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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 15 Settembre 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 21

Comunicazioni del Sindaco su: "Prospettive aeroporto di Caselle".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla successiva richiesta di comunicazioni relativa alle prospettive
sull'Aeroporto di Caselle.
La parola, per la risposta, al Sindaco.

SINDACO
La questione origina dal processo di ristrutturazione che Alitalia ha avviato
successivamente all'accordo intervenuto con Etihad per il riassetto della Compagnia.
Sulla base delle decisioni di riorganizzazione e ristrutturazione, che conseguono al
nuovo assetto proprietario e ai piani industriali del nuovo assetto proprietario,
Alitalia intende concentrare il suo sforzo di mercato sui voli intercontinentali, quindi
ha messo in campo un processo di riorganizzazione che liberi un certo numero di
vettori dal carico dei voli nazionali che attualmente hanno, per metterli a
disposizione dei voli intercontinentali.
Questa scelta ha avuto come esito che Alitalia ha deciso che i collegamenti diretti
nord-sud e sud-nord si riducano fortemente, a vantaggio, invece, di collegamenti
basati su due tratte, con un passaggio, per tutte le rotte, attraverso l'Aeroporto di
Fiumicino. Questo tipo di scelta non riguarda solo lo scalo di Torino, riguarda lo
scalo di Torino, lo scalo di Milano Linate, lo scalo di Verona, di Venezia, di Trieste,
di Genova e di Bologna. Tutti hanno avuto comunicazione da Alitalia della riduzione
dei collegamenti diretti fra questi scali e scali del Mezzogiorno, e viceversa, a
vantaggio del fatto che, invece, si debba passare per Fiumicino.
La Compagnia motiva questo, per un verso, con la necessità di massimizzare
l'utilizzo dell'Aeroporto di Fiumicino, in secondo luogo con la necessità di liberare
vettori per aerei, per dislocarli su rotte intercontinentali e, in terzo luogo, con ragioni
di costo di alcune di queste tratte.
Per quanto riguarda Torino, sapete che questo tipo di decisione significa non avere
più il collegamento diretto di Torino con Bari, Palermo, Catania, Lamezia Terme,
Reggio Calabria e Alghero, e ridimensionare seccamente il collegamento con Napoli.
Ovviamente questa cosa non sta a me, non è nelle mie competenze valutare i piani di
politica industriale di Alitalia e, men che meno di Etihad, però, dal nostro punto di
vista, ovviamente noi abbiamo il dovere di tutelare l'interesse della città ad avere
collegamenti aerei diretti con il più alto numero di località.
Ovviamente, mi sono immediatamente attivato, ho preso contatto con
l'Amministratore Delegato di Alitalia in carica in quel momento, per verificare la
possibilità di far rivedere alla Compagnia queste decisioni, in toto o in parte. Sulla
base dei contatti intervenuti, Alitalia ha assunto con me un impegno ad avviare un
negoziato con SAGAT, per verificare la possibilità di mantenere gli attuali
collegamenti con Napoli e di mantenere i collegamenti con Reggio Calabria e
Lamezia Terme, mentre da parte di Alitalia si ritiene che sia molto difficile
mantenere i collegamenti con le altre località.
Successivamente, sulla base di un'ulteriore discussione, è intervenuta anche una
modifica della decisione che riguarda Alghero, il cui collegamento con Torino
dovrebbe essere mantenuto, soprattutto nella stagione estiva, che è la stagione per cui
questo collegamento ha una maggiore utilità.
Per quanto riguarda Bari, Palermo e Catania, ovviamente SAGAT si è
immediatamente attivata per verificare la praticabilità di assicurare collegamenti
diretti con altre Compagnie. È un'attività in corso, che ha già acquisito la
disponibilità di una serie di Compagnie, in particolare Vueling, Meridiana, Volotea e
Ryanair. Queste quattro Compagnie hanno tutte manifestato - e sono in corso i
negoziati relativi - la disponibilità a realizzare collegamenti diretti tra Torino e queste
quattro città.
Se, come io mi auguro, queste disponibilità, sulla base delle attività contrattuali che
SAGAT sta negoziando, saranno portate a buon esito, noi potremo garantire il
mantenimento di tutti i collegamenti di cui Torino dispone, senza pregiudizio nei
confronti dei nostri concittadini.
Naturalmente questa cosa ha dato adito ad una discussione sull'Aeroporto, sui
collegamenti, eccetera, nell'ambito della quale sono emerse varie opinioni, come in
ogni dibattito, con una tendenza a dire che tutto questo dimostrerebbe che
l'Aeroporto di Torino è insufficiente, inadeguato, emarginato, eccetera. Io ho
l'impressione che si parli spesso sulla base di stereotipi, che in questa Città noi ci
portiamo da lungo tempo. Io ero bambino e sentivo già parlare del fatto che
l'Aeroporto non andava bene, e sono passati un po' di anni, ne compio 65 tra qualche
settimana e siamo sempre là. Allora forse, anziché un dibattito fondato un po' sui
luoghi comuni, varrebbe la pena tenere conto di quello che dicono coloro che se ne
occupano, che qualche competenza ce l'hanno.
La scorsa settimana, in occasione del dibattito che si è aperto sulla questione delle
rotte, su uno dei nostri grandi quotidiani è comparsa un'intervista ad una persona che
io non conosco - quindi leggo -, che è professore associato alla Facoltà di Ingegneria
dell'Università di Brescia, Coordinatore Accademico dell'"International Center for
Competitiveness Studies in the Aviation Industry", cioè una persona che si occupa
professionalmente di industria aeronautica, di collegamenti aerei e di strutture
aeroportuali, il quale fa alcune dichiarazioni; naturalmente è un'opinione, si può dire
il contrario, ma si tratta di una persona che se ne occupa, mentre molte delle persone
che ne parlano non hanno una competenza, ne parlano per affezione e per generico
interesse.
Domanda: "La presenza di una base low-cost non avrebbe attenuato gli effetti dei
tagli Alitalia?", perché uno degli atti di accusa è che non c'è una base permanente di
low-cost a Torino e questo penalizza.
Risposta: "Per come la vedo io, la diversificazione di Caselle è un punto di forza. È
vero che non c'è una base low-cost, ma ci sono le Compagnie. A Caselle opera
Ryanair con diversi voli, c'è Lufthansa, c'è Air France, Meridiana, Vueling e una
serie di altri vettori. Insomma, già oggi i due terzi dei passeggeri che volano da
Torino, volano con altre Compagnie. Uno scalo che opera con più soggetti - come
Torino - ha maggiori margini di trattativa, perché, per esempio, Verona, oppure
Reggio Calabria, dove c'è solo Alitalia, o Bergamo, dove il 90% è affidato a
Ryanair, rischia molto di più. Se la Compagnia dovesse decidere una ristrutturazione,
si scenderebbe immediatamente significativamente di molti milioni di passeggeri in
quegli scali che non avrebbero a breve la possibilità di recuperarli". Prima risposta.
Poi dice: "Poi c'è un altro elemento di forza di Torino". Perché io ho letto, come tutti
voi, diverse interviste; per esempio, l'altro giorno c'era un imprenditore che diceva:
"Io per andare a Bruxelles ho preso un volo da Malpensa", e giustamente il
giornalista gli ha detto: "Ma c'è il volo Torino-Bruxelles", e lui ha risposto: "Sì, ma
io volevo andare e tornare in giornata, e a Malpensa ci sono tre voli". È chiaro che ci
sono tre collegamenti da Bruxelles a Malpensa, perché il bacino di utenza di
Malpensa è molto più ampio. Se noi pretendessimo che una Compagnia mettesse tre
voli ogni giorno Bruxelles-Torino, non li saturerebbe tre voli. Non si può volere tutto
quello che può venire in mente, bisogna anche ragionare un attimo.
In ogni caso, poi dice: "C'è un elemento in più di forza di Torino: è collegata con i
principali hub. È vero che da Torino puoi partire e arrivare quasi ovunque, perché -
lui dice - siete collegati con Francoforte, siete collegati con Parigi, siete collegati con
Amsterdam, siete collegati con Londra, siete collegati con Istanbul, sono i principali
hub, con Monaco di Baviera. Da Torino si va in qualsiasi posto - a parte il rapporto
con Malpensa - con i principali hub".
Ancora, a domanda giustamente il giornalista dice: "Sì, ma con l'eliminazione di
Catania, Palermo, Bari e Alghero, cosa succede?". Vi ho già detto che succede che
avremo altri vettori, comunque questo esperto dice: "Alitalia non ha alternative. Per
anni ha puntato su rotte europee e domestiche - ed è vero -, provando a fare
concorrenza, con tariffe fuori dal mercato per i suoi costi, alle altre Compagnie, e
non ce l'ha fatta. In ogni caso - dice -, questi voli saranno - ed è la verità, è quello
che succederà - saranno occupati da altri vettori. Io non ho dubbi che nell'arco di
qualche breve settimana Torino avrà gli stessi collegamenti che aveva prima".
Vedremo come sarà.
Voglio dire che l'idea che noi abbiamo un Aeroporto che è inadeguato, non è capace
di garantire i servizi, eccetera, da una persona che si occupa di questo, non è valutata
così. Poi naturalmente è un'opinione, uno può averne una opposta, però le risposte
sono risposte con dati di merito, di fatto, non ipotesi.
Segnalo che queste cose che dice questo esperto sono confermate dall'andamento del
flusso di traffico di questi dei primi sei mesi, otto mesi ormai, del 2014. Nei primi
otto mesi del 2014 lo scalo dell'Aeroporto di Caselle è lo scalo italiano che ha il più
alto incremento di flusso rispetto all'anno precedente. Proiettato su base annua, se la
tendenza è questa, noi finiremo con il 10% in più, quasi, il 9,7%-9,8%, quasi il 10%
in più di traffico aereo.
Segnalo che, per esempio, nel mese di luglio l'incremento è stato del 13%, nel mese
di agosto del 16% e via di questo passo, il che significa che c'è un'azione attiva di
SAGAT per migliorare i collegamenti, e le cifre e le condizioni dell'Aeroporto
dicono che le potenzialità di fronte a noi ci sono, e noi siamo in grado di coglierle.
Poi, naturalmente, va da sé che si può fare sempre meglio, si deve fare sempre
meglio. È compito della Città sollecitare la SAGAT e i suoi dirigenti a lavorare per
attivare quanti più collegamenti e quanti più voli siano possibili, a maggior comodità
e servizio dei nostri cittadini, ed è quello che si sta facendo: entro la fine dell'anno
parte sul piano internazionale il collegamento con Berlino; tra poche settimane parte
il collegamento con Bucarest, ricordo che abbiamo una comunità di 50.000 cittadini
rumeni nella nostra città. In queste settimane stanno per partire i quattro collegamenti
Vueling al giorno con Roma. Quindi, mi pare che ci sia tutto lo sforzo per mettere
l'Aeroporto nelle migliori condizioni.
In ogni caso, l'impegno della Città è sollecitare i dirigenti dell'Aeroporto, e tutti
coloro che hanno responsabilità e competenza in questa direzione, a farlo.
Per ciò che riguarda, in particolare, la vicenda di queste settimane, si sta lavorando
per garantire che tutti i collegamenti di cui la città beneficiava, rimangano e
garantiscano quindi l'accessibilità a Torino e il rapporto di Torino con le località con
cui già si era in relazione, come prima.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, signor Sindaco.
Apriamo, dunque, la discussione sulle comunicazioni.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Allora, Sindaco, tutto a posto. Nel senso che tutti ci siamo preoccupati per niente.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bene! Oggi abbiamo appreso che va tutto
bene, nel senso che noi, come Sala Rossa, pensavamo di essere nei guai, e si
ricorderà che, partendo dai suoi Colleghi del PD, era stata approvata - e io mi ero
rifiutato di votarla positivamente - una mozione che vi impegnava a lottare contro il
declassamento dell'Aeroporto, che il Governo ha deciso e confermato. Però,
evidentemente, vivono sulla Luna. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non
sarà finita, ma intanto è così, cioè che Caselle è declassata, l'ha deciso un Governo
presieduto ai tempi, forse, da Bersani, poi da Letta, adesso da Renzi. Diciamo che
non vedo grandi estremisti di destra tra i nomi che ho citato, per cui sono tutti
esponenti del vostro partito.
Poi, evidentemente, ci siamo allarmati inutilmente. Anch'io, quando era tornato
dall'incontro con l'Amministratore Delegato di Alitalia, ho detto: "Accidenti!
Complimenti Sindaco Fassino! Ha risolto tutto! Tutto salvato". Però c'era un
problema: che lei ha incontrato l'Amministratore Delegato uscente di Alitalia, anzi,
mi verrebbe da dire uscito... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Posso finire,
Sindaco? Mi permetterei di dire "uscito", perché, se non sbaglio, era l'ultimo giorno
in cui era in carica. Peccato che ancora ieri i quotidiani, titolando "Muro contro
muro", dicevano che in realtà quello entrante, non a caso nominato da Etihad, di tutto
quello che ha detto lei, ha confermato solo un collegamento su Napoli. Questo è
quello che avrebbe confermato.
Non si parla più della Calabria, per cui Barbieri - non io - ha annunciato che cercherà
altre trattative o anche gli altri vettori. Non si parla di Alghero. Si parla di un
collegamento, uno, su Napoli e basta.
Sinceramente, io tutto questo trionfalismo non lo condivido, perché continuano ad
essere citati tutti questi vettori, è sempre tutto in corso, come la lotta contro il
declassamento, però poi i dettagli non saltano mai fuori: quali sono i collegamenti,
che coperture, quanti collegamenti, a quali condizioni, con quali vettori e,
soprattutto, a fronte di una trattativa che continua con Alitalia, che, per bocca - sono
dei virgolettati, per cui penso che siano reali - del nuovo Amministratore Delegato,
dice: "Senza un'offerta economica interessante, non si conferma nessun altro volo",
il che vuol dire quattrini dagli Enti Pubblici.
Io vorrei ricordare - posso testimoniarlo di persona - che il compagno Presidente
Chiamparino ha già chiarito: mi ricordo che, quando governava Cota, si
colpevolizzava sempre la Regione che non tossiva quattrini e si annunciavano
sempre magnifiche sorti e progressive quando il centrosinistra avrebbe governato il
Piemonte; tra feste PD e vari vertici, il Presidente Chiamparino ha chiarito che non
metterà un centesimo Regionale.
Non solo, anche quella piccola mezza, per quanto poco già credibile, soluzione di
coinvolgere un accorpamento con Levaldigi, chiaramente a scapito di Levaldigi, è
stata cassata da GEAC, per esempio, che ha confermato la volontà di seguire una
nuova gara pubblica per individuare un socio privato.
Questo per dire che, di fatto, una strategia reale su Caselle, al di là di tante parole,
che però sono sempre proiettate ad un futuro sempre più nero, se guardiamo i dati del
presente, non si vede all'orizzonte. Vediamo tanti tentativi, annunciati con grandi
squilli di tromba sui media, che poi, però, ottengono peraltro un discreto effetto
boomerang il giorno successivo, quando vengono smentiti. Questo perché,
oggettivamente - questa è la nostra percezione -, tutte le politiche che riguardano
questo scalo aeroportuale sono sempre vissute con il fiatone, sempre a posteriori.
Io le chiedo, Sindaco Fassino: ma è possibile che le variazioni, annunciate e
apportate da Alitalia, non fossero precedentemente state quantomeno oggetto di
informativa al Ministero dei Trasporti? Cioè, è un qualcosa di assurdo! Se riteniamo
che sono oggetto - per carità - di una fusione con un soggetto privato, che però vede
comunque ancora un minimo di protagonismo pubblico.
Il dramma è: possibile che dobbiamo sempre vedere promesse su un futuro incerto,
quando le fregature sono sempre estremamente presenti, in termine cronologico, ed
estremamente concrete? Perché noi quali voli sono stati sospesi - cioè tutti, tranne un
collegamento di Napoli - già lo sappiamo. I guai che sta vivendo Caselle li vediamo
con i nostri occhi. Invece, intendiamoci, tutte le soluzioni che sono state ventilate -
mi permetto di dirlo - in modo molto vago, in realtà non le vediamo.
Guardi, se io devo dare un giudizio - poi lei riterrà che è negativo in partenza, ma in
realtà si basa anche questo sull'osservazione di dinamiche molto pratiche e concrete -
, è che lo scalo torinese - mi dirà che non c'entra -, ma, guarda caso, da quando è
iniziato il ritiro, la dismissione Comunale, che comunque è un disinvestimento,
perché è difficile chiedere alla Regione di metterci quattrini, quando il Comune è
stato il primo soggetto che ha fatto scendere l'asticella sotto il 51% di controllo,
quindi deresponsabilizzando, a quel punto bisogna dire che, quando è iniziata questa
dinamica, è iniziata una - permettetemi la metafora affine - picchiata a elica dello
scalo aeroportuale torinese di Caselle Sandro Pertini, senza, al momento, marcia
indietro, ma sempre più in avvitamento verso lo schianto al suolo. E, dall'altra parte,
intendiamoci, non si vedono reali soluzioni concrete. Anche oggi, Sindaco, non ci ha
detto sostanzialmente nulla.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere.

MARRONE Maurizio
Cita sempre dei vettori di cui non si sa nulla. Quindi, mi limito a dire che,
evidentemente, Torino è, ahimè, forse sempre più internazionale, ma sempre meno
nazionale e, ahimè, è anche sempre meno strategica.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere, deve concludere.

MARRONE Maurizio
E guardi, non lo diciamo solo noi, cattivi Consiglieri di opposizione, se lo dice
l'Unione Industriale, allora è evidente che quelle preoccupazioni delle ripercussioni
negative sul mondo dell'imprenditoria torinese non sono un nostro miraggio, ma è
qualcosa di molto concreto e reale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Mi sarebbe piaciuto esordire come il Consigliere Marrone, ma potrei rifare già un
percorso che lui ha fatto.
Presidente, vedo che sta molto attento ai tempi, io di questo le faccio un plauso, però
l'importante è che lo sia per tutti. Scusi se sottolineo questo aspetto. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Anche per il Consigliere Viale, appunto.
Volevo solo aggiungere alcune considerazioni. Il Sindaco ha fatto proprio tutto un
panorama di quello che può essere uno sviluppo internazionale dell'Aeroporto di
Caselle, uno sviluppo che, in realtà, non c'è; ha citato anche più volte delle assenze
da parte dell'Aeroporto di Caselle, per quanto riguarda il collegamento con la
Romania, visto che noi qui abbiamo sicuramente tantissimi potenziali passeggeri.
Un'occasione che abbiamo perso in questi anni, perché comunque è stato più volte
proposto in Commissione (ovviamente non esaminato con la dovuta attenzione
dall'allora Vicesindaco Dealessandri) un collegamento con Bucarest, dove
sicuramente avevamo tanti passeggeri; il Sindaco lo sa, l'ha citato prima. Anche
quella è stata un'occasione persa, in cui avevamo praticamente passeggeri certi.
Ma qui il problema è Catania e Palermo. Il Sindaco ha citato Meridiana, ma il
Sindaco lo sa che Meridiana, in maniera unilaterale, ha deciso di sospendere i voli
diretti tra Catania e Torino da un giorno all'altro, facendo scalo a Napoli? È successo
recentemente; io sono stato una di queste vittime: improvvisamente mi è arrivata una
e-mail. Per cui, io non lo vedo questo interesse da parte di Meridiana di sopperire ai
collegamenti di Alitalia.
Però, Sindaco, il problema è che per quanto concerne la Sicilia è già stato soppresso
il treno dell'Etna, che comunque poteva essere comodo; adesso vengono a mancare
queste due linee aere. E poi parliamo di sviluppo del Mezzogiorno. Io direi che
bisognerebbe assolutamente puntare i piedi e prestare maggiore attenzione a queste
situazioni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Prima ero preoccupato, adesso sono anche un po' basito, perché ho scoperto che il
Sindaco di Torino si forma le sue idee, le analisi, i piani d'azione sul futuro
dell'Aeroporto, leggendo le dichiarazioni di un giornalista che neanche conosce.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Volevo soltanto dire che…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, evitiamo di interloquire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Chiedo
scusa, manteniamo il silenzio.
Continui Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Chiedo scusa al Sindaco se mi sono permesso di far notare questa cosa. Io volevo
soltanto confutare alcune cose che ha detto il Sindaco, perché se non sono esperto io,
non so se è un esperto lui, ma a giudicare dai risultati che ha raggiunto l'Aeroporto in
questi ultimi vent'anni, non credo che nessuna delle persone che hanno governato
Torino, possa dire di aver fatto granché per il nostro Aeroporto, a partire innanzitutto
dalla questione di Alitalia. Perché adesso è tanto comodo dire che Alitalia non è così
importante, quindi anche se se ne va... anzi, siamo stati bravi che abbiamo anche le
altre Compagnie. Ci mancherebbe, nessuno ha mai detto di avere a Torino soltanto
Compagnie low-cost.
Però Alitalia è stata mantenuta fin troppo, perché siamo andati dietro per anni e anni
a foraggiare una Compagnia che palesemente non stava in piedi e che da anni viene
costantemente tenuta in piedi con le toppe, e con lauti interventi delle casse
pubbliche. Quindi, per motivazioni più politiche, credo, che di reale convenienza
economica, sono stati dati soldi ad Alitalia, come nel caso dei voli internazionali, che
sono stati tolti immediatamente, perché sono finiti i soldi, e tanti altri investimenti
fatti su Alitalia che non hanno assolutamente mai reso.
Adesso Alitalia se ne va, e per certi versi forse è un bene, perché potrebbe
costringere la Direzione di questo Aeroporto a prendere atto che la via dello sviluppo
non passa dalle Compagnie italiane, perché purtroppo il nostro Paese ha una
situazione di Compagnie aeree quasi tutte in coma, sottocapitalizzate, in gravi
difficoltà e non possiamo comunque aspettarci che siano loro a trainare lo sviluppo di
uno scalo come Torino.
Però mi permetto anche di dire che venire a dire che c'è stato un aumento del 10%
rispetto all'anno scorso, ne siamo tutti lieti, ma proprio due giorni fa tutti i giornali
hanno citato il fatto che il nostro aeroporto in dieci anni non è cresciuto di una
virgola. Cioè nel 2013 il nostro aeroporto aveva gli stessi passeggeri del 2004, dopo
che ha perso qualcosa come il 20-30%. Per cui è chiaro che adesso recuperiamo il
10%, e per fortuna che lo recuperiamo anche velocemente, però non è che possiamo
essere contenti delle performance del nostro Aeroporto.
Inoltre, l'osservazione del Sindaco secondo la quale è chiaro che non si possono
avere tanti voli a Torino, che da Malpensa ci sono tre voli per Bruxelles e da Torino
ce n'è uno solo, io vorrei far notare che il problema è proprio che Malpensa ha un
grosso bacino d'utenza perché glielo regaliamo noi, perché di quei tre voli che vanno
tutti i giorni da Malpensa a Bruxelles, uno almeno è pieno solo di torinesi, perché
alla fine la quantità di torinesi che tutti i giorni si mettono in macchina, vanno fino a
Malpensa, per non dire Linate, per non dire Bergamo. Recentemente è stato
addirittura introdotto il pullman diretto Torino-Bergamo, per cui siamo diventati la
succursale dell'Aeroporto di Bergamo. Basterebbe recuperare quella gente, non
dobbiamo prendere i passeggeri milanesi, eccetera.
Il numero di torinesi che vola da Malpensa sarebbe più che sufficiente per garantire
un netto incremento dei voli, per garantire frequenze più competitive, di averne due
al giorno, che a quel punto diventano anche più attrattive per gli altri, creando un
volano per cui si aumenta ancora di più il numero di passeggeri.
Però bisogna farlo, bisogna avere il coraggio di concorrere con Malpensa, ma
cercando di riprenderci quello che semplicemente è il nostro bacino d'utenza, non il
bacino degli altri.
In merito alle affermazioni del Sindaco sulla base low-cost, nessuno dice che la base
low-cost sia da sola la soluzione di tutti i mali, però mi permetto di far notare che
EasyJet e Ryanair sono le uniche due Compagnie di respiro europeo che hanno
qualche possibilità, per dimensioni, per la politica, eccetera, di venire qui a fare dei
voli nazionali, perché purtroppo non ce ne sono tante altre in giro.
Quindi non capisco quali sarebbero le altre Compagnie che possiamo attirare a
Torino con la speranza che attivino uno dei voli che sono stati eliminati, perché
comunque non ci sono tante Compagnie che fanno questo genere di politica. Magari
avessimo anche noi le low-cost dell'Est Europa, o tutte le Compagnie che si sono
sviluppate in altre parti dell'Europa, o semplicemente si fosse sviluppata in Italia una
Compagnia low-cost seria, invece di far fare ad AirOne la fine che ha fatto, inglobata
in questo calderone. Quindi è chiaro che abbiamo poche alternative.
Però una base low-cost intanto vorrebbe dire avere dei posti di lavoro, perché dove si
trova l'aereo ci sono anche dei posti di lavoro, vorrebbe dire avere orari migliori
delle partenze al mattino. Quindi non è vero che sia assolutamente indifferente il
fatto che ci sia o non ci sia una base low-cost, anche perché poi alla fine comunque
se proprio ci mettiamo nell'ottica che dobbiamo avere un potere contrattuale per
cercare di trattenere qui le Compagnie aeree che hanno i nostri voli, il fatto che
abbiano investito da noi, mettendo le strutture, i dipendenti, eccetera, è comunque
una elemento che le può trattenere qui.
Quindi forse è proprio il fatto che non ci sia una base low-cost che permette alle
Compagnie dire "dobbiamo tagliare qualche volo da qualche parte, dove lo tagliamo?
Tagliamolo a Torino, tanto non abbiamo nessuna base fissa".
Non credo di dire niente di nuovo, perché questa discussione l'abbiamo già fatta un
diverse volte, compresa la volta già citata del declassamento a livello nazionale. Però
è ora di finirla, perché francamente sentire sempre le solite giustificazioni, tanto i
torinesi conoscono le differenze delle tariffe e dei servizi tra il nostro Aeroporto e
l'Aeroporto di Malpensa. Per cui rischiamo ancora di spendere 180 milioni di Euro
per collegare l'Aeroporto alla Città con un tunnel, e poi non abbiamo nessun volo in
arrivo o in partenza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Se Alitalia vuole eliminare i voli interni per utilizzare le risorse per le tratte
intercontinentali, io consiglio a tutti di non prendere più Alitalia.
Detto questo, l'incremento dei voli del 10% è importante, perché vuol dire che
qualcosa, finalmente, dopo tanti anni, è stato fatto. Secondo me, non è merito della
politica, perché chi ha governato… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No,
appunto. Anzi, chi ha governato fino all'altro ieri ha contribuito ad avere numeri
disastrosi sull'Aeroporto, nel momento in cui l'Aeroporto è stato privatizzato o
comunque il pubblico è uscito dalla maggioranza della società, l'Aeroporto è tornato
a crescere.
Da cittadino, prima che da Amministratore, dico che a me interessa davvero poco chi
mi porta a Napoli, a Catania o a Palermo; io voglio avere la garanzia che posso
arrivare in quelle località; per cui, vedersi tagliare quelle tratte nel momento in cui i
torinesi iniziano ad utilizzare molto di più il loro Aeroporto, è quasi uno schiaffo a
quello che abbiamo provato a promuovere per tanti anni.
Prima era giusto che i collegamenti aerei con Roma diminuissero, con l'avvio
dell'alta velocità, i Frecciarossa. Adesso ci troviamo nella situazione in cui Alitalia
cerca di rimettere in piedi un sistema Torino-Roma per cercare di contrastare una
concorrenza interna. Questo a me fa pensare, perché non c'è una progettualità da
parte di chi gestisce il sistema trasportistico italiano, per capire che se ci sono dei
passeggeri, che sia treno, che sia auto, queste persone si spostano e non bisogna
metterle in difficoltà, perché questo è un errore di mancanza di progettualità, perché
se noi spostiamo il trasporto dall'aereo al treno e poi cerchiamo di recuperarlo,
tagliando determinate tratte, è anche miopia amministrativa. Questo è uno di quei
temi che bisognerebbe approfondire. Chi gestisce le infrastrutture in questo Paese,
probabilmente dovrebbe farsi delle domande.
Un altro grosso problema, signor Sindaco, è l'aeroporto di Levaldigi. Noi abbiamo
Torino, Levaldigi e Genova che sono a distanza di 150 chilometri l'uno con l'altro,
che fanno più o meno le stesse cose. Questo è un problema, perché noi non abbiamo
il bacino di utenza della Lombardia, che può permettersi Malpensa, Linate e
Bergamo. Dobbiamo iniziare a fare una riflessione anche su questi aeroporti.
Chiaramente l'aeroporto di Genova se lo gestisca la Liguria. Però il Piemonte oggi
non può sopportare due Aeroporti di questo tipo, sapendo che oggi da Caselle
partiranno voli esattamente identici a quelli in partenza da Cuneo.
I voli da Bucarest, per esempio, sono i voli gemelli: uno parte da Torino, l'altro parte
da Cuneo. Questo è il motivo per cui noi non riusciamo a rilanciare il nostro
aeroporto, perché ci siamo dati la zappa sui piedi da soli nel momento in cui abbiamo
aperto un altro aeroporto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non ho detto
che è colpa sua… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Signor Sindaco, non ho
detto che è colpa sua, ho detto che se vogliamo metterci nella condizione di far
tornare a crescere l'aeroporto di Torino, il Piemonte non può permettersi due
aeroporti nel raggio di 80 chilometri.
Questo, secondo me, è sbagliato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io sono
convinto che con due aeroporti che hanno gli stessi voli, ci dividiamo i passeggeri e
non possiamo permetterci di avere un aeroporto di serie A.
È chiaro però che oggi la politica di questa Città e di questa Regione - so che i
parlamentari che rappresentano questa Regione si sono riuniti qualche settimana fa
per cercare di capire come affrontare questa situazione - deve battere i pugni affinché
l'aeroporto di Torino non venga declassato.
Perché dopo tanti anni di malagestione bisogna rimettersi in carreggiata, facendo in
modo che l'aeroporto torni a essere un aeroporto principale. Magari aprendo il
portafoglio non solamente per cose più discutibili.
Nel 2011 abbiamo perso un'occasione importante per avere Ryanair che creava una
base low-cost su Torino. Mettiamoci di nuovo a ragionare, signor Sindaco, perché i
voli ci sono e dobbiamo metterci nella condizione di offrirli, perché Torino se lo
merita.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
La prima cosa che mi preoccupa, signor Sindaco, è che Torino non deve spegnersi,
nel senso che purtroppo assistiamo in questi ultimi decenni a un impoverimento della
città. Partono delle buone iniziative, delle buone azioni, che naturalmente ci vengono
rubate costantemente dal resto d'Italia.
Questo è un tema che io non comprendo fino in fondo. Chiedo a tutta la politica,
compresi gli altri Consiglieri, di porre una grande attenzione, perché secondo me il
tema vero è questo, cioè non è pensabile che, nonostante le differenze di grandezza
(questo è chiaro, quindi facciamo la tara a quello che sto dicendo), Roma, Milano,
Napoli, o Sicilia stessa, siano sempre più forti di Torino e del Piemonte.
Probabilmente il nostro understatement, non lo so, signor Sindaco…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma non parlo solo di aeroporto. Io
parlo di tutte le iniziative in generale, che nascono a Torino e o non crescono, oppure
crescono e poi vengono prese da altre Città.
Questo è un tema che mi interessa molto. Vorrei una maggiore attenzione, anche se
se ne parla tanto, perché credo che questa sia una carenza all'interno della nostra
classe dirigente, me compreso, perché se non riusciamo a tenere quello che creiamo,
probabilmente c'è qualcosa che non funziona.
Detto questo, in generale, arrivo al punto. Io credo che il Comune di Torino non
abbia nessuna possibilità di incidere su Alitalia, perché Etihad ha concluso un
accordo e ha acquisito una parte di Alitalia. La Città di Torino, però, può incidere
sulla gestione di SAGAT, quindi anche sui costi aeroportuali. A me interesserebbe -
lo dico al Presidente - che in Commissione venisse il Presidente o l'amministratore
delegato di SAGAT a illustrarci i costi degli aeroporti simili a quello di Torino, non
dell'hub Malpensa, per farci capire quali sono i costi per attrarre eventualmente
nuove Compagnie, perché credo che la sfida sia su questo aspetto.
A me non spaventa non avere più Alitalia come partner principale, mi spaventa
molto di più non avere più i voli verso il Sud, perché con il Sud abbiamo un rapporto
storico fondamentale e il compito principale di SAGAT dovrebbe essere quello di
attrarre voli che mantengono un rapporto storico con il resto d'Italia. Parlo anche di
Crotone. Durante l'anno, il maggior numero di voli da Torino sono diretti a Crotone,
mentre il maggior numero di voli diretti a Torino provengono da Catania.
Quindi, Presidente, credo sia utile un'audizione degli amministratori di SAGAT, per
capire dove vogliono andare.
La seconda e ultima domanda che pongo al Sindaco, che è l'altro motivo di
preoccupazione, è questa: la Città ha intenzione di investire nelle compagnie aeree?
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vorrei una parola del Sindaco che elimini
ogni dubbio in questo senso, perché questa sarebbe veramente un'assurdità, nei tempi
e nei modi. Quindi, vorrei una parola decisiva e definitiva del Sindaco su questo
tema.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Anch'io, come il Consigliere Tronzano, credo che si possa incidere fino a un certo
punto sulle scelte di Alitalia. Però, rispetto ai proclami del Sindaco sui programmi di
Governo per i prossimi anni, cioè sulla sempre più forte vocazione culturale e
turistica, un declassamento dell'aeroporto di Caselle è comunque una sconfitta.
Reputo sia una sconfitta procedere a una grandissima realizzazione della sala
convegni nell'area Westinghouse, ed avere un aeroporto declassato. Tra l'altro, i
cittadini ci dicono che ci sono delle tratte di interesse che non vengano coperte.
Condivido la riflessione fatta dal Consigliere Ricca sull'aeroporto di Levaldigi. Però
aggiungo che ci sono state le dichiarazioni pubbliche del Presidente della Regione,
Chiamparino, che ha deciso di non trasferire più risorse a Levaldigi.
Allora la Città di Torino può fare qualcosa, può alzare la voce e chiedere che le
risorse non trasferite Levaldigi siano trasferite a Caselle. Secondo me, questo
potrebbe essere un buon metodo per cercare di fare sinergia anche con un altro Ente
territoriale e probabilmente far crescere il nostro aeroporto torinese.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Volevo soltanto ricordare al Sindaco di controllare anche i giorni in cui vengono
effettuati i voli, perché il sabato e la domenica Torino è isolata, sia per quanto
riguarda i voli aerei, sia per quanto riguarda le linee ferroviarie che arrivano dalle
grandi città. Quindi, se abbiamo una vocazione turistica, sabato e domenica sono i
giorni in cui ci dovrebbe essere maggiore affluenza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io sono francamente allibito dagli interventi dei miei Colleghi, perché la prima cosa
da fare è spiegargli come entrare in un motore di ricerca e cercare dei voli. Ho
cercato il volo per Crotone: lo trovo a settembre, ma a ottobre non c'è. Non so se è
un volo soltanto stagionale. Chi abita a Genova si trova a due ore da Malpensa, due
ore da Caselle e due ore da Pisa, e nel momento in cui deve prendere un volo e non
vuole partire da Genova, decide dove andare sulla base di tantissimi aspetti, come
chiunque di noi.
La prima volta che sono andato a Bergamo, ho scoperto che non era così lontano. Ci
metti poco più rispetto a Malpensa, trovi i parcheggi molto economici e il volo che ti
interessa.
Il problema non è auspicare che qualcuno faccia qualcosa, ma se questo è
conveniente o no. Prima di tutto Torino non è isolata rispetto al Sud. Chi va a
Cagliari, già da tempo, fa scalo a Roma con Alitalia, e Meridiana effettua l'andata e
il ritorno al mattino. Quindi non si rientra da Cagliari in giornata.
D'ora in poi per andare in molte città si dovrà mettere in conto di fare scalo a Roma,
esattamente come chi va in Germania, se parte da Torino, deve fare scalo a Berlino,
volando con la Lufthansa. E a volte si scopre in volo se l'aereo atterra a Stoccarda,
Monaco o Francoforte, per la coincidenza con Berlino. Quindi ognuno decide se
partire da Torino, da Malpensa o da altri aeroporti. Ma questo lo fa chiunque decide
di partire.
Questa abitudine di spiegare alle Compagnie aeree cosa sarebbe più conveniente per
loro, senza metterci un Euro di tasca nostra, è qualcosa che non mi piace, perché non
ha senso. Se davvero pensiamo che il volo Torino-Crotone abbia queste... mettiamoci
in società, facciamo una Compagnia e creiamo il volo Torino-Crotone. Magari
diventiamo anche ricchi. Dopodiché, se non lo facciamo, è perché non è così.
Di una cosa sono certo: noi non dobbiamo dare un Euro ad Alitalia, perché a Torino
non facciamo politica per pietire un volo in perdita, che Alitalia mantiene finché
glielo paghiamo noi.
Credo che in un momento di crisi, la cosa da non fare è pagare una parte dei biglietti
per i torinesi che devono prendere un volo. Spero proprio che questo non si faccia. Se
qualcuno pensa di doverlo fare, lo faccia.
Anche io ho sentito l'intervista di quell'imprenditore che ha detto che per andare a
Bruxelles preferisce partire da Malpensa. Mi pare normalissimo, fa i suoi interessi. Il
giorno in cui metteranno a Caselle un volo per le dieci persone che devono recarsi
nella sua azienda, sicuramente quell'imprenditore sarà contento, ma non lo prenderà
quel volo, perché costerà sicuramente molto di più rispetto ai voli low-cost.
Allora qual è il problema? Primo, quello che diciamo per il sistema torinese vale per
i trasporti, ma anche per tutto il resto. Verifichiamo da quanti milioni di persone è
formato il bacino di utenza di Caselle. Poi confrontiamolo con il bacino di utenza di
Verona o Reggio Emilia. Questa differenza purtroppo non è modificabile, qualunque
cosa decidiamo di fare.
Secondo. L'aeroporto di Levaldigi deve essere chiuso. La responsabilità degli
aeroporti del Piemonte è della Città di Torino, ma è anche della Regione, che ha
avuto governi di diverso colore politico. Qualcuno, ad un certo punto, si è inventato
anche l'aeroporto di Vercelli, se ricordo bene, ma per fortuna l'idea è stata subito
abortita. Il punto è che dobbiamo concentrarci su Torino, senza inventare altre
ipotesi.
Terzo, le tratte. Io non sono mai andato in aereo in Romania, però vedo molte
badanti che si attivano per trovare il volo più conveniente, come chiunque di noi
farebbe. Non basta mettere un volo comodo da Torino e dire che lo riempiremo,
perché nessuno di noi è disposto a pagare 600,00 Euro per andare a Berlino partendo
da Torino, invece di pagare 250,00 Euro partendo da Malpensa.
Ecco perché sono soddisfatto della risposta del Sindaco, che mi sembra di buon
senso. Ovviamente auspico che i voli da Torino vengano aumentati. Quando dovrò
prendere l'aereo, valuterò se il volo da Caselle è più conveniente rispetto agli altri,
come tutti gli altri cittadini di Torino. Dopodiché, più torinesi prenderanno l'aereo da
Torino, più bassi saranno i costi e più tratte ci saranno.
Trovo che sia sbagliato inventarsi che da Torino è più conveniente prendere l'aereo.
Perché non è così. Noi l'abbiamo capito, mentre tutti gli altri del settore non l'hanno
capito.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io condivido alcune affermazioni espresse adesso dal Consigliere Viale, nel senso
che sarebbe sbagliato e ingeneroso scaricare sul Sindaco una situazione che in realtà
si è determinata negli anni nel Paese, rispetto alla nostra Compagnia di bandiera.
Io credo che, anzi, abbia fatto bene il Sindaco in questi giorni a provare - per quanto
possibile, con chi andava via e con chi arriverà - a difendere lo scalo torinese. Però
questa situazione, signor Sindaco, penso che non possa esimerci dal fare alcune
riflessioni.
La prima riflessione è di prospettiva, rispetto allo scalo torinese. Prima qualcuno
citava l'aeroporto di Bergamo. L'aeroporto di Bergamo era un piccolo aeroporto, 15
anni fa, completamente sconosciuto, che decise di darsi una vocazione, sapendo di
essere vicino ad altri aeroporti, che era quella di diventare la base per le Compagnie
low-cost. Una cosa che Torino cominciò fra le prime: chiunque ricorderà l'epoca
della comparsa sui mezzi GTT della pubblicità del Torino-Londra a 10,00 Euro. È
stata una cosa che scioccò la Città di Torino, perché ci fece sentire più vicini al
mondo. Con una differenza: che mentre l'aeroporto di Bergamo scelse quella come
propria vocazione, e lo fece perché aveva gli uomini, le competenze che sapevano
indicare qual era la prospettiva, noi forse non avendo quelle competenze, e non
avendo anche quella visione, Sindaco, ci siamo affidati nelle mani di persone che
invece quella scelta non l'hanno fatta.
Ad anni di distanza, l'aeroporto di Bergamo è stato ampliato tre volte, ci doppia per
numero di passeggeri imbarcati e sfido chiunque a dire che non sia bello poter avere,
a distanza di pochi chilometri, un aeroporto che ti permette, a prezzi estremamente
economici, di raggiungere tutta Europa e una parte significativa del mondo.
Sarebbe bastato questo per interconnettere il nostro tessuto industriale, i nostri
cittadini? Forse no. Però almeno avrebbe dato una vocazione al nostro territorio.
Questa cosa non è stata fatta.
Io rimango tutte le volte stupito nel constatare la percezione che abbiamo del nostro
aeroporto. Penso al caso di poche settimane fa, quando una delle due ditte che
serviva l'Aeroporto di Torino con i suoi mezzi di autobus e che permetteva a chi
arrivava e a chi partiva di raggiungere l'aeroporto, ha deciso di chiudere, non per una
contrazione delle persone, ma perché le Istituzioni di questo territorio hanno deciso
di garantire alla SADEM la possibilità di partire dal centro per andare all'Aeroporto
e di impedire al suo concorrente di partire dallo stesso centro per andare
all'Aeroporto. Questo succede in pochissime città europee. Poi c'è tutto il resto, c'è
Etihad, eccetera. Però, queste scelte le facciamo noi.
Io non so dire chi è più esperto di voli tra il Sindaco e il Consigliere Bertola.
Sicuramente il Sindaco. Di certo, la gran parte del management, forse il top manager
dell'aeroporto, oggi è meno esperto di entrambi. E anche di questa scelta abbiamo la
responsabilità, condivisa con tutti i livelli istituzionali, di tutti i colori politici, perché
se no è troppo facile. Lo dico alle opposizioni in questo Consiglio Comunale.
L'ultima scelta è stata quella probabilmente di non poter esercitare oggi un governo
pubblico. Io votai la deliberazione SAGAT, anche perché un pezzo della mia
maggioranza era in scacco, perché c'era una profonda pressione che arrivava dal
territorio di Caselle e da chi stava dentro quell'aeroporto. E siccome penso che ci sia
un legittimo vincolo di maggioranza, votai quella deliberazione.
Però ricordo la discussione che ci animò in quei giorni, una discussione che ci
portava a dire quale sarebbe stato il nostro rapporto da lì in poi. Oggi bisognerebbe
interrogarsi su quale sia il nostro rapporto con quello scarno 10%, e quanto questo
rapporto ci permette di provare a disegnare quel che sarà nei prossimi 10 anni.
Perché cosa sarà del trasporto aereo nei prossimi 10 anni? Questa dovrebbe essere la
discussione. Air France decide…

PORCINO Giovanni (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Curto.

CURTO Michele
Sì, ho finito, Presidente. Air France decide di scommettere sulla sua controllata per
una serie di voli intracontinentali a basso costo. Io vorrei sapere se oggi siamo pronti
a metterci in concorrenza, sfruttando la nostra caratteristica di città al confine tra due
Stati. Non potete spiegarmi questa cosa quando discutiamo del collegamento ad alta
velocità Torino-Lione, e poi dimenticarla quando si tratta di ragionare di aeroporti. È
chiaro che per fare una cosa di questo tipo dovremmo avere un altro rapporto e anche
un altro controllo con il nostro aeroporto.
Invece penso che ci siamo limitati, e probabilmente anche un po' rassegnati, a un non
controllo. Temo che dopo l'aeroporto, nelle prossime settimane, discuteremo delle
farmacie e di altro. Ma io ritengo sbagliato questo modello.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Siccome queste discussioni non le facciamo giusto per far prendere aria ai denti,
bisogna che ognuno sia sincero. Io non sono d'accordo con alcune considerazioni che
ho ascoltato in quest'Aula, che mi sembrano del tutto prive di qualsiasi fondamento.
Per esempio, quello che ha detto adesso il Consigliere Curto è contraddetto dai fatti.
Da quando c'è la nuova Amministrazione, il numero dei collegamenti aerei è
aumentato, non è diminuito. Vogliamo parlare con nozione di causa?
Che il Consigliere Marrone dica che tutto quello che dice il Sindaco non va mai
bene, l'ho già messo nel conto, fa parte della "tassa sulla salute". Però, quando
discutiamo di un argomento, vogliamo cercare di stare ai dati di fatto? Da quando c'è
questa nuova Amministrazione si sono ampliati i collegamenti nazionali e
internazionali.
L'accordo con Vueling per quattro voli Torino-Roma, che quindi consentono di
aumentare il rapporto tra Torino e Roma, a dispetto di quello che decide Alitalia, è
stato deciso con l'attuale Amministrazione. Una serie di altri voli che sono stati
implementati, da Amsterdam, che è un grande hub internazionale, a quello di
Berlino, che partirà in autunno, sono stati attivati da questa Amministrazione della
SAGAT.
Di fronte al fatto che Alitalia ha deciso di non attivare più quei voli con il
Mezzogiorno, la direzione SAGAT si sta attivando con le altre Compagnie. Proprio
adesso ho fatto una chiamata a Barbieri per avere lo stato dell'arte. Barbieri mi ha
confermato che sulle tratte su cui Alitalia ha deciso di non operare più, sono in corso
i negoziati con Ryanair, Blu Air, Meridiana, Volotea e Vueling. che ha già deciso di
mettere dei voli su Napoli. Perché dobbiamo dire che quelli che ci sono non sono
capaci di fare il loro mestiere, quando i dati di fatto dimostrano il contrario?
Io mi accaloro perché a me le discussioni piacciono se sono vere e se vogliamo fare
una discussione vera la facciamo sulla base di dati di fatto, non sulla base del fatto
che bisogna avercela con qualcuno, fare i processi alle intenzioni, spiegare che siamo
sempre tutti dei deficienti, che Torino è sempre emarginata.
Io sono un torinese, ma non appartengo a quei torinesi che fanno tutte le volte il
piagnisteo sul fatto che c'è sempre qualcuno che fa un dispetto a Torino. Liberiamoci
di questo complesso.
Dove sta l'editoria in Italia? Tutte le principali case editrici stanno a Milano. Dove si
fa il Salone del Libro? A Torino. Sulla base del ragionamento che si fa qui, allora i
milanesi avrebbero il diritto di dire che il Salone del Libro non deve essere più
organizzato a Torino, ma a Milano, avendo Milano le case editrici. Ma non avviene.
Io capisco che man mano che si avvicina il 2016 bisogna cominciare a fare la
campagna elettorale, ma c'è un limite anche in questo. Proviamo a ragionare con il
buon senso.
Prima abbiamo fatto una discussione sui soldi che abbiamo ottenuto per fare degli
investimenti e sembrava che fosse un peccato averli ricevuti. Adesso qui è tutto un
pianto sul fatto che c'è un aeroporto che ha, certo, dei problemi, come tutti gli
aeroporti, perché, ripeto, l'interruzione dei collegamenti ha riguardato Venezia,
Milano, Genova. Dopodiché, stiamo lavorando per garantire che Torino abbia gli
stessi collegamenti che aveva prima. Ci riuscirà Barbieri, non ci riuscirà? Fra due
mesi veniamo in Aula e facciamo il consuntivo. Ma non cominciamo a fare un
processo alle intenzioni prima ancora che questo esito abbia avuto una conclusione.
Chiamparino ha detto una cosa assolutamente corretta, anche dal punto di vista del
quadro normativo delle Leggi sulla concorrenza, che presiedono le dinamiche
economiche del nostro Paese e dell'Europa. Non si possono dare finanziamenti
diretti, come qualcuno ha evocato, perché questo contraddice alle norme sulla
concorrenza, che vigono sulla base delle direttive europee.
Chiamparino ha detto anche - se si cita Chiamparino, bisogna citarlo tutto - che
un'altra cosa sono le forme di intervento di promozione di marketing territoriale con
Compagnie aeree, che si sono già fatte. Su questo fronte la Regione è pronta a fare la
sua parte. Quindi, come vedete, se uno prende esattamente quello che ha detto
Chiamparino, è diverso da quello che si è detto qui.
Anche sull'Aeroporto di Levaldigi sono totalmente d'accordo con il Consigliere
Ricca, non da oggi, nel senso che è ovvio che è complicato avere due aeroporti che
siano in grado di essere economicamente viabili e sostenibili in un arco territoriale
non vastissimo, perché con le autostrade che si sono costruite, da qui a Cuneo si va in
un'ora e mezzo, anche meno.
Dopodiché, Levaldigi ha già fatto un bando di gara, che è andato deserto. È andato
deserto perché, a dispetto di quanto può sostenere qualcuno, chi aveva magari un
interesse a prendere la gestione dell'Aeroporto di Levaldigi, si è fatto due conti e ha
constatato che non è possibile, tant'è vero che erano partiti i turchi, i rumeni, qua e
là, ma nessuno ha presentato l'offerta.
Dopodiché, abbiamo più volte discusso con il Presidente della Regione e anche con
l'Assessore Balocco, che è l'Assessore ai Trasporti della Regione, gli Enti Pubblici,
cioè noi e la Regione, siamo assolutamente favorevoli a un'integrazione tra Levaldigi
e Caselle e a mettere in essere quanto possibile per favorire questo processo,
naturalmente sapendo che parliamo di imprese che devono stare in piedi
economicamente.
Quindi la possibilità di determinare questa integrazione dipende poi da una verifica
del conto economico. Quello di Levaldigi adesso è tutto sostenuto alla Camera di
Commercio di Cuneo; dopo la riforma delle Camere di Commercio, la Camera di
Commercio di Cuneo non avrà questa possibilità, perché le risorse si riducono
drasticamente.
Quindi il problema di una diversa collocazione di Levaldigi c'è tutta. Ho detto più
volte che siamo pronti a ragionare in sede regionale, tra SAGAT e GEAC, la società
che gestisce l'aeroporto, con le autorità delle istituzioni di Cuneo, che hanno dal loro
punto di vista un interesse su questo tema, discutiamo tutti insieme come si possa
trovare una possibile soluzione.
Quanto al tema voli nel rapporto con Alitalia, sono stato molto chiaro e le mie parole
erano chiarissime, perché siccome le ho scritte, me le ricordo, alla fine dell'incontro
con Del Torchio, c'era da parte di Alitalia una nuova proposta, cioè il mantenimento
del collegamento con Napoli e verificare, discutendo con SAGAT, le condizioni a
cui mantenere il collegamento con la Calabria.
Dopodiché, si è aperto un confronto tra Alitalia e SAGAT, vediamo quale sarà
l'esito, ma questa era la precisa formulazione.
Mi ha confermato Barbieri che, in ogni caso, SAGAT, per non essere scoperta, oltre
che negoziare con le altre compagnie per Bari, Palermo, Catania, sta verificando di
essere tranquilla e coperta anche sulla Calabria, qualora il negoziato Alitalia non
andasse a buon esito.
Non credo che si possa ascrivere una colpa al gruppo dirigente di SAGAT che sta
cercando di trovare una soluzione, mi pare che dobbiamo sperare che lo faccia e, se
lo farà, saranno garantiti i collegamenti tra Torino e le città fin qui servite.
C'è un argomento in più, che non ho evocato prima, ma nel corso della discussione
l'ha richiamato il Consigliere Viale e lo riprendo. Una parte dei problemi degli
aeroporti che sono a non grande distanza da Malpensa, come il nostro, sta in un
problema di sistema che è questo: a Malpensa, quando si decise di fare il grande
investimento, lo si fece con un piano, che era che l'Italia doveva avere due grandi
hub intercontinentali, Fiumicino e uno al nord e, sulla base di questo, bisognava
riorganizzare tutta la rete.
La verità è che Malpensa, non so per quali ragioni - non è colpa di nessuno, ma il
dato di fatto è così -, ha difficoltà a decollare come aeroporto intercontinentale, ha un
numero di voli intercontinentali non sufficienti a saturare l'aeroporto e a sostenerlo.
Il che ha portato SEA a rafforzare molto il proprio investimento sui voli europei e
internazionali per colmare l'insufficienza dei voli intercontinentali ed è evidente che
questo cannibalizza gli aeroporti più vicini. Questo è un punto che ho già posto, che
riguarda l'assetto aeroportuale.
Tra l'altro, dopo l'accordo Alitalia-Etihad, il problema si pone anche in termini
nuovi, perché Alitalia-Etihad ha già detto che considerano aeroporto
intercontinentale Fiumicino e non hanno intenzione di sviluppare Malpensa come
aeroporto intercontinentale; sono interessati, semmai, a garantire una serie di tratte
intercontinentali dall'Asia a Venezia per quello che questa città rappresenta dal punto
di vista turistico, soprattutto sul mercato asiatico. Già oggi, se uno va a Venezia,
vede che c'è il Venezia-Bangkok, Venezia-Singapore, Venezia-Tokyo, eccetera, e
basta.
Quindi anche il piano nazionale degli aeroporti che qui è stato evocato, adottato o
non adottato dal Governo, è privo ormai di qualsiasi validità, perché quel piano era
fondato sul presupposto di una centralità di Malpensa che non c'è più.
Quindi c'è da rifare una strategia nazionale aeroportuale, perché tutto il piano è
costruito sulla centralità di Malpensa, che non è nelle intenzioni di Alitalia-Etihad e,
peraltro, è contraddetta anche dal fatto che, come aeroporto intercontinentale,
Malpensa continua ad avere delle difficoltà. Questo ha degli effetti di
cannibalizzazione sulle tratte internazionali ed europee e sugli aeroporti più vicini,
come noi e altri.
È un problema di sistema, non lo sottovaluto affatto, mi preoccupa, ma se vogliamo
discutere, discutiamo così e vediamo come affrontare i problemi di sistema esistenti;
non bisogna semplicemente dire che tutto il mondo è fatto di gente che sa dove
andare, mentre noi non lo sappiamo mai, perché francamente ritengo sia un modo di
ragionare del tutto privo di senso. Basta, ritengo di essere stato anche troppo lungo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni.

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