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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla richiesta di comunicazioni presentata dal Consigliere Marrone sulla situazione dei profughi in Piemonte. La parola al Vicesindaco. TISI Elide (Vicesindaco) Non credo di essere la persona più indicata a fornire i dati numerici della situazione profughi in arrivo in Piemonte, perché non sono nella disponibilità della Città, soprattutto se si intende per profughi in arrivo quelli derivanti dai recenti sbarchi. Quindi quello che posso fornire sono gli elementi a nostra conoscenza, che sono i posti SPRAR attualmente messi a disposizione della Città, peraltro in fase di saturazione: sono 400, e 32 in fase di attivazione. Questi sono i posti SPRAR sulla Città di Torino, quindi che rientrano all'interno del sistema nazionale di protezione concordato con il Ministero. Credo che il tema sollevato dal Consigliere Marrone riguardi, invece, i recenti sbarchi, di cui l'unico dato di cui noi disponiamo, in virtù di una circolare che ci è pervenuta non come Città, ma come Associazione dei Comuni, è che la quota di profughi dei recenti sbarchi che sarebbe da assegnare per il Piemonte è di 785 sui 10.000 che sono probabilmente in fase di arrivo sul territorio nazionale. Questo è l'unico dato. La vicenda è gestita dalle Prefetture, con la Prefettura di Torino che fa da coordinatore in stretta sinergia con il Ministero degli Interni. Il riparto sulle Regioni è stato fatto sulla base della popolazione residente. Credo che sia importante sottolineare che la Regione Piemonte ha già espresso una disponibilità a costituire un Tavolo regionale per affrontare queste situazioni. Questi sono i dati di cui disponiamo. Aggiungo ancora questo elemento: complessivamente, i posti di accoglienza SPRAR su tutto il territorio nazionale, si stima siano intorno ai 20.000. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Ricordo i tempi di intervento: cinque minuti un Consigliere per Gruppo e tre minuti gli altri Consiglieri. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Il dato che il Vicesindaco ci ha comunicato, che era già trapelato da alcuni giornali, per noi è molto preoccupante, perché pensare che la continua fiumana di arrivi di profughi che giunge sulle nostre coste, possa essere ripartita tra i vari territori sulla base di un criterio meramente matematico, rispetto al numero degli abitanti dei territori stessi, mette i brividi. Questo ci ricorda il fallimento di una programmazione già avvenuta in passato, che adesso, da Amministratori del territorio, vediamo concretizzata nel disastro del nuovo ghetto dell'ex Villaggio Olimpico, con centinaia di persone ormai stabilmente parcheggiate lì, per le quali la soluzione prospettata dalle Istituzioni è stata una sanatoria ex post della residenza, e per le quali - il Vicesindaco mi smentirà se sbaglio - non esiste alcuna reale strategia di ricollocazione rispetto all'attuale situazione di occupazione assolutamente abusiva, con segnalazioni di continue turbative, non solo di ordine pubblico, ma della civile convivenza: violenze, risse, addirittura accoltellamenti. Questo perché, dai dati che abbiamo, in quelle palazzine si è creato un ghetto dove addirittura ogni tanto viene meno la condizione base dell'esistenza civile (la luce, l'acqua, i servizi, l'igiene). La legalità, invece, semplicemente non c'è, perché non c'è il controllo dello Stato. La domanda è: un territorio come la Città di Torino, inteso come area metropolitana, è in grado, secondo voi, di poter accogliere ancora solo una persona in più? Perché il mio timore è che la logica meramente algebrica che, ottusamente, il Governo propone per lo smistamento dei profughi, come se stesse parlando di numeri e basta, ovvero della percentuale di abitanti, venga applicata dalle Prefetture anche sulle Province del Piemonte, per cui sostanzialmente metà dei profughi saranno di nuovo indirizzati su Torino e i centri della Provincia. Pertanto, vorrei che questa Amministrazione non ci comunicasse solo ciò che ha deciso il Governo e che lo smistamento lo deciderà un tavolo regionale, insieme alle Prefetture, ma vorrei l'assicurazione (ma la cosa la vedo in solitaria; il Sindaco non è neanche presente) che questa Amministrazione - visto che Torino ha già dato ampiamente - andrà a battere i pugni sul Tavolo regionale, dicendo che Torino non può accogliere più profughi. Da quello che mi risulta (per carità, sono informazioni che girano su internet) sono stati non rinnovati una ventina di posti SPRAR per rifugiati attualmente in carico. E la voce che si sta diffondendo è che questi mancati rinnovi vengono fatti apposta per preparare il posto ai nuovi arrivi. Ora, se così fosse, sarebbe veramente una tragedia, perché abbiamo già visto che la strategia di dire: "Il rifugiato non me lo tengo più in carico, gli do magari quattro lire in mano e con un bacio sulla fronte lo mando per le vie del Signore", non è esattamente una strategia che abbia pagato, soprattutto in un tessuto come quello metropolitano torinese, che, a fronte dei tantissimi immobili in stato di abbandono, costituisce una sorta di invito a nozze all'occupazione abusiva. In particolare, quando si parla di poche decine di posti è un conto, ma al Villaggio Olimpico abbiamo ormai una comunità di centinaia di persone, che - in termini di ordine pubblico - nessuno oserà mai spostare. Quindi mi auguro che il Vicesindaco, nella sua replica, ci dia la rassicurazione che Torino non accetterà ulteriori imposizioni di accoglienze, fosse anche accogliere solo una persona, perché ci sono tante altre Province che possono dare. Mi permetto di dire che, al di là del Piemonte, ci sono tante altre Regioni che potevano dare, nella misura in cui a Torino esistono già centinaia di persone al Lingotto, di cui non sappiamo cosa dire. Sono di fatto parcheggiate in un limbo. Io sono dell'idea che il Sindaco Fassino o, in sua vece, il Vicesindaco Tisi, dovrebbero assumersi l'impegno, nei confronti di questo Consiglio Comunale, di andare a rendere presente la grande sofferenza che già viviamo, la saturazione assoluta che il nostro sistema di assistenza sta dimostrando, quindi l'impossibilità di accogliere anche solo una di queste persone. Se invece ci troveremo a dover metabolizzare delle imposizioni politiche dall'alto, allora sarà evidente la debolezza dell'Amministrazione Comunale. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola all'Assessore Tisi. TISI Elide (Vicesindaco) Volevo fare una precisazione prima di continuare. Quanto detto ora dal Consigliere Marrone è esattamente quello che ha fatto la Città finora. Infatti, credo che tutti abbiate potuto rilevare che io non ho aggiunto nessuna unità numerica ai numeri di accoglienza SPRAR, che sono stati quelli messi a disposizione dalla Città all'inizio dell'anno. Proprio perché è stato chiesto e ottenuto che tutti i recenti sbarchi, che credo abbiate letto sui giornali, fossero collocati tenendo conto dei livelli di saturazione dei territori e che quindi Torino, avendo già assunto un impegno all'interno dello SPRAR, non avesse un ulteriore appesantimento. Questa è la posizione finora tenuta dalla Città. Naturalmente, credo occorra anche dire che siamo tutti consapevoli della straordinaria emergenza che sta vivendo il nostro Paese, che non è molto diversa da quella precedente, vissuta dopo la Primavera Araba, che è stata gestita come emergenza Nord Africa dall'allora ministro Maroni e che ci ha lasciato - ahimè - l'esito che il Consigliere Marrone ricordava. Quindi tutti noi vogliamo evitare di ripetere quella situazione. È chiaro che siamo di fronte a condizioni internazionali che certamente stanno interpellando fortemente lo Stato italiano, perché il tema dei profughi è di competenza dello Stato, non dei Comuni; anche se, evidentemente, diventa un problema dei Comuni nel momento in cui i profughi si trovano sul loro territorio, senza adeguati percorsi. Quindi, da questo punto di vista, anche l'ANCI si è attivata per chiedere costantemente l'ampliamento dei percorsi SPRAR, che al momento sono gli unici che hanno garantito una possibilità di inserimento nei territori e non hanno generato quelle storture che sono state invece l'esito dell'emergenza Nord Africa. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Innanzitutto credo che se ci fosse ancora Maroni, vi lecchereste le dita, perché rispetto al modo in cui è stato gestita l'emergenza profughi quella volta, chi ha gestito queste emergenze in questi ultimi anni deve solo vergognarsi, viste anche le non politiche che il Governo sta facendo in questo periodo riguardanti questa materia. Vicesindaco, ieri siete andati a piangere al Comando militare, per farci dare uno spazio per accogliere l'emergenza freddo per il prossimo anno. La cosa mi ha fatto anche abbastanza rabbrividire, perché andare a piangere dai militari per farci dare la loro caserma, che utilizzano per le forze di applicazione, per metterci dentro le persone che vivono l'emergenza freddo e poi, senza ritegno, dire che accoglieremo altri profughi, significa che questo nuovi arrivi toglieranno spazio a tutte quelle persone che avranno bisogno di assistenza durante l'emergenza freddo. Come diceva bene il Consigliere Marrone, abbiamo visto dove sono stati allocati i profughi del passato e sicuramente non andranno via prima dell'inverno. Questo l'avete calcolato? Se sì, dove li metteremo? Perché obiettivamente servono spazi. Noi siamo in una condizione di assoluta difficoltà, per cui bisogna imparare a dire di no, perché i torinesi vengono prima. Io sono convinto che ci sia bisogno di accoglienza, di assistenza, di dare una mano a chi ha bisogno; in questo momento, però, hanno bisogno di più i torinesi, perché sono i torinesi che vivono in questa città e bisogna metterli nella condizione di venire prima. Quindi mi auguro che ci sia una riflessione su queste 430 persone che dovrebbero venire a Torino. Possiamo anche dire di no, non è obbligatorio dire sempre sì. Altre Regioni e altre Città hanno detto di no, quindi anche il Comune di Torino ha il dovere di dire di no, quando la condizione non lo permette. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Io non volevo intervenire, perché mi sembrava molto chiaro e corretto quanto illustrato dal Vicesindaco. Ma dopo quest'ultimo intervento mi sento di dire al Collega Ricca che questa è una Città solidale, che non prescinde da cosa succede nel resto del mondo. Proprio ieri abbiamo visto cosa sono queste situazioni che portano le persone a morire. Io credo che sia sbagliato contrapporre le fragilità e le debolezze delle persone e credo che la garanzia vada data dal Governo nazionale e da una nuova Europa, che porti le risorse necessarie affinché nessuno sia isolato. Credo che questa Città, per quella che è la sua storia sociale, non possa pensare di rifiutarsi e non possa pensare di mettere in contrapposizione gli uni contro gli altri. Ieri non siamo andati a piangere al Comando militare. Abbiamo trovato, peraltro, una certa disponibilità di fronte alla possibilità di utilizzare degli spazi. Ovviamente bisognerà verificare se questo, dal punto di vista economico, equivalga o meno a un aggravio di spesa per la Città, cosa che evidentemente non può essere fatta a cuor leggero; ma credo che sarebbe un valore di tutti il fatto che questa Città solidale faccia asse, nei suoi diversi assetti, per dare risposte corrette. Ho sentito molte persone, anche di altri partiti, che la pensano così. Quindi mi piacerebbe pensare - anche se questa probabilmente è un'utopia - che su certi temi non si faccia speculazione politica. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Ricca, per fatto personale. RICCA Fabrizio Quello che è stato detto su di me non corrisponda al vero, perché veramente ieri la Commissione è andata a piangere al comando militare, perché c'è un Governo che di fronte ad un tema di questo tipo non si è adoperato... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Consigliere Ricca, questo non è un fatto personale. RICCA Fabrizio ... e se qualcuno preferisce i profughi ai torinesi, se li metta a casa propria. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Consigliere Ricca, però questo non era un fatto personale. Mi spiace, sono cascato nella buona fede. La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Confesso di non stupirmi più delle parole che hanno detto sia il Consigliere Marrone che il Consigliere Ricca, perché mi sembra di sentire lo stesso mantra, ormai da quattro, cinque anni, da parte della Lega Nord e dell'ex AN, ora Fratelli d'Italia. Il refrain è sempre lo stesso. Non si ricordano che hanno governato a livello nazionale, che hanno governato la Regione per quattro anni, come componenti politiche di maggioranza, e non si ricordano che il Presidente Cota non ha assegnato alle Città del nord-est della nostra Regione neanche una persona, quando poteva benissimo destinarle. Sono anche un po' amareggiata di dover sempre ricordare che Torino è una città solidale, ispirata ai principi di fratellanza, convivenza, perché questa dovrebbe essere la normalità del comportamento dei cittadini, in particolare degli Amministratori. Quando la smettiamo di andare in giro a dire a tutti cittadini che i bambini degli extracomunitari occupano in modo inappropriato i posti negli asili nido, che non diamo le case agli italiani, perché le diamo tutte agli immigrati? È ora di smetterla di fagocitare in questa maniera vergognosa. Mi stupisce - perché tutto sommato siete persone simpatiche, intelligenti - che vi riempiate sistematicamente la bocca di epiteti e di concetti che sono veramente disgustosi. Ve lo dico anche per il rispetto che si deve avere per tutte le persone. Ma perché dobbiamo rispettare qualcuno che ragiona come voi, quando voi disprezzate le persone? Qui non si parla di oggetti, ma di persone. Allora, non si può fare una distinzione tra cittadini torinesi e cittadini piemontesi, perché siamo tutte persone. Mi auguro che il Consigliere Marrone, nel suo ruolo di Consigliere Regionale, che gli permetterà di avere la visione generale di tutto quello che avviene in Piemonte, si renda conto di come quattro anni di Governo di centrodestra hanno scaricato, insieme all'allora Governo nazionale, tutto su una parte del Piemonte, che non si è rifiutata di dare accoglienza a qualcuno. Io ieri non sono andata all'incontro, perché avevo degli impedimenti di natura familiare, però mi auguro che potremo ospitare le persone, senza doverci occupare costantemente dell'emergenza freddo, dell'emergenza immigrati o di qualsiasi altra emergenza, perché riusciremo a far decollare l'economia nazionale e torinese, così non avremo più tutte le emergenze da fronteggiare. Ma se arrivano delle persone dagli altri Continenti e dagli altri Paesi, non si deve dire, in particolare nella città di Torino, che sono degli immigrati, delle non persone. Vi chiedo di non dirlo mai più, in quest'Aula e in questa città. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele A me stupisce molto questa continua coazione a ripetere, da parte delle minoranze di questo Consiglio Comunale, su questo tema. Eppure, in diverse occasioni, abbiamo avuto modo di discutere dei veri e propri mausolei alla stupidità e all'incapacità di gestire i flussi migratori. Penso alla discussione che abbiamo fatto sul CPT di corso Brunelleschi, quanti soldi sprecati e quanta inutilità. Penso alle discussioni che abbiamo fatto, diverse volte, sul tema dei rifugiati, perché questa non è la prima volta. Mi stupisce l'analisi del Capogruppo Ricca, quando dice che ieri saremmo andati al Comando militare a pietire. Certo, ieri, il Consiglio Comunale, è andato a chiedere al Comando militare e ad informarli che questa città sta vivendo una condizione un po' particolare, in cui noi non vogliamo che succeda proprio la cosa che invoca il Capogruppo Ricca, cioè non vogliamo la contrapposizione fra la difficoltà e la marginalità di una parte dei nostri cittadini e persone che sono rifugiati politici e hanno diritto alla nostra accoglienza. Siccome non vogliamo che capiti questo, Capogruppo Ricca, noi chiamiamo tutte le forze responsabili di questa città a uno sforzo per farsi carico di questa situazione. Non speculiamo su questa situazione, non speriamo nel tanto meglio, tanto peggio. Noi cerchiamo di costruire le condizioni perché non ci sia un precipizio verso il basso degli ultimi contro i penultimi. Questo è lo sforzo che facciamo. In questo sforzo siamo molto contenti, finalmente, di avere una Regione Piemonte che può essere un interlocutore prezioso per evitare quello che è successo l'altra volta. Vogliamo ricordarla l'esperienza dell'emergenza Nord Africa? Il Consigliere Ricca ha parlato di un grande esempio; io parlerei di un grande business, dove il rifugiato è diventato oggetto dell'interesse della Protezione Civile, è stato trasferito in questo territorio, spesso mandato in montagna in luoghi assolutamente inadeguati ad accogliere queste persone. Sono passati diversi anni, ma queste persone continuano a rimanere senza quei diritti fondamentali che la Costituzione gli garantisce. Io spero proprio che la nuova Regione possa essere invece un interlocutore per costruire un sistema del rifugio che sia completamente diverso da quello a cui abbiamo dovuto resistere in questi anni; l'Assessore Tisi lo ha fatto molto bene. Un sistema del rifugio che sia basato sull'inclusione, sull'accoglienza, sulla corresponsabilità, sulla partecipazione dei soggetti, che valorizzi la lingua e l'appropriazione degli strumenti per vivere il territorio da cittadini e non da ospiti quasi indesiderati. L'ultimo passaggio lo voglio invece dedicare al Governo nazionale, su cui ci divide sicuramente un giudizio, rispetto alla gran parte della maggioranza con cui governiamo la Città di Torino. Noi siamo all'opposizione del Governo Renzi, eppure in quest'Aula ho dovuto riconoscere e riconosco il coraggio dell'operazione Mare Nostrum, una fortissima discontinuità rispetto al passato, ma una discontinuità che però si è fermata a un certo punto. Io ricordo quando, il 4 ottobre, davanti all'immane tragedia di Lampedusa, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Renzi, aveva detto: "Adesso aboliamo la Bossi-Fini". Sono passati sei mesi, ma purtroppo la Bossi-Fini è ancora lì, Legge dell'ingiustizia, residuato di un'altra epoca storica. Spero che il Partito Democratico al Governo del Paese faccia due cose: archivi finalmente la stagione della Legge Bossi-Fini e apra finalmente una stagione di Leggi sull'asilo politico di caratura europea, perché non è possibile che in tutta Europa i rifugiati diventano cittadini dopo sei mesi di percorsi, invece in Italia ripetiamo periodi di parcheggi dopo periodi di parcheggi. Un ultimo pensiero rispetto ai 30 morti di Lampedusa, all'ennesima carneficina. Io penso che sia giusto continuare a invocare l'aiuto dell'Europa, penso che sia doveroso chiamare l'Europa alle proprie responsabilità, però penso che non si possa dimenticare per quanto tempo l'Italia abbia in realtà utilizzato l'Europa come scusa per costruire quei legami tremendi con la Libia di Gheddafi. Io ricordo quando a Gheddafi fu permesso di piantare una tenda nei palazzi del potere romano... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Consigliere Curto, la prego di concludere. CURTO Michele ... e con Gheddafi - ho finito, Presidente - si facevano accordi per mettere nel deserto, a morire, i rifugiati che arrivavano dall'Africa centrale. Archiviamo anche quella stagione, assumendoci finalmente le nostre responsabilità con l'operazione Mare Nostrum, ma abolendo la Legge Bossi-Fini. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Non pensavo di intervenire, perché mi sembrava un punto all'ordine del giorno un po' strumentale da parte di forze politiche che devono sempre tirare fuori questo argomento, anche se legittimamente. Però, mi ha un po' preoccupato tutto il tono della discussione che si è poi sviluppato, nel senso che forse non tutti hanno ben presente che la crisi non è passata e la famosa ripresina che viene esaltata dal Presidente del Consiglio, onestamente ancora non si vede. Probabilmente l'inverno che verrà sarà ancora peggiore di quello passato, in cui ci sono stati tre giorni in cui la città era per aria a causa dei moti di piazza, nati sostanzialmente dal nulla, senza una vera organizzazione, mossi semplicemente dalla rabbia e dalla frustrazione della gente. Quindi penso che, di fronte a questo scenario, tutti noi dovremmo capire che bisogna trovare una soluzione per dare delle risposte alle esigenze sociali possibilmente di tutti. Quindi la diatriba "prima i profughi, prima i torinesi" è comprensibile nel momento in cui le risorse a disposizione sono finite, ma il vero obiettivo di tutti dovrebbe essere quello di trovare il modo di aumentare in generale le risorse a disposizione delle persone che hanno bisogno, che sono senza casa, senza lavoro, per dare una risposta il più possibile generalizzata alle necessità di tutti. Quindi va benissimo che poi nasca la diatriba su chi alimenta il razzismo, chi strumentalizza, eccetera; però, alla fine, questa diatriba non risolve niente. Quindi credo che sarebbe più utile se tutte le forze politiche, invece di litigare, si mettessero d'accordo per cercare di fare pressione sul Governo nazionale e regionale, al fine di ottenere maggiori stanziamenti per far fronte alle esigenze delle persone che hanno bisogno di una casa, specialmente nel periodo invernale. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Viale, che ha tre minuti per intervenire. VIALE Silvio Io non sarei intervenuto, ma i toni hanno preso una discussione un po' vecchia, stantia e dimenticando alcuni episodi. Come Radicali, l'anno scorso abbiamo tentato di promuovere un referendum su questi temi e non ci siamo riusciti. Questa può essere un'autocritica che molti dovrebbero farsi, perché hanno anticipato il referendum promosso invece con successo dalla Lega Nord, su cui andremo a votare il prossimo anno, ammesso che non vengano respinti. Quindi avremo tempo per affrontare questi temi fino in fondo. Voglio soltanto dire ai Consiglieri Ricca e a Marrone, prendendo in prestito l'espressione di Salvini, usata in questi giorni, che forse è meglio avere le mani macchiate di sangue, che lavarsi le mani, come loro vogliono farci fare per molto tempo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Le comunicazioni sono effettuate. |