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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Febbraio 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 27
INTERPELLANZA 2014-00442
"INADEMPIENZE PRESIDENTE CIRCOSCRIZIONE 7" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI TRONZANO ED ALTRI IN DATA 24 GENNAIO 2014.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201400442/002,
presentata in data 24 gennaio 2014, avente per oggetto:

"Inadempienze Presidente Circoscrizione 7"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'interpellanza generale presentata da alcuni Consiglieri si riferisce a fatti di natura
politico-amministrativa verificatisi nella Circoscrizione 7 e sui quali gli interpellanti
chiedono, citando alcune circostanze verificatesi in attività istituzionali della
Circoscrizione medesima, se sia plausibile che venga ripetutamente impedita la
possibilità di svolgere il mandato elettivo della minoranza, cioè un problema politico
sulla agibilità della minoranza nel Consiglio di Circoscrizione, e quali siano le azioni
possibili per permettere il normale svolgimento e quali i motivi che hanno impedito
al Sindaco di rispondere ad una lettera di minoranza di un anno fa.
La vicenda, per la verità, è incentrata, a mio modo di vedere, prevalentemente su una
questione di carattere politico, naturalmente suffragata da fatti e circostanze che
hanno generato anche incomprensioni, tensioni e problematiche di carattere
amministrativo.
Sulle prime, tuttavia, devo rinviare al fitto carteggio presente nella richiesta di
chiarimenti e di segnalazioni di avvenimenti verificatisi nel corso degli ultimi due
anni di amministrazione. La minoranza, in particolare il Consigliere Poerio di un
Gruppo Consiliare di minoranza, ha richiesto un intervento alla Segreteria Generale,
al Sindaco e agli Assessori competenti, all'Assessore competente in allora al
Decentramento, riferito a specifiche circostanze.
La principale parte di questo carteggio si riferisce, per la verità, all'attività, secondo
ovviamente l'opposizione, di resistenza, di inerzia alla convocazione delle assemblee
aperte o Consigli aperti, riferiti a temi circa la sicurezza, o altre modalità di
affrontare temi di carattere circoscrizionale di interesse locale.
Al riguardo, laddove necessario, si sono riscontrati vari fatti, con nota dell'Assessore
che mi ha preceduto e con informative rilasciate anche dalla Circoscrizione a firma
del Presidente, del dirigente, Direttore della Circoscrizione, arrivando in ultimo ad un
episodio per il quale un esposto segnalato e poi depositato in Prefettura, sempre dal
suddetto Consigliere, segnalava la necessità di risposta da parte
dell'Amministrazione, ma siamo ormai a fatti nel novembre 2013, per il quale il
riscontro credo sia in corso di svolgimento, riferito comunque ad attività che hanno
recente svolgimento, recente o prossima risposta, in particolare, sempre riferito alla
convocazione di assemblee, o di momenti di confronto pubblico.
A tal fine, ricordo che, ovviamente, la norma regolamentare del Consiglio di
Circoscrizione fa riferimento ad un Regolamento che, per effetto del superamento di
alcuni passaggi, rende necessaria l'adozione e lo strumento di regolamentazione nel
vigente Regolamento del Decentramento della Città.
Infatti, il Regolamento del Quartiere 7 Aurora-Vanchiglia-Madonna del Pilone, in
quanto approvato il 13 ottobre 1986, è in realtà in parte decaduto e superato da più
recenti Regolamenti di rango superiore, quali ad esempio il Regolamento sul
Decentramento e lo Statuto della Città medesimo.
L'articolo 13 del Regolamento del Decentramento invoca la necessità di
sottoscrizione da parte di un quinto dei Consiglieri di Quartiere assegnati per
convocare un Consiglio circoscrizionale aperto e all'articolo 35 la firma di almeno
un terzo dei Consiglieri per la convocazione di assemblee, che abbiano per oggetto
naturalmente le materie richieste.
Ora, nel carteggio si evincono le motivazioni per le quali, secondo la minoranza tali
procedure non sono state adempiute e, in alcuni casi, invece, risponde la Presidenza
della Circoscrizione, per cui invece si sarebbe trattato in varie forme e con varie
modalità l'argomento richiesto dall'assemblea pubblica, ma sostanzialmente questa
parte è documentale e io, se consentite, eviterei di darne lettura, rinviando
ovviamente ad informazioni che credo siano già note agli interpellanti, o che
comunque sono facilmente recuperabili dalla documentazione agli atti.
Circa le domande invece di carattere più preciso riferite all'interpellanza generale,
ovviamente in qualità di Assessore al Decentramento, condivido il fatto e il principio
che sia necessario garantire qualunque istanza partecipativa e di discussione da parte
delle minoranze, come recita il Regolamento sul Decentramento, nelle sedi dovute e
che naturalmente si debba dare corso all'attuazione del dettato regolamentare,
laddove non vi sia eventualmente adempiuto compiutamente. Quindi mi riferisco alla
norma del Regolamento sulle assemblee e naturalmente anche quelle sul Consiglio
aperto.
Diverso è, naturalmente, il richiamo di natura più politica, riferita alla possibilità o
impossibilità di svolgere il proprio mandato elettivo, affermazione ovviamente di
livello più generale, che evidentemente non ha un riscontro oggettivo nel giudizio
che può dare il sottoscritto in risposta all'interpellanza generale, ma che naturalmente
viene fatto proprio come richiamo ovviamente all'agibilità politica, alla
partecipazione, alla discussione, in cui naturalmente i Consigli di Circoscrizione
sono parte diligente della discussione su tematiche di interesse generale.
Credo che, peraltro, sia difficile rispondere alla domanda n. 2, cioè "quali azioni si
possono intraprendere per poter permettere il regolare svolgimento dei lavori
consiliari". Non risultano agli atti, almeno da cosa ho potuto vedere, dei chiari
inadempimenti in materia di svolgimento dell'attività consiliare.
Tuttalpiù si è dibattuto nel carteggio di questioni riguardanti le modalità di
convocazione, gli argomenti, la modalità di trattamento e su questo assicuro che
l'Amministrazione centrale, per quanto può fare, richiamerà la Circoscrizione a
mettere in atto tutte le iniziative necessarie per il regolare svolgimento, non potendo
però giudicare nel merito se questo regolare svolgimento sia stato effettivamente
impedito, o meno, nell'attività svolta precedentemente, perché naturalmente c'è un
confine tra l'attività, il rispetto regolamentare e la dialettica politica che trova, anche
nella forma di contestazione regolamentare e procedurale, una delle chiavi di volta
dell'opposizione per svolgere il suo mestiere. Ne è prova l'attività anche d'Aula certe
volte.
Infine, su "quali sono i motivi che hanno impedito al Sindaco di rispondere ad una
lettera…", ricordo solo che nell'attuale dettato regolamentare non esiste una figura
assoluta di garanzia del Regolamento del Decentramento. In questo Regolamento,
come voi sapete, esistono più figure chiamate in varie sedi, in varie modalità, a
pronunciarsi sull'attività consiliare, che pur tuttavia, essendo un organismo
direttamente eletto, risponde anche per se stesso. Cioè la Presidenza del Consiglio
circoscrizionale e la Direzione, naturalmente, hanno autonomia riferita alle potestà
che il Regolamento gli compete.
Laddove solo in caso di impedimento, o di precise specifiche statutarie sia
necessario, il Regolamento prevede il concorso di attività derivanti da conferenze di
grado superiore o, in alcuni casi, addirittura dalla convocazione di assemblee o
Consigli ad opera o del Presidente del Consiglio Comunale, oppure ad opera del
Sindaco, ma si parla di precise e specifiche previsioni statutarie o regolamentari.
Pertanto, tolta naturalmente la comprensione della difficoltà della situazione politica
nel Quartiere 7 e di un rapporto evidentemente teso tra maggioranza e opposizione,
nonché di un richiamo dovuto e condiviso al rispetto naturalmente e al convinto
rispetto delle norme e dei principi di partecipazione delle minoranze, codesto
Assessorato si farà carico naturalmente di raccomandare ulteriormente che questa
attività venga garantita con tutti i mezzi necessari, rinviando tuttavia la questione di
natura politica e, pertanto, di legittima discussione politica alle vicende che nel
merito abbiano trovato nell'espressione delle minoranze e delle maggioranze
contenziosi regolamentari, anche in materia di opposizione e maggioranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Mi permetto di parlare per primo rispetto ai miei Colleghi, perché sono il primo
firmatario.
Naturalmente sembra curioso parlare di questo tema in Consiglio, ma oggettivamente
è un tema importante, diventato intollerabile, perché negli ultimi due anni si sono
verificate, a nostro giudizio, una serie di inadempienze.
Non è solo il Consigliere Poerio, ma sono tutti i componenti dell'opposizione a
sollecitare un intervento del Comune sulla situazione che si sta verificando nella
Circoscrizione 7.
Pertanto, sono contento delle parole dell'Assessore, che ha ribadito più volte nel suo
discorso che è chiara intenzione da parte dell'Amministrazione di chiarire, o di
impedire nuovi inadempimenti rispetto al procedere del Presidente della
Circoscrizione 7.
Ricordo, ma rapidamente - per non annoiare i Colleghi, che sono già stati impegnati
in un dibattito importante sulla FIAT -, che è stata anche mandata una lettera al
Prefetto, ci sono state richieste di convocazione da parte dei Consiglieri di
opposizione sulle Commissioni, ma il Presidente ha risposto in alcuni casi:
"Leggetevi i giornali, perché così sapete che cosa ne pensa l'ARPA o che cosa ne
pensa l'altro soggetto in quel caso coinvolto". Per chi è in Consiglio da più tempo,
mi sembrano risposte inaccettabili dal punto di vista sia del merito, sia della forma,
perché credo che un Presidente di Circoscrizione abbia il dovere di confrontarsi
quotidianamente con i propri Consiglieri, senza rimandare ai giornali, che
oggettivamente mi sembra una procedura non corretta.
Ringrazio, tra l'altro, il Segretario Comunale, perché ha puntualmente scritto le
proprie valutazioni in risposta alle lettere dei Consiglieri di Circoscrizione e chiedo
una cosa che l'Assessore non ha citato. Le Conferenze dei Capigruppo, Presidente,
avvengono senza il funzionario verbalizzante.
Per Regolamento del Decentramento è indispensabile avere una figura all'interno
della Conferenza dei Capigruppo che verbalizzi, ancorché sia registrata la
Conferenza, perché non ha nessun senso non ci sia. Io stesso sono stato testimone in
una Commissione della Circoscrizione 7, dove sono andato ad illustrare una mia
deliberazione di Consiglio Comunale, per avere un loro parere, nella quale non era
presente il funzionario verbalizzante. Sulle altre Circoscrizioni invece era sempre
presente.
Allora, anche in questo senso mi pare opportuno sottolinearlo a verbale, perché sono
inaccettabili questi comportamenti, a mio giudizio, dal punto di vista formale e
istituzionale. Però, l'ottemperanza dei Regolamenti, secondo me - come dice sempre
il Consigliere Curto, mutuo la sua espressione - è una questione di agibilità
democratica, perché credo che sia un dovere da parte di tutti rispettare i Regolamenti.
Questo è quanto.
Spero che l'Assessore al Decentramento ed il Segretario Comunale possano
intervenire in maniera puntuale e che i Consiglieri di opposizione non abbiano più a
lamentarsi con noi in Comune e, nel prossimo futuro, verificheremo questi fatti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Vorrei cominciare leggendo, per solo divertimento (ma, forse, c'è più da piangere
che da ridere), questa risposta all'interrogazione presentata dal nostro Consigliere
della Circoscrizione Versaci che chiedeva notizie circa lo sgombero di uno stabile in
corso Farini; la risposta, firmata dal Presidente Durante, è la seguente: "In merito allo
sgombero dello stabile di corso Farini, le Forze dell'Ordine mi hanno informato di
aver fornito agli organi di stampa, per le vie brevi, tutti gli elementi utili per una
migliore comprensione della vicenda. Le informazioni che posso fornire sono quindi
le medesime che si possono reperire negli articoli dell'8 novembre 2013". Questa è
la risposta.
Il fatto che un Presidente metta per iscritto una risposta del genere e che dica non
solo di andare a leggere i giornali, ma che lui, che è il massimo responsabile del suo
territorio e del Decentramento, non sa niente di più di quello che le Forze dell'Ordine
hanno detto ai giornali, significa che è sostanzialmente inutile.
Questo non crea soltanto un problema di agibilità democratica, com'è stato detto, per
i Consiglieri di opposizione, che hanno tutto il diritto di chiedere al loro Presidente di
Circoscrizione delle spiegazioni su quello che sta succedendo nel territorio di cui si
devono occupare, ma anche un senso di inutilità dell'Istituzione stessa.
Non si tratta dell'unico episodio, ne sono stati citati altri, tra cui il fatto che si siano
fatte per diversi anni riunioni di Conferenza dei Capigruppo senza avere un
verbalizzatore e che non si rispetti alcun tipo di tempo previsto dagli Statuti e dai
Regolamenti per dare risposte o per dare seguito agli atti presentati dall'opposizione.
Questa non è una questione politica, perché non è un problema di rapporti politici tra
la maggioranza e l'opposizione o il fatto che nella Circoscrizione 7 la maggioranza,
in Conferenza dei Capigruppo, decida di mettere all'Ordine del Giorno una cosa
piuttosto che un'altra e così via, ma è un problema di banale rispetto delle regole che
esistono a garanzia di tutti per il funzionamento della Circoscrizione stessa.
Per questo motivo ci rivolgiamo alle Istituzioni superiori, perché, per quanto ci sia
un'indipendenza della Circoscrizione stessa, c'è comunque un suo inquadramento
all'interno della Città di Torino e, comunque, ci sono delle Leggi e delle norme
superiori che impongono il rispetto di questi aspetti. Qualcuno deve poter intervenire,
perché, comunque, questa è una questione politica, in quanto, oltre al rispetto delle
regole e al far rispettare le regole, c'è un tema più generale della volontà della
maggioranza, che amministra questa Città e tutte e dieci le Circoscrizioni al proprio
interno, di parlare con le persone che essa stessa ha scelto e messo a governare le
Circoscrizioni e convincerle a rispettare le opposizioni e le regole di base (quindi,
prima ancora che rispettare politicamente le opposizioni, è necessario rispettare le
regole di base della democrazia). Questa è una responsabilità politica, ma non è una
questione politica che viene posta a livello di Circoscrizione, è semplicemente la
richiesta banale di far rispettare i Regolamenti che ci sono dati.
Tra l'altro, segnalo che questa cosa, a livello meno grave, non succede solo nella
Circoscrizione 7, perché anche nella Circoscrizione 2 ed in altre Circoscrizioni ci
sono stati diversi problemi a far rispettare il Regolamento, con lettere mandate al
Segretario Comunale e con risposte del Segretario Comunale alla Circoscrizione in
cui si dice che si deve fare quello che hanno chiesti i Consiglieri di opposizione, ma,
sostanzialmente, senza alcun esito. Quindi, forse la maggioranza potrebbe fare il
richiamo a tutti i Presidenti che ha messo a gestire le Circoscrizioni.
Quello che, però, vorrei dire è che l'effetto di questa situazione non è soltanto una
questione di dialettica interna alle Aule e tra noi; ad esempio, questa risposta che vi
ho letto è stata ripubblicata da diversi siti di notizie cittadine ed ha fatto un po' il giro
della città ed i commenti erano: "Ma, allora, a che cosa servono le Circoscrizioni?
Perché paghiamo 2.000,00 Euro al mese un Presidente di Circoscrizione con i soldi
pubblici e paghiamo tutto un meccanismo?". Il rischio è che questa situazione finisca
per delegittimare ancora di più le Circoscrizioni, che, spesso, sono già percepite
dall'opinione pubblica e dai cittadini come un Ente sostanzialmente inutile ed uno
spreco di soldi.
Bisogna provare il fatto che le Circoscrizioni servono a qualcosa, perché, altrimenti,
sull'onda della richiesta dal basso si arriverà a chiuderle e noi crediamo che sarebbe
un peccato. Quindi, se le Circoscrizioni funzionassero bene e svolgessero il loro
lavoro, sarebbero un Ente molto prezioso per stare vicino al territorio; certo che, se
funzionano così, bisognerà fare una riflessione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Credo che questo dibattito sia quasi surreale, perché si discute dei comportamenti di
un Presidente di Circoscrizione che si comporta quasi come un dipendente del
Comune, che entra la mattina (l'unica differenza è che non bolla) ed esce la sera
senza bollare (ma, tante volte, anche di pomeriggio).
Chiaramente, più che un invito alla Giunta, che non ha mezzi istituzionali
democratici se non attraverso un richiamo (per quanto possa valere un richiamo
formale in questo senso), mi rivolgo al Partito che esprime quel Presidente, che è il
Partito Democratico, affinché provi ad intervenire su una situazione di questo tipo;
vista dall'esterno (da chi, comunque, ogni tanto passa da quel Consiglio), mette in
difficoltà la stessa maggioranza, perché il Presidente rappresenta anche una forza
politica ed è davvero brutta la figura che fa quella forza politica che viene
rappresentata da quel Presidente, non per l'incapacità, ma per la mancanza di voglia
di fare le cose. Sembra quasi che tutto quel blocco politico - quello del Partito
Democratico - all'interno della Circoscrizione 7 non abbia voglia di fare nulla.
Credo che questo vada a denigrare anche il lavoro di tutti quei Consiglieri che,
invece - e ce ne sono -, si impegnano e portano avanti le proprie battaglie.
Più che un impegno all'Assessore Passoni ed al Sindaco Fassino di provare ad
intervenire, rivolgo un appello alla forza di maggioranza, ma anche a SEL (che in
quella Circoscrizione esprime il Vicepresidente), perché, cercando di fare un po' di
pressione e mettendo nella condizione la stessa maggioranza di mettere in difficoltà
il Presidente, dando del lavoro, probabilmente si potrebbe arrivare ad una soluzione.
Ci sono delle Circoscrizioni che esprimono un Presidente, di cui magari non
condivido l'operato, che però lavora bene, tanto che, oggi, quelle Circoscrizioni
eccellono a livello di lavoro.
Quindi, l'invito è totalmente politico alla maggioranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Alunno.

ALUNNO Guido Maria
Ho pensato se, per intervenire a difesa del Presidente Durante, fosse sufficiente una
sorta di difesa d'ufficio. A me è parso che fosse necessario, invece, approfondire
l'argomento, ma, dopo aver letto un po' di carte, ho capito che era sufficiente la
difesa d'ufficio, nel senso che mi pare che l'enfasi che trovo nelle affermazioni
riportate nell'interpellanza e lo stesso strumento che viene utilizzato per sottolineare
il problema non siano, in realtà, giustificati dalla leggerezza della situazione (e poi
risponderò anche alle cose specifiche che ha aggiunto il Consigliere Bertola).
L'Assessore Passoni è stato più puntuale e più preciso sui vari passaggi, ma mi pare
di comprendere che si stia trattando di un'assemblea pubblica sulla sicurezza, che
non avrebbe rispettato i tempi, delle convocazione delle Commissioni e, poi, di due
questioni riferite invece alla Conferenza dei Capigruppo (la presenza del funzionario
e la questione degli storni). Mentre mi pare che queste ultime due abbiano più senso
per una sorta di tutela della minoranza, il funzionario - dalla mia esperienza di
Presidente di Circoscrizione - veniva o meno, a seconda delle volte, ma,
principalmente, il problema è la questione del clima in cui si riescono a mettere
insieme i pezzi per gestire una Circoscrizione. Mi pare che in questa situazione non
si riesca a comporre un puzzle che permetta una gestione serena, quindi ogni
elemento diventa un problema di vita o di morte.
Mi pare invece più significativo che gli storni siano messi a conoscenza, come
prevede il Regolamento, di tutti i Capigruppo in un'apposita Conferenza che deve
essere convocata all'uopo. Questa è una sorta di garanzia che deve essere data. In
effetti, il Presidente Durante riconosce che, per un'erronea interpretazione del
Regolamento, questo non avveniva e, dopo una sollecitazione (credo con lettera del
Segretario Generale), si sta procedendo insieme - maggioranza ed opposizione - a
ridefinire il Regolamento, prevedendo quella fattispecie così come deve essere.
Come, per il resto, anche la presenza del funzionario diventa elemento di garanzia
per il corretto funzionamento, ma non perché - come ha detto il Consigliere Bertola -
la Conferenza dei Capigruppo compone l'Ordine del Giorno, in quanto l'Ordine del
Giorno lo fa il Presidente di Circoscrizione, perché questo prevedono i Regolamenti.
Quindi, non si può accusare un Presidente di fare una cosa che piacerebbe alla
minoranza per poter avere un ruolo, perché è diverso quello che ci piacerebbe da
quello che è obbligatorio e che, proprio in una situazione di difficoltà, deve invece
essere garantito, perché diventa l'unico elemento di garanzia per la maggioranza e
l'opposizione di poter svolgere in modo preciso, perfetto e senza problemi il proprio
ruolo.
Per quanto riguarda la questione della sicurezza, di cui parlava invece la risposta,
forse io non la avrei fornita, questo posso dirlo, ma è più una questione caratteriale,
di simpatia o di savoir-faire che non un fatto politico di una certa gravità; mai (noi
che conosciamo la storia, la possiamo raccontare tutta) il Prefetto della Città di
Torino, come altrove, ha considerato i Presidenti di Circoscrizione come snodo
centrale per lo sviluppo, la programmazione e l'informazione delle attività sulla
materia della pubblica sicurezza, che è una di quelle che, con maggiore difficoltà, si
riesce a gestire a livello territoriale, proprio perché, invece, è molto accentrato il
funzionamento ed è un fatto che, normalmente, i Presidenti di Circoscrizione si
rivolgano al Sindaco per poter avere informazioni e per poter sostenere le proprie tesi
nei comitati sicurezza (quello generale o quelli particolari che nascono sulle varie
questioni).
Per concludere, mi pare di poter dire che è più un fatto di relazioni che si sono
deteriorate (e che tutti insieme possiamo cercare di favorire affinché si ricompongano
ad un livello minimo per garantire il buon funzionamento delle attività) che non
un'accusa su comportamenti gravi, che non mi sembra siano stati realizzati; per altro
verso, è evidente che in una situazione normale, se viene richiesta un'assemblea con
la presenza dell'Assessore, bisogna concordare la data con l'Assessore ed i tempi
possono anche scadere; lo stesso può capitare per un'assemblea pubblica alla quale si
devono invitare ospiti esterni, oppure per rispondere ad un'interpellanza in cui non
sono solo gli Uffici della Circoscrizione chiamati a fornire gli elementi per
un'informazione completa. Mi pare che in una situazione di normalità tutte queste
situazioni porterebbero sicuramente a sforare i tempi e nessuno si porrebbe troppi
problemi.
Forse l'impegno che tutti quanti dobbiamo prendere, più che alzare il livello (anche
con strumenti come questa interpellanza generale), è fare in modo che il livello torni
ad essere accettabile, in modo tale che permetta a tutti di svolgere il proprio compito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Vorrei puntualizzare, anche al Consigliere Alunno, una questione che mi pare
importante: il comitato sicurezza della Circoscrizione 7 è autorizzato dal Prefetto,
quindi non è una banalità. La mancata convocazione ed il fatto di non adempiere a
determinate richieste diventano più importanti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
In realtà, non ho molto da aggiungere, se non dare atto che il dibattito ha forse anche
colmato quella che poteva essere esclusivamente la fase documentale e di carteggio
tra le opposizioni e, se è arrivato in quest'Aula, credo che possa portarci ad una
considerazione generale finale che è la seguente: un conto è il giudizio sull'operato
politico-amministrativo di un amministratore della Città e su questo non posso
esprimere parole; il Consigliere Bertola ha letto una risposta ad un'interpellanza e
non tocca a me giudicare. Credo, però, che tutti siamo nelle condizioni di fare il
nostro lavoro e, spesso, le informazioni ed il quadro generale non sono sempre così
chiari per fornire risposte puntuali, analitiche e, soprattutto, soddisfacenti.
Segnalo che nel carteggio è anche presente la querelle sul ritardo della convocazione
delle assemblee con Assessori convocati presenti; gli Assessori sono stati disponibili,
a volte in tempi non compatibili. Vorrei ricordare che credo che tutti facciamo del
nostro meglio nell'operato e che, naturalmente se questo non lede fondamentali
diritti di accesso alla democrazia, debba essere anche scusabile; laddove invece si
creano condizioni di difficoltà, ben venga la segnalazione.
Ribadisco - e chiudo - che l'Amministrazione ha in mente una sorta di
ristrutturazione generale della regolamentazione dei meccanismi partecipativi sul
modello del Consiglio Comunale anche per il decentramento. Il Regolamento non è
recentissimo, è di sette anni fa, mentre quelli di quartiere sono molto precedenti.
Credo che le procedure di verbalizzazione, di trasparenza e di resocontazione siano
sicuramente necessarie, ma so che le note del Segretario Generale sono state puntuali
e precise nel ribadire la necessità di verbalizzare. Tuttavia, credo che un richiamo
sarà sicuramente fatto in sede di Conferenza dei Presidenti, affinché nel meccanismo
di partecipazione sul decentramento tutti i Presidenti abbiano cura di relazionarsi nel
modo più efficace possibile, naturalmente con le istanze centrali e con quello che è il
diritto di accesso.
Spero che, superate le incomprensioni procedurali ed instaurata una proficua
collaborazione, non restino residui di un'incomprensione politica, che naturalmente
credo che rimarrà nella sfera della dialettica politica, ma questo è un po' il sale della
partecipazione della politica nelle Aule anche elettive e ritengo che, tutto sommato,
questo non mancherà.
Per quanto ci riguarda, ci faremo parte diligente per raccomandare che anche
eventuali patine di incomprensione vengano rimosse e, se sono stati attuati
comportamenti non improntati al superamento delle incomprensioni, la
raccomandazione della Città andrà in tale senso (naturalmente, nel senso istituzionale
di garantire la discussione e la dialettica, laddove siano mancate).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza generale è discussa.

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