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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Luglio 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2014-01467
"RECINZIONI E SICUREZZA IN CIRCOSCRIZIONE 5" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 27 MARZO 2014.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201401467/002, presentata in
data 27 marzo 2014, avente per oggetto:

"Recinzioni e sicurezza in Circoscrizione 5"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
La risposta è molto semplice; tra l'altro, questa interpellanza fa riferimento sempre
all'area di cui parlavamo poco fa, anzi, a un'altra parte della più grande
trasformazione dell'intero Parco Dora.
In particolare, stiamo parlando del lotto Dora-Mortara, che - come il Consigliere sa -
è ancora un cantiere, perché la stazione appaltante, il Ministero, avrebbe già dovuto
consegnarlo alla Città di Torino. Molti altri lotti si sono ultimati e sono già stati
oggetto di trasferimento e di passaggio di consegna all'Amministrazione; il lotto
Dora-Mortara ha visto le opere relative terminate nel giugno scorso. L'area non è
ancora stata consegnata alla Città di Torino; attualmente, sono in corso i collaudi
statici e quelli relativi all'impianto di illuminazione pubblica.
C'è stato un problema, perché il furto dei cavi della pubblica illuminazione,
compiuto, tra l'altro, poco tempo prima della presentazione dell'interpellanza (che,
se non sbaglio, è il 27 marzo), ha ritardato ulteriormente la consegna dell'area alla
Città di Torino, che, fintanto che non è tutto in ordine, naturalmente non ha alcuna
intenzione di prendersi in capo la responsabilità di un'area che dev'essere collaudata
e certificata; a quel punto, parte naturalmente la presa in carico dell'Amministrazione
della Città.
Il 19 maggio 2014, nel frattempo, è stato affidato a IREN il ripristino dell'impianto
dell'illuminazione, che dovrebbe avvenire nelle prossime settimane. Uso il
condizionale, perché ci sono delle verifiche tecniche in corso, ma ci è stato garantito
che il ripristino dell'impianto di illuminazione pubblica avverrà entro il mese di
settembre.
Poiché l'area è attualmente ancora un'area di cantiere, la ditta appaltatrice ha in
carico sia la sua gestione che la sua delimitazione. Il Servizio Grandi Opere del
Verde, già in passato, ha segnalato in più di un'occasione alla ditta la problematica
della recinzione, che è stata tra l'altro citata nell'interpellanza. Più volte la ditta, a
fronte di una segnalazione puntuale della Città di Torino, del Settore, del Servizio
Grandi Opere del Verde, ha provveduto ad un ripristino.
A seguito dell'ultimo sollecito, tra l'altro, la ditta era nuovamente intervenuta a fine
marzo. Probabilmente, il problema si ripresenterà nuovamente, perché, non essendo
presidiata da una ditta che ha formalmente ultimato i lavori, che deve solo attendere
il collaudo, l'assenza di quel presidio fa sì che avvenga ciò che viene denunciato
dall'interpellante, cioè che questa recinzione, che naturalmente serve a tutelare
un'area che non è ancora stata oggetto di trasferimento alla Città, venga violata, a
volte divelta e a volte manomessa.
Va anche sottolineato che le recinzioni di cantiere non possono essere fisse, ma
devono essere precarie, proprio perché devono garantire, attraverso una rimozione
rapida, l'accesso ai mezzi e agli operai, ad esempio, per questo intervento di
ripristino del sistema di illuminazione pubblica.
Il Servizio Grandi Opere del Verde si impegna nuovamente, quindi io stesso mi
impegno nuovamente a sollecitare la ditta appaltatrice, affinché venga ulteriormente
ripristinata questa recinzione e anche - aggiungo - la cartellonistica di cantiere (che è
già stata più volte vandalizzata insieme alla recinzione), al fine di preservare la
sicurezza dei bambini e degli anziani.
Per quanto riguarda - e ho concluso - il secondo punto, cioè la tempistica per
l'apertura della porzione di parco in oggetto, la previsione del Servizio Grandi Opere
del Verde è che, salvo ulteriori complicazioni (se non ci fosse stato il furto di rame e
quindi la manomissione dell'impianto di illuminazione pubblica, noi l'avremmo già
presa in carico), l'apertura possa avvenire a settembre.
Per quanto attiene, invece, la problematica del flusso veicolare in entrata e in uscita
dal sottopasso Mortara, la Direzione Mobilità, quindi l'Assessore Lubatti (che
ringrazio per aver condiviso l'informazione) ci riferisce che per le rampe del
sottopasso in corrispondenza di via Borgaro è stata disposta la chiusura
esclusivamente nei giorni 13, 14, 17 e 18 febbraio per l'esecuzione delle spire
necessarie alla gestione dell'impianto semaforico.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Io ho in animo solo una domanda: lei non è
stufo di ricevere costantemente segnalazioni? Perché, se lei, giustamente, è stufo,
pensi quanto lo sono i cittadini.
Poi, mi rendo conto che si faccia il giochetto - mi passi il termine, senza offesa - di
dire che deve farlo l'azienda (perché questo è, c'è un soggetto che deve ultimare i
lavori), ma nella percezione del cittadino questa cosa non passa. Il fatto di dire che
non dipende da noi che queste strutture non stiano in piedi, che non dipende da noi
perché, comunque, ci sarà sempre un vandalo, eccetera, procrastina la fine di questi
lavori.
Noi ci auguriamo - e penso anche la Giunta - che poi vi sia una grande fase di oblio,
nella quale nessuno si ricordi più che cosa ha voluto dire fare questa trasformazione
urbana, sia per chi vive lì, sia per chi lì ha investito i soldi di una vita comprando
casa, sia per chi va lì a passeggiare.
Per cui, evidentemente, sono soddisfatto della risposta, nella misura in cui lei mi ha
dato le informazioni che, purtroppo, sono informazioni che sappiamo. Lì c'è
un'azienda che non è in grado di controllare e tutelare i lavori che sta facendo. Il
problema, però, è che la tutela e il controllo dei lavori che vengono fatti, noi
possiamo pure dire che non dipendono da noi, ma per i cittadini dipendono dal
Comune. Il Comune vive degli appalti e subappalti. I cittadini questo non lo sanno,
quindi non capisco come la Città - mi rendo conto che non dipende da lei - quando fa
interventi di questo tipo non si ponga... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Appunto, sto chiedendo come mai la Città, quando i privati fanno interventi di questo
tipo, non cerchi di rendere più sicure quelle zone, dove sta creando un disagio che
dura da anni ai suoi cittadini.
Dico solo questo, perché a forza di dire che non è la Città... Assessore, secondo lei,
l'anziano, o la famiglia, capisce se è la Città o non è la Città? La famiglia, o
l'anziano, capisce che c'è una trasformazione urbana, ma si aspetta che se il Comune
fa fare dei lavori per una ristrutturazione urbana, per fare un investimento
importante, quantomeno si tuteli e si premunisca di tutelare a sua volta i cittadini che
vivono lì.
Le foto che ho allegato all'interpellanza - Assessore, lei, giustamente, è stufo di
queste numerose interpellanze - rappresentano il degrado di quell'area e dimostrano
che c'è qualcuno che butta giù le recinzioni. E chi deve rimettere le recinzioni?
La prossima volta, quando un privato fa qualcosa, fate in modo che ci sia un sistema
di sicurezza e dite a questo privato che, se vuole fare questi interventi, ben venga,
ma, a tutela dei nostri cittadini, chiedetegli di intervenire a ripristinare la situazione
ogni qualvolta dovesse esserci un atto vandalico di questo tipo (e qui stiamo parlando
solo di una recinzione).
Evidentemente, non possiamo bloccare l'ignoranza e gli atti di vandalismo attraverso
una deliberazione. Però - lei conosce bene quella zona, anche per le tante
interpellanze che le sono state fatte -, comunque, io non riconosco, nel rapporto tra la
Città e chi sta facendo i lavori, un rapporto di supremazia, diciamo così, da parte
della Città, ma riconosco il fatto che ogni volta noi mettiamo una pezza, che ogni
volta che ci arriva una segnalazione voi vi muovete più o meno celermente, ma le
assicuro che i cittadini che vivono nella zona limitrofa non sono assolutamente
contenti di come è stata gestita questa trasformazione urbana in questi anni. Tra
l'altro, ci sarà un'altra interpellanza su un altro spazio di questa zona. Poi, è chiaro,
non è la Città, ma per un cittadino che vive lì, questa non è una risposta e non può
essere una risposta.
Per quanto riguarda il furto di rame, evidentemente, non è un problema relativo alla
protezione o meno di questo cantiere, ma è un altro dato e costituisce un altro ritardo.
Per cui, la percezione dei cittadini è quella di una Città assente, che interviene solo
quando succede qualcosa e quando deve tirare le orecchie a chi sta facendo quegli
interventi, ma che di fatto non tutela fino in fondo le persone che vivono lì.
Riguardo poi al fatto che siano i privati a fare gli interventi, mi auguro che ve ne
siano altri nella nostra città, ma che ci siano delle regole di ingaggio tra questa Città e
i privati diverse, che obblighino i privati a prendersi la responsabilità di ripristinare
quanto viene distrutto o divelto.
Ringrazio anche l'Assessore Lubatti, che ha fornito le comunicazioni in Aula
attraverso l'Assessore Lavolta.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
C'è solo un metodo, Consigliere Magliano, per fare in modo che i cittadini
comprendano che cosa sta succedendo lì, e quindi non vivano questa incomprensione
che lei giustamente denuncia, che è quello di trasferire l'informazione corretta.
Non c'è supremazia tra la Città e la ditta, quindi non c'è un rapporto viziato di non
controllo tra la Città e la ditta, molto semplicemente perché la stazione appaltante -
come le ho già detto - non è la Città di Torino, ma è il Ministero.
La stazione appaltante, che è a Roma, con la quale noi interloquiamo, faticosamente
ma interloquiamo, risponde quindi alle nostre indicazioni e ai nostri solleciti e,
puntualmente, tramite essa noi riusciamo ad interagire con una ditta che non ha
ancora ultimato i lavori, perché non ha ancora certificato e collaudato un'opera che
avrebbe già dovuto essere consegnata alla Città di Torino nel giugno del 2013.
Con la stazione appaltante, cioè il Ministero, noi avevamo condiviso che il lotto
Dora-Mortara avrebbe visto il passaggio di consegne alla Città di Torino nella
primavera del 2014. È intercorso un furto, quindi è sopraggiunto questo evento che
corrisponde al furto di rame, quindi alla rimozione dell'elemento infrastrutturale
necessario per garantire l'illuminazione pubblica in questo lotto, che ha fatto sì che
l'Amministrazione, io dico responsabilmente, abbia deciso di non accogliere, quindi
di non prendere in consegna un'area che non sarebbe stata certificata e collaudata.
Spieghiamo ai cittadini che non c'è supremazia o scarso controllo
dell'Amministrazione, perché non c'è rapporto diretto tra la ditta che sta eseguendo i
lavori e l'Amministrazione; c'è un rapporto triangolare tra una stazione appaltante,
che è un Ministero a Roma, una ditta individuata e scelta da questa stazione
appaltante e un'Amministrazione che ha tutto l'interesse a monitorare quell'area, e
continuerà a farlo, in modo tale che, se non ci saranno altri eventi straordinari (e io
mi auguro che non ce ne siano)... Non sono stufo di quanto sta accadendo, io sono
stufo del fatto che ogni volta che siamo pronti a prenderci in carico quell'area,
avviene qualcosa che mette l'Amministrazione nelle condizioni - io dico
responsabilmente - di non farsene carico, perché vorrebbe dire arrecare un danno
economico all'Amministrazione.
Qualcuno mi deve spiegare perché l'Amministrazione dovrebbe prendersi in carico
un'area non collaudata e ripristinare, per conto di una ditta che è stata selezionata dal
Ministero, ad esempio il sistema di illuminazione pubblica. Io questo non lo accetto e
naturalmente non lo condivido. Poi, se il Consigliere mi dà questo atto di indirizzo...
io le posso dire che, dal mio canto, non sono d'accordo.
Comunque, se vogliamo ripristinare l'informazione corretta e garantire che i cittadini
sappiano e non siano scontenti dell'operato dell'Amministrazione, trasferiamo
l'informazione corretta, cioè che non c'è nessun rapporto diretto tra
l'Amministrazione e la ditta che è stata selezionata dal Ministero, ma c'è una
stazione appaltante (che è un po' distante, anche fisicamente) e tramite questa
stazione appaltante, l'Amministrazione continuerà a vigilare sulla ditta, in modo tale
che quest'area venga riconsegnata ai cittadini al più presto e diventi patrimonio di
tutti, insieme alle tante altre aree già inaugurate nella più ampia trasformazione del
Parco Dora.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.

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