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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 200701775/02, presentata in data 23 marzo 2007, avente per oggetto: "TOROC, Ente di diritto pubblico o privato?" COPPOLA Michele (Vicepresidente) Il Regolamento prevede che uno dei firmatari abbia a disposizione 3 minuti per l'illustrazione e, poi, ogni singolo Consigliere può intervenire fino ad un massimo di 5 minuti. Visto che nessun Consigliere intende illustrare l'interpellanza generale, la parola, per la risposta, al Sindaco. SINDACO L'interpellanza, se ricordo bene, riguarda soprattutto la natura giuridica del TOROC e le sue eventuali ripercussioni. Vorrei rispondere partendo dal fatto che il sottoscritto non era Sindaco quando fu definita la natura giuridica dell'organismo del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici. Quindi, in qualche misura, è un assetto organizzativo (questo e quello dell'Agenzia, ai sensi della Legge n. 285 per la realizzazione delle opere pubbliche) che il sottoscritto ha vissuto - più la seconda che non la prima, in quanto la seconda era oggetto di una Legge - come parlamentare e non come amministratore di questa Città. Lo dico solo per farvi comprendere che ci siamo mossi in uno scenario che era definito e che abbiamo ereditato. L'assetto di ente di natura privatistica finalizzato a perseguire un obiettivo come la realizzazione dei Giochi - e questo, invece, posso testimoniarlo - era ritenuto particolarmente utile, sulla base dell'esperienza internazionale, dal Comitato Olimpico Internazionale, il quale, valutando le esperienze fatte nei diversi Paesi, era giunto (non nel 2006, ma molto tempo prima) alla conclusione che il Comitato Organizzatore dei Giochi era preferibile fosse un Comitato di natura privatistica. Con il senno di poi, non so se questa fosse la scelta più giusta per l'Italia; mi risulta che l'unica eccezione sia stata quella per l'organizzazione dei Giochi di Atene, mentre, in tutti gli altri casi, il Comitato Organizzatore è sempre stato (e continua ad essere) di natura privatistico. Definiti questi due particolari, noi abbiamo sempre agito tenendo conto di questa esplicita preferenza del Comitato Olimpico Internazionale e, quindi, dei vincoli e delle complicazioni che questo poneva nella nostra legislazione, per evitare che vi fossero procedure arbitrarie e che si contravvenisse alle regole stabilite dalla nostra legislazione. Ogni volta che abbiamo avuto dubbi o che quest'Aula ha sollevato dubbi, abbiamo sempre agito sulla base del conforto di pareri, che ci hanno confermato di proseguire in quella direzione. È avvenuto più di una volta, ma abbiamo sempre fatto questa scelta. Ricorderete tutti il parere dello Studio Brosio, il quale ci confortava circa la possibilità di procedere nell'organizzazione dei Giochi sulla base di un organismo di cui ribadiva la natura privatistica, nonostante l'indubbio carattere pubblico dell'obiettivo che si riprometteva di raggiungere. Ed è proprio questo che vorrei sottolineare: ho già detto prima che il TOROC è nato come strumento di natura privatistica, successivamente definito come "Fondazione ad interesse regionale" - quindi sotto la giurisdizione della Regione - di natura privata con l'obiettivo di perseguire la realizzazione dei Giochi (che era ed è stata indubbiamente una finalità di carattere pubblico). Ritengo difficile trovare un evento che, più delle Olimpiadi, manifesti un così netto e spiccato interesse pubblico. Tanto è vero che credo si possa dire che l'interesse pubblico, quindi la realizzazione dei Giochi, abbia accompagnato la loro l'organizzazione in ogni momento e in ogni passaggio. È questa l'altra questione che deve essere valutata: l'assetto organizzativo ha quelle caratteristiche e, formalmente, non è ancora cambiato. L'obiettivo è di evidente interesse pubblico e, di conseguenza, l'interesse pubblico collettivo accompagna questa vicenda in ogni suo passaggio. Ho voluto ricordarlo, perché - e lo affermo senza polemiche - è stata la consapevolezza dell'incalzare dell'interesse pubblico a convincerci ad impegnarci come Comune, nel dicembre 2005 (quando il Governo, nel predisporre la Finanziaria, non mantenne l'impegno che aveva assunto nell'autunno 2004), in stretta sintonia con la Regione e la Provincia, per fare fronte, ove ve ne fosse stata la necessità, alle esigenze di copertura del cosiddetto gains budget, che rappresentava la condizione sine qua non affinché si realizzassero i Giochi. Era la condizione sine qua non per approvare un Bilancio con la vidimazione e la certificazione dei Revisori e, quindi, per poter avere l'accesso al credito necessario per la concreta realizzazione dei Giochi (un mese e 10 giorni dopo quella decisione). Il Governo dirottò quei 30 milioni di Euro destinati, in origine, ai Campionati Mondiali di Ciclismo del 2008. Ho voluto ricordare la cifra perché, poi, vorrei tornare rapidamente su questo per concludere. Consapevoli di quell'assetto e di un interesse pubblico che lo pervadeva e lo accompagnava, nel momento in cui non erano più disponibili i 30 milioni di Euro (e, quindi, non si chiudeva il gains budget, le banche non finanziavano ed erano a rischio le Olimpiadi), decidemmo che avremmo, in ultima istanza, garantito noi, con il nostro patrimonio, e la Regione, a sua volta, si impegnò a fare una specie di controassicurazione, cioè a garantire la garanzia del Comune. Questa è stata la scelta che abbiamo fatto, ed è stata una scelta che credo abbia pagato da molti punti di vista. Intanto, perché le Olimpiadi si sono realizzate e si sono realizzate al meglio. Probabilmente si sarebbero realizzate allo stesso modo, però intanto, quella scelta ha messo tutti gli operatori in condizione di operare con la necessaria serenità e tranquillità e questo ha, sicuramente, contribuito a far sì che le Olimpiadi siano state quel risultato che abbiamo tutti potuto osservare. Ha premiato anche il Comune. Non voglio fare polemiche naturalmente, ma qualsiasi Consigliere o Capogruppo può fare una breve rassegna delle interrogazioni, interpellanze, mozioni e ordini del giorno che sono stati accumulati negli anni passati tesi ad ingenerare sfiducia nel Presidente Castellani, nella direzione del TOROC, nella realizzazione delle Olimpiadi. I profeti di sventura sono stati clamorosamente smentiti. Noi abbiamo investito sulla fiducia sia del Presidente Castellani sia del Direttore Generale, ingegner Vaciago, che ringrazio pubblicamente, perché è subentrato in un momento molto critico (fine 2004), in cui vi poteva essere concretamente il rischio di una divaricazione fra l'impostazione progettuale dei Giochi (che, comunque, andava avanti) e la gestione concreta dell'amministrazione del TOROC; invece, ha saputo riconnettere i due processi e garantire la realizzazione al livello più elevato di economicità possibile nella situazione data. La sua riuscita è stata gran parte merito dell'Ingegner Vaciago e dei collaboratori di cui ha saputo attorniarsi, anche grazie all'attenzione che il Governo ha riservato con l'invio dell'Onorevole Pescante e di alcuni suoi collaboratori. Segno che anche nel Governo vi era un atteggiamento differenziato rispetto alle Olimpiadi: da parte di qualcuno vi era grande attenzione, da parte di altri meno. Alla fine ha pagato il Comune perché, a fronte di uno slancio su cui abbiamo scommesso, ci si è alla fine ritrovati con un risultato economico largamente migliore (o meno peggiore) del previsto, perché un deficit conclusivo di circa 11 milioni, che possono diventare ragionevolmente 9 milioni (tenendo conto che in quegli 11 milioni c'è una cosiddetta contingency di 2 milioni), è un risultato che, se avessimo dovuto investire al netto in messaggi pubblicitari per la Città, non avrebbe sicuramente avuto l'effetto mediatico e l'effetto di visibilità per la città che ha avuto. Credo che la scelta di garantire la realizzazione dei Giochi - perché questo è avvenuto -, da una parte, abbia corrisposto a quello che, dal primo momento, ha sempre pervaso gli strumenti organizzativi dei medesimi e, cioè, un interesse pubblico, dominante e prevalente su tutto e, dall'altra, si è anche stati corrisposti, sia in termini di risultati dei giochi, sia in termini di costi che la Città ha pagato per ottenere un risultato che, probabilmente, senza volere esagerare e senza, soprattutto, voler attribuire i meriti soltanto a questa Amministrazione, ha avuto un carattere epocale per la nostra città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Devo dire che il Sindaco Chiamparino ha una grande dote. Mia nonna avrebbe detto "bôn bech". Cioè, il Sindaco ha la capacità di non conoscere assolutamente - non fa parte del suo approccio ai temi - il termine "vergogna", che, probabilmente, ha cancellato da tutti i dizionari. Il Sindaco è in grado di sostenere qualsiasi tesi, mistificandola, capovolgendola e stravolgendola completamente, anche nei numeri, con la sicumera di chi sta citando (per un cattolico ovviamente, per un laico non conterebbe niente) una parabola evangelica. Il Sindaco dice delle cose assolutamente distorte con una faccia tosta che, sinceramente, non ha pari nel mondo da me conosciuto. Spero di conoscere ancora tanta gente, magari mi ricrederò, perché uno più capace di lei a raccontare non proprio delle bugie, ma delle mistificazioni delle verità, magari lo troverò! Ci vuole un bel coraggio, a mio avviso, ad accusare, ad esempio, il Governo di centrodestra, che penso vi abbia dato nel corso degli anni un po' più di 1 miliardo di Euro, di non avere versato - si fa per dire - l'ultima tranche, per averla data ai ciclisti. Ci vuole un bel coraggio, perché il Consiglio di Amministrazione, l'Ufficio di Presidenza del TOROC, di cui lei faceva parte - non so, lo dico sempre con molto rispetto, di quale parte del trittico delle tre scimmiette (non vedo, non sento e non parlo) facesse parte lei, insieme con Saitta e Bresso -, sono riusciti a regalare, nel giro di 5 anni, 40 milioni di Euro di consulenze. Lo so che per voi non è un granché, signor Sindaco, perché voi, solo come Comune, buttate circa 6 milioni di Euro l'anno e altrettanti attraverso le vostre ex municipalizzate. Non è tanto, ma - come diceva Benjamin Franklin, un dollaro risparmiato è un dollaro guadagnato - 40 milioni di Euro risparmiati, magari sarebbero stati guadagnati! Poi, i conti suoi e di Castellani - capisco che li abbiate sempre fatti così, ieri leggevo anche delle cronache con la lacrimuccia agli occhi, perché si è sciolto il TOROC: sono rimasto veramente commosso - non tengono conto di quei 25 milioni di Euro di sponsorizzazione ad Olimpiadi fatte che, 20 giorni prima dell'evento, la Regione ha dato per coprire il buco. Inoltre, non tengono conto di quei 6 milioni di Euro (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... non so, quegli alloggi del MOI che dovevano andare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ne tengono conto. Allora questi li tolgo. Non tengono neanche conto dei circa 7 milioni di Euro del caso "Consortium", per cui ci sono circa 100-150 imprese sull'orlo del fallimento, perché credevano - c'è ancora una causa in corso in Tribunale - un giorno di essere pagate. Non considero neanche i soldi che avete buttato in "+1", perché con questa retorica olimpica ci stuferete fino alla prossima retorica, sulla quale voteremo a favore, la stupiamo con effetti speciali del 2011, perché noi, per quello che possiamo fare per il bene di Torino, e perché arrivino tanti soldi, siamo contenti. Siamo altrettanto convinti che voi li sprechiate, li abbiate sprecati, e speriamo che prossimamente non ne sprecherete troppi! Ci sono stati interventi eccezionali, non andiamo a ripercorrere tutta la storia con cui sono stati coperti i buchi anche dal Governo. Lei, l'ingegner Vaciago, il professor Castellani, il Presidente Bresso e il Presidente Saitta, siete stati i peggiori interpreti, perché siete voi che avete mal governato quella struttura. Non confonda le cose, Sindaco! Certo che vi abbiamo seppellito di interrogazioni, perché avete dilapidato un patrimonio pubblico enorme, ma tutti abbiamo sempre lavorato perché le Olimpiadi andassero il meglio possibile, tant'è che, 3 mesi prima, abbiamo fatto la moratoria! Abbiamo perfino raccolto le firme, quando ero parlamentare in Commissione Ambiente, per non fare passare in Aula la nuova Legge 285! Quindi, Sindaco, non diciamo sempre e solo mistificazioni! Lei ha detto che il TOROC è stato gestito bene. Il TOROC è stato gestito in maniera dissennata e avete buttato nelle tasche di tante persone inutili, che non hanno fatto assolutamente nulla, dai 40 ai 60 milioni di Euro e poi ve ne venite pure a vantare! Quindi, noi non lacrimiamo certo sopra gli sperperi! Giusto per concludere (poi parleremo del 2011), però, invito la Commissione post-olimpica, visto che c'è anche un Vicepresidente di minoranza, oltre a dilettarsi su alcuni fatti (per esempio, che per due anni non avremo più gare di coppa del mondo nelle valli olimpiche, eccetera...), a dilettarsi sul fatto che ci vorrebbe un'indagine su come si è creato il buco del TOROC. Adesso le Olimpiadi sono passate, non dobbiamo più fare brutta figura! Tutti, a cominciare dal suo ex Assessore Tessore, avevate promesso che, dopo le Olimpiadi, finalmente, si sarebbe potuto parlare, quindi cominciate! Cominci con una bella indagine alla Commissione post-olimpica e poi andremo a vedere veramente, Sindaco (perché già noi li abbiamo), i nomi e cognomi su cui avete sprecato oltre 40 milioni di Euro! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Ho ascoltato con attenzione la risposta del Sindaco e devo dire che, sin dall'inizio, ho notato (ma mi corregga, se sbaglio) una sorta di gioco allo "scaricabarile". Quando lei dice: "L'assetto organizzativo, comunque, è successivo al mio mandato, perché sono subentrato dopo, prima, c'era qualcun altro..." e quel qualcun altro era Castellani, a me sembra che si stiano scaricando le proprie responsabilità. Poi, ad un certo punto, ci si pone la domanda (come se l'é posta lei): ma la scelta più giusta, per il nostro Paese, è quella di avere una realtà di natura privatistica, piuttosto che pubblica? Non lo so. Mi pare che, rispetto a questo, possiamo attribuire la responsabilità all'ex Sindaco di Torino, che poi si è auto-nominato (quindi, colpa di Castellani che, tra l'altro, "se l'è cantata e se l'è suonata"). Al di là di queste cose, volevo soffermarmi sul fatto che, rispetto alla domanda che noi poniamo (se il TOROC sia un ente di diritto privato, o pubblico), lei fornisca un'interpretazione di carattere politico. Penso che, rispetto a questa vicenda, debba esserci un'interpretazione di carattere giurisprudenziale che, sicuramente, non deve dare lei (ci mancherebbe altro!). Non si comprende come abbia potuto assegnare, per esempio, appalti sui lavori, come se fosse considerato un ente di diritto pubblico! Se, invece, fosse considerato ente privato, non si capirebbe a quale titolo il Comune dovrebbe estinguere i propri debiti. Rimane questo interrogativo sul quale abbiamo voluto porre l'attenzione, che ci è anche derivato dalla lettura di una relazione che, l'allora Assessore Tessore, ha presentato in Commissione: "Il TOROC è stato ente di diritto privato fino al 15 marzo 2006. Dal 15 marzo 2006 in avanti, è diventato ente di diritto pubblico". È chiaro che questa data noi non la riconosciamo. La Magistratura non ha ancora chiarito, di fatto, se si tratti di un ente di diritto privato, o pubblico. Quello che, in qualche modo, ci preoccupa di più è che si tratti di una realtà (questo lo ha sostenuto anche il Sindaco) sostenuta dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte (si parla di Olimpiadi, di un evento di carattere mondiale!) che ha lasciato un conto in sospeso come la vicenda tra TOROC e Consortium; realtà che non ha dato risposta a molte piccole e medie aziende che si sono trovate in difficoltà tali da costringere alcune di queste, a chiudere. La domanda che ci poniamo è anche di giustizia nei confronti di queste realtà che, penso, legittimamente, attendano una risposta. Il Sindaco, questa risposta l'ha data dal punto di vista politico. Mi auguro che ci sia anche da un punto di vista giuridico e sia favorevole proprio a quelle realtà che hanno creduto nelle Olimpiadi, hanno dato la loro disponibilità a lavorare per le Olimpiadi e, poi, di fatto, non sono state pagate e, ad oggi, soffrono. Alcune, tra queste, hanno dovuto, addirittura, chiudere. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario I Colleghi che mi hanno preceduto hanno detto già tante cose. Certo, che tutto ciò lascia perplessi. Ci sarà occasione per parlarne ancora; questa vicenda, sicuramente, non si chiuderà qui. Devo aprire una parentesi: ero (e sono tuttora) preoccupato per gli alloggi dei miei amici Consiglieri di maggioranza che hanno votato una certa proposta di deliberazione. Va tutto bene. Io, veramente (e sinceramente), sono preoccupato per loro. Spero proprio che non vada a finire come temo; sicuramente, parleremo ancora di questo argomento. Stigmatizzo solamente due punti anche perché, devo dire la verità, abbiamo davanti il Bilancio. Dobbiamo dire tante cose su questo Bilancio, quindi, non voglio rubare tempo. Mi lascia perplesso il fatto (e mi dà alcune risposte già all'origine) che il CIO, come, giustamente, diceva il Sindaco, abbia consigliato ed abbia fortemente voluto il TOROC come Ente privatistico, anche in linea (ed è questo il punto che mi preoccupa maggiormente) con quasi tutte le realtà che si sono susseguite nell'organizzazione dei Giochi Olimpici. Questo mi dà già da pensare su un certo modo, tutto italico, di fare determinate cose; questo, naturalmente, è un dubbio che mi "frulla per la testa". E mi lascia perplesso il fatto che, poi, come dice sempre giustamente il Sindaco (perché, magari, travisa, però, è difficile metterlo in contraddizione)... SINDACO (Intervento fuori microfono). CAROSSA Mario Assolutamente no. Come direbbe lei: "Adesso non esageriamo". Il fatto che Atene, quindi la Grecia, quindi, un certo modo tutto mediterraneo di fare certe cose, equivalga all'agire dell'Italia, è solo una spiegazione, un'ulteriore sottolineatura di quello che, purtroppo, in certi momenti, siamo noi italiani. L'altro punto che, effettivamente, mi dà motivo di preoccupazione, è quello che citava prima il Consigliere Ghiglia. Effettivamente, anche se non ero nella precedente tornata amministrativa, qui, in Sala Rossa, da cittadino, naturalmente, ho seguito un pochino la vicenda TOROC. Quaranta e più milioni di consulenze per poi andarsi a vantare che non abbiamo avuto debiti, mi lasciano alquanto perplesso; così come mi turbano le sue spergiurate lodi verso il City Manager Vaciago. Veramente, mi lascia perplesso perché (mi permetto di dirlo) persone che sono strapagate, come minimo, dovrebbero cercare di fare più o meno bene il proprio dovere. Poi, che ci siano anche persone strapagate e non lo facciano, va bene, ma io, da piemontese, ho ancora radici sabaude e ritengo che chi è pagato (soprattutto chi è strapagato) debba fare necessariamente bene il proprio dovere. Mi lasci dire, allora, che sono assolutamente dubbioso rispetto a queste lodi espresse verso il City Manager Vaciago. Ripeto: penso che di questa vicenda ne parleremo ancora alcune volte, qui in Sala Rossa. Vorrei veramente che, alla fine di tutto, però, non debba assolutamente piangere nessuno (e quando dico nessuno, è nessuno) per tutte le piccole e piccolissime imprese che hanno contribuito "loro", non strapagate come altri, a far sì che questi Giochi Olimpici andassero bene. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Non vorrei mancare di riguardo all'opposizione, in particolare agli interpellanti, però non mi è chiaro quale sia l'oggetto di questa discussione, perché si è parlato di TOROC e Consortium (vicenda della quale abbiamo discusso e sulla quale vi è ancora un profilo giuridico aperto), ma penso che, se il tema dell'interpellanza generale riguardasse l'avvenuta riscossione o meno dei crediti di Consortium, la domanda posta dagli interpellanti dovrebbe avere un altro taglio. Leggendo la richiesta posta dall'interpellanza noto che si parla di natura pubblicistica o privatistica, ma anche su questo non mi è molto chiaro - probabilmente, per limiti miei - quale sia il senso di una discussione in Sala Rossa sulla configurazione giuridica di un soggetto che ha consentito la realizzazione di un evento. Probabilmente, di questo argomento si dibatterà ancora, perché in sede privatistica ed amministrativistica avrà una configurazione, mentre in sede penalistica ne avrà un'altra, ma personalmente non trovo appassionante disquisire in questa sede di configurazioni giuridiche, anche perché mi sembra che, a volte, si dimentichi che si tratta di una configurazione di diritto privato tra soggetti di diritto pubblico. Non vorrei che chi ci ascolta pensasse che la configurazione di diritto privato autorizzi ognuno a fare quello che crede, perché i soggetti che costituiscono il TOROC sono soggetti di diritto pubblico e pertanto sono vincolati da normative di diritto pubblico; penso che stiamo disquisendo di un profilo giuridico dalle, ormai, modeste ricadute pratiche. Forse sono stato un po' distratto, ma l'unico elemento che mi ha colpito di questo dibattito è che chi aveva scommesso sul fallimento delle Olimpiadi, oggi scommette sulla buona riuscita del centocinquantenario dell'Unità d'Italia. Ritengo si debba guardare avanti e giudico positivamente questo mutato atteggiamento politico. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Dato che molto è già stato detto, vorrei soltanto fare due sottolineature. Per quanto riguarda la ricostruzione da parte del Sindaco della vicenda TOROC e della sua genesi, sottoscrivo quanto detto dal Capogruppo Ghiglia e in parte anche dal Consigliere Angeleri, ovvero ritengo che sia un po' comodo cercare di trasferire tutte le criticità in un mondo ed in un tempo ormai lontani in cui l'attuale Sindaco e l'attuale Direttore Generale (a scavalco) non avevano alcuna responsabilità; penso che sia anche un'operazione un po' semplice e tautologica: potremmo semplicemente dire che, se tutto fosse davvero andato bene, non avremmo avuto "il brillante Vaciago" - per stare alle parole del Sindaco - a capo delle Olimpiadi, perché non ci sarebbe stato bisogno di metterlo a scavalco. Taccio, per carità di patria, sull'argomento di lesa maestà alle Olimpiadi o lesa maestà al Presidente Castellani a mezzo di interpellanza; questo era un argomento che usava il Presidente Castellani quando gli chiedevamo dati, conti e cifre, e dato che non li forniva e quando li forniva erano invariabilmente sbagliati, ha dovuto smettere. Credo l'abbia usato anche di fronte alla Commissione Parlamentare che, alla fine, ha dovuto convocarlo per avere qualche cifra su questo mistero, ma non è un segreto che tutto quello che circondi l'attività del professor Castellani nel TOROC sia un po' un mistero, fino al mistero dei misteri che riguarda la sua indennità; abbiamo scoperto soltanto in tempi relativamente recenti che il Presidente del TOROC ha un emolumento di circa 300.000 Euro l'anno: ha avuto quasi quanto il nostro Direttore Generale! Il Consigliere Giorgis avrebbe potuto prestare la propria opera di fine giurista in un'epoca in cui sarebbe convenuto all'etica della gestione delle Olimpiadi avere delle procedure che evitassero il crac di Consortium o gli affidamenti, senza gara, di consulenze per la cifra che è stata detta. Sindaco, il nostro imbarazzo consiste nel fatto che, come sempre, le chiacchiere stanno a zero: dietro le interpretazioni, i pareri, lo studio Brosio, le indagini e persino il parere del Consigliere Giorgis in Sala Rossa, rimane che la vicenda TOROC è stata segnata dal fatto che, quando si trattava di assegnare gli affidamenti e le consulenze, era un Ente di diritto privato coperto dalla segretezza che il Codice Civile riserva alle società private, ma quando si è trattato di ripianare, è diventato un problema dell'Ente Pubblico, del Governo che ha fatto molto e, speriamo non ulteriormente, di questa Città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Farò una breve replica nello spirito dell'intervento del Consigliere Giorgis: guardare avanti. Nel dibattito sono emerse questioni che non riguardavano molto l'interpellanza e sulle quali non voglio apparire reticente, segnatamente alla questione di Consortium. Come sempre, rimando ai tornei oratori dei comizi le risposte al Consigliere Ghiglia, del quale non capisco questo suo rotear di sciabole ogni volta che deve rispondere ai miei interventi, ma rimanderemo anche questo ai comizi! Consigliere Angeleri, non scarico nessun barile, nel senso che credo di essere stato molto preciso quando ho detto che ci siamo trovati un'organizzazione; personalmente penso che (ma è un'opinione detta con il senno di poi e non so se sarebbe stata la stessa nel caso avessi dovuto decidere allora) sarebbe stato meglio che il TOROC fosse un unico Ente di diritto pubblico organizzato in maniera da poter organizzare i Giochi e realizzare le opere. Non era questa la condizione che abbiamo assunto, quindi ci siamo dovuti muovere in un altro contesto, cercando sempre - e penso essendoci riusciti - di far prevalere l'interesse pubblico. Quindi, non c'è nessuno scaricabarile, anzi, vi è un giudizio positivo, ovviamente ex post; ripeto che, se mi fossi trovato io a dover prendere determinate decisioni, non so se avrei avuto lo stesso pensiero che ho oggi. Mi pare che il mio giudizio sia molto chiaro e non sia uno scaricabarile. Per quanto riguarda Consortium, deve essere chiaro a quest'Aula che il TOROC ha pagato fino all'ultimo Euro che doveva pagare; voglio precisarlo, perché qui ho sentito menzogne a scopo propagandistico! Non solo il TOROC ha pagato fino all'ultimo Euro, ma il sottoscritto ha inviato una lettera al Presidente del CIO, Rogge, sottoponendogli la situazione di inadempienza della PICO (la società cinese il cui fallimento ha, poi, determinato l'attivazione di Consortium), ammonendo il CIO a prestare grande attenzione a questa inadempienza di PICO e a far pesare la sua autorevolezza sui lavori che PICO sta già realizzando per Pechino 2008, affinché PICO risponda per la parte che ancora gli compete per adempiere agli obblighi nei confronti di Consortium. Ripeto che TOROC, Comune, Provincia e Regione non hanno nessuna obbligazione nei confronti di Consortium e hanno fatto tutte le pressioni possibili presso il CIO e presso PICO, perché adempiano alle loro residue responsabilità nel processo di fallimento di Consortium. Ci tenevo a precisarlo, perché anche a noi sta a cuore la media e piccola imprenditoria e l'artigianato piemontese che hanno sicuramente contribuito alla realizzazione dei Giochi Olimpici ed è per questo che non siamo stati con le mani in mano. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza generale è discussa. |