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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201400442/002, presentata in data 24 gennaio 2014, avente per oggetto: "Inadempienze Presidente Circoscrizione 7" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'interpellanza generale presentata da alcuni Consiglieri si riferisce a fatti di natura politico-amministrativa verificatisi nella Circoscrizione 7 e sui quali gli interpellanti chiedono, citando alcune circostanze verificatesi in attività istituzionali della Circoscrizione medesima, se sia plausibile che venga ripetutamente impedita la possibilità di svolgere il mandato elettivo della minoranza, cioè un problema politico sulla agibilità della minoranza nel Consiglio di Circoscrizione, e quali siano le azioni possibili per permettere il normale svolgimento e quali i motivi che hanno impedito al Sindaco di rispondere ad una lettera di minoranza di un anno fa. La vicenda, per la verità, è incentrata, a mio modo di vedere, prevalentemente su una questione di carattere politico, naturalmente suffragata da fatti e circostanze che hanno generato anche incomprensioni, tensioni e problematiche di carattere amministrativo. Sulle prime, tuttavia, devo rinviare al fitto carteggio presente nella richiesta di chiarimenti e di segnalazioni di avvenimenti verificatisi nel corso degli ultimi due anni di amministrazione. La minoranza, in particolare il Consigliere Poerio di un Gruppo Consiliare di minoranza, ha richiesto un intervento alla Segreteria Generale, al Sindaco e agli Assessori competenti, all'Assessore competente in allora al Decentramento, riferito a specifiche circostanze. La principale parte di questo carteggio si riferisce, per la verità, all'attività, secondo ovviamente l'opposizione, di resistenza, di inerzia alla convocazione delle assemblee aperte o Consigli aperti, riferiti a temi circa la sicurezza, o altre modalità di affrontare temi di carattere circoscrizionale di interesse locale. Al riguardo, laddove necessario, si sono riscontrati vari fatti, con nota dell'Assessore che mi ha preceduto e con informative rilasciate anche dalla Circoscrizione a firma del Presidente, del dirigente, Direttore della Circoscrizione, arrivando in ultimo ad un episodio per il quale un esposto segnalato e poi depositato in Prefettura, sempre dal suddetto Consigliere, segnalava la necessità di risposta da parte dell'Amministrazione, ma siamo ormai a fatti nel novembre 2013, per il quale il riscontro credo sia in corso di svolgimento, riferito comunque ad attività che hanno recente svolgimento, recente o prossima risposta, in particolare, sempre riferito alla convocazione di assemblee, o di momenti di confronto pubblico. A tal fine, ricordo che, ovviamente, la norma regolamentare del Consiglio di Circoscrizione fa riferimento ad un Regolamento che, per effetto del superamento di alcuni passaggi, rende necessaria l'adozione e lo strumento di regolamentazione nel vigente Regolamento del Decentramento della Città. Infatti, il Regolamento del Quartiere 7 Aurora-Vanchiglia-Madonna del Pilone, in quanto approvato il 13 ottobre 1986, è in realtà in parte decaduto e superato da più recenti Regolamenti di rango superiore, quali ad esempio il Regolamento sul Decentramento e lo Statuto della Città medesimo. L'articolo 13 del Regolamento del Decentramento invoca la necessità di sottoscrizione da parte di un quinto dei Consiglieri di Quartiere assegnati per convocare un Consiglio circoscrizionale aperto e all'articolo 35 la firma di almeno un terzo dei Consiglieri per la convocazione di assemblee, che abbiano per oggetto naturalmente le materie richieste. Ora, nel carteggio si evincono le motivazioni per le quali, secondo la minoranza tali procedure non sono state adempiute e, in alcuni casi, invece, risponde la Presidenza della Circoscrizione, per cui invece si sarebbe trattato in varie forme e con varie modalità l'argomento richiesto dall'assemblea pubblica, ma sostanzialmente questa parte è documentale e io, se consentite, eviterei di darne lettura, rinviando ovviamente ad informazioni che credo siano già note agli interpellanti, o che comunque sono facilmente recuperabili dalla documentazione agli atti. Circa le domande invece di carattere più preciso riferite all'interpellanza generale, ovviamente in qualità di Assessore al Decentramento, condivido il fatto e il principio che sia necessario garantire qualunque istanza partecipativa e di discussione da parte delle minoranze, come recita il Regolamento sul Decentramento, nelle sedi dovute e che naturalmente si debba dare corso all'attuazione del dettato regolamentare, laddove non vi sia eventualmente adempiuto compiutamente. Quindi mi riferisco alla norma del Regolamento sulle assemblee e naturalmente anche quelle sul Consiglio aperto. Diverso è, naturalmente, il richiamo di natura più politica, riferita alla possibilità o impossibilità di svolgere il proprio mandato elettivo, affermazione ovviamente di livello più generale, che evidentemente non ha un riscontro oggettivo nel giudizio che può dare il sottoscritto in risposta all'interpellanza generale, ma che naturalmente viene fatto proprio come richiamo ovviamente all'agibilità politica, alla partecipazione, alla discussione, in cui naturalmente i Consigli di Circoscrizione sono parte diligente della discussione su tematiche di interesse generale. Credo che, peraltro, sia difficile rispondere alla domanda n. 2, cioè "quali azioni si possono intraprendere per poter permettere il regolare svolgimento dei lavori consiliari". Non risultano agli atti, almeno da cosa ho potuto vedere, dei chiari inadempimenti in materia di svolgimento dell'attività consiliare. Tuttalpiù si è dibattuto nel carteggio di questioni riguardanti le modalità di convocazione, gli argomenti, la modalità di trattamento e su questo assicuro che l'Amministrazione centrale, per quanto può fare, richiamerà la Circoscrizione a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per il regolare svolgimento, non potendo però giudicare nel merito se questo regolare svolgimento sia stato effettivamente impedito, o meno, nell'attività svolta precedentemente, perché naturalmente c'è un confine tra l'attività, il rispetto regolamentare e la dialettica politica che trova, anche nella forma di contestazione regolamentare e procedurale, una delle chiavi di volta dell'opposizione per svolgere il suo mestiere. Ne è prova l'attività anche d'Aula certe volte. Infine, su "quali sono i motivi che hanno impedito al Sindaco di rispondere ad una lettera…", ricordo solo che nell'attuale dettato regolamentare non esiste una figura assoluta di garanzia del Regolamento del Decentramento. In questo Regolamento, come voi sapete, esistono più figure chiamate in varie sedi, in varie modalità, a pronunciarsi sull'attività consiliare, che pur tuttavia, essendo un organismo direttamente eletto, risponde anche per se stesso. Cioè la Presidenza del Consiglio circoscrizionale e la Direzione, naturalmente, hanno autonomia riferita alle potestà che il Regolamento gli compete. Laddove solo in caso di impedimento, o di precise specifiche statutarie sia necessario, il Regolamento prevede il concorso di attività derivanti da conferenze di grado superiore o, in alcuni casi, addirittura dalla convocazione di assemblee o Consigli ad opera o del Presidente del Consiglio Comunale, oppure ad opera del Sindaco, ma si parla di precise e specifiche previsioni statutarie o regolamentari. Pertanto, tolta naturalmente la comprensione della difficoltà della situazione politica nel Quartiere 7 e di un rapporto evidentemente teso tra maggioranza e opposizione, nonché di un richiamo dovuto e condiviso al rispetto naturalmente e al convinto rispetto delle norme e dei principi di partecipazione delle minoranze, codesto Assessorato si farà carico naturalmente di raccomandare ulteriormente che questa attività venga garantita con tutti i mezzi necessari, rinviando tuttavia la questione di natura politica e, pertanto, di legittima discussione politica alle vicende che nel merito abbiano trovato nell'espressione delle minoranze e delle maggioranze contenziosi regolamentari, anche in materia di opposizione e maggioranza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Mi permetto di parlare per primo rispetto ai miei Colleghi, perché sono il primo firmatario. Naturalmente sembra curioso parlare di questo tema in Consiglio, ma oggettivamente è un tema importante, diventato intollerabile, perché negli ultimi due anni si sono verificate, a nostro giudizio, una serie di inadempienze. Non è solo il Consigliere Poerio, ma sono tutti i componenti dell'opposizione a sollecitare un intervento del Comune sulla situazione che si sta verificando nella Circoscrizione 7. Pertanto, sono contento delle parole dell'Assessore, che ha ribadito più volte nel suo discorso che è chiara intenzione da parte dell'Amministrazione di chiarire, o di impedire nuovi inadempimenti rispetto al procedere del Presidente della Circoscrizione 7. Ricordo, ma rapidamente - per non annoiare i Colleghi, che sono già stati impegnati in un dibattito importante sulla FIAT -, che è stata anche mandata una lettera al Prefetto, ci sono state richieste di convocazione da parte dei Consiglieri di opposizione sulle Commissioni, ma il Presidente ha risposto in alcuni casi: "Leggetevi i giornali, perché così sapete che cosa ne pensa l'ARPA o che cosa ne pensa l'altro soggetto in quel caso coinvolto". Per chi è in Consiglio da più tempo, mi sembrano risposte inaccettabili dal punto di vista sia del merito, sia della forma, perché credo che un Presidente di Circoscrizione abbia il dovere di confrontarsi quotidianamente con i propri Consiglieri, senza rimandare ai giornali, che oggettivamente mi sembra una procedura non corretta. Ringrazio, tra l'altro, il Segretario Comunale, perché ha puntualmente scritto le proprie valutazioni in risposta alle lettere dei Consiglieri di Circoscrizione e chiedo una cosa che l'Assessore non ha citato. Le Conferenze dei Capigruppo, Presidente, avvengono senza il funzionario verbalizzante. Per Regolamento del Decentramento è indispensabile avere una figura all'interno della Conferenza dei Capigruppo che verbalizzi, ancorché sia registrata la Conferenza, perché non ha nessun senso non ci sia. Io stesso sono stato testimone in una Commissione della Circoscrizione 7, dove sono andato ad illustrare una mia deliberazione di Consiglio Comunale, per avere un loro parere, nella quale non era presente il funzionario verbalizzante. Sulle altre Circoscrizioni invece era sempre presente. Allora, anche in questo senso mi pare opportuno sottolinearlo a verbale, perché sono inaccettabili questi comportamenti, a mio giudizio, dal punto di vista formale e istituzionale. Però, l'ottemperanza dei Regolamenti, secondo me - come dice sempre il Consigliere Curto, mutuo la sua espressione - è una questione di agibilità democratica, perché credo che sia un dovere da parte di tutti rispettare i Regolamenti. Questo è quanto. Spero che l'Assessore al Decentramento ed il Segretario Comunale possano intervenire in maniera puntuale e che i Consiglieri di opposizione non abbiano più a lamentarsi con noi in Comune e, nel prossimo futuro, verificheremo questi fatti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei cominciare leggendo, per solo divertimento (ma, forse, c'è più da piangere che da ridere), questa risposta all'interrogazione presentata dal nostro Consigliere della Circoscrizione Versaci che chiedeva notizie circa lo sgombero di uno stabile in corso Farini; la risposta, firmata dal Presidente Durante, è la seguente: "In merito allo sgombero dello stabile di corso Farini, le Forze dell'Ordine mi hanno informato di aver fornito agli organi di stampa, per le vie brevi, tutti gli elementi utili per una migliore comprensione della vicenda. Le informazioni che posso fornire sono quindi le medesime che si possono reperire negli articoli dell'8 novembre 2013". Questa è la risposta. Il fatto che un Presidente metta per iscritto una risposta del genere e che dica non solo di andare a leggere i giornali, ma che lui, che è il massimo responsabile del suo territorio e del Decentramento, non sa niente di più di quello che le Forze dell'Ordine hanno detto ai giornali, significa che è sostanzialmente inutile. Questo non crea soltanto un problema di agibilità democratica, com'è stato detto, per i Consiglieri di opposizione, che hanno tutto il diritto di chiedere al loro Presidente di Circoscrizione delle spiegazioni su quello che sta succedendo nel territorio di cui si devono occupare, ma anche un senso di inutilità dell'Istituzione stessa. Non si tratta dell'unico episodio, ne sono stati citati altri, tra cui il fatto che si siano fatte per diversi anni riunioni di Conferenza dei Capigruppo senza avere un verbalizzatore e che non si rispetti alcun tipo di tempo previsto dagli Statuti e dai Regolamenti per dare risposte o per dare seguito agli atti presentati dall'opposizione. Questa non è una questione politica, perché non è un problema di rapporti politici tra la maggioranza e l'opposizione o il fatto che nella Circoscrizione 7 la maggioranza, in Conferenza dei Capigruppo, decida di mettere all'Ordine del Giorno una cosa piuttosto che un'altra e così via, ma è un problema di banale rispetto delle regole che esistono a garanzia di tutti per il funzionamento della Circoscrizione stessa. Per questo motivo ci rivolgiamo alle Istituzioni superiori, perché, per quanto ci sia un'indipendenza della Circoscrizione stessa, c'è comunque un suo inquadramento all'interno della Città di Torino e, comunque, ci sono delle Leggi e delle norme superiori che impongono il rispetto di questi aspetti. Qualcuno deve poter intervenire, perché, comunque, questa è una questione politica, in quanto, oltre al rispetto delle regole e al far rispettare le regole, c'è un tema più generale della volontà della maggioranza, che amministra questa Città e tutte e dieci le Circoscrizioni al proprio interno, di parlare con le persone che essa stessa ha scelto e messo a governare le Circoscrizioni e convincerle a rispettare le opposizioni e le regole di base (quindi, prima ancora che rispettare politicamente le opposizioni, è necessario rispettare le regole di base della democrazia). Questa è una responsabilità politica, ma non è una questione politica che viene posta a livello di Circoscrizione, è semplicemente la richiesta banale di far rispettare i Regolamenti che ci sono dati. Tra l'altro, segnalo che questa cosa, a livello meno grave, non succede solo nella Circoscrizione 7, perché anche nella Circoscrizione 2 ed in altre Circoscrizioni ci sono stati diversi problemi a far rispettare il Regolamento, con lettere mandate al Segretario Comunale e con risposte del Segretario Comunale alla Circoscrizione in cui si dice che si deve fare quello che hanno chiesti i Consiglieri di opposizione, ma, sostanzialmente, senza alcun esito. Quindi, forse la maggioranza potrebbe fare il richiamo a tutti i Presidenti che ha messo a gestire le Circoscrizioni. Quello che, però, vorrei dire è che l'effetto di questa situazione non è soltanto una questione di dialettica interna alle Aule e tra noi; ad esempio, questa risposta che vi ho letto è stata ripubblicata da diversi siti di notizie cittadine ed ha fatto un po' il giro della città ed i commenti erano: "Ma, allora, a che cosa servono le Circoscrizioni? Perché paghiamo 2.000,00 Euro al mese un Presidente di Circoscrizione con i soldi pubblici e paghiamo tutto un meccanismo?". Il rischio è che questa situazione finisca per delegittimare ancora di più le Circoscrizioni, che, spesso, sono già percepite dall'opinione pubblica e dai cittadini come un Ente sostanzialmente inutile ed uno spreco di soldi. Bisogna provare il fatto che le Circoscrizioni servono a qualcosa, perché, altrimenti, sull'onda della richiesta dal basso si arriverà a chiuderle e noi crediamo che sarebbe un peccato. Quindi, se le Circoscrizioni funzionassero bene e svolgessero il loro lavoro, sarebbero un Ente molto prezioso per stare vicino al territorio; certo che, se funzionano così, bisognerà fare una riflessione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Credo che questo dibattito sia quasi surreale, perché si discute dei comportamenti di un Presidente di Circoscrizione che si comporta quasi come un dipendente del Comune, che entra la mattina (l'unica differenza è che non bolla) ed esce la sera senza bollare (ma, tante volte, anche di pomeriggio). Chiaramente, più che un invito alla Giunta, che non ha mezzi istituzionali democratici se non attraverso un richiamo (per quanto possa valere un richiamo formale in questo senso), mi rivolgo al Partito che esprime quel Presidente, che è il Partito Democratico, affinché provi ad intervenire su una situazione di questo tipo; vista dall'esterno (da chi, comunque, ogni tanto passa da quel Consiglio), mette in difficoltà la stessa maggioranza, perché il Presidente rappresenta anche una forza politica ed è davvero brutta la figura che fa quella forza politica che viene rappresentata da quel Presidente, non per l'incapacità, ma per la mancanza di voglia di fare le cose. Sembra quasi che tutto quel blocco politico - quello del Partito Democratico - all'interno della Circoscrizione 7 non abbia voglia di fare nulla. Credo che questo vada a denigrare anche il lavoro di tutti quei Consiglieri che, invece - e ce ne sono -, si impegnano e portano avanti le proprie battaglie. Più che un impegno all'Assessore Passoni ed al Sindaco Fassino di provare ad intervenire, rivolgo un appello alla forza di maggioranza, ma anche a SEL (che in quella Circoscrizione esprime il Vicepresidente), perché, cercando di fare un po' di pressione e mettendo nella condizione la stessa maggioranza di mettere in difficoltà il Presidente, dando del lavoro, probabilmente si potrebbe arrivare ad una soluzione. Ci sono delle Circoscrizioni che esprimono un Presidente, di cui magari non condivido l'operato, che però lavora bene, tanto che, oggi, quelle Circoscrizioni eccellono a livello di lavoro. Quindi, l'invito è totalmente politico alla maggioranza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Ho pensato se, per intervenire a difesa del Presidente Durante, fosse sufficiente una sorta di difesa d'ufficio. A me è parso che fosse necessario, invece, approfondire l'argomento, ma, dopo aver letto un po' di carte, ho capito che era sufficiente la difesa d'ufficio, nel senso che mi pare che l'enfasi che trovo nelle affermazioni riportate nell'interpellanza e lo stesso strumento che viene utilizzato per sottolineare il problema non siano, in realtà, giustificati dalla leggerezza della situazione (e poi risponderò anche alle cose specifiche che ha aggiunto il Consigliere Bertola). L'Assessore Passoni è stato più puntuale e più preciso sui vari passaggi, ma mi pare di comprendere che si stia trattando di un'assemblea pubblica sulla sicurezza, che non avrebbe rispettato i tempi, delle convocazione delle Commissioni e, poi, di due questioni riferite invece alla Conferenza dei Capigruppo (la presenza del funzionario e la questione degli storni). Mentre mi pare che queste ultime due abbiano più senso per una sorta di tutela della minoranza, il funzionario - dalla mia esperienza di Presidente di Circoscrizione - veniva o meno, a seconda delle volte, ma, principalmente, il problema è la questione del clima in cui si riescono a mettere insieme i pezzi per gestire una Circoscrizione. Mi pare che in questa situazione non si riesca a comporre un puzzle che permetta una gestione serena, quindi ogni elemento diventa un problema di vita o di morte. Mi pare invece più significativo che gli storni siano messi a conoscenza, come prevede il Regolamento, di tutti i Capigruppo in un'apposita Conferenza che deve essere convocata all'uopo. Questa è una sorta di garanzia che deve essere data. In effetti, il Presidente Durante riconosce che, per un'erronea interpretazione del Regolamento, questo non avveniva e, dopo una sollecitazione (credo con lettera del Segretario Generale), si sta procedendo insieme - maggioranza ed opposizione - a ridefinire il Regolamento, prevedendo quella fattispecie così come deve essere. Come, per il resto, anche la presenza del funzionario diventa elemento di garanzia per il corretto funzionamento, ma non perché - come ha detto il Consigliere Bertola - la Conferenza dei Capigruppo compone l'Ordine del Giorno, in quanto l'Ordine del Giorno lo fa il Presidente di Circoscrizione, perché questo prevedono i Regolamenti. Quindi, non si può accusare un Presidente di fare una cosa che piacerebbe alla minoranza per poter avere un ruolo, perché è diverso quello che ci piacerebbe da quello che è obbligatorio e che, proprio in una situazione di difficoltà, deve invece essere garantito, perché diventa l'unico elemento di garanzia per la maggioranza e l'opposizione di poter svolgere in modo preciso, perfetto e senza problemi il proprio ruolo. Per quanto riguarda la questione della sicurezza, di cui parlava invece la risposta, forse io non la avrei fornita, questo posso dirlo, ma è più una questione caratteriale, di simpatia o di savoir-faire che non un fatto politico di una certa gravità; mai (noi che conosciamo la storia, la possiamo raccontare tutta) il Prefetto della Città di Torino, come altrove, ha considerato i Presidenti di Circoscrizione come snodo centrale per lo sviluppo, la programmazione e l'informazione delle attività sulla materia della pubblica sicurezza, che è una di quelle che, con maggiore difficoltà, si riesce a gestire a livello territoriale, proprio perché, invece, è molto accentrato il funzionamento ed è un fatto che, normalmente, i Presidenti di Circoscrizione si rivolgano al Sindaco per poter avere informazioni e per poter sostenere le proprie tesi nei comitati sicurezza (quello generale o quelli particolari che nascono sulle varie questioni). Per concludere, mi pare di poter dire che è più un fatto di relazioni che si sono deteriorate (e che tutti insieme possiamo cercare di favorire affinché si ricompongano ad un livello minimo per garantire il buon funzionamento delle attività) che non un'accusa su comportamenti gravi, che non mi sembra siano stati realizzati; per altro verso, è evidente che in una situazione normale, se viene richiesta un'assemblea con la presenza dell'Assessore, bisogna concordare la data con l'Assessore ed i tempi possono anche scadere; lo stesso può capitare per un'assemblea pubblica alla quale si devono invitare ospiti esterni, oppure per rispondere ad un'interpellanza in cui non sono solo gli Uffici della Circoscrizione chiamati a fornire gli elementi per un'informazione completa. Mi pare che in una situazione di normalità tutte queste situazioni porterebbero sicuramente a sforare i tempi e nessuno si porrebbe troppi problemi. Forse l'impegno che tutti quanti dobbiamo prendere, più che alzare il livello (anche con strumenti come questa interpellanza generale), è fare in modo che il livello torni ad essere accettabile, in modo tale che permetta a tutti di svolgere il proprio compito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Vorrei puntualizzare, anche al Consigliere Alunno, una questione che mi pare importante: il comitato sicurezza della Circoscrizione 7 è autorizzato dal Prefetto, quindi non è una banalità. La mancata convocazione ed il fatto di non adempiere a determinate richieste diventano più importanti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) In realtà, non ho molto da aggiungere, se non dare atto che il dibattito ha forse anche colmato quella che poteva essere esclusivamente la fase documentale e di carteggio tra le opposizioni e, se è arrivato in quest'Aula, credo che possa portarci ad una considerazione generale finale che è la seguente: un conto è il giudizio sull'operato politico-amministrativo di un amministratore della Città e su questo non posso esprimere parole; il Consigliere Bertola ha letto una risposta ad un'interpellanza e non tocca a me giudicare. Credo, però, che tutti siamo nelle condizioni di fare il nostro lavoro e, spesso, le informazioni ed il quadro generale non sono sempre così chiari per fornire risposte puntuali, analitiche e, soprattutto, soddisfacenti. Segnalo che nel carteggio è anche presente la querelle sul ritardo della convocazione delle assemblee con Assessori convocati presenti; gli Assessori sono stati disponibili, a volte in tempi non compatibili. Vorrei ricordare che credo che tutti facciamo del nostro meglio nell'operato e che, naturalmente se questo non lede fondamentali diritti di accesso alla democrazia, debba essere anche scusabile; laddove invece si creano condizioni di difficoltà, ben venga la segnalazione. Ribadisco - e chiudo - che l'Amministrazione ha in mente una sorta di ristrutturazione generale della regolamentazione dei meccanismi partecipativi sul modello del Consiglio Comunale anche per il decentramento. Il Regolamento non è recentissimo, è di sette anni fa, mentre quelli di quartiere sono molto precedenti. Credo che le procedure di verbalizzazione, di trasparenza e di resocontazione siano sicuramente necessarie, ma so che le note del Segretario Generale sono state puntuali e precise nel ribadire la necessità di verbalizzare. Tuttavia, credo che un richiamo sarà sicuramente fatto in sede di Conferenza dei Presidenti, affinché nel meccanismo di partecipazione sul decentramento tutti i Presidenti abbiano cura di relazionarsi nel modo più efficace possibile, naturalmente con le istanze centrali e con quello che è il diritto di accesso. Spero che, superate le incomprensioni procedurali ed instaurata una proficua collaborazione, non restino residui di un'incomprensione politica, che naturalmente credo che rimarrà nella sfera della dialettica politica, ma questo è un po' il sale della partecipazione della politica nelle Aule anche elettive e ritengo che, tutto sommato, questo non mancherà. Per quanto ci riguarda, ci faremo parte diligente per raccomandare che anche eventuali patine di incomprensione vengano rimosse e, se sono stati attuati comportamenti non improntati al superamento delle incomprensioni, la raccomandazione della Città andrà in tale senso (naturalmente, nel senso istituzionale di garantire la discussione e la dialettica, laddove siano mancate). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza generale è discussa. |