però ci tenevo a lasciarlo a verbale -, se
io avessi la certezza che uno sconto del 18% e uno sconto del 25% riflettono il costo
diretto di riduzione della mensa, perché non mangio la merenda, lo potrei anche capire,
però evidentemente è una percentuale molto più alta, e in questa percentuale molto più
alta lei vede - giustamente, perché poi ognuno ha un suo ruolo - un incentivo, anzi,
questa è già una parola mia, lei vede la possibilità di attrarre le iscrizioni, io vedo nel
medio-lungo periodo un incentivo a sminuire, invece, quello che è il servizio che la
Città deve dare, perché è ovvio che la percentuale di riduzione della tariffa è una leva su
cui si basano le iscrizioni. E in un momento del genere, in cui la situazione economica è
quella che è, e la situazione delle famiglie è così grave, probabilmente fa gola una
riduzione del 18% e del 25%. Io non vorrei che poi ci si trovasse in una situazione in
cui, tra un anno o due anni, il numero di iscrizioni a questa fascia un po' più ridotta sia
talmente elevato da giustificare che la Città, in qualche modo, vada a tagliare un
servizio, perché si hanno risparmi, in realtà indiretti, su personale, eccetera.
Qui fuori verbale qualcuno mi ha detto che forse era stata vista la mia visione, quindi
per questo penso che le tariffe, in realtà, riflettano anche quella che è la nostra visione e
il ruolo che noi vogliamo dare alle politiche educative della Città. Io penso che la Città
debba, invece, spingere sempre di più per un ruolo fondamentale nell'educazione e nel
suo ruolo educativo; quindi, a me questa leva così forte spaventa un po'.
Detto ciò, mi rendo conto che si tratta di una sperimentazione, e ne sono ben contenta,
però, Assessore, le sperimentazioni, in quanto tali, servono anche ovviamente per
vagliare delle strade.
Io prendo atto del fatto che comunque si parte da gennaio, quindi si inizia con tre o
quattro scuole e se ne riparlerà; spero che ci sarà una discussione ampia nella
Commissione Consiliare, perché comunque - ribadisco - poi vedremo i dati e vedremo
effettivamente i genitori come risponderanno, però evidentemente, essendo la tariffa una
leva, è altrettanto evidente che, di conseguenza, direttamente o indirettamente, avrà un
effetto nel medio-lungo periodo sul servizio e sull'offerta che la Città di Torino vuole
dare. Questo non possiamo nasconderlo.
Quindi, per carità, ben venga, ribadisco, ho anche fatto i complimenti per il lavoro
svolto, però mi rimane questo dubbio, quindi io comunque non parteciperò al voto della
proposta di deliberazione, nonostante ci sia questa parte, e mi auguro che in quella sede
si potrà riaffrontare la discussione su un orizzonte temporale un po' più lungo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io credo che ogni tipo di soluzione abbia vantaggi e svantaggi, lo vediamo anche
soltanto dal modo con cui poi ognuno fa riferimento, si adegua e fa delle scelte.
Ho chiesto di intervenire soltanto perché voglio ribadire a verbale che non condivido
assolutamente la posizione del Consigliere Magliano, che peraltro trovo molto confusa,
perché credo che non si deduca da queste cose se una politica sia a favore o non a favore
delle famiglie.
Al di là del fatto che parto dal presupposto che chi ha scelto di fare solo uno o due figli,
non ha un quoziente morale inferiore di chi ha scelto di farne sette o otto. Fare figli è
una scelta e una responsabilità, e anche per chi fa molti figli si tratta una scelta che
dipende dalla... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Consigliere Liardo, ha
poco da fare così, lei non ha otto figli, e io non credo che chi ha otto figli abbia un
valore morale maggiore di me, che ho scelto di farne uno. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, siccome lei ha detto che la politica della famiglia deve tendere
anche a favorire i figli, allora io aggiungo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
No, io non credo che la politica della famiglia debba favorire i figli, deve favorire la
scelta delle persone che responsabilmente mettono al mondo i figli, ed è una cosa
umana, credo naturale, volerli sani peraltro, è naturale e normale.
Allora, siccome anche questo fa parte del mio lavoro e del modo con cui affronto le
cose, credo che in un Consiglio Comunale si possa dire ciò che si vuole, si possa
criticare l'Assessore Pellerino per le graduatorie in 50.000 modi, rifarle tutte, eccetera,
ma criticare il fatto che non c'è una politica a favore delle famiglie, come se il fare più
figli sia un valore positivo in assoluto, lo può essere per alcuni di noi, ma non lo è in
assoluto.
Peraltro, le è sfuggito anche "famiglia tradizionale", quando paradossalmente credo che
oggi le fasce più deboli siano proprio quelle delle famiglie non tradizionali che hanno
figli, perché molte volte si tratta di single, di famiglie separate e di tutte le situazioni che
abbiamo intorno ogni giorno; e chiunque ha avuto figli in età scolare, l'ha potuto
verificare con mano nelle classi che gli stavano attorno.
Ecco perché credo che, se vogliamo discutere delle tariffe e del modo con cui favorire le
rette per alcune fasce sociali, io sono d'accordissimo; se si vuole dare un valore
legittimo di altro tipo, devo sottolineare che non è la sola posizione. Anzi, non è la
posizione etica assolutamente più corretta per tutti. Credo che in una società plurale ci
siano molte posizioni e molte situazioni.
Ecco perché mi sembra che la soluzione trovata dall'Assessore Pellerino in questo
modo rispetti questo tipo di contesto; e, non a caso, ha visto una critica da parte di chi
ha la sua posizione in modo un po' rigido, proprio perché vede, invece, un difetto della
difesa di quella che è la famiglia tradizionale.
Dopodiché, lo ripeto - e concludo il mio intervento, lo dico adesso perché potrebbe
capitare lo spunto altre 50.000 volte -, credo che fare figli sia una scelta etica di
responsabilità di ognuno. I figli sono, prima di tutto, di chi li fa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Innanzitutto vorrei fare un plauso all'intervento del Consigliere Magliano, che è stato
estremamente chiaro, e non riesco a capire - ma lo capisco - l'intervento del Consigliere
Viale, che comunque è sempre molto pretestuoso.
Io penso alla sinistra italiana, che molte volte si rifà alla politica economica francese. Io
quest'estate ho avuto un confronto con amici francesi, e la politica che la Francia ha
effettuato in questi ultimi 20 anni è a favore della famiglia - una parola che magari può
infastidire il Consigliere Viale -, cioè in Francia hanno veramente investito in maniera
massiccia, ma non l'hanno fatto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Chiedo scusa, Consigliere Viale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere
Viale, facciamo intervenire il Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Io non faccio nessuna disquisizione se siano i maghrebini o i francesi o gli italiani, dico
soltanto che è stata fatta una politica secondo me saggia - cosa che l'Italia non ha fatto -
a favore delle politiche della famiglia, perché comunque è risaputo il fatto che...
Però diventa difficile, guardi, rinuncio...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Chiedo scusa, Consiglieri, consentiamo al Consigliere Liardo di intervenire.
Prego, Consigliere Liardo, continui.

LIARDO Enzo
Ci sono delle discussioni parallele. Comunque, Presidente, io faccio già la mia
dichiarazione di voto: proprio per il lavoro che è stato fatto, anche proprio di natura
logistica dell'Assessorato, parteciperemo al voto, al contrario di come facciamo
abitualmente, e il nostro sarà un voto di astensione, proprio per premiare la parte di
lavoro che comunque abbiamo condiviso con l'Assessore.
Ringrazio per l'educazione del Consigliere Viale, come sempre.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere. Mi scuso per la confusione in Aula.
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Premetto subito che voterò la proposta di deliberazione, ma anche con una certa
convinzione, non soltanto per premiare lo sforzo, anche intellettuale, che è stato profuso
per cercare di correggere situazioni economiche che non dipendono dalla Città.
Io non so se sarà positivo o meno far uscire i bambini alle 15.30 anziché alle 16.00,
perché da qualche parte escono alle 16.00-16.15, quindi valuteremo come verrà
interpretato anche questo progetto, che giustamente è stato definito sperimentale in
alcune scuole, che penso saranno individuate anche in relazione ai bambini residenti.
Penso che abbiamo letto tutti il rapporto pubblicato, tra l'altro, sui giornali ed è vero, la
nostra città è organizzata e strutturata, a livello di nascite e di bambini in età di fascia
nido e primarie, in modo molto differente. Ci sono situazioni di povertà, sono
concentrate in alcune zone e non in altre, quindi può essere anche interessante leggere
come una maggiore flessibilità favorisca l'inserimento di bambini e
contemporaneamente l'aiuto alle mamme, magari per riuscire a trovare lavoro.
Però, visti gli interventi del Consigliere Magliano e del Consigliere Viale, io mi
riallaccio brevemente al programma del Sindaco approvato dal Consiglio Comunale
nelle prime sedute. Il programma quinquennale aveva dei riferimenti al sostegno e allo
sviluppo anche della famiglia, e comprendeva anche un accenno all'individuazione del
quoziente familiare, da utilizzare come indicatore per l'erogazione di servizi e tariffe
conseguenti. Quel punto entrò in discussione, mise immediatamente l'Aula in
fibrillazione, e io fui una che votò contro gli emendamenti che cambiarono quello che
era il testo originale proposto dal Sindaco.
Lo ricordo dopo tanti anni, non ne abbiamo mai più fatto menzione, però l'inserimento
nel programma del quoziente familiare forse era troppo costrittivo, però aveva un
significato non rivolto alla famiglia tradizionale e basta, ma era un'attenzione
sull'attivazione di tariffazioni, detrazioni fiscali e non; ne abbiamo tutti i giorni per
effetto di norme anche statali, abbiamo votato un atto deliberativo proprio oggi, le cui
conseguenze mi sembra comportino una diminuzione di entrate abbastanza significativa
nelle casse dell'Amministrazione Comunale.
Allora - e mi rivolgo al Sindaco, alla Giunta, ma anche ai componenti del Consiglio - mi
piacerebbe che facessimo un momento di riflessione su cosa può voler dire quoziente
familiare, sostegno alla genitorialità, senza entrare nelle barriere ideologiche che ogni
volta noi tiriamo fuori, perché credo sia anche offensivo, nel rispetto delle individualità
e dei vari soggetti, ma riflettere seriamente su quello che intendiamo attivare verso la
fine della nostra tornata amministrativa, per lasciare a chi verrà dopo di noi un percorso
già tracciato di sostegno ai nuclei - e io uso qui, come ho usato da altre parti, anche se
qualcuno mi ha un po' criticata - delle nuove famiglie, dei nuovi modelli di famiglia,
perché non possiamo fare distinzione tra i bisogni delle persone e i bisogni delle
famiglie.
Ma forse varrebbe la pena, perché tra detrazioni in base all'ISEE, detrazioni sull'IRPEF,
detrazioni su quant'altro, a qualche fascia, interventi assistenziali - io l'ho già chiesto,
l'avevo già anche posto -, noi abbiamo famiglie che lasciamo nel circuito assistenziale e
continuiamo a lasciarle lì da tanti e tanti anni: è questo che la nostra Città vuole
costruire come futuro? Siamo una Città che vuole diventare, diventa, lo è già, Città
universitaria, Città dello sviluppo, ci apriamo a tutte le culture, comprese quella della
finanza etica e sostenibile, poi non ci chiediamo quanto e come interveniamo con le
nostre detrazioni, aiuti e sostegni che lasciano ogni cosa allo status quo, anzi,
impoveriscono comunque il livello culturale e non aiutano le famiglie ad essere
protagoniste del proprio divenire. Perché io sono convinta che lo Stato abbia delle
competenze, ma sono anche convinta di non voler essere guidata dallo Stato e dal
modello unico, che mi dice a che ora mi posso alzare, a che ora posso andare a dormire
e che colore di capelli devo avere, perché questo è un po' quello che noi stiamo creando.
Anziché aiutare i cittadini ad attivarsi, perché gli creiamo le facilitazioni di percorso,
noi gli diciamo cosa devono fare. Questo non è favorire lo sviluppo e la crescita, ed è su
questo che mi piacerebbe un confronto serio, dove diciamo tutto quello che pensiamo,
senza preclusioni, ma finalizzato al futuro della città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non ho altri Colleghi iscritti per l'intervento.
Chiudiamo la discussione sulla proposta di deliberazione e procediamo con l'esame
degli emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24.
L'emendamento n. 1 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'emendamento n. 2, c'è un subemendamento.
Il subemendamento all'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione il subemendamento
all'emendamento n. 2:
presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24.
Il subemendamento all'emendamento n. 2 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2 così
subemendato:
presenti 24, astenuti 1, favorevoli 23.
L'emendamento n. 2 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'emendamento n. 3 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'emendamento n. 4 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 5, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'emendamento n. 5 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 6, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6:
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'emendamento n. 6 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 7, presentato dall'Assessore Pellerino, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7:
presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24.
L'emendamento n. 7 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla proposta di deliberazione.
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Come ho già anticipato prima, dichiaro che non parteciperemo al voto.
Volevo soltanto fare due considerazioni, anche in seguito al dibattito che è stato fatto.
Sinceramente, a me ha un po' stupito il dibattito iniziato dal Consigliere Magliano, che
poi, in qualche modo, è proseguito nell'identificare nella tariffa della mensa uno
strumento che deve o non deve favorire famiglie tradizionali, non tradizionali, quoziente
familiare, eccetera.
Consigliere Genisio, non è che io non riconosca la flessibilità, certo che riconosco la
flessibilità, e non penso che l'Ente Comune debba dire ai genitori cosa devono fare dei
propri figli, ci mancherebbe, ognuno ha la libertà di farlo. Però è altrettanto vero - e in
questo senso si poneva il mio intervento - che, se da un lato c'è la flessibilità, dall'altro
c'è anche l'utilizzo di una leva, che ha degli effetti diretti o indiretti, che uno può
condividere o non condividere. Però è chiaro che uno sconto così alto, del 25%, non è
correlato direttamente allo sconto reale sulla mensa, a quanto costa la merenda in meno.
A me sembra oggettivo, perché se no mi chiedo come sia possibile che l'anno scorso
abbiamo fatto tutti questi aumenti, e che, anche in seguito a quello che è stato fatto, con
un ricorso, eccetera, e questa sensibilità sul tema della tariffa, oggi si possa dire che il
25% è applicabile.
Quindi, secondo me, nell'ottica del fatto che in realtà si sta ridisegnando un sistema, io
penso che, se ci fosse lo spazio di intervenire nell'abbassare il 25% per tot teste - perché
poi alla fine lo si spalma -, io personalmente probabilmente preferirei andare ad
infierire, o meglio, ad aiutare le fasce ISEE più deboli, anziché incentivare in un certo
modo, in modo indiretto, il non utilizzo la fascia.
Quindi, io dico semplicemente che la riflessione che dovrà essere fatta quando si parlerà
di sperimentazione non è solo legata alla flessibilità, perché, in nome della flessibilità,
tra l'altro, io personalmente, nella mia breve storia politica, ho visto passare di tutto e di
più; secondo me non è una questione di flessibilità sì o flessibilità no, è una questione di
dove noi vogliamo andare ad incentivare le politiche e chi vogliamo andare ad aiutare e
chi meno. E io in questo penso che un ragionamento debba essere fatto, perché
comunque, anche se si inizia con una sperimentazione, si sta parlando - ribadisco - di
uno sconto molto, molto elevato.
Il 25% è uno sconto che ha chiaramente un effetto sul soggetto che decide o meno di
iscriversi ad un certo servizio. Però può anche essere che - leggiamola in un altro modo,
la leggo in modo maligno, anche se non è questo il mio intento - una famiglia che è in
difficoltà, perché magari si trova in una situazione in cui magari c'è una difficoltà
economica, siccome noi, come Città, andiamo a spingere l'incentivo dello sconto del
25%, di fatto gli stiamo togliendo un servizio, sfruttando il fatto che questa famiglia si
trova in una situazione di difficoltà.
Io non voglio arrivare a quel punto, e sono sicura che l'Assessore non voleva fare
quello, però gli elementi sono tanti nell'ottica di fare una politica del genere.
Io invito l'Aula a ragionare su tutti, perché c'è anche una politica dietro. Non ora, ma ci
sarà e bisogna rifletterci.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Intervengo per la dichiarazione di voto. Ovviamente la proposta di deliberazione è stata
ampiamente discussa anche all'interno della Commissione; dopodiché, il giorno
successivo, con un po' di stupore, abbiamo avuto modo di leggere su un quotidiano
torinese che il Movimento 5 Stelle, ma anche Sinistra Ecologia e Libertà, avevano
aperto un confronto e una polemica nei confronti dell'Assessore proprio in sede di
discussione della proposta deliberativa.
Invero, in realtà, non è nel senso che quindi io non posso che confermare, in questa
dichiarazione di voto, che vi sarà un voto favorevole alla proposta di deliberazione.
Chiaramente, il ragionamento era altro, era legato in parte anche alle cose che ha
ricordato ora il Consigliere Appendino e alle preoccupazioni di un'influenza negativa
sul sistema educativo e sul senso di comunanza tra i bambini; in particolar modo, nel
momento che alcuni di questi, per scelta dei genitori, dovessero lasciare in anticipo la
struttura scolastica rispetto ad altri, quindi, di conseguenza, anche un sentirsi in parte
diversi rispetto alle altre bambine e agli altri bambini che compongono lo stesso nucleo
scolastico.
Tuttavia, dal momento che ancora quest'oggi l'Assessore ha ribadito che trattasi,
appunto, di una sperimentazione e ha confermato la piena e totale disponibilità - come è
giusto che sia - ad un confronto serrato con il Consiglio, all'interno della Commissione
competente, e proprio per le motivazioni che dicevo in precedenza, il voto non potrà che
essere favorevole.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Vogliamo credere - ma non so se sarà proprio come noi stiamo dicendo - che questo
sconto sia venuto anche grazie ad un bando di gara che ha consentito il 10% di
risparmio, quindi vogliamo credere che questo sconto sia determinato dall'utilizzo di
qualche risorsa anche in merito a questo.
Tuttavia, pensiamo ancora che i pasti siano troppo cari, Assessore, ed è per questo che
noi ci asterremo, in attesa che quanto noi stiamo dicendo ormai da tempo veda la sua
declinazione finale, cioè che il pasto a 7,00 Euro circa sia ancora troppo caro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
presenti 30, astenuti 7, favorevoli 23.
La proposta di deliberazione è approvata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'immediata eseguibilità è concessa.

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