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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 1 Luglio 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 21

Comunicazioni del Vicesindaco su "Profughi in arrivo in Piemonte".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla richiesta di comunicazioni presentata dal Consigliere Marrone sulla
situazione dei profughi in Piemonte.
La parola al Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
Non credo di essere la persona più indicata a fornire i dati numerici della situazione
profughi in arrivo in Piemonte, perché non sono nella disponibilità della Città,
soprattutto se si intende per profughi in arrivo quelli derivanti dai recenti sbarchi.
Quindi quello che posso fornire sono gli elementi a nostra conoscenza, che sono i posti
SPRAR attualmente messi a disposizione della Città, peraltro in fase di saturazione:
sono 400, e 32 in fase di attivazione. Questi sono i posti SPRAR sulla Città di Torino,
quindi che rientrano all'interno del sistema nazionale di protezione concordato con il
Ministero.
Credo che il tema sollevato dal Consigliere Marrone riguardi, invece, i recenti sbarchi,
di cui l'unico dato di cui noi disponiamo, in virtù di una circolare che ci è pervenuta non
come Città, ma come Associazione dei Comuni, è che la quota di profughi dei recenti
sbarchi che sarebbe da assegnare per il Piemonte è di 785 sui 10.000 che sono
probabilmente in fase di arrivo sul territorio nazionale.
Questo è l'unico dato. La vicenda è gestita dalle Prefetture, con la Prefettura di Torino
che fa da coordinatore in stretta sinergia con il Ministero degli Interni. Il riparto sulle
Regioni è stato fatto sulla base della popolazione residente.
Credo che sia importante sottolineare che la Regione Piemonte ha già espresso una
disponibilità a costituire un Tavolo regionale per affrontare queste situazioni.
Questi sono i dati di cui disponiamo. Aggiungo ancora questo elemento:
complessivamente, i posti di accoglienza SPRAR su tutto il territorio nazionale, si stima
siano intorno ai 20.000.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Ricordo i tempi di intervento: cinque minuti un Consigliere per Gruppo e tre minuti gli
altri Consiglieri.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Il dato che il Vicesindaco ci ha comunicato, che era già trapelato da alcuni giornali, per
noi è molto preoccupante, perché pensare che la continua fiumana di arrivi di profughi
che giunge sulle nostre coste, possa essere ripartita tra i vari territori sulla base di un
criterio meramente matematico, rispetto al numero degli abitanti dei territori stessi,
mette i brividi.
Questo ci ricorda il fallimento di una programmazione già avvenuta in passato, che
adesso, da Amministratori del territorio, vediamo concretizzata nel disastro del nuovo
ghetto dell'ex Villaggio Olimpico, con centinaia di persone ormai stabilmente
parcheggiate lì, per le quali la soluzione prospettata dalle Istituzioni è stata una sanatoria
ex post della residenza, e per le quali - il Vicesindaco mi smentirà se sbaglio - non esiste
alcuna reale strategia di ricollocazione rispetto all'attuale situazione di occupazione
assolutamente abusiva, con segnalazioni di continue turbative, non solo di ordine
pubblico, ma della civile convivenza: violenze, risse, addirittura accoltellamenti.
Questo perché, dai dati che abbiamo, in quelle palazzine si è creato un ghetto dove
addirittura ogni tanto viene meno la condizione base dell'esistenza civile (la luce,
l'acqua, i servizi, l'igiene). La legalità, invece, semplicemente non c'è, perché non c'è il
controllo dello Stato.
La domanda è: un territorio come la Città di Torino, inteso come area metropolitana, è
in grado, secondo voi, di poter accogliere ancora solo una persona in più? Perché il mio
timore è che la logica meramente algebrica che, ottusamente, il Governo propone per lo
smistamento dei profughi, come se stesse parlando di numeri e basta, ovvero della
percentuale di abitanti, venga applicata dalle Prefetture anche sulle Province del
Piemonte, per cui sostanzialmente metà dei profughi saranno di nuovo indirizzati su
Torino e i centri della Provincia.
Pertanto, vorrei che questa Amministrazione non ci comunicasse solo ciò che ha deciso
il Governo e che lo smistamento lo deciderà un tavolo regionale, insieme alle Prefetture,
ma vorrei l'assicurazione (ma la cosa la vedo in solitaria; il Sindaco non è neanche
presente) che questa Amministrazione - visto che Torino ha già dato ampiamente -
andrà a battere i pugni sul Tavolo regionale, dicendo che Torino non può accogliere più
profughi.
Da quello che mi risulta (per carità, sono informazioni che girano su internet) sono stati
non rinnovati una ventina di posti SPRAR per rifugiati attualmente in carico. E la voce
che si sta diffondendo è che questi mancati rinnovi vengono fatti apposta per preparare
il posto ai nuovi arrivi.
Ora, se così fosse, sarebbe veramente una tragedia, perché abbiamo già visto che la
strategia di dire: "Il rifugiato non me lo tengo più in carico, gli do magari quattro lire in
mano e con un bacio sulla fronte lo mando per le vie del Signore", non è esattamente
una strategia che abbia pagato, soprattutto in un tessuto come quello metropolitano
torinese, che, a fronte dei tantissimi immobili in stato di abbandono, costituisce una
sorta di invito a nozze all'occupazione abusiva.
In particolare, quando si parla di poche decine di posti è un conto, ma al Villaggio
Olimpico abbiamo ormai una comunità di centinaia di persone, che - in termini di
ordine pubblico - nessuno oserà mai spostare.
Quindi mi auguro che il Vicesindaco, nella sua replica, ci dia la rassicurazione che
Torino non accetterà ulteriori imposizioni di accoglienze, fosse anche accogliere solo
una persona, perché ci sono tante altre Province che possono dare. Mi permetto di dire
che, al di là del Piemonte, ci sono tante altre Regioni che potevano dare, nella misura in
cui a Torino esistono già centinaia di persone al Lingotto, di cui non sappiamo cosa
dire. Sono di fatto parcheggiate in un limbo.
Io sono dell'idea che il Sindaco Fassino o, in sua vece, il Vicesindaco Tisi, dovrebbero
assumersi l'impegno, nei confronti di questo Consiglio Comunale, di andare a rendere
presente la grande sofferenza che già viviamo, la saturazione assoluta che il nostro
sistema di assistenza sta dimostrando, quindi l'impossibilità di accogliere anche solo
una di queste persone.
Se invece ci troveremo a dover metabolizzare delle imposizioni politiche dall'alto,
allora sarà evidente la debolezza dell'Amministrazione Comunale.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Vicesindaco)
Volevo fare una precisazione prima di continuare. Quanto detto ora dal Consigliere
Marrone è esattamente quello che ha fatto la Città finora. Infatti, credo che tutti abbiate
potuto rilevare che io non ho aggiunto nessuna unità numerica ai numeri di accoglienza
SPRAR, che sono stati quelli messi a disposizione dalla Città all'inizio dell'anno.
Proprio perché è stato chiesto e ottenuto che tutti i recenti sbarchi, che credo abbiate
letto sui giornali, fossero collocati tenendo conto dei livelli di saturazione dei territori e
che quindi Torino, avendo già assunto un impegno all'interno dello SPRAR, non avesse
un ulteriore appesantimento.
Questa è la posizione finora tenuta dalla Città. Naturalmente, credo occorra anche dire
che siamo tutti consapevoli della straordinaria emergenza che sta vivendo il nostro
Paese, che non è molto diversa da quella precedente, vissuta dopo la Primavera Araba,
che è stata gestita come emergenza Nord Africa dall'allora ministro Maroni e che ci ha
lasciato - ahimè - l'esito che il Consigliere Marrone ricordava. Quindi tutti noi vogliamo
evitare di ripetere quella situazione.
È chiaro che siamo di fronte a condizioni internazionali che certamente stanno
interpellando fortemente lo Stato italiano, perché il tema dei profughi è di competenza
dello Stato, non dei Comuni; anche se, evidentemente, diventa un problema dei Comuni
nel momento in cui i profughi si trovano sul loro territorio, senza adeguati percorsi.
Quindi, da questo punto di vista, anche l'ANCI si è attivata per chiedere costantemente
l'ampliamento dei percorsi SPRAR, che al momento sono gli unici che hanno garantito
una possibilità di inserimento nei territori e non hanno generato quelle storture che sono
state invece l'esito dell'emergenza Nord Africa.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Innanzitutto credo che se ci fosse ancora Maroni, vi lecchereste le dita, perché rispetto
al modo in cui è stato gestita l'emergenza profughi quella volta, chi ha gestito queste
emergenze in questi ultimi anni deve solo vergognarsi, viste anche le non politiche che
il Governo sta facendo in questo periodo riguardanti questa materia.
Vicesindaco, ieri siete andati a piangere al Comando militare, per farci dare uno spazio
per accogliere l'emergenza freddo per il prossimo anno. La cosa mi ha fatto anche
abbastanza rabbrividire, perché andare a piangere dai militari per farci dare la loro
caserma, che utilizzano per le forze di applicazione, per metterci dentro le persone che
vivono l'emergenza freddo e poi, senza ritegno, dire che accoglieremo altri profughi,
significa che questo nuovi arrivi toglieranno spazio a tutte quelle persone che avranno
bisogno di assistenza durante l'emergenza freddo. Come diceva bene il Consigliere
Marrone, abbiamo visto dove sono stati allocati i profughi del passato e sicuramente
non andranno via prima dell'inverno. Questo l'avete calcolato? Se sì, dove li
metteremo? Perché obiettivamente servono spazi.
Noi siamo in una condizione di assoluta difficoltà, per cui bisogna imparare a dire di no,
perché i torinesi vengono prima. Io sono convinto che ci sia bisogno di accoglienza, di
assistenza, di dare una mano a chi ha bisogno; in questo momento, però, hanno bisogno
di più i torinesi, perché sono i torinesi che vivono in questa città e bisogna metterli nella
condizione di venire prima.
Quindi mi auguro che ci sia una riflessione su queste 430 persone che dovrebbero
venire a Torino. Possiamo anche dire di no, non è obbligatorio dire sempre sì. Altre
Regioni e altre Città hanno detto di no, quindi anche il Comune di Torino ha il dovere di
dire di no, quando la condizione non lo permette.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Io non volevo intervenire, perché mi sembrava molto chiaro e corretto quanto illustrato
dal Vicesindaco. Ma dopo quest'ultimo intervento mi sento di dire al Collega Ricca che
questa è una Città solidale, che non prescinde da cosa succede nel resto del mondo.
Proprio ieri abbiamo visto cosa sono queste situazioni che portano le persone a morire.
Io credo che sia sbagliato contrapporre le fragilità e le debolezze delle persone e credo
che la garanzia vada data dal Governo nazionale e da una nuova Europa, che porti le
risorse necessarie affinché nessuno sia isolato.
Credo che questa Città, per quella che è la sua storia sociale, non possa pensare di
rifiutarsi e non possa pensare di mettere in contrapposizione gli uni contro gli altri.
Ieri non siamo andati a piangere al Comando militare. Abbiamo trovato, peraltro, una
certa disponibilità di fronte alla possibilità di utilizzare degli spazi. Ovviamente
bisognerà verificare se questo, dal punto di vista economico, equivalga o meno a un
aggravio di spesa per la Città, cosa che evidentemente non può essere fatta a cuor
leggero; ma credo che sarebbe un valore di tutti il fatto che questa Città solidale faccia
asse, nei suoi diversi assetti, per dare risposte corrette. Ho sentito molte persone, anche
di altri partiti, che la pensano così.
Quindi mi piacerebbe pensare - anche se questa probabilmente è un'utopia - che su certi
temi non si faccia speculazione politica.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Ricca, per fatto personale.

RICCA Fabrizio
Quello che è stato detto su di me non corrisponda al vero, perché veramente ieri la
Commissione è andata a piangere al comando militare, perché c'è un Governo che di
fronte ad un tema di questo tipo non si è adoperato...

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Consigliere Ricca, questo non è un fatto personale.

RICCA Fabrizio
... e se qualcuno preferisce i profughi ai torinesi, se li metta a casa propria.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Consigliere Ricca, però questo non era un fatto personale. Mi spiace, sono cascato nella
buona fede.
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Confesso di non stupirmi più delle parole che hanno detto sia il Consigliere Marrone
che il Consigliere Ricca, perché mi sembra di sentire lo stesso mantra, ormai da quattro,
cinque anni, da parte della Lega Nord e dell'ex AN, ora Fratelli d'Italia. Il refrain è
sempre lo stesso. Non si ricordano che hanno governato a livello nazionale, che hanno
governato la Regione per quattro anni, come componenti politiche di maggioranza, e
non si ricordano che il Presidente Cota non ha assegnato alle Città del nord-est della
nostra Regione neanche una persona, quando poteva benissimo destinarle.
Sono anche un po' amareggiata di dover sempre ricordare che Torino è una città
solidale, ispirata ai principi di fratellanza, convivenza, perché questa dovrebbe essere la
normalità del comportamento dei cittadini, in particolare degli Amministratori. Quando
la smettiamo di andare in giro a dire a tutti cittadini che i bambini degli extracomunitari
occupano in modo inappropriato i posti negli asili nido, che non diamo le case agli
italiani, perché le diamo tutte agli immigrati? È ora di smetterla di fagocitare in questa
maniera vergognosa. Mi stupisce - perché tutto sommato siete persone simpatiche,
intelligenti - che vi riempiate sistematicamente la bocca di epiteti e di concetti che sono
veramente disgustosi. Ve lo dico anche per il rispetto che si deve avere per tutte le
persone.
Ma perché dobbiamo rispettare qualcuno che ragiona come voi, quando voi disprezzate
le persone? Qui non si parla di oggetti, ma di persone. Allora, non si può fare una
distinzione tra cittadini torinesi e cittadini piemontesi, perché siamo tutte persone.
Mi auguro che il Consigliere Marrone, nel suo ruolo di Consigliere Regionale, che gli
permetterà di avere la visione generale di tutto quello che avviene in Piemonte, si renda
conto di come quattro anni di Governo di centrodestra hanno scaricato, insieme
all'allora Governo nazionale, tutto su una parte del Piemonte, che non si è rifiutata di
dare accoglienza a qualcuno.
Io ieri non sono andata all'incontro, perché avevo degli impedimenti di natura familiare,
però mi auguro che potremo ospitare le persone, senza doverci occupare costantemente
dell'emergenza freddo, dell'emergenza immigrati o di qualsiasi altra emergenza, perché
riusciremo a far decollare l'economia nazionale e torinese, così non avremo più tutte le
emergenze da fronteggiare. Ma se arrivano delle persone dagli altri Continenti e dagli
altri Paesi, non si deve dire, in particolare nella città di Torino, che sono degli
immigrati, delle non persone. Vi chiedo di non dirlo mai più, in quest'Aula e in questa
città.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
A me stupisce molto questa continua coazione a ripetere, da parte delle minoranze di
questo Consiglio Comunale, su questo tema. Eppure, in diverse occasioni, abbiamo
avuto modo di discutere dei veri e propri mausolei alla stupidità e all'incapacità di
gestire i flussi migratori. Penso alla discussione che abbiamo fatto sul CPT di corso
Brunelleschi, quanti soldi sprecati e quanta inutilità. Penso alle discussioni che abbiamo
fatto, diverse volte, sul tema dei rifugiati, perché questa non è la prima volta.
Mi stupisce l'analisi del Capogruppo Ricca, quando dice che ieri saremmo andati al
Comando militare a pietire. Certo, ieri, il Consiglio Comunale, è andato a chiedere al
Comando militare e ad informarli che questa città sta vivendo una condizione un po'
particolare, in cui noi non vogliamo che succeda proprio la cosa che invoca il
Capogruppo Ricca, cioè non vogliamo la contrapposizione fra la difficoltà e la
marginalità di una parte dei nostri cittadini e persone che sono rifugiati politici e hanno
diritto alla nostra accoglienza.
Siccome non vogliamo che capiti questo, Capogruppo Ricca, noi chiamiamo tutte le
forze responsabili di questa città a uno sforzo per farsi carico di questa situazione. Non
speculiamo su questa situazione, non speriamo nel tanto meglio, tanto peggio. Noi
cerchiamo di costruire le condizioni perché non ci sia un precipizio verso il basso degli
ultimi contro i penultimi. Questo è lo sforzo che facciamo.
In questo sforzo siamo molto contenti, finalmente, di avere una Regione Piemonte che
può essere un interlocutore prezioso per evitare quello che è successo l'altra volta.
Vogliamo ricordarla l'esperienza dell'emergenza Nord Africa? Il Consigliere Ricca ha
parlato di un grande esempio; io parlerei di un grande business, dove il rifugiato è
diventato oggetto dell'interesse della Protezione Civile, è stato trasferito in questo
territorio, spesso mandato in montagna in luoghi assolutamente inadeguati ad accogliere
queste persone. Sono passati diversi anni, ma queste persone continuano a rimanere
senza quei diritti fondamentali che la Costituzione gli garantisce.
Io spero proprio che la nuova Regione possa essere invece un interlocutore per costruire
un sistema del rifugio che sia completamente diverso da quello a cui abbiamo dovuto
resistere in questi anni; l'Assessore Tisi lo ha fatto molto bene. Un sistema del rifugio
che sia basato sull'inclusione, sull'accoglienza, sulla corresponsabilità, sulla
partecipazione dei soggetti, che valorizzi la lingua e l'appropriazione degli strumenti per
vivere il territorio da cittadini e non da ospiti quasi indesiderati.
L'ultimo passaggio lo voglio invece dedicare al Governo nazionale, su cui ci divide
sicuramente un giudizio, rispetto alla gran parte della maggioranza con cui governiamo
la Città di Torino. Noi siamo all'opposizione del Governo Renzi, eppure in quest'Aula
ho dovuto riconoscere e riconosco il coraggio dell'operazione Mare Nostrum, una
fortissima discontinuità rispetto al passato, ma una discontinuità che però si è fermata a
un certo punto.
Io ricordo quando, il 4 ottobre, davanti all'immane tragedia di Lampedusa, il Presidente
del Consiglio dei Ministri, Renzi, aveva detto: "Adesso aboliamo la Bossi-Fini". Sono
passati sei mesi, ma purtroppo la Bossi-Fini è ancora lì, Legge dell'ingiustizia, residuato
di un'altra epoca storica.
Spero che il Partito Democratico al Governo del Paese faccia due cose: archivi
finalmente la stagione della Legge Bossi-Fini e apra finalmente una stagione di Leggi
sull'asilo politico di caratura europea, perché non è possibile che in tutta Europa i
rifugiati diventano cittadini dopo sei mesi di percorsi, invece in Italia ripetiamo periodi
di parcheggi dopo periodi di parcheggi.
Un ultimo pensiero rispetto ai 30 morti di Lampedusa, all'ennesima carneficina. Io
penso che sia giusto continuare a invocare l'aiuto dell'Europa, penso che sia doveroso
chiamare l'Europa alle proprie responsabilità, però penso che non si possa dimenticare
per quanto tempo l'Italia abbia in realtà utilizzato l'Europa come scusa per costruire
quei legami tremendi con la Libia di Gheddafi. Io ricordo quando a Gheddafi fu
permesso di piantare una tenda nei palazzi del potere romano...

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Consigliere Curto, la prego di concludere.

CURTO Michele
... e con Gheddafi - ho finito, Presidente - si facevano accordi per mettere nel deserto, a
morire, i rifugiati che arrivavano dall'Africa centrale.
Archiviamo anche quella stagione, assumendoci finalmente le nostre responsabilità con
l'operazione Mare Nostrum, ma abolendo la Legge Bossi-Fini.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Non pensavo di intervenire, perché mi sembrava un punto all'ordine del giorno un po'
strumentale da parte di forze politiche che devono sempre tirare fuori questo argomento,
anche se legittimamente.
Però, mi ha un po' preoccupato tutto il tono della discussione che si è poi sviluppato,
nel senso che forse non tutti hanno ben presente che la crisi non è passata e la famosa
ripresina che viene esaltata dal Presidente del Consiglio, onestamente ancora non si
vede. Probabilmente l'inverno che verrà sarà ancora peggiore di quello passato, in cui ci
sono stati tre giorni in cui la città era per aria a causa dei moti di piazza, nati
sostanzialmente dal nulla, senza una vera organizzazione, mossi semplicemente dalla
rabbia e dalla frustrazione della gente.
Quindi penso che, di fronte a questo scenario, tutti noi dovremmo capire che bisogna
trovare una soluzione per dare delle risposte alle esigenze sociali possibilmente di tutti.
Quindi la diatriba "prima i profughi, prima i torinesi" è comprensibile nel momento in
cui le risorse a disposizione sono finite, ma il vero obiettivo di tutti dovrebbe essere
quello di trovare il modo di aumentare in generale le risorse a disposizione delle persone
che hanno bisogno, che sono senza casa, senza lavoro, per dare una risposta il più
possibile generalizzata alle necessità di tutti.
Quindi va benissimo che poi nasca la diatriba su chi alimenta il razzismo, chi
strumentalizza, eccetera; però, alla fine, questa diatriba non risolve niente. Quindi credo
che sarebbe più utile se tutte le forze politiche, invece di litigare, si mettessero
d'accordo per cercare di fare pressione sul Governo nazionale e regionale, al fine di
ottenere maggiori stanziamenti per far fronte alle esigenze delle persone che hanno
bisogno di una casa, specialmente nel periodo invernale.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Viale, che ha tre minuti per intervenire.

VIALE Silvio
Io non sarei intervenuto, ma i toni hanno preso una discussione un po' vecchia, stantia e
dimenticando alcuni episodi. Come Radicali, l'anno scorso abbiamo tentato di
promuovere un referendum su questi temi e non ci siamo riusciti. Questa può essere
un'autocritica che molti dovrebbero farsi, perché hanno anticipato il referendum
promosso invece con successo dalla Lega Nord, su cui andremo a votare il prossimo
anno, ammesso che non vengano respinti. Quindi avremo tempo per affrontare questi
temi fino in fondo.
Voglio soltanto dire ai Consiglieri Ricca e a Marrone, prendendo in prestito
l'espressione di Salvini, usata in questi giorni, che forse è meglio avere le mani
macchiate di sangue, che lavarsi le mani, come loro vogliono farci fare per molto
tempo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Le comunicazioni sono effettuate.

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