Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Martedì 1 Luglio 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 19
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2014-02464
ACCORDO DI PROGRAMMA AI SENSI DEL COMBINATO DISPOSTO DELL'ARTICOLO 34 D.LGS. 267/2000 E S.M.I. E DELL'ARTICOLO 17 BIS DELLA LEGGE REGIONALE 56/1977 E S.M.I. INERENTE L'IMMOBILE DENOMINATO "PALAZZO DEL LAVORO" E LE AREE LIMITROFE - ATTO DI INDIRIZZO.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201402464/009,
presentata dalla Giunta Comunale in data 27 maggio 2014, avente per oggetto:

"Accordo di programma ai sensi del combinato disposto dell'articolo 34 D.Lgs. n.
267/2000 e s.m.i. e dell'articolo 17 bis della Legge Regionale n. 56/1977 e s.m.i.
inerente l'immobile denominato "Palazzo del Lavoro" e le aree limitrofe - Atto di
indirizzo"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 25/06/2014 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Anche questa è una proposta di deliberazione di una certa importanza, perché con
l'adozione da parte del Consiglio Comunale di questo atto di indirizzo, si avvia
formalmente il nuovo iter deliberativo relativo alla trasformazione, alla riqualificazione
e alla rifunzionalizzazione del Palazzo del Lavoro.
I Consiglieri ricorderanno che questo processo di riqualificazione è stato di fatto
interrotto dalle vicende legate alla giustizia amministrativa, in seguito all'annullamento
della deliberazione n. 66 del 24 maggio 2010, da parte sia del TAR che del Consiglio di
Stato.
Riassumo sinteticamente l'oggetto della proposta di deliberazione di indirizzo. La
procedura è quella dell'articolo 17 bis della Legge Regionale n. 56/77, che fa
riferimento alle cosiddette Varianti strutturali semplificate. È lo strumento che il
Consiglio Comunale ha già considerato e deliberato per quanto riguarda la
trasformazione dell'area Thyssen.
Il provvedimento individua un perimetro definito perimetro di riqualificazione, in cui
vengono identificate le funzioni principali e accessorie relative alla trasformazione.
L'adozione di questo atto consente l'avvio formale della Conferenza dei Servizi, che
coinvolgerà tutti gli Enti preposti all'espressione del parere, quindi il Comune, la
Provincia e la Regione, nonché di tutti i soggetti interessati istituzionalmente.
Anticipo che in questo quadro verrà coinvolto formalmente anche il Comune di
Moncalieri che, per ragioni di prossimità fisica, è interessato alla trasformazione in
oggetto.
I contenuti progettuali che si immagina di sviluppare sono analoghi a quelli che erano
stati illustrati e discussi quattro anni fa. Il Piano con cui si torna in Consiglio Comunale
è sostanzialmente di carattere formale, in quanto dal punto di vista sostanziale
l'intervento sul Palazzo del Lavoro rimane analogo a quello che fu discusso e deliberato
a suo tempo, su cui tutti gli organi preposti avevano già espresso parere.
Per quanto riguarda l'impianto generale della trasformazione, ricordo che si prevede di
costruire, all'interno del Palazzo del Lavoro - che nel frattempo però ha perso più di
cinque anni di vita e si trova in uno stato di progressivo e sempre più veloce abbandono
e degrado, rappresentando uno dei marker più negativi nella porta sud della Città per le
persone che entrano in Torino - un'area di carattere commerciale.
Inoltre, la proposta di deliberazione di indirizzo prevede la riqualificazione dell'intero
compendio di Italia 61, in cui concentrare attività ludiche e ricettive, e tra queste anche
la nota vicenda della ruota panoramica, a riqualificazione avvenuta.
È previsto il ragionamento di carattere urbanistico e viabilistico sull'intersezione della
rotonda tra corso Maroncelli e corso Unità d'Italia, e l'interconnessione funzionale tra
corso Unità d'Italia e via Ventimiglia.
Inoltre, è previsto l'esame di una serie di proposte progettuali, che in sede di Conferenza
dei Servizi verranno vagliate ed esaminate sia dal punto di vista della loro compatibilità
urbanistica e viabilistica, sia soprattutto in termini di compatibilità economico-
finanziaria nel quadro economico.
Tra queste ipotesi vi sono la realizzazione di un parcheggio nella parte antistante il
Palavela o, qualora questo non fosse compatibile con il quadro economico finanziario o
viabilistico, la monetizzazione, in tutto o in parte, di queste aree a parcheggio.
È prevista la risoluzione dell'intersezione tra corso Maroncelli e corso Unità d'Italia
attraverso due ipotesi progettuali che verranno messe in discussione. La prima riguarda
il cosiddetto "sfiocco", cioè il passaggio diretto delle auto provenienti da Moncalieri e
dirette verso il centro di Torino, in assenza di un ingresso diretto nella rotonda. Oppure
l'eventuale realizzazione di un sottopasso viabile, che sostanzialmente permette al
traffico diretto da sud verso nord di poter sottopassare l'attuale intersezione e quindi
fluidificarsi, onde poter dare soluzione definitiva ai problemi delle code in entrata a
Torino in certe ore.
Anticipo che la mia opinione personale è di favorire questa seconda soluzione, cioè
quella del sottopasso. Sarà la Conferenza dei Servizi che risolverà la questione, alla luce
del piano economico generale e anche di valorizzazione, che speriamo di attivare con
questa deliberazione.
Piccola considerazione tutta politica. Ci troviamo nuovamente in Consiglio a discutere
di una trasformazione, per una questione - lo dico con franchezza - prettamente formale
e non sostanziale. Questo è uno dei grandi limiti che ha il nostro Paese, cioè quello di
far prevalere in molti casi la forma sulla sostanza.
La riqualificazione del Palazzo del Lavoro è, a nostro modo di vedere, un obbligo
politico di questa Città, che sta vedendo progressivamente decadere uno degli edifici
storici e architettonici più belli e prestigiosi della città. Credo che sia nostro dovere
porre, per quanto ci è possibile, essendo l'immobile privato, in termini di strategia di
sviluppo e in termini di iter deliberativi, tutte le azioni atte a poter riattivare quanto
prima lo sviluppo di quest'area, che non è certamente, nelle condizioni in cui è, un bel
biglietto da visita per chi entra nella nostra città.
Auspico ovviamente che l'iter deliberativo sia rapido, che la Conferenza dei Servizi
svolga i suoi compiti in maniera rapida ed efficace e che quanto prima, a valle di questo
lavoro, si possa tornare in Sala Rossa per poter deliberare nuovamente, in via definitiva,
l'atto deliberativo, per dare avvio quindi a questa importante trasformazione della città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Noi non siamo assolutamente d'accordo su questa proposta di deliberazione. O meglio,
comprendiamo la difficoltà di trovare una destinazione per un edificio storicamente
importante, bellissimo, eccetera, ma sicuramente difficile da riutilizzare. Però,
nonostante questo, manteniamo tutte le perplessità che ci avevano già portati a votare
contro la prima versione di questo progetto urbanistico, sia in termini di impatto sui
negozi del quartiere, a causa di un nuovo centro commerciale, in una zona dove ce ne
sono già molti; sia in termini di impatto ambientale, quindi sul parco, sulla
sopravvivenza degli alberi circostanti e così via; sia in termini di impatto viabilistico, in
quanto le code che vi sono all'ingresso della rotonda Maroncelli sono destinate ad
aumentare ulteriormente nel momento in cui in piazza Bengasi aprirà la Metropolitana.
Tante persone arriveranno con la macchina da fuori Torino e dovranno percorrere la
rotonda per riuscire ad arrivare al capolinea della Metropolitana, posizionato non troppo
intelligentemente in mezzo alle case di piazza Bengasi, e lasceranno lì la macchina per
andare avanti con la Metropolitana.
Quindi ci sarà già un ulteriore aumento di traffico causato dalla Metropolitana; per cui,
avere un ulteriore carico di traffico a causa del centro commerciale, ancorché mitigato,
ma non si capisce bene come e quando, da eventuali nuove infrastrutture (sfiocco,
sottopasso), che però appaiono di incerta realizzazione, in tempi ancora più incerti,
creerà un problema che porterà tutti a mettersi le mani nei capelli e a dire come mai non
l'abbiamo previsto e risolto prima.
Inoltre, in generale, per questo edificio ci piacerebbe trovare un impiego un pochino più
degno di quello di un centro commerciale, senza voler disprezzare l'impiego
commerciale di un edificio. Proprio per il suo valore artistico, architettonico e storico,
sarebbe stato bello considerare altre destinazioni per questo edificio, come la biblioteca
civica, o altre destinazioni più interessanti, vista anche la vicinanza della Metropolitana.
Tra l'altro, siamo anche preoccupati perché la prima versione del progetto è stata
bocciata dal TAR; adesso è stata rivista con un nuovo strumento urbanistico, come
peraltro avevamo ampiamente detto durante la discussione della prima versione in Aula,
per cui semplicemente c'è stato qualcuno con il denaro e il peso per andare al TAR e
farsi dare ragione, però non è che nessuno avesse sollevato... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, c'eravamo.
Quindi, a questo punto, con la nuova versione, cambiando la formula del centro
commerciale, rispetto alla precedente versione, il progetto prevede una maggiore
quantità di servizi, in particolare di parcheggi; però si dice fin dal principio che
probabilmente non verranno mai realizzati, ma saranno direttamente monetizzati, quindi
incassati. Il che può far piacere alle casse comunali, però, ancora una volta, dimostra
che non c'è nessun vero interesse a ridurre l'impatto sul quartiere. Infatti, la Legge
prevede una certa dotazione di parcheggi, perché c'è un calcolo sull'effettiva utilità di
quella dotazione.
Quindi è ancora preoccupante che la nuova versione del progetto permetta alla società,
forse, di incassare ancora qualche soldo in più con la monetizzazione dei parcheggi e
degli altri servizi, però non risolva nessuno dei problemi che erano stati sollevati per la
precedente versione, peraltro non solo da noi, ma anche dai cittadini della zona.
Quindi, non essendo sostanzialmente cambiato niente in meglio, anzi, forse è cambiato
qualcosa in peggio, il nostro voto sarà di nuovo contrario.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Al di là del merito di questa proposta di deliberazione, che essendo un atto di indirizzo,
la valuteremo più a fondo nel momento in cui ci sarà la proposta di adozione, la
preoccupazione che ho colto dall'intervento dell'Assessore è stata quella di trovare, il
più in fretta possibile, una sistemazione per quell'area torinese.
In parte, l'Assessore, ha ragione, però se sono stati persi questi cinque anni, chiaramente
le responsabilità hanno un nome e un cognome, perché lo strumento urbanistico
utilizzato era inadeguato. Tra l'altro, questa Giunta usa con molta frequenza lo
strumento urbanistico: l'ultimo caso è quello della Continassa, in cui nessuno ha avuto
voglia di mettere il naso, ma a mio parere anche quella era una Variante strutturale, non
una Variante parziale.
Vedremo cosa prevedrà nel merito la deliberazione di adozione, per quella zona di
Torino; però, se a suo tempo fosse stato utilizzato lo strumento adeguato e non ci fosse
stata invece quella tracotanza politica che spesso caratterizza l'Assessore all'Urbanistica
(non è il caso dell'Assessore Lo Russo), oggi avremmo in quell'area una soluzione ben
delineata e probabilmente i lavori sarebbero terminati.
Volevo soltanto ribadire a verbale che ogni tanto dovrebbe esserci un'assunzione di
responsabilità da parte di questa Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
Presenti 27, astenuti 1, favorevoli 24, contrari 2.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 24, favorevoli 24.
L'immediata eseguibilità è concessa.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)