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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Aprile 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 13
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-01081
D.LGS. 18 AGOSTO 2000 N. 267 - TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI. APPLICAZIONE DELL'ART. 172, LETT. E) CONCERNENTE SERVIZI PUBBLICI A DOMANDA INDIVIDUALE ANNO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione congiunta della proposta di deliberazione n. mecc. 200701081/24, presentata dalla Giunta Comunale in data 9 marzo 2007, avente per oggetto:
"D. Lgs. 18 Agosto 2000 n. 267 - Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali. Applicazione dell'art. 172, lett. E) concernente servizi pubblici a domanda individuale anno 2007"
e della proposta di mozione n. mecc. 200701991/02, presentata dai Consiglieri Cantore, Angeleri, Carossa, Ghiglia, Tronzano, Coppola, Lonero, Ravello e Ventriglia in data 2 aprile 2007, avente per oggetto:
"Collegata alla deliberazione mecc. 200701081/24 'Maggiori coperture ai servizi a domanda individuale'".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Ricordo al Consigliere Tronzano che la discussione della mozione collegata alla deliberazione avviene congiuntamente alla discussione sulla deliberazione.

TRONZANO Andrea
Visto che questa deliberazione parla dei servizi a domanda individuale, elencandoli (come, giustamente, prevede la Legge), insieme ai Colleghi che l'hanno sottoscritta, e quindi l'opposizione nel suo complesso, chiediamo ai Consiglieri della maggioranza se sia possibile un impegno a considerare, tra i vari servizi a domanda individuale, come punti salienti gli asili nido, le mense scolastiche e le case di riposo e ricovero e, su questi tre argomenti, in particolare, impegnarsi a ridurne le tariffe.
Nella relazione dei Revisori dei Conti vediamo come, in percentuale, questi servizi siano coperti in queste percentuali, per quanto riguarda il Comune: le case di riposo al 41,71%, gli asili nido al 51,38% e le mense, comprese quelle scolastiche, al 79,62%, che è già un buon indice. Chiediamo, però, all'Assessore se si possa impegnare su questo Bilancio, in particolare (eventualmente sul prossimo, se in questo non fosse possibile), ad aiutare le famiglie in difficoltà, che sono sempre di più (come già rilevato da alcune nostre mozioni presentate in passato, relativamente, ad esempio, alla TARSU, all'ICI, eccetera, per le quali la soglia di esenzione prevedeva i 22.000 Euro), riducendo, in maniera sostanziale, le tariffe relative alle mense scolastiche, agli asili nido e alle case di riposo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Ho poco da aggiungere a quanto ha già detto, giustamente, il Consigliere Tronzano. Voglio, però, far rilevare assolutamente che è decisamente importante che questa Giunta e questa maggioranza si comportino in maniera da far sì che l'intervento su queste domande di servizi sia assolutamente prioritario.
Per quanto riguarda le case di riposo, i ricoveri, gli asili nido e le mense scolastiche, inizierei da queste ultime e quindi dalle rette agli asili e alle scuole materne che, purtroppo, con questo Bilancio, andiamo ad aumentare ben più dell'inflazione programmata. Voglio ricordare che, per esempio, per quanto riguarda la retta (l'ho già detto una volta, ma lo ripeto, perché magari, alla fine, qualcuno mi ascolta), la fascia sesta, quella che comprende la maggior parte delle persone che io chiamo comuni (come impiegati, operai, eccetera), va a pagare da 111 Euro a 120 Euro, ossia una percentuale che si aggira intorno al 9%, sicuramente superiore al dato dell'inflazione.
Questa mozione, quindi, vuole veramente cercare di deviare un po' quella che è, a parere mio, una manovra troppo penalizzante verso il ceto medio, i cittadini in generale.
Ritengo sia un dovere di qualsiasi Amministrazione cercare di intervenire in questo senso. Temo di immaginare come andranno a finire queste mozioni. Magari, riuscirò a leggere quella che, da un primo sguardo, mi è sembrata una proposta di mozione da "Libro Cuore" o da "Libro dei sogni" presentata dalla maggioranza, che temo sarà approvata, nonostante dica tutto e niente; questa che, invece, sicuramente è più concreta, temo che, con votazione sempre più "bulgara" (visti determinati passaggi) non sarà approvata e questo è grave.
Chiedo al Presidente quanti minuti ho a disposizione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Fino a dieci minuti.

CAROSSA Mario
Lei è una persona veramente gentile, ma, soprattutto riguardosa verso il Regolamento e la ringrazio per questo. Sono contento che ritorni il Presidente Castronovo, per ovvii motivi, soprattutto riguardanti la sua salute (se torna, vuol dire che sta bene), però quasi mi dispiacerà quando lei non sarà più Presidente di questa Assemblea. Immagino che, invece, a lei non dispiacerà affatto!
Temo che, come al solito, la maggioranza sarà un po' sorda a queste richieste della minoranza, ma questo fatto non mi scandalizza assolutamente. D'altronde, durante questi due giorni, tedierò la maggioranza con le solite richieste e, visto che sono un po' "tardo", continuerò ad insistere.
Ritengo necessario, però, sottolineare un aspetto, perché la proposta di mozione n. mecc. 200701983/02 (primo firmatario il Consigliere Cerutti) propone di "ampliare il servizio prestato ai cittadini torinesi in età da zero a sei anni ed alle loro famiglie, dai nidi e dalle scuole dell'infanzia municipali e statali". Non penso che per "ampliare il servizio" intendiate esclusivamente ampliare le stanze o le porte, o solamente la ricettività degli asili; a mio parere, il discorso di "ampliare" sarebbe corretto anche nel senso di permettere sempre più agevolmente di usufruire di questi servizi. Ebbene, questo è scritto nella proposta di mozione avente per oggetto "Linee programmatiche prioritarie - Collegata alla deliberazione n. mecc. 200701082/24".
Per questo motivo, mi chiedo come potrete votare contro la proposta di mozione n. mecc. 200701991/02, primo firmatario il Consigliere Cantore (illustrata, poco fa, dal Consigliere Tronzano) e, subito dopo (o non so quando), votare compatti e convinti a favore della mozione "Libro dei sogni", primo firmatario il Consigliere Cerutti (non me ne voglia per questa definizione).
Per quanto riguarda il fatto di venire incontro ai cittadini, sono perplesso, perché dovete anche spiegarmi (e, nel corso di questi due o tre giorni, avrete sicuramente il tempo per farlo) il motivo per cui questi "sogni" non si sono potuti applicare, anche solo minimamente, nel Bilancio in discussione. È proprio una domanda da un milione di Euro, visto che siamo in sede di Bilancio!
Come affermato nella mozione, questi servizi sono attività gestite direttamente dal Comune (e, in questo caso, non potete trovare la scusa che non sia possibile venire incontro ai cittadini perché è qualcun altro che ci deve pensare); vorrei citare, ad esempio, le scuole materne, gestite direttamente dal Comune, perché, se non sbaglio, 20 o 30 anni fa, la maggioranza che guidava allora questo Comune si era rifiutata di affidare (come hanno fatto, invece, altri Comuni italiani) tutto il comparto scuole materne allo Stato, tenendoselo stretto, forse con un ragionamento anche corretto, non lo discuto; però, nel 2007, per queste decisioni, prese da chi ci ha preceduto in Sala Rossa 20 o 30 anni fa, non ci devono rimettere i cittadini torinesi. Ahimè, bisogna ammettere che sono stati un po' troppo ingenui votando il Sindaco Chiamparino (almeno, lo è stato il 66,66%)... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, assolutamente, Sindaco, difatti non ho usato quel termine: ho detto "un po' troppo ingenui", perché si sono fidati delle belle frasi che lei sa pronunciare e che colpiscono anche per la sua capacità di essere così semplice, che, devo ammettere, sto cercando di copiarle (e non ci riesco), perché è proprio quel modo di dire semplicemente le cose che fa breccia nei cittadini.
Purtroppo, sono stati un po' troppo ingenui a credere alle sue belle parole e alle sue belle frasi e, difatti, la controprova è in questo primo Bilancio. Visto che è lontana qualsiasi tornata elettorale che toccherà questo Comune - anche se alcune voci di corridoio dicono che, nel 2010, lei lascerà la carica di Sindaco per provare a fare il Presidente in Regione (ma se smentisce queste voci sono contento) -, il primo anno, come hanno insegnato "i papà" a Roma, bisogna tartassare i cittadini, perché, poi, essendo ingenui (ahimè loro), non se lo ricorderanno quattro anni dopo, al momento di votare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Sono praticamente certo che la mozione presentata dall'opposizione verrà votata dalla maggioranza e vorrei spiegare il motivo di questa certezza.
Leggendo attentamente la mozione di accompagnamento al Bilancio presentata dalla maggioranza (un vero e proprio "Libro dei sogni") e analizzando alcuni dei punti della proposta di mozione n. mecc. 200701991/02, il cui primo firmatario è il Consigliere Cantore (sottoscritta da tutta l'opposizione), vi sono delle similitudini impressionanti. Per esempio, in quest'ultima si propone di "...ridurre le tariffe relative agli asili nido..." e nella proposta di mozione n. mecc. 200701983/02 si parla di un potenziamento degli interventi delle politiche sociali, per, poi, affermare specificamente: "ampliare il servizio prestato ai cittadini torinesi in età da zero a sei anni ed alle loro famiglie, dai nidi e dalle scuole dell'infanzia municipali e statali, prestando particolare attenzione al sostegno alla disabilità ed alle fasce meno abbienti, anche attraverso il sostegno alle scuole convenzionate ed inserite nel circuito educativo della città, e dunque nel rispetto delle regole che la Città stessa definirà per l'accesso".
Dato che ho letto un paragrafo della mozione della maggioranza (che, successivamente, discuteremo) ed ho letto anche una parte del paragrafo della mozione della minoranza, è ovvio che, magari non per quanto riguarda tutta la mozione, ma almeno per parti separate, sicuramente, per coerenza, la maggioranza voterà la nostra mozione collegata alla deliberazione n. mecc. 200701081/24, che riguarda i servizi a domanda individuale.
Si chiede più attenzione per quanto riguarda le tariffe relative alle case di riposo (la popolazione in Piemonte e, in particolare, nella città di Torino, invecchia sempre più e, quindi, sappiamo che cosa significa, in termini economici, per i torinesi) e un impegno per la riduzione delle tariffe relative alle mense scolastiche (sappiamo che rappresenta una spesa importante per le famiglie), ma, dopo che sarà approvato questo Bilancio e, soprattutto, dopo l'approvazione dei Regolamenti che aumentano considerevolmente la tassazione dell'IRE, della TARSU e di moltissime altre tasse, tutti i cittadini, non solo quelli più abbienti, saranno costretti a pagare più imposte. Infatti, sappiamo che questa manovra peserà, in particolare, sulle famiglie che hanno maggiori difficoltà, soprattutto su quelle che mandano i propri figli alla scuola pubblica, per le quali le mense scolastiche comportano un costo non indifferente.
Torno a ripetere: queste cose noi le ritroviamo all'interno della proposta di mozione presentata da tutti i Consiglieri della maggioranza (primo firmatario, il Consigliere Cerutti); c'è un'attenzione su tutto (per esempio anche sul sistema educativo c'è un apposito paragrafo), ma anche un'attenzione alla professionalità dei dipendenti pubblici. Penso che ci sia un'attenzione particolare e una riflessione altrettanto attenta anche in quella che ha presentato la minoranza, così come una riflessione attenta l'ha fatta questa maggioranza sulla sua proposta di mozione. Ecco perché sono più che convinto che nella votazione avremo non solo i voti compatti di questa minoranza, ma anche i voti della maggioranza, a significare che sulle richieste di buon senso e le richieste concrete non ci sono divisioni di parte e c'è, da parte della maggioranza, un senso di responsabilità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Vorrei fare anche una considerazione di carattere generale, che abbiamo già ripreso nella discussione sulla deliberazione su tasse e tariffe la settimana scorsa. A me ha colpito notare - lo ripeto ancora una volta, ma quella di ripetere più volte anche la stessa battuta e le medesime identiche parole è una licenza della quale si avvale il Sindaco stesso, quindi cercherò di non annoiare troppo se ripeto un concetto -, nella retorica del Sindaco, nell'apologetica dei suoi programmi, delle sue politiche (imitato in questo, per esempio, dal Capogruppo dell'Ulivo e da altri), una orgogliosa rivendicazione sull'offerta di welfare nella città di Torino, come parte qualificante di un programma vero di centrosinistra. Noi, come provocazione, abbiamo già fatto notare che un vero Sindaco, che pensi alle classi medie o alle classi più disagiate, dovrebbe vantarsi di avere poco welfare in casa, perché chi fa riferimento al welfare è qualcuno che non è stato messo in condizione di provvedere a se stesso e che deve andare a chiedere con il cappello in mano e quindi, in qualche maniera, essere condizionato, legato, vincolato da un apparato burocratico pubblico.
La proposta di mozione presentata dai Consiglieri Cantore, Angeleri ed altri, in realtà si riferisce ad un aspetto addirittura deteriore e paradossale, perché questi aspetti, che sono quelli tipici delle reti di welfare (assistenza pubblica e servizi alla persona), in questo caso, si presentano sotto una doppia veste negativa al cittadino: paghiamo questi servizi attraverso una corresponsione allo Stato e all'Ente Locale - ma chi ne fruisce paga ulteriormente di più e con una dinamica di incremento delle tariffe che è stata significativamente caratterizzata da aumenti nelle ultime gestioni.
Ci rendiamo conto che questo sia un doppio paradosso: da una parte, abbiamo gli aspetti negativi di un sistema privatistico senza welfare, non contemperato però da adeguati meccanismi di trasparenza e concorrenza - per cui chi deve fruire di un servizio lo paga, ma è sicuro che non lo pagherà quanto potrebbe fare in presenza di un mercato più aperto e con più concorrenza -, dall'altra parte, chi non ha bisogno di avere quei servizi, comunque, in qualche modo, ne pagherà una compartecipazione.
In realtà, non stiamo parlando di servizi "base" che sono quelli dettati, oltre che dalle caratteristiche stesse del potere pubblico in quanto tale, da aspetti di umanità. Stiamo parlando, per esempio, di asili nido. La provocazione che faccio è la seguente: in base a che cosa si giustifica la mia compartecipazione, attraverso il prelievo fiscale, alle spese di un servizio che va a beneficiare qualcuno che fa una scelta diversa dalla mia? Io non ho figli, perché devo pagare una parte di servizi che pagano altri? Lo paghino interamente loro! Ma loro già pagano una cifra alta e che sarebbe più bassa se ci fosse un sistema interamente privatistico dove il pubblico si disinteressa. Qui, invece, abbiamo un sistema che è congeniato interamente - questa è la sensazione che se ne ha - a beneficio di una burocrazia che si autoalimenta.
Vorrei sottolineare che, per esempio, non abbiamo una forma di reportistica a Torino - non so se ci sia in altre città -, per cui vorremmo sapere e capire, per ogni Euro che entri, per esempio, nel sistema degli asili nido, quanto in servizi venga offerto ai bambini che li frequentano. Noi sappiamo quali sono i loro bilanci, sappiamo quali sono gli stipendi, sappiamo qual è il costo delle forniture, sappiamo quanto costano gli appalti per le mense, sappiamo quanto alte sono le tariffe, ma non abbiamo i dati disaggregati per capire quanto sia l'onere di alimentazione e mantenimento del sistema che gestisce questa partita.
La proposta dei Colleghi va nella direzione di riequilibrare in un senso che dia anche più onestà e più pienezza al significato di welfare autentico. Diversamente la mia provocazione è di chiudere gli asili - i maestri si troveranno qualche altra cosa da fare - privatizzare il sistema, dare i voucher alle famiglie in base al reddito e instaurare un sistema di concorrenza e libero mercato, in base al quale l'offerta si rapporta alla domanda e non avremmo, per esempio, il problema di avere tariffe alte e 1800 famiglie che ogni anno non sanno dove collocare il bambino.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Solo una piccola specificazione in merito ai servizi a domanda individuale. Dove la percentuale è più alta, sotto la voce "copertura", il privato interviene con più soldi. Di conseguenza, faccio notare ai Consiglieri della maggioranza, ma anche a quelli della minoranza, che in alcuni casi, come ad esempio gli asili nido, abbiamo il 51,38%. Significa che la compartecipazione del privato (i genitori), è maggiore rispetto, ad esempio, a quella dei bagni pubblici che viene coperta con il 3,76%.
Quindi, la proposta di mozione - lo dicevano bene prima i Consiglieri Carossa, Angeleri e Ventriglia - va in quel senso, ossia prende delle voci di questi servizi a domanda individuale, li identifica e per le priorità - segnalatamente sono gli asili nido, le case di riposo e le mense - si chiede un intervento del Comune in misura maggiore rispetto a quello che è oggi. Credo che questo non possa (lo dico con modestia e con rispetto) non essere votato.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
La proposta di deliberazione corrisponde, per la verità, ad un obbligo di legge e di trasparenza circa il fatto che la percentuale di copertura complessiva dei servizi indicati nell'allegato non deve essere inferiore al 36%. La proposta di mozione di accompagnamento ha aperto un dibattito sul tema del rapporto tra due voci che compongono questo bilancio dei servizi a domanda individuale.
Da una parte la tariffazione che copre quota parte del costo, dall'altra, il valore del costo, come dato assoluto.
Non entrerò nel merito della possibilità, o realtà, che comporterebbe un sistema maggiormente o minormente concorrenziale, rispetto al costo del servizio, in quanto, spesso, i fattori produttivi acquisiti per questi servizi, come le mense, sono già acquisiti sul mercato.
Non ci sono cucine comunali che sfornano pranzetti! Ci sono gare d'appalto che, al massimo ribasso, determinano, a condizione di parametri di qualità e di quantità, il valore del costo del servizio stesso.
Circa la proposta di mozione, non per posizione preconcetta, perché su questo terreno, davvero, non ci sarebbero problemi ad avviare una discussione e anche ad esprimere un parere, eventualmente, positivo, ma, per una questione di fondo, il parere della Giunta, invece, non è favorevole. Questo perché, in realtà, la proposta di mozione fa due affermazioni che sono assolutamente contraddittorie. Da una parte, si dice che è fondamentale che l'indice di copertura sia il più elevato possibile per gli asili nido, per le case di riposo/ricovero e per le mense (cioè, per le voci che pesano significativamente rispetto al costo complessivo). Poi, nel dispositivo di impegno, si dice che si impegna a ridurre le tariffe relative ai nidi, case di riposo e mense.
Bisogna che ci capiamo, perché, se l'indicazione è di ridurre le tariffe, allora, dobbiamo abbassare la percentuale di copertura; se, invece, aumentiamo la percentuale di copertura, dobbiamo ritoccare le tariffe.
Ovviamente, la scelta politica che una maggioranza e un'Amministrazione fanno, sta nel bilanciare, in qualche modo, il diritto di accesso tramite la tariffa che consenta fasce agevolate per il servizio stesso; poi, ovviamente, c'è la parte che viene coperta con risorse generali: trasferimenti, fiscalità generale e quant'altro.
Da anni, la Giunta ha intrapreso un'iniziativa di graduare il prelievo, specialmente per il servizio a domanda individuale di carattere sociale, in relazione proprio alla possibilità di capacità reddituale dei soggetti che operano in questo sistema.
Questo è un correttivo implicito del sistema della tariffazione. Dire, politicamente, che le tariffe vanno ridotte può anche essere, in linea di massima, condiviso sul piano generale; si lascia intendere, però, che, allora, non è possibile aumentare l'indice di copertura. Se poi aggiungiamo un ragionamento che ho sentito (che, personalmente, non condivido, ma è legittimo), cioè, che non bisognerebbe trarre risorse dalla fiscalità generale per servizi che sono domandati da una quota parte della popolazione (tesi che questa Giunta, ovviamente, non approva) è chiaro che la condivisione del documento, nella sua interezza, diventi difficile.
Se prendiamo, per parti, il ragionamento, tendenzialmente, potremmo essere d'accordo che le tariffe vadano contenute. Cerchiamo un equilibrio, anno per anno, il più equilibrato possibile per consentire un accesso misurato e popolare ai servizi fondamentali, ma, d'altra parte, credo che non si possa affermare in modo assoluto che l'indice di copertura sia necessariamente un bene o un male.
Sono scelte che interessano, ribadisco: tariffazione, agevolazione delle fasce deboli e, in qualche modo, la copertura.
La Città, peraltro, tra il 2006 e il 2007, scende nella copertura dal 47,10 al 45,59. Se ragionassimo secondo la proposta di mozione saremmo in controtendenza con la mozione stessa. Ma questo perché? Perché se la Città ribaltasse sempre, sulle tariffe, l'incremento dell'acquisto dei fattori produttivi di questi servizi, dovrebbe, parallelamente all'incremento del costo dei servizi, incrementare anche le tariffe. E ciò contraddirebbe, ovviamente, il dispositivo della mozione.
La ragione per la quale la Giunta esprime il proprio parere contrario è solo perché non è possibile affermare, in modo asettico, il più e il meno senza capire dove stiano la sintesi e l'elemento di scelta politica.
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