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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 1 Luglio 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 31
MOZIONE 2012-00235
"OCCUPAZIONE DELL'ASILO DI VIA ALESSANDRIA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA E CARBONERO IN DATA 18 GENNAIO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201200235/002,
presentata in data 18 gennaio 2012, avente per oggetto:

"Occupazione dell'asilo di via Alessandria"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Questa proposta di mozione è stata discussa in V Commissione più Conferenza dei
Capigruppo il 18 giugno 2013.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Si tratta di una proposta di mozione che ormai ha qualche anno, ma credo che sia
sempre attuale. Penso a quello che è successo durante la campagna elettorale, quando
anarchici riconducibili ai Centri Sociali hanno devastato più volte anche le sedi del
Partito Democratico - purtroppo la Lega Nord subisce da parecchi anni questo
trattamento da certi individui -, tanto che, nel corso di un'intervista, il Segretario
Regionale, Davide Gariglio, alla domanda: "Lei chiede di chiudere i Centri Sociali?" ha
addirittura risposto: "Sì, io non so chi c'è lì dentro, ma penso di sì".
Credo che questa risposta valga molto in questo momento, perché, oltre ad essere
Segretario del partito, è Capogruppo dello stesso Partito Democratico in Regione e, a
questo punto, è anche la presa di coscienza di un problema molto importante per quanto
riguarda Torino, soprattutto in una situazione Particolare come quella dell'asilo
occupato di via Alessandria.
Pochi giorni fa, ho recuperato un articolo che racconta che, in un'azione fatta all'interno
del Centro Sociale, sono stati arrestati - non faccio i nomi, ma chi vuole può reperirli -
alcuni noti personaggi e tra le accuse che sono state mosse c'è anche quella di
terrorismo. Ritengo che, di fronte ad un'operazione di questo tipo, ci sia un motivo in
più per dare seguito a questa proposta di mozione, che non chiede solamente lo
sgombero dell'area, ma anche la riqualificazione della struttura, collocandovi un nuovo
asilo o un centro per gli anziani, rispondendo in tal modo alla carenza di questo genere
di infrastrutture nel quartiere Aurora.
Questa richiesta di riconversione è molto forte e proviene anche da innumerevoli ordini
del giorno della Circoscrizione 7 (votati anche all'unanimità), che chiedevano che il
Comune e l'Amministrazione si attivassero per far sì che questo tipo di centri potesse
tornare nella zona.
Credo che, forse, questa sia l'occasione più importante per dimostrare che le parole di
Gariglio non sono state solamente chiacchiere, in quanto sono state inequivocabili.
Chiaramente, con un voto favorevole si può far sì che anche in questa città inizi un
nuovo corso.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Più che altro vorrei riprendere quello che ha appena detto il Capogruppo Ricca,
cercando di sensibilizzare la maggioranza, soprattutto quella del PD, che è stato il
partito che, in questi ultimi tempi, per una serie di situazioni è stato maggiormente preso
di mira.
Visto che c'è stato un grido di allarme da parte dei Consiglieri del PD (che, in qualche
modo, hanno sottolineato quegli aspetti) e, giustamente, hanno anche protestato, alle
proteste però devono seguire i fatti. È inutile lamentarsi quando si è colpiti da questi
episodi, se poi, quando ci si trova, non si prende una posizione netta rispetto a queste
situazioni, perché certe azioni possono partire da quelle sedi (e sappiamo che è così);
molte volte ci troviamo a fare i buonisti e, alla fine, ci sentiamo calpestati. Infatti, anche
a me è successo molte volte di parlare con certi gruppi, che dimostrano sempre molta
dolcezza, finché, in qualche modo, non si va a pestargli i piedi e, a quel punto,
cambiano immediatamente atteggiamento.
Vorrei un gesto di coerenza per quanto riguarda quanto denunciato e lamentato dai
Consiglieri, nella persona del Capogruppo Paolino, rispetto a certi episodi, dando anche
una risposta su questa proposta di mozione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Devo dire che, per quanto riguarda queste tematiche, ho una posizione che ho sempre
espresso, nel senso che, Consigliere Ricca, per certi versi faccio un'analogia con
l'obiezione di coscienza: ci sono alcune situazioni in cui delle persone decidono di
occupare degli immobili pubblici "contra legem", perché obbediscono ad un comando
che è superiore alla Legge, ma che è all'interno della coscienza; su questa base è nata
l'obiezione al servizio militare.
Quindi, per certi versi, a volte comprendo anche alcune situazioni in cui vengono
occupati degli immobili per attività sociali, però, chiaramente, la mia posizione va a
confliggere su questo tema quando su questi immobili si possono fare dei progetti
alternativi. Se all'interno di un immobile che è occupato c'è un progetto
dell'Amministrazione, è chiaro che viene meno la necessità dell'occupazione e, infatti,
in passato, la Città di Torino è già andata in quella direzione, perché ci sono stati dei
casi in cui si è provveduto allo sgombero degli immobili perché c'erano dei progetti
importanti.
È chiaro che, quando non ci sono progetti importanti, diventa complicato, anche in
maniera pragmatica, perché è anche uno spreco di energie da parte delle Forze
dell'Ordine fare uno sgombero e, il giorno dopo, ritrovare l'occupazione nuovamente
insediata.
Consigliere Ricca, la sua proposta di mozione è un doppione, perché esiste già un
precedente, cioè una mozione approvata dalla Sala Rossa che prevede…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non conosco la data, ma, probabilmente, è
stata superata. Consigliere Ricca, sono passati più di sei mesi. Era stata approvata una
mozione che dava un indirizzo alla Giunta ed offriva varie possibilità: l'alienazione di
questi immobili, l'utilizzo del denaro proveniente dall'alienazione di questi immobili
per attività sociali ovvero il riutilizzo, come dice lei, con una carrellata di tutti i beni
immobili della città occupati, nei quali chiaramente può intervenire la Città, e con
alcune indicazioni.
Siccome questa mozione è stata approvata dal Consiglio Comunale, siccome c'è un
indirizzo preciso nei confronti della Giunta e siccome sono passati sei mesi e non è vi è
ancora lo stato di attuazione, ritengo che, anziché votare una proposta di mozione che è
specifica (perché, domani, potrei presentare una proposta di mozione che riguarda un
altro Centro Sociale e fare un doppione e, quindi, sarebbe necessario presentare dieci o
quindici proposte di mozione, perché non so quanti sono), bisogna approfittare del fatto
che esiste già un documento, che è già stato approvato con i voti della maggioranza e
dell'opposizione, e, quindi, le chiedo di spendere le sue energie per fare in modo che lo
stato di attuazione di quella mozione venga discusso all'interno della Commissione per
trovare una soluzione e trattare anche quel problema.
Mi sembra che si stia riproponendo un tema in maniera specifica, in maniera settaria.
Non so esattamente che cosa sia successo, ma magari domani si presenterà un altro
problema, per cui non serve a nulla. Credo che il Consiglio Comunale debba dare degli
indirizzi generali e l'indirizzo generale è già stato dato. Piuttosto, se è necessario, si può
cambiare l'indirizzo, ma generale, non per la situazione specifica, perché, se
impegniamo la Sala Rossa a discutere di atti specifici sui casi singoli, non ne veniamo
più fuori.
Quindi, invito anche la Presidenza a fare in modo che le Commissioni competenti -
credo, in particolar modo, la I Commissione - verifichino al più presto lo stato di
attuazione della mozione che tratta questo argomento.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Condivido l'intervento del Consigliere Sbriglio, che mi ha preceduto, nel senso che
credo che questa Città e quest'Aula debbano fare un ragionamento serio rispetto agli
spazi occupati, alle presenze che ci sono ed alle attività che vengono svolte nei Centri
Sociali in questa città e tenere conto e saper separare quella che è l'attività sociale - che
possiamo anche non condividere - rispetto a quelle che sono la violenza, l'aggressione e
le azioni che vengono perseguite dalla Magistratura.
Non condivido mai quando si chiede al Consiglio, al Sindaco ed alla Giunta di
sostituirsi ad altri. Portare questa proposta di mozione, che è ferma da più di due anni, in
questo momento e in questo contesto specifico sa molto di strumentalità ed i primi due
interventi lo hanno confermato. Altra cosa è chiedere al Consiglio, insieme alla Giunta
ed al Sindaco, di fare un ragionamento più generale; altra cosa è chiedere al Comitato di
coordinamento per l'ordine pubblico di fare il proprio dovere, o chiedere al Questore ed
al Prefetto di fare la propria parte. Non è invitando qualcun altro a mettersi l'elmetto che
si risolve il problema.
Noi ribadiamo le parole che sono state dette a caldo e l'impegno che abbiamo messo per
garantire una campagna elettorale serena e, proprio alla luce di questa richiesta (affinché
si possa svolgere l'attività politica in maniera serena da parte di tutti i Gruppi, di
maggioranza e opposizione, quelli presenti in quest'Aula e quelli non presenti),
chiediamo di separare, di distinguere e soprattutto di affrontare il tema in maniera non
strumentale.
Il fatto di approvare oggi questa proposta di mozione non significherebbe risolvere il
problema dell'antagonismo in questa città e non vorrebbe dire risolvere il problema
della violenza o delle sedi attaccate del PD, ma vorrebbe dire aumentare il livello di
scontro. A noi non interessa aumentare il livello di scontro, ma provare a risolvere i
problemi.
Quindi, da una parte, respingiamo questa proposta di mozione per la sua strumentalità e,
dall'altra parte, diamo la nostra disponibilità ad incontrare il Coordinamento per la
sicurezza e l'ordine pubblico ed a fare un'attività all'interno dei Capigruppo per trovare
una posizione condivisa e per affiancare la Giunta ed il Sindaco in un ragionamento più
complessivo sugli spazi sociali occupati.
Per esempio, nel caso della vicenda della Cavallerizza è chiaro a tutti che la
disponibilità da parte del Consiglio Comunale ad un dialogo e ad un ragionamento ha
permesso di fare un pezzo di strada interessante e di sperimentare strade nuove. Invece
un clima esclusivamente di muscoli ostentati in Aula e non suffragati da quello che è il
luogo deputato e da chi ha poi la responsabilità di attuare questi sgomberi significa
soltanto fare una battaglia politica, ancorché legittima, ma assolutamente strumentale.
Per questo motivo, ribadisco che respingiamo questa proposta di mozione e, invece,
manteniamo la nostra disponibilità ad un ragionamento un po' più serio e strutturato.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Sono almeno tre anni che vi vedo ragionare su questa questione e, secondo me, come
sempre vi mancano le palle o, meglio, siete tenuti per le palle da queste persone.
Dimostrate di non avere né il coraggio, né la forza e neanche la volontà (non politica,
ma civile) di prendere un provvedimento di questo tipo, anche perché molte delle
persone che occupano questi luoghi - lo sapete meglio di me - sono dei meravigliosi
figli di personaggi che, in qualche modo, non bisogna toccare, perché hanno nomi e
cognomi e sappiamo chi sono. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, basta
andare in Questura, dove hanno gli elenchi, non li devo fare io.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
Prego, Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Hanno gli elenchi. Vi abbiamo servito tutto su un piatto d'argento. (INTERVENTI
FUORI MICROFONO). Non vi scaldate, tanto conigli siete e conigli rimanete. Proprio
di fronte…

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
Consigliere Carbonero, per cortesia, il suo linguaggio…

CARBONERO Roberto
Voglio solo dire che sono tre anni… "Conigli" non è una parolaccia e anche "palle" si
trova sul vocabolario.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
Infatti, però…

CARBONERO Roberto
Volete dimostrare alla città di Torino che siete tenuti in scacco da un centinaio di figli di
papà che si annoiano, vi prendono gli immobili e ve li sfasciano. Ieri siamo andati
dall'Esercito a chiedere degli immobili per le persone che probabilmente quest'anno
saranno al freddo, perché voi non siete capaci di andarvi a riprendere i vostri immobili,
in quanto volete evitare di andare a toccare delle persone che sono considerate degli
intoccabili; sono i veri intoccabili di questa città. E, poi, venite a fare della demagogia
dicendo che è meglio discutere? Sono tre anni che discutete e che prendete in giro i
vostri concittadini, facendo vedere che non avete il coraggio di buttare fuori delle
persone che sono socialmente inutili; stanno giocando a questo gioco del "siamo tutti
autogestiti e viviamo la vita in un certo modo", mentre sono figli di alcuni personaggi
che non potete toccare, perché, altrimenti, prendono voi per le orecchie, ma non siete
mai voi che prendete loro per le orecchie.
Quindi, non fate della demagogia, dite che non avete il coraggio e non avete la
possibilità, perché siete imprigionati nel vostro stesso sistema.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Sottolineo che, per quanto riguarda la proposta di mozione precedente, non sono
presenti in Aula gli Assessori con la delega competente e, quindi, vorrei che rimanesse a
verbale; comunque, la possiamo votare lo stesso.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Ho una curiosità: seguendo l'intervento del Consigliere Carbonero, che ha riferito in
Aula che l'Amministrazione Comunale non procederebbe nei confronti di alcuni
soggetti perché si tratta dei figli di alcune persone intoccabili, valuterei i risvolti che può
avere questa frase e lo inviterei pubblicamente a fare i nomi ed i cognomi…

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Mi scusi, ma questo intervento non riguarda l'ordine dei lavori.

SBRIGLIO Giuseppe
Sì, è sull'ordine dei lavori, perché, secondo me, è utile…

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
L'ordine dei lavori è l'organizzazione dei lavori.

SBRIGLIO Giuseppe
…al dibattito…

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Non è un fatto personale, perché non credo che lei sia "figlio di".

SBRIGLIO Giuseppe
…e al voto della proposta di mozione. Sono fatti generici, ma, quando si fa riferimento
a fatti generici così gravi, sarebbe importante specificarlo all'interno dell'Aula.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Intervengo molto brevemente per respingere le parole del Consigliere Sbriglio e del
Consigliere Paolino. Non c'è alcuna strumentalizzazione. Si tratta di un atto (peraltro
antecedente la famosa mozione ricordata più volte dal Consigliere Sbriglio) con cui si
chiede di tutelare, in maniera specifica, quello che è lo sgombero rispetto
all'occupazione di un asilo; è una cosa diversa il fatto che, successivamente, sia
intervenuta una mozione che fa riferimento in modo più ampio alle occupazioni sul
suolo di questa città.
Rilevo un atteggiamento decisamente scostante da parte della maggioranza, perché, se
ha gli attributi (come qualcuno ha detto) per votare quel tipo di mozione, non si capisce
come mai non voglia in qualche modo tutelare questa specificità. (INTERVENTI
FUORI MICROFONO). È riduttivo, ma è antecedente a quell'atto, Consigliere Sbriglio.
(INTERVENTI FUORI MICROFONO).

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Consiglieri, fate terminare l'intervento del Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Non c'è nulla di strumentale a rivendicare questo tipo di impegnativa!

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, non trovo un contrasto tra questa proposta di mozione e quella che è già stata
approvata, fermo restando un assioma, ovvero che lo sgombero, inteso come azione di
forza, dipende ovviamente da Enti come la Prefettura nel deciderlo e la Questura
nell'eseguirlo.
È ovvio però che, come avviene - questo per diritto civile e non per altro -, è il
proprietario che deve dire alla Forza Pubblica che cosa vuole fare, perché, se qualcuno
entra in casa mia e lo accetto e non lo contesto, di sicuro non verrà una volante della
Polizia ad applicare la Legge, perché, di fatto, è una sorta di accettazione della lesione
di un diritto (che è quello di proprietà).
Quello che dico è che questa Città (come ricordava correttamente, credo, il Consigliere
Sbriglio) ha già assunto un indirizzo molto importante e l'ha fatto a maggioranza, cioè
ha stabilito che un'occupazione è una situazione di fronte alla quale trovarsi di fatto; si
può proporre a chi porta avanti un ragionamento di questo tipo se intende ricondursi in
un alveo istituzionale e cercare di valorizzare, se è il caso, un immobile abbandonato,
però accettando le regole della legalità e, in generale, anche del pluralismo, e, a quel
punto, lo si può trasformare in uno spazio sociale vero, ma d'accordo con le Istituzioni,
non contro le stesse.
Dall'altra parte, se ci sono realtà come gli antagonisti che - non lo dico io, ma loro - lo
rifiutano aprioristicamente, a quel punto è ovvio che si tratta di un appesantimento,
anche patrimoniale, per la Città ed è giusto che la Città, se non ha una competenza
diretta di sgombero, quantomeno lo venda o suggerisca alle Forze dell'Ordine di agire.
Questo è un ragionamento che dovrebbe essere razionale, perché, se la preoccupazione
(che posso anche capire) nei banchi della sinistra è quella di dire di non porre fine
aprioristicamente a delle esperienze che possono avere un'utilità sociale, questa
preoccupazione è stata sfatata da quell'atto di indirizzo che è già stato votato.
C'è però un piccolo problema: quando voi dichiarate che, magari, lì ci sono delle realtà
che hanno un attivismo sociale, mi dispiace deludervi, ma si tratta di realtà che, ogni
volta che voi lo dite, vi smentiscono sui loro stessi organi mediatici (su Internet e
"Radio Blackout"), dicendo chiaramente che odiano questa Istituzione e le Istituzioni in
generale e che si vogliono fare gli affari loro. Non è un caso che neanche le
Commissioni competenti possano mettere piede all'interno di quegli immobili.
In realtà, il tema non è avercela o meno con gli antagonisti, ma è il valore che si vuole
dare anche eventualmente ad un riutilizzo sociale di un immobile abbandonato, perché
lo si può fare, magari con ideologie del tutto opposte alla mia o a quelle di qualche altro
Consigliere, ma un conto è se si accetta di farlo nella legalità ed un altro conto è se lo si
vuole fare nel contrasto scelto contro le Istituzioni; però, se date corda a queste realtà,
allora tradite quello che è il vostro pensiero. Sono realtà - come diceva il Consigliere
Ricca - che conosciamo, ci sono addirittura dei membri della vostra Giunta che hanno
dei processi in corso per aggressione ed minacce operate e portate avanti da questi
soggetti.
Vi chiedo di smetterla di spalleggiarli, perché non ve ne è alcuna ragione. Gli anziani di
quel quartiere chiedono a gran voce quell'immobile per dargli veramente una nuova
vita. Sapete che cosa vi dico? Nel caso in cui tornasse eventualmente nella disponibilità
dell'Amministrazione Pubblica, si facesse un bando ed ambiti magari vicini alla sinistra
radicale proponessero l'offerta migliore e lo riottenessero in concessione in un'ottica
però di collaborazione, confronto e umiltà nei confronti dell'Istituzione, sarei favorevole
al fatto che venga utilizzato da loro.
Quello che non è accettabile è il principio che lo facciano nel contrasto rivendicato alle
Istituzioni proprietarie; da questo punto di vista, anche cercando di capire le ragioni
della sinistra, si tratta di un passaggio che non riesco a comprendere ed a giustificare.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho apprezzato le parole del Capogruppo Paolino per l'equilibrio, ma, Consigliere
Carbonero, non ci vedo (come dice lei, in maniera aulica) una mancanza di attributi;
semmai ci vedo una presa di responsabilità, cioè il fatto di sapere di essere un grande
partito che governa il Paese, la Regione e questa Città e di conoscere bene le
responsabilità che, per certi versi, si hanno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Può darsi.
Mi stupisce che voi, invece, non contempliate o abbiate una cesura mnemonica sul fatto
che, fino a pochi mesi fa, governavate il Paese. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Questi Centri Sociali hanno aspettato per anni questo.
Mentre io credo che il tema sia un altro: cioè mantenere, in un momento così delicato,
un equilibrio prezioso in questa Città, anche rispettoso del fatto che ci sono pratiche
differenti, ben sapendo che, da una parte, dove queste pratiche differenti diventano
illegalità nei confronti delle persone, queste illegalità sono inaccettabili, ma, dall'altra
parte, sapendo che invece, laddove ci troviamo di fronte ad una sofferenza della nostra
città, pratiche differenti sono inevitabili, come lo sono in tutta Europa peraltro. Infatti,
in tutte le grandi città d'Europa esistono delle aree delle città che sono autogestite da
soggetti differenti.
Credo che questo sia un dato di coraggio per prendere atto che esiste una situazione di
fatto, che non è immutabile (su questo sono d'accordo con il Consigliere Marrone). Se
si toglie la politica o, meglio, la polemica politica e si evita la strumentalità, si può
certamente cercare con quelle realtà un'interlocuzione, diretta o indiretta, richiamando
anche loro alle loro responsabilità di fronte alla situazione della città.
Però, per farlo si deve avere l'autorevolezza di chi sa che la speculazione che alcuni di
loro fanno sulla negazione di diritti che è in corso (causa principale la crisi economica)
sui nostri territori trova nelle Istituzioni una quotidiana risposta ed azione.
La settimana scorsa, quando c'è stato lo sgombero di queste famiglie con bambini che
occupavano una struttura, sono rimasto sorpreso dal fatto che non vi fosse
un'interlocuzione diretta fra chi aveva organizzato quello sgombero e l'Istituzione della
Città di Torino. Questo lo devo dire, perché, dall'altra parte, quelle donne, quegli
uomini e, soprattutto, quei bambini, poi, si sono trovati a chiedere all'Istituzione
Comune di Torino.
Per questo motivo credo che il Consiglio Comunale farebbe bene a non approvare
questa proposta di mozione, perché, secondo me, assomiglia molto ad un fiammifero
acceso vicino ad una fonte infiammabile. La città di Torino, soprattutto quella che in
questo momento fa più fatica, secondo me è una fonte infiammabile ed eviterei di
fumarci accanto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Ricordo al Consiglio Comunale che in Conferenza dei Capigruppo abbiamo stabilito di
analizzare ulteriori proposte di mozione e, quindi, è una chiamata al senso di
responsabilità, affinché in Aula sia presente il numero legale.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione:
favorevoli 9, astenuti 4, contrari 19.
La proposta di mozione è respinta.

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