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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Signor Sindaco, care Colleghe e cari Colleghi, probabilmente questo sarà il mio ultimo Consiglio Comunale. Qualche settimana fa, a seguito delle elezioni in Consiglio Regionale, ho deciso di consegnare a Sinistra Ecologia e Libertà le dimissioni da questa carica e nei prossimi giorni le rassegnerò ufficialmente al Sindaco e al Segretario Generale. Come sapete, non sussiste incompatibilità e non ritengo nemmeno che ci sia inopportunità di sorta, ma non ho voglia di dare meno di quanto ho dato fin qui, cioè tutto me stesso. Sono entrato in Sala Rossa a 25 anni. Erano gli anni in cui inventavamo i primi mezzi di trasporto notturni e nasceva l'idea di una città ciclabile che avrebbe poi ospitato la più imponente rete di Bike sharing in Italia. Pensate che dal 2009 sono più di 1.000.000, più o meno 200.000 l'anno i cittadini che hanno preso i Night Buster, mentre sono 1.400.000 i prelievi di ToBike ogni anno. Grazie alla creatività di questa Città e le mille iniziative che crescono in ogni quartiere, fare il Consigliere Comunale è stato simile a fare il designer pubblico, mettere insieme i pezzi, le idee e le suggestioni dentro un disegno di cambiamento. Ovviamente, non tutti i disegni sono diventati politica, ma se lo sono diventate è perché quelle idee sono state sostenute da tanti. Per questo, ringrazio chi in Giunta e in Consiglio ha sostenuto pensieri apparentemente folli in questi anni, come quella di far diventare Valdo Fusi la prima skate plaza italiana. Ringrazio chi ogni lunedì ha seguito con me le storie di migliaia di famiglie sfrattate e chi mi ha aiutato a scrivere il fondo salva-sfratti e chi poi lo ha realizzato, come il Vicesindaco Elide Tisi; chi si è impegnato a trasformare due milioni di metri quadrati in terreni agricoli e orti urbani; chi ha difeso la proprietà pubblica di GTT e chi ha girato a piedi in pulmino la Città tra piste ciclabili e discariche a cielo aperto, tra parchi e deserti industriali. Ringrazio tutti i Consiglieri che hanno capito che estendere i diritti non voleva dire toglierli a nessuno, quelli che hanno voluto dire che la Legge Bossi-Fini va cancellata con il reato di clandestinità ai CIE, a chi ha sancito il fatto che un bambino nato a Torino deve avere i diritti di cittadinanza, a chi ha ribadito l'inutilità della Legge Fini- Giovanardi e che le droghe leggere andavano sottratte alle mafie e i consumatori fatti uscire dall'illegalità. Ma oggi mi sento di dire grazie anche a chi si è opposto, come dall'altra parte dei banchi, civilmente, appassionatamente a queste idee, a chi ha sopportato i miei interventi - spesso troppo lunghi, come questo - e le mie intemperanze, a chi ha voluto confrontarsi senza pregiudizi e senza reticenze. Ringrazio di cuore chi ha lavorato dietro le quinte, quelli che non vedete qua, tutti i compagni e le compagne di SEL, chi mi è stato vicino anche nei momenti in cui non c'era nulla da festeggiare, chi mi ha dato una mano senza mai chiedere niente in cambio, chi è stato al mio fianco in questi banchi, chi ci sta ascoltando, chi mi ha stupito e chi mi ha fatto capire che il doppio di sei non è dodici, ma è siamo. Fatemi ringraziare anche i nostri concittadini, chi ha tenuto accesa la Città, anche quando i riflettori della ribalta mediatica dei grandi eventi erano spenti, chi ha saputo trasformare i bagni pubblici, alcune ex cascine e immobili in disuso, in vere e proprie case del quartiere; chi ha saputo dare un doposcuola ai ragazzi che vivevano nelle periferie sociali ed economiche delle nostre barriere. Sono convinto che, per quanto molte trasformazioni siano incomplete, la Città in cui viviamo oggi e in cui crescono molti dei figli dei miei coetanei sia più bella e sicura di quella dove sono cresciuto. Molte delle cose che abbiamo scritto, discusso e votato sono ancora nel limbo; spero di poterle vedere fuori da lì. Quelle piccole idee potranno trasformare i parchi pubblici in aule studio a cielo aperto, con Wi-Fi libero e arredi urbani concepiti pensando al Design for All, potranno restituire i luoghi in attesa di futuro in fucine creative, potranno progettare l'attesa di una nuova Cavallerizza, potranno far diventare le sponde del Po più navigabili e balneabili, chiederanno la rendicontazione ambientale di ogni evento culturale, sportivo, fieristico e convegnistico, la riduzione dei consumi energetici e la successiva compensazione ambientale interna alla Città. Forse anche grazie a noi Torino Esposizioni diventerà la nuova Biblioteca Civica della Città, la Centrale del Latte rimarrà a Torino, di fianco alla nuova Mirafiori, e la Linea 3 correrà sotto il Passante Ferroviario, come più volte abbiamo chiesto. Non so, però, se tutte le nostre piccole vittorie e sconfitte diventeranno realtà, come non so se ci sarà qualcuno in futuro che chiederà di nuovo a questa Città di sperimentare le sale del consumo o di difendere i campetti da calcio liberi dietro le case popolari; so però - e ne sono sicuro - che, se saremo in grado di aprire gli occhi ai tanti sudditi di questo Paese, ritorneranno poi loro, neocittadini di ritorno a lottare perché un senza dimora, un tossicodipendente sia ancora un cittadino e non solo polvere da nascondere lontano dalla propria panchina. Questo sarà possibile se sapremo investire nell'educazione alla cittadinanza dei più giovani, questa Città ha bisogno di nuove generazioni, non solo non possiamo permetterci di perderli per mancanza di opportunità, ma dobbiamo continuare ad opporci al modello cieco di una Città senza sangue nuovo. Torino deve diventare sempre di più un riferimento per le ragazze e i ragazzi di tutta Europa e non solo, favorendo la formazione, il mix sociale, il confronto, in modo che possano avere più opportunità nello studio, nel lavoro e nella realizzazione delle loro aspirazioni. Sogno ancora, come tanti di voi, una Città protagonista della società della conoscenza, sia nei percorsi formativi, a partire dagli asili nido, sia nella capacità di favorire uno sviluppo integrato dei nostri atenei, nella trasformazione della Città. Le Commissioni Urbanistica e Ambiente l'hanno detto e scritto più volte: servono più borghi e aree pedonali, più zone 30, anzi, se è possibile, come dicevamo con il Consigliere Viale, la velocità a 30 andrebbe in tutte le zone secondarie, e un Bici Plan che colleghi tutti i quartieri. Solo così si uscirà dal disegno di una vecchia smog city, riprendendoci angolo dopo angolo e centimetro dopo centimetro questa straordinaria Città. Fatemi finire. Come abbiamo detto in tanti, dall'inizio di questa tornata amministrativa, siamo immersi in un contesto in cui aumentano i bisogni sociali ed economici e diminuiscono le risorse, i trasferimenti dello Stato; si fanno più complesse e più frammentate le istanze collettive e aumenta, anno dopo anno, la disoccupazione giovanile; gli investimenti nazionali ed europei per le grandi trasformazioni sono più che dimezzati e i processi produttivi, lo scenario globale pesano sempre di più lasciando a terra lavoratori, famiglie e anziani. Da uomo di sinistra ho provato con tanti di voi a tenere insieme la Città, a prevenire i conflitti e i problemi, ad accompagnare le trasformazioni ed il cambiamento. Questo spesso è stato possibile, perché Torino ha un capitale sociale straordinario, fatto di cittadini, di forze organizzate della politica e della società civile, di pensiero collettivo, di luoghi di discussione e di riflessione. Ma diciamoci la verità, non sempre si è riusciti a tenere insieme i bisogni, i sogni, le ansie, la precarietà che sono lo sfondo di questo scenario, che entrano nelle case delle persone, nelle loro relazioni, nei loro progetti di futuro. Pensi, Sindaco, alla chiacchierata che abbiamo avuto con i ragazzi degli Istituti Tecnici Superiori, che qualche mese fa manifestavano qui sotto. Ma pensate anche soprattutto alle migliaia di famiglie che non trovano risposta, né tramite l'emergenza abitativa, né tramite Lo.Ca.Re e nemmeno nei nostri luoghi di prima accoglienza. Non commettiamo l'errore - e lo dico a tutti noi - di pensare che la crisi sia ormai alle nostre spalle. Comunque sia, credo, essendo un ottimista per natura - lo sapete -, che il nostro futuro dipende da tutti noi, da tutti noi torinesi, se sapremo sentirci pienamente cittadini, saremo noi a restituire a tutti gli spazi della Città, perché sappiamo che un lampione costa meno ed è più presente di una volante, perché un bar aperto di notte, chi chiacchiera, vive, beve, legge, mangia nello spazio pubblico è la nostra naturale antironda. Sta invece alla mia generazione e soprattutto a quelle che verranno battere la precarietà, dare opportunità di studio e lavoro ai giovani, investendo sull'educazione e sulla riconversione degli ultimi deserti industriali, in luoghi dove attrarre risorse, progetti e nuove imprese. Per fare tutto ciò, ci servirà tutta la passione civile possibile. La creatività non basterà, servirà tutta la nostra generosità, ricordandoci - come scrive Calvino ne "Le città invisibili" - che ogni Città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone. Spero che questo, in realtà, non sia un addio, ma un arrivederci. L'ho promesso a chi mi ha accompagnato fin qui. Voglio continuare a scoprire nuove strade, guardare quelle vecchie con occhi nuovi, incrociare sorrisi, superare paure e vedere connessioni dove non esistono ancora. Come una dinamo, vorrei continuare a trasformare ogni centimetro di questa Città nell'energia migliore per continuare a fare politica. Grazie a tutti, Colleghi. Grazie, Torino. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca A differenza di Marco, non ho preparato alcun discorso, ma ci tenevo per una questione personale, a ringraziare il compagno, l'amico e Collega Marco Grimaldi per questi otto anni passati insieme e lo faccio con un po' di dispiacere, ma anche con la grande convinzione che andrà a fare bene in Regione un compito importante da legislatore e credo che Marco sia una persona che si merita quel ruolo, si merita questo palcoscenico soprattutto per l'impegno che ci ha messo in questi anni, per la passione che ha trasformato l'impegno quotidiano ogni giorno. Per me Marco è un amico, un compagno, un Collega, un confidente, abbiamo avuto tante volte opinioni contrastanti, abbiamo discusso, abbiamo anche litigato, però riconosco in lui tre cose che, secondo me, mi ha fatto imparare: l'onestà morale ed etica, prima di tutto, che viene prima della politica, la passione per la sua Città e la grande generosità nel fare politica e dare tutto se stesso per la Città. Lo ringrazio, perché ho condiviso con lui tante battaglie, alcune ci hanno visti su fronti comuni, moltissime, molte delle cose che pensa Marco sono le cose che penso io e molte delle cose che lui ha, in qualche modo, inventato, la Città deve molto a lui per questo. La Biblioteca Torino Esposizioni, diceva prima, piazzale Valdo Fusi, il progettare l'attesa che è una sua vera invenzione e gli arriva dalla sua testa, non arriva da nessuno di noi, quando disse, in tempi non sospetti, che il vuoto, gli abbandoni di questa Città andavano riprogettati nell'attesa che si trasformassero, ebbe un'intuizione che credo ancora poco sia stata sfruttata da questa Città. La battaglia sulla cultura, su una cultura che vogliamo sempre più popolare e vicino alle persone. Non aggiungo altro, saluto un amico. Lui dice che ovviamente ci ritroveremo, senz'altro non perderemo l'amicizia e la condivisione politica. Credo che questa Città debba molto a lui e spero che tanti di noi abbiano imparato da lui cosa significa dedicarsi con passione alla politica, anche qualche volta compiendo errori, ma sempre in buona fede, con spirito di generosità, con onestà morale ed etica e con grande rettitudine. Grazie, Marco. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio il Consigliere Grimaldi per quello che ha fatto. Nonostante non sia stato materialmente condiviso un percorso comune, siamo nati nella stessa zona, abbiamo fatto le stesse scuole, con due impostazioni culturali completamente diverse, ed è questo forse che mi ha poi avvicinato, ci ha avvicinato, seppur ci sia una grande diversità. Ti faccio, però, una promessa: tutto quello che c'è da fare, lotterò finché sarò qui dentro, perché quando tu torni, sarà ancora da fare. Davvero, ci metteremo tutto l'impegno affinché tutto quanto non è stato fatto, sarà ancora da fare e, magari, ti siederai anche nei banchi dell'opposizione, così proverei a capire come si sta. In bocca al lupo per tutto. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sarò davvero breve. Quando Marco enumerava effettivamente tutte le numerose iniziative politiche portate avanti in questi anni, mi rendevo conto che ne condivido veramente poche, però, se devo dire, è anche davvero il bello della politica, nel senso che ci sia comunque una passione che va nell'indirizzo di realizzare tante cose, di farle animati da una passione e da una visione del mondo. Devo dire che mi rinfranca il fatto di trovarlo qui e di trovarmelo anche in Regione, dall'altra parte della barricata, sapendo che comunque veniamo, evidentemente questa passione la custodiamo ed è forse un patrimonio che sarebbe meglio non disperdere, da una militanza giovanile che ci vedeva già affrontarci dialetticamente, ovviamente, ai tempi dell'Università e dei movimenti giovanili e che, quindi, evidentemente parte da una passione civile che ha radici lontane e soprattutto anche dalla capacità di coltivare queste passioni e unirle anche a una dimensione più istituzionale e del fare. Quello che mi sento di dire davvero ancora, perché lo sento come un atto dovuto, è riconoscergli, al di là delle tante idee, tantissime idee che non condividiamo, una condotta, un aver apprezzato la sua opera all'interno della Commissione Emergenza Abitativa, che spesso invece ci ha visto, magari anche con punti di vista molto diversi, però uniti spesso sulle battaglie di casi molto concreti di umanità, dove effettivamente poi l'umano lascia molto poco al politico. Devo dirlo che in quella circostanza l'onestà intellettuale è emersa in tante di quelle discussioni, in cui magari ci siamo anche confrontati duramente, però senza mai negare all'altro la dignità del punto di vista, è stata davvero da apprezzare, perché oggettivamente questa è una dimensione della Commissione Emergenza Abitativa che chi non la vive, non l'ha vissuta, non riesce a capire, perché poi lì si parla veramente di tragedie familiari. Quello che mi sento di dire è che sono convinto che anche con quell'esperienza sarà davvero divertente portare il dibattito, ancora una volta lui in maggioranza, ancora una volta io in opposizione, anche in Regione e finalmente non sentirò più dire che è tutta colpa del TPL Regionale, che è tutta colpa delle assenze di investimento regionali, perché troverò lui in Regione a dover difendere le scelte dell'attuale Presidente Chiamparino. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Volevo associarmi anch'io ai ringraziamenti che sono stati fatti già da tanti al Consigliere Grimaldi, per il lavoro svolto che abbiamo potuto apprezzare in questi anni. Per me sono quasi tre e quando sono entrata qui, il Consigliere Grimaldi lo sapeva bene, non conoscevo assolutamente l'ambiente, anzi, mi sembrava una terra piuttosto ignota e direi anche abbastanza solitaria. Ma cito anch'io Calvino, che ho avuto modo di leggere recentemente, scrive: "Ogni volta che si entra nella piazza ci si trova in mezzo ad un dialogo", e così, dopo che ho passato qualche mese, forse anche un po' di più, per cercare di orientarmi, ho iniziato a lavorare sui contenuti ed è proprio in questa piazza, quella dei contenuti, che ho incontrato - come tanti di voi avevate già fatto, io l'ho fatto solo allora - il Consigliere Grimaldi. Il lavoro con il Collega sui contenuti è sempre stato possibile, perché il suo impegno e la costanza e i record di presenza - io lo dico anche un po' per ridere, come si diceva anche ogni tanto fuori da quest'Aula - a cui il Consigliere tiene particolarmente, ci ricorda, ogni anno hanno fatto sì che fosse possibile questo scontro e incontro, dipende dai momenti, sui contenuti. Spesso è avvenuto in toni molto accesi, lo sa bene il Consigliere, in particolare in Commissione, più che in Aula, dove ci si confrontava sulle deliberazioni, anche ogni tanto fuori verbale; altre volte, invece, ci si è trovati sulle stesse posizioni e non solo per la Maria, come si dice anche fuori da quest'Aula, che spesso quando ci si vede, ci si riconosce per l'unità di intenti sulla Maria, su quel famoso ordine del giorno, ma non c'è stato solo quello. Ricordo, ad esempio, in Commissione Cultura le battaglie sulla super Fondazione, su quel famigerato, per me, invece il Consigliere Grimaldi oggi dirà probabilmente bello Statuto da cui è nata la Fondazione per le attività culturali, però sono sempre state discussioni, mi sento di dire, oneste e soprattutto appassionate e informate. E su questo è stato un cammino corto, perché sono stati solo tre anni, ma devo riconoscere molto costruttivi. Come sappiamo tutti, adesso il Consigliere andrà in un altro Ente, ha fatto una scelta che è coerente con i suoi valori, di dimettersi, perché penso anch'io che - però questa ovviamente è una mia posizione personale - per poter fare veramente bene un ruolo, quale può essere il Consigliere Regionale, ma anche il Consigliere Comunale, ci vuole tempo e dedizione, l'hai detto anche tu e quindi penso che, evidentemente, sia la scelta più coerente con le tue vedute. Quindi non mi resta che dirti che anche tu probabilmente adesso ti troverai in una piazza che non conosci tanto e dovrai iniziare un percorso e sarai magari anche tu in una terra incognita e, quindi, ti faccio i miei più cari auguri. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Sto tenendo per ultimi l'intervento del Capogruppo Curto e del Sindaco. Hanno chiesto di intervenire il Consigliere D'Amico e, poi, il Consigliere Paolino. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Caro Marco, in genere in questi momenti di saluti si utilizza un atteggiamento benevolo da parte di tutti quanti e non voglio sottrarmi chiaramente dal farlo anche io, assolutamente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Marco, ti dico quello che penso: intanto, riconosco in te sicuramente grandi capacità organizzative, oratorie e politiche, non ne condivido i valori, non ne condivido le idee, chiaramente, ma questo fa parte del gioco delle parti. Nell'elenco che hai fatto sulle tue idee, sulle tue proposte, alcune anche realizzate, nella Città di Torino, anch'io faccio fatica, come il Consigliere Marrone d'altronde, la nostra estrazione politica è la stessa, ad individuarne di positive. L'augurio è quello che tu possa fare il minor danno possibile per i piemontesi in Regione! È una battuta. L'augurio invece che voglio farti è che sicuramente ti troverai in un ambiente differente da questo, lo conosco, avendo vissuto l'attività del Consiglio Regionale seguendo sia un Consigliere che un Assessore, è un altro mondo, gli impegni e le responsabilità sono maggiori e, quindi, non posso che farti gli auguri, affinché tu possa avere un percorso positivo anche in quell'Aula. Auguroni. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Avevamo concordato che l'intervento per il nostro Gruppo l'avrebbe fatto il Consigliere Cassiani, poi l'emozione e il coinvolgimento che prende ciascuno di noi in questi momenti hanno portato anche me ad intervenire, non solo per esprimere all'amico e Consigliere Marco Grimaldi una buona strada e un buon futuro, sapendo che saprà essere valore aggiunto per l'istituzione regionale, così come lo è stato in questi anni di Consiglio Comunale, ma il mio pensiero è legato a questo momento, l'emozione e la commozione che coinvolge molti di noi, perché si riavvolge il nastro di un percorso fatto insieme e siamo qui non soltanto come macchine, ma come persone che hanno anche sentimenti, quindi che provano insieme con fatica quotidiana a costruire pezzi del futuro di questa Città per cercare di preservare e garantire un presente a questa Città; quindi l'emozione che ci colpisce è davvero molto forte. Però, è il segno di una grande passione civile ed è l'invito che parte da quest'Aula oggi a vivere l'attività istituzionale come legame profondo con la Città, con l'orgoglio, l'onore e la fatica, ripeto, di essere i rappresentanti dei cittadini in questa assise democratica, il legame che noi abbiamo con la Città e con le sue Istituzioni, soprattutto di viverlo non nell'interesse specifico, non l'ambizione per essere qualcuno, ma l'ambizione di riuscire a fare qualcosa, di provarci. Questo è il profondo significato dell'emozione che viviamo oggi e, quindi, questo è l'ulteriore ringraziamento, il fatto che proviamo anche ad essere esempio l'uno per gli altri, ad essere squadra, ad essere classe dirigente di questa Città, che la nostra Città possa guardare con attenzione e con speranza alla propria classe dirigente e Marco Grimaldi è sicuramente motivo di orgoglio e di speranza per questa Città. Lo è e continua ad esserlo, lo è anche da oggi per il Consiglio Regionale, per i cittadini piemontesi. Gli auguriamo davvero ogni bene a nome di tutto il Gruppo del Partito Democratico, ma anche del nostro Partito, perché siamo presenti in questa Istituzione, ma siamo presenti in questa Città e in questa realtà locale. Siamo impegnati da sempre tutti quanti a provare a costruire e immaginare una comunità locale. Sicuramente Marco Grimaldi è uno dei protagonisti di questa comunità e gli auguriamo davvero ogni bene. Grazie. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Levi. LEVI Marta Caro Marco Grimaldi, mi hai fatto commuovere, sei un cretino, ma questo lo sapevamo già. Volevo dire solo due cose. Sinceramente ti auguro che l'esperienza che farai in Regione sia altrettanto entusiasmante di quella fatta in questa Città; penso che non sarà così, mi dispiace doverlo dire. Poi, però, ti volevo anche augurare di riuscire a fare in Regione almeno un terzo delle cose che sei riuscito a fare qua, a differenza di quello che ti ha augurato il Consigliere D'Amico e di questo, invece, sono convinta che ci riuscirai. Qui si sentirà la tua mancanza, anzi, di sicuro io la sentirò e penso che questo Consiglio, con la tua dipartita, seppur a più elevato incarico, abbia perso qualcosa, ma non ripeto tutto quanto è già stato detto. In bocca lupo! Sicuramente ti useremo come sponda rispetto alle tante volte in cui in questo Consiglio abbiamo richiamato anche la responsabilità e l'impegno della Regione Piemonte. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Non mi hai fatto commuovere, ma sei un cretino lo stesso. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Capogruppo, se poi interviene per fatto personale, non la finiamo più, è un altro intervento. Prego, proceda. LIARDO Enzo Sarai ricordato come Presidente di Commissione "sopralluogo", perché ne hai fatti veramente tanti. Posso riconoscerti, l'ho sempre detto quando non ero d'accordo, le rare volte che abbiamo avuto piacere di confrontarci, ho sempre detto vis-à-vis cosa pensavo. Mi permetto di darti un piccolissimo consiglio, in base alla relazione che hai fatto e che ho ascoltato con molta attenzione - un po' mi ha commosso, scherzavo prima -, te lo dice veramente un Consigliere, ma in questo momento metto proprio l'aspetto politico da parte, sei molto in gamba, te lo riconosco, però cerca di avere una visione un pochino più aperta delle situazioni nella società che, ovviamente, vedi nella tua condizione, perché molte volte sei convinto in buona fede, in onestà intellettuale delle cose che fai, però ricordati che oltre le decisioni ci sono anche altre persone. Voglio solo citare una cosa, ovviamente non te lo dico in tono polemico, quando parlavi che ti piace vedere i giovani che magari fanno presidio in una piazza: ricordati che ci sono anche tante persone che magari preferirebbero dormire. Scusami se concludo così, ma questo per dirti di cercare di aprire un po' anche a certe situazioni che molte volte trovano dei cittadini contrari alle tue idee. Grazie e in bocca lupo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Marco, io invece ti dico e ti chiedo di non cambiare, ti chiedo di restare di parte, ti chiedo di continuare con il tuo senso di giustizia e anche quella passionaria capacità di rompere le scatole sul punto e di farne una questione amministrativa e politica, di restare lo stesso nell'esperienza che ti accingi a fare in Regione. Conosco Marco da tantissimi anni, è un paradosso, anche un po' un caso delle cose che ci siamo rincontrati qui in Consiglio Comunale: abbiamo cominciato insieme nel movimento studentesco a Torino, lui rappresentante dell'Istituto Einstein, io rappresentante dell'Istituto Volta, c'era Maurizio Marrone che, invece, era tutto dall'altra parte, segno di una generazione, lo abbiamo ricordato quando ci ha lasciato, in quel caso purtroppo per un ente molto superiore, il preside Giulio Cesare Rattazzi, il Vicepresidente del nostro Consiglio Comunale, abbiamo ricordato quella generazione di giovani torinesi che poco alla volta non si è fatta largo, anzi, ha portato avanti un pezzo della Città e ha provato a rappresentarla in quest'Aula. Noi, in quella casualità... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'era anche Silvio Magliano, è vero, scusami Silvio, ti chiedo perdono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non è vero, Silvio era un altro che... Siamo tutti qua e vedrete fra qualche anno dove arriviamo tutti insieme. Marco, sono sicuro che tu farai la differenza, come l'hai sempre fatta, come in questi tre anni in cui ho avuto l'onere, ma soprattutto l'onore di essere il tuo Consigliere anziano, di avere la possibilità quotidiana con te prima di chiarirci le idee e poi fuori, un metro dopo l'altro, di riuscire a far contare le nostre idee e le idee di chi era qui fuori forse più di quello che democraticamente avremmo dovuto rappresentare. So che questa moltiplicazione quasi biblica dei pani e dei pesci tu la ripeterai in Consiglio Regionale ed è la ragione per cui sono contentissimo che tu vada, nonostante so di perdere, direi, un po' il gemello di questa esperienza amministrativa e questo mi dispiace tantissimo. Ti avrei visto molto bene al Governo di questa Città, perché conosco la tua passione amministrativa e proprio la tua geografia esatta di questa Città, me l'hai insegnata tu per certi versi; spero di essere pronto a fare gli ultimi due anni da solo. Comunque, fatti valere. Ciao, Marco. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Sindaco. SINDACO Voglio unire anche il mio ringraziamento e il mio saluto a Marco e l'affetto che già è stato manifestato in molti interventi, anche la commozione che ha percorso prima l'intervento di Marco e poi anche gli interventi di altri Consiglieri, sono, mi pare, la manifestazione più evidente della grande stima che Marco Grimaldi si è conquistato in questo Consiglio Comunale, nel mondo politico torinese, tra i tanti che hanno avuto la fortuna con lui di interloquire e di operare. Una generale stima, come sappiamo tutti, per la qualità intellettuale di Marco, per la passione civile e politica che lo anima, per l'onestà intellettuale che lo ha sempre caratterizzato in ogni battaglia politica e culturale in cui lo abbia visto impegnato. Viviamo tempi nei quali spesso si dà una rappresentazione negativa della politica, viviamo tempi nei quali si rappresentano i politici spesso mossi prima di tutto dalle proprie ambizioni e dai propri interessi personali; è una rappresentazione di comodo, è una rappresentazione che non corrisponde alla realtà. La politica in Italia è fatta prima di tutto da centinaia di migliaia di persone, che credono nelle cose che fanno e fanno le cose in cui credono, e Marco Grimaldi è rappresentativo, in modo significativo e sommo di questo modo di fare politica come passione civica, come servizio alla propria comunità, come affermazione di valori e di ideali, come dedizione di se stesso senza far prevalere mai i propri interessi personali. Per tutto questo, credo gli siamo tutti molto grati e tutti gli siamo molto amici e ci sentiamo molto amici. Gli siamo grati soprattutto - lui lo ha ricordato nel suo intervento - per le tante battaglie che ha condotto, alcune con successo, altre no, come capita nella vita politica di ognuno di noi, ma sempre con una tensione ideale, con un rigore morale, con un'onestà intellettuale di cui tutti, sia coloro che ne condividevano quelle battaglie, come coloro che le avversavano, gli hanno sempre dato atto. Un sentimento di gratitudine perché ha contribuito alla vita di questa nostra Città e ha contribuito a far sì che questa Città - come lui ha detto - in questi anni sia venuta crescendo e sia divenuta una comunità più forte e migliore. Adesso, ovviamente, Marco si misurerà con un'esperienza nuova, l'esperienza del Consiglio Regionale, anche lì siamo sicuri che affermerà le sue idee, le sue convinzioni, le sue proposte con la stessa determinazione, la stessa onestà con cui l'ha fatto qui e, per questo, darà un contributo importante alla vita del Piemonte e alla vita della nostra Città, perché oggi Grimaldi cessa di essere un Consigliere Comunale, ma non cessa di essere un rappresentante politico di questa Città e rappresenterà questa Città in un'altra sede. Sappiamo che la rappresenterà con quella che è poi la molla vera che ha caratterizzato e caratterizza il suo modo di fare politica, che è un grande amore per questa Città. Grimaldi ama Torino e lo ha dimostrato con la sua dedizione, con la sua passione, con il suo impegno e per questo credo questa sera tutti lo salutiamo con gratitudine, sapendo che nel nuovo ruolo, nei nuovi incarichi che andrà a ricoprire, continueremo a camminare insieme e continueremo a batterci insieme, perché questa Città sia sempre una Città migliore. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Anche a nome del Presidente, a nome mio e dell'Ufficio di Presidenza, i migliori auguri per il nuovo incarico. |