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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 15 Settembre 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2014-02922
"REGOLAMENTO MUNICIPALE N. 30 E PREVISIONI DI RECEPIMENTO DELLA NORMATIVA REGIONALE" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 25 GIUGNO 2014.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201402922/002, presentata in
data 25 giugno 2014, avente per oggetto:

"Regolamento municipale n. 30 e previsioni di recepimento
della normativa regionale"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
L'interpellante - che ringrazio, Consigliere Magliano - pone una questione molto
tecnica, che riguarda la normativa sulle canne fumarie.
Preliminarmente, devo dire al Consigliere che l'applicazione della normativa che
riguarda le canne fumarie è di esclusiva competenza delle ASL, perché ci sono due
autorizzazioni, che potremmo riassumere in autorizzazioni commerciali e
autorizzazioni sanitarie, e quelle di competenza della Città sono le autorizzazioni
commerciali, cosa che ormai da tempo la Città di Torino fa, nell'ambito delle
semplificazioni procedurali, attraverso la S.C.I.A.. Le autorizzazioni sanitarie,
invece, vengono fatte attraverso una cosiddetta "notifica", che di fatto è
un'autocertificazione attraverso la quale si dichiara che si è conformi a tutte le norme
previste dalla Legge. Questo, ovviamente, in estrema sintesi.
Essendo di competenza ASL, i rapporti tra la Città e le ASL, fondamentalmente, si
sono estrinsecati in passato attraverso un parere dell'ASL, che veniva espresso con
formule che cito testualmente: "Parere favorevole per l'esercizio dell'attività di
somministrazione di alimenti", o "Parere contrario per l'esercizio dell'attività di
somministrazione di alimenti".
Per cui, la Città di Torino e gli Uffici della Città di Torino non entravano nel merito
delle competenze relative alla materia da lei oggi sollecitata per la trattazione.
Ovviamente, le verifiche sono fatte, per tali questioni, a cura dell'ASL, la quale, nel
momento in cui fa il sopralluogo e in caso di sospensione o di revoca dell'attività, fa
una semplice comunicazione alla Città di Torino.
Sentiti informalmente, sollecitati dalla sua interpellanza, i Dirigenti del settore ASL
sono disponibili ad un approfondimento tecnico, al fine di verificare le ipotesi in cui
è possibile l'utilizzo dei cosiddetti "carboni attivi", come da Legge Regionale.
Avvieremo questa interlocuzione, sapendo, però, che ci muoviamo in quell'ambito lì.
Relativamente, di conseguenza, a quanto ho finora riferito, non abbiamo dati sulle
autorizzazioni rilasciate dal 1974 al 1996, né successivamente. Così come non
abbiamo numeri che ci consentano di dare delle risposte alle richieste da lei fatte
rispetto al numero di autorizzazioni su questo tipo di questione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Da questo punto di vista, però, nel risponderle,
vorrei provare a cercare di mettere un po' in fila le questioni.
Di fatto, questa Legge Regionale del 2008, che lei citava, è una Legge come tutte le
Leggi Regionali, che poi chiedono alle Amministrazioni Comunali o a tutti gli organi
amministrativi, Province, Comuni e quant'altro, di adeguarsi.
Dal momento che, fortunatamente, noi andiamo verso un progresso, questa Legge, di
fatto, va a codificare la possibilità di gestire l'emissione dei fumi, i fumi nocivi o i
fumi che derivano dalle cucine della ristorazione, in maniera diversa.
Noi, fino al 1996 - non l'ho messo nell'interpellanza -, dal momento che vi era un
certo tipo di autorizzazione, un certo tipo di soggetto che gestiva l'Ufficio, veniva
data la possibilità di utilizzare, al posto delle canne fumarie, tutto quello che
riguardava la canna fumaria a carboni attivi ed altre metodologie, perché da allora ad
oggi la possibilità di poter smaltire i fumi, affinché non vi fosse un problema né del
condominio, né delle zone circostanti, dal 1996 ad oggi, evidentemente, si è evoluta.
Dallo studio che ho fatto io, è vero, c'è una compenetrazione tra quello che è ASL -
quindi, dal punto di vista del Regolamento di Igiene - e quella che, invece, è la nostra
autorizzazione a partire, da questo punto di vista, in termini amministrativi. Però non
è proprio così, nel senso che l'ASL, come sempre, ha un protocollo, perché il
Regolamento d'Igiene è nostro, non è dell'ASL, e la ASL, in convenzione con noi, in
accordo con noi, fa questo tipo di attività. Ma la cosa che mi lascia un po' perplesso è
il fatto che non abbiamo un ritorno da parte dell'ASL delle autorizzazioni che
concede la Città di Torino, perché, per Regolamento, è la Città di Torino che è
sovrana sulla possibilità o meno che qualcuno possa aprire un'attività commerciale,
possa emettere o meno dei fumi. Per cui, la risposta mi sembra quantomeno
incompleta.
L'altro aspetto, che mi auguro l'Assessore abbia colto, è che questa interpellanza
nasce dalla solita tipologia di problema, cioè che spesso ci sono dei soggetti che
vorrebbero insediare alcune attività commerciali di questo tipo in zone storiche della
città; ma nelle zone della nostra Città, soprattutto quelle storiche, vi è il sistema delle
canne fumarie legate agli appartamenti, ma ancora più spesso le canne fumarie sono
inesistenti, perché quando vennero realizzati questi edifici c'era tutta un'altra
normativa o non vi era normativa. Quindi, di fatto, noi stiamo impedendo a soggetti
proprietari di poter affittare a soggetti che hanno voglia e interesse ad aprire
un'attività commerciale - e questo vorrebbe dire, però, nuove entrate per il Comune,
nuova possibilità di sviluppo per il nostro commercio, nuova possibilità di affittare
dei locali con una destinazione d'uso diversa -, perché altri Consigli Comunali, a
differenza del Consiglio Comunale di Torino (se vuole, poi, Assessore, le fornisco i
dati su chi si è adeguato e chi no, e prima o poi dovremo affrontare la questione per
capire perché noi ci adeguiamo sempre più tardi, e questa è la modalità con cui la
nostra Pubblica Amministrazione frena gli investimenti in questa Città), si sono
adeguati, permettendo così che questo volano potesse andare avanti, perché, in
termini di progresso e quindi di ricerca di sviluppo, non è detto che i fumi di una
cucina debbano per forza uscire da una canna fumaria.
Oggi ci sono i carboni attivi, poi abbiamo scoperto - ho fatto un approfondimento -
che c'è un altro tipo di gestione dei fumi, attraverso il raffreddamento ad acqua,
quindi ci siamo evoluti. Tutto il mondo evolve.
Assessore, più che questa risposta, della quale non sono soddisfatto, perché mi pare
strano che noi continuiamo a far aprire locali e non abbiamo di ritorno dall'ASL
alcun tipo di informativa. Cioè, noi diamo le nostre autorizzazioni per aprire, poi c'è
l'ASL che deve dare le autorizzazioni rispetto al nostro Regolamento sull'Igiene, ma
non abbiamo un feedback. Quindi, ci sono due Amministrazioni che si occupano
della stessa cosa, ma che, di fatto, a quel punto, non si parlano.
Quindi, io chiederei all'Assessore di verificare innanzitutto se è un nostro dovere fare
un Regolamento, o modificare il nostro Regolamento, in applicazione della Legge
Regionale del 2008, cioè la possibilità, con un Regolamento nostro, di dire alle ASL:
"Guardate che dalla canna fumaria ci siamo evoluti ad altre tipologie di gestione dei
fumi", perché, per assurdo, questo, Assessore, ridarebbe vita a tanti luoghi in cui si
vorrebbe iniziare un'attività commerciale di ristorazione, o altro, ma che ora sono
impossibilitati a farlo, perché è a discrezione.
Allora, fin quando noi non facciamo un Regolamento, ci sarà sempre qualche
burocrate che, a sua discrezione, non concede o concede.
Su questo, Presidente, io non sono soddisfatto e mi piacerebbe che l'Assessore
manifestasse un interesse a discutere in Commissione di questa cosa, magari
invitando l'ASL. Però questa cosa mi fa un po' specie, perché fino al 1996 le
rilasciavamo. Infatti, andando a vedere, fino al 1996 rilasciavamo l'utilizzo delle
canne fumarie a carboni attivi; dal 1996 in poi no, perché è cambiato dirigente.
Allora, delle due, l'una: o il dirigente non poteva rilasciarle, perché oggi le rilascia
l'ASL; o il dirigente che le rilasciava forse era più lungimirante e si aspettava che ci
fosse uno sviluppo di progresso, e il dirigente adesso non si prende la responsabilità
di farlo.
In tutto questo, mi piacerebbe che ci fosse un approfondimento per dire: basta
cambiare un pezzo di Regolamento? Cambiamolo. Vogliamo sapere, però, quanti
stanno aprendo in ottemperanza al nostro Regolamento d'Igiene o meno?
Chiediamolo. Perché delle quattro domande, alla prima non abbiamo risposto, alla
seconda non abbiamo risposto, cioè non abbiamo un database di cosa abbiamo fatto
dal 1947 ad oggi? Nel 1947 capisco, ma magari degli ultimi 10 anni...
"Se la Giunta Comunale intenda recepire quanto descritto dal Decreto del Presidente
della Giunta Regionale", la risposta dell'Assessore è no, o comunque non risponde.
"A quali ragioni siano da addebitare gli squilibri nel rilascio delle licenze ante e post
1996"? Noi le rilasciavamo. Prima ne davamo tantissime. Dopo non ne abbiamo più
date. Come mai? Io non ho risposte, se possiamo andare in Commissione, grazie.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Intervengo solo per chiarire, perché evidentemente, Consigliere, anzi, sicuramente
non mi sono spiegato bene, quindi è opportuno chiarire.
Ovviamente, concordo con lei nel dire che merita un approfondimento in
Commissione, ma partendo da un presupposto: che non è competenza della Città. La
competenza è esclusivamente delle ASL sul tema canne fumarie e metodi alternativi
di abbattimento fumi.
La Città non rilascia alcun tipo di autorizzazione sul punto, perché avviene la
cosiddetta "notifica", e nella notifica viene comunicata all'ASL la conformità o
meno di un impianto.
Non tutti i locali hanno necessità della canna fumaria a tetto. Per cui, il bar che fa il
toast non ha bisogno della canna fumaria. Alcuni tipi di attività di locali, ovviamente
sì. La ristorazione ha necessità della canna fumaria, ma non è autorizzata dalla Città.
Dopodiché, da quando sono in vigore la D.I.A. e la S.C.I.A., avviene una semplice
comunicazione. Ad oggi, i nostri Uffici sono gravati da tutta una serie di incombenze
che occupano personale e, diversamente da quello che pensa lei, Consigliere, io
credo che bisognerebbe ulteriormente semplificare, perché anche solo una semplice
comunicazione va lavorata, perché comunque c'è bisogno di qualcuno che la guardi,
la cataloghi e la rubrichi. Allora io e i miei Uffici ci domandiamo: a che cosa serve
questa comunicazione? Probabilmente possiamo fare a meno anche di quelle
comunicazioni, che sono decine di migliaia ogni anno.
Però, mi riferiscono gli Uffici che non è una questione regolamentare - altrimenti la
farei domani, cioè eliminerei questa comunicazione che impegna il personale -, e
questa è la ragione per cui non abbiamo i dati che lei ci chiede.
Gli Uffici mi riferiscono che alla data del 1996, dal punto di vista normativo, non è
avvenuto nulla, cioè la modifica della normativa è del 2003. Dal 2003, poi, è stata
modificata la normativa. Però, non abbiamo dati che ci consentono di capire anche le
ragioni di questa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei me lo dice e io,
avendo stima di lei, ci credo che è così. Però, noi, non avendo un ruolo nella cosa,
perché i rapporti tra noi e l'ASL si limitavano alle comunicazioni ASL, che
riferivano con le formulette che le ho letto prima "parere favorevole" o "parere
contrario", oggi non vorrei che il suo ragionamento fosse viziato dal fatto che è la
Città a recepire tutta la documentazione e ad inviarla all'ASL, nell'ambito di una
facilitazione delle procedure. Ma, ripeto, non abbiamo nessuna competenza.
Tuttavia, in ogni caso, ribadisco la disponibilità mia e dei miei Uffici a fare una
Commissione ad hoc sull'argomento, chiedendo, ovviamente, al Presidente di
invitare l'ASL, così chiariamo i rapporti, perché se è come lasciava intendere il
Consigliere, che probabilmente necessita di qualche intervento normativo da parte
della Città - perché sono assolutamente d'accordo con lei, più si elimina la
discrezionalità e più mi trova d'accordo -, se è necessario fare quell'intervento per
consentire all'ASL di avere meno spazio discrezionale, do fin d'ora la mia
disponibilità ad attivarmi nella direzione di regolamentare la materia. Però, da quel
che ho capito fino ad oggi, credo che non sia quella la questione.
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