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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201305943/002, presentata in data 20 novembre 2013, avente per oggetto: "Vivibilità a rischio nel complesso edilizio ex MOI" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni; le ricordo che, come da Regolamento, ha a disposizione cinque minuti. PASSONI Gianguido (Assessore) Come richiesto dal Presidente, sarò telegrafico. L'interpellanza - ometterò la lettura delle premesse - chiede sostanzialmente quali sono le modalità di gestione degli interventi in caso di emergenza nelle palazzine MOI e, poi, puntualmente se ci siano oneri incidenti, a carico della Città, rispetto al vandalismo, alle utenze e quant'altro. Rispetto ai primi punti dell'interpellanza, la risposta è unica ed è abbastanza semplice, nel senso che, come riferisce anche il Corpo di Polizia Municipale, per quanto riguarda il tema dell'occupazione delle palazzine (ricordo, solo per il verbale, che sono quattro palazzine di proprietà del Fondo Città di Torino, le cui quote sono per circa un terzo di proprietà di Finanziaria Città di Torino e, quindi, di maggioranza privata come società) sino ad oggi sono state occupate e l'occupazione è stata tempestivamente comunicata, segnalata e denunciata alle autorità competenti dal soggetto proprietario delle palazzine, cioè il Fondo Immobiliare. Fino ad oggi, dalle informazioni assunte, il Fondo - rispondo all'ultima domanda - ha sostenuto spese per le utenze per circa Euro 10.000,00 Euro, relativamente a contratti di fornitura intestati alle utenze che, al momento, sono allacciate, in quanto non è stato possibile accedere anche con la forza pubblica. Non sono valutabili ulteriori danni agli immobili in quanto, in questo momento, non è possibile accedere ai locali, naturalmente d'accordo con le Forze dell'Ordine. Per quanto riguarda invece i primi tre punti, la risposta, sempre acquisita dal Corpo di Polizia Municipale, è che, dal momento in cui è stata denunciata l'occupazione da parte del Fondo, il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza ha convocato le parti in causa (la Città, non come proprietario ma come Amministrazione Pubblica, il Fondo e quant'altro) ed ha condiviso lo scenario e le problematiche. La Polizia Municipale si attiene a quanto è stato deciso in tale sede e trasmette ogni informazione utile reperita (naturalmente, con il monitoraggio). La Città non ha interrotto le azioni, per quanto possibile, di igiene ambientale e di monitoraggio della situazione, ma, in questo momento, la capacità di assumere decisioni legate ad una vicenda di tale portata in materia di ordine pubblico, sicurezza ed incolumità pubblica attiene al Tavolo prefettizio e con esso anche al Ministro dell'Interno sul tema della problematica di fondo, cioè della natura dei soggetti - se, naturalmente, è nota qual è la natura precisa - occupanti gli immobili medesimi. Quindi, in questo momento la Città partecipa abitualmente alle riunioni del Comitato, ma non è titolare di decisioni assunte in proprio. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore per aver risposto in Aula, poiché questa interpellanza è stata rimpallata tra diversi Assessorati (prima l'Assessore Tisi e, poi, l'Assessore Tedesco); alla fine abbiamo trovato il vero vice del Sindaco, perché penso che sia una delle questioni più importanti che, nella sua contraddittorietà, sta vivendo la nostra Città in questo momento. Non so quali siano i dati in suo possesso, ma questa interpellanza è nata dal colloquio con l'amministratore di condominio di quella struttura, il quale dice che per le bollette sono 33.000,00 Euro a trimestre quelli che invece, dal punto di vista di IREN, sono stati pagati. Questo è il primo dato. Inoltre, ha detto che per le bollette dell'acqua vengono pagati altre migliaia di Euro. All'interno di questa struttura, noi magari possiamo non rendercene conto (non dico lei, perché ha la delega al Patrimonio e quindi si occupa dei muri, ma del contenuto dovrebbero occuparsi tutti gli altri), ci sono vasche che servono per la pulizia dell'acqua che sono state distrutte, ci sono più di cinquanta bombole a gas che potrebbero esplodere da un momento all'altro ed è in atto un'epidemia di pulci all'interno di queste palazzine; nello stesso tempo, sono state divelte tutte le protezioni che cercano di proteggere, come è naturale in una struttura così, i vani che hanno a che fare con l'elettricità o con il gas. Quella è una bomba ad orologeria, perché, la prima volta che non vengono utilizzate le misure di sicurezza, rischia di succedere una catastrofe; questo a detta dell'amministratore, che, evidentemente, è l'amministratore per il Fondo di tutte le strutture. Le vasche che vengono utilizzate per dolcificare l'acqua corrente sono utilizzate per farci il bagno. La gente si lava con l'acqua all'interno dei locali e all'esterno (quando se lo poteva permettere). Queste bollette sono di spese comuni e in quel lotto 3, dove sappiamo che ci sono numerose palazzine, ci sono anche altri soggetti che dovranno pagare le spese condominiali tutti insieme. C'è un ostello, ci sono le residenze universitarie e c'è il CONI e che cosa gli diremo? Sappiamo già che la fondazione (che, in questo momento, ha lì dei giovani) è pronta a rescindere il contratto al più presto possibile per andare via, perché i ragazzi non vogliono più stare lì. Il problema riguarda anche il quartiere. Per carità, mi rendo conto che hanno mandato lei, perché ci vuole un po' di vergogna a non avere informazioni, ma so per certo che le bollette a carico della Città ammontano a 33.000,00 Euro a trimestre e che le tubazioni completamente scardinate continuano a provocare perdite d'acqua, quindi stiamo parlando di decine di migliaia di Euro, non di 10.000,00 Euro. Nello stesso tempo, però, deve emergere con chiarezza che è un problema che - sono d'accordo - riguarda le Forze dell'Ordine e - sono d'accordo - il Ministro dell'Interno, ma quanto ci costò costruire quegli immobili, per di più fatti alla velocità della luce? Il deterioramento che stiamo portando ci costerà milioni di Euro se vorremo ripristinare quelle strutture. Ciò che mi lascia perplesso è che, oggi, lì (nel "considerato che" e nel "rilevato che" dell'interpellanza non scrivo delle banalità, Assessore) le porte dei locali sono divelte e vandalizzate e chiunque può accedere agli impianti. All'interno c'è degrado, spaccio, sporcizia e mancanza di igiene ambientale; all'interno ci sono dei bambini piccoli e all'interno di quella zona c'è materiale rubato. Noi abbiamo deciso che quella zona lì (noi, lo Stato, il Governo, non importa di che partito sia il Ministro, per quanto sia del mio, cioè del Nuovo Centro Destra) stiamo abbandonando i cittadini che vivono lì attorno, lasciando quelle persone in una condizione di degrado (che, magari, vogliono o non vogliono), ma, aumentando la micro criminalità, gli studenti universitari rischiano quando si recano nei loro appartamenti e il servizio d'ordine di questa struttura è fatto dai centri sociali. Mi domando se abbiamo deciso che quella sia una zona franca; quando il centrodestra parla di zona franca si riferisce ad una zona franca dalle tasse, non di una zona franca dalla sicurezza e dalla legalità, per cui è imbarazzante una risposta di questo tipo. Mi rendo conto che l'Assessore sia l'Assessore al Patrimonio, ma continuiamo a spendere e continuano a spendere i cittadini, perché, alla fine della fiera, essendo comunque compartecipanti nel Fondo ed avendo una struttura in quella zona, stiamo continuando a farci carico delle spese utilizzando risorse, mentre quella zona potrebbe essere gestita diversamente, quantomeno chiedendo di poter entrare. Non possiamo entrare in una zona nostra, in immobili nostri, per ispezionare se sta succedendo qualcosa, se qualcuno si sente male o se ci sono delle malattie dovute alla sporcizia, quando sappiamo che ci sono dei bambini. È necessario che almeno permettano a qualcuno di adottare una soluzione per quanto riguarda i bimbi che sono lì, per quanto riguarda la situazione di degrado e per fare una pulizia generale del tutto, comprendendo a quanto ammontano i danni; mi auguro però, da questo punto di vista, che si faccia carico di questi danni chi non ha gestito questa situazione e non i cittadini di questa Città. Non mi ritengo soddisfatto della risposta e mi dispiace se mi sono accalorato; evidentemente, non ce l'ho con l'Assessore che ha la delega al Patrimonio, ma questa situazione è uno scempio. I soldi che stiamo buttando sono fuori controllo dal punto di vista del flusso delle utenze e dal punto di vista dei danni che sono stati creati a quelle strutture. È assurdo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Vorrei confortare il Consigliere Magliano. In realtà, ho letto una risposta che il mio Assessorato ha diligentemente preparato in data 22 novembre 2013 e, quindi, i 10.000,00 Euro erano riferiti ad allora. Lo preciso per il verbale. Essendo riferita ad allora ed essendo passati novembre, dicembre e gennaio, è possibile che, oggi, la cifra sia diversa. Questo era riferito ad una risposta che avevo per e-mail... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Posso solo dire che mi hanno risposto così…(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Posso condividere, però... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il 22 novembre hanno risposto così, per cui indagheremo qual è la fonte reale. LEVI Marta (Vicepresidente) C'è una divergenza di dati. PASSONI Gianguido (Assessore) Per quanto riguarda la seconda informazione invece politica, segnalo che l'Amministrazione sui problemi più generali ha naturalmente attivato ogni relazione con la Prefettura e con il Ministero dell'Interno per candidare la soluzione del problema ad una soluzione di carattere nazionale, in quanto i numeri, le modalità e l'emergenza che l'Amministrazione ben conosce ovviamente richiedono risorse, sforzi ed impegno che trascendono la possibilità di candidare questa operazione ad una sola gestione di emergenza cittadina. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |