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LEVI Marta (Vicepresidente) Possiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201402904/007, presentata dalla Giunta Comunale in data 25 giugno 2014, avente per oggetto: "Gestione nidi d'infanzia esternalizzati. Provvedimenti" LEVI Marta (Vicepresidente) Comunico che in data 30/06/2014 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati 5 emendamenti. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Si tratta di una proposta di deliberazione che è stata trattata in V Commissione, in sede preventiva; poi è stata approvata dalla Giunta e quindi di nuovo esaminata in sede di Commissione. La proposta di deliberazione prevede - così come era previsto dalla deliberazione del 28 maggio 2012 - la proroga per ulteriori due anni della concessione dei nove nidi, per i quali era stato previsto l'affidamento in concessione con deliberazione del 28 maggio 2012. Le condizioni della concessione sono quelle previste in allora, così come ulteriormente rivedute, quanto ai termini della concessione, con la deliberazione del mese di giugno 2013. Vi è poi la previsione della concessione del nido Denis, che attualmente è gestito da un'IPAB che è in fase di scioglimento. In questa proposta di deliberazione si prevede altresì la costituzione di una Commissione di coordinamento dei nidi d'infanzia comunali gestiti attraverso la forma della concessione. Vi sono poi degli emendamenti presentati dalla Giunta, che sostanzialmente sono in ordine all'allineamento della data finale che è il 31 agosto 2016. Quindi, dal 1 settembre 2014 al 31 agosto 2016. Erroneamente era stato indicato il 30 giugno. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ciò che penso di questa proposta di deliberazione l'ho già detto in Commissione, quindi non mi ripeto. Vorrei solo lasciare a verbale due cose. La prima, che mi auguro che questa sia l'ultima esternalizzazione che vediamo, almeno nell'ambito di questo mandato. Cioè l'Assessore ha detto giustamente che aveva previsto quantomeno queste scadenze, in particolare dei nidi in aggiuntiva, perché gli altri, evidentemente, recepiscono l'indirizzo della precedente deliberazione. Quindi era quasi un passaggio obbligato; dico "quasi", perché in realtà in quella famosa deliberazione si ipotizzava un altro scenario, che era quello della Fondazione, che voleva dire non procedere con la proroga di questa concessione, ma trovare un modo sempre più diretto affinché la Città gestisse questi servizi. E io continuo a ritrovarmi in quella strada. Lo dico a verbale, perché penso sia una questione evidentemente politica, io in quella visione mi ci ritrovo, quindi mi dispiace oggi vedere comunque questi ulteriori due anni. Capisco le necessità, però mi auguro che comunque da oggi sino al 2016 - che è la scadenza con cui sono state fissate queste proroghe, in particolare l'unico nido che si va a esternalizzare ulteriormente - questa sia l'ultima esternalizzazione che vediamo. Da oggi al 2016 magari non c'è nulla in scadenza e non ci troveremo in questa situazione, però mi auguro che non ci si ritrovi a dover dibattere di ulteriori esternalizzazioni. Quindi ribadisco che capisco la necessità, però - come ho fatto anche in Commissione - volevo lasciare questa valutazione a verbale, che evidentemente ha una connotatazione più politica. Mi auguro che questa discussione, almeno sino al 2016, non ci veda di nuovo dibattere su ulteriori concessioni e perdita comunque di personale diretto su dei nidi che. Per carità, le concessioni possano essere fatte con tutti i parametri con cui vengono fatte, come è stato il lavoro che ha fatto la Commissione con l'Assessorato, quando sono stati esternalizzati i nove nidi, al primo giro, ma dal mio punto di vista continua a non essere il modello a cui tendere. Quindi ci tenevo comunque a dirlo a verbale. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele L'analoga deliberazione, due anni fa, generò un grandissimo dibattito in tutta la città; dibattito che però si trovava avvolto in una situazione particolare di necessità e dall'altra parte anche un po' di sorpresa. La Città usciva fuori dal Patto di Stabilità e, quindi, non poteva più rinnovare quello che era stato un caposaldo della gestione dei nidi d'infanzia, cioè l'utilizzo, o meglio, l'abuso, per certi versi, dell'utilizzo della forma contrattuale a tempo determinato, che nel corso degli anni aveva dato origine a un precariato storico della Città di Torino, che era arrivato a contare un terzo - più o meno - della forza lavoro dei nidi d'infanzia. La cesura, dovuta dall'uscita dal Patto di Stabilità, con quel rinnovo, a dicembre, voluto fortemente dal Consiglio Comunale, e meno male, perché se no ci saremmo trovati mesi prima in quella che poi è stata la crisi della primavera del 2011, ha portato sostanzialmente a quelle esternalizzazioni. Quindi una condizione di necessità. Dall'altra parte, però, non possiamo non notare come il quadro della città stia profondamente cambiando rispetto al 2011. Una Città che fa più fatica a mantenere aperti i servizi e a far incontrare l'offerta di servizi con le necessità e le richieste della città. Quindi, oggi, davanti a questa proposta di deliberazione, non voglio finire prigioniero di una discussione ideologica. Devo dire che lo spirito di questo atto, che ha il nostro consenso, non mi sembra proprio questo. Devo dare atto all'Assessore Pellerino: trovo due elementi di interesse. Il primo è lo sforzo in quello che si era rappresentato come una criticità, cioè la differenza fra la deliberazione di allora e la sua applicazione nei rapporti numerici. Quindi una distanza sempre più forte fra i rapporti numerici reali dati in appalto e quelli previsti dal Regolamento nidi d'infanzia. Vedo che in questo provvedimento - se ho visto bene - è stata ripresa la dicitura che abbiamo poi utilizzato per quegli altri nidi, che non erano in concessione, ma erano in appalto e che noi abbiamo dato in concessione, con una discussione anche accesa in questo Consiglio Comunale, però arrivammo a una formulazione che poi avrebbe dovuto portare a rapporti numerici di maggior qualità. Non mi è chiaro come questa proposta di deliberazione copra quell'aumento di costi, perché è chiaro che c'è un aumento di costi. Quindi chiedo all'Assessore se può specificarlo. Il secondo elemento che noto positivamente è il fatto che viene valutata la questione su un meccanismo di controllo, che si è reso necessario per una serie di approfondimenti che sono emersi nel corso nella Commissione Controllo di Gestione, che riguardano alcuni episodi che si sono verificati; uno in particolare, di cui siamo stati protagonisti io e il Collega Carbonero, Presidente della Commissione Controllo di Gestione, in cui nel corso dei controlli dei nidi d'infanzia, la cooperativa che gestiva il nido sarebbe stata avvisata in anticipo del controllo stesso. Come questa cosa sia stata possibile non è chiaro, non l'abbiamo ricostruito, ma devo dire che l'argomento neanche mi appassiona, perché ci possono essere stati vari fatti; però l'elemento che è emerso come necessità è quello di avere dei meccanismi di controllo più efficaci, che - pur nella fragilità di una forma giuridica, quella della concessione, che non è un appalto e quindi è più fragile per certi versi, ma non possiamo oggi rivederlo - prevedano un controllo stringente del rispetto degli impegni contrattuali. Da questo punto di vista, all'Assessore chiedo se nella replica può specificare meglio che cosa si intenda (pur apprezzando la previsione inserita) per forma di controllo prevista in un passaggio della proposta di deliberazione. Non ho capito la prassi, o se poi in una seconda fase ci sarà un secondo deliberato che entrerà nel merito di questo aspetto. Se così è, ovviamente affronteremo la questione, che qui viene solo richiamata. Un terzo passaggio che invece non c'è è quello in particolare su questi servizi. Al riguardo, come avevo fatto nel corso della riunione di maggioranza, chiedo all'Assessore di prevedere - può essere nel meccanismo di controllo, non c'è problema, ma mi riferisco a tutti i servizi dell'Amministrazione - una cesura netta, chiara, che rompa anche indirettamente, anche al di là di quella che è la previsione normativa, qualunque forma di relazione, non di conflitto, ma di interesse fra chi gestisce, chi appalta e chi controlla il servizio dei nidi d'infanzia. L'ho detto nella riunione di maggioranza, questo è un passaggio che mi sarebbe piaciuto inserire. Se l'Assessore è d'accordo e se il Presidente è disponibile ad accogliere un emendamento fuori termine, su questo aspetto a me piacerebbe inserire un passaggio. Diversamente, se è previsto un altro momento per il meccanismo di controllo, possiamo inserirlo lì, poco mi importa. Complessivamente, penso che la proposta di deliberazione sia il ponte giusto per arrivare ad una discussione che dovremo fare prima della fine di questo mandato amministrativo. In quell'occasione, sì, Consigliere Appendino, ci impadroniremo di approcci diversi, rispetto alla futura gestione di questi servizi nella Città di Torino. L'unica cosa che mi preme ricordare è la decisione di questo Consiglio Comunale, di comune accordo con la Giunta, ma con un contributo vero di questo Consiglio Comunale, di assumere quest'anno 27 persone fra nidi e materne, quindi di ricominciare a far girare la ruota del turnover nella gestione diretta. Ricordo questa cosa perché gli elementi sono estremamente connessi, perché senza un piano di assunzioni, da qui agli anni a venire, sarà necessario ricorrere a ulteriori esternalizzazioni, anche perché il quadro dei pensionamenti, in questi servizi in particolare, è un quadro chiaro che abbiamo visto purtroppo diverse volte, e che inevitabilmente ci consegna una responsabilità che non è nostra, ma su cui comunque dovremo operare. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Ringrazio i Colleghi, anche per il dibattito che si è sviluppato in Aula, ma è un dibattito che arriva da lontano. Più di una volta, insieme ai Colleghi, sono stato protagonista della discussione in Commissione, in cui torneremo ancora - come diceva il Consigliere Curto - a confrontarci su questo argomento. Innanzitutto va ricordato all'Aula - Consigliere Curto e Consigliere Appendino - che la nostra Città ha un sistema che ritengo integrato. Integrato significa che su un numero di oltre 50 scuole, sono soltanto 9, in questo momento, i nidi dati in concessione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, più uno, diventerebbero 10. Io ritengo che questa sia una proposta di deliberazione tecnica - ne abbiamo discusso già con l'Assessore -, perché la proroga di questi due anni è una proroga che sta nelle cose, tant'è che noi inserimmo proprio la possibilità dei "due più due", come ricorda bene il Consigliere Appendino, e facemmo una discussione su questo. È evidente che non si può pretendere un investimento solo per un anno (sia per l'assunzione del personale, che per la didattica) per partecipare a un bando del genere. Chiunque partecipa a un bando di questo genere, non deve avere una prospettiva temporale così corta. Come diceva il Consigliere Curto, è interessante anche che si ritorni a parlare del fatto che probabilmente le scelte sul futuro della gestione dei nidi d'infanzia, o delle scuole d'infanzia, della Città saranno prese dalla futura Amministrazione, perché sappiamo bene che con questo nuovo bando arriviamo al 2016, cioè alla scadenza di questa tornata amministrativa. Poi è evidente che c'è un ragionamento che dovremo fare, a partire da settembre, su come integrare il personale che andrà in "pensione" tra oggi e il 2016. Su questo prendo un impegno, non soltanto nei confronti dei Colleghi di V Commissione, ma del Consiglio Comunale, ad approfondire subito in Commissione i numeri, quali saranno le prospettive e quale sarà la situazione che lasceremo in eredità a chi succederà a questo Consiglio Comunale, perché è lì che si dovranno prendere le decisioni vere. Noi andremo al 2016 con questo sistema integrato, con 10 nidi dati in concessione, con una gara che ha dato, secondo me, buoni frutti. Io sono soddisfatto del servizio svolto da queste cooperative, a favore dei cittadini torinesi. Credo che oggi non vi siano sostanziali differenze tra la gestione diretta della Città e la gestione in concessione. Questo è quello che mi sento di poter dire, con l'esperienza, con i sopralluoghi, con gli incontri, con quello che abbiamo visto insieme ai genitori, agli insegnanti, alle Commissioni che in questi anni si sono succedute nei nidi. Per cui, il sistema integrato torinese è un sistema che dà una qualità assolutamente di livello, e credo non vi siano alcune distinzioni con la gestione diretta della Città. Salvo il problema - questo lo segnalo, ma l'Assessore non ha bisogno della mia segnalazione -che, oggi, purtroppo, a causa del blocco del turnover, abbiamo difficoltà a reperire risorse umane all'interno del sistema scolastico gestito direttamente dalla Città, non riuscendo ad assicurare sempre le supplenze nei nostri nidi. Questo è un tema sul quale tutto il Consiglio Comunale deve riflettere. Lo dico al Consigliere Curto, lo dico al Consigliere Appendino, lo dico ai Consiglieri e anche agli Uffici dell'Assessore. Perché è evidente che dobbiamo tenere in equilibrio un sistema che, per quanto riguarda il privato sociale, ha nella sua organizzazione la possibilità di sostituire chi sta male, ma non sempre ha questa possibilità nella parte gestita direttamente dalla Città. Quindi su questo ovviamente si aprirà una discussione. Termino dicendo che da settembre mi piacerebbe affrontare con l'Assessore al Personale, Passoni, e con l'Assessore al Sistema Educativo e Scolastico, Pellerino, un ragionamento di prospettiva. Abbiamo due anni di tempo, ragioniamo insieme, cerchiamo di capire quali saranno le esigenze da qui al 2016, e approntiamo le discussioni e gli atti amministrativi conseguenti, per non farci trovare impreparati a quella data. Anche perché, nelle more del passaggio amministrativo tra la scadenza di questo Consiglio Comunale e quello successivo, forse non ci saranno tutti i tempi per poter fare determinate scelte, che vanno fatte prima, almeno preparate e approntate, affinché possano essere adottate dal Consiglio successivo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria L'intervento che mi ha preceduto del Consigliere Cassiani renderà più rapido il mio intervento, perché è nella direzione che avrei voluto sottolineare io. Nei convegni sulla social innovation, sull'economia civile, che oggi vanno molto di moda, oramai non si parla neanche più di gestire in modo indiretto i servizi pubblici, si immagina un Ente pubblico, dallo Stato ai Comuni, che pone le regole e permette che nel mercato anche sociale e civile, i soggetti privati, spesso in maggioranza del privato sociale, possano giocare la loro partita con l'Ente pubblico, cha concentra il proprio intervento principalmente sull'aspetto del controllo, sulla base di principi e regole generali. Cioè mi pare che siamo molto più avanti. Io sostengo quell'idea e quei principi, e mi pare che in qualche modo ci fosse anche la volontà di sperimentare quella strada, seppur dettata dalla necessità dell'impossibilità di assumere personale per garantire il servizio così com'era. Ma oggi che quell'esperienza l'abbiamo vissuta, non possiamo dire o ammiccare all'idea che in qualche modo ci piacerebbe ritornare indietro. Mi piacerebbe invece che sottolineassimo, con correttezza, se l'esperienza vissuta in questi due anni è stata un'esperienza positiva o negativa, perché se no ci troviamo nella situazione paradossale di aver fatto una cosa che alcuni di noi, forse non tutti, ritengono comunque positiva e di apertura rispetto a un futuro, che non può che andare in quella direzione, ma che continuiamo a nasconderla o a dirci che ci sarebbe piaciuto non farla, malgrado questa stessa esperienza magari è positiva, o addirittura migliore di quella che avevamo precedentemente. Allora mi pare che si sia creata una situazione di eccessiva nebulosità intorno a questa storia. Al di là della mia opinione personale, credo che l'Amministrazione abbia fatto una scelta. Credo che sia il caso di verificare tutti insieme il frutto di questa esperienza nei nove nidi esternalizzati, evitando di continuare a pensare che tutto il servizio che gestiamo noi sia bello e positivo, che non crea nessun problema, dove le mense sono gestite eccezionalmente e che, invece, il rischio di ciò che accade dove abbiamo esternalizzato sia sempre imponderabile, che è una situazione veramente da secolo scorso. Allora, mi piacerebbe che la verifica di quell'esperienza - e questa è la richiesta che faccio all'Assessore - ci portasse a dire che oggi noi non andiamo a confermare per i prossimi due anni quelle esternalizzazioni, perché non si può fare diversamente, ma perché scegliamo di continuare un'esperienza positiva, che permette a un sistema integrato - così come veniva richiamato prima dal Consigliere Cassiani - di portare avanti le due esperienze e di permetterci di valorizzarle entrambe. Che poi la storia ci dirà, tra qualche anno, che dovremo andare in maniera più decisa su questa seconda strada, perché c'è una difficoltà rispetto al personale, c'è il Patto di Stabilità, la necessità che il secondo welfare vada in qualche modo a cambiare i propri assetti, perché non ci sono più le risorse per garantire quello che è stato garantito fino ad oggi, mi pare che stia nelle cose, ma sarà una questione che verrà dopo. Oggi mi accontenterei di dire che anche questa esperienza è stata positiva e che quindi oggi, convintamente, votiamo per permettere che possa continuare. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Concordo con le osservazioni che sono state fatte finora. Vorrei dire che la proposta di deliberazione ha un incipit che dice testualmente: "in questi due anni la qualità del servizio offerto dai nidi sopra elencati è risultata omogenea a quella dei servizi gestiti direttamente. Del resto, le condizioni previste nel Capitolato di concessione tendono proprio a garantire tale qualità". Credo che queste tre righe dicano tutto, d'altra parte non poteva essere il contrario. Se noi avessimo verificato in questi due anni che quell'ipotesi non funzionava, oggi non saremmo qui a prevedere la proroga per ulteriori due anni. Proroga che era già prevista sin dalla deliberazione del 2012, che oggi a maggior ragione trova conferma anche proprio da quella diminuzione di risorse che è stata segnalata dal Consigliere Curto, ma anche dalla necessità di creare, ai fini della sostenibilità, un sistema che sia davvero integrato. Leggevo in questi giorni l'ultimo rapporto della Fondazione Rota su Torino, che cita il percorso partecipativo "Crescere 0-6" come una delle buone pratiche che sono state messe in campo dall'Amministrazione Comunale, proprio al fine di creare un sistema che non sia un sistema misto, come è quello attuale, ma un sistema integrato. Da questo punto di vista, la previsione di quella Commissione di coordinamento dei nidi affidati in concessione ha proprio questo significato, cioè di andare sempre di più in una visione che sia condivisa e coordinata, anche attraverso l'indicazione di elementi di qualità. Da questo punto di vista, il percorso "Crescere 0-6" riprenderà da questo autunno proprio sul tema dell'individuazione degli indicatori di qualità condivisa e di un organismo di governance. Ricordo a tutti noi che le varie Leggi che si sono succedute dal 2011 ad oggi non consentono alle Amministrazioni locali di prevedere dei nuovi soggetti giuridici di gestione dei servizi. Mi sembra anche convintamente che la previsione di una Commissione di coordinamento dei nidi affidati in concessione, composta da rappresentanti dei genitori, della Città e degli Enti gestori, che si riunisca almeno tre volte l'anno e che abbia come riferimento la Commissione di coordinamento delle scuola dell'infanzia, vada proprio nella direzione di creare un organismo di governance, che vada a verificare quei criteri di qualità che avremo individuato, che d'altra parte però sono già quelli che sono stati oggetto di criteri guida della deliberazione per l'affidamento in concessione. La concessione, dal punto di vista giuridico, può apparire uno strumento meno cogente, meno coartante rispetto a un contratto di appalto, tuttavia così non è stato. Anzi, noi abbiamo scelto la concessione proprio perché questo ci consentiva di metterci a disposizione del concessionario, consentendo anche un abbattimento delle rette e quindi delle integrazioni tariffarie. Perché non dimentichiamoci che nel caso di concessione, il Comune interviene con integrazioni tariffarie, e la concessione è lo strumento che ci ha consentito di mettere a disposizione gli spazi per i servizi, di fornire derrate crude, che è un modo per esempio per garantire una uniformità per quanto riguarda i pasti serviti in quei nidi, così come molte altre previsioni. Ad esempio, il fatto che questi nidi stiano dentro lo stesso Circolo didattico territoriale, in cui ricadono per territorio, siano supervisionati da una nostra responsabile pedagogica, ci sia formazione congiunta del personale del concessionario. Io difendo molto lo strumento della concessione, perché proprio verso questo strumento abbiamo anche portato i nidi che erano in appalto, e oggi portiamo un nido gestito da un'IPAB, per cui già ci sono le risorse che prima davamo all'IPAB che lo gestiva e che oggi verrà dato al concessionario che sarà individuato dalla gara. Ritengo, quindi, che ci siano tutti gli elementi, proprio perché sono stati individuati, come veniva ricordato, attraverso due dibattiti Consiliari, il secondo lo scorso anno, che hanno portato degli ulteriori elementi di qualità nel servizio, soprattutto per quanto riguarda il discorso del rapporto numerico, che sono stati portati all'interno della deliberazione di concessione e che oggi garantiscono una omogeneità di qualità tra i nidi gestiti direttamente e i nidi invece che sono affidati in concessione. Credo che questo, con la previsione di una Commissione di coordinamento, vada proprio nella direzione di creare un ulteriore controllo e vigilanza, a cui partecipano anche i genitori oltre che gli altri soggetti coinvolti, nella direzione di un sistema integrato e non più misto. Per quanto riguarda le risorse, ovviamente sono risorse di Bilancio, che peraltro erano già state previste, anche perché il nido Denis fino all'altro ieri era gestito dall'IPAB. LEVI Marta (Vicepresidente) Il Consigliere Curto ha presentato un emendamento. La narrativa della proposta di deliberazione, a pagina 3, al fondo, dice: "In questo quadro occorre evidenziare che le concessioni si possono giovare di un protocollo di monitoraggio che gli Uffici dell'Area Servizi Educativi hanno predisposto", eccetera. Il Consigliere Curto propone di aggiungere: "protocollo che sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio Comunale prevedendo una separazione chiara fra gestori, controllori e concessionari". Attendiamo un attimo che venga espresso il parere all'emendamento. Se ho capito bene, l'emendamento chiede che il protocollo di monitoraggio sia approvato dal Consiglio Comunale. Allora, chiedo al Consigliere Curto se, per non avvitarci su questa vicenda, invece di dire "protocollo che sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio Comunale", possiamo limitarci a dire "protocollo che prevederà una separazione chiara tra gestori, controllori e concessionari", senza che questo debba passare dall'approvazione del Consiglio Comunale. Ciò non toglie che poi ci possa essere una comunicazione della Giunta, ci possa essere una riunione di Commissione in cui esaminare queste cose. La parola all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Vorrei solo aggiungere che il protocollo di monitoraggio esiste già ed è stato fatto dagli Uffici e viene utilizzato per verificare se viene rispettata o meno la concessione. LEVI Marta (Vicepresidente) Chiedo al Consigliere Curto se nell'emendamento possiamo scrivere "protocollo che prevederà una separazione chiara tra gestori, controllori e concessionari". La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Presidente, la distanza tra ciò che accade di fatto e ciò che… può anche essere effimera, nel senso che ci siamo lasciati con una discussione in Commissione Controllo di Gestione, in congiunta con la V Commissione, in cui abbiamo affrontato questo tema e, se non ricordo male, siamo rimasti d'accordo che ci saremmo aggiornati (immagino che il Collega Araldi se lo ricorda bene) con una proposta operativa degli Uffici su come implementare il sistema di controlli. Se questo è, nulla osta, non abbiamo bisogno - almeno per quanto mi riguarda - dell'approvazione formale del Consiglio Comunale; era un modo per richiamare nel deliberato la necessità di affrontare questa discussione, peraltro penso non solo sul sistema in concessione, ma su tutto il sistema dei nidi della Città di Torino, perché c'erano sensibilità differenti, e io le trovo tutte legittime da questo punto di vista. Per cui, se troviamo una formulazione adeguata, basta che ci capiamo, rimane a verbale quello che stiamo dicendo; io non ho particolari problemi, né passione perché l'atto venga sancito formalmente e votato dal Consiglio Comunale. Basta che questa discussione si faccia, ci sia la possibilità per il Consiglio Comunale, che ha proprio il ruolo di indirizzo e controllo, di poter interagire; poi per me non c'è nessun problema. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Innanzitutto, nel momento in cui viene recepito questo emendamento, che prevede determinate cose, diventa un atto di indirizzo che il Consiglio dà a chi fa quel protocollo. La seconda cosa è che possiamo prevedere che questo protocollo sia validato da questa Commissione di coordinamento, a cui partecipano i genitori, i gestori, oltre che gli Uffici. LEVI Marta (Vicepresidente) Il Consiglio Comunale dà un indirizzo, che può essere molto chiaro nella misura in cui dice che c'è un protocollo e che ci sarà una separazione chiara fra gestori, controllori e concessionari. Questo è l'indirizzo che dà il Consiglio Comunale. Dopodiché, senza che il Consiglio Comunale lo debba approvare, se l'Assessore farà un protocollo che non contiene questi indirizzi, ci sarà la conseguente sanzione politica del Consiglio Comunale nei confronti della propria Giunta di maggioranza o della minoranza nei confronti della Giunta, nel caso in cui l'indirizzo non venga rispettato. La parola al Consigliere Araldi. ARALDI Andrea Parlo in qualità anche di Vicepresidente della Commissione Controllo di Gestione, essendo attualmente assente il Presidente. Con gli Uffici avevamo già convenuto in Commissione che ci sarebbe stata una successiva elaborazione e confronto sulle procedure che gli Uffici adottano già per il controllo. Quindi, come diceva il Consigliere Curto, credo che questa fase di confronto possa avvenire in Commissione, come peraltro avevamo già detto in Commissione Controllo di Gestione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Sostanzialmente è lo stesso, ma con l'aggiunta che da settembre inizieremo questo percorso, che non è solo di monitoraggio, ma anche di ragionamento - come dicevano sia la Consigliera Appendino che il Consigliere Curto - su quali saranno le attività della Commissione rispetto a tutto il sistema educativo torinese, quindi il numero dei dipendenti che ci saranno da gestire per i prossimi anni, quanti ne mancheranno, quali saranno le scelte da fare. Nell'ambito di questo ragionamento, è evidente che la Commissione è sin d'ora disponibile, insieme alla Commissione Controllo di Gestione, per comprendere quali siano i meccanismi. Proprio la Commissione potrebbe essere la sede per discutere delle garanzie richieste dal Consigliere Curto. Io non ho nulla in contrario all'emendamento che propone il Consigliere Curto, tenendo conto che la Commissione potrebbe essere la sede per fare le discussioni di merito e poi ovviamente la Giunta ne terrà conto, insieme al Consiglio Comunale. LEVI Marta (Vicepresidente) Quindi l'emendamento potrebbe recitare: "tale protocollo garantirà una separazione netta e chiara tra gestori, controllori, concedenti". Così formulato, l'emendamento ha il parere tecnico favorevole e il parere favorevole anche dell'Assessore Pellerino. Passiamo all'analisi degli emendamenti. L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: Presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. 1 è approvato. LEVI Marta (Vicepresidente) L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: Presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. 2 è approvato. LEVI Marta (Vicepresidente) L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3: Presenti 23, favorevoli 23. L'emendamento n. 3 è approvato. LEVI Marta (Vicepresidente) L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Pellerino, recita: LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4: Presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. 4 è approvato. LEVI Marta (Vicepresidente) L'emendamento n. 5, presentato dal Consigliere Curto, recita: LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5: Presenti 24, favorevoli 24. LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 26, favorevoli 23, contrari 3. La proposta di deliberazione è approvata. LEVI Marta (Vicepresidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 26, favorevoli 23, contrari 3. L'immediata eseguibilità è concessa. |