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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201402820/002, presentata in data 17 giugno 2014, avente per oggetto: "Urban Center: un evento di partito per un ente apartitico?" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Il Consigliere Appendino fa riferimento all'iniziativa che si è svolta il 21 giugno presso l'Urban Center Metropolitano in piazza Palazzo di Città avente ad oggetto: "Disegnare le città nel nuovo quadro istituzionale", alla quale hanno partecipato svariati esponenti delle Istituzioni, a partire dal Sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa. Credo di immaginare che l'oggetto dell'interpellanza abbia in qualche modo attinenza con l'eventuale - in alcuni casi, accertata e, in altri casi, solo presunta - appartenenza politica dei relatori e risponderò in maniera puntuale ai quesiti a me posti, anche in relazione al fatto che l'Assessore all'Urbanistica, per Statuto, presiede l'Associazione Urban Center. Per quanto riguarda la programmazione degli eventi (che è il primo quesito), questa viene definita attraverso un piano di iniziative che viene approvato generalmente all'inizio dell'anno da parte del Consiglio di Amministrazione, in cui siedono la Città, la Compagnia di San Paolo e Torino Internazionale, e, a seconda dell'evoluzione di quello che capita durante l'anno (l'Istituzione Urban Center è un'Istituzione, come molte altre, che ha una sua flessibilità), viene via via variata in queste forme. Relativamente alla definizione delle tipologie degli argomenti trattati (cercando di distinguere concettualmente la prima dalla seconda domanda, ancorché mi sia un po' difficile), le tipologie di argomenti trattati ovviamente vengono definite in funzione della programmazione degli eventi, nel senso che si programmano gli eventi e, conseguentemente e parallelamente, si definiscono le tipologie di argomenti trattati. Per quanto riguarda il terzo punto ("Se non si ritenga inopportuno utilizzare un ente teoricamente apartitico e strumento della cittadinanza per promuovere forze politiche"), certo che lo si ritiene inopportuno, ci mancherebbe altro! È una delle cose più inopportune che si possano fare e, infatti, non mi risulta che sia mai stato fatto. Relativamente al quarto punto ("Se, con particolare riferimento all'evento di sabato sopracitato, data la totale partecipazione di persone iscritte al Partito Democratico, si tratta di evento di partito e se, in tal caso, il partito abbia provveduto al pagamento dell'affitto della sala"), ovviamente non è un evento di partito e, conseguentemente, a quanto mi consta il partito non ha pagato la sala, anche perché la sala è quella dell'Urban Center e, sostanzialmente, rientra nell'ambito delle attività ordinarie della medesima Istituzione. Il quinto è il più bello dei quesiti a me posti, perché, effettivamente, centra radicalmente un punto politico e io non voglio certamente sottacere questo punto politico. "Nel caso non fosse un evento organizzato dal Partito Democratico ma dall'Urban Center o dall'Amministrazione Comunale, come mai non si sia ritenuto opportuno invitare esponenti di forze politiche diverse dal Partito Democratico e presentare le diverse visioni in materia"; ciò è avvenuto per due ragioni: la prima è che non erano invitati in qualità di esponenti del Partito Democratico (sono amministratori) e la seconda è che non ci possiamo fare niente se gli interlocutori a livello nazionale, a livello regionale e a livello locale hanno opinioni politiche e non è certamente attraverso un razzismo partitico al contrario che si può in qualche modo calendarizzare il programma di un evento. Tutto ciò premesso, ci tengo però a dire che, da un punto di vista sostanziale, apprezzo l'interessamento dei Consiglieri Appendino e Bertola sul tema dell'Urban Center, perché, in questa fase, è in corso una valutazione (anche in termini un po' più strategici e generali e, per certi versi, leggermente più estensivi rispetto all'oggetto dell'interpellanza) in ordine al complesso delle agenzie di pensiero sulla Città - le definirei in questi termini -, che, a mio modo di vedere (e spero che, per sponte dei Consiglieri o in qualche modo mi farò parte attiva io stesso, avremo modo di discuterne in Consiglio Comunale), in qualche modo oggi richiedono una riflessione intorno alla loro mission, intorno al loro assetto e anche intorno ad una dinamica di funzionamento che, evidentemente, ha accompagnato lo sviluppo di questa Città in tutti questi anni; oggi però, visti i tempi moderni e le questioni che vengono poste all'attenzione del dibattito politico, forse è necessaria una riflessione strutturale. Quindi, sono contento - e la ringrazio formalmente anche a verbale - che il Consigliere Appendino si interessi dell'Urban Center e rilancio in qualche modo politicamente, essendo questa un'interpellanza tutta politica, la palla al Movimento 5 Stelle nel farsi parte attiva nell'iniziare una discussione proprio su questo punto, perché mi pare un punto - al di là del convegno del 21 giugno - da analizzare nell'interesse della Città e dei cittadini torinesi. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Devo dire che, oggi, l'Assessore Lo Russo è stato "renziano" al 150%; in realtà, lo dico in modo dispregiativo, perché io non ho grande stima di Renzi. Lo dico, perché una qualità ce l'ha: è riuscito a farmi ridere e a non farmi arrabbiare, che sa che con me non è così facile. Quindi, devo riconoscerle questa qualità. Parto dalle sue ultime parole (anzi, tra le ultime): "agenzia di pensiero sulla Città". Condivido, ma è diverso da "strumento di propaganda politica delle Varianti che la Città assume". Assessore, c'è una grande differenza. Poi, sinceramente, non so se nel suo parlare di presunta appartenenza politica c'era una vena di grillismo, per cui non esistono più le tessere di partito e quindi di fatto si diventa "Pdini" o non "Pdini"... Le faccio qualche nome, Bressa, Lo Russo, Montà, Bragantini. Presunzione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Grazie per il suggerimento, ha ragione, me ne stavo dimenticando uno. Quindi, sinceramente, ora va bene tutto, ma un minimo di onestà intellettuale nel dire che, forse, quantomeno, in uno di questi eventi (non voglio riprendere tutti gli eventi) si è un tantino esagerato nel fare propaganda politica, perché è propaganda politica, si sarebbe dovuto dire. Lo dico, perché, se di agenzie di pensiero sulla Città stiamo parlando, cosa che - ribadisco - condivido, allora io penso che questi Enti possano svolgere un ruolo fondamentale in Città, come altri Enti che non riguardano la sua delega, cioè creare una sorta di consapevolezza e consenso attorno a decisioni prima che esse vengano prese, Assessore. Perché un conto, sinceramente, è lavorare, ad esempio, sul tema che ha sollevato il mio Collega relativo al Piano Regolatore, dove ci sarebbe una grande discussione da fare, quindi in una fase antecedente e, quindi, creare consenso, ascoltando. Ascoltare, però - Assessore, mi permetta - non vuol dire solo portarsi dietro il codazzo del Partito Democratico che dice quanto è bella la politica che sta facendo l'Assessore, casualmente del Partito Democratico della Città di Torino. Questa non mi sembra sia, caro Assessore, un'agenzia che in qualche modo debba coinvolgere i cittadini e le varie visioni della Città con l'Amministrazione e con l'Assessorato di riferimento. Quindi, accolgo assolutamente lo stimolo che proviene dall'Assessorato. Come lei sa, ho già fatto richiesta anche di accesso agli atti dei Bilanci per capire meglio, perché non ho mai verificato e non sono mai entrata più di tanto nel merito; certo è che lo spirito, mi permetta di dire, dovrebbe essere un altro rispetto a quello che io personalmente ho visto e ho percepito nelle operazioni che sono state fatte all'Urban Center. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |