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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Febbraio 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2013-07391
"ADDIO 13, ADDIO HERMADA: IL DECLINO DELLA RETE TRANVIARIA TORINESE CONTINUA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 10 DICEMBRE 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo, quindi, alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201307391/002,
presentata in data 10 dicembre 2013, avente per oggetto:

"Addio 13, addio Hermada: il declino della rete tranviaria torinese continua"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico al Consiglio Comunale che siamo passati alla trattazione di questa
interpellanza in quanto l'Assessore è in attesa dei documenti relativi ad altre
interpellanze; quindi, se nulla osta, procediamo.
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Intanto, mi scuso con i Consiglieri per le assenze (gli altri lunedì per un incrocio di
varie questioni e vari impegni ed un lunedì per un motivo prettamente personale).
Ho chiesto di cominciare con questa interpellanza, perché c'è stato soltanto uno
scambio di fascicoli, quindi, ad alcune interpellanze che avevano del materiale
specifico, penso a quella del Consigliere Troiano e a quella del Consigliere
Magliano, sul Colle della Maddalena, eccetera, avrei piacere di rispondere dando
anche la documentazione relativa. Quindi, siamo soltanto in attesa che arrivi la
documentazione relativa.
Invece, sull'interpellanza della Linea 13, il tempo probabilmente non basterà per fare
una discussione approfondita, perché è un tema particolarmente dibattuto, sul quale
sia l'opinione pubblica che la Città, in generale, si sono interrogate e hanno
analizzato il problema. Abbiamo avuto modo noi stessi di vedere, in quantità e
qualità, le segnalazioni che sono arrivate all'Assessorato, all'Agenzia della Mobilità
e presso gli Uffici tecnici di GTT.
Non affronterei il tema per punti specifici, perché, essendo undici domande,
dedicando anche solo dieci secondi a domanda, matematicamente siamo fuori già dal
tempo, ma proverei a consegnare all'Aula una riflessione, che poi, magari,
rimettiamo nelle mani della Commissione e in quella sede analizziamo qualcosa di
più puntuale.
Il tema è, ovviamente, il sistema tranviario nel suo complesso e quali sono gli
investimenti e la capacità di investimento che dobbiamo mettere in campo nel
momento in cui si va ad intervenire per rinnovare il parco circolante di una grande
città come quella di Torino.
Io do soltanto un dato. Giovedì, ho fatto un giro di telefonate e ho sentito gli altri
nove Colleghi delle altre Città Metropolitane, perché volevo capire se c'era stata una
mancanza di vision negli ultimi dieci anni della Città di Torino, oppure se c'era un
problema nazionale. Ebbene, l'ultimo investimento importante nazionale sul tema del
parco circolante tranviario è stato fatto dal Governo Prodi. È evidente che, se manca
un accompagnamento e una politica nazionale sul parco tranviario, non c'è nessuna
Città - e le nove telefonate che ho fatto, me ne hanno dato conferma - che sia in
grado di rinnovare un'intera flotta di un'intera Linea.
Poi, qualche Città ha fatto degli investimenti specifici con una, due, tre vetture, per
qualche operazione di raggiungimento di qualche area della città, penso a Bologna e
a Firenze (i Colleghi che sono in Aula conoscono perfettamente anche le altre città e,
quindi, sapranno i particolari degli investimenti fatti dalle singole Città). Però, nel
momento in cui si va ad avere, invece, la necessità di costruire una prospettiva per
quello che è il servizio tranviario, è evidente che è necessario un cofinanziamento, un
investimento, una volontà nazionale che accompagni le grandi Città in questo senso.
Questo, negli ultimi anni, è mancato, e noi ne raccogliamo il risultato, che,
ovviamente, è negativo.
Nel momento in cui le vetture della serie 7000, impegnate sulla Linea 3, sono andate,
di fatto, fuori servizio, la Città giustamente si è interrogata, chiedendosi per quale
motivo le vetture 2800, che sono più vecchie di quelle della serie 7000, fossero
ancora in esercizio e le vetture della serie 7000, che sono più recenti delle vetture
2800, fossero invece andate fuori esercizio. Quindi, ho interrogato i tecnici, per farmi
spiegare le motivazioni, i quali mi hanno spiegato che, nonostante sia una serie
successiva alle vetture 2800, ormai non era più in grado di essere manutenuta in
maniera certificata e, quindi, non era più possibile garantire un certo livello di
sicurezza. Non credo che ci sia qualcuno in quest'Aula che, davanti ad un gruppo di
tecnici che spiega che una flotta su una determinata Linea, sebbene manutenuta, non
è più in grado di garantire un determinato livello di sicurezza, si sentirebbe di
autorizzare la continuazione dell'esercizio con quelle determinate vetture.
La vita media, il ciclo di vita, la produzione e la possibilità di essere in esercizio di
queste vetture, di fatto, è andata a concludersi all'inizio del 2014 e, trovandosi nella
condizione di non avere una flotta sostitutiva e di non avere un investimento pronto
sull'arrivo di una flotta sostitutiva, noi abbiamo fatto esattamente quello che farebbe
qualsiasi persona dotata di buonsenso, cioè abbiamo rivisitato l'intero parco
circolante tranviario, prendendo quello che c'è e ridistribuendolo su quello di cui
abbiamo bisogno, andando magari a verificare quali erano i problemi.
Perché, quindi, la Linea 13? La Linea 13 era una Linea particolarmente sensibile,
perché, sostanzialmente, aveva due temi aperti. Il primo, un esposto alla Procura
della Repubblica di un gruppo di cittadini. Sulla questione delle firme, giuste, non
giuste, vere, non vere, la Procura verificherà. C'è un dibattito on line sul fatto che -
lo dico per chi non lo sapesse - alcune firme di questo esposto alla Procura della
Repubblica, sull'inquinamento acustico di alcune vie attraversate dalle vetture delle
serie 2800 per l'esercizio della Linea 13, fossero false. La Procura indagherà,
verificherà e ci dirà se erano false o se erano vere.
Comunque, segnalo che la Procura su questo si è pronunciata, ha confermato la
necessità e ha invitato la Città a trovare tutte le soluzioni possibili, perché ha
confermato la preoccupazione, l'esigenza e il disagio che quei cittadini in quei
determinati tratti di via sentivano per l'inquinamento acustico dovuto alle vetture
2800, che sono particolarmente performanti dal punto di vista della lunghezza del
ciclo di vita, addirittura superiore a quello delle 7000, ed essendo una tecnologia
antecedente è più facile - mi spiegano - riuscire a manutenerle e riuscire a farle essere
sicure dal punto di vista dell'esercizio, che poi è al centro ovviamente della nostra
attenzione.
Questo era il primo problema. C'era un esposto; la Procura si è pronunciata e ha
detto: la Città provi a trovare tutte le soluzioni possibili per risolvere quel problema.
Poi, c'è un tema clamoroso, che nessuno ha voluto strumentalizzare, però è bene
mettere sul campo, cioè il tema dell'accessibilità delle vetture 2008, che,
oggettivamente, sono le vetture forse più difficili di tutte da raggiungere per un
disabile, ma anche per un anziano, o per chi ha avuto la sfortuna di rompersi una
gamba piuttosto che non avere il 100% della sua mobilità a disposizione.
Quindi, il combinato disposto di questi due elementi, ci ha fatto pensare che, essendo
da riorganizzare il completo esercizio delle Linee tranviarie torinesi, essendo venuta
meno la disponibilità di un'intera flotta, che era quella della Linea 7000, essendoci
dei problemi sulla Linea 13, abbiamo semplicemente incrociato questi temi e
abbiamo provato a capire come continuare a mantenere le infrastrutture. Questo è un
tema che voglio sottolineare in quest'Aula.
Qui non c'è nessuno che vuole smantellare le infrastrutture delle Linee tranviarie.
Anzi, la scelta di portare le vetture 2008 sulla Linea 3 è esattamente dovuta al fatto
che quella è un'infrastruttura pagata dai cittadini, sulla quale si sono fatti degli
investimenti importanti e, se noi avessimo messo dei bus a sostituire le vetture 7000
che andavano fuori servizio, è evidente che nel giro di cinque anni quella era
un'infrastruttura, magari senza manutenzione, da far uscire dall'esercizio.
Quindi - mi scusi, Presidente, sono leggermente più lungo del previsto, ma il tema è
davvero delicato e molto dibattuto - si è andati a rivedere totalmente quella che era la
distribuzione delle vetture e si sono portate alcune vetture della Linea 13 sulla Linea
3, portando alcune vetture bus, quindi automobilistiche, sulla Linea 13 per andare a
coprire quella che era la mancanza di servizio.
Ci siamo presi qualche giorno - tre settimane - e abbiamo fatto un'analisi di quello
che stava accadendo sulla Linea 13. Come al solito, i media e oggi anche i social
sono più avanti dei tempi dei tecnici e, quindi, hanno immediatamente segnalato che
c'era una criticità su quella Linea in termini di carico, al di là della questione
ideologica tram o non tram, che però spero di avere spiegato, che vede
l'Amministrazione assolutamente impegnata - e dirò qualcosa nella conclusione - per
mantenere il servizio tranviario e per mantenere attive le infrastrutture a beneficio del
servizio tranviario.
Si è andati, quindi, a fare un'analisi di quelli che erano i disagi che segnalavano i
cittadini, sostanzialmente dei disagi di carico su alcune tratte in particolare. Proprio
da questa mattina, sono stati inseriti sei turni nuovi e, di fatto, quello delle ore 7.12,
quello delle ore 7.20 e quello delle ore 7.28 hanno dato buoni risultati, cioè hanno
caricato in alcune tratte della Linea 13, quindi risposta migliore non poteva esserci al
fatto che, in effetti, l'opinione pubblica, i mass media, Facebook, Twitter, il
Comitato dei cittadini e i Consiglieri Comunali (prima, forse, di qualsiasi altro
soggetto) avevano individuato una reale esigenza sulla necessità di potenziare quella
Linea dopo l'uscita di scena di una parte delle vetture tranviarie che sono andate,
come dicevo, sulla Linea 3.
Oggi che cosa ci impegniamo a fare? Intanto, a regolarizzare questo potenziamento
della Linea, perché, se le cose che sono successe questa mattina, cioè se i turni
inseriti per rafforzare quel carico di quella Linea (che continueranno ad esserci per
tutta la settimana, monitorati puntualmente dai tecnici, con un'analisi dei carichi
specifica) daranno i risultati che immaginiamo, confermando la loro utilità, verranno
di fatto regolarizzati ed inseriti nelle tabelle degli orari. Poi, proviamo ad invertire la
rotta su questa impossibilità di rispondere ad una necessità di investimento.
Io vi do due date. L'11 febbraio sarò in Commissione Trasporti a Bruxelles e per il
14 febbraio ho ottenuto un appuntamento dal Ministro Lupi (spero che la data di San
Valentino porti bene) per chiedere che sia il Ministero sia il Parlamento europeo
diano dei segnali di cofinanziamento, di aiuto, di accompagnamento delle grandi
Città. Tra l'altro, dal Ministro Lupi andrò a nome dei dieci colleghi delle Città
Metropolitane, per chiedere un impegno di un investimento specifico sulle Linee
tranviarie.
Poi, le aziende devono fare la loro parte e noi siamo pronti a farlo. Negli ultimi anni,
GTT ha investito sul parco circolante e ha rinnovato autobus. Oggi, noi abbiamo un
parco circolante che ha un'età media tra le più basse d'Italia.
È chiaro che, però, c'è stata una difficoltà, anche perché i costi sono molto diversi.
Non sfugga a nessuno che un tram costa molto di più di un bus e quando si compra
un tram, non se ne può ordinare uno, ma bisogna comprare una flotta di tram, così
come quando si comprano delle flotte di treni per la Metropolitana.
Quindi, la volontà è di continuare su questa linea, di invertire però la rotta in termini
di investimento e di chiedere agli Enti preposti di accompagnare. Noi non possiamo
non dire in quest'Aula che, nell'ultima Legge di Stabilità, il finanziamento per le
infrastrutture della mobilità, in termini di parco circolante, sono risibili.
Se noi dividessimo per le città d'Italia la cifra che è stata messa a disposizione, a
livello nazionale, nella Legge di Stabilità per il parco circolante del TPL pubblico,
con la cifra che spetterebbe a Torino noi potremmo cambiare quattro gomme, non un
pullman. Non potremmo sicuramente comprare una flotta di tram, potremmo soltanto
cambiare quattro gomme.
Quindi, io credo che sia necessario avere una volontà forte, un piano di rilancio e
credo che ci siano le condizioni soprattutto se, come è vero, le dieci Città (quindi
Torino, Milano, Napoli, Bologna, Venezia, eccetera) si muoveranno unite. Tutti
sentiamo questa necessità non solo di confermare la capacità del nostro sistema
tramviario, ma anche di rinnovarlo, di aumentarlo, di immaginare nuovi investimenti
che vadano nella direzione di un utilizzo e di un rafforzamento del Trasporto
Pubblico e, soprattutto, di un rafforzamento di mezzi, per quel Trasporto Pubblico,
che sia pulito. E non c'è nessun mezzo migliore, che risponda in maniera più
puntuale a questa esigenza, se non il sistema tramviario.
Quindi, intanto mi scuso con gli interpellanti se non ho seguito in maniera puntuale
le 11 domande dell'interpellanza, ma mi impegno a farlo, se il Presidente vorrà
rimandare questa interpellanza in Commissione.
Comunque, mi sembrava opportuno fare questo ragionamento complessivo, anche
per sfatare un po' qualche falso mito, perché se no potrebbe sembrare che questa
Amministrazione abbia deciso di smontare il sistema tramviario a Torino.
Come ho detto anche in maniera un po' provocatoria a qualcuno di voi, amministrare
è anche stupendo, dal punto di vista dell'approccio con l'opinione pubblica, perché il
giorno che noi siamo usciti con la decisione sulla Linea 13, sono nati il Comitato
"Togliamo la Linea 13" e il Comitato "Vogliamo la Linea 13" tramviaria. Questo,
ovviamente, sta nelle cose, e l'onore e l'onere di amministrare sta anche nel fare la
scelta migliore per il bene comune e per la comunità nel suo complesso.
Quindi, la volontà dell'Amministrazione è quella di andare avanti, di rinnovare, di
mettere il Trasporto Pubblico nelle condizioni di avere un servizio efficace ed
efficiente, ma è evidente che noi possiamo fare una parte rispetto a quanto, invece,
non sia necessario dal punto di vista nazionale.
Dalle prime informazioni di cui dispongo, il Ministero è disponibile in questo senso.
Quindi, io spero soprattutto il 14, però per l'11 proviamo un'interlocuzione anche
con la Commissione Trasporti della Comunità Europea, perché c'è un capitolo di
Bilancio specifico sugli investimenti internazionali e delle singole nazioni; spero che,
entro la fine del mandato, il combinato disposto di questi due elementi vada a
risolvere definitivamente o comunque a dare un segnale importante sull'inversione di
tendenza che dobbiamo mettere in campo.
So che mi è stata data una possibilità che non sempre viene concessa, quindi per
questo ringrazio il Presidente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Nel merito, ringrazio anche la pazienza dei Consiglieri che hanno atteso la sua
risposta completa.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio per la risposta. Credo che questo sia effettivamente un tema che ha fatto
parlare, quindi forse su questa interpellanza possiamo anche prenderci un po' più di
tempo.
Innanzitutto sono contento del fatto che alla fine sia emersa la ragione vera di questa
decisione, che non è tanto l'accessibilità, ma è il fatto che non abbiamo più tram,
perché la serie 7000 non andava più avanti e non avevamo altri tram da mettere in
circolazione su queste Linee. Bisognerebbe magari chiedere conto a chi trent'anni fa
- la Giunta Novelli - fece quel progetto e comprò quei veicoli, che nel tempo si sono
rivelati veramente un po' una fregatura (e parliamo di FIAT poi...).
Comunque, per riallacciarmi a quanto diceva l'Assessore sul fatto che alcuni cittadini
vogliono il tram e altri preferiscono il bus, in realtà quello che vogliono i cittadini è
un servizio di trasporto pubblico che funzioni; poi può essere fatto con i tram o con i
bus, ognuno ha le sue preferenze, ma la base è che il servizio di trasporto pubblico
funzioni.
Dopo questa sostituzione, quello che è successo è che c'è stato un taglio circa del
40% dei passaggi, della capienza; in più a questo taglio si è sommato il taglio della
Linea 65, che si ferma in Piazza Bernini, per cui tutte le persone che prima andavano
in centro con il 65, adesso sono passate a prendere il 13, perché il 65 non va più in
centro.
In più, è stata tagliata anche la Linea 40, che era il collegamento dell'alta Parella con
la Metropolitana e con il mercato di corso Brunelleschi, per cui adesso da via Servais
hanno un pullman che li porta direttamente in centro, pian piano, alla velocità del
pullman, eccetera, però probabilmente ci mettevano meno a prendere l'altro pullman
e andare a prendere la Metropolitana, ma non hanno più il collegamento con la
Metropolitana e non hanno più il collegamento con il mercato.
Comunque, l'effetto di questo taglio sulla Linea 13 è stato che, a qualunque ora
(nelle ore di punta assolutamente, ma anche nelle ore di media), salendo su questi
bus, anche all'inizio del percorso, in tratti dove normalmente il tram era mezzo vuoto
(perché magari era la terza o la quarta fermata dalla partenza), adesso il tram è già
pieno, con in più il problema che alle fermate principali - tipo XVIII Dicembre,
eccetera - c'è il pandemonio, perché la bella idea è stata mettere in servizio dei bus
che sono praticamente interamente occupati dai posti a sedere, il passaggio - lo
spazio per chi sta in piedi e il passaggio per chi deve spostarsi - è una strisciolina di
50 centimetri, pigiata tra i vari sedili, con il risultato che, quando il pullman è
strapieno, c'è la gente in mezzo che deve arrivare all'uscita per scendere, la gente
che sale e si ferma sulla porta perché non c'è posto dentro e tutti cominciano a urlare,
a spingersi e a sgomitare. Io prendo la Linea 13 e in questo mese ho visto delle scene
veramente allucinanti e anche poco edificanti.
In tutto questo, poi, si dice che così abbiamo migliorato l'accessibilità, cosa che non
è assolutamente vera, perché una volta mi è capitato di vedere una signora con la
carrozzina che cercava di salire sul pullman, ma era talmente pieno che, anche se il
piano era ribassato, non c'era alcuna speranza che si riuscisse ad entrare; anzi, in
mezzo a questo casino di un pullman strapieno, metterci anche una carrozzina,
francamente, è un problema anche per il disabile e non è neanche dignitoso, poi,
trovarsi in mezzo alle porte, come succede.
Oltretutto, vorrei farvi notare un aspetto: va bene che i mezzi siano accessibili, ma
l'accessibilità richiede che siano accessibili anche le fermate, mentre quasi tutte le
fermate del 13 sono delle striscioline di mezzo metro, sopraelevate in mezzo alla
carreggiata, pericolose già per le persone che possono muoversi liberamente,
figuriamoci per la carrozzina! Magari alcune sono anche attrezzate con la striscia per
gli ipovedenti e tutto, però di fatto è pericolosissimo pensare di far entrare una
carrozzina su una striscia del genere, già piena di gente. Quindi, francamente - anzi -,
eviterei di tirare in mezzo i disabili per una vicenda che è legata ad altri ragionamenti
prevalentemente economici, perché mi sembra che non sia un modo rispettoso di
trattarli.
L'altra cosa che poi è successa, sull'onda della necessità di fare qualcosa, è che si è
messo il 13/ sul percorso centrale. La prima settimana partiva da piazza Statuto, dove
peraltro, avendo tagliato gli scambi, per riuscire a fare il capolinea, doveva fare un
giro allucinante, girando due volte a sinistra e intralciandosi con il 10, che gira anche
lì. Quindi, dopo una settimana di caos, il capolinea è stato spostato fino al Rondò
della Forca, e adesso il 13/ fa pure un pezzo in più - e quindi altre spese, eccetera -
per arrivare fin là e riuscire a girare e tornare indietro.
Però la cosa bella è che, in teoria, uno pensa: "Abbiamo messo il 13/ di rafforzo, lo
facciamo passare a metà tra un 13 e l'altro". Di fatto, poi, uno va alla fermata e
spesso succede che non si vede niente per 10 minuti, poi arrivano insieme il 13 e il
13/.
Allora, visto che oltretutto fa un pezzo di cinque fermate questo 13/, forse dalla
Centrale Operativa si potrebbe cercare di farlo partire in modo che stia a metà tra un
13 e quello successivo, e non che ci viaggi assieme. Per cui, va bene viaggiare ad
orario, ma magari, visto che abbiamo la Centrale Operativa, potremmo cercare di far
sì che sia veramente utile, facendolo passare a metà tra l'uno e l'altro.
Poi non parliamo della difficoltà che hanno questi mezzi del 13, enormi, 18 metri, a
girare da via Cibrario in corso Tassoni o a girare in via Nicola Fabrizi, dove, in
mezzo, tra le due carreggiate, continuano ad essere parcheggiate tutte le macchine,
quindi questi poveri autisti cercano di infilarsi con un bestione in quel poco di
carreggiata che resta, sono veramente bravi, e mi chiedo come facciano a non
prendere continuamente in mezzo una portiera o uno specchietto, eccetera.
In più c'è anche il problema che questo ha arrecato ai commercianti di piazza
Campanella, che hanno perso il passaggio del capolinea. E va beh.
Quindi, sostanzialmente, il problema non è stato solo il sostituire i tram con i bus, ma
è stato che la sostituzione con i bus è stata fatta veramente in maniera un po'
facilona.
Mi dispiace, perché poi è facile parlare e criticare da questa parte, mentre forse è
meno facile far funzionare le cose, lo capisco, però l'impressione che c'è stata è stata
veramente di un'approssimazione totale, per cui si è fatta questa roba, poi dopo due
settimane si è messo il 13/, poi dopo una settimana si è cambiato il percorso del 13/ e
adesso, dopo altre tre settimane, mi dite che aggiungiamo altri bus. Va bene che
interveniamo per rimediare, e quindi è positiva la reazione alle segnalazioni che
arrivano, però forse ci si poteva pensare prima, quando si è fatta l'operazione,
partendo già con tutto pensato perbene, in modo che funzionasse.
Per non parlare, poi, dell'altro problema della Linea 3, perché c'è anche il problema
della perdita del servizio tramviario su piazza Hermada: di fatto, il quartiere oltre il
Po non ha più il servizio tramviario e le persone del quartiere, giustamente, si
lamentano.
È vero che sostanzialmente è stata tagliata solo una fermata, però, anche lì, chi deve
aspettare magari il 75, cambiare, eccetera, ha dei problemi. Spero che si stia
ragionando anche ad una soluzione per risolvere meglio il problema del taglio del
capolinea del 3.
Quindi, fatto un po' il quadro, è positivo l'annuncio di aver messo nuovi bus, spero
che magari si mettano anche dei bus più adeguati (magari con più spazio al loro
interno e meno posti a sedere, visto che stiamo parlando di una linea urbana), e non
quei bus che sembrano pensati più per trasporti suburbani e magari anche
extraurbani.
Però, io vorrei avere delle risposte ad alcune domande, magari anche in
Commissione. Intanto, se fosse possibile, vorrei avere una copia di questo benedetto
esposto della Procura, visto che la Città ce l'ha, anche perché se n'è parlato un po'
come il Santo Graal, ma poi si è scoperto che forse neanche tutti quelli che l'hanno
firmato, in realtà, l'hanno firmato realmente, non si sa. Però vorrei veramente capire
chi è che si è lamentato, e soprattutto cosa ha detto la Procura, perché uno è libero di
fare l'esposto che crede, poi però ci dovrebbe essere un giudizio formale sul fatto che
l'esposto sia fondato o meno.
Quindi, non ho capito come sia avvenuta l'interazione tra la Procura e la Città, se
qualcuno della Procura abbia telefonato dicendo: "Togliete questa roba". Ci vorrebbe
un procedimento un po' più formale, perché la Città magari, sulla base di quello,
decida delle cose. Non dico di aspettare di essere condannati, però perlomeno che ci
sia un'interlocuzione formale di qualche genere per capire che cosa è successo.
Inoltre, vorrei capire qual è stato il taglio effettivo, quindi la capienza effettiva
attualmente disponibile, la frequenza attuale rispetto alla frequenza dei tram che
c'era prima sulla parte del 13 a Parella e San Donato.
Vorrei capire quanto sono costati i lavori che sono stati fatti in via Nicola Fabrizi...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusi Consigliere, però l'Assessore è già intervenuto ampiamente, lei sta
intervenendo...

BERTOLA Vittorio
Sto concludendo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Se si è deciso di discutere in Commissione, queste risposte, evidentemente - e anche
le domande più tecniche -, andrebbero affrontate poi in Commissione, perché
altrimenti diventa questa la sede del dibattito sull'argomento e non la Commissione.

BERTOLA Vittorio
La ringrazio. Io vorrei lasciare a verbale le domande concludendo, così poi magari in
Commissione verranno approfondite tali questioni, perché mi sembra il caso che
possiamo anche rispondere noi all'intervento dell'Assessore. Vorrei capire quanto
sono costati i lavori che sono stati fatti pochi anni fa in via Nicola Fabrizi per rifare i
binari, che adesso di fatto sono buttati, perché va bene mettere il 3, le vetture sul 3
per preservare l'infrastruttura, ma invece cosa ne sarà dell'infrastruttura di via Nicola
Fabrizi e via Cibrario?
Poi vorrei capire se c'è un piano perlomeno per cambiare il tipo di bus con cui
vengono serviti.
L'ultima conclusione - e poi mi taccio - è che va bene dire che adesso andiamo a
cercare i fondi, investiamo, troviamo, eccetera, ma forse è un po' tardi per svegliarsi.
Qui è da almeno 10 anni che non si investe sull'acquisto di tram; forse si poteva
iniziare prima. Non dico che si poteva cominciare magari all'inizio di questa tornata
amministrativa, ma magari già gli Assessori precedenti avrebbero potuto iniziare a
cercare di reperire dei fondi per rinnovare il parco tramviario, perché non abbiamo
scoperto di colpo che le 7000 stavano andando a morire, lo si sapeva già da molti
anni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'Assessore ha recepito le domande che lei ha posto; credo che le illustrerà e le
approfondirà in Commissione, come previsto.
Tra l'altro, mi diceva il Presidente della VI Commissione, che è già prevista una II
più VI Commissione sull'argomento e, più in generale, anche sulle trasformazioni,
relativamente all'impatto, non solo viabile, ma anche ambientale che avrà questa
trasformazione, quindi credo che questo sarà il luogo idoneo per approfondire tale
argomento.
Non so se l'Assessore voglia intervenire per completare.
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Solo a beneficio del verbale, Presidente. Giustamente il Consigliere ha fatto
un'illustrazione dei punti che ha riportato nell'interpellanza, che non solo sono
disponibile a portare in approfondimento, ma credo che sia un diritto e un dovere del
Consigliere conoscere i dettagli della questione.
Segnalo solo che c'è stata una differente impostazione, da parte mia e da parte del
Consigliere, della priorità della questione "risorse". Nell'illustrazione del Consigliere
la questione "risorse" è sembrata quasi una banalità, alla fine, nel dire: "Va beh, però
poi c'è un tema di risorse". Tutta la riorganizzazione della rete della Città di Torino
non è dovuta ad una scelta politica di questa Amministrazione, è dovuta ad una scelta
politica del fatto che noi sul 2014 abbiamo il 24% in meno di risorse sul Trasporto
Pubblico Locale. Punto. Questo è un dato. Non bisogna essere un Assessore ai
Trasporti per capire che è evidente che un margine di riorganizzazione sta
nell'efficienza, nella capacità di analizzare i carichi, nel non far girare i pullman
vuoti, ma poi, oltre un certo limite, c'è una necessità di riorganizzare la rete, tentando
di non ammazzare quella che è una domanda crescente del Trasporto Pubblico, che
noi registriamo quotidianamente, e dall'altra parte, però, c'è una difficoltà nel fare
questo.
Non è una responsabilità politica solo della Regione, e lo dico perché non voglio
buttarla in politica. Noi abbiamo fatto un ricorso nei confronti della Regione, la
scorsa settimana abbiamo saputo che l'abbiamo vinto; detto questo, il Bilancio non
ha preso atto della vittoria del ricorso. Quindi, noi con il ricorso gasolio non ne
paghiamo, tanto per capirci, e quindi, detto che abbiamo vinto il ricorso, se la
Regione poi nel Bilancio non prende atto di quella scelta e di quella presa di
posizione da parte del Tribunale Amministrativo con una modifica del capitolo di
Bilancio del Trasporto Pubblico, non c'è modifica. Ma questo deriva soprattutto - e
lo dico perché davvero non voglio buttarla in politica - da una mancanza di una
prospettiva nazionale di investimento sul trasporto pubblico, Consigliere Bertola, non
dall'Assessore Lubatti o dall'Assessore Sestero.
Qui c'è un tema nazionale di investimento sul trasporto pubblico, che io e lei
raccogliamo sul tema della Linea 13 oggi, domani discuteremo dei tagli e parleremo
dei tagli del 40 e dell'interscambio con la Metropolitana, perché il Consigliere usa la
Linea 13, io uso la Linea 4 e quotidianamente vedo quello che succede
nell'interscambio con le altre linee di forza. Quindi, non ci sfugge qual è la realtà, ma
c'è un tema sul quale vi prego di fare azione comune, affinché i Consiglieri
Regionali, i parlamentari - in questo momento abbiamo la fortuna di essere anche
tutti rappresentati nelle varie sedi - facciano la loro parte, perché altrimenti noi in
quest'Aula discuteremo di quanto abbiamo sbagliato ad incastrare tram più bus dalla
Centrale Operativa, che è interessantissimo, ma è il quadro nazionale che è
drammatico sul trasporto pubblico. E io, quando avrò la possibilità di parlare con il
Ministro, gli porterò una voce comune di tutte le Città Metropolitane su questo tema,
perché Milano ha lo stesso tema, Roma ha lo stesso tema, Napoli ha lo stesso
problema.
Quindi, o c'è una scelta nazionale che noi dobbiamo portare ai nostri parlamentari, a
spingere affinché il Ministero, spingere affinché la Giunta Regionale si prenda carico
di questa necessità, altrimenti noi discuteremo di Linea 13 oggi, di Linea 18 domani,
di Linea 10 dopodomani, ma discuteremo sempre e solo di come far tornare i conti di
una coperta che, per definizione, continua ad accorciarsi.
Io sono preoccupato di quanto si accorcerà nel 2014, perché il solo aver vinto il
ricorso al TAR è magari un motivo con il quale si riesce a fare un titolo, ma alla fine
non si riesce a fare esercizio.

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