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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Settembre 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 19

Comunicazioni del Sindaco su: "Convegno Turin Islamic Economic Forum".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo la seduta. Consigliere Ricca, le do la parola solo se rimuove quei cartelli,
conformemente al Regolamento. Altrimenti sono obbligato a toglierle la parola.

RICCA Fabrizio
Presidente, noi abbiamo un Assessorato ai Diritti e Pari Opportunità che lavora molto e
che in qualche modo accetta le regole della Sharia, che non è solo Legge, Assessore, ma
è Legge di Dio. In un Paese laico noi sdoganiamo la Sharia, in quanto Legge di Dio.
Questo è inaccettabile, Assessore, soprattutto in un momento come questo, perché
apriamo culturalmente le porte a un mondo che non ci appartiene e che dobbiamo
rifiutare.
Sono convinto che se vogliamo fare qualcosa per l'economia dobbiamo pensare
all'economia di quei torinesi che tutti i giorni chiudono le serrande e non hanno più i
soldi per andare avanti. Questo dobbiamo fare. Se noi vogliamo pensare all'economia,
dimentichiamoci di quel mondo, perché l'unica cosa che diffonde è visibile in queste
foto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Capogruppo Marrone.

MARRONE Maurizio
Ho ascoltato con attenzione la relazione dell'Assessore e, per quanto apprezzi
l'impegno, ho trovato un po' fuori luogo questa ricostruzione enciclopedica. Ricordare
che tutte le religioni tradizionali condannano l'usura, intesa come denaro che produce
denaro, e quindi andare a dipingere la finanza islamica come una finanza etica in
confronto a quella occidentale, è un'operazione abbastanza ridicola.
Sentivo il Sindaco che contestava, dicendo che venivano compromessi i rapporti con la
diplomazia dei Paesi arabi. Ma facciamo una profonda distinzione. Io dico solo una
cosa, che bisogna essere davvero attenti a distinguere le Istituzioni laiche dei Paesi arabi
dall'islamismo, che le sta erodendo, dalle Primavere arabe in poi, che questo Consiglio
Comunale ha celebrato come una nuova, rinnovata stagione di libertà, e che invece ha
portato l'islamismo in tutto il Nord Africa, inondandoci di decine di migliaia di
profughi (ormai abbiamo superato il centinaia di migliaglia), perché questo lo dite voi,
non lo devo neanche ricordare io. E dall'altra parte provare a spiegare un patrocinio
istituzionale alla promozione di una finanza religiosamente ispirata.
A me sembra veramente qualcosa che non trova riscontro, perché dire che Sharia vuol
dire Legge e basta, non va a diminuire la gravità, la aumenta, perché sottolinea che
quella è una mentalità religiosa, teocratica, per cui la Legge è solo quella lì. È questo il
passaggio, perché se no Jihad vuol dire "guerra spirituale". Peccato che questi termini si
declinano con quelle immagini che sono state mostrate dai Colleghi, suscitando tutto
questo sdegno.
Forse suscitano sdegno non perché non sono consone all'Aula, ma perché non sono
consone a un patrocinio dato a una Legge che ispira quelle azioni. Non so se qualcuno a
provato a tradurre la sigla araba presente nella bandiera dell'ISIS: è la professione di
fede islamica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, c'è scritto "Allah è grande,
Maometto è il suo profeta".
Ora, l'islamismo si distingue dai governi di ispirazione laica su un punto, cioè quello di
sovrapporre la comunità religiosa e la sua Legge con la comunità politica e civile e non
accettare alcun distinguo da quella. Quindi, affermare addirittura che la finanza deve
essere ispirata a quella visione del mondo e promuovere quei soggetti, è qualcosa di
intollerabile, in un momento storico come questo.
L'Assessore Curti non ci dica che la finanza islamica è bella, perché i proventi li
reinveste in cose belle, comunitarie e altruiste. Ci stiamo prendendo in giro se diciamo
questo. Ma le armate dell'ISIS che si stanno divorando pezzi di Iraq e di Siria, un
minuto dopo l'altro, chi li finanzia? Topo Gigio? I soldi da dove arrivano? Arrivano da
quella finanza islamica che ci venite a promuovere qui.
Questa è una cosa intollerabile, perché ci ritroviamo davanti a un Occidente che non
solo non sottolinea l'adeguata solidarietà a tutte quelle persone che vengono
barbaramente massacrate con decapitazioni, centinaia di persone, donne e bambini,
sepolti vivi, donne ridotte in schiavitù.
Non c'è selfie che tenga di fronte a questo, perché con il selfie al militante jihadista non
cambia niente. Un conto invece sono le risorse finanziarie che alimentano quel mondo
militarmente organizzato. Il termine citato nel convegno è la finanza Sharia compatibile.
Quindi una finanza che abbraccia quel particolare tipo di Legge religiosa.
Questa è veramente una resa incondizionata di un'Istituzione laica e civile occidentale,
che il Comune di Torino era, o forse dovrebbe essere.

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