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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201401467/002, presentata in data 27 marzo 2014, avente per oggetto: "Recinzioni e sicurezza in Circoscrizione 5" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) La risposta è molto semplice; tra l'altro, questa interpellanza fa riferimento sempre all'area di cui parlavamo poco fa, anzi, a un'altra parte della più grande trasformazione dell'intero Parco Dora. In particolare, stiamo parlando del lotto Dora-Mortara, che - come il Consigliere sa - è ancora un cantiere, perché la stazione appaltante, il Ministero, avrebbe già dovuto consegnarlo alla Città di Torino. Molti altri lotti si sono ultimati e sono già stati oggetto di trasferimento e di passaggio di consegna all'Amministrazione; il lotto Dora-Mortara ha visto le opere relative terminate nel giugno scorso. L'area non è ancora stata consegnata alla Città di Torino; attualmente, sono in corso i collaudi statici e quelli relativi all'impianto di illuminazione pubblica. C'è stato un problema, perché il furto dei cavi della pubblica illuminazione, compiuto, tra l'altro, poco tempo prima della presentazione dell'interpellanza (che, se non sbaglio, è il 27 marzo), ha ritardato ulteriormente la consegna dell'area alla Città di Torino, che, fintanto che non è tutto in ordine, naturalmente non ha alcuna intenzione di prendersi in capo la responsabilità di un'area che dev'essere collaudata e certificata; a quel punto, parte naturalmente la presa in carico dell'Amministrazione della Città. Il 19 maggio 2014, nel frattempo, è stato affidato a IREN il ripristino dell'impianto dell'illuminazione, che dovrebbe avvenire nelle prossime settimane. Uso il condizionale, perché ci sono delle verifiche tecniche in corso, ma ci è stato garantito che il ripristino dell'impianto di illuminazione pubblica avverrà entro il mese di settembre. Poiché l'area è attualmente ancora un'area di cantiere, la ditta appaltatrice ha in carico sia la sua gestione che la sua delimitazione. Il Servizio Grandi Opere del Verde, già in passato, ha segnalato in più di un'occasione alla ditta la problematica della recinzione, che è stata tra l'altro citata nell'interpellanza. Più volte la ditta, a fronte di una segnalazione puntuale della Città di Torino, del Settore, del Servizio Grandi Opere del Verde, ha provveduto ad un ripristino. A seguito dell'ultimo sollecito, tra l'altro, la ditta era nuovamente intervenuta a fine marzo. Probabilmente, il problema si ripresenterà nuovamente, perché, non essendo presidiata da una ditta che ha formalmente ultimato i lavori, che deve solo attendere il collaudo, l'assenza di quel presidio fa sì che avvenga ciò che viene denunciato dall'interpellante, cioè che questa recinzione, che naturalmente serve a tutelare un'area che non è ancora stata oggetto di trasferimento alla Città, venga violata, a volte divelta e a volte manomessa. Va anche sottolineato che le recinzioni di cantiere non possono essere fisse, ma devono essere precarie, proprio perché devono garantire, attraverso una rimozione rapida, l'accesso ai mezzi e agli operai, ad esempio, per questo intervento di ripristino del sistema di illuminazione pubblica. Il Servizio Grandi Opere del Verde si impegna nuovamente, quindi io stesso mi impegno nuovamente a sollecitare la ditta appaltatrice, affinché venga ulteriormente ripristinata questa recinzione e anche - aggiungo - la cartellonistica di cantiere (che è già stata più volte vandalizzata insieme alla recinzione), al fine di preservare la sicurezza dei bambini e degli anziani. Per quanto riguarda - e ho concluso - il secondo punto, cioè la tempistica per l'apertura della porzione di parco in oggetto, la previsione del Servizio Grandi Opere del Verde è che, salvo ulteriori complicazioni (se non ci fosse stato il furto di rame e quindi la manomissione dell'impianto di illuminazione pubblica, noi l'avremmo già presa in carico), l'apertura possa avvenire a settembre. Per quanto attiene, invece, la problematica del flusso veicolare in entrata e in uscita dal sottopasso Mortara, la Direzione Mobilità, quindi l'Assessore Lubatti (che ringrazio per aver condiviso l'informazione) ci riferisce che per le rampe del sottopasso in corrispondenza di via Borgaro è stata disposta la chiusura esclusivamente nei giorni 13, 14, 17 e 18 febbraio per l'esecuzione delle spire necessarie alla gestione dell'impianto semaforico. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore per la risposta. Io ho in animo solo una domanda: lei non è stufo di ricevere costantemente segnalazioni? Perché, se lei, giustamente, è stufo, pensi quanto lo sono i cittadini. Poi, mi rendo conto che si faccia il giochetto - mi passi il termine, senza offesa - di dire che deve farlo l'azienda (perché questo è, c'è un soggetto che deve ultimare i lavori), ma nella percezione del cittadino questa cosa non passa. Il fatto di dire che non dipende da noi che queste strutture non stiano in piedi, che non dipende da noi perché, comunque, ci sarà sempre un vandalo, eccetera, procrastina la fine di questi lavori. Noi ci auguriamo - e penso anche la Giunta - che poi vi sia una grande fase di oblio, nella quale nessuno si ricordi più che cosa ha voluto dire fare questa trasformazione urbana, sia per chi vive lì, sia per chi lì ha investito i soldi di una vita comprando casa, sia per chi va lì a passeggiare. Per cui, evidentemente, sono soddisfatto della risposta, nella misura in cui lei mi ha dato le informazioni che, purtroppo, sono informazioni che sappiamo. Lì c'è un'azienda che non è in grado di controllare e tutelare i lavori che sta facendo. Il problema, però, è che la tutela e il controllo dei lavori che vengono fatti, noi possiamo pure dire che non dipendono da noi, ma per i cittadini dipendono dal Comune. Il Comune vive degli appalti e subappalti. I cittadini questo non lo sanno, quindi non capisco come la Città - mi rendo conto che non dipende da lei - quando fa interventi di questo tipo non si ponga... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto, sto chiedendo come mai la Città, quando i privati fanno interventi di questo tipo, non cerchi di rendere più sicure quelle zone, dove sta creando un disagio che dura da anni ai suoi cittadini. Dico solo questo, perché a forza di dire che non è la Città... Assessore, secondo lei, l'anziano, o la famiglia, capisce se è la Città o non è la Città? La famiglia, o l'anziano, capisce che c'è una trasformazione urbana, ma si aspetta che se il Comune fa fare dei lavori per una ristrutturazione urbana, per fare un investimento importante, quantomeno si tuteli e si premunisca di tutelare a sua volta i cittadini che vivono lì. Le foto che ho allegato all'interpellanza - Assessore, lei, giustamente, è stufo di queste numerose interpellanze - rappresentano il degrado di quell'area e dimostrano che c'è qualcuno che butta giù le recinzioni. E chi deve rimettere le recinzioni? La prossima volta, quando un privato fa qualcosa, fate in modo che ci sia un sistema di sicurezza e dite a questo privato che, se vuole fare questi interventi, ben venga, ma, a tutela dei nostri cittadini, chiedetegli di intervenire a ripristinare la situazione ogni qualvolta dovesse esserci un atto vandalico di questo tipo (e qui stiamo parlando solo di una recinzione). Evidentemente, non possiamo bloccare l'ignoranza e gli atti di vandalismo attraverso una deliberazione. Però - lei conosce bene quella zona, anche per le tante interpellanze che le sono state fatte -, comunque, io non riconosco, nel rapporto tra la Città e chi sta facendo i lavori, un rapporto di supremazia, diciamo così, da parte della Città, ma riconosco il fatto che ogni volta noi mettiamo una pezza, che ogni volta che ci arriva una segnalazione voi vi muovete più o meno celermente, ma le assicuro che i cittadini che vivono nella zona limitrofa non sono assolutamente contenti di come è stata gestita questa trasformazione urbana in questi anni. Tra l'altro, ci sarà un'altra interpellanza su un altro spazio di questa zona. Poi, è chiaro, non è la Città, ma per un cittadino che vive lì, questa non è una risposta e non può essere una risposta. Per quanto riguarda il furto di rame, evidentemente, non è un problema relativo alla protezione o meno di questo cantiere, ma è un altro dato e costituisce un altro ritardo. Per cui, la percezione dei cittadini è quella di una Città assente, che interviene solo quando succede qualcosa e quando deve tirare le orecchie a chi sta facendo quegli interventi, ma che di fatto non tutela fino in fondo le persone che vivono lì. Riguardo poi al fatto che siano i privati a fare gli interventi, mi auguro che ve ne siano altri nella nostra città, ma che ci siano delle regole di ingaggio tra questa Città e i privati diverse, che obblighino i privati a prendersi la responsabilità di ripristinare quanto viene distrutto o divelto. Ringrazio anche l'Assessore Lubatti, che ha fornito le comunicazioni in Aula attraverso l'Assessore Lavolta. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) C'è solo un metodo, Consigliere Magliano, per fare in modo che i cittadini comprendano che cosa sta succedendo lì, e quindi non vivano questa incomprensione che lei giustamente denuncia, che è quello di trasferire l'informazione corretta. Non c'è supremazia tra la Città e la ditta, quindi non c'è un rapporto viziato di non controllo tra la Città e la ditta, molto semplicemente perché la stazione appaltante - come le ho già detto - non è la Città di Torino, ma è il Ministero. La stazione appaltante, che è a Roma, con la quale noi interloquiamo, faticosamente ma interloquiamo, risponde quindi alle nostre indicazioni e ai nostri solleciti e, puntualmente, tramite essa noi riusciamo ad interagire con una ditta che non ha ancora ultimato i lavori, perché non ha ancora certificato e collaudato un'opera che avrebbe già dovuto essere consegnata alla Città di Torino nel giugno del 2013. Con la stazione appaltante, cioè il Ministero, noi avevamo condiviso che il lotto Dora-Mortara avrebbe visto il passaggio di consegne alla Città di Torino nella primavera del 2014. È intercorso un furto, quindi è sopraggiunto questo evento che corrisponde al furto di rame, quindi alla rimozione dell'elemento infrastrutturale necessario per garantire l'illuminazione pubblica in questo lotto, che ha fatto sì che l'Amministrazione, io dico responsabilmente, abbia deciso di non accogliere, quindi di non prendere in consegna un'area che non sarebbe stata certificata e collaudata. Spieghiamo ai cittadini che non c'è supremazia o scarso controllo dell'Amministrazione, perché non c'è rapporto diretto tra la ditta che sta eseguendo i lavori e l'Amministrazione; c'è un rapporto triangolare tra una stazione appaltante, che è un Ministero a Roma, una ditta individuata e scelta da questa stazione appaltante e un'Amministrazione che ha tutto l'interesse a monitorare quell'area, e continuerà a farlo, in modo tale che, se non ci saranno altri eventi straordinari (e io mi auguro che non ce ne siano)... Non sono stufo di quanto sta accadendo, io sono stufo del fatto che ogni volta che siamo pronti a prenderci in carico quell'area, avviene qualcosa che mette l'Amministrazione nelle condizioni - io dico responsabilmente - di non farsene carico, perché vorrebbe dire arrecare un danno economico all'Amministrazione. Qualcuno mi deve spiegare perché l'Amministrazione dovrebbe prendersi in carico un'area non collaudata e ripristinare, per conto di una ditta che è stata selezionata dal Ministero, ad esempio il sistema di illuminazione pubblica. Io questo non lo accetto e naturalmente non lo condivido. Poi, se il Consigliere mi dà questo atto di indirizzo... io le posso dire che, dal mio canto, non sono d'accordo. Comunque, se vogliamo ripristinare l'informazione corretta e garantire che i cittadini sappiano e non siano scontenti dell'operato dell'Amministrazione, trasferiamo l'informazione corretta, cioè che non c'è nessun rapporto diretto tra l'Amministrazione e la ditta che è stata selezionata dal Ministero, ma c'è una stazione appaltante (che è un po' distante, anche fisicamente) e tramite questa stazione appaltante, l'Amministrazione continuerà a vigilare sulla ditta, in modo tale che quest'area venga riconsegnata ai cittadini al più presto e diventi patrimonio di tutti, insieme alle tante altre aree già inaugurate nella più ampia trasformazione del Parco Dora. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |