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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Settembre 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 21

Comunicazioni del Sindaco su: "Convegno Turin Islamic Economic Forum".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Parlerò all'Assessore Curti solo per la prima parte del mio intervento, poi mi rivolgerò
al Sindaco, perché ormai sappiamo quanto sia all'avanguardia l'Assessore Curti, quindi
non vorremmo disturbarla nelle sue valutazioni. Torino non sta mai ferma, speriamo
non abbia le convulsioni in questo caso.
L'Assessore Curti non ha risposto per niente alle nostre domande, perché non sappiamo
di che cosa si parla in questo convegno, non sappiamo chi interviene, non sappiamo con
quali Paesi del mondo islamico parliamo, non sappiamo se si parla di questioni legate ai
finanziamenti delle fazioni estreme dello jihadismo e dell'islamismo.
Quindi vorrei capire… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io non l'ho sentito;
per cui, se l'Assessore ce lo ripete, cerco di capirlo meglio, perché sinceramente non ho
proprio capito chi sia questa associazione che organizza questa iniziativa.
Quindi se l'Assessore ci potesse rispondere in maniera chiara su chi interviene, di che
cosa parliamo, con quali Paesi arabi interloquiamo, ci farebbe una cortesia.
Un piccolo cappello sulla questione del comunicato stampa della Città di Torino.
Inserire la parola "Sharia" all'interno di un comunicato stampa della Città, senza
spiegazioni, ci sembra oggettivamente troppo. La Sharia è una norma cogente di diritto
positivo all'interno dell'Islam, conseguentemente ciò che è religione, è anche Stato.
Credo che fino a prova contraria il Comune di Torino sia all'interno di uno Stato laico,
pertanto citare "Sharia" all'interno di un comunicato stampa - anche se naturalmente
non dipende dall'Ufficio Stampa, dal Consiglio e dalla Giunta - ci lascia assolutamente
basiti e alquanto sconcertati.
Credo che questo tipo di iniziativa sia anche fuori tempo, Assessore. Tra l'altro, è sicuro
che si svolgerà il convegno? Mi pare fuori tempo, perché a meno che l'Assessore non si
voglia porre come la paladina della pace nel mondo, allora in questo caso ha ragione,
però credo che la Città di Torino non abbia questa competenza, a fronte di una
coalizione internazionale che proprio in questi giorni si pone a salvaguardia delle nostre
tradizioni, delle nostre radici religiose. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
C'è una coalizione internazionale che non dipende da noi. Quindi, questo tipo di
convegno mi sembra poco rispettoso, in questo momento storico, in questo preciso
istante, per coloro che stanno morendo e che probabilmente moriranno a seguito di
queste situazioni.
Adesso mi rivolgo al Sindaco. È chiaro che la polemica sale, forse strumentalmente,
però ci costringete a essere strumentali, signor Sindaco. In questo momento storico non
è accettabile che una persona come il Sindaco Fassino, che ha fatto il Ministro degli
Esteri e ha rapporti internazionali di assoluto livello, possa accettare che la Città di
Torino esprima un convegno di queste dimensioni, scrivendo all'interno del comunicato
stampa "Sharia".
Chiaramente possiamo essere intesi come strumentali, ma mi sembra oggettivamente
imbarazzante e un pochino difficile da digerire per coloro che credono che, ad esempio,
le radici giudaico cristiane dovessero essere inserite all'interno della Costituzione
europea. Questo non è stato fatto, a seguito di una serie di lobby internazionali che
hanno impedito di determinare con chiarezza le nostre tradizioni. E questo ha indebolito
moltissimo i Paesi europei nei confronti dei Paesi islamici.
In secondo luogo, non tutti i Paesi islamici sono uguali. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Appunto. Allora diteci con chi parliamo, per favore. Chiariteci questo
convegno, perché se parliamo con il Marocco, possiamo ancora..., ma se parliamo con
l'Arabia Saudita, o altri Paesi, ci sembra oggettivamente un pochino sprezzante.
In terzo luogo, l'idea multiculturale, che devasta la vostra parte politica, dovrebbe
essere cancellata dal vostro vocabolario e dalle vostre azioni politiche. Parliamo di
multi-laicismo, questo ha più senso. Multiculturalismo non è nostro, non appartiene alla
nostra tradizione, non è una laicità positiva, non è un modo corretto di portare avanti le
cose.
Poi mi stupisce - ma questo purtroppo fa parte della realtà - che gli ideali basilari sui
quali i Paesi degli Stati Uniti, dell'Australia, dei Paesi del Nord fondano la propria
politica, non siano comuni in Italia. È per questo che siamo arrivati a questo punto. Non
ci saremmo mai sognati di pensare che in un Consiglio Comunale dovessimo discutere
della parola "Sharia", invece siamo arrivati anche a questo. Ma questo è merito
dell'Assessore Curti.
Infine, chiedo all'Assessore se nel convegno si parlerà anche di questioni legate ai
finanziamenti alle fazioni estremiste dei Paesi arabi, perché anche questo è un modo
chiaro di illustrare alla cittadinanza questa vostra farneticante iniziativa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Per evitare di essere deriso o interrotto dal Consigliere Cassiani, gli concedo la parola,
così quello che ha da dire, lo dice subito.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non si sostituisca alla Presidenza, Consigliere Liardo. La prego di intervenire, o di
rinunciare in alternativa.

LIARDO Enzo
No, non rinuncio proprio per niente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate Consiglieri, c'è un ordine di interventi sulla base della prenotazione. Ho ancora
iscritti, nell'ordine, i Consiglieri Liardo e Bertola, e nessun altro.
Rinuncia all'intervento, Consigliere Liardo? (INTERVENTI FUORI MICROFONO).
Scusate, riportiamo l'ordine. Consiglieri Cassiani e Liardo, vi richiamo formalmente.
Intervenga, Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Io voglio fare un discorso di carattere generale, in primo luogo all'Assessore Curti.
Vorrei più che altro darle un consiglio, anche se ormai è fuori tempo massimo, perché
noi non ne sapevamo nulla di questa vicenda, è stata un po' una bomba a ciel sereno.
Questo convegno mi sembra veramente fuori luogo in questo momento, anche se
l'Assessore è andata a prendere delle ragioni molto antiche, citando i rapporti anche di
natura economica che ci sono stati tra il mondo occidentale e il mondo islamico.
L'Assessore sa che cosa sta succedendo in questo momento, ciononostante vuole
rivolgersi alla finanza islamica, che probabilmente (come diceva il Capogruppo
Marrone) finanzia determinate operazioni, perché sappiamo benissimo che le azioni di
terrorismo hanno bisogno di notevoli risorse economiche.
È necessario pervenire a una normalizzazione all'interno del mondo islamico,
chiedendo al potere economico dei Paesi arabi - oggetto di questo convegno - di isolare
e penalizzare i gruppi estremisti, se vogliono avviare una discussione all'interno del
mondo islamico. Questo, però, non avviene mai, perché comunque vedono da parte
nostra una sorta di condiscendenza su tutto.
Ovviamente i giornali hanno subito sottolineato il primato al dialogo di Torino, ma sono
sempre dei primati che non interessano al cittadino torinese. L'Assessore ha sempre
dialogato con delle fazioni che molte volte hanno solo dato dei problemi a questa Città.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, è vero; l'Assessore sa benissimo che ne
sono a conoscenza. Perciò bisognerebbe finirla. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Signor Sindaco, le minacce da parte di certi gruppi le ho ricevute io,
non lei. C'è anche una denuncia in atto. Quindi, l'Assessore li ha assecondati bene in
questi anni.
C'è una cosa che non riesco a capire. Io ho un'alta considerazione delle Colleghe del
PD presenti in questo Consiglio Comunale; ma non lo dico per piaggeria, lo penso sul
serio, perché hanno la forza di autodeterminarsi anche all'interno del loro Gruppo. Per
cui, non riesco a capire per quale ragione hanno questo interesse per un mondo che
mortifica la donna.
In questi anni, le Circoscrizioni hanno organizzato molti corsi per le donne arabe, per
insegnargli magari l'uso del computer, ma a questi corsi sistematicamente non
partecipava nessuno, perché gli uomini non le mandavano. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). È vero, lo dicevano anche i coordinatori in Commissione. Ma voi
continuate imperterriti.
Le cose così non vanno, perché il mondo islamico pensa veramente che noi siamo al
loro servizio. Non c'è un minimo di reciprocità tra noi e loro. Noi non possiamo
organizzare nulla nel loro mondo; non voglio dire la classica parrocchia, ma se andiamo
nel loro mondo, dobbiamo assolutamente sottostare alle loro tradizioni. Mentre quando
vengono da noi, dobbiamo rispettare le loro tradizioni. Basta vedere al mattino quando
partono i furgoncini che gestiscono le mense scolastiche. Lo so che è un discorso terra
terra, ma lo voglio fare.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La prego di concludere, Consigliere.

LIARDO Enzo
Sì, concludo, Presidente. Partono solo tutti i furgoncini che vanno a gestire le mense
scolastiche, ci sono tante tipologie di alimentazione e noi siamo veramente in
soggezione del loro mondo. Questo, comunque, loro lo avvertono ed è un atteggiamento
che dovremmo cercare di mutare, anche perché, ripeto e chiudo, un minimo di
reciprocità su questo mondo ci vorrebbe, cosa che oggi non abbiamo. Siamo
esattamente appiattiti alle loro posizioni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Il tema è interessante e importante, però, visto il livello che ha raggiunto il dibattito, mi
veniva voglia di non intervenire. Volevo solo precisare che, per quanto ci riguarda, è
giusto che si parli della finanza islamica e che si capisca anche come interagire con essa,
peraltro ci manca ancora che sia la politica a decidere che cosa si può e non si può
discutere in un convegno, però la cosa che ha suscitato un po' di perplessità è stato un
paragrafo del comunicato stampa, dove si parlava dei cittadini europei che vivono
secondo la Sharia, non soltanto per gli aspetti economici, ma secondo gli aspetti sociali,
politici, culturali, comunitari, eccetera.
Questo, secondo me, richiede una riflessione, un chiarimento che dobbiamo fare perché,
da una parte, è giusto accogliere, integrare, rispettare i costumi, eccetera, dall'altra,
parte degli usi islamici, della Sharia, eccetera, non sono compatibili con i valori
fondamentali della nostra Costituzione. Se non altro per quanto riguarda i diritti delle
donne, la parità di trattamento verso le persone, indipendentemente dal loro
orientamento sessuale e tutta una serie di situazioni.
Credo che sia chiaro che ci si debba porre verso il mondo islamico come verso
qualunque altro mondo o cultura che voglia stabilirsi in Italia, su alcune cose ci deve
essere la massima disponibilità a capire, a scoprire, anche a migliorare, magari prendere
cose interessanti, come può essere un modo diverso di fare finanza, e importarle anche
nella nostra società; su altre cose però ci sono dei valori non negoziabili, che la politica
e le Istituzioni hanno il dovere di difendere, a partire dalla situazione dei diritti di
genere, della parità tra uomo e donna, dei diritti delle donne.
Su questo ci vorrebbe, effettivamente, una riflessione, perché spesso da alcune parti
politiche si fanno giustamente battaglie sull'uguaglianza di genere e contro la violenza
di genere, poi però quando si parla di immigrazione, questo aspetto finisce un po' in
secondo piano rispetto all'esigenza di essere giustamente accoglienti, di integrarsi.
Invece, secondo me, sono due aspetti che devono viaggiare insieme, quindi bisogna
essere chiari anche nel rapporto con queste culture sul fatto che non vogliamo… io non
vorrei vivere in una Città dove vedo le donne andare in giro completamente coperte, con
il burqa e, magari, non per loro scelta, ma perché imposto dalla famiglia, dal marito.
Credo che dobbiamo porci la domanda su dove vogliamo arrivare culturalmente magari
fra vent'anni, perché se uno va anche solo in Francia o in Germania, questi problemi
sono significativi. Adesso da noi, forse anche perché l'integrazione è ancora all'inizio,
quindi magari vivono in parti della Città dove non andiamo, questi problemi non sono
ancora esplosi con tutta la forza con cui lo sono in Francia, in Inghilterra, in Germania,
però dobbiamo stabilire il confine fra l'accoglienza e l'integrazione ed il valore non
negoziabile della Costituzione Italiana.
In questo senso era la mia richiesta di chiarimento, ovviamente non vale per gli altri
Gruppi, vorrei solo essere sicuro che però la vediamo allo stesso modo sul fatto che
alcune parti della legge e della cultura islamica non sono accettabili nella vita di una
normale società italiana, europea.
Una volta chiarito questo, ben venga il dialogo e ben venga anche la possibilità di
favorire l'integrazione, anche tramite l'utilizzo di strumenti finanziari più consoni a
questa società, da cui magari possiamo prendere spunti positivi per noi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Sono abbastanza allibito nel sentire esponenti delle forze politiche, che hanno governato
questo Paese, questa Regione e hanno necessariamente avuto rapporti con Paesi, tra
virgolette, "islamici", fare di tutta l'erba un fascio e usare la parola islamico, islamismo
brandendo anche fotografie, eccetera, come se dovessimo giudicare i cristiani o la
religione cattolica da Militia Christi o altre associazioni tra le più estremiste che ci
siano. È qualche cosa che davvero stride contro il buonsenso.
Si tratta di un aspetto specifico, cioè un convegno sulla finanza, ovviamente la finanza
islamica, che peraltro in Europa c'è, come c'è già in altri Paesi; non so se Torino sia la
prima Città italiana che non promuove, ma discute e affronta la questione, tenendo
presente che i cittadini di religione islamica, stranieri o italiani, sono sempre di più in
questo Paese e anche a Torino sono una quota molto significativa ed è molto difficile
capire cosa fanno dei soldi che guadagnano, al di là di mandarli indietro nei propri
Paesi, quando lo fanno. Ecco perché credo che l'iniziativa sia corretta e abbia un
significato ovviamente di confronto in una società moderna.
Non voglio addentrarmi sicuramente su questioni di finanza, la finanza senza interesse o
comunque la finanza non speculativa non è soltanto patrimonio di una certa cultura
islamica, ma ci sono anche altre situazioni di questo tipo nel mondo.
Faccio semplicemente due ragionamenti invitando i miei Colleghi e tutti quanti a
ragionarci sopra e il PD che in questo momento rappresento, io sono tra i primi che
denuncia le discriminazioni nei confronti delle donne in Arabia Saudita o nei Paesi arabi
e non ricordo di aver mai sentito nessun politico italiano dire: "Interrompiamo i rapporti
diplomatici con l'Arabia Saudita".
In questi giorni il Papa è andato a dare un messaggio all'Islam, l'ha fatto in Albania che
è un Paese islamico e non ha la Sharia, noi abbiamo la Turchia. L'Albania è un Paese
che entrerà nell'Unione Europea, e spero che nessuno ponga un veto come è stato
erroneamente fatto con la Turchia, perché il problema dei paesi laici - visto che mi tira
per i capelli -, è di coloro che contestano che una piena laicità in questo Paese è ancora
da raggiungere, e non siamo certo in un Paese islamico.
Ieri io e il Consigliere Marrone eravamo alla Breccia di Porta Pia per motivi differenti,
ognuno con la sua commemorazione, le sue posizioni, ma è un simbolo in questo Paese
e tante brecce di Porta Pia devono essere ancora fatte, probabilmente, anche per i Paesi
e per il mondo islamico.
Per concludere, credo che il nostro ruolo sia quello di criticare duramente e il fatto che
voi avete detto che andiamo nei Paesi islamici e siamo soggetti alle loro leggi, anche gli
islamici che vengono nel nostro Paese sono soggetti alle nostre leggi che per fortuna
sono più liberali, per fortuna sono più aperte ed è un modello che bisogna portare
avanti.
Credo che soltanto un modello di inclusione possa allargare i confini dell'Europa
coinvolgendo il laicismo islamico, o comunque dei Paesi islamici e anche della
religione islamica, altrimenti rischiamo di chiuderci in un fortino e di trovarci poi a
brandire la spada pensando di difenderci e, invece, finiamo soltanto per soccombere,
come ho visto poco fa fare da voi.
Ecco perché questo convegno ha un forte significato simbolico, sicuramente è un
convegno di studi, di approfondimento ed è ovvio che lo si fa con un'associazione che
si occupa di finanza islamica, che è forse l'associazione europea più antica, adesso non
conosco benissimo la questione e non vado oltre, ma lo fa l'Università di Torino, la
Camera di Commercio e, con beneficio di inventario, se sicuramente questa
maggioranza, questo Sindaco, questa Giunta da questo punto di vista possono essere
considerati conniventi con l'Islam peggiore, è più difficile che questa accusa venga
rivolta alla Camera di Commercio e all'Università di Torino.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho ancora iscritti a parlare, nell'ordine, i Consiglieri Araldi, Cassiani, Cervetti e
Magliano.
La parola al Consigliere Araldi.

ARALDI Andrea
Non vuole esserci assolutamente nessuna polemica, ma mi sembra che sia un po' il
gioco di Pavlov, che quando si sente una certa parola, automaticamente tutti si aizzano,
perché effettivamente stiamo parlando di un congresso organizzato da Istituzioni che
poco hanno di così fortemente politicizzato o così fortemente ideologico.
Ho apprezzato l'excursus storico che l'Assessore ci ha rivolto, in cui veniva coinvolta
anche tutta la storia della religione cattolica, ma onestamente ne avrei fatto volentieri a
meno, perché in un normale e ragionevole clima di laicità non mi interessa giustificare
una religione con l'altra.
Si tratta di un congresso sulle regole della finanza islamica. Alcune delle regole che poi
nei bar tutti dicono: "I derivati sono la colpa di tutta la crisi", eccetera, quindi per molti
aspetti, tra l'altro, vanno poi a coincidere. Personalmente, ho qualche dubbio su queste
affermazioni, perché ovviamente tutti sappiamo gli effetti perversi di certe operazioni
finanziarie, ma questo mondo si regge anche su operazioni finanziarie e diventa difficile
tracciare il confine tra quando diventa perverso e quando invece è semplicemente
complesso, ma utile. Quindi, evviva le regole della finanza islamica, evviva le regole
etiche che si possono dare alle Istituzioni finanziarie, ma da liberale poi mi preoccupo
che bisogna comunque comprendere in maniera ampia, perché non si tratta
semplicemente di mettere dei soldi in una operazione finanziaria, non per questo
automaticamente è una cosa negativa. Sono, quindi, onestamente perplesso dal livello
della polemica in senso positivo.
Non credo che Bin Laden sulle Twin Tower si sia fatto finanziare dalla finanza
islamica. Semplicemente le società della famiglia erano quotate a New York stock
exchange e, quindi, gli abbiamo fornito noi i soldi per organizzare quell'attentato.
Sharia. Sono sicuro che chi siede da quella parte non ha paura delle parole, come non
abbiamo paura noi, e quindi Sharia ha un certo significato. È ovvio che in un momento
di tensione tra due civiltà, tra due religioni, le parole sono importanti, ma non per questo
credo che si debba dire che non possiamo utilizzare il termine "Sharia".
Loro mondo, nostro mondo. Comprendo l'immediatezza di questa descrizione, ma non
mi convince più, perché non è più descrittiva di questa realtà.
Credo che si sia andati un po' oltre le righe, e ancorché possa comprendere i punti di
vista dell'opposizione, non vorrei che questa polemica fosse pretestuosa, ed è anche
questo, non me ne voglia, Consigliere Ricca…

PORCINO Giovanni (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere.

ARALDI Andrea
Sto terminando. Quelle foto forse sono fuori argomento, a mio avviso. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Mi lascia terminare? Glielo dico senza polemica. Certo, sono
attualissime, ma sono fuori argomento per un congresso a Torino sulla finanza islamica.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Non pensavo che si arrivasse in quest'Aula con questo clima da crociata, tenendo conto
che delle Crociate abbiamo fatto ammenda, anche il Santo Padre dopo molti anni ha
riconosciuto come quel tipo di atteggiamento è da condannare, così come quello di
alcuni, e sono d'accordo con il Consigliere Marrone, che la coalizione non
dell'Occidente, ma una coalizione che ha nei Paesi arabi e musulmani il fondamento, il
fulcro, sarà e farà un'azione di forza contro quegli assassini.
Ma confondere gli assassini con l'Islam, confondere gli assassini con un miliardo di
persone che hanno una religione, che ha la stessa dignità, la stessa diffusione delle altre
grandi religioni monoteistiche mondiali, e non solo, credo sia un esercizio di bassissimo
livello e bassissima lega per un Consiglio Comunale.
Considerando che il convegno - lo diceva il Consigliere Viale - è stato realizzato da Enti
Pubblici e che, quindi, il patrocinio della Città non può essere altro che ad adiuvandum
rispetto a questi, l'Università e la Camera di Commercio, credo che ci sono convegni
sulla finanza islamica, come ci sono quelli sulla finanza cattolica, esistono convegni
annuali in Italia dove si trovano imprenditori, persone che fanno riferimento alla cultura
cattolica, che discutono e mettono a confronto le proprie idee sulla cultura cattolica che
sono stati banchieri. Ci sono banchieri che tutti i giorni vengono indicati dai giornali
come banchieri cattolici, non c'è nulla di male. Ci sarà anche una finanza indù, credo,
una finanza ebraica, come è normale che sia, ma aver paura di questo è pericoloso.
La Chiesa dovette giustificare la vicenda dei prestiti e quindi dell'usura, giustificandola
filosoficamente con il fatto che il tempo era di Dio, quindi non si poteva utilizzare per
fare soldi, si misero nel Purgatorio, che poi Dante ci spiegò tutto quanto attraverso quel
periodo. Quindi la storia del nostro Paese, da questo punto di vista, è stata
all'avanguardia nel mondo, perché in realtà la vicenda dell'interesse, la vicenda
dell'utilizzo del tempo che non può produrre denaro è molto interessante dal punto di
vista storico e adesso sorridiamo nel pensare che, in qualche modo, ha fatto sì che
soltanto alcune religioni potessero chiedere l'interesse sui prestiti, mentre altre non
potevano farlo per un motivo di carattere religioso.
Ma guardate che poi le vicende economiche e religiose si fondono e quando si
comprende dopo secoli che in Occidente abbiamo avuto l'Illuminismo, abbiamo avuto
la separazione dei poteri, invece in quei Paesi - e avete fatto bene a dirlo - non ci sono
stati, ha ragione il Consigliere Viale, non voglio diventare come l'Arabia Saudita,
voglio che l'Arabia Saudita diventi come l'Italia da questo punto di vista.
Ecco perché un musulmano può venire in Italia e nessuno gli nega di poter pregare o di
poter girare nelle nostre strade o di poter accedere ai nostri luoghi di culto, mentre
invece è impedito per gli italiani o per gli europei o per gli occidentali. Non è che
sbagliamo noi a non avere lo stesso atteggiamento, sbagliano loro, ed è per questo che
credo che questo tipo di iniziative non possano fare altro che avvicinare ad una cultura
diversa dalla nostra per comprenderne gli aspetti, e non c'è in quel mondo, ripeto, un
miliardo di persone, soltanto quel tipo di persone che hanno fatto vedere in fotografie
orrende i Consiglieri della Lega Nord, sono milioni di persone pacifiche che vivono e
lavorano come tutti noi ogni giorno.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Cervetti.

CERVETTI Barbara Ingrid
Sindaco, oggi mi rivolgo a lei nel mio intervento. Mi rivolgo a lei in quanto uomo di
grande equilibrio e uomo di grande esperienza politica e sociale, e mi rivolgo a lei,
perché è lei oggi che guida la nostra Città. Le faccio una sorta di preghiera, le rivolgo un
suggerimento.
Può andare benissimo il convegno di oggi, perché si può accettare, tolto il fatto che oggi
non mi è chiaro l'oggetto del convegno, perché mi aspettavo che l'Assessore oggi ci
relazionasse rispetto agli aspetti pragmatici, concreti di un apporto che poteva portare il
convegno in sinergia con l'economia torinese e piemontese, mentre invece mi è
sembrato più un intervento con questo excursus storico quasi di partito preso, di una
difesa partita ancora prima dell'attacco.
Ma a parte questo, continuo a rivolgermi a lei, Sindaco, rinnovando tutta l'intenzione di
poter accettare questa iniziativa, però la pregherei di non dimenticare una cosa, di non
allontanare quello che invece potrebbe essere un atteggiamento di grande apertura
culturale, diversifichiamo anche, non concentriamo tutta l'attenzione dei rapporti
culturali di altri Paesi, di altri popoli solo su quello islamico.
Va benissimo un convegno islamico, però abbiamo anche un'India che ci dimostra che
negli ultimi dieci anni ha avuto un'economia di successo, abbiamo una Cina e un
Giappone che sono da imitare in molti aspetti della loro struttura economica. Quindi
diversifichiamo, non facciamo l'errore di unificare la nostra attenzione solo… lei fa
"no" con la testa, adesso c'è il convegno islamico, in questi giorni c'era questa grande
polemica anche un po' di basso livello sugli artisti israeliani che partecipavano a MITO,
cioè non rischiamo di etichettarci come una Città che ha già deciso di seguire un filone
culturale. Ricordiamoci che esistono altri esempi culturali, altri popoli che chiedono
l'integrazione, altre economie da simulare che possono portare un valore aggiunto alla
nostra Città.
Quindi grazie per il convegno, cercheremo di capire poi quale sarà stato il suo valore
aggiunto, però per favore cerchiamo altre iniziative. Ma lo chiedo a lei e forse anche
all'Assessore Passoni, che mi aspettavo di sentire, vista la materia, più che non chi si
dovrebbe occupare di politiche sociali.
Cerchiamo davvero di amplificare i nostri orizzonti e i nostri interessi, per non dare
adito a difendere troppo un'unica corrente culturale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano. Poi ho ancora iscritto il Consigliere Onofri.

MAGLIANO Silvio
Scopro che - e non lo vedo in Aula - la domenica, oltre ad ascoltare il Vangelo di San
Matteo, San Luca, San Giovanni e San Marco, dovrò anche sorbirmi il Vangelo di San
Luca Cassiani, visto che è in grado di rimodulare la posizione della Chiesa cattolica.
Al di là delle battute - ma lo dico oggi come lo dissi a suo tempo -, siccome abbiamo il
problema di capire che cosa patrociniamo, su che cosa andiamo a discutere, ho solo una
preoccupazione che prima discutevo con l'Assessore. Quando la Facoltà di Economia e
la Camera di Commercio fanno un evento di questo tipo, la Città di Torino, per quello
che rappresenta, dovrebbe capire quali sono gli interlocutori con cui parla, perché
l'Assessore mi diceva prima che, ad oggi, i fondi o i soggetti che saranno oggetto di
questo convegno, di questo workshop non sono ancora chiari, cioè non sappiamo chi
verrà a discutere con la Facoltà e con la Camera di Commercio.
Il Sindaco sa meglio di noi, avendo girato il mondo, che c'è una differenza tra i fondi
sovrani del Kuwait, del Qatar, dell'Arabia Saudita, dei Paesi islamici e che questi fondi
hanno per alcuni versi una certificazione da parte della Banca mondiale che dice che
questa finanza, fatta secondo la Legge della Sharia, finanzia le imprese, perché forse
una cosa riconosco su mille altre che per me sono un abominio di quel tipo di Legge,
che finanzia ciò che crea valore e, quindi, il soldo non può far soldo da quel punto di
vista, ma mi sembra strano che si vada a sostenere, senza conoscere fino in fondo quali
saranno i Fondi presenti. Quindi che si vada a chiudere la possibilità che la Città, oltre
al fatto che c'è un comunicato stampa… ma questo, Assessore, penso che convenga con
noi e con l'Aula, forse un po' leggero, potevamo decifrare meglio, usare quella parola in
modo diverso, anche perché per l'Occidente e per quei valori laici di diritto che
difendiamo costantemente, poco hanno a che fare con una seria declinazione per cui - e
lo dico da cattolico - nella Sharia il peccato è uguale a reato e il reato è un peccato, cosa
che noi fortunatamente abbiamo superato. Il peccato è una cosa, il reato è un'altra roba.
Visto che lì non è concepita questa divisione, in un momento in cui un'alleanza
atlantica, chiamiamola come vogliamo, cerca di andare a discutere, soprattutto a fermare
un'idea egemonica di un certo tipo di idea di Califfato, che ha superato l'idea di Al
Qaeda, perché una delle cose che abbiamo, e lo leggo solo per fare un piccolo excursus,
Al Qaeda non è riuscita a diventare planetaria, perché non usava l'idea del Califfato.
L'idea del Califfato è un'idea che invece è molto più forte e in nove mesi è riuscita a
costruire quello che Al Qaeda non ha fatto in sei anni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Devo chiederle di concludere, Consigliere.

MAGLIANO Silvio
E concludo subito. Visto che le sorti dell'arrivo o meno della Sharia nella nostra Città
non dipendono - e chiedo scusa - né dall'Assessore Curti, né dal Sindaco, vi chiedo che
ci sia un'attenzione nella modalità con la quale questa Città, che fa delle differenze e
della tutela di ognuna di esse, a mio giudizio - mi permetta, Presidente, la nota polemica
-, sempre meno di ciò che è stata la nostra tradizione - ma questo è un dato politico che
dico io -, che ci sia un'attenzione però ad usare la Città e quello che rappresenta, avendo
fino in fondo conoscenza di quello che stiamo sostenendo e di quello che stiamo
promuovendo, onde evitare di ripercorrere ogni lunedì quanto ripercorso sull'ultima
mostra. Per cui, siate un po' più attenti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Onofri.

ONOFRI Laura
Io ringrazio invece l'Assessore, perché ci ha fatto un quadro che va un po' oltre il
convegno che, da come ho capito, deve ancora avere delle sue specificità e, secondo me,
conoscere in ogni caso è sempre importante.
Ma non ho preso la parola per questo, quanto per controbattere al Consigliere Liardo
che ci ha un po' tirato in causa, dicendo che spesso le donne del PD si fanno portatrici
di difendere dei diritti e perché, in questo caso, continuiamo sempre in questa linea di
difesa dei diritti. Se nella Sharia o anche in altre regole religiose di altre religioni ci
sono imposizioni che discriminano le donne, saremo sempre pronte a difendere e credo
che si uniscano a me anche le altre colleghe. Questo non vuol dire però quello che lei
diceva, cioè che le donne immigrate nella nostra Città sono tenute tipo schiave, non
possono andare dove vogliono. Questo non è vero, perché siamo andati - e c'era anche
lei - in sopralluogo in uno dei centri più importanti, anche italiani, di associazioni di
donne immigrate, all'Almaterra, e le donne fanno tutte le attività che fanno le nostre
donne nelle associazioni.
Quindi anche su questo mi sembra assurdo prendere una posizione… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Ma infatti, ci sono molte donne islamiche imprenditrici. Quello
che mi dispiace è che la nostra Città che è inclusiva, che sta superando tutte le barriere
presenti, invece di farsi vanto di questo, debba quasi scusarsi. Questo mi dispiace,
perché invece siamo una Città inclusiva e anche questo convegno lo dimostra.
Continueremo a prendere posizioni per quelle situazioni, e ce ne sono, non è che non
convengo che ce ne siano, ma come ci sono nell'Islam, ci sono anche in altre religioni,
che sottomettono la donna, che discriminano la donna e ci vedrete sempre in prima fila a
difendere e a fare queste battaglie.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Confesso di non aver letto la deliberazione a suo tempo, ma l'ho letta tutta adesso e
devo convenire che è un percorso datato negli anni. Non è nuovo, perché già da due o
tre anni se ne parlava nel 1997, ho qui il testo, perché proprio volevo essere attenta in
modo puntuale, non parlare perché ho letto la parola "Sharia", e quindi creare anche
momenti di tensione e di preoccupazione nella cittadinanza.
È pur vero che il comunicato stampa ha molto enfatizzato un aspetto, ma credo che di
finanza islamica si sia parlato almeno da dieci anni, non solo in questa Città, ma in tutta
Europa. A me risulta - questo non sta scritto nella deliberazione, forse potrei anche
confondermi - che un analogo forum si sia tenuto a Londra proprio due anni fa. È un
dialogo costante. Quindi non credo di dovermi preoccupare di allertare la cittadinanza
su una possibile invasione di cultura islamica scorretta.
A me stupisce tantissimo la richiesta di comunicazioni, se non fatta per problemi
politici, se si vuole, anche strumentali. Credo che se tutto rimane nel contesto com'è
stato impostato il forum a livello occidentale e se si ragiona sulla collaborazione, anzi,
se riusciamo a recepire qualche cosa di positivo nell'utilizzo del denaro, e concordo con
il Consigliere Magliano, non abbiamo bisogno di lezioni di interpretazione della
dottrina cristiana in Aula, neanche di dare giudizi sulla cultura, sulla dottrina islamica,
la Sharia è un'altra cosa, cerchiamo di comprendere. E su questo credo che tutto
l'Occidente, non solo, ma anche i Paesi islamici, non ultima l'Albania dove ieri lo
stesso Papa Francesco ha ringraziato quella popolazione, che è riuscita ad instaurare un
clima positivo di dialogo fra le religioni e fra le persone, laddove la parola principale è
condivisione, fratellanza e pace.
Noi vogliamo questo mondo, vogliamo vivere così o vogliamo continuare a stuzzicarci
su un termine… so che sta sorridendo, Consigliere Marrone, forse lei ha anche ragione,
ma non ho sorriso quando lei ha parlato, mi sono seriamente preoccupata della sua
preoccupazione, ma anche della provocazione che lei sta facendo, perché criticare,
condannare con i termini che lei ha usato, un forum culturale a cui partecipa
l'Università e la Camera di Commercio, quando poi… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non è vero. Saranno tutte robacce, ma il dialogo fra culture è
essenziale, diversa è la condanna di dittature: su quella ci troviamo d'accordo penso
proprio tutti.
Ma questa non è un'iniziativa che enfatizza la cultura della Sharia, anzi, farà in modo
che quella determinazione e quella religione non vengano imposte nel mondo
occidentale e vengano superate anche da loro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Naturalmente ringrazio tutti. Se vogliamo fare un dibattito di politica estera,
figuriamoci, ho dedicato vent'anni della mia vita a questo, possiamo farlo quando
vogliamo, però ho l'impressione che in certi interventi si sia andati al di là del segno,
perché che qualcuno possa pensare che in questa Aula c'è qualche persona che non
abbia orrore per gli assassini e le violenze che ogni giorno perpetrano i militanti
dell'Isis o del Califfato, è cosa che non posso neanche credere e che si possa pensare
che un convegno sulla finanza islamica diventa una forma surrettizia di
fiancheggiamento o di complicità con quelle vicende, anche questo mi pare francamente
una forzatura che nessuna strumentalità può davvero giustificare.
È del tutto evidente che siamo tutti assolutamente convinti che i drammi che sta
conoscendo il Medioriente richiedono un atteggiamento assolutamente netto da parte di
ogni coscienza democratica di ogni persona, di ogni uomo, di ogni Istituzione, in
particolare nei confronti dei movimenti radicali che si rifanno all'islamismo, come Al
Qaeda o come l'Is e che ci debba essere l'impegno di tutti per isolare e sconfiggere
questi movimenti.
Una delle condizioni per isolare e sconfiggere questi movimenti non è omologare tutto
il mondo islamico a quei movimenti. Ringrazio il Consigliere Magliano, perché
dall'opposizione ha fatto un intervento equilibrato che non ho ritrovato - lo confesso,
per sincerità - negli interventi degli altri esponenti dell'opposizione. Perché l'idea che
ogni e qualsiasi manifestazione che si rifaccia all'Islam, ogni e qualsiasi Istituzione che
si rifaccia all'Islam, ogni persona che pratichi cultura e religione islamica sia
potenzialmente un complice degli assassini dell'Is è francamente una follia e significa
regalare all'Is quello che l'Is non ha.
Nel momento in cui dobbiamo isolarlo per sconfiggerlo, credo che l'omologazione di
tutto ciò che è islamico all'Is sia un errore tragico. Il buonsenso sconsiglia di fare
un'operazione di questo genere. Non lo fa Obama, non lo fanno i Primi Ministri dei
Paesi dell'Unione Europea, non lo fa il mondo intero, altrimenti non si sarebbe riunito a
Parigi qualche giorno fa un vertice in cui sono stati invitati tutti i principali esponenti
dei Paesi arabi e di religione islamica.
Con alcuni ragionamenti che ho sentito, quel vertice non avrebbe mai dovuto esserci,
anzi, si sarebbero dovute interrompere le relazioni diplomatiche con tutti i Paesi che
sono islamici per il solo fatto che lo sono, che mi sembra francamente un'aberrazione
non politica, del buonsenso, della ragione. Quindi cerchiamo di ricondurci a cose
razionali. E questa è la prima considerazione.
La seconda: la finanza islamica è parte essenziale della finanza globale nel mondo di
oggi, lo ricordava giustamente il Consigliere Magliano. Ma noi non siamo tutti alla
ricerca, tutti, in Occidente, in Europa, in Italia per affrontare i nostri problemi di flussi
di investimento che arrivano da quei Paesi? Non corteggiamo lo sceicco del Qatar, di
Abu Dhabi, dell'Arabia Saudita e tutti gli altri? O vivo in un altro mondo? E ci siamo
posti il problema di considerarli dei terroristi o, al contrario, di interloquire con ciò che
rappresenta in termini economici e finanziari quel mondo? Mi sembra che sia all'ordine
del giorno questa questione, da mesi e mesi, se non da anni.
Basta prendere un aereo e in un'ora e mezza essere a Londra per capire che cos'è la
finanza islamica oggi nel panorama economico e finanziario internazionale e non mi
pare che il Sindaco di Londra - che pure è un conservatore, non è neanche uno di
sinistra - si sia mai permesso di dire che è meglio che vadano via le banche dei Paesi
arabi che hanno una sede a Londra. Francamente sento delle cose che non stanno né in
cielo, né in terra in questa discussione.
Su sollecitazione di Camera di Commercio e Università, che non sono organizzazioni
fiancheggiatrici del terrorismo islamico - almeno su questo potremmo convenire -,
abbiamo avuto richiesta di promuovere un convegno dedicato al tema della finanza
islamica, tema su cui si stanno applicando da tempo Università, laboratori economici,
Istituzioni finanziarie internazionali, Governi.
Ho qui uno studio della Banca d'Italia dell'ottobre 2010, che dedica il suo bollettino
interno, che si chiama "Questioni di economia e di finanza", alla "Finanza islamica e
sistemi finanziari convenzionali. Tendenze di mercato, profili di supervisione e
implicazioni per le attività di banca centrale". Per curiosa coincidenza, questo studio è
stato coordinato, è stato realizzato da un gruppo di lavoro della Banca d'Italia diretta da
un dirigente prestigioso della Banca d'Italia, che personalmente conosco, come conosce
il Consigliere Marta Levi, che si chiama Giorgio Gomel, che è uno dei principali
esponenti della comunità ebraica di Roma e non ha avuto paura di fare lo studio.
Cerchiamo di ricondurci. Per quanto riguarda il convegno, su sollecitazione della
Camera di Commercio, dell'Università, dell'Unione Industriale e degli Istituti bancari
italiani, a partire da Intesa-Sanpaolo, si è ritenuto interessante avere un momento di
confronto, di dibattito e di discussione sulla finanza islamica in funzione di un obiettivo:
quali siano i percorsi e le condizioni per creare un ambiente favorevole all'attrazione di
capitali per gli investimenti.
La domanda è: di che cosa si discute? Si discute di questo; non si discute di Sharia, non
si discute della situazione nei Paesi arabi e non si discute di Islam. Sono tutti temi
importanti, ma che non saranno oggetto di quel convegno. È un convegno prettamente
dedicato ad un tema economico e finanziario, connesso ad una tendenza che non è
soltanto un dibattito che si svolge nella nostra Città, ma è, in generale, una tendenza tesa
a verificare quali siano le condizioni ed i modi per attrarre capitali che vengono dalla
finanza islamica a sostegno di politiche di investimenti e di crescita. Si discute di
questo.
Se, poi, vogliamo fare un convegno sulla multiculturalità, lo faremo; ben venga. Se
vogliamo fare un convegno sui diritti dei cittadini e la Sharia, facciamolo, non ho alcuna
esitazione a dire - perché l'ho detto molte volte - che i diritti individuali della persona
sono indisponibili ed irrinunciabili sotto qualsiasi cielo ed in qualsiasi condizione
culturale e religiosa e, quando viene contraddetto quel principio, io non sono d'accordo
e come me tanti altri. Se ci sono parti della Sharia che contraddicono quel principio, non
ho alcun problema a dire che quella cosa lì, per quanto mi riguarda, non è condivisibile.
Queste, però, sono altre questioni, che non hanno nulla a che vedere con il convegno
che abbiamo promosso - lo ripeto - con soggetti economici, finanziari ed accademici e,
in quella sede, discuteremo.
Parteciperanno rappresentanti di istituzioni finanziarie del mondo islamico che sono
riconosciute; ovviamente, da parte nostra ci sarà tutto il controllo e la verifica necessaria
affinché non vi sia alcun elemento di ambiguità rispetto ai partecipanti. Non abbiamo
alcun interesse a farlo, perché non è questo l'obiettivo e la finalità del convegno.
Le cose stanno così e, francamente, mi pare che il dibattito in Aula sia andato oltre il
senso del convegno, caricandolo di significati che nessuno gli ha mai dato e che nessuno
intende dargli, perché siamo tutti… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma
siccome, oltre che il buonsenso, abbiamo fatto tutti anche la prova di alfabetizzazione
per entrare qui dentro, francamente ci sono delle cose che si possono capire anche sulla
base di questo, perché poi fa testo anche la storia di ciascuno di noi.
Sono sempre stato attaccato da una parte politica per la mia prossimità e la mia
vicinanza al mondo ebraico, ad Israele; adesso, di colpo, sono diventato un amico dei
terroristi islamici? Andiamo! Un po' di buonsenso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni del Sindaco.

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