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PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Parlerò all'Assessore Curti solo per la prima parte del mio intervento, poi mi rivolgerò al Sindaco, perché ormai sappiamo quanto sia all'avanguardia l'Assessore Curti, quindi non vorremmo disturbarla nelle sue valutazioni. Torino non sta mai ferma, speriamo non abbia le convulsioni in questo caso. L'Assessore Curti non ha risposto per niente alle nostre domande, perché non sappiamo di che cosa si parla in questo convegno, non sappiamo chi interviene, non sappiamo con quali Paesi del mondo islamico parliamo, non sappiamo se si parla di questioni legate ai finanziamenti delle fazioni estreme dello jihadismo e dell'islamismo. Quindi vorrei capire… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io non l'ho sentito; per cui, se l'Assessore ce lo ripete, cerco di capirlo meglio, perché sinceramente non ho proprio capito chi sia questa associazione che organizza questa iniziativa. Quindi se l'Assessore ci potesse rispondere in maniera chiara su chi interviene, di che cosa parliamo, con quali Paesi arabi interloquiamo, ci farebbe una cortesia. Un piccolo cappello sulla questione del comunicato stampa della Città di Torino. Inserire la parola "Sharia" all'interno di un comunicato stampa della Città, senza spiegazioni, ci sembra oggettivamente troppo. La Sharia è una norma cogente di diritto positivo all'interno dell'Islam, conseguentemente ciò che è religione, è anche Stato. Credo che fino a prova contraria il Comune di Torino sia all'interno di uno Stato laico, pertanto citare "Sharia" all'interno di un comunicato stampa - anche se naturalmente non dipende dall'Ufficio Stampa, dal Consiglio e dalla Giunta - ci lascia assolutamente basiti e alquanto sconcertati. Credo che questo tipo di iniziativa sia anche fuori tempo, Assessore. Tra l'altro, è sicuro che si svolgerà il convegno? Mi pare fuori tempo, perché a meno che l'Assessore non si voglia porre come la paladina della pace nel mondo, allora in questo caso ha ragione, però credo che la Città di Torino non abbia questa competenza, a fronte di una coalizione internazionale che proprio in questi giorni si pone a salvaguardia delle nostre tradizioni, delle nostre radici religiose. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è una coalizione internazionale che non dipende da noi. Quindi, questo tipo di convegno mi sembra poco rispettoso, in questo momento storico, in questo preciso istante, per coloro che stanno morendo e che probabilmente moriranno a seguito di queste situazioni. Adesso mi rivolgo al Sindaco. È chiaro che la polemica sale, forse strumentalmente, però ci costringete a essere strumentali, signor Sindaco. In questo momento storico non è accettabile che una persona come il Sindaco Fassino, che ha fatto il Ministro degli Esteri e ha rapporti internazionali di assoluto livello, possa accettare che la Città di Torino esprima un convegno di queste dimensioni, scrivendo all'interno del comunicato stampa "Sharia". Chiaramente possiamo essere intesi come strumentali, ma mi sembra oggettivamente imbarazzante e un pochino difficile da digerire per coloro che credono che, ad esempio, le radici giudaico cristiane dovessero essere inserite all'interno della Costituzione europea. Questo non è stato fatto, a seguito di una serie di lobby internazionali che hanno impedito di determinare con chiarezza le nostre tradizioni. E questo ha indebolito moltissimo i Paesi europei nei confronti dei Paesi islamici. In secondo luogo, non tutti i Paesi islamici sono uguali. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto. Allora diteci con chi parliamo, per favore. Chiariteci questo convegno, perché se parliamo con il Marocco, possiamo ancora..., ma se parliamo con l'Arabia Saudita, o altri Paesi, ci sembra oggettivamente un pochino sprezzante. In terzo luogo, l'idea multiculturale, che devasta la vostra parte politica, dovrebbe essere cancellata dal vostro vocabolario e dalle vostre azioni politiche. Parliamo di multi-laicismo, questo ha più senso. Multiculturalismo non è nostro, non appartiene alla nostra tradizione, non è una laicità positiva, non è un modo corretto di portare avanti le cose. Poi mi stupisce - ma questo purtroppo fa parte della realtà - che gli ideali basilari sui quali i Paesi degli Stati Uniti, dell'Australia, dei Paesi del Nord fondano la propria politica, non siano comuni in Italia. È per questo che siamo arrivati a questo punto. Non ci saremmo mai sognati di pensare che in un Consiglio Comunale dovessimo discutere della parola "Sharia", invece siamo arrivati anche a questo. Ma questo è merito dell'Assessore Curti. Infine, chiedo all'Assessore se nel convegno si parlerà anche di questioni legate ai finanziamenti alle fazioni estremiste dei Paesi arabi, perché anche questo è un modo chiaro di illustrare alla cittadinanza questa vostra farneticante iniziativa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Per evitare di essere deriso o interrotto dal Consigliere Cassiani, gli concedo la parola, così quello che ha da dire, lo dice subito. PORCINO Giovanni (Presidente) Non si sostituisca alla Presidenza, Consigliere Liardo. La prego di intervenire, o di rinunciare in alternativa. LIARDO Enzo No, non rinuncio proprio per niente. PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate Consiglieri, c'è un ordine di interventi sulla base della prenotazione. Ho ancora iscritti, nell'ordine, i Consiglieri Liardo e Bertola, e nessun altro. Rinuncia all'intervento, Consigliere Liardo? (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Scusate, riportiamo l'ordine. Consiglieri Cassiani e Liardo, vi richiamo formalmente. Intervenga, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Io voglio fare un discorso di carattere generale, in primo luogo all'Assessore Curti. Vorrei più che altro darle un consiglio, anche se ormai è fuori tempo massimo, perché noi non ne sapevamo nulla di questa vicenda, è stata un po' una bomba a ciel sereno. Questo convegno mi sembra veramente fuori luogo in questo momento, anche se l'Assessore è andata a prendere delle ragioni molto antiche, citando i rapporti anche di natura economica che ci sono stati tra il mondo occidentale e il mondo islamico. L'Assessore sa che cosa sta succedendo in questo momento, ciononostante vuole rivolgersi alla finanza islamica, che probabilmente (come diceva il Capogruppo Marrone) finanzia determinate operazioni, perché sappiamo benissimo che le azioni di terrorismo hanno bisogno di notevoli risorse economiche. È necessario pervenire a una normalizzazione all'interno del mondo islamico, chiedendo al potere economico dei Paesi arabi - oggetto di questo convegno - di isolare e penalizzare i gruppi estremisti, se vogliono avviare una discussione all'interno del mondo islamico. Questo, però, non avviene mai, perché comunque vedono da parte nostra una sorta di condiscendenza su tutto. Ovviamente i giornali hanno subito sottolineato il primato al dialogo di Torino, ma sono sempre dei primati che non interessano al cittadino torinese. L'Assessore ha sempre dialogato con delle fazioni che molte volte hanno solo dato dei problemi a questa Città. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, è vero; l'Assessore sa benissimo che ne sono a conoscenza. Perciò bisognerebbe finirla. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Signor Sindaco, le minacce da parte di certi gruppi le ho ricevute io, non lei. C'è anche una denuncia in atto. Quindi, l'Assessore li ha assecondati bene in questi anni. C'è una cosa che non riesco a capire. Io ho un'alta considerazione delle Colleghe del PD presenti in questo Consiglio Comunale; ma non lo dico per piaggeria, lo penso sul serio, perché hanno la forza di autodeterminarsi anche all'interno del loro Gruppo. Per cui, non riesco a capire per quale ragione hanno questo interesse per un mondo che mortifica la donna. In questi anni, le Circoscrizioni hanno organizzato molti corsi per le donne arabe, per insegnargli magari l'uso del computer, ma a questi corsi sistematicamente non partecipava nessuno, perché gli uomini non le mandavano. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È vero, lo dicevano anche i coordinatori in Commissione. Ma voi continuate imperterriti. Le cose così non vanno, perché il mondo islamico pensa veramente che noi siamo al loro servizio. Non c'è un minimo di reciprocità tra noi e loro. Noi non possiamo organizzare nulla nel loro mondo; non voglio dire la classica parrocchia, ma se andiamo nel loro mondo, dobbiamo assolutamente sottostare alle loro tradizioni. Mentre quando vengono da noi, dobbiamo rispettare le loro tradizioni. Basta vedere al mattino quando partono i furgoncini che gestiscono le mense scolastiche. Lo so che è un discorso terra terra, ma lo voglio fare. PORCINO Giovanni (Presidente) La prego di concludere, Consigliere. LIARDO Enzo Sì, concludo, Presidente. Partono solo tutti i furgoncini che vanno a gestire le mense scolastiche, ci sono tante tipologie di alimentazione e noi siamo veramente in soggezione del loro mondo. Questo, comunque, loro lo avvertono ed è un atteggiamento che dovremmo cercare di mutare, anche perché, ripeto e chiudo, un minimo di reciprocità su questo mondo ci vorrebbe, cosa che oggi non abbiamo. Siamo esattamente appiattiti alle loro posizioni. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Il tema è interessante e importante, però, visto il livello che ha raggiunto il dibattito, mi veniva voglia di non intervenire. Volevo solo precisare che, per quanto ci riguarda, è giusto che si parli della finanza islamica e che si capisca anche come interagire con essa, peraltro ci manca ancora che sia la politica a decidere che cosa si può e non si può discutere in un convegno, però la cosa che ha suscitato un po' di perplessità è stato un paragrafo del comunicato stampa, dove si parlava dei cittadini europei che vivono secondo la Sharia, non soltanto per gli aspetti economici, ma secondo gli aspetti sociali, politici, culturali, comunitari, eccetera. Questo, secondo me, richiede una riflessione, un chiarimento che dobbiamo fare perché, da una parte, è giusto accogliere, integrare, rispettare i costumi, eccetera, dall'altra, parte degli usi islamici, della Sharia, eccetera, non sono compatibili con i valori fondamentali della nostra Costituzione. Se non altro per quanto riguarda i diritti delle donne, la parità di trattamento verso le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e tutta una serie di situazioni. Credo che sia chiaro che ci si debba porre verso il mondo islamico come verso qualunque altro mondo o cultura che voglia stabilirsi in Italia, su alcune cose ci deve essere la massima disponibilità a capire, a scoprire, anche a migliorare, magari prendere cose interessanti, come può essere un modo diverso di fare finanza, e importarle anche nella nostra società; su altre cose però ci sono dei valori non negoziabili, che la politica e le Istituzioni hanno il dovere di difendere, a partire dalla situazione dei diritti di genere, della parità tra uomo e donna, dei diritti delle donne. Su questo ci vorrebbe, effettivamente, una riflessione, perché spesso da alcune parti politiche si fanno giustamente battaglie sull'uguaglianza di genere e contro la violenza di genere, poi però quando si parla di immigrazione, questo aspetto finisce un po' in secondo piano rispetto all'esigenza di essere giustamente accoglienti, di integrarsi. Invece, secondo me, sono due aspetti che devono viaggiare insieme, quindi bisogna essere chiari anche nel rapporto con queste culture sul fatto che non vogliamo… io non vorrei vivere in una Città dove vedo le donne andare in giro completamente coperte, con il burqa e, magari, non per loro scelta, ma perché imposto dalla famiglia, dal marito. Credo che dobbiamo porci la domanda su dove vogliamo arrivare culturalmente magari fra vent'anni, perché se uno va anche solo in Francia o in Germania, questi problemi sono significativi. Adesso da noi, forse anche perché l'integrazione è ancora all'inizio, quindi magari vivono in parti della Città dove non andiamo, questi problemi non sono ancora esplosi con tutta la forza con cui lo sono in Francia, in Inghilterra, in Germania, però dobbiamo stabilire il confine fra l'accoglienza e l'integrazione ed il valore non negoziabile della Costituzione Italiana. In questo senso era la mia richiesta di chiarimento, ovviamente non vale per gli altri Gruppi, vorrei solo essere sicuro che però la vediamo allo stesso modo sul fatto che alcune parti della legge e della cultura islamica non sono accettabili nella vita di una normale società italiana, europea. Una volta chiarito questo, ben venga il dialogo e ben venga anche la possibilità di favorire l'integrazione, anche tramite l'utilizzo di strumenti finanziari più consoni a questa società, da cui magari possiamo prendere spunti positivi per noi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Sono abbastanza allibito nel sentire esponenti delle forze politiche, che hanno governato questo Paese, questa Regione e hanno necessariamente avuto rapporti con Paesi, tra virgolette, "islamici", fare di tutta l'erba un fascio e usare la parola islamico, islamismo brandendo anche fotografie, eccetera, come se dovessimo giudicare i cristiani o la religione cattolica da Militia Christi o altre associazioni tra le più estremiste che ci siano. È qualche cosa che davvero stride contro il buonsenso. Si tratta di un aspetto specifico, cioè un convegno sulla finanza, ovviamente la finanza islamica, che peraltro in Europa c'è, come c'è già in altri Paesi; non so se Torino sia la prima Città italiana che non promuove, ma discute e affronta la questione, tenendo presente che i cittadini di religione islamica, stranieri o italiani, sono sempre di più in questo Paese e anche a Torino sono una quota molto significativa ed è molto difficile capire cosa fanno dei soldi che guadagnano, al di là di mandarli indietro nei propri Paesi, quando lo fanno. Ecco perché credo che l'iniziativa sia corretta e abbia un significato ovviamente di confronto in una società moderna. Non voglio addentrarmi sicuramente su questioni di finanza, la finanza senza interesse o comunque la finanza non speculativa non è soltanto patrimonio di una certa cultura islamica, ma ci sono anche altre situazioni di questo tipo nel mondo. Faccio semplicemente due ragionamenti invitando i miei Colleghi e tutti quanti a ragionarci sopra e il PD che in questo momento rappresento, io sono tra i primi che denuncia le discriminazioni nei confronti delle donne in Arabia Saudita o nei Paesi arabi e non ricordo di aver mai sentito nessun politico italiano dire: "Interrompiamo i rapporti diplomatici con l'Arabia Saudita". In questi giorni il Papa è andato a dare un messaggio all'Islam, l'ha fatto in Albania che è un Paese islamico e non ha la Sharia, noi abbiamo la Turchia. L'Albania è un Paese che entrerà nell'Unione Europea, e spero che nessuno ponga un veto come è stato erroneamente fatto con la Turchia, perché il problema dei paesi laici - visto che mi tira per i capelli -, è di coloro che contestano che una piena laicità in questo Paese è ancora da raggiungere, e non siamo certo in un Paese islamico. Ieri io e il Consigliere Marrone eravamo alla Breccia di Porta Pia per motivi differenti, ognuno con la sua commemorazione, le sue posizioni, ma è un simbolo in questo Paese e tante brecce di Porta Pia devono essere ancora fatte, probabilmente, anche per i Paesi e per il mondo islamico. Per concludere, credo che il nostro ruolo sia quello di criticare duramente e il fatto che voi avete detto che andiamo nei Paesi islamici e siamo soggetti alle loro leggi, anche gli islamici che vengono nel nostro Paese sono soggetti alle nostre leggi che per fortuna sono più liberali, per fortuna sono più aperte ed è un modello che bisogna portare avanti. Credo che soltanto un modello di inclusione possa allargare i confini dell'Europa coinvolgendo il laicismo islamico, o comunque dei Paesi islamici e anche della religione islamica, altrimenti rischiamo di chiuderci in un fortino e di trovarci poi a brandire la spada pensando di difenderci e, invece, finiamo soltanto per soccombere, come ho visto poco fa fare da voi. Ecco perché questo convegno ha un forte significato simbolico, sicuramente è un convegno di studi, di approfondimento ed è ovvio che lo si fa con un'associazione che si occupa di finanza islamica, che è forse l'associazione europea più antica, adesso non conosco benissimo la questione e non vado oltre, ma lo fa l'Università di Torino, la Camera di Commercio e, con beneficio di inventario, se sicuramente questa maggioranza, questo Sindaco, questa Giunta da questo punto di vista possono essere considerati conniventi con l'Islam peggiore, è più difficile che questa accusa venga rivolta alla Camera di Commercio e all'Università di Torino. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho ancora iscritti a parlare, nell'ordine, i Consiglieri Araldi, Cassiani, Cervetti e Magliano. La parola al Consigliere Araldi. ARALDI Andrea Non vuole esserci assolutamente nessuna polemica, ma mi sembra che sia un po' il gioco di Pavlov, che quando si sente una certa parola, automaticamente tutti si aizzano, perché effettivamente stiamo parlando di un congresso organizzato da Istituzioni che poco hanno di così fortemente politicizzato o così fortemente ideologico. Ho apprezzato l'excursus storico che l'Assessore ci ha rivolto, in cui veniva coinvolta anche tutta la storia della religione cattolica, ma onestamente ne avrei fatto volentieri a meno, perché in un normale e ragionevole clima di laicità non mi interessa giustificare una religione con l'altra. Si tratta di un congresso sulle regole della finanza islamica. Alcune delle regole che poi nei bar tutti dicono: "I derivati sono la colpa di tutta la crisi", eccetera, quindi per molti aspetti, tra l'altro, vanno poi a coincidere. Personalmente, ho qualche dubbio su queste affermazioni, perché ovviamente tutti sappiamo gli effetti perversi di certe operazioni finanziarie, ma questo mondo si regge anche su operazioni finanziarie e diventa difficile tracciare il confine tra quando diventa perverso e quando invece è semplicemente complesso, ma utile. Quindi, evviva le regole della finanza islamica, evviva le regole etiche che si possono dare alle Istituzioni finanziarie, ma da liberale poi mi preoccupo che bisogna comunque comprendere in maniera ampia, perché non si tratta semplicemente di mettere dei soldi in una operazione finanziaria, non per questo automaticamente è una cosa negativa. Sono, quindi, onestamente perplesso dal livello della polemica in senso positivo. Non credo che Bin Laden sulle Twin Tower si sia fatto finanziare dalla finanza islamica. Semplicemente le società della famiglia erano quotate a New York stock exchange e, quindi, gli abbiamo fornito noi i soldi per organizzare quell'attentato. Sharia. Sono sicuro che chi siede da quella parte non ha paura delle parole, come non abbiamo paura noi, e quindi Sharia ha un certo significato. È ovvio che in un momento di tensione tra due civiltà, tra due religioni, le parole sono importanti, ma non per questo credo che si debba dire che non possiamo utilizzare il termine "Sharia". Loro mondo, nostro mondo. Comprendo l'immediatezza di questa descrizione, ma non mi convince più, perché non è più descrittiva di questa realtà. Credo che si sia andati un po' oltre le righe, e ancorché possa comprendere i punti di vista dell'opposizione, non vorrei che questa polemica fosse pretestuosa, ed è anche questo, non me ne voglia, Consigliere Ricca… PORCINO Giovanni (Presidente) La invito a concludere, Consigliere. ARALDI Andrea Sto terminando. Quelle foto forse sono fuori argomento, a mio avviso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi lascia terminare? Glielo dico senza polemica. Certo, sono attualissime, ma sono fuori argomento per un congresso a Torino sulla finanza islamica. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Non pensavo che si arrivasse in quest'Aula con questo clima da crociata, tenendo conto che delle Crociate abbiamo fatto ammenda, anche il Santo Padre dopo molti anni ha riconosciuto come quel tipo di atteggiamento è da condannare, così come quello di alcuni, e sono d'accordo con il Consigliere Marrone, che la coalizione non dell'Occidente, ma una coalizione che ha nei Paesi arabi e musulmani il fondamento, il fulcro, sarà e farà un'azione di forza contro quegli assassini. Ma confondere gli assassini con l'Islam, confondere gli assassini con un miliardo di persone che hanno una religione, che ha la stessa dignità, la stessa diffusione delle altre grandi religioni monoteistiche mondiali, e non solo, credo sia un esercizio di bassissimo livello e bassissima lega per un Consiglio Comunale. Considerando che il convegno - lo diceva il Consigliere Viale - è stato realizzato da Enti Pubblici e che, quindi, il patrocinio della Città non può essere altro che ad adiuvandum rispetto a questi, l'Università e la Camera di Commercio, credo che ci sono convegni sulla finanza islamica, come ci sono quelli sulla finanza cattolica, esistono convegni annuali in Italia dove si trovano imprenditori, persone che fanno riferimento alla cultura cattolica, che discutono e mettono a confronto le proprie idee sulla cultura cattolica che sono stati banchieri. Ci sono banchieri che tutti i giorni vengono indicati dai giornali come banchieri cattolici, non c'è nulla di male. Ci sarà anche una finanza indù, credo, una finanza ebraica, come è normale che sia, ma aver paura di questo è pericoloso. La Chiesa dovette giustificare la vicenda dei prestiti e quindi dell'usura, giustificandola filosoficamente con il fatto che il tempo era di Dio, quindi non si poteva utilizzare per fare soldi, si misero nel Purgatorio, che poi Dante ci spiegò tutto quanto attraverso quel periodo. Quindi la storia del nostro Paese, da questo punto di vista, è stata all'avanguardia nel mondo, perché in realtà la vicenda dell'interesse, la vicenda dell'utilizzo del tempo che non può produrre denaro è molto interessante dal punto di vista storico e adesso sorridiamo nel pensare che, in qualche modo, ha fatto sì che soltanto alcune religioni potessero chiedere l'interesse sui prestiti, mentre altre non potevano farlo per un motivo di carattere religioso. Ma guardate che poi le vicende economiche e religiose si fondono e quando si comprende dopo secoli che in Occidente abbiamo avuto l'Illuminismo, abbiamo avuto la separazione dei poteri, invece in quei Paesi - e avete fatto bene a dirlo - non ci sono stati, ha ragione il Consigliere Viale, non voglio diventare come l'Arabia Saudita, voglio che l'Arabia Saudita diventi come l'Italia da questo punto di vista. Ecco perché un musulmano può venire in Italia e nessuno gli nega di poter pregare o di poter girare nelle nostre strade o di poter accedere ai nostri luoghi di culto, mentre invece è impedito per gli italiani o per gli europei o per gli occidentali. Non è che sbagliamo noi a non avere lo stesso atteggiamento, sbagliano loro, ed è per questo che credo che questo tipo di iniziative non possano fare altro che avvicinare ad una cultura diversa dalla nostra per comprenderne gli aspetti, e non c'è in quel mondo, ripeto, un miliardo di persone, soltanto quel tipo di persone che hanno fatto vedere in fotografie orrende i Consiglieri della Lega Nord, sono milioni di persone pacifiche che vivono e lavorano come tutti noi ogni giorno. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Sindaco, oggi mi rivolgo a lei nel mio intervento. Mi rivolgo a lei in quanto uomo di grande equilibrio e uomo di grande esperienza politica e sociale, e mi rivolgo a lei, perché è lei oggi che guida la nostra Città. Le faccio una sorta di preghiera, le rivolgo un suggerimento. Può andare benissimo il convegno di oggi, perché si può accettare, tolto il fatto che oggi non mi è chiaro l'oggetto del convegno, perché mi aspettavo che l'Assessore oggi ci relazionasse rispetto agli aspetti pragmatici, concreti di un apporto che poteva portare il convegno in sinergia con l'economia torinese e piemontese, mentre invece mi è sembrato più un intervento con questo excursus storico quasi di partito preso, di una difesa partita ancora prima dell'attacco. Ma a parte questo, continuo a rivolgermi a lei, Sindaco, rinnovando tutta l'intenzione di poter accettare questa iniziativa, però la pregherei di non dimenticare una cosa, di non allontanare quello che invece potrebbe essere un atteggiamento di grande apertura culturale, diversifichiamo anche, non concentriamo tutta l'attenzione dei rapporti culturali di altri Paesi, di altri popoli solo su quello islamico. Va benissimo un convegno islamico, però abbiamo anche un'India che ci dimostra che negli ultimi dieci anni ha avuto un'economia di successo, abbiamo una Cina e un Giappone che sono da imitare in molti aspetti della loro struttura economica. Quindi diversifichiamo, non facciamo l'errore di unificare la nostra attenzione solo… lei fa "no" con la testa, adesso c'è il convegno islamico, in questi giorni c'era questa grande polemica anche un po' di basso livello sugli artisti israeliani che partecipavano a MITO, cioè non rischiamo di etichettarci come una Città che ha già deciso di seguire un filone culturale. Ricordiamoci che esistono altri esempi culturali, altri popoli che chiedono l'integrazione, altre economie da simulare che possono portare un valore aggiunto alla nostra Città. Quindi grazie per il convegno, cercheremo di capire poi quale sarà stato il suo valore aggiunto, però per favore cerchiamo altre iniziative. Ma lo chiedo a lei e forse anche all'Assessore Passoni, che mi aspettavo di sentire, vista la materia, più che non chi si dovrebbe occupare di politiche sociali. Cerchiamo davvero di amplificare i nostri orizzonti e i nostri interessi, per non dare adito a difendere troppo un'unica corrente culturale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. Poi ho ancora iscritto il Consigliere Onofri. MAGLIANO Silvio Scopro che - e non lo vedo in Aula - la domenica, oltre ad ascoltare il Vangelo di San Matteo, San Luca, San Giovanni e San Marco, dovrò anche sorbirmi il Vangelo di San Luca Cassiani, visto che è in grado di rimodulare la posizione della Chiesa cattolica. Al di là delle battute - ma lo dico oggi come lo dissi a suo tempo -, siccome abbiamo il problema di capire che cosa patrociniamo, su che cosa andiamo a discutere, ho solo una preoccupazione che prima discutevo con l'Assessore. Quando la Facoltà di Economia e la Camera di Commercio fanno un evento di questo tipo, la Città di Torino, per quello che rappresenta, dovrebbe capire quali sono gli interlocutori con cui parla, perché l'Assessore mi diceva prima che, ad oggi, i fondi o i soggetti che saranno oggetto di questo convegno, di questo workshop non sono ancora chiari, cioè non sappiamo chi verrà a discutere con la Facoltà e con la Camera di Commercio. Il Sindaco sa meglio di noi, avendo girato il mondo, che c'è una differenza tra i fondi sovrani del Kuwait, del Qatar, dell'Arabia Saudita, dei Paesi islamici e che questi fondi hanno per alcuni versi una certificazione da parte della Banca mondiale che dice che questa finanza, fatta secondo la Legge della Sharia, finanzia le imprese, perché forse una cosa riconosco su mille altre che per me sono un abominio di quel tipo di Legge, che finanzia ciò che crea valore e, quindi, il soldo non può far soldo da quel punto di vista, ma mi sembra strano che si vada a sostenere, senza conoscere fino in fondo quali saranno i Fondi presenti. Quindi che si vada a chiudere la possibilità che la Città, oltre al fatto che c'è un comunicato stampa… ma questo, Assessore, penso che convenga con noi e con l'Aula, forse un po' leggero, potevamo decifrare meglio, usare quella parola in modo diverso, anche perché per l'Occidente e per quei valori laici di diritto che difendiamo costantemente, poco hanno a che fare con una seria declinazione per cui - e lo dico da cattolico - nella Sharia il peccato è uguale a reato e il reato è un peccato, cosa che noi fortunatamente abbiamo superato. Il peccato è una cosa, il reato è un'altra roba. Visto che lì non è concepita questa divisione, in un momento in cui un'alleanza atlantica, chiamiamola come vogliamo, cerca di andare a discutere, soprattutto a fermare un'idea egemonica di un certo tipo di idea di Califfato, che ha superato l'idea di Al Qaeda, perché una delle cose che abbiamo, e lo leggo solo per fare un piccolo excursus, Al Qaeda non è riuscita a diventare planetaria, perché non usava l'idea del Califfato. L'idea del Califfato è un'idea che invece è molto più forte e in nove mesi è riuscita a costruire quello che Al Qaeda non ha fatto in sei anni. PORCINO Giovanni (Presidente) Devo chiederle di concludere, Consigliere. MAGLIANO Silvio E concludo subito. Visto che le sorti dell'arrivo o meno della Sharia nella nostra Città non dipendono - e chiedo scusa - né dall'Assessore Curti, né dal Sindaco, vi chiedo che ci sia un'attenzione nella modalità con la quale questa Città, che fa delle differenze e della tutela di ognuna di esse, a mio giudizio - mi permetta, Presidente, la nota polemica -, sempre meno di ciò che è stata la nostra tradizione - ma questo è un dato politico che dico io -, che ci sia un'attenzione però ad usare la Città e quello che rappresenta, avendo fino in fondo conoscenza di quello che stiamo sostenendo e di quello che stiamo promuovendo, onde evitare di ripercorrere ogni lunedì quanto ripercorso sull'ultima mostra. Per cui, siate un po' più attenti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Onofri. ONOFRI Laura Io ringrazio invece l'Assessore, perché ci ha fatto un quadro che va un po' oltre il convegno che, da come ho capito, deve ancora avere delle sue specificità e, secondo me, conoscere in ogni caso è sempre importante. Ma non ho preso la parola per questo, quanto per controbattere al Consigliere Liardo che ci ha un po' tirato in causa, dicendo che spesso le donne del PD si fanno portatrici di difendere dei diritti e perché, in questo caso, continuiamo sempre in questa linea di difesa dei diritti. Se nella Sharia o anche in altre regole religiose di altre religioni ci sono imposizioni che discriminano le donne, saremo sempre pronte a difendere e credo che si uniscano a me anche le altre colleghe. Questo non vuol dire però quello che lei diceva, cioè che le donne immigrate nella nostra Città sono tenute tipo schiave, non possono andare dove vogliono. Questo non è vero, perché siamo andati - e c'era anche lei - in sopralluogo in uno dei centri più importanti, anche italiani, di associazioni di donne immigrate, all'Almaterra, e le donne fanno tutte le attività che fanno le nostre donne nelle associazioni. Quindi anche su questo mi sembra assurdo prendere una posizione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma infatti, ci sono molte donne islamiche imprenditrici. Quello che mi dispiace è che la nostra Città che è inclusiva, che sta superando tutte le barriere presenti, invece di farsi vanto di questo, debba quasi scusarsi. Questo mi dispiace, perché invece siamo una Città inclusiva e anche questo convegno lo dimostra. Continueremo a prendere posizioni per quelle situazioni, e ce ne sono, non è che non convengo che ce ne siano, ma come ci sono nell'Islam, ci sono anche in altre religioni, che sottomettono la donna, che discriminano la donna e ci vedrete sempre in prima fila a difendere e a fare queste battaglie. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Confesso di non aver letto la deliberazione a suo tempo, ma l'ho letta tutta adesso e devo convenire che è un percorso datato negli anni. Non è nuovo, perché già da due o tre anni se ne parlava nel 1997, ho qui il testo, perché proprio volevo essere attenta in modo puntuale, non parlare perché ho letto la parola "Sharia", e quindi creare anche momenti di tensione e di preoccupazione nella cittadinanza. È pur vero che il comunicato stampa ha molto enfatizzato un aspetto, ma credo che di finanza islamica si sia parlato almeno da dieci anni, non solo in questa Città, ma in tutta Europa. A me risulta - questo non sta scritto nella deliberazione, forse potrei anche confondermi - che un analogo forum si sia tenuto a Londra proprio due anni fa. È un dialogo costante. Quindi non credo di dovermi preoccupare di allertare la cittadinanza su una possibile invasione di cultura islamica scorretta. A me stupisce tantissimo la richiesta di comunicazioni, se non fatta per problemi politici, se si vuole, anche strumentali. Credo che se tutto rimane nel contesto com'è stato impostato il forum a livello occidentale e se si ragiona sulla collaborazione, anzi, se riusciamo a recepire qualche cosa di positivo nell'utilizzo del denaro, e concordo con il Consigliere Magliano, non abbiamo bisogno di lezioni di interpretazione della dottrina cristiana in Aula, neanche di dare giudizi sulla cultura, sulla dottrina islamica, la Sharia è un'altra cosa, cerchiamo di comprendere. E su questo credo che tutto l'Occidente, non solo, ma anche i Paesi islamici, non ultima l'Albania dove ieri lo stesso Papa Francesco ha ringraziato quella popolazione, che è riuscita ad instaurare un clima positivo di dialogo fra le religioni e fra le persone, laddove la parola principale è condivisione, fratellanza e pace. Noi vogliamo questo mondo, vogliamo vivere così o vogliamo continuare a stuzzicarci su un termine… so che sta sorridendo, Consigliere Marrone, forse lei ha anche ragione, ma non ho sorriso quando lei ha parlato, mi sono seriamente preoccupata della sua preoccupazione, ma anche della provocazione che lei sta facendo, perché criticare, condannare con i termini che lei ha usato, un forum culturale a cui partecipa l'Università e la Camera di Commercio, quando poi… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è vero. Saranno tutte robacce, ma il dialogo fra culture è essenziale, diversa è la condanna di dittature: su quella ci troviamo d'accordo penso proprio tutti. Ma questa non è un'iniziativa che enfatizza la cultura della Sharia, anzi, farà in modo che quella determinazione e quella religione non vengano imposte nel mondo occidentale e vengano superate anche da loro. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Naturalmente ringrazio tutti. Se vogliamo fare un dibattito di politica estera, figuriamoci, ho dedicato vent'anni della mia vita a questo, possiamo farlo quando vogliamo, però ho l'impressione che in certi interventi si sia andati al di là del segno, perché che qualcuno possa pensare che in questa Aula c'è qualche persona che non abbia orrore per gli assassini e le violenze che ogni giorno perpetrano i militanti dell'Isis o del Califfato, è cosa che non posso neanche credere e che si possa pensare che un convegno sulla finanza islamica diventa una forma surrettizia di fiancheggiamento o di complicità con quelle vicende, anche questo mi pare francamente una forzatura che nessuna strumentalità può davvero giustificare. È del tutto evidente che siamo tutti assolutamente convinti che i drammi che sta conoscendo il Medioriente richiedono un atteggiamento assolutamente netto da parte di ogni coscienza democratica di ogni persona, di ogni uomo, di ogni Istituzione, in particolare nei confronti dei movimenti radicali che si rifanno all'islamismo, come Al Qaeda o come l'Is e che ci debba essere l'impegno di tutti per isolare e sconfiggere questi movimenti. Una delle condizioni per isolare e sconfiggere questi movimenti non è omologare tutto il mondo islamico a quei movimenti. Ringrazio il Consigliere Magliano, perché dall'opposizione ha fatto un intervento equilibrato che non ho ritrovato - lo confesso, per sincerità - negli interventi degli altri esponenti dell'opposizione. Perché l'idea che ogni e qualsiasi manifestazione che si rifaccia all'Islam, ogni e qualsiasi Istituzione che si rifaccia all'Islam, ogni persona che pratichi cultura e religione islamica sia potenzialmente un complice degli assassini dell'Is è francamente una follia e significa regalare all'Is quello che l'Is non ha. Nel momento in cui dobbiamo isolarlo per sconfiggerlo, credo che l'omologazione di tutto ciò che è islamico all'Is sia un errore tragico. Il buonsenso sconsiglia di fare un'operazione di questo genere. Non lo fa Obama, non lo fanno i Primi Ministri dei Paesi dell'Unione Europea, non lo fa il mondo intero, altrimenti non si sarebbe riunito a Parigi qualche giorno fa un vertice in cui sono stati invitati tutti i principali esponenti dei Paesi arabi e di religione islamica. Con alcuni ragionamenti che ho sentito, quel vertice non avrebbe mai dovuto esserci, anzi, si sarebbero dovute interrompere le relazioni diplomatiche con tutti i Paesi che sono islamici per il solo fatto che lo sono, che mi sembra francamente un'aberrazione non politica, del buonsenso, della ragione. Quindi cerchiamo di ricondurci a cose razionali. E questa è la prima considerazione. La seconda: la finanza islamica è parte essenziale della finanza globale nel mondo di oggi, lo ricordava giustamente il Consigliere Magliano. Ma noi non siamo tutti alla ricerca, tutti, in Occidente, in Europa, in Italia per affrontare i nostri problemi di flussi di investimento che arrivano da quei Paesi? Non corteggiamo lo sceicco del Qatar, di Abu Dhabi, dell'Arabia Saudita e tutti gli altri? O vivo in un altro mondo? E ci siamo posti il problema di considerarli dei terroristi o, al contrario, di interloquire con ciò che rappresenta in termini economici e finanziari quel mondo? Mi sembra che sia all'ordine del giorno questa questione, da mesi e mesi, se non da anni. Basta prendere un aereo e in un'ora e mezza essere a Londra per capire che cos'è la finanza islamica oggi nel panorama economico e finanziario internazionale e non mi pare che il Sindaco di Londra - che pure è un conservatore, non è neanche uno di sinistra - si sia mai permesso di dire che è meglio che vadano via le banche dei Paesi arabi che hanno una sede a Londra. Francamente sento delle cose che non stanno né in cielo, né in terra in questa discussione. Su sollecitazione di Camera di Commercio e Università, che non sono organizzazioni fiancheggiatrici del terrorismo islamico - almeno su questo potremmo convenire -, abbiamo avuto richiesta di promuovere un convegno dedicato al tema della finanza islamica, tema su cui si stanno applicando da tempo Università, laboratori economici, Istituzioni finanziarie internazionali, Governi. Ho qui uno studio della Banca d'Italia dell'ottobre 2010, che dedica il suo bollettino interno, che si chiama "Questioni di economia e di finanza", alla "Finanza islamica e sistemi finanziari convenzionali. Tendenze di mercato, profili di supervisione e implicazioni per le attività di banca centrale". Per curiosa coincidenza, questo studio è stato coordinato, è stato realizzato da un gruppo di lavoro della Banca d'Italia diretta da un dirigente prestigioso della Banca d'Italia, che personalmente conosco, come conosce il Consigliere Marta Levi, che si chiama Giorgio Gomel, che è uno dei principali esponenti della comunità ebraica di Roma e non ha avuto paura di fare lo studio. Cerchiamo di ricondurci. Per quanto riguarda il convegno, su sollecitazione della Camera di Commercio, dell'Università, dell'Unione Industriale e degli Istituti bancari italiani, a partire da Intesa-Sanpaolo, si è ritenuto interessante avere un momento di confronto, di dibattito e di discussione sulla finanza islamica in funzione di un obiettivo: quali siano i percorsi e le condizioni per creare un ambiente favorevole all'attrazione di capitali per gli investimenti. La domanda è: di che cosa si discute? Si discute di questo; non si discute di Sharia, non si discute della situazione nei Paesi arabi e non si discute di Islam. Sono tutti temi importanti, ma che non saranno oggetto di quel convegno. È un convegno prettamente dedicato ad un tema economico e finanziario, connesso ad una tendenza che non è soltanto un dibattito che si svolge nella nostra Città, ma è, in generale, una tendenza tesa a verificare quali siano le condizioni ed i modi per attrarre capitali che vengono dalla finanza islamica a sostegno di politiche di investimenti e di crescita. Si discute di questo. Se, poi, vogliamo fare un convegno sulla multiculturalità, lo faremo; ben venga. Se vogliamo fare un convegno sui diritti dei cittadini e la Sharia, facciamolo, non ho alcuna esitazione a dire - perché l'ho detto molte volte - che i diritti individuali della persona sono indisponibili ed irrinunciabili sotto qualsiasi cielo ed in qualsiasi condizione culturale e religiosa e, quando viene contraddetto quel principio, io non sono d'accordo e come me tanti altri. Se ci sono parti della Sharia che contraddicono quel principio, non ho alcun problema a dire che quella cosa lì, per quanto mi riguarda, non è condivisibile. Queste, però, sono altre questioni, che non hanno nulla a che vedere con il convegno che abbiamo promosso - lo ripeto - con soggetti economici, finanziari ed accademici e, in quella sede, discuteremo. Parteciperanno rappresentanti di istituzioni finanziarie del mondo islamico che sono riconosciute; ovviamente, da parte nostra ci sarà tutto il controllo e la verifica necessaria affinché non vi sia alcun elemento di ambiguità rispetto ai partecipanti. Non abbiamo alcun interesse a farlo, perché non è questo l'obiettivo e la finalità del convegno. Le cose stanno così e, francamente, mi pare che il dibattito in Aula sia andato oltre il senso del convegno, caricandolo di significati che nessuno gli ha mai dato e che nessuno intende dargli, perché siamo tutti… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma siccome, oltre che il buonsenso, abbiamo fatto tutti anche la prova di alfabetizzazione per entrare qui dentro, francamente ci sono delle cose che si possono capire anche sulla base di questo, perché poi fa testo anche la storia di ciascuno di noi. Sono sempre stato attaccato da una parte politica per la mia prossimità e la mia vicinanza al mondo ebraico, ad Israele; adesso, di colpo, sono diventato un amico dei terroristi islamici? Andiamo! Un po' di buonsenso. PORCINO Giovanni (Presidente) Dichiaro concluse le comunicazioni del Sindaco. |