Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Aprile 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2014-00819
"AREA EX DIATTO/SNIA, DOPO LE RUSPE TUTTO FERMO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 17 FEBBRAIO 2014.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201400819/002, presentata in
data 17 febbraio 2014, avente per oggetto:

"Area ex Diatto/SNIA, dopo le ruspe tutto fermo"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Nell'interpellanza si cita una serie di circostanze riferite all'evoluzione dell'area ex
Diatto, e sostanzialmente la circostanza per cui a giugno dello scorso anno è stata
presentata una petizione popolare, il fatto che è stato effettuato il recupero dei reperti
archeologici romani riscontrati, in deposito presso la struttura demolita, che il 28
giugno è stato prorogato di un anno il termine per la stipulazione della convenzione
tra la Città e Prelios e che tale proroga è stata attribuita in fase di deliberazione per
tutto il tempo dell'occupazione, e vengono citate tra virgolette le motivazioni del
ritardo.
Si chiede come mai un ritardo di cinque mesi nell'accessibilità dell'area sia
diventato una proroga di dodici mesi, come mai nel giugno 2013 la Città e la società
proprietaria dell'area avessero tanta fretta di demolire gli edifici preesistenti, perché
non sia stato possibile rimandare da subito le demolizioni, se risulti che una proroga
così lunga sia legata a difficoltà finanziarie, quando la Giunta approverà il progetto
delle opere di urbanizzazione e che fine abbiano fatto i reperti archeologici.
Ho dovuto richiedere una nota all'Ufficio competente, perché in questo caso la
competenza è anche e soprattutto edilizia.
Il Settore dice: "In merito alla proroga concessa, relativa al termine di sottoscrizione
della convenzione relativa al PEC Frejus, si rimanda integralmente a quanto esposto
e motivato nella narrativa del provvedimento, la deliberazione n. mecc.
201400461/009.
Gli interventi di demolizione dei fabbricati industriali privi di vincolo sono stati
assentiti, con relativo permesso di costruire n. 1/C/2013 del 10 gennaio 2013.
Come è noto, l'area è stata occupata da ignoti, impedendo l'avvio dei lavori di
demolizione nel periodo da gennaio a giugno. Alla riconsegna della stessa alla
proprietà, e quindi all'impresa affidataria dei lavori, è stato prontamente avviato
l'intervento, così come previsto.
Il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione verrà sottoposto all'approvazione
di Giunta nella prossima seduta". Qui sinceramente non sono a conoscenza se sia
stato approvato all'ultima seduta o meno, ma sostanzialmente dovrebbe essere stato
approvato o essere in corso di approvazione, perché il promemoria è di qualche
giorno fa e non so dove collocarlo nel tempo.
"Detto progetto è relativo ad un primo lotto di anticipazione delle previste opere di
urbanizzazione. Si tratta di interventi di demolizione puntuale, finalizzati al distacco
di parti di manufatti dell'edificio da conservare e destinare a servizi pubblici. Tutte le
altre opere di urbanizzazione previste nel progetto preliminare, contestualmente al
PEC, per l'attuazione dell'Ambito 8.22 Frejus, piazza pedonale, via pedonale,
parcheggio interrato, saranno oggetto di una successiva fase progettuale.
Per quanto attiene alla richiesta di illustrazione del progetto, si rimanda alla
controdeduzione al parere espresso dalla Circoscrizione, di cui alla deliberazione di
approvazione del PEC stesso, che recita: 'Con riguardo alla richiesta di ulteriori
momenti di confronto al Consiglio e alla cittadinanza, per le scelte di dettaglio degli
arredi e giochi piazza centrale, nelle fasi attuative del PEC relative alla progettazione
esecutiva delle opere di urbanizzazione saranno attivati i passi istituzionali previsti
dalla procedura di approvazione del progetto stesso, tra i quali è prevista anche la
partecipazione della Circoscrizione'.
I reperti archeologici, che erano depositati negli edifici ora demoliti, sono
attualmente presi in custodia dalla Sovrintendenza e depositati presso il Museo di
Antichità, in attesa di essere ricollocati nella stessa piazzetta assoggettata ad uso
pubblico, connessa all'intervento edilizio di via Botero.
Detti reperti saranno ricollocati secondo un progetto di composizione del
monumento, condiviso dalla Sovrintendenza e dai competenti Servizi della Città.
La Sovrintendenza si era espressa circa la rimozione dei reperti nell'ambito delle
opere di assistenza archeologica degli scavi di via Botero, riferimento Ministro degli
Interni dei Beni e delle Attività Culturali, protocollo n. 13655 del 13 dicembre 2011,
ovvero autorizzazione alla demolizione di modeste strutture murarie di età romana e
alla ricollocazione di una serie di blocchi di acquedotto di età romana".

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Capisco che fosse più di competenza
dell'Assessore Lo Russo, ma è la Giunta che sceglie quale Assessore risponde
all'interpellanza.
Non è che abbiamo avuto molte risposte, a parte la rilettura di pezzi di deliberazioni
e di atti che già conoscevamo, nel senso che il punto politico, che non è stato
affrontato, è capire come mai la Città abbia acconsentito a prorogare di un anno la
stipula della convenzione (che poi vuol dire anche la realizzazione di tutto il
progetto) e come questo sia compatibile con il fatto che a giugno 2013 sia stato fatto
un intervento d'urgenza di sgombero, con tanto di Polizia e Carabinieri accorsi in
massa, ruspe e scontri anche di piazza con la popolazione, dicendo che era
urgentissimo far demolire tutto per far partire questo progetto, però poi questi cinque
mesi scarsi, trascorsi tra il momento in cui è stato concesso il permesso di
demolizione e il momento in cui è stato effettivamente demolito tutto con la scorta
della Polizia, sono stati trasformati in una proroga di dodici mesi dalla firma della
convenzione.
Allora viene il dubbio che forse questi cinque mesi siano stati un po' una scusa, visto
che non si capisce perché ci fosse tutta questa fretta di demolire e poi solo pochi mesi
dopo - perché la demolizione è di giugno e la richiesta di proroga accordata dal
Comune è di ottobre - ci sia stato, invece, questo rinvio di un anno dell'intero
progetto.
Mi fa piacere sapere che, nel frattempo, il progetto - le prime opere connesse - è stato
approvato dalla Giunta (anche se on-line, sul sito della Giunta, non c'è ancora notizia
di questo, ma lo appureremo nei tempi debiti), però mi fa meno piacere il fatto che
non sia stato possibile discuterlo in Commissione Consiliare con particolare
attenzione o perlomeno illustrare i progetti alla Commissione Consiliare, dal
momento che all'epoca, visto l'interesse pubblico a questo caso, c'era stata
comunque una promessa, c'era una petizione con centinaia di firme e c'erano stati
anche problemi di gestione con il quartiere.
Poi, va bene, sicuramente è importante il coinvolgimento della Circoscrizione.
Peraltro, non so se la Circoscrizione sia stata coinvolta su questo progetto.
Comunque, speriamo che, almeno per i successivi passi del progetto, si riesca ad
essere coinvolti, magari con un po' più di trasparenza rispetto a quello che è stato
finora in tutto questo progetto.
Resta però la domanda irrisolta, che è presente nell'interpellanza, cioè se questo
ritardo di un anno indica la presenza di problemi nella realizzazione del progetto, in
quanto sappiamo tutti che la crisi economica, nonostante le promesse della luce in
fondo al tunnel, non è migliorata; in particolare, nel mercato immobiliare è ancora
più fermo di quanto era due anni fa. Quindi non mi stupirei se chi voleva costruire
questi palazzi, iniziasse ad avere dei dubbi, pensando che forse non è il caso di
costruire, perché magari non riuscirebbero a vendere neanche un appartamento.
Però questo sarebbe opportuno saperlo, intanto perché indicherebbe anche un po' di
responsabilità da parte della Giunta nel concedere la prosecuzione di questo progetto
(far partire la demolizione, l'ordine pubblico, eccetera), per poi scoprire che si ferma
tutto.
Io abito in questa zona di Torino, quindi ci passo davanti. Da un anno ormai chi
passa in quella zona, ha questo spettacolo della zona completamente demolita,
abbandonata a se stessa. Quindi non è una bella situazione per il quartiere.
A questo punto, una volta che si è partiti con il progetto, demolendo anche i
fabbricati che tra l'altro (non riapriamo tutta la vicenda) avevano palesemente,
secondo molti, un valore storico e quindi non avrebbero dovuto essere demoliti.
Invece la demolizione è stata fatta. Poi, però, il progetto si è fermato, con il rischio
che non vada avanti per anni.
Quindi, chiedo alla Giunta, in particolare all'Assessore e agli Uffici che hanno il
contatto diretto con gli operatori immobiliari, di essere un pochino più trasparenti e
pronti magari a discutere un eventuale problema relativo al fatto che questo progetto
non va avanti.
Dal momento che siamo a metà dell'opera, vorremmo almeno capire se si va avanti o
se il quartiere dovrà sopportare, dopo tutta la situazione di tensione che c'è stata,
anche anni di cantiere abbandonato, con tutti i problemi che ne conseguono.
A questo punto, onestamente, non so neanche cosa dire all'Assessore Passoni; nel
senso che vorrei parlarne con l'Assessore Lo Russo. Non so se valga la pena
rimandare l'interpellanza in II Commissione, in modo da poterne parlare anche con
l'Assessore competente, con la dottoressa Virano e con gli Uffici che hanno seguito
direttamente il progetto.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Visto che il Consigliere Bertola non ritiene esaurienti le risposte dell'Assessore
Passoni, l'argomento è rinviato in II Commissione.
L'interpellanza è discussa per l'Aula.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)