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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 7
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-01082
BILANCIO DI PREVISIONE 2007. RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA. BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2007 - 2009. APPROVAZIONE.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione congiunta della proposta di deliberazione n. mecc. 200701082/24, presentata dalla Giunta Comunale in data 9 marzo 2007, avente per oggetto:
"Bilancio di Previsione 2007. Relazione Previsionale e Programmatica. Bilancio Pluriennale per il triennio 2007 - 2009. Approvazione"
della proposta di mozione n. mecc. 200701968/02, presentata dal Consigliere Carossa in data 2 aprile 2007, avente per oggetto:
"Deliberazione mecc. 200701082/24 'Bilancio di Previsione e Programmatica. Bilancio Pluriennale per il triennio 2007-2009. Approvazione'"
della proposta di mozione n. mecc. 200701983/02, presentata dai Consiglieri Cerutti, Gallo Domenico, Gallo Stefano, Genisio, Grimaldi, Lavolta, Lo Russo, Olmeo, Rattazzi, Sbriglio, Silvestrini, Tedesco, Zanolini, Cassano, Cuntrò, Ferrante, Gandolfo, Gentile, Giorgis, Bonino, Buquicchio, Calgaro, Cassiani, Centillo, Cugusi, Cutuli, Mauro, Lospinuso, Moretti, Levi-Montalcini, Porcino e Salinas in data 2 aprile, avente per oggetto:
"Linee Programmatiche prioritarie - Collegata alla deliberazione mecc. 200701082/24"
della proposta di mozione n. mecc. 200701985/02, presentata dai Consiglieri Angeleri, Scanderebech e Buttiglione in data 2 aprile 2007, avente per oggetto:
"Deliberazione mecc. 200701082/24 'Bilancio 2007' - Sicurezza"
della proposta di mozione n. mecc. 200701986/02, presentata dai Consiglieri Angeleri, Scanderebech, Buttiglione e Tronzano in data 2 aprile 2007, avente per oggetto:
"Deliberazione mecc. 200701082/24 'Bilancio 2007' - Assistenza"
della proposta di mozione n. mecc. 200701987/02, presentata dai Consiglieri Carossa, Angeleri, Cantore, Ghiglia, Troiano, Coppola, Buttiglione, Ferraris, Galasso, Lonero, Ravello, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia in data 2 aprile 2007, avente per oggetto:
"Bilancio 2007 - FISM - Contributo invariato"
della proposta di mozione n. mecc. 200701989/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ventriglia, Galasso, Lonero e Ravello in data 2 aprile 2007, avente per oggetto:
"Deliberazione mecc. 200701082/24 'Bilancio 2007' - Investimenti per la sicurezza"
e della proposta di mozione n. mecc. 200701992/02, presentata dai Consiglieri Cantore, Angeleri, Carossa, Ghiglia, Tronzano, Bussola, Coppola, Mina, Salti, Troiano, Buttiglione, Scanderebech, Galasso, Lonero, Ravello e Ventriglia in data 2 aprile 2007, avente per oggetto:
"Deliberazione mecc. 200701082/24 'Bilancio 2007' - Formazione del Corpo di Polizia Municipale".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Oggi, dopo la discussione degli emendamenti, riprendiamo il dibattito d'Aula sul Bilancio.
Volevo soltanto tirare le fila del dibattito iniziato con la relazione del sottoscritto due settimane fa, ormai, ricordando che ci siamo dati una scaletta di lavoro che prevedeva la relazione dell'Assessore in Aula all'inizio del percorso, la discussione in Commissione e, naturalmente, il seguito di discussione in Aula.
Volevo anche dare atto che questa modalità di discussione ha permesso la presenza della Giunta, per sua scelta, alle discussioni nelle Circoscrizioni, o in Commissione, o nelle assemblee elettive, per la discussione delle linee di Bilancio. Posso così anticipatamente dire che questa modalità innovativa ha permesso di affrontare in tutte le sedi la discussione, e ora finalmente anche in Consiglio Comunale.
Al di là delle considerazioni di metodo, volevo soltanto ricordare due passaggi fondamentali, senza ripercorrere naturalmente la relazione che ho già ampiamente illustrato e che, peraltro, è a vostre mani ed è già agli atti. Sicuramente quest'anno abbiamo affrontato un Bilancio difficile, perché, al di là dei segnali macroeconomici positivi riscontrati anche tramite la ripresa del prodotto interno, ci troviamo in un quadro in cui la Finanziaria, sulla scorta di una consuetudine che ormai perdura da molti anni, dopo l'adozione del trattato di Maastricht a livello comunitario, inserisce i Comuni all'interno di un contesto di monitoraggio della spesa pubblica.
Questo risultato ha assegnato a questo Comune un obiettivo numerico piuttosto significativo: i famosi 129 milioni di Euro di riduzione di saldo finanziario. Si tratta di un obiettivo che l'Aula approva insieme al testo del Bilancio stesso. Infatti, oggi, il voto di Bilancio rappresenta anche un elemento innovativo su questo punto, per la prima volta dopo tanti anni di Patto di Stabilità, per quanto rimodulato.
Contrariamente al passato, dove il Bilancio era redatto secondo le regole del pareggio, ma poi il monitoraggio finanziario veniva fatto a livello tecnico e politico dagli Uffici e dai Revisori dei Conti, noi avevamo il compito di fare un Bilancio che già preservasse questi equilibri finanziari in fase di prima redazione. Naturalmente, è il voto dell'Aula che garantisce e certifica questo risultato.
Sul piano delle modalità, dei criteri, della volontà politica con i quali è stato redatto il Bilancio, dopo la chiusura della settimana dedicata alla discussione della manovra sull'entrata, che quindi ha chiuso le vicende regolamentari e le rimodulazioni di entrata, posso dire che, anche in esito alla discussione fin qui fatta sulla parte entrata del Bilancio, il combinato disposto tra un metodo innovativo di budget a base zero per dare slancio e selezione alle priorità tecnico-politiche dell'azione della Giunta e una modalità che mantenesse invariata la spesa sociale (anzi, espandesse l'investimento, laddove si concentra questa domanda sociale) ha permesso una rivisitazione nell'ottica di salvaguardare gli equilibri finanziari del Patto di Stabilità, ma anche di sostanziare una politica redistributiva, inserendo nuove agevolazioni per i redditi medio-bassi (come si è visto sull'addizionale IRE e sulla TARSU, in particolare). Dall'altra parte, abbiamo mantenuto gli investimenti a quei livelli ordinari che hanno rappresentato storicamente l'impegno di questo Comune per finanziare opere pubbliche e investimenti indiretti, come cultura e altre opere accessorie, cioè ai livelli degli anni preolimpici (quelli del 2003-2004, quindi livelli già fortemente espansi) e, nello stesso tempo, abbiamo garantito questo risultato con un equilibrio che non prevedesse l'incremento dell'indebitamento (peraltro, tutti noi sappiamo che i Comuni si finanziano, per l'espansione del proprio Piano degli Investimenti con i mutui, o con i buoni ordinari comunali, o con mutui Cassa Depositi e Prestiti), ma una forte attenzione proprio al consolidamento del debito e al suo tendenziale contenimento e riduzione come obiettivo prioritario di azione dell'Amministrazione.
Non sono previste modifiche sostanziali al programma dell'Amministrazione per il 2007, ma questa manovra ha puntato, in particolare, l'attenzione su alcuni problemi e linee che la Città affronta, come la preparazione e la continuazione del Piano Triennale degli Investimenti 2007-2008-2009, come il mantenimento di servizi, la cui domanda si espande, peraltro, a prescindere dal profilo tariffario. Cito soltanto un caso: il primo boom demografico dell'infanzia del 1999-2000-2001 quest'anno genera una maggiore domanda aggregata di servizi per l'infanzia, quindi anche di mensa scolastica, quindi anche di servizi che naturalmente richiedono, per essere finanziati, non soltanto il contributo del cittadino (come abbiamo visto nella deliberazione sui servizi a domanda individuale), ma anche una copertura dettata dalla fiscalità generale, dalle entrate proprie del Comune e dall'azione dell'Amministrazione di contenimento della tariffa, che permetta quindi l'accesso equo a tutte le categorie sociali.
Ho detto prima che sull'indebitamento vi è una ferma volontà di garantire un piano investimenti normale e non ridotto, con un quadro di indebitamento che tenda a non espandersi ed una manovra (di cui abbiamo ampiamente parlato la settimana scorsa) che, oltre ai ritocchi necessari, preveda azioni di ridistribuzione forte verso ceti ritenuti degni di tutela. In sintesi, queste sono le coordinate della manovra ed il senso del documento che è stato letto ed ampiamente argomentato e che ha fatto parte della discussione delle Commissioni e delle Circoscrizioni.
Questo è un Bilancio che, al di là di tutto, non ha avuto paura di presentarsi al dibattito, tant'è vero che abbiamo anteposto la Relazione a qualunque elemento di discussione, sia in Commissione sia nel decentramento; è un Bilancio che, oggi, finalmente raggiunge la discussione principale in Sala Rossa e che spero venga accolto con un consenso di maggioranza.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Intervengo semplicemente per puntualizzare alcune convinzioni nate nel corso di questo dibattito. Esprimo in anticipo l'apprezzamento per la serie di interventi prenotati da esponenti della maggioranza, così, finalmente, in sede di dibattito, ascolteremo l'effettivo pensiero degli esponenti della maggioranza su questo Bilancio, perché fino a questo momento non abbiamo avuto la fortuna di sentirlo a livello ufficiale, ma abbiamo potuto solo registrare dei "rumor" nei corridoi, che per decenza non sempre abbiamo ripetuto.
Ho anticipato un intervento molto breve per spiegare la definizione che di questo Bilancio si può dare: da una parte intrinseca e dall'altra estrinseca. Intrinsecamente, questo Bilancio si può definire povero, non solo per la carenza o la riduzione di entrate, ma perché poveri sono i suoi contenuti ed è carente nelle scelte; infatti, è possibile constatare che non si operano scelte che possano essere definite tali, né per accompagnare lo sviluppo di questa città, né per migliorare la qualità della vita della città stessa. In una sola parola è un Bilancio privo di progettualità, perché, nonostante quanto sostenga l'Assessore, gli investimenti sono dimezzati e questo è l'aspetto numerico, dal quale si deduce che non c'è progettualità tra i contenuti di questo Bilancio. L'assenza di contenuti e di progettualità è testimoniata e confermata dalla proposta di mozione di accompagnamento che la maggioranza ha presentato, la quale testimonia la povertà di questo Bilancio, perché nell'impegnativa troviamo dei contenuti che, seppur non condivisibili, se fossero stati inseriti, nella Relazione di accompagnamento, ad esplicazione dei vari capitoli del Bilancio, avremmo potuto affermare che questo Bilancio è lungimirante, con progettualità ed attenzione nei confronti delle fasce sociali più deboli e dello sviluppo economico, con una sensibilità verso i giovani e l'innovazione. Il fatto che la maggioranza abbia ritenuto necessario presentare questa mozione di accompagnamento, in cui si propongono questi impegni all'Amministrazione, testimonia e conferma la definizione di Bilancio povero che abbiamo dato e che ribadiamo.
Questo Bilancio si può definire anche estrinseco, perché non solo è povero di per sé, ma rende più poveri gli altri, perché aumenta le tasse; aumenti che, sotto un certo aspetto, potrebbero essere considerati quasi fraudolenti, perché la necessità di introdurli, che l'Assessore ha spiegato così caldamente, è dettata quasi esclusivamente da una sottostima delle entrate. In sede di discussione sulla deliberazione delle tariffe, abbiamo già avuto occasione di sottolineare che le entrate per l'ICI sono sottostimate, perché sappiamo che c'è stato l'adeguamento delle rendite catastali (ovviamente in aumento), in applicazione di un disposto legislativo proposto da un precedente Governo di centrosinistra e sono state anche volutamente sottostimate le entrate per le addizionali IRE, perché non si è tenuto conto del miglioramento delle entrate tributarie.
In conclusione, si può tranquillamente sostenere che gli aumenti contenuti in questo Bilancio avrebbero potuto non esserci, o non esserci tutti, o non esserci con questa entità; da questo, pertanto, ricaviamo nel complesso un giudizio negativo su questo Bilancio, sia perché non è propositivo e progettuale, sia perché rende più poveri i cittadini torinesi.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Rattazzi.

RATTAZZI Giulio Cesare
Il Consigliere Lonero ha appena dato un giudizio negativo sul Bilancio che, come ha detto prima l'Assessore Passoni, certamente è un Bilancio difficile, ma più che un Bilancio povero è un Bilancio possibile, perché ci si trova in una situazione effettivamente dura da affrontare. Se posso accennare ad una similitudine, che magari potrà essere ritenuta impertinente, certamente frivola, ma non bizzarra, potremmo dire che i Bilanci del Comune di Torino in questi anni ricordano la situazione di quel signore che, cadendo da un piano alto di un palazzo, precipitando nel vuoto, ad ogni piano che sorpassava, si stropicciava le mani consolato e soddisfatto dicendo: "Fin qui è andata bene".
Ovviamente, era una semplice battuta, perché il problema reale è quello che tutto il Consiglio si dia da fare e non soltanto la maggioranza o l'Assessore (che, peraltro, l'ha fatto bene), ma proprio tutti insieme, affinché si abbia un atterraggio morbido, se possibile.
Credo che, valutando senza pregiudizi quanto la Giunta ci ha proposto, per tendere ad obiettivi sociali che siano validi per la comunità torinese, per preservare dunque interamente la crescita sociale, economica e civile avvenuta in questi tempi, per avere una continuità, dal punto di vista politico, con quanto si faceva prima rispetto agli obiettivi politici, bisogna affrontare il Bilancio, com'è stato fatto, in termini operativamente diversi: vi è una continuità politica, cioè, attraverso una diversificazione amministrativa.
Perciò, è un Bilancio di svolta (che, più che "rivisto", è "rifatto"), e si potrebbe pensare - è la seconda impertinenza, nessuno si arrabbierà - che si stia passando dalla finanza "creativa" a quella "riparatoria". Tuttavia, questo sarebbe ingeneroso, perché significherebbe rinnegare lo sforzo commendevole per il reperimento delle risorse, per dare dignità ad eventi importanti ed irripetibili, in una fase di vitalità che certamente sarà ricordata in termini epocali, ma sarebbe altresì ingenuo non tenere presente che, quando le scelte politiche s'intersecano con le costrizioni tecniche, certi entusiasmi abbiano portato a qualche stravaganza gestionale che, se evitata, forse, avrebbe reso meno traumatica la situazione attuale.
Indubbiamente, però, ciò che incide maggiormente sulla situazione del Bilancio di quest'anno è il fatto che tale situazione storica si sia accavallata con la Legge Finanziaria ed il Patto di Stabilità europeo (che peraltro mi pare sia stato applicato soltanto in Italia, poiché in Europa ed in altri Paesi non è stato fatto), quindi, come prima ha spiegato l'Assessore Passoni, nel nostro caso, si tratta di 50 o 60 milioni di differenza, di diminuzione e di riduzione, quindi, i tagli di spesa sono risultati mediamente limitati, ma con problemi di Bilancio che ancora rimangono, in una certa misura.
Non è certamente con la finanza - è quanto avvenuto quest'anno, con venature talvolta avventurose, ma comunque suggerite da obblighi improvvisi ed inarrestabili, per vicende eccezionali -, però, che si può rendere la conduzione finanziaria del Comune in termini non sussultori e permanentemente efficaci, come credo si stia facendo.
È sembrato che la finanza, definita "creativa" (non so se sia così, è un termine di moda), si sia attestata in previsioni non sempre certe, in un indebitamento esteso, lasciando gli onori del godimento a chi l'ha esercitata e gli oneri del pagamento a chi l'ha ereditata; quindi, da parte della Giunta, è stato giusto portare ad un azzeramento della situazione e ad "imbrigliare" e rifare il Bilancio, partendo da una base azzerata, in termini intersettoriali ed interassessorili, in modo da tenere a freno una certa fantasia, che naturalmente può sempre proporsi.
Chiaramente, possiamo anche dispiacerci, perché la fantasia è una ricchezza nazionale, però, un noto filosofo illuminista - non è per fare concorrenza al Consigliere Galasso, ma mi fa piacere citare il filosofo dei "corsi e ricorsi storici" -, Giambattista Vico (il quale, essendo napoletano, di fantasia se ne intendeva), diceva: "Tanto più robusta è la fantasia, quanto più debole è il raziocinio".
Questa proposizione sentenziosa vale, soprattutto, per la finanza pubblica. Ecco, dunque, il motivo per cui il riassestamento attivato da questa Giunta supera un po' quelle che l'Assessore, in una sua precedente relazione, ha definito "impostazioni di cui ci si deve liberare".
Quindi, è stata intrapresa la strada giusta per diversi aspetti, ad esempio, eliminando i prestiti obbligazionari inseriti nel Bilancio dell'anno scorso (200 milioni), oppure ridimensionando, in questo Bilancio, certe straripanti previsioni dello scorso anno per alienazioni di quote partecipate che non sono avvenute. Poi, esistono altri motivi più consistenti, come quello introdotto quale elemento fortemente caratterizzante, cioè fare in modo che le spese correnti, in ogni caso, dirette o indirette, dirette o di contribuzione, siano sempre il meno possibile finanziate con mutui, perché, evidentemente, questi ultimi devono servire per qualcosa di durevole, che appare una tantum, di fisicamente percepibile (insomma, i mutui si riferiscono all'hardware); perciò, bisogna che, da questo punto di vista, tale tendenza possa essere frenata, com'è indubbiamente avvenuto.
Benché si possa citare questa possibilità come momento di legittimità, tanto in questo, quanto nel caso che dirò successivamente, bisogna evitare di confondere il piano della legittimità con il piano della gestione economica, perché normalmente i mutui non devono servire per finanziare le spese correnti.
Può essere un equivoco, applicato anche ad un'altra situazione di questo genere, il fatto di pensare (come mi pare di aver sentito dire in sede di Commissione) che il Comune di Torino, in questo momento, possa accendere ancora mutui per 730 milioni; se lo si facesse, si tratterebbe di un indubbio errore, giacché, su 521 milioni d'investimenti, 211 sono di mutuo: certamente molto meno dell'anno scorso, ma come conseguenza della strada intrapresa.
Infatti, quest'anno (da questo punto di vista, l'attuale Governo è stato più aperto del precedente), il tetto di possibilità di mutuare è del 15%, mentre l'anno scorso era soltanto del 12%; peraltro, mi pare che, fra coloro i quali hanno reclamato per portarli dal 12% al 15% (quindi, per fare in modo che ciò potesse avvenire), vi fosse anche il nostro Sindaco.
Tuttavia, ciò non significa che, siccome siamo al 12,6%, si debba o si possa accendere un mutuo di 700 milioni, perché appare del tutto evidente che non sia bene che ciò avvenga, poiché il peso dei mutui è tale (240 milioni circa) che, ormai, sta equiparando quello dei beni e servizi; cioè, praticamente, le normali attività del Comune hanno un costo vicino a quello dell'indebitamento.
Dovremmo tutti comprendere e, quindi, concordare sull'opportunità di evitare di andare avanti con un aumento dell'indebitamento, senza criticare, perché questa è una situazione alla quale si è arrivati.
Da questo punto di vista, occorre un'attenzione comune per fare in modo che le cose vadano in un certa direzione (ma avremo modo di parlarne appositamente per quanto riguarda le alienazioni patrimoniali, che non sono ripetibili, perché non tutto può essere venduto), e mi pare giusto elogiare l'Assessore Passoni, la Giunta ed i collaboratori, nonché il dottor Pizzala ed i suoi collaboratori, ricordando (peraltro, in questo periodo vi è la mostra su Alessandro Magno) quanto diceva Tucidide, il quale aveva accompagnato gli eserciti macedoni vittoriosi: "Il carattere degli uomini si vede più dai 'no' che dai 'sì' che sanno dire".
Ebbene, loro l'hanno saputo fare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gianluigi
Innanzitutto, annuncio il nostro voto favorevole a questo Bilancio; poi, ringrazio l'Assessore per l'ottimo lavoro svolto ed anche gli Uffici che l'hanno assistito, nonché il già citato Ragioniere Capo, Domenico Pizzala.
Desidero ringraziare i Presidenti di Commissione per aver reso possibile un ampio dibattito preventivo su questo Bilancio e, in particolare, il Presidente della I Commissione, Gioacchino Cuntrò, il quale ha svolto un lavoro puntuale e preciso, ovviamente con la collaborazione di tutti gli altri Presidenti.
È stato svolto, dunque, un lavoro molto ampio, che ci ha consentito un dibattito ancora prima di arrivare in Aula, che definirei positivo rispetto agli anni passati, e ritengo che l'Assessore abbia fatto bene a misurarsi e confrontarsi su questo.
Chiaramente, si tratta di un Bilancio difficile, conseguenza anche di una Finanziaria, la quale ha penalizzato fortemente le Amministrazioni locali, come abbiamo avuto modo di dire nei mesi scorsi, senza contare che, comunque, si usciva da cinque anni, durante i quali tutti gli sforzi della Città e dell'Amministrazione (compresi i Bilanci, ovviamente) erano puntati sull'evento olimpico e su tutto l'indotto che comportava, dalle manifestazioni per far conoscere la città, al turismo, alle infrastrutture e quant'altro.
Quindi, sono stati vissuti cinque anni di un certo tipo di Amministrazione e di certi tipi di Bilancio, e questo è il primo a doversi misurare con una realtà post-olimpica e con delle difficoltà.
Non voglio enfatizzare i toni, ma un Bilancio che deve misurarsi con la valorizzazione ed il mantenimento di quanto è stato creato per la Torino postindustriale (cioè per quel valore aggiunto che le Olimpiadi ci hanno dato, vedendole come un punto di riferimento e non come un punto finale, semmai, di partenza), necessariamente, è un Bilancio difficile, perché si trova a misurarsi anche con il forte cambiamento che l'evento (l'Olimpiade è un termine di paragone, di percorso) ha comportato, comporta ed è ancora in atto nella nostra città.
Dopo quest'esperienza, tenendo conto della svolta impressa alla nostra città, il Bilancio ha dovuto altresì misurarsi con il quotidiano che si trovano a vivere i nostri cittadini, con il periodo difficile che la nostra città e tutti noi attraversiamo.
Poi, nonostante i sacrifici richiesti, ritengo che questo Bilancio mantenga alta l'attenzione verso i più deboli, verso quanti sono, comunque, più in difficoltà (quindi, verso lo stato sociale), che rappresenta uno dei punti a cui tenevo maggiormente e sul quale credo che l'Amministrazione abbia ben lavorato.
Per quanto riguarda la pressione tributaria locale, vorrei superare i toni catastrofici, l'enfatizzazione e la strumentalità usata dalla minoranza, quasi vi fosse stato chissà che cosa sull'aumento tributario, perché è stata modulata con estrema attenzione, sia rispetto alle difficoltà cui ho accennato prima, sia rispetto agli obiettivi che si è prefissa la Città, ma, soprattutto, rispetto alle fasce più deboli, cui pure ho accennato prima.
L'ICI sulla prima casa, comunque, diminuisce, e ritengo che non sia uno sforzo da poco.
Sui patti concordati, sugli alloggi che vengono affittati, vi è un piccolo aumento, ma di entità trascurabile.
Apro una piccola parentesi: a mio giudizio, l'ICI sulla prima casa dovrebbe essere abolita; ne parliamo da anni, ma è un problema che non riguarda tanto noi, quanto la legislazione nazionale. So che esistono problemi di legge, che probabilmente dovremmo anche appoggiare con mozioni da parte dell'Aula, per sottolineare l'attenzione che dobbiamo dare alle persone, le quali hanno lavorato per una vita per avere un alloggio, quindi, la prima casa.
Per quanto riguarda la TARSU, al di là degli aumenti ISTAT, la forbice per giungere al pareggio tariffario era quasi chiusa; mi pare che vengano fatti piccoli aggiustamenti su alcune categorie che avevano ancora una distanza da colmare.
Per quanto concerne l'addizionale IRE, bisogna considerare che era ferma da molti anni (se non erro, dal 2002) e, passando dallo 0,3% allo 0,5%, non risulta comunque fra le più alte in Italia; quindi, mi pare che anche su quest'aspetto si sia operato con la massima attenzione.
Certamente, si tratta di un Bilancio di transizione, che deve tener conto delle ambizioni e dei programmi che la Città si è data, ma, contemporaneamente, apre una strada per i prossimi anni, per operare con maggiore tranquillità.
Sicuramente, ciascuno di noi avrebbe potuto richiedere investimenti, cambiamenti, partite, ma penso che, di fronte ad una rigidità come quella in cui ci siamo trovati ad agire, e soprattutto di fronte alla delicatezza d'equilibrio raggiunta da questo Bilancio, fosse doveroso assumere una posizione di responsabilità, che ritengo la maggioranza di quest'Aula abbia accolto; comunque, devo dire che mi pare sia stata recepita anche dalla minoranza, al di là di alcuni passaggi enfatizzanti (come ho ricordato prima), che, peraltro, rientrano nei compiti stessi della minoranza, la quale deve farsi sentire, in simili circostanze.
Con la mozione d'accompagnamento, presentata dalla maggioranza, vengono indicate alcune priorità: innanzitutto, il recupero dell'evasione, che ritengo sia una strada (forse, non c'era neppure bisogno di dirlo all'Assessore) da perseguire, com'è stato fatto negli anni scorsi con attenzione, soprattutto per dare un segnale a tutte quelle persone che compiono onestamente il proprio dovere; poi, una maggiore attenzione alla sicurezza, quindi, la possibilità (per quanto compete ai Comuni e per quanto siano ristrette le possibilità di manovra dei Comuni) di maggior investimento su quello che rappresenta uno dei problemi più sentiti dalla nostra cittadinanza e rispetto al quale bisognerà puntare sul risanamento delle zone più degradate, le periferie, le zone che devono essere tenute maggiormente sotto controllo, ma non solo.
All'interno della nostra mozione, viene dedicata un'attenzione ai lavoratori, in particolare quelli assunti a tempo determinato.
Mi pare inutile aggiungere altro al riguardo, quindi lascio spazio ai Colleghi.
Mi auguro che l'attenzione della Giunta, specialmente in fase d'assestamento di Bilancio, realizzi alcune delle indicazioni sottolineate nella mozione.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Innanzitutto, vorrei rivolgere un ringraziamento al Vicepresidente Coppola per aver gestito con grande equilibrio - credo - una fase critica, che ci ha portato alla discussione del Bilancio in un clima difficile, ma tutto sommato corretto, da parte di tutti, sia della maggioranza sia dell'opposizione.
Penso che dobbiamo dare atto al Vicepresidente della sua pazienza ed imparzialità, perché ha assunto un compito difficile, in un momento difficile com'è quello del Bilancio, quindi, lo ringrazio.
Credo che, in un contesto di restrizioni economiche come questa fase politica ci presenta, l'impostazione della manovra di Bilancio sia stata incentrata su alcune linee prioritarie.
Innanzitutto, il taglio dei trasferimenti (per un importo consistente di 120 milioni di Euro) ha richiesto una forte iniziativa sul fronte delle entrate.
Poi, mi pare che la lotta all'evasione, la distribuzione del prelievo e l'aumento della detrazione sulla prima casa siano gli aspetti salienti della manovra, che il nostro Gruppo apprezza, poiché sono volti a quell'equità sociale sulla quale siamo impegnati quotidianamente, con la nostra azione politica.
Inoltre, mi preme evidenziare che si tratta di un Bilancio che, finalmente - sottolineo "finalmente" -, si regge su basi reali. Non vi è traccia di finanza creativa in tutta l'impostazione, né fantasia, in questa manovra di Bilancio, ed è un dato importante, sul quale credo che l'Assessore Passoni si sia impegnato, perché abbiamo governato la Città insieme, da dieci anni a questa parte, e le impostazioni di Bilancio erano sicuramente interessanti, sono state anche in grado di affrontare la sfida, la scommessa che la città si potesse affermare su altri temi, oltre quelli tradizionali, quali il turismo e la cultura, e dopo l'evento olimpico c'era proprio bisogno di un'impostazione innovativa, che ritengo sia presente.
Credo che tanto le entrate quanto le uscite rispondano ad un equilibrio evidente per il raggiungimento di risultati concreti, talvolta semplici, ma che ritengo significativi.
Un altro aspetto, che voglio evidenziare, è che l'impostazione di questo Bilancio esprime la volontà di mirare ad una riduzione del costo del debito e del suo ammontare, perché un Bilancio non può reggersi eternamente sul debito.
Penso che questo modo di operare debba caratterizzare l'intera tornata amministrativa, per poter impostare bilanci sani e reali, per raggiungere obiettivi in grado di rispondere agli interessi generali della popolazione, per migliorare la qualità della vita nella nostra città, per servizi pubblici efficienti, per un welfare in grado di rispondere alla complessità della domanda sociale, alle nuove ed alle vecchie povertà e ai loro bisogni, che sono il portato delle trasformazioni sociali, per rispondere anche ai problemi dello sviluppo industriale.
Siamo usciti da un'operazione che ritengo la più alta sul piano dell'economia, quale il Protocollo d'Intesa con FIAT, che ha quasi stabilito il rilancio della FIAT, la quale, fino a qualche anno fa, era data per defunta.
Credo che, oggi, anche grazie a quell'azione degli Enti Locali e, in particolare, del Comune di Torino, la FIAT abbia segnato veramente un passaggio di qualità, tornando competitiva, e che quest'Amministrazione, come la precedente, abbia avuto un ruolo importante, come pure che, per la prima volta nella sua storia, il Comune di Torino sia stato soggetto di politiche economiche: lo considero l'aspetto più importante che ha caratterizzato questi anni.
Prima di entrare nel merito di alcune parti significative della manovra di Bilancio, mi rivolgo all'opposizione, ringraziandola anche per la correttezza con cui si è presentata.
Penso che le schermaglie, nel dibattito politico, facciano parte delle regole del gioco, ma li ringrazio, perché credo si siano cimentati in un modo di fare opposizione anche tradizionale, se vogliamo, perché l'ostruzionismo è un'arma a disposizione dell'opposizione, che abbiamo usato a nostra volta, quando è stato necessario; probabilmente, anche questa forma non è più in linea con i tempi.
Sarebbe importante, secondo me, puntare su aspetti di qualità della manovra e, magari, battersi fino all'ultima goccia di sangue, senza rimanere per ore intere in Aula, ma, in ogni caso, questo rientra nella legittimità dell'azione politica dei Gruppi.
Tuttavia, desidero porre una domanda, perché per me questo è il decimo Bilancio in veste di Consigliere Comunale e, francamente, comincia ad essere pesante; cioè, voi Consiglieri dell'opposizione avete detto "no" a tutto: "no" all'impostazione sulla TARSU, alcun apprezzamento sull'aumento della detrazione dell'ICI sulla prima casa, "no" all'aumento dell'IRE, "non" condivisione delle modalità con cui è stata impostata la COSAP, "no" all'aumento delle tariffe nei parcheggi centrali.
Ebbene, vorrei capire come avreste impostato l'azione di Bilancio; spero che qualcuno di voi intervenga per dirmi come l'opposizione, se fosse stata al governo, avrebbe impostato questa manovra.
Ritengo che avreste trovato molte difficoltà, in realtà, a fare una manovra equa come siamo stati in grado di fare noi, nella situazione data, nel contesto di ristrettezze economiche citato inizialmente, perché questa manovra si è presentata difficile. Poi, il Consigliere Ghiglia mi darà la sua ricetta e mi dirà come l'avrebbe impostata lui, perché sarebbe interessante capirlo.
Ho apprezzato la qualità degli interventi del Consigliere Galasso, che ringrazio anche per aver stemperato un po' il clima con i suoi aneddoti, ma, dopo l'ostruzionismo che avete fatto, m'interesserebbe proprio che il vostro Gruppo spiegasse quale sarebbe il modo più corretto per una manovra diversa e migliore.
Quando parlo io, il Consigliere Ghiglia s'infastidisce, però è una tradizione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma anch'io mi diverto, quindi, divertiamoci insieme! Poi, avrà modo di dirmi come l'avrebbe impostata lei e, qualora nascessero nuove idee, ne prenderò atto!
Fra gli emendamenti che avete presentato, ne ho visto uno solo di merito, cioè quello presentato dal Consigliere Angeleri, che poneva una questione seria sulla vicenda della sicurezza.
L'abbiamo bocciato, però, perché era un emendamento pesante, riferendosi a 3 milioni di Euro; anzi, vorrei dire al Consigliere Angeleri che, se avessimo avuto a disposizione 3 milioni di Euro, li avremmo già conteggiati nel Bilancio, senza bisogno di alcun emendamento da parte dell'opposizione.
Ritengo lapalissiano che, se avessimo avuto una dotazione di quel tipo, l'avremmo investita non soltanto sulla sicurezza, ma anche sul lavoro, sull'ambiente e sulla viabilità; purtroppo, le ristrettezze economiche non ci danno una simile possibilità, e credo che, per quanto riguarda la sicurezza, la nostra Amministrazione stia facendo un grande lavoro.
Da mesi, voi parlate di sicurezza e noi abbiamo costituito un momento di discussione collegiale, al quale anche il Gruppo di Alleanza Nazionale ha partecipato; ebbene, credo che quella sia la strada per la sicurezza.
Ritengo che altre risorse dovranno pervenire dall'amministrazione centrale dello Stato e non dalle risorse del Comune di Torino, perché quest'ultimo avrà già impegni sulla riqualificazione delle aree e su un migliore utilizzo dei Vigili Urbani, perciò non può avere incombenze riguardanti l'ordine pubblico, che credo riguardi l'amministrazione centrale, il Ministero degli Interni, che peraltro avete retto per cinque anni!
Non intendevo polemizzare, ma m'interessa veramente - non solo sul piano politico, ma anche culturale - capire quali sarebbero state le vostre idee per un Bilancio capace di fronteggiare le emergenze in atto e la complessità sociale.
Dopodiché, il Consigliere Bonino, che fa parte del Gruppo della minoranza della maggioranza, ha già riferito tutto sull'argomento.
Credo che noi, ad alcune voci, abbiamo dedicato veramente un'attenzione particolare: l'aumento della detrazione dell'ICI sulla prima casa non è cosa di poco conto ed è un segnale importante che arriverà ai cittadini. Come maggioranza, dobbiamo saper comunicare questo passaggio nel modo più adeguato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si tratta di 12 Euro, che consentiranno a 15.000 famiglie di non pagare l'ICI a Torino: dal mio punto di vista, non è un investimento di poco conto.
Allo stesso modo, non è una manovra di poco conto la manovra sulla TARSU, per la quale si prevede una ridistribuzione degli sconti: si arriva fino a 22.000 Euro di sconti. Ora, non so quali siano i ceti medi che voi indicate, perché io, ormai, francamente, non capisco più quale sia il ceto medio, ma credo, comunque, che un nucleo familiare con un reddito di 22.000 Euro possa vivere dignitosamente. Prevediamo uno sconto del 20%: credo che anche questo sia un dato molto importante.
Per quanto riguarda la COSAP, abbiamo distinto tra centro e periferie.
Il centro è il luogo della città che, in termini di interventi di riqualificazione, ha avuto il massimo impegno da parte dell'Amministrazione; le periferie, invece, rimangono tali: in quella direzione, quindi, credo che dovremo impegnarci nei prossimi anni. Per questo, ritengo che sia giusto che, per quanto riguarda la COSAP, vi sia differenza tra centro e periferie.
Circa la questione dei servizi educativi, credo che i nuovi asili rappresentino un investimento importante, che permette un aumento della domanda.
Nel contesto economico, sono tutte novità di grande importanza.
E' chiaro che, se lo Stato non ci avesse dato 120 milioni di Euro in meno, la manovra, forse, sarebbe stata più semplice; non dimentichiamo, poi, che, oltre al taglio di 120 milioni di Euro, veniamo da cinque anni di tagli drastici da parte del Governo Berlusconi. Non è un dato di poco conto.
"Messaggi rispetto all'equità sociale": questa è una parte della manovra di Bilancio che ritengo importante.
Si tratta di un Bilancio concreto, che si regge su forti basi: questo dato emerge molto chiaramente.
E' stata, poi, presentata una mozione di accompagnamento: ringrazio i Consiglieri della maggioranza per tale presentazione, perché rappresenta anch'essa un atto molto importante.
Attraverso una difficile e complessa (non possiamo negarlo, visto che le discussioni sono state molto accese) dialettica interna alla maggioranza, abbiamo stilato un documento che, nei prossimi anni, darà risposte concrete ai nuovi bisogni sociali.
Nella mozione, si trattano temi importanti: il tema dei lavoratori precari, il tema dell'ambiente, il tema del trasporto (nel nostro emendamento chiediamo di favorire l'utilizzo del mezzo pubblico).
Credo che la maggioranza, nella sua diversità, abbia dimostrato capacità di sintesi sulle questioni complessive: di questo ringrazio i Consiglieri.
E', comunque, su quella mozione d'accompagnamento che dovrebbe essere utilizzato l'avanzo di Bilancio, se ci sarà (e speriamo che ci sia); noi dovremo controllare, sul piano politico, che la mozione sia davvero un atto d'accompagnamento al Bilancio e non un "contentino" dato ai singoli Consiglieri. La mozione dovrà essere l'atto che ci potrà dare la prospettiva di lavoro su tutte le questioni elencate nella mozione stessa.
Ringrazio, quindi, tutti, la maggioranza e l'opposizione, ringrazio il Consigliere Galasso che ci ha allietato ed auguro buon Bilancio e buon voto finale.

CERUTTI Monica
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Ringrazio il Sindaco e l'Assessore per la loro presenza in Aula.
Vorrei iniziare il mio intervento, rispondendo ad alcuni Consiglieri di maggioranza che sono intervenuti chiedendo all'opposizione come, dal suo punto di vista, avrebbe letto e visto il Bilancio.
Il problema è che la domanda, soprattutto quella del Consigliere Gallo, era volutamente provocatoria.
Cercherò, allora, di dare la nostra risposta, perché probabilmente la nostra visione è diversa dalla vostra.
C'è stato il passaggio da un Bilancio che possiamo definire "creativo" ad un Bilancio che il Consigliere Rattazzi ha definito "riparatorio", ma che io definirei più ragionieristico e, quindi, più ingessato, che, però, al di là di questa valutazione, cela la creazione di un tesoretto, mutuando un po' il lavoro fatto da Padoa Schioppa a livello nazionale e che noi, in un momento di difficoltà come questo, non avremmo fatto come scelta politica. Per carità, è una scelta politica legittima e comprensibile, dettata dal fatto che, nei prossimi mesi, non sono previsti appuntamenti elettorali importanti e dettata dal fatto che siamo ad inizio legislatura. Anche questo Governo è ad inizio legislatura e, politicamente, sappiamo come funzionano queste cose: all'inizio le maglie sono strette, arrivando sotto elezioni, poi, le maglie improvvisamente si allargano.
Vorrei anche fare una riflessione sulla mozione presentata dall'Unione, che va esattamente nella direzione opposta a quella... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La proposta di mozione (alla quale dedicheremo un capitolo a parte) è una mozione degli affetti condivisibile per molti versi: si ritrovano, infatti, moltissime delle sottolineature fatte da questa opposizione nelle mozioni di accompagnamento al Bilancio. Evidentemente, nel Bilancio alcune cose non sono dette, non trapelano; soprattutto, le cifre non dimostrano quanto scritto nelle mozioni.
Allora, io chiedo al Sindaco e all'Assessore se ci fosse davvero bisogno di una manovra così importante, che coinvolgesse in questo modo i cittadini torinesi, con un aumento indiscriminato del sistema di tassazione.
La risposta, Consigliere Gallo, la voglio dare, partendo da alcuni ragionamenti.
Abbiamo già riferito in sede di approvazione della deliberazione sull'aumento dei sistemi tariffari che, in queste settimane, nella nostra città, abbiamo verificato un aumento delle tariffe, delle tasse, che va dal 2% al 500%. Diminuzioni non ce ne sono state, c'è stato piuttosto un aumento (dal 2% al 500%). Questa è la realtà: sappiamo benissimo che il 500% è rappresentato dall'aumento per chi è residente in centro, che pagava 8 Euro, mentre ora ne pagherà 40 (quindi un aumento del 500%).
Detto questo, vorrei entrare nel dettaglio ed analizzare alcuni dati.
Anzitutto, il taglio di 129 milioni di Euro operato dal Governo, da un Governo dello stesso colore di chi guida questa Città: è stato detto più volte dall'opposizione ed è giusto sottolinearlo anche in sede di approvazione e di dibattito generale sul Bilancio.
129 milioni di Euro, in realtà, non sono 129 milioni di Euro! Vorrei che l'Assessore mi seguisse, perché non è la mia materia e quindi faccio un po' fatica a fare questo ragionamento. In realtà, 26 milioni di Euro si recuperano dal minor costo del personale, che, nel 2006, ha risentito dell'applicazione del nuovo Contratto Nazionale del Lavoro con l'assorbimento di una parte importante degli arretrati.
I prospetti relativi alle spese correnti per funzioni e per intervento, quindi, dimostrano che lo stanziamento è inferiore di 20 milioni di Euro sia rispetto al 2006 che al 2005. Vogliamo fare i "conti della serva"? Non sono più 129 milioni, perché, se si sottraggono 20 milioni di Euro (sono dati di Bilancio) il risultato è 109 milioni di Euro.
Passiamo al secondo punto, sottolineato all'interno della Commissione Bilancio. Nessuno, anche da parte della maggioranza, si è spiegato come mai siano crollati improvvisamente i dividendi delle partecipate, da oltre 35 milioni di Euro (non ho le cifre precise sottomano, mi corregga l'Assessore se sbaglio) a circa 9 milioni di Euro nel Bilancio preventivo 2007. Si è assistito ad un crollo verticale che, rispetto all'andamento delle singole aziende e al lavoro che queste ultime hanno svolto in questi anni e alle prospettive che, oltretutto, abbiamo ascoltato all'interno di Commissioni che hanno audito le varie realtà, non si spiegano.
La Giunta, che poteva venire incontro, è consapevole di questo intervento?
La differenza, da 35 a 9 milioni di Euro, è di 26 milioni di Euro in meno! Pongo una domanda all'Assessore: in un momento di difficoltà come questo, in cui ci ha messo questo Governo, non era possibile fare una verifica intervenendo sulle municipalizzate e quindi sui relativi dividendi?
C'è, inoltre, un terzo punto (poi li sommeremo tutti insieme, così spiegheremo al Consigliere Gallo Domenico come avremmo visto noi il Bilancio in questo Comune) che riguarda una domanda che avevo posto all'Assessore all'interno della Commissione, alla quale non ho ricevuto risposta convincente e che riformulo in questa sede. Perché non si è esercitata l'opzione relativa alla possibilità, sottoscritta tra le parti, di distribuire, da parte di IRIDE, un dividendo straordinario? Per ignavia? Per superficialità? Non penso. Era una battuta: ho troppo rispetto per l'intelligenza del Sindaco e dell'Assessore Passoni! Vorrei sapere se ci sia stata, invece, disattenzione, e quindi mi si dica: "Abbiamo dimenticato di esercitare l'opzione. È scaduto il tempo massimo, non ce l'abbiamo fatta in tempo", oppure se sia stata una scelta consapevole di questa Amministrazione quella di gravare di un sistema di tassazione pesante i cittadini torinesi.
Dai calcoli che abbiamo fatto, si potevano tranquillamente ricavare milioni di Euro, ma l'operazione avrebbe potuto, in maniera molto grossolana, evitare l'aumento dell'IRE dallo 0,3 allo 0,5%.
Se mettiamo insieme, Consigliere Gallo Domenico, i 20 milioni di cui parlavamo, relativi alle spese dell'applicazione del nuovo Contratto Nazionale, altri 20 milioni relativi ai dividendi di cui non si spiega l'arretramento a questi livelli e in più aggiungiamo la possibilità di questa opzione (poi mi sarà spiegata, ne sono convito, qual è la politica che ha mosso questo tipo di scelta; sto facendo un calcolo spannometrico, ma molto reale e un ragionamento che è in difetto, non certo in eccesso), arriviamo ad una manovra che è il 50% dei 129 milioni di Euro di cui parlavate!
Sindaco, capisco che si possa agitare su alcune questioni, quando viene colto nel segno e sono convinto che preparerà la controreplica che sarà sicuramente puntuale su tutte le argomentazioni che ho portato alla sua attenzione, altrimenti non si spiegherebbe la "mozione degli affetti" che avete presentato (la maggioranza, non lei, Sindaco, ma il Consigliere Cerutti, della quale è prima firmataria) in cui si richiedono interventi in tutti i settori : dal lavoro al potenziamento degli interventi, alle politiche sociali, alla qualità e alla sostenibilità ambientale, in cui c'è di tutto e di più! Siete riusciti addirittura a superare l'opposizione che, consapevole delle difficoltà in cui si veniva a trovare il Comune, rispetto alla Finanziaria, ha avanzato richieste di sostanza.
Abbiamo puntato sulla sicurezza, presentando anche alcuni emendamenti su cui ci è stata data questa risposta: "Siete assolutamente fuori di testa, ma come pensate di poter chiedere un intervento in più sulla sicurezza?". Se si va a guardare, diminuiscono (parlo di tutte le spese di investimento) le spese collegate alla sicurezza. Questa è la risposta, rispetto alle richieste di collaborazione, da parte del Sindaco, sul fatto di entrare in un tavolo della sicurezza che vede coinvolti tutti, ossia, quando c'è un'occasione concreta di poter operare, di poter dare una risposta anche su questi argomenti, i finanziamenti, improvvisamente, non ci sono più o meglio ci sono per alcune iniziative che, per noi, non sono prioritarie.
Mi chiedo, quindi, quali siano gli indirizzi di questa Amministrazione all'indomani delle Olimpiadi. Sulla sicurezza, infatti, abbiamo visto quale è stata la risposta. Sulla cultura abbiamo visto che cosa è stato operato: un taglio di oltre il 50% sulle spese di investimento dal 2005 ad oggi. Si tratta di una situazione che mette realmente in difficoltà una città che si è posta all'onor del mondo a livelli internazionali e che aveva la possibilità di continuare a farsi riconoscere a livello internazionale, per tutta una serie di attività che, lo riconosciamo, da un punto di vista culturale, aveva creato, sicuramente, con l'indispensabile capacità imprenditoriale dei privati, ma anche con la collaborazione dell'Amministrazione.
Ho ricordato le Olimpiadi, perché è l'evento che è stato sotto gli occhi di tutti, ma potrei, per esempio, dire che è assolutamente sintomatico l'atteggiamento che si è avuto da parte di questa Amministrazione nei confronti, per esempio, dei piccoli locali, dei bar, degli esercizi pubblici, tartassati sia per l'utilizzo del suolo pubblico, sia per la TARSU.
Tra l'altro, avevamo fatto un ragionamento (credo serio) con un altro emendamento, che è stato bocciato senza neanche un minimo di discussione, sulla creazione di un fondo di rotazione, per consentire alle imprese di rimanere sul mercato, parallelamente ad un investimento che questa Città ha fatto sulla propria promozione.
Ci riferivamo, quindi, ai piccoli esercizi, all'artigianato, alla piccola azienda che, in fondo, è l'ossatura principale di questo Paese e di questa città. Bene, la risposta dell'Assessore sul parere della Giunta è stato: "negativo".
Abbiamo cercato un dialogo, non abbiamo fatto certo un'operazione ostruzionistica. Gli emendamenti di merito che abbiamo presentato sono quelli che ho riillustrato velocemente quest'oggi; la risposta della Giunta è sempre stata: "No, grazie. Non ci interessa proprio".
Allora, caro Consigliere Gallo, ecco la risposta che volevamo dare, che è diversa dalla vostra, che dà la sensazione che, in fondo, alle parole non seguano i fatti. Torino è una delle città con una grande componente di persone anziane, ma leggendo il Bilancio, ci sembra che anche questa realtà sia stata fortemente penalizzata, come lo sono oggi le famiglie, riguardo agli asili nido e all'assistenza all'infanzia. Da una parte, si vorrebbe che si facessero più figli (non solo i torinesi, ma gli italiani in genere), ma poi non si presta attenzione a uno dei principali problemi che le famiglie devono affrontare oggi.
Un altro dato di cui dobbiamo sempre tenere presente è che le famiglie monoreddito difficilmente riescono ad arrivare alla fine del mese. È necessario, quindi, che ci si attivi, è necessario che la Pubblica Amministrazione aumenti le strutture e, dove non è possibile (e questo il Sindaco lo sa bene), si stipulino convenzioni con privati che, a prezzi sopportabili, possano rappresentare un valido aiuto per le madri lavoratrici. I bambini in lista di attesa sono 1.300.
Allora, ci sono le strutture private, esiste una federazione italiana delle scuole materne. Rispetto a questo abbiamo presentato una mozione di accompagnamento; nella mozione di accompagnamento presentata dalla maggioranza richiamate proprio questi aspetti: vogliamo rispettare la disponibilità a coadiuvare il lavoro della Pubblica Amministrazione che dà il privato sociale in questa Città, manifestando un grandissimo senso di responsabilità?
Vorrei che la maggioranza fosse consequenziale rispetto a quanto scrive in questa mozione di accompagnamento: "- il sistema educativo ha fra le sue priorità fornire una risposta più ampia alla richiesta per il servizio dei nidi e delle scuole d'infanzia; (...) - ampliare il servizio prestato ai cittadini torinesi in età da zero a sei anni ed alle loro famiglie, dai nidi e dalle scuole dell'infanzia municipali e statali, prestando particolare attenzione al sostegno alla disabilità ed alle fasce meno abbienti, anche attraverso il sostegno alle scuole convenzionate ed inserite nel circuito educativo...".
Allora, questo è diverso da quello che chiediamo nella nostra mozione? Ho fatto un riassunto, magari, anche un po' disordinato, ma per far capire, Consigliere Gallo e cara maggioranza, che in questo momento non avremmo sicuramente messo da parte un "tesoretto", ma avremmo rispettato molto di più i cittadini della nostra città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Ringrazio l'Assessore Passoni, la Giunta e gli Uffici per il lavoro svolto per questo Bilancio, e credo che sia fondamentale rimarcare, come hanno già fatto altri colleghi, uno dei criteri fondamentali: il mantenimento della spesa sociale. Contemporaneamente a questo, però, con questo primo Bilancio, in realtà, abbiamo soltanto avviato un processo con il metodo del budget zero per riclassificare tutta la spesa, con un obiettivo che è sicuramente quello di razionalizzarla, ma anche con l'esigenza di andarla a ridefinire, in relazione agli obiettivi che la Città intende darsi in corrispondenza ai mutamenti sopravvenuti, di carattere demografico, familiare e socio-economico.
Questa rimodulazione deve avvenire stabilendo delle priorità. Prima l'Assessore parlava di priorità tecnico-politiche, e qui ha un suo senso la più volte citata mozione di accompagnamento, che, come prima firmataria, non sto a difendere, ma semplicemente a spiegare, anche perché credo proprio che sia importante provare a definire delle priorità, così come si dice nella mozione, per l'applicazione del Bilancio e, quindi, eventualmente per andare a definire come indirizzare gli eventuali avanzi e, soprattutto, nel portarci avanti con il lavoro nella definizione del Bilancio 2008, proprio perché, se vogliamo andare a ragionare, e quindi vogliamo effettivamente stabilire delle priorità, bisogna partire dal Bilancio 2008.
Vorrei anch'io sottolineare un dato politico già evidenziato dal Consigliere Gallo: la maggioranza de l'Unione si presenta con un'unica mozione, nonostante le plurisensibilità a cui faceva riferimento il Vicepresidente Coppola. Credo che questo sia sicuramente importante e abbia visto, da un lato, la rinuncia dei singoli Gruppi a marcare la propria presenza, la proprio visibilità, e dall'altro, il fatto che i Consiglieri provino a esercitare quel ruolo che gli spetta, che è un ruolo di indirizzo, che spesso lasciano da parte, risultando silenti, come diceva il Consigliere Lonero.
Alcuni elementi della mozione sono già stati presi in considerazione dagli interventi precedenti: il sostegno ai lavoratori colpiti da crisi (basti ricordare la manifestazione di ieri, che non ci può lasciare indifferenti) e, contemporaneamente, il potenziamento dell'offerta dei servizi sociali, con un maggior coinvolgimento delle Circoscrizioni, elemento che va a caratterizzare questa maggioranza e che, quindi, vuole far sì che questo indirizzo sia il più possibile praticato.
Sul fronte educativo è già stato detto molto. È vero che molti emendamenti dell'opposizione si riferivano all'ambito 0-6 anni, e quindi sollecitavano una maggior risposta alla domanda, in realtà l'Amministrazione ha già un piano ben definito in questa direzione, credo che però valga la pena stabilirlo come nostra priorità programmatica, attraverso un lavoro intersettoriale fra sistema educativo e politiche giovanili. Sicuramente, un altro ambito che abbiamo voluto definire è la lotta contro la dispersione scolastica, il più noto "bullismo", altro elemento importante.
Sul fronte culturale - vado per titoli - non pensiamo ad una contrazione, ma dall'impegnativa della proposta di mozione di accompagnamento emerge che consideriamo molto importante quella già praticata, anche se, forse, varrà la pena praticare ulteriormente una massima oculatezza di spesa da parte degli Enti culturali e la ricerca di sostegno dei privati (che la Giunta sta già praticando e riteniamo importante sostenere).
Sul fronte dello sviluppo, abbiamo l'ICT (Information and Communication Technology), che è molto importante e vede riferimenti precisi (quindi non semplicemente un'indicazione general-generica), quali il progetto Torino Wi-Fi e l'open source. Inoltre, sempre sul fronte dello sviluppo, abbiamo la promozione commerciale (in particolare, quella dei centri commerciali naturali), la cooperazione decentrata e le politiche sportive. È chiaro che gli ambiti sono tanti, ma sicuramente non sono tutti quelli che l'Amministrazione Comunale ha tra le sue competenze.
Infine, gli ultimi due fronti, che non sono di poco conto e che abbiamo voluto sottolineare, sono l'attenzione alla macchina comunale sia nella direzione di una riorganizzazione sia rispetto alla stabilizzazione progressiva del personale precario sulla quale la Giunta sta già lavorando e che vogliamo rendere ancora più diffusa, ed il fronte ambientale, del quale mi sto occupando come Presidente della Commissione competente, che non vorremmo avesse un'attenzione marginale residuale. In questo senso, ci rendiamo conto delle ristrettezze del Bilancio, ma poniamo l'obiettivo di un'attenzione paragonabile a quella posta nella Legge Finanziaria nazionale, che ha messo l'ambiente al centro delle sue priorità.
Non stiamo parlando in modo generico, ma facciamo riferimento al tema del risparmio energetico ed alla promozione di fonti energetiche rinnovabili; ricordo che in Commissione abbiamo visto tutto ciò che è già in campo con le aziende partecipate e dobbiamo continuare a lavorare su questo. Per quanto riguarda la lotta all'inquinamento ed il tema della mobilità, ricordiamo l'impegno che il Comune di Torino dovrebbe, man mano, mettere in atto: l'istituzione del mobility manager e, ad esempio, la promozione dell'utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei dipendenti privati, il sistema delle piste ciclabili, il sostegno all'educazione ambientale, senza tralasciare la manutenzione ordinaria, che dà il senso della qualità ambientale percepita.
Vorrei sottolineare questo aspetto, perché abbiamo individuato alcune azioni precise, ma questo probabilmente è un obiettivo sul quale si dovrà lavorare più sul fronte programmatico che della spesa, per fare in modo che la qualità e la sostenibilità ambientale siano al centro delle politiche di governo del territorio e non riguardino soltanto l'ambiente in modo diretto, ma la viabilità, i trasporti, il verde ed il settore urbanistico; questo è un fronte sul quale penso si debba ancora lavorare.
In quest'ottica, il Bilancio ha una sua importanza rispetto alla spesa ed agli investimenti, però è anche il libro nel quale diamo indicazioni programmatiche e politiche. La nostra proposta di mozione di accompagnamento, definita dal Consigliere Angeleri la "mozione degli affetti", non è un libro dei sogni alternativo, ma si colloca proprio nell'ambito di cui dicevo e vi è questa definizione di obiettivi rispetto ai quali lavorare quest'anno, e soprattutto in futuro (Bilancio 2008), con l'individuazione di priorità per le quali il Consiglio Comunale non intende abdicare rispetto al suo ruolo di indirizzo e, in questo senso, penso che voglia dare un indirizzo rispetto alle sue competenze, con una maggiore convinzione nei confronti di se stesso e del suo rapporto con la Giunta.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Se dovessi iniziare il mio intervento come avrei voluto, il Presidente mi dovrebbe espellere, perché in 10 secondi direi quel che penso del vostro Bilancio, ma sarebbe un po' troppo forte, pertanto ho cercato di mediare il più possibile.
Vorrei ringraziare il Consigliere Rattazzi, perché, almeno parzialmente, ha dimostrato la sua onestà intellettuale ed il Sindaco dovrebbe tenerne conto. Nel primo mandato del Sindaco Chiamparino vi era un altro Assessore al Bilancio (giustamente, il Consigliere Rattazzi, nel suo intervento, non lo ha preso ad esempio) e, visto il modo in cui il Sindaco è abituato a comandare, se il precedente Assessore al Bilancio ha combinato alcuni guai, mi permetto di dire che bisognerebbe che il Sindaco cominciasse a pensare di fare un piccolissimo mea culpa nei confronti dei cittadini torinesi.
L'attacco è stato rivolto al precedente Assessore al Bilancio, ma lo estenderei in parte anche all'attuale. Concordo con il Consigliere Rattazzi sul fatto che sicuramente l'Assessore precedente ha fatto più danni, anche perché è rimasto in carica per 5 anni; vedremo alla fine di questa tornata amministrativa che cosa avrà combinato l'attuale Assessore. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi è stato ricordato che gli anni di carica sono stati 9, ma preferisco confrontare le tornate amministrative del Sindaco Chiamparino, perché i Sindaci che, poi, hanno fatto altro, per me non contano nulla.
Mi permetterei di dire "Bilancio, benedetto Bilancio". Questo è il primo Bilancio che seguo da Consigliere Comunale e ho notato che abbiamo discusso tantissime ore in Commissione e nelle varie sedute di Consiglio (se fosse stato solo per il sottoscritto, avremmo passato ancora più tempo in Sala Rossa, perché fin dall'inizio ho dichiarato che avrei fatto il massimo dell'ostruzionismo, in quanto ritengo che sia l'unica nostra risorsa per provare a difendere i cittadini dalla vostra voracità) e mi sono reso conto che questa maggioranza non voleva accettare qualsiasi, seppur minimo, suggerimento da parte della minoranza e me ne dispiace molto. Da neofita, pensavo che ci fosse la possibilità di interagire un po' di più, non certo su macrotemi, perché il Bilancio diventa una questione politica, ma su alcuni piccolissimi temi credevo che ci potesse essere questo interscambio tra maggioranza ed opposizione, ma questo interscambio non c'è stato ed il risultato sarà che oggi pomeriggio, purtroppo per i torinesi, approveremo un Bilancio che, appena lo intravidi ben due settimane fa, definii "più tasse per tutti", ma d'altronde, da bravi figliuoli dei vostri papà politici che risiedono pro tempore a Roma, non potete che agire nello stesso modo: là più tasse per tutti e qua più tasse per i cittadini torinesi.
Per tutti i cittadini torinesi, esclusa, forse - andremo poi a vedere, magari, alla fine del 2006 -, una piccolissima frazione di cittadini torinesi; io contesto assolutamente quanto hanno ripetuto prima il Consigliere Domenico Gallo e l'Assessore in merito al discorso dei 12 Euro di detrazione sull'ICI: mi permetto di dire che non credo assolutamente al fatto che questi 12 Euro di detrazione possano portare migliaia di cittadini torinesi a non pagare più l'ICI. Non ci credo assolutamente!
Il dato certo, invece, è che questi 12 Euro, spalmati, sono 1 Euro al mese; venendo anche soltanto una volta in centro, io mi sono già mangiato la mia detrazione dell'ICI. Questo va benissimo, ma vedo che questo va bene anche alla sinistra radicale o pseudo-radicale.
Abbiamo approvato, ahimè, nove regolamenti e non ce n'è uno che non parli di aumenti, compreso quello dell'ICI, perché nella deliberazione del Regolamento dell'ICI, secondo me, c'è anche una delle cose peggiori di questo Bilancio, e poi spiegherò anche a cosa mi riferisco!
Per citare qualcuno di questi regolamenti, nei quali sono stati previsti degli aumenti, c'è quello che riguarda l'IRE, con un aumento dallo 0,3% allo 0,5%, c'è quello che riguarda le strisce blu, c'è quello che riguarda la COSAP, c'è quello che riguarda la TARSU, c'è quello che riguarda l'ICI, come dicevo prima. Insomma, mi pare ce ne siano nove in tutto, più la deliberazione che inquadra tutto quanto.
C'è sicuramente soltanto un elenco di aumenti, che è già stato citato prima da alcuni Consiglieri ed altri lo citeranno ancora dopo, sicuramente non coloro che fan parte della maggioranza, che mi sembra non riconoscano né vedano che ci sono stati degli aumenti.
Prendendo in considerazione sempre una normalissima famiglia, che ha me piace citare, su quella tartassata famiglia comune di due impiegati, magari con un paio di figli che, purtroppo, devono andare a lavorare, questo Bilancio inciderà almeno di 500 Euro. Quantomeno 500 Euro! E mi tengo basso con le cifre, perché ritengo che questi aumenti incideranno di più. Non dimentichiamo che 500 Euro sono un milione delle vecchie Lire e avere il coraggio di dire che questo Bilancio non prevede aumenti generalizzati mi sembra veramente un po' un azzardo.
Non c'è stata assolutamente la minima volontà, da parte della maggioranza e dell'Assessore, di accettare alcun consiglio da parte della minoranza; e poi qualcuno si è stupito che abbiamo fatto un barlume di ostruzionismo.
Oltre a questo, nell'ambito della discussione di questo Bilancio, mi sono reso conto di alcune cose. Come ha già detto qualcuno, sicuramente, sempre imparando dai vostri papà politici romani, essendo all'inizio della quattordicesima tornata amministrativa, avete dato subito il colpo secco ai cittadini torinesi, perché, essendo lontani da qualsiasi elezione importante, confidate sul fatto che poi la gente dimentichi.
Questo è provato da quanto è successo: negli ultimi anni, 2004, 2005 e 2006, ci sono state enormi spese, che non sono solamente giustificate dal discorso olimpico (aprendo una parentesi, il tanto tartassato Governo precedente è quello che ha contribuito comunque in maniera maggiore, giustamente, alle spese olimpiche che sono state fatte), e nel 2007, primo anno della tornata amministrativa, lontani dalle prossime elezioni, avete pensato bene di dare una "mazzata" ai cittadini torinesi. Questo è un dato di fatto, Assessore.
Un'altra cosa che mi pare veramente scorretta verso i cittadini torinesi è il fatto che, come ha già citato il Consigliere Angeleri, con questo Bilancio, l'Assessore e la maggioranza (naturalmente d'accordo con l'Assessore), scopiazzando dai papà politici di Roma, stiano cercando di mettere da parte un "tesoretto", che deve poi essere speso, naturalmente, nel corso dell'anno, avendo così la possibilità di spendere, di accontentare questo o quello, per essere, quindi, sempre importanti e fulcro centrale per la vita cittadina.
Vi dico anche perché ritengo che le cose stiano così. Per esempio, prendendo in considerazione il dato dell'IRE: l'IRE nel 2006 (magari sbaglierò qualche cifra) aveva portato circa 39 milioni di introiti allo 0,3%, e la cifra preventivata per il 2007 allo 0,5% è di 60 milioni, mentre, da un calcolo prettamente matematico, doveva portare a 65 milioni. Sicuramente, mi verrà detto che ora c'è l'esenzione dei 10.300 Euro, che prima non c'era. Ma io ritengo che questo non sia sufficiente, perché l'Assessore, volutamente - perché lei è molto capace ed intelligente -, non ha tenuto assolutamente conto (così come ha fatto il suo Collega a Roma, il Viceministro Visco) dell'aumento delle entrate tributare, che sicuramente porterà maggiori entrate, così come è avvenuto a livello centrale, dove si sono avuti 11 miliardi di Euro di maggiori entrate. A livello locale, credo che, senza esagerare (perché concordo col Sindaco sul fatto che, quando si parla di soldi, non bisogna esagerare), si possa parlare tranquillamente di un incremento di entrate intorno a 5 o 6 milioni di Euro, ma comunque lo vedremo in Consuntivo, alla fine del 2006. E questa è già una parte.
L'altra parte, per esempio, per quanto riguarda le imposte, nel periodo 2005-2006 risultavano circa 8 milioni e mezzo di entrate; adesso - vado a memoria - ne risultano circa 5.700.000-5.800.000.
Questo discorso sul "tesoretto", cari amici della maggioranza, non è campato in aria, ma è assolutamente spiegabile ed è assolutamente plausibile.
Non è stato assolutamente conteggiato alcun incremento dell'ICI, e questo non può essere giustificato solamente con i 12 Euro di detrazione in più sulla prima casa, perché non sono sufficienti! Come ben sapete, negli ultimi due-tre anni sono stati costruiti migliaia di nuovi appartamenti sulle varie Spine e questo porta sicuramente all'incremento dell'ICI. Questo non è stato conteggiato!
Tornando alle imposte, vorrei contestare il discorso della lotta all'evasione. Delle due l'una: o - mi permetto di dire un po' brutalmente - quello che lei ha sempre dichiarato è soltanto immagine, o altrimenti entrano dei soldi che, di nuovo, non sono stati conteggiati. Lei ha sempre detto che la lotta all'evasione stava portando dei frutti, che io non vedo in questo Bilancio!
Alla luce di tutto ciò, ritengo che il famoso "tesoretto" ci sarà! E non sarebbe nemmeno così scandaloso! Mi sarebbe piaciuto che, proprio in funzione dell'esistenza futura di questo "tesoretto", noi fossimo riusciti ad impegnarci già adesso (non con il libro dei sogni, della mozione dei sogni, ma con fatti un po' più concreti) a vincolare il più possibile queste maggiori entrate, che ci saranno sicuramente nel corso dell'anno, ma purtroppo questo non è stato possibile.
Un'altra cosa che mi ha irritato, in questo Bilancio, oltre al dato finanziario, è stato il fatto di accorgermi che, soprattutto su alcuni temi, è "spostato" decisamente a sinistra (e devo dare atto che questa è una vittoria sua, Assessore). Vorrei citare, per esempio, come ha già ricordato il Consigliere Angeleri, la mozione sulle scuole FISM, per le quali nel Bilancio si prevede una riduzione da 3 milioni e mezzo di Euro stanziati nel 2006 a soltanto 2 milioni e mezzo di Euro per il 2007; personalmente, avrei gradito che aveste accettato questa proposta di mozione sulle scuole FISM, magari apportando alcune modifiche.
Perché non avete voluto questo? Ma, ancora più grave, perché non avete voluto (e ricordo perfettamente che in Commissione era soprattutto lei, Assessore, a non volerlo) accettare l'emendamento con cui veniva aggiunto: "scuole parificate alle scuole pubbliche" sull'esenzione della TARSU del 60%, che era un importo di poche decine di migliaia di Euro? Sicuramente non era di una questione per cui non si riusciva più a pareggiare il Bilancio, ma esclusivamente una questione politica, e lo dico chiaramente ai Consiglieri di maggioranza che si dichiarano di area cattolica.
Vorrei parlare ancora di una questione, Assessore, che ho tenuto per ultima, perché è veramente quella che, da cittadino, mi ha più fatto andare in bestia: la rottura del patto che, di nuovo, per poche decine di migliaia di Euro, lei ha volutamente fatto con i cittadini che hanno registrato dei contratti di affitto calmierati, concordati con le organizzazioni sindacali.
Tutti devono sapere che, per poche decine di migliaia di Euro di entrate in più, che erano irrisorie rispetto al Bilancio generale, l'Assessore, da un giorno all'altro, ha fatto sì che cittadini (che hanno la grave colpa di essere piccoli proprietari, e voi volete colpire proprio i piccoli proprietari, e sapete bene che una parte della vostra maggioranza vuole colpirli, ma fate finta di non saperlo), che il giorno prima avevano fatto un contratto di affitto inferiore all'importo di mercato dell'affitto, basandosi sul fatto che avrebbero pagato l'ICI lo 0,1‰, si sono trovati di colpo a doverla pagare l'1‰. Per poche decine di migliaia di Euro!
Questo è, di nuovo, un attacco assolutamente politico nei confronti di quella parte di cittadini che, sicuramente, almeno a una parte di voi, non piacciono, quel ceto medio che, ahimè, lavora tutti i giorni, che si alza tutte le mattine alle 6.30 del mattino per andare a lavorare. Avete appena investito pochi soldi, doverosi, nel centro, non avete aspettato nemmeno che si fosse posata la polvere dei cantieri che già gli avete aumentato le imposte (parlo di bar e quant'altro)! Voi volete colpire proprio queste persone, perché hanno la colpa di lavorare senza chiedere niente a nessuno!
Questo Bilancio è assolutamente, tra virgolette, "vergognoso", innanzitutto per il discorso che dicevo prima del "tesoretto" e poi per il fatto che si tratta veramente di un attacco nei confronti di una parte della società, alla quale voi veramente non volete bene, nonostante riusciate a mascherarlo. Avete questa grossa capacità: da una parte date le bastonate ad una certa area di persone e di società, dall'altra poi andate a parlargli, mandando in avanscoperta alcuni dei vostri begli elementi e riuscite perfino a prendere i voti in quell'area.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ho ascoltato ed ascolterò tutti gli interventi, per quanto mi sarà possibile, perché ritengo che questa giornata sia la più importante in assoluto di tutto il Consiglio Comunale del 2007. Credo, pertanto, di dover ringraziare, non soltanto formalmente, chi ha lavorato seriamente su questo argomento: il Sindaco, il Vicepresidente Coppola (che ha moderato così bene l'Assemblea, senza perdere mai la sua concentrazione), gli Assessori, il Presidente Cuntrò, gli stessi Consiglieri e, naturalmente, gli Uffici.
Loro, però, mi permetteranno di apprezzare la tecnicalità del Bilancio, ma anche di dissentire sulla sostanza, sulle strategie e sul fatto che si guardi al presente e non al futuro. Credo che l'opposizione, così come è stata fatta da noi in questo anno, dimostri chiaramente innanzitutto di meritare rispetto e, in secondo luogo, che alla città ci tiene realmente.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi del Consigliere Angeleri, del Consigliere Lonero e del Consigliere Carossa: credo che, rispetto al discorso del Bilancio, siano stati tutti degli ottimi interventi; ci tenevo a sottolinearlo.
Io darei un titolo a questo Bilancio: "Homo homini lupus", ovverosia "Il nemico dell'uomo è l'uomo stesso", tutto è guidato dall'istinto di sopravvivenza. Ritengo che questo sia la summa, il concetto di questo Bilancio, che la Città di Torino andrà ad approvare.
Complessivamente, i tagli sugli Enti periferici valgono circa 4,3 miliardi di Euro, e cioè circa 2,7 miliardi sui Comuni e sulle Province.
Tutti i Comuni sopra i 5.000 abitanti dovranno ridurre la spesa corrente del 3,4% e non potranno ricorrere all'indebitamento oltre il 2,6% dello stock di debito precedente.
I tagli agli Enti Locali, però, si sono risolti in aumenti di spesa, perché, a mio giudizio, siamo stati incapaci di frenare le spese e abbiamo deciso di agire sulle imposte, sulle tariffe, sulle tasse.
Per rispondere al Consigliere Gallo, che chiede come riuscirebbe l'opposizione a fare una manovra diversa, non perdo più tempo sui numeri, perché l'abbiamo già fatto nei due giorni scorsi, ma utilizzo i principi generali a cui ci ispireremmo e sui quali creeremmo la nostra manovra. La riduzione strutturale delle imposte, abbinata ad un intelligente ridimensionamento e cambiamento qualitativo della spesa pubblica, sommata ad un duttile ricorso al deficit di Bilancio, consentirebbe di ottenere i risultati che i cittadini si aspettano.
Secondo me, non c'è sviluppo senza risanamento, ma soltanto stagnazione. Senza maggiore libertà economica, lo sviluppo non arriverà mai. Senza diminuire la sudditanza verso la burocrazia, ci sarà solo omogeneizzazione, Sindaco.
Questo è il mio pensiero e che credo dovremmo veramente agire in questa direzione.
Senza diminuire la burocrazia, non ci sarà un reale sviluppo per questa città e, credo, anche per questo Paese.
In Europa è fortissima la spinta a rivedere gli aspetti di vincolismo rigido del Trattato di Maastricht, quei fattori perversi che hanno incrementato il valore della nostra moneta oltre il necessario e artificialmente penalizzato la competitività delle nostre industrie e dei nostri servizi.
Il nostro modello produttivo e di consumo deve tornare a credere in un orizzonte economico più libero e competitivo. Chi produce reddito individuale e profitto di impresa deve tornare a credere nelle possibilità di spenderlo e di investirlo in piena autonomia e indipendenza da uno Stato mangiatutto.
In un sistema liberale non si pagano le tasse perché lo Stato esiste, ma perché lo Stato opera, fa qualcosa a favore dei cittadini. Nel sistema liberale è così: lo Stato rende dei servizi ai cittadini, che lo finanziano come contropartita di ciò che lo Stato dà loro.
Nello Stato autoritario - qui mi si perdoni la digressione un po' troppo aggressiva, a mio giudizio, ma è soltanto per sottolineare la dicotomia, il concetto -, le tasse non si pagano in base ai benefici e ai servizi che i cittadini ricevono; nello Stato autoritario i cittadini devono pagare le tasse per il solo fatto che lo Stato esiste.
Devono pagare le tasse e basta, anche quando ricevano poco o niente in contropartita: questo è il principio della servitù e della sudditanza fiscale.
Noi siamo in quest'Aula - me ne assumo la responsabilità -, per dire "basta" a questa servitù fiscale, per dire "basta" alla sudditanza fiscale!
Noi paghiamo le tasse, come fanno i cittadini; le abbiamo pagate, le paghiamo e continueremo a pagarle.
Possiamo rendere l'idea, dicendo che la spesa corrente è circa il 75% della spesa complessiva di un Comune (ovviamente, sono numeri approssimativi, rispetto al Comune di Torino) e, poiché è presumibile che la spesa complessiva dei Comuni, tra il 2004 e il 2006, sia cresciuta almeno in misura pari al tasso d'inflazione cumulato nel biennio, ciò significa che l'aggiustamento richiesto nel 2007, rispetto al 2006, sia in media, per i Comuni, attorno al 2,4% della propria spesa complessiva, cioè, in media, soltanto per la componente relativa alla spesa corrente, ciascun Comune deve ridurre la propria spesa o aumentare i propri tributi, nel 2007, per una percentuale pari a circa il 2,4% della spesa complessiva del 2006.
Infatti, per quanto riguarda il Comune di Torino, ho citato quest'elemento, poiché molte entrate, derivanti dall'alienazione di patrimonio del Comune, sono utilizzate per finanziare spese correnti e, in particolare, plusvalenze per 50 milioni di Euro, oneri di urbanizzazione per 22 milioni di Euro, cioè il 75% dell'importo, ovverosia tutto quanto prevede la legge.
Questi comportamenti, pur legittimi e leciti, non rispondono, a nostro giudizio, a regole di una sana amministrazione dell'Ente Pubblico.
Evidentemente, come si evince da questi dati, il Comune sta vendendo il proprio patrimonio per pagare spese correnti; la stragrande maggioranza (96%) dell'avanzo di amministrazione conseguito nel 2005 (circa 27 milioni di Euro) è stata impiegata per finanziare la spesa corrente, mentre regole di sana amministrazione vorrebbero che fossero impiegate per finanziare spese d'investimento; inoltre, il Bilancio di Previsione 2007 determina un notevole aumento dell'indebitamento pro-capite, corrispondente a +25-27%.
Voglio sottolinearlo, perché è il discorso che faceva anche il Consigliere Rattazzi.
Ogni cittadino di Torino, compresi i bambini, ha un debito di 3.217 Euro per i mutui stipulati dal Comune, il cui importo, lo scorso anno, era di 2.568 Euro, cioè +649 Euro.
Sicuramente, oggi, può darsi che vi sia il contenimento del debito, ma sono stati caricati notevoli oneri sulle generazioni future, come diceva l'Assessore Passoni; cioè, il contenimento del debito è stato impostato e, probabilmente, quest'anno vi sarà, però, con quali spese per i giovani del futuro?
Naturalmente, ciò determina un costante aumento degli oneri finanziari che il Comune è tenuto a pagare, i quali, dal 2005 al 2007, sono passati da 93.778 milioni di Euro a 137.864 milioni di Euro.
Inoltre, il Comune prevede d'incassare - mi rivolgo all'Assessore Borgogno - sanzioni amministrative, cioè multe, per 66.181.000 Euro, che è un importo enorme! Praticamente, ogni cittadino di Torino, compresi i neonati, pagherà oltre 73 Euro di multe all'anno, con i seguenti due risultati: in primo luogo, danneggerà l'immagine del Corpo di Polizia Municipale - lo sottolineo, perché secondo me vanificherà il lavoro che stiamo svolgendo sui Vigili Urbani -, in quanto ciò non darà una buona immagine dei Vigili Urbani - bisognerebbe riflettere su questo -; in secondo luogo, innervosirà i cittadini onesti, poiché, chiaramente, nessuno è mai contento delle multe.
Su questo punto, farei ancora due proposte circa le vie d'uscita: introdurre un parametro di meritocrazia - naturalmente, signor Sindaco, questo riguarda il livello nazionale - sul buon governo locale e rendere i Bilanci più trasparenti, e, inoltre, i Comuni più virtuosi dovrebbero poter utilizzare i risparmi investendo in infrastrutture locali, oppure anche togliere le spese d'investimento dal Patto di Stabilità; peraltro, si tratta di un articolo pubblicato su "Il Tempo", che ritengo da leggere e da sposare in toto.
Poi, pensiamo che i mancati tagli di spesa, realizzati in modo strutturale, ci costringano a calibrare tutto sulle entrate fiscali, e posso fare un esempio, perché è citato dalla Finanziaria: probabilmente, sarà penalizzato chi guadagna più di 75.000 Euro lordi l'anno, ma anche chi rientra nella fascia di 30.000 Euro lordi.
Inoltre, vorrei aggiungere alcuni passaggi, se vogliamo un po' retorici, ma, in questi casi, la retorica non fa mai male.
Secondo me, non è vero che lo Stato siamo noi: lo Stato serve a realizzare talune opere, anziché altre; a favorire lo sviluppo (ho detto "favorire" e non "creare", perché la ricchezza viene creata dal mercato e non dal Leviatano o dallo Stato padrone) con regole certe e chiare per tutti i soggetti economici e sociali in gioco; a rendere sicure le nostre strade, la vita dei cittadini, il loro lavoro, laddove sia seriamente messa in gioco la sicurezza individuale; ovviamente, parliamo di Stato minimo, ma anche funzionante, agile, produttivo in termini di efficienza, al servizio del popolo e dei cittadini, non da questi ultimi foraggiato ed ingrassato ad ogni piè sospinto!
Invece, con questo Bilancio, sembra che si dica: "Io sono lo Stato. Lo Stato è il mio Super-Ego". Perciò, lo intitolo "Homo homini lupus", perché, Assessore, questo è un istinto di sopravvivenza.
Niente può esistere, sul piano individuale, sociale, politico ed economico, senza la presenza invadente dello Stato.
Questo è il giudizio, non solo mio ma anche del mio Gruppo, rispetto a questo Bilancio.
Torino è un permanente e gigantesco gioco a somma zero: azzerato completamente lo schema vincente delle società dinamiche, quello che gratifica il riformismo politico di un ruolo autorevole.
Il mio amico Michele Coppola citerebbe: "I win, you win" ("Io vinco, tu vinci"). Insieme, vinciamo per il Paese, ciascuno nel proprio ruolo e per le proprie competenze.
Il Bilancio, quindi, a nostro giudizio, impoverisce ulteriormente e non si concentra su alcune priorità; pertanto, non si dà ai cittadini la sensazione di avere una Città amica, che vada oltre l'ordinaria amministrazione, ma si dà la netta impressione di una Città che - voglio sottolinearlo - si concentra sull'aridità dei numeri!
Le persone ed i cittadini sono i più importanti e prende da chi, ormai, ha sempre meno.
Signor Sindaco, chiedo scusa per la franchezza, ma credo che, in questi casi, un'opposizione seria debba essere propositiva e, talvolta, anche un po' dura, ma ci pare un Bilancio senz'anima!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Ringrazio il Consigliere Tronzano, per l'apprezzamento rivolto alla Presidenza in questi lunghi giorni trascorsi in Sala Rossa.
La parola al Consigliere Tedesco.

TEDESCO Giuliana
Anche quest'anno, all'avvio della Legge Finanziaria in Parlamento, gli Enti Locali, Comuni e Sindaci in testa, hanno dovuto protestare non poco per vedere rispettate le proprie ragioni.
Ormai da anni, gli Enti Locali vengono additati fra i principali centri di spesa responsabili del disavanzo dello Stato e, come ha detto l'Assessore Passoni nella sua Relazione, la Legge Finanziaria sembra ancora caratterizzata da una visione angusta del ruolo e della funzione dei Comuni nel nostro ordinamento.
Nonostante ciò, la ristrutturazione del Patto di Stabilità, quindi, non più tetti di spesa, ma saldi finanziari tra entrate e spese, lo sblocco delle addizionali, l'introduzione di imposte di scopo ed altri interventi, danno finalmente più il senso di una finanza pubblica autonoma, coniugando queste scelte alla responsabilità dell'Amministrazione nei confronti dei cittadini contribuenti. È proprio questo il campanello d'allarme: più conquistiamo autonomia, anche in termini d'incremento delle imposte, più verremo giudicati dai cittadini contribuenti e, quindi, anche elettori, in base al rapporto costi-benefici.
Quindi, nel solco di quanto si è già iniziato a fare, in questo Bilancio, ad incrementi d'entrate dovremo far corrispondere sempre più manovre virtuose di rientro del debito (con conseguente risparmio futuro sugli oneri finanziari e, quindi, maggiori risorse disponibili), oppure, immediatamente, maggiori e più efficienti servizi alla cittadinanza, o ancora (è ciò che mi auguro) una riduzione generale della tassazione (è quanto accaduto, per esempio, con la riduzione dell'ICI sulla prima casa), oppure una riduzione dell'addizionale comunale IRPEF (imposta che, invece, quest'anno abbiamo dovuto incrementare e che farà sentire i suoi effetti già da quest'anno sulla stragrande maggioranza delle famiglie torinesi). Peraltro, la Regione ha annunciato - è notizia di pochi giorni fa -, per il prossimo anno, una sensibile riduzione dell'addizionale regionale.
Rispetto al metodo, ho apprezzato lo sforzo di scrivere un Bilancio partendo da zero, con la tecnica del budget zero, ma, come ho avuto più volte modo di dire, nei Bilanci degli Enti Pubblici (pieni di vincoli e di norme, di spese rigide e di spese consolidate), più che altro, questa è l'enunciazione di un cambio di passo che, seppure apprezzabile, per ora è soltanto un cambio di passo, più che una concreta possibilità; comunque, staremo a vedere!
Con le variazioni di Bilancio successive, potremo renderci conto se il Bilancio di partenza, così approvato, arriverà sano e salvo alle scadenze del 30 novembre e, poi, del 31 dicembre, oppure se, come magari qualcuno si augura, sarà snaturato delle sue ragioni ideali; comunque, ho fiducia che così non accadrà.
Sul fronte delle tariffe, abbiamo contenuto ogni incremento, a livello tendenziale, e questo va tutto a merito dell'Amministrazione.
Sul versante degli investimenti, come segno distintivo rispetto al passato, il finanziamento avverrà principalmente con mezzi propri di Bilancio, anche se non possiamo nasconderci la preoccupazione che sorge, nel recuperare oltre 200 milioni di Euro tra plusvalenze e dismissioni di immobili e cessioni di diritti edificatori, oltre a quanto poi dovrà essere recuperato secondo il Bilancio pluriennale.
In un quadro economico che lei stesso, Assessore, ha definito (e così crediamo) finalmente positivo, forse in merito alle entrate da parte delle società partecipate, mi sarei aspettata uno sforzo maggiore; per ora, è comunque necessario credere alla prudenza delle stime effettuate da lei e dai suoi Uffici, anche se, nel corso dell'anno, com'è facoltà di noi Consiglieri, non rinunceremo a monitorarne lo sviluppo.
Infine, voglio ringraziare il dottor Pizzala e i suoi collaboratori, porgendoro un sincero apprezzamento per il lavoro svolto, in particolare per la puntuale e precisa raffigurazione dei fatti e delle novità legislative contenute nel suo intervento all'interno della relazione previsionale e programmatica.
In conclusione, devo riconoscerle, Assessore, che, con il fatto di essere riuscito a far quadrare i conti con una minore disponibilità di 120 milioni di Euro e con tutte le giuste e sacrosante pretese dei suoi colleghi Assessori, il suo Bilancio ha del miracoloso; non voglio, però, farle torto riconoscendole la possibilità di fare miracoli, perché questa è prerogativa che viene data solo per autoattribuzione sovrannaturale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
In realtà, vorrei fare una critica all'Assessore Passoni, che ha lanciato la moda del latino (citandolo, ormai, in ogni suo intervento): visto che la prerogativa di noi Consiglieri più giovani è farci ascoltare soprattutto dai giovani cittadini che spesso sono lontani dalla politica, eviterò di seguirne l'esempio.
Prima di tutto, vorrei che parlassimo di numeri.
Visto che la Città, secondo quanto già riferito dalla maggioranza, per alcuni parametri e visto l'indebitamento, ha dovuto ridimensionare le spese (poiché, visti i dati dei nostri mutui, stava diventando un problema per l'intera gestione di Bilancio), credo che dovremmo partire proprio dai tagli.
Faccio l'esempio del taglio alla cultura, per cui, negli ultimi tre anni, si è passati da 90 a 42 milioni di Euro in investimenti, mentre la curva della spesa corrente, dal 2004, è passata da 14 a 8 milioni di Euro.
Queste inflessioni devono rappresentare anche il modo per ritrovare un nuovo modo di reinterpretare i nostri Assessorati: non per niente abbiamo chiesto più oculatezza negli investimenti, nella gestione delle nostre Fondazioni (che spesso gestiscono la gran parte delle nostre attività).
Per questo motivo, chiediamo che siano valorizzate al massimo tutte le esperienze più fresche e più giovani che questo territorio ha saputo attrarre o crescere.
Noi non coglieremmo bene questa occasione, se non capissimo che c'è un dato di fondo: per esempio, la cultura, oggi più che mai, è arrivata ai livelli massimi, agli standard migliori delle città europee, e proprio per questo ne hanno tratto vantaggio in tanti.
Ed è per questo che chiediamo alla Giunta, anche nella mozione di accompagnamento, di chiedere alle forze produttive di questo territorio, che hanno avuto vantaggi, secondo me, da questa nuova posizione, di investire anche nei settori che spesso non li hanno visto protagonisti della loro comunicazione pubblica o del loro modo di relazionarsi con i cittadini e con la gente.
Vorrei sottolineare alcuni altri punti, ma soprattutto quello sui giovani, come è stato detto più volte ieri, visto che sono passati degli emendamenti anche del centrodestra, ribadendo alcune prerogative che abbiamo inserito nel programma di governo della Città.
Abbiamo spiegato che i ragazzi e i nuovi cittadini sono il futuro della città, l'energia nuova che concorre al cambiamento della nostra società, abbiamo spiegato che non esiste una città che si migliora senza i giovani cittadini che crescono istruiti e sicuri, liberi di sviluppare idee che diventano progetti, abbiamo spiegato che i giovani devono avere accesso alla conoscenza e all'applicazione di nuovi saperi per essere cittadini consapevoli e partecipi.
Ed è per questo che, come ci ricordava anche il Consigliere Angeleri ieri, citando un pezzo della nostra mozione di accompagnamento, speriamo sia votata anche dalla minoranza: nelle economie più avanzate, la frontiera dello sviluppo economico e sociale si basa sulla conoscenza, incorporata nei processi di produzione, e il vantaggio competitivo è sempre più legato ad idee, creatività, innovazione e capacità di applicare i nuovi saperi.
Per questo motivo chiediamo fortemente alla Giunta di far diventare il protagonismo e la capacità di innovare delle giovani generazioni una vera prospettiva per il futuro della città, valorizzando tutte le energie più giovani, che abbiamo appunto saputo crescere, e definendo strumenti concreti e volti alla lotta, alla dispersione scolastica, al disagio, alla prevenzione ai comportamenti devianti nelle scuole e nel territorio.
Chiedo a tutti che questa attenzione non cali, perché quando ci si stupisce troppo dei fenomeni di bullismo è perché, spesso, non capiamo che sono le politiche dell'agio che fanno la differenza.
È per questo che la Città non ha sostenuto tagli sulle politiche sociali, sull'istruzione, ed è per questo che questa maggioranza vota convintamente questo Bilancio, perché anche se abbiamo vissuto un momento difficile per la già citata Finanziaria, noi crediamo che sia importante, in alcuni settori, non fare un passo indietro.
La Città ha dimostrato, in questi anni, di avere la lucidità di capire quali sono le priorità: allora, in qualche modo, fare un passo indietro sugli investimenti, stando attenti a quelli che sono i settori strategici, credo che sia un buon esempio di buona Amministrazione pubblica.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Anch'io, da neofita del Consiglio Comunale di Torino, devo ringraziare il Presidente del Consiglio Comunale di Torino e gli Uffici che hanno collaborato con l'Assessore al Bilancio, che ha svolto un lavoro così ponderoso.
Il mio intervento vuole essere una testimonianza di quella corrente di pensiero a cui aderisco e che potrei definire "ambientalismo modulato" (non parlo di "ambientalismo moderato" perché ritengo l'aggettivo ormai abusato e, probabilmente, anche svuotato di significati e ridotto ad un unico significato).
Il riferimento all'economia, per questa nostra idea di ambientalismo, è di rigore. La nostra attenzione all'economia fa apprezzare questo Bilancio di previsione, che si dimostra al tempo stesso rigoroso ed innovativo. Il concetto di budget a base zero rappresenta un elemento originale, presupposto di serietà amministrativa. Inoltre, il Bilancio è una buona interpretazione della filosofia amministrativa moderna, vale a dire la filosofia del decentramento amministrativo, nell'ottica di un raggiungimento finale dell'autonomia amministrativa.
Apprezziamo il buon bilanciamento tra la necessità di non intaccare gli investimenti sul sociale, pur rispettando il piano di stabilità.
Riconosciamo come pregevole la buona valenza programmatica, basata sull'incentivazione degli investimenti e sulla riduzione della spesa corrente e di quella parte più ingessata della spesa corrente, che è quella sul personale, senza che vi sia uno scadimento della qualità del servizio comunale, che molti apprezzano.
Vorrei fare un piccolo appunto su una tassa mancata, forse l'unica tassa che il cittadino accetterebbe volentieri: mi riferisco alla tassa di scopo, normata dalla recente legge Finanziaria ed applicabile nei Comuni per il cofinanziamento di opere pubbliche (quale, ad esempio, l'addizionale ICI), una tassa che il Comune di Torino e l'Assessore non hanno voluto applicare. È una tassa che a noi piace, che auspicheremmo che il prossimo anno entri in vigore, perché mostra dove concretamente finiscono i soldi dei tributi dei cittadini. Avremmo voluto, così come un'altra Amministrazione Comunale ha fatto, una tassa di scopo, per cofinanziare la costruzione di un asilo nido in più.
Mi permetto, sottovoce, di esprimere il disagio dei cosiddetti Gruppi minori. Come avevo già avuto modo di dire qui in Consiglio, non siamo partiti piccoli, poiché abbiamo grandi idee. Ci troviamo in imbarazzo nell'approvare un Bilancio che, alla fine, largamente condividiamo, ma che, in quanto esclusi dalla Giunta, non abbiamo partecipato a redigere e a costruire.
Il nostro è, dunque, un voto favorevole (mi sembra di poter parlare anche a nome di altri partiti piccoli di maggioranza non rappresentati in Giunta), ma non basato su un progetto partecipativo. È un voto ex-post, fideistico, ma che, come garanzia, peraltro qualificatissima, ha la sottoscrizione ad un condiviso programma elettorale e ci è appena sufficiente il riconoscimento partecipativo che ci è stato concesso nei dibattiti nelle Commissioni e nell'accettare tre piccoli punti inseriti nella mozione di accompagnamento che riguardano l'ecologia, che ci sta a cuore.
Al primo punto, si invita a considerare ogni azione amministrativa ispirata a moderne concezioni di efficienza, risparmio energetico e produzione da fonti rinnovabili.
Il secondo punto riguarda il potenziamento del sistema delle piste ciclabili e il terzo punto la promozione dell'educazione e della cultura ambientale e mi riferisco ad un evento, in particolare, cioè a quella manifestazione di rilievo nazionale ed europeo che è Cinemambiente, i cui finanziamenti, che già non erano rilevanti, allo stato attuale, non sono stati ridotti, ma azzerati!
Concludo, visto che non ho capacità auliche, come alcuni miei Colleghi, parafrasando il grande Ferrini di "Quelli della notte", che affermava "Non capisco, ma mi adeguo", dicendo: "Io non c'ero, ma sono assolutamente d'accordo con voi".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Non vorrei stuzzicare il mio Collega di Gruppo, il Consigliere Galasso, ma ognuno fa le citazioni che può!
Mi spiace che il Sindaco sia assente, ma vorrei dire una cosa per dare una mano soprattutto alla "puntina" del Sindaco, che, in ogni discussione, tende ad arenarsi sul solco del disco che canta: "l'opposizione non ha presentato proposte", "l'opposizione non ha presentato idee alternative", "l'opposizione è vuota di contenuti".
A me pare che gli interventi dell'opposizione che si sono sinora susseguiti, per quello che i meccanismi, le dinamiche e le discussioni del Bilancio consentono, abbiano dimostrato che, invece, la proposta alternativa, per quanto compete ad un'opposizione, c'è, eccome. Il Consigliere Angeleri, in particolare, ha dimostrato, per tabulas, direi, che qui come a Roma avete optato per una manovra più ampia del necessario, in particolare, sul versante delle entrate, tramite tasse e pressione fiscale in generale e aumento delle tariffe, laddove sarebbe stata sufficiente, probabilmente, una manovra per metà, almeno, stando a questa previsione delle entrate, che vede un abbattimento significativo dei dividendi delle partecipate e, soprattutto, la sparizione del preannunciato dividendo straordinario.
Cominciamo subito col dire che vi diamo ragione sul fatto che questo sia un Bilancio che aiuta la povertà, nel senso che la aumenta, perché, in nome del vecchio adagio per cui la sinistra ama talmente i poveri che ne vuole sempre di più, anche perché sono facilmente controllabili, tutta questa enfasi sulla spesa sociale (ne abbiamo già discusso in fase di discussione degli emendamenti) ci pare mal impiegata. Non abbiamo un sistema di controllo di gestione che ci consenta di capire se questa spesa sia davvero virtuosa, ossia che cosa vada in controvalore ai destinatari di questa spesa e che cosa, invece, venga assorbito dalla macchina che gestisce l'industria della povertà in questa città. Abbiamo un po' l'impressione che, anche in questo caso, ci sia la tendenza a non tagliare sulla spesa sociale, ma sulla spesa di consenso, perché un Sindaco onesto non si vanta di aver aumentato la spesa per il welfare, ma sostiene di averla ridotta, avendo dato ai cittadini (attraverso la società civile, il sistema delle imprese e i corpi intermedi) gli strumenti per uscire dalla povertà, facendo così anche risparmiare il contribuente.
Vediamo, invece, che la spesa sociale aumenta e quindi aumentano anche i dipendenti, coloro che devono poi vivere grazie alle politiche di welfare del Comune che, peraltro, quando l'Assessore parla del suo secondo pilastro, anche questo un po' pericolante, della politica redistributiva a favore dei redditi medio-bassi, fanno anche sorridere amaramente.
Abbiamo già discusso abbondantemente sulla soglia di esenzione dell'IRE e abbiamo calcolato, sugli importi netti alle famiglie e alle imprese, le eventuali esenzioni TARSU: per quanto riguarda queste cifre da 10 Euro in più, che ancora questa sera il Consigliere Gallo Domenico (impegnato, come al solito, in una disamina psicanalitica dei motivi che stanno dietro la discussione al Bilancio da parte dell'opposizione) ha orgogliosamente rivendicato, gli ripeto orgogliosamente che soltanto un comunista può convincersi che sia una cosa buona quella di aver regalato, a una famiglia che guadagna 10.300 Euro lordi l'anno, 10 Euro in più all'anno!
Certamente, questi 10 Euro sono più utili a queste famiglie che all'Assessore Passoni che fa il commercialista e, probabilmente, ne ha meno bisogno, ma non crediamo sia un grande risultato da rivendicare.
Il terzo pilastro, più che mai traballante, riguarda gli investimenti in opere pubbliche. In proposito, siamo a livello preolimpiadi 2003-2004, mentre, oggi, su tutti i giornali, c'è l'appello del Sindaco e degli altri Enti locali piemontesi al Governo (non si sa bene di chi, ma è un virgolettato, credo attribuito alla Presidente Bresso) che dice: "È inutile tirare la giacca a Di Pietro, bisogna far muovere Romano". C'è l'appello a Prodi, perché onori gli impegni del Governo in ordine alla copertura delle spese degli investimenti per le opere pubbliche in Piemonte, altrimenti il Passante sarà a rischio, la Metropolitana ferma, eccetera!
Maledetti i tempi dello stramaledetto Governo Berlusconi, quando, anche in previsione delle Olimpiadi, sul Piemonte aveva fatto calare 40 miliardi di Euro, complessivamente!
Il contenimento del debito è il quarto pilastro, che direi sdrucciolevole, se l'Assessore Passoni fosse un monaco stilita (poi vediamo chi mettere in punta agli altri tre pilastri). Sul contenimento del debito, con un sorprendente guizzo di indipendenza e di onestà intellettuale, ha detto bene il Consigliere Rattazzi. Trovo che anche il dato che lui ha voluto evidenziare dell'onere degli interessi passivi, rispetto alla spesa in servizi, sia significativo. È vero che è aumentato di poco, in percentuale, l'indebitamento del Comune, ma è vero che non siamo più nel periodo in cui Castellani prima e il Sindaco Chiamparino oggi finanziavano le "Luci di Artista" con i mutui a carico dei torinesi; è altrettanto vero che c'è contenimento e contenimento del debito, Assessore. Non finiremo mai di discutere su questo; nel senso che lei ha contenuto, si poteva contenere a rinegoziare.
Abbiamo, per esempio, la sensazione che sul debito varrebbe la pena di investigare un po' di più (quasi che fosse, se non la conoscessimo abbastanza bene, un lascito del suo predecessore, Assessore al Bilancio di questa Città), come per esempio la questione che dibatteremo con attenzione (voglio ringraziare l'Assessore Borgogno per questo) della convenzione con il CSI, finanziata con mutuo, con investimenti in conto capitale che hanno un forte odore, anzi un forte afrore di spesa corrente, coperta con mutui e sulla quale si poteva andare un po' a indagare.
Infatti, si tratta di operazioni ripetute nel tempo, ce ne sono state anche di più spericolate, ma, insomma, per dire che sulla riduzione del debito, certamente, si poteva fare qualcosa di più.
Sul versante delle entrate è già stato detto molto, però ci sono due pilastri che l'Assessore non ha rivendicato: uno, gli aumenti generalizzati (avete aumentato tutto l'aumentabile, comprese le tariffe del singolo parcheggio, della singola striscia blu); due, il tema delicato delle dismissioni patrimoniali.
Ora, non so se questa improvvisa conversione verso l'ipotesi "società immobiliare", nonostante le assicurazioni forniteci dall'Assessore Viano in risposta ad una nostra interpellanza, sia dovuta al fatto che, come ha anche denunciato il già citato Consigliere Rattazzi, l'abitudine o il malvezzo di questo Comune è di inserire, tra le entrate, delle voci particolarmente alte al capitolo dismissioni, salvo poi vedersele regolarmente smentite su importi molto più bassi.
È chiaro che, con le decisioni prese, avete confermato l'indirizzo di fare cassa, con il rischio di vendere pezzi di patrimonio immobiliare a un prezzo non particolarmente conveniente per la Città (sempre meno di quella che fu la madre di tutte le operazioni: l'introito di 99 anni di affitto di licenze di farmacie comunali su un solo anno, che non mi ricordo quale Bilancio salvò): anche qui vendiamo, impegniamo qualcosa che costerà molto di più ai torinesi rispetto a qualche mutuo in più.
Dall'altra parte, sulla dinamica della nostra discussione, ho notato, innanzitutto, un Sindaco sempre meno tollerante rispetto alla normale dialettica d'Aula: prima è sbottato con il povero Consigliere Angeleri, mentre faceva delle osservazioni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Beh, ero presente! Tra un po', Sindaco, negherà anche di essere sbottato con il Consigliere Porcino, qualche giorno fa. Ormai, tutto è interpretabile!
Ringrazio il Consigliere Cerutti, in particolare, di aver riconosciuto la nostra capacità, di avere partecipato con attenzione alla lettura-interpretazione di un Bilancio che è sempre più difficile. Mi rivolgo anche alla Presidenza: dovremmo trovare strumenti nella sessione di Bilancio per consentire ai Consiglieri un esame più approfondito. Alcuni di questi attengono alla sensibilità istituzionale della Giunta e della maggioranza.
Adesso, il Consigliere Zanolini dice che vota il Bilancio come fosse un articolo di fede, perché non ha partecipato alla sua discussione; noi, che crediamo un po' meno nelle capacità della Giunta (soprattutto, non siamo presenti né in Giunta, né in maggioranza, ovviamente), vorremmo che la discussione fosse diversa, perché una maggioranza politica che vuole davvero discutere il Bilancio, innanzitutto, non presenta la mozione per mettere le bandierine su 4 o 5 temi sui quali vuole darsi una qualche visibilità aggiuntiva rispetto alla Giunta, ma lavora sul Bilancio, dentro il Bilancio e dentro l'Aula con l'opposizione.
Non si arriva a quello che, sostanzialmente è, nel solco della tradizione di questa Aula, un voto di fiducia sul Bilancio con allegata la mozione con qualche blanda raccomandazione, frutto (non metto in dubbio) di un faticoso e travagliato lavorio dell'insieme della maggioranza per trovare formulazioni che non urtino nessuna sensibilità. Quindi, Presidente, affidiamo questa parte, che è di sensibilità politica e istituzionale, al buonsenso, alla ragionevolezza del Sindaco, della Giunta e dei colleghi Capigruppo di maggioranza.
Per quanto riguarda, invece, la parte più istituzionale, signor Presidente, devo rimarcare ancora una volta, dopo qualche anno di esperienza in quest'Aula, che obiettivamente la trattazione tradizionale, che si articola attraverso fasi di presentazione, da parte di ogni Assessore, per la sua parte di Bilancio, è insoddisfacente: non dà consapevolezza delle realtà del Bilancio e delle scelte che gli stanno dietro.
Allora, in certi casi può supplire la competenza, la conoscenza dell'Assessore al Bilancio che, sul singolo emendamento, può spiegare la destinazione delle varie spese, ma non aiuta i Consiglieri.
Siccome la discussione è congiunta, concludo con il tema della sicurezza. Il Consigliere Angeleri mi pare abbia già fatto notare come, in realtà, a fronte di una manovra che poteva essere ridotta sensibilmente, a dispetto di questa recente attenzione sul tema sicurezza (i tavoli, il Ministro Amato, il Sindaco che si è convinto, forse dopo aver letto la relazione di apertura all'anno giudiziario, che i reati sono effettivamente aumentati, quindi, oltre a comandare su una città di pazzi e visionari che hanno paura di una criminalità che non c'è, anche le denunce indicano proprio un aumento di criminalità), il Comune, per quanto può fare per la sua parte, ha fatto poco e ha dato un segnale negativo, perché non si è visto un incremento significativo in sicurezza.
E allora, se non dispiace al signor Sindaco e ai Consiglieri di maggioranza, anch'io, come il Consigliere Zanolini, ringrazio che ci venga data l'opportunità di discutere le nostre ragioni e i nostri documenti. Vorrei portare alla vostra attenzione, tra le tante mozioni collegate, quella del Gruppo di Alleanza Nazionale sulla sicurezza che, senza entrare in dettaglio, dice una cosa molto semplice e che è assolutamente misurabile anche con gli strumenti imperfetti che abbiamo: dice di impegnare il 40% in più, rispetto al consuntivo 2006, in investimenti sulla sicurezza, su una serie di partite che vanno dalle dotazioni alla Polizia Municipale, alle reti di sorveglianza, al coinvolgimento delle imprese commerciali e dei comitati di cittadini, all'attenzione della Polizia Commerciale sui quartieri a rischio, ai contratti di sicurezza integrata, alla sicurezza satellitare (per la quale c'è un contenzioso con le cooperative radio taxi), ai programmi concordati di sicurezza e contrasto di illegalità, alla violenza, al bullismo, al vandalismo dentro le nostre scuole, tema che finora non è affiorato, ma che credo valga la pena affrontare, perché è vero che non è tema di investimento della Amministrazione, in primis, ma è altrettanto vero che quanto succede in quelle scuole riguarda i nostri giovani e ha ricadute sulla Città e anche sul nostro Bilancio.
Se si finanziano le manutenzioni del CSI con investimenti in conto capitale, probabilmente si può prendere anche qualche soldino da quel "tesoretto" (se non l'avete già tutto bruciato) delle maggiori entrate fiscali per investire in sicurezza. Altrimenti, il Sindaco, poi, che cosa ci verrà a dire? Dovrà anche dimostrare di mettere almeno un chip a questo Tavolo, oltre a chiedere qualcosa al Ministro Amato, o a rivolgersi a un Prefetto che, per natura stessa dell'incarico, non sempre può dare immediata e particolare soddisfazione alle istanze di questa Città.
Crediamo che sia venuto il tempo in cui il Bilancio si possa discutere, malgrado i regolamenti e la tradizione, in un clima di maggiore trasparenza e rispetto per le Istituzioni in cui sediamo e in cui lavoriamo tutti.
Spero che al prossimo Bilancio, il Sindaco, che ormai, ogni tanto, assume anche atteggiamenti (a volte gli sono attribuiti, non è colpa sua) da patriarca, voglia anche, una volta tanto, aprire a un confronto serio (abbiamo dimostrato che c'è la disponibilità) e arrivare finalmente a un Bilancio che consenta al Consiglio Comunale di fare la sua parte, dentro il Bilancio stesso, cioè non con le mozioni di accompagnamento, non con le raccomandazioni, ma con un Bilancio che effettivamente sia aperto a un confronto preventivo, a una discussione, alle modifiche e non sia, come sempre accade, un Bilancio blindato, un voto di fiducia e il contentino, che viene dato giusto alla maggioranza, di presentare scarne proposte che, si sa, non troveranno mai applicazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Stefano.

GALLO Stefano
Volevo intervenire, intanto, perché, anche se ho ascoltato tutti gli interventi, non concordo con la posizione di qualche collega, che pensa che la mozione di accompagnamento sia blanda e non serva a dare indirizzi programmatici e prioritari alla nostra Amministrazione.
Nel trovare una mediazione anche tra le varie sensibilità all'interno della maggioranza, mi sono fatto carico di introdurre il tema dell'ICT nella proposta di mozione di accompagnamento, perché penso che sia tutt'altro che un tema da non discutere, anzi, ritengo che debba costituire un punto programmatico della politica dell'Amministrazione, che, già in questi anni ha fatto molto in questo campo, tant'è vero che Torino si colloca tra le prime città per quanto riguarda le tecnologie dell'Information Communication Technology sia in Italia che in Europa.
L'attivazione della Città di Torino per la diffusione delle tecnologie Wi-Fi sul territorio cittadino, con il progetto "Torino Wi-Fi", è un segnale che indica che la nostra Amministrazione ha a cuore lo sviluppo dell'ICT nella nostra città; ricordo che nel Piemonte e nella nostra città il comparto delle tecnologie dell'informazione, per numero di addetti e per numero di iniziative, è secondo solamente a quello del distretto della meccanica. È chiaro che questo, rilevato come la diffusione di questa rete all'interno del territorio cittadino, unita alla propositività in termini di politica industriale sul software (in particolare, con la diffusione sempre maggiore della tecnologia delle modalità di licenza dell'open source), possa rappresentare una reale indicazione di politica sull'innovazione e la ricerca che l'Amministrazione deve mettere in campo e per la quale penso sia stato fatto un buon lavoro nella proposta di mozione di accompagnamento.
In particolare, mi sono premurato di far inserire - perché nella prima bozza non c'era - un mantenimento dei tempi previsti nell'applicazione del progetto "Torino Wi-Fi" per la diffusione di queste tecnologie nella nostra città, posizionando antenne su tutti i lampioni, i semafori e addirittura sulle fermate di bus e metropolitana, non tanto perché la tecnologia debba essere fine a se stessa e non avere un risvolto di politica industriale ed economica sul territorio, quanto perché la sperimentazione di nuovi servizi, unita a nuove tecnologie che il nostro territorio mette a disposizione, possa creare quel volano economico, alternativo al distretto della meccanica, che permetta al territorio cittadino di consolidare il cosiddetto distretto dell'ICT.
Ritengo che questo sia un punto decisivo e fondamentale per lo sviluppo della nostra economia; sapere che nel nostro territorio sono presenti molti addetti che lavorano in questo settore e che la Città di Torino, per l'erogazione di questi servizi sulle nuove reti Wi-Fi (in futuro Wi-Max), è in procinto di selezionare service provider esterni alla Città, ci deve far riflettere sul fatto che l'Amministrazione vuole già avere un coinvolgimento maggiore nell'erogazione di servizi a valore aggiunto, ma soprattutto che questi servizi non sono finalizzati a se stessi e possono essere un volano economico per il nostro territorio. Per questa ragione, penso che identificare questi punti (quindi, un'evoluzione ed un mantenimento dei tempi su questi progetti di estensione di reti wireless all'interno del nostro territorio), insieme a politiche industriali sul software, possa contribuire a fare in modo che la nostra Città sia capofila di un settore che non è solo all'attenzione della Città di Torino.
Ritengo che sia tutt'altro che inutile indicare queste linee programmatiche e che anche all'interno della macchina comunale l'utilizzo di tecnologie innovative possa contribuire a tagliare i costi di alcuni processi; pertanto, penso che, all'esterno (con l'uso delle reti wireless ed il consolidamento di politiche industriali sull'open source) ed all'interno della macchina comunale (con il rafforzamento dell'uso di questi strumenti), si possa realizzare un taglio dei costi che sempre più possono aumentare e creare un ecosistema imprenditoriale basato su reti di terza generazione che possa permettere uno sviluppo del distretto dell'ICT e contribuire ad un'alternativa economico-industriale sul nostro territorio.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Essendo il Bilancio l'atto principale che in qualità di Consiglieri Comunali siamo chiamati ad esaminare e votare, credo che la sua discussione sia politicamente rilevante e mi spiace che questo dibattito avvenga alla presenza di così pochi Consiglieri di opposizione, perché mi avrebbe fatto piacere rispondere nel merito ad alcune osservazioni rilevate.
La Relazione illustrativa dell'Assessore Passoni ribadiva la situazione economica nazionale in crescita e questo credo che dovrà essere declinato, sul fronte delle maggiori entrate, anche a livello comunale, perché è chiaro che la scelta politica di dove indirizzare le maggiori entrate competa al Governo nazionale per quanto di competenza, ma compete, a livello locale, per quanto di competenza degli Enti Locali e mi riferisco in particolar modo agli incrementi sulle imposte presenti all'interno di questo Bilancio.
L'altro punto pregnante, nel difficile compito di redigere e condividere con noi il Bilancio, riguarda le novità introdotte dalla Finanziaria 2006 e dal nuovo concetto di Patto di Stabilità interna a cui gli Enti Locali devono attenersi, perché il principio per cui occorre che, a fronte di una maggiore autonomia, aumenti anche la responsabilità, è un principio che questa Amministrazione ha seguito nel redigere il documento di programmazione economica.
Entrando nel merito delle scelte politiche fatte, penso che la scelta strategica della riduzione dell'indebitamento, inteso sia come rimborso di capitale che come rimborso di interessi, sia politicamente condivisa ed assolutamente necessaria, anche in relazione alla forte aliquota percentuale rappresentata dall'indebitamento rispetto al complessivo del Bilancio: è una strada che inverte una rotta e che trova la mia personale condivisione e quella del nostro partito.
Mi soffermo anch'io sul punto, citato dal Consigliere Rattazzi, in relazione alle voci di entrate extratributarie connesse alle dismissioni immobiliari. Mio nonno, che oggi ha 90 anni, non ha studiato e ha sempre fatto il contadino in provincia di Torino, ha sempre sostenuto che una famiglia saggia, nel fare il proprio bilancio, debba pensarci bene prima di vendere i gioielli di famiglia: credo che la modalità con cui i 50 milioni di Euro, iscritti nel Bilancio Preventivo alla voce entrate extratributarie, entreranno dalle dismissioni immobiliari non sia un elemento politicamente secondario e quest'Aula, che si dovrà esprimere in tal senso, debba cercare di massimizzare il risultato nell'interesse della città.
Non è stato facile redigere un Bilancio con 129 milioni di Euro in meno nel saldo finanziario, mantenendo gli investimenti a livelli ordinari; è vero che si faceva cenno ad un livello di investimenti antecedente alle Olimpiadi, ma è altresì vero che il periodo olimpico è stato straordinario per questa Città anche in termini di contributi derivanti da altre fonti. Auspichiamo che l'orizzonte temporale del 2011 e "Torino 150" sia un periodo analogo a quello olimpico in termini di maggiori entrate derivanti dallo Stato, in modo da poter continuare a mantenere o a ripristinare il trend di investimento pubblico che abbiamo vissuto in questi anni, ma mantenere un livello precedente al periodo olimpico, con 129 milioni in meno, non è stata un'operazione semplice.
In merito alla polemica sollevata dal Consigliere Angeleri sulla riduzione dei dividendi delle aziende partecipate, è chiaro che se leggessimo questo dato avulso dal contesto, condividerei anch'io la sua osservazione (perché incrementare le imposte sui cittadini con una così cospicua riduzione dei dividendi delle nostre partecipate?), però, se riflettiamo sul contesto in cui si muovono le nostre partecipate e le operazioni in cui sono coinvolte, vediamo che questo limite di riduzione del dividendo è assolutamente compensato da una crescita forte delle aziende di questa Città.
Una crescita e un processo di aggregazione, anche su base nazionale, che ha portato alla costruzione di IRIDE, oggi terzo operatore italiano, e che deve metterci in condizione - e questo è sicuramente un senso di responsabilità dell'Amministrazione - di andare verso il processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali (la riforma dell'articolo n. 113 del TUEL), su cui questo Governo, a differenza di quanto ha fatto il centrodestra in 5 anni, in 8 mesi ha fatto già molto di più.
Esiste il Disegno di Legge Lanzillotta, che ovviamente è condiviso e che deve assolutamente renderci responsabili per le nostre aziende.
A questo proposito, suggerisco all'opposizione tutta di leggersi con cura la Relazione sui servizi pubblici redatta dall'Agenzia.
Nella stessa Relazione, a pagina 4, si fa riferimento ad un'importante pronuncia della Corte dei Conti, che obbliga a considerare, nel Patto di Stabilità interno da rispettare a livello del Comune, anche i risultati operativi delle aziende partecipate dal Comune stesso. Allora, prima di formulare considerazioni così tranchant su come vengano gestiti i dividenti delle nostre partecipate, chiederei una maggiore attenzione, anche rispetto al punto riportato a pagina 7, dove si fa riferimento alle tariffe dei servizi, che erano invariate dal 2005. Questo è un altro dato che credo sia assolutamente significativo.
Quindi, rispetto al difficile lavoro svolto dalla Giunta, e in particolare dall'Assessore Passoni, il giudizio politico è sostanzialmente positivo, perché è facile investire e spendere quando si hanno cospicue risorse, ma è un po' meno facile mantenere gli standard di livello raggiunti, quando le risorse sono minori.
Le aziende del Comune di Torino godono, in larga misura, di ottima salute; sono aziende forti, che possono veramente competere in un mercato gradualmente libero dei servizi pubblici locali, e questo è sicuramente un merito di questa Amministrazione.
Sicuramente, governare il processo di trasformazione di questa città, che, come diceva il Consigliere Gallo, prima era una città essenzialmente produttiva e manifatturiera e ora sta diventando una città a vocazione multipla, non è un compito semplice.
Le nuove vocazioni di Torino, riportate anche nella Relazione Programmatica del Bilancio - e mi riferisco in particolare a Torino città turistica e polo della cultura -, devono, altresì, farci riflettere sulla considerazione che faceva il Consigliere Rattazzi, in termini di trasferimenti, da parte del Comune, agli enti di promozione cultuale.
È chiaro che occorre una riflessione politica sui costi della cultura e, forse, sarebbe opportuno orientare le scelte politiche dei nostri Enti verso una cultura sempre più, tra virgolette, "autosostentata", anche da un punto di vista finanziario.
Governare un processo che fa diventare Torino la città della conoscenza diffusa e un polo di eccellenza culturale, tenendo insieme la città che cambia, non è un'operazione semplice ed è veramente necessario un apporto costruttivo da parte delle forze di opposizione. Diventare centro di eccellenza scientifica, senza dimenticare i nostri anziani, senza dimenticare che, oggi, il 10% dei cittadini di Torino sono extracomunitari (e questi due trend sono certamente in incremento), tenere insieme la coesione sociale di una città che deve essere capace di liberare le eccellenze culturali e, allo stesso tempo, tenere insieme i soggetti più deboli di questa società (quelli che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese per svariate ragioni), credo sia il compito principale del centrosinistra che governa questa Città.
Credo che questo Bilancio possa essere uno strumento di attuazione di questa politica, per cui, con estrema forza, sosteniamo, col voto, questo Bilancio.

CENTILLO Maria Lucia (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Sarò molto breve, innanzitutto perché non vorrei ripetere quanto già detto da altri Consiglieri, ma anche perché, tra le voci di corridoio che tutti abbiamo avuto modo di sentire, ve n'è anche una secondo cui alcuni nostri Colleghi avrebbero la macchina carica di bagagli e sarebbero pronti a partire per le meritate vacanze di Pasqua, per cui non vorrei rendermi complice di un ritardo nella loro partenza.
Vorrei far notare al Consigliere Grimaldi, che chiede di parlare di numeri in fatto di Bilancio, che probabilmente non è particolarmente conveniente, per la maggioranza, per la Giunta ed in particolare per il suo Assessore al Bilancio, che si parli di numeri, perché finora, quando lo si è fatto, si è notata una certa tensione da parte della maggioranza, tensione che si è venuta a manifestare anche tramite alcuni interventi dei Consiglieri di maggioranza che mi hanno preceduto.
Credo che sia conveniente un po' per tutti che si faccia un accenno al piano politico che sottostà al Bilancio Previsionale, anche se credo che, anche sul piano politico, questa maggioranza non abbia molto di che sorridere, perché, ispirato dal Consigliere Professor Rattazzi (che ho ascoltato con molta attenzione e con grande piacere, essendo uomo che gode della stima, credo, di gran parte della città di Torino e dei cittadini torinesi, di chi è attento a come si sviluppa un sistema culturale, politico e formativo), ho trovato che egli condivide l'interpretazione mia e, immagino, del mio Gruppo, sull'atto di Bilancio presentato.
Questo Bilancio è stato definito "riparatorio". Il Consigliere Rattazzi ha sottolineato il fatto che si stia passando da una finanza "creativa" ad una finanza "riparatoria"; in questo modo (non lo so se l'abbia fatto volontariamente), ha automaticamente delegittimato non soltanto il lavoro fatto, anno dopo anno, dall'Assessore al Bilancio che ha preceduto l'Assessore Passoni nella scorsa tornata amministrativa, ma, essendo l'Assessore al Bilancio colui che deve necessariamente fare la sintesi tra gli interventi e il lavoro svolto da tutti gli Assessori, ha delegittimato l'intera Giunta che ha preceduto quella attuale. Così facendo, ha delegittimato anche buona parte della Giunta attuale, considerato che gli Assessorati di peso sono guidati dagli stessi Assessori che erano in carica nella scorsa tornata amministrativa.
Credo che un intervento di questo tipo, fatto da un Consigliere di maggioranza, abbia un valore particolare e non sia tacciabile di strumentalizzazione, così come, sono certo, sarebbe stato, se fossi stato io il primo a sottolinearlo. Credo che questo sia un primo dato politico essenziale, indimenticabile.
La prima conseguenza logica è che, evidentemente, la maggioranza, o parte di essa, ha riconosciuto una ragione, che finora non era mai stata riconosciuta, alle forze politiche di minoranza, che, negli anni scorsi, hanno cercato di correggere le storture dei Bilanci precedenti. Questo è un grande merito che finalmente è stato riconosciuto.
Allora, da ciò che ho potuto intendere, per rimediare al disastro precedente, diventa necessario intervenire con un Bilancio di questo tipo, che prevede consistenti maggiori entrate fiscali, ma, allo stesso tempo, un notevole taglio delle uscite.
Vorrei fare un brevissimo accenno al settore che, forse, ha più risentito del taglio, e mi riferisco al Settore della Cultura. Il Bilancio della Cultura è drammatico, in quanto è stato più o meno dimezzato; sono certo che ne siate tutti consapevoli, anche perché è un dato oggettivo. Le richieste dell'Assessore alla Cultura sono state accontentate all'incirca per la metà. Quindi, anche in questo caso, il dato politico che emerge è che, quando si definisce Torino come una città dalla vocazione multipla, in particolare, come una città dalla vocazione turistica e di promozione culturale, o lo si fa senza avere la coscienza degli strumenti che mancano alla città per potersi trasformare davvero in città turistica, o lo si fa in malafede.
Io, dal Bilancio della Cultura, che ha visto dimezzate le risorse disponibili, ha visto dimezzato un Assessorato e, permettetemi, ha visto dimezzato anche un Assessore, la cui assenza credo oggi pesi molto più di quella di altri suoi Colleghi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi è più che giustificato. Credo che, però, avrebbe rimandato volentieri il suo viaggio, se le sue richieste fossero state accontentate. Io non ho molti dubbi in merito a questo.
Comunque, si tratta di un Bilancio che prevede - e lo segnala attraverso un documento consegnato a tutti i membri della V Commissione - la riduzione o l'annullamento di alcune manifestazioni, nelle quali la Città ha creduto, tra le quali sottolineo anche soltanto la celebrazione dell'anniversario della Liberazione, il 25 aprile, perché anch'essa ha un valore politico.
Credo che, per una Giunta chiaramente schierata, dal punto di vista politico e talvolta anche da quello ideologico, nel momento in cui il suo Assessore alla Cultura diffonde la notizia secondo cui, probabilmente, non ci sarà consentito celebrare il 25 aprile, sia un chiaro messaggio di protesta nei confronti dell'Assessore al Bilancio e nei confronti della manovra finanziaria che viene presentata.
Io piangerò un po' meno, ma sicuramente qualcuno lo farà più di me.
Per quanto riguarda, invece, la sicurezza, il Consigliere Bonino ha parlato della maggior attenzione, da parte della Città, attraverso la manovra di Bilancio, nei confronti del "problema sicurezza". Spero che il Sindaco mi ringrazi per non aver parlato, come al solito, di "emergenza sicurezza"; ho già fatto un passo indietro: parliamo di "problema". Se questa è la condizione per parlare di sicurezza, allora siamo disposti a parlare di problema e non di emergenza. Però io chiedo come sia possibile parlarne, quando gli interventi per fornire maggiori mezzi e maggiori strumenti alla Polizia Municipale, alla fine, si limitino all'acquisto di poche unità di auto e di ancor meno unità di motociclette da dare in dotazione; stiamo parlando di cifre che oscillano tra le 2 e le 5 unità.
Io mi chiedo come potrà contribuire la Polizia Municipale alla soluzione dei problemi legati alla sicurezza, grazie all'acquisto di 4 o 5 nuove automobili. Se questi sono gli elementi che dimostrano la maggiore attenzione dell'Amministrazione nei confronti della sicurezza, credo che non avremo più molto da dirci nel Tavolo convocato dal Sindaco di recente.
Credo che, nella presentazione della manovra di Bilancio, emergano anche altri fattori, che sono culturali oltre che politici e, a titolo di esempio, credo sia indicativo l'intervento del Consigliere Zanolini, che ha parlato addirittura di una "tassa che piace", una tassa nei confronti della quale i cittadini sarebbero disposti quasi a stracciarsi le vesti pur di pagarla: la tassa di scopo. Tassa di scopo della quale noi abbiamo chiesto, attraverso una mozione collegata che non è nemmeno stata discussa, che non venisse applicata nel corso di questa tornata amministrativa.
In questo riscontro una profonda differenza culturale tra una sinistra che crede esistano delle tasse che piacciono, e di conseguenza non fa che aumentarle, e un centrodestra, una coalizione che molto ha lavorato nella discussione di questo Bilancio, che crede che la "tassa che piace" non esista, ma che vi siano delle tasse che, se pagate per la fornitura e la prestazione di servizi adeguati, sia giusto e doveroso pagare.
Esiste un'altra Torino - questo lo dicevamo già un anno fa e continueremo a dirlo - che non crede che pagare le tasse sia sbagliato, ma che si aspetta di pagarle per servizi in sostegno di tutta la città.

CERUTTI Monica
La parola al Consigliere Cuntrò.

CUNTRO' Gioacchino
È difficile e complicato intervenire a chiusura di questa Sessione di Bilancio.
Ringrazio tutte le Commissioni, che, con il loro lavoro proficuo, ci hanno consentito di giungere in Aula con questo Bilancio.
Parliamo al presente, perché questa sera ho sentito parlare molto al passato in quest'Aula. Se riuscissimo a parlare al presente, probabilmente, avremmo più elementi per capire perché, a differenza degli altri anni, in quest'Aula si è aperta una discussione, nell'ambito della quale anche l'opposizione - questo è un fatto importante - è potuta intervenire con più incisività, dedicando più tempo agli interventi e ai singoli passaggi della discussione in Aula.
Vorrei formulare ed esporre alcune riflessioni sulle linee strategiche che questo Bilancio Previsionale si è dato, senza voler entrare nel merito, come hanno già fatto alcuni Consiglieri, che si sono addentrati a parlare di cifre e di tecnicismi, perché ritengo che l'Assessore Passoni abbia già formulato, in modo chiaro ed inequivocabilmente corretto, la composizione contabile del Bilancio.
Come è noto, la cosiddetta "Finanziaria del Comune" - come è stata chiamata da alcuni Consiglieri - costituisce, ormai, uno strumento fondamentale. Qualcuno parlava di Bilancio "vincolato", ma il vincolo deriva dal fatto che o un'Amministrazione è capace di costruire una Finanziaria indirizzata verso quello che deve essere l'obiettivo gestionale della Città, tenendo ben presenti i bisogni della Città, oppure il rischio è che ognuno di noi intravede, nell'azione e nel contributo che vuole dare alla discussione, la singola soluzione al suo problema o al problema che ritiene che sia più importante.
Personalmente, ritengo, invece, che questo Bilancio Preventivo sia in grado di coinvolgere la globalità delle sue attività, poiché traccia gli indirizzi rivolti a tutte le realtà che dirige e, in particolare, ai bisogni dei cittadini. Questi bisogni, a cui risponde la Città, sono evidenti, come elementi misurabili e giudicabili.
Il lavoro che si svolge nell'amministrare una Città deve avere chiaro un obiettivo da cogliere, e io ritengo che questo Bilancio colga gli obiettivi che si è dato nell'individuare e finalizzare la propria amministrazione.
Come hanno già detto altri Consiglieri, sappiamo tutti che il cambiamento derivante dalla recente Legge Finanziaria ha profondamente modificato le regole per gli Enti Locali, con l'introduzione di un sistema di finanza più autonomo, che ha determinato l'esigenza di decisioni periferiche maggiormente rivolte al sistema di programmazione di entrate ed uscite, indipendenti dal criterio, prima utilizzato, della spesa pubblica.
Capisco che alcuni Colleghi possano pensare che nel passato si sia utilizzato lo strumento della finanza creativa, ma se ci rivolgiamo al passato non possiamo non comprendere o fare finta di non capire che alcuni strumenti utilizzati da questa Città nel passato erano condizionati dal fatto che la Finanziaria centrale la obbligava a percorrere determinate strade.
Ritengo legittimo che questa Città utilizzi anche strumenti "fantasiosi" - io vado oltre la "creatività" -, ma non penso che questo Bilancio sia "riparatorio", se così possiamo definirlo, secondo quanto richiamato dai Colleghi (il Consigliere Rattazzi ha usato questo termine), semmai, è "riparatorio" di un'incapacità dello Stato, nel passato, di fare una Finanziaria capace di mettere gli Enti Locali in grado di avere questa responsabilità d'equilibrio della spesa.
Certamente, oggi, la Finanziaria ci pone in quella condizione, concede maggiore autonomia, come dicevo prima, e, quindi, è "riparatorio" di un sistema di finanza nazionale che ha messo gli Enti Locali nella condizione di dover operare in un certo modo; da oggi, inizia un cammino nuovo, poiché il Paese è governato da un Governo nuovo.
Quindi, pur negli scenari che si sono delineati e nelle difficoltà che ne sono derivate, quest'Amministrazione ha perseguito i fondamentali, prioritari traguardi del mantenimento dei livelli di spesa sociale, con servizi che rimangono accessibili a tutti, nessuno escluso, e che sono migliori per qualità e quantità, e, in parallelo, ha ampliato anche il livello degli investimenti infrastrutturali e produttivi.
Inevitabilmente, gli indirizzi prima descritti comportano linee d'approccio che non possono prescindere da interventi che creino occasioni di sviluppo nei settori trainanti per la Città, anche con dismissioni mirate, perché queste servono al finanziamento degli investimenti (infatti, vogliamo continuare a fare investimenti in questa città) e, certamente, alla riduzione dell'indebitamento.
Dobbiamo operare in termini paralleli su due settori, perché l'Amministrazione non controlla i tassi ed il finanziamento si è profilato sempre più oneroso, quindi, davanti ad una situazione del genere, bisognava e bisogna intervenire sulla riduzione dell'indebitamento; non si può prescindere da una revisione della spesa corrente, con il perseguimento di economie e riduzioni.
Se questo è un torto, bisogna dirlo, ma se, a fronte di una situazione di riequilibrio, nella quale un'Amministrazione deve perseguire degli obiettivi, si fa un'azione di riduzione della spesa corrente ed il perseguimento di economie viene individuato come uno strumento maldestro, non penso che si possa considerarlo diversamente da semplice buonsenso. È uno strumento, una strada di buonsenso!
Non dimentichiamo - non ne ho sentito parlare, finora - che l'Amministrazione, in continuità con il passato - perché questa è continuità, è una scelta politica fatta da quest'Amministrazione - continua, in modo trasparente, una lotta efficace all'evasione; voglio sottolineare "trasparente", perché dichiarata apertamente nei suoi obiettivi, nelle varie situazioni!
Voglio rammentare a tutti (compreso il Consigliere Rattazzi, che la volta scorsa non era presente) che, a fronte di scelte di condoni che il Governo nazionale faceva nell'ambito della Finanziaria, questo Comune ha detto "no", scegliendo strade amministrative di rapporto trasparente con i cittadini, ai quali, come ha ricordato prima qualche Consigliere, diceva che coloro i quali pagano le tasse, le pagano e sono persone corrette, mentre coloro i quali non le pagano, le devono pagare.
Questa Città non ha niente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...anche le cooperative; infatti, in cinque anni, il Governo Berlusconi ha corretto la legge che regolava il rapporto fiscale delle cooperative.
Le iniziative che si affrontano, in questo Bilancio, sul fronte delle entrate, sono eque e ridistribuiscono il prelievo, tenendo conto delle varie categorie reddituali.
Capisco che, probabilmente, quest'aspetto dia fastidio; cioè, dà fastidio che una Città, sensibile al sociale e nei confronti dei propri cittadini, ritenga che la differenza reddituale vada vista in termini contrari: chi è più ricco deve pagare di più, chi è più povero dev'essere assistito con servizi, e questa Città, con i costi della collettività, deve fornire i servizi e l'assistenza a coloro i quali ne hanno bisogno, e noi siamo del parere che si debbano dare.
Tutto ciò premesso, era necessario darsi un'impostazione ispirata al budget a base zero, con responsabilizzazione dei centri di costo, sia con il rispetto del Patto di Stabilità, perché andava rispettato, sia con tagli non uguali per tutti, ma tenendo conto delle singole e motivate esigenze e, soprattutto, dei ritorni correlati e delle priorità.
Come ho già accennato, ma è opportuno ribadirlo, è stata positiva la scelta di non comprimere le spese sociali. Condivido pienamente l'articolazione della spesa pubblica, mirata a creare valori sia nei settori tradizionali che in quelli riferibili alle nuove vocazioni di sviluppo della città (pochi l'hanno richiamato); indubbiamente, ritengo positivo il parallelo quadro di contenimento, per quanto possibile, dei costi fissi, anche se taluni sono di più difficile compressione, come quelli del personale.
Confermo che non ci debbano essere aumenti di tassazione, senza corrispondente valore aggiunto sui servizi offerti per quantità e qualità. Il cittadino capisce eventuali nuovi sacrifici, se si è virtuosi nell'applicazione di questo principio e l'impalcatura del nostro progetto globale è orientata senz'altro a quest'indirizzo.
Gli incrementi a tale titolo sono stati soppesati con scrupolo ed attenzione nella loro misura, che ha tenuto conto del tempo trascorso nella fissazione dei precedenti importi, e devono costituire il consolidamento di una situazione con un traguardo di certezze, capaci di non determinare, poi, l'esigenza di futuri, ulteriori aumenti delle voci considerate.
Quanto fatto non dev'essere un primo passo, ma quello su cui basare, in avvenire, un'ampia stabilità impositiva, a conferma delle logiche complessive che stiamo portando avanti.
Ritengo giusto l'indirizzo tracciato sulle dismissioni immobiliari e l'estinzione anticipata dei mutui, finalizzata a reperire risorse per il Piano Strategico.
Giudico positiva la disciplina di applicazione alla TARSU, allineata ai principi ispiratori di base dell'intero progetto all'esame, con incrementi pari al tasso di inflazione, ma anche sul fronte delle agevolazioni.
Forse siamo l'unica città in Italia che ha percorso questa strada, riferita alle famiglie meno abbienti, raccogliendo le osservazioni - anche qui nessuno l'ha ricordato - delle parti sociali coinvolte ed anche delle Organizzazioni Sindacali.
Sono state fatte alcune osservazioni, c'è stato un confronto, di cui sono state raccolte le risultanze.
Poi, come dire, ci si ricorda sempre del passato: può sembrare relativo, se usato in termini assoluti, il fatto che, sull'ICI, in continuità con quanto fatto prima, si è ridotta l'ICI della prima casa. Se preso in termini assoluti, si dice che si tratta di una certa quantità di Euro; in questo caso, però, non si possono fare interventi riferiti al Bilancio in cui, prima, si usa la percentuale (i 40 Euro corrispondenti a quelli di prima portano ad un incremento del 500%), poi, in termini assoluti, al contrario, non si calcola di quanto incida la riduzione. O si usano gli Euro sempre, o si usano le percentuali sempre.
Mi soffermo, infine, sui temi, tanto discussi in questi giorni, del suolo pubblico e dei parcheggi, confermando che era assolutamente necessario attualizzare il valore reale di utilizzo di tale bene, per coloro che fruiscono ai fini commerciali di queste aree, dove sono stati fatti rilevanti investimenti di valorizzazione urbanistica, di servizi di trasporto e di infrastrutture, che hanno favorito iniziative turistiche ed effetto vetrina della città.
Un conto sono gli spazi delle zone periferiche o similari, altro conto sono gli spazi del centro, dove gli investimenti pubblici (e, quindi, della collettività) sono stati cospicui ed hanno portato ritorni evidenti in termini di pregio e di guadagni.
Credo, quindi, che anche le tariffe delle aree di parcheggio a raso e, soprattutto, quelle sotterranee, debbano essere adeguate secondo criteri di attualizzazione, anche alla luce dei costi da lungo tempo invariati.
Chiaramente, anche in questo caso, vanno costantemente ricercati il miglioramento e l'ottimizzazione dei costi stabiliti per ogni singola zona, considerando l'adeguatezza delle infrastrutture, l'idoneità dei servizi di trasporto pubblico, gli investimenti fatti e il ritorno sull'economia della zona stessa.
Questi indirizzi e percorsi logici di servizio infrastrutturale sono già stati tracciati, in concreto, attraverso la realizzazione del metro e della linea 4: occorre ora proseguire nella direzione dei parcheggi strategici a corona o di scambio, con navette di collegamento atte a favorire la mobilità collettiva ed agevolando l'avvicinamento e non l'ingresso diretto al centro con mezzi individuali. Al riguardo, rammento la mozione di accompagnamento, approvata all'unanimità da questo Consiglio Comunale, che impegna GTT a finalizzare i maggiori introiti soltanto all'acquisto di nuovi mezzi di trasporto.
L'impianto del Bilancio previsionale, sia pure nella difficoltà, più volte richiamata, di far quadrare tutto, contiene - e ciò è importantissimo anche per i torinesi - ogni valido argomento o ragione affinché la stessa lo comprenda e lo condivida.
Bisogna, allora, fare ogni sforzo perché la comunicazione verso la cittadinanza sia effettuata in modo corretto, trasparente ed esaustivo.
Un punto saliente su questo tema è rappresentato dal fatto che il nostro progetto ha la prerogativa indiscutibile di rispettare, senza l'uso di sottigliezze interpretative, il programma elettorale che questa maggioranza aveva presentato ai propri elettori.
Ne ho attualmente ripercorso il testo e, circa i temi più strettamente attinenti all'argomento, non ho trovato discordanze né nelle premesse generali, né in quei punti che possiamo definire più spinosi e che riguardano il reperimento ed il finanziamento delle risorse economiche necessarie, attraverso l'intervento dei contribuenti.
Riservo ancora alle conclusioni argomenti, forse più di premessa, che ritengo possano essere così più convincenti.
In sede di ristrutturazione della Finanziaria, il Governo centrale, per usare un eufemismo (per dimostrare che siamo anche capaci di criticare i governi amici), è stato poco attento agli Enti Locali, causando pesanti diverbi e difficoltà che hanno avuto un effetto rilevante per il Comune di Torino. Si sono complicati gli effetti derivanti dalle modifiche delle regole del precedente patto di stabilità, come dicevo prima, con una contestuale pesante riduzione dei trasferimenti dello Stato.
Auspico, visto che se ne è discusso nelle scorse settimane, ma anche in questi giorni, che gli avanzi (se ci saranno, e pare che ci siano, visto che si parla di "tesoretto") derivanti dalla Finanziaria del Governo, siano, da parte di tutto il Consiglio Comunale, assunti con un atto di indirizzo al Governo affinché gli stessi avanzi (sempre che ci siano) siano destinati ad esclusivo beneficio delle famiglie e delle fasce con ridotti redditi. Invito anche l'opposizione a richiamare questi indirizzi, così come avete sostenuto in questi giorni.
Tutto questo, nell'ottica di generare e potenziare aumenti nei consumi, quindi un volano per tutta l'economia ed anche per le imprese.
Quindi, la via tracciata dal nostro Comune era obbligata, però gli sforzi e le strategie adottate hanno consentito ugualmente di avvistare risultati tali da garantire alla Città il raggiungimento pieno delle sue esigenze, sempre più nel rispetto degli impegni assunti.
Con questo provvedimento, dunque, tutta la maggioranza si presenta ai suoi elettori e ai suoi cittadini convinta e consapevole delle sue scelte e dei risultati per la Città.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Lospinuso.

LOSPINUSO Rocco
Sarò molto breve, visto che gli altri Consiglieri hanno già raccontato tutto sul Bilancio.
Mi preme soprattutto rilevare quanto posto in evidenza dal Consigliere Cuntrò nel suo intervento di pochi minuti fa: quest'anno, l'Amministrazione ha deciso di concentrarsi maggiormente sul problema sociale e sul welfare. Questo le fa onore, perché, rispetto a quanto preventivato, dal Governo sono arrivati pochi fondi, per varie ragioni sulle quali ora non voglio dilungarmi, e ha fatto di tutto per accentuare ed accelerare i processi di organizzazione dei servizi sociali.
Un aspetto che, nei vari interventi, non è stato citato e che rappresenta un problema molto importante riguarda la casa e l'incentivazione ai contributi per il sostegno sociale alle famiglie meno agiate.
Questo problema si riflette su tutto l'ambito cittadino, perché le 8.000-10.000 famiglie in cerca di alloggi hanno difficoltà oggettive a reperire i fondi (quindi, naturalmente, anche a pagare l'affitto).
Sono del parere che le ambizioni di questo Bilancio vadano nella direzione giusta: in una direzione che noi Moderati, per la nostra mentalità, riteniamo giusta, cioè nella direzione di vedere le cose realizzate ed indirizzate verso i problemi essenziali della gente. Questo è quello che caratterizzerà, secondo me, il Bilancio del 2007.
Per quanto riguarda la sicurezza della nostra città - altro tema importante, che il Consigliere Ravello reputa prioritario -, credo che questo tema vada collocato nel contesto nazionale delle grandi metropoli, dove queste questioni sono all'ordine del giorno. Penso che dovrebbe essere il Ministro degli Interni a farsi carico di questi problemi, soprattutto dei fondi da destinare in questa direzione.
Un altro aspetto importante riguarda le fasce deboli, soprattutto quelle persone che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese.
Speriamo che tutto vada per il verso giusto. Questo Bilancio sarà verificabile nel consuntivo e i risultati si vedranno, dopo quanto si è detto nella discussione del Bilancio, fra sei, sette mesi.

CERUTTI Monica
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Intervenire dopo l'intervento, mi verrebbe da dire, proiettato verso il socialismo europeo, degno di un alto statista, del Consigliere Cuntrò, è sempre difficile.
L'analisi del Bilancio preventivo per l'anno 2007 ha fatto emergere, anche in quest'Aula, quanto fossero esigui gli spazi di manovra per un'Amministrazione che, come altre, negli ultimi anni, si è trovata a far fronte alla riduzione dei trasferimenti statali, ma che, a differenza di altre, si è risvegliata nel primo anno dopo le Olimpiadi, che avevano fatto confluire su Torino una quantità non indifferente di milioni di Euro, utilizzati anche per la gestione ordinaria della Città.
Il quadro economico nazionale, negli ultimi anni, ha costretto le Amministrazioni locali ad una capacità sempre maggiore di autofinanziamento (ce lo ricordava anche l'Assessore Passoni nella sua relazione). Negli anni pesanti del Governo Berlusconi ai Comuni veniva negata la possibilità di trattenere una parte delle risorse fiscali (penso, ad esempio, alla compartecipazione dell'IRE, introdotta, come elemento di discontinuità, da quest'anno), per cui il Bilancio, sicuramente, per quel che ci riguarda, ha un giudizio positivo.
Se il trend a cui il Governo Berlusconi ci aveva abituato nei cinque anni dal 2001 al 2006 si fosse confermato, ci saremmo trovati, oggi, sicuramente con decine di milioni di Euro in meno e le nostre difficoltà si sarebbero moltiplicate.
Partendo da questa considerazione, va domandato, anche ai Consiglieri di opposizione (candidata, poco meno di un anno fa, alla guida di questa Città) come, al di là della retorica, avrebbero garantito la qualità dei servizi erogati all'Amministrazione, a fronte dei minori trasferimenti che sono, ormai, una realtà e la risposta ci viene guardando come, nelle città amministrate dal centrodestra, queste esigenze vengano fatte coincidere anche con gli aumenti della tassazione locale.
In un quadro sicuramente difficile, la nostra Amministrazione ha chiesto uno sforzo a quelle categorie che, in questi anni, più avevano goduto della rinascita e del rilancio di questa città e al turismo che, finalmente, ha contribuito in maniera significativa all'aumento, da un lato delle presenze, ma anche degli introiti economici.
Questo ci sembra un criterio redistributivo largamente condivisibile, in base al quale (lo ricordava anche il Presidente Cuntrò), chi guadagna di più è chiamato a fare la propria parte più di chi guadagna meno, consentendo l'accesso agevolato a servizi non secondari a tutte quelle categorie, quelle fasce deboli che, diversamente, verrebbero escluse dall'accesso.
Cito l'esempio dell'IRE, della quale questa Amministrazione, superando anche le linee del Governo Nazionale e di altri Enti locali, ha deciso un'esenzione totale di 10.300 Euro, comprendendo tutti i redditi derivanti da pensioni minime, da lavoratori in Cassa Integrazione, oltre ad alcune forme di precariato ed altri redditi. Non era scontato, fino a qualche mese fa (lo abbiamo letto sui giornali), sperare di arrivare a queste cifre, eppure gli sforzi condotti dall'Assessore Passoni e dalla Giunta nel suo complesso, hanno individuato questa, come altre, tra le priorità e i segnali che questa Amministrazione doveva dare.
Alcuni Colleghi citavano la manifestazione di ieri dei lavoratori dell'indotto auto e solo qualche settimana fa i giornali hanno pubblicato i dati sulle nuove povertà. Ebbene, questi due dati mostrano a questa Sala e a questa Amministrazione, in maniera lampante, quali siano le priorità che, nel corso della tornata amministrativa dovremo affrontare: dare risposte, procedendo nel processo di reindustrializzazione che a Torino si sta vivendo, anche grazie, ad esempio, all'esperienza di TNE (Torino Nuova Economia).
Il turismo, nuova frontiera dell'economia torinese, così come la promozione internazionale della nostra città, non può, evidentemente, monopolizzare le risorse economiche e le attenzioni di una città che ha ancora bisogno di un tessuto produttivo diffuso e forte, in continuità con la sua grande vocazione industriale.
È indispensabile, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, Sindaco, concentrarsi sul rapporto tra le risorse impegnate in questi anni e la capacità di incidere nell'economia torinese di settori importanti, quali, ad esempio, quello della cultura (come ricordavano alcuni Colleghi tra i più colpiti nel Bilancio del 2007) e quello del turismo.
Il Consiglio Comunale ha affrontato questa discussione, in queste settimane, consapevole delle difficoltà che percorrono le strade della nostra città e proprio per questo ha rivendicato la possibilità di incidere maggiormente nella definizione degli indirizzi politici per il 2007, ma anche per i prossimi anni, nel rispetto di un mandato, Colleghi Consiglieri, che i nostri elettori ci hanno assegnato e a cui nessuno dei Colleghi di maggioranza e opposizione vuole rinunciare. Questo dato va sottolineato. In questa direzione vanno lette le mozioni di accompagnamento ed in particolare quella che vede il Consigliere Cerutti come primo firmatario. In quella mozione si legge, per quel che ci riguarda, il peso e l'onere di una rappresentanza piena che i Consiglieri Comunali rivendicano con piena legittimità, in nome di una politica meno asettica e non per gli "orticelli" di ognuno di noi o per gli "affetti", Consigliere Angeleri, ma per il significato stesso che ognuno di noi attribuisce al ruolo e alla nostra funzione.
In questo senso non possiamo non menzionare le Circoscrizioni e i tagli che, anche quest'anno, hanno dovuto affrontare su capitoli come le Opere pubbliche e, più in generale, sulla spesa corrente.
Viene un grido forte di dolore da parte di chi, quotidianamente, percepisce e vive le richieste dei cittadini e, forse, più di noi si trova in difficoltà nel non poter fornire risposte. È indispensabile ripensare il loro ruolo, anche per non svilire un compito importante che ci parla della qualità urbana e della vita della nostra città, ma anche, di nuovo, del significato pieno della politica e della rappresentanza.
Abbiamo percepito, tra le righe di questo Bilancio, l'acquisizione di una nuova consapevolezza e di una nuova responsabilità collettiva della Giunta, che crediamo debba proseguire soprattutto in due direzioni: rafforzando il rapporto collaborativo e non antagonista con il Consiglio Comunale e con più attenzione sul terreno degli investimenti e delle partecipazioni azionare, immedesimandosi ed entrando nel cuore della città, nei suoi umori, cogliendone le necessità prioritarie.
Nei prossimi mesi, Sindaco e Consiglieri, a Roma e a Torino, il mutato quadro economico e le maggiori entrate non potranno che essere destinate alle fasce deboli e alle famiglie che, in questi anni, hanno visto eroso il loro potere d'acquisto, ma anche agli Enti locali, che hanno (lo dicevano in molti, in precedenza), subìto, negli ultimi cinque anni, un taglio che ha sfiorato il 40% dei trasferimenti statali.
Questo secondo aspetto si lega inevitabilmente al tema a noi caro dei servizi pubblici locali, che rischiano di essere l'ultima spiaggia per i Comuni, obbligati a spalancare le porte al liberismo e al mercato per poter fare cassa e non chiudere i battenti.
Voteremo questo Bilancio, Sindaco, consapevoli delle sfide e delle promesse in esso contenute, attenti, nei prossimi mesi alla verifica puntuale degli indirizzi e delle sfide che attendono questo Consiglio e questa Amministrazione nel suo complesso.
Un ringraziamento non dovuto, in conclusione, e non scontato anche al Vicepresidente Coppola, per aver saputo interpretare al meglio il ruolo che quest'Aula gli ha riconosciuto, non una, ma ben due volte. A proposito di patti generazionali, è la dimostrazione che anche i giovani possono ricoprire responsabilità istituzionali.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Come non si può non ringraziare il Consigliere Cassano che, oltre ad essere molto bravo, anch'egli è molto giovane, dimostrando, ancora una volta, serietà e responsabilità da parte di chi ha meno di 40 anni!
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Il nostro Gruppo ha già avuto occasione nei precedenti interventi di sottolineare gli aspetti salienti di questa deliberazione che ci apprestiamo a votare, quindi rinvio alle considerazioni svolte dai Consiglieri de l'Ulivo per quanto riguarda la mozione di accompagnamento, la più complessiva lettura e alcuni temi puntualmente sottolineati.
Mi limito solo a due considerazioni di carattere politico-generale, che mi sembra giusto fare, perché, dall'insieme degli interventi, potrebbe forse ingenerarsi una valutazione che a me pare bene chiarire.
Ora, per cercare di spiegare che cosa intendo sottolineare, partirei da questa considerazione: ogni manovra di Bilancio si colloca in un contesto non soltanto economico, ma anche materiale di carattere più complessivo e non è possibile dare un giudizio politico sulla manovra di Bilancio se non si contestualizza la stessa manovra. Ecco allora che, secondo me, sarebbe sbagliato leggere in questa manovra una discontinuità di indirizzo politico rispetto alla precedente manovra di Bilancio.
Cerco di spiegarmi: abbiamo avuto un contesto economico complessivo e una riduzione dei trasferimenti che hanno imposto a questa Amministrazione Comunale di sostenere lo sviluppo economico e di fronteggiare una gravissima crisi industriale. Questo contesto economico e il contesto, quindi, industriale del nostro Paese, della nostra Città spiegano la necessità di ricorrere all'indebitamento, o la spiegano almeno in gran parte perché, ovviamente, quando assume interessi passivi insostenibili, diventa la priorità da affrontare. Questa Amministrazione oggi affronta questa priorità nella consapevolezza che quell'indebitamento realizzatosi nella precedente tornata amministrativa è stato un atto che, politicamente, non rinneghiamo, ma anzi, secondo la classica logica delle politiche economiche di sviluppo e di intervento nel settore pubblico, fu il modo attraverso il quale un ente locale, che non aveva la possibilità (come non ha nessun ente locale) di reperire altrimenti delle risorse, ha deciso di sostenere lo sviluppo economico, vorrei che questo fosse chiaro.
Abbiamo un Bilancio significativamente diverso, è vero, si realizza una discontinuità dal punto di vista dei numeri, ma è necessaria e si inserisce in un contesto economico mutato e, quindi, dal punto di vista dell'indirizzo politico, non è assolutamente il segnale di una trasformazione di scelte. Adesso scommettiamo su di una ripresa economica, ma ci troviamo anche obbligati a farlo, perché gli interessi passivi hanno raggiunto livelli tali che ci obbligano, in prima battuta, a ridurre il debito, ma noi, grazie anche a quell'indebitamento, abbiamo saputo far sì che la nostra Città e la sua economia non arrivassero al punto di peggiorare le condizioni di vita dei cittadini, come altrimenti sarebbe capitato se avessimo fatto allora una scelta di politica di non intervento. Se il nostro ente locale avesse fatto una scelta del genere allora, ci saremmo trovati oggi, probabilmente (poi non c'è mai certezza), a non gioire tutti quanti, maggioranza e opposizione, della ripresa dello sviluppo della FIAT e dei primi segnali di sviluppo economico. Questo mi sembra importante dirlo.
Mentre sottolineo questo, credo che bene abbia fatto l'Assessore Passoni a trovare la determinazione e la forza politica per riuscire, in un mutato contesto, a ridefinire prontamente il quadro complessivo dell'equilibrio di Bilancio. Cosa non facile, l'Assessore Passoni lo sa bene che non era facile, ecco perché questo è un buon Bilancio, nel contesto nel quale noi oggi ci troviamo ad operare.
Chiudo senza riprendere tutti i meriti che ha questa manovra, ricordando solo un aspetto di carattere generale, sul quale si è anche ironizzato da parte dell'opposizione, ma che, secondo me, ci dà il significato dell'idea che abbiamo del governo del territorio e degli interventi nei confronti di quei soggetti che, purtroppo, necessitano delle infrastrutture, degli Uffici e dell'azione di moltissimi dipendenti del Comune. Questa colorazione sta nella accentuazione del profilo redistributivo della complessiva manovra, perché l'aumento delle detrazioni, sia per quanto riguarda l'IRE che la TARSU, è un segnale di accentuazione del carattere redistributivo, che, nel migliore dei mondi possibili, avremmo voluto non essere costretti ad operare. Sia chiaro, perché quando ci troviamo ad incrementare alcune tariffe, o alcune aliquote, compiamo scelte che consideriamo obbligate per garantire quel livello di coesione e di inclusione che rappresenta la stella polare di questa maggioranza, ma che non avremmo motivo di realizzare se ci fossero, ovviamente, più risorse, più benessere e meno disuguaglianza.
A coloro che hanno ironizzato sul carattere redistributivo, perché troppo poco redistributivo, o sulla severità di alcuni tagli, che hanno riguardato, ovviamente, la spesa per investimenti, contributi, alcune parti della spesa corrente, chiederei di indicare quali sono i servizi che considerano non essenziali e dove avrebbero altrimenti reperito le risorse.
Chiudo anche qui con una considerazione di carattere molto generale: sarebbe miope immaginare di reperire le risorse di cui abbiamo bisogno alienando, per esempio, tutte le partecipazioni nelle aziende pubbliche, perché, ragionando come qualcuno ha fatto, si potrebbe allora immaginare di alienare tutte le partecipazioni pubbliche, di privatizzare tutte le aziende, di trasferire quote importanti del patrimonio delle nostre significative attività industriali ed economiche. Anche qui, un intervento pubblico in economia non necessariamente passa attraverso la redistribuzione, un intervento pubblico in economia che voglia davvero valorizzare il governo pubblico dell'attività economica passa attraverso una scommessa sugli utili e sui ritorni in termini di servizi che questi investimenti possono dare. Ecco perché, anche da questo punto di vista, non credo vi sia stata né ignavia, né sciatteria, ma scelta politica, naturalmente criticabile (vedremo quali frutti darà), però scelta politica.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Galasso.

GALASSO Ennio Lucio
Grazie a tutti i colleghi. Non in cauda venenum, ma gli ultimi saranno i primi.
Gli interventi dei colleghi dell'opposizione, con argomentazioni rigorose, con una illustrazione fatta con dovizia di tesi, hanno già dato un giudizio sul Bilancio. Voglio solo ricordare con tutti voi che Torino ha circa un milione di abitanti, ospedali di eccellenza, università prestigiose, una classe industriale di tutto riguardo. Stiamo vivendo, Torino come tutta Italia, una transizione che dura oramai da più lustri.
Quindi, è un momento particolarmente significativo, è un momento storico su cui dovremo misurarci, ma non potremo farlo soltanto con strumenti di ragioneria o di ingegneria istituzionale, perché ci dovremo misurare su una nuova antropologia politica.
Quando il Consigliere Rattazzi, nel suo intervento, ha citato Tucidide (immediatamente ripreso con eco da parte del Consigliere Ventriglia, che ha ricordato che gli stessi concetti li ha espressi anche il Papa), proponeva che il carattere si vede più dai "no" che dai "sì", quindi un concetto apparentemente simile e di contenuto squisitamente pedagogico che pone questo problema centrale, sul quale ci dovremo misurare e poi esamineremo gli interventi, anche puntuali ed intelligenti, che ho colto nella maggioranza.
Sempre in sintonia con queste prime proposizioni, vorrei dare merito anche al tentativo fatto dall'Assessore Passoni, il quale nella sua relazione ha citato San Paolo nella seconda lettera a Timoteo, quando oramai era avanti negli anni e scriveva: "bonum certamen certavi, cursum consummavi, fidem servavi". Ho cercato di recuperare un altro concetto di San Paolo, che nella lettera ai Corinzi dice: "omnia mihi licent, sed non omnia expediunt" (tutto si può fare, ma non tutto è utile fare). È questo il punto: misurarci su ciò che è utile fare, ma, prima ancora, su ciò che siamo ed a questo proposito ancora una volta devo dire che la citazione su Orazio mi trova consenziente.
La citazione non è un'esercitazione di sapienza, non è mera offerta di dati posseduti, anche se, per chi ha amore per la lettura e ha eretto una biblioteca tra il cuore e la mente, espungere ogni tanto espressioni può dare un compiacimento ed una gioia anche personale, ma è la ricerca delle radici.
Ho trovato un po' non in linea - non voglio dire deludente - la chiusura con Kafka. Su questo avrei potuto fare una battuta per dire che il clima all'interno della maggioranza è un po' kafkiano, ma più che questo cerco di cogliere l'aspetto generale e può essere una condizione di chi si trova a dover fare i conti con un sistema oppressivo (inteso come costruzione di pensiero) da cui non esce.
Negli interventi che mi hanno preceduto è stato fatto riferimento alle problematiche rilevate all'interno del Bilancio e nel dibattito alle scuole FISM, alle parificate ed ai piccoli proprietari; mi chiedo se si tratti soltanto di un problema politico o se anche questo attenga ad un problema di antropologia e quindi si debba fare una scelta più ampia.
La sinistra o smette di avere l'esclusiva sulle fasce deboli, per cui finisce per avvilirsi soltanto in evocazioni demagogiche, o deve fare i conti con la realtà, nuova ed antica, ma in ogni caso dobbiamo misurarci sul futuro; alcuni Colleghi, tra i quali il Consigliere Stefano Gallo, hanno puntualizzato sulle eccellenze, le nuove ricerche, le nuove prospettive, i nuovi orizzonti ed i nuovi traguardi che dobbiamo raggiungere, ma devo dire che proprio la maggiore tecnicizzazione e la maggiore scientifizzazione della società impone ancora di più una riflessione sulla persona, perché non ne venga stritolata. Anche nell'intervento del Consigliere Cuntrò è emerso che assumete un atteggiamento tale per cui sembra che il dato "proprietà" costituisca quasi un elemento dal quale prendere le distanze, come se dovesse essere sempre punitiva; in effetti, si può dire che finiate per favorire le grandi proprietà, il grande capitale e la grande finanza, ma il problema è come conseguire quella ricchezza che deve essere uno sprone soprattutto per i meno abbienti. Diceva un grande avvocato che la proprietà è l'attenzione dell'io che la persona rivolge verso il cielo; di conseguenza, non è un elemento da vedere con preoccupazione.
Per quanto riguarda i proprietari di case, Torino è il terz'ultimo capoluogo, in una classifica deficitaria, perché è ventiseiesima per quanto riguarda il reddito pro capite - sono dati de "Il Sole 24 Ore" -, però ha avuto un momento di sviluppo ed è per questa ragione che torno sull'elemento antropologico, perché dobbiamo riuscire a contribuire con la storia di questa città, e non solo con la sua potenza economica, culturale e scientifica, per riuscire ad avere un ruolo trainante.
Gli emendamenti che avevamo presentato in parte riguardavano voci specifiche ed in parte sostenevano che la Città ha una consapevolezza tale che invoca le risorse di tutte le componenti sociali e culturali per poter respingere il momento difficile e potersi proiettare nel futuro. Anche il problema delle dismissioni, toccato trasversalmente (naturalmente con maggiore cautela da parte della maggioranza e con più chiarezza e determinazione da parte dell'opposizione), vorremmo che risentisse di una sovrastruttura culturale e non fosse soltanto un'esigenza di Bilancio.
Il problema è principalmente sugli elementi e concordo con i Colleghi che sono già intervenuti, quando dicono che bisogna riuscire ad avere e a dare un nuovo e grande respiro a questa città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ferrante.

FERRANTE Antonio
Ora siedo in quest'Aula, dove si parla di milioni di Euro, ma soltanto 6-7 mesi fa ero un lavoratore in Cassa integrazione che percepiva uno stipendio di circa 650 Euro. Per la verità, in questi giorni mi sono limitato ad ascoltare il dibattito avvenuto in Sala Rossa nell'ambito della discussione sul Bilancio, nel contesto di una macchina comunale che deve, in qualche modo, determinare gli indirizzi da seguire per soddisfare le esigenze di una città.
Debbo dire con molta franchezza che un paio di interventi mi hanno veramente affascinato dal punto di vista politico, tenendo conto appunto degli indirizzi di questo Bilancio che oggi andiamo ad approvare, perché lo voterò favorevolmente, anche se con una certa difficoltà, perché provengo da quella realtà dove si vive con 1.100 Euro al mese!
In questi giorni sui giornali veniva riportato che il reddito italiano è tra i più bassi in Europa, per cui apprezzo l'opera dell'Assessore Passoni e degli Uffici per aver dato al Bilancio un indirizzo che tenga conto delle problematiche sociali.
Penso che le problematiche sociali possono essere non soltanto di sinistra, ma anche di destra, qualora la destra ne tenga conto realmente e non solamente a parole, come mi pare abbia fatto in questi giorni attraverso i vari interventi. Proprio ieri vi era una manifestazione qui a Torino, in Piazza Castello; non ho visto nessun Consigliere e me ne dispiace! Spesso si parla dei lavoratori, dei precari, di assistenza, di accompagnamento alle persone che hanno difficoltà, poi quando si tratta di essere sul campo, guarda caso, non c'è nessuno.
Concludo, augurandomi che la mozione di accompagnamento in futuro possa avere un riscontro, tenendo conto non soltanto dei redditi bassi, ma anche di quei lavoratori come quelli della FIAT che, come dicevo poc'anzi, sbarcano il lunario con soli 1.100 Euro al mese! Vi lascio immaginare come si possa vivere!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Passoni, per la replica conclusiva.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Credo che la discussione di questo Bilancio abbia dato davvero ampio spazio all'articolazione di un dibattito che ha sviscerato ripetutamente, nelle due settimane complessive sulla manovra, oltre che sul Bilancio, una serie di temi piuttosto complessi; nella loro complessità, però, do atto che l'Aula abbia voluto entrare nel merito e discutere della manovra, criticandone anche costruttivamente alcuni aspetti e ciò è l'esercizio della democrazia dell'Aula.
Il nostro intento è stato di fare una manovra che coniugasse quanto è stato detto in più interventi e la prospettiva di una manovra che si colloca nel primo anno di tornata amministrativa, quindi in un anno in cui guardiamo ad un quinquennio di amministrazione che ha un importante traguardo, quello del 2011, e che ha chiuso una fase strutturale di rinnovamento della città, di investimenti significativi, di spese per promuovere questa città che ha cambiato notevolmente la propria faccia.
Anche il Bilancio rispecchia questo snodo, io direi questo flesso (in matematica, si chiama "flesso" quando si ha una retta o una funzione e c'è un cambiamento di inclinazione)" nella continuità: cambia l'inclinazione, ma non cambia complessivamente la prospettiva che l'Amministrazione si è data in dieci anni di amministrazione Chiamparino. Semplicemente si raggiungono degli obiettivi, cambiano alcune priorità, cambiano alcune prospettive e anche alcune fasi; oggi la tornata amministrativa compie il suo primo anno e certamente non siamo ancora vicini all'avvenimento che citavo prima. In questo senso si è cercato di mettere insieme un'esigenza di Bilancio. Il Bilancio è un esercizio matematico.
In Circoscrizione (parlo per la mia passata esperienza di coordinatore di una I Commissione di Circoscrizione; cito le Circoscrizioni una volta tanto in Sala Rossa) si ha un budget di circa un milione di Euro e si decide come spenderli. La differenza tra quell'impostazione e il Bilancio del Comune è che qui i soldi bisogna anche trovarli e non soltanto saperli spendere e qui non siamo più nei tempi dei decreti Stammati, o negli anni Settanta, quando si rimborsavano a piè di lista le spese dei Comuni. Oggi, con l'autonomia finanziaria, con un modello diverso di Ente Locale che gestisce sul territorio la sua entrata e la sua spesa, bisogna reperire risorse, quindi fare politica di entrata, decidere come spenderli, cioè fare politica di spesa. Questo complica la manovra, ma coglie anche appieno la responsabilità politica di chi le scelte deve fare.
Quindi quest'Aula, adottando questo Bilancio, vota una manovra che ha scelto sull'entrata il reperimento delle risorse e di dare ovviamente enfasi e scelte sulla spesa da altri tipi di iniziative e di finanziamento di servizi per la città.
In queste due entità c'è anche l'equilibrio delle scelte; pochi giorni fa, una mozione di minoranza, una mozione importante, che è stata bocciata per una difficoltà politica di condividere un passaggio (ma credo che in quella mozione stia anche il senso delle scelte politiche), si diceva che bisognerebbe aumentare la percentuale di copertura dei servizi pubblici e abbassare le tariffe. In questa scelta sta il nodo delle scelte politiche. Perché questa maggioranza ha fatto una scelta molto chiara. Ha detto che dobbiamo mantenere i servizi pubblici ad un livello accessibile, quindi agevolando le fasce bisognose, sia su tributi e tariffe, sia sui canoni, sia sui servizi pubblici a domanda individuale e finanziando una differenza non tramite il pagamento diretto di queste fasce bisognose del servizio che eroghiamo, ma con la fiscalità generale. È una scelta politica; è una scelta che decide di agevolare settori di questa città che hanno bisogno di tutela sociale con un prelievo diffuso che l'autonomia finanziaria ci permette di fare. Questa è una scelta di fondo. Diversamente, avremmo potuto dire: chi ha bisogno di una mensa, o deve mandare un bambino a scuola, o deve pagare una retta scolastica e non è abbiente, paga comunque il 100% del servizio, ma questa non è la nostra scelta! La nostra scelta è profondamente diversa. In questo senso la manovra fiscale che facciamo tende a privilegiare il prelievo sui ceti che possono incidere e agevolarne altri.
Due settimane fa, sabato, La Stampa pubblicava la statistica dei redditi 2004 di questa città: il 15% dei cittadini è sotto i 10.500 Euro di redditi annui. Non si può dire che sia colpa dell'Amministrazione Chiamparino o del Governo, vecchio o nuovo: è un dato di fatto, sicuramente, è un dato basso, e l'altra parte, cioè la maggioranza dei cittadini, è al di sotto i 20.000 annui di reddito. Allora, non si può ignorare il fatto che, quando la Città sceglie di fissare l'esenzione dell'addizionale IRE, che l'anno scorso non c'era, a 10.300 Euro, sta implicitamente dando un'agevolazione al 15% dei soggetti che producono reddito in questa città e fa una scelta: deve ritoccare il prelievo sulle altre categorie, conseguentemente ad una manovra finanziaria difficile.
Sulla TARSU fa la stessa cosa; siccome il reddito ISEE è un reddito di riferimento familiare che era ritenuto troppo basso, lo raddoppia, lo porta a 22.000 Euro. Questo non è successo in nessun altro comune della regione Piemonte, e rende plausibile l'idea che la TARSU, nelle more dell'arrivo della tariffa della contribuzione sui rifiuti, sia accessibile anche e maggiormente per quelle famiglie che hanno un bisogno sociale. In pratica, fa una scelta. Poi questa può essere condivisa o non condivisa e sul terreno del limite di questa scelta si può innescare una discussione, anche demagogica: più alta la soglia, più siamo bravi, d'accordo, ma alla fine bisogna fare anche quadrare il Bilancio!
È stato detto che abbiamo un Bilancio sugli investimenti che porta al livello del 2004, come se questo fosse un passo indietro; io penso sia, invece, un passo avanti, perché tornare al 2004 significherebbe che quel grafico allegato alla tabella riassuntiva degli investimenti, che ha portato a quella che io chiamo la "montagna olimpica" di investimenti, cioè una retta che fa un picco e va oltre i 1.000 milioni di Euro, non rappresenta le spese correnti, bensì gli investimenti fatti in questa città, che hanno valenza pluriennale, la cui utilità si riscontra, giorno per giorno, nelle infrastrutture (la metropolitana, il passante ferroviario, la linea 4), nelle infrastrutture viabili (i sottopassaggi), nell'arricchimento (nel suolo pubblico della città), nell'impiantistica, nei villaggi olimpici e in edilizia sociale, cioè in investimenti che hanno una ricaduta globale sulla città, e non soltanto come spesa. Ieri si parlava di spesa per la pubblicità: chi fa bilanci civilistici sa che, in realtà, anche questo tipo di spesa può essere considerata un investimento ed essere capitalizzata; infatti, la Città ne ha, in qualche modo, un ritorno di immagine oggettiva. Ma questi sono investimenti in opere pubbliche, in infrastrutture, in suolo pubblico, in abbellimento. Ci mancherebbe ancora che dovessimo mantenere quel livello di investimento! Ereditiamo una situazione di tre anni di investimento eccezionale, che hanno cambiato, oggettivamente, il volto di questa città.
Quindi, mantenere un livello di investimenti pari a quello del 2003 o del 2004 non significa tornare indietro, bensì mantenere un programma di rinnovamento di questa città, che fa, semplicemente, i conti con una buona Amministrazione, che si preoccupa anche di quanto indebitamento deve mettere da parte per finanziare queste opere e, peraltro, intende garantire comunque un livello di spesa di accompagnamento alla domanda interna.
Fare investimenti pubblici e garantire un buon livello è anche un modo per finanziare la domanda interna: si tratta di commesse per le imprese, di produzioni nelle filiere della produzione, magari di edilizia, ma dietro all'edilizia c'è l'artigiano, c'è il tornitore, c'è la piccola impresa che alimenta questo meccanismo, che sostiene, in qualche modo, la domanda interna. Come avrebbe detto Keynes, questo si chiama "deficit spending".
Le dismissioni, in questo senso, sono la gamba con la quale sosteniamo il mantenimento di un debito che non deve espandersi, cioè, da una parte, facciamo investimenti e arricchiamo il patrimonio della città, dall'altra, ci priviamo di alcuni beni, che sostanzialmente non sono strategici, con lo scopo di non superare lo stock di debito e di non avere delle sofferenze future. Quindi, si tratta di una scelta profondamente ponderata, quindi non - come diceva il Consigliere Ventriglia - con alchimie e società immobiliari, ma con delle scelte che cerchino di portare, a questa città, anche un valore aggiunto internazionale. Fondi Immobiliari corrisponde a questa scelta.
È stata fatta una manovra, è vero, abbiamo cercato una mediazione, abbiamo incontrato le forze sindacali, anche i sindacati in rappresentanza delle parti commerciali e artigianali. Abbiamo dei tavoli aperti: sulla casa c'è un tavolo aperto, che concluderà il suo lavoro nei prossimi mesi; sulla TARSU abbiamo un tavolo aperto con Federalberghi. Ci sono tavoli di discussione che fanno sì che questa città, osmoticamente, scambi opinioni e condivisioni di linea con la società civile reale con la quale ci confrontiamo.
Abbiamo un piano ambizioso di lotta all'evasione; dico "ambizioso" perché la lotta all'evasione non è il modo per fare maggiore entrata (e su questo apro la parentesi "tesoretto"), ma è un modo per produrre un'imposizione fiscale più equa. Il senso della lotta all'evasione non è avere risorse straordinarie per finanziarie il Bilancio, è dare equità fiscale, perché la lotta all'evasione è disincentivante per il futuro, e il recupero di base imponibile è certezza di entrata per il futuro. Ciò che interessa all'Amministrazione non è il momento della cassa, bensì la certezza del recupero di base imponibile.
Ecco perché sugli estimi catastali, sulla TARSU e sull'ICI cerchiamo di fare questo lavoro. Ed ecco perché non abbiamo applicato l'imposta di scopo: sostanzialmente, sarebbe stata un'addizionale sull'ICI, e sarebbe stato contraddittorio applicare un'addizionale sull'ICI proprio nell'anno in cui noi volevamo sgravare l'ICI sulla prima casa, perché avrebbe, di fatto, aumentato il prelievo, per le famiglie, proprio su una tassa, peraltro antipatica, e, forse, finalmente, oggetto di un dibattito nazionale, che troverà anche soluzioni compensative diverse per alleggerire il prelievo sulla prima casa. Penso che su questo possiamo trovarci integralmente d'accordo.
Quindi, questo è un momento fondamentale per l'imposta di scopo e per la lotta all'evasione.
Per quanto riguarda il "tesoretto", se per "tesoretto" intendiamo quella che può essere la maggiore entrata derivante dell'andamento dell'economia e il rapporto con le entrate fiscali, qualunque Amministrazione auspica che il "tesoretto" si verifichi. Se qualcuno pensa che l'Amministrazione abbia nascosto il "tesoretto", credo che chiederò ai fattorini di fare una perlustrazione nelle cantine del Comune, perché di tal "tesoretto" non mi pare vi sia traccia!
Se, invece, il tema è declinare una linea di opposizione governativa in Sala Rossa, papale papale, allora è altra cosa, perché si tratta di un discorso politico; se, invece, è un tema di Bilancio, che riguarda una presunta maggiore entrata, posso dire che non è pianificato alcun "tesoretto" occulto e, se vi saranno maggiori entrate tributarie, lo riscontreremo, passo a passo, con maggiori accertamenti, con l'avanzo dell'Amministrazione, con politiche che auspichiamo essere ancora più redistributive nei prossimi anni, proprio grazie alla possibilità eventuale di acquisire risultati di entrata superiori alle aspettative.
Non mi dilungo oltre, perché la citazione del Consigliere Tronzano sulla filosofia hobbesiana mi porterebbe ad evocare il rapporto tra Hegel e lo Stato. Io non sono pre-hegeliano, penso che la compensazione tra i diritti privati e il diritto pubblico sia l'essenza stessa dell'esistenza di uno Stato. E su questo chiudo la piccola parentesi.
Ma il mio pensiero è ancora un altro: fare un Bilancio in questo contesto, da una parte, con una difficoltà di partenza (perché, sulla Finanziaria, nessuno ha inteso banalizzare difficoltà di partenza, sin dal comportamento del Sindaco, che andò il 3 novembre a Roma con i Sindaci a manifestare l'esigenza che si avesse maggiore attenzione verso i Comuni) e, dall'altra parte, coniugando insieme questi fattori, non è stato semplice. Tuttavia, questo è il dovere di un Assessore al Bilancio e degli Uffici Finanziari che lo assistono, a cui, ribadisco, voglio esprimere un ringraziamento non formale per il lavoro di 4-5 mesi, un lavoro difficile, serio, meticoloso, anche per la scelta metodologica che abbiamo voluto applicare, ma che credo permetta di avere una base di lavoro e di discussione per i prossimi anni.
Ringrazio anche l'Aula, perché non è formale il fatto che, comunque, anche in questa fase posposta al resto della discussione sul Bilancio, il dibattito abbia fornito strumenti e confronti assolutamente utili, perché abbiamo davvero messo a nudo le differenze, le sfumature e le volontà di confronto politico, che penso sia fondamentale, anche con la minoranza. A tal proposito, do atto di un comportamento sempre assolutamente serio.
Infine, fare un Bilancio, per un Assessore al Bilancio, diventa sempre più un cimento, un cimento per farlo, un cimento anche per approvarlo.
È stato un cimento anche per il Vicepresidente, quest'anno, che ha avuto il compito di regolare i lavori dell'Aula.
Un ringraziamento finale va a tutto il personale che, in qualche modo, assiste il lavoro sul Bilancio, dalla Segreteria Generale agli addetti all'Aula, che si trovano periodicamente a dover catalogare centinaia di emendamenti: presentare emendamenti è nel pieno diritto dell'opposizione, ma ne consegue un lavoro oggettivo.
Spero di rinnovare un ringraziamento che guardi a una discussione su un Bilancio 2008, che spero, se non altro, abbia una base comune, cioè una scelta metodologica di discussione che credo abbia permesso davvero di sviscerare gli aspetti e di portare, nei tempi, con la partecipazione diretta della Giunta, anche le Circoscrizioni a una condivisione dei metodi di discussione, anche se, naturalmente, nella legittima autonomia di opinione sul merito del Bilancio.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Anch'io vorrei ringraziare il Consiglio Comunale per i contributi significativi apportati da varie parti politiche alla discussione, e mi riferisco anche al dibattito strettamente legato al Bilancio. Sicuramente usciamo tutti un po' più dotti dopo gli interventi del Consigliere Galasso.
Vorrei ringraziare, in modo particolare, il Consigliere Cuntrò per il lavoro che ha svolto come Presidente di Commissione, che ha selezionato e filtrato il lavoro delle altre Commissioni, ai cui Presidenti va, naturalmente, tutto il mio ringraziamento.
Vorrei ringraziare anch'io il Vicepresidente Coppola, che mi pare abbia ben governato la fase che, notoriamente, è quella più difficile in questa Sala, per ragioni comprensibili ed anche giuste.
Ho apprezzato particolarmente - non vorrei fosse presa come un'offesa - la lealtà dell'opposizione. Sottolineo il termine "lealtà", perché, al di là del giudizio che si può avere sulle proposte, credo che ci sia stato, da parte dell'opposizione, il rispetto di un impegno teso a fare una battaglia politica sicuramente aspra, ma nel rispetto di una dialettica e di accordi stabiliti alla luce del sole che, secondo me, fa onore a tutta l'Aula. Di questo sono sentitamente grato, ma, proprio per questo motivo, capisco meno alcuni rimbrotti che mi sono stati rivolti.
Credo di aver seguito con attenzione tutti gli interventi; naturalmente, alcuni particolarmente aspri hanno suscitato qualche commento. Ho persino dialogato con un presidio (non voglio chiamarla manifestazione). (INTERVENTI FUORI MICROFONO). No, chiamarla manifestazione di massa mi sembra che sia irriverente, però, ho dialogato con un presidio... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non vorrei illuderla, ma la manifestazione a cui si riferiva il Consigliere Ferrante era quella degli operai e dei sindacati, non era la vostra!
Credo di aver prestato la massima attenzione alle proposte e alle sollecitazioni che sono state fatte ed intervengo soprattutto per rispondere ad alcune di queste.
Vorrei aggiungere anche il mio ringraziamento agli Uffici, a tutti i collaboratori del Segretario Generale, della dottoressa Piccolini ed a tutti i funzionari e gli impiegati, che fanno un lavoro che, sicuramente, io non invidio. Credo che nessuno di noi lo invidi, perché interpretare e seguire le nostre elucubrazioni penso che sia un lavoro non invidiabile. L'altro ringraziamento che vorrei fare - come ogni anno, ma ogni volta è sentito e non formale - al dottor Pizzala ed alle sue collaboratrici, ai Revisori, al Presidente del Collegio, Franco Ferrara, sia per la presenza in questa discussione, ma, soprattutto, per l'attività con cui ha seguito la gestione del Bilancio precedente.
Infine - così entro nel merito della discussione -, il ringraziamento più sentito, anche sul piano politico, va all'Assessore Gianguido Passoni, perché credo abbia interpretato alla perfezione questa nuova fase, che è tale non solo e non tanto perché questo è il primo di cinque anni (che, comunque, rappresentano sempre una benché minima soluzione di continuità), ma perché è una fase che arriva dopo due eventi che non è esagerato definire, se non epocali, di grande rilievo per la nostra città: le Olimpiadi e la vicenda della crisi industriale della FIAT che, inesorabilmente, sono stati due avvenimenti non ripetibili (almeno, le Olimpiadi) a breve e che, quindi, richiedono una rimodulazione di spesa e di entrate in funzione di un nuovo percorso che ha, come obiettivo, Torino 2011 ed è su questo che voglio concentrarmi rapidamente.
Vorrei essere chiaro: io - come l'Assessore Passoni ha ricordato - credo di essere stato uno dei sindaci che ha elevato più alta la voce contro il Governo nel momento in cui ci siamo trovati di fronte alle prime proposte di tagli, ma devo dire che, se anche la Finanziaria non avesse avuto quella dimensione, noi avremmo dovuto prendere comunque delle misure per ricostituire un equilibrio fra la capacità di indebitamento della Città e la sua esigenza di investimento in vista dei traguardi successivi. D'altra parte, è il buon senso del padre di famiglia: quando, nell'arco di un anno, due anni, una famiglia si trova a cambiare l'appartamento, i mobili, magari, anche la macchina, poi, l'anno o i due anni successivi rimodula le spese, va, magari, qualche volta in meno al ristorante e fa qualche altra spesa in meno. Detto così sembra banale, però è un messaggio molto semplice e che credo i cittadini di Torino comprendano bene.
Sono obbligato a citare il Consigliere Carossa, perché lui, per primo, ha insinuato chissà quali contrapposizioni fra l'attuale Assessore al Bilancio ed il precedente, usando abilmente l'intervento del Consigliere Rattazzi, oppure - peggio ancora -, fra l'attuale Amministrazione e la precedente, in cui io sarei una specie di Dottor Jekyll e Mister Hyde. Non c'è niente di tutto questo.
Come è già stato ben spiegato anche dal Consigliere Giorgis prima, ci siamo trovati ad investire moltissimo sul piano della spesa per gli investimenti e la spesa corrente - io qui non faccio differenze - per fronteggiare due questioni: la crisi industriale e l'evento olimpico e credo che lo abbiamo fatto bene. A questo punto, c'è la necessità di riposizionare il tutto in maniera da poter essere in grado di affrontare nuove sfide. Si tratta semplicemente di questo, quindi: di essere in grado di affrontare nuove sfide e di non trovarci nella condizione in cui, dando continuità a spese a cui non corrispondono più le stesse esigenze, si rischia, poi, di trovarsi fuori fase e di non essere in grado di misurarsi quando, effettivamente, dovremo tornare ad investire.
Da questo punto di vista non c'è stata finanza creativa prima, non c'è stato spreco e non c'è nessun cambiamento di rotta adesso, se non per i motivi che ho spiegato.
Il Consigliere Carossa, dal suo punto di vista, con l'intelligenza che lo contraddistingue, ad un certo punto, ha anche detto una cosa vera: "Questi qui, in fondo, sono abili, perché fanno le cose più nefaste, poi, però, prendono la gente, le contano quattro "cucche" e la gente li segue lo stesso". Lui coglie, a suo modo, una verità. Bisogna rendersi conto che questa città è cambiata; i problemi ci sono, non c'è ombra di dubbio, non è che stiamo dicendo che viviamo nel migliore dei mondi possibili ("Candide" di Voltaire: l'unica citazione che mi permetto, perché sono sicuro, vado sul tranquillo). Torino è proprio cambiata negli ultimi anni, non c'è niente da fare, anche nella percezione. Si può pensare che sia frutto di un abile imbroglio da parte nostra; io penso, invece, che sia frutto del fatto che abbiamo affrontato e vinto delle sfide, ma la realtà è questa, quindi, partendo da questo cambiamento, dobbiamo attrezzarci alle nuove sfide. Come? Intanto, abbiamo cercato di consolidare quelle spese (in alcuni casi, mantenendole inalterate, in altri, aumentandole un po') che noi consideriamo fondanti di una città a base comunitaria, quindi, lo stato sociale, che comprende la scuola, la casa, i servizi, eccetera.
Per quanto riguarda la sicurezza, dispongo di alcuni dati.
Non soltanto destiniamo, così come prevede il Codice della Strada, circa l'85% delle entrate da multe alla sicurezza stradale, compresi gli interessi per pagare i relativi mutui (senza questi saremmo comunque attorno al 55%), ma aggiungiamo, con questo Bilancio, circa 25 milioni di Euro per interventi relativi al potenziamento del Corpo dei Vigili Urbani e alla videosorveglianza diffusa sul territorio, che rappresentano un investimento molto significativo in questo campo, con un aumento di circa il 10%, rispetto agli analoghi investimenti del precedente Bilancio.
Parliamo di spesa corrente e di spesa in conto capitale.
È stata citata la metropolitana; rispetto alle manutenzioni, ad esempio, i trasferimenti alla società per le pulizie (livello che può e dev'essere ulteriormente migliorato) si trovano su una soglia che comincia a posizionarsi in modo positivo nel cosiddetto benchmarking fra le altre città e che da questa posizione non può assolutamente regredire.
Ho fatto alcuni esempi di questa scelta e ho parlato di spese sociali, ma non solo di queste.
Dall'altra parte, cerchiamo di "tirare il fiato" (scusate l'espressione non proprio tecnico-scientifica) su quei campi (promozione e cultura) in cui abbiamo investito moltissimo e di cui questi anni recano ancora tracce.
Alla notizia diffusa domenica dal TG3, secondo cui, nel giro dei prossimi due anni, ristruttureremo a spese nostre il Teatro Carignano e il Museo dell'Automobile, vorrei aggiungere che una Città che trascurasse la cultura non prevedrebbe, alle condizioni e allo scenario descritti, investimenti di circa 20 milioni per completare la dotazione di un moderno teatro e di un moderno museo dell'automobile; due ulteriori strutture che vanno ad aggiungersi a quelle recuperate dopo vent'anni, quali Palazzo Madama e il Museo del Cinema.
Sicuramente non c'è un ridimensionamento della portata politica di tali obiettivi, c'è, però, una riduzione di una parte degli interventi in questi campi, sia perché abbiamo investito molto, e bisogna tirare il fiato per guardare avanti, sia perché, poi, come hanno riferito, se non ricordo male, sia il Consigliere Cassano, sia altri Consiglieri, si tratta di campi nei quali noi vogliamo che si lavori sempre di più con i privati. Fortunatamente, questo sta avvenendo: è vero che sono stato preso in giro, quando ho organizzato quella riunione nel foyer del Teatro Regio, in cui, davanti ad una folta platea, invitavo a contribuire, però ora qualche risultato si comincia a vedere.
Infatti, se noi, adesso, siamo in grado di organizzare una campagna promozionale della Città di 2 milioni di Euro, finanziata completamente da privati o da altri enti non comunali (compresa la società che si onora di avere come responsabile delle relazioni esterne, Antonello Angeleri), significa che una qualche risposta c'è stata.
Dunque è necessario, anzitutto, consolidare le spese che puntano a fornire una base comunitaria alla Città, senza diminuire in alcun modo la valenza politica delle spese nei campi della cultura e della promozione (che sono stati tra le armi di successo dell'evento olimpico, e non solo), e poi affrontare la questione dell'indebitamento, facendo un passo in avanti sulla strategia, che era già stata disegnata, che prevede di passare, dalla semplice alienazione patrimoniale, ad un'operazione più complessa di valorizzazione del patrimonio.
Non aggiungo nulla a quanto riferito dall'Assessore Passoni; vorrei soltanto rispondere ad una questione posta da Antonello Angeleri, ma anche da altri, cioè i motivi per cui non abbiamo voluto il dividendo straordinario di IRIDE e ci siano stati meno dividendi. La ragione, molto semplice, è che noi non consideriamo le aziende, anche se a maggioranza pubblica, mucche da mungere.
Quando un'Azienda è quotata in Borsa, quando ha un piano di investimenti di più di un miliardo di Euro, quando ha già un indebitamento elevato (necessario per far fronte agli investimenti passati che l'hanno portata ad essere una delle primarie aziende energetiche a livello italiano), quando si procede ad una fusione con AMGA (la struttura azionaria, quindi, si diversifica e diventa più complessa), dobbiamo tenere conto, intanto, che non siamo più i soli azionisti, ma che c'è un altro azionista che possiede la nostra stessa cifra e che c'è un mercato che giudica. Bisogna, quindi, tenere conto che, se una società con quelle condizioni di indebitamento, come primo segnale, mostra di voler distribuire a piene mani il suo guadagno ai suoi azionisti pubblici, è evidente che non dia un segnale di mercato.
Mi stupisce che venga un'obiezione di questo tipo da forze che dovrebbero essere i portabandiera di un mercato e di una competitività sana, come è stato detto dal Consigliere Tronzano.
L'ultima considerazione è sulle entrate: noi alcune entrate non le avremmo volute, ma sono obbligate. Abbiamo però attenuato l'addizionale IRE, come ha già riferito l'Assessore Passoni, prevedendo un'esenzione assai significativa. Avremmo voluto che quell'esenzione diventasse franchigia, ma non è stato possibile in quanto non dipende da noi. Si tratta, comunque, di un'esenzione che esclude chi ha un reddito ISEE basso e che riguarda una parte non piccola della popolazione, non è, per così dire, un'"esenzioncina".
Altre entrate ed altri aumenti sono stati da noi previsti con la consapevolezza che, ogni cinque anni, a fronte del fatto che si sono fatti investimenti che hanno aumentato significativamente il valore del territorio di questa città, in particolare nelle parti centrali, è giusto che, a questo, contribuisca la fiscalità generale, ma anche coloro che direttamente ne usufruiscono. Per quale motivo, a Milano, nelle zone in cui si costruisce la metropolitana si ha un aumento dell'ICI, mentre noi, che non solo prevediamo sgravi nelle aree toccate dai cantieri (fatto di cui ci dimentichiamo sempre, perché le esenzioni sono per le fasce deboli dal punto di vista del reddito, ma anche per i disagi arrecati dai lavori: esenzione che nessun'altra città prevede), non possiamo farlo? Per quale motivo, quando gli investimenti sono fatti e i valori immobiliari lievitano (in alcuni casi, dal 30 al 50%), noi non solo non dovremmo ritoccare l'ICI, ma nemmeno le altre imposizioni, cioè le tariffe che riguardano l'uso del territorio che dovrebbero stare - udite, udite - ad un livello, a parità di condizione, della metà di quello che vige in città come Genova o come Bologna (che non sono Venezia o Firenze)?
Anche queste sono cose da dire!
Vorrei capire perché, a parità di condizioni in zona centrale, la tassa di occupazione del suolo pubblico, dopo gli aumenti, debba valere 31 Euro a Torino, 41 a Genova, 49 a Bologna, 89 a Firenze e 50 a Milano!
Se si fanno i confronti, bisogna farli come si deve.
Quando si investe, non può essere solo la fiscalità generale a pagare: anche chi ne usufruisce direttamente deve contribuire.
Proprio perché la motivazione è questa e non quella di fare cassa, non quella di chiedere il contributo annuo, noi ci impegniamo, salvo cataclismi imprevedibili, a non rivedere più questo tipo di tariffe, salvo la fisiologia dell'inflazione, perché riteniamo che, in qualche modo, quell'investimento significativo attuato dalla Città sia stato compensato.
Consigliere Tronzano, questa è l'anima del Bilancio Comunale: dare basi solide alla struttura finanziaria della nostra città (come prima della "montagna olimpica"), in modo da affrontare in modo vincente, come nei cinque anni trascorsi, le sfide che si presenteranno.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Dopo le riflessioni e gli interventi registrati, bisogna rendere concreti gli impegni, altrimenti, quanto è stato detto rimane un bel verbale.
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